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Full text of "Catalogo dei codici manoscritti della Trivulziana"

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■  ìo.  G 

CONFINED  TO 
THE  LIBRARY 


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TRIVVLZIANA. 


CATALOGO 


DEI  COD.  MANOSCRITTI 


EDITO.  PER  CURA 


DI 


GIULIO    PORRO 

Vice-Presidente  della  R.  Deputazione  di  Storia  Patria 


TORINO 

STAMPERIA  REALE  DI  G.  B.  PARAVIA  E  COMP. 

MDOOOLXXXIV 


PROPRIETÀ    LETTERÀRIA 


7  » 


OFOXFORJ 


Torino  —  Slaraperia  Heale  Ut  G.  B.  I'aiayia  e  C. 


*>/ 


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PREFAZIONE 


Venendo  pubblicato  il  Catalogo  dei  Codici  manoscritti  dell'attuale 
Biblioteca  Trivulzio,  credo  non  sia  inopportuno  raggiungervi  alcuni 
brevi    cenni   sulla   sua   formazione.    E   innanzi   tutto  noterò  come  in 

* 

questa  illustre  famiglia,  che  annovera  tra  i  suoi  figli  due  Marescialli  di 
Francia  e  molti  altri  uomini  insigni  nella  milizia,  che  diede  alla  Chiesa 
quattro  Cardinali  e  molti  altri  Prelati,  non  mancarono  gli  uomini  di 
lettere,  e  pare  fosse  ereditario  ne1  suoi  membri  l'amore  alle  cose  belle, 
alle  collezioni  sia  di  libri  che  di  oggetti  d'arte. 

Fin  dal  sec.  xv  troviamo  un  Àrasmo  che  meritò  pel  suo  sapfere  di 
essere  posto  dal  Fi  1  elfo  fra  gli  interlocutori  del  suo  secondo  Convito  (edito 
a  Milano  senza  note  tipografiche  verso  il  1475)  (1).  Nello  stesso  secolo 
troviamo  il  Beato  Francesco  Trivulzio  dell'ordine  dei  Francescani,  ce- 
lebre per  la  sua  facondia,  che  amava  lo  studio,  ed  i  libri,  e  di  ciò  fanno 
fede  le  parole  da  lui  scritte  sopra  un  bellissimo  esemplare  della  Pan- 
Micologia  Radnerii  de  Pisi*  ,(2),  che  si  conserva  in   questa  Biblioteca. 


(f  )  In  questa  Biblioteca  si  conserta  un  Codice  che  gli  appartenne.  Vedasi  alla  pag.  50  Brutti 
Leonardo  detto  Aretino-  La  guerra  dei  Goti.  C0D.  2115. 

(2)  Rainerius  de  Pisis  Pantheologia  S.  L_A.  et  t.  n.  (Hain  Pref.  Bib.  N.  13016).  •  Ad  ustim  fra- 
«  trio  Francisci  de  Trfrultio,  et  perttnet  loco  Sci  Johannis  apnd  Laude  ». 

«  Recordare  lector  exorare  pro_  anima  magnifici  domini  Petri  de  cujus  elemosyna  emptus 
e  est  Iiber  iste:  qui  obiit  anno  dni  mcccclxxiii  die  primo  Decembrìs  in  ci  vi  ti  te  Terdone  I1t.m|  dni 

•  nostri  Galea*  Maria  ducis  Mediolani  quinti,  ultra  Padum  tunc  eomissarius ,  obi  ego  frater 
<  Pranciscos  primogenitos  suus  fui  presens  et  credo  quod  mediante  ordine  fratrum  mi  no  rum 

•  sii  salvile:  quia  vitam  s«am  bene  floivit  ». 


vi  PBEFÀZIONE 


Il  celebre  Gian  Giacomo  QVI  NViNQVAM  QVIEVIT,  come  leggesi 
sul  suo  avello,  trovava  #il  tempo  in  mezzo  allo  strepito  delle  armi  ed 
alla  cura  degli  affari  pubblici,  di  raccogliere  libri  sia  stampati  che  ma- 
noscritti, come  asserisce  Bernardino  Arluno  nella  sua  storia  Ms. ,  scri- 
vendo: Componendae  quoque  BiblioUiecae  stimma  UH  aura  fuit.  Sgra- 
ziatamente quella  Biblioteca  andò  dispersa;  ma  a  provarne  l'esistenza 
rimangono  alcuni  Codici  col  suo  stemma  e  col  suo  nome,  che  si  trovano 
descritti  in  questo  Catalogo ,  come  pure  fra  gli  stampati  si  trova  uno 
splendido  esemplare  dell'opera  di  S.  Agostino  De  civitate  Dei,  collo 

stemma  di  lui  e  della  Beatrice  d'Avalos  sua  seconda  moglie.  Egli  fu 
gran  protettore  dei  letterati ,  dei  quali  amava  di  circondarsi  tenendoli 

anche  in  casa  sua,  come  fece  col  Valla,  che  vi  dimorò  parecchi  anni,  e 
con  altri.  Leggeva  con  loro  i  classici  latini  e  greci,  specialmente  quelli 
che  trattavano  di  arte  militare.  Prediligeva  i  Commentari  di  Giulio  Cesare. 
Lodovico  il  Moro,  che  lo  invidiava  e  non  lo  amava,  per  tal  suo  amore 
allo  studio,  solea  chiamarlo  il  grammaticuccio.  Il  celebre  Luca  Paciolo 
nella  prefazione  della  sua  opera  Summa  de  aritmetica,  geometria,  pro- 
porzioni et  proportìonali)  stampata  a  Venezia  nel  1494  scrive  di  aver 
più  volte  ragionato  col  Trivulzio  sull'arte  della  guerra 'j  e  letti  con  lui 
Quinto  Curzio,  Vegezio,  ed  altri  autori.  Da  giovane  frequentava  le  scuole 
pubbliche  e  tal  costume  serbò  anche  nell'età  matura.  Mario  Cattaneo 
nell'epistola  dedicatoria  che  precede  il  Panegirico  di  Trajano,  Callimaco 
Siculo ,  il  Manuziano  inneggiano  al  sapere  di  lui ,  e  Lancino  Curzio  , 
scherzando,  lo  prega  di  non  adoperare  la  penna  e  di  lasciare  libero  quel 
campo  ai  letterati  che  non  avevano  altro  da  fare  che  scrivere.  Delle 
sue  produzioni  letterarie  sia  in  prosa  che  in  versi  nulla  è  giunto  sino 
a  noi.  Si  hanno  relazioni  delle  riunioni  e  tenzoni  letterarie  tenutesi  in 
casa  sua  specialmente  in  occasione  del  suo  secondo  matrimonio.  Non 
poche  sono  le  opere  a  lui  dedicate.  Basterà  l'indicare  le  opere  di  Cice- 
rone,  stampate  a  Milano  dal  Manuziano  nel  1498  in  4  gran  volumi  in 
fol. ,  di  cui  trovasi  in  questa  -Biblioteca  un  bellissimo  esemplare  colla 
lettera  di  dedica:  l'opera  di  Isidoro  Isolani  De  regimine  principimi; 
la  Triulziade  dell'Assaraco  (1515).  Della  sua  magnificenza,  del  suo  buon 
gusto  artistico  fanno  larga  testimonianza  gli  stupendi  arazzi  da  lui  fatti 
eseguire  in  Vigevano,  sui  disegni  del  Bramantino,  rappresentanti  le  ope- 
razioni campestri  dei  dodici  mesi  dell'anno,  che  si  conservano  in  fa- 


PEEFAZIONE  vii 


miglia,  e  quelli  che  tuttora  rimangono  in  quella  città  ove  il  Maresciallo 
aveva  istituita  una  fabbrica  nel  1503  (1). 

Altro  mecenate  delle  arti  e  della  letteratura  fu  Renato  di  Francesco. 
Nel  1551  egli  chiamava  i  Campi  a  dipingere  le  sale  del  suo  Castello  di 
Formigara.  Nel  1543  istituiva  in  Milano  un'Accadèmia  letteraria:  fu 
anche  poeta  e  come  tale  lodato  dall'Ariosto. 

Vi  fu  pure  un  Giorgio,  che  nel  sec.  xvii  raccoglieva  libri,  alcuni 
de'  quali  si  trovano  in  questa  Biblioteca,  come  pure  ve  ne  sono  di  altri 
membri  dellla  famiglia  Trivulzio. 

Ma  quelli  che  più  di  ogni  altro  loro  antenato  si  distinsero  nel  rac- 
cogliere tanti  tesori  di  antichità  e  d'arte,  come  sono  quelli  contenuti 
nell'attuale  Museo,  furono  i  due  fratelli  Marchese  Alessandro  e  D.  Carlo. 
Del  primo  di  essi  parlano  con  molta  stima  il  Muratori,  il  Sassi,  il  Gori, 
Guido  Ferrari  nel  IV  voi.  delle  sue  Dissertazioni  consacra  un  intero 
capitolo  alle  sue  lodi,  e  nelle  sue  Lettere  Lombarde  stampò  una  Dis- 
sertazione del  Marchese  Alessandro  sulle  origini  degli  Umbri.  Aveva 
molto  viaggiato,  e  conosceva  parecchie  lingue  sì  antiche  che  moderne. 
Fu  uno  dei  principali  promotori  della  Società  Palatina,  ed  alla  sua  ope- 
rosità ad  alle  grosse  somme  di  denaro  da  lui  contribuite  devesi  in  parte 
la  buona  riuscita  di  quella  vasta  e  generosa  impresa  che  fu  la  pubbli- 
cazione degli  Scriptores  rerum  Italicarum ,  e  di  altre  opere.  Fu  egli 
che  gettò  i  primi  fondamenti  dell'attuale  Biblioteca.  D.  Carlo  dal  canto 
suo  fu  indefesso  raccoglitore  ed  illustratore  d'ogni  genere  di  cose  an- 
tiche o  belle,  incominciando  dar  manoscritti ,  dagli  smalti ,  dagli  avorii 
sino  a  tutti  gli  oggetti  che  potevano  avere  un  pregio  pel  loro  valore 
artistico  e  di  curiosità.  Vestì  l'abito  religioso,  e  si  dedicò  con  trasporto 
(dice  il  Litta,  Fam.  Cel)  agli  stadi  archeologici,  e  fornito  di  fino  dir 

scernimento  giunse  a  raccogliere  una  distinta  supellettile  di  Codici, 
non  che  un  Museo  di  antichità  e  di  numismatica  antica  e  moderna. 

E  ben  a  ragione  egli  poteva  chiamare  una  distinta  supellettile  quella  in 

cui   si  trovavano  tre  dittici  consolari,  una  stupenda  sella  d'avorio  del 

sec.  xiv  perfettamente  conservata,  in  cui  sono  intagliate  molte  figure 


(()  Ne  parla  il  Mazzuchelli  nella  Dissertazione  sulle  monete  Trivulzie  unita  al  Voi.  II  della 
vita  del  Maresciallo,  del  Rosmini,  a  pag.  352;  dietro*  l'asserzione  del  Cotta,  nelle  aggiunte  che 
questi  fece  al  suo  Museo  Novarese,  tuttora  inedite,  le  quali  si  trovano  nel  Ms.  1444,  pag.  99,  di 
questa  Biblioteca. 


vili  PREFAZIONE 


rappresentanti  la  leggenda  della  donna  cui  il  marito  fa  presentare  in  una 
coppa  il  cuore  dell'amante  da  lui  fatto  assassinare  :  dei  tritici  del  sec.  xiv 
una  pace  coi  gigli  di  Francia,  e  moltissimi  altri  oggetti  d'avorio  finamente 
lavorati,  sacri  e  profani.  Nonché  degli  smalti  italiani  e  francesi,  fra  cui 
una  bellissima  anfora  di  Limoges  del  sec.  xvi.  Fra  i  vetri  da  lui  lasciati 
figura  il  prezioso  diatrete ,  unico  ora  esistente ,  essendo  perito  nell'ul- 
timo assedio,  quello,  per  altro  un  po'  guasto,  che  esisteva  a  Strasburgo. 
Il  Trivulziano,  che  è  intatto,  fu  descritto  dal  Winkelman,  ed  il  Conte 
Luigi  Bossi  nella  sua  erudita  Disseriazione  sul  sacro  catino  di  Genova 
pubblicò,  in  nota,  la  descrizione  fattane  da  D.  Carlo  Trivulzio.  Non 
parlerò  del  medagliere,  delle  armi  preziose,  dei  lavori  all'agemina ,  dei 
nielli,  fra  cui  una  pace  di  Maso  Finiguerra.  Nella  ricca  classe  dei  gioielli 
da  lui  lasciati,  va  ricordata  una  croce  stazionale  in  filigrana  doro  che 
fu  donata  nel  1295  dal  Card.  Pietro  Petrigossi  al  Monastero  di  S.  Maria 
di  Pozzolo  pieve  di  Gorgonzola  (1).  Uno  stupendo  carneo  greco  rappre- 
sentante la  testa  di  Antonia  moglie  d'Augusto  :  una  collana  di  Scarabei 
incisi  Etruschi  ed  Egiziani,  i  primi  in  corniola  ed  i  secondi  in  agata: 
il  sigillo  di  Francesco  S.  Sforza  duca  di  Milano  :  due  fermagli  per  cap- 
pello del  Caradosso,  e  moltissimi  altri  oggetti  preziosi  che  sarebbe  troppo 
lungo  l'annoverare,  e  più  ancora  il  descrivere.  Non  mancavano  i  quadri 
alla  sua  raccolta,  fra  cui  va  notata  la  stupenda  pala  d'altare,  forse  il  più 
bel  lavoro  del  Mantegna,  che  vi  pose  la  seguente  sottoscrizione  :  A  Man- 
tinta  pinx  a  graciae  1497,  15  Augusti:  ed  un  ritratto  di  Lodovico  il 
Moro,  bellissima  opera  del  nostro  Boltraffio.  Va  pur  ricordato  il  mau- 
soleo di  Azzone  Visconti,  che  stava  altre  volte  nella  Chiesa  di  San  Go- 
tardo  annessa  al  palazzo  di  Corte  (2). 

Della  vasta  erudizione  di  questo  benemerito  raccoglitore  fanno  ampia 
testimonianza  le  molte  e  dottissime  note  ed  illustrazioni  di  oggetti  del 
suo  Museo  e  di  Codici  della  sua  Biblioteca;  illustrazioni  che  il  lettore 
troverà  in  parte  pubblicate  per  intero  in  questo  Catalogo.  Benché  le 
abbia  sempre  citate ,  di  alcune  diedi  soltanto  un  estratto ,  perchè  egli , 
molto  sapendo,  si  lasciava  facilmente  trarre  fuori  dal  seminato  dilun- 


(1)  Del  Card.  Petrigrossi  o  Perigrossi  e  del  suo  testamento  parla  ilGiulini  nel  Voi.  Vili  delle 
Memorie  su  Milano. 

(2)  11  Giulini  ne  dà  il  disegno  e  lo  descrive  a  pag.  381  voi.  X. 


PREFAZIONE  ix 


gandosi  in  digressioni  estranee  al  Codice  che  stava  illustrando.  Vissuto 
in  tempi  (1)  in  cui  vennero  disfatte  e  vendute  molte  Biblioteche  dei 
conventi  soppressi,  ed  anche  di  privati,  ricco,  ed  anche  coadiuvato  dal 
fratello  Marchese  Alessandro  potè  acquistare  molti  e  preziosi  Godici  che 
di  poco  superavano  il  numero  di  1500  volumi. 

Essi  andarono  divisi,  come  il  Museo,  fra  i  due  fratelli  Marchese 
Gian  Giacomo  e  Gerolamo,  essendo  a  loro  premorto  il  generale  Ales- 
sandro, ministro  della  guerra  a  Parigi  nel  1805.  La  parte  toccata  a 
D.  Gerolamo  passò  poi  alla  di  lui  figlia  Cristina  maritata  al  Principe 
Emilio  Belgiojoso,  ed  ora  è  posseduta  dalla  Marchesa  Trotti  di  lei  unica 
figlia.  Di  questa  parte  della  ricca  collezione  lasciata  da  D.  Carlo  non  è 
qui  il  caso  di  parlare. 

Il  Marchese  Gian  Giacomo  ereditò  dal  prozio  non  solamente  i  pre- 
ziosi cimelii,  ma  anche  l'amore  allo  studio,  ed  alle  sue  collezioni,  che 
non  solo  conservò  gelosamente,  ma  accrebbe  di  molto.  Benché  non  rag- 
giungesse la  vasta  erudizione  di  D.  Carlo ,  fu  però  uomo  assai  dotto.  ' 
Appassionato  cultore  della  letteratura  italiana  ed  in  particolar  modo  del 
sommo  poeta,  aggiunse  alla  sua  libreria  molti  Codici  della  Divina  Com- 
media, fra  i  quali  merita  speciale  menzione  quello  del  1337,  e  moltis- 
simi preziosi  testi  'di  lingua,  come  potrà  rilevare  chi  vorrà  percorrere 
questo  Catalogo;  ma  il  ramo  in  cui  potè  arricchire  prodigiosamente  la 
sua  Biblioteca  fu  quello  dei  testi  di  lingua,  e  delle  edizioni  citate  dal- 
l'Accademia della  Crusca,  della  quale  egli  era  membro,  che  potè  rendere 
quasi  completa,  e  così  pure  acquistò  orazioni  ed  opuscoli  rarissimi  dei 
sec.  xv  e  xvi,  come  sarebbero  la  lettera  del  Coma  tradotta  dallo  Scillacio 
stampata  a  Pavia  nel  1494:  le  Isole  nuovamente  trovate  (Firenze  1495), 
ed  altri  opuscoli  relativi  alla  scoperta  dell'America:  La  morte  del  Duca 
Galiazo  (senza  data,  ma  del  1477):  La  presa  del  Moro  e>del  Cardinale 
Ascanio:  Le  canzoni  a  ballo  di  Lorenzo  de'  Medici:  Le  prediche  del 
SaìHmarola,  ed  altri  moltissimi  opuscoli  che  vi  si  contano  a  centinaia. 
Egli  comperò  intere  librerie  per  completare  od  aumentare  le  sue  col- 
lezioni, e  potè  così  mettere  assieme  14  grossi  volumi  di  Rappresenta- 
zioni e  più  di  1 86  Commedie  dei  Rozzi  e  moltissimi  novellieri,  fra  quali 
il  Morlini,  della  cui  edizione  originale  del  1520  non  si  conoscono  che 


(1)  Morì  di  74  anni  nel  1789. 

(ktaL  Trivuliiana  B 


x  PBEFÀZIOfrE 

*      , ' 


cinque  esemplari  compreso  il  Trivulziano.  Fece  acquisto  della  ràtadólta 
completa  delle  pubblicazioni  Cominiane  appartenuta  ai  fratèlli  Vólpi,  com- 
posta tutta  di  esemplari  in  carta  grande  o  turchina.  Ebbe  là  fortuna  di 
comperare ,  a  caro  prezzo  però ,  dei  libri  stampati  su  pergamena ,  fra  i 
quali  meritano  speciale  menzione  il  Virgilio  di  Venezia  (1470)  con  tre 
pagine  miniate  (1)  collo  stemma  dei  Dona  delle  róse:  un  Cióerò  de  Of- 
ficiis  (Venezia  1470)  :  5.  Agostino,  De  civitate  Dei  (Venezia  1470)  appar- 
tenuto  al  Monastero  di  Praglia  sul  Padovano:  uno  Svelonio  del  1471 
pure  di  Venezia  con  miniature  del  Mantegna:  un  'Dante  di  Aldo  del 
1502,  non  che  altri  pure  assai  pregevoli  e  rari.  Grazie  a  lui  in  onesta 
Biblioteca  sono  assai  numerose  le  edizioni  italiane  e  latine  del  sec.  xv, 
generalmente  con  amplissimi  margini  e  di  perfetta  conservazione.  Valga 
ad  esempio  V Antologia  greca  delVAlopa  (Firenze  1494)  che  è  intonsa, 
e  colla  lettera  a  Piero  de'  Medici  :  la  Grarrimktica  del  -Lascaris  (Milano 
1476)  quasi  intonsa.  Il  Decor  piiellaram  (Venezia  (2)  1479):  le  Opere 
di  Cicerone  del  Manuziano  (Milano  1498)  bellissimo  esemplare  cui  non 
manca  la  lettera  di  dedica  al  Magno  Trivulzio:  gli  Offici  di  Cicerone  di 
Magqnza  (1465):  YOmero  del  Nerli  di  Firenze  (1488)  e  moltissimi  altri 
che  sarebbe  troppo  lungo  il  ricordare  (3).  Il  Marchese'Gian  Giacomo  au- 
mentò pure  il  medagliere  con  rari  pezzi  della  Serie  rotaana  e  'della 
greca  :  acquistò  degli  avorii,  dei  dittici  consolari,  ed  tino  sacro  bellissimo 
che  rappresenta  il  S.  Sepolcro  e  la  risurrezione  di  Cristo,  il  quale  nella 
parte  interna  ha  una  lista  di  nomi,  palimsesti,  in  caratteri  Unciali 'del 
v  secolo  (4),  dei  gioielli,  e  comperò  una  stupenda  cassetta  all'agèmina 
di  un  finissimo  e  bellissimo  lavoro,  la  quale  venne  illustrata' dall'Abate 
Francesconi  di  Padova,  ed  altra  cassetta  all'agemina  in  oro  còllo  stentina 
Farnese,  che  probabilmente  appartenne  a  Pier  Luigi:  èd'un'àltfa  ih  oro 


(1)  Era  proveniente  dalla  libreria  Saibante  di  Verona.  Lo  comperò  dal  libraio  Brizzolara  per 
300  luigi  d'oro  ;  prezzo  elevatissimo  per  quel  tempo. 

(2)  La  data  nel  volume  è  1469,  ma  è  ritenuto  da  tutti  i  bibliofili  che  essa  è  sbagliata  e  che 
vi  manca  un  X. 

(3)  Sarebbe  davvero  desiderabile  che  venisse  pubblicato  il  catalogo  delle  ^dizioni  ed  opu- 
scoli del  sec.  xv  esistenti  nella  Trivulziana,  essendovene  non  pochi  che  sono  sconosciuti  ai  bi- 
bliografi. 

(4)  É  inedito;  e  non  ho  potuto  verificare  a  qual  chiesa  abbia  appartenuto.  Tqtti  santio  l'im- 
portanza che  avevano  questi  dittici,  sopra  cui  si  scrivevano  i  nomi  dei  Vescovi,  e  dei  personaggi 
che  dovevano  essere  invocati,  o  per  cui  si  doveva  pregare  nelle  secreta  della  Messa.  Nei  tempi 
di  discussioni  religiose  o  di  eresie,  specialmente  in  quella  cosi  detta  dei  Ère  capitoli1,  l'èisere  in- 
scritto o  cancellato  dai  dittici  divenne  questione  importante. 


PREFAZIONE  xi 


ed  argento  espilo  stemiqa  d'Este  e  Medici  fatta  per  le  nozze  di  Lucrezia 
de'  Medici  con  Alfonso  II  d'Este.  Come  già  dissi ,  egli  era  uomo  assai 
dotto,  come  appare  dalla  sua  corrispondenza,  che  meriterebbe  di  essere 
pubblicata.  La  sua  casa  era  il  convegno  dei  letterati  :  Monti ,  Perticari , 
TAb.  Pietro  Mazzuchelli,  Rosmini  la  frequen lavano.  Quest'ultimo,  allog- 
giato nel  palazzo  Trivulzio ,  approfittò  largamente  della  opportunità  e 
della  ricca  supellettile  che  aveva  sotto  mano  per  le  sue  pubblicazioni , 
in  gran  parte  ispirate  dpi  Marchese  Gian  Giacomo.  Sui  di  lui  Codia, 
sotto  la  sua  sorveglianza  ed  a  sue  spese  venne  fatta  dal  Pogliani  l'edi- 
zione del  Convita  di  Dante,  e  di  altre  opere  minori. 

Alla  sua  morte  la  raccolta  passò  integralmente  al  Fu  ni  co  suo  figlio 
maschio  il  Marchese  Giorgio.  Questi  pure  aumentò  la  Biblioteca  con  Mss. 
e  }ibri  stampati  nel  sec.  xv  o  rari.  Fra  questi  va  notato  un  Ladolphas, 
Vita  Christi  (Brescia  1496)  postillato  dal  celebre  Fra  Gerolamo  Savo- 
narola. La  Marchesa  Marianna  Rinuccini  di  lui  moglie,  erede  in  parte 
della  Biblioteca  di  quell'antica  ed  illustre  famiglia,  ora  estinta,  arricchì 
la  Trivuhianà  non  spio  dei  molti  Mss.  autografi  de'  suoi  antenati  (fra 
i  quali  merita  una  speciale  menzione  l'importantissima  Storia  della  le- 
gazione in  Irlanda  di  Mons.  Giov.  Battista  Rinuccini  Arcivescovo  di 
Fermo,  dai  1641  al  1649),  ma  anche  di  buon  numero  di  edizioni  del 
sec.  xy,  specialmente  di  quelle  fatte  a  Roma  in  Aedibus  Maximis.  Egli 
aggipjise  non  pochi  libri  stampati  su  pergamena ,  che  ora ,  con  quelli 
ereditati,  oltrepassano  il  numero  di  200  volumi.  Aumentò  il  suo  Museo 
con  alcuni  vetri  antichi,  fra  cui  una  coppa  di  Murano  con  fig.  del  sec.  xv 
con  alcune  maioliche  della  fabbrica  di  Urbino:  con  degli  smalti  e  dei 
nielli  e  fra  questi  due  bellissime  paci,  una  del  Peregrino,  e  l'altra  di  ignoto 
autore,  ma  di  finissimo  lavoro,  colle  loro  incorniciature  originali:  con 
delle  anni  turche  antiche,  e  colla  sciabola  dell'eroe  polacco  Kociusko. 
Acquistò  pure  degli  avorii,  e  fra  questi  merita  speciale  menzione  un  Cristo 
in  cattedra,  lavoro  Bizantino ,  che  doveva  probabilmente  servire  di  co- 
pertura ad  un  libro,  e  che  appartenne  a  Giuliano  della  Rovere,  che  fu 
poi  Papa  col  nome  di  Giulio  II,  al  quale  sembra  venisse  offerto  inqua- 
drato in  una  cornice  d'avorio  ornata  con  nielli  e  pietre  preziose,  col  suo 
stemma  e  colle  sigle  I.  R.  S.  C.  R.  A.  MD.  che  io  interpreto:  Julianns 
Rimere,  Savonensis'  Cardinalis  Reverentissimus,  Anno  MD.  —  Ma  la  parte 
del  suo  Museo  in  cui  egli  fece  maggiori  aggiunte  fu  il  medagliere,  spintovi 


hi  PBEFÀZIONE 


da  speciali  circostanze.  Nell'agosto  del  1848  al  ritorno  degli  Austriaci  a 
Milano  il  palazzo  Trivulzio  venne  destinato  ad  uso  di  ospedale,  intimando 
che  dovesse  essere  sgombrato  dai  mobili  entro  24  ore  e  consegnato  a  quel- 
l'autorità. Il  ricco  e  prezioso  mobiglio  fu  trasportato  altrove,  ma  non  si 
poteva  fare  altrettanto  col  medagliere  posto  in  una  nicchia  chiusa  da  , 
una  porta.  Non  vi  fu  altro  modo  di  levarlo  che  quello  di  gettare  tutte 
quelle  monete  (circa  10  mila)  in  tanti  sacchetti  alla  rinfusa  (1).  Riavuto 
il  suo  appartamento,  il  Marchese  dovette  pensare  a  riordinare  il  suo  me- 
dagliere. Un  giorno  ch'era  andato  a  vederlo,  lo  trovai  in  mezzo  a  tutti 
quei  sacchetti  guardandoli  coll'aria  d'un  uomo  impensierito  pel  grave  e 
lungo  lavoro  da  eseguire.  Io  aveva  sempre  avuto  passione  per  la  numi- 
smatica e  gli  offersi  di  aiutarlo.  Mio  cugino  accettò  con  piacere  la  mia 
.cooperazione,  e  ci  mettemmo  all'opera,  che  durò  lungo  tempo.  Nel  clas- 
sificare le  monete  romane  egli  rimpiangeva  la  raccolta  delle  zecche  ita- 
liane ,   che  nelle   divisioni   era  toccata  alla  di  lui  cugina  Principessa. 
Cristina  Belgiojoso  e  volle  rifarla,  e  nei  pochi  .anni  che  gli  rimasero  di 
vita  potè ,  se  non  riuscire  nel  suo  intento  ,  raccogliere  almeno  un  tal 
numero  di  monete  da  renderlo  un  distinto  medagliere  anche  dal  lato 
dei  pezzi  rari  e  delle  monete  d'oro  che  vi  abbondano.  Non  trascurava 
per  questo  di  aumentare  la  serie  romana  ch'egli  arricchì  non  poco  por- 
tandone i  pezzi  d'oro  al  rispettabile  numero  di  784,  fra  cui  molti  assai 
rari  e  di  bellissima  conservazione  :  senza  contare  l'aumento  non  piccolo 
nelle  monete  d'argento  e  di  bronzo.  La  serie  delle  monete  consolari 
d'argento  fu  da  lui  aumentata  sino   al  numero  di  1900  pezzi  circa:  e 
così  pure  aggiunse  diversi  pezzi  rari   alla  raccolta  greca.  Quest'ultima 
serie  venne  poi  da  me  riordinata  ed  illustrala,  come  feci  pure  per  le 
monete  d'oro  della  serie  imperiale  romana  comprese  le  bizantine.  Ac- 
ciaccoso ed  asmatico  in  conseguenza  della  grave  ferita  riportata  da  palla 


(1)  Dovevano  essere  evacuati  anche  i  locali  della  Biblioteca,  ma  qui  le  difficoltà  erano  mag- 
giori trattandosi  di  trasportare  circa  70  mila  volumi.  Si  ricorse  al  Municipio,  il  quale  mandò 
col  l'agente  della  casa  Trivulzio  una  sua  deputazione  per  chiedere  che  questa  almeno  fosse  lasciata 
al  suo  posto.  11  notissimo  Conte  Pncbta,  già  consigliere  di  Governo  e  ritornato  come  commis- 
sario straordinario,  cui  dovettero  rivolgersi,  incominciò  con  un  reciso  rifiuto,  ribattendo  tutte  le 
ragioni  per  le  difficoltà  della  esecuzione  di  quell'ordine,  con  aria  ora  ironica,  ora  severa;  ed  alla 
impossibilità  di  trovare  i  mezzi  necessari  pel  trasporto  rispose  con  un  sogghigno,  ed  offrì  di 
mettere  a  loro  disposizione  dei  cariaggi  militari  ed  una  compagnia  di  soldati.  Dopo  aver  per  un 
po' di  tempo  continuato  a  respingere  le  loro  ragioni,  disse  sorridendo:  La  Biblioteca  Trivulzio  è 
troppo  conosciuta  in  Europa,  e  se  venisse  trasportala  in  quel  modo  o  manomessa  direbbero  che  siamo 
dei  barbari.  Rimanga  pure  dov'è.  E  così  per  buona  ventura  rimase. 


PREFAZIONE  xm 


austriaca  sulle  barricate  nei  cinque  giorni  del  Marzo  1848,  egli  poteva 
a  stento  salire  le  scale  per  andare  in  Biblioteca  \  e  perciò  ricorreva  a 
me  per  farvi  delle  ricerche  quando  gli  veniva  fatta  qualche  domanda , 
non  avendo  egli  mai  voluto  tenere  un  bibliotecario.  Dalla  Marchesa 
Marianna  sua  moglie  ugualmente  pervenne  a  questo  Museo  il  magnifico 
zaffiro  ovale,  lavoro  del  iv  secolo,  alto  25  millimetri  e  largo  38,  sopra 
cui  venne  incisa  la  caccia  al  cinghiale  Galedonio  colla  iscrizione  seguente  : 

CONSTANTIVS  AVG. 
2I<J>IAC  KECAPIA  KAIUIAAOKIA 

che  fu  illustrato  dal  Passeri  e  pubblicato  nel  Tìiesaurus  veterum  dypti- 
corum  (Voi.  IV,  pag.  59,  Tav.  XIX). 

Di  eguale  provenienza  è  il  bellissimo  ritratto  di  Antonello  da  Mes- 
sina, che  lo  segnava  1476  Antonellus  Messaneus  pinxit:  nonché  alcuni 
quadri  di  Giotto,  del  Ghirlandaio,  del  Memmi  e  di  altri  autori  della 
scuola  Fiorentina.  A  quelli  ereditati  il  Marchese  Giorgio  aggiunse  anche 
dei  pregevoli  bronzi,  cioè  un  Gladiatore  che  vuoisi  opera  di  Michelan- 
gelo,  ed  un  Mercurio  di  Gian  Bologna,  oltre  a  magnifiche  terre  cotte 
di  Faenza  e  Castel  Durante. 

Successo  il  Marchése  Gian  Giacomo ,  attuale  possessore ,  al  padre , 
nulla  andò  disperso,  né  vi  furono  divisioni,  avendo  il  Marchese  Giorgio 
provveduto  colle  sue  disposizioni  testamentarie  onde  la  Biblioteca  ed  il 
Museo  rimanessero  al  solo  di  lui  figlio  maschio.  Passarono  diversi  anni 
senza  che  questi  potesse  occuparsi  dei  tanti  tesori  ereditati,  prima  per 
Fetà  giovanissima,  poi  per  essersi  arruolato,  non  ancora  ventenne,  come 
volontario  nell'armata  Piemontese  nel  febbraio  del  1859.  Lasciato  il  ser- 
vizio dopo  qualche  anno  e  tornato  nei  domestici  lari  prese  in  moglie 
Tunica  figlia  del  Principe  Luigi  Belgiojoso.  E  qui  bisogna  che  risalga 
ad  epoca  più  remota,  dicendo  come  in  altri  tempi  un  Gian  Battista  Vi- 
sconti mettesse  assieme  gran  copia  di  libri  e  manoscritti,  che  vennero 
aumentati  dal  di  lui  figlio  Marchese  Vercellino.  Di  questa  raccolta  parla 
anche  TArgelati  nella  Storia  Letteraria  Tipografica,  pag.  617.  Estinto 
quel  ramo  della  famiglia  Visconti  i  manoscritti  passarono  in  casa  Bel- 
giojoso, e  quindi  nella  Trivulziana  in  seguito  al  matrimonio  qui  sopra 
annunciato.  Erano  634  volumi  quando  vi  furono  trasportati ,  dei  quali 


xiv  PBEFAZIOJSTB 


esisteva  un  semplice  inventario  senza  descrizione  di  aorta.  Mi  addossai 
con  piacere  l'incarico  di  illustrarli ,  e  si  trovano  deserti  nel  presente 
Catalogo.  Qualche  altro  Codice  venne  pure  aggiunto  dal  Marchese .  Gian 
Giacomo  a  quelli  ereditati  ed  a  quelli  venuti  per  ragione  del  suo  pa- 
trimonio. Egli  ebbe  anche  la  fortuna  di  poter  aumentare  la  rappolta 
delle  edizioni  della  Divina  Commedia.  Il  Marchese  Gian  Giapprao  suo 
avo  ne  aveva  rpotuto  mettere  assieme  ;  molte.  Vi  erano  le  due  di -^ulig^o 
e  di  Iesi  del  1472,  quelle  di  Venezia,  un  esemplare  in  pergamena  di 
quella  di  Aldo  del  1502,  ed  un  altro  dello  stesso  anno  postillato  da 
Speron  Speroni  e  dal  Tassqpi,  Fautore  $plla  Secchia  rapita.  Il  Marchese 
Giorgio  vi  aveva  aggiunto  due  esemplari  di  quella  di  Mantova  del  1472. 
Il  Marchese  Gian  Giacomo  aveva  già  potuto  unirvi  qpella  di  Breppia  di 
Bonin  de  Boninis  del  1488;  quando  nello  scorso  anne  ebbe  la  for^uqa  di 
poter  comperare,  a  caro  prezzo  però,  in  Inghilterra  la  rarissima  edizione 
del  Tuppo  di  Napoli ,  della  quale  non  si  conoscono  che  tre  esemplari , 
riuscendo  cosi  ad  avere  tutte  le  edizioni  della  Divina  Commedia  fatte 
nel  sec.  xv.  Cosa  della  quale  egli  può  andar  superbo,  perchè  nessuna 
Biblioteca  pubblica  o  privata  in  Italia  può  vantarsi  d'averla ,  ed  il  solo 
British  Museum  possiede  Finterà  collezione  delle  edizioni  ideila  Divifia 
Commedia  fatte  nel  primo  secolo  della  stampa.  Qualche  aggiunta  fepe 
pure  al  medagliere  ed  agli  smalti,  dei  quali  vi  è  buon  pumero  nel  suo 
Museo  sia  antichi  che  modorni,  fra  i  quali  non  pochi  del  Pejitot. 

A  questi  brevi  ed  assai  incompleti  cenni,  specialmente  per. quanto 
riguarda  il  Museo,  aggiungerò  qualche  parola  di  schiarimento  sull'opera 
mia.  Taluno  potrà  osservare  CI19  qualche  manoscritto  avrebbe  potato 
essere  meglio  intitolato,  ed  a  questo  rispondo  col  riconoscere  gijista  Vps- 
servazione  ;  ma  io  mi  trovai  legato  da  precedenti  denominazioni  $qi  ca- 
taloghi, inventari  ed  indici,  quindi  dovetti  accettare  il  già  esistente,  {pnde 
non  mettere  confusione  nelle  possibili  ricerche  che  potessero  essef  fette 
sopra  le  provenienze  ed  acquisto  di  taluno  di  questi  Qodici.  JSbbj  qnra 
però  nel  Catalogo  a  cartellini  per  uso  della  Biblioteca  di  porvi  i  ridami 
occorrenti.'  Altra  accusa  che  taluno  potrebbe  credersi  autorizzato  a  farmi, 
è  Fabuso  degli  epiteti  di  stupendo,  magnifico  ed  altri  simili.  L'accusa  ppn 
può  essermi  fatta  che  da  quelli  che  non  hanno  veduto  i  Qpdici  {Cui  li 
ho  applicati.  Non  credo  che  Famore  che  porto  a  qijiejla  Biblioteca  ,ed  a 
quel  Museo  dove  passai  tante  ore ,  anzi  .delle  intere  giornate  per ,  ;t#nti 


1 

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I 


-Sìm?     ."_- 


PBEFAZIONE 


xv 


anni,  di  cui  i  miei  cugini,  con  grandissima  cortesia,  mi  lasciarono  libero 
P  ingresso ,  mettendola  a  mia  piena  disposizione ,  dove  non  vi  è  libro , 
non  oggetto  che  non  sia  passato  per. le  mie  mani,  mi  abbia  accecato  o 
traviato  ne1  miei  giudizi.  Ho  vedute  molte  altre  Biblioteche  pubbliche  e 
private,  ed  il  confronto  fu  spessissimo  favorevole  alla  Trivulziana,  avuto 
riguardo  alla  bellezza  degli  esemplari,  alla  quantità  dei  libri  ed  opuscoli 
rari,  alle  molte  e  belle  legature  dei  Canevari ,  dei  Grolliers ,  di  Mattia 
Corvino,  di  Colbert,  alla  quantità  dei  libri  miniati.  Un  vecchio  e  no- 
tissimo libraio  Inglese  quasi  impazientato  di  vedersi  passar  davanti  tanti 
libri  rari,  che  sapeva  di  non  poter  comperare,  e  che  io  gli  andava  mo- 
strando, mi  disse:  «  Mais  ce  n'est  pas  une  Bibliothèque,  c'est  une  col- 
lection  de  raretés  ».  Non  dirò  che  i  70  mila  volumi  della  Trivulziana 
siano  tutti  rari,  che  sarebbe  una  ridicolaggine,  ma  asserisco  senza  tema 
di  essere  sbugiardato ,  che  ve  ne  sono  parecchie  migliaia.  Finirò  col 
ripetere  il  voto ,  che  non  è  mio  soltanto ,  ma  che  sentii  esprimere  più 
volte  da  altri,  cioè  che  il  Marchese  Trivulzuy  come  permise  la  pubbli- 
cazione di  questo ,  voglia  far  pubblicare  anche  il  Catalogo  degli  incu- 
nabuli e  degli  opuscoli  antichi  della  sua  Biblioteca,  e  se  fosse  possibile 
anche  quello  del  suo  ricchissimo  Museo. 

Milano,  il  1°  luglio  1884. 


Giulio  Porro. 


A 


ABBACO  (Libro  d')  [Cod.  N.  136). 

Cod.  memb.  in  fol.  dol  Sec.  XIV  di  fol.  74. 

Come  appare  da  una  nota  al  verso  del  fol.  I  questo  Codice  appartenne 
ad  Antonio  di  Giovanni  di  Michele  d'Ulivieri,  e  poi  nel  sec.  XVII  al  Mo- 
nastero di  S.  Mariae  Inviolate  Ripae.  Forse  era  questo  un  convento  di 
Cappuccini,  di  Riva  di  Trento. 

Deve  essere  stato  scritto  nel  1396  o  1397  se  a  sostenere  questa  opinione 
può  valere  come  giusto  criterio  il  calcolo  che  fa  l'autore  al  fol.  28  di  una 
società  in  accomandita ,  nella  quale  il  primo  compagno  è  stato  nella  com- 
pagnia da  dì  18  Luglio  1392  per  infino  a  dì  15  Luglio  1396,  poi  fa  il  cal- 
colo degli  altri  che  sono  entrati  dopo,  parlando  sempre  in  passato  del  15 
Aprile  1396,  giorno  ai  quale  riduce  tutti  i  conti  della  società. 

L'autore  doveva  essere  Lucchese:  lo  arguisco  dal  vedere  che  al  fol.  8  egli 
fa  un  calcolo  prendendo  per  tema  Lucca  e  Firenze,  ma  non  lo  credo  di 
quest'ultima  città  per  la  ragione  che  dovendo  fare  dei  calcoli  sopra  negozi 
ragguaglia  il  fiorino  d'oro  alla  lira  di  piccioli  Lucchesi;  se  rosse  stato 
fiorentino  o  di  altra  città  avrebbe  fatto  il  ragguaglio  colla  lira  fiorentina, 
pisana  o  senese  secondo  il  luogo  dove  nacque  od  abitava.  Altro  calcolo  in 
cui  parla  di  piccioli  Lucchesi  trovasi  al  fol.  12  verso,  e  nel  seguito  non 
indica  più  la  qualità  di  essi,  il  che  fa  supporre  che  il  calcolo  continua 
sempre  in  moneta  lucchese,  il  che  è  confermato  dal  trovarsi  sempre  attri- 
buito lo  stesso  valore  al  fiorino  che  al  principio  era  stato  ragguagliato 
alle  lire  e  piccioli  Lucchesi. 

Questo  Codice  benissimo  scritto  e  conservato  è  prezioso  per  le  molte 
notizie  che  se  ne  possono  cavare  dei  prezzi  di  varie  merci  e  monete  prin- 
cipalmente delle  città  di  Toscana,  ed  anche  per  le  voci  spettanti  all'aritme- 
tica ed  alle  altre  scienze  affini. 

« 

Calai.  Trivulziana  {Stampalo  il  6  febbraio  1883)  4 


2  ACTA  CONCILI!  TBIDENTINI 


ABBACO  (Libro  d').  [Cod.  N.  188)* 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XIV  di  fol.  140  scritti  ed  otto  bianchi. 

A  pie  della  prima  pagina  vi  è  delineato  lo  stemma  antico  dei  Buondel- 
monti  di  Firenze  —  incomincia  colle  parole  seguenti: 

»  Perchè  meglio  s*  intenda  questa  mia  hopera  vorrò  partire  in  tre  parti 
»  cioè  farne  tre  distinzioni  ho  vuoi  dire  tre  libri  »  ecc. 

A  queste  parole  ten^on  dietro  gli  argomenti  dei  capitoli  dei  tre  libri. 

Al  verso  del  3°  fol.  incomincia  il  testo.  É  un  trattato  di  aritmetica  e  di 
calcoli  per  la  mercatura.  L'ultimo  capitolo  del  III0  libro  contiene  alcune 
nozioni  elementari  di  geometria. 

ACCIAJOLI  Donatus.  —  Vita  Caroli  Magni.  (Cod.  N.  78t). 

Cod.  membr.  in  8°  del  Sec.  XV  di  carte  c6. 

La  prima  pagina  di  Questo  bellissimo  Codicetto  è  circondata  da  tre  lati 
da  un  fregio  miniato.  V  iniziale  è  in  oro  e  così  pure  la  prima  e  terza 
linea  del  titolo  seguente  in  caratteri  maiuscoli ,  col  quale  incomincia  il 
volume 

DONATI    ACCIAIOLI    FLORÉTINI 

dPHEMIVM    IN   VITAM    CAROLI  MAG 

NI  AD  LVDOVICVM  FRANCORV  REGE. 

Neil*  ornato  a  pie  della  pagina  fu  lasciato  in  bianco  lo  spazio  per  mettervi 
uno  stemma.  Questa  operetta  di  Donato  Acciajuoli,  il  vecchio,  che  lasciò  scritte 
altre  opere  citate  dal  Mazzuchelli  (scrittori  df  Italia)  fu  lodata  dal  Landino, 
dal  Sabellico  e  da  altri,  e  vuoisi  la  traesse  da  quella  di  Eg-i nardo.  Il  Gaddi 
scrisse  che  l'autore  la  tradusse  in  italiano.  Venne  pubblicata  in  seguito  alla 
versione  latina  delle  Vite  di  Plutarco,  ed  avendola  Giorgio  Vicellio  ristam- 
pata nel  suo  Agiologio ,  a  carte  1 78,  ponendo  in  margine  «  ex  Plutarco  »  per 
indicare  che  l'aveva  presa  dalla  edizione  di  quell'opera,  venne  accusato  di 
crassa  ignoranza,  quasi  avesse  creduto  che  ne  fosse  autore  Plutarco  ;  suppo- 
sizione per  verità  ridicola.  Venne  anche  pubblicata  dal  Frehero  nel  «  Corpus 
Francicae  historiae  »  e  dal  Menchenio  nella  Raccolta  degli  e  Scriptores  rerum 
Germanicarum  » .  Il  Codice  scritto  in  bellissimi  caratteri  quadrati  è  di  una 
perfetta  conservazione. 

ACCORAMBONI  Virginia.  —  Lamento  in  terza  rima  della  signora  Vir- 
ginia Accoramboni.  (Cod.  N.  928). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  4°. 

Il  Quadrio  «  (Ragione  d'ogni  poesia  » ,  T.  2,  pag\  259)  parla  diffusamente 
di  questo  Lamento,  e  desume,  da  un  Codice  dell'  Ambrosiana,  che  ne  sia 
autrice  la  stessa  Accoramboni,  la  quale  scrisse  anche  altre  poesie,  come  si 
ha  dalla  predetta  opera.  Sono  troppo  note  le  vicende  e  la  tragica  fine  di 
questa  donna  perche  occorra  parlarne. 

Aota  Concilii  Tridentini  sub  Pio  IV  Pont.  Max.  celebrati.      (Cod.  N.  524). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  foì.  di  pag.  scritte  513. 

Nella  prima  pagina  trovasi  il  «  Prohemium  »  nella  seg.  leggesi: 

•  Earum  rerum  annotatio  quae  per  suos  quosque  dies  sub  Pont.  Max. 


ADAMI  ANTON  FILIPPO 


»  Pio  IV  in  promotione  Concilii  Tridentini  acciderunt.  |  »  Acta  mensis  Octo- 

bris  1560  « 

Alla  pag.  513  dopo  quattro  linee  di  testo: 

»  Finitur  Tridentini  in  initio  J armari i  |  »  Anno  mdlxiiii  « 

Il  Codice  benissimo  conservato  è  scritto  in  bel  carattere  di  quel  tempo. 

JLota  Consistorialia  Pii  IV  Pont.  Max.,  anno  1563.  {Cod.  N.  527). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol. 

Sulla  prima  pagina  trovasi  il  titolo  predetto,  la  3  incomincia 

•  Anno  1563 

»  Tertio  Nonas  Januarii  habita  est  congregatio  generalis  ad  divi  Petri 
•  in  ea  summus  Pontifex  verba  fecit  de  rebus  ad  Concilium  pertinentibus  • . 

Alla  pag.  205  incominciano  gli  Atti  del  1564,  ed  alla  588  quelli  del  1565. 
L'ultimo  atto  concistoriale,  che  ha  principio  alla  pag.  866,  porta  la  data 
del  VII  Idus  Novembris  (1565),  e  termina  alla  pag.  876  ultima  del  volume. 

Il  Codice  è  ben  conservato,  e  ben  scritto. 

Aota  Consistorialia,  S.mi  D.  N.1  Sixti  Papae  V*  ,  ab  anno,  1585  usque 
ad  annum  1590,  sui  Pontificata,  a,  Julio  Antonio  Sanctorio,  Car- 
dinale S.ae  Severinae,  descripta.  (Cod.  N.  528). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Alla  pag.  3  incomincia:  mdlxxxv.  |  Die  Xm  Maii  feria  6"  1585.  |  Primum 
concistorium  secretum  S.mi  D.  N.  Sixti.  |  PP.  V  ad  quod  venit  cum  mitra 
et  pluviale. 

Termina  il  voi.  alla  pag.  262. con  un  atto  del  13  Agosto  1590. 

Il  Codice  è  ben  conservato  e  scritto  chiaramente. 

Aota  Congregationum  sub  Card.16  Montio  prò  editione  Missalis  Am- 
brosiani anni  1640.  (Cod.  N.  598). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII.  di  pag.  32. 

Incomincia  lo  scritto  alla  pag.  3  essendo  bianche  le  due  precedenti,  colla 
determinazione  presa  dall' Arci v.  Monti  di  creare  una  commissione  per  la 
ristampa  del  Messale  Ambrosiano.  Essa  era  composta  di  1 4  membri ,  dei 
quali  vi  sono  i  nomi,  colla  giunta  di  altri  tre  teologi  che  dovevano  prepa- 
rare le  modificazioni  da  farsi  nella  nuova  edizione.  La  prima  riunione  ebbe 
luogo  il  4  Giugno  4639:  la  terzadecima  ed  ultima  il  30  Dicembre  dello 
stesso  anno. 

ADAMI  Anton  Filippo.  —  I  principi  della  morale ,  ossia  saggio  sopra 
l'uoma,.  poema  di  Aless.  Pope,  tradotto  in  versi  sciolti,  con  l'ag- 
giunta di  altri  componimenti  dello  stesso  autore.         (Cod.  N.  54). 

Cod.  cart.  in  8°  picc.  del  Sec.  XVIII. 

Sul  frontispizio  trovasi  la  data:  Venezia  1762  presso  G.  B.  Novelli,  il 
che  farebbe  Quasi  credere  che  il  libro  dovesse  essere  stampato  colle  predette 
note  tipografiche;  ma,  ch'io  sappia,  non  fu  mai  dato  alla  luce.  Questo  au- 
tore non  e  ricordato  dal  Tiraboschi,  né  poteva  esserlo  dal  Mazzuchelli  che 
stampò  il  secondo  volume  degli  scrittori  Italiani ,  in  cui  l' Adami  doveva 
trovare  posto,  nel  1753.  Nessun  altro  autore,  a  mia  cognizione,  parlò  di 
lui,  neppure  il  Quadrio  suo  contemporaneo. 


AELLUS  JO.  JACOBUS 


Adda,  fiume,  sua  navigazione.  Discorso  Accademico  al  Cte  di  Firmian, 

(Cod.  N.  4727). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVJII  (1770). 

Manca  il  nome  dell'autore  (vedi  anche  Descrizione  compendiosa  della 
navigazione  del  fiume  Adda  COD.  1673). 

Adversaria  Medioa.  (Cod.  'N.  677). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  di  carte  113  numerizzate,  più  altre  cinque  al  principio  di  indice» 

È  un  trattato  di  medicina,  con  molte  ricette,  alla  fine,  per  ogni  genere 
di  malattia.  Deve  essere  stato  incominciato  neir  ultimo  decennio  del 
sec.  xv,  perchè  al  fol.  64  verso  vi  è  la  data  seguente:  die  xxi  Maii  1495. 
Nel  qual  giorno  sembra  scritta  la  cura  da  farsi  per  le  febbri  Cansonida- 
rum  (sic).  Venne  continuato  nel  secolo  seguente  da  un  altro  medico  essen- 
done diversa  la  scrittura.  Vi  sono  indicate  molte  cure  di  malattie  secondo  le 
prescrizioni  di  diversi  autori  non  solo  Italiani,  ma  anche  stranieri.  In  una 
curiosa  nota  a  pag.  98,  colla  data  del  26  Luglio  1541 ,  si  parla  del  matri- 
monio di  una  magnifica  Madonna  Angelica  vedova  di  un  de  Ferrariis  con 
un  Ilario  Crespo.  Vi  era  una  famiglia  Crespo  nobile  Veneta,  ma  ve  n'erano 
a  Milano,  ed  io  credo  che  si  trattasse  dei  Crespi  di  questa  città  vedendo 
citato  come  testimonio  un  Gamboloita,  nome  milanese.  Più  tardi  il  Codice 
passa  nelle  mani  di  un  Reina,  che  sulla  prima  pagina  scrisse  la  nota  se- 

Silente:  «  Ex  libris  Jo.  Baptae.  Rejne  Mediolanensis  artium  et  medicine 
octoris  ■ .  La  copertura  di  questo  Codice  è  in  pergamena,  e  vi  sono  scritti 
in  versi  dei  precetti  di  scherma,  ed  un  regolamento  per  la  sala  di  un  ma- 
stro, del  quale  manca  il  nome.  Vi  è  però  al  basso  lo  stemma  di  lui ,  che 
rappresento  un  castello  sormontato  di  un'aquila  Sveva.  In  alto  del  fol. 
vedesi  il  maestro,  con  due  spade  al  suolo,  inginocchiato  davanti  alla  Ver- 
gine col  putto.  Dal  suo  costume  e  dalla  forma  del  carattere  appare  fattura 
della  fine  del  sec.  xvi  o  principio  del  seguente. 

AEGIDIUS  Romanus.  —  Summa  super  libros  Rhetoricorum  Aristotelis. 

{Cod.  N.  837). 

Cod.  cart  del  Sec.  XV  in  fol. 


L'autore  di  questo  trattato  nacque  dalla  nobilissi 
nel  1249.  Il  Tiraboschi,  voi.  IV,  pag.  147,  dà  alcune  n 


nobilissima  famiglia  Colonna 
notizie  sulla  vita  di  lui 
e  sulle  opere  che  scrisse,  citando  anche  gli  autori  che  ne  parlarono.  Entrò 
nell'Ordine  degli  Agostiniani,  visse  lungamente  in  Francia  e  mori  ad  Avi- 
gnone nel  1316.  —  Il  Codice  è  ben  conservato,  scritto  in  due  colonne.  Al 
principio  vi  è  un  fol.  di  riguardo  in  pergamena,  sul  quale  vi  è  un  fram- 
mento di  un  trattato  sul  matrimonio  del  sec.  xv. 

AELLUS.  Jo.  Jacobus.  —  Epistolae.  {Cod.  N.  664). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  8°  di  fol.  135. 


-.T   ^- -  "  -~*-^»~  ■ 


ALBEKI  GENEALOGICI 


AGOSTINO  (S.).  —  Sermoni.  {Cod.  N.  400). 

•  Cod.  cari  in  4°  picc.  del  Sec.  XV,  contiene  due  opere. 

I.  «  Incomincia  li  sermoni  de  Santo  Àugustino  li  quali  lai  fece  a  suoi 
«  Santi  heremiti  et  frati,  et  prima  la  vita  et  regola  che  li  dete  ». 

Questa  prima  parte  del  Codice  è  scritta  in  colonna  ed  ha  i  sommarii  e 
le  iniziali  in  rosso.  Contiene  venti  sermoni,  l'ultimo  dei  quali  manca  del 
solito  sommario. 

Questo  volgarizzamento  fu  stampato  diverse  volte  sotto  il  nome  di  Frate 
Agostino  da  Scarperia.  Ne  parlarono  TArgelati,  il  Paitoni  ed  il  Villa  nella 
Bio.  dei  volgarizzatori  e  nei  supplementi.  Il  Codice  presente  diversifica  in 
alcune  lezioni  dal  testo  che  fu  pubblicato  dal  Manni. 

II.  «  Incomincia  la  Ystoria  de  Scto  Clemente  da  latino  in  vulgare^trans- 

latata  dal  perito  e  venerabile  homo  messer  Guido  da  Gonzaga  da  Matova  » . 

Questa  parte  del  Codice  non  è  scritta  in  colonna,  come  l'altra,  e  non  è 

della  medesima  mano.  Ha  però  anch'essa  i  sommarii  e  le  iniziali  in  rosso. 

Di  questo  volgarizzamento  non  fa  menzione  TArgelati.  Esso  incomincia 

«  Antichamente  i  la  cita  de  Roma  fu  uno  nobilimo  zetile  homo  el  quale 
«<  per  nome  era  chiamato  Faustiniano  ». 

Il  Guido  da  Gonzaga  da  Mantova  che  tradusse  questa  vita  di  S.  Cle- 
mente potrebbe  essere  quello  citato  nella  III  Tavola  del  Litta,  che  fu  eletto 
Abbate  di  S.  Andrea ,  ed  ebbe  in  commenda  l'abbazia  di  S.  Benedetto  di 
Polirone  e  morì  nel  1459.  Era  figlio  di  Febo.  Debbo  però  osservare  che  al- 
cuni cronisti  Mantovani  attribuiscono  i  fatti  della  vita  di  questo  perso- 
naggio ad  un  altro  Guido  figlio  di  Luigi ,  che  il  Litta  registra  nella 
Tav.  XVIIL 

• 

AGOSTINO  (S.)-  —  Sermoni  tradotti    da  frate  Agostino  da  Scarperia. 

{Cod.  N.  401). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Sono  21  Capitoli  o  Sermoni,  l'ultimo  de*  quali  De  conscientia  non  è  fra 

gli  stampati  a  Firenze  nel  1731  dal  Manni.  Dopo  questi  ne  seguono  altri  in 
itino  ed  alcuni  capitoli  Pure  in  latino  di  S.  Bernardo  e  S.  Gregorio.  Sopra 
un  fol.  di  riguardo  alla  nne  del  volume  vi  è  la  nota  seguente  di  scrittura 
del  sec.  xv.  «  Questo  libro  sie  de  Sancta  Maria  Magdalena  de  Treviso  : 
«  chi  lo  tiene  et  non  lo  rende  sia  excomunicato  » . 

Alberi  genealogioi.  —  Cronologia  delle  famiglie  nobili  e  cittadine  di 
Milano.  {Cod.  N.  866,  867). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII  in  2  voi. 

Alberi  genealogie!  delle  famiglie  nobili  di  Milano.     (Cod.  N.  868,  869). 

Cod.  cart  in  fol.  mas.  del  Sec.  XVIII,  2  voi. 

Sono  disposti  in  ordine  alfabetico  con  un  indice  al  principio. 
Alberi  genealogie!  di  famiglie  Milanesi.  (Cod.  N.  1872  al  1888). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVIII,  voi.  17. 


ALBEBTANUS,  CÀUSIDICUS  BEIX1ENSIS 


Alberi  genealogioi  di  famiglie  Milanesi.  {Cod.  N.  1813,  1814). 

Cod.  cart.  in  fol.  dal  Sec.  XVIII,  2  voi 

Zibaldone  senza  ordine:  vi  sono  copiati  molti  documenti. 

Alberi  genealogioi  cavati  da  protocolli  historici  di  tutte  le  città  et  da 
istromenti.  (Cod.  N.  1827). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Zibaldone  senz'ordine  con  documenti. 
Alberi  genealogioi.  (Cod.  N.  1831). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVII. 

Al  principio  vi  è  un  indice  alfabetico.  Questi  alberi  genealogici  appar- 
tengono non  soltanto  a  famiglie  Milanesi,  ma  anche  ad  altre  molte  Italiane 
ed  estere.  Si  riducono  a  poche  generazioni.  Credo  che  lo  scopo  per  cui 
furono  fatti,  sia  stato  quello  di  constatare  certi  matrimoni  e  diritti  di  suc- 
cessione. In  una  pagina  ove  sono  notati  i  matrimoni  di  due  figlie  del 
C.  Gian  Francesco  Sanseverino  vi  è  la  nota  seguente:  «  Ex  quadam  alle- 
gatane in  iure  prò  D.  Com.  Julia  apud  me  in  2d0  tomo  variorum  Fr.  Ai- 
ciati  ».  L'allegazione  citata  trovasi  precisamente  nel  Cod.  1603  di  questa 
biblioteca  pervenutovi  da  quella  dei  Marchesi  Visconti.  Arguisco  da  ciò  che 
siano  opera  di  quel  Vercellino  Visconti  che  raccolse  tante  notizie  sulla  sua 
e  molte  altre  famiglie  Milanesi,  che  ora  trovansi  pure  in  questa  biblioteca. 
La  data  di  questo  Codice  si  trova  nella  nota  seguente,  che  è  a  poche  pa- 
gine dopo  la  precitata,  e  contiene  l'albero  Serbelloni  «  Cavate  aa  una  in- 
formazione mandata  dal  C10  Gian  Battista  Sorbellono  al  C.  Galeazzo  Gualdo 
Priorato  per  mio  mezzo  a  5  Marzo  1659  ». 

ALBERT ANUS  causidicus  Brixiensis:  Opuscula.  (Cod.  N.  679). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIV  in  4*. 

I.  Incomincia  senza  alcuna  intestazione  il  trattato  »  De  doctrina  dicendi 
et  tacendi  •  che  termina  alla  la  col.  del  fol.  7  verso  colle  seguenti  parole: 

•  Explicit  liber  de  doctrina  dicendi  et  tacendi  ab  Albertano  causidico 
«  Brixiensi  de  hora  Sanctae  Agathae  compositus  et  compilatus  sub  mggxl 

•  quinto  de  mense  december.  Qui  scripsit  scribat  semper  cum   domino 
»  vivat  etc.  » . 

II.  Parimente  senza  intestazione  incomincia  al  detto  fol.  7  v.  il  trattato 
dello  stesso  autore  Albertano  »  De  consolatone  et  Consilio  »  che  termina 
al  fol.  29  v.,  ove  incomincia  il 

III.  »  Tractatus  de  dilectione  dei  et  proximi  et  aliarum  rerum  de  for- 

•  mula  vitae  honestae  »  che  termina  al  fol.  74. 

IV.  Al  medesimo  fol.  74,  v. ,  incominciano  i  cinque  Sermoni,  de'  quali 
parla  il  Mazzuchelli  (Scrittori  d'Italia  T.  I.,  P.  I.,  pag.  296). 

V.  Termina  il  Cod.  con  una  »  Epistola  beati  Ambrosii  de  moribus  et 
honesta  vita  » . 

Fra  le  diverse  annotazioni  che  si  leggono  sui  fol.  di  riguardo  merita 
d'essere  osservata  la  seguente  che  sta  al  verso  del  1°  fol. 

•  mccclxxxi  die  Martis  vigesimo  mensis  augusti  detentus  fui  in  castro 
»  porte  Romane  ego. . .  (l),  in  quo  castro  tunc  temporis  morabatur  dominus 


(1)  Il  nome  à  illeggibile  per  una  macchia  che  ha  corrosa  la  pergamena. 


ALCIATUS  ANDBEAS 


»  Guidolus  de  Vicomercato  ;  et  hoc  mandato  illustrissime  et  ex.™  domine 
»  domine  Regine  de  la  Schalla  ■ . 

ALBERTUS  de  Saxonia.  —  Commentarius  in  Aristotelem  de  coelo  et 
mundo.  [Cod.  N.  1730). 

Cod.  cart  in  4*  del  Sec.  X. 

Incomincia  il  testo  senza  intitolazione.  Alla  fine  vi  è  la  nota  seguente: 
»  Expliciunt  questiones  totius  libri  de  celo  et  mundo...  per  Aibertum  de 
>  Sansonia.  1415.  8  Octobris  ».  Segue  un  indice  in  fine  al  quale  vi  era  una 
nota,  il  nome  del  possessore  del  libro,  che  fu  cancellato,  e  colla  medesima 
data  ripetuta  —  Alberto  di  Sassonia  fu  monaco  Agostiniano.  Ne  parla  il 
Fabrizio  nella  Bib.  latina  «  Mediae  et  infimae  aetatis  »  T.  1,  pag.  49.  Il 
Possevino  asserisce  che  questo  autore  nel  1031  compose  dei  commentari 
astrologici  sulle  tavole  Altonsine.  Parlano  di  lui  •  Philippe*  Elssio  nell'En- 
comiasticon  »  pag.  22,  ed  altri. 

ALBRICIA,  familia.  —  Dissertazione  storica  sulla  nobiltà  di  questa  fa- 
miglia Comasca.  {Cod.  N.  1811). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVII. 

ALCIATUS  Andreas.  {Cod.  N.  738). 

Cod.  cart.*del  Sec.  XVI  in  fol.  contiene  k 

I.  Philargyrus  Comoedia. 

II.  Fol.  42.  Albucii  Aurelii  in  Alciati  Philargyrum  interpretatiunculae. 
IH.  Fol.  56.  Andreae  Alciati  Nubes  :  antiqua  rabula  ex  Aristophane. 
IV.  Fol.  94.  Gualterii  Corbetae  annotationes  in  Nebulas  Aristophanis,  ad 

amplissimum  virum  Minutium  Taegium  senato  rem. 

Tutti  questi  opuscoli  sono  citati  dall' A rge lati  (Bib.  Scrip.  Mediol.)  e  sono 
inediti. 

ALCIATUS  Andreas.  —  Opusculum  et  Àntiquarium  Cicerei  monumenta 
ab  Àlciato  pretermissa.  {Cod.  N.  739). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol.  scritto  di  mano  di  D.  Giov.  Ant.  Trivulzio:  contiene 

I.  De  tempio  S.  Eustorgii  :  tribus  Magis;  fonteTad  S.  Barnabam:  S.  Petro 
martyre:  porta  Ticinensi:  S.  Laurentii  tempio.  Concordatum  cum  eo  quod 
in  Bib.  Ambrosiana  adservatur. 

IL  Pag.  13.  »  Antiquae  inscriptiones  et  vetera  monumenta  patriae  a 
»  codice  Biffiano  petita.  »  Respondent  originali  in  Bib.  Ambrosiana. 

III.  Pag.  159.  Francisci  Cicerei  antiquorum  monumentorum  urbis  Me- 
diolani  ab  Alciato  pretermissorum  libri  duo. 

ALGIATV&  Andreas.  —  Inscriptiones  patriae.  {Cod.  N.  757). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  4°. 

ALCIATUS    Andreas.  —   Patriae   inscriptiones   veteraque   monumenta 

quibus  addita  sunt  quaedam  alia  ejus  generis  ab  aliis  scriptoribus 

collecta.    '  {Cod.  N.  812). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol. 

Bellissimo  codice  assai  bene  ed  accuratamente  scritto  con  molti  disegni 
di  monumenti. 


8  ALCIATO,  MISCELLANEA 


ALCIATDS  Andreas.  —  Rerum  patrie  libri  IV  et  alia  quaedam  opu- 
scula  cum  annotationibus  Caroli  Basilicae  Petri  Epis.  Novariensis. 

{Cod.  N.  813). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Gli  opuscoli  contenuti  in  questo  Codice  sono  i  seguenti  : 

I.  Rerum  patriae  libri  IV. 

II.  Pag.  193.  De  templi  divi  Eustorgii:  tribus  Magis:  divo  Petro  martyre: 
divi  Laurentii  tempio,  et  aliis  scitu  ofignis. 

III.  Pag.  203.  Divi  Arialdi  vita. 

IV.  Pag.  213.  De  formula  Romani  imperii  lib.  IL 

V.  Pag.  243.  De  re  nummaria. 

VI.  Pag.  251.  Rei  vestiariae  vocabula  aliquot  expiicata. 

'   VII.  Pag.  255.  De  Norantio,  Cedro,  Adamio,  Limone ,  aliisque  speciebus 
arborum. 

L*  Anelati  ommise  nel  catalogo  ch'egli  dà  delle  opere  dell' Alciato  la 
vita  «  Divi  Arialdi  • ,  che  fu  però  pubblicata  dal  Puricelh  nei  libro  «  SS.  MM. 
Arialdi  et  Erlembaldi  •  lib.  1,  cap.  12,  cavandola  precisamente  da  questo 
Codice  che  apparteneva  al  Monastero  Milanese  de'  Ss.  Cosma  e  Damiano. 
I  quattro  libri  «  Rerum  patriae  »  furono  stampati  a  Milano  dal  Bidelli  nel 
1625,  e  si  trovano  anche  nel  «  Thesaurus  •  del  Grevio.  Il  D.  Carlo  De  Ca- 
stillia  scrisse  una  vita  dell' Alciato  senza  data,  stampata  a  Milano. 

ALCIATO,  Miscellanea.  (Cod.  N.  1601  al  1604). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol.  4  voi. 

Questi  quattro  volumi  furono  esaminati  dall'  Argelati ,  che  parlò  delle 
lettere  e  degli  opuscoli  in  essi  contenuti  nella  «  Bib.  Scrip  Mediol.  »  T.  I,  P.  II, 
col.  29  e  30,  nell'articolo  dedicato  al  Card.  Francesco  Alciato.  La  maggior 
parte  di  essi  sono  scritti  di  mano  di  quell'insigne  porporato,  o  per  lo  meno 
si  riferiscono  a  lui.  Ne  indicherò  sommariamente  il  contenuto  avvertendo 
che  al  principio  di  ciascun  volume  vi  è  un  indice  dettagliato. 

Voi.  I.  Contiene  50  pagine.  Le  prime  quattro  sono  lettere  ris^uardanti 
l'ordine  dei  Certosini,  (lei  quali  il  Card.  Alciato  era  protettore.  Vi  sono  di- 
versi opuscoli  sulle  annate  e  diritti  del  Papa.  Molti  abbozzi  autografi  di 
orazioni  del  suddetto  Cardinale  ed  altri  lavori  relativi  a  materie  ecclesia- 
stiche di  autori  diversi. 

Voi.  II.  Questo  volume,  all'infuori  di  poche  pagine,  è  tutto  scritto  di 
mano  del  Card.  Alciato.  Vi  sono  abbozzi  di  orazioni  per  diverse  persone  ? 
di  lettere  scritte  al  suo  parente  e  protettore  il  celebre  Andrea  Alciato:  di 
abbozzi  diretti  ad  altri,  ma  da  lui  mandati  al  predetto  suo  congiunto,  pel 
quale  professava  grande  stima  e  riconoscenza. 

Voi.  Ili  di  fol.  798.  Al  principio  del  Codice  vi  sono  dieci  lettere  di  Fi- 
lippo Maria  Visconti  duca  di  Milano  corcernenti  affari  di  Genova,  cui  se- 
guono 'quattro  «  Orationes  (1)  Comitis  Primi  »,  ed  una  lettera  di  Pietro 
d'Assisi  al  Papa.  Vengono  dopo  venti  «  Allegationes  »  per  diverse  famiglie 
di  vari  autori.  La  seconda  di  queste  porta  la  firma  eu  il  ben  noto  sigillo 
col  caduceo,  quale  vedesi  nel  rovescio  della  medaglia  coniata  in  onore  di 
Andrea  Alciato.  Oltre  alla  firma  egli  vi  appose  diverse  note.  Vi  è  un  fol.  in 
cui .  sono  registrati  i  personaggi  distinti  di  questa  famiglia  con  brevi 
cenni  biografici. 

Voi.  IV  di  888  pag.  Compouesi  in  gran  parte  di  carte  risguardanti  gli 


(1)  L'Argelati  col  448  notò  queste  quattro  Orazioni  di  Petri  de  Comitibus  dicendole  esistenti 
in  Coa.  Ms.  Bib.  tf.  Vicecomitam.  Il  codice  è  precisamente  questo,  ma  l'indicazione  di  lui  potrebbe 
lasciar  credere  che  si  traiti  di  un  codice  separato,  e  non  di  uno  inserto  come  in  questo  caso. 


ALLEGAZIONI  VARIE 


Alciati.  Vi  sono  molte  lettere  dirette  al  Cardinale.  Alcuni  scritti  di  Andrea, 
fra  i  quali  un  frammento  della  storia  di  casa  Visconti.  Molte  lettere  di  un 
Battista  Alciato  a  Cristoforo  Tanzi;  molte  lettere  autografe  del  Cardinale; 
lettere  autografe  del  Majoragio,  del  Bargeo  e  di  altri  letterati.  Notevole 
soprattutto  è  una  corrispondenza  di  Gian  Jacopo  Elio,  della  quale  parla  con 
molta  lode  l'Argelati  nella  «  Bib.  Scrip.  Med  ■  T.  I,  P.  II,  col.  6.  Questo 
autore  notò  motte  cose  di  questi  quattro  volumi,  che  allora  trovavansi  nella 
biblioteca  dei  fratelli  Marchesi  Visconti,  ma  senza  indicare  che  fossero  riu- 
nite in  volumi.  Non  occorre  parlare  del  pregio  grandissimo  di  questa  Mi- 
scellanea ove  si  trovano  raccolte  tante  memorie  autografe  di  quei  due 
uomini  insigni  quali  furono  Andrea  e  Francesco  Alciati,  e  tanti  altri  scritti 
di  celebri  personaggi. 

ALEMARI  Dorotheo.  —  Il  quartier  mastro  generale  ossia  discorso  della 
castramentazione.  (Cod.  N.  1857). 

Cod.  cari  del  Sec.  XVII  (1694)  in  fol. 

ALFIERI  Catalano.  —  Corrispondenza.  (Cod.  N.  1509). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Nei  primi  94  fol.  sono  trascritte  le  lettere  ed  istruzione  che  il  Duca  di 
Savoia  scriveva  durante  la  guerra  contro  i  Genovesi  nel  1678  al  suo  ge- 
nerale Alfieri  Catalano ,  le  risposte  di  questi  ed  altre  lettere  relative  alla 
guerra.  Dal  fol.  96  al  116  vi  sono  due  relazioni  su  quegli  avvenimenti  la 
prima  dello  stesso  Alfieri,  l'altra  del  sergente  maggiore  Fedriani. 

Queste  lettere  sono  inedite,  ma  essendovene  diverse  copie  a  Torino  ed 
altrove  tanto  nelle  Bib.  pubbliche  che  nelle  private,  esse  furono  largamente 
usufruttate  dagli  scrittori  delle  storie  Piemontesi,  ed  hanno  per  conseguenza 
perduta  gran  parte  della  loro  importanza. 

ALGHISI  P.  Fulgenzio.  —  Estratto  della  sua  storia  di  Casal  Monfer- 
rato. (Cod.  N.  1294). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI II  in  fol. 

Il  P.  Fulgenzio  Alghisi  scrisse  una  storia  del  Monferrato  divisa  in  due 
volumi,  che  si  conservavano  nella  libreria  da  lui  fondata  nel  convento  di 
S.  Croce  degli  Agostiniani  in  Casale  sua  patria.  Ivi  egli  mori  nel  1684. 
Questo  Codice  contiene  un  brano  di  quella  storia,  nel  quale  l'autore  volle 
provare  che  Cristoforo  Colombo  era  nato  nel  castello  di  Cuccaro  nel  Mon- 
ferrato. Questo  frammento  venne  autenticato  da  un  notaro.  Vi  è  unita  una 
dichiarazione  originale  con  sigillo  di  Fr.  Ottavio  Bigliana  cancelliere ,  in 
cui  viene  dato  il  catalogo  anche  delle  altre  opere  dell' Alghisi  che  esiste- 
vano nella  biblioteca  dello  stesso  convento  di  S.  Croce  di  Casale.  Il  Tira- 
bòschi  parlò  bensì  di  questo  autore  nel  voi.  VIII  a  pag.  148  in  una  nota, 
ma  nel  T.  V,  ove  tratta  la  questione  della  patria  di  Colombo  non  fa  parola 
del  nostro  autore. 

Allegazioni  varie.  {Cod.  N.  1526  al  1531). 

Sono  documenti  parte  stampati  e  parte  manoscritti  prodotti  per  cause 
davanti  al  Governo  ed  ai  Tribunali  per  diritti  o  crediti  reclamati  da  famiglie 
di  Milano  ed  altre.  Erano  7  volumi ,  ma  manca  il  secondo.  In  ciascuno  di 
essi  i  documenti  sono  disposti  in  ordine  alfabetico  secondo  la  famiglia  cui 
appartengono,  delle  quali  vi  è  l'indice  al  principio  di  ciascun  volume.  Vi 

Calai.  Triculziana  {Stampalo  il  C  febbraio  1883)  2 


10  ÀMBBOSIUS  (SANCTUS) 


sono  allegati  curiosi,  e  qualcuno  anche  non  manca  d'importanza  storica. 
Non  rimontano  a  tempi  molto  antichi.  Gli  stampati  sono  per  la  massima 
parte  del  sec.  xvii. 

AMADEUS  (beatus).  —  Apocalypsis  nova.  (Cod.  N.  402)- 

i  * 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI  (1512). 

Alla  fine  vi  sono  alcune  memorie  storiche  in  italiano  e  segnatamente 
sul  tentativo  dei  frati  di  S.  Angelo  in  Milano  di  occupare  il  convento  della 
Pace  già  concesso  al  B.  Amadeo.  In  questa  memoria  è  fatta  menzione  di 
Teodoro  Trivulzio  che  fu  poi  Maresciallo  di  Francia. 

Il  B.  Amadeo  dell'illustre  famiglia  Portoghese  Gomez  de  Silva,  autore 
della  «  Nova  Apocalypsis  »  fu  minore  osservante  di  S.  Francesco.  Venuto 
in  Italia  fondò  diversi  monasteri  del  suo  ordine  e  fra  gli  altri  quello  della 
Pace  in  Milano,  di  cui  pose  la  prima  pietra  nel  1466,  essendogli  stata  fatta 
donazione  del  terreno  dal  Duca  di  Milano,  fu  adoperato  in  missioni  diplo- 
matiche dalla  Duchessa  Bianca  Maria  Visconti,  da  altri  Principi  e  dal  Papa 
Sisto  IV,  che  lo  chiamò  a  Roma  e  lo  fece  superiore  del  convento  di  S.  Pietro 
in  Montorio  non  ancora  finito.  Morì  in  Milano  ai  10  d'Agosto  1471  e  fu 
sepolto  nel  predetto  convento  della  Pace.  Poco  dopo  la  sua  morte  fu  scritta  la 
sua  vita,  di  cui  furono  poi  fatte  molte  edizioni.  La  prima  è  quella  senza  data 
di  luogo  ed  anno,  ma  uscita  dalla  tipografia  Milanese,  di  cui  un  esemplare 
è  fra  gl'incunabuli  da  me  donati  alla  Bib.  Ambrosiana.  I  Bollandisti  pure 
ne  scrissero  la  vita  che  si  trova  sotto  il  10  Agosto.  Nel  voi.  II  di  dòtta 
mese  a  pag.  564  E  essi  dicono:  t  Plerique  biographi  recentiores  tradunt 
B.  Amacteum  quasdam  revelationes  suas  literis  mandasse  atque  librum  illum 

Sassim  Novam  Apocalypsin  appellant  • .  Tale  opera  fu  pure  citata  dal  Wa- 
ingo,  che  scrisse. . .  «  Multas  mirasaue  accepit  a  Deo  revelationes  :  de  his 
integrum  librum  conscripsit  cui  titulus  Nova  Apocalypsis.  Innumera  sunt 
hujus  libri  exemplaria  seu  corrupta  multisque  erroribus  scatentia  » .  Questa 
sentenza  è  confermata  da  Antonio  Vasconcello,  che  nel  libro  «  Anacepha- 
laeosibus  Lusitaniae  » ,  pag.  526,  lamenta  che  le  interpolazioni  fatte  abbiano 
scemata  autorità  alle  rivelazioni  del  B.  Amadeo.  E  ciò  ripete  anche  Theo- 

f)hilo  Raynaud  nell'  «  Agiologio  Lugdunensi  • ,  pag.  242.  Le  interpolazioni 
urono  tali  e  tante  che  lo  «  Bzovius  in  annalibus  ecclesiasticis  ad  an.  1471  » 
censurò  amaramente  quel  libro  in  cui,  egli  scrive,  si  trovano  persino  degli 
errori  contro  la  fede. 

AMBROGI  Giov.  Paolo-  {Cod.  N.  925). 

Tre  capitoli,  intitolati  «  I  giusti  ricordi  »  diretti  e  dedicati  air  ni.-0  et 
Rev.mo  Dott.  il  sig.  Don  Odoardo  Cardinal  Farnese  di  Roma,  li  29  di  Maggia 
1616. 

Sono  citati  dal  Quadrio  nel  Tom.  2,  pag.  561 ,  che  ne  ebbe  notizia  da 
un  Codice  dell'Ambrosiana,  ma  che  ignorò  l'esistenza  di  questo,  che  è  au- 
tografo. 

■ 

AMBROSIUS  (Sanctus).  —  Tractatus  de  Penitentia,  et  libri  de  Officiis* 

(Cod.  N.  399): 

Cod.  memb.  del  Sec.  XI  in  4°  pioc. 

D.  Carlo  Trivulzio  in  una  nota  preposta  al  volume  dice  di  aver  acqui- 
stato questo  Codice  nel  1740,  ed  era  proveniente  dal  Comasco.  Lo  giudica 
del  sec.  xi  non  molto  inoltrato.  È  certo  che  non  è  della  fine  di  quel  secolo, 
e  forse  a  mio  parere  potrebbe  essere  della  seconda  metà  del  secolo  prece- 


ANAGRAMMA  1 1 


dente,  e  tale  mia  opinione  venne  divisa  da  altri  valenti  paleografi.  Vi  sono 

5 ure  due  altre  note  dell'erudito  D.  Carlo,  la  prima  intorno  ad*  un  passo 
el  1°  libro  •  de  Officiis  •  in  cui  S.  Ambrogio  tratta^della  castimonia  dei 
preti,  il  quale  si  trova  bensì  nelle  edizioni  che  furon  latte  di  questo  trat- 
tato, ma  secondo  alcuni  autori  fu  interpolato  nel  sec.  x  da  quelli  che  vo- 
levano il  celibato  dei  preti ,  che  fu  causa  di  tanti  sanguinosi  disordini  a 
Milano.  La  seconda  nota  tratta  di  una  variante  che  trovasi  ugualmente  nel 
f  libro  •  de  Officiis.  Alla  fine  del  volume  in  un  fol.  di  riguardo  sta  scritto 
una  parte  del  canone  della  Messa  di  carattere  quasi  cancellato  del  sec.  x. 
Vi  ho  aggiunto  un  fol.  sopra  cui  ho  trascritto  quelle  parti  di  questo  canone 
che  si  possono  ancora  leggere  benché  con  molta  difficoltà. 

AMBROSIOS  (Sanctus).  —  De  Abraham  et  Isaac,  et  animo,  de  bono 
m Ortis,  de  Iacob  et  vita  beata  :  de  fuga  saeculi  :  passio  Macabeorum  : 
de  Iosepho,  et  de  xn  benedictionibus  ratriarcharum     (Cod.  N.  452). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XII  in  8°. 

Ha  le  iniziali  a  colori  miniati.  Precede  una  nota  illustrativa  di  D.  Carlo 
Trivulzio,  il  quale  osserva  che  con  questo  Codice  si  potrebbero  forse  riem- 
pire le  lacune  che  i  Maurini  nell'edizione  delle  opere  di  S.  Ambrogio,  la- 
sciarono nel  libro  di  Abraham. 

AMBROSIUS,  Camaldulensis  frater.  Epistolae.  (Cod.  N.  1626). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  fol. 

» 

Di  questo  autore  parlò  il  Fabrizio  nella  Bib.  latina  •  Mediae  et  infimae 
aetatis  »,  T.  1,  citando  anche  la  collezione  delle  sue  lettere. 

AMELONGHI  Hieronimo.  —  Gigantea.  (Cod.  N.  1181). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Poemetto  in  ottava  rima  dedicato  ed  in  lode  di  Cosimo  II  De  Medici 
Granduca  di  Toscana. 

.Ammaestramenti  Santi  et  utili.  (Cod.  N.  427). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIV  in  8°. 

Precede  un  prologo  che  incomincia  così: 

«  In  questo  si  contengono  santi  et  utili  ammaestramenti  spirituali  et 
«  doctrine  di  vicii  et  inganni ,  battaglie  di  dimonia ,  le  quali  cose  furono 

•  astraete  d'uno  grande  e  spirituale  libro  il  quale  fu  composto  et  ordinato 

•  da  uno  venerabile  santo  di  vita  patre  abate  et  conducitore  di  molti  san- 
«  tissimi  monaci  •. 

Credo  che  questo  opuscolo  sia  inedito. 

.Anagramma  del  nome  del  Conte  Antonio  Belgiojoso      (Cod.  N.  1220). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Sul  frontispizio  colorato  vi  è  il  titolo  di  t  Epica  ossequiosa  in  applauso 
«  all'anagramma  dedotto  dal  nome  di  S.  E.  il  sig.r  Conte  Antonio  Barbiano 
«  di  Belgiojoso  ». 

È  una  lunga  canzone  in  lode  di  quel  signore. 


12  ANGELA  (BEATA) 


ANASTASIUS,  bibliothecarius.  —  Historia  ecclesiastica  sive  Cronographia 
tripartita.  (Cod.  N.  1501). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVII. 

Il  C.le  G.  B.  Mazzuchelli  negli  «  Scrittori  d'Italia  »,  T.  1,  P.  II,  p.  666, 
n.  4,  cita  quest'opera  che  fa  stampata  negli  «  Scriptores  Byzantini  »  a 
Parigi  nel  1649.  Il  Codice  è  ben  scritto. 

ANDALO,  fra,  da  Ymola  Ordinis  minorum  professor  Sacrae  theologiae. 
Verba  Salvatoris  nostri  domini  Jesu  Christi  in  missali  posita  quae 
per  anni  circulum  in  ecclesia  leguntur.  Nob.  magnifico  ac  potenti 
domino  Astorgio  de  Manfredis  Faventiae,  etc.  (Cod.  N.  452). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIV  in  foL 

Bellissimo  Codice  perfettamente  conservato.  Nella  lettera  maiuscola  che 
assieme  ad  altri  vaghissimi  fregi  adornano  la  prima  pagina,  vi  è  una  mezza 
figura  in  abito  signorile  col  bastone  di  comando  nella  destra,  che  ritengo 
debba  essere  il  ritratto  di  Astorre  Manfredi,  al  quale  fra  Andalo  da  Imola 
dedicò  questo  trattato.  A  pie  della  pagina  vi  è  lo  stemma  di  quella  fami- 
glia. Fra  Andalo  nella  prefazione  diretta  ad  Astorre  dice  che  sollecitato  da 
lui  per  sua  divozione  a  raccogliere  i  detti  di  Gesù  Cristo  sparsi  nei  vangeli 
li  dispose  secondo  l'ordine  che  si  trovano  nel  Messale  nel  corso  dell'anno 
con  alcune  riflessioni,  e  che  perciò  questo  suo  lavoro  può  essere  chiamato 
Jesualis  liber.  Chi  fosse  questo  fra  Andalo  dei  minori  osservanti  non  ho 
potuto  trovare  non  parlandone  affatto  il  Wadingo  sia  negli  Annahs  sia  nel 
Catalogus  scriptorum  Ordinis  minorum,  e  non  facendone  cenno  il  Rodolfo 
né  altri  scrittori  cui  ricorsi.  Rimane  a  sapersi  a  quale  dei  Manfredi  se  ad 
Astorre  I  od  al  II  sia  dedidato  il  libro.  Dopo  l'atroce  sterminio  e  saccheggio  di 
Faenza,  ordinato  dal  Cardinale  Roberto  di  Ginevra  legato  di  Papa  Gregorio  XI 
nel  1377  Astorre  I,  riuscì  a  rendersi  nuovamente  padrone  di  quella  misera 
città  e  ne  rimase  signore  sino  al  1404,  in  cui  ridotto  a  tristissime  condi- 
zioni da  Alberico  da  Barbiano  fu  costretto  a  venderla  al  legato  pontificio 
Baldassarre  Cossa,  che  fu  in  seguito  Papa  col  nome  di  Giovanni  XXIII.  Ma 
il  Cossa  non  pagò  mai  i  25  mila  fiorini  d'  oro  stipulati  nel  contratto ,  e 
nell'anno  seguente  1405  avuto  nelle  mani,  per  tradimento,  il  Manfredi,  gli 
fece  tagliare  la  testa.  Dopo  il  1377  Astorre  si  era  pure  impadronito  di  Imola 
ed  era  anche  stato  fatto  vicario  del  Papa.  É  dunque  molto  probabile  che 
fra  Andalo  dedicasse  a  questi  il  suo  libro.  Imola  non  ritornò  sotto  il  do- 
minio dei  Manfredi  che  nel  1439  per  opera  del  Duca  di  Milano.  Guid' Antonio 
Manfredi  morì  nel  1448  lasciando  Faenza  al  maggiore  dei  suoi  figli  Astorre  II 
ed  Imola  a  Taddeo,  che  la  vendè  a  Gerolamo  Riario  nel  1473.  Vi  è  minor 
probabilità  che  fra  Andalo  da  Imola,  posta  sotto  II  dominio  di  Taddeo,  dedi- 
casse un  suo  lavoro  ad  un  signore  di  altra  città,  di  quello  che  la  facesse 
ed  offrisse  al  suo  signore  come  lo  fu  Astorre  I.  Oltre  di  che-  la  scrittura  e 
le  miniature  accennano  ad  un1  epoca  anteriore  alla  metà  del  sec.  xv  e  sem- 
brano appartenere  piuttosto  alla  fine  del  secolo  precedente.  Questo  Codice 
è  benissimo  conservato,  colla  legatura  originale  in  velluto  rosso ,  cui    fu- 
rono levate  le  borchie ,  probabilmente  d'  oro  o  d'argento.  Oltre  alle  mi- 
niature dellg.  prima  pagina  vi  sono  tutte  le  iniziali  dorate  con  disegni  a 
penna  azzurri. 

ANGELA,  beata,  da  Fuligno.  —  Visioni.  [Cod.  N.  150). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Incomincia  col  titolo  seguente  : 


ANNALES  MEDIOLANENSES  13 

«  Questo  libro  se  contiene  molta  visione  et  contemplatone  de  la  beata 
«  Angela  da  Fuligno  sorore  del  terzo  ordine  di  Sancto  Francesco  pove- 
«  rello  ». 

La  vita  o  meglio  le  visioni  e  contemplazioni  della  B.  Angela  da  Fuligno 
furono  scritte  in  latino  da  frate  Arnoldo  deir  Ordine  de'  minori,  che  fu  suo 
confessore,  ed  il  Ms.  originale  in  pergamena  era  conservato  nel  convento 
di  quell'Ordine  ad  Assisi,  fu  pubblicato  a  Venezia  nel  1521  ed  in  seguito 
in  altre  città ,  e  lo  fu  pure  dai  Bollandisti  sotto  la  data  del  4  Gennaio , 
giorno  in  cui  essa  morì.  Il  Wadingo  (Ann.  Min.,  T.  VI,  p.  162)  dice: 
«  Scripserunt  alii  compendiosius  ejus  vitam  potiora  ex  Arnolfo  clesumentes  » . 
Ne  furono  anche  fatte  diverse  traduzioni.  Parlò  di  questa  beata  e  delle  sue 
visioni  Lodovico  Iacobilli  nella  «  Vita  de*  Santi  e  Beati  dell'  Umbria  »  (Fu- 
ligno 1617,  p.  17),  e  ripete  nel  proemio  quanto  trovasi  riferito  anche  in 
questo  Codice  suir  esame  fatto  di  esse  dal  Card.  Iacopo  Colonna  e  da  altri 
otto  monaci  Francescani  a  ciò  delegati.  Giovannini  Gerolamo  sotto  il  nome 
di  fra  Gerolamo  da  Capugnano  pure  ne  diede  una  traduzione  che  fece  stam- 
pare a  Venezia  nel  1604.  Quella  contenuta  in  questo  Codice  è  affatto  di- 
versa da  quelle  citate  più  sopra,  ed  è  assai  più  antica,  giacché  si  può  rite- 
nere che  venne  fatta  al  più  tardi  al  principio  del  sec.  xv,  come  sembra 
essere  l'età  del  Codice,  da  un  Lombardo.  Il  copista  deve  essere  stato  un 
Toscano,  perchè  il  carattere  rassomiglia  moltissimo  per  la  forma  a  quello 
di  altri  Codici  scritti  in  quel  paese,  che  ho  confrontati ,  e  per  trovarsi  uel 
primo  capitolo  una  osservazione  sui  vocaboli  da  lui  meglio  interpretati , 
perchè  non  erano  quelli  usati  nella  sua  contrada.  I  due  primi  capitoli  sono 
aggiunti  dal  copista  e  non  fanno  parte  dell'opera  di  fra  Arnoldo. 

* 

ÀNGIOLIERI  (Checco  degli).  —  Alcuni  sonetti  non  mai  stampati  tratti 
dalla  raccolta  di  Rimatori  antichi  Sanesi  di  Lione.  Allani  Ms.  della 
libreria  Chigi.  (Cod.  N.  900). 

Cod.  memb.  in  8° 

Diceria  di  Santa  Nafissa  di  Annibal  Caro. 

Canzone  in  lode  del  Pino  del  Cavaliere  Lionardo  Salviati  copiata  da  un 
Codice  Ms.  di  rime  creduto  autografo  esistente  nella  Magliabecchiana. 

«  In  Venezia  manoscritto  da  me  Amedeo  Mazzoli  Tanno  1763  ». 

Il  Mazzoli  celebre  calligrafo  imitò  in  questo  volume  la  stampa  con  rara 
perfezione. 

Annalei  MediolanenseB.  —  Ab  anonimo  auctore  literis  consignati  — 
Ordo  servatus  in  funere  Jo.  Galeatii  primi  ducis  Mediolani  —  Oratio 
Tetri  de  Castelletto  in  funere  ejusdem  —  Epitaphiura  ejusdem  — 
Fratris  Andreae  Biliae  ordinis  heremitarum  S.  Augustini  Rerum 

gestarum  sub  Ill.mo  Jo.  Galeaz  et .  Philippo  Maria  Med.*  Ducibus  — 
lue  annotazioni  sul  Marchese  del  Vasto  e  sopra  Goffredo  e  Bal- 
dovino re  di  Gerusalemme  —  Exemplum  privilegi  quo  D.  Franciscus 
Petrarca  efficitur  poèta  —  Bulla  Benedicti  XII  qua  civitas  Medio- 
lani liberatur  ab  interdictu.  (Cod.  N.  1381). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol. 

Il  contenuto  di  questo  Ms.  corrisponderebbe  al  Codice  dell'Archivio  ca- 
pitolare del  Duomo  di  Novara  del  quale  parla  il  Muratori  nei  R.  I.  S., 
Tom.  XVI,  pag.  637  e  T.  XIX ,  a  cui  è  posto  il  titolo  di  CAronica  Mediolani 
appellata  él  Valùon.  Se  non  che  questo  Codice  che  non  è  peraltro  mutilo 
incomincia  soltanto  all'anno  1349,  mentre  il  Novarese  dà  principio  al  suo 
racconto  coiranno  1230. 


14  ÀNTIFONÀBIUM  EOMANUM 


Annales  Januensei.  (Cod.  N.  4496). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Questa  raccolta  di  Annali  che  incomincia  dall'anno  1100  e  giunge  sino 
al  1293  venne  pubblicata  dal  Muratori  nel  VI  voi.  dei  R.  I.  S.  In  questo 
Codice  gli  Annali  sono  preceduti  da  copiosi  indici ,  colla  serie  dei  Consoli 
ed  altri  magistrati. 

Annales  cìvitatis  Lucae.  (Cod.  N.  1611). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questa  storia  di  autore  anonimo  la  credo  inedita  :  essa  incomincia  dalla 
fondazione  di  Lucca  e  giunge  sino  alla  morte  di  Castracelo  Castracane  (1328). 
Sembra  non  sia  finita,  perchè  il  Cod.  termina  colle  parole  «  Finis  VI  libri  » , 
dal  che  parrebbe  che  ve  ne  fossero  altri. 

Annona  della  città  e  Stato  di  Milano.  (Cod.  N.  1504). 

Cod.  cart  in  fol.  di  pag.  697. 

Si  compone  di  molte  pezze  diverse.  Incomincia  col  •  Consumo  del  grano 
«  contenuto  nel  calcolo  et  ripartimento  fatto  sin  al  nuovo  raccolto  dell  anno 
t  1591,  cominciando  al  1°  Gennaro  d'esso  anno  ».  Vi  sono  molte  memorie 
fatte  anche  per  ordine  governativo.  L'ultima  è  del  1742,  ed  è  stampata. 

Adnotationes  et  decisiones  in  Concilium  Tridentinum  Patrum  congre- 
gationis.  (Cod.  N.  563). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  4°. 

Annotazioni  diverse.  (Cod.  N.  303). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Queste  annotazioni  messe  in  ordine  alfabetico  sembrano  state  scritte  da 
un  medico,  mentre  risguardano  per  la  maggior  parte  la  scienza  medica. 

Antifonarium.  (Cod.  N.  379). 

Cod.  memb.  pel  Sec.  XV  in  8°. 

Fu  scritto  ad  uso  di  un  convento  di  monache.  Vi  è  notata  la  musica: 
l'ultimo  quaderno  aggiunto  è  di  carta. 

Antifonarium  Humiliatorum.  (Cod.  N.  518). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  fol.  picc 

È  ben  scritto:  colle  note  musicali:  ha  le  lettere  maiuscole  con  ornati 
a  penna  in  azzurro  e  rosso,  in  fine  è  mutilo. 

Antifonarium  Romanum.  (Cod.  N.  618). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  fol. 

Ha  molte  iniziali  fatte  con  arabeschi  rosso  azzurro  ben  eseguiti.  Conserva 
la  sua  legatura  originale.  Al  principio  vi  sono  alcuni  fogli  rifatti  in  carta» 


ABCHINTUS  ALEXANDER  15 

ANTONELLI.  Prelato  di  S.  S.  (Cod.  N.  1720). 

Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Lettera  ad  un  ministro  della  Regina  Maria  Teresa  d'Austria,  in  cui  viene 
esaminata  l'opera  pubblicata  in  Roma  intitolata  ragioni  della  Sede  Apo- 
stolica sopra  il  Ducato  di  Parma  e  Piacenza. 

« 

ANTONIUS  de  Neapoli.  —  «  Questiones  Magistri  Antonii  de  Neapoli 
«  ordinis  fratrum  predicatorum  Archiepiscopi  Amalphitensis  super 
«  quatuor  libros  sententiarum  ».  (Cod.  1682). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XV. 

Il  Fabricio  non  parla  di  Questo  autore.  Lo  si  trova  però  registrato  dal- 
l'Ecard,  negli  a  Scriptores  Ordinis  Predicatorum  »  (Tom.  I,  pag.  820),  ove  cita 
anche  quest'  opera  di  lui ,  e  combatte  l'opinione  del  Toppi ,  il  quale  volle 
fare  di  un  solo  due  personaggi  diversi,  chiamando  l'uno  Antonio  da  Napoli 
e  l'altro  Antonio  de  Carlenis,  che  era  il  suo  nome  di  famiglia. 

AperQu  sur  l'école  militaire  établie  a  Neustadt  dans  la  Basse  Autriche, 
et  tableau  de  Téducation  et  instruction  qui  se  donnent  a  FAcadémie 
militaire  du  Genie  l'an  1752.  {Cod.  N.  1860). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIIt  in  4°. 

i 

Apocalypiii  Mediolaneniis.  (Cod.  N.  1815  al  1824). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  fol.,  10  voi.  compresi  4  di  supplemento. 

Sono  notizie  cavate  da  pubblici  'documenti  senza  ordine  di  data  e  di 
nomi.  Ciascun  volume  ha  uq  indice  assai  accurato  delle  famiglie,  per  ordine 
alfabetico.  È  una  preziosa  raccolta  assai  utile  per  chi  ha  bisogno  di  fare 
ricerche  sopra  personaggi  Milanesi. 

Appareoohio  per  la  visita  fatta  dall'Eni.  Cardinale  Cesare  Monti  Arci- 
vescovo di  Milano  della  Parrocchiale  di  Brianza  il  dì  13  Maggio 
1639.  (Cod.  N.  237). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

ARCHINTUS  Alexander.  (Cod.  N.  564). 

De  praedestinatis  et  beatae  Mariae  Magdalenae  pudicitia  ac  yir- 
ginitate  dialogus  in  quo  Philippum  Archintum  patruum  ac  Pompilium 
nepotem  colloquentes  facit. 

Ejusdem  dialogus  alter  in  quo  eodem  Philippo  patruo  ac  Pom- 
pilio nepote  disserentibus  quis  sit  villicus  iniquitatis  ex  sextodecimo 
capite  Lucae  quam  diligen  tossirne  explicatur. 

Ejusdem  dialogus  afius  in  quo  eosdem,  in  eos  qui  prò  salvatore 
servatorem  scribunt  colloquentes  facit. 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

I  titoli  dei  dialoghi  ed  i  nomi  degli  interlocutori  sono  scritti  in  rosso. 


16  AKESINUS  PETRUS  FBÀN. 


Ai  dialoghi  precede  loco  proSmii  una  lettera  «  Catharini  ad  sanctam  Syno- 

dum  Tridentinam  ». 

A  pie  del  primo  foglio  verso  vi  è  la  seguente  nota  autografa: 

«  Phi.  (cioè  Philippi)  Archinti  Episcopi  Comensis  Alex.  Arcninti  ejus  patris 

libellus  • . 

L' Argelati  «  Bib.  Scrip.  Mediol.  »  T.  I,  P.  II,  col.  63,  parla  di  quest'opera 

e  delle  copie  che  ne  esistevano.  Non  credo  che  questa  sia  quella  cn'  egli  dice 

esistente  nella  Bib.  del  Capitolo  del  Duomo.  Non  è  quella  neppure  eh*  era 

nella  libreria  Archinto ,  ma  bensì  un'altra  ch'egli  non  ha  conosciuto.  Il 

Codice  è  benissimo  scritto.  » 

Aroivesoovi  di  Milano.  —  Carte  relative  alla  loro  elezione  ed  ai  loro 
privilegi.  Sono  37  documenti.  (Cod.  N.  1178). 

Cod.  cart.  del  2ec.  XVIII  in  fol. 

ARCO  (d)  Sigismondo.  —  Opuscoli.  (Cod.  N.  1190). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  16° 

I.  Della  difficoltà  del  regnare. 

II.  Storia  ed  innocenti  corrispondenze  del  Conte  Sigismondo  d'Arco  colla 
Principessa  Claudia  Felice  d'Inspruch. 

Alla  fine  vi  è  il  nome  del  copista  «  Bonaventura  Viapiani  scrisse  • .  Vi 
è  un  altro  esemplare  del  secondo  opuscolo  fra  i  Codici,  Rinuccini  Alessandro 
COD.  1950,  col  titolo  Istoria  del  C.to  d'Arco. 

ARESE,  Conte  Benedetto.  —  Lettere.  (Cod.  N.  1540). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Queste  lettere  autografe  sono  dirette  per  la  maggior  parte  al  figlio  di 
lui  Benedetto  monaco  Cisterciense.  Sono  scritte  in  lingua  purissima  come 
si  conveniva  ad  un  accademico  della  Crusca  quale  egli  era.  Vi  sono  unite 
altre  4  lettere  autografe,  una  di  Carlo  Maria  Maggi,  una  di  Pietro  Maggi 
e  due  di  Pandolfo  Pandolfini,  colleglli  questi  ultimi  dell' Arese  nell'Acca- 
demia della  Crusca. 

ÀRESINUS  Petrus  Frangiscus.  —  Literarium  viridarium.     (Cod.  N.  619). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  8°.     . 

Precede  una  lettera  dedicatoria  al  P.  Gian  Domenico  Gatti  colla  data 
1670.  L'autore  s'intitola  «  Clericus  Mediol.  sacrae  Tbeologiae  doctor  ».  Non 
fu  registrato  dall'Argelati  nella  «  Bib.  Scrip.  Mediol  •  ne  lo  fu  tra  gli  scrit- 
tori» della  Compagnia  di  Gesù  dai  fratelli  Backer.  Da  un'epigrafe  che  si 
legge  prima  della  Comedia  Macheronica  che  trovasi  nel  Cod.  seguente  si 
rileva  che  nel  1660  egli  era  studente  di  rettorica  nel  collegio  de'  Gesuiti 
di  Brera  di  Milano.  E  una  miscela  di  prose  e  poesie  latine  ed  italiane,  la 
massima  parte  d'argomento  sacro.  Queste  opere  e  quelle  del  Cod.  seguente 
sono  inedite. 

ÀRESINUS  Petrus  Fran.  —  Epigrammatum.  Elegiarum  Poematum  alio- 
rumque  carminum  volumeji.  (God.  N.  620). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  8°. 


■^■^fe-rSJlO.    «- 


ARISTOTILES  17 


Vi  sono  aggiunti  questi  altri  opuscoli  di  lui. 

«  Tractatus  de  descriptione  materiae  ». 

«  Tractatus  de  epigrammata  ». 

«  B.  Aloysius  Gonzaga  solstitium  sanctitatis  ». 

«  Comoedia  Macaromca  ». 

ARISTOTILE.  —  «  Etica  de  Aristotile  traducta  in  volgare  optima  ». 

{Cod.  N.  144). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  fol.  di  carte  40. 

La  traduzione  è  quella  di  Taddeo  d'Alderotto  detto  l'Ippocratista.  Sul 
primo  fol.  di  riguardo,  in  pergamena,  vi  è  un  sonetto  acrostico  dal  quale 
si  ritraggono  i  nomi  di  chi  ha  scritto  il  Codice,  e  della  persona  per  cui  fu 
scritto,  senza  però  che  si  possa  determinare  da  esso  chi  sia  l'uno  o  l'altro, 
poiché  ricomponendo  le  lettere  se  ne  forma  il  seguente  indirizzo  :  «  Dome- 
nego  Bafo  Antonio  da  Canal  dedica vit  ».  A  togliere  però  il  dubbio  vale 
lo  stemma  della  famiglia  Baffo  che  entro  una  ghirlanda  si  trova  a  pie  di 
questo  sonetto,  mentre  poi  sulla  prima  pagina  del  testo  si  vede  quello  dei 
Canal.  Sul  verso  del  fol.  40  vi  è  un  altro  sonetto  acrostico,  di  cui  ricom- 
ponendo quelle  lettere  dei  capoversi  che  sono  scritte  in  rosso,  si  ha: 

«  Tuus  o  regina  quid  optes  explorare 

Labor  mihi  visa  capesere  fas  esto  ». 

Questo  Codice  conserva  la  sua  bella  legatura  originale  in  cuoio  con  or- 
nati impressi.  Ha  le  iniziali  miniate  e  dorate.  La  prima  di  queste  contiene 
una  figura  che  forse  potrebbe  essere  un  ritratto. 

'ARISTOTILES.  —  Opera  quaedam.  {Cod.  iV- 764). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIII  in  4°  di  fol.  168. 

Sul  verso  del  fol.  di  risguardo  fu  scritto  nel  sec.  xv  l'indice  dei  trattati 
contenuti  nel  voi.,  che  sono: 

I.  (Fol.  1).  •  Liber  coeli  et  mundi  Aristotelis  incipit  ». 

Vi  è  una  bella  iniziale  miniata ,  e  le  lettere  della  prima  parola  arabe- 
scate alternativamente  in  rosso  ed  azzurro. 

Fol.  26  v.  «  Finitus  est  tractatus  primus  libri  coeli  et  mundi.  Incipit 
tractatas  secundus  libri  coeli  et  mundi  » . 

Nella  pa£.  seg.  vi  è  una  bella  iniziale  miniata  che  rappresenta  Aristo- 
tele in  piedi  con  un  libro  in  atto  d'insegnare. 

Fol.  49.  Termina  il  II  libro  ed  incomincia  il  III,  che  termina  (fol.  65) 
ove  incomincia  il  IV. 

II.  (Fol.  72)  «  Tractatus  primus,  de  causis  proprietatum  et  elementorum 
quatuor.  Translatus  a  Magistro  Girardo  Cremonensi  in  Toleto  •  . 

Fol.  77.  >  Inceptio  tractatus  secundi  in  redeundo  super  illum  qui  putavit 
quod  terra  sit  mobilis  et  orbis  sit  quietus,  non  rotundus  ». 

III.  (Fol.  85).  t  Liber  Aristotelis  in  generatione  et  corruptione  translatus 
a  Magistro  Girardo  Cremonensi  in  Tolleto  » . 

Yf.  (Fol.  116  v.).  «  Liber  Aristotelis  philosophi  sapientis  in  factam  im- 
pressionem  superiorum  quae  fiunt  in  alto  et  inferius  translatus  a  Magistro 
Gerardo  Cremonensi  in  Tolleto. 

V.  (Fol.  152  v.).  Incomincia  senza  intestazione  il  trattato  «  De  compo- 
sitione  lapidum  ». 

VI.  (Fol.  155).  Ugualmente  senza  intestazione  incomincia  il  primo  libro  del 
trattato  De  plantis  et  vegetalibus  » . 

Tutte  le  intestazioni  di  questi  trattati  sono  in  rosso  ed  hanno  al  prin- 
cipio di  ognuno  di  essi  una  miniatura.  Il  Cod.  è  benissimo  scritto  e  con- 
servato. Come  si  vede  la  traduzione  di  parte  di  questi  trattati  viene  attri- 

CaiùL  Trivulziana  {Stampato  il  6  febbraio  4883)  3 


18  AEME  GENTILIZIE 


buita  a  Gherardo  Cremonese  che  altri  vorrebbe  fosse  detto  Carmonese ,  da 
Cannona  città  della  Spagna.  Fu  molto  disputato  sulla  patria  di  Gherardo. 
Ne  parlò  diffusamente  "Arisi  nel  primo  volume  della  Cremona  letterata 
(pag.  269  e  seg.)  e  nel  III  voi.  pag.  81.  Sarebbe  qui  mutile  una  discussione 
su  questo  argomento ,  sul  quale  si  può  anche  consultare  il  Lance t ti.  Sola 
dirò  che  né  V Arisi  né  il  Fabrizio,  i  quali  diedero  l'elenco  delle  sue  opere, 
vi  hanno  registrato  la  traduzione  dì  questi  libri  d'Aristotile,  che  accrescono^ 
lode  al  suo  sapere. 

ARLUNUS  Bernardinus.  —  Jur.  Cons.  Med.  Historia  patria  ab  urbe  con- 
dita et  de  bello  Gallico.  (Cod.  N.  706)* 

Cod.  cari  del  Sec.  XVII  in  4°. 

Questa  storia  di  cui  parla  l'Argelati,  T.  1,  P.  II,  è  tuttora  inedita,  benché 
se  ne  fosse  incominciata  la  stampa  a  Basilea  da  Giov.  Oporino.  Ve  n'  è  una 
copia  all'Ambrosiana  colla  prefazione  stampata  del  Majoragio.  In  questa 
Bib.  (Cod.  1447)  vi  è  pure  quella  prefazione  manoscritta  coeva  se  non  auto- 
grafa dell'autore. 

ARLUNUS  Bernardinus.  —  Historia  Mediolanensis  cum  prefatione  An- 
tonii  Majoragii.  (Cod.  N.  1447)- 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

ARLUNUS  Bernardinus.  —  Panegiricus  Carolo  V  nuncupatus  —  Carmen 
heroicum  in  Caesaris  adventu  —  Prefatio  Augustissimo  Senato 
Sfortiaco.  (Cod.  N.  1449). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questo  Codice  è  quello  citato  d^ll'Argelati  (col.  99  n.  IV)  che  apparte- 
neva ai  Mar/  Visconti.  Alla  fine  fu  aggiunto  posteriormente  una  *  Rela- 
tione  della  venuta  dell'Ili.1110  sig.  Ambrogio  Spinola  Marchese  de  los  Bal- 
bases  nel  porto  di  Genova  nel  1629  ». 

ARLUNUS  Bernardinus.  —  Panegiricus  Carolo  Caesari  nuncupatus  — 
De  Caesaris  adventu  carmen  gratulatorium  —  Ad  Senatum  Sfor- 
tiacum  libellus  prò  quadam  sua  causa.  (Cod.  N.  724). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Tutti  questi  opuscoli  citati  dall' Argelati  sono  inediti. 
Arme  miniate.  (Cod.  N.  2156). 

Cod.  cari  del  Sec.  XVI  e  XVII  in  8°  picc. 

Questi  stemmi  appartengono  tutti  a  famiglie  tedesche  e  portano  gli  anni 
1594  e  seguenti.  Vi  sono  in  diversi  luoghi  nomi  di  persone  che  forse  pos- 
sedettero il  Codice  :  sono  assai  finamente  miniati  :  vi  sono  uniti  altri  1 3  foL 
sciolti,  pure  con  alcuni  stemmi  miniati. 

Arme  gentilizie  dei  Governatori  di  Milano.  (Cod.  N.  1825). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Gli  stemmi  incominciano  con  quello  di  D.  Ferdinando  Alvaro  di  Toledo 
Duca  d'Alba  1555  sino  al  Conte  di  Wilzech. 


V. 


ATESTE  MIBSINIO  19 


0  stemmi  antichi.  (Cod.  N.  1390). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV. 

1  primi  fogli  contengono  le  arme  ed  imprese  dei  Visconti  e  degli  Sforza, 
poi  quelle  delle  città  sopra  cui  ebbero  dominio:  in  seguito  vengono  per 
ordine  alfabetico  le  arme  delle  famiglie  Milanesi ,  cui  sono  frammiste  alcune 
poche  di  altre  casate  Lombarde  e  del  Piemonte  ed  occupano  340  facciate, 
-essendovi  nove  stemmi  per  ogni  pagina.  Alla  pag.  380  leggesi  la  nota  se- 
guente «  1495  a  dì  16  Otobre  Io  Melchior  Lampugnano  ratio  fede  come 
«  questo  libro  è  il  libro  dele  arme  antique  di  Milano  et  per  fede  ho  fatto 

3ucsta  sottoscrittione  di  mia  man  propria  ».  Malgrado  tale  data  precisa 
ubito  che  nel  1495  Melchior  Lampugnano  scrivesse  con  quei  grossi  carat- 
teri. Sull'età  del  Codice  però  non  vi  può  essere  dubbio  stante  la  forma  della 
.scrittura  dei  moltissimi  nomi  che  vi  si  trovano.  Finiti  gli  stemmi  milanesi, 
dopo  alcuni  fol.  bianchi,  vi  sono  arme  di  re  e  principi,  ed  alla  fine  del  volume 
«opra  due  fol.  (de'  quali  uno  in  pergamena  che  era  di  riguardo  ^contiene 
alcune  righe  di  un'opera  legale)  vi  sono  alcuni  stemmi  non  colorati,  e 
molti  monogrammi  e  insegne  che  credo  di  tabellionato  ed  alcune  di  speziali 
«  medici. 

ÀRM1NII,  manes  ad  Germaniae  Proceres.  (Cod.  N.  630). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  4°. 

Questo  opuscolo  è  una  esortazione  ai  principi  Tedeschi  di  collegarsi 
contro  la  Francia.  Fu  scritto  dopo  l'elezione  di  Stanislao  al  trono  di  Polonia 
che  ebbe  luogo  nel  1764  dopo  la  morte  di  Federico  Augusto  accaduta  al 
5  Ottobre  dell'anno  precedente. 

ÀRNULPHUS.  —  Historia  de  gestis  urbis  Mediolanensis    (Cod.  N.  1348). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  4°,  contiene  3  opere. 

I.  «  Arnulphi  historia  »  della  quale  non  vi  si  trovano  che  i  primi  tre 
libri,  fu  pubblicata  più  volte  e  fra  le  altre  anche  dal  Muratori  nel  voi.  IV 
R.  I.  S.  Nella  Miscellanea,  Cod.  1347,  trovasi  inserta  un'altra  copia,  di 
-quest'opera  che  contiene  tutti  i  5  libri. 

II.  «  Landulphi  junioris,  seu  de  Sancto  Paulo  Historia  » .  Venne  pubbli- 
cata dal  Muratori  R.  I.  S.f  Tom.  V,  pag.  469. 

m.  Passio  B.  Arialdi.  Quest'  opuscolo  fu  pubblicato  dal  Puricelli  nel 
lib.  Ili  della  sua  opera  «  De  Ss.  Martyribus  Arialdi  Alciato  et  Erlembaldo 
Cotta  •. 

ATESTE  Mirsinio.  —  Rime.  (Cod.  N.  1114). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Queste  poesie  sono  dedicate  alla  Princ.  Maria  Teresa  Cibo  d'Este,  Prin- 
cipessa ereditaria  di  Modena  e  Duchessa  di  Massa.  L'autore  non  dice 
il  suo  nome,  ma  prende  quello  con  cui  era  designato  quale  Pastor  Arcade 
nella  celebre  Accademia  dì  Roma.  Il  suo  nome  non  trovasi  nel  Dizionario 
«lei  Pseudonomi  del  Melzi,  il  che  mi  fa  credere  che  queste  poesie  sieno  ine- 
dite. Sono  autografe. 


'  * 


20  AVERLINO  ANTONIO 


ATTENDOLO  BOLOGNINI  Gio.  —  Lettere.  (Cod.  N.  170). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Sono  lettere  che  il  Conte  scriveva  dall'anno  1473  sino  al  1492,  e  fra 
queste  molte  patenti,  dirette  ai  suoi  podestà  feudali. 

Sono  unite  al  Codice  alcune  memorie  di  D.  Carlo  Trivulzio  riguardanti 
la  famiglia  Bolognini  e  questa  raccolta.  Vi  sono  pure  alcune  stampe  dei 
Privilegi  feudali  di,  Oleggio  e  di  S.  Angelo  Lodigiano  concessi  da  Fran- 
cesco Sforza  e  dalla  Duchessa  Bona  ai  Conti  Bolognini:  del  Patriziato  di 
Pavia  dato  ai  medesimi ,  e  la  copia  dell'  Istromento  di  procura  fatta  dal 
Conte  Giov.  Attendolo  nel  nobile  sig.  Guiniforte  de'  Giochi  a  vendere  tutti 
i  beni  ch'egli  possedeva  in  Bologna. 

Atti  delle  virtù  Teologali.  (Cod.  N.  421). 

•  Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  8°. 

Atti  della  Repubblica  di  Milano  dall'anno  1447,  14  Agosto,  sino  ai  23 
Febb.  1450.  (Cod.  N.  1767). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

È  un  indice  degli  atti  che  esistevano  nel  1737  nell'archivio  civico,  ri- 
sguardanti  la  Repubblica  Ambrosiana,  redatto  dall'archivista  Lualdi. 

AVELLINO  (Sant'Andrea).  —  Trattato  utilissimo  per  conoscere  et  ac- 
quistare la  vera  humiltà.  (Cod.  N.  2149). 

Cod.  cart.  in  4°  del  tee  XVI  di  36  foL 

Questo  trattato  dell'  Umiltà  è  autografo  e  porta  alla  fine  1'  autentica- 
zione, in  data  22  Aprile  1662,  del  P.  Giuseppe  Silos,  chierico  regolare  Tea- 
tino che  attesta  esserne  la  scrittura  realmente  del  B.  Andrea  Avellino. 
Questa  firma  è  poi  autenticata  dal  noterò  Gregorio  Nava  e  questa  a  sua 
volta  dal  Protonotario  apostolico  Cesare  da  Biandrate,  che  vi  appose  il  suo 
sigillo.  La  legatura  è  in  seta  con  ricami  in  oro ,  con  l'effigie  del  santo  fi- 
namente ricamata  in  seta  a  colori  da  un  lato,  mentre  dall'altro  vi  è  rica- 
mato pure  nello  stesso  modo  un  albero  con  frutti.  Non  occorre  dimostrare* 
quanto  sia  prezioso  questo  Codice.  S.  Andrea  Avellino  nato  nel  1521  morì 
nel  1608.  Dalla  fermezza  e  regolarità  della  scrittura  si  può  affermare  che 
non  fu  scritto  in  età  avanzata.  Le  sue  opere  furono  stampate  a  Napoli  in 
5  voi.  nel  1733-34  dopo  la  sua  canonizzazione  seguita  nel  1712  sotto  Cle- 
mente XI.  Questo  trattato  trovasi  nel  voi.  V. 

AVERLINO  Antonio  detto  Filarete.  —  Trattato  d'architettura. 

(Cod.  N.  863). 

Cod.  cart.  in  foL  maaaimo  del  Sec.  XV. 

L' Averlino  che  fu  il  primo  architetto  del  nostro  Ospedale  maggiore  com- 
pose quest'opera  che  non  venne  mai  stampata,  ad  eccezione  di  alcune  poche 
notizie  sulla  storia  dell'arte ,  che  furono  "pubblicate  dallo  Zani  nella  Enci- 
clopedia Metodica  delle  belle  arti  e  dal  Gaye.  Si  conoscono  diversi  esem- 
plari di.  quest'opera  che  hanno  tra  di  loro  delle  notevoli  differenze.  Quello 
della  Magliabecchiana  è  dedicato  a  Pietro  de*  Medici  "ed  ha  25  capitoli  invece 


AVVISI  DIVEESI  21 


di  24,  l'ultimo  contenendo  la  descrizione  delle  fabbriche  eseguite  per  Cosimo 
de'  Medici,  le  quali  mancano  nell'esemplare  Trivulziano.  Pare  che  il  Filarete 
componesse  quest'opera  in  special  modo  per  Francesco  Sforza,  a  cui  è  de- 
dicato questo  Codice,  che  è  stupendo,  con  moltissimi  disegni  mirabilmente 
eseguiti. 

Il  compianto  Carlo  Promis  nella  bellissima  sua  opera  a  Dell'arte  dell'In- 
gegnere e  dell'Artigliere  in  Italia  »  raccolse  molta  notizie  sul»  Filarete  e 
sulle  copie  che  esistono  di  questo  suo  lavoro,  di  cui  egli  dà  un  sunto  det- 
tagliato. Fu  anche  tradotto  in  latino. 

Il  Mazzuchelli  pure  gli  dedicò  un  articolo. 

Avviti  diversi.  (Cod.  N.  1667  al  1669). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII  in  3  volami. 

È  una  raccolta  di  avvisi  parte  stampati,  parte  manoscritti.  La  massima 
parte  emanati  dalle  autorità  Milanesi. 


22  BALDACCINI  PIETEO 


B 


BADOARO  Federico.  —  Relazione  del  Chiar.™0  M.  Federico  Badoaro 
ritornato  Ambasciatore  della  Ser.ma  Repubblica  di  Venetia  da  Carlo  V 
Imperatore  e  dal  re  Filippo  di  Spagna  suo  figliuolo  Tanno  md49. 

(Cod.  N.  1474). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI, 

È  unita  al  Ms.  una  nota  dell'  ab.  Pietro  Mazzuchelli  Pref.  dell'Ambro- 
siana intorno  all'autore  di  questa  relazione,  con  aggiunte  in  margine  le 
varianti  correzioni  ed  aggiunte  tratte  da  un  Codice  dell'Ambrosiana. 

BADOARO  Federico.  —  Relatione  del  Chiar.mo  M.  Federico  Badoaro 
ritornato  Ambasciatore  della  Ser.ma  Rep.  di  Venetia  da  Carlo  V 
Imperatore  et  da  Felipo  re  di  Spagna  suo  figliuolo  Tanno  mdlvu. 

(Cod.  N.  1471). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

BAGATTINI  Natale,  coadiutore  dlnduno.  —  Esposizione  a.  S.  E.  l'Ar- 
civescovo Pozzobonelh  di  alcuni  mali  trattamenti  da  lui  ricevuti. 

{Cod.  N.  1365). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVtlI  in  4°. 

BAJARDI,  Monsignore.  —  Lettere  del  1755  e  1756.        (Cod.  N.  329). 

Queste  lettere  autografe  dirette  al  Conte  Antonio  Belgiojoso  sono  scritte 
da  Napoli  e  contengono  curiosi  dettagli  sulle  persone  di  quella  Corte  e 
sulle  cose  dello  Stato.  Vi  ò  spesso  fatto  parola  del  celebre  ministro  Tan- 
nucci. 

BALDACCINI  Pietro  (il  poeta  senza  studio).  —  Poema  in  X  Canti. 

{Cod.  N.  67). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XIX. 

In  questo  poema  sono  raccontate  le  avventure  di  Belfiore  figlio  di  Ri* 
naldo  e  di  Armida. 


BÀRBÀBIGO  GIAN  FRANCESCO  23 


BALDACCINI  Pietro.  —  La  bellezza  delle  donne,  poema  in  8  canti). 

{Cod.  N.  68). 

Cod.  cart  del  Sec.  I£IX  in  8° 

In  fine  vi  è  la  seguente  sottoscrizione  autografa,  1826,  30  Luglio.  Poeta 
sensa  (sic)  studio.  Poema' sesto  in  Milano.  Pietro  Baldaccini. 

BALDI  Bernardino.  —  Vita  e  fatti  di  Guidobaldo  I  di  Montefeltro , 
Duca  d'Urbino.  (Cod.  N.  155). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI,  con  correzioni  autografe. 

Sul  verso  dell'ultima  carta  leggesi  scritto  di  mano  del  Baldi,  colla  tra- 
duzione latina  ad  verbum,  un  epigramma  greco ,  col  quale  il  Poliziano  ac- 
compagnò la  restituzione  di  un  libro  che  gli  era  stato  dato  a  prestito  dal 
Duca  Guidobaldo.  Al  di  sopra  di  questo  epigramma  fu  scritta  da  altra  mano 
la  data  27  Marzo  1616.  A  questo  Codice  vanno  unite  le  varianti  dell'edi- 
zione fatta  a  Milano  nel  1821  dal  Silvestri  per  cura  del  Cav.  Carlo  Rosmini, 
scritte  di  pugno  dell' ab.  Pietro  Mazzuchelh. 

BALDI  Bernardino.  —  Vita  e  fatti  di  Federico  da  Montefeltro  Duca 
di  Urbino.  Ricavata  dal  Cod.  1086  della  libreria  Albani  in  Roma 
e  ricopiato  scrupolosamente  nel  1823.  (Cod.  N.  156). 

Ms.  in  fol. 

BALOCHO  (Antonio  da)  detto  comunemente  Antonio  da  Vercelli.  — 
Consigli  della  salute  del  peccatore.  (Cod.  N.  434). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XV. 

Antonio  Balocho  era  frate  dell'Ordine  de'  minori  osservanti.  Il  Wadingo 
(Ann.  T.  XIII,  pag.  441)  dice  che  nel  1468  era  Vicario  del  suo  Ordine  nella 
Prov.  di  Milano,  e  che  avendo  predicato  chetissime  nella  chiesa  di  S.  Vittore 
a  Varese  alla  presenza  di  Bonaventura  Piantanida,  Bartolomeo  de'  Porri  ed 
altri ,  costoro  gli  donarono  dei  terreni  sopra  cui  fabbricò  un  monastero.  Nel 
1474  era  ad  Orvieto  ed  il  suddetto  Wadingo  (T.  XIV,  p.  94,  XIII)  lo  nomina 
fra  i  promotori  della  istituzione  del  Monte  di  pietà  in  quella  città.  Egli  vi 
si  trovava  ancora  nel  1483,  ed  il  precitato  autore  (T.  aIV,  p.  351,  XaXV) 
racconta  che  vi  morì  dopo  aver  messo  pace  fra  quei  cittadini  che  da  lunghi 
anni  erano  in  grande  discordia.  Il  Wadingo  nell'altra  opera  «  Scriptores 
Ord.  min.  (Romae  1650,  pag.  29  e  seg.)  »  lo  loda  e  dà  l'indice  delle  sue  opere, 
delle  quali  alcune  furono  stampate ,  ma  tace  di  questa  rimasta  inedita ,  e 
sconosciuta  anche  al  Willot,  che  parla  di  questo  autore  nell'  «  Athenae  or- 
todoxorum  Sodalitii  Franciscani  (Leodii  1598,  pag.  49)  »  dove,  erroneamente 
chiamandolo  Antoninus  invece  di  Antonius,  lo  dice  «  vir  apostolicus  et  prae- 
dicator  gratissimus  ».  Altre  notizie  non  ho  trovato  di  lui. 

BARBARIGO  Gian  Francesco,  Cardinale.  —  Lettere  a  Mons.  Carlo  Bar- 
tolomeo Piazza.  (Cod.  N.  740). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Il  Card.  G.  F.  Barbarigo  nacque  in  Venezia  nel  1658.  Tanta  era  la  sua 
riputazione  che  quantunque  giovanissimo  fu  mandato  due  volte  ambascia- 


/ 


24  BÀBZIZA  GASPABINUS   ' 

toro  a  Luigi  XIV  re  di  Francia.  Abbracciata  in  séguito  la  camera  eccle- 
siastica fu  fatto  vescovo  di  Verona  nel  1697.  Nel  1714  passò  alla  sede  di 
Brescia  e  di  là  venne  trasferito  a  Quella  di  Padova  essendo  già  stato  creato 
Cardinale  da  Clemente  XI.  Morì  nel  1730.  Fu  gran  protettore  delle  lettere  ed 
uomo  assai  dotto.  —  L'Argelati  (Bib.  Sor.  Med.  col.  1097)  diede  la  biografia  ed 
il  catalogo  delle  opere  di  Bart.  Piazza,  cui  sono  dirette  queste  lettere  :  era  egli 
nato  nella  diocesi  di  Milano  nel  1632,  e  mori  a  Roma  nel  1713.  Fu  uomo 
operosissimo  e  copri  molte  cariche ,  e  fra  le  altre  quella  di  tesoriere  della 
Basilica  di  S.  Pietro,  e  fu  arciprete  di  S.  Maria  in  Cosmedin.  Queste  let- 
tere, che  per  la  massima  parte  vertono  sopra  argomenti  ecclesiastici,  inco- 
minciano nel  Giugno  1 669  e  vanno  sino  al  1 687.  Vi  furono  aggiunti  i  rias- 
sunti di  altre  lettere  dirette  a  M.  Piazza ,  alcune  notizie  su  di  lui  e  delle 
poesie  latine  e  italiane  in  suo  onore.  Al  principio  del  Codice  vi  è  una 
In  formazione,  stampata,  sulla  vita  di  M.  Piazza  coli' elenco  delle  sue  opere, 
con  un'aggiunta  manoscritta  di  altri  cenni  biografici.  Queste  lettere  furono 
trascritte  da  Gian  Batt.  Castiglione 

BARBIÀNO  di  Belgiojoso  Conte  Ludovico.  —  Memorie  storiche. 

(Cod.  N.  1488). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  foL 

« 

In  questo  Codice  vengono  raccontati  i  fatti  di  questo  illustre  personaggio 
che  san  in  gran  fama  militare  servendo  sotto  il  vessillo  dei  re  di  Francia 
Luigi  XII  e  Francesco  I,  e  dell'imperatore  Carlo  V.  Nacoue  l'anno  1495  e 
mori  nel  1531.  Questo  Codice  rimase  per  alcun  tempo  nelle  mani  del  Conte 
Pompeo  Litta,  con  molti  altri,  quando  questi  riuniva  i  documenti  per  scri- 
vere la  storia  della  famiglia  Belgiojoso.  Nell'archivio  di  quella  casa  se  fte 
trova  un'altra  copia. 

BARONII  Caes.,  Card.  Errores.  (Cod.  N.  300). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  (1G07). 

É  una  critica  del  voi.  XI  degli  Annali  di  questo  celebre  scrittore,  dal 
n.  18  al  n.  144.  È  dedicato,  questo  libro,  da  un  autore  anonimo  all'Eco ma 
Johari  Velasquez  Gran  Contestabile  di  Castiglia,  che  fu  governatore  di 
Milano.  La  lettera  di  dedica  è  del  4  Agosto  1607.  L'Argelati  col  1618  cita 
quest'opera  come  produzione  di  Giov.  Battista  Visconti,  del  quale  vi  sono 
molte  altre  opere.  Non  so  sopra  qual  fondamento  basò  la  sua  asserzione. 

BARRONIO  Brocardo.  —  Ritratto  della  Rezia.  (Cod.  N.  1233). 

■ 

•    Cod.  cart  del  Sec  XVII  in  8«  di  fol.  42. 

Sul  primo  fol.  a  modo  di  ffontispizio  colla  data  1607  sta  scritto  «  Ritratto 
della  Rezia  scritto  da  Barronio  alli  Oratori  delle  tre  leghe  Grisone ,  già 
detti  Rheti,  ove  si  mostrano  quanto  vagliano  et  possono  quelle  loro  comu- 
nanze come  si  governano  et  insieme  quali  manchamenti  et  imperfettioni  vi 
siano  et  di  qual  riforma  havrebbero  di  bisogno. 

BÀRZIZA  Gasparinus.  —  Pergomensis  in  Epistolas  Senecae.  (Cod.  N.  747). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  fol. 

Incomincia  colla  seguente  intestazione  in  rosso. 


BELLARMINI  ROBERTI  25 


«  Gasparinns  Pergomensis  in  epistolas  Senecae  et  primo  ad  Lucillium, 

«  éeinde  ad  Paulum  et  Pauli  ad  Senecam  ». 

11  Fabrizio  nella  sua  Bib.  lat.  (T.  I,  p.  433)  parlando  delle  lettere  di 

Seneca  cita  questi  commenti  di  Gasparino  Bergomense  e  li  dice  inediti  ed 

esistenti  nella  Vaticana ,  fra  i  Codici  dei  Buchi  si' Urbino.  Vedasi  pure  il 

lltaauobelU  ;  SMétori  d'Italia. 

BÀSCARINI  Dott.  Lorenzo.  —  I  trionfi  di  Meleagro  negli  Amori  d'Ata- 
lanta,  òpera  per  musica.  (Cod.  N.  1118). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

BASILIGAPETRI  Giov.  Battista.  —  Consigli  medici.         (Cod.  N.  249). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  ia  8». 

«  In  fine  vi  è  la  seguente  sottoscrizione.  «  Et  per  fede.  • .  mi  suono  di 
*  mia  propria  mano  sottoscritto  adi  21  Gennaio  1574.  Ego  Io  Batta  de  Basi- 
«  licapetri  medicus  chyrurgicus  Mediolanensis  prò  fide  subscripsi  et  hoc 
«  jura mento  attestor  ».  È  tutto  autografo. 

BASILIUS  (Sanctus).  —  De  deitate  Filii  et  Spiritus  Sancti.  (Cod.  N.  541). 

4 

Cod.  metnb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice  assai  ben  conservato  e  benissimo  scrìtto  ha  la  prima  let- 
tera iniziale  miniata  ed  incomincia  colla  intestazione  seguente  in  lettere 
maiuscole  in  rosso. 

*  Beati  Basilii  archiepiscopi  Cosareae  Capadociensis  de  deitate  filii  et 
«  spiritus  sancti  ad  versus  Eunomfum  liber  a  Georg-io  Trapezuntio  traductus  ». 

A  pie  della  prima  pagina  vi  era  Tarma  dei  PP.  Carmelitani  descalciati 
di  Milano;  come  la  si  vede  nel  «  liber  Meditationum  »  Cod.  543  di  questa 
biblioteca,  ma  qui  fu  cancellata,  ma  non  in  modo  che  non  la  si  possa  ri- 
conoscere. 

BÈLCARI  Feo.  —  Prato  spirituale  tradotto.  (Cod.  N.  538). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV,  con  iniziali  a  colori. 

Incomincia  colla  lettera  di  «  Pheo  Belcari  al  Reverendo  in  Xpó  padre 

«  Egano  Bolognese  et  gli  altri  poveri  per  Jesu  Xpo  dicti  Jesuati  ».  Dopo 
questa  lettera  «  Incomincia  el  prato  spirituale  de  sancti  padri  composto  da 

«  Sco  Giovanni  Eucrato  et  mandato  al  suo  in  Xpo  figliuole  Sophronio  So- 
li phìsta  ». 

La  lezione  di  questo  Codice  è  corretta  ed  è  eguale,  con  delle  varianti , 
a  quella  che  fu  stampata  a  Venezia  nel  1 479  dal  maestro  Nicolao  De  Girar- 
denghi  nelle  vite  de'  Santi  Padri.  A  pie  della  prima  pagina  vi  è  il  nome 
di  un  antico  possessore  del  Codice,  cioè  «  Franciscus  Justiniani  »,  e  sotto 
a  questo  «  S.  Mariae  de  Bubia  ». 

BELLARMINI  Roberti,  S.  R.  E,  Cardinalis.  —  Modesta  et  fidelis  ad- 
monitio  ad  Jacobum  Mngnae  Britanniae  regem.         (Cod.  N.  718). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 
Calmi.  Trivulzlana  {Stampato  II  31  marzo  1883)  4 


26  BEBETTA  GASPARE 

BELLI  Italici  et  praeclarorum  ejus  ^estorum   compendiosa  descriptio. 

(Cod.  N.  ti  13). 

Cod.  cari  del  Sec.  XVIII  in  4°. 

È  un  poema  latino  diviso  in  V  libri  in  cui  vien  narrata  la  guerra  nel 
Genovesato  del  1746  e  degli  anni  seguenti.  È  inedita  d'autore  anonimo:  ne 
esiste  un'altra,  copia  a  Genova. 

BELLINGIONE  Bernardo.  —  Alcune  poesie  e  alcune  stanze  cavate  da 
rappresentazioni  sacre,  copiate  da  libri  stampati.         (Cod.  N.  931). 

Cod.  cari  in  4°.  del  Sec.  XVJII. 

Copiate  da  Giuseppe  Gradenigo. 

BERETTA  Gaspare.  —  Estratto  di  fortificazioni  dell1  Accademia  del 
Comm.  Villegas,  dove. si  annoverano  quantità  d'autori  con  alcune 
annotazioni.  (Cod.  N.  227). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Il  Conte  Gaspare  Beretta,  mastro  di  campo,  fu  celebre  ai  suoi  giorni 
come  ingegnere  militare;  assistè  alla  presa  di  tredici  fortezze  ed  alla  difesa 
di  otto:  fu  pure  incaricato  di  molte  missioni  diplomatiche.  Non  andò  esente 
da  gravi  peripezie,  probabilmente  suscitategli  da  uomini  invidiosi  della  sua 
fama  e  della  sua  fortuna. 

Neir  Archivio  di  Stato  di  Milano  trovasi  il  a  Processo  (incominciato  il 
«  2  Dicembre  167.r>)  costrutto  sopra  ie  fraudi  nella  fabbrica  delle  fortifica- 
ti zioni  dello  Stato  di  Milano,  nel  quale  restano  per  hora  costituiti  rei  il 
«  Mastro  di  campo  et  ingegnere  maggiore  Gaspare  Beretta  detenuto  nel 
«  Castello  di  Milano.  Domenico  Sereno,  etc.  etc.  •. 

Da  questo  castello,  ignoro  quando ,  fu  trasportato  in  quello  di  Pavia , 
dove  si  trovava  ancora  detenuto  nei  1679,  epoca  in  cui  fu  ricondotto  in 
quello  di  Milano.  Pare  che  la  sua  prigionia  fosse  molto  rigorosa  e  ne  sof- 
frisse anche  in  salute,  come  appare  dalla  lettera  e  ricordi  della  moglie  di 
lui  Giovanna  Perez.  Nel  dicembre  dello  stesso  anno  la  Giunta  della  K.  Ma- 
nutenzione delV  esercito  ordinò  che  gli  fossero  sequestrati  il  soldi) ,  paghe  , 
razioni  etc.  Tale  ordine  venne  rinnovato  neir  Ottóbre  del  1681  e  contempo- 
raneamente, il  18,  furono  spediti  a  Madrid  gli  atti  originali,  perchè  il  prò- 
cesso  venisse  risolto  da  quella  Corte  sovrana.  Le  cose  andarono  per  le  lunghe 
ed  il  Beretta  al  28  Gennaio  1686  consegnò  al  secretano  Rossi  una  Nuova 
breve  compendiosa  e  veridica  informazione,  che  era  stata  composta  dall' av-  * 
vocato  Forrieri.  Pare  che  in  seguito  a  questa  Nuova  istanza  venisse  final- 
mente riconosciuta  la  sua  innocenza ,  poiché  al  23  del  Marzo  susseguente 
vien  data  notizia  da  8.  E.  il  Governatore  al  sig.  Visitatore  generale  dell  or- 
dine  dato  per  Unterò  pagamento  del  soldo  da  farsi  al  M°  di  campo  Beretta: 
ed  il  5  Luglio  dello  stesso  anno  la  Giunta  diede  l'ordine  di  pagamento  alla 
città  di  Cremona  di  parte  del  soldo  dovutogli.  Quando  fosse  liberato  dal 
carcere  non  trovasi  negli  atti  conservati  nell'Archivio  di  Milano.  Morì  nel 
1703,  e  venne  sepolto  nella  chiesa  ora  soppressa  dei  Carmelitani  Scalzi.  Sul 
suo  sepolcro  leggevasi  una  iscrizione  che  ne  ricordava  le  gesta.  Essa  pro- 
babilmente ora  più  non  esiste,  ma  l'Àrgelati  per  buona  sorte  ce  ne  ha  con- 
servato il  testo.  Questo  autore  (Scrip.  Med..  T.  II,  P.  II,  coi.  1735)  parla  con 
lode  del  Beretta  e  dà  l'elenco  delle  opere  da  lui  scritte,  ma  non  cita  questo 
Codice  né  il  seguente  ;  a  meno  che  non  si  voglia  comprenderli  nell'Art.  V  ove 
nota  «  Opuscula  plurima  incomposita  ad  militarem  architecturam  spectantia 
«  a  quibus  multa  possi  ut  confici  volumina  ».  Ma  ciò  non  può  stare  perchè 


BEEETTA  GASPARE  27 

Questi  due  volumi  sono  completi  e  non  incompositi  e  sono  di  scarsa  mole. 
Questo  opuscolo  è  autografo  come  appare  da  una  nota  scritta  sul  1°  fol. 
Incomincia  con  un  lungo  preambolo  sui  «  Poligoni  o  sia  lati  delle  figure 
«  et  la  difesa  osservata  da  diversi  autori  ridotte  a  misura  di  Milano  ».  Vi 
sono  interpolati  nel  testo  alcuni  disegni  lineari  di  fortificazioni.  Viene  in 
seguito  l'esame  critico  dell'opera  del  Comm.  Villegas  «  Accademia  de  for- 
tincacion  » . 

BERETTA  Gaspare.  —  Anno  1673.  Alcune  memorie  del  Mastro  di  campo 
Beretta.   .  (Cod.  N.  228). 

«  Su  questo  picciol  libro  si  contiene  una  Relatione  politica  et  militare 
«  della  Borgogna  contea  fatta  Fauno  IG69  del  mese  di  Maggio. 

«  Diario  del  viaggio  tanto  delP  andata  quanto  del  ritorno  mentre  con 
t  tal  occasione  passai  a  Genova  e  disegnai  la  fortezza  fatta  al  porto  di  Vado 
«  presso  Savona. 

•  Ancora  si  vede  la  concessione  et  capitoli  stabiliti  per  il  passo  ottenuto 

•  dalla  Repubblica  de  Valesani  per  la  gente  dello  Stato  di  Milano  in  soc- 
«  corso  della  suddetta  Provincia  di  Borgogna  Tanno  presente  1673  d'Aprile. 

t  Et  similmente  la  concessione  del  Cantone  di  Berna  et  quanto  è  passato 

•  in  quella  facenda  per  non  haverla  terminata  il  nostro  ambasciatore  Conte 
«  Alfonso  Casati. 

t  Quanto  anche  per  contratto  fatto  da  Francesi  con  li  suddetti  Valesani 
t  per  la  leva  di  mille  fanti,  la  medesima  settimana  il  mese  d'Aprile  ch'io 

•  era  in  Briga  » . 

Anche  per  questo  Codice  non  citato  dall'  Argelati  vale  quanto  fu  detto 
per  il  precedente. 

BERETTA  Gaspare.  —  Memoria  ossia  Giornale  Istorico  dell'assedio  di 
Valenza descritto  ocularmente.  (Cod.  N.  186). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII  (i656> 

Vi  è  unita  la  pianta  a  colori  delle  fortificazioni  di  quella  città.  È  auto- 
grafo ed  ha  alla  fine  la  firma  dell'autore. 

BERETTA  Gaspare.  —  Assiomi  fondamentali  e  pratici  del  Tenente  di 
«  Mastro  di  campo  generale  Gasparo  Beretta  Ingegnere  maggiore 
«  degli  eserciti  in  Lombardia  intorno  le  offese  aifese  et  fortilica- 
«  zioni  dèlie  piazze  Tanno  1661  ». 

Cod.  cart.  in  fol. 

Anche  questo  Codice  pare  originale ,  o  per  lo  meno  sono  autografe  le 
correzioni. 

BERETTA  Gaspare.  —  Altra  copia  della  stessa  opera  con  ugual  titolo, 
ma  colla  data  1662.  (Cod.  N.  282). 

BERETTA  Gaspare.  —  Catalogo  delle  sue  opere.  (Cod.  N.  280). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

L* Argelati  scrisse  che  il  Beretta  lasciò  Opuscolo,  plurima  incomposita,  ma 
non  ne  diede  il  titolo.  Con  questo  Codice  si  potrebbe  riempire  quella  lacuna. 


28  BEBNABDINUS  DE  SENIS 


La  maggior  parte  delle  opere  di  questo  autore  si  trovano  in  questa  biblio 
teca:  Oltre  a  quelle  qui  notate  se  ne  trovano  pure  autografe  nella  Miscel- 
lanea militare.  COD.  283. 

BEfaETTI  Conte  Giuseppe.  —  Pratica  e  massima  della  guerra  che  con- 
tiene tutto  ciò  che  appartiene  al  Comando  generale  d*  eserciti  e 
subalterni  d'essi  con  lordine  che  dee  tenersi  per  marciare,  accam- 
pare, combattere,  attaccare  e  difendere  le  piazze,  città  e  quartieri. 

(Cod.  N.  284). 

Cod.  cari,  del  Sec.  XVIH  in  ioL 

Il  Conte  D.  Giuseppe  Beretti  era  lettore  delle  matematiche  militari  per 
S.  Mu  nelle  Scuole  Palatine  della  città  di  Milano.  Vi  sono  in  questo  Codice 
molte  correzioni  autografe.  Non  è  citato  né  dall' Argelati  nò  dal  Predali. 
«  Bib.  Mil.  » . 

■ 

BERNARDELLI  Matteo.  —  Poesie.  (Cod.  N.  1010). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Sono  traduzioni  in  versi  di  diversi  brani  di  autori  latini v  Nel  vecchio 
inventario  della  libreria  furono  così  notati  perchè  sul  cartone  vi  era  scritto 

Ìuel  nome  ;  ma  siccome  esso  aveva  servito  di  coperta  agli  atti  di  una  causa 
ro  R.  D.  Jo.  Matheo  Margari  centra  Matheum  BernardeUi,  ooiae  ivi  si 
legge ,  così  credo  che  l'averli  attribuiti  a  quest'  ultimo  sia  una  semplice 
congettura  senza  vero  fondamento.  In  ogni  modo  sarebbero  di  autore  ano- 
nimo, perchè  altro  nome  non  vi  si  trova. 

« 

BERNARDI  (di)  De  Monti  Girolamo.  — -  Pratica  d'aritmetica. 

(Cod.  N.  57). 

Cod.  cart.  in  8°  del  1571. 

In  seguito  alle  pritae  quattro  operazioni  dell'aritmetica  vi  è  la  soluzioni 
di  un  gran  numero  di  problemi. 

BERNARDI  (Sancti).  —  Psalmographium  oonfectum  in  laurìem  Virginis 
matris  Dei.  {Cod.  N.  426). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°. 

Alla  fine  furono  aggiunte  altre  preghiere. 

BERNARDIN  US  de  Senis.  —  Tractatus  de  contractibus  et  usuri*. 

(Cod.  N.  674). 

Cod.  memb.  del  Sec  XV  in  8«  pica  di  fol.  227 

Precede  una  Tabula  semumum  et  materiartm  che  occupa  10  fol.t  indi 
«  Incipit  tractatus  de  contractibus  et  usuris  secundum  fratrem  Bernar- 

«  dinum  de  Senis,  et  primo  ponitur  ordo  dicendorum  in  materia  dtetorum 

%  contractuum  et  usurarum  »* 


BESUTIO  (DE)  JOHÀNNOLUS  29 

Questo  Codice  devq  essere  stato  scritto  prima  del  USO ,  anno  in  cui  il 
suo  autore  venne  canonizzato,  stantecbè  non  gli  vien  dato  il  titolo  di  Santo. 
Questi  sermoni  Tennero  stampati  per  la  prima  volta  nel  secolo  xv,  senza 
data  né  luogo  ;  ma  Secondo  1  Hain,  Bep.  Bibl.  N.  2835  l'edizione  sarebbe  di 
Strasburgo.  Il  Codice  è  accuratamente  scritto  con  bel  carattere ,  ma  con 
molte  abbreviature.  Ha  le  iniziali  miniate  ed  è  ben  conservato. 

BERTINI  Anton  Francesco.  —  Frammento  di  un'  apologia  a  favore  del 
Bertini  per  certe  voci  e  frasi  da  lui  usate  che  voleansi  riguardare 
come  non  toscane.  (Cod.  N.  575). 

Cod.  cart.  in  fol.  di  carte  10 

Il  Bertini  fece  stampare  l'apologia  col  titolo  seguente: 
«  Risposta  di  Anton  Giuseppe  Branchi  da  Castel  Fiorentino,  scolaro  nello 
«  studio  Pisano  a  quanto  espose  il  signor  Giovan  Paolo  Lucardesi  al  libro 
«  del r Ecc.™  sig.  Dottor  Ant.  Fr.  Bertini  intitolato:  Lo  specchio  che  non 
«  adula,  ecc.  Colonia  (cioè  Lucca)  nella  Stamperia  Arcivescovile,  1708  ». 

BERTOLI  Gian  Domenico-  —  Delle  antichità  di  Aquileja.    (Cod.  N.  167). 

Cod.  cart.  dal  Sec.  XVIII  con  figure  diiegnate  a  peana  in  fol. 

0 

Non  vi  è  che  il  III  voi.  ed  è  autografo.  È  opera  di  pregio  ed  è  citata 
nel  V  voi.  del  «  Corpus  Inscriptionum  »  stampato  a  Berlino. 

BESOZZI  Gioachino,  monaco  Cisterciense  poiJCardinale.     (Cod.  N.  51). 

» 

Sono  22  lettere  autografe  dirette  al  P.  D.  Lorenzo  Giorgi  dall'anno  1728 
al  1743.  Vi  è  unita  una  lettera  di  Alfonso  Rodrigue  allo  stesso  Giorgi. 
Queste  lettere  vertono  sopra  argomenti  di  erudizione.  Il  P.  Giorgi  era  mo- 
naco Cisterciense  e  fu  poi  Abbate  di  S.  Stefano  in  Conili.  Fu  uomo  di  gran 
sapere  e  1'  Argelati  (Bib.  Scrip.  Med.)  ne  parla  con  gran  lode  in  diversi 
luoghi  ma  specialmente  nella  col.  187.  Da  queste  lettere  appare  che  il 
P.  Giorgi  aveva  incominciata  la  trascrizione  ed  illustrazione  delle  pergamene 
del  Monastero  di  S.  Ambrogio,  le  quali  vennero  poi  pubblicate  nel  Codice 
Diplomatico  Sant  Ambrosiano  dal  Ftima^alli,  e  da  ultimo  riprodotte  da  me 
Bel  Cod  Diplomatico  Lombardo  (Mon  Hist.  Patriae.  T.  XIII)  edito  a  Torino. 
U  Cardinale  Besozzi  era  esso  pure  uomo  erudito  e  vien  lodato  dall* Argelati. 

(1.  &  COI.  151). 

BESUTIO  (de)  Johannolus.  —  *  Liber  iinbreviatnraram  mei  Johannoli 
«  de  Besutio  notarti  filli  q.m  domini  Savioli  civitatis  Mediolani 
«  scribeque  ÌIL™1  d.ni  d.ni  ducis  Mediolani  annorum  mccccii  et 
«  mcccciii  ».  (Cod.  iV.  143). 

Cod.  m«mh.  la  fbL  éè\  Sec.  XV. 

« 

Precede  una  rubrica  del  contenuto  di  questo  volume.  Questi  istromenti 
non  sono  contratti  fra  privati ,  ma  bensì  atti  che  interessano  la  storia , 
esaeado  stipulati  fra  i  principi  della  casa  Visconti  ed  altri  personaggi  o  con 
città  soggette  al  loro  dominio. 


30  BIAGIA  (LA) 


BESOZZO  Don  Giov.  Pietro.  —  Sermone,  ossia  discorso  sopra  le  me- 
ravigliose virtù  et  gratie  della  Maddalena  felicissima  all'eccellente 
protofìsico  et  lettore  di  medicina  al  primo  luogo  nello  studio  di 
Pavia  il  sig.  Nicolò  Boldone.  (Cod.  N.  373). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVI  in  4°. 

Precede  un  sonetto  del  sig.  Filippo  Binasco  alla  Maddalena,  ed  in  calce 
un  altro  di  Vittoria  Colonna,  Marchesa  di  Pescara,  in  laude  della  gloriosis- 
sima Maria  Maddalena.  Questo  discorso  fu  stampato  in  Milano  nel  1577. 
É  citato  dall' Argelati  (col.  152). 

BEST  A.  Giacomo  Filippo.  —  Descrizione  origine  e  meraviglie  della  citTà 
di  Milano  e  delle  imprese  dei  suoi  cittadini.    (Cod.  N.  180  al  183). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII,  3  voi.  autografi,  più  una  copia  del  2°  volume 

L'autore  di  questa  storia  era  un  notaro  milanese  che  mori  nei  primi 
anni  del  sec.  xvn,  essendo  egli  ancor  vivo,  ma  attempato,  nel  1606  come 
appare  da  una  postilla  al  cap.  I  del  lib.  xi.  Coprì  diverse  cariche  in  Milano 
e  fu  per  ragione  d'ufficio  deputato. alla  difesa  di  uno  dei  complici  del  ten- 
tato assassinio  di  S.  Carlo  Borromeo,  ma  poi  avendo  rinunciato  alla  vita 
pubblica  si  dedicò  alle  ricerche  storiche  sulla  sua  città  natale  e  scrisse 

auesti  tre  grossi  volumi  in  cui  pur  ripetendo  le  favolose  origini  e  primordi 
i  Milano,  riunì  preziosissime  notizie  che  ci  sarebbero  in  gran  parte  sco- 
nosciute s'egli  non  le  avesse  consegnate  nella  sua  storia. 

Nel  I  voi.  di  pag.  1207  dopo  aver  detto  delle  origini  di  Milano  e  descritta 
brevemente  la  città  e  suo  territorio  parla  del  clero,  delle  chiese  e  dei  mo- 
nasteri che  allora  esistevano,  delle  magistrature,  delle  città  che  furono 
soggette  ai  duchi  di  Milano  e  termina  col  ricordare  quei  cittadini  che  fio- 
rirono nelle  armi,  nelle  scienze  ed  ebbero  dignità  ecclesiastiche,  e  quelli 
che  furon  canonizzati. 

Nel  secondo  voi.,  di  pag.  1291,  incomincia  la  storia  di  Milano:  pren- 
1    dendola  dalle  sue  origini  favolose  la  conduce  sino  all'anno  1352,  in  cui  morì 
l'Arcivescovo  Giovanni  Visconti  signore  di  Milano. 

Il  terzo  voi. ,  di  pag.  1440,  contiene  la  storia  della  città  di  Milano  dal 
principio  della  signoria  di  Barnabò  Matteo  e  Galeazzo  Visconti  sino  al  1561. 

Questi  tre  volumi  sono  autografi.  La  copia  del  secondo  è  d'altra  mano, 
ma  venne  fatta  eseguire  dallo  stesso  autore.  Essi  sono  tanto  più  preziosi 
in  quanto  che  oltre  al  loro  valore  storico,  non  ne  esistono  al tre~  copie.  Solo 
si  trova  nella  Bib.  Ambrosiana  un  estratto  del  primo  volume. 

Il  Besta  fu  ricordato  con  lode  dal  Picinelli  nell'Ateneo  de'  letterati 
milanesi,  dall' Ab.  Placido  Puccinelli  nella  Fede  e  nobiltà  del  notaro,  e 
lo  cita  più  volte  nel  Zodiaco  della  chiesa  Milanese ,  e  dall'  Argelati  nella 
Bib.  Scrip.  Med. 

BIAGIA  (la)  da  Dicomano.  —  Commedia.  (Cod.  N.  926). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Vi  è  unita  la  commedia  del  «  Bifolco  Villanesco  »  di  Pietro  Ulivi  da 
Scarperia, 


BIL1IS  (DE)  ANDREAS  31 


Bibbia  sacra.  (Cod.  N.  9139). 

Cod.  membr.  in  fol.  del  Sec.  XIV  di  fol.  606  compreso  l'ultimo  bianco. 

Questo  prezioso  e  magnifico  Codice  è  scritto  in  due  colonne  con  bellis- 
simi caratteri  semigotici  quadrati:  contiene  tutti  i  libri  dell'antico  e  del 
nuovo  Testamento.  Al  principio  di  ogni  libro  vi  sono  delle  stupende  minia- 
ture di  stile  Giottesco,  che  salgono  al  N.  di  141.  Quella  che  trovasi  al  fol. 
435  dove  incomincia  il  nuovo  Testamento  è  un  vero  quadro:  copre  tutta 
la  pagina  e  vi  è  rappresentato  Cristo  in  croce,  circondato  da  una  specie  di 
albero  da  cui  escono  dei  rami  sui  quali  in  tanti  scudetti  sono  effigiati  i 
profeti  ed  i  patriarchi.  Queste  miniature  sono  benissimo  disegnate  e  di  va- 
ghissimo colorito,  che  al  pari  dell'oro  messovi  a  profusione  conservano  tutta 
la  primitiva  freschezza.  Le  iniziali  dei  capitoli  sono  tutte  ornate  di  arabeschi 
rosso  azzurro.  Il  Codice  è  di  una  conservazione  perfetta:  ha  una  legatura 
in  cuoio  con  ornati  impressi  a  freddo,  eseguita  in  Germania  dove  questo 
volume  fu  trasportato  come  lo  provano  alcune  note,  che  furono  aggiunte 
posteriormente,  e  che  sono  di  scrittura  tedesca.  É  un  vero  capolavoro  d'arte. 
Il  testo  è  assai  corretto,  ed  è  quello  della  Vulgata  di  cui  si  6ervì  Sisto  V. 
per  l'edizione  che  ne  fece  fare. 

BIANCHI  Ercole.  —  Memorie.  (Cod.  N.  1287). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

L'Àrgeiati  (Bib.  Scrip.  Med.  col.  180)  parlò  con  molta  lode  di  Ercole 
Bianchi,  di  cui  dà  pochi  cenni  biografici  ed  il  catalogo  delle  opere.  Ma  egli 
ommise  queste  memorie  che  più  di  ogni  altra  possono  interessare  perchè 
raccontano  la  sua  delegazione  al  campo  spngnuolo  al  Po  e  quanto  vi  acca- 
deva nel  1636.  Sono  autografe,  ed  a  confermarne  l'autenticità  vi  è  unita 
una  lettera  del  tiglio  di  lui  Luigi,  che  nel  1666  ne  chiedeva  la  restituzione 
avendole  egli  prestate  al  defunto  principe  Ercole  Trivulzio.  Vi  sono  pure 
altre  lettere  autografe  di  diversi  personaggi  a  lui  dirette. 

BIGOLINÀ  Giulia.  —  Urania,  Novella.  (Cod.  N.  88). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Precede  la  dedicatoria  assai  lunga  «  Al  magnifico  et  eccellente  Dottor 
«  di  leggi  il  S.  Bartolomeo  Sabatico  Giulia  Bigolina  •.  Indi  viene  la  no- 
vella pure  assai  lunga  a  Urania  nella  quale  si  contiene  l'amore  d'una  giovane 
•  di  tal  nome  » . 

Questo  Codice  apparteneva  alla  libreria  Saibante  di  Verona.  É  scritto 
molto  accuratamente,  ed  è  forse  autografo,  essendo  esso  l'esemplare  offerto 
al  Salvatico ,  di  cui  si  vedono  le  iniziali  B.  S.  allato  ad  uno  stemma  che 
trovasi  sulla  copertura  originale  in  cuoio  nero  con  ornati  impressi  in  oro. 
Questa  novella  e  inedita,  e  fu  notata  dal  Conte  Borromeo  nel  Catalogo  dei 
Novellieri  Italiani  (Ed.  2a,  pag.  8). 

* 

BILIIS  (de)  Andreas.  —  Historia  rerum  gestarum  a  Jo.  Galeaz  et  Phi- 
lippo  Maria  ducibus  Mediolani.  (Cod.  N.  1383). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Di  questo  bellissimo  Codice  colle  iniziali  dorate  e  miniate  che  apparteneva 


32  BLANCHINUS  JO.  BAPTISTA 

allori  ai  Marchesi  Visconti  fa  cenno  T  Argelati  nel  t°  voi.,  col.  160,  della 
«  Bib.  Scrip.  Mediol.  » ,  ed  è  il  quarto  dei  testi  che  servirono  per  la  stampa 
di  quest'opera  nel  voi.  XIX  degli  S.  R.  I.  Infine  si  lerae  •  Thomas  Curtius 
«  presbyter  mediolanensis  transcripsit  hoc  opus,  et  id  expedivit  xvi  mensis 
«  Maii  mccoclxxii  »  Il  Codice  è  benissimo  conservato  ed  ha  la  sua  legatura 
«  originale  ». 

BILIIS  (de)  Andreas.  —  Historia  Mediolanensis.  (Cod.  N.  1430). 

Ood.  memo,  in  fol.  del  Sec  XV. 

Sul  primo  fol.  trovasi  un  bel  fregio  con  iniziali  miniate,  ed  a  pie  della 
pagina  uno  stemma  di  fasce  azzurro  ed  oro. 

BILIIS  (db)  Andreas.  —  Historia  rerum  gestarum  lll.m  Mediolani  Ducum 
Johannis  Galeaz  et  Philippi  Mariae.  (Cod.  N.  1502). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Alla  fine  vi  si  legge  la  stessa  sottoscrizione  che  trovasi  nell*  esemplare 
in  pergamena  del  1472  COD.  1383,  per  cui  è  chiaro  esser  questa  una  copia 
di  quello.  In  principio  del  fol.  di  risguardo  si  legge  la  nota  seguente: 
«  1658,  28  Novembris.  Jo.  Petri  Puricelli  Archipresbiteri  Laurentiani  donum 
t  eo  clarius  quod  baec  historia  patris  mei  chirograpbo  Qui  tunc  temporis, 
a  senator  erat  imprimi  jussa  • .  Segue  la  firma  di  Vercelli  no  Visconti. 

B1RAG0  Gerolamo.  —  Meneghino  alla  Senavra.  (Cod.  N.  995). 

Cod.  cart/ del  Sec.  XVill  in  4°. 

BIRAGO  Gerolamo.  —  Altra  copia.  (Cod.  N.  996). 

BIZOZERO  Jo.  Baptista.  —  Tractatus  quatuor  videlicet  de  furto  resti- 
tutione  usura  et  contractibus.  (Cod.  N.  683). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  4°. 

A  pie  della  prima  pagina  leggesi  scribente  Jo.  Baptista  Ruga,  anno  1592. 

Giov.  Battista  Bizozero  nacque  a  Varese  e  visse  ai  tempi  di  S.  Carlo 
che  lo  mandò  in  varii  luoghi  ad  esercitare  il  suo  ministero  sacerdotale. 
Scrisse  diverse  cose,  alcune  delle  quali  furono  stampate  ed  altre  rimasero 
inedite:  fra  queste  ultime  vi  sono  questi  quattro  trattati  di  cui  due  rimasero 
ignoti  all' Argelati  che  nella  •  Bib.  Se.  Med,  Tom.  I,  P.  11,  col.  176  »*  nota 
il  «  Tractatus  de  usura  »  e  nel  T.  II,  P,  1 1  nota  il  •  Tractatus  de  furto  » , 
omettendo  quelli  «  De  Restitutione  e  De  Contractibus  • . 

BLANCHINUS  Jo.  Baptista.  —  De  origine  antiquitate  et  nobilitate  fa- 
mi liae  Crassae.  (Cod.  N.  1448). 

4 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII,  autografo. 


fri&rrt  Dtllt-Cm  lift  Elia,?*  C  ferrar»  .  i 

LIBRO    DEL    JESUS  per  uso  di  MASSIMILIANO  SFORZA 
-;cice  N*  2163  Pag  in- 

FIGLIO   DI  LODOVICO  IL  MORO  DUCA   DI   MILANO 


BOCCACCIO  GIOVANNI  33 


BLANCHINUS  Jo.  Baptista.  —  De  origine  antiquitate  et  nobilitate 
JH  mae  fomiliae  Crassae  Roman ae  in  diversas  Italiae  urbes  propaga tae 
deque  viris  toga  sego  ve  conspicuis  ejusdem  Dissertatio. 

(Cod.  N.  1785). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVII  in  4°,  autografo. 

BLANCHINUS  Jo.  Baptista.  —  Genealogia  et  historia  Cribellae  gentis 
arbor.  (Cod.  N.  1782). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

BLANCHINUS  Jo.  Babtista.  —  Langobardum  regiarumque  et  illustrium 
famiiiarum  a  Langobardis  regibus  genus  ducentium  origenes  gene- 
rationes  stemmata  etc.  Tom.  I.  (Cod.  N.  1783). 

Series  genealogica  totius  gentis  vice  comitum.  Tom.  II. 

(Cod.  N.  1784). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII,  2  voi.  autografi  con  alcuni  fogli  stampati. 

BOCCACCIO  Giovanni.  —  Vita  di  Dante  Alighieri.  «  Inchomineia  la 
«  vita  del  chiarissimo  poeta  Dante  Alighieri  da  Firenze  composta 
«  per  lo  magnificilo  poeta  messere  Giovanni  Bocchaci  da  Certaldo  » . 

(Cod.  N.  80). 

Cod.  cart.  in  4°  pi  ce.  del  Sec.  XV  di  carte  36. 

Sulla  prima  facciata  vi  è  un  fregio  miniato,  i  capoversi  hanno  le  ini- 
ziali in  colore.  Termina  «  Qui  finisce  if  breve  tractato  de  la  origine,  vita, 
«  costumi  et  opere  del  chiaro  poeta  Dante  Alighieri  di  Fiorenza  facto  in 
«  laude  et  comendatione  del  detto  poeta  dal  venerabile  poeta  messere  Gio- 
«  vanni  Boccaccio  da  Certaldo  di  Firenze,  finito  adì  22  d'Ottobre  1437  *. 

Dopo  la  vita  di  Dante  «  Incomincia  la  storia  del  secondo  filosofo  > . 

Questo  Codice  appartenne  al  pittore  Giuseppe  Bossi,  e  sopra  di  esso  venne 
fatta  l'edizione  di  questa  vita  premessa  alla  •  Divina  Commedia  •  stampata 
in  Milano  dal  Mussi  nel  1809.  La  vita  però  è  più  breve  di  quella  che  tro- 
vasi in  altre  edizioni  perchè  vennero  tralasciate  alcune  digressioni  ed  ab- 
breviate alcune  parti. 

BOCCACCIO  Giovanni.  —  Ninfale  Fiesolano.  (Cod.  N.  969). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XIV. 

Incomincia  colla  seguente  intestazione  in  rosso: 

■  Incomincia  elibro  chiamato  il  Ninfale  il  quale  parla  damore  cioè  dafrico 
■  et  di  Messola  compilato  et  facto  per  messer  giovanni  bochaccio  da  Cer- 
«  taldo  poeta  ». 

La  lezione  è  buona  ed  ha  bellissime  e  molte  varianti. 

BOCCACCIO  Giovanni.  —  La  Teseide.  (Cod.  N.  1017). 

Còd.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Incomincia  questo  bellissimo  Codice  colla  lettera  del  Boccaccio  a  Fiam- 

Catal.  TrivuUiana  (Sitànpito  il  31  marzo  1883/  5 


I 
84  BOETHIUS  SEVERINUS 


metta.  Quindi  segue  un  •  Sonetto  nel  quale  si  contiene  nno  argomento 
«  generale  a  tutto  illibro  • ,  poi  un  altro  «  Sonetto  nel  quale  si  dimostra 

•  uno  argomento  partichulare  del  primo  libro  ».  Poi  viene  il  poema  •  Incho- 
«  mincia  il  primo  libro  del  Teseida  et  de  le  nozze  de  la  regina  ipolita.  Im- 

•  prima  la  invochatione  dello  auctore  ».  Termina  il  Codice  così  «  Qui  finisce 

•  ìllibro  nominato  Teseida  chompilato  et  facto  per  lo  eccellente  poeta  messer 

•  Giovanni  da  Certaldo,  la  cui  gratiosa  anima  abbia  ricevuta  ne  le  sue 
«  braccia  il  beato  messer  Sancto  Michele  Angelo  et  rappresentata  ne  la  gloria 

«  di  vita  eterna  dinanzi  al  vero  et  eterno  Ydio  nostro  signore  Yhu  Xpo  Amen  ». 
I  versi  sono  frammisti  qua  e  là  da  alcune  illustrazioni  in  prosa  diverse 
da  quelle  stampate  nei  margini  della  Ediz.  del  1475.  Nella  iniziale  della 
lettera  a  Fiammetta  miniata  e  dorata  con  un  fregio  nel  margine  vedesi  una 
figura  che  dovrebbe  essere  il  ritratto  dell'autore.  Anche  l'iniziale  del  poema 
è  miniata.  I  sommari  sono  in  rosso  e  le  iniziali  dei  libri  con  arabeschi  rosso 
azzurro.  Sulla  prima  pagina  vi  era  uno  stemma  che  fu  coperto  con  un  forte 
color  rosso. 

BOCCACCIO  Giovanni.  —  De  casibus  virorum  et  feomìnarum  illustrium. 

{Cod.  N.  750). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  McO  a  2  col. 

Incomincia  colla  seguente  intestazione  in  rosso  «  Johanis  Bocatii  de 
Certaldo  de  casibus  virorum  illustrium  li  ber  primus  incipit  ad  generosum 

et  strenuum  militem  dnm  Mohinardum  de  Cavalcantibus  de  Florentia 
preclarum  regni  Siciliae  Mareschallum  Oblatio  libri  »,  termina  colla  sot- 
toscrizione «  Johannis  Boccatii  de  Certaldo  ad  strenuum  militem  Maghi  - 
nardum  de  Cavalcantibus  de  Florentia  preclarum  regni  Sicilie  Marescallum 
de  casibus  virorum  illustrium  liber  nonus  et  ultimus  explicit.  Adversa 
fortuna.  Per  me  laurentium  de  Assisio  in  Roccha  conta  invalescente  peste 
die  xxviii  Julii  1430.  Deo  gratias  amen  ». 
La  prima  edizione  conosciuta  di  quest'  opera  del  Boccaccio  è  quella  senza 
data  che  vuoisi  sia  stampata  coi  caratteri  di  Giorgio  Husner  a  Strasburgo. 
Fu  tradotta  in  francese  e  stampata  a  Bruges  nel  1 476,  e  più  altre  volte  in 
Francia  nello  stesso  secolo.  Fu  pure  tradotta  in  spagnuolo  e  stampata  a 
Siviglia  nel  1495.  Non  ebbe  ugual  fortuna  in  Italia  dove  la  traduzione 
fattane  da  Giuseppe  Betussi  venne  alla  luce  per  la  prima  volta  a  Venezia 
soltanto  nel  1545  per  T  Arrivabene,  e  riprodotta  poi  nel  1551  pei  fratelli 
Nicolini  da  Sabbio,  e  nel  1598,  con  aggiunte  di  Francesco  Serdonati  a  Fi- 
renze pel  Giunti. 

BOETHIUS  Severinus.  —  Aritmethica  et  Musica.  —  Gerbertus  schola- 
sticus  Constantino  suo:  Epistola.  (Cod.  N-  646). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XII  in  fol.  acefalo 

Codice  di  scrittura  assai  minuta  ma  nitida  e  regolare,  colle  figure  ben 
disegnate  in  rosso.  Molte  iniziali  sono  in  rosso  od  azzurro  con  graziosi 
arabeschi  a  penna.  La  lettera  di  Gerberto,  scolastico,  la  quale  tratta  del 
modo  di  formare  la  sfera  vien  ricordata  dal  Fabrizio  nella  «  Bib.  Latina  » 
e  fu  stampata  dal  Mabillon  negli  Analecta,  Tom.  II,  pag.  212  ». 

BOETHIUS  Severinus.  —  De  consolatione  philosophiae.       {Cod.  N.  702). 

Cod.  memb.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XIV. 

Incomincia  il  testo  senza  essere  preceduto  da  alcun  titolo.  In  fine  leggesi 


BOJÀRDO  MATTEO  MAEIA  35 


di  carattere  dfrerso  ma  antico  •  Explicit  liber  boecii  de  consolatione  Deo 
•  gratias  amen  • .  Alcune  iniziali  sono  ornate  con  arabeschi  fatti  a  penna, 
le  altre  semplicemente  colorate. 

B0ETH1US  Skverinus.  —  De  consolatione  philosophiae.    (Cod.  N.  810). 

Cod.  Art  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Incomincia  il  testo,  senza  alcun  titolo,  con  una  lettera  maiuscola  miniata. 
A  pie  della  pagina  vi  è  lo  stemma  Crivelli.  Termina  al  fol.  38  ove  inco- 
mincia «  L.  Ann.  Seneca  ad  Galionem  de  rernediis  fortuitorum  ».  Questo 
trattatela  occupa  2  fol. 

B0JARD0  Matteo  Maria  Conte  di  Scandiano.  —  Orlando  innamorato. 

(Cod.  N.  1094). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV  di  carte  150,  più  4  bianche  in  fine. 

Al  principio  del  volume  trovasi  la  nota  seguente  di  D.  Carlo  Trivulzio. 

t  varii  letterati  parlano  del  Bojardo  come  il  Valisnieri,  il  Crescimbeni, 
il  Fontanini,  il  Quadrio  e  più  di  tutti  il  Conte  Giov.  Maria  Mazzuchelli 
nell'opera  degli  scrittori  d'Italia.  Tom.  V.,  dove  dà  ragguaglio  di  due 
testi  a  penna  di  questo  poema:  il  primo  come  esistente  presso  di  me 
Carlo  Trivulzio,  ed  il  secondo  come  esistente  già  alcuni  anni  in  Modena 
presso  Bartolomeo  Soliani  libraio  stampatore.  Ho  qualche  memoria  che 
il  Codice  del  Soliani  non  altro  sia  che  il  presente  venduto  da  esso  al 
sig.  Conte  questore  D.  Francesco  di  Aguirre,  grande  amatore  di  ottimi 
libri  nei  suo  passaggio  per  Modena  circa  l'anno  del  1736,  allorché  resti- 
tuì vasi  alla  sua  carica  di  questore  in  Milano,  di  dove  era  partito  a  cagione 
delle  armi  Gallo  Sarde  che  avevano  occupato  Questo  Stato.  Dopo  la  morte 
di  esso  io  ne  feci  l'aquisto  dal  sig.  Abb.  Don  Filippo  Sacchetti  Romano 
deputato  dell'erede  alla  vendita  dei  libri  del  suddetto  Ministro.  E  ciò  fu 
il  giorno  6  di  Aprile  dell'anno  1748.  Il  Bojardo  prevenuto  dalla  morte 
nel  1494  non  lasciò  di  questo  suo  poema  che  il  primo  e  secondo  libro 
con  nove  canti  del  terzo,  e  tutto  ciò  contiene  il  presente  Codice.  Il  libro 

Juarto,  quinto  e  sesto  che  si  trova  nella  stampa  di  questo  poema  è  opera 
i  Mesr  Nicolò  de^lr  Agostini.  Il  presente  Codice  è  scritto  vivente  l'autore 
o  alla  più  al  principio  del  xvi  secolo  ed  ha  lezioni  diverse  delle  stampate  » . 

Alla  precedente  nota  di  D.  Carlo  aggiungerò  che  molte  e  assai  notevoli 
sono  le  varianti  che  esistono  fra  il  testo  di  Questo  Codice  e  l'edizione  del 
1528,  esistente  in  quésta  libreria,  citata  dal  Melzi  nella  Bibliografia  dei 
poemi  cavallereschi,  pag.  46. 

Don  Carlo  Trivulzio  non  aveva  avuto  campo  di  fare  confronti,  ma  il 
Marchese  Gian  Giacomo,  suo  nipote,  sospettando  che  fosse  autografo  portò 
il  MS.  a  Modena  e  lo  fece  esaminare  il  23  febbraio  182C  dai  Bibliotecari 
della  Bib.  Estense  Baraldi  Cavedoni  e  Galvani,  dal  Prof.  Parenti  e  dal  signor 
Bernabei  notaio  dell'Archivio  secreto  del  Duca  di  Modena,  i  quali  avendolo 
confrontato  con  tre  lettere  autografe  del  Conte  di  Scandiano,  che  si  trova- 
vano in  quell'Archivio  giudicarono  che  questo  Codice  è  tutto  scritto  di  mano 
del  Boiardo.  Ciò  è  consegnato  in  una  nota  autografa  del  March.  Gian  Gia- 
como Trivulzio,  la  quale  è  unita  al  volume.  Più  tardi  il  figlio  di  lui  Mar- 
•  chese  Giorgio  potè  avere  una  lettera  autografa  del  Conte  di  Scandiano 
diretta  alla  Contessa  di  Castelluccio  D.  Cassandra  da  Correggio  Visconti 
munita  del  suo  sigillo  ed  unirla  alla  nota  precedente  e  porre  così  ognuno 
in  grado  di  accertarsi ,  col  confronto  che  questo  Codice  e  realmente  auto- 
grafo. —  Aggiungerò  che  è  scritto  con  molta  cura  ed  assai  nitido.  Alla  fine 


36  BUONÀMICUS  LAZABUS 


però  che  sotto  l'ultima  ottava  al  fol.  159  vi  è  scritto  Jft 
che  scrisse  il  poema.  Fu  mosso  da  taluno  il  dubbio  che  il  Codice  potesse 
essere  di  mano  del  secretano  del  Bojardo,  del  quale  si  trovano  lettere  scritte 
e  sottoscritte  col  nome  del  suo  padrone,  la  cui  scrittura  rassomigliava  molto 
alla  sua.  Posto  anche  che  ciò  fosse  (e  non  lo  credo  dopo  le  testimonianze 
dei  bibliotecari  Modenesi  di  cui  sopra),  quésto  non  scemerebbe  autorità  al 
Codice  perchè  scritto  sotto  gli  occhi  dell'autore.  Ma  ora  è  di  moda  di  metter 
tutto  in  dubbio.  —  Ogni  pagina  contiene  14  ottave  in  due  colonne.  Non 
vi  è  divisione  di  canti:  fra  una  ottava  e  l'altra  rimane  vuoto  lo  spazio  di 
una  riga.  Solo  fu  lasciata  nell'ottava  che  incomincia  un  nuovo  canto  uno 
spazio  bianco  per  miniarvi  la  prima  lettera,  la  quale  manca.  Al  principio 
del  volume  la  prima  colonna  non  contiene  che  sei  ottave,  essendo  rimasto 
bianco  il  luogo  per  mettere  il  titolo  del  poema.  Non  occorrono  parole  per 
dimostrare  di  quanto  pregio  sin  questo  Codice,  che  è  anche  di  una  perfetta 
conservazione. 


BOLZONE  Jacopo.  —  Libro  di  Abbaco.  (Cod.  N.  278), 

Cod.  cari  in  foL  del  Sec.  XVI. 

Sulla  prima  pagina  l'autore  si  sottoscrive  Abachisia  et  scrittor  publico 
in  Piacenza.  Al  fot.  7  in  alto  trovasi  il  millesimo  1518,  senz'altro. 

BONACURSIUS  Pistoriensis  juris  consultus.  —  Declama tio  de  nobilitate 
generis  et  virtutis  quae  eorum  precellentior  sit:  habita  inter  P.  Cor- 
nelium  consultorem  virum  et  C.  Flaminium  equestris  ordinis  virum. 

(Cod.  N.  633). 

Cod.  memo,  in  4°  del  Sec.  XV. 

Questa  operetta  dovrebbe  essere  di  quel  Giovanni  Buonaccorsi  di  Pistoja, 
giureconsulto  che  insegnava  diritto  in  Pisa  nel  1490,  e  che  fu  ucciso  per 
vendetta  da  Ascanio  Ciocio,  cui  era  stato  ammazzato  il  padre  da  Andrea 
Buonaccorsi  (Vedi  Salvi,  Stor.  Pist,  P.  Ili,  pag.  10).  Il  P.  Fr.  Zaccaria  (Bib. 
Pistor.,  pag.  173)  lo  dice  autore  di  più  opere  che  mai  furono  stampate.  11 
Mazzuchelh  pure  lo  notò  nel  voi.  II,  P.  IV,  p.  2297,  ma  nessuno  di  questi 
scrittori  dà  il  catalogo  delle  sue  opere. 

BUONAMICUS  Lazarus.  —  Epistolae  ac  tria  Epigrammata,  quorum  duo 
grece  scripta.  (Cod.  N.  656). 

Cod.  cari  in  i  2°  del  Sec.  XVI  autografo. 

Le  epistole  sono  in  versi.  In  fine  trovansi  alcuni  altri  versi  latini  d'altra 
mano  che  sembrano  esercizi  di  composizione. 

Lazaro  Buonamici  fu  letterato  di  gran  fama  a'  suoi  tempi.  Nato  in  Bassano 
nel  1479  da  poveri  genitori,  studiò  a  Padova,  ove  dopo  molte  vicende  di- 
venne professore  e  finì  la  vita  nel  1552.  Egli  si  trovava  a  Roma  nel  1527 
all'epoca  del  terribile  saccheggio  dato  a  quella  città,  e  vi  corse  grandi  pe- 
ricoli, e  perde  non  solo  la  sua  biblioteca  ma  anche  tutti  i  suoi  scritti.  Poche 
sono  auindi  le  opere  lasciate  dal  Buonamici  perchè  in  seguito  temendo  forse 
dì  vedersi  assalito  dai  critici  in  rappresaglia  delle  sue  censure  àgli  altrui 


BONCOMPAGNUS  87 


lavori,  non  pubblicò  che  poche  cose.  Per  tal  ragione  è  tanto  più  prezioso 

Ìuesto  Codicetto  che  contiene  delle  epistole  scritte  mentre  era  professore  a 
adova.  Esse  sono  autografe. .  Il  Mazzuchelli  (T.  II,  P.  IV,  p.  2325)  dopo 
aver  dato  delle  notizie  biografiche  su  di  lui ,  dà  1'  elenco  delle  sue  opere  ; 
ma  fra  le  «  Epistolae  »  da  lui  citate  non  si  trovano  quelle  contenute  in 
questo  Codice  che  sono  inedite. 

BONAVENTURA  S.  —  Breviloquium  Catholicae  veritatis.  —  Itinerarium 
montis  in  Deum.  (Cod.  N.  437). 

Cod.  menib.  con  fogli  piegati,  da  appendere  alla  cintura,  del  Sec.  XIV  in  8* 

racchiuso  in  busta  di  legno. 

Vi  è  unita  una  dissertazione  di  D.  Carlo  sull'  opera  e  sul  Codice  e  sua 
forma. 

BONCOMPAGNUS.  —  Tractatus  varii.  (Cod.  N.  721). 

Ood.  memb.  in  fol.  pioc.  del  Sec.  XIII  di  fol.  87  oltre  due  fol.  di  riguardo  e  due  in  fine. 

Non  vi  è  intestazione,  ma  vi  fu  lasciato  Io  spazio  in  bianco  per  farla. 
Questo  primo  trattato  come  vien  detto  nella  seconda  linea,  è  intitolato 
«  Pratum  eloquentiae  •  e  versa  sulla  composizione  sia  letteraria  che  diplo- 
matica, e  sulla  corrispondenza  privata.  Esso  termina  al  fol.  68  ove  leggesi 
la  seguente  sottoscrizione:  «  Recitatus  equidem  fuit  iste  liber  approbatus 
et  coronatus  lauro  Bononiae  apud  secundum  Johannem  in  monte  in  loco 
qui  dicitur  paradisus  anno  domini  millesimo  ducentesimo  quintodecimo, 
septimo  Kalendas  Aprilis ,  coram  univilis  (sic)  et  aliorum  doctorum  et 
8Cholariorum  multitudine  numerosa.  —  Item  datus  et  deductus  fuit  Paduac 
in  majori  ecclesia  in  presentia  domini  Alatrini  summi  Ponti ticis  cappellani 
Sanctae  Apostolicae  sedis  legati,  venerabilique  Jordani  paduani  episcopi 
Ziffredi  theologi  canzelarii  Mediolanensis  professoris  juris  canonici  et  ci- 
vilis  et  omnium  doctorum  et  scolarium  Paduae  commorantibus  anno 
domini  millesimo  ducentesimo  vigesimo  sexto,  ultimo  die  mensis  Martii  » . 
Nello  stesso  fol.  68  incomincia  un  altro  trattato  senza  intestazione  che 
termina  al  fol.  78  verso  colle  parole  Explicit  Cedrus,  ed  ha  pe* argomento 
i  privilegi.  * 

Al  fol.  78  trovasi  un  altro  trattato  che  termina  colle  parole  Explicit  liber 
qui  Mirra  vocatur. 

Al  verso  del  fol.  80  incomincia  il  trattato  De  amicitia  che  al  verso  del 
fol.  86  termina  Explicit  liber  Boncompagni  de  amicitia.  > 

In  seguito  manca  un  fol.  ed  altri  dopo  l'87  solo  rimasto.  I  fol.  di  riguardo 
tanto  al  principio  che  alla  fine  erano  atti  notarili  che  furono  raschiati  per 
modo  da  renderne  impossibile  la  lettura.  Sul  penultimo  venne  poi  scritta 
nel  sec.  xiv  una  nota  relativa  alla  figura  dei  numeri  ed  al  loro  valore,  e 
sull'ultimo  di  scrittura  dello  stesso  secolo  leggesi  «  Rhetorica  Boncompagni 
*  magistri  Ambrosii  de  Minici  cum .  dictaminibus  ». 

Malgrado  le  più  diligenti  ricerche  non  mi  venne  fatto  di  trovar  notizia 
dell'autore  di  questi  trattati  che  ritengo  siano  inediti.  Quasi  dubiterei  che 
il  Boncompognus  sia  un  pseudonimo.  Non  posso  crederli  opera  di  Ambrogio 
Minici,  il  di  cui  nome  non  trovasi  nel  Fabricio,  nominato  nell'ultima  nota, 
perchè  in  diversi  luoghi  del  trattato  «  qui  Mirra  vocatur  •  dovendo  riportare 
degli  esempi  replicatamente  si  servì  d'altri  nomi  :  Ego  Johannes  —  ego 
Vuielmus,  ma  non  mai  scrisse  Ego  Ambrpsius ,  nome  che  più  facilmente 
dove»  presentarsi  al  suo  pensiero. 


38  BONIS  (JOHANNES  DE) 


BONFADIUS  Jacobus.  —  Annales  Ianuenses  ab  anno  1528  recuperatae 
libertatis ,  usque  ad  an.  1550.  [Cod.  N.  1497). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI.    • 

Il  Codice  è  accuratamente  scritto,  ed  è  coevo  dell'  autore.  Non  vi  è  il 
nome  del  Bonfadio  al  principio  ma  lo  si  legge  alla  fine  del  terzo  libro. 
Quest'opera  fu  stampata  per  la  prima  volta  nel  1586. 

BONIS  (Johannes  de)  de  Aretio.  —  Carmina.  (Cod.  N.  860). 

Cod.  parte  memb.  parte  cartaceo  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Incomincia  colle  Egloghe.  In  un  angolo  del  fol.  in  carattere  minutissimo 
vi  è  la  nota  seguente  «  Incipit  primus  liber  bucolicarum  per  I.  L.  de  Bonis 

•  de  Aretio.  Prima  que  dicitur  Janua  ubi  describitur. . .  Antonioti  Adnrni 
«  tunc  ducis.  Interlocutores  sunt  Silvius  et  viator  » .  Queste  egloghe  sono 
dieci  e  terminano  alla  fine  della  la  col.  del  7°  fol.  nella  seconda  col.  del 
quale  «  Incipit  liber  Epistolarum  •  che  finiscono  al  fol.  15.  Seguono  altre 
poesie  che  non  hanno  titolo,  fra  le  quali  vi  sono  degli  inni  sacri.  Al  fol.  34 
«  Incipit  liber  Romulee  in  quo  primo  tractatur  de  primevo  ortu  urbis,  Ro- 
«  mulo,  regibus,  morte  Lucretie  et  principio  consulatus.  Johannis  L.  de  Bonis 
«  de  Aretio  • .  Al  fol  42  v.  «  Explicit  primus  liber  incipit  secundus  Romulee 
«  Jo.  L.  de  Bonis  de  Aretio  ».  Al  fol.  47  «  Incipit  tertius  liber  Romulee  Jo. 

•  L.  de  Bonis  de  Aretio  ».  Al  fol.  57  «  Explicit  tertius  liber  incipit  quartus 

•  Romulee  ».  Questo  libro  però  non  è  compiuto  essendovene  soltanto  64 
versi.  Il  V  non  ha  intestazione  come  non  l'hanno  il  VI  ed  il  VII,  del  quale 
ultimo  non  vi  sono  che  24  versi. 

Il  Mazzuchelli  parla  di  questo  autore  nel  voi.  II,  P.  Ili,  p.  1665,  ma  non 
fece  che  copiare  quasi  letteralmente  quanto  aveva  scritto  il  Quadrio  nelle 
correzioni  ed  aggiunte  premesse  air  Indice  Universale  della  Storia  e  ragione 
dogai  poesia  (pag.  266  e  267).  Essi  s' ingannarono  in  più  cose.  Prima  di 
tutto  i  Codici  che  portano  il  nome  del  De  Bonis  nella  Bib.  Trivulzio  non 
sono  due  ma  tre,  due  in  fol.  ed  uno  in  4°,  e 'vi  esistevano  fin  dai  tempi 
del  Quadrio.  Il  De  Bonis  non  potè  fiorire  circa  la  fine  del  sec.  xm  per  la 
ragione  che  nella  la  egloga  tesse  le  lodi  del  Doge  di  Genova  Antoniotto 
Adorno,  che  fu  eletto  a  quella  carica  nel  1383  e  fu  il  secondo  Doge  della 
sua  famiglia,  essendolo  stato  pel  primo  Daniele.  Era  anzi  ancor  vivo  il  De 
Bonis  al  principio  del  sec.  xv,  perchè  scrive  delle  epistole  per  far  cessare 
lo  scisma  di  Papa  Giovanni  xxm  che  era  stato  eletto  nel  1410.  Non  sono 
tre  i  canti  della  Romulea  ma  sette.  L'  opera  non  pare  finita  e  non  sono 
terminati  neppur  tutti  i  primi  canti  come  si  vede  dalla  descrizione  che  ha 
fatto  qui  sopra  del  Codice.  Negli  ultimi  canti  parla  di  Cesare,  e  si  vede  che 
forse  intendeva  di  mettere  in  versi  tutta  la  Storia  Romana  come  Petrus 
Parisiensis  (de  Riva)  aveva  fatto  colla  Bibbia.  I  precitati  autori  non  parlano 
delle  epistole,  delle  altre  poesie  latine  e  degli  inni  sacri  che  si  trovano  in 
questo  Codice. 

Il  Fabrizio  non  conobbe  questo  autore.  Lo  Zaccaria  nel  libro  «  Excursus 
literarii  per  Italiani  »  scrisse  a  pag.  322  parlando  della  libreria  del  MM  Tri- 
vulzio «  Inter  Mss.  Codices  Johannis  de  Bonis  Aretini  Italica  et  Latina  car- 
mina non  uno  volumine  comprehensa  adservat  » .  Tutti  e  tre  questi  volumi 
sembrano  autografi  stante  le  grandissime  correzioni  e  te  diversità  sostanziali 
che  si  vedono  nel  testo  delle  stesse  poesie.  Credesi  pure  opera  autografa  del 
De  Bonis  un  altro  Codice  di  questa  biblioteca  notato  col  titolo  di  «  Serrao 
de  Oratore  et  Ciceronis  Rhetorica  ad  Herennium  » .   (Cod.  N.  862). 

I  primi  35  fol.  di  questo  Codice  sono  in  pergamena  e  palimsesti:  furono 


BORGHESI  LORENZO  39 


esaminati  dal  Card.  Mai  che  non  ne  fece  caso ,  come  cosa  di  pòco  valore. 
Esaminandoli  ho  trovato  che  sono  frammenti  di  un'opera  legale,  cioè  com- 
menti sul  Digesto. 

BONIS  (Johannes  de)  de  Aretio.  —  Carmina.  (Cod.  N.  861). 

Cod.  cari  in  fol.  mas.  del  Sec.  XIV  e  XV. 

Incomincia  colle  egloghe  le  quali  sono  poste  in  ordine  diverso  da  quelle 
del  Cod.  precedente  e  con  delle  varianti.  Alla  pag.  47  «  Incipit  primus  liber 
•  epistolarum  • .  Sono  27  epistole  che  trattano  di  affari  politico-ecclesiastici 
specialmente  sullo  scisma  di  Papa  Giovanni.  Questi  sarebbe  Baldassare 
Cossa,  essendo  stato  nominato  papa  da  sedici  cardinali  il  17  Maggio  1410 
prese  il  nome  di  Giovanni  XXIII  e  fu  deposto  dal  Concilio  di  Costanza  il 
29  Maggio  1415.  Queste  lettere  sono  importanti  per  la  storia  di  quel  tempo, 
e  salve  le  varianti  sono  le  medesime  che  trovansi  nel  Codice  precedente.  — 
Segue  un  poema  di  terza  rima,  che  deve  essere  stato  scritto  dopo  il  1386, 
perchè  nel  1°  canto  viene  profetizzata  la  morte  violenta  di  Carlo  di  Du razzo 
che  venne  assassinato  in  queir  anno.  Viene  descritto,  in  questo  poema  che 
è  in  forma  di  visione,  il  sacco  e  massacro  di  Arezzo  ch'ebbe  luogo  nel  1381, 
del  quale  si  ha  un  racconto  anche  in  una  cronaca  in  terza  rima  di  Ser 
Gorello,  stampata  dal  Muratori  nel  voi.  XV  dei  R.  I.  S.  Questo  poemetto  è 
inedito  come  lo  sono  anche  tutte  le  altre  poesie  del  De  Bonis.  —  Segue  un 
altro  poema  in  latino  in  cui  racconta  la  storia  de*  suoi  tempi:  deve  essere 
stato  scritto  dopo  il  1 395  perchè  Gian  Galeazzo  vien  nominato  col  titolo  di 
Duca.  Dopo  vi  sono  le  egloghe,  ma  non  tutte  e  con  diverso  ordine  e  molte 
varianti.  —  Dopo  queste  si  trovano  delle  cantilene  morali  parte  latine  parte 
italiane,  fra  cui  una  in  lode  di  Gian  Galeazzo  Visconti.  Anche  questo  Co- 
dice contiene  dei  fol.  in  pergamena  palimsesti  che  contengono  commenti 
legali. 

» 
BONIS  (Johannes  de)  de  Aretio.  —  Bucolica  et  Romulea.     (Cod.  N.  675). 

Cod.  memo,  con  qualche  fol.  in  carta  del  Sec.  XIV  in  4°. 

Il  Mazzuchelli  nel  T.  II,  P.  Ili,  p.  1665  cita  appunto  questo  Codice  che 
fin  da'  suoi  tempi  apparteneva  alla  Bib.  Trivulzio.  Alcuni  dei  fogli  in  per- 
gamena sono  palimsesti,  la  scrittura  primitiva  de'  quali  è  di  poco  anteriore 
alla  seconda.  Erano  commenti  legali  e  trattati  ecclesiastici.  Non  vi  son  che 
tre  egloghe.  La  seconda  di  queste  sarebbe  la  7*  del  Codice  precedente.  Vi 
sono  de'  cambiamenti  grandissimi  da  farla  quasi  sembrare  altra  cosa:  la 
terza  sarebbe  la  V  del  primo  Codice.  Della  Romulea  non  vi  sono  che  i  primi 
tre  canti. 

BORGHESI  Lorenzo  da  città  di  Castello.  —  Vita  di  Chiappino  Vitelli 
signore  di  Montone,  ecc.  (Cod.  N.  47). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII  di  fol.  147 
oltre  al  frontispizio,  l'indice  e  tre  fol.  bianchi  che  occupano  fol.  24. 

Previo  un  fol.  bianco  vi  è  il  seguente  frontispizio  in  rosso  «  Vita  di 
«  Chiappino  Vitelli  signore  di  Montone,  Marchese  Perriolo  e  di  Citona  Gran 
«  Commendatore  de  Cavalieri  di  S.  Stefano,  Conte  di  Campagna  et  arbitro 
«  tra  la  Maestà  Cattolica  e  l'Inghilterra,  nella  quale  sommariamente  si  rac- 


40  BORBOMEO  (S.  CARLO) 


•  contano  gli  eccelsi  gradi  e  gli  egregi i  fatti  militari  di  questo  gran  ca- 

•  valliero.  Raccolta  da  D.  Lorenzo  Borghesi  da  città  di  Castello  » . 

Dopo  due  fol.  bianchi  vi  è  la  «  Tavola  delle  cose  più  notabili  che  nella 

•  presente  opera  si  contengono  » .  Al  fol.  146  vi  è  la  «  Nota  degli  autori 
«  da  quali  ho  raccolto  la  presente  narrazione  » . 

Questa  vita  di  Chiappino  Vitelli,  che  sembra  autografa,  è  tuttora  inedita 
e  rimase  sconosciuta  al  Litta.  É  assai  pregevole  questo  lavoro  di  un  autore 
che  pare  contemporaneo  o  di  poco  posteriore  al  celebre  capitano  di  cui  rac- 
conta le  gesta,  e  che  potè  consultare  molte  cronache,  delle  quali  dà  la  nota, 
che  non  furono  mai  pubblicate,  ed  ora  forse  sono  amarri  te.  Chiappino  Vi- 
telli fu  tra  i  migliori  generali  che  servirono  il  re  di  Spagna:  non  poche 
furono  le  missioni  diplomatiche  affidategli  da  Filippo  II.  Si  mantenne  sempre 
fedele  ai  principe  ai  cui  stipendi  si  era  messo,  benché  gli  fossero  più  volte 
fatte  dal  re  di  Francia  assai  lusinghiere  proposte. 

La  sua  morte  avvenuta  in  Olanda  è  raccontata  dal  Borghesi  assai  diver- 
samente che  dal  Litta.  Nella  raccolta  di  autografi  che  esistono  nella  Bib. 
Trivulzio  vi  sono  dodici  lettere  di  Chiappino  Vitelli  scritte  dall'  Aprile  al 
Maggio  1534  durante  la  guerra  di  Siena. 

BORGHI  Luigi.  —  Storia  della  lega  di  Cambrai.  (Cod.  N.  1455). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Il  Borghi  fu  secretano  della  Rep.  Veneta  enei  1552  venne  dal  Consiglio 
dei  X  incaricato  di  scriverne  gli  Annali.  Nel  Voi.  VII,  P.  II  dell'Archivio 
storico  italiano  venne  pubblicata  la  parte  che  serve  di  supplemento  alla 
storia  di  Daniele  Barbaro.  Il  testo  contenuto  in  questo  Codice  ha  però  alcune 
differenze  collo  stampato.  Incomincia  dalla  lega  fatta  da  Giulio  II  nel  1513 
e  giunge  sino  di  1515. 

BORROMEO  (S.  Carlo).  Miscellanea.  (Cod.  N.  551  e  552). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI,  2  voi. 

Questi  due  preziosi  volumi  contendono  diverse  lettere  autografe  di  S. 
Carlo,  e  di  altri  illustri  personaggi.  Vi  sono  importanti  documenti  special- 
mente sulla  controversia  fra  il  d10  Arcivescovo  ed  il  Comra.  Requesens  go- 
vernatore di  Milano.  Altri  documenti  risguardano  il  tentativo  fatto  da  S.  Carlo 
di  introdurre  il  rito  Ambrosiano  in  Monza.  Al  principio  d'ogni  volume  tro- 
vasi l'indice  delle  lettere  e  documenti  in  esso  contenuti.  Il  1°  voi.  si  com- 
pone di  63  pezze:  il  2°  di  64 ,  oltre  molte  lettere  di  condoglianza  per  la 
morte  di  S.  Carlo  dirette  al  Conte  Renato  Borromeo. 

BORROMEO  (S.  Carlo).  Libro  di  memorie  (Cod.  N.  2153). 

Cod.  cart.  in  12°  di  fol.  180,  compreso  il  primo  non  numerizzato,  sul  quale  D.  Carlo  Trivulzio 
scrisse  di  aver  numerizzato  i  fogli  per  poter  fare  su  questo  libretto  delle  memorie  delle 
cose  in  esso  contenute  sotto  di  un  ìndice  onde  poter  più  facilmente  ritrovarle. 

Di  tal  lavoro  progettato  non  esiste  traccia,  benché  nulla  sia  stato  disperso 
o  distrutto  degli  scritti  di  D.  Carlo.  Al  fol.  180  trovasi  l'autenticazione 
seguente  : 

«  Liber  archetypus  in  quo  S.  Carolus  Borromeus  Med.  Archiepiscopi  et 

•  Cardinalis  varia  adnotabat  quae  ad  Pastoralem  suam  curam  tum  Dioecesis 
«  tum  Provinciae  pertinebant  propria  frequenter  manu:  in  cujus  rei  fide 


BORBOMEO  (S.  CABLO)  41 


«  suae  snbscripsi.  In  aedibus  bibliothecae  Ambrosianae  hoc  die  16  X.mbris 
«  1746.  Joseph  Antoni us  Saxius  eidem  praefectus.  (locas  sigilli). 

Segue  un  fol.  bianco  dopo  il  quale  trovasi  la  nota  seguente  di  D.  Carlo 
Trivuizio. 

«  Giambattista  Possevino  Mantovano  nei  discorsi  della  vita  et  attioni  di 
«  Carlo  Borromeo.  og$i  Santo,  Cardinale  et  Arcivescovo  di  Milano  stampata 
«  in  Roma  nel  1591 ,  in  8°,  al  cap.  17,  pag>.  10!  f  dice  così  Procurava  di 
«  sapere  avanti  i  Concilii  non  solo  li  difetti  universali  di  tutta  la  provincia 
«  e  Diocesi ,  vma  anco  dei  particolari  e  laici  e  clerici  et  vescovi  :  et  per 
«  onesto  aveva  un  libretto  il  quale  teneva  sempre  appresso  di  sé,  nelquale 

•  di  sua  propria  mano  scriveva  i  difetti  de'  sudditi  de'  quali  era  informato 
«  per  rimediarvi  poi  a  tempo  e  luogo  con  quella  sua  solita  destrezza  e  dol- 
«  cezza  tanto  grande  che  sforzava  gli  uomini  a  condiscendere  al  voler  suo  • . 
Fin  qui  il  Possevino,  le  di  cui  parole  identificano  questo  libretto  del  quale 
vi  è  tutta  la  presunzione  di  dire  che  il  Santo  lo  abbia  tenuto  presso  di  so 
dall'anno  1582  sino  alla  sua  morte  che  fu  alli  3  di  Novembre  del  1584.  Su 
di  questo  si  vede  che  non  solo  notava  ciò  che  dice  il  Possevino',  ma  vi 
segnava  ancora  altre  cose  attinenti  alla  sua  chiesa.  Queste  memorie  poi  non 
sono  tutte  scritte  di  pugno  del  Santo,  ma  bensì  molte.  Altre  moltissime 
sono  scritte  da  persone  sue  confidenti,  onde  è  certo  il  definire  che  portato 
al  Santo  qualche  affare  che  richiedesse  di  farne  memoria  molte  volte  esso 
stesso  ne  faceva  notazione  sopra  di  questo  suo  libretto,  e  moltissime  altre 
volte  si  serviva  a  questo  fine  di  qualche  suo  famigliare  ivi  presente.  Per 
verificare  quanto  ilice  il  Possevino  che  S.  Carlo  procurava  di  sapere  avanti 
i  Concilii  non  solo  li  difetti  universali  di  tutte  le  provincie  e  diocesi  ma 
ancora  dei  particolari  e  laici  e  clerici  e  vescovi  per  rimediarvi  poi  a  tempo 
e  luogo  si  veda  ciò  che  ha  notato  il  Santo  a  pag.  Ili,  nella  quale  descrive 
la  natura  del  vescovo  di  Novara.  Per  essere  la  mano  del  Santo  un  po'  dif- 
ficile a  capirsi ,  qui  trascrivo  tutto  quello  che  contiene  la  detta  pagina  : 
«  Novariae  episcopus  habet  catulos  delicatos  in  cubiculo  cum  petìaentibus 
«  collari  bus  etc.  —  Mensam  nimis  delicatam  fiori  bus  etc  —  Vitra  preciosa 
«  et  varia  deque  iis  sermo  frequens  in  mensa  et  aves  cantantes.  —  Musica 
«  instrumenta  in  mensa.  In  aegritudinibus  etiam  plura  —  Iracundfts  etiam 

,  «  —  in  missa  oblivia  quae^am .  —  Ambicionis  suspectus  —  Vicarius  monialium 
«  cepit  dona  a  monialibas  —  Mulctae  applicatae  Fabricae  episcopali  —  Se- 

*  cretarii  capiunt  prò  copiis  etc  —  Testes  futuri  (idest  futuri  Concilii). 

a  In  civitate  P.  Baptista  Nasus  canonicus  Cathedralis.  In  dioecesi  P.  Jo. 
«  Maria  Carnenius  ^Archipresbiter  Olegii.  P.  Bernardus  de  Paganis  alter  cu- 

«  ratus  Lunae  vel preposi tus  Insulae  • . 

Queste  osservazioni  sopra  la  persona  del  vescovo  di  Novara  furono  scritte 
dal  Santo  Tanno  1582  avanti  il  Maggio,  nel  qual  mese  celebrò  il  sesto  Con- 
cilio provinciale,  ovvero  le  notò  per  farne  uso  nel  settimo  Concilio ,  che 
prevenuto  dalla  morte  non  potè  effettuare.  Sappiasi  che  questo  vescovo  jl) 
era  persona  buona,  ma  il  nostro  S.  Carlo  che  aveva  sempre  presente  ciò  che 
dice  S.  Paolo  (Ep.  1.  ad  Timotheum,  e.  3):  Oportetergo  Èpiscopum  irrepren- 
sibilem  esse,  ed  in  quella  ad  Titum,  Cap.  I  :  Oportet  enim  Épiscojmm  sine 
crimine  esse,  con  quel  che  segue,  era  ben  lontano  di  contentarsi  che  fosse 
buon  vescovo,  ma  lo  voleva  ottimo  e  santo. 

BORROMEO  (S.  Carlo).  —  Bollettini  autografi.         (Cod.  N.  492,  493). 

Sono  cinque  pacchi  entro  una  techa  di  legno  in  forma  di  libro,  ed  altri 
due  pacchi  separati  legati  assieme. 


(1)  Era  questi  che  D.  Carlo  non  volle  nominare  un  Francesco  Bossi  milanese  che  dalla  cat- 
tedra di  Perugia  era  stato  trasferito  a  quella  di  Novara  nel  1579.  L'Ughelli  (It.  Sac.  T.  IV,  col.  725) 
dica  di  lai  «  hoc  ipsnm.S.  Carlo  Borromeo  a  pud  Pontificem  procurante,  quippe  qui  optimis  prae- 
•  eulibas  ac  sibi  simillimis  suffraganeis  impensius  delectaretur  ». 

Calai.  Trtoulilana  (Slam paio  il  31  marzo  1883)  6 


42  BOSSI  MAECO  ANTONIO 


Questi  bollettini  scritti  per  la  massima  parte  da  S.  Carlo  sono  versetti 
della  Bibbia,  o*de*  S.  Padri. 

La  forma  in  cui  sono  così  divisi  ed  infilzati  è  la  stessa  con  cui  furono 
disposti  al  tempo  di  detto  Santo,  ad  eccezione  di  due  che  per  essersi  rotto 
il  cordoncino  furono  infilzati  di  nuovo.  Il  Possevino  (Discorsi  della  vita  et 
attioni  di  Carlo  Borromeo.  Card.  Arciv.  di  Milano.  Roma,  1591,  pag.  38), 
parla  di  questi  bollettini  dei  quali  poi  si  serviva  per  le  prediche  e  per  com- 
porre l'opera  disegnata  col  titolo  di  «  Sylva  pastoralis  » ,  della  quale  vi  è 
una  copia  in  questa  biblioteca.  COD.  N.  494. 

I  bollettini  che  non  sono  di  mano  del  Cardinale,  devono  essere  scritti 
dal  Possevino,  che  nell'opera  suddetta  dice  di  essere  stato  il  solito  compagno 
negli  studi  del  Santo  Arcivescovo. 

(Estratto  da  una  nota  di  D.  Carlo  Triv.  unita  al  volume). 

BORROMEO  (S.  Carlo).  —  Lettere  copiate  dagli  originali  esistenti  nella 
Bit).  Ambrosiana,  di  mano  dell' Ad.  Felice  Monti  custode  della  detta 
Biblioteca.  {Cod.  N.  1631  al  1637). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  e  XVIII  in  fol.  pica 

Queste  lettere  dirette  a  S.  Carlo  da  molti  personaggi  sono  importantis- 
sime per  la  storia  ecclesiastica. 

BORROMEO  (Cardinal  Federico).  —  Carteggio  copiato  dagli  originali 
esistenti  nella  Bib.  Ambrosiana,  di  mano  dell'Ab.  Felice  Monti  cu- 
stode della  stessa  Bib.  {Cod.  N.  1638,  1639). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVIII,  2  voi. 

BOSSI  Giuseppe.  —  Descrizione  del  monumento  di  Gastone  di  Foix. 

(Cod.  N.  3). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XIX.  in  8°  di  pag.  49. 

Questo  celebre  monumento  preparato  da  Agostino  Busti  detto  il  Barn- 
boia,  non  fu  mai  eretto,  ed  il  lavoro  dei  pezzi  che  dovevano  comporre  fu 


igegno  del  Bossi  che  cogli 
nell  Ambrosiana  ed  al  Castellazzo  nella  villa  già  Arconati ,  ora  Sorniani, 
seppe  indovinarne  la  forma.  I  pezzi  che  dovevano  comporre  (mesto  magni- 
fico monumento  andarono  dispersi.  Se  ne  trovano  anche  in  Francia  ed  in 
Inghilterra.  Esiste  pure  una  copia  di  questo  opuscolo  nell'Ambrosiana. 

BOSSI  Marco  Antonio.  —  Legazione  agli  Svizzeri.  (Cod.  N.  169). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI  (1560). 

L'Argelati  (Bib.  Scr.  Med.  T.  1 ,  P.  II,  col  219)  parla  di  questo  Codice 
che  a'  suoi  tempi  esisteva  in  casa  Arese ,  e  lamenta  che  mancasse  la  se- 
conda parte  di  questa  legazione  agli  Svizzeri  che  il  Bossi  prudentisHme 


BOTERÒ  GIOVANNI  43 


gessit.  Egli  non  ci  dà  altra  notizia  sull'autore  se  non  che  fu  tra  i  Decu- 
rioni delia  città  di  Milano,  e  che  morì  nel  1582.  Niuno  ignora  quanta  parte 
ebbero  gli  Svizzeri  nella  storia  d'Italia  e  specialmente  di  Lombardia  nel 
sec.  xvi  per  le  milizie  che  mettevano  a  disposizione  di  chi  vi  faceva  guerra 
e  manometteva  queste  infelici  Provincie,  e  di  quanta  importanza  fossero  le 
relazioni  coi  Tredici  Cantonf,  in  gran  parte  protestanti,  all'epoca  in  cui 
stava  per  riaprirsi  il  Concilio  ecumenico  che  Pio  IV  trasportò  a  Trento  con 
decreto  fatto  nel  1560. 
• 

BOSSI  Ambrosius.  —  Flos  florum,  sive  Chronica  antiquitatum  civitatis 
Mediolani.  (Cod.  N.  1369). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

È  scritto  di  mano  di  Battista  Bianchino  notaro.  Questo  è  l'esemplare 
citato  dall'Argelati  alla  col.  1960  come  esistente  nella  Bib.  dei  Monaci  di 
S.  Ambrogio.  Al  principio  del  libro  vi  è  l'indice  dei  capitoli,  poi  alcune 
note  dello  stesso  Bianchino.  Alla  fine  del  volume  trovasi  la  nota  seguente. 
•  Presens  chronici  exemplum  desumptus  fuit  ex  originali  ut  credi  tur  prisco 
quidem  charactere  conscripto  existente  apud  [haeredes  Aloysii  ab  Ecclesia 
olim  secretari  urbani  Med.Bl  an  1659  ».  È  incerta  l'epoca  in  cui  visse  Am- 
brogio Bossi.  Il  Sitoni  lo  inscrive  nel  collegio  dei  Giurisperiti  Milanesi  fra 
il  1445  ed  11  1450.  Nuli' altro  si  conosce  di  lui.  La  maggior  parte  di  questa 
cronaca,  che  incomincia  dalla  creazione  dei  mondo,  è  ripiena  di  quelle  fa- 
vole che  si  raccontano  sulle  origini  di  Milano  e  sulla  storia  antica.  Non 
diventa  attendibile  che  avvicinandosi  alla  fine.  Termina  all'anno  1347;  ma 
poi  vi  è  aggiunto  il  diploma  d'investitura  del  Ducato  di  Milano  in  Gian 
Galeazzo  Visconti  del  1 396  con  altri  documenti ,  e  la  narrazione  della  cat- 
tura di  Bernabò  Visconti.  Credo  che  questo  esemplare  sia  l'unico  esistente 
di  questa  cronaca ,  giacché  quello  che  era  dei  Della  Chiesa  pare  più  non 
esista  o  almeno  ignorasi  dove  ora  si  trovi. 

BOSSI  Fabrizio.  —  Lettere  autografe.  (Cod.  N.  1609). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Fabrizio  Bossi  ricordato  dall'Argelati  alla  col.  211  ,  fl\  1  ,  P.  II  degli 
Scrip.  Med.,  coprì  alte  cariche  e  fu  anche  Prefetto  di  Milano  nel  1601  Ve- 
desi  il  suo  nome  nella  iscrizione  sulla  torre  dell'orologio  nella  piazza  detta 
de'  Mercanti,  dove  altre  volte  era  il  Broletto  e  dove  stava  la  campana  che 
alla  sera  dava  il  segno  ai  cittadini  di  coprire  il  fuoco  e  chiudere  le  osterie. 
Queste  lettere  trattano  di  affari  pubblici  e  privati. 

BOTERÒ  Giovanni.  —  Osservazioni  sopra  Cor.  Tacito.        (Cod.  N.  1 29). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVII  di  carte  scritte  35. 

Nella  lettera  dedicatoria  che  precede  la  Ragion  di  Stato  diretta  a  Voi- 
fango  Teodorico  arcivescovo  di  Salisburgo,  datata  da  Roma  ai  10  di  Maggio 
del  1589,  il  Boterò  espone  le  cagioni  per  cui  scrisse  queiropera,  cioè  per 
confutare  quanto  dissero  su  quell'argomento  il  Macchiavello  e  Tacito.  Questo 
Codice  contiene  le  osservazioni  da  lui  fatte  sopra  quest'ultimo  autore.  È 
curioso  di  vedere  quali  appunti  preparasse  contro  lo  storico  Romano.  Questi 
studi  sono  inediti. 


U  BEEVE 


• 


i 


BRACCIOLINI  Francesco.  —  Della  Croce  riacquistata ,  poema  eroico , 
lib.  XV.  Parigi,  per  Renato  Ruelle,  1605.  (Cod.  N.  897). 

Questo  volume  è  interfogliato  e  vi  sono  molte  aggiunte  e  correzioni 
autografe  dell'autore. 

BRASCA  (Santo).  —  Viaggio  in  Terra  Santa.  (Cod.  iV.#398) 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°. 

.Questo  Codice  scritto  con  molta  cura  ha  nella  prima  pagina  un  con- 
torno miniato  ed  uno  scudo  sostenuto  da  due  puttini  contenente  una 
croce  d'argento  in  campo  rosso.  Ritengo  che  sia  l'esemplare  che  fece  fare 
per  sé  l'autore.  Non  lo  credo  scritto  da  lui ,  ma  da  un  copista  di  profes- 
.  sione.  In  fine  vi  è  la  planimetria  del  S.  Sepolcro  :  e  nel  fol.  di  riguardo  la 
nota  seguente.  •  Questo  libro  si  he  de  le  moniche  de  Madona  S.cU  Maria 
«  Monte  cioè  S.cU  Maria  Maddalena  de  la  Guarda  et  S.cU  Martha  ». 

D.  Carlo  Trivulzio  vi  unì  una  sua  nota  assai  diffusa,  in  principio  del 
volume,  in  cui  dice  che  dopo  le  prime  due  carte  mancano  4  fol.  che  questo 
viaggio  fu  stampato  colla  stessa  data  che  si  legge  in  fine  del  Ms.  cioè  da 
Leonardo  Pachel  et  Ulderico  Scinzenzeller  nel  J481  ,  hortatu  Ambrosii  Ar- 
chinti.  Questo  Codice  fu  da  lui  collazionato  colla  suddetta  edizione  e  li 
trovò  concordi .  se  non  che  verso  la  fine  dove  il  Brasca  parlando  del  suo 
ritorno  in  patria  -dice  che  arrivato  al  porto  di  Cassano  non  potè  traghettare 
l'Adda  a  motivo  che  i  Principi  di  Milano  avevano  inibito  il  passaggio  per 
suspicione  di  peste.  Ma  i  gentiluomini  Milanesi  che  avevano  possessioni  in 
Cassano  avendo  conosciuto  il  di  lui  arrivo  gli  mandarono  grosse  provvi- 
sioni di  vivande  e  di  vini  et  Ottaviano  Porro  con  Bernardo  da  Crema  an- 
darono a  pranzare  con  lui.  Di  questo  pranzo  non  si  trova  fatto  menzione 
nella  stampa  del  1481  probabilmente  per  non  far  conoscere  questa  infra- 
zione agli  ordini  ducali ,  cosa  che  avrebbe  potuto  procurar  loro  non  pic- 
cole noie. 

BREMBATUS  Leoninus.   —  Gratulalo   prò    Repoblica   Bergomensi  ad 
Ser.m  Principem  Christoforum  Maururn  inclitum  ducem  Venetiarum. 

(Cod.  N.  794) 

Cod.  cart.  in  4*  picc.  del  Sec.  XV. 

In  fronte  a  questo  Ms.  è  legato  un  fol.  in  pergamena  su  cui  è  scritto  un 
sonetto  col  titolo  Bergamo  città,  composto  per  la  magnifica  et  valorosa  si- 
gnora Emilia  Brembada  moglie  del  fu  sig.  dottore  Ezechiel  Solza.  —  Il  Doge 
Cristoforo  Moro  fu  eletto  nell'anno  1462. 

•  * 

BREME  (Louis  de).  —  Traité  de  l'art  de  la  guerre.         (Cod.  N.  1855). 

Cod.  cart.  in  fol.  con  carta  colorata  del  1790. 

Breve  di  PP.  Sisto  IV  a  favore  dei  Canonici  Regolari  Lateranensi  di  S. 
Agostino  del  1478.  Copia  legalizzata  da  due  notai.     (Cod.  N.  387). 

Cod.  in  porg.  del  Sec.  XVI  in  4°. 


BREVIABIUM  ÀMBBOSJANUM  45 


Breviarium  Ambrosia num.  {Cod.  N.  2260). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Questo  magnifico  Codice  di  una  conservazione  perfetta  colla  sua  lega- 
tura originale  di  cuoio  con  borchie  e  lamine  di  metallo  intagliate  consta 
di  fol.  360  ed  ,ha  27  lettere  riccamente  miniate  con  ornati  che  si  estendono 
sui  margini.  È  scritto  molto  accuratamente  in  caratteri  grandi  a  due  co- 
lonne colle  intestazioni  in  rosso.  La  prima  pagina  è  contornata  da  elegan- 
tissimi ornati;  nella  parte  inferiore  vi  sono  due  miniature  che  occupano 
tutta  la  larghezza. della  pagina.  Quella  di  destra  rappresenta  un  battesimo: 

Erobabilmente  quello  solenne  del  Sabato  Santo,  amministrato  da  un  Vescovo 
'altra  rappresenta  il  gigante  Golia  ucciso  da  Davide  colla  fronda ,  dietro 
di  lui,  nell  angolo  del  fol.  vi  è  una  guglia  di  stile  gotico. 

Il  testo  incomincia  in  rosso  Hymnus  Sanctorum  confessorum  Ambroxii 
et  Augustini  de  fide  Xptiana.  Segue  il  Tedeum  :  nella  lettera  iniziale  sono 
dipinti  i  due  santi  vescovi.  Tutte?  le  lettere  iniziali  dell'inno  sono  fatte  a 
penna  con  arabeschi  in  rosso  ed  azzurro.  Alla  fine  della  seconda  colonna  : 

Incipit  liber  psalterii  scm  translationem  Scissimi  ac  venerabilis  patris  nri 

Ambroxii  Sce  Mediolanensis  ecesie  Archiepi  Ps.  David  ».  Il  Salterio  ter- 
mina al  verso  del  fol.  52  dove  incominciano  pli  •  Hyinni  ad  matutinum 
omni  die, per  totius  anni  circulum  ».   Al  fol.   58    «  Hec  est  forma  sa- 
cramenti et  fidelitatis  quam  faciunt  et  facere  debent  custodes  et  veglones 

Sce  Mediolanensis  ecclesie  ».  Ed  al  verso  dello  stesso  fol..  •  In  nomine 

Sce  et  individue  Trinitatis  Incipit  liber  manualis  de  universis  festività- 
tibus  et  dominicis  et  singulis  diebus  tam  de  matutinis  missis  vesperis 

et  vigiliis  totius  anni_scdm  institutionem  Scissimi  ac  venerabilis  patris 

nri  Ambroxii  Mediolan  Archiepi  •.  Al  verso  del  fol.  174  si  trovano  le 
orazioni  e  cerimonie  per  le  Litanie  Ambrosiane.  Al  fol.  287  verso  «  Expo- 
sitio  matutini  officii  Mediolanensis  ecclesie  edita  a  Theodoro  ejusdem  ec- 
clesie Pontifice  ». 

Questa  esposizione  che  fu  stampata  dal  Casola  nel  Breviario  Ambrosiano 
edito  da  lui  nel  1490  termina  al  fol.  299  ed  è  seguita  dalla  seguente  nota 
in  rosso*  «  Regnavit  annos  xxn.  Obiit  anno  currente  dcgclxxx  ».  Questa 
nota  non  può  riferirsi  al  vescovo  Theodoro  II  che  stando  alla  nota  del  Coleti 
nella  ristampa  dell' Ughel li  mori  nel  739,  ma  riguarda  Carlomanno  che  morì 
infatti  il  22  di  Marzo  dell'880,  secondo  gii  Annali  di  Fulda.  Alla  predetta 
data  in  rosso  segue  un  brano  della  storia  di  Landolfo  seniore  (citato  anche 
dal  Mabillon  nel  I  voi.  del  Museum  Italicum  a  pag.  106),  che  fu  pubblicato 
nel  voi.  IV  degli  S.  R.  I.  e  sono  precisamente  ì  Gap.  X ,  XI ,  XII  e  XIII , 
col.  73  e  seguenti.  Al  fol.  301  «  Hoc  est  exemplum  unius  sententie  late 

«  inter  dnm  Archiepiscopum  ex  una  parte  et  dnm  cimiliarcham  ex  altera 
«  de  infrascriptis  reous  ».  La  controversia  giudicata  con  questa  sentenza 
del  16  Giugno  1206  in  favore  dell'Arcivescovo  versava  sullobbligo  che  in- 
combeva alCimiliarca  della  manutenzione  degli  arredi  sacri  della  Metropoli- 
tana. Il  Giulini  dopo  averne  diffusamente  parlato  a  pag.  207  e  seguenti  del 
voi.  VII  la  pubblicò  per  intero  alla  fine  di  quel  volume.  —  Al  fol.  303  «  Incipit 
«ordo  quali  ter  denarii  omnium  festivitatum  dividuntur  ».  Venne  questo 
brano  pubblicato  dal  Muratori  nella  Dissertatilo  LVII  (voi.  IV  delle  Anti- 

quitates,  col.  921).  Al  fol.  313  «  In  nomine  Sce  et  individue  Trinitatis.  In- 

«  cipit  ordo  Sce  Mediolanensis  ecclesie  qualiter  unicuique  sit  agendum  se- 
cuna u in  otticium  suum  ».  Questa  parte  che  è  tolta  da  un  antico  testo  di 
Beroldo  venne  pubblicata  nella  predetta  Dissertazione  57  dal  Muratori.  Vi 
sono  per  altro  delle  notevoli  differenze  nella  distribuzione  dei  capitoli ,  ed 
anche  nei  testo.  Al  fol.  334  •  Commemoralo  superbie  Raveipatis  Archie- 


> 


46  BBEVIARIUM  AMBROSIANUM 

a  piscopi  et  quomodo  se  Mediolanensi  Archiepiscopo  Rome  superbe  preférre 
«  presumpserit  et  qualiter  inde  virtus  subcubuit  et  coofusus  abiit  •. 

Questo  episodio  della  storia  ecclesiastica  Milanese  venne  pubblicato  da! 
Puricelli  nella  vita  «  S.  Laurentii  Littae  »,  Cap.  XXIV,  N.  29  e  seguenti, 
avendone  prima  parlato  nel  Cap.  V.  Anche  il  Giulini  nel  T.  Ili,  pag\  207 
e  seguenti,  riferisce  il  fatto  citando  il  Codice  di  Beroldo.  Dopo  questo  rac- 
conto vi  sono  altre  preghiere,  ed  al  fol.  335  «  Incipit  commemorati©  hujus 

•  Sce  Mediolanensis  ecclesie  episcoporum  :  quantum  in  hoc  seculo  vixerunt 

•  aut  ubi  sepulti  sunt  • .  Queste  vite  non  sono  quelle  dei  Confalonieri ,  e 
le  credo  inedite,  furono  però  citate  da  Gian  Francesco  Besozzi  nella  Istoria 
Pontificale  di  Milano.  Al  fol.  339  verso  incomincia  un  ritmo  in  lode  del- 
l'arcivescovo Enrico  da  Settala  che  ritengo  inedito/e  non  è  citato  dal  Sassi 
nelle  vite  degli  Arcivescovi  di  Milano.  Vi  è  pure  un  altro  ritmo  per  l'ar- 
civescovo Guglielmo  Rizzoli  che  fu  pubblicato  dall'Argelati  (Scrip.  Med. , 
T.  II,  col.  123*).  Ai  fol.  333  si  trova  V  iscrizione  in  versi  che  leggesi  sul- 
l'arca sepolcrale  dell'  arciv.  Ottone  Visconti ,  che  venne  egualmente  pub- 
blicata dall'Argelati.'  Terminano  queste  biografie  con  quella  di  Guglielmo 
Pusterla,  che  morì  nel  1370.—  Seguono  le  costituzioni  dell'arcivescovo  Ot- 
tone Visconti  per  le  stazioni  della  Quaresima,  che  sono  citate  al  N.  3  dal- 
l'Argelati nell'articolo  dedicato  a  questo  personaggio.  Al  fol.  345  incomincia 
il  Calendario»  che  termina  ai  fol.  357.  Nei  tre  fogli  seguenti  vi  sono  delle 
preghiere  che  rimangono  interrotte  al  fol.  359,  con  cui  termina  il  Codice. 

Questo  volume  è  una  copia  di  quello  che  trovasi  nella  Bibl.  del  Capitolo 
della  Metropolitana,  il  Quale  come  dissi  venne  citato,  ed  in  gran  parte  pub- 
blicato dal  Muratori  e  dal  Giulini,  il  quale  pubblicò,  nel  T.  VII,  pag.  207, 
?uella  nota  del  prete  Boffa,  che  dice  di  aver  trascritta  la  sentenza  per  la  lite 
ra  l'Arcivescovo  ed  il  Cimiliarca  della  Metropolitana,  di  cui  ho  parlato  più  - 
sopra  ,  dall  antico  Codice  di  Beroldo,  e  di  averla  messa  in  questo  nuovo.  Quel 
Ms.  benissimo  conservato  trovasi  ancora  nella  Bib.  Capitolare,  e  meriterebbe 
che  si  facesse  un  estratto  delle  note  che  vi  furono  aggiunte  posteriormente  nei 
sec.  XIV  e  XV,  ed  in  particolare  quelle  interpolate  nel  Calendario  che  non 
sono  semplici  annotazioni  sul  giorno  della  morte  di  alcuni  dei  nostri  Arci- 
vescovi ed  altri  personaggi,  ma  riferiscono  anche  fatti  storici.  Quelle  note, 
estranee  al  testo  del  Breviario,  non  furono  copiate  in  questo  Codice,  il  quale 
deve  essere  stato  scritto  poco  dopo  il  1370,  cioè  dopo  la  morte  dell'arcive- 
scovo Guglielmo  da  Pusterla  in  esso  registrata  e  pnma  di  quella  di  Simone 
Borsano  successore  di  lui ,  del  quale  non  è  fatta  menzione.  Si  vede  che 
l'antico  obituario  il  quale  si  chiudeva  colla  morte  di  Ottone  Visconti  non 
fu  continuato,  ma  fu  aggiunta  la  notizia  della  morte  del  Pusterla ,  perchè 
avvenuta  forse  in  quei  giorni,  ma  non  furono  registrati  i  nomi  degli  Arci-  m 
vescovi  che  ressero  la  Chiesa  milanese  fra  Ottone  Visconti  ed  il  Pusterla.  ' 
L'essere  questo  Codice  una  copia  di  quello  conservato  nella  Bib.  Capitolare 
non  ne  scema  il  pregio,  perchè  oltre  alle  bellissime  miniature  che  lo  ador- 
nano vi  sono  delle  diversità  da  notarsi. 


Breviario**  Ambrosianum.  (Cod.  N.  457). 

Cod.  memb»  del  Sec.  XV  in  8<\ 

D.  Carlo  Trivuizio  in  una  delle  note  aggiunte  alla  fine  del  Codice  lo 
attribuisce  alla  prima  metà  del  sec.  xv ,  perchè  nel  Calendario  al  20  di 
Maggio  fu  aggiunto  da  altra  mano  S.  Bernardino  che  fu  canonizzato  .nel 
1450.  La  prima  pagina  è  miniata  e  vi  è  lo  stèmma  dei  Cattanei  di  Vimer- 
cate,  come  lo  si  vede  nell'antico  armoriale  di  questa  Bib.  ,  Cod.  1390,  ma 
non  è  sormontato  dall'Aquila. 

Trascrivo  le  altre  note  di  D>  Carlo 


BREVIAEIUM  ORDINIS  MINOEUM  S.  FBANCISCI  47 


«  Nel  Calendario  ^premesso  a  questo  Breviario  si  ha  alli  12  di  Luglio  Con- 

«  sec  ratio  ecclesiae  Sce  Brigidae,  e  nel  giorno  seguente  Consecratio  Sci  Jocobi. 
a  In  Milano  non  mi  sovviene  che  vi  sia  mai  stato  Chiesa  dedicata  a  S.  Bri- 
«  gida,  all'opposto  nella  diocesi  ne  trovo  due  che  sono  cura  d'anime,  e  le 
«  cui  terre  si  chiamano  S.  Brigida.  La  prima  è  nella  pieve  di  Olginate  e 
«  la  seconda  nella  pieve  di  Periodo  nella  valle  Averara.  S.  Giacomo  non 
«  saprei  qual  Chiesa  indicasse,  mentre  a  questo  santo  apostolo  più  Chiese 
«  furono  consecrate,  ma  verosimilmente  sarà  stata  qualche  parrocchiale  non 
*  tanto  discosta  da  quella  di  S.  Brigida.  Alla  pag.  218  vi  sono  le  litanie 
«  Triduane,  onde  può  esser  utile  per  vedere  quali  visite  di  Chiese  facevasi 
«  in  quo'  tempi.  Alla  pag.  321  retro  si  ha  «  Incipit  officium  Berualdi  »:  qui 
«  suppongo  che  indichi  l' ofiiciatura  delle  Domeniche  dopo  la  Pentecoste 
«  secondo  l'ordine  fatto  da  Beroldo  cicelendario,  ossia  custode  delle  lampade 
«  della  Metropolitana  di  Milano  e  scrittore  delle  cerimonie  del  rito  Ambro- 
«  siano  vivente  intorno  l' anno  1130,  il  cui  bel  Codice  si  custodisce  nella 
«  Bib.  del  Capitolo  del  Duomo.  Alla  pag.  331  vi  è  l'ordine  del  battesimo. 
«  Lezioni  qui  in  questo  Breviario  non  ce  ne  sono  ;  segno  che  ha  servito  a 
«  qualche  canonico  obbligato  al  coro,  dove  in  Codice  appartato  si  custodiva 
«  n  Lezionario  ». 

Breviarium  Ambrosianuru.  (Cod.  N.  546). 

Cod.  memb,  del  Sec.  XIV  in  fol.  mutilo. 

D.  Carlo  notò  in  foglietti  preposti  al  volume  tutte  le  mancanze  che  vi 
6ono,  e  dice  che  malgrado  ciò  il  Codice  è  di  molto  pregio,  perchè  alcune  ru- 
briche possono  illustrare  il  rito  Ambrosiano.  I  fogli  mancanti  sono  oltre  i 
primi  quattro  mesi  del  Calendario  quelli  in  cui  probabilmente  vi  erano  delle 
miniature.  É  assai  ben  scritto  e  tutte  le  iniziali  sono  con  ornati  a  penna 
rosso  azzurre. 

Breviarium  Augustinianum.  (Cod.  N.  516). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Precede  il  Calendario ,  poi  un  fol.  col  contorno  miniato  ove  incomincia 
l'Ufficio.  Vi  sono  diversi  fogli  ed  iniziali  miniate.  È  scritto  assai  bene  in 
rosso  e  nero  sopra  bellissima  pergamena.  Conserva  la  sua  legatura  origi- 
nale in  pelle  con  ornati  incisi  a  freddo. 

Breviarium.  (Cod.  N.  394). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°. 

Precede  il  Calendario.  Bel  Codice  di  una  conservazione  perfetta  colla  sua 
legatura  originale  :  è  scritto  assai  bene  con  molte  iniziali  con  figure  miniate, 
e  con  diverse  pagine  contornate  di  eleganti  fregi.  Questo  Codice,  come  os- 
serva D.  Carjo  Trivulzio  in  una  nota  inserta  ai  principio  del  voi.,  fu  scritto 
nella  seconda  metà  del  sec.  xv  trovandosi  nelle  litanie  il  nome  di  S.  Ber- 
nardino, che  mori  nel  1444  e  fu  canonizzato  nel  1450. 

Breviarium  Ordinis  Minorum  S.  Francisco  (Cod.  N.  322). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°  mutilo. 


48  BBEVIÀRIUM 


è  mancante  al  principio  e  furono  mal  legati  i  quinterni  che  non  si  se- 
guono regolarmente. 

Il  voi.  come  sta  ora  incomincia  colla  pagina  numerizzata  317  e  colle 

parole  «  Incipiunt  festivitates  sauctorum  per  anni  circulum  :  in  Sci  Satur- 
«  nini  martyris  oratio  ».  L'iniziale  Deus  che  segue  racchiude  una  minia- 
tura che  rappresenta  il  S.  martire  Saturnino  colla  j)alma  in  una  mano  ed 

un  libro  nell'altra.  Termina  colla  leggenda  di  «  Sce  Clare  virginis  »,  della 
quale  non  vi  è  che  la  Lectio  I  e  II  ed  una  piccola  parte  della  III  e  della 
VII,  non  rimanendovi  che  una  metà  dell'ultimo  foglio.  Mancano  tutte  le 
carte  nuraerizzate  prima  della  147  e  ne  mancano  altre  interpolatamente 
sino  alla  486,  dopo  di  cui  mancano  tutte  sino  al  complemento  del  volume. 
Vi  sono  alcune  iniziali  miniate,  altre  con  arabeschi  a  penna  rosso-azzurre. 

Breviarium  monasticum  Kitzingense.  (Cod.  °N.  263). 

Cod.  memb.  mutilo  del  Sec.  XII  in  8°  pkc. 

D.  Carlo  Trivulzio  fece  su  questo  Codice  una  dottissima  dissertazione , 
che  trovasi  inserta  al  principio  dei  volume.  Esso  prova  che  questo  Breviario 
appartenne  alle  monache  del  monastero  Kitzingense  posto  nella  diocesi  di 
wurtzburg  in  Franconia.  Quel  cenobio  durò  sino  al  1544  in  cui  mori  l'ul- 
tima abbadessa:  dopo  tal  anno  esso  venne  occupato  dal  Marchese  di  Anspach 
(ramo  dei  Marchesi  di  Brandeburgo)  e  secolarizzato.  D.  Carlo  non  si  limitò  a 
parlare  del  monastero  a  cui  appartenne  questo  Breviario,  ma  scrisse  anche 
di  S.  Adologa  protettrice  di  esso,  e  della  officiatura:  sonovi  pure  molte  no- 
tizie sulla  fondazione  dei  monasteri. 

Breviarium  Olivetanum.  (Cod.  N.  267). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°. 

Sopra  un  foglio  di  riguardo  vi  è  la  nota  seguente  di  D.  Carlo  Trivulzio. 

a  f.  Questo  Breviario  Olivetano  dovrebbe  essere  stato  o  del  Monastero 
«  di  S.  Gerolamo  di  Pisa ,  o  di  quello  di  Quarto  di  Genova ,  perchè  fra  le 
«  commemorazioni  comuni  vi  si  legge  Quella  di  S.  Gerolamo  e  così  pure 
«  l'officio  dello  stesso  Santo  particolare.  Nel  Calendario  alli  20  di  Maggio 
«  vi  è  notato  S.  Bernardino  morto  nel  1444  e  cononizzato  nel  1450.  Sog- 
«  giungo  che  qui  si  ha  l'ufficio  della  Visitazione  dalli  2  Luglio,  il  quale 
«  fu  comandato  l'anno  1449  e  quanto  all'ufficio  della  Trasfigurazione  ordi- 
«  nato  l'anno  1457  qui  non  si  legge  ».' 

Dietro  questa  ultima  osservazione  di  D.  Carlo  si  potrebbe  arguire  che 
questo  Breviario  fu  scritto  dopo  il  1450  e  prima  del  1457.  Questo  Codice  è 
benissimo  conservato  e  vi  sono  quattro  fogli  con  lettere  iniziali  e  fregi 
miniati  nell'intero  contorno. 

Breviarium  secundum  consuetudinem  Romanae  Curiae.    (Cod.  N.  264). 

* 

Cod.  memb.  con  iniziali  miniate  del  Sec.  XV  in  fol. 


• 


Breviarium.  (Cod.  N.  342). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  24° 

Scritto  in  carattere  minutissimo  con  qualche  piccola  e  rozza  miniatura. 


BRONZINO  AGNOLO  49 


Breviarium  Vallombrosanum.  (Cod.  N.  265). 

Cod.  memb.  del  3ec.  XV  in  8°. 

Appartenne  al  monastero  di  S.  Lanfranco  presso  Pavia.  Porta  la  data 
del  1640. 

BRIVIO  Josepho  di  Milano. —  Lamento  dei  Piemontesi  contro  Francia. 

(Cod.  N.  32). 

Cod.  cari  del  Sec.  XVI  in  8°  di  fol.  48  compresi  3  bianchi  in  fine. 

Sul  1°  fol.  vi  è  il  titolo  seguente: 

«  Opera  nuovamente  composta  in  honore  e  laude  de  la  111™  Gasa  de 
«  Medici  qual  contiene  il  gran  lamento  che  fan  li  Piemontesi  per  essere 
«  vinti  anni  fa  amalati  dei  mal  francese  Tanno  de  gracia  millecinquecento  55  » . 
Al  verso  di  questo  medesimo  fol.  vi  è  una  lettera  dedicatoria  «  airill.1"0  Si- 
•  gnore  il  Sig.  Giovan  Jacopo  de  Medici  Marchese  di  Melegnano.  La  sotto- 
scrizione «  Humil  servo  Josepho  Brivio  da  Milano  »  è  assai  sbiadita  per 
una  macchia  d'acqua.  In  un  fol.  di  riguardo  vi  è  una  annotazione  di  D. 
Carlo  in  cui  da  un  sunto  di  questo  libro  facendo  osservare  che  malgrado 
il  titolo  poco  onesto  esso  non  è  che  un  romanzo  o  piuttosto  libello  politico 
contro  la  dominazione  francese  in  Piemonte  con  un  appello  a  Carlo  V  perchè 
ajuti  gli  Italiani  a  liberarsi  da  quei  loro  oppressori.  —  Questo  Codice  è 
precisamente  quello  citato  dall' Argelati  nella  col.  231  dove  sotto  il  nome 
di  Brippius  Joseph  alter  al  N.  HI  lo  notò  cambiandogli  in  parte  il  titolo 
ch'egli  forse  trovò  indecente  per  l'equivoco  a  cui  si  presta. 

BROCARDUS  Domitius.  —  Vulgaria  fragmenta.  (Cod.  N.  1018). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  4°  con  miniatura. 

Non  ho  potuto  trovare  notizia  alcuna  di  questo  autore.  Il  Mazzuchelli, 
il  Quadrio,  il  Tiraboschi  parlano  di  altri  di  quel  cognome,  che  erano  pure 
Padovani  ma  posteriori  al  nostro  Domizio,  il  quale  fiorì  nella  prima  metà 
del  sec.  xv.  Sul  primo  fol.,  che  ha  un  contorno  miniato  vedesi  lo  stemma 
Visconteo  ed  ai  lati  di  esso  le  lettere  FI.  MA.  che  significano  Filippo  Maria 
che  fu  Duca  di  Milano  e  morì  nel  1447.  Queste  poesie  però  sono  anteriori 
al  1438  perchè  una  di  esse  è  diretta  a  Malatesta  de  Malatesti  Signore  di 
Pesaro,  che  morì  ai  14  Novembre  di  quell'anno,  come  trovasi  notato  negli 
Annali  del  Muratori.  Il  Brocardo  fu  uno  dei  tanti  imitatori  del  Petrarca,  e 
scrisse  sonetti  e  canzoni  in  vita  ed  in  morte  di  una  donna  forse  immagi- 
naria. Il  Codice  conserva  la  sua  legatura  originale  in  cuojo  impresso  con 
la  vipera  Viscontea  nel  mezzo,  ed  un  contorno  di  altre  più  piccole  a  modo 
d' ornato. 

BRONZINO  Agnolo.  —  Poesie  burlesche.  (Cod.  N.  955). 

» 

Cod.  cart  dei  Sec.  XVIII  in  fol.  pica,  copia  fatta  da  Daniele  Farsetti  patrizio  veneto. 

Diverse  poesie  di  Agnolo  Allori  più  conosciuto  sotto  il  nome  di  Bronzino, 
pittore  fiorentino,  furono  stampate  durante  la  sua  vita.  La  tipografia  Alvi- 
sopoli  di  Venezia  nel  1822  diede  una  edizione  completa  delle  sue  opere,  ma 
assai  scorretta.  Il  Mazzuchelli,  Scrit.  d'Italia  (T.  I.  pag.  510  e  seg.)  parla 
dell'Allori  e  dà  l'indice  delle  sue  opere,  che  erano  già  state  indicate  dal 
Quadrio  nel  voi.  2°.  Ragione  d'ogni  poesia. 

Co/ai.  TrivuUiana  {Stampato  il  9  maggio  4883)  7 


50  BBUNI  LEONABDO 


BRUNI  Leonardo  detto  Aretino.  —  La  guerra  dei  Goti  tradotta  in  ita- 
liano da  Lodovico  Petroni  nobile  Senese  l'anno  1456.    (Cod.  N.  78). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  4°  di  fol.  96. 

Al  principio,  nella  lettera  dedicatoria,  fu  raschiato  il  nome  proprio  del 
personaggio  di  casa  Sanse  verino  cui  era  diretta.  Probabilmente  era  quello 
del  celebre  Roberto  nipote  del  Duca  Francesco  Sforza.  In  calce  al  voi.  trovasi 
la  nota  seguente  :  •  Del  magnifico  et  preci  a  rissimo  Mess.  Erasmo  Tri  vulzio 
«  dignissimo  Consig.  ducale  • .  Questi  fu  figliuolo  di  Giacomello  molto  ben 
voluto  dai  duchi  di  Milauo  che  ebbe  in  feudo  Breme  e  fu  governatore  di 
Cremona.  Dopo  quella  nota  leggesi:  «  Questo  libro  lae  fatto  fare  el  Magni- 
«  fico  ac  prestantissimo  messere. . .  » .  Il  nome  che  veniva  in  seguito  venne 
raschiato,  ma  pure  stentatamente  vi  si  legge  Roberto  da  Sanseverino.  Unita 
al  volume  vi  è  una  dotta  memoria  di  D.  Carlo  Trivulzio,  in  cui  parla  del- 
l'opera di  Leonardo  Aretino  e  poi  di  diversi  membri  della  famiglia  Trivulzio 
che  portarono  il  nome  di  Arasmo.  Parlò  di  questo  Codice  anche  il  Villa 
nelle  Addizioni  e  Correzioni  alla  Biblioteca  dei  Volgarizzatori  dell'  Argelati 
nel  voi.  V,  p.  436,  nota  T. 

BRUNI  Leonardo  detto  Aretino.  —  Libri  IV  de  bello  gotico,  in  Italia, 
gesto.  {Cod.  N.  802). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Seguono  a  quest'  opera  altre  quattro  pagine  di  altro  ignoto  autore  in 
cui  parlasi  di  Totila.  Quest'opera  che  die  luogo  a  vivissime  accuse  di  plagio 
a  Leonardo  Bruni ,  fu  stampata  per  la  prima  volta  a  Fuligno  nel  4470.  Il 
Mazzuchelli,  Ser.  d'Ital.,  voi.  II,  P.  IV,  j).  2205 ,  in  fine  della  nota  90  cita 
questo  Codice  appartenente  a  D.  Carlo  Trivulzio. 

RRUNI  Leonardo  detto  Aretino.  —  Versiones  variae  ex  graeco. 

(Cod.  N.  832). 

Cod.  cart.  del  Sec  XV  in  fol. 

Fu  già  nella  biblioteca  del  [celebre  letterato  Apostolo  Zeno,  dalla  quale 
passò  nella  Trivulziana.  Contiene  i  seguenti  opuscoli  : 

1.  Xenophontis  tyrannus. 

2.  Ejusdem  Apologia  Socratis. 

3.  Demosthenis  Philippica  IV. 

4.  Philippi  epistola  ad  Athenienses. 

5.  Eschinis  epistola  ad  Athenienses. 

6.  Piatonis  Pnaedon. 

7.  Basilii  li  beli  us  ad  nepotes. 

8.  Piatonis  Criton. 

9.  Ciceronis  vita. 

10.  Plutarchi  vita  Demosthenis. 

11.  Ejusdem  vita  Sertorii. 

12.  Ejusdem  vita  Pauli  Aemilii. 

13.  Ejusdem  vita  Ti  beri  i  et  Caii  Gracchorum. 

14.  Ejusdem  vita  Marci  Antonini. 

A  questi  opuscoli  precede  un  fol.  in  pergamena  contenente  una  lettera 
di  Leonardo  Aretino  a  Nicolao  Nicoli.  Le  iniziali  di  ciascun  opuscolo  sono 
primate. 


BUECHARDUS  51 


BRUTOS  M.  Jonius.  —  Epistolae.  {Cod.  N.  780). 

Cod.  memb.  in  8°  picc.  del  Sec,  XV  con  iniziali  miniate. 

Questo  Oodicetto  contiene  la  traduzione  latina  fatta  dal  Rinuccì  delle 
lettere  greche  di  Bruto,  raccolte  da  Mitridate  e  da  lui  indirizzate  al  re  suo 
cugino  dello  stesso  nome.  Queste  lettere  vengono  però  giudicate  apocrife 
dagli  eruditi.  (Vedi  Fabrizio  Bib.  greca,  Lib.  Il,  Cap.  X).  L' originale  greco 
di  queste  lettere  fu  pubblicato  nel  sec.  xv  co|le  lettere  di  Falaride.  Il  Cod. 

incomincia  colla  lettera  di  dedica  Sanct.m0  duo.  tiro.  Nicolao  pp.  V  Rinucius 
ctm  devotione  reverende  votum. 


Bolla  Officii  Rev.m  Dnorum  Cubiculariorum  et  scutiferorum  apostoli- 
corum.  '  .  (Cod.  N.  501). 

Dopo  questo  titolo  sul  fol.  seguente  incomincia  la  bolla  di  Leone  X  colla 
data  ix  Kal.  Augusti  (23  Luglio)  1515.  Dopo  5  fol.  bianchi  leggesi: 

•  Sedente  Paulo  HI  Pont.  Max.  In  nomine  e  te.  Haec  sunt  capitala  ordì- 

•  nationes  et  statuta  quae  Re v.  dni.  cubicularii  Apostolici  in  eorum  generali 
«  et  ordinaria  congregatane  sub  die  penultima  Aprilis  anno  a  nativitate 

•  domini  millesimo  quingentesimo  trigesimo  nono. . .  concorditer  approbarunt 

•  et  confìrmarunt  etc.  » . 

Fol.  •  Forma  juramenti  per  novum  scutiferum  in  admissione  prestandi  » . 
Fol.  «  Initium  Sancti  Evangelii  secundnm  Joannem  sequuntur  ordina- 

t  tdones  Reverendissimorum  Dnorum  scutiferorum  Aplicorum. 

Codice  memb.  in  4  del  sec.  xvi;  con  titoli  ed  iniziali  in  colori  ed  oro 
con  un  fregio  miniato  sulla  prima  carta  della  formula  del  giuramento,  ai 
pie  della  quale  vi  è  lo  stemma  di  Leone  X,  il  di  cui  nome  è  scritto  in  ca- 
ratteri d'oro  nella  formula,  ed  in  fine  una  miniatura  rappresentante  G.  C. 
a  mezza  figura  sotto  la  croce  con  due  figure  in  atto  di  adorazione  a  lato. 
La  carta  ove  incomincia  l'Evangelo  di  S.  Giovanni  ed  il  testo  della  ordi- 
nazione hanno  pure  un  fregio  eT  iniziale  miniata.  I  capitoli  approvati  sotto 
Paolo  III  sono  scritti  da  altra  mano  con  minor  eleganza  e  magnificenza,  il 
che  mi  fa  credere  che  furono  aggiunti  dopo,  quando  cioè  fu  nuovamente 
legato  il  volume  cui  venne  tolta  la  ricca  copertura  che  aveva  di  certo  in 
origine. 

BulUrium  Cistercense.  (Cod.  N.  589). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI  e  XVII. 

Incomincia  con  «  l'Index  bullarum  et  brevi  una  apostolicorum  spectantium 
«  ad  congregationem  S.  Bernardi  in  Italia  provinciae  Lombardiae  et  ejus 
i  monasteria  » . 

Quest'indice  è  diviso  per  monasteri  ed  i  brevi  che  riguardano  ciascuno 
di  loro  sono  messi  cronologicamente.  I  brevi  che  incominciano  al  fol.  17 
sono  messi  senz'ordine.  Vi  sono  inserti  degli  atti  abbaziali.  Alla  fine  vi  è 
TOrdo  Capitoli  generalis  celebrati  diebus  21,  22,  23  e  24  Maii  1601  :  in  se- 
guito ve  ne  sono  altri.  L'ultimo  è  del  1613. 

BURCHARDUS.  —  Gollectio  canonum  in  lib.  XX  distributa. 

{Cod.  N.  601). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XI  in  fol. 

Burcardo,  monacò  benedettino,  fu  creato,  vescovo  di  Worms  nel  969  e 
morì  nel  1025.  Questa  sua  collezione  di  Canoni  fu  stampata  più  volte,  ma 


52  BUBIGOZZO  MARCO 


gli  antichi  Codici  di  quest'opera  sono  rari  e  tenuti  in  gran  pregio  perchè 
possono  contenere  qualche  canone  inedito  e  perchè  non  in  tutti  e  eguale  la 
distribuzione.  Questo  Codice  ha  tutta  l'apparenza  di  essere  stato  scritto 
durante  la  vita  dell'autore.  In  una  nota  che  si  trova  al  Jol.  83,  v.  in  ca- 
rattere del  sec.  xv  si  legge  :  «  Iste  liber  est  fratrum  Sce  Crucis  ordinis 
«  humiliatorum  ».  Il  convento  che  gli  Umiliati  avevano  nella  città  di  No- 
vara era  intitolato  S.  Croce,  ed  è  probabile  che  abbia  appartenuto  questo 
Codice  a  quel  monastero. 

Sgraziatamente  questo  voi.  ha  delle  mancanze  non  solo  al  principio  ed 
alla  fine,  ma  anche  nel  corpo.  Queste  notizie  sono  estratte  da  una  nota  di 
D.  Carlo  Trivulzio  che  trovasi  al  principio  del  volume. 

BURCHARDDS  Johannes.  —  Diaria  Pontificata  Innocentii  PP.  Vili  de- 
scripta  ab  anno  (1484)  dieque  suae  creationis  usque  ad  diera  sui 
obitus.  (Cod.  N.  1349). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  di  carte  30,  di  cui  2  bianchi  in  fine,  del  Sec.  XVII. 

BURCHARDUS  Johannes. —  Diarium  pontificatus  Alexandri  VI. 

(Cod.  N.  1350). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Si  è  detto  troppo  di  questi  famosi  diari  perchè  occorra  parlarne.        * 
BURCHIELLO  Gian  Domenico.  —  Sonetti.  (Cod.  N.  975).  . 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV. 

Il  Codice  è  assai  ben  conservato  e  la  prima  pag.  ha  un  contorno  mi- 
niato. Fino  al  sonetto  «  Cesare  imperaci  or  vago  et  honesto  •  i  sonetti  si 
seguono  nello  stesso  ordine  in  cui  stanno  neli  Ed.  dei  Giunti  1568.  Ma  in 
seguito  essi  hanno  diversa  distribuzione  e  sono  alla  rinfusa.  Nel  Ms.  il 
sonetto  che  segue  il  precitato  trovasi  nella  seconda  parte  a  pag.  76  della 
edizione  predetta,  ed  in  seguito  vi  sono  frammisti  dei  sonetti  di  altri  autori, 
dei  quali  però  manca  sempre  il  nome.  Ve  ne  sono  di  Battista  Alberti ,  di 
M.  Anselmo,  di  M.  Nicolò,  che  trovansi  nella  edizione  dei  Giunti  e  di  altri 
che  vi  mancano,  ma  sempre  senza  il  nome. 

BURCHIELLO  Gian  Domenico.  —  Sonetti.  (Cod.  N.  976). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°. 

Benissimo  scritto  e  conservato,  con  un  fregio  miniato  nella  1*  pag.  Vi 
sono  alcune  poche  postille  coir  indice  del  sec.  xvi.  Trovansi  frammiste  poesie 
di  altri  autori,  ed  a  car.'  154  una  canzone  morale  del  Burchiello. 

BURIGÒZZO  Marco.  -  Cronaca.  (Cod.  N.  1432,  1433). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  8°. 

Questo  Codice  è  autografo  di  forma  irregolare,  perchè  messi  assieme  dei 
quinterni  di  carta  diversa,  e  di  dimensione  ineguale. 

Qual  è  il  cultore  di  Storia  Milanese  che  non  conosca,  almen  di  nome,  la 
cronaca  del  Burigozzo,  un  buon  mereiaio  che  narrava  giorno  per  giorno  lo 


BUSCA  GABRIELE     '  SS 


strazio  che  della  povera  città  fecero  amici  e  nemici  dal  1500  al  1544,  anno 
in  cui  egli  morì?  Essa  è  singolarissima  e  di  molta  importanza.  Ne  furono 
fatte  due  edizioni.  La  prima  nell'Archivio  storico  del  vieusseux,  la  seconda 
a  Milano,  in  cui  venne  semplicemente  riprodotto  il  testo  fiorentino.  Malgrado 
ciò  essa  dovrebbe  essere  ristampata  perchè  sono  tali  e  tante  le  varianti  e 


l'esistenza  di  questo  Codice  autografo  venne  in  casa  Trivulzio  per  fare  le 
correzioni  ai  due  primi  fogli  che  erano  già  stampati  e  trovò  che  vi  erano 
tali  differenze  da  rendere  impossibile  un  semplice  Errata  corrige,  ma  che 
bisognava  ricomporli  di  nuovo.  A  ciò  lo  stampatore  non  volle  acconsentire 
per  il  danno  pecuniario  cui  avrebbe  dovuto  soggiacere,  e  continuò  la  sem- 
plice riproduzione  dello  stampato  del  Vieusseux.  Unito  all' autografo  vi  è 
una  copia  del  sec.  xvu  (che  non  arriva  che  al  17  di  Giugno  del  1526)  ed 
un  esemplare  dell' Ed.  fiorentina  con  fogli  bianchi  intercalati  in  cui  furono 
dal  Rovani  notate  le  varianti  ed  ommissioni  delle  prime  12  pagine.  Verso 
la  fine  dell'autografo  si  vedono  .alcuni  fogli  scritti  da  mano  diversa  :  poi 
riprende  per  poche  pagine  la  scrittura  del  Burigozzo ,  la  quale  cessa  per 
lasciar  luogo  nell'ultimo  foglio  a  quella  del  figlio  che  chiuse  il  quinterno 
e  la  cronaca  «del  padre  con  queste  strane  parole  :  •  Come  vederai  ne  la  $ro- 
«  nica  de  mio  figliolo  impero  io  per  la  morte  che  mi  è  sopra  gionta  più 
«  non  posso  scrivere  » ,  facendo  per  tal  modo  dire  ai  povero  Bungozzo  una 
sciocchezza  che  era  flutto  del  suo  cervello,  e  dare  occasione  air  editore  di 
aggiungervi  quella  finissima  osservazione  che  vi  si  legge  in  nota  (pag  552, 
Tomo  HI].  À  scarico  però  dell'antico  amanuense,  sulla  di  cui  copia  venne 
fetta  l'Ea.  fiorentina,  devo  dire  che  la  scrittura  del  Burigozzo  è  tu tt'  altro 
che  facile  a  leggersi. 

BURIGOZZO  Marco.  —  Cronaca  di  Milano.  {Cod.  N.  1434). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Credo  che  sia  una  copia  dell'esemplare  dell'Ambrosiana  sul  quale  venne 
fetta  l'Ed.  fiorentina  per  suggerimento  del  Conte  Pompeo  Litta ,  che  non 
conobbe  il  Ms.  autografo  di  cui  sopra. 

BUSCA  Gabriele.  —  Discorso  di  fortificazione.  (Cod.  N.  96). 

Cod.  cart.  in  4»  del  Sec.  XVH. 

Gabriele  Busca  nacque  a  Milano  e  servì  sotto  le  bandiere  di  Carlo  Ema- 
nuele, Duca  di  Savoia,  al  quale  fu  carissimo,  e  che  lo  incaricò,  come  in- 
gegnere militare,  di  ristaurare  le  fortezze  del  suo  Stato.  Pubblicò  diverse 
opere  d'arte  militare  che  sono  ricordate  dall' Argelati  (Bib.  Scr.  Med.,  T.  I, 
P.  II,  col.  242).  Fra  le  altre  evvi  questa  che  rimase  inedita.  Questo  discorso 
dedicato  al  Marchese  Carlo  Filiberto  d'Este  ha  molte  correzioni  che  sono 
evidentemente  di  mano  dell'autore.  I  disegni  di  fortificazioni  che  in  esso  si 
trovano  sono  assai  ben  fatti  ed. accurati,  e  le  note  scrittevi  essendo  di  mano 
dello  stesso  Busca  credo  si  possa  ritenere  che  siano  stati  eseguiti  da  lui.  Il 
Lomazzo  lo  ha  lodato  e  cosi  pure  altri  autori  come  rilevasi  dal  sopracitato 
Argelati.  Questo  Codice  è  quel  medesimo  che  esisteva  presso  i  fratelli  Mar- 
chesi Visconti. 


54 


CALDI  DOMENICO  DI  FILIPPO 


C 


Calabro,  Quinto.  —  I  Paralipomeni  di  Omero.  Poema  nel  quale  si  con- 
•  tiene  tutto  il  successo  della  guerra  Troiana,  dalla  morte  di  Ettore 
infìno  alla  partita  dei  Greci," tradotto  dal  greco  da  Bernardino  Baldi 
da  Urbino  Abb.  di  Guastalla  et  Accademico  Affidato. 

{Cod.  N.  1206). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

Il  Mazzuchelli  negli  Scr.  d'Ital.  (voi.  II,  ÌP.  I,  p.  124)  cita  quest'opera  fra 
le  inedite  del  Baldi ,  e  dice  che  esisteva  nell'Arch.  Vescovile  di  Guastalla 
insieme  a  molte  altre  che  perirono  nell'incendio  avvenuto  dopo  la  morte 
di  Mons.  Girardini,  uno  dei  successori  del  Baldi.  Non  credo  che  dopo  d'al- 
lora sia  stata  stampata. 


CALDI  Domenico  di  Filippo.  —  Poesie. 


Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  4». 


(Cod,  N.  984). 


Questo  Codice  è  notato  nel  vecchio  inventario  dei  Mss.  Trivulzio  sotto 
il  nome  di  Caldi  al  quale  furono  attribuite,  non  so  con  qual  fondamento, 
alcune  poesie  che  vi  si  trovano.  Io  credo  però  che  il  Caldi  non  sia  stato 
che  il  copista  e  proprietario  del  libro.  Esso  contiene  3  operette  diverse. 

I.  La  sfera  di  Leonardo  Dati,  di  cui  incomincia  il  testo  senza  alcun  titolo. 
Alla  fine  si  legge  :  •  Finito  el  terzo  libro  della  sperra  che  ha  istanze  C°  46 

in  tutto:  per  me  domenicho  di  Filippo  Caldi,  questo  dì  xvi  di  Novembre 
1476  deo  grazias  ». 

II.  •  Chomincia  el  giudicio,  cioè  quando  Iddio  discenderà  nelle  nugholle 
del  ciello  a  giudichare  el  mondo  come  parla  el  sacro  vangielo  che  nella 
avalle  di  Giosafat  Idio  partirà  e  buoni  da  rei.  Et  imprima  diro  danticristo  • . 

Questo  poemetto  è  diviso  in  tre  parti,  e  alla  fine  dell'ultima  leggesi: 
t  Finito  el  giudicio  alla  veni  mento  d'anticristo  ella  sua  vituperosa  mortte 

che  sono  in  tuctto  istanze  settantaquattro  per  me  domenicoo  di  Filippo 

Caldi  questo  dì  xxii  di  Novembre  1 497  ». 

IH.  «  Qui  dappiè  sera  ischrito  una  degnia  laude  della  Vergine  Maria  la 
quale  chilla  dira  ogni  matina  a  sua  riverenza  e  honore  non  mora  di  mala 
morte  in  quel  di  chella  dirà  con  divozione  esse  gli  fusse  aposto  il  falso 
converà  per  potenza  della  Vergine  Maria  si  ritruovi  la  verità  • . 


CAMPANO  NICOLO'  55 


CALEPP1US  Fr.  Ambrosius.  —  Dictionarium.  (Cod.  N.  833). 

Cod.  cari  in  fol.  di  carte  422  del  Sec.  XV. 

Non  ha  intestazione.  Al  fol.  413  leggesi: 

•  Finis  ad  laudem  Dei  et  divi  presoicteri  S.  Augustini  die  6  Octubris 
•  1487  •.  Vengono  in  seguito  delle  aggiunte  che  finiscono  al  verso  del 
fol.  422. 

Questo  Codice,  come  appare  da  una  nota  in  testa  al  1  fol.  apparteneva 
al  Convento  di  S.  Mariae  Consolationis  di  Lemine  nel  Bergamasco  :  pervenne 
nella  Bib.  Trivulzio  nel  1817,  per  cessione  fattane  dal  Prof.  Giuseppe  Bel- 
tramelli  da  Bergamo.  Sembra  autografo  a  giudicarne  dalle  correzioni  ed 
aggiunte,  della  stessa  scrittura,  che  vi  sono  numerosissime  ad  ogni  pagina. 

Il  Facciolati  fa  cenno  di  un  Codice  originale  di  quest'opera  conservato 
a  Bergamo,  che  non  è  certamente  questo  perchè  quello  si  componeva  come 
asserisce  il  Verani  di  923  fol.,  ed  era  mutilo  in  principio  ed  in  fine.  Questo 
invece  è  completo  ed  è  di  fol.  422.  Quest'opera,  compita  nel  1487  non  vide 
la  luce  che  quindici  anni  dopo  se  dobbiamo  credere  al  Panzer,  seguito  anche 
dal  Brunet,  il  quale  registra  come  edizione  principe  quella  di  Beggio  del 
1502,  del  Bertocchi.  Il  suddetto  P.  Verani,  come  altri  che  parlano  ex  pro- 
fesso del  Caleppio  asseriscono  che  la  prima  edizione  fu  dedicata  al  Senato 
e  popolo  Bergamasco,  e  tal  dedica  senza  data  fu  riprodotta  in  parecchie 
edizioni  posteriori,  e  fra  l'altre  in  quella  del  1519  per  Nicolaum  de  Pretis, 
ignorata  dal  Panzer.  Il  Mazzuchelli,  già  Prefetto  dell'Ambrosiana,  in  una 
nota  inserta  in  questo  Codice,  della  quale  questa  ò  un"  riassunto ,  dice  di 
aver  veduto  copia  del  decreto  con  cui  il  detto  Senato  ringraziò  il  P.  Am- 
brogio per  quella  dedica,  con  fargli  pagare  un  certo  numero  di  ducati  dal 
pubblico  erario  di  Bergamo ,  circostanza  ignorata  dai  suoi  biografi.  Negli 
ultimi  anni  della  sua  vita,  protratta  fino  al  1510  il  Caleppio  aveva  preparato 
il  materiale  per  fare  un'edizione  più  ampia  del  suo  Dizionario ,  ed  aveva 
stesa  perfino  un'altra  dedica  diretta  al  generale  del  suo  ordine  il  celebre 
P.  Egidio  da  Viterbo,  poco  dopo  creato  Cardinale.  Ora  il  Codice  accennato 
dal  verani  potrebbe  essere  quello  preparato  dal  Caleppio  per  la  seconda 
edizione,  e  questo  sarebbe  il  primo  originale. 

» 
CÀMBIAGHI  Alessandro.  —  Raccolta  di  alcune  prose.      (Cod.  N.  998). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  4°. 

CAMERANO  (Asinari  Ottavio  Conte  di).  —  li  Tancredi,  tragedia. 

(Cod.  N.  990). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  4°. 

Fa  stampato  in  Bergamo  per  Comin  Ventura  nel  1588. 

CAMPANO  Nicolò.  —  Lamento  di  cjuel  Tribolato  di  Strascino  Campano 
Senese  sopra  il  male  incognito  il  quale  tratta  della  patientia  et  im- 
patientia.  (Cod.  N.  982). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Nicolò  Campano  fu  della  Congrega  dei  lumi  di  Siena,  nella  quale  era 
detto  V  Umoroso  (Melzi,  Dizionario  d'opere  anonime  e  pseudonime,  T.  Ili, 
pag.  113).  Questa  operetta  venne  stampata  più  volte.  La  prima  edizione  è 

Suella  di  Siena,  senza  data.  La  prima  con  data  è  del  1521  ai  Nicolò  Zoppino 
i  Venezia.  In  questa  biblioteca  trovasi  quella  non  meno  rara  del  1523  dello 
stesso  stampatore. 


6«  CANZONETTE 


CAMPEGIUS  Jo.  —  Index  legum.  (God.  N.  711). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVI  in  fol. 

Giovanni  Campegio,  celebre  giureconsulto  Bolognese,  fiorì  nel  sec.  xv  e 
nei  primi  anni  del  susseguente  essendo  egli  morto  nel  1511  all'età  di  63 
anni.  Fu  padre  del  celebre  Cardili.  Lorenzo  Campegio.  Il  Panciroli  ed  il  Ti- 
ra boschi  parlano  diffusamente  delle  sue  vicende  e  de'  suoi  scritti  che  in 
getrte  perirono  quando  gli  fu  saccheggiata  la  casa  nel  1506  nella  presa  di 
ologna  durante  la  guerra  mossa  da  Giulio  II  a  Giovanni  Benti voglio.  Questo 
Codice  contiene  diverse  opere:  la  prima  è  «  l'Index  legum  »  del  Campeggi, 
che  parmi  scritto  nel  sec.  xv.  Vi  furono  poi  aggiunti  altri  opuscoli  legali 
di  altri  autori  sino  alla  fine  del  sec.  xvi ,  essendovi  in  uno  di  essi  citato 
un  decreto  del  lò92. 

CANC1ANI  fra  Paolo.  —  Discorso  sulla  Poesia  antica.  Sulla  introduzione 
dell'uso  di  leggere  e  scrivere.  {Cod.  N.  128). 

Cod.  cart.  autografo  del  Sec.  XVII I. 

CÀN1S  Jo.  Jacobus.  —  Mocenici  Carmen.  (Cod.  N.  782). 

God.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Di  Gian  Giacomo  Cane  da  Padova,  che  fu  professore  di  jus ,  canonico 
nella  Università  della  sua  patria ,  fa  menzione  il  Facciolati  (Fasti  Gym. 
Patav.,  P.  II,  pag.  41).  Anche  il  Panzer  (Tom.  II,  pag.  275)  nota  un  altro 
poema  di  lui  stampato  nel  1485  in-4°,  e  cosi  pure  il  P.  De  Agostini  (Istoria 
degli  Seri.  Veneziani,  T.  I,  p.  94)  registra  un  altro  suo  carme  diverso  da 

Duello  indicato  dal  Panzer.  Ma  niuno  fa  menzione  di  quello  che  trovasi  nel 
odicc  presente,  il  quale  ha  al  principio  una  miniatura  che  rappresenta  il 
poeta  genuflesso  davanti  al  trono  del  Doge  Pietro  Mocenigo  in  atto  di  pre- 
sentargli il  suo  carme.  Questo  Codice  è  certamente  quello  offerto  al  detto 
principe  come  lo  dimostrano  quella  miniatura,  lo  stemma  Mocenigo  a  pie 
della  pagina  e  la  seguente  iscrizione  in  caratteri  d'oro: 

P.  MOCENIGO  S.  ROM.  IMPERII  ET 

VENETOR  DVCI  INGLYTO 

IOANES  IAGOB  CANIS  IVRIS 

VTRIVSQ  DOCTOR  COMESQ.  CAES. 

I  due  primi  versi  del  poema  sono  scritti  in  lettere  capitali  in  oro  e  l'ini- 
ziale sopra  un  campo  verde.  In  fine  leggesi  : 

MOCENICI  CARMINIS 

LIBER  PRIMVS 

EXPLICIT. 

II  Codice  conserva  la  legatura  originale  sulla  quale  vi  erano  le  arme 
Mocenigo ,  che  furono  levate.  Vi  è  unita  al  voi.  una  nota  dell' Ab.  Pietro 
Mazzuchelli,  dalla  quale  vennero  tolte  queste  notizie. 

Canzonette  poste  in  musica.  (Cod.  N.  55). 

Cod.  cart.  dei  Sec.  XVI  in  8°. 

Alla  fine  sono  state  aggiunte  nel  sec.  xvii  altre  canzoni ,  alcune  delle 
quali  dovevano  essere  cantate  durante  la  danza,  di  cui  vi  è  il  nome. 


CÀBÀMUEE  JOHANNES  57 


^ES 


Oansoni  dilettevoli  in  dialetto  Siciliano.  (Cod.  N.  895). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVI  in  12*. 

Canzoni  antiche  copiate  da  un  antico  codice.  (Cod.  N.  952). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XIX  in  4«,  14  fol. 

CAPITANI  (db)  e  Beccaria  di  Valtellina.  (Cod.  N.  1828). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XIX. 

Sono  memorie  su  quelle  due  famiglie. 

CÀPRUCCI  Marino.  —  Orazione  in  lode  di  Carlo  V  Imp.  alla  Ser.ma  Ma- 
dama Margherita  d'Austria.  (Cod.  N.  34). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVII. 

Uniti  vi  si  trovano  le  seguenti: 

II.  «  Oratio  habita  Romae  in  aula  ducalis  Palatii  Apostolici  ad  summum 
«  Pont.  Gregorium  XV  ab  oratoribus  Reip.  Genuensis  dum  eidem  Pont. 
Max.  ejusdem  Reipubblicae  nomine  obedientiam  prestaverunt  ».  In  Vati- 
cano, 1621,  Aprile. 

III.  Orazione  di  Scipione  Fieramosca ,  ambasciatore  di  Vicenza  a  Fr.co 
Contarmi. 

Sotto  in  carattere  più  moderno  sta  scritto  «  Crederei  •  recitata  fra  Tanno 
1625  ed  il  1630. 

Viene  in  seguito  un'altra 

IV.  Diceria  al  Ser.  eClem.  Principe  (di  Venezia)  recitata  dall'oratore  di 
una  città  della  quale  non  trovasi  il  nome  essendo  sempre  designata  la  città 
di  N.  Verte  sopra  le  gravezze. 

V.  Il  fol.  14°  ed  ultimo  contiene  una  lode  delle  stelle  nello  stile  il  più 
enfàtico  ed  iperbolico  del  sec.  xvn. 

CARAFFA  Carlo,  Cardinale.  —  Istruzioni  e  lettere  concernenti  la  guerra 
fra  Paolo  IV,  Carlo  V  e  Filippo  II  col  negoziato  in  Francia  con 
Enrico  IL  (Cod.  N.  261). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Sulla  guerra  suddetta  vedasi  l'altro  Ms.  di  questa  biblioteca  di  Pietro 
Nores  (COD.  145),  il  quale  tratta  dello  stesso  argomento. 

CARAMUEL  Johannes.  —  Opera  varia.  (Cod.  N.  534). 

Cod.  cart  autografo  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Positiones  sacrae  ex  miversa  Theologia,  stampate  nel  1640,  dedicate  a 
S.  Ignazio  ed  a  S.  Fr.  Xaverio;  poi 

I.  Transuncto  d'un  calendario  Cistcrciense. 

II.  Remedio  de  Espana. 

III.  Di  Bìnitiones  generalis  capi  tuli  celebrati  Cisterii,  An.  1628. 

IV.  Definitiones  Òapituli  generalis  celebrati  anno  1618  in  Monte  Cister- 
ciense. 

V.  Quaestiones  variae. 

VI.  Commentario  sopra  le  regole  di  S.  Benedetto. 

* 

Calai.  TrivuUtana  {Stampalo  il  9  maggio  1883)  8 


58  CARMINA  VAKIOBUM 


Giovanni  Caramuel  nacque  in  Madrid  nel  1606;  il  padre  era  nativo  dei 
Paesi  Bassi,  la  madre  tedesca:  studiò  in  Spagna,  dove  si  fece  Cistercense, 
poi  andò  abbate  di  Melrose  nei  Paesi  Bassi ,  poi  di  Dissembourg.  Portò  il 
nome  di  vescovo  di  Misi,  suffraganeo  di  Magonza,  poi  abbate  superiore  de 
Benedettini  a  Vienna  ed  a  Praga.  Dopo  essere  stato  vescovo  di  Konigsgratz 
e  di  Campagna  nel  regno  di  Napoli,  nel  1673  passò  alla  sede  vescovile  di 
Vigevano,  ove  morì  nel  1682.  L  Ughelli,  Italia  Sacra,  T.  IV,  col.  825,  loda 
molto  il  suo  sapere  e  lo  dice  autore  di  molte  opere. 

CARBONE  Vbnceslao.  —  Delle  fortificazioni.  (Cod.  N.  289). 

God.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Sui  primo  fol.  vi  è  il  titolo  seguente: 

«  Delle  fortificazioni  di  Vencislavo  Carbone  della  natione  oltremontana 

•  di  Vormatia  del  Palatinato  inferiore  • . 

É  autografo  come  appare  dalle  correzioni  fatte. 

CARDANUS  Hibronymus.  —  Ars  magna.  (Cod.  N.  ÌS1). 

God.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questo  Codice  incomincia  col  trattato  di  geometria  di  Euclide  che  ha  il 
seguente  titolo: 

•  El  primo  libro  de  li  prenci  pi i  de  geometria  de  Euclide  Megarense  per 
«  Constantio  Bolognese  traducto  de  latino  in  vulgare  nel  alma  et  inclita 
«  città  di  Milano  metropoli  di  Lombardia  ad  instantia  di  Vincentio  Seregno 
«  architeto  ne  la  fabrica  del  Domo  di  Milano  anno  1539  •. 

Questa  traduzione  non  vien  citata  uè  dal  Paitoni,  né  dall'  Àrgelati  e  Villa. 
Anche  il  Tiraboschi  non  fa  menzione  di  Costantino  Bolognese. 

Dopo  P Euclide,  sopra  carta  diversa,  trovasi  l'Ars  Magna,  cui  precede  un 
preambolo  così  intestato: 

«  Hieronymi  Castilionei  Cardani  medici  Mediolanensis  in  librum  suum 
«  artis  magne  sive  quadraginta  capitulorum  et  quadraginta  questionum 

•  prohemium  ad  reverendissimum  dominum  Philippum  Archiutum  Epi- 
«  scopum  Burri  S.  Sepulcri  • . 

Questo  trattato  del  Cardano,  che  venne  anche  stampato,  è  autografo. 
L' Àrgelati  (T.  I,  P.  11)  ha  dato  la  nota  delle  opere  di  questo  fecondo  scrit- 
tore, ora  quasi  dimenticato,  ma  che  godette  a'  suoi  giorni  di  grandissima 
fama.  L'avv.  Mantovani  ne  tradusse  P  autobiografia  che  fece  stampare  a 
Milano  nel  1821. 

CARINI  Fabrizio.  —  Discorso  sopra  li  cincrae  d'adornati  d'architettura 
e  della  descrittone  della  simetria  delle  parti  principali  di  quelli, 
con  un  capitolo  nel  fine  di  alcune  cose  necessarie  d'osservarsi  per 
ben  fabbricare.  (Cod.  N.  220). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

CARINI  Fabrizio.  —  Disegni  e  figure  di  facile  compartimento  delii 
cinque  ordini  d'adornati  d'architettura.  (Cod.  N.  221). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Carmina  Variorum.  (Cod.  N.   1168e  1169). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI,  2  voi. 

Il  primo  di  questi  due  preziosi  volumi  incomincia  col  «  V  libro  Epi- 


CASA  (MONSIGNOR  DELLA)  59 


grammatura  Andreae  Alciati ,  del  quale  vi  sono  delle  correzioni  autografe. 
Dopo  questo  vengono  delle  poesie  di  altri  sessantuno  autori ,  moltissime 
delie  quali  sono  autografe  e  dirette  tanto  al  celebre  giureconsulto  Andrea 
Alciato  quanto  al  cardinale  Francesco  Alciato.  La  maggior  parte  sono  la- 
tine, alcune  greche,  altre  italiane. 

Il  secondo  volume  contiene  poesie  di  un  numero  ancor  maggiore  di 
autori.  Sono  parimente  autografe  e  dirette  al  cardinale  Francesco  Alciato. 
Ve  ne  sono  di  letterati  distintissimi  come  sarebbero  il  Tasso  ed  Annibal 
Caro.  Pare  che  questa  raccolta  sia  stata  messa  assieme  da  un  membro  della 
famiglia  Alciato.  La  massima  parte  di  queste  poesie  sono  inedite. 

CARO  Annibale.  —  Varie  lettere,  alcune  inedite  con  illustrazioni.  Vi 
sono  due  numeri  del  giornale  di  Roma  il  Zibaldone  del  1818.  La 
illustrazione  e  diverse  lettere  sono  scritte  dal  Mazzuchelli  Bibliot. 
dell'Ambrosiana.  (Cod.  N.  125). 

CARO  Annibale.  —  Lettere  inedite  famigliari  e  di  negozi  copiate  da  un 
Ms.  cartaceo  dei  sec  xvi  e  ivii  esistente  nella  Bib.  di  Papa  Pio  VI. 
Le  lettere  contenute  nel  2°  voi.  erano  nella  Biblioteca  del  Card.  Fran- 
cesco de  Zelada  Bibliotecario  di  Pio  VI.  (Cod.  N.  126  e  127). 

< 

CARRARA  Johannes  Michael  Albertus.  —  «  Armiranda  acta  ludis  Me- 
«  galensibus  Calisto  III  Sacerdoti  Maximo.  Federico  IIII  Caesare 
«  Francisco  Foscareno  venetorum  duce.  Benedicto  Vecturio  et  Leo- 
«  nardo  Contareno  Patavii  pretoribus  Modos  fecit  flaccus  claudi  tibiis 
«  duabus  sarzanis  » .  (Cod.  N.  763). 

Cod.  memb.  con  alcune  pag.  cart.  del  Sec.  XV. 

Sopra  il  titolo  surriferito  è  miniata  Tarme  del  Carrara,  che  non  è  quella 
dei  Carrara  di  Padova,  ma  bensì  di  una  famiglia  Bergamasca.  In  una  carta 
di  fronte  vedonsi  miniati  in  una  specie  di  giardino  le  due  figure  del  poeta 
e  di  una  donna,  forse  la  moglie  o  piuttosto  la  sua  amante.  Questo  Codice 
apparteneva  al  Prof.  Giuseppe  Beltramelli  di  Bergamo  che  vi  scrisse  di 
fronte  la  seguente  annotazione  :  «  1779.  Codice  pregiatissimo,  essendo  unico 
che  si  conosca  dell'opera  presente  di  Michel  Carrara,  la  quale  come  da 
me  posseduta  vien  pur  citata  dal  Cav.  Tiraboschi,  ove  del  Carrara  nella 
Stona  letteraria  si  ragiona.  Questo  Codice  ha  inoltre  del  medesimo  autore 
varie  altre  poesie  che  si  ravvisano  infallibilmente  autografe  per  le  can- 
cellature e  cambiamenti  che  vi  si  trovano.  Moltissimo  pregio  poi  s'ac- 
cresce a  quest'opera  dal  ritratto  dell'autore  e  della  sua  amante,  per  quanto 
si  può  congetturare  » . 
Il  luogo  ove  il  Tiraboschi  parla  di  questo  Codice  è  il  voi.  VI,  pag.  891, 
nota  a.  Il  Fabrizio  nella  Bib.  lat.,  T.  1,  p.  353,  ha  un  articolo  sopra  questo 
autore,  sul  quale  poi  lo  Zeno  Diss.  Vossiane,  T.  II,  p.  27 ,  scrisse  una  dif- 
fusa memoria. 

CASA  (Monsignor  della)  Arcivescovo  di  Benevento.  —  Lettere  scritte  a 
nome  del  Cardinal  Caraffa  et  negoziatore  della  lega  tra  Papa  Paolo  IY 
et  il  re  di  Francia  all'Arcivescovo  di  Consa  Nunzio  di  Papa  Paolo  IV 
alla  M>  dell'Imperatore.  (Cod.  N.  131). 

Cod.  cart.  scritto  tempore  autunnali  anno  1604,  Florentiae,  in  fol.  di  carte  90. 

Queste  lettere  furono  pubblicate  più  volte. 


60  CASOLA  PIETRO 


In  questo  Codice  sono  seguite  dai  Capitoli  della  lega  conchiusa  fra  il 
Papa  ed  Enrico  II  re  di  Francia.  Nella  edizione  di  Napoli,  1733,  delle  opere 
di  M.  Della  Casa  i  Capitoli  si  trovano  nel  T.  V,  pag.  73 ,  dopo  la  lettera 
del  14  Ottobre  1555  al  sig.  Annibale  Rucellai. 

CASATI.  —  Memorie  sulla  famiglia.  {Cod.  N.  1241). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  4°. 

Incominciano  dall'epoca  di  Lotario  Imp.  e  giungono  sino  al  1525  con 
una  breve  aggiunta  fatte  nel  1686. 

CASCIA  (Simone  da)  e  Cavalca.  (Cod.  N.  505). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIV  in  4°,  contiene  diversi  opuscoli. 

I.  «  Incomenza  lo  prologo  de  la  vita  cristiana  de  le  sentencie  de  SS. 

•  Padri,  de  quelo  che  de  fare  l'anima  e  lo  corpo.  Conzosiacosache  Dio  eresse 

•  lomo  in  anima  et  in  corpo  « .  Termina  «  Finisce  lo  libro  de  la  vita  cri- 

•  stiana  la  quale  fece  frate  Symone  da  Cascia  del  ordine  de  frati  heremi- 

«  tani  de  Sco  Augustino  • . 

IL  •  Sermone  et  tractato  contra  quelli  defecti  de  molti  che   pareno  et 

•  sono  tenuti  spirituali  de  la  infrascripta  epystola  de  San  Paulo  ad  Ga- 
•  •  lathas,  la  quale  se  leze  la  quintadecima  domenicha  dopo  la  festa  de  la 

«  Trinità  ».  —  Termina  «  Finisse  lo  libro  de  la  disciplina  de  li  spirituali  •. 

III.  ■  Tractato  de  le  molte  stoltizie  che  se  cometono  ne  la  bataglia  spi- 
t  rituale.  Prologo  • .  Termina  «  Finisce  lo  tractato  cum  li  sonetti  de  le 

•  stultizie  che  si  comettono  ne  la  battaglia  spirituale  • . 

In  principio  sopra  un  fol.  di  riguardo  vi  è  la  nota  seguente  di  carattere 
antico,  ma  non  di  quello  del  Codice 

•  Iste  liber  est  conventus  Sacte  Marie  Incoronate  ordinis  heremitarum 

«  Sci  Augustini  observantium  • . 

Il  convento  dell'Incoronata  era  in  Milano,  presso  porta  Comasina,  ora 
Garibaldi,  ora  serve  di  caserma  e  la  chiesa  di  parrocchia.  —  Il  Codice  ha 
le  iniziali  miniate  ed  un  fregio  sulla  prima  carta. 

In  fine  vi  è  la  seguente  opera  che  è  mutila. 

IV.  «  Incipit  libellus  de  triplici  via  per  quam  pervenitur  ad  veram  sa- 
«  pientiam  compositus  a  fratre  Bonaventura  ordinis  fratrum  minorum  in 

•  theologia  ». 

Questo  Codice  venne  illustrato  dal  Prof.  M.  A.  Parenti  in  una  lettera  al 
sig.  Gaetano  Majocchi  di  Cento  inserta  nelle  Memorie  di  Religione,  Modena, 
T.  XIV,  pag.  491  che  trovasi  unita  al  volume. 

Caso  seguito.  —  Novella  in  terza  rima  d'ignoto  autore.     {Cod:  .N.  1182). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVIII. 

CASOLA  Pietro.  —  Viaggio  a  Gerusalemme.  (Cod.  N.  141). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  di  pag.  165  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice  è  prezioso  perchè  unico  di  questa  importante  e  curiosa 
relazione  :  è  autografo  come  lo  dimostrano  le  correzioni  che  vi  si  trovano 
anche  di  interi  periodi ,  correzioni  che  non  potevano  essere  fatte  che  dallo 
stesso  autore.  —  Il  Sassi  nella  sua  «  Hifctoria  Typographica  Mediol.  col. 
cccxvin  D.  »,  notò  che  il  Casola ,  canonico  milanese,  fece  un  viaggio  in 
Grecia  ed  in  Oriente  ;  ma  egli  non  conobbe  questa  relazione,  che  TArgelati 
non  avrebbe  certo  mancato  di  registrare  fra  le  opere  del  Gasola  se  fosse 


CASTALDO  ANTONIO 


61 


stata  conosciuta.  —  Io  l'ho  pubblicata  nel  1855  in  occasione  delle  nozze  di 
D' Evelina  Trivulzio  col  Marchese  di  Lutniarez.  Nella  prefazione  che  vi  ho 
premesso  vi  sono  le  poche  notizie  che  si  hanno  del  nostro  autore  e  sulle 
opere  di  lui.  Questo  Codice  sgraziatamente  è  mancante  del  1°  fol.  e  del  suo 
corrispondente.  Quella  prima  carta  doveva  contenere  una  prefazione  in  cui 
di  certo  era  notata  l'epoca  del  suo  viaggio,  giacché  al  fol.  2  continuando, 
racconta  le  circostanze  nelle  quali  fu  intrapreso.  Non  sarebbe  questa  una 
grave  perdite  perchè  col  mezzo  di  alcune  date  da  lui  notate  si  trova  in 
qual  giorno  dei  mese  cadesse  la  Fasqua  in  quell'anno  e  si  trova  che  fu  nel 
1494  ch'egli  partì  per  visitare  i  luoghi  santi.  A  conferma  di  questa  data 
troviamo  ch'egli  parla  della  notizia  avuta  a  Moderno  nel  ritornare  dalla  Pa- 
lestina della  calata  in  Italia  di  Carlo  Vili,  re  di  Francia ,  che  infatti  ebbe 
luogo  nel  1494.  Più  spiacevole  è  la  perdita  del  foglio  corrispondente  al  primo 
in  cui  era  continuata  la  descrizione  dell'isola  di  Candia  e  de'  suoi  prodotti  : 
descrizione  di  cui  non  rimase  che  una  parte. 

Questa  relazione  di  viaggio  a  Gerusalemme  è  una  delle  più  belle  che 
siano  state  pubblicate  precedenti  al  sec  xvi,  e  non  la  credo  certo  inferiore 
sotto  ogni  rapporto  a  quella  del  Braydenbach  suo  contemporaneo  che  andò 
in  Palestina  al  Sinai  ed  in  Egitto  nel  1483,  e  che  fece  stampare  la  relazione 
del  suo  viaggio  a  Magonza,  aove  era  canonico,  nel  1 486.  Sono  uniti  al  Co- 
dice alcuni  fol.  di  illustrazioni  fatte  da  D.  Carlo  Trivulzio. 

CASSI  ANO  Giovanni.  —  Instituti  de  li  Monachi  cenobiti.     (Cod.  N.  425). 

Ood.  parte  in  perg.  e  parte  in  carta  del  Sec.  XV  in  4*. 

Incomincia  colla  seguente  intestazione  in  rosso: 

•  Incominciano  li  istituti  de  Sci  padri  in  volgare  nel  quale  è  scritto 

I «eoamente  la  sententia  et  la  verità  de  l'opera,'  a  venga  che  in  alcuno 
uoero  si  muti  l'ordine  delle  parole  o  de  capitoli  per  lo  meglio ,  cioè  per 
parlare  più  chiaro  et  più  utile.  Incomincia  il  prologo  di  Giovanni  Cas- 
siano  heremita  sopra  lo  libro  de  li  istituti  delli  monaci  cenobiti  cioè  che 
stanno  in  congregatione.  Et  de  li  otto  principali  vitii  et  de  loro  rimedii 
a  papa  castoro  (sic)  scritto  et  mandato  » . 
In  seguito  agli  Istituti  vi  è  la: 

■  Leggenda  de  Sca  Domitilla  Vergine  e  martire  • . 
Credo  che  amendue  questi  opuscoli  siano  inediti. 

CASTALDO  Antonio,  Napoletano,  principale  notaro  del  Regno.  —  «  Hi- 
«  storia  delle  cose  occorse  in  Napoli  dal  tempo  che  vi  tu  viceré 
«  D.  Pietro  di  Toledo  Marchese  de  Viliafranca,  e  di  alcuni  parti- 
ci colari  de  molti  anni  prima  infino  alla  ribellione  di  Ferrante 
«  Sanseverino  principe  di  Salerno  ed  altre  occorrenze  da  poi  se- 
te guite  ».  (Cod.  N.  25). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI,  in  8°  di  pag.  355. 

Incomincia  alla  1*  pag.  col  titolo  soprascritto  cui  segue  immediatamente 
il  testo. 

Nicolò  Toppi  nella  sua  Bib.  Nanolitana  dice  di  Antonio  Castaldo  da  Na- 
poli che  ha  scritto  molte  còse  peschereccie  in  lingua  nostra ,  ma  non  parla 
di  questa  Historia.  Il  Quadrio  nella  Storia  e  ragione  d'ogni  poesia,  T.  2, 
p.  676,  nomina  Antonio  Castaldo  dicendo  che  si  hanno  delle  poesie  di  lui 
nella  Raccolta  di  rime  di  diversi  in  morte  di  Sigismondo  re  di  Polonia. 
Napoli,  presso  Giuseppe  Cocchi,  1572.  —  Ai  due  precitati  autori  rimase  a 
quanto  pare  ignota  questa  istoria  assai  pregevole  non  solo  perchè  i  fatti  in 
essa  riportati  sono  di  un  autore  contemporaneo  ,  ma  anche  per  le.  notizie 
letterarie  che  in  essa  si  trovano.  Vi  sono  delle  note  marginali  e  delle  cor- 


62  CÀSTIGLIONI  BONÀVENTUBA 


rezioni  di  carattere  diverso.  I  fatti  narrati  comprendono  dall'anno  1532  al 
1553.  Fu  pubblicata  nella  collezione  Gravier  e  se  ne  trovano  parecchi  esem- 
plari Mss.  nelle  biblioteche  di  Napoli. 

CASTELLI  P.  Siro  Giuseppe.  —  Storia  dei  Vescovi  di  Pavia  da  S.  Siro 
a  S.  Teodoro  Tanno  778.  (Cod.  N.  553). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questo  Ms.,  come  rilevasi  da  una  nota  cancellata  ma  che  pur  si  può 
riuscire  a  leggere ,  apparteneva  al  convento  dei  PP.  Carmelitani.  Non  è 
l'originale,  essendo  scritto  da  diverse  mani ,  ma  è  assai  probabile  che  sia 
stato  copiato  dai  frati  del  convento  di  S.  Teresa  fuori  e  presso  le  mura  di 
Pavia  ove  dimorava  il  P.  Siro  Castelli.  Non  contiene  che  la  prima  parte 
della  sua  opera,  la  quale  autografa  si  trova  ora  nella  Bib  della  Università 
di  Pavia.  Questa  storia  non  è  scritta  con  troppa  critica  ed  assieme  a  molte 
notizie  preziose  per  la  chiesa  Pavese  vi  sono  mescolati  dei  racconti  favolosi. 
Quest'opera  era  preparata  per  la  stampa  e  nel  suddetto  Codice  della  Uni- 
versità vi  sono  le  approvazioni  ottenute  dai  superiori  di  Pavia,  Milano  e 
Roma.  Non  fu  però  mai  pubblicata  e  l'autore  faceva  dono  del  suo  Ms.  ad 
un  suo  nipote  nel  1732  come  risulta  da  una  lettera  autografa  di  lui  unita 
al  Codice  Pavese. 

CASTELLI  Franciscus.  —  De  statu  Mediolanensis  Ecclesiae. 

(Cod.  N.  562). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol.  pioc. 

L'autografo  di  questo  opuscolo  esisteva  nell'Archivio  della  ven.**  fab- 
brica del  Duomo  di  Milano,  ed  è  citato  dall' Argelati.  B.  S.  M.,  T  I,  P.  II, 
col.  342,  IV. 

CASTELLI,  Mons.  Vescovo  d'Armenia.  (Cod.  N.  1140). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII. 

É  una  miscellanea  risguardante  le  chiese,  gli  ospedali  e  le  confraternite, 
con  diversi  decreti  di  Gregorio  XIII  sopra  tali  materie.  Vi  si  trova  la  visita 
fatta  da  lui  a  Parma  come  visitatore  apostolico,  e  le  lettere  che  diresse  in 
tale  occasione  al  Vescovo  di  quella  città. 

CASTI  Gio.  Battista.  —  Novelle.  (Cod.  N.  1071). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Sono  dieci  soltanto  e  tutte  stampate. 

CÀSTIGLIONI  Bonaventura.  —  Vite  et  gesti  delli  Sanctissimi  XI  Arci- 
vescovi di  Milano  precessori  a  S.  Ambrogio.  {Cod.  N.  560). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Il  notaro  D.  Bianchini,  come  appare  da  una  nota  copiò  quest'opera  dal- 
l'autografo che  era  nell'Archivio  del  Monastero  di  S.  Ambrogio  in  Milano. 
Non  contiene  soltanto  le  vite  di  quegl'undici  vescovi,  ma  tratta  anche  di 


CÀSTIGLIONI  GIO.  BATTISTA  63 


CASTIGLIONI  Gaetano.  —  Due  esami  processuali  in  materia  criminale. 

[Cod.  N.  1695). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Il  primo  di  questi  processi  verte  sopra  l'omicidio  di  un  prete  colpito 
accidentalmente  a  caccia:  finisce  coll'assoluzione  del  cacciatore:  è  del  1734. 
Dello  stesso  anno  è  il  secondo  processo  parimente  per  omicidio  :  ma  questo 
non  è  terminato  perchè  finendo  l'anno  si  doveva  continuarlo  nel  seguente. 
Amendue  questi  fatti  accaddero  nel  territorio  di  Desio. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista  Canonico.  (Cod.  N.  511). 

Cod.  cart.  in  fol.  pica  del  Sec.  XVIII. 

Illustrazioni  ad  un  Sacramentario  Ambrosiano  del  sec.  xiii. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Fasciculus  foliorum  Mss.m  a  I.  B.  Ca- 
stillioneo  collectus. 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Sono  dissertazioni  di  materia  ecclesiastica  e  pastorali  di  vescovi. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Adnotationes  ad  vindicandam  veritatem 
contra  allegata  ad  aram  concordiae  in  causa  precedentiae  prò  Abate 

a  monachis  lmp.1  Basilicae  et  monasterii  S.  Ambrosii  Maj.  Med.ni 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII  autografo. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Excerpta  ex  variis  auctoribus  tam  editis 
quam  inèditis  :  ad  S.  eruditionem  spectantia  et  scripta  a  Can.  I.  B. 
Castillioneo.  (Cod.  N.  557). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Observationes  ad  Muratorii  dissertationes 
exscriptae  ,a  I.  B.  Cast.  (Cod.  N.  558). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec*  XVIII ,  autografo. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Elenchus  chronologicus  ex  autographis 
et  apographis  pub.  Tabularii  Mon.  S.  Ambrosii  cum  mantissa  con- 
fectus  an.  1734  a  Rev.  Georgio  Laurentio  Ab.  Cisterc. 

(Cod.  N.  559). 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Àrchiepiscopum  Mecliol.  Series. 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII,  autografo. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Miscellanea  historica.       (Cod.  N.  741). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII,  autografo. 

Questo  Codice  incomincia  con  delle  notizie  storiche  sulla  fondazione  dei 
Monasteri  della  città  e  diocesi  di  Milano.  Prosegue  poi  con  notizie  staccate 


64  CASTIGLIONI  GIO.  BATTISTA 


che  si  riferiscono  alla  Storia  ecclesiastica  e  profana,  al  culto,  alle  anti- 
chità, etc.  Questo  Ms.  è  importante  perchè  cita  dei  documenti  che  andarono 
dispersi  o  distrutti. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Bibliografia  Milanese.      (Cod  Jf.  825). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  fol* 

Il  frontispizio  è  disegnato  a  penna.  L'opera  è  diretta  al  Pr.  di  Kaunitz 
e  la  dice  scritta  per  incarico  del  Conte  di  Firmian.  La  bibliografia  non 
registra  opere  di  scienze  e  belle  lettere ,  ma  riguarda  essenzialmente  la 
storia.  Vi  sono  pur  citate  delle  edizioni  milanesi  del  sec.  xv. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Altro  Codice  col  titolo  di  Bibliografia 
sul  dorso,  che  contiene  un  catalogo  dei  Mss.  della  Biblioteca  Arci- 
vescovile di  Udine,  di  quella  di  M.  Fontanini  ed  altre.     (Cod.  N.  826). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Storia  dei  primi  iv  secoli  delia  Chiesa 
di  Milano.  (Cod.  N.  827). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol.  autografo. 

Sul  primo  fol.  leggesi  la  nota  seguente: 

•  Questa  storia,  tessuta  da  me  con  ordine  cronologico,  è  tratta  dai  Con- 
cili^ dai  Santi  Padri,  dagli  antichi  storici  ecclesiastici  e  dai  vetusti  mar- 
tirologi e  messali,  fattosi  anche  uso  del  Codice  Teodosiano  per  riguardo 
alle  leggi  segnate  in  Milano.  «Di  essa,  pure  io  n'ebbi  l'onorevole  incarico 
da  S.  E.  il  sig.  Conte  di  Firmian  a  oggetto  d'istruirne  il  poc'anzi  lodato 
Arciduca  Leopoldo  ». 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Antifonario  del  sec.  xm  ad  uso  della 
Basilica  di  S.  Stefano:  trascritto  da  un  Codice  in  pergamena  dal 
Canonico  Castiglioni.  (Cod.  N.  829). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Note  alli  documenti  del^Mon.  di  S.  Am- 
brogio prodotti  o  nel  Registro  o  nell'Appendice.         (Cod.  N.  830). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  fol.,  autografo. 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  Osservazioni  intorno  alla  censura  del 
suo  libro  degli  spettacoli.  (Cod.  N.  831). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol.,  autografo 

«  •  ■ 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista. —  Poesie.  Sono  schede  autografe. 

(Cod.  N.  993). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

*  .  *  "  •  » 

CASTIGLIONI  Gio.  Battista.  —  I.  Dell'antichissimo  rito  di  pregare  per 
l'Imperatore,  interamente  conservato  nella  sola  Chiesa  Àmbros.  — 
II.  Saggio,  della  storia,  ecclesiastica  di  Milano.  (Cod.  N.  1721). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVIII,  autografo. 


LIBRO    DEL   JESUS  per  uso  di  MASSIMILIANO  SFORZA 
i:*  2163  Paqma  N?2i? 

FIGLIO    DI  LODOVICO  IL  MORO  DUCA   DI    MILANO  ' 


CATONIS  65 


Catologo  di  una  libreria  posta  in  vendita.  (Cod.  N.  1693). 

è  Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Dalia  prefazione  sembrerebbe  che  sia  stata  offerta  al  Marchese  Alessandro 
Trivulzio. 

Cataloga*  Praeposi turar um  et  Àrchipresbiterorum  regionum  ordine 
disposi tarum.  (Cod.  N  561  j. 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  4°. 

Catalogo  di  famiglie  nobili  Milanesi  estratto  da  Istrumenti. 

(Cod,  N.  1787). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Vi  sono  notati  gli  atti  colle  loro  date  dai  quali  furono  presi  i  nomi  delle 
famiglie. 

GATANI  Baldo.  —  Rime.  {Cod.   N.  1116). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Sul  frontispizio  in  oro  leggesi  : 

■  All'Illustrissima  et  Excnu  sig.  laS.  Donna  Orsini  Peretti  Colonna  Prin- 

•  cipessa  di  Paliano  » .  . 

Dovrebbe  questo  essere  il  volume  di  dedica.  Il  Quadrio,  Voi.  II,  p.  316, 
XVI,  cita  il  Tempio  fabbricato  da  diversi  coltissimi  et  nobilissimi  ingegni  in 
lode  di  £.  Flavia  Peretti  Orsina,  etc.  Roma,  Giov.  Martinelli,  1591.  Fra  le 
poesie  inserte  in  quel  volume  nota  quella  di  Baldo  Catanio,  che  ritengo 
siano  quelle  contenute  in  questo  Codice.  Il  Catani  diede  pure  alle  stampe 
un'Egloga  in  Orvieto  Tintamari,  1582. 

CÀTO  Marcus.  —  Opus  de  Agricultura.  Varonis.  Rerum  rusticarum  liber. 

(Cod.  N.  773). 

Cod.  del  Sec   XV  in  8°. 

Il  Catone  è  scritto  su  membrana,  del  Varone  sono  in  memb.  il  1°  ed 
ultimo  fol.  dei  trierni.  La  prima  carta  ha  l'iniziale  ed  un  fregio  miniato 
con  oro,  e  così  pure  nell'opera  di  Varone  le  altre  iniziali  sono  in  azzurro 
ed  i  titoli  de'  capitoli  in  rosso.  In  fine  al  Varone  è  scritto  in  rosso:  «  Va- 

•  ronis  rerum  rusticarum,  lib.  IH,  explicit  felicitqr  scriptus  per_me  Ugo- 

•  linum  F.  Mathei  de  Perusio  in  ci  vitate  Florentiae  sub  annis  dui  1467  et 

•  de  mense  Septembris  » .  In  alcune  carte  in  fine  leggonsi  alcune  note  del 
sec.  xvi,  relative  a  principi,* papi  ed  avvenimenti  del  tempo,  e  molte  pro- 
fezie. Il  Cod.  conserva  la  sua  legatura  originale  in  cuoio,  con  ornati  im- 
pressi, ben  conservata. 

Catoni*  liber  in  vulgaristas  rismas  translati  a  dno  Gatenacio  de  Cam- 
pania milite  praetermissa  Catonis  prosa.  —  IL  Lo  libro  della  pa- 
ciencia.  (Cod,  N.  795). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XIV  in  4°. 

L'Ab.  Àng.  Teodoro  Villa  nella  continuazione  della  Bib.  de'  volgarizza- 
tori dell' Argelati  (T.  V,  p.  4'i2,  nota  F;  ha  parlato  di  questo  Codice  Tri- 

GoAal.  Trtvulziana  (Stampato  il  9  maggio  4883)  0 


66  ^  CAVALCA  DOMENICO 


vulziano,  dandone  anche  i  primi  sei  versi,  ma  non  dice  cosa  alcuna 
dell'autore  Catenaccio  de  Campania ,  che  non  fu  neppure  ricordato  dal 
Quadrio,  dal  Tiraboschi ,  né  dal  Toppi.  L'autore  nella  chiusura  del  libro 
ripete  il  suo  nome  dandosi  l'epiteto  di  militem  jnmosum.  Alcuni  fogli  di 
questo  Codice  sono  pali tn sesti  ma  furono  raschiati  e  lavati  per  modo  da 
rendere  impossibile  di  leggere  alcun  che  della  prima  scrittura.  Al  principio 
del  voi.  vi  sono  due  fol.  di  riguardo  che  contengono  alcune  lezioni  sacre 
colla  musica  notata  coi  neumi,  che  mi  sembrano  scritte  nel  sec.  xn. 

La  seconda  parte  di  questo  Codice  contiene  il  libro  della  paciencia,  senza 
il  nome  dell'autore  che  e  il  Cavalca.  Vi  sono  però  delle  notevolissime  dif- 
ferenze nella  dicitura  fra  questo  Ms.  e  l'edizione  di  Venezia  di  Cristoforo  de 
Pensis,  1494,  che  trovasi  in  questa  Bibliot.  A  pie  della  prima  pagina  si 
legge  la  nota  seguente  :   •  Iste  li  ber  concessus  est  perpetualiter  ad  usum 

•  canonicorum  re^ularium  Sancte  Marie  bianche  de  Casoreto  extra  Portam 

•  Òrientalem  Mediolani,  etc.  • .  Questa  nota  è  ripetuta  alla  fine  del  volume 
con  piccole  differenze- 

CATTANEO  Gerolamo."  —  Le  saggie  difficoltà  del  Principato  di  Genova. 
Discorso  per  la  coronazione  del  Serenissimo  Doge  Agostino  Centu- 
rione. [Cod.  N.  626). 

Cod.  cari  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVI II. 

Questo  discorso  fu  stampato  a  Cesena  per  il  Neri,  1651,  ed  a  Napoli  nel 
1718,  a  pag.  39  della  Raccolta  di  discorsi  di  insigni  oratori  della  Compagnia 
di  Gesù.  In  questo  Ms.  il  suo  nome  è  detto  Ambrogio  Cattaneo,  ma  è  scritto 
da  altra  mano  posteriormente  ed  è  sbagliato,  .e  dovrebbe  dire  Gerolamo. 
Nella  •  Bib.  des  écrivains  de  la  Comp.  de  Jesus  (troisième  sèrie,  p.  227)  è 
citato  col  suo  vero  nome  di  Gerolamo.  Nacque  a  Bari  da  famiglia  genovese 
nel  1620,  entrò  come  novizio  nella  Compagnia  di  Gesù  a  Napoli  nel  1634. 
La  Repubblica  di  Genova  gli  conferì  il  titolo  di  suo  istoriografo.  Morì  dopo 
il  1676. 

CAVALCA  Domenico.  —  Le  trenta  stultitie.  (Cod.  N.  352). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  due  col.  in  8°. 

I.  Sermo  de  septem  grati  is  quae  faciunt  animam  salvam. 

II.  Sermo  de  assumptione  beatae  Virginis  Mariae. 

III.  Incomincia  uno  certo  trac  ta  tei  lo  chiamato  le  XXX  stultitie. 

In  questo  Codice  alle  XXX  stultitie  ne  fu  aggiunta  un'altra  col  titolo 
seguente:  «  La  trigesima  prima  stultitia  e  maggiore  di  tutte  si  è  che  il 
«  matto  Abate  fa  li  matti  monaci.  Amen  ». 

CAVALCA  Domenico.  —  Specchio  della  Croce;  (Cod.  N.  .405). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XIV,  acefalo. 

Mancano  in  principio  alcune  carte  che  contenevano  il  proemio,  il  primo' 
capitolo  e  parte  del  secondo.  Il  Codice  principia  dalle  parole:  «  Tornasse 
«  danno  a  lui  e  quasi  Dio  avesse  lo  torto  » ,  le  quali  sono  poco  pift  che  alla 
metà  del  Cap.  IL 

Alla  fine  leggesi  in  rosso:  «  Compi  ito  è  lo  specchio  della  croce:  Deo 
gratias.  Amen.  Amen  ». 

Vengono  in  seguito  alcuni  sermoni  di  S.  Bernardo  in  latino ,  poi  tre 
Laudi  in  volgare  ad  onore  di  varii  Santi ,  che  credo  siano  inedite.  —  Lo 
specchio  di  croce  ha  i  titoli  dei  capitoli  in  rosso  ed  alcune  iniziali  in  rosso 
ed  azzurro. 


CAVAZZA  (CONTE  GEROLAMO)  67 


CAVALCA  Domenico.  —  Le  trenta  stultitie.  (Cod.  N.  406). 

Cod.  cari  ia  fol.  picc.  del  Sec.  XV. 

Sembra  che  il  copista  sia  veneto,  essendovi  delle  voci  scritte  con  idiotismi 
propri  di  quel  paese,  come  sarebbe  batalgia  invece  di  battaglia. 
Mancano  le  ultime  cinque  stultitie. 

CAVALCA  Domenico.  —  Incomincia  uno  bello  tractato  et  utile  contra 
lo  maledetto  peccato  della  lingua.  (Cod,  N.  407). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XIV. 

Dopo  il  prologo  vi  è  l'indice  dei  capitoli.  Alla  fine,  in  rosso  di  carattere 
uguale  a  quello  del  Ms.  vi  è  la  nota  seguente  :  •  Questo  libro  sie  de  maestro 
Bruno  orefexe  de  Forlì  » . 

CAVALCANTI  Bartolomeo.  —  Discorso  circa  la  militia  romana  del  sesto 
libro  deirhistoria  di  Polibio  tradotto  in  lingua  volgare. 

(Cod.  N.  99). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Questa  traduzione  fu  stampata  per  la  prima  volta  a  Firenze,  senza  nome 
dello  stampatore  nel  1552,  assieme  al  modo  di  accampare  tradotto  dal  greco 
da  Filippo  Strozzi.  Parlano  di  questo  libro  Apostolo  Zeno,  il  Paitoni  e  l'Ar 
gelati,  nonché  il  Tiraboschi. 

CAVALCANO'  Desiderio.  —  Rime.  (Cod.  N.  916). 

* 

Cod.  cart.  in  4°  del  1553. 

Manca  il  principio  della  lettera  dedicatoria.  Parla  di  Desiderio  Cavalcabò. 
il  P.  Aug.  Gabriello  di  S.  Maria  negli  Scrittori  Vicentini  (voi.  V,  p.  ccxxxvm).' 
Queste  rime  sono  divise  in  due  parti,  la  prima  in  vita,  la  seconda  in  morte 
di  certa  signora  di  cui  tace  il  nome.  Sembrano  inedite,  dacché  il  citato  au- 
tore non  fa  menzione  che  delle  sue  rime  sparse  nelle  Raccolte  di  quei  tempi. 

CAVAZZA  (Conte  Gerolamo).  —  Lettere  e  relazioni  dirette  al  Doge 
di  Venezia  (Francesco  Molin)  del  Cav.  Cavazza  ambasciatore  della 
Ser.m»  Rep.  di  Venezia  del  1650  e  1651.  [Cod.  N.  1475). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Gerolamo  Cavazza  era  secretano  del  Consiglio  dei  X ,  quando  venne 
mandato  in  Polonia.  In  tale  occasione  fu  creato  Conte.  Se  ne  legge  il  de- 
creto nell'Aula  Zdba/rétta,  Padova  1670.  Lo  riporto  perchè  serve  a  darci 
notizie  sul  personaggio,  e  perchè  il  libro  è  divenuto  piuttosto  raro.  «  Fran- 
te ciscus  Molin  D.  O.  Dux  Venetiarum,  etc.  Partendo  presentemente  per  il 
«  lungo  e  pericoloso  viaggio  di  Polonia  dove  è  destinato  il  circospetto  fe- 
ce delissimo  secretano  del  Consiglio  di  X,  Gerolamo  Cavazza,  in  cui  con- 
ti corrono  li  requisiti  di  merito  singolare  ben  noti  a  questo  Consiglio  per 
«  i  vantaggi  ricevuti  da  numerose  levate  da  lui  spedite,  non  meno  che  in 
«  altri  essenzialissimi  maneggi  a  profitto  delle  cose  nostre  ben  degno  si 
«  rende  d'ogni  più  viva  dimostratone  d'ornamento  e  di  grado  alle  sue 


70  CESSOLE  (JACOPO  DA) 


Cerimoniale  per  i  governatori  di  Milano  nelle  relazioni  di  diversi  in- 
gressi e  partenze  da  questa  città  di  personaggi  illustri. 

{Cod.  N.  1490). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Il  primo  ingresso  è  quello  della  regina  di  Spagna  nel  1598,  l'ultimo  è 
del  1630.  Ha  una  bella  legatura  in  cuoio  impresso  colla  data  pure  impressa 

MDLXXXXI. 

CESSOLE  (Jacopo  da).  —  De  ludo  Schaccorum.  (Cod.  N.  748). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV  di  fol.  25,  più  2  bianchi. 

Fu  assai  disputato  sul  vero  nome  e  patria  dell'autore  di  questo  trattato, 
trovandosi  nella  Ed.  senza  data ,  fatta  coi  caratteri  di  cui  si  servirono  il 
Ketelaer  e  Gerardo  da  Lempt  a  Utrecht  nel  1473,  nominato  Jacobus  de  Thes- 
salonica,  mentre  nell'Ed.  di  Milano  del  1479  (la  prima  con  data)  esso  vien 
chiamato  Jacobus  de  Cessolis,  come  lo  è  pure  nella  maggior  parte  dei  Co- 
dici Mss.  e  negli  stampati.  Il  Quetif  (Bib.  Ord.  Predicatorum)  lo  dice  nativo 
di  Tierache  in  Piccardia.  Prospero  Marchandxnel  suo  Dictionnaire  (1.  p.  179) 
raccolse  molte  notizie  su  queste  differenze  che  sono  da  attribuirsi  ai  copisti. 
Questo  Codice  termina  colle  parole:  «  Hunc  ludum  ad  honorem  nobillium 
«  ego  frater  Jacobus  de  Cessolis  ordinis  predicatorum  composui  » .  Il  signor 
Pietro  Marocco  nella  prefazione  air  edizione  fatta  a  Milano  nel  1829  della 
traduzione  tratta  da  un  Codice  della  Magliabecchiana,  riportò  diverse  delle 
opinioni  che  corrono  sulla  patria  dell'autore  e  diede  la  nota  di  alcuni  Codici 
Mss.  e  delle  edizioni  fattene. 

CESSOLE  (Jacopo  da).  —  «  Incipit  prologus  in  librum  super  ludum 
«  schaccorum  (juem  oomposuit  fr.  Jacobus  de  Cessolis  et  scriptus 
«  per  manum  ir.  Georgi  de  Pasqualibus  de  Mediolano  Ordinis  mi- 
«  norum  ».  (Cod.  N.  24). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  fol.  picc. 

CESSOLE  (Jacopo  da).  —  «  Incomenza  el  libro  sopra  el  giocho  di  scacchi 
«  per  vulgare  il  compose  frate  Jacopo  de^  Cesoie  dell'ordine  de  frati 
«  predicatori  ».  '  (Cod.  N.  23). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV  di  fol.  96  compresi  3  ultimi  bianchi. 


I  sommari  dei  capitoli  e  le  iniziali  sono  in  rosso.  In  fine  leggesi  :  «  Qui 
«  finisse  al  giocho  de  scachi  el  quale  fo  trovato  da  uno  phylosofo  nominato 
•  Yerses  in  la  grande  città  Babilonica  nel  tempo  del  Evilmoradach  el  quale 
«  fu  re  della  ditta  città  et  fu  fiolo  de  Nabucodònosor  » .  Il  sig.  Pietro  Ma- 
rocco nella  prefazione  all'Ed.  precitata  1829,  fatta  fare  da  D.  Gaetano  Melzi, 
dice,  parlando  di  questo  Codice,  che  il  testo  sa  molto  di  Lombardismo,  o, 
per  meglio  dire,  del  dialetto  veneziano,  ciò  che  non  ne  diminuisce  il  pregio. 
Osservo  che  ben  poco  ci  rimane  del  dialetto  milanese  o  lombardo  di  quei 
tempi,  ma  quel  poco  non  differisce  tanto  da  1  veneto  quanto  ai  giorni  nostri. 
Ciò  fu  già  da  me  avvertito  nella  prefazione  al  Viaggio  in  Terra  Santa  del 
Casola,  che  ho  pubblicato  nel  1855.  —  Nella  prima  lettera  iniziale  che  è 
un  D  trovasi  uno  stemma  che  ha  nella  parte  superiore  l'aquila  sveva  e  nel- 
l'inferiore una  fascia  dentellata  con  tre  gigli.  I  Codici  della  traduzione  ita- 
liana di  questo  trattato  sono  rari.  La  Tnvulz\ana  possiede  un  esemplare  in 
pergamena  della  sovrastata  Ed.  del  1826. 


GHARTARIUM  MONASTERII  RIPALTAE  71 


CHARTIER  Alain.  —  Poesie.  (Cod.  N.  971). 

Cofl.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°. 

Questo  bel  Codice  è  scritto  molto  accuratamente  in  due  colonne.  Il  primo 
fol.  ha  un  contorno  miniato.  La  prima  lettera,  N,  contiene  una  graziosa 

miniatura  ove  è  rappresentato  un  signore  che  piegando  le  ginocchia  offre 
un  giojello  che  pare  un  braccialetto,  con  catena  smaltata  aa  una  donna.  Il 
Codice  non  ha  intestazione  e  contiene  le  opere  seguenti: 

Fol.  1.  La  belle  dame  sans  mercy. 

Fol.  7.  v.  La  réponse  quo  fit  Maistre  Alain  Charretier  dessus  la  ^elle 
dame  sans  mercy. 

Fol.%9.  Cy  après  s'ensuit  le  loy  de  Paix  que  fit  Maistre  Alain  Charretier. 
Ha  il  titolo  in  rosso,  come  lo  sono  tutti  i  seguenti: 

Fol.  il  v.  Cy  après  s'ensuit  ung  lay  de  plaisance. 

Fol.  13.  Complamte  pour  la  mort  de  sa  dame  de  Maistre  Alain  Charretier, 

Fol.  14.  Cy  après  s'ensuit  le  Bréviaire  des  nobles  M.  A.  Charretier. 

Fol.  17.  Cy  après  s'ensuit  le  livre  des  quatre  dames  M.  A.  Charretier. 

Fol.  35.  Cy  commence  le  resveille  matin. 

Fol.  37.  Cy  commence  lospital  damours. 

Il  Codice  termina  al  fol.  47.  Le  iniziali  di  ciascuna  di  queste  operette 
sono  miniate. 

Chartarium  Monasterii  Ripaltae.  (Cod.  N.  1615). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV  di  fol.  146. 

Incomincia  al  fol.  1.  v.  con  una  invocazione  a  Dio  scritta  in  rosso,  cui 
segue  una  esposizione  del  contenuto  di  questo  volume,  nel  quale  furono 
registrati  i  sommari  di  tutti  gli  istromenti  di  compere  e  donazioni  fatte  al 
Monastero  di  S.  Maria  di  Ripatta  dell'Ordine  dei  Cisterciensi  nella  diocesi 
di  Tortona.  Al  fol.  2°  dopo  una  nuova  invocazione  a  Dio,  scritta  in  rosso, 
incomincia  il  sommario  col  documento  seguente  che  ha  la  prima  lettera 
riccamente  arabescata  in  rosso  ed  azzurro:  «  Anno  dominice  incarnationis 
«  millesimo  centesimo,  quinquagesimo  tertio  » .  Questa  però  non  è  la  carta 
più  antica,  e  ciò  per  la  ragione  che  i  documenti  furono  rubricati  sotto  le 
cinque  Grancie  che  possedeva  il  detto  monastero.  Il  più  antico  trovasi  re- 
gistrato al  fol.  73,  ove  incominciano  i  documenti  risguardanti  la  Grancia 
De  Quidis.  Precede  a  questo  documento  il  seguente  titolo  in  rosso:  •  Hic 

•  incipiunt  instrumenta  donationum  et  legatorum  facta  monasterio  de  Ri- 

•  palta  amore  Dei  rerum  immobiliumjacentium  in  territorio  Grancie  Guidis  ». 
Questo  documento  che  nel  Codice  è  segnato  in  margine  di  carattere  mo- 
derno col  numero  progressivo  373  è  un  atto  di  donazione  fatto  al  monastero 
da  un  Guillermo  de  Sala  e  dalla  moglie  di  lui  Zuxiana ,  ed  incomincia  : 
«  Anno  dominice  incarnationis  millesimo  centesimo  quinquagesimo  indi- 
«  ctione  tertiadecima  die  sabati  exeunte  mense  Augusti  in  burgo  Terdonae  » . 
L'ultimo  atto  registrato  è  del  1318.  «  Indictione  prima  die  dominico  vini 
«  mensis  Aprilis  »,  e  trovasi  al  fol.  146.  Al  verso  dello  stesso  fol.,  che  è 
l'ultimo  del  Codice,  vi  è,  di  carattere  diverso,  registrata  la  professione  fatta 
nel  detto  Cenobio  da  un  Pietro  de  Rubeis  da  Milano  ai  19  Dicembre  1428. 
Da  una  nota  che  precede  il  sommario,  N.  544,  al  fol.  101  v.  che  fu  scritto 

Suesto  Codice  da  frate  Nicolò  da  Vercelli ,  il  quale  era  monaco  e  notaro 
elio  stesso  convento  di  ftipalta,  pel  quale  rogò  diversi  atti  che  sono  pure 
in  questo  Codice.  Da  una  nota  inserta  appare  che  esso  fu  comperato  il  9 
Dicembre  1772  in  un  negozio  di  libri  a  Milano  da  D.  Carlo  Trivulzio,  che 
vi  aggiunse,  in  parte  di  sua  mano,  una  illustrazione  del  volume  ed  una 
nota  cronologica  degli  istru menti  in  esso  contenuti  delle  note  storiche  ri- 


72  CHARTAEIUM  MONASTEEII  RIPALTAE 


sguardanti  il  monastero  di  Ripalta,  non  che  un  catalogo  delle  famiglie  che 
sono  nominate  in  questi  documenti.  —  Benché  il  Codice  non  contenga  che 
atti  notarili,  è  poco  importante  perchè  da  esso  si  può  ricavare  la  lista  degli 
abbati  di  quel  Cenobio  dalla  sua  origine,  che  pare  possa  fissarsi  al  1150, 
sino  al  principio  del  sec.  xiv  :  ed  i  nomi  dei  Consoli  di  Tortona.  Molte  poi 
delle  persone  che  fecero  contratti  o  donazioni*  al  detto  monastero  apparten- 
gono a  famiglie  illustri  come  i  Marchesi  Malaspina,  i  Ponzoni  ed  altre.  È 
pure  da  notarsi  in  questo  Codice  il  modo  con  cui  furono  indicati  i  giorni 
del  mese.  Dall'  I  al  1 4  si  contano  progressivamente  colla  formula  intrante 
mense:  dal  15  in  poi  si  contano  decrescenti,  exeunte  mense.  Il  Ducange  nel 
suo  glossario  alle  parole  mensis  intrans  e  mensis  eanens  ragiona  intorno  a 

Iuesta  formola,  che  egli  dice  s'incomincia  a  trovare  verso  la  fine  del  sec.  x. 
uche  il  Mabillon/citato  dal  Ducange,  parla  di  questa  formolji  e  fa  delle 
osservazioni  sul  giorno  da  cui  s'incomincia  a  contare  in  modo  decrescente 
exeunte  mense,  come  si  fa  colle  calende.  È  singolare  anche  il  vedere  sempre 
citata  la  lira  Pavese  anche  dopo  il  1248,  anno  in  cui  Tlmp.  Federico  II 
accordò  ai  Tortonesi  il  diritto  di  batter  moneta.  Però  si  trova,  benché  assai 
di  raro,  citata  la  lira  Tortonese,  come  si  può  vedere  al  fol.  144,  Doc.  724. 
—  Non  si  conosce  l'epoca  precisa  della  fondazione  di  questo  Cenobio  detto 
prima  di  S.  Giovanni,  poi  di  S.  Maria.  Soltanto  si  sa  che  era  una  figlia- 
zione di  quello  di  Lucedio ,  fondato  questo  nel  1127.  Né  il  Lubin,  né  il 
Manrique,  né  altri  autori  che  scrissero  sull'Ordine  Cisterciense  lo  dicono. 
Si  può  per  altro  arguire  che  la  esistenza  di  esso  dati  dalla  metà  del  sec.  xii, 
essendovi  una  carta  di  donazione  di  alcuni  pezzi  di  terra  fatta  in  «  manibus 
Bartolomei  Sacerdotis  »  nel  1 150,  i  quali  terreni  facevano  parte  della  Grancia 
de  Guidi  che  appare  poi  essere  di  proprietà  di  quel  monastero.  Il  Bartolomeo 
Sacerdote  non  e  qualificato  né  come  monaco  né  come  priore.  Questo  atto 
di  donazione  si  trova  per  estenso  nel  Codice  seguente,  N.  1616.  Chartarium 
Ripaltae,  e  non  vi  è  fatta  menzione  del  Cenobio  di  Ripalta ,  e  perciò  par- 
rebbe che  ancora  non  esistesse.  In  quell'atto  vien  dichiarato  che  la  dona- 
zione sarà  irrevocabile,  se  si  edificherà  una  chiesa  in  quel  luogo  a  tenore 
,  della  volontà  espressane  dai  donatori.  Nel  documento  236,  fol.  47,  risulta 
'  che  vi  era  nel  óiugno  la  chiesa  e  vi  era  per  priore  un  Guidone  Sacerdote. 
In  altro  atto  vi  appare  come  priore  Ascherio,  poi  in  altro  nuovamente  Gui- 
done Sacerdote,  il  che  induce  a  credere  che  fossero  mandati  da  Lucedio, 
quando  occorreva.  Nel  1157  poi,  ai  9  d'Ottobre,  Dgc.  3°,  vien  nominato  col 
titolo  di  Abbate.  Come  la  massima  parte  dei  monasteri  divenuti  ricchi  Ri- 
palta colle  sue  pingui  rendite  venne  data  in  commenda  e  poi  scomparve 
nel  gran  naufragio  del  secolo  scorso,  rimanendo  la  magnifica  chiesa  e  parte 
del  monastero  ad  uso  parrocchiale. 

Chartarium  Monasterii  Ripaltae.  {Cod.  A7.  1616). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIV. 

Questo  Codice  contiene  in  estenso  gli  atti  d'acquisti  e  di  donazioni  fatte  a 
questo  Cenobio,  de*  quali  vi  sono  i  sommarii  nel  precedente  COD.  1615.  È  da 
osservarsi  però  che  esso  non  contiene  che  581  atti,  mentre  i  sommarii  dell'altro 
ascendono  a  728.  Vi  sono  in  questo  volume  alcuni  istromenti  de|  quali  non 
è  fatto  cenno  nel  Codice  1615,  e  viceversa  vi  sono  in  quello  dei  sommarii 
de'  quali  non  si  trovano  gli  atti  in  questo.  I  due  si  completano.  Al  prin- 
cipio del  volume  vi  sono  due  fol.  di  risguardo  non  numerati,  sul  primo  dei 
quali  si  trova  una  lista  di  spese  per  registri  e  legature  di  libri,  poi  un  atto 
notarile  del  1235.  Le  altre  tre  facciate  sono  bianche.  Seguono  10  fol.  di 
indice  che  termina  alla  prima  colonna  del  fol.  IO  v.,  essendovi  nella  seconda 
un  atto  del  1203.  Al  fol.  II  vi  è  la  seguente  intestazione  in  rosso:  •  Incipit 
«  liber  Chartularum  Monasterii  Ripaltae  de  vendicionibus  ».  Il  Codice  ori- 
ginale terminerebbe  al  fol.  1  or>  recto,  ed  infatti  Tatto  che  vi  è  scritto  è 


CHOZIS  (ÀMBBOSIUS  DE)  73 

l'ultimo  dell'indice.  Al  verso  di  Questo  fol.  e  sul  seguente  156  vi  sono  due 
atti  :  il  primo  del  1255,  l'altro  del  1235,  che  sono  di  altra  mano,  del  sec.  xv. 

CHIESA  Sebastiano.  —  Il  Capitolo  de  frati:  poema  in  8a  rima. 

(Cod.  N.  935). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  8°  picc. 

Il  Quadrio,  Tom.  VI,  pag.  723,  parla  di  questo  poema  che  era  inedito  e 
dell'altro  che  venne  scritto  in  risposta  col  titolo  di  Cortona  convertita.  Egli 
ignorava  il  nome  dell'autore  di  quest'ultimo,  che  è  un  P.  Francesco  Antonio 
Moneti  Cortonese ,  minor  conventuale.  In  questa  biblioteca  trovansi  due 
esemplari  di  questo  secondo  poema ,  che  il  Quadrio  accusa  di  essere  un 
libello  diffamatorio  anziché  un  poema  grazioso  e  faceto.  Al  principio  del 
volume,  dopo  un  Discorso  al  lettore,  trovasi  la  chiave  per  intendere  le  al- 
lusioni che  sonvi  in  ciascuno  de'  Canti  del  Capitolo  de1  frali. 

CHIESA  Sebastiano.  —  Capitolo  de  frati.  (Cod,  N.  1122). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol.  picc. 

Questo  Codice  è  più  antico  del  precedente  (COD.  935)  :  è  scritto  con 
miglior  calligrafìa,  ma  è  meno  corretto  dell'altro  ed  ha  anche  delle  lacune. 
Al  Canto  XI  fu  premessa  l'argomento  del  XII  sopprimendo  il  suo,  per  cui 
il  poema  riuscì  ai  soli  14  Canti,  grazie  alle  variazioni  che  seguono.  Il  testo 
incomincia  colle  stanze  del  Canto  XI ,  ma  dopo  le  prime  19  mancano  le 
seguenti  48,  per  cui  la  stanza  20  di  questo  Codice  corrisponde  invece  alla 
67,  cui  seguono  le  altre  sino  alla  fine  del  Canto,  che  si  trova  cosi  essere 
la  28a.  La  stanza  29  è  quella  con  cui  nell'altro  Codice  incomincia  il  Canto 
XII.  Noto  però  che  la  strofa  36  di  questo  Codice  non  trovasi  nell'altro.  Nel 
Canto  XII,  che  sarebbe  il  XIII,  mancano  molti  fogli,  per  cui  dalla  5»  stanza 
si  salta  alla  57a.  Nell'ultimo  Canto,  dopo  la  97"  strofa  ne  mancano  9  e  così 
pure  mancano .  le  (ultime  cinque.  Malgrado  queste  imperfezioni  il  Codice 
non  è  da  disprezzarsi  perchè  coevo  dell'autore  e  forse  copiato  sulla  prima 
trascrizione  fattane.  È  noto  che  l'autore  lesse  questa  sua  produzione  ad 
alcuni  amici,  dichiarando  che  non  intendeva  di  pubblicarla.  Uno  di  essi, 
desideroso  di  possederla,  la  chiese  all'autore  per  una  sola  notte,  promettendo 
di  rendere  il  Ms.  alla  mattina  susseguente  :  così  fu  fatto ,  ma  egli  aveva 
diviso  il  poema  in  tanti  brani  e  datili  a  diversi  amici ,  ciascuno  dei  quali 
potè  nella  notte  fare  la  copia  della  parte  avuta.  E  così  venuto  il  mattino 
il  poema  era  tutto  copiato: 

Chiromantia.  (Cod.  N.  244). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  4°. 

Il  Codice  incomincia  con  un  trattato  di  astrologia.  Manca  il  nome  del- 
l'autore. 

CHOZIS  (Ambrosius  de)  filiùs  q.dam  Petri  de  Chozis  nel^  borgo  degli 
Ortolani  in  Porta  Chumana  Mediolani,  Memorie  per  Fan  che  fu  la 
morìa  in  Milan  1576.  (Cod.  iV.  1374). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol.  autografo. 

Sono  riferite  alcune  vicende  di  quei  giorni  nefasti  in  modo  grossolano. 
Alla  fine  racconta  di  quelli  della  sua  famiglia  che  morirono  di  peste,  poi 

Calai.  TrivuUiana  (Stampato  iM6  giugno  1883)  *0 


74  CHRONICA  PHILIPPI  DE  CASTRO  SEPRIO 


del  suo  matrimonio.  L'ultima  nota  è  del  1578,  in  cui  descrive  la  processione 
fatta  in  rendimento  di  grazie  per  essere  cessata  la  pestilenza.  Queste  me* 
morie  vennero  pubblicate  dal  Marchese  Carlo  Visconti  nell' Archivio  storico 
Lombardo. 

Ohronicae  de  mirabilibus  Roraae,  et  indulgentiae  ecclesiarura  patriar- 
chalium  et  aliarum  ecclesiarum  minorum  quae  extractae  fuerunt  a 
Chronicis  beati  Petri  Apostoli  urbis  Romae.  —  II.  Vitae  Patrum. 

{Cod.  N.  369). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  4°  di  12  fol.  mutilo  alla  fine. 

Il  testo  di  questo  opuscolo  sulle  meraviglie  di  Roma  non  è  quello  che 
fu  ripetutamente  stampato  in  Roma  nel  sec.  xv  dal  Planch. 

Le  •  Chronicae  »  finiscono  al  fol.  6,  dove  incominciano  le  Vitae  patrum; 
De  ilio  qui  nvmquam  ridebat.  Questi  favolosi  racconti  non  sono  quelli  si 
trovano  nelle  Vite  de'  Santi  Padri. 

Ohronica  Philipp!  de  Castro  Seprio:  de  dictis  et  factis  civitatis  Me- 
diolani.  {Cod.  iV.  1218). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  4°  di  fol.  43. 

In  fine  vi  è  la  nota  seguente^  Extractum  ab  exemplari  non  autentico 

«  scripto  de  anno  a  nativitate  dni  1557  sub  die  octavo  maij  ad  literam 
«  prout  supra  ». 

Incomincia  questa  Cronaca  dalla  fondazione  di  Milano ,  e  contiene  un 
racconto  favoloso  e  talvolta  ridicolo  di  quei  primi  tempi,  il  quale  è  seguito 
da  un  epitome  della  Storia  Romana,  specialmente  dell  epoca  imperiale  con 
insertavi  la  serie  dei  Vescovi  di  Milano.  Meno  conciso  quando  narra  gli 
avvenimenti  più  vicini  al  suo  tempo,  dà  i  nomi  di  molti  Consoli  e  Podestà 
della  Repubblica  Milanese,  e  termina  coiranno  1271.  Inutile  il  dire  che 
quanto  risguarda  l'epoche  antiche  è  ripieno  de*  più  grossolani  errori  di 
cronologia  di  nomi  e  di  fatti  sì  che  non  ha  alcun  valore;  ma  preziosa  essa 
diventa  quando  arriva  al  sec.  xn  ed  al  xm ,  epoche  non  lontane  e  coeve 
dello  scrittore.  Il  Conte  Giulini  nelle  sue  storie  cita  più  volte  questa  Cronaca 
e  si  duole  quando  cessa  di  essergli  scorta.  Nel  Codice  Trivufziano  dopo  la 
Cronaca  di  Filippo  da  Castel  Seprio  vi  è  una  continuazione  che  arriva  sino 
al  1389.  In  seguito  vi  è  un'altra  Cronichetta  col  titolo  di  Edificationes  ec- 
clesiarum Meaiolanì,  nella  quale  sono  notate  le  epoche  della  fondazione  di 
molte  chiese  dal  750  al  1476.  Questo  Codice  credo  sia  il  medesimo  di  cui 
si  è  servito  il  Giulini  e  che  fu  descritto  dall'  Argelati  nella  Bib.  Scrip.  Mediol., 
e  che  esisteva  nella  libreria  del  monastero  di  S.  Ambrogio.  La  descrizione 
fattane  dall' Argelati  corrisponde  perfettamente  al  Codice  Trivulziano.  La 
segnatura  Cod.  39  colla  quale  era  segnato  ai  tempi  del  Giulini  come  egli 
dice  a  pag.  211  del  tomo  I  f  si  trova  nel  primo  fol.  bianco  dell'esemplare 
Trivulzio.  Quindi  parmi  possa  ritenersi  con  certezza  che  è  il  medesimo.  Si 
potrebbe  obiettare  che  l' Argelati  dice  che  porta  la  segnatura  N.  86,  ma 
potrebbe  darsi  benissimo  che  la  segnatura  fosse  stata  cambiata  dopo  che 
fu  descritta  dall'Argenti.  Forse  vi  era  una  segnatura,  86,  su  cartellino 
esterno  ora  perduto.  Certo  è  che  il  N.  36  citato  dal  Giulini  vi  si  trova.  Ciò 
stante  questo  Codice  sarebbe  assai  prezioso  perchè  unico  che  si  conosca  di 

Suesta  Cronaca.  Vero  è  che  l' Argelati  nella  sovracitata  opera  in  una  nota 
ice  che  il  Ch.mo  Beretta  nelle  sue  schede  asserisce  di  averne  veduto  un 
altro  esemplare  a  Lodi,  ma  di  questo  non  si  ha  più  alcuna  notizia  ed  io 
ne  feci  inutilmente  ricerca  in  quella  città,  dove  persona  che  conosce  quanto 
vi  esiste,  mi  disse  che  lo  credeva  perduto  assieme  ad  altri  Codici  che  erano 


CHRONIQUES  DE  SÀVOYE  75 


nell'Archivio  dell'Ospedale..  Credo  quindi  probabile  che  questo  esemplare 
sia  unico,  salvo  che  ne  fu  fatta  pochi  anni  sono  una  copia  che  ora  si  trova 
all'Ambrosiana.  Per  disgrazia  l'amanuense  doveva  essere  persona  poco  dotta, 
perchè  in  molti  luoghi  interpretò  malamente  le  abbreviature  che  di  certo 
vi  erano  nel  Codice  da  lui  trascritto,  ommise  anche  delle  parole  e  storpiò 
molti  nomi.  —  È  pure  da  notarsi  che  l'Argelati  scrisse  che  questa  Cronaca 
finisce  col  1265,  mentre  io  e  così  pure  il  Giulini,  abbiamo  asserito  che  ter- 
mina col  1971.  Nel  Codice  Trivulziano  vi  è' una  nota  marginale  di  mano 
diversa,  ma-antica,  del  tenore  seguente:  «  Hic  explicit  Chronica  Philippi 
«  de  Castro  seprio  quae  sequuntur  fuerunt  ab  alio  incerto  addita  » .  Questa 
nota  incomincia  di  fronte  alla  terza  linea  della  pag.  82.  Se  questo  è  il 
Codice  che  fa  già  dei  monaci  di  S.  Ambrogio,  come  lo  credo,  bisogna  dire 
che  sia  sfuggita  all'Argelati  una  linea  che  fu  tirata  dopo  quanto  è  riferito 
sotto  l'anno  1 271 ,  e  siccome  questa  data  colla  quale  incomincia  la  pag.  82 
non  ha  che  due  linee  può  darsi  che  TArgelati  non  v'abbia  posto  mente  ed 
abbia  ritenuto  che  la  Cronaca  di  Filippo  da  Castel  Seprio  terminasse  al 
1265,  data  dell'ultimo  avvejiimento  con  cui  finisce  la  pagina  precedente. 
Nessuna  notizia  abbiamo  intorno  alla  vita  dell'autore.  L'Argelati  confessa 
di  esserne  affatto  ignaro.  Il  Piccinelli  si  riferisce  semplicemente  al  Moriggia, 
il  quale  non  dice  che  queste  parole:  Filippo  di  Castel  Seprio  scrisse  anch'esso 
una  Historia  tenuta  in  gran  stima.  Essi  diedero  a  questa  Cronaca  il  titolo 
di  Storia  dei  primi  re  di  Milano.  L'autore  in  tutto  il  libro  parla  mai  di  sé, 
né  dice  parola  che  possa  dar  indizio  dell'esser  suo.  Io  non  fui  più  fortunato 
degli  altri  nelle  mie  ricerche,  che  furon  brevi,  mancando  le  fonti  cui  attinger 
notizie-  Solo  crederei  permesso  il  congetturare  che  fosse  monaco.  La  cono- 
scenza ch'ei  mostra  dei  sacri  Canoni  e  delle  Decretali  dei  Papi,  specialmente 
di  quelle  che  vertono  sul  celibato  dei  preti,  lo  zelo  col  quale  condanna  quei 
sacerdoti  che  ancor  credevano  loro  permesso  l'ammogliarsi,  mi  inducono  ad 
avere  tale  opinione;  perchè  sarebbe  troppo  straordinario  il  trovare  in  quel 
tempo  un  secolare  tanto  versato  nello  studio  del  Jus  Canonico. 

Chronioon  Creqponae  ab  anno  1167  ad  1268.  {Cod.  N.  1339). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  4°  con  unitavi  una  copia  moderna. 

L'Argelati  trovò  questo  Codice  nella  Biblioteca  dei  Marchesi  Visconti 
(dalla  quale  passò  nella  Bib.  Belgiojoso  e  quindi  nella  Trivulziana),  e  si 
contento  di  ripetere  il  titolo  che  si  trova  sul  cartone  (vedi  Bib.  Scrip.  Med. 
T.  I,  P.  II,  col.  50,  anonimo  V).  Questa  cronaca  invece  appartiene  a  Cremona 
e  fu  pubblicata  dal  Muratori  nel  Voi.  VII,  pag.  629  degli  S.  R.  I.  col  titolo  di 
«  Anonymi  Chronicon  breve  Cremonense  ab  anno  mxcvi  usque  ad  annum 
«  mggxxxiii  ».  L'equivoco  sta  in  questo  che  il  presente  Codice  è  mancante 
del  principio  e  quindi  la  cronaca  non  incomincia  che  coiranno  1167.  Il  Cod. 
invece  di  cui  si  servì  il  Muratori  mancava  di  parecchi  fogli  alla  fine,  per 
cui  la  credette  terminata  coi  1233,  mentre  in  questo  si  prolunga  sino  al 
1269.  Il  Ch.mo  D.  Robolotti  la  pubblicò  per  intero  nell'Archivio  Storico  del 
Vieusseux. 

Chroniques  de  Savoye.  {Cod.  N.  1437). 

Cod.  cart.  del  principio  del  Sec.  XV  in  fol. 

I  fol.  di  questo  Ms.  sono  numerizzati ,  ma  il  1°  è  segnato  31,  è  quindi 
chiaro  che  vi  doveva  essere  un  opuscolo  precedente:  mi  attengo  ai  numeri 
vecchi  della  paginazione. 

Fol.  31  leggesi.  «  Cy  commence  la  table  des  intitulations  etchappitres 
«  de  ce  livre  ». 

Questo  indice  va  sino  al  verso  del  fol.  50  ed  è  seguito  da  uno  bianco. 


76  CICEEEJUS  FRANCISCUS 


Fol.  52.  «  En  ce  livre  estrai t  de  maintes  et  notables  excriptures  et  anciennes 
«  est  contenue  la  genealogie  des  illustres  seigneurs  et  contes  de  Savoye 
«  jadis  escripts  leurs  grans  faits  et  oeuvres  vertueuses  tant  en  arme  comme 
«  aultrement.  Aussi  leurs  prosperites  accroisseraents  dhonneurs  et  aultres 
«  et  de  biens,  et  aassi  de  leurs  adversites.  La  quelle  genealogie  commence 
«  premierement  es  ancestres  de  Berolx  filz  de  Hugues  filx  du  due  de 
«  Sacxonie  jadis  du  quel  sont  descendus  les  dit  seigneurs  contes  de  Savoye 
«  comme  sensuyt  ». 

Finita  la  Chronique  de  Amé  VII,  al  verso  del  fol.  283,  ve  ne  sono  altre 
due  di  scrittura  italiana  più  recente  coi  «  Noms  des  contes  de  Maurienne 
«  et  Savoye  yssus  de  lancyenne  race  des  Saxoniens  commencent  a  Berol 
o  de  Saxe  ». 

La  scrittura  di  questo  Codice  è  accurata,  piuttosto  grande  e  della  forma 
dei  Codici  francesi  antichi.  Le  intestazioni  dei  capitoli  sono  in  rosso.  Benché 
queste  Cronache  siano  state  pubblicate  i  Codici  che  le  contengono  sono 
tenuti  in  gran  conto  perchè  rari,  e  questo  è  certo  uno  dei  più  pregievoli. 

CICEREJUS  Franciscus.  —  Monumenta  antiqua  Mediolani. 

(Cod.  N.  811). 

|Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol.  di  carte  MG. 

Francesco  Ciceri  uomo  assai  erudito,  come  dice  r  Argelati  (Bib.  Scr.  Med. 
T.  I,  P.  II,  col.  459)  volle  completare  la  raccolta  delle  iscrizioni  romane 
fatta  dall' Alciato,  raccogliendo  quelle  che  erano  state  ommesse  da  quel- 
l'uomo insigne.  Questo  Codice,  che  nell'articolo  dell' Argelati  e  segnato  col 
n.  X  è  il  zibaldone  in  cui  il  Ciceri  le  copiava.  È  libro  prezioso  ed  unico 
tanto  più  importante  per  l'epigrafia  romana  del  Milanese  e  del  Comasco, 
che  molte  delle  iscrizioni  qui  trascritte  più  non  esistono  o  sono  perdute, 
essendo  stati  quei  marmi  adoperati  come  materiale  di  fabbrica.  Oltre  alle 
iscrizioni  vi  .sono  disegnati  molti  monumenti. 

CICEREJUS  Franciscus.  —  Epistolae  latinae  et  italicae  conscriptae  ab 
anno  1546  ad  1594.  (Cod.  N.  655). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  4°. 

Questo  è  il  Codice  citato  dall' Argelati  (col.  450,  n.  XI)  come  autografo 
Queste  lettere  non  sono  fra  quelle  pubblicate  nel  1782  da  Pompeo  Casati. 
Sono  inedite  e  vertono  sopra  soggetti  letterari  e  di  erudizione. 

CICEREJUS  Franciscus.  —  Salyrae  in  quibus  «le  Horatii  de  Lncillii  ver- 
sibus  judicium  iacit  Explanatio  ad  ornatissinrium  virum  Julianun: 
Gosellinum  Hispaniarum  regis  a  secretis.  (Cod.  N.  755). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  4°.   Autografo. 

È  il  Codice  di  cui  parla  l' Argelati.  T.  I,  P.  II,  col.  431,  XII. 
CICEREJUS  Franciscus.  —  Opera  varia.  {Cod.  N.  756). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  8°. 

I.  Narrationes  variae.  —  Contiene  molti  aneddoti  avvenuti  a*  suoi  giorni. 

II.  Adnotationes  in  nonnulla  diplomata  existentes  in  Archi vo  Mon.  b.  Am- 
brosii  Mediolani. 


CICEBONIS  M.  TULLII  77 


III.  Epitaphia  quaedam. 

IV.  Angeli  Decembris  commentarius  de  supplicationibus  Maiis  ac  vete- 
rani religionibus  ad  insignem  virura  Johannem  Thuscanellam. 

V.  Quinque  opuscula  graeca  ex  libro  quem  Vafterius  Corbeta  a  Demetrio 
Calcondylae  filio  olim  habuit. 

VI.  Lazari  Bonamici  Bassanensis  in  librum  I  ad  Herennium  annota- 
tiones. 

VII.  I  modi  più  comuni  con  che  ha  scritto  le  sue  epistole  Cicerone  se- 
condo li  generi  di  quelle. 

VIII.  De  narrationibus. 

IX.  Proverbia  italice  et  latine. 

X.  Alexandri  Bernanii  Piacentini  in  Valerli  exemplum  de  C.  Licinio 
quod  L.  Nono  e  duodecimo  habetur  explicatio. 

XI.  Petri  Molini  de  dictione  liber. 

Tutti  questi  opuscoli  sono  di  mano  del  Ciceri.  Questo  Codice  rimase 
sconosciuto  all'Argelati. 

CICERONIS  M.  Tullii.  —  Opera.  {Coti  N.  693). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV  di  fol.  105. 

I.  Fol.  1.  Marci  Tullii  Ciceronis  prò  Marco  Marcello  Senatu  et  Cesare 
Oratio  incipit. 

Questa  intestazione ,  come  pure  tutte  le  altre  che  seguono  sono  in  ca- 
rattere corsivo  ed  in  inchiostro  azzurro.  La  pagina  ha  da  tre  lati  un  fregio 
miniato,  come  lo  è  la  prima  lettera.  Nella  parte  inferiore  si  vede  lo  stemma 
dei  tre  gigli  d'oro  (che  rassomigliano  molto  a  tre  ferri  di  lancia)  in  campo 
rosso 

Fol.  9.  •  Marci  Tullii  Ciceronis  super  libro  suo  qui  Major  Cato  appel- 
li latur  de  Senectute  ad  Aticum  amicum  suum  Prologus  incipit  feliciter». 

Sotto  questo  titolo  vi  ò  una  bellissima  pittura  che  occupa  metà  della 
pagina  rappresentante  un  monaco  con  calotta  nera  in  testa  seduto  in  cat- 
tedra, che  consegna  un  volume  ad  un  giovane  monaco,  che  sta  genuflesso 
davanti  a  lui.  Lo  stesso  monaco  è  nuovamente  rappresentato  genuflesso 
davanti  ad  altro  personaggio  che  sta  in  piedi  dal  lato  opposto,  e  che  riceve 
il  volume ,  che  dal  color  rosso ,  dalla  forma  e  dai  fermagli  sembra  essere 
il  medésimo.  Questo  personaggio,  a  differenza  del  primo,  ha  la  testa  sco- 
perta e  porta  una  folta  barba;  il  di  lui  abito  è  anche  più  corto  e  senza 
strascico.  Questa  pagina  ha  un  fregio  miniato  che  ne  copre  tre  lati. 

Fol.  10  a  mezza  pag.  «  Et  hic  incipit  tractatus  preambule  disputationis.  ». 
Qui  pure  l'iniziale  ed  i  tre  lati  della  pag.  sono  miniati. 

Fol.  13  pagina  ed  iniziale  miniate.  Vi  si  legge  la  seguente  intestazione 
che  non  trovasi  nelle  edizioni  stampate  di  questo  trattato,  nei  quali  corre 
il  testo  senza  interruzione  e  senza  quelle  divisioni,  che  qui  si  riscontrano. 
«  Enumeracio  causarum  cur  senectus  apud  Scipionem  et  Lelium  misera 
«  videatur,  et  hic  est  tocius  libelli  periodus  secunda  refetens  primam  vitu- 
«  peracionem  » . 

Fol.  16  v.  Ornato  come  nei  precedenti,  vi  si  legge  la  «eguente  intesta- 
zione. •  Finitur  secunda  periodus.  Et  incipit  tercia  ejusdem  libelli  in  qua 
«  refellitur  vituperaci  secunda  obiecta  senectuti  ». 

Fol.  20.  Ornato  come  nei  precedenti.  «  Finita  periodo  tercia.  Incipit  quarta 
«  in  qua  refellitur  vituperacio  tercia  obiecta  senectuti  ». 

III.  Fol.  33.  Un  bel  dipinto  rappresenta  un  monaco  che  piegando  il  gi- 
nocchio presenta  un  volume  legato  in  rosso  al  Duca  di  Borbone ,  il  quale 
stende  la  mano  per  riceverlo,  y  Duca  ha  la  testa  coperta  da  un  alto  ber- 
retto, porta  una  lunga  veste  con  strascico,  ed  una  collana  d'oro,  dietro  a 
lui  stanno  due  cortigiani.  La  pa£\  ha  da  tre  lati  un  fregio  miniato  collo 
stemma  dei  gigli  nella  parte  inferiore,  l'inizialo  miniata  a  colori  ed  oro 


i*' 


78  CICERONIS  M.  TULLIL 


sotto  al  dipinto  si  legge.  «<  A  tres  excellant  glorieux  et  noble  princei  Loys 
«  onde  de  roy  de  france  due  de  bourbon  conte  de  clermont  et  de  foreste 
«  seigneur  de  beaujeu  grant  chamberier  et  per  de  france  ». 

Fol.  35  v.  a  Cy  ine  le  prologue  du  translateur  ». 

Fol.  36  La  pag.  è  ornata  come  le  precedenti.  La  miniatura  rappresenta 
un  monaco  in  cattedra  che  spiega  a  due  giovani  monaci  un  libro  posto 
sopra  un  leggio  davanti  a  lui.  In  alto  della  pagina  vi  è  la  seguente  inte- 
stazione. «  Et  commence  le  preambule  de  la  disputaciou  de  Tulle  corn- 
ei mencent  en  latin  Sepe  numero.  Et  premierement  Scipion  avec  Lelius  se 
«  emerveille  et  demande  a  Caton  ». 

Fol.  44  v.  Coi  soliti  fregi,  la  pittura  rappresenta  due  personaggi  in  abito 
lijngo,  uno  dei  quali  ha  un  alto  berretto  sul  capo  seduti  in  cattedra,  mentre 
un  altro  sta  loro  dinanzi  e  gesticola  parlando.  I  tre  personaggi  sono  Sci- 
pione, Lelio  e  Catone. 

Fol.  53.  «  Cy  fine  la  seconde  distinction  du  livre  de  vieillesse.  Et  apres 
n  commence  la  tierce  en  laauelle  Tulle  reprend  et  confnte  la  seconde  vi- 
ci tuperation  opposee  a  vieillesse  ». 

Al  verso  dello  stesso  fol.,  che  è  ornato  come  quelli  già  descritti,  la  pit- 
tura rappresenta  due  villani  in  abito  succinto  che  lottano  entro  uno  steccato, 
fuori  del  quale  un  soldato  coperto  da  armatura  con  sovrapposta  una  giornea 
e  che  porta  un  vitello  sulle  spalle  sembra  eccitarli. 

Fol.  6't.  La  miniatura  accompagnata  dai  soliti  ornati  rappresenta  un 
personaggio  con  folta  barba  con  alto  berretto  in  capo  seduto  a  mensa  con 
una  giovane,  la.  quale  sembra  parlargli ,  mentre  sul  davanti  un  carnefice 
colla  scure  levata  sta  per  decapitare  un  villano  in  camicia  che  inginocchiato 
appoggia  la  testa  al  ceppo. 

Fol.  105.  «  Cy  fine  le  livre  de  Tulle  de  vieillesse  translate  de  latin  en 
«  frangois  du  commandement  de  tres  excellend  glorieux  et  noble  prince 
«  loys  due  de  Bourbon  par  moi  Laurend  de  premierfait  cinquiesme  jour 
«  de  Novembre  mil  ecce  et  cinq  », 

Questo  bellissimo  Codice  è  l'originale  presentato  a  Luigi  II  duca  di  Bor- 
bone conte  di  Clermont  et  Foretz.  figlio  di  Pietro  I  duca  di  Borbone.  Esso 
era  fratello  di  Giovanna  moglie  di  Carlo  V  detto  il  Savio  re  di  Francia  , 
che  soleva  chiamarla  il  Sole  del  suo  reame  tanto  erano  splendide  le  qualità 
di  cuore  e  di  spirito  di  cui  era  dotata ,  tanta  era  la  sua  bellezza.  Lorenzo 
di  Premierfait  oratore  e  poeta  celebre  a*  suoi  tempi  morì  nel  1418.  Egli 
fece  altre  traduzioni  fra  cui  quella  del  Decamerone ,  del  Boccaccio ,  di  cui 
si  servì  il  Caxton  per  fare  la  sua  in  Inglese ,  che  stampò  a  Londra  nel 
1481.  Le  miniature  sono  bellissime  condotte  da  un  artista  di  primo  ordine. 
II  Codice  è  perfettamente  conservato  :  il  carattere  è  corsivo ,  ina  chiaro  ed 
accurato. 

CICERONIS  M.  Tullii.  —  De  Oratore.  (Cod.  N.  723). 

Cod.  memb.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV. 

Sulla  prima  pagina  vi  sono  arabeschi  a  colori  ed  oro  con  uno  scudo  a 
pie  di  pagita,  che  fu  cancellato  in  modo  da  rendere  impossibile  di  scoprire 
quale  stemma  contenesse.  Nella  lettera  iniziale  C  vi  è  miniata  vagamente 
una  mezza  figura  che  gesticola  in  atto  di  parlare.  Il  carattere  è  bello  e 
molto  accurato,  il  testo  è  corretto. 

CICERONIS  M.  Tullii.  —  De  Officiis.  (Cod.  N.  661). 

Cod.  memb.  in  8°  picc.  del  Sec.  XV. 

In  fine  del  trattato  leggesi.  «  M.  T.  Ciceronis  Officiorum  liber  terciua 


#i 


CICERONIS  M.  TULLII  79 


«  finii  Compievi  anno  in  Pontificatus  Johann is  pp.  XXIII  xmi  Eal.  Ali- 
ci gustas.  Hieronymus  donatus  patricius.  Rivoalto  ». 

Sulla  prima  pagina  di  riguardo  leggonsi  alcune  sentenze  di  Platone  e 
di  Cicerone,  scritte  dalla  stessa  mano  del  Codice.  Sul  recto  dell'ultima  pag. 
che  rimaneva  vuota  è  scritta  la  lettera  di  Cicerone  a  Decio  Bruto.  «  Lemia 
a  uno  omnium  familiarissimo  etc  ».  Sul  verso  leggonsi  ripetuti  due  volte 
i  versi  di  Silio  Italico,  detto  qui  Silvius  Italus,  in  lode  di  Cicerone,  poi  altre 
sentenze.  • 

CICERONIS  M.  Tullii.  —  De  officiis  libri  tres  et   Rethoricorum  ad 
Herennium  liber  quartus  ab  initio  usque  ad  C.  XII.     (Cod.  N.  769). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XI. 

Sui  fol.  di  risguardo  vi  sono  scritti  dei  versi  di  carattere  del  Sec.  xv. 
Le  lettere  capitali  sono  miniate. 

CICERONIS*  M.  Tullii.  —  De  officiis.  (Cod.  N.  770). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

In  fine  si  legge.  «  Marci  Tullii  Ciceronis  de  officiis  liber  explicit  1432 
«  die  xxvin  Julia  in  palatio  Laudeus;  finitus  est  iste  liber  per  Ant.D  de 
Buseto. 

« 

CICERONIS  M.  Tm.ui.  —  Epistolae  familiares.  (Cod.  N.  808). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Le  iniziali  al  principio  di  ciascun  libro  sono  miniate.  Sul  primo  fol.  vi 
è  pure  un  ornato  con  uno  stemma  che  è  affatto  scomparso. 

Termina  colla  'seguente  sottoscrizione.  «  M.  Tullii  Ciceronis  Arpinatis 
«  epistolarum  familiarium  ad  Q.  Tironem  liber.  ultimus  foelicissime  consu- 

«  matus.  Anno  dni  hccccl.  Et  de  mense  Frebuarii  xiij.  Christo  deo  qui  sit 
*  benedictus  ». 

Bel  Codice  ben  conservato  e  ben  scritto.  Alla  fine  sopra  un  fol.  di  ri- 
sguardo  vi  è  un  frammento  di  Aulo  Gellio. 

CICERONIS  M.  Tullii.  —  Rethoricorum  novorum  liber  "ad  Herennium. 

(Cod.  N.  772). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Questo  bel  Codice  ben  scritto  e  che  conserva  ancora  la  sua  legatura 
originale  in  velluto  rosso  appartenne  al  Card.  Ascanio  Sforza,  di  cui  si  ve- 
dono le  iniziali,  lo  stemma,  e  le  imprese  sul  primo  fol.  Vi  sono  altre  ini- 
ziali miniate. 

CICERONIS  M.  Tullii.  —  Opuscula.  (Cod.  N.  771). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°. 

I.  Ciceronis  si  non  ima.  In  fine  leggesi.  «  Finis  sinonimorum  ex  Cicerone  » . 
La  liste  di  questi  sinonimi  è  preceduta  da  una  breve  lettera  apocrifa: 
Cicero  Lutio  Veturio  suo  salutem. 

II.  Opuscolo  grammaticale,  anonimo,  sulle  differenze  delle  parole.  Inco- 


80  CLEMENT1S  XI 


mincia  ».  Inter  polliceri  et  promittere  hoc  interest  ».  Termina  «  Atramen- 
tarius  homo  qui  vendit  •  . 

Ili  L'Orazione  prò  M.  Marcello  attribuita  a  Cicerone. 

IV.  L'Orazione  di  Cicerone  prò  Q.  Ligorio. 

V.  Le  tre  Orazioni  di  Cicerone.  In  L.  Catilinam.  In  fine  della  terza  leg- 
gesi  «  Scripsit  Lutius  Basilee  sibi  et  concordissimo  fratri  suo  Melchiori 
mccccxxxii  ». 

IV.  L'Orazione  di  Cicerone  ^Pro  A.  Licinio  Archia  poeta.  E  scritta  dalla 
stessa  mano,  ma  con  inchiostro  diverso. 

Vi  sono  le  iniziali  miniate  e  così  pure  la  prima  pagina  ove  eravi  uno 
stemma,  ora  cancellato.  È  unita  al  volume  una  illustrazione  di  questo  Co- 
dice fatta  dall' Ab.  Mazzuchelli. 

CIGERONIS  M.  Tullii.  —  Dialogo  nomalo  Lelio  o  voglia  dire  di  Ami- 
cizia. (Cod.  N.  704). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XVI  in  fol. 

Incomincia  colla  seguente  intestazione  in  lettere  capitali  disse.  «  Marco 
«  Tullio  Cicerone  a  Pomponio  Attico  ».  Alla  fine  vi  è  una  nota  di  D.  Carlo 
Trivulzio  dalla  quale  appare  che  «  questa  traduzione  non  è  fra  quelle  co- 
cc  nosciute  e  stampate  e  che  si  scosta  in  alcuni  luoghi  dal  testo  Ciceroniano 
«  per  dar  più  risalto  d'erudizione  e  per  ben  intenaere  maggiormente  l'au- 
«  tore  » .  Il  Codice  è  ben  conservato  ed  ha  la  sua  legatura  originale  veneta 
di  marocchino  rosso  con  ornati  in  oro. 

Cifre  per  lettere  diplomatiche.  (Cod.  N.  1766). 

Sono  quindici  fogli  :  ve  ne  ha  di  Italiane,  Spagnuole  e  Tedesche.  Appar- 
tengono al  Sec.  xvii. 

C1MILOCII  Herculis.  —  Carmina.  (Cod.  N.  1108). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  4°. 

Sono  quattro  libri  di  poesie  latine  sopra  vari  argomenti.  Ve  ne  sono 
pure  di  Italiane.  Alcune  di  queste  poesie  furono  stampate  in  una  Raccolta 
pubblicata  in  Toscana  come  vedesi  da  una  lettera  che  trovasi  presso  la  fine 
del  volume  diretta  dallo  stampatore  al  lettore. 

CLEMENS  PP.  Vili.  —  Copia  brevium  missorum  in  Germaniam  tem- 
pore legationis  Ep.  Cremonensis  (Cesaris  Speciani).      (Cod.  N.  1 1 35). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Al  principio  del  volume  vi  è  la  nota  dei  brevi. 

CLEMENTE  IX  Papa.  —  Drammi  —  11  palazzo  incantato  —  Le  armi 
e  gli  amori  —  La  comica  del  cielo  —  La  vita  humana  —  Dal 
male  il  bene  —  S.  Bonifacio  —  S.  Alessio.      (Cod.  N.  942  al  948). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVII  in  4°. 

CLEMENTIS  XI.  —  Homelia  habita  an  1708  et  Epistola  nuncupativa 
Antonii  Lecchi.  (Cod.  N.  716). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 


CLEBICUS  TJBEETINUS  CBESCENTINAS  81 

GLERICUS  Ubertinus  Crescentinas.  —  Gratulatorium  Carmen. 

(Cod.  N.  785). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

* 

Al  verso  del  1°  fol.  a  modo  d'iscrizione  in  lettere  maiuscole  con  linee 
alternate  azzurre  é  rosse  leggesi:  «  Ad  Illustrissimos  principes  et  magna- 
li nimos  dominos  Sphortiam  Mariam  Bari  ducem  et  Ludovicum  Sphortiam 
«  Mariam  Vicecomites  de  eorum  redditu  ex  Gallia  Hubertini  Clerici  Cre- 
«  scentinatis  gratulatorium  Carmen  ». 

Al  fol.  seguente  incomincia  il  testo  in  lettere  maiuscole  senz'altro  in- 
testazione. A  pie  di  questa  pagina  vi  è  lo  stemma  delle  onde  d'argento  in 
campo  azzurro,  inquartate  col  freno  d'oro  in  campo  rosso.  Il  Carme  termina 
al  fol.  8  colla  seguente  sottoscrizione  in  lettere  capitali.  «  Deo  maximo  et 
«  optimo  gratias  Amen.  Exscripsit  hoc  Carmen  Thomas  Curtius  presbiter  ». 

Nessuno  storico  o  cronista  contemporaneo  parla  della  dimora  in  Francia 
di  Sforza  Maria,  e  di  Lodovico  Maria,  detto  poi  il  Moro.  Soltanto  nel  Corio 
trovasi  notato  sotto  l'anno  1476  che  nella  vigilia  di  Natale  «  Galeazo 
«  Sforza  secondo  l'usanza  entro  il  castello  in  una  grande  sala  inferiore 
«  dieta  de  li  fazoli  a  sono  de  trombe  e  stupendissimo  apparato  ivi  venuto 
«  con  la  Bona  et  figliuoli  sui  su  lo  fuocho  fece  ponere  il  zoccho,  et  fu  por- 
«  tato  da  Philippo  et  Octaviano  suoi  fratelli.  Sforza  duca  di  Bari  et  Lodo- 
«  vico  già  da  alcuni  mesi   passati   gli   havea  relegati   in  Francia  ».  Indi 
seguitando  racconta  quanto  accadde  nel  Gennaio  seguente  e  dice:  «  Circha 
«  a  mezzo  mese  Sforza  e  Lodovico  di  Gallia  giunsero  a  Milano  »  e  narra 
come  cospirassero  contro  il  Governo  della  Duchessa  Bona  e  di  Cicco  Simo- 
netta, e  come  al  principio  di  Febbraio  giungesse  a  Milano  Lodovico  Gonzaga 
Marchese  di  Mantova  e  cercasse  di  comporre  le  discordie ,  e  come  poi  nel 
tnese  di  Giugno  Sforza  e  Lodovico  fossero  nuovamente  mandati  a  confine.  Da 
tutto  ciò  risulta  ad  evidenza  che  questo  Carme  fu  scritto  dopo  la  metà  del 
Gennaio  1477  quando  accorsero  a  Milano  dalla  Francia  i  due  fratelli  Sforza 
e  non  più  tardi  del  principio  di  Febbraio,  perchè  incominciarono  subito  le 
cospirazioni  ed  i  torbidi  eoe  il  Marchese  di  Mantova  cercò  invano  di  asso- 
pire. —  Scarse  sono  le  notizie  che  si  hanno  del  Clerici  autore  di  questo 
Carme.  Il  Fabrizio  nella  Bibliotheca  Med.  et  Inf.  Latinitatis  (T.  VI,  p.  283), 
scrive  «  Hubertinus  Clericus  Crescentinas  ex  oppido  Crescentio  ad  Durium 
«  agmen  in  Longobardia  transpadana  sub  potestate  Ducis  Sabaudiae  oriun- 
«  dus  vixit  post  medium  sec.  xv  Papiae  et  Mediolani  bonas  literas  docuit  ». 
In  seguito  a  queste  parole  egli  dà  la  nota  delle  sue  opere,  ma  di  questo 
Carme  non  parla.  L'Argelati  non  lo  notò  fra  gli  Scnptores  exteri ,  ma 
gli  consacra  un  articolo  nell'Hist.  Typographica  Litt.  Mediol.  (col.  cclxxiii 
e  seg.) ,  in  cui  parla  delle  opere  di  lui .  ma  non  fa  cenno  di  questa.  Più 
certe  notizie  di  lui  si  trovano  in  una  edizione  della  Ep.  Heroidum   di 
Ovidio  fatta  a  Milano  nel  1490,  la  quale  sfuggì  alle  ricerche  dei  bibliografi, 
se  ne  eccettui  il  Prop.  Amati  che  la  cita  a  pag.  336  del  voi.  V  delle  Ri- 
cercàe  Storieo-critiche-scienUfiche.  Questa  rarissima  edizione ,  che  trovasi 
nella  Trivulziana,  contiene  una  lettera  del  Clerici  diretta  a  Guido  di  San 
Giorgio  Conte  di  Biandrate,  nella  quale  spiega  come  dopo  l'uccisione  del 
Duca  Galeazzo  Maria  Sforza  e  dopo  aver  veduto  cacciati  in  esilio  Sforza, 
Duca  di  Bari,  Lodovico  Maria  ed  Ascanio,  non  che  il  Sanseverino ,  ricercò 
qual  altro  principe  protettore  delle  lettere  potesse  accoglierlo,  e  come  niuno 
ne  scoprisse  migliore  di  Guglielmo  di  Monferrato,  e  però  si  riducesse  dopo 
di  essere  stato  professore  a  Milano  ed  a  Pavia  a  diventarlo  a  Casale  di 
Monferrato.  Forse  alla  sua  risoluzione  di  lasciar  Milano  non  fu  estraneo 
questo  Carme  che  lo  avrà  messo  in  cattiva  vista  di  Cicco  Simonetta,  che 
avrà  veduto  in  Ubertino  un  caldo  partigiano,  e  forse  un  agente  attivo  dei 
fratelli  Sforza ,  che  volevano  impadronirsi  del  governo  ducale.  In  questa 
edizione  vi  è  pure  alla  fine  una  nota  ove  e  detto  ohe  Ubertino  per  cognome 
Clerici  Crescentinate  pubblico  professore  di  belle  lettere  in  Casale,  con  sti- 

Caial.  Trivulziana  (Stampato  il  16  giugno  1883)  41 


82  COLLALTO  (ANT.  BAMBALDO  CONTE  DI) 


pendio  della  città  e  del  Marchese  di  Monferrato,  facesse  stampare  a  Venezia 
quella  interpretazione  delle  Epistole  Heroidi  di  Ovidio  al  6.  (vili  Idus)  di 
Settembre  del  1481. 

Anche  di  questa  edizione  nessun  bibliografo  fa*  cenno  se  non  il  detto 
Preposto  Amati  nell'opera  e  voi.  sopracitato  a  pag.  588. 

CL1MAC0  (S.  Giovanni).  —  Opuscoli-  (Cod.  N.  20). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  4°  picc. 

I.  La  scala  dei  Paradiso. 

II.  La  exortatione  de  Sco  Johanne  e  lo  ascendimelo  di  questa  sancta 
scala. 

III.  La  vita  de  S.  Johanne  quale  scrisse  compendiosamente  frate  Daniele 
humele  monaco  del  monastero  de  Raytu. 

Il  testo  è  corretto  ed  offre  molte  e  belle  varianti. 

CLIMAGO  (S.  Giovanni).  —  Scala  del  Paradiso.  (Cod.  N.  21). 

Cod.  cart    in  4»  del  Sec.  XV  di  fol.  213. 

Mancano  due  fol.  del  sesterno  7°  ed  uno  dell' 8°.  In  fine  è  pure  mutilo, 
ma  di  pochi  fogli,  essendo  intero  il  trattato  della  Scala  del  Paradiso  e  solo 
mancando  poco  più  della  metà  del  Sermone  di  S.  Giovanni  al  pastore.  Il 
testo  di  questa  traduzione  italiana  del  libro  di  S.  Giov.  Climaco  ha  tali 
diversità  con  quello  dell'edizione  di  Venezia  del  1478  e  del  1491  da  farla 
apparire  opera  di  altro  autore,  se  non  che  il  fondo  s'appalesa  il  medesimo. 
È  da  osservarsi  alla  fine  un  fol.  di  riscontro  in  pergamena  ove  trovasi 
scritto  fra  i  testimoni  ad  un  istromento  cujusdam  pacis  (come  è  detto  in 
una  nota  a  tergo)  il  nome  di  Guido  dalle  Colonne  giudice,  da  Messina  , 
l'autore  della  favolosa  Historia  Troyana  tolta  da  Darete  Frigio. 

CLIMACO  (S.  Giovanni).  —  La  Scala  del  Paradiso.  (Cod.  N.  22). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Incomincia:  «  Questo  libro  compose  uno  delli  Santi  Padri  antichi  il  cui 
«  nome  fu  Giovanni  abate  del  monasterio  del  Monte  Sinaj  etc.  »  Seguita 
la  tavola  dei  gradi  di  questa  Scala  ossia  de1  capitoli  che  sono  trenta  e  quindi 
comincia  il  primo  grado.  «  De  la  fu§:a  del  mondo  et  renuntiatione  de  le 
«  cose  terrene  •.  Le  rubriche  de'  capitoli  sono  in  rosso.  In  fine  della  Scala 
havvi  in  rosso:  «  Questo  è  la  fine.de  lo  trigesimo  grado  de  la  celestial 

«  scala  de  Sco  Giohanne  Climaco  abate  del  monasterio  de  Monte  Sinaj. 
«  Deo  gratias  ».  Poi  «  Qui  comenza  il  sermone  de  Scto  Giohanni  al  pa- 
«  store.  In  questo  libro  materiale  etc.  ». 

Questo  Codice  fu  illustrato  dal  prof.  M.  Ant.  Parenti  in  una  lettera  da 
lui  diretta  al  sig.  Gaetano  Majocchi,  la  quale  trovasi  inserta  nel  voi.  XVI, 
pag.  131  delle  Memorie  di  religione  e  morale  e  di  letteratura  stampate  a 
Modena.  In  essa  il  dotto  Professore  dopo  aver  parlato  dell'autore  di  questo 
volgarizzamento,  e  del  testo  contenuto  in  questo  Codice  conchiude  col  dire 
ch'esso  è  molto  pregevole,  e  non  sarebbe  spesa  perduta  lo  spogliarlo  per 
il  Vocabolario  della  Crusca. 

COLLALTO  (Ant.  Rambaldo  Conte  di).  —  Rime.  Parte  I  e  IL 

(Cod.  iV.  960-961-962). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVIII. 

Va  unita  al  1°  voi.  una  nota  di  mano  del  Marchese  Ippolito  Pindemonte 


COLONNE  (GUIDO  GIUDICE  DELLE)  88 


relativa  al  Ms.  Seguita  a  questi  2  voi.  delle  rime  del  Collalto  un  terzo 
volume  della  stessa  forma  e  carattere ,  il  quale  contiene  diverse  lettere  a 
lui  scritte  da  Luisa  Bergalli.  Secondo  il  giudizio  del  Pindemonte  il  conte- 
nuto di  questi  volumi  è  inedito.  Ne  ch'io  mi  sappia  furono  pubblicati  da 
quel  tempo  in  poi.  —  Questi  tre  volumi  hanno  una  bella  legatura  in  pelle 
rossa  con  ornati  impressi  in  oro.  Provengono  dalla  famiglia  Dogale  Da 
Ponte  di  Venezia,  di  cui  vi  è  lo  stemma  al  principio  d'ogni  volume. 

Colleotanea  theologica.  (Co ci.  N.  52). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Fol.  1.  Incipiunt  auctoritates  diversorum  doctorum  in  ordine  alphabeti. 
A  pie  della  pag.  vi  è  uno  stemma  che  dovrebbe  essere  di  una  casata 
fiorentina  accostato  dalle  parole  «  florida  fiorenti  floreat  florentia  flore  ». 

i 

COLOMBO  Michele.  —  Tre  novelle  e  frammento  di  un  novelliere  antico. 

(Cod.  N.  66). 

Ood.  autografo  del  Sec.  XIX  in  8°  di  fol.  50. 

Tutte  queste  novelle  furono  poi  stampate:  ed  in  fronte  al  Ms.  trovasi 
una  nota  di  mano  del  Conte  Tomitano  relativa  alla  composizione  di  esse 
ed  alla  loro  origine. 

Novella  I.  Del  sig.  Gio.  Batt.  Amaltheo. 
»        II  e  III.  Di  Messer  Agnolo  Piccione. 

Colonioa.  —  Memorie  diverse.  (Cod.  N.  1736). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII I  in  fol.  contiene': 

I.  Scrittura  concernente  la  istruzione  da  darsi  perula  trattazione  del 
Concordato  colla  S.  Sede  1757. 

II.  Relazione  di  ciò  che  ha  pensato  la  Giunta  sopra  il  Censimento  dei 
•  coloni. 

III.  Progetto  di  concordato,  da  proporsi  per  lo  Stato  di  Milano  ad  imi- 
tazione di  quello  di  Napoli. 

IV.  Lettera  del  Cara.  Archinto  al  Card.  Pozzobonelli  del  18  Giugno 
1757.       % 

V.  Risposta  del  Card.  Pozzobonelli. 

VI.  Informazione  trasmessa  a  Roma  dal  Card.  Archinto. 

VII.  Altra  simile. 

VIII.  Concordato  colla  S.  Sede  intorno  alla  porzione  colonica  dei  beni 
antichi  ecclesiastici  dello  Stato  di  Milano  1759.  Stampato. 

COLONNE  (Guido  Giudice  delle).  —  Storia  Trojana.         (Cod.  N.  137). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIV  in  fol.  di  carte  100,  più  3  fol.  di  indice  in  principio. 

Fol.  1.  t  Qui  chomenza  la  instoria  Trojana  chompillada  da  diversi  libri 
t  d'autori  per  Misser  Guido  dalla  cholopna  della  città  di  Messina  amaistrado 
«  di  tutte  le  sciencie  ».  

Termina  «  Finito  libro  referamus  gratias  Xpo  Laus  tibi  sit  Xpe  dno. 
«  liber  explicit  iste  » . 

L'indice  ed  i  sommarii  sono  in  rosso.  Le  iniziali  di  varii  colori. 

La  prima  edizione  di  questa  istoria  favolosa  è  quella  di  Venezia  del 


64  COMMENDONE,  CAEDINALE 

■  n  '  '  '  "  "  "  '  '  ■  '  ^^^^^^ 

1481  che  è  rarissima.  In  seguito,  nel  sec.  xv,  De  furon  fatte  altre.  Vedi  per 
la  firma  autografa  di  questo  autore  il  Cod.  21  di  questa  Biblioteca.  Climaco 
Giovanni. 

COLORETTI  Agostino  da  Reggio.  —  Apologia  per  rill.mft  famiglia  Ben- 
zoni.  (Cod.  N.  1780). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII 1. 

COLUMELLA  L.  Junio  Moderato.  —  Della  cose  della  Villa,  lib.  II,  III, 
IV  e  V  ed  il  libro  degli  alberi  del  medesimo.  (Cod.  N.  76). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol.  picc.  di  carte  177  numerate. 

Incomincia  col  II  libro  così:  «  Tu  mi  domandi  o  Publio  Siivino,  quello 
«  che  senza  intermissione  di  tempo  io  non  ricuso  d'insegnarti,  perche  ca- 
«  gione  nel  primo  libro  io  contradicessi  all'opinione  quasi  di  tutti  gli  antichi 
«  ch'hanno  parlato  dell'agricoltura  ».  Vi  sono  alcune  postille  marginali  di 
mano  diversa  da  quella  del  Codice.  Appartenne  a  Domenico  Maria  Manni , 
che  vi  scrisse  il  suo  nome  sulla  prima  carta  aggiungendo  che  molto  lo 
apprezzava.  Sul  verso  della  medesima  carta  vi  e  una  nota  sul  probabile 
autore  di  questa  traduzione  che  pare  possa  essere  G.  B.  Tebaldi,  che  dice 
d'aver  trovato  il  regolo  degli  antichi  di  cui  hassi  in  questo  Codice  la  figura 
a  carta  103.  In  un  fol.,  al  principio,  vi  è  la  nota  delle  misure  romane  di 
cose  liquide.  Questa  traduzione  differisce  radicalmente  da  quella  che  ne  fece 
Pietro  Lauro  Modenese,  che  fu  stampata  per  la  prima  volta  a  Venezia  nel 
1554. 

Oomedia  (la  gran)  de  los  cabaileros  Templarios.  (Cod.  N.  991). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  (1630  in  8°. 

È  attribuita  a  Montalban. 
COMMENDONE,  Cardinale.  (Cod.  N.  1467). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI  di  fol.  67  scritti  ed  altri  bianchi. 

I.  Relazione  dell'isola  di  Malta  fatta  alla  Santità  di  nostro  Signore  Papa 
Gregorio  XIII  nell'anno  1582. 

fi.  Discorso  sopra  la  Corte  di  Roma  dell'  111.™0  Card.  Commendone  al 
signor  Gerolamo  savorgnano. 

Il  Card.  Commendone  al  dire  del  Tiraboschi  (T.  VII,  p.  349)  fu  uno  degli 
uomini  più  grandi  del  suo  secolo  •  di  cai  benché  non  abbiamo  opere  che 
«  ci  facciano  prova  de'  suoi  talenti  e  de'  suoi  progressi  nelle  lettere  e 
«  nelle  scienze,  sappiamo  però  che  furono  da  lui  coltivate  » .  In  seguito  ci 
dà  la  notizia  (pag.  352)  che  nella  libreria  di  S.  Salvatore  a  Bologna  eravi 
di  lui  Discorso  sopra  la  Corte  di  Roma.  Non  citando  l'eruditissimo  autore 
della  Storia  della  Letteratura  italiana  la  Relazione  delV  isola  di  Malta,  con- 
vien  credere  ch'egli  non  l'abbia  conosciuta.  Nessuna  di  queste  due  operette 
fu  stampata,  ch'io  mi  sappia,  e  ben  lo  meriterebbero  per  la  loro  importanza, 
specialmente  la  seconda. 

COMMENDONE,  Cardinale.  —  Discorso  sopra  la  Corte  di  Roma  al  si- 
gnor Gerolamo  Savorgnano.  (Cod.  N.  1470). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Dopo  il  Discorso  vi  è  una  e  Istruzione  data  da  un  ambasciatore  cattolico 
in  Roma  al  suo  successore. 


COMPENDIO  85 


Commentarla  decretalium  Bonrfacii  Vili.  (Cod.  N.  857). 

.Cod.  caii.  in  fol.  mas.  del  Sec.  XV  in  due  colonne. 

Ignoro  chi  sia  l'autore  di  questa  compilazione  essendo  rimasto  vuoto  lo 
spazio  in  cui  doveva  essere  scritto  il  titolo,  e  non  essendovi  nel  corpo  del 
Codice,  ne  alla  fine  di  esso  indizio  alcuno  del  suo  nome.  Nella  prefazione 
egli  dice  di  aver  riunito  quanto  dissero  sulle  decretali  i  Calciarmi,  Lapo  da 
Castello  ed  altri  autori,  che  nomina,  vi  dovevano  essere  altri  volumi,  perchè 
alla  fine  vi  è  una  nota  che  dice  :  Explicit  liber  primus  Sexti. 

Commentariolus  De  vita  et  rebus  gestis  Francisci  fìonhomii  Cremo - 
nensis  Vercellensis.  Episcopi.  {Cod.  N.  1541). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII I. 

GOMNENUS  Jo.  Andreas  Angelus  Flavius.   —  Genealogia  diversarum 
familiarum  mundi  incipiendo  ab  Adamo.  (Cod.  N.  1800). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Copiato  dalle  stampe  dal  notaro  Bianchini.  Vi  sono  le  genealogie  di 
alcune  famiglie  Milanesi. 

Como.  —  Raccolta  di  documenti  sugli  scrittori  Comaschi. 

{Cod.  N.  1483). 

9 

I.  Larius  redivi  vus  si  ve  de  scrip  tori  bus  Novocomensibus  auctore  Josepho 
Busca. 

II.  Senatores  patria  Novocomenses. 

III.  Lettere  del  P.  D.  Primo  Tatti  e  D.  Gerolamo  Semenzi  autografe 
(sec.  xvn). 

IV.  Notizie  e  biografie  sugli  scrittori  Comaschi.  (Sono  disposte  per  or- 
dine alfabetico  in  fase,  separati). 

V.  Notizie  e  biografie  di  Papi,  Vescovi,  Cardinali  ecc.,  Comaschi.  In  fa- 
scicoli separati  e  per  ordine  alfabetico. 

VI.  Scrittori  della  famiglia  Rusca. 

Queste  carte  sono  di  diverse  epoche,  dei  sec.  xvn  e  xvm,  riunite  in  un 
volume. 

Comparizioni  di  Collegio,  dei  Jurisperiti,  Fisici,  Ingegneri,  Causidici, 
Tribunale  Araldico.  (Cod.  N.  1532  al  1536). 

Sono  5  volumi  parte  stampati,  parte  Mss.  dei  sec.  xvii  e  xvm. 

Compartito  di  alloggiamenti  dei  cavalli   riformato  nell'anno  1482  nel 
contado  di  Pavia  e  campagna  oltre  Po  e  Lomellina.      (Cod.  N.  1221). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Compendio  di  varie  cose  spettanti  a  Milano,  Pavia,  Monza,  i  Visconti 
e  la  famiglia  de1  Marcelhni  ritrovate  in  diverse  storie.    (Cod.  N.  105). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  4°. 

In  mezzo  a'  racconti  favolosi  questo  Codice  contiene  delle  notizie  non 
spregevoli. 


86  CONCILIUM  TRIDENTINUM 

Compendio  della  vita  e  morte  della  Venda  Madre  Veronica  Calcatemi 
fondatrice  del  collegio  della  B.  V.  Maria  e  S.  Filippo  Neri  in  Mi- 
lano. Alla  fine  vi  sono  dei  Ricordi  lasciati  dalla  Yen.  M.  Veronica 
.  Calcaterra.  (Cod.  N.  414). 

Cod.  cart.  del  3ec.  XVII  in  4°. 

Soppresso  il  convento  'da  essa  fondato,  il  Governo  del  primo  regno  d'I- 
talia vi  istituì  un  collegio  per  le  fanciulle  ben  conosciuto  sotto  il  nome  di 
S.  Filippo.  Dopo  il  18)8  quel  locale  fu  ridotto  ad  uso  caserma.  La  vita  della 
Calcaterra  fu  scritta  da  un  padre  cappuccino  chiamato  Leandro  e  venne 
anche  stampata.  (Vedi  Torre  Ritratto  di  MiL,  pag.  327). 

Compendio  della  vita  di  Bartol.0  Homati  Sacerdote  Ambrosiano  cavato 
fedelmente  da  Pietro  Eaolo  Stromanieo  historiograib  Bresciano,  e 
da  diversi  autori  del  P.  Paolo  Moriggi.  (Cod.  N.  585). 

Relazione  di  quanto  si  trova  registrato  nei  Mss.  della  vita  e .  miracoli 
del  M.  111.-8  e  Rev.d0  Sig.  Bartolomeo  Homati. 

Compendio  storico  della  città  di  Milano.  (Cod.  N.  4417). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Alla  fine  vi  è  aggiunto  l'elenco  dei  Governatori  dello  Stato  di  Milano 
dal  1536  al  1760  colla  data  della  loro  durata  in  carica. 

Compendio  genealogico  delle  famiglie  aggregate  alla  Nobiltà  Veneta 
con  lo  sborso  dei  ducati  100  mila  descritte  al  Libro  d'oro. 

(Cod.  N.  1835-1836-1837-1838). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  4°. 

Ve  ne  sono  quattro  copie.  Una  di  esse  ha  sopra  un  fol.  precedente  il 
frontispizio  tre  epigrammi  latini. 

Competenze,  precedenze,  cerimoniali.  (Cod.  N.  1735). 

Cod.  cart.  in  fol.  parte  Ms.,  parte  stampato. 

Sono  22  documenti,  dei  quali  vi  è  la  nota  con  un  sunto  al  principio  del 
volume.  Non  sono  in  ordine  cronologico.  La  maggior  parte  appartengono 
al  sec.  xvii,  alcune  al  seguente. 

Oonoilium  Tridentinum.  —  Miscellanea.  (Cod.  N.  550). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questa  Miscellanea  contiene  23  documenti  relativi  al  Concilio  di  Trento. 
La  maggior  parte  sono  copie  del  sec.  xvi.  Una  lettera  diretta  a  S.  Carlo 
Borromeo  porta  la  firma  originale  del  vescovo  Dolfin. 

Conoilium  Tridentinum.  —  Gonsultatio  de  articulis  reformationis  in 
Concilio  Tridentino  praepositis  ab  imperatore  transmissa  ad  Conci- 
lium  anno  1562.  (Cod.  N.  588). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 


CONCLAVI  87 


Oonoilium  Tridentinum.  (Cod.  N.  594). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questo  Codice  contiene  l'edizione  Piacentina,  del  1594,  dei  canoni  e  de- 
creti del  Concilio  di  Trento,  cui  furono  aggiunti  dei  margini  per  fervi  delle 
annotazioni.  Vi  sono  in  seguito  molte  lettere  e  documenti  relativi  al  detto 
Concilio  ed  alla  diocesi  di  Novara  e  Cremona. 

Questo  Codice  appartenne  al  celebre  Mons.  Cesare  Speciano  vescovo  di 
Cremona,  e  credesi  che  le  note  marginali  siano  scritte  da  lui. 

(fondavi.  —  Sono  sei  volumi  che  contengono  la  Storia  dei  Conclavi 
da  Nicola  V  (1447  ad  Innocenzo  X  1644).  Sono  notati  col  numero 
progressivo  che  avevano  nel  Catalogo  Belgiojoso.  Appartennero  a 
M.r  Comazzano,  di  cui  vi  sono  in  questa  Biblioteca  molti  altri  Mss. 

Voi.  I.  {Cod.  N.  1145). 

I.  Discorso  di  M.r  Giov.  Francesco  Lottino  sopra  l'attioni  dei  Conclavi. 

IL  Somma  dei  Capitoli  conchiusi  e  segnati  dai  Cardinali  in  conclave  in 
Sede  vacante  di  Paolo  IV  .d'Ottobre  1559  da  osservarsi  dal  futuro  Conclave. 

Vi  sono  diversi  documenti  relativi. 

III.  Discorso  notabilissimo  airill.mo  Card.  Caraffa  per  ha  ver  dall'Imperio 
Siena. 

Voi.  IL  (Cod.  N.  1146). 

I.  Conclave  fatto  per  Sede  vacante  di  Eugenio  IV,  nel  quale  fu  creato 
Pontefice  Nicolò  V  (1447). 

IL  Conclave  fatto  per  la  Sede  vacante  di  Nicolò  V,  in  cui  fu  creato  papa 
Alfonso  Borgia,  detto  Calisto  III.  1455. 

III.  Conclave  fatto  per  la  Sede  vacante  di  Calisto  IH,  in  cui  fu  creato 
papa  Enea  Piccolomini  detto  Pio  II  (1458). 

IV.  Conclave  fatto  dopo  la  morte  di  Pio  II ,  nel  quale  fu  creato  papa 
Pietro  Barbo  detto  Paolo  II  (1464). 

V.  Conclave  fatto  per  la  morte  di  Paolo  II,  nel  quale  fu  creato  papa 
Francesco  della  Rovere  detto  Sisto  IV  (1474). 

VI.  Conclave  in  cui  fu  eletto  Innocenzo  Vili  (1484). 

VII.  Conclave  in  cui  fu  eletto  Alessandro  VI  (1492). 
Vili.  Conclave  in  cui  fu  eletto  Pio  III  (1503). 

IX.  Conclave  in  cui  fu  creato  papa  Giulio  II  (1503). 

X.  Conclave  in  cui  fu  creato  papa  Leone  X  (1513). 

XI.  Conclave  in  cui  fu  creato  papa  Adriano  VI  (1522). 

XII.  Conclave  per  l'elezione  di  Clemente  VII  (1523). 

XIII.  Conclave  per  l'elezione  di  Paolo  III  (1534). 

XIV.  Conclave  per-1'  elezione  di  Giulio  III  (1550)1 

XV.  Conclave  per  l'elezione  di  Marcello  II  (1555). 

XVI.  Conclave  per  relezione  di  Paolo  IV  (1555). 

XVII.  Conclave  per  l'elezione  di  Pio  IV  (1559). 

XVIII.  Conclave  per  l'elezione  di  Pio  V  (1566). 

XIX.  Conclave  per  l'elezione  di  Gregorio  XIII  (1572). 

XX.  Conclave  per  l'elezione  di  Sisto  V  (1585). 
XXL  Conclave  per  l'elezione  di  Urbano  VII  (1590). 

Voi.  III.  (Cod,  N.  1147). 

I.  Conclave  per  l'elezione  di  Gregorio  XIV  (1590). 

II.  Conclave  per  l'elezione  di  Innocenzo  IX  (1591). 


88  CONCLAVI 


III.  Conclave  per  l'elezione  di  Clemente  Vili  (1592). 

IV.  Conclave  per  l'elezione  di  Leone  XI  (1655). 

V.  Conclave  per  l'elezione  di  Paolo  V  (1605). 

VI.  Conclave  per  l'elezione  di  Gregorio  XV  (1621). 

VII.  Conclave  per  l'elezione  di  Urbano  Vili  (1623). 

Voi.  IV.  (Cod.  N.  1148). 

I.  Conclave  in  cui  fu  creato  Innocenzo  X  (1644). 

Voi  V.  {Cod,  N.  1149). 


v. 

I.  Conclave  papae  Adriani  VI  anno  1522. 
IL  Conclave  papae  Clementis  VII  (1523). 

III.  Conclave  papae  Pauli  IH  (1534). 

IV.  Conclave  papae  Marcelli  II  (1555). 

V.  Conclave  papae  Pauli  IV  (1555). 

VI.  Conclave  papae  Pii  IV  (1559). 

VII.  Conclave  papae  Pii  V  (1566). 

Vili.  Conclave  papae  Gregorii  X.III  (1572). 
IX.  Conclave  papae  Gregorii  XIV  (1590). 


Voi.  V.  (Cod.  N.ììbO). 

I.  Conclave  di  Clemente  Vili  (1592). 

IL  Conclave  di  Gregorio  XIV  (1590)  scritto  da  Lelio  Maretti  gentiluomo 
Senese. 

IH.  Conclave  nella  morte  di  Clemente  Vili  dove  fu  creato  papa  il 
Card.  Alessandro  de'  Medici  detto  Leone  XI  (1605). 

IV.  Relazione  del  Conclave  nel  quale  fu  creato  papa  Paolo  V  (1605). 

V.  Istruzione  data  ad  un  legato. 

VI.  Relazione  del  secondo  viaggio  fatto  dall'armata  cattolica  da  Siracusa 
in  Levante  (1619). 

VII.  Sommaria  relazione  dello  stato  presente  delle  cose  in  Germania 
(1617). 

Vili.  Lettera  del  Card,  di  Parma  al  Cristianissimo  del  negozio  di  Venetia 
quando  si  finì  et  venne  il  Cardinale  di  Giojosa  a  Roma  (1607). 

IX.  Discorso  sopra  il  Conclave  dopo  la  morte  di  Urbano  VII  fatto  da 
M.  Pietro  Magni. 

Conolavl  e  Pasquinate.  (Cod.  N.  1151). 

Cod.  cart.  in  fol.  Sec.  del  XVII. 

I.  Conclave  per  l'elezione  di  Calisto  HI. 
IL  Conclave  per  Pio  IL 

III.  Conclave  per  Adriano  VI. 

IV.  Conclave  per  Leone  X. 

V.  Conclave  per  Paolo  IV. 

VI.  Discorso  sopra  il  Conclave  da  farsi  (per  Urbano  VII). 

VII.  Conclave  per  Gregorio  XV. 

VIII.  Conclave  per  Urbano  Vili. 

IX.  Conclave,  altro,  per  lo  stesso. 

X.  Discorso  sopra  i  Conclavi. 

XI.  Relazione  della  Corte  di  Roma  e  dei  riti  da  osservarsi  in  essa  etc. 
(16111. 

XII.  Constitutio  Gregorii  XV  de  electione  romani  pontificis.  Stampata 
1621. 


CONCOREZZO  (GABRIEL  DE)  89 


XIII.  Pasquinate  in  occasione  di  Conclavi,  e  per  la  morte  dei  Papi.  Ve 
ne  sono  del  sec.  xvi  e  xvn:  sono  in  gran  numero  e  sembrano  originali. 

GONCORDIO  (fra  Bartolomeo  da  San).  —  Ammaestramenti  degli  antichi. 

(Cod.  N.  134). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIV  di  fol.  77. 

I  sommarii  sono  scritti  in  rosso,  e  le  iniziali  ora  in  rosso,  ora  in  azzurro. 
Alla  fine  vi  è  la  seguente  postilla  scritta  nel  sec.  xvi.  •  Questo  testo  è  ri- 
«  scontrato  con  quello  dell  Jnferrigno  e  di  sua  mano  scritte  le  correzioni  ; 

•  e  ancora  con  quello  di  M.  Francesco  Neri,  con  uno  di  S.  Maria  Novella  » . 

In  fine  furono  trascritte  le  rubriche  nel  sec.  xvi. 
Questo  prezioso  Codice  è  auello  stesso  che  servì  air  ab.  Francesco  Ridolfi 
(il  Rifiorito  accademico  della  Crusca)  per  la  stampa  che  ne  fece  a  Firenze 
nel  1661  e  che  dedicò  al  Ser.mo  Principe  di  Toscana  Cosimo  de'  Medici. 

GONCORDIO  (fra  Bartolomeo  da  San).  —  «  Incipit  summa  de  casibus  con- 

«  scientie  composita  per  fratrem  Bartholomeum  de  Sco  Concordio: 
«  qui  Pisanus  fuit  et  Ordinis  predicatorum,  qui  etiam  e^plevit  ipsam 

«  summam  in  civitate  Pisana  anno  dni  1338  de  mense  Decembris 

u  tempore  Sanctissimi  patris  dni  Benedicti  pp.  XII.  Qui  et  supra- 

«  dictns  fr.  Bartholomeus  obiit  anno  dni  1347  die   11    Julii  cujns 
«  anima  requiescat  in  pace.  Amen.  (Cod.  N.  438). 

Cod.  memb.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XIV. 

Incomincia  «  Quoniam  ut  ait  Gregorius  super  Ezechielem,  nullum  omni- 

•  potenti  Deo  tale  sacrificami  est  quale  zelus  animarum  • . 

La  prima  pagina  ha  un  bellissimo  fregio  miniato  all'intorno,  e  nell'ini- 
ziale parimente  miniata  e  dorata  vi  è  un  monaco  domenicano  cher  forse 
sarà  il  ritratto  dell'autore.  Al  pie  della  pag.  vi  è  uno  stemma  bipartito. 
Nella  parte  superiore  ha  una  stella  d'oro  in  campo  azzurro;  nell'inferiore 
una  croce  di  S.  Andrea  che  attraversa  per  intero  un  campo  rosso. 

CONCOREZZO  (Gabriel  de).  —  Fabulae  cum  allegoriis  noviter  repertae. 

(Cod,  N.  759). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  8°. 

Intorno  a  questo  Gabriele  da  Concorezzo  vedasi  il  Rosmini  nella  vita 
di  Vittorino  da  Feltre  e  l'Argelati  Bib.  Scrip.  Med.  col.  1753.  Quest'opera 
di  cui  il  Rosmini  non  fa  cenno  contiene  la  mitologia  degli  antichi,  di  cui 
l'autore  si  studia  di  spiegare  il  significato  allegorico. 

Da  una  nota  alla  fine  si  vede  che  questo  Codice  fu  terminato  in  Brescia 
il  18  Ottobre  1451.  Alla  fine  in  un  fol.  di  riscontro  si  trovano  due  note. 
Nella  prima  è  detto  che  venne  segnata  la  pace  fra  il  Duca  di  Milano  e  la 
Rep.  Veneta  alle  ore  7  di  notte  del  10  Aprile  145ì  per  opera  di  fr.  Simone 
essendo  presente  (come  lo  riferisce  anche  il  Poggio)  il  Mag.c0  Paolo  Barbo 
oratore  della  Ser.raa  Repubblica ,  il  quale  era  nipote  di  Papa  Eugenio  IV. 
Questo  fra  Simone  era  da  Camerino  e  dell'Ordine  degli  Agostiniani.  Ne 
parla  anche  il  Muratori  negli  Annali  sotto  l'anno  1454.  —  La  seconda 
nota  si  riferisce  alla  pace  seguita  nel  1529  fra  l'Imperatore  Carlo  V,  il  Duca 
di  Milano  ed  altri  potentati.  Questo  Codice  apparteneva  al  convento  de' 
Cappuccini  di  Bergamo. 

Coiai.  Trlvulztana  (Stampato  il  16  giugno  4883)  42 


90  CONSILIA  VÀBIOBUM 


CONFANONERIUS  Antonius.  —  Vitae  Archi episcoporum  Mediolani  ad 

an.  dm  1402,  continuatae  ad  an.  usque  1555,  ex  codice  pergàraeno 
in  Arch.  Primicerii  asservato.  (Cod.  N.  1340). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  4°. 

CONFANONERIUS  Antonius.  —  Aliud  exeraplar.  (Cod.  N.  1341). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII  di  mano  di  G.  Ant  Trivulzio. 

CONFANONERIUS  Antonius.  —  Altro  esemplare  con  aggiunte  di  G.  B. 
Fontana.      _  (Cod.  N.  496). 

CONFALONER1US  o  Gonfanonerius  Caesar.  —  Epitome  historiarum  a 
mundo  condito.  (Cod.  N.  350). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  16°. 

Questo  autore  non  solo  fu  ommesso  dali'Argelati,  ma  non  fu  registrato 
fra  gli  Scrittori  della  Compagnia  di  Gesù  dei  fratelli  Becker.  Il  Predari 
cita  un'altra  opera  di  lui  che  trovasi  Ms.  nell'Ambrosiana,  ma  non  parla 
di  questa. 

■ 

Considerazioni  sopra  le  amicizie  e  conversazioni  dei   Giovanetti ,  di 
autore  anonimo.  (Cod.  N.  36). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  4°. 

Consilia  variorum  prò  D.  Sigismundo  Estensi.  (Cod.  N.  1599). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questi  venti  consulti  fatti  dai  più  celebri  Giuristi  della  prima  metà  del 
sec.  xvi  come  Andrea  Alciato,  Giason  del  Maino,  Antonio  Carpano,  Socino 
Mariano,  ed  altri  sono  originali  ed  hanno  il  sigillo  e  la  firma  autografa 
dei  loro  autori.  —  Il  motivo  di  questa  importantissima  causa"  fu  il  seguente. 
Da  Angela  Sforza  che  possedeva  estesissimi  poderi  nel  territorio  Milanese 
Lodigiano  e  Pavese,  e  da  Ercole  da  Este  Ferrarese  erano  stati  procreati 
Sigismondo  e  Lucrezia,  che  fu  maritata  a  Manfredo  da  Correggio.  Angela 
lasciò  erede  il  figlio  Sigismondo  e  fece  un  legato  di  12  mila  scudi  in  fa- 
vore di  sua  figlia  Lucrezia,  cui  aveva  già  sborsata  una  dote  conveniente: 
legato  che  venne  soddisfatto  dall'erede  Sigismondo.  Dopo  12  anni  il  notaro 
che  aveva  pubblicato  il  testamento  della  Angela  Sforza  venuta  a  morte 
dichiarò  che  quell'atto  era  diverso  dal  vero.  Perciò  la  Lucrezia  ritenuto 
nullo  il  testamento  chiese  di  succedere  in  parti  uguali  col  fratello  nella 
eredità  materna  ;  secondo  la  consuetudine  del  luogo  di  S.  Martino  ove  essa 
abitava  e  dove  era  morta  la  madre.  Sigismondo,  ritenuto  nullo  il  testa- 
mento, chiese  la  restituzione  del  legato  di  12  mila  scudi  cogli  interessi,  e 
l'esclusione  della  sorella  dalla  eredità  in  forza  degli  Statuti  di  Milano,  Pavia 
e  Lodi  dove  erano  posti  i  beni  della  defunta  loro  madre.  Come  si  vede  la 
causa  era  assai  importante  e  per  l'entità  dei  beni  contrastati  e  per  la  qualità 
delle  famiglie  litiganti,  e  dal  punto  di  vista  legale.  È  curioso  di  vedere  quali 
fossero  le  opinioni  dei  più  celebri  giuristi  di  quel  tempo,  e  come  le  svol- 
gessero. Il  primo  consulto  (che  è  del  Collegio  dei  Dottori  Pavesi  con  au- 
tentica del  notaio,  e  sigillo)  porta  la  data  del  1544,  e  dello  stesso  anno 
sono  altri  allegati  che  vengono  in  seguito. 


COSTITUZIONI  E  EEGOLE  91 


Conrtituxione  (la)  o  vero  memoriale  de  li  poveri  heremiti  del  ordine 
overo  congregatone  de  frate  Piero  da  Pisa.  (Cod.  N.  328). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  8°  di  fol.  51. 

Al  fol.  40_v.  si  trova  la  nota  seguente:   «  A  dì  8  Novembrio  1496  nel 

•  locho  de  Sco  Sebastiano  de  Venexia  fo  compito  e  scripto  a  laude  de  Dio 

•  de  la  Madona  et  de  Sancto  Sebastiano  • . 

Dopo  una  linea  di  lettere  senza  vocali. 

«  Seguita  la  interrogatone  e  peticione  che  se  debbono  fare  a  li  novitii 

•  in  presentia  de  li  fratelli  prima  nanzi  che  se  vestano  » . 

Conttitutione  over  Ordinatione  delle  Santimoniale  del  Eremitano  de 
Sco  Augustino.  (Cod.  N.  382). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Verso  la  fine  si  legge:  •  Laus  deo  die  XX  Settembris  anno  1508  »  e 
d'altra  mano  «  Iste  liber  est  S.  Agnetis  Civitatis  Mediolani  • . 

Il  monastero  di  S.  Agnese  detto  comunemente  d'Arcognano.  come  di- 
cono il  Puricelli  (Monumenta  Basiiicae  Ambrosianae,  pag.  386)  ed  il  Sitoni, 
Collectanea,  p.  305,  era  verso  porta  Vercellina,  ora  Magenta,  nella  via  che 
portava  il  suo  nome.  Benché  appartenessero  all'ordine  degli  Umiliati  queste 
monache  seguivano  la  regola  di  S.  Agostino.  Secondo  il  Buiatti  ed  u  Mo- 
riggia  il  monastero  e  la  chiesa  di  S.  Agnese  che  ora  più  non  esistono 
furono  edificati  nel  1467  da  Bianca  Maria  Sforza  Visconti  Duchessa  di  Milano 
probabilmente  sotto  l'invocazione  di  quella  Santa  in  onore  di  Agnese  del 
Maino  sua  madre 

Constitutionet  Innocentii  III.  (Cod.  N.  388). 

« 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIV,  sono  due  quaderni  slegati. 

Il  primo  contiene  un  brano  delle  Costituzioni  di  Innocenzo  III.  Nel  se- 
condo quaderno  vi  è  la  fine  del  cap.  27,  il  28,  29,  30  e  31  della  cronaca 
di  Turpino  pubblicata  dal  Ciampi  a  Firenze  nel  1822  col  titolo:  De  vita  . 
Caroli  Magni  et  Rolandi.  Dopo  il  Cap.  31  in  questo  frammento  che  ha  no- 
tevoli varianti  trovasi  interpolato  un  brano  •  Quid  sit  grammatica  •  etc. 
poi  viene  il  cap.  32  edito  del  Ciampi  a  pae\  86;  al  quale  tengon  dietro  i 
seguenti  due  capitoli  che  mancano  alla  suddetta  edizione  di  Firenze ,  cioè 

•  Mirabile  miraculum  quod  accidit  Rolando  antequam  ingrederetur  Hispa- 
«  niam  •  e  De  obitu  beati  Turpini  martyris,  Remensis  achiepiscopi  • . , 

Dopo  questi  due  capitoli  vi  è  ancora  qualche  breve  cenno  relativo  ai 
paladini  dì  Carlo  Magno,  una  lettera  di  papa  Calisto  ed  una  d'Innocenzo  III 
sui  caduti  nelle  guerre  contro  i  Saraceni. 

Conttitutiones  Collegii  Borromei.  (Cod.  N.  1209). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Costituzioni  e  Regole  dei  Padri  della  Congregazione  Eremitana  Scalza 
dell'ordine  di  S.  Agostino.  (Cod.  N.  329). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVII  in  8°. 


92  CONSUETUDINES  CIVITATIS  MEDIOL. 


Consti  tutiones  Ducum  Mediolani  Novariae  attinentes.    {Cod.  N.  1454). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol. 

Incominciano  dal  1386  e  giungono  sino  ai  tempi  di  Lodovico  il  Moro. 
Il  Cod.  è  assai  guasto  dall'umidità. 

Constitutiones  fratrum  Ordinis  B.  M.  Virginis  de  Monte  Carmelo  an- 
tiquae  observantiae  regularis.  (Cod.  N.  1696). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Consuetudine!  Civitatis  Mediol.  an    1216  et  Statuto  Med.  an.  1396. 

{Cod.  N.  1262). 

Cod.  cart.  in  fol.  p.  scritto  nel  1617  di  fol.  196 
oltre  fol.  14  in  principio  non  numerati  ed  altri  6  bianchi  in  fine. 

I  primi  due  fol.  contengono  un  indice  o  per  meglio  dire  delle  indica- 
zioni sopra  il  contenuto  del  voi.  Sui  4°  fol.  vi  è  la  nota  seguente: 

•  Volume  di  statuti  e  privilegi  vecchi  de  la  città  de  Milano  prestatimi 
«  dai  S.  Raphael  Fagnani  I.  C.  di  Collegio  fatto  trascrivere  da  Pietro  Ce- 
«  sarino  et  pagatolo  a  soldi  4  il  foglio  anco  ha  notato  consegnatone  alli 
•  2  Novembre  1617,  non  li  resta  se  non  lire  15  in  tutto.  Ha  notato  5  No- 
t  vembre  1617  ». 

Seguono  alcune  annotazioni  sulle  mosse  di  D.  Pietro  governatore  di 
Milano  (1),  alle  quali  è  sottoposta  la  firma  Alexander  Raudensis. 

Segue  l'indice  dei  capitoli  degli  statuti  del  1396  che  occupa  9  fogli.  Al 
fol.  seguente  15  del  Ms.  e  dove  incomincia  la  vecchia  numerazione  dei  fogli 
hanno  principio  gli  statuti  fatti  da  G.  Galeazzo  Visconti  nel  1396,  i  quali 
finiscono  al  verso  del  fol.  130  dove  trovasi  una  nota  di  Rafael  Fagnani 
relativa  alle  Co?isuetudinesy  le  quali  incominciano  al  fol.  131  colla  seguente 
intestazione.  «  Incipit  liber  consuetudinum  Mediolani  » .  Termina  questa 
compilazione  al  fol.  188  v.  colla  nota  seguente:  •  Explicit  liber  consuetu- 

c  dinum  in  nomine  dui  nostri  Jesu  Xpi  factum  et  composi  tuoi  de  anno 
«  domini  currente  mccxvi  quo  anno  complete  fuerunt  ». 

Seguono  tre  capitoli  di  privilegi  favolosi  risguardanti  i  Reges  Angle- 
riae  dai  quali  si  volevano  far  discendere    i  Visconti.   Essi   terminano  al 
verso  del  189  colla  parola  Amen.  Sull'ultimo  dei  6  fol.  bianchi  vi  sono 
alcune  note  sul  contenuto  del  volume.  —  Questo  Codice  è  prezioso  perchè 
ci  conserva  gli  ordinamenti  di  Milano  nel  tempo  in  cui  si  reggeva  a  Re- 
pubblica e  quelli  dei  non  meno  glorioso  dominio  di  Gian  Galeazzo  Visconti 
che  se  non*  fosse  stato  colto  da  immatura  morte  a  Melegnano  nel  1402 
avrebbe  consolidato  il  suo  dominio  e  preso  il  titolo  di  re.  Benché  nel  Codice 
siano  posposte  agli  statuti,  le  Consuetudini  avranno  la  precedenza  nelle 
mie  osservazioni.  Nel  1215  Brunasio  Porcha  Novarese  Podestà  di  Milano 
fece  decretare  che  fossero  raccolti  in  un  Codice  tutti  i  decreti  fatti  sotto  i 
Consoli  e  Podestà  precedenti ,  e  quelle  Consuetudini  che  per  il  lungo  uso 
avevano  forza  di  legge.  Ciò  venne  eseguito  nell'anno  seguente  essendo 
Podestà  Jacopo  de  Malacorigìa  Piacentino  aiutato  da  12  uomini  discreti, 
de'  quali  ci  furono  conservati  i  nomi.  I  decreti  dei  re  Longobardi,  i  capi- 
tolari di  Carlo  Magno,  le  leggi  emanate  sotto  i  suoi  successori  avevano 
modificato  in  grandissima  parte  il  Codice  Giustinianeo,  ma  non  lo  avevano 
tolto.  Fu  creduto  anche  ne  fosse  perduto  il  testo  ma  certo  ne  rimanevano 


(1).  D.  Pedro  de  Toledo  y  Osorio  Marchese  di  Villafranca  fu  nominato  Governatore  di  Milano 
nel  Dicembre  1615,  e  ritornò  in  Spagna  nel  1618. 


CONSULTA  ecc.  93 


le  tradizioni  e  con  quelle  si  reggevano  i  rapporti  della  proprietà.  Come 
appare  dal  preambolo  di  questo  Codice,  risorta  Milano  dopo  la  catastrofe  del 
1162  furono  fatte  delle  leggi  parziali  a  seconda  dei  bisogni  e  queste  colle 
consuetudini  furono  raccolte,  come  dissi,  per  disposizione  di  Brunasio  Porcha. 
Quel  Codice  andò  certamente  perduto ,  ma  un  giureconsulto  Milanese  di 
quei  tempi  ne  fece  un  sunto  o  trattato ,  che  al  principio  del  sec.  xvn  esi- 
steva presso  Rafaele  Fagnani,  quello  stesso  che  lasciò  molti  volumi  di  me- 
morie sulle  famiglie  Milanesi,  che  ora  trovansi  nella  Bib.  Ambrosiana.  Di 
quel  trattato  egli  fece  fare  una  copia  che  autenticòx  còlla  sua  firma  e  che 
venne  deposta  nell'Ambrosiana  fino  dai  primi  tempi  di  quella  istituzione. 
Quella  copia  fu  veduta  dal  C.te  Gabriele  Verri,  l'autore  dell'opera  t  De  ori- 
gine et  progressu  juris  Mediolanensis  » ,  dal  Giulini  e  da  altri,  i  quali  tutti 
ritenendone  il  titolo  citarono  sempre  quel  Codice  come  contenente  le  Con- 
suetudines,  mentre  non  è  che  un  sunto  o  trattato  su  di  esse.  Il  Codice  Tri- 
vulziano  fu  copiato  ugualmente  da  quello  del  Fagnani, -ed  è  assai  più 
corretto  di  quello  dell'Ambrosiana,  ed  ha  molte  annotazioni  di  mano  dello 
stesso  Fagnani ,  come  ho  potuto  verificare  confrontandolo  con  altri  suoi 
scritti  ali  Ambrosiana.  Credo  che  questo  Codice  sia  quello  di  cui  parla  il 
succitato  C.,c  Verri,  che  gli  era  stato  prestato  dall'ab.  D.  Costanzo  d'Adda. 


perchè  amendue  gli  amanuensi  dei  Codici  Ambrosiano  e  Trivulziano  li  tra 
scrissero  nello  stesso  modo,  come  pure  trascrissero  fuor  di  posto  un  brano 
del  capitolo  De  servitutibus  (fol.  165),  che  fu  posto  nel  capitolo  De  feudis 
(fol.  175)  ed  incomincia:  «  Ad  haec  si  cui  volenti  edificare  •.  Malgrado 
ciò  è  prezioso  per  la  storia  del  diritto  Milanese  questo  trattato  che  è  il 
solo  monumento  scritto  rimastoci ,  che  ci  dia  un  sunto  completo  degli 
ordini  civili  e  criminali  di  quel  tempo. 

Negli  anni  successivi  furono  fatte  altre  leggi  ed  alcune  delle  vecchie  furono 
abolite,  finché  Gian  Galeazzo  Visconti  che  voleva  far  scomparire  dalla  legi- 
slazione quanto  poteva  ricordare  l'èra  repubblicana  Tece  compilare  gli  statuti 
del  1396,  in  cui  furono  raccolte  le  leggi  che  reggevano  lo  Stato,  facendovi 
le  modificazioni  occorrenti,  ma  conservando  il  complesso  delle  leggi  pre- 
cedenti. Degli  statuti  di  G.  Galeazzo  si  conoscono  tre  altri  esemplari  oltre 
a  questo.  Il  M.M  Antonio  Busca  ne  possiede  uno  bellissimo  in  pergamena  con- 
temporaneo. Gli  altri  due  sono  all'Ambrosiana,  ambo  cartacei.  Il  primo  in 
fol.  grande  lo  credo  dei  primi  anni  del  sec.  xv,  se  pure  non  è  coevo.  L'altro 
è  posteriore,  ma  del  sec.  xv.  Questi  statuti  nel  1480  furono  modificati  e 
stampati  dal  Suardi,  e  poi  con  altre  modificazioni  ristampati  nel  1498  dal 
Manuziano  quanto  alla  parte  civile.  I  criminali  lo  furono  nel  1502.  Né  l'Ar- 
chivio di  S.  Fedele,  né  quello  del  Municipio  possedono  le  Consueti! dines, 
né  gli  statuti  del  1396.  In  quello  di  S.  Fedele  però  vi  è  un  Codice  antico  con- 
tenente decreti  fatti  nel  sec.  xiv.  Codice  prezioso,  ma  sgraziatamente  mutilo 
ed  assai  guasto. 

30  Gennaio  1867  (1). 

Consuetudine!  Neapolitanae.  (Cod.  N.  1205). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  4°. 

Consulta  dello  Stato  di  Milano  a  S.  E.  il  Governatore  colla  rispetto- 
sissima risposta  a  S.  M.  Cesarea  nell'affare  del  Rimpiazzo  1737. 

(Cod.  N.  1366). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

(!)  Le  Consuetudines  Tanno  seguente  a  quello  in  cui  feci  questa  illustrazione  del  Codice  Tri- 
vulziano furono  pubblicate  nel  voi.  XVI.  Pars  prior  dei  Monumenta  Historiae   Patriae  di  Torino. 


94  CONTROVEBSIÀE  etc. 


Consulte  intorno  le  pendenze  di  confine  insorte  per  la  cessione  delle 
due  province  di  Novara  e  di  Tortona  con  la  Corte  di  Torino,  umi- 
liate a  S.  M.  Cesarea  Cattolica  dalla  Reati  Giunta  su  questa  materia 
deputata,  compilata  dal  Marchese  Senatore  D.  Martino  de  Colla. 

(Cod,  N.  1702). 

Cod.  cari,  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Contenimento  appartenente  alla  spedizione,  come  anche  sopra  l'ispe- 
zione dei  Pichetli  e  Guardie  del  Campo.  (Cod.  N.  1865) 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec.  XVIII. 

CONTI  (Giusto  de).  —  La  bella  mano.  (Cod.  N.  910) 

Cod.  memb.  in  16°  del  Sec.  XV. 

Questo  bellissimo  Ms.  è  quello  che  il  Canonico  G.  Maria  Cresci mbeni , 
ne*  suoi  Commentari  della  volgar  poesia  (Tom.  V,  pag.  67),  asserisce  di  aver 
veduto  presso  il  P.  D.  Stanislao  Santinelli  Chier.  Reg.  Somasco,  allora  mae- 
stro di  rettorica  nel  collegio  dementino  di  Roma.  Alla  fine  del  Cod.  sono 
aggiunti  i  24  sonetti  di  G.  Antonio  Romanello  Padovano,  pubblicati  pure 
colla  Bella  mano  nell'Ed.  del  1472,  e  nell'ultima  di  Verona  del  Tumermani, 
che  amendue  si  trovano  in  questa  Biblioteca.  A  questi  seguono  due  rozzi 
sonetti  di  mano  antica  d'ignoto  autore. 

CONTI  (Giusto  de1).  —  La  bella  mano.  (Cod,  N.  985). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  fol.  picc. 

In  auesto  bel  Cdtìice  è  curiosa  l'iniziale  del  primo  sonetto  •  Amor  quando 
•  per  farmi  ben  felice.  L'altra  amorosa  spina  nel  cor  mise  »  ove  alludendo 
alle  parole  dell'autore  venne  miniata  una  pianta  di  spino  intrecciata  colla 
lettera  A. 

Il  testo  di  questo  Codice  ha  molte  e  notevoli  varianti  dall' Ed.  principe 
del  1472  del  Malpighi  di  Bologna,  e  cpll'altra  pure  rarissima  del  1492,  che 
pure  trovasi  nella  Trivulziana. 

Conto  generale  delle  spese  per  la  fabbrica  del  Nuovo  Archivio  ed  Uffici 
civici  in  Broletto  dal  Settembre  1770  al  Dicem.  1774. 

(Cod.  N.  1797). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Contribuzioni  e  carichi  dello  Stato  di  Milano  dal  1741  al  1747  per 
sostenere  le  spese  militari  non  compreso  il  sofferto  particolarmente 
dalle  rispettive  Comunità.  (Cod.  N.  1685). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Controveriiae  inter  Johannem  Longonum  et  Franchinum  Ruscham. 

(Cod.  N.  226). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°. 

Il  Codice  è  originale  con  annessa  una  carta  topografica  ove  sono  trac- 
ciate le  roggie  ed  i  terreni  da  irrigarsi.  Vi  sono  anche  alcune  iniziali  mi- 
niate e  gli  stemmi  ducali  in  cera. 


CONTROVEBSIÀ  etc.  95 


Controversiae  Sinenses.  —  Narratio  earum  quae  circa  Sinenses  con- 
troversias  acta  sunt  in.Sinis  an.  1705  et  1706.  (Cod.  N.  230). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVIII.  *     ' 

Libro  curioso  in  cui  sono  riferite  le  trattative  seguite  fra  i  Gesuiti  ed 
il  Governo  Chinese. 

Controversia  epularis  prima  de  prandio.  Ad  Ludovicum   Caesium  An- 
tistitem  etc.  Font.  (Cod.  N.  1799). 

Cod.'cart.  in  fol.  mas.  dei  Sec.  XVI. 

Credo  che  questo  opuscolo  sia  opera  di  un  G.  B.  Fontana  de'  Conti.  Nato 
questi  a  Milano  andò  a  Roma,  ove  fu  protetto  dal  Card.  Alciato  che  assai 
lo  stimava.  Morì  giovane  a  trenta  tré  anni,  %  ma  era  già  salito  in  gran  fama, 
sì  che  fu  lodato  dal  Si^onio  ch'egli  aiutò  nelle  sue  ricerche,  e  dal  Picinelli 
nell'Ateneo  de1  Letterati  Milanesi,  pag.  279.  Ciò  che  mi  fa  crederlo  autore 
di  questo  opuscolo  è  il  vederlo  dedicato  a  Lodovico  Cesi.  Aveva  il  Fontana 
de*  Conti  scritta  un'opera  assai  pregiata  col  titolo  De  prisca  Caesiorum 
gente.  In  questo  opuscolo  dice  :  «  Saepius  ad  te  et  scribam  alibi  de  te  ».  In 
questa  Controversia  l'autore  mostra  grande  erudizione  e  ciò  s'attaglia  con 
quello  che  dicono  del  Fontana  i  precitati  autori  e  l'Argelati,  Bib.  Scr.  Med. 

X  •    ■!§    X  •    xl« 

Osserverò  finalmente  che  dopo  la  intestazione  al  Card.  Cesi  vi  è  la  parola 
Font,  abbreviatura,  che  quantunque  staccata  è  però  posta  in  modo  che  si  può 
ritenere  faccia  seguito  e  completi  l'indirizzo  al  Cardinale.  Il  Picinelli  cita  di  lui 
una  vita  di  suor  Angelica  Paola  Negri,  che  fu  stampata  a  Roma  nel  1576, 
e  di  cui  trovasi  un  esemplare  manoscritto  nella  Miscellanea  Alciato  in 
questa  Biblioteca  COD.  1601.  Credo  che  appartenga  pure  al  Fontana  un 
altro  opuscolo  che  sta  nello  stesso  Cod.  1601,  che  ha  per  titolo  Detectio 
Coemeterii  B.  Priscillae  an.  1578.  Non  ha  intestazione,  ma  il  vederlo  fra 
le  carte  del  Card,  ed  il  leggervi  alla  fine  «  Vale  decus  et  ornamentum 
pietatis  et  litterarum  •  mi  fanno  credere  che  fosse  a  lui  diretto.  Tale  è  la 
mia  opinione,  ma  l'Argelati  fu  di  parere  diverso.  Egli  notò  questo  opuscolo 
(Col.  30,  N.  V)  come  opera  del  Card.  Alciato  dicendola  arricchita  di  note 
marginali  di  mano  dell  autore.  È  verissimo  che  vi  sono  alcune  poche  cor- 
rezioni e  note  marginali,  ma  dopo  averle  confrontate  cogli  autografi  di  lui 
che  si  trovano  nella  Miscellanea  Alciato,  Cod.  1601  di  questa  Biblioteca 
ho  dovuto  convincermi  che  esse  non  sono  di  sua  mano.  La  scrittura   di 

?  pesto  opuscolo  mostra  ad  evidenza  che  fu  scritto  da  un  copista  di  pr- 
essione. Crederei  piuttosto  che  le  note  sono  del  Fontana.  Non  è  il  solo 
caso  in  cui  l'Argelati  sia  caduto  in  errore,  dovuto  probabilmente  alla  bre- 
vità del  tempo  concessogli  per  esaminare  i  Codici  de*  Mar."  Visconti ,  dei 
quali  questo  faceva  parte.  Ciò  non  diminuisce  certo  il  suo  grandissimo 
merito,  e  rimane  sempre  degna  d'ammirazione  la  sua  operosità.  È  il  caso 
di  ripetere  :  «  Facile  est  inventis  adderò  » ,  ma  quando  si  pensa  alla  enorme 
quantità  di  notizie  da  lui  accumulate  nei  4  voi.  della  Bit).  Scrip.  Mediol. 
e  nelle  altre  non  poche  sue  opere  non  si  può  a  meno  di  provare  per  lui 
una  profonda  stima. 

Controversia  de  precedenza  inter  civitates  Laudensem  et  Comanensem. 

(Cod.  N.  274). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 


Vi  sono 
denza  sopra 


esposte  prima  le  ragioni  per  cui  Lodi  doveva  avere  la  prece* 
Como  ed  in  seguito  quelle  di  quest'ultima  città. 


96  CONVENZIONI  ecc. 


Controversie  di  lingua  e  letteratura.  (Cod.  N.  305)v 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Contiene  le  12  scritture  seguenti: 

I.  AI  Rev.d0  prete  D.  Giuseppe  Pari  ni  :  risposta  ad  una  sua  lettera  al 
P.  D.  Paolo  Onofrio  Branda  stampata  in  Milano  nel  1760. 

II.  Risposta  all'autore  dei  libri  intitolati:  «  La  Badia  di  Meneghitt  a 
consulta  —  Él  canzeler  de  la  Badia  di  Meneghitt  —  Spassatemp  del Tiz- 
zireu  in  difesa  dell'autore  dei  due  dialoghi  della  lingua  Toscana  ». 

III.  Al  sig.  Cari' Antonio  Tanzi  in  difesa  dell'autore  dei  dialogi  della 
lingua  Toscana  Guarinio  Pitonio. 

IV.  All'autore  della  Camaretta  di  Meneghitt  in  conservazione  Guarinio 
Pitonio. 

V.  Al  Rev.  sig.  D.  Domenico  Seresi  Martino  Buonstomaco. 

VI.  Ai  sig.  critici  dei  due  dialoghi  della  lingua  Toscana  Guarinio  Pi- 
tonio. 

VII.  Commento  delle  note  apposte  al  dialogo  della  lingua  Toscana. ed 
alla  prefazione  compilato  da  Guarinio  Pitonio. 

Vili.  Ad  un -amico  su  la  seconda  lettera  del  sig.  Ab.Parini  al  P.  D.  Paolo 
Onofrio  Branda  Guarinio  Pitonio 

IX.  Ad  un  amico  su  la  felicità  del  matrimonio,  opera  morale  piacevole 
e  politica  dell' Ab.  NN.  Guarinio  Pitonio. 

X.  All'Onorat.mo  sig.  Ab.  Giuseppe  Parini. 

XI.  Della  questiouelotteraria  nata  in  Milano  l'anno  1760  tra  il  P.  D.  Paolo 
Onofrio  Branda  ed  alcuni  Accademici  Trasformati  su  la  lingua  Toscana  e 
Milanese,  dialogo  di  Guarinio  Pitonio. 

L'ultimo  de'  precedenti  opuscoli  porta  il  N.  12,  ma  il  10  manca  e  sono 
soli  11. 

Controversie  fra  il  Card.  Arcivescovo  Carlo  Borromeo  ed  il  Senato  e 
Governatore  di  Milano  nel  1573.  {Cod.  N.  547). 

Cod.  cart.  in  fol.  pi  ce.  del  Sec.  XVI  di  fol:  66,  più  un  indice  al  principio. 

Sono  notissime  le  controversie  che  insorsero  nel  1573  fra  l'Arcivescovo 
di  Milano  Card.  Carlo  Borromeo  ed  il  Senato  e  Governatore  di  Milano  Don 
Luis  de.  Requesens.  Le  cose  andarono  tanto  oltre  che  il  Cardinale  fece  af- 
figgere sulla  porta  delle  chiese  la  scomunica  contro  il  Governatore,  contro 
il  Presidente  del  Senato  ed  altri.  In  questo  Codice  sono  riuniti  36  docu- 
menti relativi  a  quella  vertenza  di  non  piccola  importanza  trattandosi  della 
pretesa  dell'Arcivescovo  di  tener  birri  armati,  di  pronunciar  sentenze  ese- 
cutorie anche  in  materia  civile  ove  fosse  interessato  un  ecclesiastico. 

Convenzioni  per  i  redditi  dello  Stato  di  Milano.  (Cod.  N.  313). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Queste  convenzioni  sono  tre.  La  prima  fu  fatta  dal  Card.  d'Amboise 
luogotenente  di  Lodovico  XII  re  di  Francia  per  il  pagamento  dei  debiti 
lasciati  dal  Duca  Lodovico  il  Moro ,  con  Bergonzo  Botta,  e  doveva  durare 
quindici  anni  incominciando  dal  1  Gennaio  1501. 

La. seconda  è  fatta  ugualmente  dal  Card.  d'Amboise  con  Alessandro 
Ferrerò  Milanese  per  la  ferma  del  sale  del  Ducato  di  Milano  da  incomin- 
ciare col  1  Gennaio  1502  e  duratura  per  quattro  anni. 

La  terza  convenzione  è  fatta  direttamente  dal  re  di  Francia  con  Apollonio 
Visconti  di  tutti  li  datti  et  entrate  dello  Stato  di  Milano  come  erano  state 


:2i63-   LIBRO    DEL    JESVS   pel- liso  di   MASSIMILIANO   SFORZA---   Prfgir 
FIGLIO    DI  LODOVICO  IL  MORO  DUCA   DI    MILANO 


CORNÀZZANO  POMPEO  97 


prima  concesse  ad  Alessandro  Gambarana,  che  le  aveva  poi  rinunciate,  per 
anni  5  da  incominciarsi  col  1°  Gennaio  1510. 

Convenzioni  pel  matrimonio  di  Valentina  Visconti  e  il  Duca  di  Turena 
poi  d'Orléans  fratello  del  re  di  Francia.  .(Cod.  N.  1332). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XVI  in  fol. 

Don  Carlo  Trivulzio  a  questo  bellissimo  Codice  aggiunse  una  nota,  che 
credo  inutile  di  riportare  per  intero,  in  cui  dice  che  una  parte  delle  con- 
venzioni in  esso  contenute  non  furono  mai  stampate.  Non  credo  che  lo  siano 
state  in  seguito ,  e  parmi  varrebbe  la  spesa  di  pubblicare  questo  curioso 
documento  per  intero  sia  per  l'interesse  storico,  stante  le  deplorabili  con- 
seguenze che  ne  scaturirono,  sia  per  la  descrizione  del  corredo  portato  dalla 
sposa,  il  quale  è  poco  conosciuto  benché  stampato  due  volte,  la  prima  nella 
Cronaca  del  Monferrato  di  Benvenuto  Sangiorgio  nel  1625,  l'altra  nella  ri- 
stampa di  questa  Cronaca,  che  trovasi  nel  voi.  XXIII  dei  R.  I.  S. 

Conventiones  inter  Ser.am  Rempublicam  Genuensem  et  Chienses  anno 

dni  mcccxvii  ac   preclareque  al^ae  inter  eandem  Rempub.  et  IH.08 

dnos  Maunenses  super  dominium  insulae  Chii  ac  utriusqne  Phoceae 
variis  temporibus  initae,  magna  cum  diligentia  et  industria  ex  multis 
archiviis  collectae.  (Cod.  N.  1487). 

4  Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Prezioso  Codice ,  perchè  molti  degli  atti  in  esso  contenuti  più  non  si 
trovano  negli  Archivi  Genovesi. 

Convivium,  Sacrum»  Carmelitanum.  (Cod.  N.  436). 

Cod.  memb.  del.  Sec.  XVII  in  8°. 

Bel  Codicetto  con  legatura  del  tempo  assai  ricca  in  cuoio  con  ornati 
impressi  in  oro.  Le  iniziali  di  ogni  orazione  sono  miniate  con  disegni  in 
oro  e  chiaro  oscuro.  Si  vede  dalla  sua  ricchezza  che  questo  libro  apparteneva 
ad  un  alto  personaggio. 

Copiae  autenticae  notarii  Piacentini   Petri  de  Jehindis  ab  anno  1377 
ad  1465  instrumentorem.  (Cod.  iV.  1798). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  fol. 

CORNÀZZANO  Gio.  Angelo.  —  Volumen  allegationum.    (Cod.  N.  1546). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Sono  allegati  per  cause  ecclesiastiche  pendenti  davanti  ai  Tribunali. 
CORNÀZZANO  Pompeo.  —  Lettere  a  lui  dirette.  (Cod.  N.  1547). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Pompeo  Cornazzano  di  nobile  famiglia  Pavese  monaco  Cisterciense  fu 
Vescovo  di  Parma  dal  1615  al  1647.  Questo  volume  contiene  le  lettere 

Calai.  Trivulziana  (Stampalo  il  5  luglio  1883)  J3 


98  COBNEUS  J.  BAP. 


autografe  direttegli  per  gli  affari  della  diocesi  dai  Vicari  generali  Camillo 
Picedi ,  Francesco  Sinibaldi ,  Cesare  Galli  ed  Alessandro  Sperelli.  Al  prin- 
cipio vi  è  una  notizia  sul  Picedi  che  non  era  ben  veduto  dal  Duca  Odoardo 
Farnese. 

CORNAZZANO,  famiglia.  —  Corrispondenze.         (Cod.  N.  1548  al  1567). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVII,  20  voi. . 

In  questi  venti  volumi  vennero  riunite  le  lettere  ordinali  dirette  a  di- 
versi membri  della  famiglia  Cornazzano  di  Pavia.  Le  più  antiche  del  prin- 
cipio del  sec.  xvi  sono  quelle  a  Manfredotto ,  Aldighieri ,  e  Gerolamo,  dei 
quali  non  si  hanno  notizie.  Assai  numerose  sono  quelle  dirette  a  M.r  Pompeo 
Vescovo  di  Parma,  ed  hanno  anche  maggior  importanza  storica.  Ve  ne 
sono  di  personaggi  distinti,  e  fra  P  altre  oel  voi.  16  una  del  Cardinale 
Barberini  che  fu  poi  PP.  Urbano  Vili.  Vastissima  è  pure  la  corrispon- 
denza di  M.r  Giov.  Angelo  nipote  del  predetto  M.r  Pompeo.  Questi  abbracciò 
prima  la  carriera  ecclesiastica,  ma  poi  essendo  morto  il  di  lui  fratello  pri- 
mogenito, avutane  dispensa  dal  Papa,  prese  moglie.  Ebbe  diversa  la  fortuna, 
giacché  se  ebbe  onori  ebbe  pur  traversie  sino  ad  essere  imprigionato.  Vi  è 
in  questa  Biblioteca  un'apologia  da  lui  redatta  colla  pomposa  ampollosità 
del  secolo  in  cui  visse.  (Vedi  Encomio  COD.  1543).  Darò  un  sunto  dei  volumi. 

Voi.  I.  Lettere  di  Principi  al  M.w  Gerolamo  Cornazzano ,  sec.  xvi.  La 
prima  è  di  Margherita  d'Austria  figlia  naturale  di  Carlo  V,  moglie  in  prime 
nozze  di  Alessandro  de'  Medici,  poi  di  Ottavio  Farnese  duca  di  Parma.  Le 
altre  sono  di  Principi  Italiani  e  stranieri  Altre  sono  dirette  a  M.r  Pompeo. 

II  e  III.  Lettere  di  Alessandro  Sperelli  a  M.r  Pompeo  sugli  affari  della 
diocesi  di  Parma. 

IV  e  V.  Lettere  di  M.r  Pompeo  al  nipote  Gian  Angelo,  e  ad  altri  sugli 
affari  della  diocesi. 

VI.  Di  Prelati  diversi  a  M.r  Pompeo. 

VII  e  Vili.  Di  Principi  a  M.r  Pompeo. 

IX.  Di  Principi  a  M.r  Gian  Angelo. 

X.  Di  M.r  Pompeo  al  nipote  Gian  Angelo. 

XI.  Di  Vescovi  a  Mons.  Gian  Angelo. 

XII.  Di  Cardinali  a  Mons.  Gian  Angelo. 

XIII.  Di  Vescovi  a  Mons.  Pompeo. 

XIV.  Di  Gesuiti  dal  1611  al  1649.  Le  prime  sono  dirette  a  M.r  Pompeo 
le  altre  a  M.r  Gian  Angelo. 

XV.  Di  Cardinali  a  Mons.  Gian  Angelo  dal  1631  al  1650. 

XVI.  Di  Cardinali  a  Mons  Pompeo. 

XVII.  Di  Cardinali,  Vescovi  ed  altri  personaggi  a  Mons  Pompeo  ed  a 
Mons.  Gian  Angelo. 

XVIII.  Di  Cardinali,  Principi  e  personaggi  illustri  a  M.r  G.  Angelo. 

XIX.  Di  Cardinali,  Principi,  Vescovi  ed  altri  personaggi  a  Manfredotto, 
Aldigherio,  M.r  Pompeo  e  M.r  G.  Angelo. 

XX.  Miscellanea  di  fogli  volanti  stampati  a  Mss.  di  M.r  Gian  Angelo, 
in  gran  parte  risguardanti  la  morte  e  i  funerali  di  M.r  Pompeo  vescovo  di 
Parma  con  alcune  lettere  autografe  di  condoglianza  per  tale  occasione.  Una 
di  quelle  è  del  Card.  Federico  Borromeo. 

CORNEUS  J.  Bap.  —  Magister  chori  Metropolitanae  Mediol.  Excerpta 
ex  adversariis.  (Cod.  iV.  563). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

L'Argelati  alle  col.  473  e  1980  diede  l'elenco  delle  opere  scritte  da  questo 
autore,  che  mori  nell'età  di  84  anni  nel  Dicembre  1688. 


COTTA  LAZZARO  AUG.  99 


CORONA  D.  Ascanio  Silva.  —  Fatti  tragici  successi  nella  città  e  regno  di 
Napoli.  —  Vita  della  madre  di  Giulia  de  Marco.     (Cod.  N.  1139). 

Cod.  cari,  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Nessun  dizionario  biografico  e  neppure  Nicolò  Toppi  nella  sua  Biblioteca 
Napoletana  parla  dell'autore  di  quest'opera  che  rimase  affatto  sconosciuta* 
Essa  consta  di  due  parti.  Nella  prima,  di  pag.  502,  sono  raccontati  molti 
fatti  tragici  e  delitti  specialmente  accaduti  nel  Napoletano.  La  seconda 
parte,  di  pag.  173,  contiene  la  vita  della  madre  Giulia  de  Marco  condan- 
nata, con  alcuni  preti,  come  eretica.  Vi  è  narrata  la  storia  dell'eresia  pro- 
pagata in  Napoli  ed  altre  parti  d'Italia  nel  1535  da  D.  Giovanni  Valdes 
Spagnuolo.  Queste  due  opere,  specialmente  la  seconda,  sono  di  molto  in- 
teresse. Il  Carnesecchi ,  il  di  cui  processo  fu  pubblicato  nella  Miscellanea 
di  Storia  Patria,  voi.  X,  e  che  fu  decapitato  e  poi  arso  a  Roma  nel  1567 
faceva  parte  di  questi  eretici. 

Correspondance  d'Italie.  (Cod,  N.  1521  al  1525), 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII,  5  voi. 

Sotto  questo  titolo  si  trovano  delle  lettere  e  rapporti  dei  più  illustri 
personaggi  del  sec.  xvi  risguardanti  gii  affari  d'Europa  in  genere,  ma  più 
particolarmente  quelli  dell'Italia  e  della  Francia.  Questa  raccolta  di  docu- 
menti è  importantissima  per  la  nostra  storia.  La  corrispondenza  si  estende 
dal  1521  al  1526.  Furono  copiati  con  molta  cura  a  Parigi  nel  1719,  come 
appare  dall'autentica  che  trovasi  ad  ogni  pezza  firmata  Wynants.  Non  è 
detto  da  qual  Biblioteca  o  Archivio  siano  state  tolte. 

Correzioni  proposte  pel  Messale  Ambrosiano  da  Serviliano  Lattuada  e 
dal  Canonico  Matteo  Robecco  nel  1749.  (Cod.  N.  532). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI IL 

CORSO  Rinaldo.  —  Lettere  autografe.  (Cod.  N.  10). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVI  in  8°  di.  fol.  49  scritti  e  10  bianchi. 

Rinaldo  Corso  era  l'agente  della  Casa  d' Avalos  al  Vasto  e  questo  Codice 
contiene  le  minute  delle  lettere  da  lui  dirette  alla  Mar.53  Maria  d'Aragona 
vedova  di  Alfonso  d' Avalos  d'Aquino  Marchese  del  Vasto  e  di  Pescara. 
Alcune  sono  dirette  ad  altri  personaggi,  fra  i  quali  notansi  D.  Inico  figlio 
della  suddetta  Mar."  Maria  :  D.  Beatrice  figlia  pure  della  stessa  e  moglie 
di  Alfonso  de  Guevara  Conte  di  Potenza:  ì  Signori  di  Correggio:  il  Duca 
d'Urbino,  ed  altri. 

La  prima  di  queste  lettere  porta  la  data  del  Dicembre  1557  e  l'ultima 
dell'Agosto  1559. 

Sono  certamente  autografe. 

Rinaldo  Corso  fu  poeta,  e  nella  raccolta  di  poesie  intitolata  il  Tempio 
alla  divina  sig.  D.  Giovanna  d'Aragona  (Venezia,  per  Francesco  Rocca  1563) 
vi  sono  alcuni  suoi  versi  in  italiano,  in  latino  ed  in  spagnuolo. 

COTTA  Lazzaro  Am*.  —  Museo  Novarese.  (Cod.  N.  1444). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

É  T  esemplare  stampato  con  aggiunte  Mss,  autografe  dell' autore.  Non 


100  CEESCENTIIS  (PETRUS  DE) 


sono  poche  ne  di  lieve  momento  le  correzioni  ed  aggiunte  che  il  Cotta  fece 
ai  suo  Museo  Novarese,  e  che  sono  intercalate  nel  testo  stampato.  Vi  è  in 
seguito  un  supplemento  di  fol.  167  in  cui  sono  affastellate  note,  citazioni , 
documenti  ed  iscrizioni  anche  Romane.  È  assai  importante  per  la  Storia  e 
per  l'Archeologia  non  solo  della  diocesi  di  Novara,  ma  anche  per  quella 
dei  paesi  limitrofi. 

Meno  alcune  poche  cose  questo  supplemento  è  autografo. 

COTTA  Lazzaro  Aug.  —  Corografia  e  descrizione  della  Riviera  di  San 
Giulio.  Milano  1668. 

Corografia  e  descrizione  dell'Isola  di  S.  Giulio  nella  diocesi  di 
Novara  estratte  dal  libro  IV  della  Corografia  della  Riviera  di  San 
Giulio.  Milano  1693,  con  aggiunte  autografe  dello  stesso  autore. 

(Cod.  N.  1445). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

COTTA  Lazzaro  Aug.  —  Gozzano  nella  Riviera  di  S.  Giulio.  Discorso 
estratto  dal  libro  IV  della  Corografia  del  Cotta  con  una  lettera  au- 
tografa del  figlio  di  lui  Onofrio.  {Cod.  N.  1446). 

CREMOSANO  Marco.  —  Memorie  storiche  di  Milano  antiche  e  moderne 
sino  all'anno  1691.  (Cod.  N.  1346). 

Cod.  cart.  in  4°,  copiato  da  Giov.  Ant.  Trivulzio  nel  Sec.  XVIII. 

Questo  autore  è  lodato  per  la  sua  diligenza  nel  raccogliere  notizie  sto- 
riche sulla  città  di  Milano  dall' Argelati,  T.  I,  col.  498.  L'autografo  esisteva 
presso  Daniele  Porro  canonico  della  nostra  basilica  di  S.  Lorenzo,  e  sembra 
che  sia  perduto.  Quest'opera  è  divisa  in  due  parti:  la  prima  dall'origine 
della  citta  arriva  al  sec.  xvi  dando  notizie  storiche  alla  rinfusa  senza  ordine 
cronologico ,  ultima  delle  quali  è  un  capitolo  in  cui  riferisce  le  crudeltà 
commesse  da  Barnabò  Visconti.  La  seconda  è  un  diario  in  cui  sono  scritti 
gli  avvenimenti  accaduti  dal  1642  al  1691.  Quest'ultima  parte  è  la  più  in- 
teressante, perchè  l'autore  riferisce  cose  accadute  sotto  i  suoi  occhi ,  e  fu 
da  me  pubblicata  nell'Archivio  Storico  Lombardo. 

CRESCENTIIS  (Petrus  de).  —  Libri  XII  ruralium  commodorum. 

(Cod.  N.  834). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Precede  un  indice  che  occupa  8  fol._al  fol.  9  che  è  in  pergamena.  «  In- 

.  «  cipit  liber  ruralium  commodorum  a  dno  Petro  de  Crescentiis  ci  ve  Bononiae 
«  ad  honorem  omnipotentis  dei  et  Serenissimi  regis  Karolli  et  ad  utilitatem 
«  omnium  gentium  compilatus  » . 

A  pie  di  questo  fol.  vi  è  uno  stemma  miniato.        t 

Alla  fine  ael  XII  libro.   «  Explicit  liber  de  ruralibus  commodis  editus  a 

•  Magistro  Petro  de  Crescentiis  bononiense  et  scriptus  per  Bertulinum 
«  Jacobi  de  Girardis  de  Lacosta  notarium  anno.currente  mcggclxxi.  Indictione 
t  quarta.  (Segue  in  rosso).  Et  qui  liber  est  dominorum  Johannis  firmi  et 

•  Felixii  fratrum  et  natorum  quondam  dm  Antonii  de  Senioribus  de  Co- 

•  menduno  civium  Pergami  » . 

Termina  con  un  epigramma  sulla  morte. 

L'opera  sull'agricoltura  del  Crescenzi,  come  lo  dimostra  il  Tiraboschi 


CRESC0N1US  CORIPPUS  FL.  101 


(voi.  V,  pag.  22'*)  fu  scritta  fra  il  1304  ed  il  1309.  La  prima  edizione,  con 
data  che  ne  fu  fatta  è  quella  di  Johan  Schussler  del  1471. 

CRESCENZIO  Giov.  Pietro.  —  Anfiteatro  romano.  Delle  famiglie  illustri 
della  gran  città  di  Milano.  Parte  2da.  (Cod.  N.  1422). 

Cod.  cari,  del  Sec.  XVI II  in  fol. 

Questa  seconda  parte  non  venne  mai  stampata. 

La  prima  venne  alla  luce  in  Milano  coi  tipi  dei  fratelli  Malatesta  senza 
anno,  ma  probabilmente  nel  1648  o  49.  Il  Crescenzio  registrò  con  tutta 
serietà  le  più  favolose  origini  delle  famiglie.  Non  è  attendibile  che  quando 
arriva  all'epoca  in  cui  visse. 

CRESCENZIO  Gio.  Pietro.  (Cod.  N.  1423  e  1424). 

Altra  copia  del  Sec.  XVII  ia  2  voi.  io  fol. 

Cresconias  Corippus  fi.  —  Johannides.  Seu  de  bellis  Libicis:  ed  al- 
cune poesie  italiane.  (Cod.  N.  686). 

Cod.  cari  del  Sec.  XIV  in  fol. 

Questo  prezioso  Codice  fu  descritto  minutamente  dall' Ab.  Pietro  Mazzu- 
chelli  nella  prefazione  ch'egli  fece  al  Corippo  stampato  a  Milano  nel  1820, 
e  però  non  tarò  che  indicarne  il  contenuto  rimandando  alla  predetta  pre- 
fazione chi  ne  volesse  più  ampie  notizie.  Per  lungo  tempo  fu  creduto  che 
questo  poema  importantissimo  per  la  storia  fosse  andato  perduto,  perchè 
la  copia  fattane  rare  verso  la  metà  del  sec.  xi  dall' Ab.  Desiderio  di  Monte 
Cassino  fu  inutilmente  cercata  in  quella  Biblioteca  dal  Foggini  nello  scorso 
secolo,,  e  l'altro  esemplare  che  fu  visto  dal  Cuspiniano  nella  Bib.  di  Mattia 
Corvino  probabilmente  ora  più  non  esiste,  essendo  quella  libreria  stata 
dispersa  m  parte  ed  in  parte  portata  a  Costantinopoli  per  ordine  di  Soli- 
mano TI,  quando  s'impadronì  di  Buda  nel  1526.  Esso  non  compare  nell'elenco 
di  quei  Codici  regalati  dal  Sultano  alla  Dieta  Ungherese,  né  si  trova  nei 
Codici  Corviniani  dell' Ewards. 

Tempo  fa  ne  venne  scoperto  un  esemplare  nella  Biblioteca  reale  di  Madrid» 
del  quale  si  giovò  per  farne  una  nuova  edizione  accuratissima  il  D.  Giu- 
seppe Partsch,  il  quale  rimase  qui  alcune  settimane  per  studiare  il  Codice 
Trivulziano  e  farne  il  confronto  col  testo  Madrileno  e  colla  edizione  del 
Mazzuchelli.  Di  questo  Codice  egli  parla  lungamente  nel  proemio  di  quella 
edizione ,  la  quale  fa  parte  dei  «  Monumenta  Germaniae  historica  »,  e  fu 
stampata  a  Berlino  nel  1879. 

Il  volume  incomincia: 

I.  Col  poema  di  Corippo. 

II.  Un  frammento  di  un  poema  italiano  in  terza  rima  senza  nome  d'au- 
tore, che  incomincia: 

t  Son  sostegno  del  mondo  tutto  quanto 
«  Perchè  far  figli  e  fargli  compagnia 
t  Ubidienti  al  marito  e  suo  vanto  » . 
L'ultima  terzina  è  come  segue: 

«  0  se  cadesse  faria  un  gran  salto. 
•  D'alcun  dico  per  nome  stare  indarno 
t  Agia  perdono  chi  commetto  difalto  » . 
In  questo  componimento  essendo  fatta  menzione  di  Urbano  VI  egli  è 
evidente  che  è  del  sec.  xiv. 


•*• 


A 


102  CE1  VELLI 


Il  Mazza  eh  el  li  crede  che  ne  sia  autore  I.  L.  De  Bonis  di  Arezzo  che 
scrisse  pare  il  poema  che  vieti  dietro  ed  ha  il  seguente  titolo. 

III.  Victoria  virtutum  con  (sic)  vitiis  conflictantium  edita  a  Johanne 
L.  De  Bonis  de  Aretio  incipit  primus  cantus. 

«  Unico  padre  eterno  Dino  e  trino 

•  Che  festi  e  i  cieli  la  terra  il  mar  l'abisso 

•  L'angelo  et  l'uomo  et  tucto  così  fino  ». 

Questo  poema  è  in  sette  canti,  l'ultimo  de'  quali  termina  colla  seguente 
terzina  : 

«  Allor  si  divotare  Pinferne  curie 

«  Et  Minosse  abandona  il  grande  ofitio 

«  Et  non  punisce  chi  fa  più  ingiuria  » . 

IV.  Francisci  Petrarchae  Eglogae. 

Il  Quadrio  parlando  di  questo  Codice  cita  delle  Elegie;  ma  errò,  vi  sono 
invece  delle  egloghe  senza  nome  d'autore,  che  non  sono  del  De  Bonis,  ma 
bensì  del  Petrarca  come  è  evidente  dal  primo  verso  dell'egloga  prima: 
«  Monice  tranquillo  solus  tibi  conditus  antro  » . 

V.  Sonovi  pure  nell'ultimo  foglio  i  primi  trentasei  versi  del  1°  libro  del 
poema  l' Africa  del  Petrarca. 

GR1BELLI  LEODRYsn.  —  De  expeditione  Pii  pp.  secundi  in  Turcos  libri  III. 

(Cod.  N.  765). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  fol. 

É  pubblicato  nel  voi.  XXIII  del  Muratori  R.  I.  S. 

CRISPI  Petri  Antonij,  Sacerdotis  Bustiensi  relation um  de  oppido  Busti 
Arsitii  partes  III.  (Cod.  N.  1382). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

L'Argelati,  T.  I,  P.  II,  col.  502,  citando  le  opere  di  questo  autore  ch'egli 
chiama  Crespius,  nota  che  il  Picinelli,  Ateneo  dei  letterati  Milanesi,  pag.  456, 
registrò  due  opere  e  disse  che  temeva  che  forse  ingannato  dal  titolo  egli 
avesse  fatto  d'una  sola  opera  due  cose  diverse,  lasciando  alla  prudenza 
del  lettore  di  dare  su  ciò  un  giudizio.  Questo  Codice  scioglie  il  problema. 
Il  titolo  ed  il  contenuto  di  questo  volume  mostrano  che  il  Picinelli  aveva 
ragione  e  che  Vlnsubria^  era  altra  opera  che  non  questa,  di  cui  solo  argo- 
mento  è  il  Borgo  di  Busto  Arsizio. 

CRISTIANI  Giov.  Battista.  —  Trattato  di  scherma.  [Cod.  N.  256) 

Cod.  cart.  del  Sec.  del  XVII  in  8«. 

È  dedicato  dall'autore,  che  si  sottoscrive  maestro  di  scherma,  al  Marchese 
Giuseppe  Maria  Visconti. 

CRIVELLI.  —  Libro  de  privilegi  et  conventioni  della  famiglia. 

(Cod.  N.  1989). 

Cod.  xnemb.  io  4°  del  Sec.  XVI  di  fol.  22  compresi  due  bianchi  alla  fine. 
La  numerazione  dei  fol.  incomincia  sul  secondo  che  porta  il  num.  1. 

Questo  Codice  contiene,  come  indica  il  titolo,  la  copia  dei  privilegi  ac- 
cordati alla  famiglia  milanese  Crivelli.  Il  primo  di  essi  in  favore  di  Antonio 
Crivelli  ha  la  data  die  X  Junii  1137.  L'indizione  ivi  notata,  XV,  è  giusta, 


CRONICA  GENEALOGICA  103 


ma  non  così  la  firma  di  Francesco  Sforza  col  titolo  di  Duca  di  Milano  come 
è  detto  nella  intestazione ,  essendo  nel  Giugno  ancora  vivo  Filippo  Maria 
Visconti,  che  mori  neir Agosto  del  1447.  Il  secondo  atto  è  una  convenzione 
fatta  dai  Crivelli  coi  Difensori  della  libertà  di  Milano,  nel  1448.  Seguono 
altri  diplomi  di  Francesco  Sforza  in  favore  di  quello  stesso  individuo.  Il 
Codice  termina  con  atti  relativi  ad  un  Alessandro  Crivelli,  l'ultimo  dei  quali 
porta  la  data  del  1551. 

Cronaca  Veneta.  (Cod.  N.  1237). 

Cod.  cai*,  in  8°  del  Sec.  XVII. 

ft  il  racconto  favoloso  dell'andata  a  Venezia  dell'Imp.  Federico,  per  sot- 
tomettersi a  Papa  Alessandro  III.  In  fine  si  legge:  •  Jo  Ant°  del  Biancho 
«  della  Cha  de  Chomun  fui  su  la  ditta  armada  e  viti  tute  queste  cose  ». 

•  Io  Gio.  Batta  Clerici  o  copiato  questo  dalla  propria  scritta  per  mano 
•  del  sopradetto  Ant.°  ne  giunto  ne  sciemato  ne  parole  n'accenti  » . 

Cronioa  autentica  Veneziana.  (Còd.  N.  1351). 

Cod.  cari  del  Sec.  XVI II  in  4°. 

Arriva  al  1410.  ed  ha  in  seguito  un  ragguaglio  delle  famiglie  Venete 
per  ordine  alfabetico  che  arriva  soltanto  alla  lettera  R.  É  scritta  in  dialetto 
Veneziano.  Nel  principio  contiene  racconti  favolosi ,  ma  in  seguito  divien 
pregevole.  È  divisa  in  due  libri  e  la  credo  inedita. 

Cronaoa  autentica  Veneziana.  (Cod.  N.  242). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

In  fine  ha  le  armi  delle  famiglie  Venete ,  che  non  arrivano  anche  in 
questa  che  alla  lettera  K. 

Cronioa  genealogica  della  nobiltà  Veneta.  (Cod.  N.  1759). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  fol. 

Sul  primo  fol.  trovasi  una  Regola  per  trovare  in  che  di  entra  tufi  i  mesi 
de  tanno  a  cominciare  <fyl  14 ?6.  Sul  verso  di  questo  fol.  ne  fu  ingom- 
mato uno  a  stampa  della  Rota  della  lettera  Domenicale  e  dell  aureo  numero 
del  1492.  —  Al  fol.  4  ei  è  una  tavola  colla  •  Regola  de  lp  ore  e  de  i  ponti 
«  del  dì  e  quanto  cresce  e  quanto  decresce  • .  —  Ai  verso  del  fol.  6  inco- 
mincia la  nomenclatura  delie  casate  Venete  col  loro  stemma,  alcuni  dei 
quali  colorati. 

Al  fol.  28  trovasi  un  brano  di  una  cronaca  che  ha  principio  col  giorno 
10  Settembre  1437,  ma  che  doveva  incominciare  assai  prima.  Esso  termina 
al  fol.  32,  lasciando  1  ultima  parola  incompleta  e  riferendo  avvenimenti  del 
Settembre  1  '#38.  La  credo  inedita.  É  però  da  osservarsi  che  nella  parte  del 
Codice  ove  sono  notate  le  casate  Venete  la  scrittura  originale  cessa  colla 
famiglia  Proti ,  e  che  la  Papazizi  che  le  vien  dietro  collo  altre  sino  alla 
fine  furono  aggiunte  posteriormente  alla  fine  del  sec.  xvi  o  principio 
dei  xvii. 

Sulla  pergamena  che  serve  di  copertura  a  questo  Codice  trovasi  la  fine 
di  una  canzone  francese  a  più  voci  colie  note  musicali,  la  quale  però  fu 
scritta  da  mano  italiana  nei  sec.  xv. 


104  CRONICHETTA 


Oronaohe  della  città  di  Venezia  dalla  sua  fondazione  all'arino  1579  con 
l'origine  e  blasoni  delle  famiglie  Nobili  Venete.        (Cod.  N.  1758). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Il  Codice  incomincia  con  una  cronaca,  favolosa  nei  primordi,  che  arriva  al 
1453  e  che  si  riferisce  in  buona  parte  alla  istituzione  della  Magistratura 
della  Ser.m*  Repubblica.  Dopo  notizie  sulle  casate  Venete  vi  è  un'altra  cro- 
naca che  incomincia  con  fatti  accaduti  sotto  il  Doge  Pietro  Gradenigo,  cioè 
negli  ultimi  anni  del  sec.  xiu  o  primi  del  successivo  ed  arriva  al  1579. 
Credo  che  amenduc  questi  scritti  siano  inediti. 

Cronica  de  tute  le  Caxade  dell'inclita  et  nobil  città  de  Venetia  cioè  de 
li  gentilhomini  che  sono  venuti,  ad  abitar  in  questa  città. 

(Cod.  N.  1589). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVH  con  stemmi  colorati. 

Croniche  del  Marchese  di  Mantova.  (Cod.  N.  1217). 

Cod.  del  Sec.  XV  in  4°. 

Questa  cronaca  malgrado  il  titolo  che  trovasi  al  principio  del  volume 
contiene  la  storia  della  battaglia  del  Yaro,  dove  l'armata  francese  di  Carlo  Vili 
sarebbe  stata  completamente  disfatta  senza  il  valore  e  labilità  del  celebre 
Gian  Giacomo  Trivulzio.  Fu  stampata  una  relazione  di  questo  fatto  da  Aldo 
Manuzio  nel  1496  col  titolo  De  bello  Carolino,  scritta  da  Alessandro  Benedetti, 
la  quale  tradotta  poi  da  Lodovico  Damenichi  venne  alla  luce  in  Venezia 
nel  1549.  Questa  relazione  è  diversa  dalla  predetta  e  secondo  l'opinione 
espressa  in  una  nota  posta  nel  foglio  di  risguardo  da  un  antico  possessore 
di  questo  Codice  essa  è  assai  superiore  alle  altre  da  lui  vedute.  Ciò  che 
rende  ancor  più  autorevole  questa  relazione  è  che  l'autore  fufcdel  testi- 
monio,  come  egli  dice  nel  primo  foglio,  di  quanto  narra.  Credo  che  questo 
Codice  sia  autografo  o  per  lo  meno  fu  riveduto  dall'autore  essendovi  non 

E  oche  correzioni.  Venne  pubblicata  nel  1  e  2d0  fascicolo  dell' Arch.  Storico 
ombardo  del  1879.  Sulla  giornata  dei  Taro  venne  anche  pubblicata  una 
Lettera  di  ragguaglio  da  un  Franceschi. 

Cronaohe  Lombarde.  (Cod  N.  1375). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

I.  Beltramolo  da  Silva. 

Cronaca  brevissima,  la  quale  incomincia  dall'anno  1200  sino  al  1336,  e 
riferisce  fotti  accaduti  in  Lombardia ,  e  specialmente  nella  città  di  Como , 
e    in  Valtellina. 

II.  Merlo  Stefano,  ha  il  titolo  seguente.  Cronichetta  d'una  parte  delle 
cose  occorse  in  la  povera  Lombardia  e  principalmente  nella  Valtellina  comin- 
ciando dall'anno  1486  sino  al  1540. 

Cronichetta  di  casa  Farsetti.   Ovvero  vite  di  alcuni  uomini  di  questa 
casa.  (Cod.  N.  38). 

Cod.  cart  in  8*  di  fol.  60  del  Sec.  XVIII. 

Vita  di  Cosimo  ed  Andrea ,  per  Domenico  Maria  Manni  a  di  Tommaso 
«  Giuseppe  e  di  Giov.  Jacopo  pel  Comm.  Tom.  Gius.  Farsetti  di  Anton  Fran- 
«  Cesco,  e  di  Maffeo  Arciv.  di  Ravenua  per  Jacopo  Morelli  ». 


CUNICULUS  105 


Chronicon  ab  anno  1218  ad  1553.  (Cod.  N.  1379). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol.  piec. 

L'autore  deve  essere  stato  Piemontese,  perchè  racconta  essenzialmente 
le  cose  avvenute  in  quelle  province.  Nel  principio  questa  cronaca  è  molto 
sommaria  e  non  dà  notizia  che  di  alcuni  dei  fatti  più  rimarchevoli  ;  ma 
giunto  al  sec.  xvi  e  narrando  cose  avvenute  sotto  ì  suoi  occhi  e  notate 
giorno  per  giorno  acquista  maggior  pregio  ed  autorità. 

CuniouliuL  —  De  libertate  et  immunitate  ecclesiarum   ad  regem  Por- 
galliae  Joh.  III.  (Cod.  N.  592) 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol. 


Cote/.  Trivulziana  [Stampato  il  5  luglio  4883)  44 


106  DANTE  ALIGHIERI 


D 


DAINI  Giacomo.  —  Della  origine  e  genealogia  della  casa  Gonzaga  scritta 
in  latino  da  Giacomo  Daini  notaio  e  tradotta  in  italiano  da  Ippo- 
lito Castello  Giureconsulto.  (Cod.  N.  1179). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

V  autografo  di  auesta  cronaca  si  trova  nell'  Archivio  Gonzaga  a  Mantova, 
come  pure  quello  Clelia  traduzione. 

DANTE  Alighieri.  —  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1079). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Non  contiene  che  l'Inferno  ed  il  Purgatorio. 

Appartenne  già  al  pittor  Bossi  che  lo  teneva  in  gran  stima  per  la  sua 
antichità  e  le  cui  varianti  furono  pubblicate  da  lui  stesso  nella  edizione 
che  fece  fare  dal  Mussi  in  Milano. 

Tutti  i  capitoli  della  prima  Cantica  hanno  le  iniziali  miniate.  Non  ha 
argomenti  ne  indicazioni  di  canti.  Sulla  prima  carta  vi  è  una  miniatura 
che  rappresenta  la  Selva  oscura  coi  due  poeti  a  pie  del  fol.  21  v.  22,  23  e 
23  v.f  che  contengono  i  canti  V  e  VI  vi  sono  altre  miniature  che  rappre- 
sentano i  fatti  ivi  narrati.  Il  carattere  ha  sofferto  in  molti  fol.  per  la  cattiva 
qualità  dell'inchiostro.  Ha  larghissimi  margini  rigrati  per  scrivervi  un  com- 
mento. Al  fol.  159  dove  incomincia  il  Purgatorio  fu  lasciato  un  grande 
spazio  in  bianco  per  l'iniziale  da  miniarsi.  Il  viviani  nel T ed.  di  Udine  avendo 
dato  un  catalogo  dei  Cod.  Trivulziani  della  Divina  Commedia  ne  indicherò 
il  numero  che  tengono.  Questo  sarebbe  il  1. 

DANTE  Alighieri.  —  Le  tre  cantiche.  (Cod.  N.  1080). 

Cod.  memb.   del  1337. 

Questo  preziosissimo  Codice  è  dopo  il  Laudiano  di  Piacenza  del  1336  il 

Eiù  antico  che  si  conosca  con  data  certa.  È  benissimo  conservato  e  ricco  di 
ellissime  varianti  come  scrisse  il  Viviani  nella  rassegna  che  fece  dei  Codici 
Danteschi  riscontrati  per  l'edizione  da  lui  fatta  della  Divina  Commedia  a 
Udine  nel  1823,  ove  stampò  gli  argomenti  premessi  a  ciascun  canto  che 
leggonsi  in  questo  Codice  dandone  anche  un  fac  simile  della  scrittura.  È 


DANTE  ALIGHIEBI  107 


benissimo  scritto  in  due  colonne  cogli  argomenti  in  rosso.  La  prima  iniziale 
di  ciascuna  cantica  è  miniate  e  gli  ornati  si  protendono  in  un  fregio  che 
circonda  tutta  la  pagina,  e  vi  si  trovano  figure  allusive  alle  cose  dette  nel 
primo  capitolo,  salvo  quello  dell'ultima  cantica  in  cui  è  rappresentata  Tin- 
.  coronazione  del  poeta  e  busti  di  santi. 

I  fogli  hanno  un'antica  numerazione  in  cui  corsero  due  errori,  il  primo 
è  che  dopo  il  fol.  39  ne  fu  lasciato  uno  senza  numero,  e  così  pure  dopo  il 
fol.  77,  e  ciò  fa  sì  che  si  trova  una  differenza  alla  fine  di  due  numeri. 

Il  Cod.  principia  colla  intestazione  seguente  : 

•  Incomincia  la  Comedia  di  Dante  Alleghieri  di  Fiorenza  nella  quale 
«  tratta  de  le  pene  et  patimenti  de  vizij  et  de  meriti  et  premi  de  le  virtù  » . 
—  Al  verso  del  fol.  70  ove  termina  il  Purgatorio  rimanendo  una  colonna 
bianca  vi  fu  scritto  posteriormente  da  altra  mano  il  quadernario  sulla 
B.  Vergine  che  viene  attribuito  a  Dante,  e  che  leggevasi  sulle  pareti  di 
una  saia  pubblica  di  Venezia,  come  asserisce  il  Foscarini  nella  Letteratura 
Veneta. 

II  poema  termina  al  verso  del  fo.  105  colle  seguenti  sottoscrizioni  :  •  Explicit 

«  liber  comedie  Dantis  Alegherij  de  Florentia  $  eum  editus  sub  anno  dnice 

Incarnat  Millo  trecento  de  Mense  Marti i  Sole  in  ariete  lune  xmj  in  libra  ». 
«  S/  Franciscus  S/  Nardi  de  Barberino  vallis  pese  curie  Summe  fontis 

__      O         O  0  o 

•  scripsit  hunc  librum  sub  anno  dni  m  ccc  xxx  vi]  » . 

Al  fol.  106  incomincia  senza  alcuna  intestazione  il  Capitolo  di  Jacopo 
figlio*  di  Dante  ed  al  107  quello  di  Busone  da  Gubbio. 

Al  verso  del  fol.  108  le^gesi  in  rosso.  «  Questi  sono  li  nomi  delti  uffi- 

•  ciali  et  le  dignitadi  delh  antichi  romani  » .  Questo  scritto  del  sec.  xv 
occupa  Ire  colonne,  ed  il  foglio  su  cui  è  scritta  la  terza  essendo  stato  ta- 

fliato  per  il  lungo  non  appare  se  l'opuscolo  sia  finito  o  sia  mutilo.  Gai 
iviani,  lt°. 

DANTE  Alighieri.  —  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1071). 

Cod.  eart.  in  fol.  del  1405. 

Precedono  tre  prefazioni  latine.  La  prima  incomincia:  «  Liber  iste  divi- 
«  ditur  in  tres  partes  principales  quarum  prima  appellatur  infernus  » . 

La  Seconda.  «  Ad  intelligentiam  presentis  chomedie  secundum  quod 
«  expositores  in  scientiis  perutuntur  • . 

La  terza.  «  Etsi  celestis  et  increati  principis  investigabilis  providcncia 
t  mortales  » . 

Di  questi  tre  prologhi  i  primi  due  sono  una  traduzione  di  quelli  di  Ja- 
copo della  Lana.  Il  terzo  è  quello  del  commento  latino  creduto  di  Jacopo 
figlio  di  Dante. 

Al  verso  del  terzo  fol.  incomincia  senza  alcuna  intestazione  il  capitolo 
di  Busone  da  Gubbio,  ed  al  verso  del  quarto  quello  di  Jacopo  di  Dante. 

Al  fol.  6  principia  la  Divina  Commedia,  al  57  il  Purgatorio,  al  99  il  Pa- 
radiso, che  termina  al  fol.  145  colla  sottoscrizione  seguente: 

•  Qui  è  compito  il  libro  de  Dante  Aldegheri  da  Firenze  scrito  per  man 
«  de  Ghirardo  da  Coreza  in  mccccv  » .  —  Segue  una  canzone  alla  Vergine 
d'ignoto  autore,  che  incomincia:  •  Salve  regina  Santa  imperatrice  ». 

Al  fol.  100  incominciano  le  canzoni  di  Dante,  ma  non  vi  sono  tutte  ed 
hanno  l'ordine  seguente: 

Le  tre  del  Convito  :  le  due  prime  della  Vita  Nuova ,  poi  altre  canzoni 
che  nella  edizione  delle  rime  di  Dante  fatta  a  Parigi  dal  Buttura  nel  1823 
portano  i  numeri,  che  pongo  neir ordine  in  cui  stanno  nel  Codice  XII  -  XIV. 
La  sestina  unica  che  trovasi  a  pag.  132  -  XVIII  -  XIX  -  XX  -  XV  -  XXII  - 
XXI  -  IV  -  XVI. 

Dopo  queste  segue  la  canzone  di  Cino  da  Pistoia  che  venne  pubblicata, 


108  DANTE  ALIGHIERI 


traendola  da  questo  Codice,  dal  Ciampi  nel  1814,  nel  supplemento  (pag.  19) 
alla  Vita  e  poesie  del  suddetto  Gino.  Dopo  questa  canzone  è  nuovamente 
trascritta  quella  che  trovasi  in  questo  Codice.  Ave  regina  Santa  imperatrice, 
e  con  essa  termina  il  volume. 

Il  Codice  è  larghissimo  di  margini  evidentemente  lasciati  per  scrìvervi 
un  commento,  ed  infatti  al  fol.  99  dove  incomincia  il  Paradiso  vi  sono  delle 
note  marginali  ed  altre  interlineari,  ma  queste  meglio  potrebbero  dirsi  una 
traduzione  latina  di  gran  parte  dei  versi.  Il  commento  non  è  quello  di  Ja- 
copo della  Lana.  Queste  note,  della  stessa  mano  del  testo,  non  oltrepassano 
la  settima  terzina  del  terzo  canto. 

II  Batines  parla  di  questo  Codice  nel  voi.  II,  pag.  139,  e  lo  descrive  un 
poco  più  accuratamente  che  non  avesse  fatto  il  Viviani ,  ma  confrontando 
la  sua  con  questa  descrizione  si  capirà  facilmente  ch'egli  non  ebbe  in  mano 
il  volume  III  del  Cat  Viviani. 

DANTE  Alighieri.  —  Divina  Commedia  col  Commento  di  Jacopo  della 
Lana.  '  (Cod.  N.  2263). 

Cod.  memb.  in  fol.  grande  del  1405. 

Il  Codice  è  assai  ben  scritto  in  due  colonne:  il  commento  non  è  in  mar- 
gine, ma  in  seguito  a  ciascun  canto:  le  lettere  iniziali  al  principio  d'ogni 
canto  ed  a  quella  del  commento  sono  miniate:  a  pie  della  pagina  ove  in- 
cominciano ì  canti  dal  II  al  X  vi  sono  delle  bellissime  pitture  allusive  al 
testo:  sul  primo  fol.  è  scritta  in  rosso  la  «  Rubrica  di  Dante  et  prima  in 
t  la  prima  parte  dello  inferno  • . 

Questa  rubrica  è  soltanto  dell'Inferno  ed  occupa  anche  il  verso  del  fol. 
cui  ne  seguono  due  bianchi. 

Al  4°  fol.  incomincia  il  poema  colla  intestazione  seguente: 

«  Canto  primo  della  prima  parte  la  quale  si  chiama  Inferno  nel  quale 
«  l'auctore  fa  prohemio  a  tucta  l'opera  ». 

Intorno  a  questo  fol.  vi  sono  dei  fogliami  miniati  e  dorati  :  nella  lettera 
iniziale  è  raffigurato  Dante  seduto  e  meditante.  A  piò  della  pagina  vi  è 
uno  stemma.  Al  verso  dello  stesso  fol.  dove  incomincia  il  commento  in  una 
grande  iniziale  è  ripetuta  la  figura  del  poeta  in  piedi.  Il  commento  dell'In- 
ferno termina  al  fol.  103  ed  al  seguente  vi  è  in  rosso  la  Rubrica  del  Pur- 
gatorio. 

Dopo  un  fol.  bianco  al  fol.  106  «  Comincia  la  seconda  parte  della  com- 

•  media  di  Dante  Alleghieri  di  Firenze.  Nella  Quale  parte  si  purgano  li 
«  commessi  peccati  et  vitij  de  quali  l'uomo  è  confesso  et  pentuto  con  animo 
«  di  satisfactione  et  contiene  XXXIII  canti.  Qui  nel  primo  canto  sono  quelli 
«  che  sperano  di  venire  Quando  che  sia  alle  beate  genti  • . 

Nella  lettera  miniata  i  cui  fogliami  ornano  tre  lati  del  fol.  vedesi  la 
figura  di  Dante  in  piedi  con  un  libro  nella  mano  destra.  Questa  figura  è 
ripetuta  nell'iniziale  miniata  al  verso  dello  stesso  fol. 

Al  fol.  201  vi  è  in  rosso  la  rubrica  della  terza  parte,  e  dopo  un  fol. 
bianco  «  Comincia  la  terza  parte  della  Commedia  di  Dante  Alleghieri  di 
«  Firenze  chiamata  Paradiso  nella  quale  tracta  de  beati  et  della  celestiale 

•  gloria  et  de  meriti  et  premi  do  Sancti.  Et  dividesi  in  nove  parti  si  come 
«  Finferno.  Canto  1°  nel  cui  principio  l'autore  prohemiza  ala  sequente  can- 
«  tica  et  sono  nello  helemento  del  fuoco  et  Beatrice  solve  alautore  una  que- 
■  stione  nel  quale  canto  lautore  promette  di  trattare  delle  cose  divine  in- 

•  vocando  la  scienza  poetica  cioè  Apollo  dio  di  sapienza  » . 

Nella  lettera  iniziale  miniata  è  rappresentato  Cristo  in  cattedra  in  atto 
di  benedire.  Gli  ornati  si  estendono  su  tre  margini.  L'iniziale  al  verso  di 
questo  fol.  contiene  fogliami.  Al  pie  del  fol  208  vi  è  un  disegno  a  penna 
assai  bello  allusivo  ai  primi  versi  del  secondo  canto. 

Dopo  il  commento  dell'ultimo  canto  al  verso  del  fol.  334  leggesi:  ■  La 


DANTE  ALIGHIERI  109 


«  sopradicta  expositione  chiose  overo  postille  descripto  fo  che  a  me  minimo 
e  intendente  pare  che  fosse  lo  intellecto  dello  autore.  Et  però  ogni  exemplo 
«  argomento  oppinione  concluxione  allegoria  sententia  overo  alcuno  decto 
«  che  in  essa  descripto  intesa  vel  assegnata  sello  si  conforma  et  assimiglia 
«  al  senso  et  al  tenore  della  sancta  madre  ecclesia  cattholica  romana  ap- 
«  provo  affermo  et  oe  per  bene  dicto  se  deviasse  discrepasse  overo  con  tra 
«  dicesse  al  predicto  senso  et  tenore  della  sancta  chiesa  sia  per  vano  et 
a  non  benejlicto,  et  però  lo  casso  et  vacuo  et  tegno  per  de  nessuno  valore 

«  sicome  xpiano  puro  fedele  et  verace  ».  f* 

Indi  viene  il  Credo  attribuito  a  Dante  e  poi  la  sottoscrizione  seguente: 
«  Explicit  liber  Dantis  Allegerii  scripto  per  mano  di  me  Paolo  di  Dunio 

«  tosi  da  Pisa  negli  anni  dui  mccgcv  a  dì  xxv  daprile  Deo  gratias  ». 

Al  fol.  335.  «  Questo  capitulo  fece  Messer  Busone  dagobbio  il  quale  parla 
«  sopra  tutta  la  Commedia  di  Dante  Alleghieri  di  Firenze  ». 

Al  verso  dello  stesso  fol.  in  fine  della  2*  colonna  «  Questo  capitulo  fece 
«  Jacopo  figliuolo  di  Dante  Alleghieri  di  Firenze  il  quale  parla  sopra  tucta 
«  la  conmedia  del  decto  Dante  ». 

Dopo  il  capitolo  al  fol.  137  nella  prima  col.  leggesi: 
«  0  tu  che  in  questo  libro  te  trastulli 
«  Guarda  cum  le  lucerne  non  saciuffi 
«  Rendimel  presto  e  guardai  dai  fanciulli  ». 
Seguono  tre  fol.  bianchi. 

La  scrittura  di  quebio  Codice  è  quadrata  piuttosto  grande,  molto  accu- 
rata. Il  voi.  è  di  una  conservazione  perfetta,  solo  alcune  delle  miniature  n 
?iè  di  pagina  dei  primi  canti  dell'Inferno  hanno  un  po' sofferto  per  l'uso, 
utte  le  altre  sono  freschissime:  conserva  la  sua  legatura  originale  di  cuoio 
impresso  colle  borchie  d'ottone  lavorate.  IV  del  Cat.  Viviani. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1081). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Manca  dell'ultima  carta,  terminando  coi  due  primi  versi  della  terzina 
del  Canto  33. 

Ma  per  la  vista  che  s'avvalorava 
In  riguardando  una  sola  parvenza. 

Ha  le  iniziali  a  colori.  Al  principio  di  ciascuna  cantica  ha  un  fregio 
miniato:  è  ben  conservato. 

Sopra  uno  de  fol.  che  contengono  il  Can.  XIV  del  Purgatorio  si  legge 
il  nome  di  Scipio  de  Bonetis. 

La  scrittura  sembra  del  principio  del  sec.  xvi.  Nella  prima  ed  in  parte 
della  seconda  cantica  si  trovano  alcune  note.  —  Questo  Codice  che  appar- 
teneva al  pittore  Bossi,  esisteva  una  volta  nella  libreria  dei  Carmelitani  d'Asti 

leggendosi  sulla  prima  carta:  «  Ex  Gramaticis  Bibliothecae  conventus  Carmel 
Astae  ».  V  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1048)* 

Cod.  memb.  in  8°  gr.  del  Sec.  XV. 

Precede  a  ciascuna  cantica  una  miniatura  che  occupa  tutta  la  pagina  : 
la  prima  e  la  terza  non  sono  finite.  Le  iniziali  al  principio  di  ciascuna  delle 
tre  parti  sono  miniate  con  ornati  intorno  al|f  pagina.  In  calce  alla  prima 
vedevasi  uno  stemma  ora  cancellato. 

Il  Cod.  principia:  a  Incomincia  il  primo  libro  decto  inferno  della  Comedia 
t  overo  cantica  di  Dante  delli  Aldignieri  illustrissimo  poeta  Fiorentino  » , 


110  DANTE  ALIGHIERI 


È  ben  scritto  e  ben  conservato.  Non  ha  note.  Appartenne  al  pittore  Bossi. 
VI  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia  con  postille  latine. 

(Cod.  N.  1072). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Il  Cod.  incomincia  con  un  indice  delle  materie  e  delle  persone  di  cui 
Dante  parlò  nel  suo  poema:  è  scritto  in  due  colonne  ed  ha  la  seguente 
intestazione:  «  Incipit  tabula  super  commediam  Dantis  et  noveritis  quod 
«  primus  numerus  significat  in  quo  libro  sit  primo  secundo  vel  tertio.  So- 
ft cundus  numerus  significat  quotationem  capitali  illius  libri.  Tertius  mi- 
ci merus  significat  quotationem  partis  illius  capitali.  Nam  tota  comedia 
«  dividitur  in  tres  libros  qui  appellantur  Cantica  et  quislibet  liber  dividitur 
«  per  capitala  et  quodlibet  capitulum  dividitur  per  partes  ». 

Questo  indice  occupa  sette  fol.  sull'ottavo  incomincia  il  poema  che  ter- 
mina al  fol.  212  colla  sottoscrizione  seguente:  «  Explicit  liber  Dantis.  Ego 
«  Fr.  Stephanus  Ser  Francisci  de  Florentia  ordinis  fratrum  predicatorum 
sacre  tneologie  humilis  professor  scripsi  hunc  librum  et  glossarium  anno 

ni  Mccccvin  in  castro  civitatis  Bononiensis. 

Segue  «  Epitaphium  dantis  super  ejus  sepulchrum  in  Ravenna.  Aliud 
«  epitaphium  sepulture  ejus  ».  # 

In  margine  al  primo  di  essi  sta  scritto:  «  Istud  epitaphium  primum 
«  dicitur  quod  fecit  ipse  Dantis  ». 

Il  commento  latino  è  parte  marginale,  parte  interlineare. 

Il  Cod.  consta  di  219  fol.  scritti.  Il  Salvi  nel  mandarne  la  notizia  al 
Bandini  (che  la  pubblicò  in  nota  a  pag.  537  del  voi.  II  del  Cat.  dei  Mss. 
della  Laurenziana)  disse  che  erano  ccx,  ma  egli  non  li  aveva  contati  e  fi- 
dandosi dell'antica  numerazione  a  pie  di  pagina,  ove  realmente  sull'ultimo 
vi  è  il  numero  210  fu  tratto  in  errore  e  non  s'accorse  che  dopo  il  fol.  33 
l'antico  scrittore  ne  saltò  uno ,  ed  un  altro  dopo  il  39.  Il  Canonico  Gian 
Jacopo  Dionisi  che  fece  più  edizioni  della  Divina  Commedia,  la  prima  delle 

auah  a  Parma  nel  1795  teneva  in  gran  conto  questo  Codice,  come  consta 
a  una  sua  lettera  autografa  unita  al  volume  nella  Quale  parla  anche  dei 
diversi  possessori  che  lo  ebbero,  e  che  sono  assai  più  di  quelli  notati  dal 
Batines  nel  Tomo  II.  pag.  140.  Il  più  antico  di  essi  che  si  conosca  è  quello 
notato  a  pie  della  j pagina  ove  incomincia  il  poema,  ove  leggesi  :  «  Liber 
«  D.  Grimani  Cardinalis  S.  Marci  ».  Poi,  come  sta  nella  prima  pag.  delPin- 
dice,  fu  posseduta  dalla  Domus  Venetae  Societatis  Jesus.  Di  un  altro  pos- 
sessore il  nome  nella  sommità  della  stessa  Pagina,  ma  fu  cancellato  in  modo 
da  non  potersi  più  decifrare.  Il  carattere  ael  Codice  è  chiaro,  più  grande 
nel  testo  e  più  minuto  nel  commento*  L'indice  al  principio  è  esso  pure  dì 
mano  di  Fra  Stefano.  È  il  VII  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia,  con  qualche  breve  nota. 

{Cod.  N.  1046)- 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XV. 

Nelle  prime  sei  carte  leggonsi  gli  argomenti  dei  capitoli;  sulla  settima  è 
scritto,  di  mano  posteriore  a  Oratio  beati  Awjustini  Episcopi,  Dulcissime 

«  dne  Jhu  Xpe  verus  deus  »  la  quale  però  non  è  di  quel  Santo.  L'iniziale 
del  poema  è  miniata,  con^  pure  quelle  della  2*  e  3*  Cantica.  I  titoli  dei 
capitoli  sono  in  rosso  e  le  iniziali  dei  medesimi  sono  colorate.  Dopo  il  poema 
leggesi  d'altra  mano  un  capitolo  in  lode  della  B.  Vergine  che  comincia: 
O  madre  del  Signore  de  Universo.  Al  verso  dello  stesso  fol.  vi  è  l'orazione: 


DANTE  ALIGHIEBI  111 


O  anima  Xpi  sancHfica  me  colla  nota  :  «  Hanc  oratioaem  fecit  papa  Johan- 
«  nes  XXIf  et  pubblicava  in  publico  concistorio  anno  domini  mcccxxx  et 

•  dedit  talem  indulgentiam  ut  cotiescumque  hanc  orationem  quis  dixerit 

•  trium  milium  dierum  crimalium  et  venialium  mille  annorum  ».  Alcuni 
vollero  attribuire  questa  orazione  a  S.  Ignazio  di  Loyola.  Anche  questa  ora- 
zione è  di  mano  posteriore. 

Finalmente  a  carte  200  e  seguenti  non  numerate  leggonsi  i  capitoli  del 
figlio  di  Dante  e  di  Busone,  ma  senza  i  loro  nomi.  Vi  e  unita  al  Codice 
la  descrizione  fattane  dall'Abate  Mazzuchelli  dalla  quale  fu  tratta  la  presente. 
Vni  del  Cat.  Viv. 
■ 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia  con   glosse  interlineari  e 
commento  nei  margini  pure  in  latino.  (Cod.  N.  1085). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Il  commento  sembra  un  compendio  di  quello  di  Benvenuto  de  Ram- 
baldi  da  Imola.  In  principio  mancano  i  primi  tre  canti  e  parte  del  IV 
essendosi  perduti  4  fol.  Quindi  incomincia  il  Codice  coir  ultimo  verso  della 
terzina  28  «  Sembianza  aveva  ne  trista  ne  lieta  »  ed  il  commento  «  Quelli 
«  è  homero  describit  ipsum  a  proheminentia  honoris  etc.  ».  Alla  fine 
»  Explicit  liber  Dantis  Aldigherii  Fiorentini.  Expleta  est^tota  comedia  Dantis 

«  de  Aldigheriis  de  Florentia  edita  per  eum  anno  dni  nostri  Jesu  Christi 
«  mccc°  de  mense  Martii  Sole  in  ariete  lune  xiiij  in  libra  qui  decessit  in 
«  civitate  Ravene  in  m°ccc0xxi°  die  Sancte  crucis  de  mense  Setembris  cujus 
«  anime  altissimus  deus  misereatur.  FALLO  (scritto  in  rosso)  Ego  Ludovicus 
«  quondam  Johannis  Matei  de  Franceschis  de  Imolajscripsi  hunc  Dantem 

«  mea  manu  propria  anno  dominice  incarnationis  dni  nostri  Jesu  Christi 
«  mgcccxxv  die  xv  mensis  Martii  et  scripsi  ipsum  in  duodecim  diebus  con- 
«  tinuis  et  finitis  die  Martis  de  mane  ante  prandium,  hora  decima  octava 
«  luna  existente  in  scorpione  sub  signo  Mercurii  Imole  in  domo  mee  prò- 
«  prie  habitationis  in  sala  diete  domus  ». 

Nel  fol.  seguente  166  di  altra  mano  vi  sono  le  seguenti  memorie  e  Emptus 
«  Bononie  1469,  ad  usum  dni  Gasparis  Bononiensis  quoad  patri  bus  placuerit  » 
=  «  Il  comprò  a  Pesaro  Antaldo  Antaldi  nel  1810.  Nel  181 1  il  donò  al  chia- 

•  rissimo  amico  il  Cav.  Giuseppe  Bossi  ». 

Al  verso  dello  stesso  fol.  ai  mano  dello  scrittore  del  Codice  vi  è  una 
Orazione  de*  Genovesi  a  Filippo  Maria  Visconti  Duca  di  Milano  in  occasione 
che  nel  1435  si  sottrassero  al  suo  dominio.  Essa  è  intitolata:  «  Premissiva 
«  per  Januenses  post  rebellionem  ad  serenissimum  principem  ducem  Me- 
a  diolani  ».  Incomincia:  e  Scimus  Illus.c  princeps  quod  motus  nostros  non 
a  miraberis  vix  quod  lenti  fuerint  ».  Termina  nella  stessa  pagina  «<  Sed 
«  illud  est  quod  volumus  in  primis  per  vestram  dominationem  statim  reddi 
«  castra  omnia  atque  arces  que  per  riparia?  nostras  ultra  iugum  suo  nomine 
«  detinentur:  in  quo  cognoscemus  quo  pacta  se  velit  nobiscum  ». 

Il  rimanente  dell'  orazione  non  fti  qui  trascritto. 

Nel  fol.  seguente  167  trovasi  di  altra  mano  del  sec.  xv.  «  Compendio 
e  soto  brevità  di  tuti  li  capitoli  che  sono  xxxiij  de  questa  terza  et  ultima 
«  comedia  di.  Dante  intitolata  Canthica  paradisi  per  la  quale  meglio  inten- 
«  dere  è  da  sapere  corno  nel  Capit.  primo  dopo  lo  pronemio  tracta  come 
«  ogni  cosa  naturalmente  tende  in  buono  fine  lo  qual  fine  si  è  fuora  de 
é«  l'ordine  mondano  ».  Termina  questo  compendio  così  :  «Nel  33Uo  e  ultimo 
«  capitalo  ora  ad  nostra  donna  con  pia  humile  e  devota  oratione  poi  acede 
«  a  vedere  quel  a  ultima  e  perfetta  beatitudine  de  la  quale  editto  de  sopra 

•  che  consiste  nela  visione  del  creatore  de  tutte  le  creature.  Finis  ». 

Il  fol.  168  nella  prima  pagina  è  bianco ,  e  nella  seconda  sono  diverse 


112  DANTE  ALIGHIERI 


memorie  di  mano  dello  scrittore  del  Codice  e  di  altre  coeve,  parte  in  ca- 
rattere rosso  (1). 

Cod.  cart.  colla  marca  d'un  drago  in  fol.  di  carte  segnate  dal  numero 
7  al  168  essendosi  perdute  le  prime  6.  Ha  le  lettere  iniziali  ad  ogni  canto 
o  capitolo  colorate  e  quelle  del  primo  capitolo  della  II  e  III  cantica  fregiate 
anche  d'oro. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia  con  commento. 

{Cod.  N.  1084). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV  di  carte  248.  . 

Il  voi.  incomincia  colla  seguente  intestazione  in  rosso. 

•  Incipit  comedia  Dantis  Aldegerii  de  Florentia  in  qua  agitur  de  penis 
vitiosorum  et  meritis  virtuosorum  Capitulum  primum  prime  partis  que 
vocatur  infernus  in  quo  auctor  facit  prohemium  totius  operis  ». 

Fol.  81  v.  «  Incipit  secunda  comedia  Dantis  Aldegerii  de  Florentia  in 
qua  agitur  de  purgatione  criminum  commissorum  quorum  homo  fuit  pe- 
nitens  et  confexus  cum  animo  satisfatiendi  Et  continet  cantos  XXX  in 
quorum  primo  jigitur  de  illis  qui  sperant  venire  ad  gloriam  quandocumque. 

DEO  GRAS  ÀMT  » . 

Fol.  163.  •  Incipit  tercia  cantica  comedie  paradisi  Dantis  Aldegerii  de 
Florencia  in  qua  tractatur  de  celesti  gloria  de  premiis  beatorum  et  divi- 
ditur  in  IX  partes  sicut  infernus.  Cantus  primus  in  quo  ponitur  prohemium 
et  describitur  elementum  ignis  et  Beatrix  solvit  autori  unam  questionem  •. 

Al  verso  dello  stesso  fol.  in  lettere  maiuscole  YHC  |  Incipit  beata  glo|ria 

paradisi  XPC. 

Al  fol.  243  termina  il  poema.  «  Finito  libro  sit  laus  gloria  XPC  ». 

Al  fol.  244.  «  Rubrica  tocius  Dantis  et  primo  tocius  prime  comedie  in- 
«  ferni  -.  Questa  rubrica  tutta  in  rosso  in  due  colonne  termina  al  v^  dello 

stesso  fol.  «  Expliciunt  capitula  Paradisi  sive  tercie  comedie.  Deo  GrasAm. 

Al  fol.  245.  «  Frotola  composita  per  me  Georgium  Servia  Christofori 
«  de  quibusdam  gestis  Janue  anno  mense  et  loco  ut  in  ipsa  continetur  ». 

Questa  frottola  in  terzine  incomincia  con  una  data  fatta  a  modo  d'in- 
dovinello che  potrebbe  indicare  il  1455,  così  espresso: 

«  Bissestato  già  poi  dal  gran  Messia 

«  70.  5  otto  et  total  tre 

•  Dono  preciso  che  però  li  venia  ». 

Malgrado  l'intestazione  questa  frottola  non  contiene  fatti  accaduti,  ma 
bensì  la  visione  fantastica  di  un  giudicato  davanti  a  Minosse.  Essa  termina 
alla  fine  della  prima  colonna  del  fol.  246  ed  è  seguita  da  quartine,  nelle 

Suali  si  esortano  i  Genovesi  alla  concordia  ed  a  sottrarsi  al  giogo  del  Duca 
i  Milano,  essa  incomincia  così: 

0  fratelli  mei  carnali 
Genovesi  naturali 
De  vogliamo  ai  nostri  mali 
Proveder  cum  sancta  unione. 

Termina  al  fol.  247,  al  verso  del  quale  leggesi: 

«  IHC  mccccliìii  die  Jovis  viiij  Maij  post  prandium  Illustris  D.  Petrus 
«  de  Campofregoso  dux  Januensiùm  convenit  et  pepigit  cum  universis  ar- 


ti) Questa  descrizione  è  copiata  da  quella  che  trovasi  unita  ai  Codice  fatta  dall' Ab.  Pietro 
Mazzuchelli.  Egli  trascrisse  anche  le  otto  note  che  sono  al  verso  del  fol.  168,  le  quali  sono  una 
specie  di  profezie  che  credo  si  riferiscono  ad  un  Pontefice,  meno  l'ultima  che  è  un  frammento 
d  una  lettera  di  Cicerone.  IX  del  Cat.  Viv. 


DANTE  ALIGHIERI  US 


«  tistis  Jaaue  iuratis  saper  crucem  sanctissimi  crucifixi  presentibas  capi- 
«  taneis  artificum  Petro  de  Montemoro  Oberto  de  poca  notariis.  Dominico 
de  Barbaglio  macellano  Basilio,  Asinelio,  cartario  Bartholomeo  Baxadone 
«  lanerio  et  Antonio  Navono  ad  palati um  Sancti  Thome  ».  Parrebbe  che 
dovesse  seguire  un  atto,  ma  il  resto  del  fol.  è  bianco. 

Nel  seguente  che  è  l'ultimo  vi  sono  di  mano  diversa  le  due  note  se- 
guenti :  «  Illustris  dns  Petrus  de  Campo  ser  voca  » .  —  Iste  liber  est  dandus 

«  et  restituendus  heredibus  quondam  Galeazini  de  Cribellis  qui  sunt  dns 
«  Johannes  de  Cribellis  canzelarius  ad  consilium  secretum  qui  stat  prope 

«  sanctum  petrum  ad  vineam  et  alter  frater  ejus  cujus  ipse  dns  Johannes 
«  habet  curam  ». 

Le  iniziali  al  principio  d'ogni  canto  sono  vagamente  fatte  a  penna  con 
diversi  colori. 

L'argomento  dei  capitoli  è  in  latino  scritto  in  rosso:  il  commento  è  in 
italiano  e  non  va  oltre  alla  quarta  terzina  del  VII  canto  e  dovrebbe  essere 
quel  medesimo  che  vien  descritto  dal  Bandini  nel  catalogo  dei  Codici  della 
Laurenziana  alla  col.  36  e  seguenti  del  T.  V,  Plut.  XL,  Ood.  XXXVII  che 
incomincia:  «  Nel  principio  di  questo  libro  è  da  sapere  che  l'autore  di 
«  questo  libro  fu  Dante  deli  Aldighieri  etc.  ». 

Una  gran  parte  dei  fol.  di  questo  Codice  sono  palimsesti,  ma  furono  così 
bene  lavati  e  raschiati,  che  appena  si  può  leggere  in  alcuni  qualche  parola. 
Vi  si  scorgono  dei  segni  di  tabellionato,  per  cui  è  da  ritenersi  che  fossero  atti 
notarili.  La  loro  scrittura  sembra  essere  del  sec.  xv.  In  altri  fol.  il  carattere 
è  quadrato  più  grande,  evidentemente  scritti  da  un  copista  di  professione 
ed  erano  in  due  colonne.  Si  vede  ancora  la  piega  della  pergamena  che  in- 
dica aver  essi  fatto  parte  di  un  libro:  sono  essi  pure  scritti  nel  sec.  xv. 
Dalle  poche  parole  che  ho  potuto  decifrare  parrebbe  fossero  commenti  di 
un'opera  legale.  Il  Cod.  è  ben  conservato.  li!  il  X  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1077). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIV  in  foL  di  carte  90. 

Fol.  1 .  «  Incomincia  la  commedia  di  Dante  Allighierì  di  Firenze  ne  la 
«  quale  tracta  dele  pene  et  punimenti  de  vizii  et  de  meriti  premii  dele 
«  virtù.  Canto  primo  de  la  prima  parte  la  qual  si  chiama  inferno  nel  quale 
«  lautore  fa  prohemio  a  tutta  l'opera  ». 

Termina  al  fol.  90  senza  sottoscrizione. 

Gli  argomenti  in  rosso  preposti  a  ciascun  canto  sono  quei  medesimi  che 
si  trovano  nel  COD.  1080  di  questa  Bibl.  che  porta  la  data  1337. 

La  scrittura  di  questi  due  Codici  si  rassomiglia  talmente  che  si  può  as- 
serire senza  temerità  che  sono  della  stessa  mano,  e  se  una  supposizione  in 
materia  tanto  difficile  può  essere  azzardata ,  oserei  dire  che  questo  Ms.  è 
anteriore  a  quello  del  1337.  Se  non  è  più  antico  è  per  lo  meno  coevo.  Erra 
grandemente  il  Batines  (T.  II,  p.  142)  neir attribuirlo  al  sec.  xv;  ma  egli 
copiò  il  Catalogo  Viviani  e  non  vide  il  Codice.  Nella  Bib.  di  Brera  trovasi 
un  altro  Ms.  della  Divina  Commedia  la  cui  scrittura  è  uguale  a  questa.  Le 
miniature,  che  stanno  a  capo  di  ciascuna  cantica  sono  arcaiche  e  rivelano 
l'antichità  del  Cod. 

Nella  prima  di  queste  iniziali  è  rappresentato  Virgilio  che  pone  la  sua 
mano  a  quella  di  Dante.  Nella  seconda  si  vedono  i  due  poeti  in  una  bar- 
chetta, allusione  ai  versi  Per  correr  miglior  acqua  alza  te  vele  —  Le  navi- 
cella ornai  del  mio  ingegno.  —  Nella  terza  Beatrice  mostra  a  Dante  l'eterne 
rote.  Nel  primo  fol.  cu  risguardo  leggesi  la  nota  seguente:  «  Di  Giovanni 
«  Alessandri  1796.  In  segno  di  vera  amicizia  e  stima  dono  al  sig.Cav.  Giù- 
«  seppe  Bossi  1810.  Firenze  24  Settembre  1810.  XI  del  Cat.  Viv. 

Coiai  TrkmUtana  (Stampalo  il  46  luglio  4883)  45 


114  DANTE  ALIGHIEEI 


DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1079). 

Cod.  memb.  in  fol.  gr.  del  See.  XIV. 

Al  principio  di  ciascuna  cantica  la  lettera  iniziale  è  miniata .  Quelle  de 
canti  sono  tratteggiate  in  rosso  ed  azzurro.  A  pie  della  prima  pagina  vi  è 
una  miniatura  che  occupa  tutta  la  larghezza  del  fol.,  la  quale  rappresenta 
Dante  affrontato  dalle  tre  belve. 

La  forma  della  scrittura  e  lo  stile  arcaico  delle  miniature  attestano  l'an- 
tichità del  Codice ,  che  se  fosse  stato  veduto  dal  Batines  non  lo  avrebbe 
certo  attribuito,  come  fece,  al  sec  xv  (voi.  II ,  pagr.  113,  n.  272).  Il  Codice 
è  scritto  in  due  colonne,  consta  di  7t  fol.  e  termina  colla  seguente  sotto- 
scrizione in  gran  parte  illeggibile,  perchè  il  basso  dei  fol.  dell'ultima  can- 
tica furono  un  po'  guasti  dall'umidità. 

«  Finis  dee  gratias  amen.  Expletum 

•  per  Xpm  da  mihi  potum.  |  Gavelinus 

«  osso  me  scripsit  amen.  = 

Vi  sono  dei  brevi  argomenti  in  latino  a  ciascun  canto,  ma  talvolta  man- 
cano non  essendovi  che  l'indicazione  «  Incipit. . .  cantus  Inferni  »  o  delle 
altre  cantiche. 

XII  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1045). 

Cod.  cari  in  fol.  pioe.  del  Sec  XV. 

In  fine  leggesi:  «  1425  Gandie 

«  Finis  laus  deo  die  14  Novembris  ». 

Nella  coperta  vi  è  un  frammento  in  pergamena  di  un  breve  di  Martino  V 
del  18  o  §8  Maggio  anno  vi,  che  corrisponde  al  1424. 

In  una  nota  aggiunta  di  mano  dell' Ab.  Pietro  Mazzuchelli,  e  non  del- 
l'Ab.  Viviani  come  dice  il  Batines,  si  legge:  a  La  correzione  della  lettera 
«  di  questo  bel  Codice  da  me  riscontrato  con  diligenza  fa  sì  ch'io  lo  reputi 
«  uno  dei  migliori  testi  a  penna.  Codice  cartaceo  colla  marca  in  parte 
«  d'un  M  gotica  ed  in  parte  d'una  forbice.  XIII  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  {Cod.  N.  1057). 

Cod.  cari  ut  fol.  del  Sec  XV. 

La  carta  ha  la  marca  dei  tre  monti  in  un  cerchio.  Appartenne  ad  un 
monastero  di  Venezia,  come  rilevasi  dalle  seguenti  annotazioni  che  leggonsi 
scritte  da  mani  diverse  nei  primi  fol.  di  risguardo. 

«  Questo  libro  di  Dante  sie  del  Monastier 

«  lassato  da  Ser  Nicolo  Buora  zojelier  prò 

«  a — .  Dio  per  lui.  = 

«  Yhs.  Xps.  Questo  Dante  è  del  Monasterio  del  Santissim lasato 

«  per  mi  S/  Nicolo  Bora  zovelier ut  patres  horent  deum  prò lace 

«  in  Venetia  ». 

Leggesi  anche  sulla  prima  pa§\  «  Iste  li  ber  est  Monasterii  S ». 

I  primi  sei  fol.  sono  rappezzati,  ma  il  testo  non  è  coperto  che.  nel  verso 
dei  due  primi.  In  alto  di  ciascuna  pag.  lo  scrittore  del  Codice  pose  il  nome 
della  cantica  Sulle  prime  quattro  carte  scrisse  Mondo,  sulle  seguenti  altre 
quattro  Limbo  poi  Inferno  etc. 

Fol.  1.  «  Qui  comenza  la  prima  comedia  de  Dante  Altichieri  chiamata 
«  inferno,  capitolo  primo  dove  l'autore  tracta  delti  tre  vitii  li  quali  linpediano 


DANTE  ALIGHIERI  115 


«  a  fere  la  sua  opera  et  come  trova  Virgilio  chello  campa  da  questi  tre 

«  vitii  ». 

Fol.  71.  «  Qui  comenza  la  seconda  Comedia  di  Dante  Altichieri  da  Firenze 
«  nei  quale  lautore  trata  le  pene  de  li  peccati  puniti  confesi  over  non  con- 
c  fesi  sino  al  ultima  ora  de  sua  vita  chiamato  purgatorio  ». 

Fol.  140.  a  Qui  comenza  la  terza  comedia  di  Dante  Altichieri  chiamata 
«  paradiso  capitolo  primo  dove  domanda  soccorso  al  dio  apolo  cioè  al  dio 
«  delle  sciencie  a  conpire  la  sua  opera  et  come  Beatrice  lo  conforta  et  fa 
«  questione  come  le  anime  possono  entrare  in  li  corpi  celestiali  senza  oc- 
«  cupare  locho,  rubrica  ». 

Fol.  207  v.  a  Finito  lo  terzo  libro  de  Dante  Aldichieri  da  Firenze  chia- 
«  mato  paradiso  e  qui  .trata/  de  la  gloria  et  de  li  premii  deli  Santi , 
«  Laus  deo  ». 

Fol.  208.  t  Qui  comenza  la  distincione  che  fa  il  figlio  di  Dante  sopra 
«  il  primo  libro  chiamato  inferno  ». 

Seguono  le  altre  due  distinzioni  di  Jacopo  figlio  di  Dante  che  terminano 
al  fol.  210  seguite  dalla  sottoscrizione.  «  Laus  deo  patri  et  filio  et  Spiri tui 
«  Sancto.  Amen  ». 

Meno  i  guasti  accennati  sui  primi  fol.  il  Cod.  è  ben  conservato.  Non  vi 
sono  commenti.  Al  fol.  51  ove  trovasi  il  XXVI  Canto  dell'Inferno  coir  apo- 
strofe a  Firenze,  è  scritto  in  margine  lege  totum,  ma  di  mano  diversa. 
XIV  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1056). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Fol.  1 .  «  Cominca  la  comedia  di  Dante  Alighieri  nella  quale  tracta  delle 
«  pene  et  de  punimenti'de  vitii  et  de  meriti  et  premi  delle  virtù  ». 

In  calce  leggesi  :  «  Questo  libro  è  di  Jacopo  di  Giovanni  di  Neri  di  Vanni 
«  Attavanti  cittadino  Fiorentino,  el  quale  schrissi  di  mia  propria  mano. 
«  finito  a  di  iij  di  Marzo  1460  ». 

Dopo  tre  carte  bianche  segue  una  pergamena  di  risguardo  sul  cui  dritto 
d'altra  mano  si  legge:  «  Questo  Dante  sic  di  Pietro  pagholo  di  Stefano  de 
«  ricco  e  pregasi  che  chi  lo  truova  lo  renda  et  saragli  usato  buona  dischre- 
«  zione  ».  Indi  dopo  altre  annotazioni  di  niun  conto  d'altra  mano  si  sog- 
giunge: «  Questo  Tha  scritto  Pietro  Paulo  figliuolo  devico  e  la  sua  madre 
«  è  madonna  Luchrecia  ».  Finalmente  sulla  parte  interiore  della  coperta  del 
Cod.  in  fine  di  esso  evvi  quest'altra  nota.  «  Questo  Dante  si  è  di  Ser  Ala- 
«  manno  di  Benedetto  chappellano  dello  spedale  di  Sancta  Maria  degli  In- 
«  nocenti  di  Firenze  ».  Questa  nota  ha  forse  fatto  credere  che  il  Cod.  avesse 
appartenuto  al  Varchi  che  aveva  nome  Benedetto,  perchè  Alamanno  di  Be- 
nedetto dinota  che  fosse  figlio  dì  Benedetto.  Ma  bisognerebbe  assicurarsi 
che  il  Varchi  avesse  un  figlio  chiamato  Alamanno ,  che  questi  fosse  stato 
erede  di  suo  padre  o  che  dal  padre  avesse  in  qualche  modo  questo  libro, 
avendo  potuto  il  figlio  acquistarlo  senza  che  lo  avesse  mai  posseduto  al 
padre.  Il  Cod.  è  ornato  nella  prima  pag.  di  fregi  con  oro,  e  con  ciascuna 
iniziale  delle  tre  cantiche  ugualmente  a  colori  e  oro,  nella  prima  delle  quali 
altresì  evvi  un  uomo  a  mezza  figura  in  veste  rossa,  con  cui  si  pretese  Jòrse 
di  rappresentare  Dante.  Ogni  capitolo  ha  il  sommario  in  rosso  e  l'i  ai  zi  al  e 
colorata.  La  marca  della  carta  è  un  cappello:  il  Codice  è  ben  conservato: 
ha  la  sua  legatura  originale  in  cuoio  impresso.  XV  del  Cat.  Viv.      * 

«  Questa  descrizione  è  fatta  dall' Ab.  Mazzuchelli  e  si  trova  scritta  di 
«  suo  pugno  sopra  un  foglio  unito  al  voi.  » . 


116  DANTE  ALIGHIERI 


DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1075). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Fol.  1.  Leggesi  il  capitolo  attribuito  a  Jacopo  figlio  di  Dante  colla  se- 
guente intestazione  in  rosso. 

«  Questo  capitulo  fece  il  figliuolo  di  Dante  Allagbieri  il  quale  parla  di 
«  tutto  questo  libro  distinguendo  tutte  tre  le  matere  ciascuna  particular- 
«  mente  ». 

Dopo  questo  capitolo  al  fol.  2  trovasi  un  sonetto  pure  di  Jacopo  di  Dante 
così  intestato: 

«  Sonetus  iste  cum  divisione  .predicta  missus  fuit  per  Jacobum  filium 

a  Dantis  Allagbieri  ^ad  magnificimi  et  sapientoni  militem  dnm  Gujdonem 

e  de  Polenta  ango  dui  mccgxxii  indictione  secunda  die  prima  mensis  Madii  » . 
In  fine  dell'ultima  cantica  leggesi:  «  Compiuto  è  il  libro  di  Dante  Allaghieri 
a  da  Firenze  scripto  per  Chnstofano  ditto  Fiorentino  di  Tanuccio  dal  Monte 
«  Sancto  Savino  die  xx  Magio  1466.  nella  piubicha  Deo  gratias  Amen  ». 
I  titoli  dei  capitoli  sono  in  rosso  e  le  iniziali  in  rosso  ed  azzurro.  Il 
Codice,  che  appartenne  al  Cav.  Bossi,  è  ben  conservato.  XVI  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  {Cod.  N.  1078) 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Appartenne  alla  Bib.  Belgiojoso:  non  ha  commenti.  Principia  colla  se- 
guente intestazione  in  rosso. 

«  Incomincia  il  primo  cato  d' la  p'ma  comedia  di  Dante  Aleghieri  di  Fi- 
«  renze  ove  tracta  p  xxxim  capti  del  anime  che  sono  i  inferno  >. 

Termina  «  Explicit  prologum  comedie  ttii  et  ultimi  libri  Dantis  Alli- 
«  gherii  de  Florentia  Laus  oni potenti  deo  et  tote  eccie  sit  semp.  amen. 

Sotto  vi  è  la  seguente  nota^  •  Iste  liber  est  Monasterii  Seti  Hyeronimi 

«  de  Quarto  que  Ditissim?  Dns  Johaes  Baptista  Sist*  largit*  fuit  fri  Bndicto 
«  de  Rapallo  anno  1496  die  xvuij  Februani  o.  Oltre  all'essere  questo  Codice 
assai  pregevole  per  la  sua  antichità  lo  è  anche  per  le  varianti  che  in  esso 
si  riscontrano.  La  scrittura  rassomiglia,  benché  un  po'  più  grossa,  a  quella 
del  Cod.  del  1337. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N*  1047). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XIV  (1372)  di  fol.  288. 

Sulle  prime  due  carte  del  Cod.  furono  trascritti  i  primi  versi  di  tutti  i 
canti  del  poema:  non  sono  però  della  stessa  mano  del  testo.  Il  poema  in- 
comincia al  fol.  3  senza  alcuna  intestazione.  I  canti  non  sono  preceduti  da 
argomenti,  ma  semplicemente  dal  loro  numero  in  rosso  talvolta  scritto 
tal  altra  in  numeri  romani  :  sulla  pagina  dove  incomincia  il  poema  fu  di- 
segnato nel  margine  esterno  un  mastino  che  salta  sopra  un  cervo  e  lo 
morde:  a  pie  della  stessa  pagina,  dalla  bocca  di  un  dragone,  esce  un  or- 
nato ,  a  penna  in  rosso ,  che  gira  intorno  a  tre  lati  di  essa.  Al  verso  del 
fol.  95  incomincia  il  purgatorio:  al  193  il  paradiso.  Termina  al  fol.  268  colla 
sottoscrizione  seguente:   «  Explicit  liber  tercius  paradisi  comedie.  Dantis 
«  Aligherii  de  Florentia  deo  gratias  amen  »  e  nell'estremo  lembo  del  fol 
•  in  carattere  minutissimo  •  gplet  (completus)  a  1 372  die  lune  xiiii  7mbris 
«  hora  meridiei  ». 


DANTE  ALIGHIERI  117 


Al  fol.  269.  Incomincia  senza  intestazione  il  capitolo  di  Busone  da  Gubbio: 
al  fine  di  esso  fol.  272  lesesi: 

«  Explicit  capitulnm  divisionis  super  tota  comedia  libri  Dantis  Alligherii 

«  de  Florentia  factum  et  com positura  per  dnui  Busonem  de  Eugubio  deo 
«  gratias  amen  ».  Segue  il  capitolo  del  figlio  di  Dante  esso  pure 'senza  in- 
testazione, che  alla  fine,  fol.  275,  ha  la  nota  seguente:  «  Explicit  capitulum 

«  super  divisione  tocius  comedi  e  dantis  editum  per  dnm  petrum  ejus  fi- 
li lium  ». 

«  Qui  scripsit  scribat  semper  cum  domino  vivat 
«  Vivat  donatus  in  cellis  in  nomine  feiix 
«  Qui  scripsit  hunc  librum  vocatur  in  paradismn 
«  Qui  me  furatur  vel  reddat  vel  moriatur  ». 

Al  fol.  276  leggesi  l'orazione  gratulatoria  che  i  rappresentanti  della  città 
di  Padova  recitarono  al  Doge  Pasquale  Malipiero  nel  1457  per  la  sua  ele- 
zione. Seguono  6  fol.  bianchi  poi  al  fol.  284. 

a  Infrascripta  carmina  fuerunt  scrita  Ruberto  regi  Jerusalem  et  Sicilie 
«  per  totum  colegium  medichorum  Salerni  ubi  tunc  vigebat  flos  studii 
«  medicine  prò  conserva tione  sanitatis  persone  sue  ».  Sono  questi  i  famosi 
precetti  della  scuola  Salernitana. 

Al  verso  dello  stesso  fol.  vi  è  la  definizione  dell'uomo  e  della  donna,  e 
sotto  in  caratteri  maiuscoli  intrecciati  al  modo  che  si  trovano  nei  Cod.  del 
sec.  x  il  distico 

a  Ne  tu  languore  vivens  ledaris  amore 

«  Nasonem  noris  a  quo  sumes  carmen  amoris  ». 

Al  fol.  285  v.  lo  stemma  della  famiglia  veneta  Renier  accostato  dalle 
lettere  A.  R.  e  sotto  cogli  stessi  caratteri  maiuscoli  intrecciati  «  Vincit  omnia 
•  virtus  ».  —  Al  verso  del  fol.  286  vi  sono  delle  ricette  parte  in  latino, 
parte  in  italiano. 

Al  fol.  287,  «  Sufficit  habuisse  mccccli  adi  viti  Lujo  •  e  più  sotto  il  verso 
di  Dante  Pocha  favilla  gran  fiamma  seconda  interrotto  nel  mezzo  da  un 
cuore  con  fiammelle  che  cadono  da  un  acciarino  e  pietra  focaia,  e  sotto 


•  V 


Singulariter  in  spe  costituisti  me 


Al  verso  dello  stesso  fol.  sono  descritti  i  modi  per  trovare  la  Pasqua 
l'Epatta  ed  altri  simili  calcoli  che  dovrebbero  essere  stati  scritti  nel  1452, 
perchè  uno  di  essi  ha  la  soluzione  e  si  riferisce  al  detto  anno,  essi  oc- 
cupano anche  il  fol.  successivo.  Sul  cartone  del  libro ,  nella  parte  interna, 
leggesi  un  sonetto  amoroso  nel  genere  Petrarchesco  di  autore  ignoto  che 
incomincia: 

t  Mille  fiate  al  giorno  i  benedicho  » . 

La  marca  della  carta  nei  primi  132  fol.  è  il  cappello,  in  alcuni  altri 
quaderni  il  drago  poi  un  R  maiuscola.  Il  Codice  conserva  la  sua  legatura 
originale  in  pelle  rossa ,  ma  ne  furono  levate  le  borchie.  La  scrittura  è 
chiara,  ben  conservato.  XVII  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1083). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV.  » 

Questo  Codice  che  deve  essere  stato  scritto  nello  Stato  Veneto  nel  sec.  xv 
è  preziosissimo  per  le  molte  notizie  sparse  nelle  note,  e  perchè  vedesi  essere 
stato  scritto  non  da  un  semplice  copista,  ma  da  un  grande  amatore  e  stu- 


118  DANTE  ALIGHIEEI 


dioso  di  Dante.  Alla  fine  vi  è  il  Credo  attribuito  a  Dante  i  capitoli  di  Eli- 
sone da  Gubbio  e  di  Jacopo  figlio  di  Dante.  Ha  molte  e  curiose  miniature  : 
tutto  pieno  di  postille  e  lunghi  commenti  italiani  e  latini,  compilati  da  quelli 
di  Jacopo  della  Lana  e  di  Benvenuto  da  Imola  a  cui  l'amanuense  aggiunse 
qualche  sua  osservazione.  I  passi  tolti  dal  primo  dei  mentovati  commenti 
sono  parte  riportati  in  italiano ,  come  per  esempio  tutta  la  lunghissima 
giunta  dei  preconii  che  sta  in  fine,  parte 'tradotti  in  latino.  Dell' Imolese  è 
la  lung-a  ma  mutila  prefazione  del  primo  fol.  :  e  la  maggior  parte  dei  fogli 
volanti  attaccati  qua  e  là  frammezzo  il  testo  non  sono  che  estratti  delle 
sue  note  storiche. 

Questa  descrizione  è  copiata  da  una  nota  d'ignoto  autore,  che  trovasi 
unita  al  volume  e  che  fu  scritta,  a  guanto  pare ,  fra  il  1815  ed  il  1833 , 
anno  in  cui  morì  il  M.r  G.  G.  Trivulzio  seniore.  XVIII  del  Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1074). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV  mancante  di  alcune  carte. 

Il  Codice  incomincia  colla  lettera  di  Martino  Paolo  Nidobeato  diretta  al 
Marchese  di  Monferrato,  quale  la  si  legge  nell'Ed.  di  Milano  del  1478  coi 
versi  «  ad  lectorem  »'  salvo  gli  ultimi  quattro  nei  quali  il  Nidobeato  esorta 
tutti  a  provvedersi  della  sua  edizione.  Vengono  in  seguito  gli  argomenti  in 
latino  della  prima  cantica  e  della  seconda  fino  al  Canto  XXVIII.  Gli  altri  del 
Purgatorio  e  tutti  quelli  dei  Paradiso  mancano.  Come  pure  mancano  i  due 

1)rimi  canti  e  le  prime  31  terzine  del  terzo.  Vi  sono  in  seguito  queste  altre 
acune.  Nel  canto  XVII  dell'Inferno  dalla  terzina  24  inclusive  sino  alla  42, 
vi  è  quindi  una  lacuna  prima  del  fol.  50,  secondo  la  numerazione  moderna 
fatta  sui  fogli. 

Nel  Purgatorio  manca  il  principio  del  Canto  XXV,  cioè  le  prime  tre 
terzine  ■  idest  •  un  fol.  fra  il  182  ed  il  183. 

Nel  Paradiso  tra  il  fol.  240  e  241  manca  un  fol.  che  conteneva  le  ultime 
due  terzine  del  Canto  VI.  Tra  il  fol.  320  e  321  mancano  due  fol.  che  conte- 
nevano le  ultime  dieci  terzine  del  Canto  XXVIII. 

Il  Codice  è  tutto  coperto  nei  margini  di  commenti  latini  ed  ha  una  tra- 
duzione interlineare  latina  sovrapposta  a  ciascun  verso,  della  quale  il  Viviani 
scrive  di  aver  tratto  partito  più  d'una  volta  nelle  sue  note  al  testo.  Non 
posso  convenire  con  quel  dotto  Dantofilo  nella  conseguenza  ch'egli  trae 
dall'avere  il  pittor  Bossi  comperato  questo  Codice  a  Parigi  (per  mezzo  del 
libraio  fiorentino  Molini  colà  stabilito)  per  conchiudere  che  fu  scritto  in 
Francia.  I  dati  paleografici  sono  contrari  alla  sua  opinione.  Io  credo  che  il 
Codice  fu  scritto  in  Italia  e  forse  in  Lombardia  essendo  quei  caratteri  fre- 
quentissimi fra  noi,  e  crederei  che  lo  fu  anziché  alla  fine  del  sec.  xv  nel 
principio  del  sec.  seguente.  Parrà  strana  l'opinione  che  un  simile  grosso 
volume  fosse  scritto  nel  sec.  xvi  quando  già  si  erano  fatte  molto  edizioni 
del  poema,  ma  farò  osservare  che  il  Codice  è  indubbiamente  posteriore  al 
1478  data  della  Nidobeatina,  poiché  l'amanuense  vi  ha  trascritta  la  dedica 
al  Marchese  di  Monferrato  ed  i  versi  ■  ad  lectorem  »  ;  e  non  può  essere  il 
Cod.  che  ha  servito  per  fare  quella  edizione,  perchè  il  commento  non  è  il 
medesimo  e  moltissime  sono  le  varianti.  Io  credo  che  fu  scritto  da  uno  stu- 
dioso che  volle  farvi  un  proprio  commento;  studioso  cui  non  avrebbero 
mancato  i  mezzi  per  comperare  una  delle  sette  edizioni  che  già  erano  state 
fette  del  poema  sacro  (non  contata  quella  di  Milano  del  1474,  che  non  ha 
mai  esistito)  se  potè  averne  a  sufficienza  per  comperare  la  finissima  per- 
gamena di  cui  si  è  servito.  Nel  legare  il  Codice  vi  furono  intercalati  dei 
fol.  bianchi  non  solo  nei  luoghi  ove  eravi  una  lacuna,  ma  anche  in  altri, 

fenerando  così  un  po'  di  confusione  nella  numerazione  precedente  dei  fol. 
JX  del  Cat.  Viv. 


DANTE  ÀLIGÉIEBI  119 


*  * 


DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  {Cod.  N.  1082). 

Cod.  cari,  in  foh  del  Sec.  XIV. 

A  pie  della  prima  pagina  era  scritto  il  nome  della  Biblioteca  a  cui  ap- 
parteneva, e  che  fu  fatto  scomparire,  e  sopra  cui  venne  impresso  con  carat- 
teri a  stampa  «  Bibliot.  Bossianae  Alexandrinae  ».  Il  Cod.  è  assai  ben 
conservato  in  bèi  carattere,  ma  non  tutto  della  stessa  mano:  non  ha  titoli, 
né  sommarli:  senza  numero  de'  capitoli,  i  quali  hanno  le  iniziali  il  primo 
a  varii  colori,  gli  altri  in  rosso.  Non  è  citato  dal  Viviani ,  né  dal  Batines. 

DANTE  Alighieri.  —  La  Divina  Commedia.  {Cod.  N.  1049). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  4°. 

Ha  i  titoli  in  latino:  in  fine  è  scritto:  «  Laus  deo  patri  et  filio  et  Spi- 
•  ritui  Sancto  •  e  più  sotto  di  mano  dello  stesso  amanuense: 

t  Ho  tu  che  chun  questo  libro  te  trastuli 
•  Guardalo  da  la  luzerna  e  da  i  fanzuli  ». 

Non  è  citato  dal  Viviani,  né  dal  Batines. 
DANTE  Alighieri.  —  Il  Purgatorio  e  il  Paradiso.  (Cod.  N.  1054). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Ha  alcune  glosse  marginali.  Nella  prima  pagina  leggonsi  i  nomi  dei 
suoi  antichi  possessori  cosi  «  Mutii  Papirii  »:  indi  «  Ego  Jacobus  Jacobillus 
«  emi  ex  bibhotheca  quadam  in  cure  campii  flore  pridie  Id.  octobr  mclxxxvi 
(I486).  L'ultimo  è  Paulus  Gualdus:  il  noto  scrittore  della  vita  di  Gian  Vin- 
cenzo Pinelli  ». 

Questa  nota  è  dell' Ab.  Mazzuchelli ,  alla  quale  il  Batines  aggiunse  : 
«  Questo  Codice  è  rammentato  dal  Tomasini  nell'opera  Bibliothecae  Mss. 
Patavinae  Utini  1739  in  4°  fac  104  siccome  esistente  presso  Girolamo 
«  Gualdo  ». 

DANTE  Alighieri.  —  L'Inferno  ed  i  primi  quattordici  canti  del  Purga- 
torio e  parte  del  XV  sino  al  verso  (Cod.  N.  1086). 

Poi  giunti  fummo  all'  Angi ol  Benedetto. 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

• 

Sembra  scritto  in  Toscana  d'onde  venne  nella  Trivulziana  è  ben  con- 
servato. Principia:  «  Chominca  la  chomedia  di  dante  aringhieri  di  Firenze 
«  nella  quale  tratta  delle  pene  et  punitione  de  vitii  e  de  meriti  et  premii 
«  delle  virtù  Chapitolo  primo  della  prima  parte  di  questo  libro  lo  quale  si 
«  chiama  Inferno  nel  quale  l'autore  fa  prohemio  a  tutto  il  tractato  del 
«  libro  Ch  ». 

Questo  dabben  uomo  copiò  malamente  il  principio  degli  argomenti  che 
si  trovano  in  altri  Codici  cne  sono  gli  stessi  con  poca  mutazione  di  quelli 
della  Trivulziana  N.  2  (Cod.  1080).  Egli  non  ha  certo  meglio  copiato  il 
testo. 

(Questa  nota  è  del  Viviani)  XXI  del  Cat.  Viv. 


1B0  DANTE  ÀLIGHIEBI 


DANTE  Alighieri    —  La  terza  Cantica  (Cod.  N.  1055). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Contiene  solo  il  Paradiso  col  commento  del  Buti,  è  mancante  in  fine  ter- 
minando coll'ultimo  verso  della  27mt  terzina  del  Canto  XXX. 

Questo  è  il  Codice  di  cui  parlò  l'Ab.  Quadrio  nel  Tom.  VI  della  sua 
Storia  e  ragione  d'ogni  poesia,'  pag.  256.  Ma  quel  celebre  scrittore  prese 
abbaglio  nel  l'asserire  essere  il  commento  della  2*1  Cantica  quando  egli  è 
della  terza.  (Questa  nota  è  del  M.6  Gian  Giacomo  Trivulzi  seniore).  XXII 
Cat.  Viv. 

DANTE  Alighieri.  —  Commento  della  Divina  Commedia  del  Buti. 

(Cod.  N.  1059  al  1067). 

Cod.  cart.  del  Sec  XVIII  in  9  voi.  in  fol. 

Questo  Cod.  fu  riscontrato  ool  Cod.  13  Pluteo  della  Laurenziana  di  Fi- 
renze. 

DANTE  Alighieri.  —  Commento  sulla  Divina  Commedia  del  Buti. 

(Cod.  N.  1087). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVII. 

Giunge  soltanto  al  Canto  X  del  Purgatorio. 

Questo  Codice  appartenne  al  pittor  Bossi  che  vi  notò  di  averlo  comprato 
in  Roma  nel  1804. 

DANTE  Alighieri.  —  Commento  del  Cte  Lorenzo  Magalotti  sui  primi 
cinque  canti  della  Divina  Commedia.  (Cod.  N.  1095). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Sulla  prima  carta  è  scritta  la  seguente  nota  del  Cav.  pittor  Bossi.  «  Questo 
Ms.  apparteneva  al  Cav.  Salviatì  ed  io  Io  comperai  a  Roma  nel  1804  uni- 
tamente ad  altro  comento  sullo  stesso  soggetto  che  tocca  verso  la  fine  del 
Canto  X  del  Purgatorio  oltre  tutto  l'Inferno  ». 

Questo  Codice  fu  stampato  Tanno  1819  in  Milano  per  opera  del  M."°  Gian 
Giac.  Trivulzio  seniore. 

DANTE  Alighieri.  —  Postille  sulla  Divina  Commedia  estratte  da  un 
Codice  cart.  scritto  e  glossato  da  Fr.  Stefano  di  Ser  Francesco  da 
Firenze  dell'Ordine  de1  Predicatori  Tanno  1408  in  Bologna. 

(Cod.  N.  1068). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XIX  in  fol. 

Copia  di  mano  dell'Ab.  P  Mazzuchelli. 
DANTE  Alighieri.  —  Salmi  penitenziali.  (Cod.  N.  1054). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  12°. 

Il  nome  di  Dante  vi  è  scritto  di  mano  moderna  sul  recto  del  1°  fol.  cosi 
Salmi  de  Dante.  Alla  fine  «  Deo  gratias  Amen  » .  È  scritto  in  due  colonne 
colle  iniziali  in  rosso  al  principio  d'ogni  terzina. 


DANTE  ALIGHIERI  121 


DANTE  Alighieri.  —  Canzoni.  —  Bindi  Bunichii  Senensis  cantiones.  — 
Dantis  Alengerii  Fiorentini  cantiones.  (Cod.  N.  1053). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  16°. 

# 

Appartenne  già  al  eelebre  Apostolo  Zeno,  di  cai  vedovasi  il  nome  stam- 
pato sopra  un  pezzetto  di  carta  incollata  nella  parte  interna  della  coperta, 
ma  andò  smarrito.  Vedi  il  Mazzuchelli  Scrittori  d'Italia  dove,  all'articolo 
Bonichi,  questo  Ms.  è  citato  come  posseduto  dallo  Zeno.  Ultimamente  era 
posseduto  dal  pittor  Bossi. 

Incomincia  colle  Bindii  Bunichi  cantiones  con  tutti  i  titoli  in  latino.  In 
fine  alle  quali  Bindi  Senensis  cantiones  Jiniunt  Seguita  nel  fol.  seguente 
Dantis  Alengerii  Fiorentini  cantiones.  In  fine  Dantis  Alengerii  Fiorentini 
cantiones  finiunt  In  seguito  vengono  tre  pagine  di  Errori  che  sono  in  le 
canzoni  di  Dante  per  mancamento  de  esemplari  corretto  da  imo  antico  et 
assai  tono. 

DANTE  Alighieri.  -1-  Commento  sulla  canzone  di  Dante.    [Cod.  N.  1095) 

«  Tre  donne  intorno  al  cor  mi  son  venute  ». 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

DANTE  Alighieri.  —  Rime.  (Cod.  N.  1052). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  10». 

«  Cantilene  di  Dante  Alinghieri  poeta  Fiorentino  ». 
Sono  notate  in  margine ,  di  carattere  diverso ,  alcune  varianti  e  corre- 
zioni. 

DANTE  Alighieri.  —  Confronto  generale  delle  rime  di  Dante  fatto  sui 
Codici  Mss.  della  Laurenziana.     •  (Cod.  N.  1102), 

Cod.  cart.  in  ibi.  del  Sec.  XIX. 

DANTE  Alighieri.  —  Postille  ed  interpretazioni  fatte  alle  rime  di  Dante 
del  sig.  Giov.  Galvani  sulla  Ediz.  interfogliata  delle  Rime  di  Dante. 
Roveta  1823.  (Cod.  N.  1070). 

Cod.  c&rt.  in  4°  del  Sec.  XIX. 

DANTE  Alighieri.  —  Commenti  del  C.e  Giulio  Perticali.    (Cod.  N.  1100). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

Questo  Codice  contiene  le  Rime  di  Dante  stampate  in  piccolo  formato 
__,. j-  -_i.-_* — i:-x.   i 1- scritti  i  e *"'  '~  ~ 

e  da  altri. 


con  carte  grandi  interfogliate,  sopra  le  quali  sono  scritti  i  conienti,  le  va- 
rianti e  le  correzioni  fatte  dal  C.e  Giulio  Perticar! 


DANTE  Alighieri.  —  Rime  antiche.  (Cod.  N.  1058). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  fol.  picc.  di  carte  104. 

Questo  prezioso  Codice  appartenne  già  al  pittor  Bossi  che  lo  vendo  con 
altri  Mss.  al  M.w  Gian  Giacomo  Trivulzio ,  seniore,  fu  terminato  nel  1425, 

Coiai.  TrUmhiana  [Stampato  il  46  luglio  4883)  46 


1*2  DANTE  ÀLIGHIEBI 


come  appare  dalla  nota  seguente  che  trovasi  ripetuta  due  volte  al  v.  del 
fol.  103.  «  Liber  iste  completus  fuit  anno  domini  cu  ire n te  mccccxxv  die  vi- 
«  gesimo  quinto  Maij  in  Trevixio  per  me  N.  B.  de  Crema  ».  Le  due  iniziali 
N.  B.  sono  quelle  di  Nicolaus  Benzonus,  nome  che  trovasi  anche  scritto 
per  intero  al  verso  del  fol.  73  in  una  nota,  sopr#  un  sonetto  che  aggiunse 
alli  27  di  Febbraio  del  1426.  Benché  il  carattere  in  quel  sonetto»  come  pure 
quello  al  fol.  104  v.  dove  è  ripetuto  il  nome  del  Benzoni ,  sia  più  minuto 
pure  si  vede  che  è  della  stessa  mano.  Pare  ch'egli  fosse  anche  poeta,  giacché 
il  sovracitato  sonetto  al  fol.  104  v.  porta  il  suo  nome. 

La  famiglia  Benzoni  da  cui  uscì  lo  scrittore  di  questo  Codice  era  fra  le 
più  distinte  di  Crema,  dove  sino  dai  tempi  di  Federico  Barbarossa  era  alla 
testa  del  partito  Guelfo  e  perciò  in  opposizione  ai  Conti  di  Camisano  capi 
dei  Ghibellini.  Un  Filippino  Benzoni,  detto  Compogno,  era  salito  a  tal  grado 
di  potere,  sul  finire  del  sec.  xiv,  che  stava  per  essere  nominato  Signore  di 
Crema  quando  fu  colto  dalla  morte.  Gli  successero  nel  potere  e  furono  Si- 
gnori di  Crema  i  fratelli  di  lui ,  ed  in  seguito  un  Giorgio  della  sua  forni- 
glia,  che  dovette  abbandonare  la  patria  nel  1423  per  evitare  la  sorte  toccata 
a  Gabrino  Fonduto  e  ad  altri  Signori  che  Filippo  Maria  Visconti  duca  di 
Milano  tolse  di  mezzo  per  ricuperare  le  città  da  loro  usurpate  alla  morte 
di  Gian  Galeazzo  suo  padre.  Dopo  la  fuga  di  Giorgio  tutti  i  Benzoni  dovet- 
tero esulare,  e  vennero  loro  confiscati  i  beni.  È  assai  probabile  che  il  nostro 
Nicolò  seguisse  il  suo  agnato  nell'esilio  e  ricoverasse  a  Treviso,  o  vi  avesse 
impiego  dalla  Rep.  Veneta  che  aveva  preso  Giorgio  a'  suoi  stipendi.  Quando 
nel  1426  il  Carmagnola  prese  Brescia  ai  27  di  Marzo,  Giorgio  Benzoni  vi 
fu  mandato  con  altri  capitani  onde  rinforzare  Tarmata  Veneta ,  che  strin- 

?eva  d'assedio  il  castello  di  quella  città,  valorosamente  difeso  da  Antonio 
andriano,  la  quale  ,era  minacciata  da  Frane  Sforza,  da  Nicolò  Picinino  ed 
altri  condottieri  ducali.  Il  trovarsi  un  sonetto  al  verso  dell'ultimo  fol.  di 
questo  Codice  colla  sottoscrizione  Nicolaus  Benzonus  in  Brixia  mi  fa  sup- 
porre che  egli  avesse  seguito  il  suo  agnato  Giorgio  quando  entrò  in  quella 
città.  Sono  però  queste  semplici  congetture,  perchè  non  ho  trovato  men- 
zione di  questo  personaggio  in  nessuna  storia  o  cronaca  stampata  di  quel 
tempo. 

Devo  però  notare  che  nel  Consiglio  Generale  tenutosi  a  Crema  nel  1405 
in  cui  fu  eletto  a  Signore  di  quella  città  Giorgio  Benzoni  fra  gli  interve- 
nuti si  legge  il  nome  di  Nicolò  Benzoni.  Non  oserei  asserire  che  sia  lo 
scrittore  di  questo  Codice,  solo  cito  la  circostanza. 

L'atto  predetto,  che  fu  anche  pubblicato  puossi  vedere  in  un  Codice  di 
questa  Biblioteca  che  ha  per  titolo  Apologia  per  Vili,  famiglia  Benzoni, 
opera  di  Nicolò  OoloretH.  COD.  1780. 

Al  fol.  74  nella  lettera  capitale  vedesi  lo  stemma  antico  dei  Benzoni 
sopra  cui  le  due  lettere  N.  B.  iniziali  del  nome  dello  scrittore  del  Codice. 
L'arme  antica  dei  Benzoni  era  un  campo  diviso  in  due  parti:  nel  superiore 
vi  era  un  cane  nero  in  campo  d'oro,  nell'inferiore  una  pelle  d?  ermellino  :con 
i  suoi  peli  e  macchie  nere.  Queste  arme  furono  confermate  ai  Benzoni  dal- 
l'Imp.  Rodolfo  con  diploma  dato  in  Ratisbona  nel  1576,  diploma  che  si  legge 
nel  sopradetto  Cod.  del  Coloretti.  Il  leone  rampante  colia  spada  nuda  tra 
le  branche  fu  concesso  a  Giorgio  Benzoni  come  Conte  di  Crema  quando  gli 
venne  conferito  quel  titolo  e  l'investitura  feudale  nel  HI 5  da  Filippo  Maria 
Viscónti  al  quale  Giorgio  aveva  prestato  omaggio  di  sudditanza.  Lo  stemma 
antico  col  quale  Nicolò  ornava  il  suo  Codice  indicherebbe  ch'egli  era  membro 
di  Quella  nobile  casata.  —  Nel  primo  fol.  vedesi  anche  il  nome  di  un  frate 
Carlo  Alberto  Piatti  Carmelitano  Milanese  cui  probabilmente  appartenne 
questo  Codice.  Ignoro  da  chi  lo  acquistasse  il  pittor  Bossi:  forse  lo  ebbe 
dopo  il  1796  quando  furono  disperse  le  Biblioteche  dei  monaci  alla  sop- 
pressione dei  loro  conventi.  —  Questa  raccolta  di  poesie  di  diversi  autori  è 
preceduta  dalla  Vita  nuova  di  Dante,  e  vedesi  sul  1°  fol.,  in  rosso,  la  sem- 
plice intestazione  «  Dante  Alighieri  poeta  da  Firenze  » .  Il  testo  della  Vita 


DANTE  ALIGHTEBI 


123 


nuova  corrisponde  a  quello  dell'Edi,  di  Firenze  del  Tartini  1723.  Però  tro- 
vansi  molte  varianti.  —  Ài  verso  del  fol.  23  incominciano  alcune  canzoni  di 
Dante. 

Al  fol.  29  trovasi  il  «  Voto  di  maistro  Antonio  da  Ferrara  fatto  a  nostra 
«  donna  di  non  giucjiare  a  giocho  di  dadi  per  spatio  di  x  anni  » .  A  questo 
tengon  dietro  sonetti  e  poi  canzoni  di  diversi  autori  senza  nessun  ordine, 
i  cui  nomi  sono  notati  più  sotto.  È  da  rimarcarsi  che  le  canzoni  che  se- 
guono la  Vita  nuova  e  quelle  che  vengono  dopo  il  fol.  74.  Sono  tutte  scritte 
a  modo  di  prosa  senza  andar  a  capo  a  ciascun  verso.  Molte  delle  poesie 
contenute  in  questo  Codice  sono  inedite,  e  le  altre  presentano  molte  e  belle 
varianti.  Il  carattere  è  regolare ,  quadrato  e  chiaro  con  qualche  abbrevia- 
tura. Il  M*  G.  G.  Triv.,  seniore,  vi  fece  delle  annotazioni  marginali  indi- 
cando le  edizioni  in  cui  vennero  stampate  alcune  di  queste  poesie. 

Prima  di  acquistare  Questo  Codice  egli  ne  avea  copiato  di  sua  mano  una 
gran  parte,  dando  però  loro  un  ordine  diverso,  cioè  dividendole  secondo  gli 
autori.  Anche  quella  copia  è  in  questa  Biblioteca. 


Nomi  degli  autori  delle  Rime  contenute  in  questo  Cod. 


Abacho  (Paolo  dell'). 

Albini  Ricardo. 

Anastasio  di  Ser  Guido. 

Anguissola  Lancillotto. 

Anonimi  diversi. 

Antonio  da  Ferrara. 

Barbiera  Riccio. 

Bardi  (Tomaso  de). 

Bene  (Senti uccio  del). 

Benzoni  Nicolò. 

Bonaccio  Giovanni. 

Bollichi  Bindo. 

Busone  da  Gubbio. 

Ceccho  d'Ascoli. 

Cino  dal  Borgo  S.  Sepolcro. 

Cino  da  Pistoia. 

Cortese. 

Dante. 

Pietro  di  Dante. 

Durante  Giov. 

Fontanelli  Muzione. 

Forese. 


Frescobaldi  Dino. 

Federico  di  M.  Gerì  d'Arezzo. 

Gano  da  Colle. 

Giani  Lapo. 

Guinicelli  Guido. 

Iacopo  da  Imola. 

Lodovico  da  Petramala, 

Mino  di  Vani  d'Arezzo. 

Monachi  Ser  Ventura. 

Montichiello  (Domenico  da). 

Monte  (Cristoforo  da) 

Montuccio. 

Pe  ruzzi  Francesco. 

Petrarca. 

Ricciardo  (il  Conte). 

Sacchetti  Giannozzo. 

Sali m beni  Benuccio. 

Soldanieri  Nicolò. 

Uberti  (Facio  degli). 

Vercellino. 

Visconti  Bruzio. 


DANTE  Alighieri.  —  Rime  e  Petrarca  rime.  (Cod.  iV.  1091). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV  di  fol.  scritti  57. 

Fol.  1  in  rosso.  «  Qui  chominciano  le  chanzoni  morali  del  sollenissimo 
«  volghare  poeta  cioè  de  Dante  Aldighieri  cittadino  Fiorentino  • . 

Tutte  le  iniziali  sono  in  rosso.  Queste  canzoni  sono  scritte  senza  distin- 
zione di  versi,  a  modo  di  prosa  e  non  sono  nell'ordine  in  cui  trovansi  nella 
Ed.  di  Parigi  1823  edita  per  cura  di  Antonio  Bottura.  Ne  mancano  14  e 
sono  la  3,  5,  9,  10,  1 1  e  dalla  23  alla  31*.  Terminano  al  fol.  9  colla  seguente 


124  DANTE  ALIGHIEBI 


sottoscrizione.  «  Qui  finischono  le  chanzoni  morali  di  Dante  Aldighieri  no- 
«  steo  cittadino  Fiorentino  ». 

Al  verso  dello  stesso  fol.  9  leggesi  in  rosso. 

«  Sonetti  e  chanzoni  morali  di  Messer  Francesco  Petrarca  poeta  Fio- 
«  reatino  ». 

Fol.  55  v.  vi  è  la  canzone  di  Guido  Chavalchanti 

'  «  Donna  mi  pregha  perch'io  voglia  dire  ». 

Fol.  56  in  rosso.  «  Di  messer  Francescho  Petrarcha  poeta  Fiorentino  » . 
Qui  furono  trascritti  alcuni  sonetti  che  erano  stati  ommessi.  Termina  al 
fol.  57  così  :  a  Iste  liber  est  mei  Jacobi  Martini  medici  de  Spoleto  quem  mihi 
«  dono  dedit  Angelus  thome  de  Corbinellis  de  Florentia  in  civitate  Forilivii 
«  in  Testo  omnium  Sanctorum  anno  domini  mccccxvii  presentibus  generosa 
•  domina  Pippa  ipsius  Angeli  uxore,  et  Sandra  ejusdem  Angeli  filia  ». 

Seguono  due  fol.  bianchi.  Anche  il  canzoniere  del  Petrarca  fu  scritto  a 
modo  di  prosa,  e  non  sempre  fu  conservato  il  solito  ordine  nelle  poesie. 

DANTE  Alighieri.  —  Vita  nuova,  quindici  canzoni  e  sette  sonetti. 

(Cod.  N.  1050). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV.   ' 

Oltre  alle  suddette  opere  dell1  Alighieri  il  Codice  contiene  un  sonetto  di 
M.  Busone  da  Gubbio  a  Manuel  Giudeo  sulla  morte  di  Dante  colla  risposta 
dello  stesso  Manuel  =  Tre  sonetti  di  Cino  da  Pistoia  a  Dante  ed  altrettanti 
di  Dante  a  Cino  =  Canzoni  e  sonetti  di  Cino  =  Canzoni  e  sonetti  di  Guido 
Cavalcanti  =  Due  canzoni  di  Maestro  Antonio  da  Ferrara,  l'una  scritta 
quando  si  sparse  la  voce  che  fosse  morto  il  Petrarca,  l'altra  di  soggetto 
amoroso.  Il  Codice  finisce  coi  seguenti  versi  di  una  canzone  di  Bartolomeo 
del  Castel  di  Pieve.  «  Cruda  selvaggia  fuggitiva  e  fiera.  Negli  atti  nel 
parlar  e  nella  mente  cruda  selvaggia  fuggitiva  » . 

Questo  Cod.  fu  riscontrato  per  l'Ed.  della  Vita  nuova  fatta  a  Milano  nel 
1827  dal  Pogliani,  e  vi  è  citato  sotto  il  nome  di  Cod.  F.  —  Alla  fine  vi  è 
un  indice  di  mano  del  M."  G.  G.  Trivulzio. 

DANTE  Alighieri.  —  De  vulgari  eloquio,  e  Mussato:  Tragedia  Eccelini. 

(Cod.  N.  1088). 

Cod.  cart  del  Sec.  XV  in  fol. 

Al  fol.  1  in  rosso.  «  Incipit  liber  de  vulgari  eloquio  sive  idiomate  editus 
«  per  Dantem  ». 

Termina  al  foL  13  v.  colle  parole  «  Explicit  d. 

Nel  fol.  seguente  furono  ripetute  le  ultime  sei  linee  di  questo  trattato 
sulle  quali  pero  furono  tirate  delle  riff  he  per  indicare  che  vanno  cancellate  : 
sono  della  stessa  mano  del  Codice,  in  alto  del  fol.  leggesi  «  Ego  Marcus  de 
Placentia  ». 

Le  iniziali  dei  capitoli  sono  ornate  con  filetti  a  penna  alternati  azzurri 
e  rossi:  gli  argomenti  in  rosso. 

Al  fol.  15  senza  intestazione  incomincia  un  sommario  della  origine  6 
fine  de$li  Eccelini  da  Romano  ed  al  fol.  17  in  rosso  «  Albertini  Musati 
<(  Patavi  tragedia  Eccelini  felicitar  incipit  Adheletta  Eccelinus  Albericus  » . 

Termina  al  fol.  27  in  rosso  a  Explicit  tragedia  dm  Albertini  Musati  Pa- 
ce tavi  historiographi  et  tragedi  felici  ter  amen  » . 

Trascrivo  la  illustrazione  di  questo  Cod.  fatta  dall' Ab.  Mazzuchelli  che 
autografa  è  unita  al  voi. 

Il  Cod.  cart  in  fol.  del  sec.  xiv  come  lo  crede  chi  scrisse  l'annessa 
scheda,  o  forse  anche  del  xv,  Quantunque  contenga  due  opere  latine  più 
volte  stampate,  cioè:  «  1°  De  vulgari  eloquio  sive  idiomate  editus  per  Dantem 


DANTE  ALIGHIEBI  125 


2°  Albertini  Musati  Patavi  tragedia  Eccelini  »,  è  assai  pregevole  per  varii 
capi.  Per  rapporto  a  questa  seconda  opera  è  da  notarsi  che  quivi  precede 
un  argomento  più  lungo  d'assai  di  quello  pubblicato  nella  rara  edizione 
Veneta  del  1636  uscita  colle  stampe  del  Pi  nel  li  per  opera  di  Felice  Osio 
Milanese  professore  dell'Università  di  Padova  insieme  alle  altre  opere  tutte 
del  Mussato  e  nella  ristampa  fattane  prima  dal  Grevio  e  dal  Burmanno  nel 
«  Thesaurus  Antiquitatum  et  Historiarum  Italiae,  T.  VI,  P.  IL  Lugduni  Ba- 
tavorum  1722-  ;  indi  dal  Muratori  nel  T.  X,  Ser.  Re.  Ita].  Med.  1727,  col.  785, 
e  nel  tomo  27  di  non  so  quale  Miscellanea  accennata  nelle  sopradette  schede. 

Oltre  al  suddetto  argomento  ha  il  Codice  delle  note  che  pur  mancano 
nelle  edizioni  accennate.  Ciò  mostra  che  questo  Codice  non  fu  per  avven- 
tura uno  dei  quattro  di  cui  dice  di  aver  fatto  uso  l'Osio,  e  nemmeno  degli 
altri  due  di  cui  pubblicò  il  Muratori  le  varianti  essendo  questi  ultimi  della 
Bib.  Ambrosiana.  Forse  detto  argomento  principalmente  potrebbe  aggiun- 
gere qualche  circostanza  ignorata  dal  Verci  nella  sua  Storia  degli  Eccelini, 
e  il  testo  della  tragedia  fornir  potrebbe  delle  correzioni  alla  stessa,  per  chi 
ne  dovesse  procurare  una  nuova  edizione. 

Per  rapporto  all'opera  «  de  Vulgari  eloquentia  »  è  altresì  molto  com- 
mendevole il  Codice  per  più  ragioni.  In  primo  luogo  conferma  l'  opinione 
ormai  comunemente  ricevuta,  ma  un  tempo  contrastata  che  quest'opera  sia 
veramente  di  Dante,  perchè  di  lui  nel  titolo  scritto  con  minio  porta  il  nome. 
Da  ciò  si  rileva  che  non  fu  già  il  Trissino,  come  taluno  penso  che  a  Dante 
l'ascrivesse  senza  autorità  veruna.  In  secondo  luogo  mostra  questo  Codice 
che  il  Trissino  fosse  il  traduttore  dell'opera  stessa,  la  quale  uscì  in  volgare 
per  la  prima  volta  a  Vicenza  nel  1529  dalle  stampe  dei  Janiculo  coi  carat- 
teri dal  Trissino  inventati.  Ciò  ne  induce  a  credere  quella  nota  posta  nella 
carta  di  riguardo  in  fronte  al  Codice  stesso.  Ivi  in  carattere  Trissiniano, 
non  mai  usato  da  altri  si  vede  quella  stessa  nota  che  poi  fu  stampata  non 
solo  nella  suddetta  edizione  Vicentina,  ma  anche  nella  Ferrarese  uscita  dai 
torchi  del  Mammarelli  nel  1583,  insieme  al  Castellano  pur  del  Trissino; 
benché  in  questa  edizione  siansi  adoperati  i  caratteri  comuni/  La  suddetta 
nota  è  del  tenore  seguente:  «  Giovanni  di  Boccaccio  da  Certaldo  ne  la  vita 
«  di  Dante.  Appresso  già  vicino  a  la  sua  marte  compose  un  libretto  in 
«  prosa  latina  il  quale  egli  intitul«  De  vulgari  eloquentia.  E  come  per  lo 
«  detto  libretto  apparisca  lui  ha  vere  in  animo  di  distinguerlo  et  di  termi  - 
«  narlo  in  quattro  libri  ®  che  più  non  facesse  da  la  morte  soprapresa?,  a> 
«  che  perduti  siano  gli  altri  più  no  ne  appariscono  che  i  due  primi  ». 

Osservo  qui  oltre  i  due  e  e  e  i  due  o  «  anche  i  due  u  v  ossai  la  distin- 
zione dell' ft  vocale  dal  v  consonante  come  in  Giovanni  vulgari  hauere  etc. 
cose  tutte  inventate  e  praticate  nel  sec.  xvi  dal  Trissino  solo.  Quindi  vedesi 
ancora  l'opera  stessa  postillata  di  mano  dello  stesso  Trissino  o  per  spie- 
garvi qualche  abbreviatura  o  per  correggervi  qualche  errore.  Non  saprei 
se  il  Trissino  vedesse  altri  Codici  dell'opera  stessa,  perchè  quivi  non  vi  è 
la  distinzione  nei  due  libri  e  i  capi  si  seguono  indistintamente  senza  nu- 
mero e  come  se  fossero  d'un  libro  solo  essendo  soltanto  contrassegnati  dal 
titoli  in  rosso  e  dalle  iniziali  colorate  fuorché  l'ultimo  capo  del  libro  se- 
condo che  sta  unito  all'antecedente  come  parte  di  esso.  Da  mano  posteriore 
al  Trissino  furono  aggiunti  in  margine  i  numeri  a  ciascun  capo  e  fu  scritto 
liòer  secundus  ove  questo  ha  principio.  Resterà  soltanto  di  fare  il  confronto 
colla  versione  del  Trissino  per  vedere  se  egli  abbiala  fatta  su  questo  suo 
Codice  come  è  probabile,  ma  ciò  richiede  maggior  agio.  Intanto  abbiamo 
qui  una  prova  da  aggiungere  alle  ragioni  che  già  determinarono  Apostolo 
Zeno  a  credere  tal  versione  fatta  realmente  dal  Trissino.  Ecco  come  egli 
scrive  al  Fontanini.  a  Prima  di  partirmi  da  Dante  vi  dico  che  il  trattato 
«  latino  De  vulgari  eloquentia  tanto  è  suo  quanto  il  volgare  è  traduzione 
a  del  Trissino.  Io  l'ho  a  parte  a  parte  esaminato  e  ho  fatti  molti  curiosi 
■  riscontri  per  far  avveduto  ciascuno  che  la  traduzione  non  è  di  Dante,  ma 
•  bensì  del  Trissino  che  in  molti  luoghi  ha  sbagliato  non  intendendo  il 


120  DANTE  ALIGHIERI 


a  sentimento  del  latino  confondendolo  ed  alterandolo  a  suo  piacimento.  La 
«  dicitura  scopre  la  verità  dell'uno  e  dell'altro  vedendosi  il  latino  di  quella 
«  barbarie  misto  che  era  in  uso  à  quei  tempi  praticato  da  Dante  negli  altri 
«  suoi  componimenti ,  dove  all'opposto  il  volgare  si  scosta  di  molto  dalla 
u  di  lui  dicitura  assai  più  purgata  ed  armoniosa  » .  Questa  lettera  leggesi 
soltanto  nella  seconda  edizione  delle  lettere  di  Apostolo  Zeno  pubblicate  dal 
Chiar.0  sig.  Ab.  Morelli  in  Venezia  nel  1785.  Ivi  nel  tomo  I  alla  pag  65, 
donde  ne  fu  riprodotto  il  passo  testé  recato  dal  Tiraboschi  nella  seconda 
edizione  della  sua  Storia  della  letteratura  italiana  in  una  nota  alla  pag.  502 
T.  V  d.  2,  avendo  egli  nella  prima  edizione  stimato  meglio  di  starsene  in 
silenzio  sopra  l'autore  df  detta  traduzione  forse  per  rispetto  al  Fontanini, 
al  Maffei ,  al  Muratori ,  allo  Zorzi ,  i  quali  avean  tirato  dal  partito,  loro  il 
Castelli  e  il  Calvi.  Dei  quali  ultimi  due  il  primo  nella  vita  del  Trissino, 
pag.  1 1 G ,  e  il  secondo  nella  Bib.  degli  Scrittori  Vicentini  posero  tra  le 
opere  non  del  Trissino  ma  a  lui  attribuite  il  detto  volgarizzamento.  —  Di 
mano  parimenti  del  Trissino  leggesi  in  uno  degli  ultimi  fogli  rimasti  vuoti 
dopo  la  tragedia  del  Mussato  la  seguente  nota.  Libri  prestati: 
A  M.  Lascari  la  grammatica  di  Scolarlo. 

»  un  altro  libro  greco  con  proverbi. 

A  Basilio  la  grammatica  di  Theodoro  a  pena  in  membrana. 
»         le  tragedie  di  Sofocle  con  glose. 
»         Herodoto. 
rihavuto  Al  Marostica  psello  sopra  Homero. 

Al  Leoniceno  Alexandro  sopra  Ar.  de  sensu. 

A  Thomaso  suo  nipote  Hippocratis  Aphorismi  cum  comento  GK  liber 

optimus. 
A  Don  Francesco  Prisciano  antiquissimo. 
ribavuti   A  Mes  Giovanni  Ruc  Vitruvio  Ep.  Cicer.  ad  Atticum  etc. 

A  Lazaro  Bastianato  Alexandro  de  fato  et  altre  opere, 
rihavuto  A  Mes  Nicola  prisciano.  lo  organo  di  Arist. 

Questa  nota  dà  una  buona  lezione  a  chi  presta  libri ,  poiché  di  nove 
persone  a  cui  il  Trissino  avea  prestato  dei  libri  soltanto  quattro  glieli  re- 
sero. Essa  non  essendo  scritta  coll'ortografia  Trissiniana  deve  credersi  al- 
Suanto  anteriore  al  1524  in  cai  incominciò  il  Trissino  a  far  uso  in  pubblico 
ei  nuovi  suoi  caratteri  aggiunti  all'alfabeto  italiano. 

(Qui  il  Mazzuchelli  dà  delle  notizie  sui  nove  individui  cui  il  Trissino 
aveva  prestato  i  libri:  notizie  che  credo  inutile  di  riportare  indi  prosegue). 
—  Altre  annotazioni  trovansi  in  fine  del  Codice  di  diverse  mani;  la  prima 
è  la  seguente.  «  Marci  Rhaetorici  viri  Exc.mi  ».  Non  so  chi  sia  costui  che 
potrebbe  essere  lo  stesso  parimenti  ignoto  che  sottoscrisse  due  volte  il  suo 
nome  così.  Mei  Marci  de  Placentia.  Il  Trissino  notò  M.  Zorzo  Ridolphi  che 
fu  capitano  a  Rezo,  nome  pure  a  me  sconosciuto.  Indi  leggesi  Liber  iste 
Bartholomey  de  Zanibellis  dicitur  esse.  Questi  potrebbe  essere  quel  Barto- 
lomeo Zarnberti  cui  dice  il  Pa.  Degli  Agostini  nel  T.  II  degli  Scrittori  Ve- 
neziani alla  pag.  572  che,  pubblicò  una  latina  commedia  sotto  il  titolo  di 
Dolotechne  Venetiis  per  Johannem  de  Tridino  in  4°,  censurata  in  gran 
parte  da  Lilio  Gregorio  Giraldi  nel  Dialogus  1  Poetarum  sui  temporis  mter 
ejus  opera,  T.  II,  col.  543.  Segue  nel  Codice.  «  Eie  liber  est  Iacobi  Messer 
Óiementis  de  Padua  causidici  :  altri  nomi  oscuri.  Finalmente  torna  a  compa- 
rire il  carattere  del  Trissino  che  pose  la  seguente  annotazione  sulT  armonia 
del  verso  italiano. 

(Angelo  Colotio) 

«  Il  numero  secondo  M  A.  C.  bello  e 
«  in  altra  forma  e'  nsolito  et  alato 
«  brutto  cioè  senza  numero 
«  Di  che  s'adorna  volentier  il  mondo  ». 

Fin  qui  l'illustrazione^  fatta  dall' Ab.  Mazzuchelli,  alla  quale  mi  sia  lecito 
di  aggiungere  una  mia  osservazione.  Nella  nota  che  teovasi  sul  Ibi.  di 


DANTE  ALIGHIERI  127 


risguardo  al  principio  del  Codice  e  che  incomincia  Giovanni  Boccacci  gli  e 
e  gli  «  sono  nel  Ms.  più  raramente  adoperati  che  nello  stampato  v.  g.  il 
cognome  dell'  autore  del  Dècamerone  è  scritto  qui  con  due  o  semplici , 
mentre  nello  stampato  (che  trovasi  in  questa  Bib.)  ha  invece  due  »  e  così 
in  altri  luoghi.  Viceversa  l'a  del  Ms.  è  sostituito  nello  stampato  dall' o  sem- 
plice nella  parola  Morte. 

Siccome  la  nota  è  certamente  anteriore  allo  stampato  tali  differenze  mi 
inducono  a  credere  ch'egli  la  scrivesse  quando  concepito  il  pensiero  di  in- 
trodurre quelle  due  lettere  nel  nostro  alfabeto  non  ne  aveva  ancora  ben 
fissato  l'uso9  come  eseguì  poi  nel  1524. 

DANTE  Alighieri.  —  Convito.  (Cod.  N.  1089). 

Cod.  cari  in  fol.  p.  del  Sec.  XV. 

Fol.  1.  •  Comincia  il  Covivio  di  Dante  Alighieri  poeta  Fiorentino  ». 

Termina  «  Finito  il  Covivio  di  Dante  Alighieri  Fiorentino  poeta  » .  É  ben 
conservato/  ma  la  scrittura  non  è  bella. 

DANTE  Alighieri.  —  Convito  e  le  canzoni.  {Cod*  N.  1090). 

Cod.  eart  in  fol.  pica  del  Sec.  XIV. 

Fol.  1 .  Hic  incipit  Monàchia  solenissimi  dantis  Aldgeii  et  nàrat  de  cho- 
libet. 

Questa  intestazione  è  in  rosso,  come  lo  sono  le  iniziali  dei  capitoli:  essa 
però  è  sbagliata  è  l'errore  fu  ripetuto  anche  alla  seconda  parto.  Il  testo 
non  è  quello  della  Monarchia  di  Dante,  bensì  del  Convivio.  Le  canzoni  sono 
scritte  a  modo  di  prosa:  è  scritto  in  due  col.,  vi  sono  alcune  postille  mar- 
ginali di  nessun  conto.  Manca  il  fol.  12,  e  tal  mancanza  è  antica,  perchè  vi 
si  vede  segnato  da  mano  antica  il  numero  delle  carte  senza  interruzione. 

DANTE  Alighieri.  —  Convivio.  (Cod.  N.  1069). 

Cod.  cart.  in  fol.  p.  del  Sec.  XIX. 

È  la  copia  servita  per  la  stampa  della  edizione  che  ne  fece  fere  il  Mar- 
chese 6.  G.  Trivulzio  nel  1826  a  Milano. 

è 

DANTE  Alighieri.  —  Convivio.  {Cod.  N.  1098). 

Cod.  cart.  in  ibi.  del  Sec.  XIX. 

Luoghi  errati  in  tutti  i  Codici  finora  riscontrati  del  Convivio  e  che  po- 
trebbero riscontrarsi  nel  Cod.  Vaticano  4778. 

DANTE  Alighieri.  —  Convivio.         *  (Cod.  N.  1101> 

» 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

Copia  tratta  del  Cod.  XXVI  della  Classe  seconda  dei  Mss.  Italiani  della 
Bib.  Marciana  di  Venezia,  che  fu  già  di  Tom.  Gius.  Farsetti  (T.  I,  pag.  283, 
COD  CVII).  Nelle  pag.  dispari  stanno  a  riscontro  le  varie  lezioni  tratte  dal 
Cod.  XXXIV  della  Classe  XI  dei  COD.  Mss.  volgari  della  Bib.  Nani,  pag.  52, 
Cod.  XXXVII. 


128  DATI  LEÓNÀBDO~ 


la  seguito  si  trovano  le  varianti  del  Convito  tratte  dai  seguenti  Godici 
della  Laurenziana  di  Firenze. 

134.  Gaddiano  Pluteo  90  superiore 

135  primo  Gaddiano  PI.  90  sup. 

135  secondo  Gaddiano  PI.  90  sup. 

3.     Gaddiano  PI.  96  inferiore, 

riscontrate  coir  Ed.  di  Firenze  del  Tortini  e  Franchi  1723. 

DANTE  Alighieri.  —  Convivio.  (Cod.  N.  1099). 

Cod.  cari  in  quinterni  separati  del  See.  XIX  contiene:.   ' 

I.  Oriani  osservazioni  sopra  l'edizione  del  Convivio  di  Venezia.  Zoppino 
1529  (autografo). 

II.  Pederzini  Cavazzoni.  Osservazioni  intorno  al  Convivio  di  Dante.  Pa- 
dova 1827  (autografo). 

III.  Maggi  Antonio.  Risposta  alle  osservazioni  del  sig.  Pederzini  Cavaz- 
zoni intorno  al  Convito  di  Dante.  Padova  1827  (autografo). 

IV.  Pederzini  Cavazzoni.  Nota  alla  risposta  fatta  dei  Ch.  SS.  editori  del 
Convito  alle  osservazioni  di  F.  P.  C.  (autografo). 

DANTE  Alighieri-  —  Spoglio  di  alcune  voci  usate  da  Dante  nelle  sue 
rime.  In  margine  sono  notati  i  luoghi  da  dove  sono  cavate,  di  mano 
del  M."  G.  G.  Trivulzio.  (Còd.  N.  1097). 

Cod.  cart.  del  See.  XIX  in  fol. 

DANTE  Alighieri.  —  Miscellanea  di  poesie  e  prose  risguardanti  il  poeta. 
Sono  11  fascicoli  staccati.  Vi  è  unito  a  ciascuno  T indice. 

(Cod.  N.  1096). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  See.  XIX. 

DATI  Leonardo.  —  La  Sfera.  (Cod.  N.  901). 

Cod.  memb.  del  See.  XV  in  12°. 

Fol.  1.  «  Comincia  la  spera  composta  p  Lionardo  Dati  et  p  Ghoro  Dati 
«  volgarizzata  et  messa  in  rima  ». 

La  prima  carta  ha  l'iniziale  miniata  e  dorata  con  un  fregio  che  si  pro- 
tende su  tre  lati  della  pagina.  In  calce  vi  è  uno  stemma.  Le  iniziali  di 
ciascuna  ottava  sono  in  rosso  e  così  pure  le  indicazioni  delle  materie,  che 

Botò  non  oltrepassano  la  terza  parte  del  libro.  —  Quest'opera  di  Leonardo 
ati  ebbe  nel  see.  xv  tre  edizioni,  che  tutte  trovansi  in  questa  Biblioteca. 
Il  Fossi,  Cat.  della  Magliabécchiana,  T.  I ,  col.  col.  604  e  605  ,  ne  descrive 
due.  Dietro  lui  le  registrò  il  Panzer  e  l'Hain,  ma  la  terza  rimase  ignota 
ai  bibliografi.  Sono  tutte  senza  data,  e  senza  nome  di  luogo  e  di  tipografo. 
Non  occorre  dire  che  sono  tutte  assai  rare. 

DATI  Leonardo.  —  La  Sfera.  (Cod.  N.  1022). 

Cod.  cart  del  See.  XV  in  fol.  pice. 

Incomincia  il  testo  senza  alcun  titolo.  Vi  sono  disegnate  e  colorite  prima 
le  figure  della  Sfera  e  poi  le  carte  geografiche  dei  paesi  che  descrive.  Il 


TONATI   AELII 

GRAMMATICA    ad   USUM 

V/- V'ALIA  NI    SPHORTÌAE   ECC. 
Codice  N-  --:io7  Pagina  N*  139 


.'     M 


DAVIDIS,  PSÀLTEBIUM  129 


Cod.  è  mutilo  alla  fine  mancandovi  tre  carte  che  dovevano  contenere  le 
ultime  18  ottave. 

DAfl  Leonardo.  —  La  Sfera.  (Cod.  N.  1023). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Il  Cod.  è  mutilo  in  principio  incominciando  esso  all'ottava.  «  Veggio  le 
stelle  in  su  ch'el  polo  gira  »  che  è  la  settima.  Nella  prima  parte  sono  di- 
segnate e  colorate  le  figure  della  Sfera  :  nella  seconda  le  carte  geografiche 
con  disegni  di  edilìzi  e  di  città. 

Datlmn  vini  tabernarum  Cumarum  et  ci  vita  ti  s  Mediolani  nec  non  aliae 
additiones.  Sec.  xiv  et  xv  prò  iisdem  civitatibus.      (Cod.  N.  1402). 

Cod,  cart.  del  Sec.  XV  in  fol. 

I.  Datium  vini  tabernarum  Cumarum. 

Non  vi  è  indicazione  dell'anno  in  cui  furono  decretati  questi  statuti  e 
le  convenzioni  stipulate  coi  venditori  di  vino,  né  vi  sono  i  nomi  dei  consoli 
e  dei  podestà  da  cui  poterne  ricavare  V  epoca ,  ma  si  può  asseverare  che 
appartengono  alla  prima  metà  del  sec.  xiv,  perchè  si  trova  notato  che  nel 
13Ì3  venne  modificato  il  capitolo  XV.  Di  tali  aggiunte  e  correzioni  ven- 
nero pur  fatte  ad  altri  articoli  in  diversi  anni,  l'ultima  delle  quali  è  del 
1373. 

II.  Datura  datii  vini  civitatis  Mediolani.  Contiene  1'  istrumento  d'  ap- 

Elto  del  dazio  del  vino  e  relativi  capitoli  stipulati  nell'anno  1364  fra  Cornino 
issi  sindaco  a  nome  del  Comune  di  Milano  col  consenso  dell'Arcivescovo 
Giovanni  Visconti  e  coir  intervento  dei  dodici  di  Provvisione  e  Zanino  da 
Landriano  e  soci  per  l'anno  1 354.  Questi  capitoli  devono  essere  stati  ripetuti 
ad  ogni  rinnovazione  d'appalto,  salvo  alcune  poche  modificazioni  che  sono 
notate,  l'ultima  delle  quali  è  del  1379.  Pare  che  il  Giulini  abbia  ignorato 
l'esistenza  di  questi  statuti  non  avendone  egli  fatto  menzione  mentre  parlò 
di  auelli  sul  panno,  sulla  legna  ed  altre  materie  e  non  di  questi. 

III.  Seguono  altri  ordini  e  modificazioni  dei  detti  statuti  fatti  nei  sec.  xiv 
e  xv  sia  per  il  dazio  sul  vino  nella  città  di  Como,  come  su  quello  di  Milano. 
Queste  modificazioni  non  oltrepassano  il  1439. 

IV.  Vi  sono  uniti  gli  Statuti  Coltegli  I.  C.  Comensium,  stampati  a  Como 
nel  1592,  e  il  diploma  originale  di  nomina  di  Federico  Panigarola  a  Podestà 
di  Como  nel  1509. 

D*tio  di  Melegnano.  (Cod.  N.  235). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  4°. 

Questo  Codice  contiene  gli  appalti  fatti  in  diversi  anni  del  pedagio  del 
ponte  sul  Lambro  a  Melegnano  colla  tariffa  delle  tasse  che  si  dovevano  pa- 
gare. Il  primo  appalto  per  un  anno  è  del  1343  ed  è  concesso  dall'Arcive- 
scovo Giovanni  visconti ,  da  Luchino  e  dai  loro  nipoti  Matteo ,  Barnabò  e 
Galeazzo  ed  un  Beltramino  Mainerio.  Vi  sono  aggiunte  alcune  disposizioni 
e  decreti  relativi  ad  esso  dazio,  l'ultimo  de'  quali  è  del  1498. 

DAVIDIS.  —  Psalterium.  (Cod.  N.  439). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

La  prima  carta  ha  il  fondo  d'oro  e  di  varii  colori  con  miniature  bellis- 

Otet.  TrituUiana  {Stampato  il  16  luglio  1883)  47 


130  DECEMBEIUS  PETRUS  CANDIDUS 

$ 

sime,  a  pie  della  pagina  vi  è  lo  stemma  dei  Decapitani  di  Arsago,  come  lo 
si  vede  nel  God.  1390  Armi  antiche  di  questa  Bib.  Il  titolo  seguente  è  scritto 
in  oro  sopra  fondo  rosso  «  Incipit  Psalterium  vel  jsoliloquium  David  •  poi 
incomincia  il  primo  salmo  «  Beatus  vir  »  in  caratteri  d  oro  sopra  fondo  az- 
zurro. Tutte  le  iniziali  dei  salmi  e  loro  versetti  sono  in  oro  sopra  campo  di 
diversi  colori.  Alla  fine  di  ciascun  salmo  vi  è  un'orazione.  Aicentoquaran- 
tanove  salmi  che  compongono  il  salterio  tengon  dietro  i  varii  cantici  che 
si  trovano  nella  biblia ,  l'inno  Ambrosiano,  il  simbolo  Niceno,  quello  di 
S.  Atanasio  ed  il  «  Gloria  in  excelsis  »  con  alcune  aggiunte  che  furono  can- 
cellate. L'Ab.  Mazzuchelli  scrisse  in  una  nota  unita  al  voi.  che  il  testo  di 
questo  Codice  è  conforme  a  quello  stampato  in  Milano  nel  1477  da  Gabriel 
Brebbia. 

Il  Codice  è  di  tuna  perfetta  conservazione. 

DECEMBRIUS  Petrus  Candidus.  (Cod.  N.  104). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Contiene  tre  opnsculi. 

I.  Decembrius.  Vita  Philippi  Mar.  Vicecomitis  ducis  Med.ni 

II.  Confalonerius  Ant.  Vitae  Archiep.  Mediol.  ad  an.  1489. 

III.  De  Sancto  Johanne  Bono  Archiep.  Mediol. 

DECEMBRIUS  Petrus  Candidus.  —  Epigrammata  et  alia  opuscula. 

(Cod.  N.  793). 

Cod,  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV. 

Fol.  1  Epigrammata  et  epistolae  metrice  P  Candidi  feliciter  ad  Illustrem 
Inichum  Davalum  Magnum  Camerarium. 

In  fine  del  Cod.  vi  è  una  nota  del  Decembrio  in  cui  si  difende  col  Da- 
valos  di  un'accusa  fattagli  dal  Panormita  di  avere,  nella  sua  traduzione  di 
Appiano,  chiamata  Celtica  la  Gallia  Cisalpina.  Egli  allega  in  propria  difesa 
un  passo  del  primo  libro  di  Silio  Italico.  L'Argelati,  Bib.  Scr.  Med.  T  II. 
P.  II,  col.  2104,  cita  questa  Epistola,  e  nella  stessa  col.  B  gli  epigrammi 
del  Decembrio.  Vi  sono  però  in  questo  Codice  diverse  poesie  latine  di  altri 
autori  pure  Milanesi  che  non  furono  da  lui  registrate. 

DECEMBRIUS  Petrus  Candidus.  —  Vita  Philippi  Mariae  III  Ligurum 
ducis.  Privilegia  Due.  Mediolani  ac  principatus  Papiae  in  Jo.  Galeaz 
Vicecomitem  conlata.  Ejusdem  ducis  Jo.  Gal.  exequiae.  Aliqua  no- 
tabilia  extracta  a  Chronica  Martiniana  Carmina  in  lauderà  Vercelli  ni 
Vicecomitis.  .  (Cod.  N.  1273). 

God.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

In  fine  vi  è  la  nota  seguente.  «  Ex  vetusto  Codice  Ms.  quod  apud  comi- 
«  tem  Philippum  Vicecomitem  asservatur  haec  descripsi.  Jo.  Jacobus  ab 
«  Ecclesia  an.  1625  », 

DECEMBRIUS  Petrus  Candidus.  —  Vita  di  Francesco  Sforza. 

(Cod.  N.  1328). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec  XV. 

Fol.  1.  «  Incomincia  la  Descriptione  de  li  fatti  militari  et  bellicosi  del 
«  victoriosissimo  principe  et  signore  Francesco  Sforza  duca  di  Milano  ordì- 


DECRETI  131 


«  nati  da  P.  Candido,  prima  in  latino  poi  tradutti  in  volgare  al  dicto  prin- 
«  cipe  ». 

In  fine  in  rosso  leggesi  «  Finisse  la  notatione  de  le  facendo  agitate  ne 
«  la  vita  de  lo  Illustrissimo  Francesco  Sfortia  quarto  duca  di  Milano  per 
«  P.  Candido  felicemente  scripta  in  latino  poy  traducta  in  vulgare.  Deo 
«  laus  » . 

Questo  è  il  Codice,  molto  guasto,  che  esisteva  nella  libreria  dei  monaci 
di  S.  Ambrogio  citato  dall' Argelati  nell'ultimo  voi.  col.  2101,  T.  IV. 

Deoisiones  Congregationis  Cardinalium  Sce  Inquisitionis.    (Cod.  N.  529). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII  con  alcuni  fogli  stampati. 

Deoisiones  R.  Magistratus  ordinarli  Status  Mediolani  ordine  alphabetico 
materiarum  collectae.  (Cod.  N.  1734). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Deoisiones  casuum  quae  singulis  mensibus  in  Rectorum  Portae  Coma- 
si  nae  conventibus  ab  ipsimet  rectoribus  in  unaquaque  eorum  Paro- 
chiali  ecclesia  mutuo  consensu  dirimi  solent  ab  an.  1581  ad  1615. 

(Cod.  N.  563). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Declaratorio  sopra  le  regole  di  S.  Benedetto.  (Cod.  N.  345). 

Cod.  cart  in  16°  del  Sec.  XVII. 

Colla  suddetta  Regola  sono  legati,  il  libro  II  dei  Dialoghi  di  S.  Gregorio, 
lo  Speculum  D.  Bernardi,  ed  una  bolla  di  Urbano  lì.  Questi  opuscoli  sono 
impressi  a  Venezia  per  Luca  Ànt.  Giunti  1505. 

É  mutilo  in  fine  non  arrivando  che  verso  la  fine  del  Cap.  65.  Gli  ultimi 
fogli  sono  un  po'  guasti  per  l'umidità. 

Doorota  a  Yicecomitibus  dominis  Med.  edita  sec.  xiv.      (Cod.  N.  241). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  4°. 

Questo  Codice  non  ha  intestazione  ed  incomincia  con  un  decreto  del 

1341.  e  De  pena  ledentium  Statum  dni  et  Comunis  Med.  decretum  ».  È 
mutilo  alla  line:  l'ultimo  decreto  al  fol.  113  v.  ha  per  titolo:  «  Quod  po- 
«  testates  non  ducant  secum  aliquem  de  jurisdictione  illa  ubi  vadunt  in 
officium  ».  Vi  manca  la  data  che  doveva  essere  di  poco  posteriore  al  pre- 
cedente, che  è  del  2  Dicembre  1391,  essendovi  ancora  intitolato  Gian  Ga- 
leazzo soltanto  come  •  dominus  Mediolani,  Comes  Virtutum  etc.  ». 

Dooreti  dei  Duchi  di  Milano  sulle  granaglie.  (Cod.  N.  1230). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  4°. 

Il  primo  di  questi  decreti  è  del  1389  emanato  da  G.  Galeazzo  Visconti. 
L'ultimo  è  del  1496,  ma  è  seguito  nel  Cod.  da  un  altro  del  15  gennaio  1435. 

ìtooreti  dei  Duchi  di  Milano  per  Cremona.  (Cod.  N.  1265). 

Cod.  cart.  dei  Sec.  XV  e  XVI  in  fol. 

» 

Il  Codice  incomincia  con  un  decreto  del  1385  diretto  da  Gian  Galeazzo 


132  DECRETA  DDCUM  MEDIOLANI 


Visconti  al  Podestà  di  Cremona.  Non  vi  è  tenuto  l'ordine  cronologico  dei 
decreti,  né  strettamente  l'ordine  per  materia,  ma  è  diviso  in  più  parti  che 
sempre  incominciano  coi  decreti  del  sec.  xiv.  Il  decreto  più  recente  è  del 
Mar."  del  Vasto  governatore  di  Milano  pel  re  di  Spagna  del  1541  contro 
i  duelli,  che  è  la  conferma  di  un  precedente  decreto  di  Francesco  II  Sforza 
del  1523  sopra  simile  argomento.  Il  Cod.  termina  con  un  decreto:  Centra 
laborantes  bona  excemptorum  del  1461  :  è  ben  conservato,  ben  scritto,  ma 
non  tutto  della  stessa  mano. 

Deoreta  antiqua  Mediolanensia.  (Cod.  N.  1399). 

Cod.  cart  'dei  Sec.  XV  e  XVI  in  fol. 

Contiene  decreti  relativi  alla  città  di  Milano  il  primo  dei  quali  è  di  Lu- 
chino Visconti:  «  Quod  banniti  de  aliqua  ci  vi  tate  domimi  nabeantur  et 
a  tractentur  prò  bannitis  aliarum  civitatum  ejus  ».  L'ultimo  è  dell'Impe- 
ratore Carlo  V  intorno  alle  proroghe  da  concedersi  nelle  liti. 

Deoreta  Ducimi  Mediolani  libris  duobus  comprehensa  collectore  Johanne 
de  Sanctis.  *    (Cod.  N.  1400). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  fol. 

Al  principio  di  ciascun  libro  vi  è  la  rubrica  dei  decreti.  Di  carattere 
dello  scorso  secolo  leggesi  in  fronte  al  Cod.  «  Differt  plurimum  haec  col- 
ie lectio  ab  ea  quam  typis  mandavit  Petrus  Paulus  Bonettus  anno  1654  ut 
«  conferenti  manifestum  erit  ». 

Deoreta  antiqua  Civitatis  Cumarum.  (Cod.  N.  1268). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV  in  fol. 

Incominciano  dal  1382  e  giungono  sino  al  1440.  Ve  ne  sono  che  vertono 
intorno  alle  inimicizie  fra  le  due  famiglie  dei  Vitani  e  dei  Rusconi  che  si 
disputarono  il  dominio  di  Como.  Vi  è  pure  l'atto  di  cessione  di  questa  città 
fatta  da  Lotario  Rusca  al  duca  di  Milano  Filippo  Maria. 

Deoreta  provisionalia  prò  plebe  Incini  condita  ab  IU.mo  et  M.  R.  I.  D. 
doctore  Prothonotario  Apost.  D.  Alexandre  Magrolino  Can.  ord.  et 
visitatore  de  mandato  111.  ac  Rev.  D.  Federici  Borromei  Card.  Archiep. 
collecta  et  confirmata  per  IH.  et  Rev.  Prothon.  Apost.  Jo.  Bapt. 
Caimum.  (Cod,  N.  1260). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

» 

Deoreta  condita  per  111.  et  Rev.  Ludovicum  Septalam  Prothon.  Apost. 
Provisitatorem  quartae  regionis  Med.  dioecesis  in  visitatione  tacta 
PI.  Bruzzani  an.  1678  de  mense  Aprilis.  (Cod.  N.  1315). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Deoreta  Ducum  Mediolani.  (Cod.  N.  1324) 

Cod.  merab.  dei  Sec.  XV  e  XVI  in  4*. 

Sono  decreti  rilasciati  specialmente  in  favore  dei  luoghi  pii  in  diversi 


DECRETA  DUCUM  MEDIOLANI  133 

anni.  Furono  copiati  come  leggasi  in  principio  da  un  libro  esistente  nel- 
l'Ufficio degli  Statuti.  Non  sono  in  ordine  cronologico.  Gli  ultimi  sono  di 
mano  e  di  epoche  assai  posteriori:  l'ultimo  è  del  1571. 

Decreta  Ducalia  Med.  ab  ari.  1401  ad  1403.  (Cod.  N.  1453). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Decreta  Ducalia  Med.  (Cod.  N.  1427). 

Cod.  cart.  in  fol,  del  Sec.  XV. 

Il  Cod.  incomincia  colla  «  Rubrica  decreto™ m  Ducalium  » ,  che  occupa 
sino  al  fol.  8.  Al  fol.  9  vi  sono  tre  decreti  di  6.  Galeazzo  Conte  di  Virtù  del 
1375,  .1382  e  1383:  al  v.  dello  stesso  fol.  incominciano  i  nomi  delle  persone 
che  componevano  il  a  Oonsilium  generale  Cremonae  imbivolutum  die  primo 
«  mensis  Januarii  an.  1487  ». 

Al  fol.  11  principia  la  numerazione  col  N.  1  e  vi  si  trovano  i  «  Capitola 
«  comunitatis  Creinone  ad  principerà  cum  responsionibus*»  ed  al  fol.  nu- 
merato 3  principiano  i  decreti;  il  primo  de'  quali  è  del  1385  e  l'ultimo  del 
1 402,  tutti  ris£uardanti  Cremona  e  dati  cja  Gian  Galeazzo.  Al  fol.  98  si  tro- 
vano altri  capitoli  della  città  di  Cremona ,  cui  seguono  i  decreti  del  Duca 
Filippo  Maria  che  arrivano  al  fol.  130.  Vengono  dopo  i  decreti  poi  gli  sta- 
tuti fatti  da  Francesco  Sforza,  e  poi  quelli  dei  suoi  successori.  Il  Cod.  ter- 
mina al  fol.  286  con  un  decreto  di  Francesco  II  Sforza  del  1525.  Tutti  questi 
decreti  risguardano  Cremona.  * 

Il  Cod.  e  assai  bene  scritto  e  conservato. 

Decreto  Ducalia  ab  anno  1345  ad  1508  prò  Cremona.    (Cod.  N.  1428). 

Cod.  cart.  dei  Sec.  XV  e  XVI  in  fol. 

Contiene  i  medesimi  decreti  che  il  Cod.  precedente  N.  1427,  con  aggiunti 
alcuni  altri  sino  al  1538.  Il  Cod.  incomincia  con  una  «.Tabula  seu  reper- 
torium  »  che  occupa  sei  fol.  non  numerati  oltre  due  bianchi  uno  prima  ed 
mio  dopo  Al  fol.  9  incominciano  i  decreti  che  vanno  sino  al  fol.  252.  Ve 
ne  sono  di  altri  Principi  con  alcune  bolle  papali. 

* 

Decreto  Ducalia.  (Cod.  N.  1505). 

Cod*  cart  in  fol.  di  epoche  diverse. 

È  una  miscellanea  di  decreti  dal  1384  fino  al  sec.  xvi  affastellati  senza 
ordine  di  data  e  di  materia.  Si  riferiscono  però  tutti  alla  città  e  ducato  di 

LO. 


Decreto  Ducum  Mediolani.  (Cod.  N.  1510). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Incomincia  il  Codice  colle  rubriche,  poi  segue  un  decreto  del  1369.  Ter- 
mina con  un  decreto  della  duchessa  Bona  e  Galeazzo  Maria  Sforza  che  è 
seguito  da  un  principio  di  grida  di  Lodovico  XII. 

U  Codice  è  mutilo  e  dovrebbe  essere  mancante  di  due  quinterni  avuto 
riguardo  agli  spaghi  che  rimangono. 


134  DICTA  etc. 


/ 


Deourioni  della  città  di  Milano  ridotti  dal  numero  1 50  a  60  colla  serie 
dei  medesimi.  (Cod.  N.  1773). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

DELFINO  Melchiorre.  —  Osservazioni  su  Macchiavelli.    {Cod.  N.  122) 

Hanno  la  seguente  dedica:  •  Al  Mar.M  Gian  Giacomo  Trivulzio  tanto 
benemerito  dell'Italia  queste  osservazioni  sulle  opere  dell'Illustre  Segretario 
Fiorentino  scritte  in  Napoli  nel  1821  da  Melchiorre  Delfino  in  testimonianza 
d'amicizia  invia  in  dono  l'autore  da  Teramo  20  Marzo  1824. 

Deliberazioni  del  Consiglio  Generale  della  città  di  Milano  dal  1731 
al  1733.  (Cod.  N.  1649). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  foL 

Depreoatio  animae  ad  Deum  in  orimi  tribulatione.  Coi  sette  salmi  pe- 
nitenziali. ♦  (Cod.  N.  460). 

(Vedi  Officium  beatae  M.  Virginia  an.  mdxxiii  COD.  459  di  cai  questo  faceva  parte). 

Desoription  de  la  Corse.  (Cod.  N.  580). 

Cod.  cart.  in  fol.  di  carte  50  del  Sec.  XVIII. 

Descrizione  dell'Italia.  (Cod.  N.  1336). 

Cod.  cart.  in  16°  di  fol.  70  del  Sec.  XVII. 

Questo  Cod.  contiene  non  solo  delle  notizie  geografiche,  ma  anche  delle 
storiche  sulle  diverse  dominazioni  cui  furono  sottomesse  le  città  e  provincie 
in  esso  descritte.  Dai  nomi  di  alcuni  Principi  allora  regnanti  risulta  che 
quest'opera  fu  scritta  fra  il  1665  ed  il  1694. 

Descrizione  dell'Italia.  (Cod.  N.  1212). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  4°  mutilo. 

É  un  lavoro  diverso  dal  precedente. 

Descrizione  compendiosa  della  navigazione  del  fiume  Adda. 

(Cod.  N.  1673). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIU  in  fol. 

Vedi  anche  Adda  fiume  Cod.  N.  1727. 

Diarium  Maestri  cerimoniarum  ecclesiae  Metropolitanae  de  functionibus 
ecclesiasticis  quibus  S.  Carolus  interfuit  vel  prefuit  ab  anno  1574 
ad  an  1577.  (Cod.  N.  1448). 

È  l'originale  autografo  dello  stesso  Cerimoniere. 

Dieta  et  plorationes  quae  dixit  Virgo  Maria  plorans  super  fìlium  suum. 

{Cod.  N.  487). 

Cod.  memo,  del  Sec.  XV  in  12°. 


DIPLÒMI  135 

Diotionarium  latinum.  (Cod.  N.  746). 

Cod.  cart.  in  foì.  del  Sec.  XV  di  fol.  266. 

Ha  la  prima  lettera  miniata:  è  benissimo  conservato:  lo  credo  una  copia 
dell'opera  di  Amb.  Caleppio,  di  cui  l'autografo  fu  descritto.  Cod.  833. 

DIEGO  del  Castillo.  —  Chronica  del  rey  Don  Henrique  de  Castillo  Y 
Leon  IV  d'este  nombre.  (Cod.  N.  1624). 

Cod.  cari  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Dimostrazione  della  specificazione  intorno  al  valore  dei  beni  passati 
per  dispensa  nel  sec.  xvi  dalle  mani  laiche  nelle  morte  col  risultato 
di  ciascuna  pagina  dei  due  libri  contenenti  li  sommarli  delle  2310 
suppliche  e  dispense  ritrovate  nell'Archivio  del  Senato  di  Milano. 

(Cod.  N.  1852). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI II 

Dimostrazione  divisa  in  due  specificazioni  notate  l'una  GC,  Tal  tra  DD 
intorno  al  valore  dei  beni  passati  per  dispensa  nell'andato  sec.  xvh 
dalle  mani  laiche  nelle  morte  col  risultato  di  ciascuna  pagina  delli 
sei  libri  contenenti  li  soramarii  delle  8084  suppliche  e  dispense 
ritrovate  nell'Archivio  del  Senato  di  Milano.  (Cod.  N.  1853). 

DIONISII.  —  Areopagitae,  opera.  (Ood.  N.  356). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIII  in  8°  di  fol.  236. 

Alla  fine  vi  è  la  nota  seguente:  •  Anno  domini  mgcxgvi  completa  est 

•  prima  correctio  et  punctatio  hujus  libri  in  festo  Scorum  Processi  Marti- 

•  mani  :  fuit  autem  die  lunae  • . 

Diploma  di  nobiltà  con  titoli  a  favore  dei  fratelli  Gagliardi  della  Volta 
con  stemmi  miniati.  (Cod.  N.  1413). 

Cod.  memb.  del  1852  in  fol. 

Diplomi  dei  Duchi  di  Ferrara  alla  Certosa  di  S  Cristoforo. 

(Cod.  N.  1439). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Il  primo  di  Questi  diplomi  è  del  15  Aprile  1461:  l'ultimo  del  1500.  Fu- 
rono scritti  nell  anno  di  cui  portano  la  data  ed  autenticati  da  notari  diversi. 

Diplomi  come  sopra.  (Cod.  N.  1440). 

Cod.  memb.  in  ibi. 

Questo  bel  Codice  contiene  tre  diplomi  io  favore  della  suddetta  Certosa 
di  S.  Cristoforo  di  Ferrara. 

Il  primo  è  di  Alfonso  d'Este  del  20  Aprile  1462.  Il  primo  fol.  ad  ecce- 
zione di  poche  righe  scritte  è  tutto  miniato.  Nel  contorno  fatto  da  bellissimi 


186  DISCOESÒ  ecc. 


candelabri  si  trovano  sei  imprese  della  casa  d'Este,  in  alto  lo  stemma  ed 
al  pie  della  pag.  fra  due  figure  umane  che  finiscono  in  code  a  fogliami , 
vi  è  il  monogramma  CAR  con  una  croce  astata  equivalente  ad  un  T  (cartusia). 
Il  mezzo  del  fol.  è  occupato  da  una  magnifica  miniatura  rappresentante  la 
Vergine  seduta  in  cattedra  col  putto  sulle  braccia:  alla  sua  destra  S.  Cri- 
stoforo: alla  sinistra  un  Vescovo  mitrato ,  che  ha  nella  destra  il  pastorale 
ed  accompagna  colla  sinistra  il  Duca  Alfonso  che  s'inginocchia  tenendo 
colle  mani  giunte  un  berretto.  II  Duca  ha  un  abito  nero  con  ricca  collana 
d'oro.  Sotto  Questa  miniatura  vi  è  la  firma  autografa  d'Alfonso  d'Este,  il 
cui  nome  in  lettere  d'oro  miniate  viene  in  seguito.  Questa  pagina  è  cer- 
tamente opera  di  un  insigne  artista  e  non  è  indegna  di  Cosimo  Tura  detto 
il  Cosmè  di  Ferrara,  di  cui  vi  sono  altre  miniature  in  questa  Biblioteca  nel 
trattato  di  Fr.  Tommaso  da  Ferrara  e  nel  Messale  COD.  2165. 

Il  secondo  diploma  del  29  Giugno  1535  è  preceduto  da  una  miniatura 
che  occupa  tre  quarti  del  fol.  ove  è  rappresentato  il  medesimo  soggetto 
che  nella  precedente.  Se  non  che  in  questa  il  Duca  Ercole  appare  vestito 
di  broccato  doro,  ed  oltre  al  berretto  tiene  nelle  mani  giunte  lo  scettro. 
Vi  è  un  ricco  contorno  a  fondo  d'oro  con  fogliami  e  figure  con  due  im- 
prese: in  alto  lo  stemma ,  e  sotto  il  monogramma  CART  e  il  nome  del 
Duca  in  lettere  d'oro  su  fondo  rosso.  La  firma  autografa  del  duca  Ercole  è 
al  verso  di  questo  fol. 

Il  terzo  diploma  del  2  Aprile  1562  è  pure  preceduto  da  una  miniatura 
che  occupa  tutto  il  fol.  Il  contorno  è  bello  a  gran  fogliami  d'oro  con  due 
figure  ai  lati  rappresentanti  la  Fede  e  la  Speranza  ed  al  piò  della  pag.  in 
luogo  del  monogramma  che  si  vede  nelle  precedenti  miniature  qui  trovasi 
la  Carità  raffigurata  da  una  donna  semisdraiata  che  sta  per  coprire  col 
proprio  mantello  due  puttini  nudi  che  le  stanno  presso.  Nel  mezzo  la  mi- 
niatura rappresenta  lo  stesso  soggetto  delle  precedenti.  Il  Duca  porta  una 
lunga  veste  d'oro  con  maniche  larghissime  ed  un  ampio  bavero  d'armellino. 
Sotto  la  miniatura  il  nome  di  Alfonso  II  è  in  oro  sopra  fondo  azzurro.  Nel 
fol  susseguente  il  di  lui  autografo.  Vi  sono  in  seguito  quattro  altri  diplomi 
in  favore  della  Certosa  ma  senza  miniature. 

È  superfluo  il  far  rimarcare  quanto  sia  importante  per  la  storia  dell'arte 
questo  Codice  in  cui  sono  riunite  tre  miniature  di  epoche  diverse  fatte  nella 
stessa  città  da  artisti  valentissimi. 

Dai  due  lati  della  copertura  moderna  furono  messi  due  stemmi  Estensi 
accostato  l'uno  all'altro  dalle  iniziali  B.  D.  cioè  Borsius  Dux:  e  l'altro  colle 
lettere  H.  D.  Hercules  Dux.  Questi  due  stemmi  chiusi  in  una  ghirlanda 
con  contorno  dorato  erano  forse  sulla  copertura  originale  essendo  antichi. 

Disoorto  politico  militare  a  S.  M.  Cattolica.  (Cod.  N.  247). 

Cod.  cari  del  Sec.  XVI  in  8°. 

•  Il  modo  che  la  M.  C.  ha  da  tenere  per  accrescere  le  forze  sue  che 
«  siano  cossi  possenti  in  mavre  cossi  come  sono  in  terra  » . 

Fol.  X.  «  Particolare  informazione  alla  M.  Cattolica  del  navale  Magi- 
«  strato  de  Venezia  et  sue  entrate  » . 

Diioorso  sopra  le  cose  di  Spagna,  di  Savoia  e  d'Italia.     (Cod.  N.  262). 

Cod.  cari  in  4°.  Sulla  coperta  vi  ò  la  data  1615. 

Le  condizioni  politiche  di  cui  parla  l'autore  mi  fanno  credere  che  questa 
lettera  sia  stata  scritta  nel  1613  prima  che  scoppiasse  la  guerra  pel  Mon- 
ferrato. 


DISSERTAZIONE  137 


Discono  breve  delli  Magistrati  et  altri  Ufficiali  sì  di  giustizia  che  de 
guerra  quali  servono  al  Ser.m0  sig.  Carlo  Manuel  duca  di  Savoja, 
principe  di  Piemonte  nelli  suoi  Stati  di  Savoja  e  Piemonte. 

Cod.  cari,  del  Sec.  XVII  in  fol. 

È  una  esposizione  della  pianta  del  Governo  del  Duca  Carlo  Emanuele 
uno  dei  più  grandi  Principi  di  Casa  Savoia.  Vi  sono  esposte  anche  le  ren- 
dite di  ciascuna  delle  contee  e  provincie  che  componevano  i  suoi  Stati. 

Discono  letto  nell'Accademia  della  Crusca  in  elogio  del  M."  Gian  Gia- 
como Trivulzio  nel  1831.  Alla  fine  vi  è  una  nota  autocrata  del- 
l'Ab.  Gius.  Borghi  Fautore  del  Discorso  sulla  Storia  d'Italia. 

(Cod.  N.  576). 

Cod.  cari  in  fol. 

Discono,  ossia  Introduzione  all'Architettura  di  Yitruvio  letto  nell'Ac- 
cademia di  Lettere,  Scienze  ed  Arti  in  Padova  nel  1830. 

(Cod.  N.  578). 

Cod.  cart  in  fol. 

Discorso  sopra  il  futuro  Conclave  e  di  tutti  li  Cardinali  papabili  fatto 
mentre  la  S.  di  N.  S.  Papa  Urbano  Vili  stava  in  pericolo  di  vita 
durante  la  guerra  tra  S.a  S.tò  et  i  Principi  collegati  Fan  1644  —  e 
Lettera  del  Card.  Ludovisio  al  Card.  Borromeo  in  materia  della  ri- 
forma del  Conclave.  (Cod.  N.  1359). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Dispaooi  Imperiali  dal  1750  al  1777  concernenti  V Amministrazione  della 
Lombardia.  (Cod.  N.  1651  al  1657). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVIII,  7  voi. 

Dispaooi  (serie  di)  Reali  e  ordini  risguardanti  la  Lombardia. 

(Cod.  N.  1658  al  1666). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI,  voi.  9. 

Sono  divisi  per  materia,  e  non  vi  è  che  il  sunto. 

Dispense  accordate  dal  Senato  alle  Mani-morte  per'  acquisto  di  beni 
delFan.  1526  al  1765.  (Cod.  N.  1839  al  1851). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII.  voi.  13. 

Vedi  anche  Dimostrazione  COD.  1852  e  1853  e  Notizie  COD.  1854 ,  ove 
è  trattata  la  stessa  materia. 

Dissertazione  sopra  alcuni  dubbj  intorno  al  voto  della  povertà  che  si 
professa  dai  Cavai,  di  Malta.  (Cod.  N.  1723). 

Cod.  cart.  io  fol.  del  Sec.  XVI. 
Calai.  Trivulziana  (Stampato  il  21  luglio  1883)  48 


188  DOCUMENTI  ecc. 


Diorami.  (Cod.  N.  341). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  16°. 

L'ordine  cui  apparteneva  questo  Ufficio  deve  esser  quello  dei  Gerolimini, 
perchè  S.  Gerolamo  vi  è  notato  con  maggior  distinzione  degli  altri  Santi. 
Veramente  potrebbe  farne  dubitare  il  vedere  che  la  Commemorano  fratrum 
ordinis  è  notata  sotto  il  9  di  Novembre,  mentrechè  nel  Breviario  impresso 
a  Saragozza  nel  1562  sta  agli  8  dello  stesso  mese. 

Diutile  (Dies  utiles).  {Cod.  N.  100). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Questo  curioso  diutile  del  foro  Milanese  contiene  delle  note  storiche  ed 
altre  di  minor  conto.  Vi  sono  sempre  notate  le  sedute  del  Consiglio  gene- 
rale. Alla  fine  dell'anno  1445  ed  in  seguito  di  altri  vi  è  la  lista  degli  Av- 


stato  il  possessore  di  questo  diutile.  Altri  pure  ve  ne  sono  ;  l'ultimo  all'anno 
1477  e  seguenti,  è  un  Azone  Spanzota  notarius  offitio  provixionum  comunis 
Medìolani.  Nel  Cod.  1613  notato  col  titolo  di  Excerpta  ove  trovasi  la  copia 
delle  note  storiche  contenute  nel  Diutile  del  notaio  Filippo  da  Liscate 
(COD.  1612)  si  trova  la  copia  anche  delle  note  storiche  di  questo  Codice. 

Diutile.  —  Dies  utiles  notarii  Medìolani  Filippi  de  Liscate  ab  an.  1491 
ad  an.  1538.  (Cod.  N.  1612). 

Cod.  cart  in  ibi.  autografo. 

Questo  volume  è  assai  interessante  per  la  Storia  di  Milano ,  perchè  vi 
sono  notati  in  moltissimi  luoghi  gli  avvenimenti  che  accadevano  nella  città. 
Sotto  il  titolo  Excerpta,  Cod.  1613,  vi  è  una  copia  di  Queste  note* 

L'Argelati  non  conobbe  questo  Codice  e  non  parla  di  questo  autore  che 
con  molta  diligenza  notava  gli  avvenimenti  della  giornata. 

Dootrin*  ludi  ari th  mora achiae  qui  vulgariter  philosophorum  ludus  ap- 
pellata est  cujus  inventorem  Archi tam  philosophum  fuisse  ferunt. 

(Cod.N.  715). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Non  ho  trovato  notizie  né  su  questo  trattato,  nò  sul  suo  autore  che 
sembrano  sconosciuti. 

Doeuutnti  storici.  (Cod.  N.  1215). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  8°. 

Risguardano  le  cose  d'Europa  in  generale  specialmente  dell'anno  1689. 
Documenti  della  Certosa  di  Ferrara.  (Cod.  N.  1441  e  1442). 

Cod.  memb.  in  fol.  2  voi. 

Questi  due  volumi  contengono  gli  atti  di  compere  e  vendite,  livelli  ecc. 
della  Certosa  di  S.  Cristoforo  di  Ferrara.  Tutti  questi  atti  aggiunti  uno 


DONATI  (AELII)  18t 


ss 


dopo  l'altro  negli  anni  in  cui  furono  stipulati  sono  autenticati  dal  notaro 
che  li  rogò.  Il  1°  voi.  contiene  gli  atti  dal  1474  al  1535  il  secondo  dal  1543 
al  1642. 

(Vedi  Diplomi  COD.  1439  e  1440,  ove  trovansi  altri  documenti  relativi 
a  questo  cenobio). 

Documenti  Francesi.  (Cod.  N.  1568  e  1569). 

Cod.  cart.  in  fol.,  2  voi. 

Il  1°  voi.  contiene  17  documenti  di  epoche  diverse.  Incomincia  con  una 
lettera  di  Francesco  I  del  15)5:  l'ultimo  è  un  manifesto  di  rottura  tra  la 
Spagna  e  la  Francia  del  1719. 

Il  2°  voi.  contiene  19  documenti  relativi  alla  Lega  ed  alla  Fronda  ed 
arrivano  sino  al  regno  di  Luigi  XV.  Termina  con  una  satira  politica  in 
versi  preceduta  da  una  memoria  sulla  celebre  Contessa  Du  Barry. 

DOMINICI! S  (de  Flandria).  —  Super  VI  Metaphysicae  Questiones. 

[Cod.  N.  1648). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVI. 

In  fine  leggonsi  le  note  seguenti': 

«  Explicit  prima  secunde  summe  divine  physicae  Fr.  Dominici  de 
«  Fiandna  artium  magistri  alme  Universitatis  Pansiensis  eximii  sacre  theo- 
«  logie  professoris  ordinis  fratrum  predicatorum  ». 

«  Item  1490  die  vigesimo  Madii  incepi  presens  opus  et  deo  coadjuvapte 
«  peregi  die  duodecimo  Augusti  ejusdem  anni  ». 

L'opera  di  cui  questo  Codice  non  contiene  che  una  parte  venne  stam- 
pata a  Venezia  nel  1496  e  nel  1499  ed  in  seguito  più  altre  volte.  Il  Fabrizio 
ne  parla  nella  Bib.  latina  «  Mediae  et  infimae  aetatis  »  T.  II,  pag.  53. 

DOMIS  (Suor  Angela  de).  —  Meditazioni.  (Cod.  N.  413). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVIII  in  4°. 

Il  convento  di  S.  Lazzaro  ove  era  professa  Suor  Angela  de  Domis  sor- 
geva in  Milano  nel  luogo  detto  Quadrettino  ed  era  sotto  la  direzione  dei 
Padri  Domenicani  delle  Grazie.  Anticamente  era  uno  Spedale  pei  tignosi, 
che  come  altri  fu  soppresso  dal  duca  Francesco  Sforza  per  incorporarne  le 
rendite  a  quelle  del  Grande'  Ospedale  da  lui  eretto.  Rimasto  vuoto  quel 
locale  fu  chiesto  a  Lodovico  il  Moro  da  una  matrona  Milanese  per  crearvi 
un  Monastero,  che  durò  sino  alla  fine  del  secolo  passato.. 

DONATI  (Abui).  —  Grammatica.  Ad  usum  Maximiliani  Sphortiae  fiiii 
Ducis  Med.  Ludovici  cognomento  il  Moro.  (Cod.  N.  21 67). 

Cod.  merab.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Don  Carlo  Trivulzio  dopo  aver  acquistato  questo  magnifico  e  curiosissimo 
Codice  vi  unì  una  lunga  e  dotta  illustrazione,  che  venne  in  poca  parte  stam* 
pata  dal  Rosmini  nella  Vita  del  Filelfo,  Tom  III,  Appendice.  Essendovi  in 
essa  molte  cose  inutili  a  riportarsi  ne  pubblicherò  soltanto  Quella  parte  che 
serve  ad  illustrare  il  Codice.  Esso  si  compone  di  tre  opuscoli.  Il  primo  è  la 
Grammatica  di  Elio  Donato  che  termina  al  fol.  42,  ove  si  legge:  Donati 
apusculum  explicit.  Il  secondo  contiene  alcuni  ^distici  ed  i  detti  morali  altre 
volte  attribuiti  a  Marco  Catone,  ma  che  il  Withofio  provò  in  una  disscr- 


140  DONATI  (AELII) 


tazione  stampata  ad  Amsterdam  nel  1754  essere  opera  di  Quinto  Sereno 
Sammonico.  il  terzo  si  compone  di  precetti  grammaticali  senza  nome 
d'autore. 

In  fine  vi  è  un  sonetto  in  lode  di  Lodovico  il  Moro.  — •  Don  Carlo*  poi 
così  descrive  il  Codice  : 

Giacché  la  copertura  del  Codice  trovasi  ornata  da  ciascuna  parte 
da  cinque  imprese  perciò  ho  premesso  qui  avanti  un  piccolo 
Quadrato  oblungo  con  dentro  te  lettere  A  B  C  D  E  acciò  spe- 
ditamente resti  indicato  il  luogo  di  quell'impresa  di  cui  si 
-3  parla.  Nel  mezzo  A  compare  l'arma  del  ducato  di  Milano,  cioè 
la  Vipera  Viscontea  in  campo  d'argento  inquartata  con  l'Aquila  nera  in 
campo  d'oro.  Il  primo  dei  visconti  che  inquartasse  la  Vipera  con  l'Aquila 
fu  Gian  Galeazzo  Signore  di  Milano  e  Vicario  imperiale  alcuni  mesi  prima 
che  ricevesse  dall'imperatore  Venceslao  nel  1395  il  diploma  col  quale  ve- 
niva creato  Duca  di  Milano.  Lo  scudo  vien  fiancheggiato  da  tronchi  accesi 
da  cui  pendono  le  secchie ,  impresa  usata  da  Galeazzo  II  padre  del  sud- 
detto Gian  Galeazzo.  All'intorno  dello  scudo  si  legge  : 

LVdovicus  MAm  SFortia  ANfflus  Dite  Mediolml. 

In  alto  dove  vi  è  la  lettera  B  compare  uno  scudino  dentro  del  quale  ve- 
donsi  due  torri  d'oro  e  un  fiume  che  scorre  nel  mezzo,  impresa  Viscontea  e 
Sforzesca  che  s'incontra  di  nuovo  nella  pittura  alla  pag.  29.  Nell'altro  angolo 
alla  lettera  C  vi  è  un  altro  scudino  con  una  scure  inceppata  dentro  un 
tronco  d'arbore.  Questa  impresa  fu  usata  dagrli  Sforza  duchi  di  Milano  in 
memoria  di  ciò  che  avvenne  a  Sforza  Attendolo  di  Cotignola  padre  del  Duca 
Francesco.  Antica  tradizione  certo  fu ,  dice  il  Muratori  che  egli  zappando 
la  terra  ed  invitato  da  alcuni  al  mestiere  dell'  armi  gettasse  la  zappa  sopra 
una  quercia  per  prenderne  augurio;  se  calava  seguitare  nel  suo  esercizio, 
e  se  restava  nell'albero  di  abbracciare  la  milizia.  Non  cadde  la  zappa  ed 
egli  marciò  alla  guerra,  dove  per  la  sua  violenza  gli  fu  posto  il  sopran- 
nome di  Sforza.  Nell'angolo  D  si  vede  in  uno  scudino  la  scopetta  d'oro  in 
campo  rosso  impresa  di  Lodovico  il  Moro:  all'intorno  della  scopetta  vedesi 
un  listello  in  cui  dovrebbe  essere  scritto  Merito  et  tempore.  Nell'angolo  E 
nello  scudino  vedonsi  due  mani  che  sostengono  un  panno  con  entro  qualche 
cosa  di  pesante  col  Tal  a  ti  guai  a  mi.  Questa  impresa  venne  così  spiegata 
dal  P.  Gasparo  Bugatti  nella  sua  Storia  Universale  a  pag.  630.  •  L'isola 
di  Negroponte  presa  dai  Turchi  nel  1470  dolse  a  tutta  Europa  nonché  ad 
Italia  et  a  Galeazzo  Sforza  duca  di  Milano,  il  quale  attese  a  vivere  in 
pace  per  buon  tempo ,  e  allo  stare  forse  soverchiamente  sopra  novelli 
amori  onde  non  poco  sdegnosa  si  stente  la  duchessa  Bona  con  essolui. 
Ma  intenerita  poi  per  una  debole  occasione  di  vista  di  vendetta  che  le 
insegnò  Pandolfo  Ambigato  uflmo  arguto  e  faceto  cioè  di  usar  l'impresa 
del  Burato  con  quel  motto  Tal  a  ti  guai  a  mi,  la  qual  insegna  veggiamo 
nelle  ducali  imprese  per  tutto  nota,  diede  a  sospettare  al  duca  un  pezzo. 
Ma  compreso  l'effetto  che  suol  fare  il  burato  che  ora  da  un  pugno  et  or 
dall'altro  è  percosso  per  sottigliar  la  farina  et  che  l'ui*  pugno  vendica 
l'altro  se  ne  rise  prima  et  poi  si  corruccio  con  l'esser  motteggiato  di« 
vendetta  di  disonore.  Tuttavia  conosciuta  la  bontà  della  Duchessa  usò  tal 
arme  anch' egli  volgendo  questo  senso  nel  senso  di  giustizia.  Onde  lodato 
Pandolfo  ebbe  egli  ancora  la  medesima  insegna  con  altri  doni  ». 
Nell'altra  parte  della  coperta  si  rimira  nel  mezzo  uno  scudo,  nel  quale 
a  destra  havvi  una  vipera  viscontea  in  campo  d'argento ,  ed  alla  sinistra 
vedonsi  tre  aquile  nere  in  campo  d'oro  e  fuori  dello  scudo  si  legge:  MAXtflu- 
lianus  SFortia  PaPiae  CQmes.  Quest'arme  è  replicata  due  volte  nel  Codice 
al  verso  delle  pag.  2  e  3.  —  La  prima  pittura  che  si  presenta  aprendo  il 
Codice  è  il  ritratto  di  profilo  del  principino  Massimiliano.  Egli  nacque  alla 
fine  del  1491  o  principio  del  1492  da  Lodovico  Sforza  allora  duca  di  Bari  e 
da  Beatrice  d'Este  figlia  di  Ercole  duca  di  Ferrara.  L'anno  1500  Lodovico 


DONATI  (AELII)  141 


perde  lo  Stato  e  la  libertà ,  ma  i  figliuoli  cioè  Massimiliano  e  Francesco 
erano  stati  inviati  in  Germania  presso  l'imperatore  Massimiliano  fino  dai 
Settembre  del  1499 ,  dove  dimorarono  sino  al  1512,  nel  qual  anno  Massi- 
miliano ottenne  lo  Stato  di  Milano  in  cui  si  mantenne  sino  all'Agosto  1515, 
in  cui  si  arrese  a  Francesco  I  re  di  Francia  rinunciando  lo  Stato  e  le  sue 
ragioni  al  detto  Re  per  una  pensione  annua  di  30  mila  scudi  d'oro.  Morì 
in  Francia  nel  Giugno  1530.  Questo  ritratto  che  occupa  tutto  il  fol.  (alt. 
cent.  27,  larg.  cent,  18)  è  di  tal  bellezza  che  da  tutti  è  ritenuto  opera  di 
Leonardo  da  Vinci. 

Alla  pag.  di  contro  si  ha  il  seguente  sonetto  di  cui  tutte  le  iniziali  sono 
miniate.  —  All'Ili."0  Sig.  Conte  di  Pavia. 

Non  basta  a  l'homo  sol  forza  e  lo  ingegno 
Signor  mio  dolce  a  governare  un  Stato 
Ma  ancor  convien  sii  docto  e  letterato 
Ad  esser  di  corona  et  sceptri  degno. 

La  virtù  sola  è  che  governa  un  regno 
La  quale  in  questo  libro  tanto  ornato 
Ritrovar  se  potrà  sei  te  fia  grato 
•Tenerlo  teco  e  non  haverlo  a  sdegno. 

Per  qual  cosa  fu  Cesar  sì  sublime  ? 
Per  la  virtute  e  letre  e  tu  Signore 
Con  la  virtù  poi  gire  a  l'alte  cime. 

Or  leggi  volentier  che  proprio  un  fiore 
,  Me  pari  che  tra  gli  altri  se  sublime 
Pien  de  infinito  e  delicato  odore. 

Al  di  sotto  di  questo  sonetto  vi  è  lo  scudo  Visconteo  accostato  da  due 
Sirene,  le  quali  hanno  sulle  spalle  un  canestro  di  fiori.  —  Voltatala  pagina 
si  vede  un  ben  inteso  piedestallo  sopra  del  quale  è  collocata  Tarme  del 
contado  di  Pavia.  Nel  piedestallo  in  ben  ripartite  lettere  romane  si  legge: 

Chi  va  chi  viene  e  perchè  il  tempo  vola 
Va  voluntieri  il  signor  Conte  a  schola. 

La  pagina  tre  ci  fa  vedere  un  nobil  arco  fiancheggiato  da  pilastri  ar- 
ricchiti di  fogliami  coi  rispettivi  capitelli  di  genere  Bramantesco.  In  alto 
si  vede  una  lapide  sostenuta  da  due  geni  alati,  nella  quale  sono  scritti  quei 
versi  con  i  quali  Donato  manifesta  alli  scolari  ciò  che  è  per  insegnare  in 

Suesta  grammatica.  Dentro  l'arco  si  vede  molto  caseggiato  e  nel  fondo 
elle  montagne  ed  un  castello.  Sul  dinanzi  si  vedono  molti  ragazzi  colla 
bisacca  dei  Toro  libri  dirigersi  verso  la  scuola.  Il  piccolo  Massimiliano*  che 
si  distingue  dagli  altri  per  la  stoffa  d'oro  del  suo  abito  e  per  la  calza  parte 
rossa  e  parte  morella  è  in  atto  di  pacificare  due  di  quegli  scolari  che  sono 
alle  prese  fra  loro. 

Il  contorno  del  rovescio  di  questo  foglio  è  tutto  miniato.  Primeriamente 
in  alto  compare  dentro  uno  scudo  il  ritratto  di  Lodovico  il  Moro.  Al  pie 
della  pagina  vedesi  Tarma  del  ducato  colla  impresa  delle  secchie  a  fianco 
e  col  nome  in  abbreviatura  di  INdovicus  MAm  SFortia  ANfflm  DwX  Me- 
dioLanl  Nel  margine  laterale  dietro  rimirasi  un  servo  della  casa  ducale, 
come  lo  dimostra  la  divisa  della  calza  bianca  ed  azzurra,  il  quale  tiene 
un'alta  bandiera  con  Tarme  del  contado  di  Pavia.  Nel  margine  sinistro  si 
trova  un  ugual  servo  che  tiene  un'alta  face  accesa.  La  pittura  che  si  vede 
dentro  la  pagina  rappresenta  il  principila)  vestito  di  tela  d'oro  tutto  intento 
colla  grammatica  aperta  in  mano  alla  spiegazione  del  maestro. 

Al  verso  della  pag.  10  si  vede  il  principe  Massimiliano  a  cavallo  vestito 
di  un  giubbone  di  stoffa  d'oro  e  colTabito  rosso  accompagnato  da  due  servi 
ducali,  uno  al  freno  del  cavallo ,  l'altro  alla  staffa ,  oltre  un  terzo  che  lo 


142  DONATI  (ÀELII) 


seguita  con  un  gran  spadone  sulla  spalla  destra.  Al  piede  della  pagina  si 
hanno,  questi  versi  : 

«  Va  per  Milano  il  Conte  innamorato 
«  E  da  tutte  le  dame  è  contemplato  ». 

E  perciò  il  pittore  ha  dipinto  una  appoggiata  ad  una  finestra  che  con 
una  rosa  in  mano  osserva  il  Conte. 

Al  verso  della  pag.  13  abbiamo  il  Conte  a  scuola  tutto  intento  con  un 
libro  in  mano  a  sentire  la  lezione  che  fa  il  maestro.  Il  Principino  è  seduto 
su  nobil  scranno  con  berretta  in  capo  avente  indosso  una  veste  di  stoffa 
d'oro  stretta  alle  reni  da  un  cingolo  celeste  a  cui  è  annessa  una  taschetta 
dello  stesso  colore.  Il  precettore  e  seduto  su  di  un  banco  avanti  al  tavolino 
con  un  libro  aperto  avanti  facendo  la  lezione  al  Conte.  Questo  precettore 
è  vestito  di  una  tunica  rossa  assai  ampia ,  avente  il  capo  cinto  di  corona 
tessuta  di  foglie  d'oro.  Sul  tavolo  coperto  di  tappeto  celeste  vi  sono  tre 
altri  libri  chiusi.  Non  ho  potuto  trovare  chi  fosse  questo  precettore. 

Tre  giovani  qui  si  hanno,  due  seduti  e  dormigliosi  ed  un  terzo  che  con 
piegato  un  ginocchio  si  diverte  con  un  cane.  Ciascuno  di  essi  ha  un  libro, 
per  cui  si  dimostrano  scolari  e  di  più  domestici  della  Corte  ducale,  come 
lo  rende  chiaro  la  divisa  della  calza  bianca  e  morella.  Due  uccellatori  ritti 
in  piedi  calzati  colla  divisa  Sforzesca  addestrano  due  verdoni  o  pappagalli. 
Evvi  poi  un  grosso  e  diforme  nano  che  tiene  un  parasole  davanti  al  Conte. 
Questa  figura  è  pure  in  divisa  Sforzesca  ed  ha  un  corvo  che  gli  pizzica  un 
calcagno.  Bello  è  il  paesetto  che  si  vede  al  di  là  di  un'ampia  finestra.  Al 
piede  della  miniatura  si  hanno  questi  due  versi  : 

Infin  ch'el  maestro  insegna  il  Conte  a  gara 
Studia  et  ascolta  e  volentieri  impara. 

La  miniatura  a  pag.  26  rappresenta  un  giardino  in  cui  è  innalzata  una 
tenda,  sotto  la  quale- si  vede  il  Conte  a  pranzo  servito  da  più  paggetti,  al- 
cuni de'  quali  tengono  la  solita  divisa  della  calza  bianca  e  morella.  Fra 
questi  paggetti  se  ne  vede  uno  moro.  La  persona  che  resta  dirimpetto  al 
Conte  con  una  legger  bacchetta  nella  destra  e  la  faccia  volta  al  credenziere 
dinota  esser  egli  il  mastro  di  casa.  Nel  fregio  rosso  che  circonda  la  cupola 
del  padiglione  vi  sono  delle  lettere  iniziali  che  avranno  avuto  il  loro  signi- 
ficato ora  impossibile  di  indovinare.  Al  pie  della  pagina  si  leggono  questi 
versi: 


El  Conte  mangia  sotto  al  bel  moschetto 
E  in  quel  giardino  ognun  prende  diletto. 


Alla  pag.  29  si  vede  il  Conte  seduto  sopra  un  carro  trionfale  tirato  da 
due  destrieri  bianchi.  Egli  è  vestito  di  stona  d'oro  con  la  divisa  Sforzesca 
nella  calza  destra  e  con  berretta  in  testa,  avente  nelle  mani  il  caduceo  ci- 
mato dal  pileo  per  farci  capire  che  egli  con  l'applicazione  allo  studio  ha 
superati  tutti  i  talenti  dell'universo,  come  lo  dimostra  il  caduceo  simbolo 
di  Mercurio  conosciuto  dagli  antichi  come  il  dio  della  sapienza.  Precede  il 
carro  trionfale  una  nana  caricatura  già  osservata  alla  pag.  13  conia  solita 
divisa  della  calza  bianca  e  morella,  impresa  che  hanno  pure  le  altre  figure. 
Questa  caricatura  colla  destra  batte  il  tamburo  e  con  la  sinistra  suona  il 
piffero,  alla  qual  sinfonia  fa  allegrezza  un  cane. 

In  appresso  vengono  quattro  giovani ,  forse  di  quelli  chiamati  ragazzi  * 
ciascuno  con  un'impresa  in  mano.  Il  primo  ha  la  colomba,  impresa  di  Gian 
Galeazzo  primo  duca  di  Milano.  Il  secondo  la  scure  confitta  nel  ramo,  il 
terzo  la  scopetta,  il  quarto  il  fiume  fra  le  due  torri  :  imprese,  queste  tre  ultime, 
già  descritte  sulla  copertura  del  libro.  Gli  ultimi  due  giovani  hanno  l'im- 
presa pendente  al  colio  e  tengono  colle  mani  un'alta  face  accesa.  Alla  testa 
del  cavallo  sinistro  trovasi  un  ragazzo  da  stalla  che  sta  attento  al  troppo 


DONATIONllS  btc.  148 


ardore  dei  destrieri.  Di  poi  segue  un  altro  con  la  «bandiera  spiegata,  in  cui 
vi  ha  la  vipera  inquartata  con  l'aquila. 

In  appresso  vengono  due  tubatori  che  suonano  le  trombe  dritte  ornate 
da  un  panno  rosso,  sul  quale  si  vede  in  oro  l'impresa  dei  tre  semprevivi: 
divisa  usata  da  Galeazzo  Maria  Sforza  e  frequentemente  da  Francesco  II 
ultimo  Duca  di  Milano. 

Un  altro  ragazzo  si  vede  collocato*  vicino  alle  trombe,  ma  non  sembra 
avere  un  suo  ufficio  proprio.  Al  piede  della  pittura  si  leggono  questi  due 
versi: 

El  Conte  ha  subjugato  tutto  il  mondo 
Però  trionpha  in  quel  carro  iocondo. 

Alla  pagina  42  retro  la  pittura  si  mostra  alla  destra  una  donna  rche 
rappresenta  la  virtù ,  ed  alla  sinistra  altra  donna  che  dinota  la  corrotta 
natura,  col  Conte  in  mezzo  che  si  appiglia  alla  prima.  Il  fondo  è  occupato 
da  alte  rocche,  castelli  e  caseggiati.  Al  piede  della  pagina  si  legge: 

Qui  tutto  alla  virtù  il  Conte  è  dato 
E  la  donna  de  vitii  ha  refutato. 

Alla  pag.  43  ove  incomincia  il  terzo  opuscolo  si  vede  il  precettore  se- 
duto che  consegna  un  libro  al  piccolo  Massimiliano. 

Alla  pag.  53  verso  si  vede  un  titolo  azzurro  in  cui  a  lettere  d'oro  si 
legge:  «  Emuletur  Maximilianus  patris  vestigia  »  e  sotto  il  seguente  so- 
netto: 

Se  questo  libro  insino  a  qui  scienza 
Tha  mostro  ne  faren  tnonpho  e  festa 
Or  fa  conto  ch'el  meglio  qui  ti  resta 
Al  santo  simulacro  reverenza. 

Mirar  in  costui  quella  divina  essenza 
Che  i  secreti  del  ciel  ne  manifesta 
In  questa  viva  effigie  in  questa  tèsta 
Vedrai  fede  giusticia  amor  clemenza. 

Questo  è  quel  Cesar  che  ti  dissi  prima 
Contempla  lui  che  questa  è  la  fucina 
Che  Italia  tutta  e  tutta  Europa  isti  ma. 

Felice  ognun  che  al  suo  voler  se  inclina 
Mira  quanti  per  lui  son  posti  in  cima 
E  come  esalta  chi  lo  segue  e  affina. 

Nella  pagina  di  contro  a  questo  sonetto  vi  è  il  ritratto  di  Lodovico  il 
Moro,  bello  esso  pure,  ma  non  della  finezza  e  finitezza  di  quello  di  Massi- 
miliano eh' è  al  principio  del  volume. 

Questo  bellissimo  Codice  è  di  una  conservazione  perfetta.  Le  miniature 
grandi  assai  belle,  ma  non  tutte  della  stessa  mano:  assai  graziose  tutte  le 
lettere  iniziali  che  vi  sono  a  profusione. 

Donatione*,  concessiones  et  privilegia  facta  Magnifiche  dominae  Luciae 
Comitissae  Meltii  per  IU.m  dominum  ducera  Mediolani. 

(Cod.  N.  1333). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Ha  la  iniziali  miniate  ed  in  oro:  a  carte  10  vedesi  Tarme  della  Contessa 
di  Melzo  inquartata  con  quella  de'  Visconti.  La  stessa  arme  è  miniata  anche 
nella  prima  iniziale.  Queste  donazioni  furono  pubblicate  dal  Rosmini  nella 
Stor.  di  Mil.,  T.  Ili,  pag.  25,  e  T.  IV  pag.  108  e  seguenti. 


144  DtJBIA  etc. 


DONI  (Anton  Francesco).  —  Le  ville.  (Cod.  N.  15). 

Cod.  cart.  del  1573  in  8°. 

Codice  prezioso  per  essere  quello  stesso  che  questo  bizzarro  ingegno  donò 
al  sig.  Paolo  Cassini  scrivendogli  nella  dedicatoria  a  Conserverete  questo 
<«  libretto  di  Ville  «ci  vostro  studio  di  mia  mano  scritto  disegnato  et  legato  » . 
I  disegni  sono  quindici,  non  compresi  i  fregi  e  le  iniziali,  e  sono  condotti 
con  molta  leggiadria,  fra  questi  vi  è  il  ritratto  dell'autore.  Sono  intersecati 
di  motti  greci,  latini  e  italiani.  La  legatura  è  in  pergamena  con  gigli  im- 
pressi in  oro.  Quest'opera  fu  stampata  a  Bologna  nel  1566  dal  Bonacci,  ed 
e  divenuta  tanto  rara  che  non  venne  neppur  citata  nell'ultima  edizione  del 
Brunet,  perchè  non  comparsa  nelle  vendfite.  L'Haim  Bib.  Ital.  MU.  1771, 
la  nota  a  pag.  372,  2. 

Droits  des  ambassadeurs  et  Ministres  publics  et  leurs  fonctions. 

(Cod.  N.  1419). 

Cod.  cart.  io  fol.  del  Sec.  XVII. 

Dubia  Magistri  Pauli  P-  artium  Sacrosanctae  Theologiaeque  doctoris 
et  Magistri  et  consequentiae  Sitrodi.  (Cod.  N.  391). 

Cod.  cart.  acefalo  del  Sec.  XV  in  40. 

Alla  fine  dei  Dubia  vi  è  la  nota  seguente: 

«  Haec  sunt  dubia  clarissimi  magistri  Pauli  P.  artium  sacrosancte  theo- 

•  logieque  doctoris  et  magistri  amen.  Ad  laudem  dei  sancteque  Marie  Vir- 
«  ginis  nec  non  Sanctorum  omnium  et  Sanctarum  Amen.  Cujus  anima  in 
«  pace  quiescat  Amen.  •  —  Dopo  quattro  fol.  bianclfi  incomincia  senza  al- 
cuna intestazione  «  Consequentia  est  illatio  etc.  »  Il  volume  termina  colla 
sottoscrizione  seguente  : 

•  Expliciunt  consequentie  Sitrodi  Amen  » . 

Al  verso  dell'ultimo  fol.  trovasi  la  nota  seguente  che  fu  cancellata  di 
cui  ho  potuto  rilevare  le  parole  che  ripeto.  •  Haec  prò ac  subtilis- 

•  sima  dubia  Magistri  p.   pergulensis  cum   aliis  operibus  scriptis 

«  Veneciis  anno  ani  1497  die  vigesimo  octavo  mensis  Octubris 

Di  questo  Magister  Paulus  non  ho  potuto  trovar  notizie.  —  Nel  nome  di 
Sitrodus  devesi  levare  l't  che  venne  aggiunto  dopo,  e  rimarrà  Strodus,  che 
è  il  vero.  Era  questi,  detto  anche  Strodeus  Rodulphus,  un  monaco  Scozzese, 
di  cui  parla  il  Fabrizio  alla  pag.  36  del  IV  volume.  Fra  le  altre  opere  di 
questo  autore  egli  cita  pure  le  «  Consequentiarum  formulae  » . 


ELUCIDÀTIONES  etc.  145 


E 


Elenohi  cronologici  ed  alfabetici  dei  signori  Vicari  di  Provvisione  Giu- 
dici delle  strade  e  vettovaglie  e  legna,  e  XII  del  tribunale  di  Prov- 
visione della  città  di  Milano.  {Cod.  N.  1768). 

Cod.  cart  in  fol.  del  1795. 

Elenoo  dei  Magistrati  della  R.  città  di  Milano  dell'anno  1518  al  1786 
inclusive.  (Cod.  N.  871). 

Cod.  cart.  in  fol.  mas.  del  Sec.  XVIII. 

Elenoo  generale  nel  quale  sono  descritti  per  ordine  d'alfabeto  li  nomi 
e  cognomi  di  Gavaglieri  della  città  di  Milano  che  godono  l'accesso 
alla  K.  Ducal  Corte  con  l'aumento  delle  nobili  famiglie  quali  me- 
diante la  dovuta  approvazione  deirEccmo  Tribunale  Araldico  hanno 
cominciato  a  godere  li  onori  della  sudu  R.  Ducal  Corte.  Vi  è  pure 
l'elenco  dei  gentilhomini  di  Camera  delle  LL.  M.  M.  IL  RR.  Ap. 
Ap.  e  di  S.  A.  S.  di  Modena. 

Consi.  Intimi  Att.  di  Governo.  Cav.  dell'Insigne  ordine  del 
Toson  d'oro  i  Cav.  di  San  Stefano,  li  Grandi  di  Spagna.  Inoltre  i 
LX  Decurioni  e  Dottori  di  Collegio  e  fisici  Collegiata  i  R.  Ministri 
deirEcc.mo  Senato  e  R.  D.  Magistrato  Camerale  con  altre  dignità  e 
titoli  d'onore  che  possedono  li  Cav.  della  città  di  Milano. 

(Cod,  N.  1832,  1833  e  1834). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII.  Ve  ne  sono  tre  copie. 

Elenoo  dei  Vicari  di  Provvisione  dal  1600  al  1771.        (Cod.  N.  1770). 

Cod.  cart  ih  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Etaoidatione»  quorundam  locorum  Concilii  Tridentini  ab  Ill.i8  et  Rev. 
DD.  Gardinalibus  ejusdem  Concilii  interpretibus  emissae  et  concessae 
diversis  Episcopis  et  aliis  prelatis.  (Cod.  N.  525). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 
Coiai.  Trivubtona  [Stampato  a  21  luglio  1883)  49 


Uè  EPISTOLÀE  VABIOBUM 

Etaoubrationen  accademicae  de  universo   genere  Symbolorum   quod 
Itali. vocant  Imprese.  (Cod.  N.  253). 

Cod.  cari  in  8»  dall'anno  1617. 

Enoomio  delllll.  e  Rev.  Mon.  G.  Angelo  Gornazzano. 

(Cod.  N.  1542  e  1543). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII.  2  copie. 

Questo  pomposo  elogio  è  coperto  di  numerosissime  correzioni  e  cambia- 
menti fatti  dall'autore.  Di  Giov.  Angelo  Cornazzano  Marchese  di  Sommo. 
Vedi  sotto  Gornazzano  G.  Ang.  Ang.  COD  1546. 

Entrata  di  Carlo  Y  Imperatore  in  Roma  il  5  Aprile  1536. 

(Cod.  N.  1299). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

È  una  descrizione  di  quell'ingresso  solenne  e  del  seguito  che  accom- 
pagnò l'Imperatore. 

Epigrammi  in  versi  latini,  col  titolo  postovi  di  recente:  a  Ex  Jani 
Gruteri  inscriptionibns  Romanis  ».  (Cod.  N.  1007). 

Cod.  cart.  in  fol,  del  Sec.  XVI. 

Epigraphia  varia.  (Cod.  N.  259). 

Cod.  cart.  del.  Sec.  XVII  in  8°. 

Sono  epigrammi  latini  colla  versione  italiana  e  di  alcuni  anche  francese. 
Epifltolae  variorum.  (Cod.  N.  803). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec  XV. 

Sono  dei  seguenti  autori: 

1.  Di  Jacopo  Antiquario  3. 

2.  Di  Ermolao  Barbaro  8. 

3.  Di  Francesco  Maturanti o  1. 

4.  Di  Giorgio  Menila  1. 

5.  Di  Pico  della  Mirandola  2. 

6.  Del  Poliziano  1. 

7.  Priores  libertatis  populi  Fior,  ad  Lud.  Sforti am.  Med.  ducom  1. 

8.  Papiensis  Cardinalis  1. 

9.  Di  Sigismondo  Fulginate  2. 

10.  Di  Giorgio  Valla  2. 

11.  Di  Ugolino  Verino  1. 

12.  Copia  literarum  missarum  ad  Card.  Florentinum  1. 

Dodici  di  queste  lettere  sono  dirette  a  Jacopo  Antiquario,  delle  quali  1 1 
furono  pubblicate  nel  1813  nelle  Memorie  di  Jacopo  Antiquario,  come  si  ha 
da  una  nota  in  principio  del  voi.  del  Cav.  Vermiglioli. 

Epistolae  variorum.  (Cod.  N.  643). 

Cod.  memb.  in  !•  picc  del  Sec.  XV. 

Le  prime  158  pag.  sono  occupate  dalle  lettere  di  Antonio  Beccatelli  Bo- 


EBBABIUM  PIGUEATUM  147 


lognese  detto  il  Panormita  celebre  poeta  laureato  da  Sigismondo  impera- 
tore nel  1433.  Ne  seguono  altre  del  Filelfo  —  Maffeo  vegio  —  Guarino 
Veronese  —  Lorenzo  valla  —  Poggio  Fiorentino  —  Francesco  Occha.  —  Il 
Cod.  è  ben  scritto  e  ben  conservato  ad  eccezione  del  primo  fol.  che  fu  la- 
cerato per  levarne  lo  stemma  miniato.  Apostolo  Zeno  nelle  Dissertazioni 
Vossiane,  T.  I,  pag.  305  e  seguenti  parla  a  lungo  del  Panormita  e  delle 
sue  opere. 

BpiftoUe  scriptae  ad  varios  Cardinales.  (Cod.  N.  709). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Diverse  di  queste  lettere  sono  scritte  dal  celebre  G.  B.  Amaltheo. 
Buona  parte  sono  dirette  al  Vescovo  Vartniense.  Questi  è  Stanislao  Osio 
Polacco,  il  Quale  nacque  nel  1504.  Fu  fatto  vescovo  Varmiense,  cioè  di 
Warmerlanat  nella  Prussia  Polacca  e  indi  fatto  Cardinale  da  Pio  IV  nel 
1&61.  Morì  nel  1579.  Vedi  Ciacconio,  T.  Ili,  p.  908.  L'ultima  di  queste  let- 
tere in  forma  di  breve  di  Gregorio  XIII  verte  sulla  controversia  fra  S.  Carlo 
ed  il  Senato  di  Milano.  Vi  sono  per  ultimo  aggiunte  delle  lettere  del  Car- 
dinal Farnese  scritte  al  Vescovo  di  Fano  Nuncio  all'Imp.  Carlo  V  sopra  le 
cose  di  Parma  e  Piacenza  nel  1548. 

EplstoUe  clarorum  virorum.  (Cod.  N.  742). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Sono  dei  seguenti  autori.  P.  Angelo  Maria  Arcioni  Johan.  Mabillonus  — 
Olaus  Odelius  —  Benedictus  Bachinius  —  Gofredus  Leibnitius  — ■  Antonine 
Muratorius  —  Petrus  Cannetus  —  Jo.  Federicus  Hekelius  —  Jo.  Bapta  Ma- 
rinella. Henricus  Cuperus  —  Daniel  Papebrochius,  ed  altri.  Ve  ne  sono  di 
inedite. 

Epirtolae  ad  Romanos  Ponti fices.  —  Copiate  da  libri  a  stampa  e  Mss. 
raccolte  dall' Ab.  Felice  Monti  custode  della  Bib.  Ambrosiana. 

(Cod.  N.  1640  al  1643). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII,  4  voi. 

Incominciano  al  sec.  ii  e  giungono  al  1761. 
Erbariom  figuratum.  (Cod.  N.  298). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  fol.  di  carte  117. 

In  una  specie  di  prefazione  che  trovasi  al  verso  del  1°  fol.  leg^evasi  il  nome 
deir autore  di  questo  libro,  ma  venne  cancellato:  con  qualche  fatica  ho  riuscito 
a  decifrarlo  e  parmi  vi  sia  scritto  per  manum  Antonii  dominici  de  Zanchis 
aromatarii  bergomensis.  Il  2°  e  3°  fol.  sono  occupati  dall'indice.  In  ognuno 
dei  susseguenti  d'  ambo  i  lati  trovasi  un  grossolano  disegno  a  penna  colo- 
rato di  una  pianta  o  erba,  col  suo  nome  ed  una  spiegazione  delle  sue  virtù. 
I  fogli  furono  anticamente  numerizzati,  ma  legandoli  non  fu  tenuto  conto 
del  numero  negli  ultimi,  e  vi  è  della  confusione.  Il  numero  delle  piante 
descritte  nellf indice  arriva  alla  191,  e  dovrebbero  occupare  96  fol.,  ma  il 
numero  di  questi  è  maggiore  e  però  convien  dire  che  non  tutte  si  trovano 
nell'indice.  In  questo  fu  tenuto  1  ordine  alfabetico,  ma  non  lo  fu  nel  libro. 
1    Qftò  stante  non  puossi  stabilire  che  non  manchi  qualche  fol.  come  a  me  pare. 


U8  ESTE  (DUCA  ALFONSO  D') 


ERIZZO  Nicolò.  —  Relazione  della  Corte  di  Roma.         (Cod.  N.  1466). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  1703. 

Erudisioni  historiche  cavate  dallo  Scisma  de*  Greci  del  P.  Maimbourg. 

(Cod.  N.  2). 

Cod.  cart  in  8*  del  Sec.  XVII  di  fol.  118. 

Di  queste  erudizioni  esiste  soltanto  il  2°  voi.  il  quale  contiene  il  ristretto 
della  storia  dello  Scisma  dei  Greci  dell'Arianesimo  degli  Iconoclasti,  e  delle 
Crociate.  Le  opere  del  Maimbourg  furono  stampate  a  Parigi.  Vedi  su  questo 
autore  la  Bibliot.  «  des  Écrivains  de  la  Compagnie  de  Jesus  par  Aug.  ,e 
Aloi  Backer  ».  Serie  IV,  pag.  371  e  seguenti. 

Esercizi  spirituali  da  M.  M.  della  Compagnia  di  Gesù  indirizzati  da 
Como  li  20  Settembre  1687  a  Suor  Maria  Àurelia  di  Milano. 

{Cod.  N.  464). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVII  in  4°. 

* 

Vi  è  unita  una  illustrazione  di  D.  Carlo  Trivulzio. 

Eteroixio  per  tutta  l'infanteria  di  S.  M.  I.  R.  del  1769.  —  Nova  tra- 
duzione dell'anno  1771.  (Cod.  N.  1861). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

ESOPO.  —  Favole  ed  Insegnamenti.  (Cod.  N.  133). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV  di  fol.  29. 

Questo  Codice  contiene  le  favole  di  Esopo  volgarizzate  per  uno  da  Siena. 
Dalla  pag.  1  sino  alla  25  inclusivamente.  Da  questa  alla  metà  della  pag.  26 
alcuni  ammonimenti  sulla  donna  che  dee  gire  ad  marito.  Ed  in  seguito  sino 
alla  fine  il  Libro  di  dato. 

Le  favole  di  Esopo  vanno  d'accordo  tanto  per  la  disposizione  come  per 
la  lezione  col  Cod.  Mocenigo,  sul  quale  venne  fatta  l' edizione  di  Padova 
del  1811  dall' Ab.  Berti.  Sono  però  precedute  da  una  introduzione  che  in- 
comincia: «  Isforzasi  la  presente  scriptum  acciochè  de  diletto  faccia  uti* 
«  lità  »  la  quale  manca  nella  Ed.  del  Berti,  e  si  trova  in  quella  del  Manni 
(Firenze  1788),  ma  con  varietà  di  lezione. 

La  fine  dell'Esopo  in  questo  Codice  è  diversa  da  quella  delle  due  pre- 
dette edizioni  :  qui  si  legge:  «  Qui  si  termina  lo  picciolo  Ysopacto  et  sempre 
«  sia  Dio  laudato  et  benedicto  Amen  ». 

Il  Manni  non  ha  questa  chiusa,  ed  il  Berti  alquanto  diversa.  —  Il  Codice 
termina  «  Finito  el  libro  di  Cato  sia  Xpo  benedicto  et  laudato  •  . 

Sembra  scritto  in  Toscana,  ed  ha  sul  primo  fol.  impresso  con  inchiostro 

moderno  il  segno  seguente 


ESTE  (Duca  Alfonso  d').  —  Lettera  apologetica.  (Cod.  N.  102). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI  di  fol.  37. 

In  testa  al  1°  fol.  si  legge:  «  Translato  di  latino  in  volgare  di  una  (et- 


ESTIMO  ecc.  149 


o  tera  scrìtta  da  lo  111.™  Sig.  Don  Alfonso  da  Este  duca  di  Ferrara  per 
«sua  justificazione  allo  Imperatore  mutatis  mutandis  al  li  altri  principi 
«  Christiani  ».  —  Al  fol.  10.  «  Resposta  alle  invective  qui  annesse  di  Don 
«  Alfonso  già  Duca  di  Ferrara  pubblicate  contro  la  S.u  et  gloriosa  me- 
«  moria  di  Leone  PP.  X  sotto  pretesto  di  una  lettera  scritta  alla  Cesarea 
a  Maestà  * . 

Questa  lettera  è  del  6  Gennaio  1522. 

ESTE  (Marchese  Filiberto  d1).  —  Lettere  dal  1738  al  1751. 

(Cod.  N.  1577  e  1578). 

Cod.  cari  in  fol.  2  voi. 

Queste  lettere  scritte  parte  in  italiano  e  parte  in  francese  sono  autografe 
e  sono  tutte  dirette  alla  moglie  sua  Luigia . 

Trattano  per  lo  più  di  alari  domestici  e  non  hanno  che  un  mediocre 
interesse  storico.  ' 

ESTE  (Gabriele  d').  Memorie  diverse.  (Cod.  N.  1572). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Sono  diversi  documenti  risguardanti  affari  pubblici,  specialmente  relativi 
al  Governo  di  Lombardia.  In  parte  autografi. 

ESTE  (Gabriele  d').  —  Mémoires  secrètes  sur  plusieurs  chefs  concer- 
nant  le  service  du  roy  dans  divers  lieux  de  la  Monarchie  et  sur 
la  campagne  de  Fiandre  de  l'an  1709  par  D.  Gabriel  d'Este  general 
de  batailfe  etc.  (Cod.  N.  1573). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Queste  memorie  autografe  sono  preziose  per  la  storia  di  quei  tempi,  nar- 
rando l'autore  dei  fatti  ne1  quali  ebbe  non  piccola  parte. 

ESTE  (Gabriele  d).  —  Miscellanea  di  memorie,  dispacci  e  documenti 
risguardanti  affari  pubblici,  per  la  massima .  parte  scritti  di  proprio 
pugno  dal  Mar.**  Gabriele  d'Este.  (Cod.  N.  1570). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

ESTE  (Gabriele  d).  —  Minute  di  lettere  a  diversi  sopra  affari  pubblici. 
Autografo.  (Cod.  N.  1571). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

ESTE  (Gabriele  v>\  —  Memorie  e  minute  di  lettere  in  parte  autografe 
concernenti  affari  pubblici.  (Cod.  N.  1572). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Estimo  del  Monte  di  Brianza  fatto  per  ordine  di  Francesco  I  Sforza. 

(Cod  N:  1220). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Nei  primi  4  fol.  vi  sono  delle  annotazioni  di  Giov.  Simone  da  Meda 


154  ESTRATTO  «oc. 


no  taro:  al  fol.  5  vi  è  la  seguente  intestazione,  a  mcggclyi  die  xx  Deeenjbris. 
«  Infrascriptum  est  estimum  universitatis  Montis  Briancie  confertum  per 

«  spectabilem  et  excolendum  legum  doctorem  dnm  Franciscum  de  Mangano 
a  ducalem  vicarium  et  generateci  nostrum  et  comissarium  super  reforma- 
«  tione  dicti  estimi  per  literas  ducales  tenoris  hujusmodi  ».  —  Dopo  la  let- 
tera ducale  seguita  da  un  fol.  bianco  incominciano  gli  «  Ordine*  emanati 

dal  Comissario  de  Mangano  »  indi  viene  l'Estimo.  È  importante  per  la  co- 
rografia del  Monte  di  Èrianza  e  per  i  confronti  che  si  possono  stabilire  fra 
il  valore  dei  fondi  in  quel  tempo,  e  quelli  d'oggigiorno. 

Estimo  e  perticato  generale  dello  Stato  di  Milano.         (Cod.  N.  1700). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVI  in  fol. 

Questo  importantissimo  Codice  incomincia  con  una  relazione  sulla  ri- 
scossione degli  aggravi  pubblici ,  in  cui  è  detto  come  per  le  angherie  e 
differenze  commesse  le  Provincie  presentassero  un  ricorso  a  Carlo  V  nel 
1543  allo  scopo  di  ottenere  che  fosse  fatta  un'equa  ripartizione  delle  im- 
poste. Seguono  le  relazioni  di  tutti  gli  ordini,  e  delle  operazioni  fatte  ese- 
guire dai  governatori  onde  venisse  ratto  un  estimo  di  tutte  le  città  e  terre 
che  componevano  lo  Stato  di  Milano  per  potervi  applicare  una  tassa  equa 
ed  uniforme.  Vi  sono  per  conseguenza  notizie  storiche  ed  economiche  pre- 
ziosissime su  quelle  operazioni  e  sullo  stato  delle  nostre  Provincie,  con 
riparti  delle  singole  tasse.  Queste  notizie  arrivano  sino  al  1586  II  Codice 
è  originale  e  pieno  di  correzioni. 

Estimo.  —  Documenti  e  memorie  sull'Estimo  dello  Stato  di  Milano. 

(Cod.  N.  1763). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII  in  parte  stampato. 

Estratto  delle  cose  più  notabili  che  si  ritrovano  nei  libri  dei  ricordi  della 
nostra  Congregazione  di  S.  Giovanni  Battista  del  Tempio  detta  dei 
Neri  dall'anno  1478  insino  al  presente  1788.  Vi  è  unito  il  Registro 
delle  Tornate  di  detta  Congregazione.  (Cod.  N.  206). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questo  Codice  andrebbe  unito  al  così  detto  libro  nero  che  trovasi  pure 
in  questa  Biblioteca,  COD.  207.  Il  compilatore  di  questo  estratto,  come  esso 
dice  nella  prefazione,  raccolse  tutte  le  notizie  più  rimarchevoli  che  riguar- 
dano la  celebre  Confraternita  di  S.  Giovanni  decollato  di  Firenze.  Vi  ag- 
giunse un  elenco  dei  donatori  e  delle  offerte  fatte,  ed  un  estratto  dal  libro 
nero  di  quelle  esecuzioni  che  furono  accompagnate  da  qualche  circostanza 
straordinaria.  È  la  storia  di  quella  Confraternita  dall'epoca  della  sua  riforma, 
cioè  dal  1478  sino  alla  metà  dello  scorso  secolo.  É  il  Codice  originale  ve- 
nuto in  questa  Bibl.  da  quella  de1  Ri  miccini. 

Estratto  della  pratica  militare  del  defunto  generale  d'artiglieria  Ragal. 

(Cod.  N.  1864). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  4°. 


EVANGELISTIÀBIUM  btc.  151 


Midtft.  —  ÉTKAEIAOT  ETOIXEIQN.  —  Euclidis  elementorum  libri. 

(Cod.  N.  652). 

Cod.  cart.  in  12°  del  Sec.  XVI. 

Contiene  i  15  libri  degli  elementi  di  Euclide  elegantemente  scritti  colle 
figure  delineate  con  molta  diligenza.  La  prima  pagina  ha  un  fregio  e  P ini- 
ziale miniata  con  oro ,  od  in  calce  un'arme  parimente  miniata.  Sul  recto 
(fella  carta  di  risguardo  vi  è  la  seguente  epigrafe  autografa: 

COM  IOANNI  VECTIO 
PATR.  VENETO 

JACÓBVS  facciolatvs 

D.  D. 

Il  titolo  e  la  segnatura  sono  in  rosso. 
Conserva  la  sua  bella  legatura  originale. 

EUSEBIO.  —  Incomincia  il  transito  del  glorioso  dottore  Messer  Sco 
Jherommo  facto  per  Sancto  Eusebio.  (God.  N.  84). 

Cod.  càrt.  in  4°  del  Sec.  XV. 

La  prima  pag.  ha  un  fregio  miniato  con  un'arme  a  piò  di  essa  consi- 
stente m  una  fascia  d'argento  in  campo  azzurro.  Alla  fine  leggesi: 

«  Qui  finisce  el  transito  del  glorioso  messere  Sancto  Jherommo  scripto 
«  per  me  Cristofano  di  piero  di  Francescho  bagnesi  oggi  questo  di  otto  di 
«  Novembre  mcccclxxxxih  ». 

Segue  della  stessa  mano  il 

«  Salterio  di  David  abreviato  da  Sancto  hieronimo  tradotto  da  Marsilio 
«  Ficino  fiorentino  di  lingua  latina  in  toscana  ». 

In  fine  leggesi  :  «  Oratione  o  vero  fine  del  Salterio  di  David  abbreviato 
«  da  Sancto  Hieronimo  » . 

LArgelati,  Bib.  dei  Volgarizzatori,  registrò  diversi  Mss.  del  transito  di 
S.  Gerolamo  scritto  da  Eusebio,  ma  dà  al  traduttore  l'aggiunta  di  Incerto 
o  d'incognito.  Egli  nota  il  principio  di  uno  di  questi  Mss.  cosi:  «  Avendo 
«  Sancto  Jéronimo  compiti  novantasei  anni  etc.  •  principio  che  corrisponde 
a  quello  del  Cap.  Ili  di  questo  Codice.  Il  testo  stampato  per  la  prima  volta 
senza  nome  di  luogo  per  Bartolomeo  Cremonese  nel  1493,  e  che  inseguito 
ebbe  molte  edizioni  col  titolo  di  Vita  e  Transito  del  B.  Hieronimo,  diffe- 
risce da  quello  contenuto  in  questo  Codice. 

Evangelirtiarium  secundum  consuetudinem  Romanae  Guriae. 

(Cod.  N.  2148). 

Cod.  memb.  in  %•  del  Sec.  XVI. 

Questo  Evangelistiario  venne  fatto  per  uso  di  Francesco  II  Sforza  ultimo 
duca  di  Milano.  E^li  aveva  per  moglie  Cristina  figlia  di  Cristiano  II  re 
di  Danimarca,  e  di  Isabella  di  Castiglia  sorella  delrlmp.  Carlo  V.  L'arme 
Sforza  unita  a  quella  di  Danimarca  si  vede  a  pie  della  prima  pagina ,  e 
così  pure  in  altri  fol.  del  Codice.  Ai  lati  di  essa  la  lettera  FR.  CH.  iniziali 
di  Francesco  e  Christina.  Due  putti  tengono  una  fascia  in  cui  sono  le  se- 
guenti lettere  divise  da  punti  F .  R .  0  .  v.  C  .  le  quali  sono  ripetute  in  una 


152  EXCERPTA  btc. 


specie  di  scudo  a  fondo  d'oro  che  si  vede  ai  due  lati  della  pagina,  come 
lo  è  parimente  in  tutte  le  altre  che  sono  miniate.  Quale  sia  il  loro  signi- 
ficato né  io,  né  altri  abbiamo  saputo  indovinare.  In  alto  vedesi  una  co- 
lomba illesa  in  un  disco  di  fiamme  col  motto  A.  BON  DROIT.  impresa 
dei  Visconti  usata  anche  dagli  Sforza.  Nell'iniziale  miniata  vi  è  il  Padre 
eterno. 

Al  fol.  6  v.  oltre  al  vaghissimo  contorno  miniato  vi  sono  due  bellissime 
miniature,  la  prima  ha  per  soggetto  la  presentazione  al  tempio:  la  seconda 
la  sacra  famiglia. 

Al  fol.  38  come  in  quello  descritto  precedentemente  vi  è  il  contorno  che 
inquadra  il  testo  con  una  miniatura  che  rappresenta  Cristo  crocefisso,  con 
la  vergine  e  S.  Giovanni. 

Al  fol.  57  al  basso  del  contorno  miniato  vi  è  lo  stemma  Visconteo.  Una 
bella  miniatura  raffigura  Cristo  deposto  dalla  croce  in  grembo  alla  Vergine, 
colle  due  Marie  ai  lati. 

Al  fol.  62.  La  miniatura  rappresenta  la  risurrezione  di  Cristo  ed  il  con- 
torno ha  nella  parte  inferioi%  lo  stemma  Visconteo  colle  sigle  FR.  IL 

Al  fol.  71  il  soggetto  della  miniatura  è  la  discesa  dello  Spirito  Santo 
nel  Cenacolo:  sul  lato  nell'inquadratura  lo  stemma  Visconteo  ed  al  basso 
fra  ornati  le  sigle  F.  R.  O.  V.  C.  su  fondo  d'oro. 

Al  fol.  96  vi  è  un  grande  stemma  bipartito  Sforza  e  Danimarca  colle 
lettere  FR.  CH.  D.  M. 

Al  fol,  97  è  miniata  l'Assunta  con  ornati  da  un  lato  solo  della  pagina. 

IL  fol.  112  v.  ha  un  ornato  da  un  lato  del  fol.  ed  uno  scheletro  su  fondo 
nero  colla  data  1531. 

Il  Cod.  termina  al  fol.  114  colla  seguente  sottoscrizione: 

«  Explicit  evangelistiarium  secundum  curiam  romanam  scriptum  per  me 
«  D.  Benedictum  Cremonensem  » . 

Il  Codice  che  conserva  la  sua  legatura  originale  in  pelle  con  ricchi  or- 
nati in  oro  impressi,  è  scritto  con  molta  cura  ed  ha  tutte  le  iniziali  stu- 
pendamente miniate.  Oltre  alle  nove  pagine  già  descritte  vi  sono  delle 
miniature  ai  lati  dei  fol.  45,  61,  70,  74  e  75  che  sono  di  una  grandissima 
finezza  e  conservano  perfettamente  la  freschezza  dei  colori.  Il  libro  deve 
essere  stato  miniato  dagli  artisti  addetti  alla  Cancelleria  ducale,  perchè  vi 
sono  dei  diplomi  miniati  di  Francesco  II  Sforza  che  hanno  degli  ornati 
uguali  a  quelli  di  questo  Codice,  e  specialmente  quella  specie  di  nave  che 
qui  si  trova  sempre  ripetuta.  Io  vidi  neir  Archivio  di  Stato ,  molti  anni 
sono,  un  diploma  mimato  di  questo  stesso  Duca  che  in  un  cartoccio  aveva 
scritto  Martini  opus.  Venne  rubato  assieme  ad  altre  carte  al  tempo  del 
Direttore  Osio. 

Probabilmente  quel  Martini  (se  sia  nome  o  cognome  non  saprei  dire)  fu 
l'autore  di  queste  miniature,  e  non  già  QuelY  Atyustus  Decius,  che  mise  il 
suo  nome  sotto  ad  una  crocifissione  nel  Messale  di  Francesco  II  Sforza , 
posseduto  dal  M.M  Gerolamo  d'Adda  colla  data  1535.  Questo  volume  è  di 
una  perfetta  conservazione. 

Ezoerpta  historica  nonnullorum  dierum  utilium.  (Cod.  N.  1613). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  foL 

Sono  le  annotazioni  cavate  dal  Diutile  di  Filippo  da  Liscate  notaro  Mi- 
lanese, il  cui  autografo  trovasi  in  questa  Biblioteca.  Vedi  Diutile ,  Codice 
N.  1612.  In  seguito  alle  note  storiche  sopradette  vi  sono  quelle  cavate 
da  un  altro  Diutile  di  uno  Spanzota  che  pure  trovasi  in  questa  Biblioteca, 
Cod.  N.  100. 


EXPEDITIO  btc.  15S 


Exerottium  far  die  Sammentlich  Kaiserlich  Koniglich  infanterie. 

(Cod.  N.  1868  e  1869). 

Cod.  csrt.  in  4°  del  Sec.  XVIII,  2  voi.,  quo  di  tetto,  l'altro  di  tavole. 

Bipeditio  in  Anximenses.  (Cod.  N.  1383). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

fi  la  relazione  dell'assedio  e  reddizione  di  Osimo  fatto  nel  1487  dall'ar- 
mata PontiScia  capitanata  da  G.  Giacomo  Trivulzio.  Non  credo  che  sia  stata 
stampata,  perchè  il  Rosmini  nella  vita  del  Magno  Trivulzio  non  ne  fa  cenno, 
ed  anche  il  Muratori  non  la  cita. 


Galli.  TrkmUkm*  (Stampato  il  9  aptta  4M3)  20 


164  FALARIDE 


F 


FABIUS  de  Ugubio.  —  Lectiones  habitae  in  Gimnasio  Patavino  an  1532. 

(Cod.  N.  297). 

Coi  eart.  in  foL  del  Sec.  XVI. 

Sono  lezioni  di  diritto  civile:  trattano  dell'  eredità. 

Sul  1°  fol.  leggesi:  «  Lectiones  Ex.mi  ordinarii  de  mane  D.  Fabii  de 
«  Ugubio  in  Patavino  Gimnasio  legatus  cuius  concurrentes  sunt  Ex.™  Fran- 
«  cischinus  Curtius  Papiensis  et  Ex."  D.  Marcus  de  Mantua  Patavinus  an. 
«  1532  ».  Sulla  pergamena  che  serve  di  copertura  al  Codice  vi  sono  delle 
annotazioni  insignificanti,  e  delle  poesie:  e  vi  si  legge  il  nome  di  Annibale 
Visconti,  che  è  anche  ripetuto  sulla  prima  pagina. 

FACIUS  Bartholomeus.  —  De  bello  Clodiano  gesto  an.  1 377  ad  Jacobum 
Spinulam.  (Cod.  N.  1491). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  See/XVI. 

Quest'opera  fu  stampata  per  la  prima  volta  a  Lione  nel  1568 ,  poi  nel 
1578  e  nel  Thesaurus  Burmannianus,  T.  V,  P.  IV. 

FALARIDE.  —  Lettere  tradotte  in  volgare  da  Francesco  Aretino. 

(Cod.  N.  77). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec  XV. 

Questo  bel  Codice  con  sommari  e  con  titoli  in  rosso  e  le  iniziali  a  co- 
lori, è  assai  ben  conservato.  Incomincia  col  «  Proemio  di  Bartolomeo  Fontio 
«  affrancescho  Baroncini  nella  traductione  delle  pistole  di  Fallari  ».  In  se- 
guito «  Inchomincia  il  proemio  di  Francescho  Aretino  nelle  pistole  di  Fai- 
«  lari  traducte  dallui  di  grecho  in  latino  allo  illustre  principe  Mala  testa 
«  novello  de  Maletesti  et  di  latino  in  volgare  da  bartolomeo  rontio  fioren- 
«  tino  ». 

Le  lettere  di  Falaride  tradotte  in  italiano  dal  Fonzio  furono  stampate  più 
volte  nel  sec.  xv  e  nei  seguenti.  L'Argelati  nella  Bib.  de9  Volgarizzatori. 
T.  II,  pag.  70,  e  T.  IV,  pag.  489,  parla  di  questo  volgarizzamento.  Nel 
catalogo  della  Laurenziana ,  in  quello  della  Èiccardiana  ed  in  altri  sono 
descritti  Codici  Mss.  di  quest'opera  tanto  latini  che  italiani.  Questo  Codice 
confrontato  con  altri  risultò  essere  fra  i  più  corretti. 


FASCICOLO  bcc  156 


Famiglie  estratte  dall'Indice  dell'Ufficio  degli  Statuti  di  Milano. 

(Cod.  N.  1826). 

Cod.  cart.  in  4#  del  Sec.  XVII. 

Vi  è  unito  un  opuscolo  a  stampa  «  Monumenta  Officii  Statutorum  in- 
clitae  civitatis  Mediolani  per  notarium  Caesarem  Picinellum  1643. 

Famiglie  tratte  dai  protocolli  dall'anno  1420  al  1690. 

(Cod.  N.  1813  e  1814). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII,  2  voi. 

Famiglie  (Protocolli  di)  et  historici  di  tutte  le  città.      (Cod.  N.  1827). 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec.  XVIII. 

Vedi  anche  Alberi. 

FAN1ANUS  Raphael.  —  Excerpta  e  monumentis  Raphaelis  Faniani  de 
familiis  nobilibus  Mediolani  a  litera  A  ad  totam  I.  de  duobus 
tomis  D.  Canonici  Solae  an.  1703  aucta  et  suppleta  ad  reliquia  al- 
phabeti  de  Tom.  3  D.  Cora.  Francisci  Archinti  an  1705  et  subinde 
additionibus  hinc  inde  inventis  completata  per  Jo.  Ant.  Trivùltium 
I.  C.  Mediol.  {Cod.  N.  870). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

É  un  estratto  dell'opera  voluminosa  del  Fagnani ,  che  esiste  autografa 
nella  Bit).  Ambrosiana.  . 

FANUSIUS  Campani».  —  De  familiis  illustribus  Italiae  libri  V. 

(Cod.  N.  1781). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

• 

Il  Tiraboschi,  T.  VII,  pag.  1034  e  seguenti ,  parla  a  lungo  di  Fanusio 
Campano,  che  egli  ritiene  non  abbia  mai  esistito,  e  vuole  che  questo  libro 
sia  una  impostura  di  Alfonso  Ciccarelli  celebre  per  altre  falsificazioni  di 
simil  genere.  L* Allaoi  più  di  ogni  altro  fornì  prove  contro  il  Ciccarelli. 
Sia  o  non  sia  vera  l'esistenza  di  Fanusio  Campano ,  certo  è  che  il  libro  è 
pieno  di  fandonie  ed  è  scritto  con  ben  poca  critica  storica. 

FARNESE  Alessandro  e  Margherita  d'Austria  sua  madre.  — •  Lettere- 

(Cod.  N.  1605) 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Vedi  Sfbnirato,  COD.  1605,  dove  si  trova  la  descrizione  di  questo  Codice. 

FmoìmIo  di  carte  spettanti  alla  Corona  di  Ferro  di  Monza  parte  stam- 
pate e  parte  Mss.  (Cod.  N.  1289). 

Cod.  «art  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 


156  FIORETTI  DI  S.  FBANCESCO 

Favola  d'Amore  e  Psiche.  (Cod.  N.  26). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV  di  fol.  56. 

Nel  1°  fol.  fu  lasciato  uno  spazio  vuoto  per  mettervi  il  titolo  che  manca. 
D.  Carlo  Trivuizio  in  un  fol.  di  risguardo  scrisse  la  nota  seguente. 

«  La  favola  d'Amore  e  Psiche  viene  descritta  lungamente  daL.  Apulejo 
nel  suo  libro  dell'Asino  d'oro  sul  fine  del  libro  IV  e  continua  tutti  i  libri 
V,  VI  e  VII.  Questa  del  presente  Ms.  quanto  al  favoleggiamento  va  del 
pari  con  quella  d' Apulejo,  ma  si  scosta  assai  nella  sposizione,  perchè  è  molto 

Parafrasata.  Il  Conte  Matteo  Maria  Bojardo  nella  traduzione  italiana  dei- 
Asino  d'oro  è  stato  attaccatissimo  al  testo  latino,  onde  non  si  può  dir  sua 
l'esposizione  di  questa  favola  contenuta  nel  presente  Codice.  Molto  meno 
può  essere  fatica  di  Agnolo  Firenzuola  autore  anch'esso  d'una  traduzione 
dell'Asino  d'oro,  perchè  l'età  del  manoscritto  è  anteriore  all'età  del  Firen- 
zuola ». 

Questa  traduzione  è  pregevole  e  meriterebbe  come  testo  di  lingua  d'es- 
sere pubblicata. 

FERNI  Bernardini.  —  Naufragium  Italicum  libri  V.         (Cod.  N.  725). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol. 

Bernardino  de'  Brusoni  più  conosciuto  sotto  il  nome  di  Ferni  nacque  a 
Gal  la  rate  nel  1507.  Fu  ascritto  nella  matricola  dei  Notai  Milanesi.  Scrisse 
la  storia  delle  guerre  fra  il  1521  ed  il  1531  pel  ristabilimento  nello  Stato  di 
Milano  del  Duca  Francesco  II  Sforza,  al  quale  dedicò  il  suo  libro.  Mori  nel 
1579.  Questa  sua  storia  è  inedita  e  pregevole  come  d'autore  che  assistè  ai 
fatti  che  racconta. 

FERNI  Bernardini.  —  Annotationes  et  Statuta  et  Constitutiones  Medio- 
lani  1576.  (Cod.  N.  1644). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questo  Codice  autografo  è  quello  che  esisteva  nel  Monastero  di  S.  Am- 
brogio di  Milano  e  che  fu  descritto  dall' Argelati  nella  Bib.  Scrip.  Med., 
T.  I,  P.  II,  col.  595,  N.  2. 

Ferrara  (Duchi  di).  —  Lettere.  (Cod,  N.  208  al  216). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI,  9  voi.  ' 

Questi  preziosi  volumi  contengono  lettere  autografe  dei  Duchi  di  Ferrara 
ai  loro  dipendenti  sia  per  affari  pubblici  come  privati.  Incominciano  dal 
1506  ed  arrivano  al  1598. 

Feudi  delle  Lanche.  (Cod.  N.  1775). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Sono  dichiarazioni,  petizioni  e  carteggi  relativi  ai  feudi  delle  Langhe 
nella  Lunigiana  con  decisioni  fiscali  intorno  ai  medesimi. 

* 

Fioretti  di  S.  Francesco.  (Cod.N.  385). 

Cod.  memb.  in  4«  del  Sec.  XIV. 

Questo  bel  Codice  principia  «  Incomenza  i  fiorati  del  nostro  padre  Mes- 


FIAMMA  (PB.  GALVANEUS  DE  LA)  157 

—  _  .  ,,..»»—. 

«  sere  San  Francescho  »  termina  coi  soliti  versi  «  Qui  scripsit  scribat  e  te.  ». 
Le  iniziali  dei  capoversi  sono  in  rosso.  In  questo  Codice  manca  l'ultimo 
capitolo,  de  uno  divoto  parlare  de  la  vita  de  San  Francesco,  che  si  trova 
nelle  edizioni  di  quest'opera  di  Venezia  1493  e  1512.  Esso  fu  però  omesso 
nel r Ed.  di  Firenze  del  Tartini  e  Franchi  1718  ed  in  quella  accuratissima 
di  Verona  del  1822  fatta  dal  P.  Cesari.  Il  testo  poi  presenta  molte  e  note- 
voli varianti. 

FLAMMA  (Fr.  Galvanetjs  de  la)  Ordinis  predicatorum.  —  De  Archie- 
piscopis  Mediol.  et  aliis  mirabilibus  ejuadem  ecclesiae  ad  Jo.  Vice- 

comitem  Archiepiscopum  et  dom  Mediol.  1339.        (Cod.  N.  1275). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 


aggiunge  cne  "  MS-  esisteva  presso  gii  ereai  ai  ìAiigi  aena  uniesa.  ro- 
treDbe  darsi  che  questo  fosse  il  Codice  a  cui  egli  alludeva,  e  me  lo  persuade 
il  vedere  che  un  altro  Codice  del  Fiamma  pervenuto  in  questa  Biblioteca 
dai  Della  Chiesa  è  scritto  dalla  stessa  mano ,  ha  una  simile  legatura ,  ed 
un  foglio  collo  stemma  di  Milano  come  l'altro.  Ma  se  ciò  fosse  sarebbero 
sfuggiti  all'Anelati  i  due  seguenti  opuscoli  che  stanno  in  questo  Codice. 
Il  primo  è  intitolato:  Translatio  reUquiarum  B.  B.  Apostolorum  Petri  et 
Pauli.  Il  secondo  è  una  breve  cronaca  che  incomincia  dall'anno  780  ed  arriva 
al  1263,  nella  quale  sono  molto  succintamente  accennati  alcuni  fatti  colla  data 
in  cui  accaddero.  Questa  cronichetta  non  ha  intestazione ,  ma  il  trovarla 
unita  ad  altre  opere  di  Galvano  Fiamma  mi  fa  supporre  ch'egli  ne  possa 
essere  l'autore.  In  ogni  modo  essa  è  sconosciuta ,  come  lo  è  pure  1  altro 
opuscolo  Translatio  reUquiarum  etc.  che  potrebbe  essere  parimente  del 
Fiamma. 

FLAMMA  (Fr.  Galvaneus  de  la).  —  Annales  Mediolanenses  seu  Mani- 
pulus  florum  ab  urbe  condita.  (Cod.  N.  1276). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI  f. 

Dopo  il  precedente  titolo  vi  è  un  indice  dei  capitoli.  Alla  fine  del  testo 
si  trova  la  nota  seguente  :  «  Cronica  de  principibus  Mediolanensibus  et  gestis 
«  eorum  explicit  per  me  presbiterum  Johannem  de  Munti  qui  jussu  Mag.ci  et 

«  prestantissimi  militis  dni  Vercellini  Vicecomitis  ac  ducalis  comissarii  Tri- 
«  ciique  castellani  diligentissime  scripsi  die  9  Julii  1483. 

Nel  fol.  seguente  evvi  quest'altra  nota  «  Ex  antiquo  exemplari  Ms.  quod 
•  apud  Comitem  Philippum  Vicecomitem  asservatur  annalium  mediolanen- 
«  sium  monimenta  haec  exseripsi.  Jo  Jacobus  ab  Ecclesia  anno  1625  ». 

Il  Codice  è  scritto  molto  accuratamente. 

FLAMMA  (Fr.  Galvaneus  de  la).  —  Cronica  di  Milano  ovvero  Manipolo 
di  fiori.  .  (Cod.  N.  1 385). 

Cod.  memb.  del  Sec   XV  in  fol.  picc. 

Della  cronaca  di  Galvano  Fiamma  fu  stampato  il  testo  latino  nel  voi.  XI 
degli  Scrip.  Ber.  ItaL,  ma  questa  traduzione  rimase  inedita.  Essa  è  quasi 
letterale,  ma  in  alcuni  luoghi  vi  sono  delle  amplificazioni  ed  aggiunte.  Il 
volume  è  ben  scritto  e  conservato  colla  sua  legatura  originale.  LArgelati, 
Bib.  Scr.  Med.,  T.  I9  col.  627,  N.  7,  ha  parlato  lungamente  di  quest  opera 
e  dei  Codici  che  ne  esistevano,  ma  tacque  del  presente  che  non  ha  conosciuto. 


16S  PLOEENTII  btc. 


/ 


FLAMMA  (Fr.  Galvaneus  de  la).  —  Chronica  Mediolani. 

(Cod.  N.  1 386). 

Cod.  cart.  in  fol. 

Sai  frontispizio  leggesi:  «  Johannes  de  Abbiate  de  Foreriis  de_Rotariis 
«  comes  Castellamontis  etc.  ex  vetusto  originali  transumpsit  an.  dni  1711  ». 

FLAMMA  (Fr.  Galvaneus  de  la).  —  Chronica  de  antiquitatibus  civitatis 
Mediolanensis  quam  edidit  frater  Galvaneus  de  la  Flama  ordine 
fratrum  predicatorum  sacre  theologie  lector.  Et  nomen  cronice  et 
libri  est  cronica  Galvagniana.  (Cod.  N.  1438). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Sgraziatamente  questo  Codice  consta  di  soli  dieci  fogli.  Sul  primo,  oltre 
a  diversi  fogliami  colorati  nel  contorno,  vi  à  una  lettera  iniziale  ove  è  rap- 
presentato ira  Galvaneo  che  scrive.  Non  è  fuor  di  luogo  il  supporre  che 
sia  il  ritratto  dell'autore,  trattandosi  che  il  Codice  è  coevo  del  Fiamma. 
Nel  margine  degli  altri  fol.  vi  sono  delle  mezze  figure  con  corona  reale. 
Nella  parte  superiore  del  terzo  fol.  vedesi  una  citta,  un  re  seduto  ed  un 
altro  personaggio  con  un'anitra  sul  pugno,  come  si  usava  di  tenere  gli 
sparvieri.  A  pie  del  5°  fol.  un'altra  città  con  un  re  seduto  collo  scettro  e 
dall'altro  lato  la  scrofa  mezzo  lanata  da  cui  favolosamente  volevasi  che 
traesse  origine  il  nome  di  Mediolanum.  Nei  fol.  6  e  8  altre  città,  e  nel  9° 
tre  stendardi.  Questo  frammento  è  assai  pregevole,  perchè  coevo  dell'autore 
che  visse  per  lo  meno  sino  all'anno  1344  e  forse  più.  Vedi  Argelati  Bibl. 
Scrip.  Med.  col.  625  e  626. 

FLORENTII  musici  sacerdotisque  ad  illustrissimum  dominum  et  D.  Asca- 
ri ium  Sf.  Mariam  Vicecomitem  ac  Sancti  Viti  Diaconum  Cardi- 
nalem  dignissimum  liber  musices  incipit.  (Cod.  N.  2146). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  del  XV. 

Le  prime  due  carte,  una  delle  quali  contiene  il  titolo  surriferito  scritto 
in  lettere  capitali  in  oro  sopra  fondo  azzurro  posta  di  fronte  all'altra  in 
cui  incomincia  la  lettera  dedicatoria,  sono  adorne  di  bellissime  miniature. 
In  calce  vi  sono  le  armi  degli  Sforza  sormontate  dal  Cappello  Cardinalizio. 

Il  Codice  termina  con  un  «  Epigramma  in  continentiam  libri  » ,  sottoscritto 

«  Per  Fran  Tranchedinum  ». 

Fra  le  miniature  che  adornano  il  primo  fol.  v.  di  questo  bellissimo  Co- 
dice vi  è  la  mezza  figura  di  un  uomo  attempato  che  tiene  in  mano  una 
chitarra.  Fu  creduto  da  taluno  che  fosse  il  ritratto  di  Leonardo  da  Vinci , 
e  che  ne  fosse  autore  un  suo  scolaro.  Non  divido  tale  opinione.  La  testa 
non  rassomiglia  punto  a  quella  che  si  ritiene  essere  il  ritratto  di  Leonardo» 
al  dire  del  Vasari.  Le  miniature  sono  per  certo  dell' Atta  vanti  Fiorentino, 
celebre  per  questo  genere  di  lavori.  Ed  infatti  è  impossibile  trovar  minia- 
ture più  eleganti,  più  delicate  e  di  una  maggior  finezza  di  quelle  che  ador- 
nano queste  due  pagine. 

Anche  nel  testo  i  capiversi  hanno  lettere  miniate  di  squisita  bellezza. 
Ciò  che  contribuisce  ancor  più  a  persuadermi  che  l'Atta  vanti  ne  sia  l'autore, 
si  è  che  la  scrittura  del  Codice  rassomiglia  moltissimo  a  quella  di  un  altro 
Ms.  di  questa  Biblioteca,  proveniente  da  quella  di  Matia  Corvino  re  d'Un- 
gheria, il  quale  fuor  d'ogni  dubbio  venne  eseguito  in  Toscana,  con  una 
certa  imitazione  della  scrittura  antica.  Don  Carlo  Trivulzio  che  unì  a  questo 
Codice  una  dotta  illustrazione  confessa  di  non  aver  trovato  in  alcun  luogo 


FONTANA  15* 


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ss 


fatta  menzione  di  questo  prete  Florentius  e  del  suo  trattato.  Malgrado  gli 
studi  fatti  sulla  musica  e  sugli  autori  antichi  di  tal  materia,  in  questi  ultimi 
tempi  mai  furon  date  notizie  intorno  a  questo  trattato  ed  al  suo  autore, 
e  se  venne  citato  lo  fu  a  proposito  di  questo  Codice,  che  con  tutto  il  fon- 
damento si  può  ritenere  unico.  É  assai  pregevole  quest'opera  tuttora  inedita, 
a  giudizio  di  quelli  che  la  esaminarono.  L'autore  si  mostra  molto  erudito 
e  profondo  nella  materia.  Vogliono  alcuni  che  il  FhrenUo  fosse  Milanese. 
fi  vero  che  eravi  a  Milano  una  famiglia  Fiorenza,  ora  estinta,  ma  ciò  non 
è  ragione  sufficiente  per  ritenerlo  di  questa  città ,  ma  per  lo  meno  e  poco 
probabile,  se  non  certo,  che  vi  dimorasse,  perchè  un  uomo  di  quel  sapere  in 
mtto  di  musica  sarebbe  stato  impiegato  nella  Cappella  ducale,  od  in  quella 
del  Duomo;  e  non  si  trova  mai  il  suo  nome  nei  registri  dell'una  e  del- 
l'altra, né  fino  ad  ora  fu  rinvenuto  fra  le  carte  dell'Archivio  di  Stato.  È 
assai  probabile  che  il  Codice  fu  presentato  al  Card.  Ascanio  Sforza  fra  il 
Marzo  del  1484  epoca  in  cui  fu  creato  Cardinale  da  Sisto  IV  e  l'Agosto  del 
1499  anno  in  cui  per  l'espulsione  da  Milano  del  Duca  Lodovico  egli  doveva 
avere  altro  pel  capo  che  di  proteggere  artisti  e  letterati  ed  ordinar  loro 
lavori  (come  appare  dalla  dedica  lo  sia  stato  questo  trattato)  avendo  egli 
vissuto  da  quest'epoca  fino  alla  sua  morte,  avvenuta  nel  1505  in  continui 
affanni  ed  angustie  anche  personali.  Il  Codice  è  scritto  con  moltissima  di- 
ligenza, con  Te  note  musicali  in  oro.  Si  vede  che  venne  fatto  per  un  Prin- 
cipe magnifico  e  generoso  amatore  e  protettore  delle  belle  arti.  È  di  una 
perfetta  conservazione,  ma  sfortunatamente  ne  fu  levato  il  fol.  dove  inco- 
minciava il  2*°  libro,  probabilmente  arricchito  di  miniature  come  quelle  che 
si  ammirano  al  principio. 

Fio»  Patrum  et  fomentum  religiosorum ,  fratris  Johannis  Abbatis  Mo- 
nasterii  Nigrae.  {Cod.  N.  410). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIV. 

È  un  trattato  di  morale  per  i  frati  con  molti  esempi  e  detti  cavati  dalle 
Vite  de'  Santi. 

FOLENGO  Teofilo,  detto  Merlino  Goccaglio.  —  Palermitano  in  terza 
rima.  (Cod.  N.  1030). 

Cod.  cart.  in  fol.  piec.  del  Sec.  XVII I 

È  una  copia  tratta  a  quanto  pare  da  un  Ms.  del  Monastero  di  S.  Bene- 
detto di  Mantova.  É  un  solo  quaderno  che  contiene  sino  alla  fine  del  Cap.  XIII 
del  primo  libro  di  questo  poema  che  è  citato  dal  Quadrio  nel  voi.  VI  à 
pag.  269.  Non  fu  mai  stampato  ch'io  mi  sappia. 

Fondiarie  delle  Cappelle  del  Duomo  di  Milano.  (Cod.  N.  1214). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVIII. 

9 

Vi  sono  indicati  molti  documenti  e  molte  notizie  sulle  Cappelle  e  sulle 
reliquie  che  si  trovano  nel  Duomo. 

FONTANA.  —  De  Archiepiscopis  Medioliani  a  S.°  Barnaba  ad  Jo.  Arcim- 
boldum  cum  additionibu3.  (Cod.  N.  494). 

Cod.  cari  in  fol.  pi  ce.  del  Sec   XVII. 

Questo  catalogo  ò  inedito ,  come  lo  sono  pure  le  aggiunte  che  vi  fece 
6.  B.  Fontana  de*  Conti,  delle  quali  parla  i'Argelati  nella  Bib.  Scr.  Med., 


160  FORMULÀBIUM  btc. 


T.  I,  P.  II,  col.  445.  In  una  nota  unita  al  voi.  si  parla  dell'antico  posses- 
sore di  questo  Codice,  che  non  è  quello  che  aveva  il  Si  toni  di  Scozia. 

FORIERI  Conte.  —  11  matrimonio  a  Sindacato.  (Cod.  N.  1119). 

Cod.  eart.  in  fol.  del  Sec  XVII. 

L'Argelati,  Bib.  Scrip.  Med.,  T.  I,  P.  II,  e  nel  T.  II,  P.  II,  cita  diversi 
scrittori  di  questa  famiglia.  L'autore  di  questo  trattato  potrebbe  essere  quel 
Giovanni  che  nell'ultimo  volume  viene  ricordato  alla  col.  1876,  e  che  mori 
nel  1634.  Egli  era  ascritto  al  Collegio  dei  Nobili  Medici.  Questo  trattato, 
che  è  autografo,  non  è  citato  dall' Argelati. 

Forma  recipiendi  novitios.  (Cod.  N.  331). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  8°. 

Sopra  un  fol.  di  risguardo  sta  scritto  Cartusie  Mediolani.  Vi  erano  a 
breve  distanza  dalla  nostra  città  due  Monasteri  di  Certosini,  1  uno  a  Chia- 
ravalle,  l'altro  a  Garignano.  In  mancanza  di  più  esatte  indicazioni  non 
saprei  a  quale  delle  due  Certose  possa  aver  appartenuto  questo  Codice.  Il 
volume  termina  colla  «  Forma  excomunicandi  proprietarios  in  die  ramis 
«  palmarum  ». 

Quest'ultima  parte  malgrado  il  suo  titolo  in  latino  è  scritta  in  italiano, 
e  piuttosto  che  una  formula  di  scomunica  contro  i  monaci  che  possedevano 
qualche  oggetto,  sono  considerazioni  sul  voto  di  povertà  cui  erano  tenuti 
i  Certosini. 

Formulariam  Cancelleriae  ducalis  Mediolani.  (Cod.  N.  1229). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XV  in  4°. 

Fu  scritto  durante  la  Signoria  di  Francesco  I  Sforza ,  e  per  uso  della 
sua  cancelleria.  Il  Cod.  non  ha  intestazione  ed  incomincia  coir  indirizzo  al 
Serenissimo  Imperatore  Federico.  Conserva  la  sua  legatura  originale. 

Formulariam  quod  in  Cancelleria  Ex.mi  Senatus  Mediolani  servatur. 

(Cod.  N.  1255). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Formulariam  expeditionis  Senatus  Mediolanensis.  (Cod.  N.  1314). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Formulariam  Cancelleriae  Archiepiscopalis  Mediolani  ad  usura  Danielis 
Porri,  ejusdem  cancelleriae  coadjutoris  cum  appendice  nonnullarum 
instructionum  prò  ipso  coadjutore,  1689.  (Cod.  N.  1321). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Codice  autografo  non  ricordato  dall'Argenti. 

Formularium  Cancelleriae  Senatus  Mediolani  quae  hoc  tempore  sunt 
in  usu  sublatis  voi  castigatis  iis  quas  Senatus  ipse  tolti  vel  castigari 
jussit  anno  1607,  2  copie.  (Cod.  N.  1646  e  1731). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 


ti  iterai  £«//«  Croce 


DONATI  AELI1 

GRAMMATICA    ad   USUM 

MAXIMILIAN1   SPH0RT1AE  ECC. 
Codice  N?  2167  Pagina  NP  139 


Mità/i- 


Ebatìpia  C 5#r:  *».-.••»  e  r 


FBAMMENTO  ecc.  161 


Foraralarium  ad  usum  notariorum.  (Cod.  N.  1690). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV  mutilo. 

FORNI  Antonio.  —  Lettere  autografe  al  M.8e  Filippo  cTEste  dal  1579 
al  1601.  (Cod.  N.  1596). 

Cod.  in  fól. 

Antonio  Forni  di  famiglia  Modenese  da  quanto  appare  da  una  sua  let- 
tera era  un  agente  politico  del  M.M  d'Este  e  risiedeva  a  Torino.  Non  tutte 
però  le  lettere  sono  datate  da  questa  città.  Molte  di  esse  sono  in  cifra  e 
risguardano  gli  affari  di  Stato  e  gli  intrighi  delia  Corte  Sabauda. 

FORTINI.  —  Novelle  de1  Novizi.  (Cod.  N.  69  al  75\ 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XIX,  7  voi. 

Sono  divise  in  8  giornate,  l'ultimo  voi.  ne  contiene  due.  Queste  novelle 
sono  copiate  dal  Cod  Ms.  citato  dal  Tiraboschi  che  esisteva  in  Siena  presso 
il  Prof.  Ab.  Chiaccheri.  Alcune  di  queste  Novelle  furono  stampate,  ma  la 
maggior  parte  sono  inedite.  Le  oscenità,  dice  il  Tiraboschi,  da  cui  sono 
macchiate  oscurano  i  pregi  che  danno  loro  la  grazia  e  la  naturalezza  dello 
stile. 

FOSCAR1N1  Marco.  —  Relazione  al  Ser.m0  Doge  e  Senato. 

(Cod.  N.  1293). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIH.  ^ 

Il  Foscarini  era  Ambasciatore  straordinario  alla  Corte  Reale  di  Torino, 
e  ne  fa  qui  la  relazione  come  era  d'uso. 

FRACASTORO  Gerolamo.  —  Lettera  autografa.  (Cod.  N.  1167). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

r 

È  una  relazione  sulla  lacuna  di  Venezia  diretta  al  Mag,"  Sig.  Alvise  Cor- 
nare. Vi  è  unito  un  esemplare  in  carta  turchina  della  edizione  che  ne  fu 
fetta  a  Venezia  nel  1815  coi  tipi  Alvisopoli. 

Frammenti  di  Codici  membranacei  di  diversi  secoli  dal  x  in  poi,  parte 
biblici,  liturgici,  dei  rito  Ambrosiano,  e  parte  d'argomenti  profani. 
Sono  fogli  che  per  la  massima  parte  servirono  di  copertura  o  di 
risguardo  ad  altri  volumi.  Vi  sono  diversi  calendari. 

(Cod.  N.  596). 

Frammento  di  rogiti  notarili.  (Cod.  N.  1650). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVI. 

È  un  formulario  di  istromenti  diversi  ad  uso  di  un  notaro ,  di  cui  non 
trovasi  il  nome. 

CaitL  Trtvnlrta**  (Stampato  il  9  agosto  1883)  21 


162  FEISI  PAOLO 


Frammento  di  un'opera  ascetica.  (Cod.  H  325> 

Co<L  cari 'in  8°  del  Sec.  XV. 

É  parte  in  latino,  parte  in  italiano.  Alla  fine  vi  è  una  tavola  dell'Aureo 
numero  delle  Indizioni  ed  altri  simili. 

FRANCINO  Prete  Paolo.  —  Ricreazioni  spirituali.  (Cod.  N.  422). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV]  I. 

Sono  dedicate  a  M.r  Meraviglia  Vescovo  di  Novara  nel  1677,  probabil- 
mente sono  autografe.  Vi  sono  alcuni  disegni  a  penna,  e  lo  stemma  Me- 
raviglia sul  1°  fol. 

FRANCO  Matteo.  —  Sonetti.  (Cod.  N.  965).' 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XV. 

I  nomi  delle  persone  cui  sono  diretti  sono  scritti  in  rosso.  A  carte  116 
trovasi  un  sonetto  di  Luigi  Pulci,  che  è  inedito,  a  Marsilio  Ficino  che  in- 
comincia «  Marsilio  questa  tua  filosofia  ». 

Alla  fine  del  Codice  vi  è  l'indice  alfabetico  dei  sonetti,  il  quale  è  pre- 
ceduto da  alcuni  altri  sonetti  di  carattere  diverso  e  posteriore  che  mi  sem- 
brano della  fine  del  sec.  xvi. 

FREGOSO  Gian  Battista  (Fulgosius  in  latino  era  detto).  —  De  dictis 
et  factis  memorabilibus.  (Cod.  N.  172). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV. 

.L'autore  di  quest'opera  fu  Doge  di  Genova,  ma  deposto  nel  1483  per  gli 
intrighi  di  suo  zio  Paolo  Cardinale  e  Vescovo  di  quella  città,  che  gli  suc- 
cedette nella  dignità  ducale,  fu  esiliato  a  Frejus,  dove  per  consolarsi  della 
perduta  potenza  si  diede  a  scrivere,  nei  momenti  d'ozio  che  gli  lasciavano, 
le  cospirazioni  contro  lo  zio. 

Le  sue  diverse  opere  sono  citate  dal  Tiraboschi  (T.  VI,  pag,  787),  ma 
più  particolarmente  da  Apostolo  Zeno  nel  2d0  volume  delle  Vossiane  a 
pag.  215.  Questo  diligente  autore  dice  che  il  Fregoso  scrisse  quest'opera 
in  volgare,  che  non  ne  fu  mai  pubblicato  il  testo  originale  italiano,  ma 
soltanto  la  traduzione  latina  fatta  da  Camillo  Ghilini  e  stampata  per  la 

{)rima  volta  in  Milano  da  Iacopo  Ferrari  nel  1508.  Quest'opera  fu  molto 
odata  dal  Fresnero  e  dal  Foglietta. 

Questo  bel  Codice  contiene  il  testo  italiano  e  non  sarebbe  da  stupirsi 
che  fosse  autografo  apparendo  dalla  scrittura  coevo  dell'autore.  La  Biblioteca 
Trivulzio  possiede  la  sovracitata  Ed.  del  1508,  come  pure  l'altra  opera  del 
Fregoso  intitolata  Anteros  stampata  a  Milano  nel  1496,  edizione,  dice  lo  Zeno, 
assai  rara.  Sgraziatamente  questo  Codice  è  mancante  dei  due  ultimi  fogli. 

FRISI  Paolo.  —  Della  maniera  di  restituire  la  navigazione  perduta  da 
Milano  a  Pavia  e  di  riaprire  la  comunicazione  col  Po  e  coi  mare. 
Relazione  topografica  idrometrica  presentata  a  S.  A.  R.  l'Arciduca 
Ferdinando  d'Austria.  (Cod.  N  290). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  1772. 

Quest'opera  è  citata  dal  Predari.  Bibliografia  Milanese,  p  ag.  533,  ed  è 
inedita. 


FUNERALI  ecc.  168 


FULGENTIUS  Planciades.  —  Enarrationes  fabularum  seu  Mythologia. 

(Cod.  N.  645). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

La  lettera  iniziale  è  miniata  ed  al  pie  della  pag.  vi  era  il  luogro  per  lo 
stemma,  ma  lo  scudo  non  fu  riempito.  Vi  sono  diverse  edizioni  di  quest'o- 
pera, la  prima  è  quella  di  Milano  del  1498  di  Ulrico  Schinzenzeller. 

Funerali  per  la  regina  di  Sardegna  Giovanna  Cristina  Polissena  fatti 
nel  Duomo  di  Milano  Tan.  1735.  Sono  disegni  a  chiaro-scuro,  delle 
statue,  quadri  e  delle  iscrizioni.  (Cod.  N.  859). 

Cod.  cari  in  fol.  mas.  del  See.  XVIII. 


1«4  GALLAKATUS  GAESAB 


G 


GALENI.  -  Opera  greca.  (Cod.  N.  685). 

Cod.  in  carta  bombacina  in  4°  del  Sec  XV  di  ibi.  230 

Sgraziatamente  il  Cod.  è  mutilo  in  principio  ed  in  fine.  I  Codici  di  Ga- 
leno sono  rari.  Vi  è  unito  un  foglietto  colla  indicazione  dei  diversi  trattati 
contenuti  in  questo  voi.  di  mano  del  Prof.  Miìller. 

GALEOTA  Francesco  Napoletano.  —  Novella  intitolata  Americo  di  Gua- 
scogna. {Cod.  N.  570). 

Cod.  cart  del  Sec.  XIX  in  4°. 

È  una  copia  di  mano  del  M.n  G.  Giacomo  Trivulzio  che  vi  premise  una 
notizia  sull'autore  cavata  dall'Andrea. 

GAL1NDEZ  Alonso  de  Garvajal.  —  Generaciones  semblansas  y  obras 
de  los  excellentes  reyes  de  Espana  D.  Enrique  tersero  y  D.  Iuan 
el  segando  y  de  los  venerabiles  prelados  y  notabiles  caballeros  que 
in  los  tiempos  de  estes  reyes  fueron  ordinados.       (Cod.  N.  1692). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Alla  fine  vi  è  un  albero  genealogico. 

GALIORI  Giulio.  —  Progetto  per  compire  la  facciata  del  Duomo  di 
Milano  nella  maniera  più  semplice,  economica  ed  analoga  al  rima- 
nente del  tempio,  rassegnata  ali  ottimo  discernimento  dell'  111. mo 
S.  Mons.  D.  Teodoro  Triulzi.  (Cod.  N.  1413). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII,  con  disegni. 

GALLAKATUS  Caesar.  —  De  belio  Africo  per  Carolum  V  gesto,  an 
1535.  (Cod.  N.  705). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

L'autore  che  scrisse  anche  altre  opere  narra  in  questo  libro  la  spedizione 


GÀLTERO  FILIPPO  165 


di  Carlo  V  contro  la  Goletta  e  Tunisi.  Il  suo  racconto  tuttora  inedito  è 
tanto  più  pregevole  inquantochè  egli  ne  faceva  parte.  Il  Codice  è  autografo. 
Carlo  suo  nipote  vi  aggiunse  un  indice.  L'Argelati,  T.  I,  P.  II,  col.  659, 

Siria  di  questo  Ms.    che  dalla  famiglia  Gallarati   passò   nelle   mani  di 
.  Carlo  T. 

GALUZIO  Giacomo  Antonio.  —  Estratto  del  suo  processo  e  falsificazioni 
de  lui  fatte.  (Cod.  N.  1177). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

» 

G.  Ani  Galuzio  era  figlio  di  un  notaio  Milanese.  Andò  a  servire  in  qua- 
lità di  cameriere  il  Vescovo  di  Tortona:  essendo  stato  licenziato  ritornò 
in  patria,  dove  divenne  notaro  e  falsificò  un  grandissimo  numero  di  docu- 
menti antichi.  Convinto  di  tal  delitto  venne  per  sentenza  del  Senato  stroz- 
zato e  poi  bruciato  alli  10  Settembre  1685.  Questo  processo  e  quello  di 
Francesco  Crippa  vennero  stampati  a  Milano  nel  1683.  Ora  sono  irrepe- 
ribili, ma  si  trovano.  nell'Archivio  di  Stato. 

GÀLLUZZI  Suor  Maria  Domitilla,  Cappuccina.  —  Esami  e  rivelazioni. 

(Cod.  N.  268). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Curioso  documento,  dell'esaltazione  cui  può  giungere  la  mente  di  una 
donna,  sino  ai  punto  da  credere  di  vedere  e  conversare  con  Gesù  Cristo  e 
colla  B.  Vergine,  e  di  avere  le  stigmate  come  S.  Francesco  d'Assisi. 

GÀLLUZZI  Suor  Maria  Domitilla,  Cappuccina.  —  Rivelazioni. 

(Cod.  N.  490). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

GÀLLUZZI  Suor  Maria  Domitilla,  Cappuccina.  —  Vero  lume  del  modo 
di  osservare  l'antica  e  santa  regola  di  S.  Chiara.        (Cod.  N.  491). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

GALLES10  MARIOTTO.  —  Versi  italiani  e  due  novelle  in  prosa  indi- 
rizzati  a  Laura  Orsina  Delia  Rovere.  (Cod.  N.  912). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Il  Gallesio  come  poeta  fu  ignoto  al  Quadrio,  e  come  novellista  lo  fu  al 
Borromeo,  che  non  fanno  alcun  cenno  di  lui.  In  una  delle  dediche  parlando 
esso  di  un  convito  dentro  de  la  ciptà  di  Bologna  si  potrebbe  crederlo  di 
quella  terra,  ma  il  Fantuzzi  nelle  Notizie  degli  Scrittori  Bolognesi,  benché' 
abbia  registrati  diversi  altri  scrittori  del  cognome  Gallesi  del  sec.  xvi  non 
ha  parlato  del  Mariotto.  Egli  deve  aver  vissuto  alla  fine  del  sec.  xy  essen- 
dovi in  questo  Codice  la  narrazione  della  presa  di  Negroponte  dai  Turchi 
avvenuta  nel  1480,  come  egli  scrive.  La  seconda  novella,  che  è  quella  di 
Seleuco  e  di  Antioco,  è  quasi  una  copia  di  quella  di  Leonardo  Bruni  Aretino. 

GALTERO  Filippo.  —  Àlexandreis.  (Cod.  N.  651). 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIII  in  12°. 

Questo  poema  è  tratto  dal  libro  di   Quinto  Curzio  ed  è  dedicato  a 


166  GABATIS  (MABTINUS  DE) 

Guglielmo  I  Arcivescovo  di  Reims.  Fu  stampato  per  la  prima  volta  a  Stra- 
sburgo nel  1512,  e  pia  altre  volte  in  seguito.  Unita  al  Cod.  trovasi  una 
illustrazione  sul  Ma.  e  sul  suo  autore  autografo  dell' Ab.  Pietro  Mazzuchelli. 

GAMBINO  d'Arezzo.  —  Rime.  {Cod.  N.  972). 

Cod.  memb.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV. 

La  maggior  parte  di  queste  rime  è  in  lode  di  Nicolò  Vitelli.  A  pie  della  • 
prima  pagina  si  vede  uno  stemma.  Tra  gli  altri  componimenti  di  Gambino 
trovasi  una  canzone  in  morte  di  Jacopo  Piccinino  pubblicata  da  G.  B.  Ver- 
miglioli  Perugino»  che  possedeva  questo  Codice.  11  Quadrio,  T.  VI,  pag.  136, 
dice  che  Gambino  fiorì  ai  tempi  di  Borso  d'Este  circa  il  1471,  e  dà  il  titolo 
delle  opere  da  lui  scritte,  ma  non  parla  di  questa.  Non  mi  venne  fatto  di 
trovare  altra  notizia  di  costui  né  di  queste  rime,  che  ritengo  siano  inedite. 
Di  Gambino  parla  anche  il  Mazzuchelli  (Scrittori  d'Italia),  ma  esso  pure 
tace  di  questa  sua  opera. 

GANDINDS  Fr.  Pbtrus.  —  Lectiones  sacrae.  (Cod.  N.  455). 

Cod.  memb.  in  4°  del  §ec.  XIV. 

Sono  lezioni  e  meditazioni  per  tutto  l'anno.  Alla  fine  di  quelle,  per  la 
Quaresima  al  fol.  184,  vi  è  la  nota  seguente:  «  Expliciunt  collationes  per 
t  totam  quadragesimam  compillate  per  fratrem  Petrum  Gandinum  de  or- 
«  dine  predicatorum  ».  Dopo  queste  furono  raschiate  alcune  parole.  Termina 
senza  sottoscrizione.  Il  Fabricio  non  ha  parlato  di  questo  autore  che  rimase 
ignoto  anche  al  Quetif  ed  alTEccard. 

GARATIS  (Martinus  de).  —  Tractatus.  (Cod.  N.  138). 

Questo  bellissimo  Codice  ha  sulla  prima  pagina  una  miniatura  rappre- 
sentante la  Vergine  seduta  in  un  prato  col  bambino  in  grembo.  Essa  oc- 
cupa tutta  la  larghezza  del  fol.,  che  è  contornato  da  palme  e  corone.  La 
lettera  iniziale  contiene  una  miniatura  rappresentante  un  Vescovo  che  scrive  : 
a  pie  della  pagina  lo  stemma  Visconteo  sorretto  da  due  angioletti.  Queste 
miniature  ben  conservate  sono  assai  belle.  Le  iniziali  dei  dodici  libri  che 
compongono  l'opera  sono  pure  miniate.  Incomincia  con  una  lettera  di  de- 
dica a  Filippo  Maria  Visconti,  il  cui  nome  trovasi  però  soltanto  al  principio 
della  rubrica,  che  viene  dopo  la  lettera. 

Il  nome  dell'autore  Martino  De  Goratis  da  Lodi  trovasi  alla  fine  del  vo- 
lume in  una  nota,  ove  discute  se  gli  scrittori  debbano  o  no  mettere  il  loro 
nome.  Fii  dottore  in  utroque  jure ,  come  si  ha  nella  lettera  di  dedica.  Fu 
-professore  all'Università  di  Pavia,  ove  incominciò  questo  trattato,  e  poi  in 
quella  di  Siena  ove  lo  terminò.  Gli  argomenti  dei  libri  della  sua  opera  sono 
1  seguenti: 

De  prìncipibus. 

De  consihariis  principum. 

De  legatis  principum. 

De  Castellarne. 

De  Officialibus. 

De  milite. 

De  bello. 

De  crìmine  lesae  majestatis. 

De  confederationibus  principum  et  conventionibus. 

De  privilegio  et  rescripto. 

De  oignitate. 

De  Fisco. 


GENEALOGIE  ice.  W 


Questi  capitoli  seno  suddivisi  in  sentenze. 

Nessun  autore  trovo  che  abbia  parlato  del  Garati,  neppure  Alessandro 
Giseri  nel  Giardino  isterico  Lodigiano.  U  Argelati  che  aveva  veduto  questo 
Codice  nella  Biblioteca  dei  Marchesi  Visconti  lo  cita  nella  col.  51,  come 
Anonimus  X  e  dà  l'indice  de'  capitoli. 

GAYTAN  Pbdro.  Istoria  de  Oran  y  des  vujerieges  dirigida  al  muy  111° 
Seiior  Don  Lope  de  Montenegro  gran  canceller  delrestado  de  Milan. 
£1  pianto  che  Hizo  S.  Pedro  quando  negò  a  Jesu  Cristo  compuesto 
per  Pedro  Gaytan  dirigido  al  Seiior  D.  Lope  de  Montenegro  gran 
canceller  de  Milan.  (Cod.  N.  1356). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI.  Autografo. 

Genealogia  da  Adamo  sino  a  Gesù  Cristo,  e  cronologia  dei  Papi  sino 
ad  Urbano.  \  (Cod.  N.  489) 

Cod.  memb.  in  rotolo  del  Sec.  XIII. 

Questa  curiosa  pergamena  lunga  metri  3,67  e  larga  metri  0,31  fu  scritta 
ed  ornata  con  molta  cura.  Lungo  tutto  il  lato  sinistro  corre  un  fregio:  nel 
destro  pure,  ma  è  interrotto.  In  cima  a  sinistra  è  delineata  a  penna  la 

fila.  A 
nome, 
spiega  le  ragioni  del  suo  lavoro.  Partendo  dall'albero  sotto  cui  stanno  Adamo 
ed  Eva  trovasi  una  lista  azzurra,  in  cui  sopra  piattelli  sono  scritti  i  nomi 
dei  patriarchi  componenti  la  genealogia  di  Gesù  Cristo,  del  quale  è  deli- 
neata la  culla.  Ai  lati  di  questa  vi  sono  altre  genealogie  con  spiegazioni 
e  dati  storici  suffli  Assiri  ed  altri  re  e  popoli,  con  una  pretesa  pianta  di 
Gerusalemme.  Ai  disotto  della  culla  vi  è  Cristo  in  croce ,  colla  vergine  e 
S.  Giovanni,  e  più  sotto  i  dodici  Apostoli  con  S.  Paolo.  La  croce  è  posta 
sopra  una  specie  di  nastro  azzurro  come  il  precedente,  nel  quale,  parimente 
.  sopra  piattelli,  leggonsi  i  nomi  dei  Papi ,  con  a  fianco  di  ciascuno  la  du- 
rata del  loro  pontificato.  Paralellamente  a  sinistra  vi  è  la  serie  degli  Im- 
peratori romani,  che  incominciano  soltanto  da  Caligola,  con  scritto  a  fianco 
fa  durata  del  loro  regno  e  con  alcune  notizie  storiche.  La  serie  imperiale 
ove  sono  notati  molti  degli  Imperatori  d'Oriente  è  susseguita  da  quella  dei 
Re  Longobardi.  Dall'altro  lato  vi  è  quella  degli  Imperatori  d'Occidente  da 
Carlo  Magno  sino  a  Federico  II,  di  cui  è  notata  l'incoronazione  nel  1220. 
Vi  furono  posteriormente  aggiunti  Corrado  e  Guglielmo  che  furono  soltanto 
Re.  Ad  un  certo  punto  i  nomi  dei  Papi  sono  scritti  a  tre  di  fronte.  Essi 
arrivano  sino  ad  Onorio  III ,  che  morì  nel  1 227.  Gregorio  IX  e  gli  altri 
quattro  che  seguono  furono  aggiunti  da  altra  mano  posteriormente.  Sotto 
queste  serie  vi  sono  le  figure  del  Papa  e  dell'Imperatore,  e  fra  di  loro  è 
scritta  la  formola  del  giuramento  che  i  Pontefici  esigevano  dagli  Impera* 
tori.  Questo  Codice  che  prova  un  gran  sapere  da  parte  del  suo  autore,  avuto 
specialmente  riguardo  ai  tempi,  ed  alla  scarsità  di  libri  e  di  mezzi  per  pro- 
curarseli che  vi  era  nell'epoca  in  cui  viveva,  deve  essere  stato  terminato 
verso  la  fine  del  1224.  Oltre  all'esservi  troncate  all'anno  precedente  le  serie 
dei  regnanti  si  trovano  due  note  alla  fine  del  rotolo  che  riferiscono  la  no- 
tizia di  due  terribili  scosse  di  terremoto  avvenute  nel  1224. 

Genealogie  di  famiglie  Genovesi,  sive  liber  Aureus. 

(Cod.N.  1492  e  1493). 

Cod.  cart.  in  fai.  del  Sec.  XVII,  2  voi. 

Nel  primo  volume  sono  «  Le  ventottp  famiglie  di  Genova  et  de  loro 


168  GESUITICA 


«  primi  cognomi  et  origine  fatte  nell'anno  1528  dai  Riformatori  ».  E  sa- 
rebbero le  famiglie  dette  del  Portico  vecchio.  Il  secondo  volume  contiene 
quelle  del  Portico  nuovo. 

Genealogia  della  famiglia  Àrrigoni.  (Cod.  N.  1795). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Genealogia  et  historia  Comi  tura  Blanderati  auctore  Pietro  Boggio. 

(Cod.  N.  1762). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII  (1670). 

Genealogia  della  Casa  Reale  di  Toscana  e  della  Gasa  eccellentissima 
de'  Medici  di  Napoli.  (Cod.  N.  1801). 

Cod.  cart.  in  fol  del  Sec.  XVII. 

Geometria*.  —  Tractatus.  (Cod.  N.  218). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

In  fine  vi  è  a  Ars  fortificatoria  a  domino  Elia  Gumpp  On  ni  ponti  die  tata. 
A.  D.  1640  ». 

GEORGIUS  Benignus.  —  Libellus  de  Virginis  matris  assumptione. 

(Cod.  N.  453). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec   XVI. 

Precede  in  rosso  la  dedica  seguente  : 

«  Georgii  Benigni  Archiepiscopi  Nazareni  ad  Mag™  Paulam  Vicecomi- 
«  tem  devotionis  et  omnium  bona  rum  artium  sectatorem  preci  puum  in  li- 
«  bellum  de  assumptione  Virginis  Dei  matris  Probemium  incipit  ». 

Al  verso  dello  stesso  fol.  1  è  ripetuta  la  medesima  intestazione  pel  libello 
che  incomincia  al  fol.  2. 

Il  Fabrizio,  Bib.  lat. ,  T.  Ili,  pag.  33,  col.  ?,  cita  questo  opuscolo  con 
altre  opere  di  questo  autore,  secondo  lui,  Raguseo  dell'Ordine  de9  Minori 
ed  Arcivescovo  di  Nazareth  nel  1500.  Il  Vadingo,  Ann.  T.  XV,  pag.  125, 
dice  di  lui  che  fu  «  ex  nobilissima  familia  Salviatorum  virtù  ti  bus  et  literis 
«  insignis  ». 

GERARDINA  (Notizie  storiche  della  famiglia).  (Cod.  N.  1800). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Ctaraitloa  Milanese.  —  Catalogus  Provinciae  Medioi.      (Cod.  N.  1248). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

È  un  elenco  di  tutti  i  gesuiti  che  vi  furono  nella  Provincia  di  Milano, 
colla  data  della  loro  nascita,  dell'ingresso  nell'Ordine,  e  della  loro  morte. 
Incomincia  dal  1559  e  termina  al  1737. 

Ctaraitloa.  —  Forma  del  governo  gesuitico.  (Cod.  N.  1714). 

.      Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 


GIOVANNI  (SER)  169 


Otraitioa..  —  Cose  memorabili  della  chiesa  e  casa  di  S.  Fedele  ca- 
vate da  libri  mastri  e  Mss.  dell'Archivio,  1563. 

(Cod.  N.  1715  al  1718). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVIII,  4  voi. 

Nel  1°  voi.  sono  uniti  i  disegni  della  chiesa  del  1723.  Gli  altri  tre  vo- 
lumi sono  di  formato  diverso  e  contengono  notizie  dell'ingresso  de'  PP.  Ge- 
suiti in  Milano  nel  1554  e  loro  vicende  fino  agli  ultimi  tempi  quando  fu 
soppresso  l'Ordine. 

Nel  terzo  voi.  si  trova  la  lista  degli  «,  Insigni  benefattori  dall'anno  1567, 
«  nel  quale  si  diede  principio  alla  fabbrica  della  chiesa  di  S.  Fedele  et  dal- 
«  Tanno  1572  nel  quale  cominciò  la  casa  professa  sino  all'anno  1584  nel 
*  quale  morì  San  Carlo  ».  Oltre  i  nomi  degli  oblatori  con  delle  notizie  su 
di  loro,  vi  sono  specificati  i  doni  fatti,  e  vi  si  trovano  la  storia  dell'Ordine 
a  Milano,  e  molte  biografie  di  PP.  Gesuiti,  e  molte  notizie  sui  beni  posse- 
duti. Nel  IV  voi.  vi  sono  dei  documenti  relativi  alla  concessione  chiesta 
dai  Gesuiti  di  occupare  il  vicolo  che  sta  dietro  S.  Fedele  per  erigervi  il 
campanile.  Questi  curiosi  volumi  sono  importanti  per  la  storia  de'  Gesuiti 
a  Milano. 

GMnitioa.  —  Rinnovazioni  originali  di  voti  di  professione  dei  Gesuiti 
entrati  nella  casa  professa  di  S.  Fedele  a  Milano.    (Cod.  N.  1719). 

Cod.  cart  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVII. 

GIACOMINI  TEBALDUZZI  MALASPINI  Lorenzo  Accademico  Fiorentino. 
—  Ragionamenti  d'amore  divisi  in  tre  parti.  (Cod.  N.  573). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XIX. 

V 

GIANNONE  Pietro.  —  Professione  di   fede  al  P.  Giuseppe  San  Felice 
Gesuita,  dimorante  in  Roma.  (Cod.  N.  591). 

Quest'opuscolo  del  celebre  autore  della  Storia  civile  di  Napoli  fu  stam- 
pato senza  nome  di  tipografo,  senza  luogo  ed  anno,  e  venne  poi  riprodotto 
nelle  opere  postume  in  difesa  a  a  Losanna  »  1760. 

(Mostra  (la  stupenda)  fatta  in  Padova  sotto  il  felicissimo  reggimento 
dell'Ili.0  sig.  Gornaro  ecc.  —  Poema  eroico  di  L.  G.  P. 

{Cod.  N.  921). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVI. 

GIOVANNI  (Ser)  Fiorentino.  —  Il  Pecorone.  (Cod.  N.  85). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XV  di  fol.  146,  di  coi  2  bianchi. 

La  prima  pagina  ha  un  fregio  e  la  iniziale  miniata.  Eravi  anche  uno 
stemma,  ma  il  volume  venne  smarginato  nel  legarlo ,  e  non  ne  rimase  a 
sufficienza  per  capire  a  cjual  famiglia  appartenesse. 

Il  sonetto  che  nell'edizione  di  Milano  1558  precede  le  novelle,  in  questo 
Codice  è  posto  alla  fine,  ed  è  seguito  da  altri  versi  di  carattere  diverso.  — 
Al  v.  di  uno  de'  fol.  bianchi  alla  fine  vi  è  «  Hic  liber  est  Sebastiani  Vin~ 
«  oentìi  Arigis  de  Florentia  ».  —  Nella  carta  di  risguardo  in  fine  leggesi 

Calai.  TrUmbtana  {Stampato  ìf  20  agosto  1883)  22 


170  GIUSTINIANI  GEROLAMO 


la  nota  seguente  :  «  Questo  celebre  manoscritto  ed  unico  in  tutta  Italia  sul 
«  quale  fu  fatta  la  rara  impressione  (1)  in  Milano  apparteneva  un  tempo 
«  al  dotto  Bastian  de  Rossi  ed  ora  a  me  Daniele  Farsetti.  Ed  ora  a  me 
«  Gian  Giacomo  Trivulzio  ». 

Dalla  Bib.  Farsetti  era  passato  nelle  mani  di  Giuseppe  Gradenigo  di 
Venezia,  dal  quale  fu  ceduto  al  M."  Trivulzio.  Dopo  la  nota  del  Farsetti 
in  cui  dichiara  che  questo  Codice  è  unico,  sarebbero  parole  sprecate  quelle 
che  si  adoperassero  a  provare  quanto  esso  sia  prezioso. 

Giudizio  della  abilità  e  doti  dei  Ministri  di  S.  &.  il  Granduca  di  To- 
scana Gian  Gastone  de1  Medici.  (Cod.  N.  306). 

Cod.  in  fol.  del  Sec.  XVIII  di  foL  40  compresi  due  bianchi. 

L'autore  di  questo  giudizio  rimasto  anonimo  ùella  prefazione  o  lettera 
che  dovrebbe  essere  diretta  ad  un  Ministro  del  nuovo  Granduca  di  Toscana 
Francesco  di  Lorena,  dice  di  volerlo  informare  sulle  persone  che  presero 
parte  air  amministrazione  sotto  il  precedente  Granduca  Gian  Gastone  de1 
Medici,  onde  rendergli  più  fàcili  i  provvedimenti  per  un  buon  governo.  Egli 
perciò  tesse  di  ognuno  di  loro  una  breve  biografìa,  od  un  cenno  sulle  loro 

aualità  morali  ed  intellettuali.  Deve  essere  autografo  e  conserva  i  segni 
elle  piegature  fatte  per  metterlo  in  una  busta.  È  assai  curioso. 

Giuditta  (il)  universale  del  Notaro  Veneziano.  (Cod.  N.  997). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Sono  quartine  in  dialetto  Veneziano. 

Giuramento  generale  di  fedeltà  prestato  in  Milano  al  Re  delle  Spagne 
Filippo  V.  (Cod.  N.  1648). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

GIUSSAN1  (Pr.  Gian  Pietro).  —  Vita  di  S.  Carlo  Borromeo  Cardinale 
ed  Arcivescovo  di  Milano.  (Cod.  N.  600), 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec  XVII. 

D.  Carlo  Trivulzio  in  una  nota  inserta  nel  volume  dà  delle  notizie  sulla 
famiglia  Giù  ssani,  e  narra  come  egli  nel  1776  acquistasse  questo  Codice 
dall'ultimo  membro  allora  vivente  di  Questa  famiglia.  Prova  in  seguito  es- 
sere questo  l'autografo  e  non  già  quello  che  trovasi  air  Ambrosiana,  come 
fu  erroneamente  ritenuto  da  alcuni  scrittori. 

Questa  vita  di  San  Carlo  che  fin  dalla  sua  origine  fu  assai  stimata  vide 
la  luce  per  la  prima  volta  in  Roma  nel  1610  ed  ebbe  più  edizioni. 

GIUSTINIANI  Gerolamo.  —  Relazione  di  Roma  del  1651. 

(Cod.  N.  1480). 

Cod.  cart.  in  fol.  del^Sec.  XVII. 


(1)  L'edizione  di  cui  qui  si  parla  à  queUa  degli  stampatori  fratelli  Meda  del  1568,  appresso 
Qìot.  Antonio  degli  Antonii.  L'esemplare  che  di  questa  rara  edizione  possiede  la  Bib.  Trivulzio 
appartenne  già  alla  Bib.  del  Card.  Gius.  Renato  Imperiali,  come  si  vede  dal  timbro  appostovi 


GOSELINI  (CAV.  GIULIO  AGEIPPA)  171 


Gloria  delle  donne.  —  Leggenda  di  Sancta  Catharina  vergine.  —  Leg- 
genda de  Sancta  Barbara.  —  Leggenda  de  Sancta  Lucia. 

(Cod.  N.  432). 

Cod.  raemb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

La  prima  pagina  ha  un  contórno  miniato.  L'iniziale  è  miniata  sopra  un 
fondo  d'oro.  Anche  le  iniziali  delle  altre  leggende  sono  miniate  e  dorate  ed 
hanno  nel  centro  la  figura  della  Santa  di  cui  parlano. 

A  pie  della  prima  pagina  vi  è  uno  stemma  bipartito;  ha  nella  parte 
superiore  un  leone  nero  in  campo  d'oro ,  e  nell'inferiore  tre  fasce  azzurre 
in  campo  d'oro. 
« 

GloMulaa  super  veterem  logica m  compilatele  a  Magistro  Girardo  de 
Nogento.  .  {Cod.  N.  753). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIU. 

GOLDONI  Carlo.  —  11  Cavaliere  di  Spirito,  Commedia  in  versi. 

(Cod.  N.  1402). 

Cod.  cart  in  foL  del  Sec.  XVI II. 

GONZAGA  (Origine  della  famiglia).  (Cod.  N.  299). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Questo  Codice  di  autore  anonimo  è  autografo ,  come  lo  dimostrano  le 
molte  correzioni  e  cancellature.  Racconta  la  storia  di  casa  Gonzaga  dalle 
sue  origini  sino  al  sec.  xvi  inoltrato. 

GORI  Pf.  Giulio,  Gesuita  —  Istoria  della  vita  del  glorioso  Imp.  Carlo  VI. 

(Cod.  N.  61). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Credo  che  quest'opera  del  P.  Gori  sia  medita.  Non  è  terminata.  Nella 
«  Bib.  des  écnvains  de  la  comp.  de  Jesus  »  dei  fratelli  Baker ,  IV  Serie, 
pag.  283 ,  è  nominato  il  P.  Giulio  Gori  come  autore  di  libri  di  pietà,  di 
cui  due  vengono  citati;  ma  non  vi  si  parla  della  vita  di  Carlo  VI,  il  che 
mi  fa  credere  che  questo  Codice  sia  autografo  e  forse  unico. 

GORINI  Innocenzo,  Oblato  e  Dott.  in  Sac.  Teologia.  —  Discorso  sulla 
nascita  del  Ser.mo  Arciduca  Giuseppe  nel  1740,  con  relazioni  Mss. 
e  stampate  delle  feste  fatte  in  Milano  in  quella  occasione. 

(Cod.  N.  1647). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

GOSELINI  (Cav.  Giulio  Agrippa).  —  De  le  laudi  di  Helena.  Orazione 
d'Isocrate  tradotta  dal  latino.  (Cod.  N.  il). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec  XVI  di  pag.  39. 

Sul  fol.  di  risguardo  vi  è  la  seguente  nota.  «  Questo  libreto  è  di  mano 
del  mio  amatissimo  figlio  cavalier  Giulio  Agrippa  Ooselini  dolce  et  amato 
ricordo  ». 

Questa  nota  è  di  mano  di  Giuliano  Goselini  l'autore  della  vita  di  D.  Fer- 


172  GOUVERNEMENT  DE  FRANCE 


rante  Gonzaga  governatore  di  Milano ,  del  quale  fu  secretano,  e  di  altee 
opere  in  prosa  ed  in  versi,  di  cui  diverse  furono  stampate.  Nel  fol.  seguente 
vi  è  il  titolo  in  lettere  maiuscole.  Delle  laudi  di  ff elena.  —  Nel  fol.  succes- 
sivo a  questo  segnato  1  trovasi  una  lettera  dedicatoria  colla  data  in  Milano 
a  xxviiii  di  Marzo  del  mdlxvii  diretta  ad  un  signore,  di  cui  manca  il  nome. 
Alla  pa£.  v  incomincia  il  testo ,  che  è  la  traduzione  in  Italiano  dell'ora- 
zione di  Isocrate  delle  lodi  di  Elena.  Termina  a  pag.  xxxvnu. 

Giulio  Agrippa  Uoselini  morì  di  19  anni  e  9  mesi:  fu  tumulato  nella 
Chiesa  di  S.  Maria  de1  Servi  (che  ora  più  non  esiste ,  ed  era  sulla  piazza 
dell'  attuai  tempio  di  S.  Cario) ,  con  una  iscrizione  ora  scomparsa ,  ma  di 
cui  ci  conservò  il  testo  Matteo  Valerio  (1),  il  cui  Codice  fa  parte  di  questa 
Biblioteca,  COD.  604.  Il  Goselini  aveva  15  anni  quando  fece  questa  tradu- 
zione, il  che  prova  quanto  fosse  vera  l'asserzione  dell' Argelati  «  Bib.  Scrip. 
Med.  »  col.  2120,  che  lo  dice  di  precoce  sapere.  Egli  però  non  conobbe 
questo  lavoro  di  Giulio  Agrippa  non  facendone  cenno  in  alcun  modo. 

IVLIO  AGR1PPAE 

GOSELINO 

EQVITI 

FORMA  LITERIS  INGENIO 

EXCELLENTI 

MORIBVS  LONGE  SVAVISSIMIS 

COMVNI  MOERORE  OMNIVM 

ANNO  MDLXXI  XI  KALEN  AVGVSTI 

MORTVO 

IVLIANVS  GOSELINVS  PATER 

CLARA  ALBINOVANA  MATER 

VNICO  FILIO 

ANNOS  XIX  MEN  IX  NATO 

ET  SIBI 

MONVM  POSVERVNT 

EXORNATA  CELLA  ET  DOTE  ADDITA  IN  REM  SACR 

QVOTIDIE  FACIENDAM 

GOSELINI  Giuliano.  —  Vita  del  Pr.  D.  Ferrante  Gonzaga. 

(Cod.  N.  1322). 

Cod.  cart.  in  fol    del  Sec.  XVI. 

Quest'opera  fu  stampata  a  Milano  da  Gotardo  Ponzio  nel  1574.  Il  pre- 
sente Codice  appartenne  alla  Bib.  de'  Marchesi  Stampa  Soncino ,  de9  quali 
vedesi  lo  stemma  incollato  sulla  legatura  interna. 

Gouvernement  de  France.  (Cod.  N.  217)* 

Cod.  cart.  in  4<>  del  Sec.  XVIII. 

É  una  esposizione  del  come  fosse  costituita  l'amministrazione  del  Governo 
francese. 


(J  )  Onde  conservarne  più  sicura  la  memoria  la  riproduco. 


GRAZZINI  ANTON  FRANCESCO  173 


Chrammatloa  latina.  (Cod.  H  676). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV,  mutilo. 

GRAN VELA  Antonio  Cardinale.  —  Lettera  al  B.  Sfondrato. 

(Cod.  N.  1606). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Vedi  Sfondrato,  COD.  1606,  dove  vi  è  la  descrizione  del  Codice. 

* 

GRÀPPUTO  Tommaso.  —  Il  Convito  Borghesiano,  in  cui  si  raccontano 
dieci  piacevolissime  novelle,  opera  di  F.  G.  A.  V.  dedicata  al  merito 
singolare  del  N.  U.  il  C.  Giulio  Bernardino  Tomitano.    (Cod.  N.  110). 

Cod.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Sulla  pagina'  di  frontispizio  leggesi  il  seguente  :  «  N.  B.  che  il  mano- 
scritto è  di  mano  dell'autore  Tommaso  Grapputo,  e  le  correzioni,  secondo 
le  quali  si  sono  stampate  queste  novelle,  sono  di  mano  del  Ch.°  sig.  Fran- 
cesco di  Giuseppe  Negri  Vmiziano  ».  Il  Convito  Borghesiano  fu  stampato 
a  Venezia  nel  1800  colia  data  di  Londra  per  Isac  Iacson.  In  questa  Biblio- 
teca se  ne  trova  un  esemplare  in  pergamena  colla  dedica  al  Conte  Giulio 
Bernardino  Tomitano.  In  altri  esemplari  però  manca  questa  dedica,  e  vi  è 
qualche  differenza  nel  frontispizio,  ove  è  detta  opera  di  Messer  Grappolino. 

GRAPPUTO  Tommaso.  —  Agnoletta  e  Masetto,  Novella.      {Cod.  N.UÌ). 

Cod.  in  fol.  del  1804. 

Questa  novella  fu  stampata  a  Milano  dal  Mussi  nel  1 806,  ma  senza  nome 
di  stampatore  e  di  luogo,  e  ne  viene  fatto  autore  lo  stesso  Messer  Grappolino. 
Di  quest'opera  pure  esiste  nella  Trivulziana  un  esemplare  in  pargamena. 

GRATTAROLA  Marco  Aurelio.  —  Compendio  della  vita ,  gesti  et  cose 
miracolose  della  S.  Memoria  di  Carlo  Borromeo  Card.  Arcivescovo 
di  Milano  per  informatione  nella  causa  della  sua  canonizzazione 
cavato  dalli  processi  originali  dell'Archivio  Archiepiscopale  di  Milano. 

(Cod.  N.  599). 

Cod.  cart  in  fol.  del  1603  e  1604. 

D.  Carlo  Trivulzio  in  una  nota  da  lui  unita  al  volume  provò  essere  questa 
vita  di  S.  Carlo  opera  del  P.  M.  Ant.  Grattaroia  proposto  generale  degli 
Oblati,  il  Quale  fu  procuratore  in  Roma  per  la  canonizzazione  del  detto  Santo. 
Questo  volume  per  la  massima  parte  è  autografo,  avendone  egli  confrontato 
il  carattere  con  altri  autografi  che  si  conservano  nella  Bib.  Ambrosiana. 

GRAZZINI  Anton  Francesco  detto  il  Lasca.  —  Novella  X  ed  ultima 
della  terza  cena.  (Cod.  N.  16). 

Cod.  cart.  in  8°  picc.  del  Sec.  XVII. 

La  scrittura  di  questo  piccolo*  Codice  è  assai  bella ,  ed  è  forse  per  tal 

!>regio  che  venne  conservato.  Potrebbe  però  darsi,  ma  non  lo  credo,  case 
osse  anteriore  al  1756,  anno  in  cui  questa  novella  per  la  prima  volta  fu 
stampata  a  Parigi  colla  data  di  Londra. 


vi 


174  GBIDÀRIO  ecc. 


GRAZZINI  Anton  Francesco.  —  La  prima  cena.  (Cod.  N.  17). 

Cod.  cart.  in  8°  pica  del  Sec.  XVIII  di  fol.  94. 

Questo  Codicetto  prodigio  di  calligrafia  imitante  il  carattere  corsivo 
stampato  è  opera  di  Amadeo  Mazzoli  e  fu  scritto  nel  1755,  come  vedesi 
'  dalla  nota  da  lui  apposta  sulla  prima  pagina  nel  luogo  dove  avrebbe  do- 
vuto leggersi  il  nome  dello  stampatore. 

GRAZZINI  Anton  Francesco.  —  Copia  del  Codice  contenente  novelle  di 
questo  autore  scritto  nel  sec.  xvii  e  che  fu  già  della  libreria  Stro- 
ziana  segnato  N.  313,  ed  ora  trovasi  nella  Magliabecchiana,  Classe  VI, 
N.  190.  (Cod.  N.  191). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

GREGORIUS  (Sanctus)  Papa.  —  Pastorale.  (Cod.  N.  515). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Questo  bel  Codice  benissimo  conservato  colla  sua  legatura  originale  in 
pelle  con  ornati  in  oro  impressi  a  freddo  incomincia  coir  indice  de  Capitoli 
«  Incipiunt  capitula  libri  Pastoralis  Beati  Gregorii  Papae  urbis  Bomae  ». 
Nella  pagina  susseguente  dove  incomincia  il  Liber  pastoralis  nell'iniziale 
in  oro  vi  è  una  miniatura  che  rappresenta  il  Papa  in  atto  di  benedire  l'ar- 
civescovo di  Ravenna  Giovanni  e  di  consegnargli  il  pastorale.  Questi  ha  la 
mitra  bianca  in  capo  ed  è  vestito  colla  dalmatica  verde.  La  pagina  è  contornata 
da  tre  lati  da  un  fregio  miniato  ed  in  calce  ha  due  stemmi.  Quello  coll'aquila 
Sveva  che  è  Tarme  vescovile  di  Trento,  l'altro  è  quello  di  Giovanni  Hin- 
derbach  de  Hassia,  al  quale  fu  dedicato  il  Codice  e  che  fu  eletto  Vescovo 
di  quella  città  nel  1465  mentre  era  a  Roma  legato  di  Federico  III  impera- 
tore a  Paolo  II  papa,  e  che  mori  nel  1486. 

I  sommarii  de'  capitoli  sono  tutti  in  rosso  e  le  iniziali  in  oro  sopra  un 
fondo  miniato.  In  fine  leggesi  la  seguente  annotazione  in  rosso:  «  Idi  bus 
«  Quintilibus  anni  salutis  Millesimi  Quadringrentesimi  sexagesimi  sexti  Bea- 
«  tissimi  papaejGfregorii  ad  Johannem  archiepiscopum  Ravennatem  pasto - 

«  rale  R.  domio  Sanctae  Tridentinae  ecclesiae  Episcopo  optime  merito  Hie- 
«  ronymus  Botenpeck  prepositus  in  Rebedorf  eiusce  in  urbe  Capellani 
«  scripsit  feliciter.  Acta  Paulo  II  maximo  pontifico  urbis  Romae.  Federico  III 
a  divo  Caesare  Augusto  pariter  regnantibus.  Dixi  ». 

GREGORIUS  (Sanctus)  Papa.  —  Dialoghi.  {Cod.  N.  539)- 

Cod.  memb.  del  Sec.  XIV  in  fol. 

Incomincia  «  Questo  sie  il  dialogo  di  Sco  Gregorio  recato  in  volgare: 
«  et  questo  sie  lo  prologo  di  vulgarizzatore  in  primo  al  nome  di  Dio  amen  ». 

Termina  «  Finisce  lo  quarto  libro  del  dyalogo  del  beato  Sco  Gregorio  Deo 
«  gratias  amen  ». 

I  nomi  degli  interlocutori  dei  dialoghi,  ed  i  sommarii  dei  capitoli  sono 
scritti  in  rosso.  Le  iniziali  si  alternano  rosse  ed  azzurre.  Il  testo  è  quello 
stesso  dell'edizione  di  Venezia  1475  per  P.  M.  F. 

Gridario  Milanese  per  ordine  alfabetico  di  materie.       (Cod.  N.  1861) 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI II. 


GUABINI,  VERONENSIS  175 


GRUMELLO  (Antonio  da).  —  Cronaca  dall'anno  1467*51  1519. 

(Cod.  N.  1 387  ). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questa  cronaca  pregevolissima,  di  cui  non  si  conoscono  altri  esemplari 
all' infuori  di  questo,  fu  stampata  nel  1856  dal  Prof.  Giuseppe  Muller  nel  primo 
voi.  della  Saccolta  di  Cronisti,  e  documenti  storici  Lombardi.  Nella  prefazione 
egli  raccolse  quelle  pochissime  notizie  che  potè  sgranellare  sul  Grumello, 
dalle  quali  risulta  ch'egli  era  di  famiglia  Pavese,  e  che  prese  parte  attiva 
negli  avvenimenti  politici  e  guerreschi  del  suo  tempo  in  favore  degli  Sforza. 


GUALFREDUS,  Magister.  —  Poetica  novella  ad  Dnm  Innocentium  Pa- 
pam  tertium.  (Cod.  N.  681). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XY. 

Incomincia  il  testo  senza  alcuna  intestazione. 

La  prima  lettera  è  miniata.  Termina  colla  nota  seguente:  «  Explicit 
t  poetna  novella  magistri  Gualfredi  ad  dominum  Innocentium  papam  ter- 
«  tium.  Deo  gratias  Amen  » .  —  Galfridus  o  Gualterius,  o  Gualdretus,  giacché 
lo  si  trova  scritto  in  più  modi,  de  Vinosalvo  (Vinisauf)  r  istoriograto  della 
crociata  di  Ricardo  cuor  di  leone  in  Palestina  è  l'autore  di  questo  libro  di 
cui  parla  il  Fabricio,  T.  Ili,  pag.  1 2.  Egli  era  di  origine  Inglese,  ma  edu- 
cato in  Italia.  Il  Leysero  pubblicò  quest'opera  nel  1721  nella  Bistorta  poe- 
tarmi medii  Aevi,  il  Fabricio  però  scrive  eh*  essa  era  già  stata  stampata 
un'.altra  volta,  ma  non  dice  dove. 

GUALFREDUS,  Magister.  -  Poetica  novella.  (Cod.  N.  728). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec  XIV. 

Vi  sono  molte  varianti  e  note. 
GUALFREDUS,  Magister.  —  Poetica  novella.  (Cod.  N.  762). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIV. 

Ha  le  iniziali  in  azzurro,  ed  i  sommarii  in  rosso. 
GUARINI,  Veronensis.  —  Regulae.  (Cod.  N.  631). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Ha  le  iniziali  in  oro  e  miniate  I  titoli  sono  in  rosso.  Queste  regole  fu- 
rono stampate  molte  volte.  La  prima  edizione  è  quella  del  1470,  che  viene 
attribuita  a  Nicolò  Jenson. 

GUARINI,  Veronensis.  —  Opuscula.  (Cod.  N.  666). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XV. 

I.  M.  T.  Cicer.  Recolete  super  pàradoxis  incipiunt  sub  Rey.do  Magistro 
Guarino  Veronensi. 

IL  M.  T.  C.  de  Senectute  incipiunt  sub  reverendo  Magistro  Guarino 
Veronensi. 


176  GUICCIÀBDINI  LUIGI 


III.  Incipit  commentimi  super  librum  Ciceronis  de  amicitia. 

Termina  rs\og. 

Explicit  commentum  super  librum  M.  T.  Ciceronis  de  amicitia  collectum 

sub  peritissimo  dio  Guarino  Veronensi. 

Il  Rosmini  nella  vita  di  Guarino  Veronese  (Brescia  1806,  pag.  147)  cita 
precisamente  questo  Codice  della  Bib.  Trivulzio,  né  pare  che  altri  Mss.  egli 
conoscesse  di  Questi  tre  opuscoli,  che  non  furono  mai  stampati.  A  pie  della 
prima  pagina  è  scritto  il  nome ,  probabilmente  autografo  dell'antico  pos- 
sessore di  questo  Codice  cioè  :  «  Liber  D  Grimani  Card."  S.  Marci,  Dome- 
nico Grimani  fu  creato  Cardinale  da  Alessandro  VI  nei  1493  ».  Morì  di  63 
anni  nel  1523.  Scrisse  diverse  opere  e  tradusse  le  omelie  di  S.  Giovanni 
Grisostomo.  Aveva  raccolto  una  Biblioteca  di  ottomila  volumi,  numero  assai 
ragguardevole  per  quei  tempi.  Fra  questi  eravi  il  famoso  Breviario  ch'egli 
legò  alla  Repubblica,  e  che  si  ammira  ancora  nella  Marciana.  —  Di  Guarino 
Veronese  e  delle  sue  opere  parlarono  il  Tiraboschi ,  Apostolo  Zeno  e  molti 
altri  scrittori.  Il  Rosmini  nella  vita  precitata  raccolse  quanto  poteva  sapersi 
di  questo  dotto  ed  instancabile  grammatico. 

GUARNELLO  Alessandro.  —  Traduzione  del  VI  libro  dell'Eneide  in 
8a  rima.  [Cod.  N.  929). 

Cod.  cari  in  \°  del  Sec.  XVI. 

È  unito  a  questo  Codice  un  fol.  in  cui  sono  scritte  due  note  risguar- 
danti  l'autore  e  la  sua  traduzione  che  fu  corretta  dal  Tasso.  La  prima  è  di 
mano  ignota,  la  seconda  è  di  D.  Carlo  Trivulzio.  Il  Quadrio,  T.  VI,  pag.  69  4 
parla  di  questo  Codice. 

Guerre  d'Italia  dal  1613  al  1615.  (Cod.  N.  1500). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

L'autore  anonimo  di  questa  istoria  in  una  lettera  diretta  al  Duca  di 
Lerma  dice  che  prende  a  raccontare  quanto  avvenne  nei  primi  tre  anni  del 
Governo  del  Marchese  della  Hynoyosa  per  difenderlo  dalle  accifee  mossegli 
ingiustamente.  Questo  signore  fu  mandato  in  Italia  qual  Governatore 
dello  Stato  di  Milano  nel  1611  e  fu  richiamato  nel  1615  per  render  conto 
della  sua  condotta ,  essendo  stato  malcontento  di  lui  Filippo  III  re  di 
Spagna. 

GUICCIARDINI  Luigi.  —  11  sacco  di  Roma  descritto  et  in  appresso  la 
relazione  del  sacco  di  Roma  dell'anno  1527  con  altre  particolarità 
di  quei  tempi,  descritti  da  Marcello  Alberino  Romano. 

(Cod.  N.  146). 

Cod.  cari  in  foL  pica  del  Sec.  XVII  di  pag.  234. 

Il  Sacco  di  Roma  venne  stampato  per  la  prima  volta  a  Parigi  nel  1674 
presso  il  libraio  Piget  ed  anche  presso  Lud.  Billaine ,  nonché  presso  Tom- 
maso Jelbv.  Malgrado  la  diversità  de'  nomi  de'  librai  è  la  medesima  edi- 
zione col  frontispizio  mutato  in  parte.  Fu  erroneamente  attribuita  a  Francesco 
Guicciardini,  e  nella  edizione  di  Colonia  (Lucca)  1758  fu  anche  stampato  il 
suo  nome.  Essa  è  invece  di  Luigi  suo  fratello,  come  appare  da  questo  Co- 
dice, e  come  ora  è  da  tutti  riconosciuto.  Il  Sacco  di  Roma  descritto  da  Mar- 
cello Alberino  è  inedito.  Carlo  Milanesi  diede  un  sunto  di  quest'opera  nel 


GUZMAN  (FRANCISCO  DE) 


177 


Saggio  Monografico  da  lui  preposto  alla  pubblicazione  della  Relazione  del 
Guicciardini  e  di  altri  del  Sacco  di  Roma  stampata  a  Firenze  dal  Barbèra 
nel  1867. 


GUZMAN  (Francisco  de).  —  Triumphos  morales. 


(Cod.  N.  1112). 


Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 


Sul  frontispizio  si  vede  lo  stemma  Salazar  col  nome  di  quella  fa- 
miglia al  disopra,  e  sotto  la  data  del  ir>70.  Sono  le  lodi  delle  virtù  in 
8*  rima. 


CmétL  Trivuliiana 


{Stampato  il  20  agtto  4883) 


23 


178     v  HORA.TII  (FLACCI  QUINTI) 


H 


H1ER0N1MUS  (S.U8).  —  Epistola  ad  Eustochium  de  virginitate  servanda 
et  eiusdem  S.li  contra  Jovinianum  libr  IL  Item  ex  ammonitione  mi- 
rabili S.  Hieronimi  fratribus  suis  facta  in  morte.  Quaedam  excerpta. 

(Cod.  N.  433). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

L'orazione  in  «  articulo  mortis  »  con  cui  termina  il  Cod.  è  mutila. 

HIERONYMUS  a  Sancta  Fide.  —  Tractatus  contra  Judeos  domini  hie- 
ronymi  medici  domini  ac  sacratissimi  Benedicti  pp  XIII  qui  fuit 

hebreus  conversus  ad   fidem  Xpi  per  beatum  Vincentium  ordinis 
predicatorum.  (Cod.  N.  1681). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Precedono  alcune  notizie  sul  Talmud.  In  fine  si  legge  :  «  Idemmet  Petrus 
«  Borgolochus  bononie  scripsit.  Vale  lector  » .  Segue  un  excerptum  ex  Suida 
relativo  ad  un  libro  che  era  presso  gli  ebrei,  cioè  un'Epistola  di  Filippo  a  Teo- 
dosio principe  de'  Giudei.  Prima  della  sua  conversione  era  detto  Josuè  Lurki  ; 
era  spagnuolo:  abiurò  nel  1412.  Parlò  di  lui  il  Fabrizio  nella  «  Bib.  Med. 
et  Inf.  etc.  »  T.  Ili,  pag.  246. 

Hlttoria.  —  «  Incomincia  Thistoria  di  quelli  tre  Santi  Monaci  quali 
«  andarono  al  paradiso  terrestre  ovvero  deliciarum  ».    (Cod.  N.  351). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV.       • 

Termina  «  Alla  quale  (gloria  infinita)  Iddio  conduca  noi  et  tutte  le  anime 
Christiane  per  infinita  secula  seculorum  amen.  —  È  scritto  molto  accura- 
tamente ;  ed  ha  tutte  le  lettere  maiuscole  in  oro  con  un  fregio  nella  prima 
Spagina:  sembra  scritto  da  un  Milanese,  stante  i  Lombardismi  che  vi  si 
rovano. 

HORATII  FLACCI  (Quinti).   -  Carmina.  (Cod.  N.  736). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Vi  è  uno  stemma  a  pie  della  prima  pagina  che  pare  sia  quello  della 


HUGO  DE  SANCTO  VICTORE  17» 


famiglia  Milanese  de  Noceto,  come  sta  nel  libro  $  Arme  antiche,  Cod.  1390 
che  trovasi  in  questa  Biblioteca. 

L'iniziale  è  pure  disegnata  a  colori,  come  lo  sono  alcune  altre,  ma  non 
tutte  regolarmente.  Vi  si  trovano  pure  alcuni  disegni  a  penna.  In  alcuni 
luoghi  vi  sono  dei  commenti  :  tutti  i  margini  delle  epistole  ne  sono  coperti. 
Alla  fine  delle  Odi  si  legge: 

Hic  tunc  multimodas  finiunt  Horatius  odas 
Horatii  Flacci  quintus  et  ultimus  carminumjlibe£_ 

Finit  et  per  me  Jacobum  de  clodiis  filium  dni  Àn 
Ejusdem  horatii  epistolarum  liber  primus  inchoat. 

HORATII  FLACCI  (Quinti).  —  Carmina.  (Cod.  N.  788). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Le  iniziali-  sono  in  rosso  ed  azzurro,  la  prima  pagina  ha  un  fregio  e 
l'iniziale  miniata  con  oro. 

Nella  epistola  a  Giulio  Floro  colla  quale  termina  il  Codice  l'ultimo  verso 
vi  si  trova  trasportato  dal  luo^o  ove  dovrebbe  stare  tre  versi  prima. 

Il  primo  e  gli  ultimi  fol.  di  risguardo  erano  scritti,  ma  furono  raschiati 
per  modo  da  renderne  impossibile  la  lettura,  solo  da  qualche  parola  meno 
erasa  si  capisce  che  è  scrittura  del  sec.  xv. 

Nel  primo  fol.  di  risguardo  vi  è  la  nota  seguente:  «  Die  xxim  Decein- 
«  bris  mdhii  Ego  Bo  E.  jipplicui  Perusium  et  coepi  officium  thesaurerie  prò 

«  S.mo  D.  N.  Dno  Julio  pp  ij  » .  Conserva  la  legatura  originale  in  cuoio 
impresso. 

HORATII  FLACCI  (Quinti).  —  Odae.  (Cod.  N.  789). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Le  odi  hanno  delle  postille  marginali  ed  interlineari  pure  di  carattere 
antico.  Il  Codice  è  mutilo  dopo  i  primi  tre  versi  dell'Ode  AVI  «  ad  populum 
Romanum  d  ,  Vi  era  anche  il  Carmen  seculare,  dopo  il  quale  seguivano  alcuni 
fol.  di  un  commento,  ma  non  rimane  ora  che  poco  più  dei  capoversi,  es- 
sendo stati  i  fol.  tagliati  per  il  lungo.  Conserva  la  sua  legatura  originale 
in  cuoio  impresso.  • 

HORATII  FLACCI  (Quinti).  —  De  arte  poetica.  Epistolarum  fragraenta. 

(Cod.  N.  790). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XIV. 

Il  Cod.  incomincia  col  verso  48  dell'arte  poetica. 

Nel  primo  libro  delle  Epistole  manca  la  fine  della  I  Epistola  «  ad  Me- 
cenatem  »:  tutta  la  II  ed  il  principio  della  III.  Manca  della  line  dell'Ep.  VI 
e  del  principio  della  VII.  Manca  della  fine  dell'Ep.  XVI  e  principio  della 
XVII.  Il  lib.  II  è  completo. 

HUGO  de  Sancto  Victore.  —  Claustrale  de  anima  et  corpore  Domini. 

{Cod.  N.  403). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIV. 

In  principio  del  volume  si  trova  una  nota  di  D.  Carlo  Trivulzio  intorno 
all'autore. 

Nella  lettera  L  con  cui  incomincia  questo  trattato,  vi  è  il  ritratto,  a 
quanto  pare,  di  Ugo  da  S.  Vittore  in  abito  cardinalizio. 


a 


180  HTMNAK1UM  AMBKOSIÀNUM 


A  pie  della  pagina  trovasi  una  indicazione  che  prova  aver  appartenuto 
questo  Codice  alla  Certosa  di  Garignano  presso  Milano. 

HYGINIUS  Julius.  -  De  Signis.  {Cod.  N.  690) 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec  XV. 

La  disposizione  del  testo  in  questo  Codice  è  di  versa  da  quella  che  trovasi 
n eli' Ed.  di  Venezia  del  1482  e  nelle  altre  che  ne  furono  fatte  in  seguito. 

Incomincia  colla  Descriptio  Jbrmarum  caelestìum  che  nella  predetta  Ed. 
sarebbe  il  lib.  Ili  Dopo,  al  fol.  34  incomincia  senza  intestazione.  «  De  Si- 
«  gnorum  caelestium  historia  »  che  sarebbe  il  lib.  IL  I  libri  I  e  IV  man- 
cano. Le  figure  astronomiche  sono  disegnate  a  penna  e  ben  fatte  :  le  stelle 
vi  sono  marcate  in  oro.  Vi  si  trovano  due  fol.  ai  risguardo  coperti  di  an- 
notazioni. Sul  primo  vi  è  scritto:  Iginvus  de  Signis.  Marsilii  et  amicorwn. 
Credo  che  questi  sia  Marsilio  Ficino  il  celebre  letterato  protetto  da  Cosimo 
e  Lorenzo  de'  Medici,  che  cadde  nelle  follie  astrologiche,  come  si  vede  nel 
suo  libro  De  vita  coelitas  comparanda.  che  gli  valse  d'essere  sospettato  di 
magia,  accusa  di  cui  egli  dovette  scolparsi.  É  perciò  probabile  cne  questo 
libro  gli  abbia  appartenuto  e  che  siano  di  sua  mano  le  note  che  vi  si  trovano. 

Hymnarium  Ambrosianum.  —  «  Liber  hymnorum  per  totius  anni  cir- 
«  culum  seenndum  constitutiones  sanctissimi  dectorisque  patris  nostri 
«  Ambrosii  » .  (Cod.  N.  347). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XIV,  colle  note  musicali. 

In  una  nota  posta  al  principio  del  volume  D.  Carlo  Trivulzio  opina  che 
questo  Codice  appartiene  al  sec.  xiv ,  ma  che  però  è  posteriore  al  1336, 
stantachè  vi  è  1  inno  composto  da  San  Tomaso  d'Aquino  pel  Corpus  Do- 
mini,  che  sembra  sia  stato  introdotto  nel  rito  Ambrosiano  soltanto  in 
quell'anno. 


INCISIONI  (LIBBO  DI)  .  181 


-iTir 


I 


Immagini  di  Maria  Vergine  che  sono  in  Milano.  (Cod.  N.  374). 

'  Cod.  cari,  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Contiene  delle  notizie  storiche  non  prive  d'interesse.  Non  ho  potuto  sco- 
prire il  nome  dell'autore. 

Il  Ms.  è  in  gran  parte  autografo,  come  lo  mostrano  le  correzioni  ed  ag- 
giunte. 

IMBOTTJ  Louis  Bernardin.  —  Livre  d'embouchures.        (Cod.  N.  606). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  1065. 

Louis  B.  Imbottj,  escuier  sieur  de  Beaumont,  scrisse  questo  trattato  sul 
modo  di  immorsare  i  cavalli  corredandolo  con  disegni  di  freni  convenienti 
alla  natura  ed  all'umore  delle  bestie  che  devonsi  domare.  Non  può  esservi 
nei  suo  genere  un  lavoro  più  completo. 

InoUioni  (libro  di).  .  (Cod.  N.  2143). 

Cod.  cart  in  fol.  picc. 

Vi  sono  in  Biblioteca  delle  cartelle  contenenti  delle  incisioni  antiche,  ma 
non  sono  descritte  in  questo  catalogo.  Solo  queste  essendo  legate  in  un 
libro  furono  messe  fra  i  Mss.  Questa  preziosa  raccolta  meriterebbe  una  par- 
ticolare descrizione  per  ciascun  fol.  se  si  potesse  in  un  semplice  catalogo 
inserire  un  simile  lavoro.  Mi  limiterò  quindi  ad  alcune  indicazioni  som- 
marie. Le  incisioni  vi  furono  messe  senza  ordine  di  data  o  di  scuola  da  un 
amatore,  che  molto  probabilmente  viveva  nella  seconda  metà  del  sec.  xvi, 
giacché  nessuna  di  esse  è  posteriore  a  quel  tempo. 

Fol.  1.  La  prima  di  queste  incisioni  rappresenta  il  profeta  Ezechiele,  o 
fa  raorte  degli  altri  23  profeti  che  vengono  in  seguito. 

Fol.  2.  La  seconda  è  una  nave;  sembra  di  scuola  Tedesca. 

Fol.  3  al  25.  Vengono  in  seguito  gli  altri  23  profeti  nell'ordine  seguente: 
Daniele  —  Helia  —  Samuel  —  Josue  —  David  —  Abias  —  Eliseo  —  Moise 
—  Noe  —  Amos  —  Jeremia  —  Joel  —  Salomon  —  Jacob  —  Abacuc  —  Ba- 
ruch —  Isaia  —  Ageo  —  Zaccaria  —  Malachia  —  Naum  —  Jona  —  Aron. 

Queste  24  incisioni  (comprese  quelle  del  N.  1)  sono  attribuite  a  Baccio 


182  .  INCISIONI  (LIBEO  DI) 


Baldini.  Sono  di  una  perfetta  conservazione,  avendo  tutte  il  fol.  intonso 
dell'altezza  di  30  centimetri»  per  21  di  larghezza,  e  sono  certamente  delle 
prime  prove. 

Dal  fol.  26  al  35.  Seguono  altri  dieci  santi,  cioè  : 

S.  Bartolomeo  —  Giacomo  Maggiore  —  Filippo  —  Taddeo- Juda  —  Gio- 
vanni Maggiore  —  Simone  —  Andrea  —  Matteo  —  Mattia,  incisi  da  Israel 
V.  Meken.  Questi  fol.  sono  ugualmente  intonsi  e  della  stessa  misura  dei 
precedenti  perfettamente  conservati. 

Fol.  36.  Vi  è  rappresentato  un  vecchio  che  offre  denaro  ad  una  giovane. 
E  segnato  colle  iniziali  I.  M.,  cioè  Israel  Meken:  buona  prova  ben  con- 
servata. 

Fol.  37.  Ornati  di  scuola  italiana. 

Fol.  38.  S.  Sebastiano  con  due  arcieri.  Scuola  italiana. 

Fol.  39.  Donna  giovane  con  un  giovane  seduti  che  si  tengono  per  le 
mani.  Incisione  di  Israel  Meken. 

Fol.  40.  Cinque  incisioni  tirate  sopra  un  medesimo  foglio.  Quattro  rap- 
presentano i  dottori  della  chiesa,  un'altra  più  grande  la  natività. 

Fol.  41.  Vi  sono  quattro  liste  di  ornati.  Due  sono  candelabri  identici: 
gli  altri  due  diversi  alcun  poco  fra  di  loro,  ma  di  ugual  dimensione:  erano 
forse  destinati  ad  ornamento  di  libri;  hanno  nel  mezzo  uno  scudo  con  entro 
una  croce,  forse  quella  di  Savoia,  con  angioli  che  la  fiancheggiano.  Scuola 
italiana. 

Fol.  42.  Tre  incisioni  di  Martino  Schongauer.  Due  tirate  sopra"  lo  stesso 
fol.,  l'altra  ingommata  fra  loro.  La  prima  rappresenta  cinque  ngure  isolate 
ed  uno  scoiattolo,  ed  alcuni  fogliami  e  fiori.  La  terza  un  guerriero  che  tra- 
figge il  diavolo,  liberando  una  donna  inginocchiata.  Nel  rondo  ha  la  sigle 
M.  S.  La  terza,  che  è  nel  mezzo,  ingommata,  rappresenta  una  regina  che 
tiene  un  libro  che  pare  stia  leggendo:  colia  marca  M.  S. 

Fol.  43.  Una  nave  in  mare  burrascoso  è  salvata  da  S.  Michele.  Scuola 
tedesca. 

Fol.  44.  Sopra  questo  fol.  vi  sono  sei  incisioni,  cioè  uno  scudo  grande 
con  copia  danzante  nel  mezzo,  e  nel  contorno  puttini  che  suonano,  fra  or- 
nati, e  nella  parte  inferiore  i  due  giovani  sdraiati,  la  donna  è  nuda.  Nei 
!  quattro  vani  mori  del  circolo  vi  sono  delle  teste  di  donna.  Nella  parte  in- 
eriore  del  fol.  due  figure  muliebri  sostengono  due  cornucopie  formanti  un 
circolo,  dove  poteva  essere  disegnato  uno  stemma.  La  prova  è  bella ,  ma 
la  carta  ha  dei  guasti.  Scuola  italiana. 

Fol.  45.  Altro  scudo  con  scene  erotiche.  In  giro  sopra  un  nastro  intrec- 
ciato con  fogliami  vi  è  la  leggenda  *  Amore  vuol  fé  e  dove  fé  non  è  Amor 
non  può  ».  Scuola  italiana. 

Fol.  46.  Cristo  messo  nel  sepolcro  di  I.  Culmbach,  secondo  alcuni ,  e  di 
Jan  von  Carinostro,  secondo  altri.  Sul  verso  dello  stesso  fol.  venne  ingom- 
mato un  S   Cristoforo  colle  iniziali  M.  S.  (Martino  Schongauer). 

Fol.  47.  Cristo  in  croce  con  Angeli,  la  Maria  e  S.  Gerolamo. 

Fol  48.  Un  ricco  ostensorio  di  stile  gotico.  Scuola  tedesca. 

Fol.  49.  La  flagellazione  segnata  I.  C.  (Jan  Carinostro?).  Sul  verso  dello 
stesso  fol.  S.  Damiano  e  S.  Francesco  segnato  I.  M.  (Israel  Meken). 

Fol.  50.  Sopra  una  medesima  lamina  furono  incisi  sei  quadretti  rappre- 
sentanti una  sequela  di  scene  che  terminano  coir  estremo  supplizio  di  più 
persone.  La* mancanza  di  qualsiasi  scritto  che  accenni  a  quale  avvenimento 
si  riferiscono  rende  impossibile  ogni  congettura  in  proposito,  giacché  ai 
tempi  ne1  quali  fu  inciso  questo  rame  (prima  metà  del  sec.  xvi)  erano  state 
troppo  frequenti  e  comuni  simili  scene  per  poterne  fissare  una.  Eccone  la 
descrizione.  —  Nel  primo  quadretto  si  vedono  seduti  ad  una  mensa  tre  giu- 
dici secolari,  davanti  a  loro  stanno  un  pellegrino  ed  una  pellegrina  o  vian- 
danti che  tali  vengono  indicati  dal  bordone  che  tengono.  Sono  coperti  da 
un  mantello,  e  la  veste  sottoposta  è  a  striscio  ondulate  a  modo  ai  fiam- 
melle, il  che  mi  fa  credere  che  l'incisore  abbia  così  voluto  designarle  come 


INDEX  etc.  183 


persone  destinate  al  rogo.  Tale  congettura  la  fondo  nel  vedere  nel  secondo 
compartimento  una  donna  che  viene  impiccata,  la  quale  porta  una  veste  a 
fiammelle,  e  crederei  che  ciò  volesse  indicare  che  quella  donna  dopo  essere 
steta  impiccata  doveva  essere  abbruciata ,  e  ciò  per  ordine  della  S.  Inqui- 
sizione, perchè  a  dritta  si  vedono  due  giovani  frati ,  uno  de'  quali  porta 
una  croce  astata,  e  fra  di  loro  un  altro  frate  più  provetto  che  tiene  il  cap- 
puccio sulla  testa.  A  sinistra  si  vedono  le  teste  e  le  zampe  di  due  cavalli 
che  appartengono  alla  scorta  del  carnefice.  Nel  terzo  ricompaiono  i  due  pel- 
legrini del  primo  quadretto,  sembrano  camminare  e  sono  seguiti  da  una 
donna  che  ha  la  testa  scoperta  e  tiene  essa  pure  il  bordone,  e  indossa  una 
veste  a  fiammelle.  Nel  quarto  compartimento  si  vede  una  casa  incendiata 
con  un  uomo  armato  di  tridente  che  ne  attizza  il  fuoco.  Nel  quinto  è  rap- 
presentata una  donna  ignuda  attaccata  ad  un  palo,  essa  ha  sulla  testa  certi 
ornamenti  che  solevano  portare  le  meretrici.  Si  vede  ch'essa  è  condannata 
ad  essere  arsa  viva,  perchè  in  fianco  e  dietro  di  lei  avvampano  già  le 
fiamme  ed  un  garzone  si  avanza  portando  nuove  fascine.  Nel  sesto  vengono 
rappresentati  un  uomo  ed  una  donna  impiccati ,  e  da  ambo  i  lati  testo  di 
cavalli  che  indicano  la  scorta  del  carnefice ,  ma  non  vi  sono  né  preti ,  né 
frati,  né  croci,  il  che  vuol  dire  che  non  erano  giustiziati  per  ordine  della 
podestà  ecclesiastica.  Non  credo  che  l'incisione  sia  di  scuola  italiana. 

Fol.  51.  Sant'Anna,  la  Madonna  ed  il  bambino  con  paesaggio  e  mare 
nel  fondo. 
*  Fol.  52.  San  Gerolamo  nel  deserto.  Scuola  tedesca. 

Fol.  53.  Scudo  con  cani  che  attaccano  un  orso. 

Fol.  51.  Nove  liste  di  ornati  sopra  un  solo  rame.  Sul  verso  di  questo 
fol.  fu  ingommato  uno  stemma  colle  iniziali  I.  M.  (Israel  Meken)  in  alto,  e 
sotto  la  parola  Bacholt. 

Fol.  55.  Sopra  lo  stesso  fol.  e  da  un  sol  rame  si  trova  un  vaso  sostenuto 
da  un  leone  e  da  un  grifone:  e  sotto  una  Pace  colla  Vergine  e  bambino. 
Scuola  tedesca. 

Fol.  56  al  6t.  Le  Sibille  Ellespontina  —  Frigia  —  Delfina  —  Cumana  — 
Europa  —  Persica.  Bellissime  prove  sopra  fol.  intonsi. 

Fol.  62.  La  Vergine  che  adora  il  bambino.  Scuola  italiana. 

Sul  v.  dello  stesso  fol.  furono  ingommate  due  incisioni,  cioè  una  S.  Clara, 
ed  una  lista  di  fogliami  per  ornato,  ambedue  di  scuola  tedesca. 

Fol.  63.  Santa  Maria  Maddalena.  Scuola  italiana.  Fol.  intonso  dell'ugual 
misura  dei  profeti  e  delle  sibille. 

Fol.  6i.  San  Sebastiano  con  tre  arcieri  che  lo  saettano:  ai  lati  del  Santo 
vi  sono  stampate  delle  preghiere  in  latino.  Seguono  due  fol.  bianchi  non 
numerati. 

Fol.  65.  S.  Pietro  e  Paolo  sopra  un  solo  rame  e  fol.  segnato  I.  M.  (Israel 
Meken). 

Fol.  66.  San  Rocco  ed  un  altro  Santo  che  tiene  un  calice  da  cui  esce 
un  serpente:  segnato  pure  I.  M.  parimente  sopra  un  solo  rame  e  fol. 

Fol.  67.  Altri  due  Santi  simili  ai  precedenti  (66  e  67).  Tutti  questi  Santi 
sono  posti  due  a  due  sotto  un  arco,  od  ancona. 

Dopo  3  fol.  bianchi  fol.  68.  La  morte  della  Vergine  segnato  Israel  V.  M» 
(Meken). 

Index  numismatum  romanorum  grecorum  eermanorum  aliorumque  gen- 
tium  et  barbarorum  111.1  principis  Ludovici  comitis  Palatini  Rnèni 
Bavariae  ducis  etc.  (Cod.  N.  269). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 


184  INQUISIZIONE 


Indioe .  delle  carte  dell'Archivio  del  castello  di  Milano  trasportato  Tanno 
178...  nella  casa  protessa  di  S.  Fedele  dei  soppressi  Gesuiti.  Questo 
indice  è  il  primo  spoglio  fatto  dei  mazzi  di  quell'immenso  Archivio, 
e  però  non  è  ridotto  a  rigoroso  alfabeto...  Peraltro  questo  indice, 
che  sicuramente  è  unico,  somministra  notizie  assai  interessanti. 
Questa  nota  è  di  D.  Carlo  Trivulzio.  (Cod.  N.  308  al  311). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII  in  fol.,  4  voi. 

Va  unito  a  questi  un  altro  voi.  dell* ugual  formato  che  ha  per  titolo: 
Spogli  fatti  nelt  Archivio  del  Castello  di  Milano,  e  che  nella  parte  da  me 
omessa  nella  nota  surriferita  sono  detti  Lettere  missive.  Questo  indice  è 
prezioso  specialmente  dopo  gli  scarti  inconsulti  fatti  delle  carte  dell'Archivio 
detto  già  di  S.  Fedele  ora  di  Stato,  e  dopo  i  furti  che  vi  furono  commessi. 

Indice  degli  ordini  della  città  di  Milano  dal  1550  al  1660. 

(Cod.  N.  1354). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

La  prima  parte  di  questi  ordini,  copiati  da  D.  P.  Ant.  Trivulzio,  è  disposta 
per  ordine  alfabetico  di  materia  e  comprende  gli  atti  dal  1550  al  1650.  La 
seconda  parte  composta  di  quattro  fascicoli  e  invece  disposta  per  ordine 
cronologico.  Essi  arrivano  sino  al  30  Dicembre  del  1659.  Nell'anno  seguente 
1660  non  è  registrata  che  le  nomina  del  G*  Barnaba  Barbò  a  Vicario  di 
Provvisione. 

Informazione  del  modo  che  si  osserva  nel  trattare  le  cause  civili  nella 
'      città  di  Milano.  [Cod.  N.  271). 

Cod.  cart  in  fol  del  Sec.  XVIII  di  fol.  250. 

Informazione  (ampia)  dell'Assemblea  straordinaria  de'  Monsignori  Ar- 
civescovi e  Vescovi  tenuta  nell'Arcivescovado  di  Parigi  nei  primi 
di  Aprile  e  Maggio  1681  presieduta  dall'Arcivescovo  di  Parigi. 

(Cod.  N.  273). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Inni  secondo  il  rito  romano  colle  note  musicali  ad  uso  della  scuola  di 
S.  Marta  in  P.  Ticinese  in  Milano.  (Cod.  N.  521). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Vi  è  unito  un  altro  libro  di  Inni  ad  uso  della  stessa  scuola  stampato  in 
Milano  nel  1695.  Vedi  anche  Officio,  Cod.  520  ad  uso  della  scuola  di  S.  Marta. 

Inni  ecclesiastici  tradotti  in  versi  italiani.  (Cod.  N.  370). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVIII. 

Inquisitene.  (Cod.  N.  1166). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVII. 

Raccolta  di  atti,  molti  dei  quali  sono  originali,  relativi  al  Santo  Ufficio 


INTERPBETÀZIONE  ecc.  185 

della  Inquisizione  di  Conio  e  della  Valtellina  che  ne  dipendeva.  Incomin- 
ciano nei  sec.  xvi  e  si.  estendono  al  xvn.  Vi  si  trovano  anche  gli  estratti 
di  alcuni  processi. 

Ifltitntione  (de)  et  origine  Crucesignatorum.  [Cod.  N.  404). 

Cod.  memb.  ed  io  parte  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice  appartenne  al  Convento  di  S.  Pietro  Martire  di  Vigevano, 
come  appare  da  due  note  che  vi  sono  scritte,  e  servì  al  Vicario  dell'Inqui- 
sitore di  quella  città,  come  leggesi  alla  fine.  Consta  di  due  parti  ;  la  prima 
in  carta,  la  seconda  in  pergamena.  Incomincia  col  titolo  seguente: 

«  De  institutione  et  origine  cruce  signatorum  Prefatio  • .  Dopo  la  pre- 
fazione segue  un  trattato  sulla  Inquisizione  ,  ed  è  una  specie  di  manuale 
che  occupa  44  fot.  compreso  un  indice.  Dopo  si  trova  un  Capitulum  insti* 
tutionum  papalium  conerà  hereticam  pravitatem  —  Segue  un  Compendivi 
episcopale  diviso  in  tre  parti:  nella  prima  sono  notate,  dopo  un  preambolo, 
tutte  le  dispense  che  possono  essere  accordate  dai  Vescovi.' Nella  seconda 
parte  tratta  di  quelle  facoltà  die  sono  interdette  ai  Vescovi  perchè  riser- 
vate al  Pontefice.  Nella  terza  tratta  di  quelle  cose  che  spettano  all'Officio 
pastorale. 

Institutiones  canonicae.  (Cod.  N.  590). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII  in  fol. 

Incomincia  con  un  indice ,  dopo  il  quale  mancano  due  fogli.  Non  vi  è 
nome  d'autore. 

Instruotio  circa  conficiendos  processus  inquisitionis  in  qualitates  eorum 
qui  promovendi  sunt  ad  regimen  cathedralium.  (Cod.  N.  250). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Instruotio  secretissima  Gallo  Britanno  lìatava  Federico  V  corniti  pala- 
tino eleclori  data.  (Cod.  N.  1598). 

Cod.  cart.  del  1620  in  fol. 

Vi  è  unita  una  incisione  rappresentante  i  principi  elettori.  Nella  parte 
superiore  sta  scritto:  Il  festino  del  re  delle  fave.  Nella  inferiore  dei  versi 
recitati  da  diversi  personaggi.  È  una  satira  politica. 

Interpretazione  dei  sogni  secondo  i  filosofi  de  Persia,  India  et  Egypto. 

(Cod.  N.  140) 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

L' Ab.  Pietro  Mazzuchelli  nella  illustrazione  che  fece  alla  lettera  del  Coma 
tradotto  dallo  Scyllacio,  Pavia  1 494.  inserta  in  quel  rarissimo  opuscolo  che 
si  trova  nella  Tnvulziana,  parlò  diffusamente  di  questo  Codice  e  però  tra- 
scrivo la  sua  nota. 

Questo  Codice  (l'interpretazione  dei  sogni)  è  cartaceo  del  sec.  xv  in  fol., 
e  le  opere  cui  comprende  sono  quelle  di  Aristotile  e  di  Acmet  o  di  Leone 
Tristano  sopra  i  sogni.  Della  prima  manca  il  1°  fol.,  e  in  calce  al  capitolo 
medesimo,  che  è  l'ultimo,  trovasi  questa  nota.  «  Fine  del  tractato  de  Ari- 
«  stotìle  de  li  insomnii  traducto  per  Nicolao  ScyJlatio  Siculo  doctore  de  arte 

Calai.  Tripulxiana    ,  (Stampalo  il  20  agosto  4883)  24 


186 


INVESTITURA  ecc. 


a  et  medicina  degnissimo  lectore  de  philosophia  in  Pavia  ad  instantia  de 
«  la  111.111*  Madonna  Isabella  Visconti  Àragonea  et  excellentissima  duchessa 
de  Milano  » .  Indi  segue  un  sonetto  del  traduttore,  il  quale  incomincia  : 
Illustrissima  duchessa  questo  oscuro. 

Dopo  tal  rozza  poesia  leggesi:  Finis  Papié.  Viene  poi  in  seguito  l' altro 
trattato  sulla  stessa  materia,  al  guale  precede  una  lettera  di  Leone  IHstan  o 
philosqpho  et  interprete  de  sommi  a  Ugo  suo  magistro.  Da  questo  sembra 
essere  lo  stesso  Leone  l'autore  dell'opera  seguente.  In  fine  della  tavola  al- 
fabetica posta  in  calce  alla  stessa  opera  e  in  fine  anche  di  tutto  il  Codice 
legatesi  quest'altra  nota,  a  Finisse  la  interpretazione  de  insomnii  secondo  i 
«  philosophi  de  Asia»  d'India  et  Egypto  traducte  per  Magistro  Nicolao  Scvl- 
«  latio  Siculo  doctore  de  arte  et  medicina  dignissimo  lectore  de  philosophia 
«  in  lo  inclito  studio  de  Papi  a-  ad  instantia  de  la  Illustrissima  Isabella  du- 
«  chessa  di  Milano  ».  Anche  quivi  aggiungesi  un  altro  sonetto,  il  quale 
comincia  :  Hot  che  la  barca  mia  al  porto  è  arrivata.  Dopo  di  esso  sta  la 
data  così:  Finis  papié  17  Octobris  1493.  L'ultimo  numero  non  molto  bene 
si  ravvisa,  ma  pure  sembra  essere  un  3.  Tale  sembrò  pure  al  Villa,  come  dirò 
più  abbasso.  Pure  anche  più  di  60  anni  fa  non  doveva  essere  molto  chiaro 
e  visibile.  Ciò  oso  di  asserire ,  perchè  vedo  che  il  Quadrio  nel  Tomo  VII 
della  Storia  e  ragione  d'ogni  poesia  stampato  nel  1752  descrivendo  questo 
Codice  stesso  fin  d'allora  esistente,  com'egli  si  esprime,  presso  il  Marchese 
D.  Carlo  Trivulzio  con  occasione  di  ricordare  i  due  sonetti  già  da  me  ac- 
cennati nel  riportarne  la  data  segna  l'anno  1499.  In  quest'anno,  come  è  noto, 
nell'Ottobre  e  fin  anche  nel  Settembre  era  già  in  possesso  di  Milano  Lodo- 
vico XII  re  di  Francia ,  il  quale  esclusivamente  q.  sé  pretendeva  doversi 
non  che  il  possesso  anche  il  titolo  dì  Duca  di  Milano ,  né  avrebbe  un  suo 
salariato  come  doveva  essere  il  Scyllacio  come  professore  a  Pavia  o  qua- 
lunque altro  scrittore  in  Pavia  osato  di  chiamare  Duchessa  di  Milano  una 
persona  della  famiglia  Sforza,  la  quale  quel  Re  asseriva  essersi  intrusa  in 
un  dominio  a  lui  dovuto.  Un  altro  errore  commise  pur  ivi  il  Quadrio  leg- 
gendo Scollano  ove  sta  scritto  Scillatio,  e  nominandolo  quindi  Scyllano  e  ivi 
e  nell'indice  il  nostro  Scyllacio  o  Scyllatio  che  vale  lo  stesso,  perchè  in  quei 
tempi  qui  in  Lombardia  principalmente  il  e  avanti  Vi  e  Ve  pronuncia  vasi 
egualmente,  ed  il  t  avanti  le  vocali  ia  io  ec  come  la  z,  che  ora  si  è  sostituita 
in  detti  casi  al  e  e  al  t  nella  scrittura.  L'abbaglio  preso  dal  Quadrio  in 
leggere  tal  nome  provenne  dal  mancare  il  punto  sopra  l'è  e  Tessere  il  t 
accoppiato  all'i  istesso. ..  Il  Villa  nel  Tomo  ultimo  della  Bib.  dei  Volgariz- 
zatori dell' Argelati,  pag.  380,  descrive  lo  stesso  Codice  cui  dice  d'aver  ve- 
duto egli  pure  presso  il  Ch  °  D.  Carlo  Trivulzio.  Ivi  chiama  egli  Scyllano 
e  non  Scyllatio  il  traduttore,  e  riporta  per  intero  la  lettera  di  Leone  Tri- 
stano, donde  conchiude  che  questi  dev'esserne  l'autore,  anziché  Acmet  a 
cui  si  attribuisce  in  alcune  stampe  questa  o  somigliante  opera.  Indi  recita 
per  intero  pure  l'ultimo  sonetto  senza  però  far  cenno  del  primo  e  riporta 
altresì  la  data  del  Codice  ove  l'anno  è  espresso  così  1493,  soggiungendo, 
male  letto  dal  Quadrio  1499. 

Investitura  delio  Stato  di  Siena  per  il  sig.  D.  Giovanni  Figueroa  pro- 
curatore e  mandatario  di  Filippo  II  re  di  Spagna  nella  persona  di 
Cosimo  de'. Medici  secondo  Duca  di  Firenze  nel  1557. 

(Cod.  N.  1300). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 


Investitura  dello  Stato  di  Milano.  (Cod.  N.  1506). 

Cod.  cart.  in  fol.  parte  Ma,,  parte  stampato. 

Sono  18  pezze  ed  incominciano  colla  erezione  dello  Stato  di  Milano  in 


ISOCRATE  187 


ducato  a  favore  di  6.  6.  Visconti  del  r  Maggio  1395.  L'ultimo  è  dell'Im- 
peratore Leopoldo  del  9  Agosto  1659.  Non  sono  però  tutte  investiture.  Vi 
sono  i  patti  fra  le  città  di  Pavia  e  Francesco  Sforza  del  1447,  ed  i  capitoli 
fra  la  città  di  Milano  e  quella  di  Como  dello  stesso  anno. 

ISOCRATE.   —  Oraison   escripte   a  Nicocles  roy  de   Cypres   touchant 
Padministration  d'un  royaume.  (Cod.  N.  2152). 

God.  memb.  in  8°  del  Sec.  XVI  di  fol.  18. 

Questo  bel  Codicetto  scritto  con  gran  cura  è  legato  in  pelle  nera.  Sul 
piatto  esterno  del  volume  vi  è  una  inquadratura  coir  arni  e  Hi  no  di  Bretagna 
agli  angoli  ;  nel  mezzo  un  esagono  in  forma  di  stella  accantonato  da  del- 
fìni incoronati,  e  dell' armellino  :  nel  mezzo  dell'esagono  si  legge  il  titolo 
qui  sopra  riportato,  nell'altro  piatto  la  seguente  iscrizione: 

DIVO  HENR.  VALESIO 

FRAN.  DELPHINO 
ET  ARMORIC  DV 
Q  POTENTISS. 
NVMCVPABAVR  (sic) 
AN  1542. 

Sul  recto  del  1°  fol.  si  leggono  i  versi  seguenti: 

«  Ce  livre  est  a  moy  Gabrielle 
«  Qui  voudrois  bien  avoir  l'esprit 
«  Et  le  scavoir  semblable  a  celle 
«  Qui  lagmis  icy  en  escript  » . 

Al  verso  dello  stesso  fol.  leggonsi  questi  altri: 

■ 

«  Quand  vous  viendres  a  regarder  cecy 
«  Avant  quailleurs  mettes  vostre  courage 
«  Souvenez  vous  d'une  ani  a  feict  cecy 
«  De  qui  le  coeur  vous  aemeure  pour  gage  ». 

Sotto  questo  epigramma  vi  era  un  nome ,  ma  fu  raschiato  con  tanta 
cura  che  non  è  possibile  di  leggerlo.  Al  recto  dell'ultimo  fol.  erano  stati 
scritti  altri  versi  che  furono  pure  raschiati,  e  resi  illeggibili.  Al  verso  dello 
stesso  fol.  leggesi: 

»  De  vraye  amour  aultre  amour  reciprochile 
«  C'est  le  parfaict  de  son  plus  grand  desir 
«  Mais  si  l'amour  de  l' aultre  amour  se  mocque 
0  Pour  ung  amour  trop  moings  digne  choisir 
«  C'est  ung  ennuy  qui  ne  donne  loysir 
«  Temps  ne  repos  pour  trouver  reconfort 
«  Le  desespoir  est  pire  que  la  mort 
«  Et  jalouzie  est  ung  vray  desespoir 
«Ofoy  rompue  0  trop  aparent  tort 
«  Pour  vous  me  fault  pis  que  mort  recepvoir  ». 

Questo  prezioso  volumetto  è  rimarchevole  per  le  persone  cui  appartenne. 
L'iscrizione  sul  cartone  ci  fa  sapere  che  fu  dedicato  ai  Delfino  di  Francia, 
che  fu  poi  re  sotto  il  nome  di  Enrico  II.  L'epigramma  del  1°  fol.  ci  dà  il 
nome  della  bellissima  Gabrielle  d'Estrées,  la  donna  che  seppe  più  lunga- 
mente cattivarsi  1'  amore  del  volubile  Enrico  IV,  dal  quale  ebbe  tre  figli, 


188  ISTOBIA  DI  RINALDO  DA  MONTALBANO 


ed  era  incinta  di  un  quarto  quando  improvvisamente  morì.  Tutti  i  versi 
sovracitati  sono  scritti  da  lei,  e  le  parole  del  primo  epigramma  mi  fanno 
credere  che  questa  traduzione  sia  opera,  della  celebre  Margherita  di  Valois, 
che  fece  e  dedicò  questo  suo  lavoro  al  nipote  Enrico  II.  Questa  Principessa 
nata  nel  1492  era  sorella  di  Francesco  I:  donna  di  gran  cuore  e  di  molto 
ingegno,  era  di  non  comune  coltura  in  un'epoca  in  cui  altre  Principesse 
sapevano  il  latino  ed  il  greco  e  si  occupavano  di  letteratura.  Scrisse 
«  l'Heptameron  ossai  »  delle  novelle  del  genere  del  Decamerone  del  Boc- 
caccio, e  lasciò  altre  opere  in  prosa  ed  in  versi.  Questo  volume  da  lei  de- 
dicato al  nipote ,  conservato  come  memoria  di  famiglia  sarà  stato  dato , 
probabilmente,  ad  Enrico  IV,  che  si  trovava  essere  piccolo  figlio  dell'au- 
trice. Da  questi  passò  nelle  mani  dell'amata  Gabriella  che  ben  giustamente 
poteva  manifestare  il  desiderio  di  rassomigliare  all'avola  del  gran  Bearnese. 
Margherita  che  Francesco  I  soleva  chiamare  la  Marguerite  des  Margue- 
rites,  cioè  la  perla-  delle  perle,  rimasta  vedova  di  Carlo  IV  duca  d'AlenQon 
nel  1525,  sposò  due  anni  dopo  Enrico  d'Albret  re  di  Navarra,  e  mori  nel 
1549  lasciando  una  sola  figlia,  Jeanne  d'Albret  che  fu  madre  di  Enrico  IV. 

ISOCRATIS.  —  Oratio  ad  Nicoclera.  (Cod.  N.  2151). 

God.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Sul  primo  fol.  che  ha  un  contorno  e  l'iniziale  miniati  si  legge  in  ca- 
ratteri maiuscoli  in  oro. 

a  Ad  Illustre  Principem  Federicum  Urbini  Comitem  Alamaijni  Rinuccini 
«  in  orationem  Ysocratis  ex  greco  translatam  prefatio  feliciter  incipit  ». 

Termina  questa  prefazione  al  v.  del  fol.  6  colla  data:  «  Florentie  Quarto 
«  Novcmbris  mcccclxxi  ». 

Indi  ugualmente  in  maiuscole  in  oro. 

«  Ysocratis  oratio  de  regno  ad  Nicoclem  per  Alamannum  Rinuccinum  ex 

(sic) 

«  greco  latine  latine  facta  incipit  feliciter  • .  Termina  al  fol.  29  colla  data:  «  Fi- 
fe nis  pridie  Nonas  Novembris  mcccclxxi  »,  sotto  cui  vi  è  una  sigla  che  contiene 
il  nome  di  Alamanno  Rinuccini.  —  Fra  i  molti  uomini  di  lettere  che  con- 
tribuirono a  rendere  illustre  il  nome  dei  Rinuccini  Alamanno  occupa  cer- 
tamente il  primo  posto.  Egli  fu  eminente  non  solo  come  letterato,  ma  altresì 
come  uomo  politico.  Servì  la  sua  patria  ed  ebbe  le  più  alte  cariche  ed  onori 
nella  Repubblica  Fiorentina.  Molti  scrittori  lo  lodarono ,  ma  specialmente 
il  Fossi  e  l'Aiazzi  che  ne  dettarono  la  vita  e  diedero  l'elenco  delle  sue  opere, 
ma  questa  sua  traduzione  dal  greco  rimase  loro  ignota. 

Il  volume  benissimo  conservato  colla  sua  bella  legatura  antica  è  quello 
stesso  che  l'autore  mandò  al  Conte  Federico  d'Urbino,  cui  era  dedicato  ed 
a  cui  aveva  già  diretto  con  altra  lettera  dedicatoria  la  sua  traduzione  della 
vita  di  Apollonio  Tyaneo. 

* 

Istoria  di  Rinaldo  da  Montalbano.  (Cod.  N.  135). 

kCod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV  di  carte  60. 

Al  principio  del  voi.  sopra  un  fol.  di  risguardo  trovasi  la  nota  seguente: 
a  Nell'Ottobre  del  1795  che  fu  qui  in  casa  mia  l'Ab.  Eusebio  della  Lana 
a  Lucchese  acquistai  da  lui  questo  Ms.  che  egli  aveva  trovato  in  Toscana. 
«  L'Ab.  Giacomo  Morelli  a  carte  299  della  Biolioteca  manoscritta  di  Tom. 
«  Giuseppe  Farsetti  descrivendo  un  Codice  (N.  114)  in  fol.  del  sec.  xv  di 
«  questo  testo  di  lingua  dice  che  questo  volgarizzamento  viene  citato  come 
«  testo  di  lingua  dai  Vocabu Liristi,  e  ciò  sopra  un  Ms.  che  una  volta  fra  quei 
«  dell'  Accademia  si  conservava.  Aggiunge  che  coraechè  il  Codice  Farsetti, 


ISTORIA  DELL'ANTICO  TESTAMENTO  189 


«  ora  nella  Marciana  manca  di  due  carte  al  principio  e  d'un' altra  alla  fine, 
«  è  però  molto  prezioso  essendo  rarissime  le  copie  di  tale  Volgarizzamento, 
«  che  non  fu  mai  dato  alla  stampa  non  essendovi  notizia  al  presente  che 
«  di  esso  verun  altro  Codice  si  trovi  oltre  a  due  che  in  Firenze  si  serbano 
«  l'uno  del  sec.  xiv  riveduto  &  racconcio  per  Giovanni  da  Strada  chiamato 

•  lo  Stradino  nel  1474,  e  questo  si  trova  nella  libreria  Palatina  (Zaccaria, 
«  Excurs.  lit.  per  Italiani ,  pag.  23) ,  1'  altro  sta  nella  Laurenziana ,  e  per 
«  quanto  leggesi  nella  Bibliot.  de1  Mss.  del  P.  Montfaucon,  T.  I,  pag.  326, 

•  fu  scritto  per  mano  dello  Stradino  nel  1506,  e  sembra  essere  lo  stesso 
«  che  presso  il  medesimo  Stradino  vide  il  Salviati,  come  accenna  nel  Tomo  I 
«  degli  Avvenimenti  a  carte  131.  Questo  nostro  Codice  mancante  della  sola 
«  prima  carta  è  da  tenersi  in  maggior  conto  di  quello  della  Farsettiana 
«  descritto  dal  Morelli ,  mancante  di  due  carte  al  principio  e  di  un'altra 
«  alla  fine.  A  questo  difetto  si  potrà  facilmente  rimediare  facendo  tascrivere 
«  la  prima  carta  del  Cori /Palatino  di  Firenze  o  meglio  dall'altro  della  Lau- 
«  renziana.  Oderzo  12  di  Aprile  1809.  Giulio  Bernardino  Tomitano  ». 

Istoria  come  pervenisse  la  Sig.  Bianca  Cappello  Nobil  Veneziana  Gran- 
duchessa di  Toscana.  (Cod.  N.  119). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

In  fine  trovasi  un  opuscolo  scritto  del  medesimo  carattere  col  titolo: 
«  Morte  di  Cecco  d'Ascoli  seguita  in  Firenze  alli  15  7.mbre  1328  ». 

Questi  due  opuscoli  dovevano  far  parte  di  un  Codice  di  Miscellanea , 
perchè  hanno  i  fol.  numerizzati  incominciando  la  prima  a  pag.  190,  e  la 
seconda  a  pag.  234. 

Istoria  come  la  Sig.  Bianca  Cappello  ecc.  (Cod.  N.  307). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVII. 

É  una  copia  della  stessa  Istoria  del  Cod.  precedente 
Istoria  del  Conte  d'Arco.  (Cod,  N.  1950). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII  di  23  fol.  scritti  e  7  bianchi. 

Il  Conte  Ant.  Maria  Borromeo  nel  «  Catalogo  dei  Novellieri  »  (Bassano 
1805,  pag.  61)  dice  che  l'autore  di  questo  opuscolo  è  il  sig.  Firmiano  Po- 
chini Padovano,  e  che  venne  stampato  colla  data  di  Nicopoli  appresso  Evasio 
Folgori  1708,  in  8°.  Altra  edizione  ne  fu  fatta  a  Firenze  nel  1765  coltitelo 
di  Amori  innocenti  di  Sigismondo  Conte  d'Arco  con  la  Princ.  Claudia  Felice 
d'Inspruck  tradotti  dalla  lingua  Spagnuola  dal  Conte  Lorenzo  Magalotti. 

Istoria  dell'Antico  Testamento.  (Cod.  N.  545). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV  acefalo. 

Questo  Codice  può  riguardarsi  come  diviso  in  due  parti.  La  prima  con- 
tiene una  esposizione  della  creazione  del  mondo  e  della  Storia  dell'Antico 
Testamento  fino  all'uscita  degli  Ebrei  dall'Egitto,  ma  il  principio  manca.  Il 
contenuto  nella  seconda  parte  viene  spiegato  dall'autore  nella  esposizione 
seguente:  «  Inprimamente lo  comenzamento  de  questo  libro  sie  lo  avegnimento 


190  ISTOBIÀ  etc. 


«  de  la  nostra  Madona  Sancta  Maria,  zoe  come  Joachin  tolse  Anna  per  sua 
«  mugliere  et  come  nassete  la  nostra  donna  et  corno  ella  tolsse  Josep  per  suo 

e  sposo.  Et  la  natività  del  nostro  Sigw  et  la  infancia  de  Jhu  Xpo  bndecto. 

«  Ancora  seguita  può  driedo  la  passione  d$l  nostro  signore  yhu  Xpo  et  altri  mi- 
te racolli.Item  drieto  la  passione  seguita  la  resurrecione  et  laassunsione  et  molti 

«  altri  miracolli  del  nostro  Sig"  meser  yhu  Xpo.  Item  seguita  la  vita  et 
«  li  miracolli  che  fece  la  nostra  donna  vergene  madona  Sancta  maria  driedo 
«  la  assensione  del  suo  dolce  fiolo.  Et  come  la  passa  de  questa  vita  et  as- 
«  sendete  in  ciello  il  terzo  di  in  anima  et  in  corpo.  Item  el  pianto  de  la 
a  nostra  donna.  Item  lofficio  de  la  nostra  donna  e  i  noti  salmi  peni  tendali, 
«  et  la  messa  de  la  nostra  donna  tutto  per  vulgare  et  molte  altre  oraci one. 
«  Item  seguita  una  raxone  de  luna  molto  bella.  Item  li  evangelli  per  vul- 
a  gare.  Amen  ». 

Non  occorre  parlare  della  prima  parte  che  è  un  estratto  della  Bibbia 
misto  a  favolosi  racconti  della  Storia  Assira ,  Greca  e  Romana ,  ma  della 
seconda  parte  gioverà  fare  una  più  minuta  dercrizione. 

Prima  di  tutto  trovasi  una  parafrasi  del  Protoevangelo  di  San  Giacomo, 
del  quale  fu  pubblicato  il  testo  latino  dal  Fabricio  e  da  altri,  ma  non  già 
questa  traduzione  che  ritengo  sconosciuta,  come  lo  è  quella  che  segue  della 
Passione  di  N.  S.  0.  C.  del  pseudo  evangelo  di  Nicodemo  con  molte  ag- 

S tante  tolte  da  altri  apocrifi.  Dopo  questi  vi  sono  i  Miracoli  della  Vergine 
aria,  ma  non  sono  quelli  di  cui  furono  fette  tante  edizioni  nel  sec.  xv.  — 
Segue  il  Lamento  et  pianto  della  nostra  donna  in  terza  rima.  Di  questo 
poemetto  non  ho  potuto  trovare  chi  sia  l'autore.  Ne  esiste  però  una  edi- 
zione con  molte  e  notevoli  varianti  fatta  da  Maestro  Luca  Venetiano  in 
Venetia  a  dì  xvn  Marzo  mcccclxxxi,  della  quale  conservasi  un  bellissimo 
esemplare  in  questa  Biblioteca.  Ho  cercato  inutilmente  nei  bibliografi  no- 
tizie di  questo  volume  ignorato  da  tutti,  e  che  non  è  da  confondersi  colla 
Vita  della  gloriosissima  Vergine  del  Cornazzano  stampata  dallo  stesso 
Luca  Venetiano  in  quello  stesso  anno,  della  Quale  pure  esiste  un  esemplare 
nella  Trivulziana.  Segue  la  traduzione  dell'  Ufficio  e  della  Messa  secondo  la 
Curia  romana,  coi  sette  Salmi  penitenziali.  Anche  questa  parafrasi  è  inedita 
e  sconosciuta.  Dopo  viene  la  Raxone  della  luna,  e  poi  la  traduzione  di  al- 
cuni capitoli  degli  Evangeli,  e  chiusesi  il  volume  colla  seguente  sottoscri- 
zione :  «  Et  ego  Dominicus  fiiius  nobiiis  viri  Nicolai  de  Cartrano  scripsi 
die  xxui]  Mai]  1465  » .  La  scrittura  del  Codice  è  bella ,  e  lo  stile  è  buono. 

Istoria  de  la  Passione  del  nostro  Segnor  Jesu  Christo.    {Cod.  N.  1993). 

Cod.  memb.  in  fol.  pioc.  del  Sec  XIV  di  fol.  32  compreso  1  bianco  in  fine. 

Incomincia  col  titolo  seguente:  «  Questa  sie  Ustoria  de  la  passion  del 

«  nostro  Segnor  yHù  Xpo  tingia  da  tati  li  quatro  evangelisti  tato  aponcto 

«  segando  lavita  (la  verità).  Li  quatro  evangelisti  si  parlavano  in  divisi 
«  modi  de  la  passion  del  nostro  Segnor  ma  no  se  pono  keli  se  discordano 
«  ma  quelo  che  luno  tase  laltro  compie.  Unde  de  tati  quatro  nu  avemo 
«  fato  una  historia  laqual  si  comprende  tute  quelle  cosse  ke  fono  fagie  e 
«  digie  in  la  sova  passione  ». 

Termina  al  verso  del  fol.  31  colla  nota  seguente: 

«  Iste  liber  est  Hieronimi  del  noto  et  costavit  sibi  de  suis  denariis 
«  grossos  xxv  a  presbitero  Ambroxino  de  Massonibus  —  Dum  sumus  in 
o  Sfondo  vivamus  corpore  mondo  —  Ilio  piane  omnia  possidet  qui  piane 
«  oontempxit  omnia  ». 

L'iniziale  del  primo  fol.  è  miniata  con  ornati  che  contornano  per  tre 
lati  la  pagina.  Il  fol.  di  risguardo  ai  principio  contiene  un  atto  notarile 
mutilo  dell'anno  1521.  Non  ho  trovato  indizio  dell'autore  di  questo  opuscolo, 


ISTRUMENTI  ecc.  181 


né  lo  trovai  citato.  Lo  scrittore  era  certamente  Veneto,  perchè  egli  vi  me- 
scola l'italiano  col  suo  dialetto.  È  importante  per  la  filologia. 

Irtrumenti  di  vendita  sopra  il  dazio  del  vino  e  la  gabella  del  sale  fatta 
dalla  città  di  Milano  ai  fratelli  Caravaggio  nel  1576  e  1577  rogati 
dal  notaro  Gian  Bernardo  della  Chiesa.  Autentici.       (Cod.  N.  233). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XVI. 

Irtromenti  di  liberazione  e  ratifica  fra  il  Sig.  CaiTAntonio  e  Hieronimo 
Brebbia.  (Cod.  N.  234). 

Cod.  memb.  in  4°  del  1580. 

Irtromenti  di  confesso  dei  Conti  Bolognini  di  aver  ricevuto  i  livelli  da 
Gian  Ambrogio  de  Regalis  per  la  possessione  detta  de  Gruminello 
dal  1512  al  1538.  Autentici.  (Cod.  N.  1239). 

y  Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XVI. 

Irtrumento  di  vendita  che  fa  il  Governatore  di  Milano  Giov.  Fernando 
de  Velasco  ad  Antonio  Gropallo  Genovese  dell'annuo  reddito  di 
Lire  685,  14,  3  di  Mil.  sulla  ferma  del  sale  nel  1599. 

(Cod.  N.  1242). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Irtromento  di  vendita  a  Gabriele  Olocato  di  beni  Camerali  fatta  dalla 
R.  Ducal  Camera  di  Milano  nel  1596.  (Cod.  N.  1243). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

lrtromento.  —  Altra  copia  con  qualche  variante.  (Cod.  N.  1244). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

lrtromento  di  vendita  di  alcuni  redditi  camerali  a  Massimo  del  Piero 
fatta  dagli  agenti  della  R.  Ducal  Camera  di  Milano  rogato  da  Ce- 
sare Regaino  il  20  Luglio  1589.  (Cod.  N.  1245). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XVI. 

strumenti  varii  del  Sec.  xv.  (Cod.  N.  1310). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Non  sono  autentici,  e  credo  che  siano  stati  raccolti  come  formulari  per 
uso  di  notai  novizi. 

Irtrumenti  del  notaio  Francesco  de  Sanctis  ed  altri.      (Cod.  N.  1520). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XV. 

È  un'accozaglia  di  atti  notarili,  testamenti,  ed  altri  atti  d'ogni  genere 


192  ISTBUZIONI  ecc. 


non  originali,  ma  in  copia,  pei  quali  non  venne  l'ordine  cronologico,  e  che 
panni  sia  stato  messo  assieme  come  formulario  ad  uso  del  notaro  eie  Sanctis, 
il  quale  a  metà  circa  del  volume  vi  scrisse  anche  Una  genealogia  della 
sua  famiglia,  che  era  di  Gallarate,  e  che  sembra  fosse  abbastanza  antica. 
L' ultima  nascita  da  lui  notata  è  del  1  f  57.  Vi  sono  pure  altre  memorie  sparse 
nel  volume. 

Istromento  di  compera  di  un  palazzo  in  Roma  fatta  dal  Mag.co  Signor 
Tomaso  Marino  nel  \  547  per  il  prezzo  di  scudi  25  mila.  Autentico. 

(Cod.  N.  1990). 

In  questo  istromento  vi  è  una  nota  di  statue  e  marmi  antichi  che  si 
trovavano  nel  suddetto  palazzo. 

Istromento  di  vendita  fatta  dall'Arcivescovo  di  Milano  Ippolito  d'fiste, 
di  beni  di  proprietà  della  mensa  arcivescovile  siti  in  Valtellina  nel 
luogo  di  Tilli  per  il  prezzo  di  4  mila  scudi  d'oro,  avutone  il  per- 
messo dalla  Santa  Sede  e  dal  Duca  di  Milano  Francesco  II,  rogato 
dal  notaro  Francesco  de  Garabelli  al  10  di  Giugno  1534. 

(Cod.  N.  1992). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI.  Il  primo  fol.  è  tagliato  per  metà. 

Istromento  di  elezione  del  Consiglio  di  900  cittadini  de1  più  accreditati 
deputati  al  Governo  della  Repubblica  Milanese,  rogato  il  17  Agosto 
1447  da  Ambrogio  Sommaruga  notaro  dell'Ufficio  di  Provvisione 
di  Milano.  (Cod.  N.  1756). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Instrumentum  conventionis  inter  Franciscum  Sfortiam  et  civitatem  Me- 
diolani  actum  an  1450.  (Cod.  N.  1757). 

Cod.  eart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Istromento  di  deposito  di  denaro  fatto  nelle  mani  di  Gabriele  Pani- 
garola  dal  Mar.86  Lodovico  de  Maggi.  (Cod.  N.  1764). 

Cod   cari  in  fol.  del  1529. 

Istruzioni  a  legati  Apostolici  e  Nunci.  (Cod.  N.  1152  e  1153). 

Cod.  cart.  ia  fol.  del  Sec.  XVII,  2  voi. 

Voi.  1°.  I.  Istruzione  a  M.r  Carafa  vescovo  d'Aversa  nunzio  all'Impera- 
tore, 1621. 

II.  Istruzione  a  Mons.  Molitorio  vescovo  di  Nicastro  nunzio  in  Colonia, 
1621. 

III.  Istruzione  a  Mons.  Verospi  auditore  di  Rota  nunzio  straordinario  in 
Germania,  1622. 

IV.  Ordine  a  Mons.  Vefospi  di  trattare  con  l'Imperatore  della  persona 
del  Card.  Chisellio,  1622. 

V.  Ordine  a  Mons.  Verospi  per  rallegrarsi  con  l'Imperatore  e  l'Impera- 
trice delle  loro  nozze,  1622. 


fùtottc*.*  fini U  Crotf 


DONATI  AELII 

GRAMMATICA    ad   USUM 

MAXIMILIAN1   SPHORTIAE  ECC. 
Codice  N°  2167  Pagina  N?  139 


Mlldto 


Eholipi*  CF*rt<*riu  e  /• -<»/;, 


IOHANNES  DE  JANUA  193 

VI.  Istruzione  al  Sig.  D.  Pietro  Aldobrandini  luogotenente  generale  in 
Germania,  1621. 

VII.  Istruzione  al  Sig.  Matteo  Pini  pagatore  e  collatriale  in  Germania. 
Voi.  2°.  I.  Istruzione  a  Mons.  di  Torres  arcivescovo  di  Andrianopoli  nunzio 

in  Polonia,  1621. 

II.  Istruzione  a  Mons.  Vescovo  di  Nola  nunzio  ordinario  in  Polonia,  1622. 

m.  Istruzione  a  Mons.  Donozetto  arcivescovo  di  Seleucia  legato  d'Avi- 
gnone, 1621. 

IV.  Istruzione  al  P.  D.  Tobia  Carona  per  andare  al  Re  di  Francia  ed  al 
Sig.  Duca  di  Savoia  per  l'Impresa  di  Ginevra,  1621. 

V.  Istruzione  a  Mons.  Corsini  arcivescovo  di  Tarsi  nuncio  in  Francia. 
1621. 

Irtrusioni  date  dalla  Città  di  Milano  a  diversi  suoi  inviati. 

(Cod.  N.  1680). 

•  Cod.  cari  parte  stampato,  parte  Ma.  in  fol.  dal  1557  al  1724. 

Sono  in  numero  di  sedici.  Ve  ne  sono  molte  che  non  si  trovano  notate 
dal  Salomoni.  Memorie  storiche  diplomatiche.  Ai  principio  vi  è  unito  un 
indice. 

Itinerari  diversi  per  l'Italia  e  per  altre  parti  d'Europa.    (Cod.  N.  101). 

CojJ.  cart.  in  8«  del  Sec.  XVI. 

L'autore  di  questi  itinerari  doveva  essere  Milanese,  perchè  incomincia 
questi  itinerari  prendendo  le  mosse  da  Milano  città  Metropoli  di  Lombardia. 

Itinerari  per  diverse  parti  della  Francia  e  dell'Italia.     (Cod.  N.  1866). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XIX. 

IACOPO  (maestro)  da  Fiorenza.  —  Tractatus  Algorismi.      (Cod.  N.  90). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XIV  di  fol.  68  più  10  memo,  in  fine. 

■  Incipit^  tractatus  Algorismi:  hujus  autem  artis  novem  sunt  speci es. 
«  Silicet  numeratio  additio  sub  tractatio  mediatio  duplatio  multiplicatio  di- 
«  visio  progressio  et  radicum  extracio,  compilatus  a  Magistro  Jacobo  de 

•  Florentia  apud  montem  pessulanum  anno  dui  millesimo  trecentiesimo 
«  se p timo  in  mense  septemoris  «.  —  Quantunque  il  titolo  sia  in  latino  il 
«  trattato  è  scritto  in  volgare  ed  incomincia:  «  Conciossiacossachè  tute 
«  quelle  chosse  lequali  lumana  generatione  di  questo  sechulo  sanno  o  pos- 
«  sono  sapere  etc.  ». 

Insieme  con  questo  Codice  è  legato  un  altro  Codicetto  di  forma  più 
piccola  in  pergamena  anch'esso  del  sec  xiv  che  contiene  la  Maniera  di 
calcolare  alcune  misure.  —  Questo  Codice  ha  qualche  fol.  mancante,  e  non 
è  sempre  esatta  la  loro  numerazione.  Per  queste  imperfezioni  vedasi  il  fol. 
che  ho  unito  al  volume. 

IOHANNES  de  Janua.  —  Catholicon.  (Cod  N.  612). 

Cod.  memb.  in  fol.  mas.  del  Sec.  XIV. 

Iohannes  Ianuensis,  come  viene  comunemente  chiamato,  era  della  nobile 

Coiai.  TrivuUiana  (Stampalo  il  20  agotto  4883)  25 


194,  IOHÀNNES  ISPANENSIS 


famiglia  de'  Balbi.  Appartenne  all'Ordine  dei  predicatori  ;  godè  a'  suoi  tempi 
di  grandissima  riputazione;  morì  nel  1298.  Scrisse  diverse  opere,  ma  la  più 
conosciuta  ed  importante  è  il  «  Catholicon  »  ch'egli  stesso  dice  di  aver 
terminato  nel  1286.  Diede  al  suo  libro  tal  nome,  cioè  di  Universale,  perchè 
contiene  molte  cose  di  grammatica,  ortografia,  un  dizionario  ecc.  Fu  uno 
de'  primi  libri  stampati:  la  prima  edizione  essendo  del  1460  di  Magonza, 
che  vien  con  gran  fondamento  attribuita  al  Guttenberg.  L'Echard  (Serio. 
Ord.  Predicatorum,  T.  I,  pag.  462)  parla  con  molto  elogio  del  sapere  e  della 
vita  esemplare  di  questo  monaco.  —  Questo  magnifico  Codice  benissimo 
conservato  e  ornato  con  bellissimi  contorni  miniati  con  figure,  in  tre  pa- 
gine, con  molte  iniziali  ugualmente  miniate  con  grande  ricchezza  ed  ele- 
ganza, appartenne  alla  Bib.  di  S.  Michele  di  Murano,  come  vedesi  da  una 
nota  nell'ultimo  fol.  Crederei  anzi  che  sia  stato  eseguito  espressamente  per 
quel  Monastero,  vedendo  a  pie  della  prima  pagina ,  nel  luogo  dove  gene- 
ralmente usavasi  di  porre  lo  stemma  del  possessore ,  l'Arcangelo  ST  Mi- 
chele. Fu  comperato  dal  M.M  Giorgio  Trivulzio  con  alcuni  altri  Codici  nel 

Ì844. 

• 

IOHÀNNES  Ispanensis.  —  Astronomia.  (Cod.  N.  726). 

Cod.  cart*  col.  i  fol.  di  ogni  quintemetto  in  perg.  in  fol.  del  Sec.  XV.   - 

Contiene  i  trattati  seguenti: 

I.  Fol.  2.  «  Incipit  introductorius  Aldilazir  Àibabiza  ad  magisterium  iu- 
te diciorum  astrorum  servi  dei  gloriosi  qui  dicitur  Alkabicius  cum  laude 
«  dei  et  eius  adjutorio  interpretatus  a  magistro  Johanne  Hispanensis  ». 
Termina  al  fol.  18:  «  Perfectus  est  liber  introductorius  etc.  »  come  nella 
intestazione.  Di  questa  versione  dall'Arabo  esistono  diverse  edizioni  anche 
del  sec.  xv  con  notevoli  varietà.  L'autore  Arabo  sembra  vivesse  nel  sec.  xii. 
Del  traduttore  vedansi  le  poche  notizie  che  stanno  nel  Fabricio.  Ed.  di  Pa- 
dova 1754,  T.  I.  pag.  84. 

II.  Fol.  18  v.«  Ìncipit  introductorium  Zaelis  Bombirs  israelite  in  iudiciis 
«  astrorum  ». 

III.  Fol.  22  «  Incipit  tractatus  Zaelis  israelite  de  interrogationibus  » .  Fu 
stampato  a  Venezia  nel  1497. 

Iv.  Fol.  42.  «  Ejusdem  Zeelis  Bombirs  israelite  tractatus  de  ellectionibus 
«  incipit  ».  Fu  stampato  .a  Venezia  colla  precedente,  poi  a  Basilea  nel  1551 
sotto  il  nome  di  Zehelis  Arabi. 

V.  Fol.  47  v.  «  Ejusdem  Zehelis  Bombirs  israelite  de  interrogationibus 
«  tractatus  incipit  ».  Quest'opera  è  diversa  da  quella  che  ha  lo  stesso  titolo 
al  N.  III.  Fa  parte  anche  questa  dell'edizione  veneta  del  1497. 

Il  De-Rossi  nel  Dizionario  degli  autori  Ebrei  non  fa  menzione  di  questo 
autore,  per  cui  è  da  credere  che  non  fosse  israelita ,  ma  piuttosto  Arabo  f 
molto  più  che  come  tale  è  qualificato  nella  suddetta  edizione  di  Basilea 
del  1551. 

VI.  Fol.  M  v.  «  Omarbasi  Alfragani  Tiberiadis  de  nativitatibus  puerorum 
«  liber  incipit  ».  Trovasi  stampata  quest'opera  nella  suddetta  raccolta,  pare 
che  l'autore  vivesse  nel  sec.  ix.  Nel  catalogo  della  Biblioteca  Casanatense 
dicesi  vivesse  nel  950. 

VII.  Fol.  66  v.  «  De  mutatione  temporum  ». 
Termina  al  fol.  67.  «  Sìcut  diximus  in  libro  Mundi  » . 

Da  questa  citazione  si  potrà  forse  inferire  chi  fosse  V autore  di  questo 
opuscolo. 

VIII.  Fol  67  v.  «  Ad  sciendum  quid  quis  teneat  in  manu». 

IX.  Fol.  68.  «  De  significatore  investigando  •. 

X.  Fol.  68  v.  «  De  scientia  adeptionis  ». 

Termina  il  Cod.  al  fol.  69  con  Èxplicit.  —  Da  un  fol.  antico  staccato  al 
fol.  56  rilevasi  che  il  Codice  fu  scritto  a  Torino,  od  almeno  in  Piemonte, 


IOVIUS  BENEDICTUS  195 


i    4 

avanti  al  1478.  —  Unito  al  voi.  trovasi  una  illustrazione  (\qì  Codice  del- 
l'Ab.  Pietro  Mazzuchelli,  dalla  quale  fu  cavato  questo  sunto. 

IOVIUS  Benedictus.  — Àpparatus  Urbis  Novocomensis  in  Adventu  Caroli  V 
imperatoris.  (Cod.  N.  603). 

Cod.  cari,  in  ibi.  del  1541. 

Di  questo  Codice  autografo  parla  Pompeo  Casati  in  una  nota  a  pag.  107 
del  primo  voi.  delle  Epistolae  Cicereii,  Mil.  1782. 

IOVIUS  Benedictus.  —  Opuscula.      -  {Cod.  N.  640). 

Cod.  cart.  in  6°  del  Sec.  XVI. 

I.  a  De  recessu  Turcae  viso  Caesaris  apparatu  ». 

II.  «  Epigrammata  ». 

III.  a  Querela  in  suum  cujusque  amorem  quae  Philantia  inscribitur  ». 

IV.  «  De  duodecim  fontibus  ». 

V.  a  Odae  ad  Alexandrum  Farnesium  Cardinalem  1547  »- 

VI.  «  Àpparatus  urbis  Novocomensis  in  adventu  Caroli  V  Iinp.  ». 
Sul  frontispizio  vi  è  dopo  il  titolo  la  nota  seguente: 

« Quam  ex  Codice  Baptistaé  Morosini  fideliter  exseri ptam  cum  ha- 

«  bito  alio  exemplari  ab  Hieronimo  Camutio  collatione  facta  emendavi- 
«  mus  etc.  ».  % 

IOVIUS  Benedictus.  —  Opuscula.  (Cod.  N.  668). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec  XVI. 

I.  t  De  duodecim  fontibus  Comum  ambientibus  et  uno  in  urbe  media  » . 
Questo  opuscolo  termina  al  fol.  22  v.  e  dopo  la  parola  Finis  leggesi  in 
lettere  maiuscole 

II.  «  Musaci  Leandri  et  Hero  e  greco  in  latinum  poema  conversum  a 
«  C.  Iovio  laudato  ».  Questo  "titolo  dovrebbe  trovarsi  al  fol.  24  (il  23  è  bianco) 
dove  incomincia  il  poema  di  Museo ,  che  termina  al  fol.  34  v.  Al  fol.  35' 
vi  è  «  l'Epitaphium  amborum  ex  Antipatro  ».  Dopo  un  fol.  bianco  al  fol.  37 
vi  è 

HI.  «  C.  Iovii  laudati  de  Venetis  Gallicum  tropheum  »  che  termina  al 
fol.  43  ed  ultimo. 


FÀlviano.  Questa  edizione  è  di  tal  rarità  che  rimase  sconosciuta  al  Panzer 
e  non  si  trova  nel  «  Manuel  du  libraire  »  del  Brunet.  Venne  dal  Giovio  de- 
dicata al  Vescovo  di  Como  Scaramuzza  Trivulzio.  Pare  che  questa  operetta 
non  fosse  conosciute  da  G.  Batt.  Giovio,  poiché  nell'elogio  da  lui  scritto 
del  suo  antenato  Benedetto  non  la  cita,  benché  dica  che  scrisse  molti  versi 
latini. 

IOVIUS  Benedictus.  —  Opuscula  varia.  (Cod.  N.  745). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

I.  tf  De  humana  societate  libri  tres  ». 

II.  «  Versio  Apollonii  Thyanei  Epistolarum  ».  Precede  una  lettera  del 
Giovio  ad  Alessandro  Holocato. 


196  IOVIUS  BENEDICTTIS 


III.  «  Futurus  apparatila  et  exoratio  urbis  Novocomensis  in  adventu 
Caroli  V  Imp.  »  —  Precede  una  lettera  al  March,  del  Vasto  Alfonso  d'Avalot. 

Questo  è  il  Codice  di  cui  parlasi  nella  nota  dell'Epistola  terza  a  Cornelio. 
Siculo.  «  Cicereii  Epist.  »  T.  I,  pag.  108. 

IOVIUS  Benedictus.  —  Opuscula  varia.  (Cod.  N.  744). 

Cod.  cari  io  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questo  volume  contiene  anche  cose  di  altri  autori,  incomincia  con  la 
I.  «  Epistola  Cassiodori  ad  Gaudiosum  Theodorici  Gothorum  in  Italia 
«  regis  cancellarium  ». 

IL  Segue  un  estratto  «  Ex  Chronica  Bentii  ». 

III.  Fol.  4.  Storia  ecclesiastica  di  Como  e  de9  suoi  Vescovi  arriva  sino  al 
vescovo  Cesare  Trivulzio,  il  quale  era  succeduto  in  quella  sede  ad  Antonio 
Trivulzio  sue  zio  nel  1527. 

IV.  Fol.  22  «  De  templis  et  coenobiis  ». 

V.  Fol.  32.  (sine  titulo).  «  De  civitate  Comi  ». 

VI.  Fol.  37.  «  De  viris  illustribus  Comensibus  ». 

Termina  al  fol.  49  —  Il  brano  qui  inserto  della  Cronaca  del  Benzio  fa 
stampato  innanzi  alla  Storia  di  Benedetto  Giovio.  Il  Tiraboschi  credette  che 
quella  Cronaca  fosse  andata  perduta ,  ma  il  Conte  Gian  Batt.  Giovio  (Uo- 
mini illustri  della  diocesi  Comasca,  pag.  314  e  seg.)  provò  che  la  Cronaca 
creduta  di  Benvenuto  de'  Ram baldi  da  Imola  esistente  nell'Ambrosiana  è 
opera  del  Benzio. 

Sgraziatamente  di  quel  magnifico  Codice  non  esiste  che  il  primo  volume, 
per  certo  il  meno  importante ,  ove  tratta  de'  popoli  antichi.  Questo  fram- 
mento è  il  Cap.  138  del  Lib.  XIV,  nel  quale  parla  De  omnibus  Civita  tibus. 

In  una  altro  Codice  dell'Ambrosiana  trovasi  copiato  il  Cap.  36  di  questo 
medesimo  Lib.  XIV  De  civitate  Mediolani,  ma  non  riporta  altro  e  non  vi  è 
nome  d'autore.  —  Nella  sovracitata  nota  a  pag.  107  del  1°  voi.  delle  «  Epi- 
stole del  Cicerejo  »  sono  citate  diverse  opere  Mss.  di  Benedetto  Giovio  e 
fra  le  altre  i  Codici  della  Bib.  Belgioioso,  de'  quali  uno  è. il  presente. 

IOVIUS  Benedictus.  —  Catalogus  Episcoporum  Comensium. 

{Cod.  N.  745). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Precede  una  lettera  di  dedica  al  Vescovo  Cesare  Trivulzio  colla  data  del 
Gennaio  1534.  In  questo  Codice  mancano  alla  fine  alcune  poche  righe  che 
trovansi  nell'altro  esemplare  di  quest'opera  COD.  774.  Non  è  pero  mutilo 
essendovi  la  parola  FINIS. 

* 

IOVIUS  Benedictus.  —  Veterum   monumentorum   quae  tam  Comi  tam 
ejus  in  agro  reperta  sunt  collectanea.  (Cod.  N.  754). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVI. 

È  scritto  con  molta  cura:  le  lapidi  vi  sono  disegnate  e  colorite  air  ac- 
querello. 

IOVIUS  Benedictus.  —  Opuscula.  (Cod.  N.  814). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

■ 

1.  «  Benedicti  Iovii  Comensis  veterum  monumentorum  quae  tam  Comi 
«  tam  ejus  in  agro  reperta  sunt  collectanea  ».  Occupa  fol.  25. 


IULIANI  .  197 


2.  «  Priscianus  de  numeris.  Paraphrasis  Ben.  Iovii  ». 

Precede  una  lettera  d'invio  di  questo  suo  lavoro  diretta  all'Alciato  ed 
una  lettera  di  Prisciano  a  Simmaco.  Occupa  5  fol. 

3.  «  Andreae  Alciati  responsio  ad  annotationes  Benedicti  Iovii  in  histo- 
•  riam  suam  » .  Sono  8  fol. 

L'Argelati  nella  nota  delle  opere  dell'Alciate  per  la  Responsio  ad  annota- 
tiones  cita  questo  Cod.  che  apparteneva  ai  fratelli  Visconti.  Credo  che  questo 
sia  il  solo  esemplare  esistente  di  questo  opuscolo  dell' Alciato  a  Benedetto 
Giovio. 

IOVIUS  Bknedictus.  —  Historia  patria  ab  initio  Urbis  usque  ad  an  \  532. 

{Cod.  N.  1283). 

Cod.  c&rt.  in  4*  del  Sec.  XVII. 

Vi  è  aggiunta  alla  fine  la  «Epistola  Cassiodori  ad  Gaudiosum  Theodo- 
rici  Gothorum  in  Italia  regis  Cancellarium  »  e  «  YExtractum  ex  Chronica 
Bencii  ».  Sopra  questa  Cronaca  vedasi  quanto  ne  ho  scritto  più  sopra  COD.  744, 
e  Sull'opuscolo  di  Benvenuto  da  Imola  nella  «  Miscellanea  historica  »  COD  1 344. 

IOVIUS  Benedictus.  —  Historia  patria  cui  preest  Cassiodori  ad  Iuditiosum 
Epistola,  et  fragmentum  Cronichae  Èentii  adjunctis  Francisci  Ci- 
galini  de  nobilitate  Comensis  studii.  {Cod.  N.  1284). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

IULIANI.  —  Epitome  latina  novellarum.  #  {Cod.  N.  688). 

Cod.  memb.  in  4°  della  fine  del  Sec.  VIIF. 

Incomincia  con  l'indice  dei  capitoli,  de' quali  però  manca  ima  parte, 
cioè  i  primi  clxxxvii  ,  il  seguente  è  così  scritto  De  his  qui  ex  livera  et 
ascriplio  (sic)  patri  nati  sunt.  Termina  quest'Indice  al  v.  del  fol.  10,  su  cui 
sono  scritte  soltanto  due  linee,  l'ultima  delle  quali  è  la  seguente  ccxxvn. 
Il  fol.  11  è  bianco  al  recto  ed  al  verso  in  rosso  CONSTITVTIO  I. 

1.  Si  haeres  legata  solvere  noluerit. 

Al  fol.  240  v. 

EXPTCVT  IVST  ri'AN  IMP 
CONST  TNS 

INCP  IVSTINI  IMP.  NO 
VELIA  CONSTITVTIO 
AD  IVLIANVM  PRaE 
FECTVM  VRBIS 


Al  fol.  246.  EXPLc.  romanas  leges  quas  novelle  vocant  Iustiniani  Imps. 

SVMMVS  ET  ALMI 
FICVS  DOM  ET  VB 

TITO  PRAES  vo<^^ceP5 

LIBIV  SVO  PRAECÈP 
FIERI  TEMPORE 


Ì9S  .  IUSTINIANI  IMP. 


Vi  è  unita  al  volume  una  lettera  autografe  del  Conte  Carlo  Baudi  di 
Vesme  diretta  al  Prof.  Haenel ,  in  cui  da  una  descrizione  minuziosa  di 
questo  prezioso  Codice.  Egli  la  termina  con  questo  giudizio:  *  Codicem 
«  vides  nitrii  habere  inediti ,  nec  contemnendum  tamen   tum  ob  antiqui- 

•  tatem  tum  ob  additas  Epitomae  Constitutiones  (inter  quas  eminet  sanctio 

•  pragmatica)  quas  pauci  certe  et  forte  e  superstitibus  unus  praeter  hunc 
t  Banconeti  nunc  Parisiensis  codex  serva vit  ex  quo  edidit  Miraeus  ». 

Il  Codice  fu  certamente  scritto  in  Italia. 

Non  ho  trovato  nell'Ughelli,  Italia  sacra,  altro  vescovo  del  nome  di  Tito, 


g#e 
dittico  esistente  nella  cattedrale  di  quella  città ,  il  quale  fu  pubblicato  dal 
Gori  nel  «  Thesaurus  veterum  dypticorum  •  T.  II,  pag.  201.  Il  Gams  nel 
i  Catalogus  Episcoporum  •  non  dice  più  dell'  Ughelli.  Il  fol.  di  risguardo 
che  trovasi  al  principio  fu  scritto  nel  sec.  x  e  contiene  un  brano  Ex  Eu- 
sebii  historia  ecclesiastica  interprete  Rufino,  Lib.  IV,  XXVIII,  XXIX  e  parte 
del  XXX.  É  troppo  evidente  l'importanza  di  questo  bellissimo  Codice  per 
essere  necessario  il  dimostrarla.  Noterò  che  esso  è  assai  singolare  dal  lato 
paleografico  essendo  la  scrittura  assai  diligentata,  e  della  forma  così  detta 
Longobarda.  Si  vede  che  venne  eseguito  per  un  alto  personaggio  e  da  un 
calligrafo  di  professione.  Avuto  riguardo  al  tempo  in  cui  fu  scritto  può 
essere  qualificato  per  un  esemplare  di  lusso.  Il  Prof.  Haenel  descrisse 

Questo  Codice  parlandone  con  molta  lode  nella  Prefazione  all'Epitome  di 
riuliano  da  lui  pubblicata. 

IUSTINIANI  Imp.  -  Corpus  juris  civilis.      .  (Cod.  N.  824). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIII. 

È  scritto  su  due  colonne  di  fol.  433. 

I  primi  sette  fol.  contengono  la  ■  Tabula  supra  quinque  volumina  legum  ■ . 

L'ottavo  fol.  incomincia:  ■  In  nomine  dni  nostri  Jhu.  Xpi.  Domini  Iustiniani 

•  sacratissimi  principis  augusti  juris  enucleati  in  omni  vetere  jure  coli ec ti. 

•  Digestorum  seu  Pandectarum  ex  ordine  • . 

Questo  bellissimo  Codice  fu  acquistato  da  Don  Carlo  Trivulzio  nel  1770, 
come  trovasi  accennato  in  una  nota  da  lui  unita  al  voi.  Esòo  proveniva  da 
Lione  ed  aveva  fatto  parte  della  libreria  di  M.  Ponat  presidente  del  Parla-, 
mento  di  Grenoble,  del  quale  evvi  ancora  lo  stemma  ed  il  nome  in  un  car- 
tello sulla  coperta.  E  prezioso  per  le  varianti  che  in  esso  si  riscontrano  e 
per  le  belle  miniature  che  stanno  a  capo  di  ogni  libro,  le  quali  rappresen- 
tano un  soggetto  relativo  al  contenuto  di  esso.  La  prima  per  indicare  la 
scelta  fatta  da  Giustiniano  delle  leggi  che  entrarono  nel  nuovo  Codice  e 
l'abolizione  di  tutte  le  altre,  rappresenta  un  gran  fuoco  su  cui  un  giovane 
getta  dei  libri  per  ordine  di  un  personaggio  che  indossa  una  veste  talare 
rossa  e  berretto  nero ,  il  quale  ha  un  seguito  di  due  persone  a  capo  sco- 
perto: il  fondo  è  a  scacchi  rossi,  azzurri  ed  oro.  L'età  di  questo  Codice  si 
desume  non  solamente  dalla  sua  scrittura,  ma  ancora  dalla  forma  delle 
vesti  che  si  vedono  nelle  miniature.  In  fine  del  voi.  sopra  un  fol.  di  ri- 
sguardo  trovasi  la  nota  seguente: 

«  Iste  liber  est  capello  beate  Marie  eredum  veherabilis  viri  domini  Petri 

•  Coste  quem  mutuum  domino  Petro  de  Porta  pdrtavit  Adam  filius  suus 
t  die  ultima  Ianuarii  mcccclxvi. 

G.  Viennensis. 

II  nome  di  P.  Coste  trovasi  pure  scritto  sul  1°  fol. 

Di  questo  personaggio  non  si  potè  trovare  notizia  sicura  nella  Oallia 
Christiana.  Trovasi  pero  nel  voi.  Vi,  col.  1113  una  nota  dei  priori  ed  abbati 


KOCH  109 


della  chiesa  di  «  Sce  Mariae  de  Aspirano  sen  Sce  Mariae  Regalia  a  Per  pi - 

•  guano  •  ,  in  cui  è  nominato  pel  primo  un  Petrus  che  sedette  dal  1140  al 
1 1 44.  Un  Petrus  II  nel  1 206  e  finalmente  un  Petrus  III  dal  1 250  al  1 269.  Questo 
ultimo  forse  fu  il  primo  possessore  di  questo  volume.  Trovasi  poi  nel  T.  XIII, 
pag.  58  della  stessa  opera  nominato  un  «  Petrus  de  Porta  Rivensis  Cuno- 
nicus  senator  Tolosanus  •  in  una  bolla  dell'Aprile  1510.  Non  è  impossibile 
che  sia  il  personaggio  di  cui  è  fatto  cenno  nella  nota.  Fin  qui  D.  Carlo.  — 
Questo  Ms.  è  tanto  più  prezioso  inquantochè  contiene  tutti  i  libri  del  Co- 
dice Giustinianeo  e  che  se  ne  contano  pochi  in  tutta  Europa  che  siano  com- 
pleti come  questo,  oltredichè  n'ò  ottima  la  lezione.  Lo  credo  scritto  in  Italia, 
malgrado  che  le  miniature  èembrino  di  scuola  francese. 

Ina  feudale  Neapolitanum.  (Cod.  N.  1906). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

1UVENALIS  (D.  Junius).  Satirae  et  Terentius.  P.  Afer,  Gomoediae. 

(Cod.  N.  806). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Tanto  le  Satire  di  Giovenale ,  quanto  le  Commedie  di  Terenzio,  hanno 
delle  postille  interlineari  e  marginali  di  carattere  antico,  ma  diverso  da  quelle 
delF amanuense.  Le  Commedie  sono  scritte  a  modo  di  prosa.  Il  Codice  sembra 
scritto  in  paese  Tedesco,  leggendosi  in  fine  delle  Satire  •  O  schonne  Maria  • , 
il  crattere  però  potrebbe  farlo  credere  scritto  altrove.  Lo  credp  scritto  nella 
Svizzera  Tedesca.  La  marca  della  carta  è  una  testa  di  bove  avente  fra  le 
corna  un'asta  sormontata  da  una  stella.  Osservo  che  fra  le  marche  della 
carta  pubblicate  dal  sig.  C.  de  la  Cerna  Santa  rider,  nel  «  Supplement  au 
catalogne  •  della  sua  librerìa  nella  Tav.  I  vi  sono  diverse  teste  di  bove  che 
rassomigliano  a  questa,  ma  nessuna  è  identica.  Nelle  fabbriche  Milanesi  fu 
pure  adoperata  tale  marca,  e  quella  che  il  predetto  autore  riporta  al  N.  1 30 
della  Tav.  V  rassomiglia  più  di  tutte  a  quella  di  questo  Codice,  ma  non  è 
uguale.  Vi  si  vede  in  alcuni  fogli  un'altra  marca,  che  è  una  specie  di  co- 
rona pure  con  asta  sormontata  dalla  stella,  ma  quest'ultima  marca  non  si 
trova  nell'opera  suddetta. 

La  legatura  originale  che  conserva  è  tedesca,  come  lo  sono  alcuni  nomi 
che  si  leggono  sul  cartone.  Ciò  che  mi  conferma  nella  opinione  che  il  Co- 
dice è  tedesco  e  il  vedere  scritto  colla  K  il  captus  della  sottoscrizione  se- 
guente colla  quale  termina  il  libro. 

•  Raptus  est  finis  hujus  feria  quarta  ante  festum  Sancti  Johannis  ante 

•  portam  anno  lxiij  • .  Evidentemente  in  questa  data  manca  il  principio 

MCCCC. 

IUVENALIS.  —  Satyrae.  (Cod.  N.  680). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

È  scritto  assai  bene.  La  prima  pagina  ha  una  miniatura:  è  ben  conser- 
vato: vi  sono  alcune  note  marginali  del  sec.  xvi. 

KOCH.  —  Histoire   ancienne  par  M.  Koch  Professeur  bibliothéeaire  à 
Strasbourg.  (Cod.  N.  1185). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVIII.  Non  vi  è  che  il  2°  voi. 


200  LÀNDRIÀNUS  MABSILIUS 


LABUS  Giovanni.  —  Sul  Decamerone  di  M.  Giov.  Boccaccio. 

(Cod,  N.  574). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  1803. 

Con  un'epigrafe  in  principio,  di  dedica  Al  Cittadino  Gian  Giocamo  Tri- 
vulzio  ecc.  di  mano  dell'autore ,  che  alla  fine  di  questa  dissertazione  si 
sottoscrisse. 

Laotantii  Firmiani.  —  Divinarum  institutionura  libri   septem:  liber 
octavus  de  Ira  Dei:  liber  IX  de  Opificio  Dei.  {Cod.  N.  729). 

Cod  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

I  titoli  dei  capitoli  sono  in  rosso  e  le  iniziali  ora  in  rosso  ora  in  azzurro. 
I  libri  De  Ira  dei  e  De  Opificio  dei  sono  considerati  come  facienti  corpo  coi 
sette  libri  delle  Istituzioni  divine ,  giacché  -  si  legge  al  principio  di  essi  : 
Incipit  liber  octavus  Firmiani  Lactantii  De  ira  dei.  Incipit  liber  nonus  Fir- 
miani Lactancii  de  opificio  dei  vel  formatione  hominù.  In  fine  poi  del  Codice 
è  scritto  :  Explieit  liber  nonus  et  ultimus  etc- 

In  principio  havvi,  della  stessa  scrittura  del  Codice,  una  notizia  intorno 
a  Lattanzio.  La  prima  carta  ove  incomincia  il  testo  ha  l'iniziale  ed  il  con- 
torno miniato.  Sono  pure  miniate  le  prime  lettere  di  ciascun  libro. 

LAMPUGNANO  Alessandro.  —  Studio  geografico   per   il   collegio   di 
Parma.  (Cod.  N.  1213). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

L'autore  di  questo  studio  era  Parmigiano  e  io  scriveva  nel  1682,  come 
appare  nell'articolo  in  cui  parla  del  ducato  di  Piacenza. 

LÀNDRIÀNUS  Marsilius.  —  Synodus  Viglevanensis  habita  an.  1597. 

(Cod.  N.  609  e  610). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI.  2  voi. 

II  primo  di  questi  due  voi.  ha  in  fine  l'autenticazione  con  sigillo  nero  di 
«  Cesar  Pezzanus  canonicus  ecclesiae  collegiatae  S.  Ambrosii  majoris  Me- 


LASCAEIS  COSTANTINUS  201 


•  diolani  Protonotarius  Apostolicus  et  hujus  Synodi  diocesanae  primae  Vi- 
«  glevanensis  secretarius  > .  Non  è  ricordato  dall' Argelati. 

LANZALOTTO  di  Montebretto.  —  Istromenti  notarili.     (Cod.  N.  1688). 

* 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV  mutilo. 

«. 

LASCARIS  Constantinus.  —  Grammatica  Greca.  (Cod.  N.  2147). 

Cod.  memb.  in  8°  di  fol.  66  del  Sec.  XV. 

Il  primo  fol.  ha  una  inquadratura  miniata  avente. nella  parte  superiore 
l'impresa  Visconteo  Sforzesca  della  corona  colle  palme ,  al  lato  destro  la 
vipera  Viscontea:  al   piede  la  vipera  inquartata  coir  aquila:  ai  fianehi  di 

questo  stemma  lesesi:  IO.  GZ  f)X  MD  SEXTVS. 

Il  testo  è  preceduto  dalla  seguente  intestazione  in  lettere  maiuscole  in 
oro:  CtìNSTANTINCON  AACKAP€G)C  TOY  BYZANTIOY  nePI  TCON 
OKTC0  M€P6)N  TOY  AOrOY  KAI  AAA0N  TIN0N  ANArKA0*  BIBAION 
nP6)TON. 

Sgraziatamente  la  prima  lettera  iniziale  miniata  con  cui  principiava  il 
testo  venne  tagliata. 

Il  fol.  11  ha  pure  una  inquadratura  miniata  collo  stemma  Visconteo  nel 
lato  esterno,  bipartito  dalla  vipera,  e  delle  tre  aquile  una  sopra  l'altra,  col- 
r impresa  dei  tre  anelli  in  alto  e  quella  del  leopardo  sulle  fiamme  col  ci- 
miero e  le  secchie. 

E  qui  incomincia  il  II  libro.  II€PI  PHMATOC 

Al  v.  del  fol.  12  incomincia  il  terzo  libro  Questa  pagina  è  parimente 
inquadrata  da  una  miniatura  coir  impresa  delle  onde  in  alto:  dei  tre  anelli 
inquartati  colla  scacchiera  al  lato:  ed  il  cimiero  Visconteo  colla  biscia  cre- 
stata e  le  secchie  al  piede.  Il  titolo  è  semplicemente  in  rosso  ed  in  minu- 
scolo. 

Il  fol.  27  è  inquadrato  come  i  precedenti,  col  titolo  in  rosso  e  tre  im- 
prese ,  cioè  la  scopetta  in  alto ,  la  colomba  al  piede ,  al  lato  i  tre  monti 
sormontati  da  carciofi  fioriti . 

Al  fol.  41  la  solita  inquadratura  miniata  e  tre  imprese,  del  freno,  del- 
l'arcobaleno, e  del  cane  col  collare  spezzato  al  piede,  e  la  mano  che  lo 
teneva.  Il  titolo  nePI  ANTCONYMICON  in  lettere  capitali  azzurre. 

Al  fol.  51  v.  T  inquadratura  miniata  con  tre  imprese,  il  gelso  in  alto,  i 
tizzoni  accesi  colle  secchie,  ed  il  cimiero  colle  fragole,  abbasso  il  titolo 
FI€PI  ANTtìNYMICtìN  €K  AlA<t>OPG)N  in  lettere  capitali  azzurre. 

Al  fol.  54  nell'inquadratura  miniata  vi  è  l'impresa  del  melagrano  in  alto 
della  nappa  al  basso:  al  lato  venne  cancellata,  ma  si  può  scorgere  un  resto 
di  fiamma.  Forse  era  la  impresa  della  mano  sopra  la  fiamma  col  motto  : 
•  Se  tu  non  vuoi  credere  guarda  •  impresa  poco  usata  che  si  vede  in  una 
raccolta  esistente  in  questa  Biblioteca.  Il  titolo  di  questa  settima  parte  si 
trova  scritto  nel  fol.  precedente  in  lettere  azzurre  maiuscole. 

Al  fol.  58  v.  nella  inquadratura  si  vede  il  cuore  stretto  fra  due  mani, 
in  alto:  al  piede  i  due  rami  di  nespolo  intrecciati  e  carichi  di  frutti  :  al 
lato  lo  stemma  di  Francia  bipartito  colla  croce  di  Savoia.  Il  titolo  I16PI 
TON  ANOMAACON  PHMATCON  in  lettere  maiuscole  azzurre. 

Termina  al  fol.  66. 

Costantino  Lascaris,  uno  di  quegli  illustri  Greci  che  tanto  contribuirono 
al  risorgimento  delle  lettere  in  Europa,  lasciò  Costantinopoli  nel  1454  e 
venne  accolto  con  molto  onore  da  Francesco  Sforza  duca  di  Milano,  che  lo 
incaricò  di  insegnare  la  linga  greca  a  sua  figlia  Ippolita ,  che  fu  poi  ma- 
ritata ad  Alfonso  di  Napoli  nel  1465.  Egli  aveva  già  da  qualche  anno  la- 
sciato la  Corte  degli  Sforza  per  andare  a  Roma  presso  il  Card.  Bessarione, 

Citai.  TrivuUiana  (Stampato  il  20  agotto  1883)  26 


202  LATINI  BBUNETTO 


quando  nel  1465  essendo  andato  in  Sicilia  il  Senato  di  Messina  gli  conferì 
la  cittadinanza  di  quella  città,  ove  morì  nel  1 493.  —  Questo  Codice  venne 
offerto  e  probabilmente  fatto  eseguire  per  uso  di  Gian  Galeazzo  figlio  del 
duca  Galeazzo  Maria  (quello  che  fu  assassinato  al  26  Dicembre  1476)  come 
lo  provano  le  iniziali  del  suo  nome  e  l'indicazione  precisa  di  «  Dux  Medio- 
lani  VI  • .  Si  dovrebbe  quindi  ritenere  che  il  Codice  è  posteriore  al  1476. 
Ma  vi  sono  alcune  circostanze  che  potrebbero  a  mio  giudizio  lasciar  luogo 
a.  credere  che  fu  incominciato  nel  1475.  Questa  grammatica  del  Lascaris, 
che  è  il  primo  libro  stampato  in  greco  yeune  edito  a  Milano  ai  30  di  Gen- 
naio del  1476  da  Dionisio  Parrà  vicino.  È  quindi  assai  probabile  che  questo 
Codice  fosse  già  incominciato  quando  ne  uscì  la  stampa,  e  mi  pare  evidente 
che  venne  terminato  dopo  la  morte  di  Galeazzo  Maria,  cioè  dopo  il  26  Di- 
cembre 1476.  Vi  ^  poi  un'altra  singolarità  in  questo  Codice  ed  è  quello 
stemma  bipartito  di  Francia  e  Savoia  che  vedesi  al  fol.  58.  Non  saprei 
come  spiegarne  l'esistenza  in  questo  volume  se  non  col  ritenere  che  esso 
appartenga  alla  sorella  della  duchessa  Dona  la  regina  Carlotta  moglie  di 
Luigi  IX  re  di  Francia,  e  si  debba  quindi  credere  che  vi  fu  posto  per  ri- 
cordare che  il  duca  Gian  Galeazzo  era  per  parte  di  madre  nipote  del  re  di 
Francia.  La  duchessa  Bona  era  stata  allevata  presso  il  cognato  e  fu  da 

Suesti  conchiuso  il  matrimonio  di  4ei  con  Galeazzo  Maria  quasi  a  premio 
eli'  aiuto  prestatogli  dagli  Sforza  nella  guerra  detta  del  Bien  public.  Il  testo 
di  questo  Codice  non  presenta  differenza  alcuna  con  quello  stampato  nella 
rarissima  Ed.  1476,  di  cui  trovasi  un  bellissimo  esemplare  nella  Trivulziana. 
Che  alla  duchessa  Bona  piacesse  di  vedere  sui  suoi  libri  i  gigli  di  Francia 
ne  è  una  prova  il  magnifico  Ms.  esistente  nella  Bib.  del  Re  a  Torino,  che 

incomincia:  Questo  libro  sie  Vhistoria  della  vita  di  Sco  Joaehìm,  che  ha  la 
seguente  sottoscrizione:  Opus  Christophori  De  Petris  Mutinensis  die  V 
Aprilis  1475.  Questo  stupendo  Codice  che  venne  eseguito  per  la  duchessa 
Bona  ci  mostra,  in  tutte  le  pagine,  alternato  lo  stemma  dei  gigli  di  Francia 
colla  croce  di  Savoia. 

LATINI  Brunetto.  —  Il  Tesoro.  (Cod.  N.  165). 

CocL  cari  in  fol.  del  Sec.  XV  di  fol.  126  compresi  3  bianchi  in  fine. 

Principia  colle  parole  :  •  Qui  comincia  el  libro  del  thesoro  lo  quale  fece 
ser  Brunetto  Latini  Fiorentino  » .  Il  Tesoro  non  è  suddiviso  in  questo  Ms. 
in  varii  libri  siccome  negli  stampati,  ma  è  diviso  solamente  in  tre  parti 
principali.  La  prima  finisce:  «  Ma  innanzi  vuole  fondare  suo  hedificio  sopra 
«  el  libro  de  Aristotele,  et  si  lo  translaterà  di  latino  in  volgare  • .  La  stampa 
citata  dalla  Crusca  ha  di  latino  in  romanzo. 

Dopo  questo  parole  seguono  nel  Codice  alcune  carte  bianche  che  dove- 
vano contenere  la  traduzione  dell'Etica  d'Aristotele ,  o  piuttosto  del  com- 
pendio dell'Etica  che  Brunetto  aveva  trodotto  in  francese  ed  inserito  nel 
suo  Tesoro.  Ma  perchè  Brunetto  aveva  fatta  la  sua  traduzione  dall'italiano 
(ch'egli  all'uso  antico  chiama  latino)  di  Taddeo  d'Alderotto  così  Bono  Giam- 
boni che  tradusse  nel  nostro  volgare  l'opera  di  Brunetto  non  credette  di 
fare  una  nuova  versione  di  essa  Etica ,  ma  di  prevalersi  del  testo  del 
medsimo  Taddeo.  Qual  che  si  fosse  la  cagione  lo  scrittore  del  Codice  pre- 
sente lasciò  in  bianco  le  pagine  dove  egli  si  proponeva  di  trascrivere  l'Etica, 
e  quindi  ripiglia  il  testo. 

«  Comincia  la  seconda  parte  del  libro  IId0  e  del  thesoro  dì  Ser  Brunetto 

•  Latini  da  Firenze  •. 

Nella  terza  parte  <  VOratione  di  Cato  Uticense  sopra  alla  materia  della 

•  congiura  di  Catilina  ».  Finisce  coliti  parole:  •  voi  lo  vedrete  venire  et 

•  fieri  et  crudelmente  contra  noi  • .  E  dopo  lo  scrittore  del  Codice  sog- 
giunge: ■  Qui  non  mancha  nulla  •.  Termina  al  verso  del  fol.  123  colle 
parole  :  Finito  el  thesoro.  In  nessuna  parte  è  fatta  menzione  di  Bono  Giam- 

■  noni,  che  fu  il  traduttore  del  Tesoro. 


LAUDI  etc.  203 


■_■     a :r 


LATINI  Brunetto.  —  11  Patafio  cavato  da  un  Ms.  del  Sig.  D.  Antonio 
Maria  Salvini  con  alcune  annotazioni  del  medesimo.      (Cod.  N.  62). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVIII  di  fol.  64. 

% 

9 

Land!  spirituali,  leggende,  orazioni  ecc.  (Cod.  jV.  92). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

A  pag.  30?  si  legge  la  nota  seguente  : 

•  Questo  libro  sie  de  Johanne  de  Dazii ,  scripto  per  sua  mano  propria 

•  ad  tumore  de  l'alto  et  superno  dio  et  de  la  gloriosa  Verzene  Maria  et 

■  de  Sancto  Ambroxio  patre  nostro,  et  de  tuti  li  Sancti  et  Sancte  de  vita 

■  eterna:  1490:  fornito  a  dì  xi  di  Novembre.   E  sia  noto  et  manifesto  a 

,  («tei 

«  zascheduna  fedele  persona  che  legerà  su  questo  blibro  voglia  dire  per 

•  sua  gratia  una  Ave  Maria  per  l'anima  de  coluy  che  a  scripto  questo  libro 

•  mcccclxxxx  » .  —  Dopo  questa  nota  continuano  altre  laudi  e  preghiere 
in  prosa  ed  in  versi.  Termina  il  volume  con  uua  leggenda  de  uno  spirito 
apparso  presso  ad  Avignone  in  Francia.  Ma  questa  leggenda  nou  è  finita 
mancandone  una  parte  che  andò  perduta.  Neil1  ultima  pagina  vi  è  la  parola 
di  richiamo  per  il  quaderno  seguente  che  manca. 

Per  quanto  mi  consta  queste  laudi  sono  inedite. 

Laudi  de  la  fraternità  del  beato  Francesco.  (Cod.  N.  535). 

Cod.  memo,  in  fol.  picc.  del  Sec  XV. 

Il  Cod.  incomincia  con  un  indice  in  rosso  e  nero  col  titolo  seguente: 
■  Questa  è  la  lobricha  del  libro  de  le  laude  de  la  fraternità  del  beato 

•  Sco  Francesco  scripta  per  alfabeto  anno  dni  mccccxxv  » . 

Questo  indice  occupa  tre  fol.  non  numerati  :  al  quarto  incominciano  le 
Laude  de  Sancto  Francesscho,  e  la  numerazione  de'  fogli  in  rosso  di  carat- 
tere antico,  la  quale  arriva  al  fol.  lxxxxi,  dove  terminano  colla  seguente 
sottoscrizione:  Verbum  caro  factum  est  de  Virgine  Maria.  —  Dopo  il  fol.  lxx 
manca  un  quinterno  ed  i  nùmeri  romani  delle  pagine  non  sono  compiti , 
perchè  il  Codice  venne  smarginato.  Seguono  dopo  queste  laude  28  fol.  non 
numerati  in  cui  è  scritta  La  Passione  di  JV-  S.  0.  C.  —  Il  Conte  Giulio 
Perticari  (vedi  Giornale  Arcadico,  Anno  I,  N.  1)  crede  che  questo  poemetto 
sia  opera  del  Boccaccio.  In  un  Codice  però  della  pubblica  libreria  di  Siena 
•esso  viene  attribuito  ad  un  tal  Nicolò  Cicerchia  di  Mino.  (Vedi  a  pag.  216 
del  Catalogo  dei  testi  a  penna  dei  sec.  xiu,  xiv  e  xv  di  quella  libreria,  il 

rie  fa  seguito  ai  Capitoli  dei  disciplinati  della  Ven.  Compagnia  della  Ma- 
nu, pubblicati  dall' Ab.  Luigi  de  Angelis,  Siena  1818).  Questo  poemetto 
venne  stampato  più  volte  nel  sec.  xv.  Io  confrontai  il  testo  di  questo  Ms. 
colle  sei  edizioni  di  quel  secolo  che  si  trovano  nella  Trivulziana  e  vi  ho 
trovato  delle  differenze  assai  notevoli. 

Spessissimo  vi  sono  alterati  i  versi ,  benché  se  ne  conservino  le  rime. 
In  alcuni  luoghi  vi  sono  delle  lacune  ovvero  sono  sostituite  delle  altre  ot- 
tave. Pare  che  il  copista  abbia  voluto  correggere  o  rifondere  a  modo  suo 
il  libro  che  doveva  trascrivere.  —  Vi  fa  seguito  un'altra  poesia  che  termina 
al  verso  del  fol.  28  sotto  alla  quale  leggesi  :  «  Questa  passione  a  facto  seri- 

•  vere  Bartolomeo  [manca  il  cognome)  camarlingo  della  fraternità  di  San 

•  Francesco  al  tempo  che  Paolo  de  la  Spina  fu  priore  nel  mille  459  • .  Da 
un  verso  di  quest'ultima  poesia  si  potrebbe  quasi  arguire  che  l'autore  di 
essa  fu  Senese,  e  siccome  la  scrittura  del  Codice  è  la  medesima  crederei 
che  esso  abbia  appartenuto  ed  anzi  sia  stato  fatto  per  la  confraternita  di 
S.  Francesco  in  quella  città.  Seguono  otto  fol.  di  altre  laude  che  dovevano 


204  LÀZABONUS  PETRUS 


essere  cantate,  perchè  vi  è  indicata  la  cantilena.  La  £rima  dice  Laude  de 

Magi  nel  tuono  per  Tumeltà.  La  seconda  Laude  de  Xpo  nel  tuono  Madre 
chefesti.  —  Seguono  altri  8  fol.  di  laude  scritte  da  diversa  mano,  alle 
quali  pure  fu  preposta  l'indicazione  della  cantilena.  E  così  termina  il  Codice 
il  quale  doveva  avere  per  lo  meno  un  altro  quaderno ,  non  essendo  finita 
r ultima  laude.  Credo  che  queste  laude  siano  inedite. 
Il  Cod.  ha  le  iniziali  ed  i  titoli  delle  laudi  in  rosso. 

Laudi  spirituali.  (Cod.  N.  913). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XV. 

Oltre  ad  un  gran  numero  di  laudi  in  volgare ,  alcune  delle  quali  sono 
del  B.  Jacopone,  ne  contiene  sei  in  latino ,  fra  le  quali  havvi  lo  «  Stabat 
Mater  » .  Contiene  pure  i  sonetti  di  Fazio  degli  U berti  sopra  i  sette  peccati 
capitali.  Una  traduzione  in  terza  rima  dei  salmi  penitenziali  ed  altre  cose 
sacre.  Ve  ne  sono  di  inedite.  Le  iniziali  sono  in  rosso  ed  azzurro. 

LA  VAL  (Antoine  de).  —  La  seconde  Philippique  de  Ciceron  traduite 
par  exprès  commandement  de  Monseigneur  Anne  due  de  Joyeuse 
pair  et  admiral  de  France  etc.  par  Antoine  de  Lavai  geographe  du 
roy  et  capitaine  de  son  pare  et  chàteau  de  Beaumanoir  lez  Moulins 
en  Bourbonnois:  au  raoys  d'Aoust  l'an  1586.  (Cod.  N.  1334). 

Cod.  cart.  in  8°. 

È  l'esemplare  offerto  all'ammiraglio  duca  di  Joyeuse.  La  legatura  è  in 
pergamena  con  ornati  impressi  in  oro,  e  colle  àncore  insegna  della  sua  carica 

LAZARONUS  Petrus.  —  Carmen  de  IV  Virtutibus  Cardinalibus. 

(Cod.  N.  749). 

Cod.  memb.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV  di  carte  48. 

L'Argelati,  nella  P.  II  del  T.  II,  col.  2000,  correggendo  quanto  aveva 
detto  nella  F.  I  del  medesimo  voi. ,  col.  790,  essere  cioè  il  Lazzaroni  Mi- 
lanese lo  dichiara  Bresciano,  e  dà  la  nota  delle  altre  opere  stampate  e  ma- 
noscritte di  questo  autore  ch'egli  dice  prò  more  sec*  xv  satis  elegans.  Egli 
fu  professore  di  rettorica  nel  Ginnasio  Pavese.  Né  TArgelati  per  altro,  né 
il  Sassi  conobbero  questo  volume  t  che  era  dedicato  al  figlio  primogenito 
del  duca  Francesco  Sforza;  a  meno  che  fosse  quello  indicato  al  N.  VI  col 
titolo  di  «  Carminimi  •  lib.  IV.  Pare  questo  esemplare  fosse  Quello  desti- 
nato al  Principe,  perché  è  scritto  con  bellissimo  carattere  su  bella  perga- 
mena, e  le  iniziali  sodo  molto  finamente  miniate.  Non  vi  sono  però  gli 
stemmi  Sforzeschi  come  si  trovano  in  altri  Còdici  dedicati  a  quei  Principi. 
Il  libro  incomincia  colla  seguente  intestazione  in  rossq^  *  Illustri  ac  ma- 

•  gnauimo  domino  Sfortiae  Vicecomiti  Illustrissimi  dni  Franoisci  ducis 
i  Mediolani  Quarti  primogenito  Petrus  Lazaronus  Brixiensis  S.  P.  D.  De 
«  prudentia  liner  primus  » . 

Al  fol.  1 1 .  De  fide  liber  secundus. 
Fol.  21.  De  justitia  liber  tertius. 
Fol.  31.  De  liberalitate  liber  quartus. 

Termina  al  fol.  42  recto  coi  seguenti  versi  che  sono  gli  ultimi  degli 
encomi i  tributati  al  Principe  che  era  stato  lodato  per  ciascuna  delle  pre- 
dette virtù. 

Magnifico  splendes  prae  cunctis  nomine  ductor 
Cesarea  clamant  homines  te  gente  renatum 
Nam  vincere  solent  populos  confecta  sub  ipso 
Done  duce  in  terris  magnas  spectantia  laudes. 


LAZARONUS  PETRUS  205 


LAZARONUS  Petrus.  —  Ad  lllustrissimum  ducem  Mediolani  Johannem 
Galeacium  Sextum  de  gestis  illustrissimorum  ducum  Philippi  tertii 
Francisci  quarti,  Galeacii  Mariae  quinti  libellus  a  Petro  Lazarono 
compendiose  editus.  (Cod*  N.  699). 

Cod.  memb.  in  8°  del.  Sec.  XV. 

Il  Cod.  principia  colla  lettera  dedicatoria  in  prosa  al  duca  Giovanni  Ga- 
leazzo, e  in  fine  ad  essa  sono  scritti  quattro  versi  De  situ  Mediolani. 
Il  libro  De  Oestis  è  in  versi  esametri  e  comincia: 

•  Magnanimi  reges  qui  praesunt  urbibus  amplis 
«  Qui  populos  in  pace  reguut  o  carissime  princeps  •. 


In  fine  si  legge  : 

«  Hoc  opus  in  partes  divisi  quatuor  illas 

•  Carmina  tercentum  numerat  pars  singula  quoque. 

•  Deut  superi  vitam  felicem,  tempora  longa 

•  Imperiumque  ducem  servent  per  secula  multa  » . 

Quantunque  manchino  gli  stemmi  ed  imprese  Visconti  Sforza,  dalla  di- 
ligenza colla  quale  è  scritto  il  Codice  si  può  arguire  ch'esso  sia  quello  che 
il  Lazaroni  presentava  al  Duca. 

L' Anelati  nella  Bib.  Scr.  Med. ,  T.  II ,  P.  II,  col.  2000,  parlando  del 
Lazaroni  fa  menzione  di  questo  poema  che  è  inedito  al  N.  III.  Credo  che 
questo  sia  precisamente  il  Codice  da  lui  citato  che  era  nella  libreria  de' 
Padri  Gesuiti  di  San  Fedele ,  come  sta  scritto  in  una  nota  a  piò  della 
prima  pagina,  del  quale  aveva  dato  la  descrizione  e  riprodotta  la  lettera 
eli  dedica  nel  Tomo  I,  col.  cgglxviii  e  seguenti. 

LAZARONUS  Petrus.  —  De  septem  praerogativis  quae  nobilitant  domos. 

(Cod.  N.  778). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Comincia  con  una  dedicatoria  in  prosa  al  •  Rev.mo  Praesuli  D.  D.  Ulrico 

•  de  Lapideviro  et  Tridentine  urbis  Principi  clarissimo  Petrus  Lazaronus 

•  in  Ticinensi  Gymnasi)  publicus  lector  S.  P.  D.  •  —  Anche  questa  operetta 
è  in  versi  esametri.  Ha  le  iniziali  miniate  e  dorate.  Al  Cod.  è  unita  una 
erudita  nota  di  illustrazione  dell' Ab.  Mazzuchelli.  Anche  questo  poemetto 
fu  sconosciuto  al  Sassi  ed  è  inedito. 

LAZARONUS  Petrus.  —  Carmina  ad  Gasparem  Vicecomitem. 

(Cod.  N.  779). 

Cod.  memb.   in  8°  del  Sec*  XV. 

Incomincia  con  una  lettera  di  dedica  al  Visconti ,  alla  quale  tengono 
dietro  i  seguenti  componimenti  : 

De  probitate  ejusdem  magnifici  equitis.  Gasp.  Vie. 

De  fide. 

De  amore  patriae. 

De  moderati  one. 

Che  questo  Codicetto  benissimo  conservato  sia  quel  medesimo  che  venne 
presentato  al  Visconti  si  può  ritrarlo  dall'eleganza  colla  quale  si  scrissero 
ì  due  titoli  d'indirizzo  della  dedicatoria  e  delle  poesie,  in  caratteri  capitali 
in  azzurro,  in  rosso,  in  oro.  I  titoli  di  ciascuna  poesia  sono  in  caratteri  ca- 
pitali rossi,  salvo  il  primo  che  è  in  azzurro.  —  L'Argelati  (Bib.  Scr.  Med., 


206 


LEGGENDA  kcc. 


T.  II,  col.  790),  cita  di  lui  le  poesie  fatte  per  le  nozze  deli'Imp.  Massimi- 
liano con  Bianca  Maria  Sforza,  stampate  a  Milano  nel  1494,  ma  non  parla 
di  queste  rimastegli  ignote  e  che  sono  inedite.  Il  Gaspare  Visconti  cui  sono 
dedicate  è  1  autore  dei  Ritmi  stampati  nel  1493  e  del  poema  Paolo  e  Daria 
pubblicato  nel  1495,  di  cui  esistono  in  questa  Biblioteca  ambo  le  rare  edi- 
zioni. Vedasi  dello  stesso  il  voi.  della  poesie  Cod.  1093. 

Léghe  degli  Svizzeri  dal  1315  al  1559.  (Cod.  N.  1332). 

Cod.  cari,  in  8*  del  Sec.  XVI  di  fol.  273,  più  3  fol.  di  indice  al  principio. 

Vi  è  unito  a  stampa  :  «  Dissertatio  historica  Juridica  Thologica  de  Status 
«  Helvetici  liberiate  • . 

Sono  trentacinque  documenti ,  cioè  leghe  e  convenzioni  fatte  dagli  Sviz- 
zeri incominciando  dal  1315.  Vi  è  fra  questi  anche  un  Sommario  dei  fatti 
dtarme  et  altri  successi  et  cose  più  notande  in  Svizari.  Sotto  questo  titolo 
vi  è  una  cronaca  che  incomincia  colla  favolosa  fondazione  di  Zurigo  ,  ma 
che  non  è  senza  importanza  quando  arrivata  al  sec.  xiv  contiene  date  e 
fatti  precisi.  Essa  giunge,  non  sempre  però  conservando  un  esatto  ordine 
cronologico,  sino  al  1554 ,  data  che  trovasi  al  fol.  254,  ove  l'autore  nota 
quell'anno  come  il  corrente.  Tutti  questi  documenti  sono  in  italiano, 

Leggenda  (la)  di  Giovanni  da  Procida  tratta  da  un  Codice  del  Sec.  xiv 
della  Bib.  Estense  di  Modena.  (Cod.  N.  118). 

Cod.  cari  in  fol.  picc.  del  Sec.  XIX. 

Leggenda  (la)  di  St  Orsola  e  quella  di  S.  Giov.  Battista. 

(Cod  N.  1537). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIV.  di  carte  41. 

È  mutilo.  La  leggenda  di  S.  Orsola  occupa  fol.  11:  quella  di  S.  Gio- 
vanni Battista  30.  Credo  che  siano  inedite  e  parmi  l'amanuense  fosse  To- 
scano. 

Vi  sono  altre  leggende  inserte  in  altri  Codici  ne  do  qui  la  nota  per  gli 
studiosi. 

Leggenda  de  SS.  Aimo  e  Vermondo.  Vedi  Officium  S.  Victoris. 

(Cod:  N.  509). 

Leggenda  di  S.  Domitilla  V.ne  M.™  Vedi  Cassiano  Giov.  Istituti. 

(Cod.  N.  425). 


Leggenda  di  Tantalo.  Vedi  Scaiyeria,  della. 


(Cod.  N.  132). 


Leggenda  di  Sl  Alessio  e  di  S.  Margherita.  Vedi  Miscellanea. 

(Cod.  N.  93). 

Leggenda  di  Barlhaam  e  Giosafat.  Vedi  Storia  di  Barlaam. 

(Cod.  N.  89). 


LEONARDO  DA  VINCI  207 

Leggi  emanate  dal  Governo  Veneto  dirette  al  Provveditore  di  Verona. 

(Cod.  N.  1330). 

Cod.  acefalo  memb.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Sulla* bella  legatura  di  marocchino  rosso  con  molti  arabeschi  in  oro  si 
vede  da  una  parte  il  Leone  di  S.  Marco,  dall'altra  l'arme  Contarmi. 

LEMENE  Francesco.  # —  Della  discendenza  e  nobiltà  dei  Maccaroni.  — 
Indovinelli  giocosi  per  le  donne  con  il  loro  scioglimento. 

(Cod.  N.  938). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII  (1698). 

Né  il  Quadrio ,  nò  il  Tiraboschi ,  nò  il  P.  Ceva  nella  vita  del  Lemene 
parlano  di  queste  due  operette  di  lui,  che  sono  a  quanto  credo  inedite. 

LEONARDO  da  Vinci.  —  Libro  d'annotazioni  e  memorie. 

(Cod,  N.  216*V 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI  di  pag.  102. 

Questo  prezioso  Codice  constava  di  fol.  57,  ma  ne  furono  levati  sei  de1 
quali  si  vedono  gli  avanzi,  per  cui  non  ne  ha  che  51.  Don  Carlo  Trivulzio 
un)  al  volume  una  sua  nota,  della  quale  non  trascrivo  che  una  parte,  ab- 
bastanza curiosa  che  si  riferisce  all'acquisto  da  lui  fattone  Eccola: 

«  1783  3  Gennaro.  Questo  Codicetto  di  Leonardo  da  Vinci  era  del  Signor 
Don  Gaetano  Caccia  cavaliere  Novarese  ma  domiciliato  in  Milano  morto 
Tanno  1782  alli  9  di  Gennaro  sotto  la  Parocchia  di  San  Damianino  la  Scala. 
Io  Carlo  Trivulzio  l'acquistai . dal  detto  Cavaliere  intorno  Tanno  1750  uni- 
tamente a  un  quinario  d'oro  di  Giulio  Majoriano  e  a  qualche  altra  cosa 
che  non  più  mi  ricordo  dandoli  in  cambio  un  orologio  d'argento  di  ri- 
petizione che  io  due  anni  avanti  aveva  comperato  usato  per  sedici  gigliati 
ma  che  in  verità  era  ottimissimo,  che  però  questo  Codicetto  mi  viene  a 
costare  sei  in  sette  gigliati  • . 

Il  rimanente  della  nota  di  D.  Carlo  si  riferisce  ai  Codici  di  Leonardo 
che  stavano  nell'Ambrosiana,  e  che  furono  con  altri  preziosi  Codici  e  quadri 
portati  via  dal  Governo  repubblicano  francese  e  trovansi  tuttora  a  Parigi  e 
quindi  come  inutili  alla  illustrazione  di  questo  Codice  tralascio  di  trascri- 
verla, e  passerò  senz'altro  alla  descrizione  del  volume  e  suo  contenuto. 

Alla  pag.  2  vi  sono  sette  teste  in  caricatura:  alla  pag.  30  uno  schizzo 
di  figura  umana  intera  ;  ed  alle  pag.  59  e  73  due  bellissime  teste  di  profilo. 
Una  cosa  qui  è'  da  notare  assai  curiosa.  Queste  tre  ultime  figure  furono 
prima  incise  con  una  punta  di  avorio  o  di  osso,  e  poi  sull'incavo  fatto 
venne  steso  l'inchiostro  colla  penna,  ma^non  su  tutte  le  linee  incise,  ma  sol- 
tanto sopra  una  parte,  e  ciò  venne  fatto  evidentemente  per  non  cancellare  le 
parole  ch'egli  aveva  scritto  prima  su  quelle  pagine.  Sopra  gli  altri  fol.  vi 
sono  moltissimi  disegni  e  schizzi  di  macchine,  di  vòlte  e  di  edifici,  vi  sono 
lunghe  litanie  di  parole  scritte  in  colonna  senza  alcun  nesso  fra  di  loro , 
per  cui  non  si  sa  capire  perchè  messe  assieme  ed  in  quel  modo.  Alcune 
delle  voci  di  queste  litanie  hanno  accanto  la  spiegazione  del  loro  signifi- 
cato, o  i  loro  sinonimi ,  altre  no.  Nulla  di  tutto  ciò  vale  a  spiegare  aual 
fosse  T intendimento  di  Leonardo  nello  scriverle.  Vi  sono  delle  pagine  intere 
di  testo  corrente  con  spiegazioni  ed  osservazioni  sui  disegni  ivi  delineati. 
Tutte  queste  sono  scritte  al  modo  solito  di  quel  sommo  ingegno ,  cioè  da 
destra  a  sinistra,  ciò  che  a  lui  doveva  tornar  più  facile  che  ad  altri,  perchè 
si  serviva  di  preferenza  della  meno  sinistra  sia  per  disegnare  che  per  scrivere. 
Per  altro  alla  pag.  46  si  trova  una  nota  sul  peso  e  forza  dell'acqua,  la  quale 
è  scritta  al  modo  usato  ordinariamente  da  tutti  cioè  da  sinistra  a  destra, 


208  LEONARDO  DA  VINCI 


e  così  pure  qua  e  là  alcune  poche  parole.  Noterò  alcune  delle  cose  più  sin- 
golari e  che  possono  meglio  servire  a  dar  un'idea  delia  varietà  delle  an- 
notazioni fatte  da  Leonardo,  e  della  importanza  del  volume.  Le  trascriverò 
esattamente  e  colla  stessa  ortografia  che  hanno  nel  Codice.  Leonardo  come 
si  vedrà  spesso  raddoppiava  delle  lettere  per  fare  una  sola  parola  di  due  , 
il  che  genera  confusione  e  rende  la  lettura  del  Codice  più  malagevole  anche 
servendosi  dello  specchio  in  cui  si  vedono  riprodotti  i  caratteri  nel  nostro 
modo  usato  di  leggere.  Pare  che  come  amava  di  disegnar  caricature  gli 

Ìriacesse  anche  di  scherzare,  e  lo  arguisco  dalle  seguenti  linee  che  leggonsi 
ra  l'altre  a  pag.  2. 

«  Sei  Petrarcha  amo  si  forte  i  lauro 

«  Fu  percheglie  ben  fralla  salsiccia  e  tonno 

{sic)  i 

•  Io  no  posso  di  lor  co  far  tesauro  ». 

Alle  pag.  1 2  è  disegnato  un  eclisse  di  Sole  e  sotto  vi  è  scritto  : 

•  Modo  de  vedere  il  Sole  eclissato  sanza  passione  dell  ochio.  Tolli  una 
«  charta  effalle  busi  chon  aguchia  e  per  li  busi  riguarda  il  Sole  » . 

Alla  pag.  27  vi  è  il  disegno  di  una  scala ,  nel  genere  di  quella  inven- 
tata dal  sig.  Porta,  che  si  protende  sopra  un'alta  torre  ed  è  equilibrata  con 
grossi  sassi  posti  all'estremità  del  carro  sopra  cui  è  impiantata.  Sgraziata- 
mente Leonardo  non  scrisse  una  sola  parola  per  spiegare  la  sua  idea ,  né 
su  questa,  né  su  altre  pagine.  Si  vede  chiaramente  che  questa  scala  doveva 
servire  per  dar  l'assalto  alle  fortezze. 

Vi  sono  pure  sentenze  morali  come  la  seguente  che  trovasi  a  pag.  32: 
t  Sichome  una  giornata  bene  spesa  dallieto  dormire  così  una  vita  bene 

•  usata  da  lieto  morire  ». 

Alla  pag.  41  vi  è  uno  schizzo  di  vòlta  ed  accanto  scrisse:  ■  il  pilastro 

•  sarà  charicho  in  su  G  •  e  potrebbe  darsi  che  si  riferisse  alla  cupola  della 
chiesa  delle  Grazie,  tanto  più  che  a  pag.  42  vi  è  un  disegno  che  rassomi- 
glia assai  al  basamento  che  oggi  si  vede  nella  parte  esterna  del  coro  di 
quella  chiesa. 

Alla  pag.  43  si  legge:  «  rampini  che  li  uscii  si  sera  per  loro  »  col  di- 
segno di  due  gangheri,  sotto  al  secondo  dei  quali  Leonardo  scrisse  :  •  quel 
«  medesimo  ». 

Pag,  45.  ■  Ogni  nostra  cognitione  principia  da  sentimenti  » . 

Alla  pag.  48.  Vi  è  la  spiegazione  del  fuoco  greco;  ne  dà  la  composi- 
zione ed  il  modo  di  servirsene 

Pag.  49    •  A  chi  da  noia  el  vomito   il  navicare  da  da  bere  sugo  d'a- 

•  sentio  »  poi  seguono  delle  osservazioni  sull'acqua  del  mare. 

Dalla  pag.  53  alla. 56  vi  sono  studii  sulle  bombarde,  sulla  fusione  dei 
metalli,  specialmente  del  bronzo  e  sua  composizione,  con  molti  disegni  di 
attrezzi  per  tali  operazioni. 

Pag.  57.  «  Demetrio  solea  dire  non  essere  differentia  dalle  parole  e  voce 

•  dellimperiti  ignoranti  che  sia  da  soni  e  strepiti  causati  dal  ventre  ripieno 

•  di  superfluo  vento,  et  questo  non  senza  cagione  dice  imperocchellui  non 
«  reputava  essere  differentia  da  qual  parte  costoro  mandassino  fuora  la  voce 

•  o  dalla  parte  inferiori  o  dalla  bocha  cheli  una  ollaltra  era  di  pari  vali- 

•  mento  e  sustantia  ». 

•  La  st  ulti  ti  a  esschudo  de  la  vergognia  come  la  improntitudine  ». 
Pag.  58.  •  Nulla  puoi  essere  scripto  per  nuovo  ricerchare  et  quale  cosa 

•  di  te  ammestesso  prometta  » . 

Pag.  61 .  •  Settu  volessi  sapere  che  challata  a  un  fiume  per  onni  miglio  sanza 
«  operare  altro  livello  terai  questo  modo:  ghuarda  di  elegiere  una  parte 
«  del  fiume  la  quale  abia  più  conformità  cnolla  universalità  del  corso  di 

•  che  vuoi  sapere  il  chalo:  di  quella  piglierai  100  br.  di  riva  le  quali  ter- 
«  mina  lor  principio  etiine  con  due  virgole  come  apare  di  sopra  in  a  b.  e  poni 

•  al  principio  una  visicha  a  gala  o  uno  pezettodi  sugaro  et  nota  in  quanti 


LEONAEDO  DA  VINCI  209 


t  tempi  musici  detta  cosa  chaminando  che  le  declinative  onde  perviene  al 
«  line  del  camino  de  le  100  br.  et  poi  ne  misura  molti  altri  di  più  tardi 

•  et  ancora  di  più  veloci  corsi  et  di  poi   misura  il  calo  di  100  br.  chelli- 

■  vello  et  che  queste  ragione  avendo   misurato  diverse  acque  saprai  poi 

•  dire  solamente  chel  core  1 00  passi  di  na  riva  e  notando  in  quanti  tempi 

•  quella  tua  golloza  affatto  quel  corso  dirai  con  verità  il  chalo  che  la  fa  per 

■  miglio  • . 

Pag.  68.   ■  Farisei  Frati  Santi  vuol  dire  • 
«  La  vita  bene  spesa  lunga  è  • . 

Pag.  69.  «  Che  cosa  è  sono  fatto  dal  cholpo  ». 

Seguono  molte  osservazioni  sul  suono  e  modo  di  produrlo  fra  cui  la  se- 
guente :  «  Il  tempo  nel  quale  si  gienera  il  cholpo  ella  più  breve  chosa  che 
«  per  luomo  si  possa  fare  » . 

Pag.  74.  t  II  movimento  della  chosa  visiva  alla  chosa  stabile  fa  spesse 

■  volte  essa  cosa  stabile  parere  trasmutarsi  in  el  moto  della  cosa  movente, 

•  ella  cosa  movente  parere  stabile  offerma  » . 

Pag.  78.  •  Navi  fatte  de  travi  » . 

•  Navi  fatte  de  vimini  tessuti  e  fasciate  de  corame  per  corsali  » . 

•  Lanima  mai  se  può  chorompere  nella  coruttione  del  corpo,  ma  sta  nel 

•  corpo  a  similitudine  del  vento  che  causa  del  sono  del  organo  che  gua- 

•  standosi  una  chana  non  resultava  per  quella  del  vento  buono  effetto  • . 

•  Motto  detto  da  un  giovane  ad  un  vecchio:  dispregiato  un  vecchio  pu- 

•  blicamente  un  giovane  mostrando  altamente  non  temer  quello ,  onde  il 

•  giovane  gli  rispose  che  la  sua  lunga  età  gli  faceva  migliore  scudo   che 
«  la  lenghua  o  le  forze  • . 

Pag.  81.  «  Della  violentia  ». 

•  Dicho  oni  chorpo  mosso  o  perchosso  ritiene  in  se  per  alquanto  spatio 

•  la  natura  dèssa  perchossione  o  movimento  ettritienella  tanto  più  o  meno 

■  quanto  sarà  maggiore  o  minore  la  potentia  ella  forza  desso  cholpo  o  mo- 

o 

«  vimento  :  esemplo.  Vedi  1  colpo  dato  in  una  campana  quanto  riserva  in  se 

«  il  rumore  della  perchussione.  Vedi  1  pietra  uscire  della  bombarda  quanto 

■  riserva  la  natura  del  movimento.  Il  colpo  dato  in  corpo  denso  durerà  più 

•  il  sono  che  in  chorpo  raro  et  quello  ara  più  durata  cnessia  in  corpo  so- 

•  speso  essottile  ». 

•  Lochio  riserva  in  se  limagini  de  chorpi  luminosi  per  alquanto  spatio  »  • 

Pa£.  96.  «  Se  sarai  assalito  di  notte  in  tua  alogiamenti  o  che  tu  ne 
dubitassi  usa  tenere  in  punto  trabocchetti  che  gitino  triboli  di  ferro,  osse, 
sei  assalito  trali  infra  i  nemici  et  arai  tempo  a  mettere  a  ordine  i  tuoi 
contra  alli  assalitori  e  genti  Inimici  i  quali  pel  dolore  de*  feriti  piedi 
poco  si  potranno  adoperare  e  l'ordine  del  tuo  assalire  farai  così:  dividi  la 
tua  gente  in  due  squadroni  e  metti  in  mezzo  i  inimici  ma  fa  che  tuti 
abi  le  suole  de  le  scharpe  et  così  i  chavali  i  sua  feri  chome  dissi  dinanzi 
altrimenti  i  triboli  non  conossierebono  i  sua  da  nimici  effa  chogni  tra- 
boco  getti  di  detti  triboli  una  chanata  » . 

Leonardo  continua  per  due  pagine  a  dare  spiegazioni  sopra  questi  tri- 
boli, dei  Quali  dà  anche  il  disegno.  E  qui  aggiungerò  che  anni  sono  quando 
venne  fabbricata  la  nuova  cavallerizza  in  fianco  al  castello  di  Milano ,  ne 
furono  trovati  due  che  io  ho  veduto,  ed  erano  precisamente  quali  si  trovano 
descritti  e  disegnati  da  Leonardo  in  questo  Codice. 

Alla  pag.  99.  vi  è  il  disegno  di  una  balestra,  e  nelle  tre  successive  ri- 
tornano le  solite  litanie  di  parole.  Molte  più  sono  le  annotazioni  fatte  da 
Leonardo,  nò  tutte  le  volli  trascrivere,  mi  basta  di  averne  dato  un  saggio 
onde  il  lettore  possa  farsi  un*  idea  del  suo  modo  di  scrivere ,  e  come  ne 
siano  svariati  gli  argomenti. 

Calai.  Trivultiana  (Stampalo  ti  6  tetlembre  4883)  27 


210  LBTTEEB  ORIGINALI 


LEONINO  Giuseppe,  dall'Aquila.  —  Egloga  volgare  in  versi  sciolti  ed 
epigrammi  latini.  (Cod.  N.  927). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Sono  diretti  alla  Ser.1"*  Mad.  Margherita  d'Austria,  e  preceduti  da  una 
lettera  di  dedica  datata  dall'Aquila  il  12  Gennaio  1584. 

LERCÀRO  Giovan  Battista.  —  Historia  dei  tumulti  di  Genova  del  1575 
e  1576.  (Cod.  N.  1499). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

G.  Batt.  Spotorno  nella  storia  letteraria  della  Liguria  (T.  Ili ,  pag.  49 
e  81)  parla  con  lode  di  questa  opera  del  Lercaro  che  fu  Doge  di  denova. 
La  scrisse  nel  1580  come  appare  nella  prima  linea  delia  Prefazione.  Non 
venne  mai  stampata.  Questa  copia  fu  eseguita  nel  1638  da  Gian  Battista 
Grimaldi  come  vedesi  nel  1°  fol.  del  Codice. 

Lettera  sulla  caducità  del  Conte  Duca  (d'Olivares)  privato  della  M>  del 
re  Filippo  IV.  (Cod.  N.  1362). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Lettera  del  P.  N  N.  ad  un  suo  amico  intorno  al  gran  peso  della  di- 
gnità Cardinalizia  e  specialmente  intorno  al  debito  che  hanno  li 
Cardinali  di  dar  buon  consiglio  al  Papa.  (Cod.  N.  1686). 

Lettera.  —  Altra  copia.  (Cod.  N.  1687). 

Lettere  di  diversi  autori.  (Cod.  N.  9). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XIX,  fol.  86. 

Dopo  un  fol.  bianco  vi  sono  tre  lettere  di  Fra  Paolo  Sarpi  a  Mons.  Luigi 
Lollino  Vescovo  di  Belluno,  copiate  dagli  autografi  da  Francesco  Testa.  — 
Segue  un  fol.  bianco,  nel  5  trovasi  il  seguente  frontispizio  :  •  Lettere  XX 
di  Carlo  Dati  Fiorentino  ».  Le  prime  18  sono  dirette  a  Mons.  Ottavio  Fal- 
conieri romano ,  le  due  ultime  a  M.  Giov.  Delfino  Patriarca  di  Aauileja , 
cavate  dagli  originali  che  si  conservavano  nella  libreria  di  Giulio  bernar- 
dino Tomitano.  Queste  lettere  sono  precedute  da  una  Notizia  di  Mons.  Ot- 
tavio Falconieri. 

Seguono  5  lettere  dello  stesso  Dati,  quattro  al  Card.  Leopoldo  de'  Medici 
e  la  5*  al  Card.  Dolfin,  poi  due  lettere  autografe  del  Tomitano  al  Marchese 
G.  Giacomo  Trivulzio  con  altre  del  Dati.  —  Viene  dopo  una  miscellanea  di 
lettere  di  varii  autori,  fra  le  quali  ve  ne  sono  del  Tasso,  dell'Ariosto  e  del 
Berni.  Alla  fine  vi  è  un  indice. 

Lettere  originali.  (Cod.  N.  196). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Muratori  lettere  N.  13. 
Galiano  Celestino  2. 
Trapasso  Metastasio  Leopoldo  1. 
Metastasi o  Pietro  19. 


y 


LETTERE  bcc  211 


Maffei  Scipione  11. 
Lama  Bernardo  1. 
Campai  Ile  Tomaso  3. 
Roma  fra  Giuseppe  4. 
Badia  Carlo  1. 
Gregori  Grimaldi  1. 
Grimaldi  Costantino  1. 
Giànnone  Pietro  2. 
Lama  Bernardo  3. 
Campiani  5. 
Volpi  Gaetano  1. 

Lettere  divote  per  istruzione  di  un  Granduca  di  Toscana. 

(Cod.  N.  428). 

Cod.  cart.  in  12<>  del  Sec.  XVII. 

L'Amanuense  ha  voluto  imitare  col  carattere  ia  stampa.  Manca  il  nome 
dell'autore,  quello  del  Granduca  cui  sono  dirette  e  dell'anno  in  cui  furono 
scritte.  Sembrano  però  opera?  di  un  Gesuita  Genovese  o  almeno  dimorante 
a  Genova,  e  dirette  al  granduca  Cosimo  III  de'  Medici.  La  diligenza  nella 
scrittura,  l'eleganza  della  legatura  in  marocchino  rosso  con  doratura  dei 
fol.  sul  taglio,  mi  inducono  a  supporre  che  il  volumetto  sia  quello  offerto 
al  Granduca.  Dal  farsi  menzione  in  una  di  queste  lettere  di  una  grave  ma- 
lattia in  cui  era  caduto  in  Genova  un  Doge  di  casa  Sauli  si  può  dedurre 
ch'esse  siano  state  scritte  fra  l'anno  1697  e  1699. 

lettere  (alcune)  di  celebri  autori  estratte  dell'antico  Archivio  secreto 
di  Mantova.  (Cod.  N.  577). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  1829. 

Sono  12  lettere: 
7  del  Tasso. 

1  dell'Ariosto. 

2  di  Veronica  Gambara. 
1  di  Luigi  Alamanni. 

1  di  Luigi  Pico. 
Alcune  di  queste  lettere  furono  stampate  nell'io  giornale  di  scienze  e 
lettere,  N.  144  dell'anno  secondo,  2  Dicembre  1829. 

Lattare.  —  Quinternetto  dove  si  copiano  le  lettere  che  si  mandano 
airillm0  Tribunale  della  Sanità  ed  altre  per  servizio  del  Tribunale 
nel  dubbio  di,  peste  del  1658. 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Lettere  del  Duca  d'Orléans  al  General  Colmenero  26  Mtfrs  1707,  altra 
del  30  Agosto.  —  Lettera  del  Sù$.  di  Maquesac  allo  stesso.  —  Carta 
scritta  al  Princ.  di  Vaudemont  dal  Gen.  Colmenero,  30  Settembre 
1707.  (Cod.  N.  1361). 

Cod.  cart.  in  fol.  staccati  del  Sec.  XVIII.  Sono  in  francese. 

Lettere  dirette  al  S.  D.  Carlo  Emanuele  d'Este  Marchese  di  Santa  Cri- 
stina dal  1710  al  1736.  (Cod.  N.  1574,  1575  e  1576). 

3  voi.  in  fol. 

Sono  autografe,  e  ve  ne  sono  di  illustri  personaggi,  fra  gli  altri  molte 
del  Pr.  Eugenio  di  Savoia.  Interessanti  per  la  storia  di  quel  tempo. 


212   .  LETTERE  ecc. 


Lettere  dirette  da  diversi  al  Conte  Antonio  Belgiojoso.    (Cod.  iV.  1579). 

Queste  lettere  originali  furono  scritte  dal  1745  al  1755.  Le  sottoscrizioni 
sono  indecifrabili.  Ne  è  autore  un  agente  che  il  Conte  Antonio  Belgiojoso 
teneva  a  Vienna  per  patrocinare  le  nomine  a  cariche  e  dignità  cui  egli 
aspirava.  Sono  piene  di  dettagli  sulla  tìorte  imperiale  e  6opra  moltissimi 
personaggi  che  risiedevano  in  quella  capitale  ed  in  altre  Corti  estere.  Sono 
molto  interessanti  per  la  storia  aneddotica  di  quegli  anni. 

Lettere  dirette  al  M.*°  d'Este  di  S.  Martino  nel  1746-47-48. 

(Cod.  N.  1580). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XVIII. 

Sono  42  lettere  in  francese  scritte  dal  celebre  archeologo  e  diplomatico 
Barone  Filippo  di  Stosch.  La  massima  parte  sono  autografe  ed  alcune  poche 
non  hanno  a  originale  che  la  firma,  e  ciò  è  probabilmente  dovuto  alla  ma- 
lattia d'occhi  della  quale  parla  in  una  di  quelle  lettere.  Lo  Stosch  era  stato 
obbligato  di  lasciar  Roma,  dove  era  incaricato  di  sorvegliare  gli  emigrati 
Inglesi,  perchè  era  stato  minacciato  della  vita  se  non  partiva  subito.  Si 
ritirò  a  Firenze,  dove  continuò  i  suoi  studii  d'archeologia  e  dove  morì  nel 
1757.  Queste  lettere  però  non  trattano  di  cose  scientifiche,  ma  solo  degli 
affari  politici  e  militari  di  quegli  anni.  Sono  unite  a  questo  volume  due 
lettere  con  firma  autografa  del  Cardinale  Alessandro  Albani,  nelle  quali  si 
parla  del  Bar.  Stosch,  dirette  ugualmente  al  Marchese  d'Este. 

Lettere  di  diversi  Cardinali  dirette  al  Card.  Yiseo  da  Silva  legato  delle 
Marche  dal  1532  al  1555.  (Cod.  N.  1591). 

Cod.  cart.  in  fol. 

Sono  58  lettere  autografe,  fra  le  quali  una  del  Bembo,  4  del  Sadoleto. 
Una  dello  Sfondrato  che  fu  creato  Papa  nel  1590  e  prese  il  nome  di  Gre- 
gorio XIV,  e  di  altri  insigni  personaggi. 

Lettere  del  Card*  Giovanni  Salviati  e  del  Card.  Farnese  a  Mons.  Mi- 
chele de  Silva  poi  Card.  Viseo  dal  1525  al  1545.  Sono  copie. 

(Cod.  N.  1592). 

Cod.  cart  in  fol.  pica  del  Sec.  XVIII. 

Lettere  di  diversi  personaggi  ragguardevoli  dall'anno  1518  al  1525. 

(Cod.  N.  1370). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

* 

Le  131  lettere  contenute  in  questo  voi.  sono  importantissime  per  la  storia 
dell'Europa  in  genere,  ma  specialmente  per  quella  d'Italia.  Furono  anni 
disastrosi  per  la  nostra  penisola  ove  le  soldatesche  bistrattavano  orribil- 
mente le  misere  popolazioni,  che  non  avrebbero  saputo  dire  se  più  avevano 
a  dolersi  dei  nemici  o  dei  pretesi  amici. 


sime  le  relazioni  che  vi  si  trovano  sull'assedio  e  battaglia  di  Pavia  in  cui 
Francesco  I  venne  fatto  prigioniero.  Sono  di  molto  interesse  le  lettere  di 
Gerolamo  Negri,  che  fu  poi  Vescovo  di  Chioggia,  piene  di  curiosi  dettagli 


LETTERE  ecc.  213 


sui  personaggi  che  vivevano  a  Roma  in  quegli  anni.  A  questo  volume  fu 
aggiunto  in  fol.  staccati  un  indirizzo  o  voto  scritto  nel  1728  dagli  Abbati 
e  Consoli  della  Camera  dei  Mercanti  diretto  al  Governatore  del  Ducato  di 
Milano  allo  scopo  di  ottenere  che  venisse  introdotta  una  giusta  proporzione 
fra  le  monete  estere  e  quelle  dello  Stato.  Vi  è  pure  un  ìndice  aelle  lettere 
contenute  nel  Codice  con  alcuni  cenni  sui  personaggi  che  le  scrissero. 

Lettere  di  personaggi  del  Sec.  xvi.  (Cod.  N.  1587). 

Sono  85  lettere  autografe.  Ve  n*  è  una  di  Torquato  Tasso  (da  me  pub- 
blicata nell'Arch.  Stor.  Lomb.)  un  decreto  in  cui  vi  è  la  firma  di  Bernardo 
Tasso.  Diverse  di  S.  Carlo  Borromeo,  una  del  Vergerio:  un'altra  di  S.An- 
drea Avellino ,  ed  altre  di  distinti  personaggi.  Moltissime  sono  dirette  al 
March.  Filippo  d'Este. 

Lettere  di  personaggi  del  Sec.  xvn  e  xvm.  (Cod.  N.  1588). 

Sono  HI  lettere  autografe,  fra  le  quali  se  ne  trovano  una  del  P.  Kircher: 
una  del  celebre  Conte  di  Bonneval  ed  altre  di  insigni  letterati.  Le  tre  let- 
tere che  portavano  i  N.  79,  80,  81,  furono  levate  non  si  sa  quando,  e  solo 
rimangono  le  due  ricevute  che  hanno  i  N.  64  e  65. 

Lettere  originali  diverse.  (Cod.  N.  1594). 

Cod.  eart.  in  fol.  del  Sec.  XVI.       * 

Queste  lettere  in  numero  di  47  risguardano  in  massima  parte  la  famiglia 
Borromeo.  Ve  ne  sono  alcune  di  membri  di  quella  casa.  Le  prime  furono 
scritte  dal  vescovo  Filippo  Archinto  che  fu  grande  amico  ai  S.  Carlo  e 
contribuì  moltissimo  alla  sua  canonizzazione.  Nel  voi.  trovasi  l'elenco  delle 
lettere. 

Lettere  diverse  dal  1566  al  1595  risguardanti  Pavia.      (Cod.  N.  1600). 

Sono  originali,  e  per  la  massima  parte  di  Paolo  Emilio  Modegnani  e  di 
Lodovico  Trovamala.  Trattano  di  affari  amministrativi  del  Principato  di 
Pavia. 

Lettere  e  rime  di  autori  diversi.  (Cod.  N.  941). 

Cod.  cart.  in  8<>  del  Sec.  XVI. 

Tre  sono  le  lettere  contenute  in  questo  Codice  e  sono  di  Claudio  To- 
lomeo La  prima  diretta  a  Messer  Dionigi  Atanagi  in  cui  tratta  della  povertà. 
Fu  pubblicata  nelle  lettere  di  M.  Claudio  Tolomei ,  Venezia  Giolito  1 548  a 
pag.  126:  e  dal  Zucchi  nell'Idea  del  Secretarlo,  Tomo  III,  pag.  275. 

La  seconda  a  M.r  Febo  Tolomei  trovasi  nelle  suddette  lettere  a  pag.  195. 
La  terza  a  Mes.  Gerolamo  Bagliamonte  nel  detto  voi.  a  pag.  23. 

Seguono  molti  sonetti  di  argomenti  diversi  senza  nome  d* autore  —  poi 
due  egloghe  del  Varchi.  —  Satira  in  dispregio  delle  donne.  —  Notte  amo- 
rosa. —  Poi  dei  sonetti  di  59  autori ,  alcuni  dei  quali  rimasero  ignoti  al 
Quadrio  ed  al  Tiraboschi.  Inutile  il  dire  che  vi  sono  molte  poesie  inedite 
tanto  fra  gli  autori  ignoti  come  fra  quelli  conosciuti. 


2U  LIBEE  MEDITATIONUM 


Libar  Congregationum  super  editione  Breviarii  Ambrosiani  edita  anno 
1580  et  prò  editione  missalis  edita  1594.  (Cod.  N.  377). 

Cod.  cari,  in  V  del  Sec.  XVI. 

Questo  Codice  è  autografo  ed  è  opera  del  maestro  delle  cerimonie  Gian 
Paolo  Clerici,  come  appare  al  fol.  13  dove  è  scritto  Ego  Magister  etc.  Il  suo 
nome  proprio  qui  om messo  si  trova  però  registrato  in  tutte  lettere  in  altri 
luoghi,  fra  l'altre  nel  primo  fol.  Gian  Paolo  Clerici  era  Oblato  e  fu  due 
volte  Proposto  di  S.  Sepolcro,  e  servì  San  Carlo  in  qualità  di  maestro  delle 
cerimonie.  Sono  uniti  al  voi.  quattro  foglietti  volanti  contenenti  notizie 
sopra  questo  libro.  Il  titolo  che  si  legge  sul  cartone  è  di  mano  di  D.  Carlo 
Tnvulzio.  L'Argelati  notò  altre  opere  del  Clerici,  ma  non  conobbe  questa. 

Liber  Divinae  doctrinae  datae  per  personam  Eterni  Patris  intelectui  lo- 
quentis  admirabilis  et.  almae  Yirginis  Katerinae  de  Senis. 

{Cod.  N.  497). 

Cod.  merab.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Bellissimo  Codice  ben  conservato:  nella  prima  pag.  vi  è  miniata  l'ef- 
figie della  Santa  e  di  un  frate  che  scrive.  Alla  fine  vi  sono  alcuni  fol.  stac- 
cati con  memorie  di  D.  Carlo  relative  a  S.  Caterina,  ed  al  Codice,  che  da 
una  nota  raschiata  che  trovasi  alla  fine,  appartenne,  secondo  lui,  alla  Certosa 
di  Pavia. 

Liber  Hiemalis  Secundum  ordinerò  8.  Ambrosii  Archiepiscopi  Mediolani. 

{Cod.  N.  617). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec*  XV. 

lì  un  antifonario  colle  note  musicali.  Sul  1°  fol.  vi  sono  le  arme  di  casa 
Corio.  É  mutilo:  ha  l' iniziale  miniata:  e  la  sua  legatura  originale. 

Lfber  merfitationum.  QGod.  N.  330). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XIV. 

In  un  fol  di  risguardo  al  principio  del  voi.  trovansi  le  due  note  se- 
guenti :  •  Liber  vere  aureus  certe  concionatori  valde  utilis  si  modo  nactus 

•  sit  intelligentem  lectorem ,  scriptus  est  ante  ducentos  et  eo  amplius 
«  annos  ». 

•  Qui  liber  a  P.  Emanuel  a  Sa  est  visus  et  recognitus  atque  multum 

•  laudatus  ». 

La  prima  di  queste  note  è  di  scrittura  del  sec.  xvi,  la  seconda  di  non 
molto  posteriore. 

Il  P.  Emanuele  Sa  gesuita  Portoghese  insegnò  teologia  in  patria,  poi  a 
Roma.  S'acquistò  fama  di  buon  oratore  predicando  nelle  principali  città 
d'Italia:  fu  impiegato  dal  Papa  per  la  nuova  edizione  della  Biblia.  Mandato 
per  riposarsi  delle  sue  lunghe  fatiche  ad  Àrona  sul  Lago  Maggiore,  vi  mori 
ai  30  Dicembre  1596  nella  casa  professa  dei  Gesuiti,  essendo  nell'anno  66mo 
della  sua  età.  Fu  uomo  assai  dotto  e  scrisse  diverse  opere  di  cui  i  Baoker  die- 
dero la  nota  nella  «  Bibliot.  des  Ecrivains  de  la  Compagnie  de  Jesus  •  I  Serie, 
pag.  466.  Parla  di  lui  anche  il  Moreri  nel  •  Dictionnaire  historique  ■  a  pa- 
gina 1  della  P.  II  del  T.  IX  (Parigi  1759).  —  É  molto  probabile  che  la 
prima  delle  note  surriferite  sia  di  mano  del  Sa,  e  che  la  seconda  sia  stata 
scritta  da  una  persona  ohe  lo  aveva  conosciuto  negli  ultimi  anni  della  sua 


LI8B0  ice.  215 


•zr. 


▼ita  ed  aveva  secolni  pariate  di  questo  Ms.  che  in  seguito  gli  appartenne. 
Manca  il  nome  dell'autore  di  questo  libro  che  malgrado  gli  elogi  fattine 
dal  P.  Sa  rimase  inedito  e  sconosciuto.  Le  meditazioni  sono  precedute  da 
cinque  fol.  che  contengono  un  indice  e  delle  note.  Un  antico  possessore 
nel  Sec.  xv  su  questi  primi  fol.  disegnò  a  penna  alcune  teste  ed  un  lieorno. 

Libar  meditationum  annuntiationis  incarnationis  nativitatis  circumcisionis 
oblationis  tempore  vite  Xpi  passionis  crncifixionis  mortis  resurre- 
ctionis  apparitionum  ascensionis  Xpi  Amen.  (Cod.  N.  543). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice  ha  quarantasei"  grandi  e  Belle  miniature  rappresentanti 
fatti  della  vita  della  B.  Vergine  e  di  Gesù  Cristo.  Nella  miniatura  del 
P  fol.  si  vede  il  Padre  eterno  seduto  in  cattedra  colla  destra  in  atto 
di  benedire,  col  globo  nella  sinistra  e  con  una  moltitudine  di  Angeli  e 
di  Santi  in  adorazione.  Accanto  vi  è  V  insegna  del  convento  colla  leg- 
genda in  un  cartoccio  Bibli.  PP.  CARM.  DISC.  MED.  Il  convento  dei  Car- 
melitani Scalzi  a  Milano  era  accanto  alla  chiesa  del  Carmine  che  ora  serve 
di  parrocchia.  In  fine  si  legge:  •  Explieit  liber  meditationum  età,  come 
nell'intestazione,  e  più  sotto:  •  Iste  liber  est  mei  Xpofori  de  Cassano  ». 

Siccome  il  carattere  di  questa  sottoscrizione  è  uguale  a  quello  del  testo 
è  assai  probabile  che  il  Cristoforo  sia,  se  non  l'autore,  almeno  certo  *ló 
scrittore  del  libro.  Queste  meditazioni  sono  inedite,  e  come  testo  di  lingua 
italiana  avrebbero  meritato  più  di  altre  gli  onori  della  stampa. 

Libar  de  patriarchis,  ossia  catalogo  delle  Chiese  patriarcali  e  dei  titoli 
Cardinalizi  di  Koma,  delle  Chiese  vescovili  di  tutto  il  mondo  e  dei 
potentati  Cristiani,  degli  Ordini  regolari,  ed  infine  alcune  note  sto- 
riche che  arrivano  al  1305.  (Cod.  N.  504). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XIV. 

Liber  nobilitatis  Reip.  Genuae.  (Cod.  N.  1494). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Precede  un  processo  verbale  del  17  Febb.  1603  in  cui  vien  riferito  come 
furono  riposti  i  libri  d'oro  della  Repubblica  Genovese  in  certe  casse  per 
essere  custoditi. 

Libro  del  Jesus  per  uso  di  Massimiliano  Sforza  figlio  di  Lodovico  il 
Moro  Duca  di  Milano.  (Cod.  N.  2163). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Don  Carlo  Trivulzio  scrisse  una  lunga  e  dottissima  dissertazione  illu- 
strando questo  Codice.  Essa  venne  in  parte  stampata  dal  Rosmini  nella  vita 
di  Francesco  Filelfo  (Tom.  IH  appendice  pag\  4  e  seg.)  Io  riprodurrò  la 
nota  unita  al  Codice  ,  ommettendo  solo  alcune  parti  che  mi  sembrano 
inutili ,  perchè  si  riferiscono  alle  diversità  che  si  riscontrano  nell'Ave 
Maria  e  nella  Salve  regina  come  si  recitano  oggigiorno  e  queste  ore 
ghiere  come  sono  scritte  in  questo  Codice:  ed  aggiungerò  alcune  altre 
cose  che  non  furono  notate  da  quel  dottissimo  autore.  Egli  incomincia  la 
sua  illustrazione  col  provare  che  questo  libro  fu  realmente  fatto  per  Mas- 


216  LIBRO  ecc. 


similiano  Sforza.  Riprodurrò  tali  argomenti  nella  descrizione  che  fa  del 
Codice,  poi  seguitando  egli  così  si  esprime: 

Avanti  che  si  descriva  questa  miniatura  è  necessario  dire  qualche  cosa 
di  Massimiliano.  Egli  nacque  sul  fine  del  1491  o  sul  principio  del  1492  da 
Lodovico  Sforza  allora  Duca  di  Bari,  ed  in  seguito  di  Milano  ancora,  e  da 
Beatrice  Estense.  Allorquando  Lodovico  Tanno  1500  perde  Io  Stato  e  la 
libertà  egli  aveva  digia  assicurato  i  suoi  figli ,  cioè  Massimiliano  e  Fran- 
cesco, il  quale  aveva  due  anni  meno  del  fratello  presso  l'Imperatore  Mas- 
similiano di  Germania,  ed  ivi  si  trattennero  sino  all'anno  1512  in  cui  Mas- 
similiano ottenne  lo  Stato  di  Milano  e  lo  resse  fino  al  1515,  nel  quale  anno 
lo  rinunciò,  per  un  appannaggio  di  30  mila  ducati  d'oro,  a  Francesco  I  re 
di  Francia,  nel  cui  regno  visse  il  restante  de*  suoi  giorni,  e  mori  a  Parigi 
intorno  Tanno  1530.  Principe  sfornito  d'ogni  pulitezza,  né  che  punto 
aveva  ereditato  la  virtù  de*  suoi  avi.  —  La  miniatura  pertanto  posta  sul 
1°  fol.  rappresenta  il  Principe  Massimiliano  a  cavallo  coperto  di  armatura 
meno  Telmo  in  testa,  impugnando  nella  destra  il  bastone  di  comando.  Il 
prospetto  della  miniatura  sembra  indicare  la  rocchetta  del  Castello  di  Mi- 
lano, luogo  dove  i  nostri  Duchi  frequentemente  abitavano  (1). 

Sul  fol.  2  leggonsi  i  versi  seguenti: 

t  L'arme  stan  bene  adosso  ad  un  signore 

«  E  le  fere  battaglie  el  crudo  marte 

«  Perchè  con  esse  si  può  far  honore 

«  E  spander  la  sua  fama  in  ogni  parte 

«  Ma  anchor  le  letre  son  con  l'arme  un  fiore 

«  Che  eterna  gloria  insieme  pon  donarte 

«  Sì  che  signor  se  a  letre  ti  darai  * 

«  Fama  immortai  per  tutto  el  mondo  harai  ». 

Sul  terzo  fol.  sono  miniati  ai  lati  due  specie  di  candelabri  composti  di 
ornati:  in  alto  le  lettere  dell'alfabeto  maiuscole  in  oro  sopra  una  lapide 
sotto  cui  sono  ripetute  in  minuscolo.  Al  basso  della  pagina  lo  stemma  Vi- 
sconteo della  biscia  inquartata  coli' aquila  accostata  da  due  puttini.  La  mi- 
niatura chiusa  nella  lettera  iniziale  del  «  Pater  noster  »  col  quale  incomincia 
lo  scritto  rappresenta  Gesù  Cristo  col  disco  cruccerò ,  colla  destra  alzata 
in  atto  di  benedire  e  tenendo  colla  sinistra  il  globo.  Tutte  le  lettere  dei 
capiversi  sono  miniate  e  così  pure  quelle  dell'Ave  Maria,  del  Credo  e  Clelia 
invocazione  alla  croce  che  occupano  il  verso  di  questo  fol.  tutto  il  recto  del 
seguente  e  parte  del  suo  verso  ove  fu  miniata  una  mano  che  tiene  uno 
staffile  sotto  cui  sta  scritto: 

«  Questa  fu  facta  per  noi  ragazzi 

«  E  anchor  per  quei  che  son  bestiai  e  pazzi  ». 

Né  si  creda  che  lo  staffile  fosse  una  vana  minaccia.  Il  Corio  ci  racconta 
che  Galeazzo  Maria  zio  di  Massimiliano  diventato  Duca  si  vendicò  delle 
frustate  ricevute  da  Cola  Montano  suo  precettore  col  farlo  frustare  pubbli- 
camente onde  punirlo  di  un  turpe  delitto  da  questi  commesso. 

Al  verso  dei  fol.  5  leggonsi,  senza  per  altro  alcuna  intestazione  che  ne 
indichi  l'oggetto,  i  complimenti  o  dialogo  ch'ebbe  luogo  fra  l'Imperatore 
e  il  piccolo  Massimiliano.  Sotto  questi  si  leggono  i  versi  seguenti: 

«  Dice  Brunor  che  il  Conte  ad  ogni  posta 
«  Dato  ha  allo  imperador  bella  risposta  ». 

La  stupenda  miniatura  a  pag.  6  rappresenta  il  principino  Massimiliano 


(IJ  Io  credo  piuttosto  che  rappresenti  il  castello  di  Pavia  perchè  è  quella  la  sua  architettura 
e  perchè  è  naturale  che  fosse  di  preferenza  rappresentata  quella  città  di  cui  egli  portava  il  titolo 
di  Conte. 


LIBRO  ecc.  217 


che  porge  i  suoi  ossequii  all'imperatore  Massimiliano.  L* incontro  di  questi 
due  Principi  deve  essere  stato  allorquando  l'Imperatore  venne  in  Italia 
Fanno  1496,  nella  qual  occasione  ebbe  due  congressi  col  duca  Lodovico.  Il 
primo  nel  Luglio  nella  terra  di  Malsio  (luogo  al  di  là  delle  Alpi  al  confine 
della  Germania  dalla  parte  di  Valtellina).  La  seconda  volta,  verosimil- 
mente nel  Settembre  (1)  a  Meda,  terra  discosta  da  Milano  14  miglia.  In 
uno  di  questi  luoghi  pertanto,  ma  più  probabilmente  nel  secondo ,  deve  il 
duca  Lodovico  aver  fatto  presentare  all'Imperatore  il  principino  Massimi- 
liano. In  tale  occasione  furono  recitati  i  complimenti  in  lingua  tedesca 
scritti  nel  fol.  5,  cui  fu  aggiunta  la  traduzione  italiana.  Quanto  alli  abiti 
l'Imperatore  è  vestito  di  lunga  tunica  di  color  celeste,  sopra  la  quale  ha 
una  specie  di  zimarra  di  color  flavo  foderati  di  nobil  pelle.  Dal  collo  gli 

Sende  il  tosone  d'oro.  Il  Principino  è  in  nobil  farsetto.  I  due  personaggi 
ietro  di  questi,  uno  assai  giovane  con  gran  spadone,  forse  sarà  un  paggio, 
l'altro  involto  in  gran  pallio  rosso,  verosimilmente  è  il  Brunor  menzionato 
nei  due  versi  surriferiti  al  pie  della  pag.  5.  Questo  è  il  conte  Brunorio 
Pietra  nobile  Pavese,  la  cui  famiglia  fu  traspiantata  in  Vigevano  nel  tempo 
che  fu  promosso  al  Vescovado  di  quella  città  il  conte  Galeazzo  Pietra.  Il  Sac- 
chetti nel  suo  Vigevano  illustrato  a  pag.  121  dice:  «  Il  conte  Fraucesco 
«  Brunorio  Pietra  fu  molto  amato  e  stimato  dal  duca  Lodovico  Maria  Sforza 
«  del  quale  era  cameriere  maggiore ,  e  perciò  dallo  stesso  Duca  quando 
«  restò  prigione  dell1  esercito  francese  sotto  Novara  fu  dato  al  detto  conte 
«  Brunoro  la  cura  dei  due  figliuoli  Massimiliano  e  Francesco  dal  quale 
«  furono  condotti  in  Alemagna  all'imperatore  Massimiliano  dove  vissero 
«  finché  fu  il  Duca  reintegrato  del  Ducato,  che  poi  fece  il  conte  Francesco 
«  Brunoro  castellano  del  castello  di  Milano,  oltre  molti  altri  gradi  di  onore 
«  che  egli  ebbe,  fra  i  quali  fu  anche  governatore  di  Cremona  e  di  Vige- 
•  vano  »,  così  il  Sacchetti  il  quale  qui  prende  alcuni  abbagli.  Primo  che 
Lodovico  Sforza  fatto  prigioniero  l'anno  1500  affidasse  a  Brunoro  i  due 
suoi  fiffli  acciò  li  conducesse  in  Germania.  Questo  seguì  Tanno  1499  ve- 
dendo Lodovico  il  Moro  che  le  cose  sue  andavano  malamente  mandò  in 
Germania  i  due  suoi  figli  Massimiliano  d'anni  9  e  Francesco  d'anni  7  as- 
sieme di  Princivalle  Visconti  educatore  del  primo.  E  qui  si  noti  che  nono- 
stante che  il  Sacchetti  dice  che  Brunoro  fu  quello  che  condusse  i  figli  in 
Germania  quando  che  dal  Corio  sembra  dedursi  che  tale  incombenza  fosse 
data  a  Princivalle  Visconti.  Ad  ogni  modo  fra  questi  due  scrittori  in  ciò 
non  vi  è  contraddizione ,  imperocché  Princivalle  andò  in  Germania  come 
3)0  di  Massimiliano  (carica  ottenuta  nei  1498  per  la  morte  del  conte  Gian 
Antonio  Borella ,  di  cui  Princivalle  era  suocero)  ed  il  conte  Brunoro  può 
essere  andato  come  aio  di  Francesco  o  come  intendente  di  tutta  la  casa. 
Il  secondo  abbaglio  del  Sacchetti  è  che  il  Duca  rientrato  nel  ducato  (qui 
voglio  credere  che  intenda  parlare  di  Massimiliano)  fece  il  conte  Brunoro 
castellano  del  castello  di  Milano,  quando  si  ha  da  Andrea  da  Prato  autore 
vivente  in  quegli  anni  nella  sua  Storia  di  Milano ,  che  in  occasione  che  i 
Francesi  resero  i  castelli  di  Milano  e  di  Cremona  (an.  1513)  «  in  questo 
«  entrò  Castellano  Messer  Brunoro  Preda  il  quale  el  duca  di  Milano  navea 
«  sino  nella  sua  puerizia  in  Alemagna  servito  :  et  nel  Castel  di  Milano  fu 
«  posto  il  Conte  Francesco  Sforza  ».  —  Qui  si  ponga  mente  che  il  Prin- 
cipino sì  negli  accennati  due  versi: 

«  Dice  Brunor  eh  el  Conte  ad  ogni  posta 
a  Dato  ha  allo  imperador  bella  risposta  » 

come  negli  altri  che  vanno  uniti  alla  miniatura  che  vengono  in  appresso 
egli  è  sempre  chiamato  Conte.  Ciò  prova,  come  dissi ,  che  questo  libretto 


(!)  Vedi  il  Corio  all'anno  1496  od  il  Muratori  Ann.  d'Italia  sotto  il  detto  anno. 

Calai.  Trivulziana  {Stampato  il  6  settembre  1883)  28 


218  LIBRO  ecc. 


appartiene  a  Massimiliano  Sforza  imperocché  il  titolo  di  Conte  di  Pavia  » 
nella  famiglia  dei  nostri  Duchi  era  il  distintivo  del  loro  primogenito* 
Sui  v.  del  fol.  6  leggonsi  i  seguenti  versi  : 

«  Qui  mastro  Ambrosio  dice 
«  Da  de  la  ughette  al  Conte 
«  E  lui  .con  lieta  fronte 
a  Dimanda  del  cappone 
«  Perchè  è  miglior  boccone 
«  Di  che  la  balia  ride 
«  E  tal  question  decide 
«  Dicendo  eh  è  contenta 
«  Un  quadro  li  presenta 
«  Queir  Ottavi an  che  taglia 
«  Zacherin  se  travaglia 
a  Col  vino  a  tuttavia 
«  Resta  poi  in  compagnia 
a  Doppo  che  have  disnato 
«  El  Conte  e  la  Beatrice 
a  Cecilia  Caterina 
«  Che  al  Conte  dan  piacere  ». 

Questi  versi  sono  la  spiegazione  della  miniatura  che  vedesi  al  fol.  8  così 
descritta  da  D.  Carlo. 

La  miniatura  rappresenta  il  principino  Massimiliano  seduto  alla  mensa, 
cioè  a  pranzo.  I  personaggi  che  vi  assistono  sono  i  seguenti  :  Il  Principino  se- 
duto a  tavola  bislunga  :  dirimpetto  la  balia  seduta  che  somministra  il  cibo 
al  Principe:  alla  sinistra  è  seduta  una  persona  che  assiste  anch' egli  al  Prin- 
cipe. Questo,  secondo  me,  è  l'indicato  in  quel  verso:  Quel  Ottavxan  che  ta- 
glia. Il  servo  che  sta  in  piedi  a  fianco  di  Ottaviano  sembra  la  persona  di 
cui  parlano  i  due  versi: 

«  Zaccarin  se  travaglia 
a  Col  vino  a  tutta  via  ». 

Il  personaggio  attempato  vestito  di  lunga  veste  rossa  con  berretta  di 
ugual  colore  situato  dietro  d'Ottaviano  è  Zaccarino  e  che  6ta  osservando 
attentamente  il  Principe  è  maestro  Ambrosio  indicato  nel  primo  verso.  Le 
tre  femmine  dietro  del  Principe  sono  Beatrice ,  Cecilia  e  Caterina  menzio- 
nate nei  penultimi  versi.  Due  dei  suddetti  personaggi  si  può  congetturare» 
chi  siano,  cioè  mastro  Ambrosio  e  Cecilia.  Mastro  Ambrosio  qui  è  posto 
o  per  il  maestro  di  scuola  o  pel  medico..  Io  sono  di  sentimento  essere  il 
medico  e  questo  per  due  congetture.  La  prima  è  che  egli  dice  di  dare  al 
Principino  delle  ughette.  Da  ciò  deduco  l'avvedutezza  del  medico  nell'avere 
premura  che  il  Principe  si  cibi  di  cose  leggeri,  e  che  facciano  buon  sangue, 
come  sono  le  ughette.  La  seconda  congettura  è  che  Andrea  da  Prato  nella 
sua  accennata  Storia  di  Milano  dice  che  partito  da  Milano  il  duca  Lodovico 
Sforza  per  la  Germania  (an.  1499)  la  plebe  ha  saccheggiato  varie  case  no- 
bili, fra  le  quali  quella  del  maestro  Ambrosio  da  Boxate  medico  ed  astro- 
logo ducale.  Da  ciò  s'inferisce  che  questo  medico  era  assai  attaccato  alla 
persona  del  Duca  attesoché  quelle  case  che  in  detta  occasione  patirono  tal 
disgrazia  erano  tutte  di  famiglie  nobili  assai  ben  affette  al  duca  Lodovico. 
Pertanto  da  tutto  ciò  che  qui  si  è  detto  ognun  vede  che  vi  è  tutta  la  pre- 
sunzione di  credere  che  il  maestro  Ambrosio  espresso  nella  presente  mi- 
niatura sia  l'accennato  medico  astrologo  ducale.  Quanto  a  Cecilia  trovo  che 
il  Bellincione  poeta  Fiorentino  al  servizio  di  Lodovico  duca  di  Milano  nelle 
sue  rime  stampate  in  Milano  l'anno  1493  ha  un  sonetto  sopra  tra  ritratto 
di  una  tal  Cecilia  fatto  dal  celebre  Leonardo  da  Vinci. 


LIBRO  ecc.  219 


Ecco  il  sonetto  : 

«  Di  che  te  adiri  a  chi  invidia  hai  natura 

«  Al  Vinci  che  *ha  ritratto  una  tua  stella 

«  Cecilia  sì  bellissima  oggi  è  quella 

«  Che  a'  suoi  begli  occhi  el  sol  par  ombra  oscura. 
«  L'honor  è  tuo  se  ben  con  sua  pictura 

«  La  fa  che  par  che  ascolti  e  non  favella 

«  Pensa  quanto  sarà  più  viva  e  bella 

«  Più  a  te  fia  gloria  in  ogni  età  futura, 
a  Ringraziar  dunque  Lodovico  or  poi 

«  Et  r  ingegno  e  la  man  di  Leonardo 

«  Che  a  posteri  di  lei  voglion  far  parte, 
a  Chi  lei  vedrà  così  ben  che  sia  tardo 

«  Vederla  viva  dirà  basti  ad  noi 

«  Comprender  or  quel  che  è  natura  ed  arte  ». 

Quel  Lodovico  nominato  in  questo  sonetto  s'intende  Lodovico  Sforza 
duca  di  Milano  Qui  introdotto  dal  Bellincione  per  ispiegare  che  la  natura 
deve  ringraziar  Lodovico  e  Leonardo,  perchè  il  primo  coir  ordinare  che  Ce- 
cilia sia  ritratta,  ed  il  secondo  coir  aver  eseguita  l'opera  hanno  ambedue 
fatto  parte  ai  posteri  della  bellezza  che  essa  natura  ha  compartito  a  quella 
donna. 

Altra  bellissima  miniatura  è  quella  che  trovasi  al  fol.  9.  Essa  rappre- 
senta il  piccolo  Massimiliano  che  si  sollazza  guardando  volare  varii  uccelli, 
come  anche  prende  piacere  nel  veder  prendere  lucertine  da  un  paggio.  Di- 
rimpetto al  Principe  sta  un  grave  personaggio  che  fa  cenno  che  la  notte  si 
approssima.  Questi  è  il  conte  Sorella  ajo  di  Massimiliano.  Dietro  al  Principino 
sta  un  giovane  signore  riccamente  vestito,  ed  in  alto  di  un  caseggiato  un 
paggio  che  si  sporge  fuori  da  una  finestra  suonando  il  corno.  Oltre  a  questo 
caseggiato  vi  è  rappresentata  nel  fondo  la  vista  di  un  paesaggio,  e  sul 

Siano  avanzato  una  grossa  torre  formata  con  assise  di  pietra  come  quelle 
ei  torrioni  del  castello  di  Milano.  Nel  fol.  10  leggonsi  i  seguenti  versi 
che  spiegano  il  soggetto  della  miniatura. 

«  Insin  chel  Cornazan  qui  sona  el  corno 
«  Va  Franceschin  pigliando  i  lucertini 
«  E  il  signor  Conte  alla  sua  voce  intorno 
a  Ha  di  fanelli  e  mille  altri  uccellini 
«  Che  fan  gran  festa  a  quel  bel  viso  adorno 
«  Qual  mostra  in  se  mille  angiol  cherubini 
«  Dall'altro  canto  poi  il  Conte  Borella 
a  Dice  eh' è  notte  e  in  ciel  pare  una  stella  ». 

Il  conte  Borella  di  cui  si  parla  in  questi  versi  è  Gian  Antonio  Secco 
nobile  Milanese,  conte  di  Borella  nella  Calabria  e  di  Vimercate  borgata  nel 
Milanese.  Colla  sua  prudenza  e  integrità  egli  si  acquistò  un'ampia  confi- 
denza di  tutta  la  ducal  corte  Sforzesca.  Egli  fu  allevato  in  Corte  del  Duca 
Francesco.  Questo  signore  tanto  l'amò  che  lo  fece  campagno  nella  puerizia 
del  principe  Galeazzo  Maria  suo  primogenito ,  il  quale  lo  prese  in  tanto 
affetto  che  asceso  al  trono ,  dopo  la  morte  del  padre  non  ebbe  affari  che  a 
lui  non  confidasse,  ed  allo  stesso  appoggiò  l'educazione  di  Gian  Galeazzo 
suo  primogenito.  Seguita  poi  nel  1476  la  tragica  morte  di  esso  Duca  il 
conte  Borella  fu  in  ugual  stima  sì  presso  la  Duchessa  tutrice  che  del  gio- 
vinetto nuovo  Duca,  u  quale  molto  se  ne  valse.  Morto  nel  1494  questo  ama- 
bilissimo ma  sfortunatissimo  Principe  che  dal  titolo  ducale  in  fuori  poco 
più  gode  del  proprio  Stato  occupatogli  da  Lodovico  il  Moro  suo  zio  sotto 
il  titolo  di  reggenza,  il  conte  Borella  fu  dal  nuovo  duca  Lodovico  il  Moro 
fette  ajo  del  ai  lui  primogenito  Massimiliano.  Ora  il  mantenersi  il  conto 


fc20  LIBRO  Ecc. 


Borella  presso  tatti  i  Principi  Sforzeschi  in  tanta  stima  da  affidargli  l'edu- 
cazione dei  loro  primogeniti  V  uno  dopo  Y  altro  in  tempo  che  fra  quei  Prin- 
cipi vi  erano  tante  invidie,  fa  ben  conoscere  di  quanta  prudenza  e  integrità 
fosse  egli  dotato.  Quanto  poi  fosse  gratificato  da  essi  Principi  si  vegga 
Gerolamo  Bosso  a  pag.  113  del  suo  libro  intitolato  :  Genealogia  delV  origine 
et  dignità  della  casa  Secca  (Milano  1708  pel  Malatesta).  Vedasi  anche  nella 
Comparizione  di  collegio  dell'anno  1668  delti  sig.  conti  Federico  e  Gian 
Antonio  Secco  Borella,  ove  si  ha  parte  del  privilegio  col  quale  Lodovico 
Sforza  conferma,  Tanno  1495,  il  feudo  di  Vimercate  a  Gian  Antonio  conte 
di  Borella  de'  Secchi,  dove  fra  le  altre  cose  dice  che  Gian  Antonio  era  edu- 
catore di  Massimiliano  Sforza  di  lui  figlio.  Questo  conte  Borella  morì  Tanno 
f  498,  e  fu  sepolto  nella  chiesa  di  S.  Maria  delle  Grazie  in  Milano,  come  si 
ha  dalla  lapide  ivi  esistente  che  gli  fu  posta  dal  figlio  di  lui  Antonio  Maria. 
Al.  v.  del  fol.  10  incomincia  il  Misererò  seguito  dalla  Salve  regina,  colla 

Ìuale  termina  questo  prezioso  Codicetto.  Notisi  che  tutti  i  capiversi  di  queste 
uè  preghiere  sono  miniati.  —  Fin  qui  la  illustrazione  ai  D.  Carlo,  alla 
quale  aggiungo  che  la  seconda  e  la  quarta  miniatura  che  adornano  questo 
prezioso  Codice  furono  sempre  ritenute  opera  di  Leonardo  da  Vinci,  ma  in 
questi  tempi  nei  quali  è  di  moda  di  mettere  tutto  in  dubbio  fu  detto  da 
taluno  che  fossero  opera  del  Bramantino,  e  secondo  altri  di  un  altro  pen- 
nello di  maggior  valore  di  questi.  Il  solo  dubbio  però  che  siano  di  Leonardo 
basta  a  provare  quale  ne  sia  il  pregio.  Circa  T epoca  in  cui  furono  eseguite 
sono  di  opinione  che  non  sono  anteriori  al  1496 ,  per  la  ragione  che  in 
quest'anno  seguì  la  presentazione  del  Principino  all'Imperatore  qui  rappre- 
sentata, né  posteriore  al  1498,  anno  in  cui  cessò  di  vivere  il  conte  Borella, 
{>erchè  trattandosi  di  una  scena  indifferente  come  è  quella  di  prendere  dei 
ucertini  non  avrebbe  dipinto  il  defunto,  ma  bensì  il  precettore  che  trovavasi 
allora  in  carica. 

Libro  d'orazioni  ad  uso  di  Isabella  d'Aragona  vedova  di  Gian  Galeazzo 
Sforza  duca  di  Milano.  (Cod.  N.  Si  44). 

God.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

La  duchessa  Isabella,  per  cui  venne  eseguito  questo  libro  di  preghiere, 
era  figlia  di  Alfonso  duca  di  Calabria  (in  appresso  re  di  Napoli)  e  di  Ippolita 
Sforza  figlia  di  Francesco  I  duca  di  Milano.  Nata  nel  1470  si  maritò  con  Gian 
Galeazzo  Sforza  suo  cugino  nel  1489.  Rimasta  vedova  alli  22  di  Ottobre 
del  1494  continuò  a  dimorare  nel  castello  di  Pavia  sino  al  1500,  anno  in 
cui  si  ritirò  nel  ducato  di  Bari  a  lei  donato  nell'Agosto  dell'anno  prece- 
dente da  Lodovico  il  Moro  quando  si  rifugiò  in  Germania.  In  quella  occa- 
sione^ esìi  pregò  la  duchessa  Isabella  di  confidargli  il  figlio  suo  Francesco 
Maria  che  era  nato  nel  1 490 ,  ma  essa  temendo  per  la  vita  del  legittimo 
erede  del  ducato  se  affidato  a  chi  gli  aveva  usurpato  il  trono ,  k>  ricusò , 
ed  ugualmente  male  gliene  incolse,  che  Lodovico  XII  nel  Novembre  del 
1499  lo  portò  seco  in  Francia  /dove  mori  per  una  caduta  da  cavallo,  se- 
condo alcuni  nel  1511,  e  nel  1504  se  devesi  ritenere  per  vero  ciò  die  scrisse 
il  Giovio  nel  libro  V  degli  elogi  degli  uomini  di  guerra,  nel  l'elogio  di  Isa- 
bella. Tralascio  di  ripetere  quanto  fu  detto  sulle  vicende  di  questo  sventu- 
rato Principe,  perchè  estranee  al  Codice,  sólo  faccio  rimarcare  la  data  della 
sua  morte,  perchè  servirà  a  determinare  Y  età  del  Codice.  La  duchessa  Isa- 
bella ebbe  due  altre  figlie;  la  prima  Bona  nata  nel  1491  fu  maritata  nel 
1518  con  Sigismondo  re  di  Polonia.  Rimasta  vedova  nel  1548  si  ritirò  nel 
ducato  di  Bari  e  vi  mori  nel  1558.  —  La  seconda  per  nome  Ippolita  nata 
nei  1493  morì  nel  1501.  La  duchessa  Isabella  morì  in  Napoli  alh  11  di  Feb- 
braio del  1524  e  fu  sepolta  nella  chiesa  di  S.  Domenico  dei  Domenicani. 

Ciò  premesso  credo  di  poter  asserire,  con  buon  fondamento,  che  il  Codice 


LIBRO  ecc.  221 


venne  eseguito  fra  il  1511  ed  il  1518,  differendo  in  ciò  dall'opinione  di 
D.  Carlo  Trivulzio,  che  in  una  nota  premessa  al  volume,  lo  vuole  eseguito 
nel  1500,  quando  cioè  la  duchessa  Isabella  si  ritirò  a  Bari.  In  appoggio 
della  mia  opinione  osservo  che  in  nessun  luogo  del  Codice  è  fatta  menzione 
né  del  marito  Gian  Galeazzo,  né  del  figlio  loro  Francesco  Maria .  né  della 
figlia  Ippolita ,  tutti  defunti ,  mentre  invece  quello  della  Bona  e  ripetuto 
dodici  volte  nelle  dieci  preghiere  in  cui  la  raccomanda  a  Dio.  Se  il  Codice 
fosse  stato  eseguito  dopo  il  151 8  questa  Principessa  sarebbe  stata  qualifi- 
cata col  titolo  di  Regina,  e  vi  sarebbe  stato  aggiunto  il  nome  del  marito 
di  lei  Sigismondo.  Una  sola  volta  poi  a  pag.  73  è  nominata  la  duchessa 
Isabella.  —  Al  Codice  originale  furono  aggiunti  due  quaderni,  uno  al  prin- 
cipio, l'altro  alla  fine  :  sembrano  però  scritti  dalla  stessa  mano  ;  non  così 
le  iniziali  miniate  che  sono  assai  meno  belle. 

La  prima  pagina  del  Codice  originale  che  in  causa  dell'aggiunta  ora  è 
la  17,  è  interamente  coperta  di  miniature  divisa  in  15  compartimenti.  In  quello 
di  mezzo,  assai  più  grande  di  tutti  gli  altri,  sta  la  Vergine  col  Divin  putto 
in  braccio  circondata  ai  piedi  dalle  anime  del  purgatorio  che  a  mezza  per- 
sona escono  dal  suolo.  Sotto  queste  vi  sono  quattro  linee  di  testo  ed  al  pie 
della  pagina  lo  stemma  bipartito  d'Aragona  e  Visconteo  con  due  puttini 
ai  lati.  A  compire  la  pagina  vi  sono  in  giro  altri  13  compartimenti  con 
figure  di  Santi.  La  pagina  precedente  che  appartiene  al  quaderno  aggiunto 
e  fa  riscontro  alla  17*  fu  miniata  dallo  stesso  artista  ed  è  divisa  in  9  com- 


pone dei  Magi:  la  risurrezione:  l'ascensione:  la  pentecoste:  l'assunzione 
della  Vergine.  Queste  miniature  sono  assai  belle  e  molto  fine,  come  lo  sono 
pure  le  grandi  iniziali  che  si  trovano  in  gran  numero  nel  volume,  con  fregi 
anche  sui  margini.  Esse  non  hanno  a  che  fare  colle  miniature  che  si  tro- 
vano nei  diplomi  ducali  di  quel  tempo,  né  con  altre  di  scuola  Lombarda, 
e  ciò  m'induce  a  credere  che  il  Codice  non  fu  fatto  a  Milano,  né  a  Pavia, 
ma  bensì  nell'Italia  meridionale:  ed  anche  questo  starebbe  in  favore  del- 
l'epoca in  cui  a  mio  giudizio  venne  fatto  il  Codice,  cioè  quando  la  duchessa 
Isabella  era  stabilita  a  Bari.  Le  intestazioni  delle  preghiere  sono  scritte  in 
oro  ed  in  italiano,  mentre  tutte  le  preghiere  sono  in  latino,  e  sono  in  parte 
assai  diverse  da  quelle  ora  comunemente  usate  da  noi. 

Libro  (il)  di  meraviglie  chiamato  Felix.  (Cod.  N.  184). 

Cod.  eart  in  fol.  del  Sec.  XV  di  fol.  143  più  uno  bianco. 

Al  fol.  44  vi  è  la  nota  seguente  -.  «  Nota  che  in  questo  locho  che  co- 
«  menza  ma  al  tempo  prexente  siegue  lo  libro  nostro,  imperoche  dal  prin- 
«  cipk)  fin  in  questo  locho  io  lo  fezii  accopiare  perchè  era  perso  due  quaderni 
«  del  diete  libro  ». 

Infatti  la  scrittura  dei  primi  tre  quaderni  è  di  mano  diversa,  e  vi  sono 
due  fol.  ed  il  verso  di  un  altro  copiati  di  troppo  e*  quindi  in  doppio. 

Quest'opera  è  un  trattato  di  morale  che  si  finge  scritto  da  un  monaco 
chiamato  Felix.  Lo  credo  inedito;  è  scritto  in  buona  lingua. 

Iftfbro  di  varie  cose  spirituali  di  me  6.  B.  F.  (Cod.  N.  362). 

9 

Cod.  cart.  in  16°  del  Sec.  XVII. 

Il  titolo  soprascritto  si  trova  in  un  fol.  di  risguardo  colla  data  1629.  In 
una  nota  che  si  trova  scritta  nella  parte  interna  del  cartone  questo  libro, 
che  sarebbe  autografo,  è  attribuito  a  6.  Battista  Faggi  da  Desio  uomo  di 


222  LIBKO  ecc. 


gran  pietà,  che  vien  citato  dall' Argelati  «  Bib.  Scrip.  Med.  »  T.  II,  col.  587 
come  autore  di  due  opere  che  vennero  stampate  a  Milano.  Egli  non  citò 
questa. 

Libro  di  preci  ed  orazioni  per  i  disciplini  di  S.  Agata.    (Cod.  N.  383). 

Cod.  cart.  in  4°  del  1476. 

■ 

Incomincia  : .  «  Questo  sia  lo  offitio  de  la  assumptione  de  la  gloriosa  Ver- 
a  zene  Maria  ». 

Al  v.  del  fol.  xi  vi  è  la  nota  seguente:    «  Hunc  librum  fecerunt  fieri 

«  discreti  viri  disciplinati  dns  Imolus  de  Crispis  qui  est  prior  Scholae  ec- 
ce clesie  Sancte  Agathe  Mediolani.  Et  Xpoforus  de  Cataneis  qui  est  subprior 
«  ejusdem  scole.  Ad  honorem  dei  nec  non  Virginis  Marie  et  beate  Virginis 

«  et  martiris  Agathe  et   omnium  Sanctorum.  Amen.  Anno  dm  1476  die 

«17  Mensis  Septembris.  Regnante  domno  nostro  YEù  Xpo  in  secula  secu- 
«  lorum.  Et  duce  Galeaz  Maria  quinto  anguigero  Mediolani  regnante.  Et 
«  hic  liber  scriptus  fuit  nomine  supradicte  scole  per  bernardum  marti - 
«  gnonum  in  edibus  hospitalis  magni  novi  Mediolani  locatum  ». 

Segue  la  «  Tabula  hujus  libri  ». 

Di  queste  preghiere  ve  ne  sono  in  latino,  ma  la  massima  parte  sono  in 
italiano.  Vi  furono  aggiunti  otto  fol.  di  carattere  poco  posteriore  contenenti 
preghiere,  ma  ne  devono  mancare  altri,  perchè  l'ultima  non  è  finita. 

i/  oratorio  della  confraternita  di  S.  Agata  era  posto  sul  piazzale  di  S.  Na- 
zaro  Maggiore.  Il  Lattuada,  Descrizione  di  Milano,  T.  II,  pag.  314,  dà  molte 
notizie  intorno  a  questa  confraternita  che  era  antichissima. 

Libro  di  preci  ad  uso  dei  disciplini  di  S.  Marta.  {Cod.  N.  416). 

Cod.  cart.  in  4Q  del  Sec.  XV. 

»      Altro  ad  uso  della  stessa  scuola.  (Cod.  N.  417). 

»  ld.  id.  *  (Cod.  N.  418). 


»  Id.  id.  in  8°.  (Cod.  N.  419). 

Vi  sono  in  questi  quattro  Codici  molte  laudi  in  versi  italiani.  La  piccola 
chiesa  di  S.  Marta  oratorio  de*  disciplini  alla  Romana  era  posta  in  un  vi- 
colo a  sinistra  della  chiesa  di  S.  Giorgio  in  palazzo.  Ora  non  ne  rimane 
più  vestigio.  Fu  il  primo  fondato  in  Milano,  e  perciò  questa  confraternita 
de'  disciplini  aveva^la  precedenza  sopra  tutte  le  altre,  vedi  Lattuada,  De- 
scrizione di  Milano/ T.  ili,  pag.  142. 

Libro  di  preci  ed  i  sette  salmi  penitenziali  ad  uso  dei  Disciplini. 

(Cod.  N.  540). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

É  mutilo  in  fine:  ha  le  iniziali  miniate  con  figure.  La  regia  scuola  o 
confraternita  di  S.  Bernardino»  cui  apparteneva  questo  libro  era  situata  sul 
piazzale  de'  PP.  minori  conventuali  ai  S.  Francesco  in  Milano,  e  fu  sop- 
pressa con  decreto  della  Giunta  Economale  delli  8  Gennaio  1778. 


•»* 


LIBEO  ecc.  223 


Libro  di  Note  musicali  per  le  Messe  di  rito  Romano.        (Cod.  N.  597). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Libro  di  predizioni  astronomiche  o  astrologiche.  (Cod.  N.  717). 

Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec.  XV. 


*  quinta  ».  Questi  se  non  fu  l'autore  fu  per 
possessore  del  Codice  e  si  servì  di  un  atto  da  lui  rogato ,  in  pergamena, 
nel  1477.  Indictione  X  per  farvi  la  sopraccoperta.  Questo  ci  dà  una  data 
certa  sull'epoca  in  cui  ebbe  il  Codice,  che  sarebbe  il  1472  nel  quale  cade 
l'indizione  quinta,  a  meno,  che  fosse  il  1487.  Il  libro  incomincia  coi  prono- 
stici per  ciascun  mese  o  costellazione,  sulle  qualità  che  avranno  i  bambini  : 
ed  in  seguito  nota  i  giorni  fasti  e  nefasti,  ed  altre  osservazioni  consimili. 

Libro  de  nobili  Veneti  aggiustato   a  primo  Marzo  1628,  con  tutte  le 
casate  fatte  da  novo  et  tutte  le  gentildonne  venete  maritate. 

(Cod.  N.  1188). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Libro  delle  famiglie  ascritte  alla  Nobiltà  Veneta.  (Cod.  N.  1392). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

1°  fol.  «  In  chomenzia  il  primo  nascimento  de  le  nobilissime  famiglie 
«  e  schiate  e  casate  de  Ja  inchlita  alma  zita  de  Venezia  chon  le  sue  digne 
«  e  laudabile  insegne  zoè  quale  che  al  presente  si  atrovino,  le  pasate  che 
«  aora  non  sono  de  le  loro  famiglie  chusi  antiche  chome  quelle  che  perle 
«  suo  degne  opere  aggiornata  sono  sta  chiamate  nobilissime  degne  de  i 
«  loro  glorioxo  chonsiglio  ». 

Termina  l'elenco  delle  famiglie  al  fol.  100,  dopo  il  quale  ve  ne  sono  5 
bianchi.  Al  fol.  106  incomincia  la  -serie  dei  dogi,  ciascuno  dei  quali  ha  una 
breve  notizia  sulla  data  della  sua  elezione ,  della  sua  morte ,  e  sul  luogo 
della  sua  sepoltura  :  accaùto  vi  è  lo  stemma  di  ciascuno  sormontato  dal 
corno  ducale  colorito.  A  questa  serie  precede  la  seguente  intestazione  : 
«  Questi  sono  tuti  i  doxi  Veneziani  prima  fati  in  rachiana  zoè  in  zita  nuova 
«  abitando  in  quel  tempo  Veneziani  in  quel  luogo  poi  trasferidi  in  Mala- 
«  jnocho  :  prima  i  fezono  i  maistri  di  cavalieri  per  anno  uno  per  uno,  ri- 
ti tornò  a  far  doxi  chomo  prima  et  eziam  sono  nominati  qui  soto  tutti  i 
«  doxi  fati  in  Rivoalto  zoe  in  Veniexia  per  infino  a  questo  zorno  che  idio 
«  per  longro  tempo  in  grandissima  potenzia  e  stato  i  conservano.  Prima  i 
«  doxi  fati  in  Rachiana  zoè  in  zita  nuova  »>. 

Termina  al  fol.  119  coir  elezione  del  doge  Zuan  Mocenigo  eletto  nel  1478, 
ma  vi  sono  lasciati  in  bianco  gli  spazi  per  mettere  la  cifra  dell'anno,  mese 
e  giorno  della  durata  del  suo  dogfcao,  terminando  colle  parole,  e/o  sepelito. 
Queste  ommlssioni  provano  che  il  Codice  fu  scritto  prima  del  1485,  anno 
in  cui  morì  ai  5  di  Novembre  Giovanni  Mocenigo.  Al  fol.  40  parlando  della 
famiglia  Riario,  dice  che  fu  ascritta  al  Gran  Consiglio  il  12  Settembre  1481 
al  tempo  del  conte  Gerolamo  Riario,  quindi  abbiamo  i  due  estremi  limiti  per 
fissare  l'età  del  Codice  in  quei  quattro  anni  fra  il  12  Settembre  1481  ed  il 
5  di  Novembre  del  1485.  Le  casate  Venete  sono  in  ordine  alfabetico.  In 
margine  a  ciascuna  di  esse  vi  è  il  suo  stemma  colorato.  Una  breve  notizia 
ci  informa  della  loro  provenienza,  deiranno  in  cui  furono  ascritte  al  Gran 


224  LIGOBIO  PIERO 

Consiglio,  delle  chiese  da  loro  edificate,  e.  secondò  i  casi  nella  persona  di 
chi  si  sono  estinte  :  né  vi  mancano  le  notizie  storiche.  Devo  però  avvertire 
che  non  sempre  sono  esatte  le  indicazioni  per  le  famiglie  che  non  sono  pret- 
tamente Venete.  Malgrado  ciò  il  Codice  è  assai  pregevole,  perchè  ci  dà 
notizia  di  un  numero  grandissimo  di  famiglie  che  furono  ascritte  alla  no- 
biltà Veneta.  Fra  i  molti  libri  di  questo  genere  iche  mi  capitarono  fra  le 
mani  non  ne  ho  trovato  alcuno  che  sia  più  ampio  e  che  contenga  un  mag- 
gior numero  di  casate  e  di  informazioni. 

$ 

Libro  di  Soldati  di  Milizia  levati  Tanno  1647  pertinenti  alla  pieve  di 
Brivio  riviera  di  Lécco  et  Valsasina  assegnati  alla  compagnia  di 
Cornelio  Nocca.  (Cod.  N.  1607). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVII.  Autografo. 

» 

Libro  della  riscossione  delle  biade  nella  Prov.  di  Pavia  per  S.  M.  Cesarea 
nel  1558  fatto  per  Cornelio  Beaqua.  (Cod.  iV.  1625). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI.  Autografo. 

Lignaggi,  ovver  generazioni  quali  sono  discesi  di  Adam  et  di  Eva. 

(Cod.  N.  95). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec  XIV. 

Il  Cod.  incomincia  colla  seguente  intestazione  in  rosso: 
«  Qui, si  descrive  per  ordine  i  lignaggi  overo  generationi  i  quali  sono 
«  disciesi  di  Adam  primo  nostro  patire  et  di  Eva  sua  compagnia.  Et  por- 
«  remo  le  ètadi  del  secolo  et  del  tempo  ch'elle  bastarono  per  melglo  di- 
-  «  mostrare  l'origine  delle  cose  passate  l'una  dopo  l'altra.  Et  conteremo  de 
«  i  principali  signori  ke  furon  dopo  Adam  primamente  dui  incominciò  la 
«  prima  età  del  secolo  ».  Ad  alcuni  fatti  della  Bibbia  sono  mescolati  in  questo 
opuscolo  i  più  strani  racconti  di  storia  profana.  A  quanto  panni  Fautore 
di  questo  compendio  dovrebbe  essere  toscano.  Il  Codice  non  è  certamente 
originale,  ma  è  una  copia  sincrona.  Lo  deduco  dal  vedere  che  in  diversi  % 
luoghi  si  trovano  aggiunte  delta  stessa  mano  delle  parole  che  l'amanuense 
aveva  ommesso  di  copiare ,  e  ve  ne  sono  pure  alcuni  nei  quali  manca  il 
senso,  perchè  evidentemente  il  copista  saltò  Qualche  linea.  Credo  che  questo 
opuscolo  sia  inedito.  Non  è  citato  nel  Vocabolario  della  Crusca,  ma  potrebbe 
stare  benissimo  fra  i  testi  di  lingua.  Termina  al  verso  del  fol.  26  con  alcuni 
precetti  che  dice  trovati  nel  libro  della  Sibilla  Tiburtina. 

LIG0RI0  Pmno.  (Cod.  N.  611). 

Cod.  cari  in  foj.  mas.  del  Sec.  XVI  di  carte  41. 

Fol.  1.  t  Trattato  delle  antichità  XLVII  di  Pyrrho  Ligorio  patritio  Na- 
«  poletano  et  cittadino  Romano  nel  quale  si  dichiarano  alcune  famose  ville 
«  et  particolarmente  dell'antichità  di  Tivoli  dedicato  all' Illustrissimo  et 
«  Reverendissimo  Cardinal  Farnese  ». 

Questo  titolo  è  tutto  in  lettere  maiuscole. 

Pirro  Ligorio  Napoletano  morto  nel  1583  alla  Corte  di  Ferrara,  dove  era 
stato  nominato  suo  antiquario  dal  duca  Alfonso  II  scrisse  diverse  opere , 
alcune  delle  quali  furono  stampate.  La  più  considerevole  è  Quella  tuttora 
inedita,  meno  alcuni  opuscoli,  sulle'  Antichità  divisa  in  30  voi.,  che  venne 
assai  lodata  dal  Muratori,  dal  Maflfei,  dal  Tira  boschi  e  da  alivi,  ma  più  par- 
ticolarmente dal  Tafuri,  che  nel  voi.  VI  degli  Scrittori  Napoletani  raccolse 


DONATI  AELI1 

GRAMMATICA    ad   USUM 

MAXI  MILt  ANI   SPHORTIAE  ECC. 
Codice  N?  2167  .  Pagina  N?  139 


f'ol*irar  CWU  Crore  Milano 


Bliotipu  C  Fwrvr.o  *  Fi 


Citfi 


LITAXIÀE  TBIDTTANAE  »** 


le  testimonianze  di  stima  di  cui  gli  fwoao  prodigai  i  sovTacitati  astori. 
Quei  trenta  volumi  sulle  Antichità  comperati  dal  duca  Carlo  Emanuele  di 
Savoia  per  18  mila  ducati  sono  ora  custoditi  nell'Archivio  di  Stato  a  Torino. 
Vuoisi  però  che  l'opera  completa  fosse  di  40  volumi,  e  che  dieci  se  ne  tro- 
vassero nelle  Bib.  Reale  di  Napoli,  avendo  il  Bjoerastaehl  asserito  ne'  suoi 
viaggi  di  averli  veduti  ed  esaminati,  e  che  altri  dodici  volumi  esistessero 
Mila  Vaticana.  Io  non  ho  avuto  campo  di  fare  i  necessari  confronti ,  ma 
sarebbe  buona  cosa  il  verificare  se  i  Codici  di  Napoli  e  di  Roma  conten- 
gono materie  diverse  di  quelle  che  sono  nei  Mss.  Torinesi. 

Il  Codice  Trivulzàano  e  autografo,  in  carta  turchina  come  quelli  di  To- 
rino. Molti  di  quei  volumi  sono  dedicati  al  duca  Alfonso  II  di  Ferrara. 

Questo  invece  lo  è  al  Cardinal  Farnese.  Dovrebbe  corrispondere  al  vo- 
lume XX  della  collezione  di  Torino ,  nel  Quale  si  tratta  ugualmente  delle 
Antichità  di  Tivoli ,  essendovi  però  qualche  leggera  differenza  nel  titolo 
e  mancandovi  la  dedica  al  Card.  Farnese.  Ma  quest'ultimo  è  assai  più  vo- 
luminoso e  contiene  moltissimi  disegni  e  piante  di  edifici ,  specialmente 
della  villa  Adriana,  che  non  sì  trovano  nel  Codice  Trivulzio.  Il  Grevio  nel 
•  Thesaurus  Antiquitatum  Itat.  • ,  T.  VIII ,  P.  IV.  pubblicò  la  descrizione 
delle  Antichità  di  Tivoli  con  una  traduzione  latina-  Notabilissime  sono  però 
le  differenze  che  esistono  fra  il  testo  pubblicato  dal  Grevio  e  quello  del 
Cbd.  Trivulziano,  e  tali  che  si  potrebbero  dire  due  lavori  diversi,  se  qualche 
volta, non  avessero  per  alcune  linee  il  medesimo  testo.  Nella  Ed.  Greviana 
mancano  le  iscrizioni  che  abbondano  nel  Codice  Trivulzio.  La  stessa  osser- 
vazione può  essere  fatta  sulle  differenze  che  esistono  fra  il  Codice  Torinese 
e  quello  stampato  dal  Grevio.  per  cui  si  possono  ritenere  tre  lavori  diversi. 
Questo  della  Trivulziana  sembrami  un  estratto  del  lavoro  contenuto  nella 
grande  opera  del  Ligorio.  Lavoro  fatto  per  il  Cardinal  Farnese  al  quale 
venne  dedicato. 

LIPPI  Lobenzo.  —  11  Malmantile  racquistato  Poema  di  Parlane  Zipoli 
Fiorentino  al  Ser.mo  Sig.  Principe  Card.  Ippolito  di  Toscana. 

(Cod.  M  986). 

CaL  cart  ia  *  del  Sec  XVII. 

Questo  Cod.  dovrebbe  essere  sincrono  dell'autore.  In  fine  vi  e  la  chiave 
dei  nomi.  la  questa  Biblioteca  vi  sono  tre  esemplari  della  prima  edizione 
di  questo  poema  del  1616:  due  dei  quali  in  carta  grande  intonsi  colla  pre- 
fazione di  Giovanni  Celli  che  è  assai  rara  non  avendone  egli,  a  quanto  pare, 
fattane  tirare  che  una  cinquantina  di  copie,  che  in  seguito  cercò  di  riavere 
e  distruggere. 

Litaniae  dulcissimi  et  melKfhti  doctoris  et  Àbbatis  Sancti  Bernardi. 

(Cod.  N.  332). 

Coè.  parte  nwrab.  e  parie  cart  in  12»  dèi  Sec.  XV. 

Vi  sono  altre  orazioni  attribuite  allo  stesso  Santo. 
Litaniae  Ambrosianae.  (Cod.  N.  333). 

Cod.  mesti),  m  42°  del  Sec  XV. 

Sono  tutte  colle  note  musicali. 
Ulani*»  Triduawae.  (Cod.  N.  514). 

Cod.  cart  in  *  dei  Sec  XV. 

Questo  Codice  fu  scritto  certamente  dopo  il  1356,  trovandosi  notato  che 

Colai.  TrkmUiana  {Stampato  ti  6  settembre  1883)  29 


226  LUALDI  IGNAZIO 


.<•*• 


in  quell'anno,  Giovanni  vescovo  di  Cremona  per  licenza  accordata  dal  pro- 
tonotario  e  legato  apostolico  Montelongo  consacrò  i  sette  altari  nella  chiesa 
di  San  Simpliciano.  Lo  credo  di  mezzo  secolo  posteriore,  stantechè  alla  fine 
del  Codice  vi  sono  notati  i  giorni  in  cui  erit  pascha  a  principiare  dal  1410. 
Deve  aver  appartenuto  ad  un  ecclesiastico  addetto  alla  chiesa  di  S.  Am- 
brogio, perche  vi  è  fatta  menzione  particolare  di  quella  basilica ,  e  sono 
notate  in  rosso  le  feste  commemorative  di  quel  Santo ,  cosa  non  fatta  per 
altri,  e  neppure  per  le  più  grandi  solennità.  È  ornato  da  molte  e  graziose 
miniature  nelle  lettere  iniziali.  È  pregevole  anche  per  le  notizie  che  se  ne 
possono  cavare  circa  le  chiese  e  la  topografìa  di  Milano. 

LIVIO  Tito.  [Cod.  N.  166). 

Cod.  raemb.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Fol.  1.   «  Qui  incomincia  il  proemio  sopra  el  primo  libro  dela  prima  deca 

•  de  le  istorie  romane  compilata  per  lo  excellente  et  sovrano  autore  Tito 

•  Livio  felicemente  •  '. 

Questo  prezioso  Codice  ricco  di  bellissime  ed  assai  curiose  miniature 
colle  iniziali  in  oro  contiene  quello  stesso  volgarizzamento  della  prima  de- 
cade di  Tito  Livio  che  fu  stampato  in  Firenze  da  Luca  di  Giovanni  Bonac- 
corsi  cartolaio  e  indirizzato  a  Bernardo  di  Nicolò  Cambini.  Intorno  a  questa 
edizione  vedasi  quello  che  scrisse  l'Argelati  nella  Biò.  de'  Volgarizzatori , 
il  quale  dice  di  parlarne  sulla  fede  di  M.r  Fontanini  non  sovvenendogli 
d'aver  veduto  questo  libro  rarissimo.  Un  esemplare  di  esso  trovasi  nella 
Trivulziana.  *  Alcuni  attribuirono  questo  volgarizzamento  al  Boccaccio ,  e 
certamente  la  dicitura  del  Codice  è  in  buonissimo  italiano  con  alcuni  ar- 
caismi. In  una  carta  al  principio  del  Cod.  è  scritto  pure  in  carattere  del 
sec.  xiv  una  «  nota  de  li  uomini  de  li  Ufficiali  et  de  le  dignità  de  de  li  antichi 
«  Romani  si  come  homini  degni  di  perpetua  memoria  » .  Indi  seguita  collo 
stesso  carattere  del  Codice  la  «  Tabula  de  le  rubriche  sopra  il  libro  de  la 

•  prima  deca  ». 

Termina  il  Cod.  colle  seguenti  parole:  «  Qui  finisce  il  decimo  libro  et 
«  ultimo  della  prima  deca  delle  storie  romane  di  Tito  Livio  sovrano  autore. 
«  Qui  soripsit  scribat  semper  cum  domino  vivat  »  più  sotto  leggesi  :  «  Ex 

«  bibliotheca  111."1  D.  Don  Mathei   de  Barresio  facta  anno   XpT  1531   ». 
Questo  Codice  fu  scritto  e  miniato,  senza  dubbio,  in  Toscana. 

LODI  Defendente.  —  Historia  della  famiglia  Vistarmi.     (Cod.  N.  1776). 

Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Non  arriva  che  al  lib.  VI,  cioè  sino  all'anno  1552.  Vi  dovevano  essere 
altri  libri  in  seguito.  Il  lib.  VII  è  annunciato  dall'autore  alla  fine  del  VI. 

LOYOLA  (Ignatius  de).  —  Exercitia  Spiritualia.  {Cod.  Df  4?3). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVI. 

LUALDI  Ignazio.  —  Storia  compendiosa,  con  la  serie  cronologica  ed 
alfabetica  degli  individui  del  Consiglio  generale  della  città  di  Milano 
tanto  nei  scorsi  secoli  quanto  al  presente.  (Cod.  N.  1769). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII  (17*4. 


LUCANUS  (M.  ANNEUS)  227 


LUCANOS  (M.  Annabus).  —  Pharsalia.  (Cod.  N.  961). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XIV. 

Incomincia  col  noto  Epitafio  di  Lucano  :  Cordoba  me  genuit  rapuit  vero 
prètta  etc. 

In  fine  leggesi  di  carattere  antico,  ma  non  della  stessa  mano  che  scrisse 
il  Codice: 

Explicit  IH.  Lucani  anno  mgccIxxiii. 

Appartenne  già  alia  famiglia  Anguissola.  É  ricco  di  miniature,  che  sono 
intramezzate  al  testo:  ha  le  iniziali  dei  canti  ornate  di  fregi,  miniate  e 
dorate.  I  capoversi  de'  paragrafi  nei  quali  è  diviso  ciascun  libro  sono  an- 
ch'essi distinti  con  iniziali  in  oro  sopra  fondo  azzurro.  A  pie  della  prima 
vi  è  uno  stemma.  Cinque  fra  le  miniature  sopradette  occupano  quasi  in- 
teramente la  pagina.  Altre  undici  sono  nel  campo  della  lettera  iniziale  di 
ciascun  libro  del  poema.  É  singolare  l'idea  ch'ebbe  il  miniatore  di  distin- 
guere le  insegne  delle  due  fazioni  mettendo  nella  bandiera  dell'uno  l'aquila 
nera  in  campo  d'oro,  nell'altro  i  gigli  della  casa  reale  di  Francia:  cosa 
che  aveva  fatto  sospettare  a  taluno  che  il  Cod.  fosse  francese.  Ma  ciò  non 
è;  la  scrittura  e  lo  stemma  sono  troppo  evidentemente  italiani  per  muo- 
verne dubbio.  Diversi  furono  i  giudizi  sull'autore  di  queste  miniature  rite- 
nute da  tutti  bellissime.  Alcuni  le  attribuiscono  a  Nicolò  da  Bologna  ed  a 
Iacopo  suo  figlio  :  altri  le  disse  di  Taddeo  Gaddi ,  e  taluno  le  volle  opera 
del  celebre  Giovanni  da  Milano.  Vi  è  unita  una  lettera  dell' Ab.  Mazzuchelli 
diretta  al  M.M  G.  Giacomo  Trivulzio  relativa  al  Codice. 

LUCANUS  (M.  Annkus>  —  Pharsalia.  (Cod.  N.  692). 

Cod.  memb.  in  fol.  picc.  del  Sec  XV 

Nella  carta  di  riscontro  al  v.  in  una  ghirlanda  d'alloro  con  puttini , 
leggesi  in  oro  :  LVCANI  CORDVBIENSIS  VIRI  CIBARISSIMI  LIB  IN- 
\  CIPiT  FELICITER. 

Il  1°  fol.  è  contornato  da  uu  bellissimo  fregio  miniato  con  paesaggi,  pro- 
spettive, pattini  e  bestie  :  al  pie  della  pagina  lo  stemma  Gonzaga..  Il  testo 
ha  la  prima  lettera  dorata  e  miniata,  ed  è  preceduto  dal  noto  Epigramma 
Oordma  me  genuit.  I  fogli  dove  incominciano  i  libri  seguenti  sono  tutti 
miniati  nello  stesso  genere  del  primo ,  ma  soltanto  da  tre  lati ,  e  senza  In 
stemma.  In  fine  leggesi  la  seguente  sottoscrizione  in  lettere  capitali  alter 
nate  azzurro  e  rosse: 

EXPLICIT  LIBER  VLTIMVS_ 
LVCANI  DEO   GRATIAS   AMÈ 
RAPHAEL  B/  DE   F  EXPLEVIT 
«  .  HOC  OPVS  DIE  XXVI  IVLII 

MCCCCLVI  SVB  DOMINIO 

ILLVSTRISSIMI  DNI  DI  LO 
DOVICI  DE  GONZAGA  MARCHIO 

MANTVE  C  ducali*  locutenenUs  gnalis  etc. 

IN  CARCERE  CASTRI  MANTVE 

DEO  GRATIAS. 


Magnifico  Codice  benissimo  conservato. 


LUSCUS  FRANCISCUS 


LUCREZIO  Tito,  Caro.  —  Della  natura  delle  cose.  Traduzione  dì  Ales- 
sandro Marchetti,  di  mano  del  Mar."  Alessandro  Trivulzio. 

(Cod.  N.  987). 

Cod.  cart  ia  4°  dal  Sac.  KVUI. 

LUNATI  Nicolò.  —  Compendio  storico  della   città  e  Stato  di  Milano, 
de1  suoi  dominatori,  Governi  e  Tribunali.  (Cod.  N.  1537). 

Cod.  cart  dai  1764  in  ibi 

É  dedicato  all'imperatrice  Maria  Teresa  :  è  inedito  e  non  è  ricordato  dal 
Predari. 

LUNATI  Nicolò.  —  Altra  copia.  (Cod.  N.  1316). 

LUSCUS  Francibcus.  —  Oratio  ad  Francìscuin  Sfortsam  Mediolani  Ducem. 

(Cod.  N.  648). 

Cad.  «amo.  in  12°  4*1  Sec.  XV. 

In  calce  alla  1*  pag.  è  scritto  «  Ex  biblioteca  episcopale  Tridentina:  » 
ha  la  lettera  iniziale  miniata. 

L'orazione  termina  colla  data  Ex  vinc.  1454,  sotto  la  qnale  è  ripetuto 
il  titolo  surriferito  che  fa  scritto  da  altra  «ano  pia  moderna.  Francesco 
Lusco  di  Antonio  Vicentino  viene  ricordato  con  molta  lode  dal  P.  A.  Ga- 
briello di  S.  Maria  nella  Bib.  degli  Scrittori  Vicentini,  voi.  H ,  peg.  J ,  ma 
egH  non  &  cenno  di  questa  orazione,  che  gli  rimase  ignota. 


■4. 


MAGALOTTI  LORENZO  22* 


M 


Maoohlnasioni  (le  memorande)  del  D.r  Fisico  Paolo  Gemello. 

(Cod.  N.  120). 

Cod  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

È  un  zibaldone  in  cui  sono  raccontate  le  peripezie  e  le  pretese  del 
D.r  fisico  Paolo  Gemello.  Fu  incominciato  a  scrivere  nel  1715.  Questo  per- 
sonaggio, a  quanto  pare  molto  vanitoso  e  stravagante  morì  nel  1717,  come 
rilevasi  da  un  epitano  pieno  di  contumelie  che  trovasi  nell'ultimo  foglio. 

MACR0B1US  (àur   Theodosius).  —  Commentarium  in  Somnium  Soi- 
pkrais  et  Perai*  A.   Fìacci,  Sa tirae  cuoi   Commentarne   Cornuti. 

{Cod.  N.  678). 

Ced.  catt  in  M.  del  Soc.  XV. 

Sono  due  Codici  legati  assieme  e  scritti  da  due  diversi  amanuensi.  U 
Commento  di  Macrobio  è  scritto  tutto  di  seguito  senza  divisione  di  capitoli, 
e  neppure  è  indicata  quella  del  secondo  libro.  Il  carattere  è  nitido,  ma  con 
molte  abbreviature.  Ha  moltissime  e  singolari  varianti  e  trasposizioni  di 
parole.  —  Il  Commentario  dì  Persio  è  scritto  tutto  di  séguito  coi  luoghi 
delie  satire  illustrati,  a  modo  di  prosa,  ed  è  preceduto  dalla  vita  del  poeta. 

Termina  «  Explicit  Cornuti  Comentum  in  Persium  ». 

MAGALOTTI  Lorenzo.  —  Lettere  famigliari  in  materia  di  religione. 

(Cod.  N.  593). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Queste  lettere  furono  pubblicate  a  Venezia  nel  1719  da  Sebastiano  Coleti. 
Credo  che  questo  Codice»  che  è  di  certo  anteriore  alla  stampa,  possa  essere 
autografo. 

MAGALOTTI  Lorenzo.  —  Commento  alla  Divina  Commedia  di  Dante. 

{Cod.  N.  1092). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII l. 

Giunge  soltanto  alla  fine  del  Canto  V  dell9 Inferno.  Fu  pubblicato  per 
cura  del  M."  Gian  Giacomo  Trivulzio,  il  quale  lo  acquistò  aagli  eredi  del 


280  MAGNI  FRANCISCUS  BERNARDINI^ 


pittore  Giuseppe  Bossi.  Questi  vi  avea  fatto  sulla  prima  carta  l'annotazione 
seguente:  «  Questo  Ms.  apparteneva  al  Card.6  Salviati  ed  io  lo  comperai  a 
«  Roma  nel  1804  unitamente  ad  altro  comento  sullo  stesso  soggetto ,  che 
«  tocca  verso  la  fine  del  Canto  X  del  Purgatorio.; oltre  tutto  l'Inferno  ».  Il 
Commento  di  cui  qui  parla  il  Bossi  è  quello  di  Francesco  da  Buti  già  esi- 
stente purè  in  questa  Biblioteca,  COD.  1087. 

■ 

MAGGI  Carlo  Maria.  —  11  Manco  male.  Commedia.      ,  {Cod.  N.  892). 

Cod.  cut.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

MAGGI  Carlo  Maria.  —  La  Griselda  di  Saluzzo.  Dramma. 

{Cod.  N.  999). 

Cod.  cari  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVII. 

La  lezione  di  questo  Ms.  ha  molte  differenze  da  quella  del  testo  stampato 
nel  T.  Ili  delle  lettere  e  rime  varie  del  Maggi  raccolte  dal  Muratori,  vi  è 
unita  una  nota  dell' Ab.  Mazzuchelli  relativa  alle  suddette  varianti. 

MAGGI  Carlo  Maria.  —  Il  falso  filosofo.  Commedia.       {Cod.  N.  1000) 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVII. 

MAGGI  Carlo  Maria.  —  11  Barone  di  Birbanza.  Commedia. 

(Cod.  N.  1043). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

MAGGI  Carlo  Maria.  —  Versione  dell'atto  III  della  Troade  di  Seneca 
e  dell'atto  I  dell'Adularla  di  Pianto,  ed  i  Consigli  di  Meneghino. 
Commedia.  (Cod.  N.  1044). 

Cod.  cart.  in  fol  del  Sec.  XVII. 


* 


Magistrature  e  offici  della  Rep.  di  Venezia.  (Cod.  N.  1189). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

F.  2.  «  Venetia  Officii  et  magistrati  che  aspeta  de  esser  fotti  per  el 
«  Magior  Consiglio  sì  in  Venetia  come  in  mar  et  terra  ferma  et  per  tuto 
t  el  suo  stado  ». 

Fol.  52.  «  Cons.0  de  X  Officii  et  magistrati  che  aspeta  de  esser  fatti  per 
«  rexcellentissimo  Consejo  de  X  ». 

Fol.  55.  «  Pregadi,  Omtii  et  magistrati  che  aspeta  de  esser  fatti  per  el 
«  Serenissimo  Consejo  de  Pregadi  ». 

MAGNI  Franciscus  Bernardini^.  —  De  rebus  Hungaricis  comite  Jo.  Ja- 
cobo  Belgiojoso  provinciae  moderatore  ad  Justum  Lipsinm  Epistolae 
quatuor.  (Cod.  N.  1691). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Queste  lettere  furono  copiate  dagli  originali  esistenti  nella  Bib.  Ambro- 
siana, alla  quale  furono  donate  dal  conte  Alberico  Barbiano  di  Belgiojoso 
nel  1676.  1/ autore  di  queste  lettere,  ricordato  dall' Argelati  nel  T.  Il,  P.  I, 
col.  831,  era  secretano  del  conte  6.  Giacomo  Belgiojoso  durante  la  sua  di- 
mora in  Ungheria. 


MANDEVILLE  JEÉAN  2  3 1 


Hagnifioenm  di  Milano,  ossia  descrizione  di  tutte  le  fabbriche  di  questa 
Metropoli,  come  pure  delle  cose  più  antiche,  rare  e  notabili  che  in 
ciascuna  desse  ritrovansi ,  ornata  di  cento  e  più  rami  raccolte  ed 
ordinate  da  N.  N.  (Cod.  N.  1794). 

Cod,  cart.  in  fol.  mas.  del  Sec.  XVIII. 

Non  ho  potuto  trovare  chi  sia  l'autore  di  quest'opera  che  venne  scritta 
nella  seconda  metà  del  secolo  scorso,  prima  che  incominciassero  le  riforme 
di  Giuseppe  II,  giacché  si  trovano  descritte  molte  chiese  e  conventi  che 
furono  soppressi  per  ordine  di  quell'Imperatore.  Il  Codice  non  è  autografo, 
ma  vi  sono  moltissime  correzioni,  certamente  di  mano  dell'autore.  Era  pre- 
parato per  la  stampa  e  forse  dovevano  servire  per  quest'opera  le  incisioni 
di  Antonio  del  Re,  che  furono  di  Francesco  Bellati  e  che  trovansi  in  questa 
Biblioteca,  COD.  1871 ,  ed  in  ratti  furono  uniti  a  questo  Codice  tre  fogli  su  cui 
stanno  28  di  quelle  incisioni.  L'autore  non  dà  notizie  molto  estese  sull'ori- 
gine dei  più  antichi  monumenti;  ma  vi  sono  notate  diligentemente  le  pit- 
ture che  esistevano  nelle  chiese  col  nome  degli  autori.  E  per  tale  motivo 
il  Codice  non  manca  d'importanza. 

MAHONA  Silvio.  —  Lettere  autografe  al  M-M  d'Este.     (Cod.  N.  1597). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI  e  XVII. 

Il  Mahona  entrò  al  servizio  del  M.8t  d'Este  nel  1571  succedendo  nell'im- 
piego a  suo  padre,  che  moriva  in  Biella  nell'Ottobre  di  quell'anno.  Ciò 
consta  da  una  sua  lettera  che  trovasi  al  principio  di  questo  Codice.  Era 
addetto  all'amministrazione  dei  beni  di  quel  signore.  La  maggior  parte  di 
queste  lettere,  che  vanno  dal  1576  al  1624,  riguardano  affari  patrimoniali, 
ma  non  mancano  di  quando  in  quando  le  notizie  politiche. 

MAJOHAGIUS  M.  Antonius.  —  De  Senatu  et  Senatoribus. 

(Cod.  N.  260). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

L'Argelati,  T.  II,  P.  I,  col  841,  N.  XV,  cita  questo  Codice  come  auto- 
grafo. Fu  stampata  quest'opera  a  Milano  nel  1561.  Il  Magioragio  fu  assai 
dotto,  ed  autore  di  molte  opere. 

MALJPIEBO  Gerolamo.  —  Petrarca  spirituale.  (Cod.  N.  911). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVI  in  16°. 

Il  Quadrio,  voi.  II,  pag.  230,  parlando  di  questo  autore  dice  che  venne 
annoverato  fra  i  celebri  letterati  Veneti  dal  Sansovino  sotto  l'anno  1523,  e 
che  questa  sua  fatica  Quanto  malagevole  altrettanto  vana  fu  data  alla 
stampa  in  Venezia  dal  Marcolini  nel  1536.  Credo  che  questo  Codice  è  an- 
teriore al  detto  anno. 

MANDEVILLE  Jehan.  (Cod.  N.  816). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Giov.  Mandeville  cavaliere  Inglese  fece  il  suo  viaggio  in  Oriente  nella 
prima  metà  del  sec.  xiv.  Il  suo  racconto  è  spesso  favoloso.  Pare  che  lo  seri* 
vesse  in  francese,  ed  in  questa  lingua  fu  stampato  per  la  prima  volta  nel 


aaa  mabcaldi  Francesco 


148Q  senza  nome  di  stampatore  e  di  luogo.  Fa  tradotto  in  latino  ed  in  ita* 
liana,  e  ristampato  in  quello  stesso  anno  più  volte.  La  traduzione  inglese 
non  renne  stampata  prima  del  1499.  Ne  furon  fatte  molte  edizioni  nel 
sec.  xv.  Questo  magnifico  Codice  è  pregevolissimo  e  per  la  soa  antichità , 
essendo  di  poco  posteriore  al  tempo  in  cui  visse  l'autore,  e  per  la  sua  ac- 
curatissima esecuzione  calligrafica.  Ha  tutte  le  iniziali  miniate  e  tutte  le 
pagine  sono  contornate  da  bellissimi  arabeschi  e  fogliami.  Conserva  la  sua 
legatura  originale  in  velluto  rosso  ed  è  di  una  perfetta  conservazione.  Alla 

de  Mandevìlle  ehevalier  de  la 
.       an  de  grace  MCCCLXzxxvf  le  Mer- 
li credi  xm  iour  de  Septembre  par  la  main  de  Richart  Homo»  clerc  ». 

Dopo  queste  parole  furono  cancellate  due  linee,  delle  quali  non  rinane 
che  la  fine  «  Deo  gratias  ». 

MANFREDI  (de)  Lelio.  —  Poema  in  terza  rima.  (Coi.  AL  908) 

Cod.  cari  in  12°  del  Sec   XVI. 

In  principio  trovasi  la  seguente  intestazione  in  rosso  : 
»  Allo  Illustrissimo  principe  et  ex™0  Signore  S.  Federico  de  Gonzagha 
«  Marchese  de  Mantua  Lelio  de  Manfredi  ». 

Il  Quadrio,  T.  VI,  pag.  1 92,  ha  parlato  di  questo  Codice  e  del  suo  con- 
tenuto, che  è  inedito. 

Manifesto  della  casa  Corsini  quando  prese  servizio  coll'Intante  D.  Carlo 
di  Spagna  (1732).  (Cod.  N.  1298). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII 1. 

MARC  ALDI  Francesco.  —  Storia  di  Maria  Stuarda  e  di  sua  figlio. 

(Cod.  N.  1194). 

Cod  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI.  Autografo. 

È  preceduta  da  una  lettera  a  M.r  Giov.  Battista  Crivelli  colla  data  delti 
9  Aprile  1592.  Nella  Bib,  dei  Monaci  di  S.  Ambrogio  vi  era  un  esemplare 
di  questa  Storia  colla  data  del  1°  Maggio  1582  dedicata  a  Tomaso  Sauli. 
(Vedi  Argelati,  Bib.  Scrip.  Mediol.,  T.  il,  col.  856). 

MARC  AL  DI  Francesco.  —  Relazione  di  Venezia.  (Cod.  JV.  1195). 

Cod.  cart.  in  8*  del  Sec.  XVI. 

Questo  opuscolo  sconosciuto*  air  Argelati ,  è  con  lettera  da  Ferrara  del 
13  di  Marzo  1592  dedicato  al  Sig.  Marchése  di  S.  Martin  D.  Filippo  d'Este. 

MARC  ALDI  Francesco.  —  Relazione  del  Regno  di  Napoli 

(Cod.  N.  1196  e  1197). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Vi  sono  due  esemplari  di  questa  relazione.  Il  primo  colla  data  del  1595 
da  Venezia  è  dedicato  al  Sig.  D.  Francesco  de  Vera  d' Aragon.  Il  secondo , 
datato  da  Milano  nel  1596,  è  dedicato  ad  un  [personaggio  di  cui  venne 
cancellato  il  nome.  Questo  opuscolo  non  è  ricordato  dalTArgeltfi  L  e. 


MAKINONUS  DIAMANTES  •  288 


MARC  ALDI  Francesco.  —  Relazione  di  Ferrara.  (Cod.  N.  1198). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec  XVI. 

È  preceduta  da  una  lettera  di  dedica  al  Sig.  Giulio  Giustiniani,  del  1597. 
L'Àrgelati  parla  di  questo  opuscolo  nella  seconda  parte  del  T.  II,  col  2004, 
dicendo  che  ne  esiste  un  esemplare  dedicato  al  Card.  Federico  Borromeo 
nella  Bib.  Ambrosiana. 

MARC  ALDI  Francesco.  —  Relazione  di  Spagna.  (Cod.  N.  1199), 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Vi  è  la  lettera  di  dedica  colla  data  1590,  ma  il  primo  fol.,  su  cui  eravi 
il  nome  della  persona  cui  era  diretta,  manca.  Anche  di  questo  opuscolo  vi 
era  una  copia  nella  Bib.  dei  Monaci  di  S.  Ambrogio  dedicata  a  Giulio  Sauli. 

Tutte  queste  relazioni  del  Marcaldi  sono  autografe.  L'Àrgelati,  1.  e,  ne 
parla  con  molta  lode.  Furono  presentate  dall'autore  a  diversi  personaggi 
probabilmente  per  ottenerne  qualche  mercede. 

MARCALDI  Francesco.  —Relazione  di  Genova. (Vedi  Rinuccìni,Go(\.  1899) 
MARIA  regina  di  Scozia.  Tragedia.  (Cod.  N.  932). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

MARINI  Gian  Battista.  —  Squarci  del  poema  l'Adone  copiati  da  altro  Ms. 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVIII. 

Sono  descrizioni  e  racconti  presi  da  diversi  canti  di  quel  poema. 

MARINONUS  Bartholomeus.  —  Formulario  di  lettere  o  precetti  di  ret- 
•    torica.  (Cod  N  635). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Incomincia  con  una  lettera  così  intestata: 

«  Barptholomeus  Marinonus  Jacobo  suo  legnanensi  iurato  unico  S.  D.  P.  » 
Ritengo  che  questo  autore  fosse  Milanese  essendovi  questa  famiglia  a 
Milano,  come  pure  vi  sono  dei  Legnarli.  Esso  rimase  ignoto  a  tutti  i  nostri 
biografi.  Potrebbe  esser  figlio  di  un  Magister  Stephanua  de  Marinonibus, 
che  ebbe  per  moglie  una  Giova nnina  de  Balbis,  il  di  cui  testamento  fu  ro- 
gato in  aitano  dal  notaro  Maffeo  de  Suganapis  il  28  Ottobre  1468. 

MARINONUS  DIamantes.  —  De  origine    urbis    Mediolani   et   nobilinm 
familiarum  ejus.  (Cod.  N.  1373). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

In  principio  si  legge  :  «  Ex  manuscripto  autographo  depromptus  fide- 
«  liter  ».  Ho  confrontato  questo  Codice  coi  due  che  stanno  nella  Biblioteca 
Ambrosiana  ed  ho  trovato  che  contengono  precisamente  il  medesimo  testo. 
Solamente  che  in  quello  segnato  Y  182  sup.  l'elenco  delle  famiglie  fu  messo 
sin  dal  principio  in  ordine  alfabetico,  mentre  nell'altro  segnato  H  181  inf. 
e  che  fu  copiato,  come  leggesi  sul  frontispizio  dall'autografo,  incomincia 

CaiaL  TrivulMana  (Stampato  il  17  teltembre  1883)  $0 


£S4  •  MARTOEELLI  BALDO 


»»!ÌliWM«HWH««Mr  111 


colla  famiglia  Attendolo ,  come  il  Trivulziano  che  pure  fa  «  ex  Ms.  auto- 
«  grapbo  depromptus  fideliter  » . 

MAR1N0NUS  Diamantbs.  —  Altra  copia,  in  formato  maggiore,  del  sec.  xvm, 
nella  quale  dopo  narrate  le  origini  di  Milano  vi  è  soltanto  l'elenco 
delle  famiglie,  ma  non  vi  sono  le  notizie  sulle  loro  origini  come 
si  trovano  nel  Cod.  precedente.  (Cod.  N.  1372). 

MÀRINONUS  Diamantes*  —  —  Altra  copia  di  mano  del  Sig.  Giov.  An- 
tonio Trivulzio  del  sec.  xvm.  (Cod.  N.  1345). 

MARISCALCO  della  Congrèga  de'  Rozzi.  —  L'Assetta ,  commedia  ru- 
sticale.  (Cod.  N.  989). 

Cod.  eart.  del  Sec.  XVIII  in  4°. 

MARISCALCO  della  Congrega  de'  Rozzi.  —  Altra  copia  imitante  la  stampa 
scritta  da  Amadeo  Mazzoli,  celebre  calligrafo  Veneto  nel  1754. 

(Cod.  N.  988). 

Cod.  memb.  in  8°  del  See.  XVIII. 

MARTELLI  Guglielmo.  —  Stanze.  (Cod.  N.  906). 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec.  XVI. 

Questo  bel  Codicetto  benissimo  scritto  colle  iniziali  di  ciascuna  stanza 
miniate  contiene  soltanto  la  prima  parte  delle  tre  che  furono  stampate 
nella  Scelta  di  stanze  di  diversi  autori  Toscani  raccolta  da  M.  Agostino 
Ferentillit  Venezia  presso  gli  eredi  di  Marco  Sessa  1572  (pag.  223).  Questo 
Codice  die  deve  essere  coevo  dell'autore  ha  delle  notevoli  varianti.  Con- 
serva la  sua  bella  legatura  originale  in  cuoio  nero  con  ornati  impressi  e 
con  leggende  tolte  dal  canzoniere  del  Petrarca.  Nella  parte  interna  inqua- 
drati 1  uno  al  principio,  l'altro  alla  fine  si  leggono  i  due  seguenti  versi: 

«  Ciascuno  il  qual  in  simil  grado  jace 

«  Se  quel  non  cangia  lieto  esser  non  speri  • . 

MARTIGNONIBOS  (de)  Lauhentius.  —  Instrumenta  varia. 

(Cod.  N.  1728). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

* 

Queste  copie  di  documenti  sono  importanti  per  la  Storia  Milanese  es- 
sendo essi  relativi  ad  affari  pubblici.  Alcune  convenzioni  sono  del  1448  fatte 
a  nome  della  Repubblica  di  Milano.  Altre  benché  collocate  dopo  sono  di 
epoca  anteriore  ed  appartengono  al  Duca  Filippo  Maria  Visconti. 

MARTORELLI  Baldo.  —  Grammatica  ad  uso  di  Ippolita  Maria  figlia  d  i 
Francesco  I  Sforza  duca  di  Milano.  (Cod.  N.  786). 

Cod.  memb.  in  8*  del  See.  XV. 

Sul  1°  fol.  vi  è  un  ornato  a  colori  ed  oro  che  ne  occupa  tre  lati.  la 

alto  le  sigle  IHS  sormontate  da  una  corona:  al  basso  la  biscia  Viscontea 
accostata  dalle  due  sigle  HiP.  MA  (Hippolita  Maria).  —  Alla  fine  del  volume 


MASCALCIA  (LIBRO  DI)  236 


leggesi  la  nota  seguente:  «  Anno  ab  incaroatione  Christi  mcccclx  Baldus 
«  Martorellus  Piceni  has  regulas  composuit  prò  illustri  Comite  Galeaz  et 
«  inclyta  domina  Hippolita  sorore  ejus  :  qui  non  recusat  ut  quantum  de 
«  hoc  libello  tantum  eie  sui  parvi  nominis  fama  detrahatur  ». 

Ad  onta  della  predetta  data  questa  grammatica  fu  composta  dal  Marto- 
rili nel  1454.  Ne  è  prova  l'esempio  riportato  al  fol.  ix,  che  suona  così: 
Qaleazo  è  de  dece  anni  bello  et  grande  come  ti.  Questo  Principe  era  nato  il 
14,  e  secondo  il  Muratori  al  24  di  Gennaio  del  1444;  questa  grammatica 
quindi  fu  composta  nel  1454,  e  la  data  1460  si  riferisce  soltanto  al  tempo 
in  cui  venne  scritta  la  nota.  Galeazzo  ebbe  in  seguito  altro  maestro.  Ippo- 
lita conservò  ancora  il  Martorelli  qual  precettore  durante  diversi  anni.  In 
un  Codice  De  Senectute  di  Cicerone  scritto  da  lei,  che  era  nel  convento  de' 
Cisterciensi  a  Pavia  e  venne  portato  a  Roma  nel  Monastero  di  S.  Croce  di 
Gerusalemme  dal  P  Ab.  Don  Gioachino  Besozzi  si  trova  la  nota  seguente  : 
«  Ego  Hippolita  Maria  Vicecomes  illustrissimi  principis  Francisci  Sfortiae 
«  ducis  Mediolani  exeripsi  mea  manu  hunc  libellttn  sub  tempus  pueritiae 
«  meae  et  sub  Baldo  precettore  anno  a  natali  Christiane)  mcccclviii  Octavo 
«  Idus  Iulias  ».  Trovandomi  a  Roma  nel  1879  io  feci  ricerca  di  questo  Ms. 
di  Ippolita  Sforza  nella  Bib.  Vittorio  Emanuele  in  cui  furono  trasportati  i 
Codici  che  erano  nel  Monastero  di  S.  Croce  di  Gerusalemme,  ma  non  fu 
trovato,  ed  invece  rinvenni  nel  vecchio  catalogo  della  libreria  di  quel  ce- 
nobio una  nota  di  mano  moderna,  che  dice  che  esso  fu  rubato  durante  la 
Repubblica  Romana  nel  1849.  Ippolita  Sforza,  che  poi  andò  sposa  ad  Alfonso 
duca  di  Calabria,  e  poi  re  di  Napoli,  fa  donna  assai  erudita,  ed  è  annove- 
rata dall'Ariosto  fra  le  più  celebri  dell'età  sua  in  questi  versi: 

«  Veggo  Ippolita  Sforza  e  la  nudrita 
«  Damigella  Trivulzio  al  sacro  speco  ». 

Fu  lodata  da  molti  altri  autori,  fra  i  quali  il  Sassi  e  l'Argelati  che  diede 
l'elenco  degli  scritti  lasciati  da  lei.  Fra  i  Codici  di  questa  Biblioteca  vi 
sono  delle  opere  sue.  Queste  notizie  sono  in  parte  cavate  dalla  illustrazione 
che  fece  di  questo  Codice  D.  Cario  Trivulzio,  che  vi  unì  anche  un  antico 
ritratto  di  profilo,  miniato  su  pergamena  del  duca  Francesco  Sforza. 

Hartjrologium.  (Cod.  N.  506). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Martyrologimn.  —  Altra  copia  simile.  (Cod.  N.  507). 

Vi  sono  alla  fine  di  amendue  questi  Codici  delle  Lectiones,  ma  non  sono 
uguali.  Conservano  la  loro  legatura  originale. 

MASCALCIA  (libro  di).  (Cod.  N.  277). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  .XVI. 

Incomincia  senza  intestazione.  Alla  fine  prima  dell'indice  leggesi  la  nota 
seguente  : 

«  Finisse  il  libro  de  Manescalcia  de  Petro  Andrea  homo  antiquo  et  ex- 
a  pertissimo  ne  l'arte  equestre  de  la  inclita  May.*  del  Signore  re  Don  Fer- 
«  rando  de  Aragona  et  per  comandamento  de  sua  May.  scritto  et  tradueto 
«  da  Catalano  in  idioma  Italiano  et  scritto  anchora  de  parte  de  lo  Ill.mo 
«  S.r  Federicho  delli  S.ri  et  Conti  de  Sanzorzo  per  mano  de  me  Jo.  Jncobo 
«  de  Ponceto  de  Bayro  desiderosissimo  et  obsequioso  nervo  de  esso.  Ne 
Tanno  del  Signore  1550  a  li  20  de  Aprile  +  ». 


286  MAZZOLENI  BENEDETTO 


MASSAGLIA  (Benedetto  da).  —  Trattato  sulle  misure.    (Cod.  N.  1191). 

Cod.  cari  in  8°  picc.  del  Sec.  XVI. 

Sul  verso  del  2°  fol.  si  legge:  «  Jhesus  1523  die  26  Junii  libro  de  Be- 
((  nedeto  de  Massalia  traduto  per  my  anomo  de  li  amizi  » .  Tutte  le  misure 
sono  riportate  al  piede  Milanese.  Massaglia,  o  più  correttamente  Missaglia, 
è  un  paese  della  Brianza. 

MATHASILANIS  (D/Matheus  de)  de  Bononia.  —  Notabilia.  [Cod.  N.  713). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Il  1°  fol.  ha  delle  annotazioni  estranee  al  libro.  In  alcune  di  esse  trovasi 
la  data  1471  in  unapquella  del  1472  che  essendo  della  stessa  scrittura  del 
Codice  sono  atte  a  fissarne  l'epoca  precisa.  In  un  angolo  del  2°  fol.  sta 
scritto:  «  Ista  sunt  notabilia  D.ni  Matbei  de  Mathasilanis  ».La  prima  Nota 
porta  il  N.  173.  Non  è  già  che  il  Codice  sia  mutilo,  giacché  dopo  4  fol. 
ove  le  Notabilia  arrivano  alle  199,  ed  altri  4  fol.  bianchi,  si  trova  un  quin- 
terno ove  dopo  r intestazione:  Mathei  de  Mathasilanis  Bononiensis  notabilia 
incomincia  il  N.  1  ed  arrivano  di  seguito  sino  al  N.  172,  per  cui  il  qua- 
derno andrebbe  messo  dopo  questo;  ma  nel  Cod.  al  verso  del  fol.  ove 
termina  l'art.  172  incomincia  un  trattato  legale  che  non  ha  titolo,  per  cui 
non  vi  è  modo  di  collocarlo  convenientemente. 

A  questo  primo  trattato  ne  seguono  altri  cioè: 

II.  Tractatus  sumarie  cognitionis  compilatus  per  D.  Odofredum  eximium 
legum  doctorem. 

III.  Tractatus  extensionis  per  dominum  Matheum  de  Mathasulanis. 

IV.  Tractatus  gerundiorum  et  participiorum  secundum  Dm01  Àndream 
Casi  de  Pisis. 

V.  Viene  in  seguito  senza  intestazione  un  trattato  sui  lucri  che  in  To- 
scana provengono  agli  avvocati  dalle  minute  dei  precetti  ed  istromenti; 
e  dopo  alcuni  fol.  bianchi. 

•         vi.  Tractatus  per  modum  lecture  in  VI  Clementinarum  t  che  non  ha 
nome  di  autore  ed  è  mutilo. 

Non  ho  trovato  notizie  del  Matasilano  e  neppure  di  Andrea  Casi  da  Pisa. 
L'Odofredo  fu  celebre  e  faceto  professore  di  leggi  nell'Università  di  Bologna 
nel  sec.  xm. 

Matrimonio  (il)  stravagante.  —  Commedia  rappresentata  in  Roma  nel 
Testate  dell'anno  1784  nel  teatro  della  Verità.         (Cod.  N.  1105). 

Cod.  cart  iq  4°  del  Sec.  XVUI. 

MAZARIN  (Cardinal).  —  Commencement  du  Ministère  de  Mazarin  et 
sa  fortune  en  France  et  plusieurs  intrigues  de  la  cour  1731. 

(Cod.  N.  1302). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

È  forse  una  copia  tratta  da  un  Ms.  della  Bibl.  Barberini  di  Roma. 

MAZZOLENI  Benedetto.  Oblato.  —  Notizie  dei  Seminari  nella  diocesi 
di  Milano  presentato  a  sua  Em.  Rev.  Mons.  Arcivescovo  Stampa , 
1739.  (Cod.  N.  1249). 

Cod.  cart.  io  8«  del  Sec.  XVIII. 


MEMOBIA  ecc.  237 


Hedioa  et  Astrologica  quaedam.  (Cod.  N.  758). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Mutilo  al  principio:  incomincia  col  fol.  41.  A  carte  57  verso  leggesi: 
«  1454  primo  Maii  paulo  post  solis  ortum  «  A  carte  56  havvi  di  mano  di- 
versa una  ricetta  per  il  mal  francese,  scritta  a  quanto  parmi  nei  primi  anni 
del  sec.  xvi. 

MEDICI  (de)  Ippolito,  Cardinale.  —  Traduzione  del  II  lib.  dell'Eneide 
di  Virgilio.  (Cod.  N.  907). 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec.  XVI 

MEDICI  (de')  Lorenzo.  —  Lettere  a  Piero  Alamanni  orator  Fiorentino 
a  Milano  degli  anni  1486-87-88.  (Cod.  N.  124). 

Copia  del  Sec.  XIX  di  un  Codice  Fiorentino  del  Sec.  XVI  che  fu  della  Bib.  Salviati  in  fol. 

MEDICI  (de')  Lorenzo.  —  Lettere  di  Lorenzo  de'  Medici  a  Piero  Ala- 
manni orator  Fiorentino  a  Milano  dell'anno  mccgglxxxix,  ed  a  Roma 
dell'anno  mccccxci.  Copiate  nei  1808  da  un  Codice  del  Sec.  xvi  avente 
lo  stemma  Salviati  colla  iscrizione  Ex  lib.  Bib.  Dom.  Salviatae,  ed 
era  posseduto  dal  pittore  Giuseppe  Bossi ,  coli  aggiunta  di  alcune 
brevi  note  dell'Ab.  Pietro  Mazzuchelli.  Voi.  I.  (Cod.  N.  189). 

MEDICI  (de1)  Lorenzo.  —  Voi.  IL  Lettere  di  Lorenzo  de*  Medici  et 
Piero  suo  figlinolo  a  Piero  Alamanni  orator  Fiorentino  a  Roma  ed 
a  Napoli  e  Milano,  copiate  nel  1809  da  un  Codice  del  Sec.  xvi 
avente  di  fronte  impresso  uno  stemma  coll'epigrafe  Ex  lib.  Bib. 
Dom.  Salviatae,  ed  era  posseduto  dal  S.  Giuseppe  Bossi  pittore  col- 
Taggiunta  di  brevi  note  dell1  Ab.  Pietro  Mazzuchelli.     (Cod.  N.  1 90). 

MEDICI  (de1)  Lorenzo  Giuliano  e  Piero.  —  Poesie  tratte  dai  Codici  Lau- 
renziani.  (Cod.  N.  1038). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX.  . 

Sono  scritte  da  Gaspare  Bencini  bibliotecario  della  Laurenziana. 
Memorabilia  Senatus  Mediolani.  (Cod.  N.  1513). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI II. 

È  una  collezione  di  tutto  ciò  che  poteva  ri  sguarda  re  il  Senato  disposta 
per  ordine  alfabetico. 

Memoria  sulla  economia  politica  dello  Stato  di  Milano.    (Cod.  N.  1674). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV1IT. 

Memoria  sopra  la  Chiesa  e  collegiata  di  S.  Maria  della  Scala  di  Milano 

(Cod.  N.  1676) 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI II, 


A 


288  MEMORIALE  ecc. 


Memoriale  della  Confraternita  di  S.  Giov.  Battista  volgarmente  detta 
dei  Neri  di  S.  Maria  della  Croce  a  Tempio.  (Cod.  N.  207). 

Cod.  cart.  in  fol.  di  carte  245  scrìtte. 

Questo  Codice ,  che  è  V  originale  che  stava  presso  la  suddetta  Confra- 
ternita, ha  la  sua  legatura  primitiva  in  pelle  nera  con  borchie  e  fermagli. 

Nel  mezzo  della  copertura  in  un  circolo  di  stellette  il  monogramma  YhS. 
Precedono  due  fol.  il  primo  de'  quali  contiene  la  relazione  di  un  dono  di 
reliquie  fatto  alla  compagnia  da  Giulio  Portigiani  :  nel  secondo  trovasi  ri- 
ferita  la  concessione  di  indulgenze  attaccate  alle  tavolette  dipinte  che  tro- 
vatisi unite  a  questo  volume ,  delle  quali  parlerò  più  sotto.  Segue  un  fol. 
in  pergamena:  nel  mezzo  di  esso  sta  uno  scudo  dal  quale  escono  fiammelle. 

■4- 

ed  in  cui  è  ripetuto  il  monogramma  YhS.  Sotto  vi  è  riferita  la  notizia  di 
una  inondazione  seguita  ai  13  di  Settembre  1557,  durante  la  quale  riem- 
piutosi d'acqua  il  luogo  dove  era  custodito  l'antico  Registro  della  Confra- 
ternita questo  ne  rimase  talmente  guasto  che  fu  dato  l'ordine  di  copiarlo, 
come  venne  fatto.  Questo  nuovo  Registro  poi  che  ora  si  descrive  fu  conti- 
nuato nel  modo  solito  a  praticarsi  prima.  Nel  verso  di  detto  fol.  vi  è  un 
disegno  a  penna  colorito  rappresentante  S.  Giov.  Battista  in  atto  di  bene- 
dire uno  de1  confratelli  della  compagnia  coperto  dell'abito  detto  veste  nera 

dei  battuti:  accanto  in  un  circolo  vi  è  la  sigla  /S\  T  T  ripetuta  anche  sotto 
un  versetto  dell'Evangelo  di  S.  Luca,  la  quale  significa  S.  Maria  Templi. 

—  Nel  fol.  seguente  segnato  1  vi  è  l'indicazione  della  divisione  del  volume 
come  si  dirà.  Nei  fol.  2  e  3  vi  è  brevemente  narrata  l'origine  e  la  storia 
della  compagnia  Dal  fol.  4  al  39  vi  sono  i  nomi  degli  uomini  della  Con- 
fraternita Vivi.  L'ultimo  notato  è  del  14  Gennaio  1753.  Seguono  10  fogli 
bianchi.  -  Dal  fol.  50  al  78  sono  notati  i  nomi  dei  confratelli  passati  al- 
l'altra vita.  Dei  primi  100  non  vi  è  la  data  della  morte,  il  101  morì  nel 
1482,  mancano  in  seguito  alcune  date,  ma  dal  1502  in  poi  sono  esattamente 
riferite  sino  al  1752  che  è  l'ultimo.  Seguono  13  fol.  bianchi.  Al  fol.  92  in- 
cominciano i  nomi  di  quelli  che  hanno  rinunciato  ad  appartenere  alla 
compagnia.  Vanno  sino  al  verso  del  fol.  98  e  riprendono  al  fol.  280  per 
terminare  al  fol.  28*2  verso.  —  Dal  fol.  99  al  101  quelli  che  furono  rimossi. 

—  Dal  fol.  102  al  245  sono  registrati  i  sentenziati  a  morte.  Il  rimanente  dei 
fol.  numerizzati  sino  al  288  sono  bianchi  ad  eccezione  dal  280  al  282  come 
dissi  sopra. 

La  celebre  Confraternita  di  S.  Giovanni  Battista,  come  è  detto  al  fol.  3 
e  seguenti  ebbe  principio  nel  1347.  Vi  furono  ascritti  moltissimi  personaggi, 
fra  i  quali  Lorenzo  e  Piero  de'  Medici.  Si  dedicò  ad  opere  pie,  ma  sopra- 
tutto all'assistenza  dei  condannati  a  morte.  La  parte  più  curiosa  ed  inte- 
ressante di  questo  Codice  è  quella  in  cui  sono  i  nomi  dei  giustiziati,  mentre 
di  molti  oltre  al  genere  di  supplizio  è  detta  la  causa  della  condanna,  ed  i 
dettagli  delle  ultime  ore  della  loro  vita.  Non  vi  sono  soltanto  registrati 
degli  oscuri  delinquenti ,  ma  anche  degli  illustri  personaggi ,  fra  ì  quali 
sono  da,  rimarcarsi  il  Savonarola  coi  due  frati  che  gli  furon  compagni ,  i 
quali  prima  furono  digradati,  poi  impiccati ,  ed  i  loro  cadaveri  abbruciati, 
come  si  legge  al  fol.  120  verso.  Vi  si  trovano  i  nomi  di  personaggi  delle 

{)iù  distinte  famiglie  Fiorentine  condannati  per  delitti  politici  Nel  1478  si 
egge  questa  nota  curiosa.  «  In  questo  anno  per  insino  a  dì  20  Aprile  ne 
«  fu  impiccati  et  morti  senza  la  compagnia  nostra  più  di  ottanta  corpi  per 
«  lo  stato  et  caso  di  Lorenzo  de'  Medici  et  de*  Pazzi.  Et  di  questi  non  tac- 
«  ciamo  mentione  non  vi  ci  essendo  intervenuti  ».  —  Il  periodo  in  cui  più 
frequenti  appariscono  le  esecuzioni  capitali  è  quello  del  regime  repubbli- 
cano dal  1420  al  1530,  durante  il  quale  il  numero  dei  giustiziati  salì  a  911 
non  compresi  i  122  che  furono  decapitati  o  impiccati  per  la  congiura  de' 
Pazzi.  Non  vi  mancano  i  supplizi  per  le  streghe.  —  Questo  prezioso  Codice 


MÉMOIKE  etc. 


239 


passò  dalla  Bib.  Rinuccini  di  Firenze  nella  Trivulziana  assieme  a  due  an- 
tiche tavolette  dipinte  una  delle  quali  rappresenta  Cristo  crocefisso  colle 
tre  Marie,  S.  Giovanni  e  S.  Giacomo.  L'altra  tavoletta  rappresenta  pari- 
mente il  crocefisso. 

Nella  parte  posteriore  è  ripètuto  quel  dipinto  che  dissi  più  sopra  trovarsi 
sul  verso  del  fol.  in  pergamena.  La  prima  di  queste  tavolette  era  quella 
che  si  dava  a  baciare  ai  condannati  e  porta  l'impronta  delle  labbra  di  quei 
disgraziati,  che  ne  cancellarono  in  piccola  parte  il  dipinto.  É  molto  pro- 
babile se  non  certo  che  questa  tavoletta  fa  baciata  dal  Savonarola.  Nel 
1615  essendo  state  tolte  dal  carnefice  ad  un  Raffaello  di  Giuliano  de*  Calci 
alcune  reliquie  ch'egli  aveva  indosso,  e  nelle  quali  avea  gran  fede  il  P.  Ge- 
nerale della  Confraternita  onde  procurare  in  seguito  maggior  conforto  ai 
condannati  ottenne  da  Roma  delle  indulgenze  attaccate  a  queste  tavolette. 
La  relazione  di  questo  fatto  si  trova  al  fol.  187  verso,  ed  è  ripetuta  nel 
secondo  dei  fogli  staccati  che  si  trovano  al  principio  del   volume,  dei 

Sua  li  ho  già  parlato.  Appartenne  a  questa  Confraternita  Folco  di  Francesco 
inuccini  che  morì  nel  1 620,  ed  il  cav.  Tommaso  del  senatore  Camillo  Ri- 
nuccini che  entrò  nella  compagnia  alli  11  Febb.  1628,  e  tenne  il  Registro 
per  qualche  tempo  e  vi  scrisse  le  esecuzioni  fatte  dall'anno  1631  al  1649. 
È  unito  a  questo  volume  un  Estratto  dei  personaggi  più  notevoli  stati  giu- 
stiziati, di  mano  moderna,  ed  un  libercolo  autografo  di  Lorenzo  Grossi  cap- 
pellano della  Confraternita  che  dal  1661  al  1672  fece  delle  annotazioni  sui 
condannati  a  morte  da  lui  assistiti.  Vedasi  anche  l'altro  Codice  (206)  Estratto 
delle  cose  più  notabili,  il  quale  si  riferisce  a  questo. 

Memoria  sopra  il  miglior  regolamento  militare  economico  della  caval- 
leria della  Repubblica  Italiana.  (Cod.  N.  1859). 

Cod.  cari,  in  4°  del  Sec.  XIX. 


Mimoire*  et  confessions  de  Mad.  Vendramin  Sale. 

Cod.  in  cari  del  Sec  XIX  di  fol.  18. 


(Cod.  N.   130), 


Copia  tratta  da  Francesco  Testa  dagli  originali  esistenti  presso  di  lui. 

Fiorenza  Vetodramin  nacque  in  Venezia  nel  1773  da  Francesco  Vendramin 
ultimo  Bailo  della  Rep.  Veneta  a  Costantinopoli ,  e  da  Alba  Corner  della 
regina  (Caterina  di  Cipro)  s'innamorò  di  un  Campos  gentiluomo  addetto 
air  Ambasciata  di  Spagna,  che  non  potè  sposare  per  le  leggi  della  Repub- 
blica che  vietavano  i  matrimoni  delle  gentildonne  coi  aiplomatici  esteri.  Fu 
costretta  a  maritarsi  col  marchese  Luigi  Sale  Manfredi  Rapetta  di  Vicenza. 
Parlano  di  lei  diffusamente  il  conte  Giov.  da  Schio  nella  sua  opera  inedita 
sulle  Persone  memorabili  di  Vicenza  e  la  si<*  Luigia  Codemo  nei  due  libri 
Fronde  e  fiori  del  Veneto  letterario  —  Pagine  famigliari. 

Il  Molmenti  nelle  Vecchie  Storie,  pag.  151,  ne  racconta  la  vita,  col  ti- 
tolo: Una  bella  suicida.  Innamoratasi  di  tm  ufficiale  francese  di  nome 
Girard  nel  1797,  quando*  giovane  bellissima  nel  maggior  delirio  di  una 
passione  corrisposta  con  ardore,  nulla  poteva  far  presagire  il  funesto  pro- 
posito» si  avvelenò  dopo  aver  congedati  sorridendo  gli  amici  che  avevano 
passata  la  sera  nella  sua  casa. 

Mimo  Ire  concerna  nt  les  Monnoies  de  l'état  Ecclesiastique. 

(Cod.  N.  1305). 

Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec  XVIII. 


240  MEMORIE  ecc. 


Memorie  scientifiche.  (Cod.  N.  46). 

Cod.  eart.  in  8°  del  Sec  XVI  i  di  pag.  222. 

Contiene  una  raccolta  di  annotazioni  scientifiche,  letterarie,  cronologiche 
e  storiche  ed  altri  soggetti  svariati.  Queste  memorie  sono  pregevoli.  In 
fine  vi  è  un  indice.  Non  si  trova  in  alcun  luogo  il  nome  della  dotta  per- 
sona che  fece  queste  annotazioni  per  proprio  uso,  non  già  per  essere  pub- 
t  blicate. 

Memorie  intorno  alla  Compagnia  delle  Sante  Croci  in  Milano. 

(Cod.  N.  1765). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

La  Compagnia  delle  S.  Croci  fu  istituita  da  S.  Carlo  nell'anno  1578. 
Essa  ebbe  origine  dal  fatto  seguente.  Durante  la  peste  del  1 576  erano  stati 
eretti  degli  altari  sulle  piazze,  ne  quadrivi  per  celebrarvi  la  messa  per  gli 
abitanti  delle  case  circonvicine  e  specialmente  per  quelli  che  non  potevano 
uscire  per  essere  stati  messi  in  quarantena  per  la  morte  avvenuta  di  qualche 
appestato  nella  loro  abitazione.  Cessato  il  morbo  il  Santo  Arcivescovo  ri- 
tornando un  giorno  dal  borgo  degli  Ortolani  si  fermò  al  largo  del  Cord  a  si  o 
e  persuase  agli  abitanti  dei  contorni  di  innalzare  una  colonna  colla  croce 
sul  luogo  ove  era  stato  messo  l'altare.  L'anno  seguente  il  desiderio  del  pio 
Arcivescovo  era  soddisfatto.  In  seguito  ne  furono  erette  delle  altre  nei  luoghi 
consimili.  L'esempio  fu  seguito  anche  dopo  la  peste  del  1630.  Man  mano 
che  si  innalzavano  queste  croci  veniva  istituita  una  Confraternita  perchè 
ne  avesse  cura.  In  alcuni  luoghi  però  invece  della  colonna  veniva  dipinta 
sul  muro  di  una  casa  vicina  una  immagine  con  statue  ed  altri  ornamenti. 
Il  primo  priore  destinato  ad  organizzare  queste  Compagnie  fu  un  P.  Fran- 
cesco Porro  canonico  in  S.  Maria  della  Scala. 

Questo  Codice  si  compone  di  44  fascicoli  staccati.  Il  primo  di  essi  consta 
di  otto  fogli  e  contiene  1  elenco  delle  Confraternite  che  ritengo  notate  in 
ordine  cronologico.  Da  esso  risulta  che  quelle  Compagnie  corrispondenti  ad 
altrettante  croci  ai  28  di  Aprile  del  1580  erano  undici,  ed  ai  12  Marzo  del- 
l'anno seguente  ve  n'erano  state  aggiunte  altre  otto.  A  queste  19  Confra- 
ternite venne  assegnato  un  posto  nelle  processioni  per  ordine  di  S.  Carlo, 
sotto  il  cui  impulso  erano  state  costituite.  Nel  1610  erano  salite  al  numero 
di  38  e  nei  1670  a  44.  È  unito  a  questo  primo  fascicolo  un  catalogo  delle 
basiliche  collegiate,  chiese  parrocchiali,  oratorii,  monasteri,  luoghi  pii  ecc. 
Il  secondo  fascicolo  ed  i  seguenti  sino  al  39°  contengono  le  notizie  relative 
a  ciascuna  di  (fu elle  croci,  cioè  la  data  della  sua  erezione,  della  fondazione 
delle  rispettive  Confraternite,  e  le  vicende  successive.  Non  sono  messe  in 
ordine  cronologico  :  le  ultime  due  non  sono  terminate.  Queste  notizie  sono 
preziose  per  la  nostra  città,  ora  che  di  quelle  croci  non  ne  rimangono  in 
piedi  che  tre  sole  ;  e  sono  assai  più  ampie  e  particolareggiate  che  non  Quelle 
che  trovansi  sparse  nella  Descrizione  di  Milano  del  Lattuada.  —  Vi  è  alla 
fine  aggiunto  (fascicolo  40)  un  catalogo  emendato  degli  Arcivescovi  di  Mi- 
lano sino  al  card.  Pozzobonelli  eletto  nel  1*43,  duraute  la  vita  del  quale 
venne  compilato  questo  elenco,  e  non  viene  indicata  l'epoca  della  morte. 
—  Seguono  due  fascicoli  (41  e  42)  relativi  alla  pubblicazione  in  Lombardia 
della  famosa  Bolla  in  coma  domini:  e  due  altri  (43  e  44)  colla  nota  delle 
parrocchie  e  dei  monasteri  di  frati  e  monache  esistenti  in  Milano.  —  L'au- 
tore di  queste  memorie,  del  quale  non  ho  trovato  il  nome,  era  cancelliere 
della  Compagnia  della  S.  Croce  al  Cordusio;  che  aveva  per  patrono  S.  Bar- 
naba primo  vescovo  di  Milano,  come  risulta  da  una  nota  alla  pag.  2  del 
fascicolo  XVI.  Terminò  di  scrivere  nel  1760,  anno  da  lui  notato  come  cor- 
rente fase.  39  che  non  è  compiuto. 


MENOCHIUS  JÀCOBUS  241 


MENDOZA  (Don  Francisco  db).  —  Memorial  que  dio  Don  Francisco  de 
Mendoza  y  Bodaville  Cardinal  Argobispo  de  Burgos  al  rey  Don  Felipe 
segundo  die  algunos  linajes  de  Espana.  {Cod.  N.  275). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

MENOCHIUS  Jacobus.  -  Opera. 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI,  4  voi. 

Niuno  di  quelli  che  studiarono  legge  ignora  di  quanta  autorità ,  anche 
oggigiorno ,  siano  le  opere  di  questo  autore.  Troppo  lungo  sarebbe  ed 
estraneo  al  nostro  compito  il  citare  gli  scrittóri  che  parlarono  di  lui.  Solo 
citeremo  il  Tiraboschi  che  nel  voi.  VIJ,  pag.  743,  conferma  l'opinione  del 
Ghilini  che  lo  proclamava  il  primo  giureconsulto  del  suo  secolo.  L'Argelati, 
T.  II,  col.  2129,  dà  l'elenco  dette  sue  opere  stampate  e  manoscritte.  La  Tri- 
vulziana  possiede  le  seguenti. 

MENOCHIUS  Jacobus.  —  Menochiae  familiae  monumenta. 

(Cod.N.  1627). 

Incomincia  questo  prezioso  Codice  con  delle  annotazioni  autobiografiche 
che  occupano  14  fol.  Queste  memorie  hanno  principio  nell'anno  1532  e  fi- 
niscono all'anno  1575.  Dopo  9  fol  bianchi  si  trova  colla  data  1607  «  die 
Veneris  decima  Augusti  »  notata  la  morte  del  Menochio  da  suo  figlio.  Dopo 
altri  9  fol.  bianchi  trovasi  la  vita  del  celebre  giureconsulto  scritta  dal  fi- 
gliuolo di  lui  Giovanni ,  che  mi  sembra  essa  pure  autografa.  Questa  bio- 
grafia che  occupa  16  fol.  non  è  terminata.  Sono  uniti  a  questo  volume 
alcuni  fogli  volanti  contenenti: 

I.  Epilogus  vitae  Jacobi  Menochii  colPepitafio  che  era  sul  sepolcro  di 
lui  nella  chiesa  di  S  Maria  di  Canova  nuova  a  Pavia. 

II.  Ringraziamento  da  me  fatto  alla  città  di  Cremona  nel  Consiglio 
generale  nell'occasione  che  il  sig.  senatore  Pertusati  ha  preso  il  possesso 
di  Sindacatore  nel  fine  del  biennio  della  mia  pretura  di  detta  città.  (Segue 
la  firma  Jacobus  Menochius  Senator.  Autografo). 

III.  Una  lettera  originale  di  Pietro  Layezzini. 

IV.  Altra  di  Alessandro  Nicolai. 

V.  Orazione  in  lode  della  Rev.  Madre  S.  Oerolama  Menochia  Abbadessa 
nel  monastero  di  S.  Chiara  in  Padova. 

Questo  Codice  non  è  citato  dall'  Argelati. 

MENOCHIUS  Jacobus.  —  Menochiae  familiae  Miscellanea. 

(Cod.  N.  1628). 

Questo  volume  si  compone  di  77  fascicoli  o  documenti  parte  originali 
e  parte  stampati  tutti  risguardanti  la  famiglia  Menochia.  Vi  sono  unite 
cinaue  copie  di  un  ritratto  inciso  in  rame  del  celebre  Giacomo  Menochio. 

Anche  questo  Codice  non  è  citato  dall' Argelati. 

MENOCHIUS  Jacobus.  -  De  more.  (Cod.  N.  1629). 

Questo  Codice  è  autografo  come  lo  dimostrano  le  molte  correzioni,  can- 
cellature ed  aggiunte.  Al  principio,  dopo  il  proemio,  è  notato  Tanno  tr>78. 

CalaU  Trivuiziana  [Stampato  il  47  settembre  1883)  31 


242  MILITI!  ecc. 


MENOCHIDS  Jacobus.  —  De  necessitate  ejusque  privilegiis. 

(Cod.  N.  1630). 

Anche  questo  volume,  in  parte  autografo,  non  è  ricordato  dall' Argelati, 
a  meno  che  non  si  voglia  comprenderlo  nel  N.  XVIII  fra  i  a  Plura  alia  Mss. 
adhuc  recondita  »  (l.  e.  col.  2130). 

MERCEDIN1  Dottor  Bartolomeo.  —  Edilio  sopra  la  sua  miseria  et  in- 
nocenza, all'Altezza  Ser.ma  di  Odoardo  farnese  duca  di  Parma  e 
Piacenza.  (Cod.  N.  917). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec  XVII. 

Segue  «  Prego  dell'autore  a  Sua  Divina  Maestà  sopra  il  simbolo  degli 
«  Apostoli  ». 

Esemplare  di  dedica  collo  stemma  Farnese  inquartato  con  quello  de' 
Medici  sul  frontispizio. 

MERONA  famiglia.  —  Documenti  e  prove  della  loro  nobiltà- 

(Cod.  N.  1889). 

Cod.  cart.  in  fol.  pica  del  Sec.  XVIII. 

Sono  quinterni  e  fascicoli  staccati. 

MERU LA  Gaudfntius.  —  Laudativi  generis  formulae  ex  M.  T.  Cicerone 
per  Gaud.  Merulam  Novariensem.  (Cod.  N.  295). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

L' Argelati,  Bib.  Scrip.  Med.,  T.  II,  P.  II,  còl.  2132,  ha  dato  la  nota 
delle  opere  Ms.  e  stampate  di  Gaud.  Menila,  ma  non  registrò  questa,  che 
pare  autografa.  Malgrado  il  titolo  è  un  zibaldone  in  cui  sono  raccolte  de- 
finizioni diverse  tolte  dalle  opere  di  Cicerone  non  solo,  ma  anche  da  altri 
autori.  Vi  sono  lodati  Giuliano,  Lorenzo,  Pietro  e  Cosimo  II  de'  Medici. 

MERULA  Gaudentius.  —  De  claris  antiquissimisque  Italorum  aliarumque 
gentium  facetiis.  (Cod.  N.  1377). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Vi  sono  riportate  molte  iscrizioni  romane. 

Questo  Cod.  era  nella  Bib.  de*  Monaci  di  S.  Ambrogio  ed  è  citato  dal- 
l'Argelati  nell'ultimo  volume  della  Bib.  Scrip.  Med.,  col.  2132. 

MICHELIN1  Abb.  —  Canto  intitolato  la  bontà  per  il  funerale  di  Adolfo 
Federico  re  di  Svezia.  '  (Cod.  N.  1033). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Precede  una  dedicatoria  in  francese ,  e  segue  un  discorso  pronunciato 
dall'autore  in  occasione  della  sua  ammissione  all'Accademia  delle  Scienze 
di  Stocolma.  É  autografo. 

Bfilitia  del  Ducato  di  Milano  levata  Tanno  1651,  so vrain tendente  il 
O  Orazio  Archinto.  (Cod.  N.  1309). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVII. 

Vi  è  unita  la  Delegazione  del  C.,€  Gerolamo  Cairno  nelle  pievi  di  Appiano, 
Nerviano,  Parabiago  e  Castelseprio. 


MISSAE  etc.  248 


MINUTI  (Antonio  de).  —  Compendio  de  gesti  del  Magnanimo  et  glo- 
riosissimo S.  Sforza  dal  tempo  della  sua  natività  tino  alla  morte 
sua,  compilato  in  volgare  per  Antonio  de  Minuti  Piacentino  del- 
l'anno MccccLvim  in  Milano  sotto  lo  duca  Francesco  Sforza  duca  1111°. 

(Cod.  N.  142). 

God.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

La  prima  iniziale  del  proemio  è  miniata,  le  altre  dei  varii  capitoli  sono 
a  colon  :  i  sommarli  sono  in  rosso.  L'opera  incomincia  con  un  proemio  in 
latino,  nel  quale  si  fanno  discendere  gli  Sforza  da  alto  lignaggio  in  Ger- 
mania. Il  Cod.  termina:  «  Ad  laudem  Dei  ejusque  genitricis  Amen.  Qui 
«  scribit  scribat  semper  cum  domino  vivat.  Talis  suui  scriptor  Elias  nomine 

0 

«  vocor:  Si  quis  volet  scire  Elias  de  Putheo  fuit  ille.  Sub  anno  mccccIxxxx0 
t  die  x  Junii  Amen  ». 

Quest'opera  fu  da  me  pubblicata  nel  voi.  VII  della  Miscellanea  Storica 
edita  dalla  R.  Deputazione  di  Storia  Patria,  Torino  1869.  Nella  prefazione 
che  vi  apposi  ho  dato  notizie  del  Codice  della  Bib.  Nazionale  di  Parigi 
che  contiene  questa  medesima  biografia.  Il  Codice  Trivulziano,  benché  assai 
meno  bello  del  Parigino ,  ha  sopra  di  lui  il  merito  di  essere  più  antico ,  e 
di  avere  il  nome  dell'  autore,  che  dal  Poggiali  e  da  altri  era  stato  erronea- 
mente creduto  che  fosse  Antonio  Cornazzano  Piacentino.  Nella  stessa  pre- 
fazione ho  detto  anche  quel  pochissimo  che  ho  potuto  trovare  sull'autore. 

Minohionerit  (le)  di  Gorzegno.  —  Canti  due  in  ottava  rima  al  Conte 
Luigi  Crivelli.  (Cod.  N.  896). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Mirabilibui  (de)  Romae  et  indulgentiis.  (Cod.  N.  368). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Il  titolo  qui  sopra  è  scritto  di  mano  antica  sul  dorso  di  questo  libercolo, 
il  quale  in  realtà  non  contiene  che  una  breve  notizia  sulla  convenzione  del 
1521  fra  Leone  X  e  Carlo  V,  della  quale  in  seguito  havvi  il  testo.  Dopo 
trovasi  1  atto  di  sudditanza  per  il  regno  di  Sicilia  fatto  a  nome  di  Filippo  II 
nel  1561,  colla  presentazione  della  chinea  del  grauo  e  del  denaro  convenuto. 
Segue  un  brevissimo  sunto  col  titolo:  Origo  Siciliae  cum  genealogia  regum: 
dopo  il  quale  trovasi  un  breve  trattato:  De  iure  patronàlus  regni  Siciliae, 
che  è  sottoscritto  da  Hieronimus  Vitalis  Messanensis  et  regni  Siciliae 
rationalis. 

Miscellanea.  —  Qui  dovrebbero  aver  luogo  le  miscellanee,  ma  siccome 
sono  numerosissime  ho  creduto  opportuno  di  rimandarle  tutte  alla 
fine  della  lettera  M  pag.  257. 

Miuae  aliquot  devotissimae.  (Cod.  N.  408). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Ha  nel  cartone  da  ambo  le  parti  uno  scudo  in  corona  di  quercia,  nel 
Quale  vi  sono  cinque  stemmi,  uno  al  lato  sinistro  superiore  è  quello  degli 
Odescalchi.  Nel  campo  inferiore  a  dritta  quello  dei  Borghese.  Negli  angoli 
del  libro  sono  ripetuti  due  0  legati  con  frecce  che  li  attraversano  in  forma 
di  X  ed  un  I  che  li  bipartisce. 


244  MISSALE  ROMANUM 


Missale  Ambrosianum  ad  usum  filancae  Mariae  Vicecomitis  et  Agnetis 
Del  Maino  ejus  matris.  (Cod.  N.  513). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XV. 

In  una  eruditissima  nota  preposta  al  volume  D.  Carlo  Trivuizio  dà  le 
ragioni  per  cui  questo  messale  deve  ritenersi  scritto  fra  il  1425  ed  il  1437, 
e  dà  moltissime  e  curiose  notizie  su  Aernese  Del  Maino,  che  fu  l'amante  del 
duca  Filippo  Maria,  e  sopra  la  Bianca  Maria  loro  figlia,  che  fu  poi  moglie 
di  Francesco  Sforza.  Al  verso  del  fol.  52  trovasi  la  preghiera  per  Bianca 
Maria  e  per  l'Agnese. 

Alla  fine  vi  sono  altre  note  di  D.  Carlo  Trivuizio  sopra  la  Del  Maino. 
Il  Codice  è  mancante  del  calendario  ,  di  alcuni  altri-  fol.,  ed  è  mutilo  alla 
fine.  É  ben  scritto  e  vi  sono  degli  spazi  vuoti,  rimasti  bianchi  per  essere 
miniati. 

Minale  Ambrosianum.  (Cod.  JV.  522). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIV. 

In  fine  vi  è  la  nota  seguente  :  «  In  nomine  dni  Àmen.  Iste  liber  misse 

«  est  ecclesie  Sce  Marie  de  Berchayno  virenantie  de  Hosteno  quem  ego 
«  Laurentius  natus  ex  Mattioli  de  Berchayno  notarius  manu  mea  propria 
«  scripsi  de  anno  dni  mcccxxxviii  et  ipse  ecclesie  donavi  in  remedio  anime 
«  mee  et  meorum  defunctorum  :  deo  gratias  Amen. 

Vi  è  unita  una  nota  di  D.  Carlo  sul  Codice  e  sul  nome  di  Borchayno 
oggi  Brichino  presso  Porlezza. 

Missale  Ambrosianum.  (Cod.  N.  615). 

God.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

É  mancante  al  principio  di  un  fol.  al  Canone  il  crocefisso  originario  fu 
itituito  da  una  incisione  in  legno.  Fu  scritto  dopo  il  1450  essendovi  nel 
calendario  ai  20  di  Maggio  S.  Bernardino,  il  quale  fu  canonizzato  da  Ni- 
colò V  al  21  di  Maggio  del.  1450.  Gli  ultimi   fol.  sono  anche  più  recenti, 
ma  sempre  del  sec.  xv. 


sostituito 


Missale  Romanum.  (Cod.  N.  395). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Precede  il  calendario.  Ha  tutte  le  iniziali  miniate  e  diverse  pagine  col 
contorno  di  ornati.  È  scritto  in  rosso  e  nero. 

MUialo  Romanum.  (Cod.  N.  519). 

Cod.  cart.  in  4°  p.  del  Sec.  XIV. 

Precede  il  calendario  :  è  mutilo  in  diversi  luoghi.  Verso  la  fine  vi  sono 
•    due  omelie  di  S.  Cesario  vescovo  di  Arles  precedute  dal  «  Transitus  Beate 
Mariae  Virginia  »  e  da  alcune  parti  dell' ufficiatura. 

Al  principio  vi  sono  due  fol.  in  pergamena  che  servono  di  copertura,  su 
cui  è  scritto  un  brano  della  Sacra  Scrittura  e  sembrano  del  sec.  xi.  Alla 
fine  vi  sono  pure  altri  fol.  che  servono  di  copertura  contenenti  brani  di 
trattati  teologici  del  sec.  xiu. 


MISSALE  etc.  245 


Minale  Romanum.  (Cod.  N.  613). 

Cod.  memb.  in  fol.   del  Sec.  XV. 

Manca  il  crocifisso  al  Canone.  Furono  lasciati  vuoti  gli  spazi  per  le 
grandi  iniziali  che  dovevano  essere  miniate.  Precede  il  calendario:  è  scritto 
in  nero  e  rosso.  Al  principio  sul  fol.  di  risguardqjsolla  data  1593  vi  è  la 

lista  dei  «  Veneranda  monasteria  ordinis  nostri  Seti  Hieronymi  de  (toser- 
ei vantia  ». 

Alla  fine  alcuni  fol.  sono  guasti. 

Minai*  Romanum.  (Cod.  N.  614). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Questo  Messale  di  rito  romano,  scrive  D.  Carlo  in  una  nota  inserta  nel 
volume,  fu  eseguito  per  uso  de*  Frati  Minoriti  o  Agostiniani,  come  lo  pro- 
vano alcune  rubriche  ed  è  proveniente  da  Como  Fu  scritto  prima  del  1 457, 
ed  in  seguito  vi  furono  fatte  delie  aggiunte.  È  benissimo  scritto  e. conser- 
vato ed  ha  nella  prima  pagina  degli  ornati  in  miniatura,  col  re  Davide 
nella  lettera  iniziale.  Al  Canone  vi  è  dipinto  il  crocefisso  colla  Vergine 
Maria  e  S.  Giovanni. 

Minai*  Romanum  ad  usum  Card>  Estensis.  (Cod.  JV.  2165). 

Cod.  memb.  in  4°  gr.  del  Sec.  XV. 

Non  è  facile  l'incontrare  sia  nelle  pubbliche  che  nelle  private  Biblioteche 
dei  Mss.  che  possano  competere  per  bellezza  e  ricchezza  di  miuiature  con 

3uesto  volume.  Basti  il  dire  che  venne  eseguito  dal  celebre  Cosimo  Tura 
etto  il  Cosmè  per  un  membro  della  casa  d'Este,  e  probabilmente  per  quel- 
l'Ippolito che  poi  divenne  Cardinale,  e  fu  il  primo  dei  due  di  questo  nome. 
La  finezza  delle  miniature  rivela  la  mano  dell'insigne  artista  che  pose  copi 
amore  ogni  suo  studio  per  rendere  splendido  questo  volume,  che  composto 
di  422  fol.  della  più  fina  pergamena  non  ne  ha  uno  solo  che  da  una  parte 
o  dall'altra  non  sia  ornato  di  finissime  e  svariatissime  miniature,  o  non 
sia  per  lo  meno  scritto  in  caratteri  d'oro  con  arabeschi  in  oro  e  colori , 
come  v  g.  le  pagine  che  contengono  il  canone.  Moltissime  sono  le  pagine 
che  meriterebbero  una  particolare  illustrazione,  ma  ciò  mi  farebbe  di  troppo 
oltrepassare  il  limite  che  posso  accordare  alla  descrizione  di  uno  dei  tanti 
Codici  miniati  che  si  trovano  in  questa  Biblioteca.  Eccone  dunque  una  breve 
descrizione.  —  Precedono  sei  fol.  col  calendario  scritti  in  rosso  e  nero  :  al 
principio  d'ogni  mese  il  KL.  è  miniato  e  vi  è  un  verso  latino  relativo  ad 
esso.  Dopo  un  fol.  bianco  al  fol.  8  incomincia  il  messale.  La  pagina  ha  una 
inquadratura  miniata  divisa  in  dodici  compartimenti.  Quello  a  pie  della  pa- 
gina ne  occupa  tutta  la  larghezza,  e  nel  suo  mezzo  sta  dipinto  un  padi- 
glione, le  cui  tende  vengono  sollevate  da  due  puttini,  mentre  altri  due  fra 
le  pieghe  sporgono  la  testa  dando  fiato  alle  trombe:  sotto  ai  padiglione 
altri  puttini  sostengono  un  cimiero  e  tengono  lo  scudo  coli' arme  Estense. 
In  ciascuno  degli  angoli  tre  puttini  suonano  diversi  istromenti.  In  alto,  nel 
xjompartimento  di  nrezzo,  vi  è  la  figura  del  Padre  eterno,  in  quelli  ai  due  . 
angoli  vi  è  in  uno  la  Vergine  inginocchiata,  nell'altro  l'Arcangelo  Gabriello: 
gli  altri  scompartimenti  del  margine  contengono  ornati  e  figure  di  Santi, 
fi  testo  è  scritto  in  due  colonne  rosso  e  nero,  e  così  pure  in  tutto  il  Codice. 

Incomincia:  «  Ordo  mi|ssalis  Sm  cosue  1  tudinem  roma | ne  ecclesie |  ».  Nella 

grande  iniziale  A  che  se^ue  scorgesi  il  santo  re  David  inginocchiato.  — 
ui  verso  del  fol.  190  vi  e  una  grande  miniatura  rappresentante  la  cruci- 
fissione:  essa  è  circondata,  a  compire  la  pagina,  da  quadretti  di  finissimo 
lavoro  in  cui  sono  raffigurate  le  diverse  scene  della  passione.  Non  vi  è  testo. 


246  MISSALE  EOMANUM 


Il  recto  del  fol.  seguente  ha  parimente  una  inquadratura  divisa  in  otto 
parti.  Quella  più  grande  a  pie  della  pagina  rappresenta  la  tumulazione  dì 
G.  Cristo.  Nella  lettera  iniziale  si  vede  un  sacerdote  che  celebra  la  messa 
nel  momento  della  elevazione. 

Il  fol.  197  ha  pure  una  grande  iniziale  miniata  ed  un  ricchissimo  contorno 
diviso  in  quadretti  allusivi  alla  risurrezione.  Il  fol.  270  parimente  ha  una 
inquadratura  miniata  divisa  in  compartimenti  :  in  quello  al  pie  della  pagina 
vi  è  la  pesca  miracolosa.  Altra  pagina  simile  vedesi  al  fol.  361. 

Ho  notato  questi  pochi  fol.  miniati,  perchè  sono  i  più  rimarchevoli,  ma 
come  già  dissi  tutti  ì  fol.  hanno  miniature  finissime,  di  una  conservazione 
perfetta  e  di  una  esecuzione  sorprendente.  Il  volume  conserva  la  sua  lega- 
tura originale  coperta  di  broccato  giallo  con  fiorami  rossi ,  colle  borchie  e 
fermagli  di  argento  dorato.  —  Il  Cosimo  Tura  morì  nel  1490,  prima  che 
Ippolito  d'Este  fosse  fatto  Cardinale  (1493),  il  che  spiega  la  mancanza  delle 
insegne  di  quella  dignità.  Questo  prezioso  Codice  pervenne  nella  Trivul- 
ziana  dalla  Bib.  del  principe  Belgiojoso.  È  noto  che  il  ramo  degli  Estensi 
stabilito  in  Piemonte  terminò  in  una  donna  che  sposò  un  Belgiojoso  :  è 

Juindi  assai  probabile  che  il  magnifico  volume  facesse  parte  della  eredità 
i  quella  illustre  famiglia. 

Minale  Romanum.  (Cod.  N.  2166). 

Cod.  memb.  in  fol.  p.  del  Sec.  XV. 

Questo  magnifico  messale  venne  eseguito  per  il  duca  Carlo  di  Berry  e 
Gujenne  quarto  figlio  di  Carlo  VII  re  di  Francia.  Questo  principe  nato  nel 
1446,  e  morto  nel  1472,  era  di  ca&ttere  debolissimo,  e  si  lasciò  mettere 
alla  testa  della  «  Ligue  du  bien  public  »  contro  Luigi  XI  suo  fratello. 
Pare  che  fosse  grande  amatore  di  libri  miniati ,  o  per  lo  meno  protettore 
del  celebre  Jean  Fouquet.  il  quale  aveva  fatto  per  lui  •  Lea  Anciennetés  des 
Jnifs  selon  la  sentence  de  Joseph  »,  magnifico  Codice,  che  ora  si  trova  nella 
Biblioteca  Nazionale  di  Parigi.  Questo  messale  rimase  sconosciuto  all'autore 
dell'articolo  su  Jean  Fouquet  inserito  nel  «  Magasin  Pittoresque  »  (1857, 
pag.  372),  ed  ai  signori  vallet  de  Viriville,  Leon  de  Labordeed  altri  che 
parlarono  di  questo  esimio  artista.  Questo  Codice  contiene  35  grandi  minia- 
ture, altre  28  più  piccole,  e  27  grandi  lettere  iniziali  miniate.  Non  tutte  sono 
della  stessa  mano.  Parecchie  sono  del  Fouquet,  altre  di  Pierre  de  Limbourg 
ed  altre  di  autori  ignoti.  Tutte  sono  bellissime,  le  28,  che  sono  a  pie  della 
pagiua  e  ne  occupano  tutta  la  larghezza  e  le  figurine  nelle  lettere  iniziali 
sono  di  una  finezza  meravigliosa.  Il  volume  è  di  una  conservazione  per- 
fetta,  i  colori  freschissimi,  talché  si  direbbe  uscito  ora  dalle  mani  de^li 
artisti  che  vi  lavorarono.  Nello  scorso  secolo  apparteneva  ai  Conti  d'Aghè, 
de*  quali  vi  è  lo  stemma  sopra  un  fol.  di  risguardo.  Ciascuna  miniatura 
meriterebbe  una  speciale  descrizione,  ma  per  amore  di  brevità  mi  limiterò 
a  parlare  soltanto  delle  più  belle,  o  che  per  altri  riguardi  meritano  parti- 
colare osservazione.  —  Lo  scrittore  del  Codice  pare  fosse  di  quelli  che  in- 
cominciavano Tanno  al  Natale ,  ma  fece  precedere  «  La  messe  de  nostre 
«  dame  que  lon  dit  en  PAvent  »  (fol.  1),  ed  il  pittore  vi  pose  l'Annuncia- 
zione: La  Vergine  è  seduta  davanti  ad  un  leggio,  ed  accanto  a  lei  ha  un 
giglio  fiorito  in  un  vaso:  la  colomba  sul  capo.  L'Angelo  inginocchiato 
colla  leggenda:  Ava  Maria  gratta  piena  etc.  scritta  sopra  una  fascia  che 

fli  esce  dalla  bocca.  In  alto,  in  un  angolo,  il  Padre  eterno  da  cui  partono 
uè  raggi  che  terminano  allo  Spirito  Santo  raffigurato  dalla  colomba  che 
è  sul  capo  della  Vergine.  La  lettera  iniziale  contiene  Noè  nell'arca  che 
aspetta  la  colomba  che  ritorna  col  ramo  d'ulivo.  Nella  miniatura  al  basso  della 
pagina,  larga  quanto  il  testo ,  è  rappresentato  Mosè  davanti  al  roveto  ar- 
dente, dal  quale  Dio  gli  parla.  In  giro  vi  sono  dei  fogliami  ad  oro  e  colori. 
Al  verso  del  fol.  4  vi  è  il  presepio.  La  Vergine  inginocchiata  colle  mani 
giunte  in  adorazione  davanti  al  bambino,  ha  dietro  di  lei  S.  Giuseppe.  Fuori 


MISS  ALE  ROMANtJM  247 


dalla  grotta,  in  alto,  un  coro  d'angeli  tengono  una  fascia  in  cai  sta  scritto  : 
Gloria  in  excelsis  eie*  Nella  lettera  inizialo  D  un  angelo  tiene  una  benda 
con  scrittovi  :  «  Ecce  evangelizo  vobis  etc.  »  mostrandola  ai  pastori  che  tro- 
vansi  nella  miniatura  sottoposta.  In  giro  vi  sono  degli  ornati  come  nella 
prima  miniatura,  più  degli  angeli  che  a  mezzo  corpo  escono  dalle  nubi 
tenendo  ciascuno  una  fascia  con  leggenda.  A  questa  miniatura  pare  abbia 
posto  mano  il  Fouquet. 

Al  fol.  30  verso,  Gesù  che  prega  nell'orto  di  Getsemani,  sul  davanti  i 
tre  apostoli  addormentati:  nel  fondo  si  vedono  gli  sgherri  che  arrivano. 
Nella  lettera  iniziale  Cristo  legato  alla  colonna  è  flagellato  da  due  mani- 
goldi. Nella  miniatura  al  basso  Cristo  che  porta  la  croce  seguito  da  Erode 
e  dai  capi  Farisei  e  la  Veronica  davanti  a  lui  che  si  accinge  ad  asciugargli 
il  volto.  Questa  stupenda  miniatura  è  opera  incontestabile  del  Fouquet  ed 
è  forse  la  più  bella  fra  le  bellissime  di  questo  Codice.  La  figura  del  Keden- 
tore.  il  far  largo  e  morbido  delle  pieghe  tanto  delle  vesti  ai  Gesù  come  di 
quelle  degli  Apostoli,  la  correttezza  del  disegno  non  lasciano  dubbio  sul* 
1  autore  di  questa  pagina.  La  figura  di  S.  Pietro  immerso  in  un  profondo 
sonno,  l'espressione  diversa  nei  tre  dormienti  che  mostrano  la  differenza 
che  vi  era  nel  loro  carattere  sono  veramente  mirabili.  La  miniatura  della 
iniziale  e  quella  inferiore  sono  di  una  finezza  e  vaghezza  grandissima. 

Assai  fina  e  bella  è  la  miniatura  al  fol.  38,  nella  quale  si  vede  l'interno 
di  una  sala  in  cui  sono  radunati  i  capi  del  Sinedrio.  Giuda  sta  loro  di- 
nanzi e  numera  sul  tavolo  i  denari  che  gli  furono  dati.  Uno  dei  capi  tiene 
davanti  a  sé  altri  denari,  forse  per  mostrare  che  avrebbero  dato  anche  mag- 
gior somma  al  traditore.  Nella  lettera  iniziale  Gesù  è  condotto  da  due 
sgherri.  Non  so  che  cosa  possa  rappresentare  la  miniatura  al  basso  della 
pagina  in  cui  si  vede  un  soldato  sopra  una  mula  che  trae  dietro  sé,  legato 
con  lunga  fune,  un  prigioniero  che  non  è  certo  Gesù  Cristo;  ma  un  uomo 
del  volgo.  Lo  segue  un  signore  montato  sopra  un  palafreno,  che  parla  ad 
un  gruppo  di  persone,  fra  le  quali  dei  pastori,  il  di  cui  gregge  pascola  poco 
discosto.  Questa  miniatura  assai  bella  e  molto  fina  dovrebbe  essere  di  Pietro 
di  Limbourg. 

Il  Cristo  in  croce  (fol.  18)  colla  Vergine  e  S.  Giovanni  sentono  la  scuola 
italiana  e  sono  pure  opera  di  Jean  Fouquet.  Sul  secondo  piano  vi  sono  le 
Marie  che  vengono  da  un  lato  e  gli  sgherri  che  partono  dall'altro.  Nel 
fondo  si  vede  Gerusalemme.  Le  figure  a  piedi  ed  a  cavallo  che  si  avviano 
alla  città  sono  di  una  finezza  straordinaria.  Il  paesaggio  che  termina  il 
quadro  è  bellissimo.  Nella  parte  inferiore  il  sacrifìcio  di  Abramo. 

Quantunque  assai  bella  non  sarebbe  da  notarsi  la  miniatura  che  trovasi 
al  fol.  87,  se  non  richiamasse  P attenzione  per  altri  titoli.  É  qui  rappresen- 
tata la  Trinità.  Il  padre  ed  il  figlio  sono  ugualmente  giovani ,  si  rassorai- 
fliano  ed  hanno  una  veste  rossa  amplissima  amendue:  il  fondo  é  coperto 
i  teste  di  santi  grafite  sopra  oro.  Un  circolo  ovale  coi  quattro  evangelisti 
negli  angoli  della  cornice  che  inquadra  il  tutto.  Nella  lettera  iniziatesi  vede 
un  prete  che  celebra  una  messa  solenne  assistito  dal  diacono,  suddiacono,  ed 
un  chierico.  Nella  miniatura  sottoposta  un  altro  sacerdote  celebra  la  messa 
per  due  sposi  che  sono  inginocchiati  e  coperti  da  un  gran  velo  tenuto  da 
due  assistenti:  dietro  vi  sono  altre  figure:  in  giro  i  soliti  ornati  con  angeli 
che  escono  a  mezza  persona  dalle  nuvole.  Ma  ciò  che  vi  è  di  maggior  in- 
teresse in  questa  pagina  è  la  figura  che  si  trova  nel  margine  esterno.  Essa 
rappresenta  il  Principe  per  il  quale  venne  fatto  questo  messale.  Il  Duca  di 
Beiry  vi  è  raffigurato  giovane,  con  poca  barba  bionda  al  mento,  ha  i  ca- 
pelli castani,  la  corona  sul  capo,  porta  un  ampio  manto  di  colore  azzurro 
foderato  di  armellino  con  pellegrina  simile:  è  inginocchiato,  colle  mani 
giunte,  davanti  ad  un  leggio  coperto  da  un  drappo  rosso  che  si  prolunga 
fin  sotto  la  persona  del  Duca.  Sul  leggìo  sta  un  libro  aperto.  Dietro  al 
Principe  vi  è  lo  scudo  coi  gigli  d'oro  sopra  fondo  azzurro,  e  al  di  sopra  di 
esso  il  pellicano,  che  era  la  sua  impresa.  Questa  figura  e  benissimo  miniata 


248  MISSALE  ROMANUM 


e  del  più  grande  interesse  vedendosi  chiaramente  che  è  un  ritratto.  Ignoro 
se  vi  siano  in  Francia  altri  ritratti  di  questo  sventurato  Principe  morto 
avvelenato  nel  fiore  della  gioventù  ;  ma  se  anche  non  fosse  unico  sarà  sempre 
prezioso  come  ricordo  storico.  • 

Al  fol.  93  trovasi  rappresentata  la  nascita  di  S.  Giov.  Battista.  In  un 
gran  letto  a  cortine  rosse  giace  S.  Elisabetta  col  neonato,  ch'essa  affida  ad 
un'ancella.  Due  altre  donne  ed  un  fanciullo  sono  nella  stanza  che  è  ammobi- 
liata come  usavasi  in  Francia  o  meglio  in  Fiandra  nel  sec.  xv  nelle  case 
borghesi.  Un  gatto  mangia  in  una  scodella,  e  poco  discosto  un  cane  rosicchia 
un  osso:  dalla  porta  aperta  si  vedono  diverse  persone  nella  camera  at- 
tigua. Finissima  è  la  miniatura  e  vaghissimo  il  quadro  ch'essa  rappresenta. 
Nella  lettera  iniziale  vi  è  il  Padre  eterno  che  guarda  nella  sottoposta  mi- 
niatura il  Battesimo  di  Cristo  nel  Giordano,  mentre  si  aprono  i  cieli  (come 
dice  il  Vangelo)  e  scende  su  di  esso  lo  Spirito  Santo  in  forma  di  colomba. 
Quest'ultima  miniatura  è  di  una  finezza  veramente  meravigliosa.  Il  fiume 
scorre  in  iscorcio  nel  mezzo  del  quadro:  sul  primo  piano  sono  Cristo  e 
S.  Giovanni:  sulla  spouda  destra  vi  è  un  gran  castello:  sulla  sinistra  altre 
case  ed  una  collina  boscata,  dalla  quale  scendono  delle  figure  che  sono 
microscopiche:  un  gruppo  di  persone  stanno  a  breve  distanza  osservando 
la  scena  del  battesimo. 

Assai  bello  è  pure  il  fol.  103  in  cui  è  rappresentata  la  natività  della 
B.  Vergine.  S.  Anna  riposa  in  letto  sul  fianco  destro  guardando  le  due  an- 
celle che  lavano  la  neonata,  mentre  una  terza  le  rassetta  le  coltri.  Questa 
miniatura  è  della  stessa  mano  di  quella  già  descritta  che  trovasi  al  fol.  93. 

'Bella  è  anche  la  figura  (fol.  106)  di  S.  Michele  che  trafigge  Lucifero. 
Nella  lettera  iniziale  è  riprodotto  lo  stesso  Arcangelo  che  tiene  le  bilancie; 
e  nella  miniatura  sottoposta  si  vede  la  cacciata  degli  angeli  ribelli ,  nella 
quale  il  pittore  die  corso  alla  sua  fantasia  trasformandoli  in  strani  mostri, 
come  era  costume  dei  pittori  nel  medio  evo.  Ciò  che  è  singolare  è  che  uno 
degli  angeli  buoni ,  coperto  come  gli  altri  da  completa  armatura,  ha  lo 
scudo  al  braccio  sinistro  coli' arme  dei  tre  gigli  di  Francia. 

Al  fol.  Ili  è  rappresentato  l'interno  di  una  chiesa  di  stile  gotico.  S.  Ilario, 
interrotta  la  messa,  seduto  davanti  all'altare,  rivolto  al  popolo  spiega  il 
Vangelo.  É  impossibile  di  non  rimanere  sorpresi  nel  vedere  la  finezza  delle 
linee  che  riproducono  le  nervature,  i  fasci  di  sottili  colonne,  e  le  altre  mo- 
danature ed  ornati  di  questa  cattedrale.  La  figura  di  S.  Ilario  è  graziosis- 
sima  e  finissima,  come  lo  sono  anche  quelle  dei  canonici ,  del  clero  e  del 
popolo  che  lo  stanno  ad  ascoltare. 

È  meravigliosa  la  miniatura  al  fol.  1 1 3  dove  è  rappresentata  La  gloria 
di  colui  che  tutto  muove,  e  la  Mìlitìa  caelestis  exercitus  In  alto  sta  la  San- 
tissima Trinità  in  trono  con  un'aureola  di  teste  d'angeli:  al  di  sotto  in 
quattro  ranghi  distinti  composti  ciascuno  di  due  gruppi,  sono  distribuiti  i 
santi  secondo  1&  differenti  loro  categorie.  A  persuadere  della  finezza  di  questa 
miniatura  basterà  il  dire  che  nello  spazio  di  centimetri  9  per  16  */■  »  rimasto 
al  di  sotto  della  Trinità  il  miniatore  ha  saputo  dipingervi  centotrentasei 
figurine  intiere,  ben  distinte  lasciando  uno  spazio  nel  mezzo,  che  separa  i 
due  gruppi,  con  tre  cattedrali  gotiche  da  un  lato  in  fianco  ai  tre  gruppi 
superiori  di  destra  e  parimente  a  sinistra,  se  non  che  da  questo  lato  a  fianco 
dei  santi  guerrieri  della  seconda  linea  in  luogo  della  chiesa  ha  dipinto  due 
padiglioni.  Nella  iniziale  un  angelo  scende  dal  cielo  tenendo  una  fascia  in 
cui  e  scritto  un  versetto ,  e  sotto  vi  sono  dodici  figurine  di  santi  e  di 
quattro  angeli.  La  miniatura  al  basso  della  pagina  rappresenta  un  solenne 
convito  reale  assai  curioso  e  finamente  miniato.  Il  He  seduto  a  mensa 
sotto  un  baldacchino  ha  la  corona  in  testa:  siedono  allo  stesso  desco 
altri  sei  personaggi  tre  per  ciascun  lato.  Dei  servi  portano  vasi  d'oro  e 
delle  vivande,  mentre  altri  entrano  dalla  porta  d'ingresso  suonando  delle 
trombe. 


MISSILE  ROMANUM  249 


Un  altro  interno  di  chiesa  gotica  ci  presenta  il  fol.  116  ancor  più  fina- 
mente miniato  di  quello  già  descritto  al  fol.  111.  Qui  si  vede  un  prete  che 
celebra  la  messa,  e  nel  mezzo  della  chiesa  un  feretro  sotto  un  baldacchino. 
Vi  è  riprodotto  il  cane  che  si  vede  ugualmente  in  iscorcio  al  fol.  38,  il  che 
mi  fa  credere  che  anche  questa  miniatura  come  quella  al  fol.  Ili,  che  è 
evidentemente  della  stessa  mano  siano  pure  opera  di  Pietro  Limbourg.  Nella 
lettera  iniziale  si  vede  il  Cristo  qui  venturus  estjudicare  vivos  et  mortuos. 

La  miniatura  al  di  sotto  ci  rappresenta  un  cimitero ,  in  cui ,  essendo 

Juesta  T  ufficiatura  per  il  giorno  dei  morti,  alcuni  frati  vengono  a  recitarvi 
eJle  preghiere  pei  defunti ,  mentre  un  prete ,  seguito  da  un  chierico  che 
tiene  il  vaso  dell'acqua  santa,  benedice  aspergendo  i  sepolcri,  ed  alcuni 
dolenti  in  lutto  fanno  la  visita  alla  tomba  dei  loro  defunti. 

Rimarchevole  pure  è  la  miniatura  al  fol.  118  ove  è  dipinta  S.  Elena 
circondata  da  parecchi  perscmaggi,  che  fa  scavare  la  terra  sul  Calvario  per 
cercarvi  la  santa  croce.  Nella  lettera  iniziale  vi  è  il  crocefisso,  e  nella  mi- 
niatura a  pie  della  pagina  è  riprodotta  S.  Elena  colla  sua  corte  che  per  ri- 
conoscere quale  delle  tre  croci  scoperte  fosse  quella  cui  era  stato  appeso 
Gesù  Cristo  vi  fa  sovrapporre  una  defunta  che  a  quel  contatto  ritorna  in  vita. 

La  miniatura  al  fol  ,120  è  di  un  grandissimo  interesse,  perchè  oltre  al- 
l'essere assai  bella  ci  de!  un  bellissimo  ritratto.  La  Vergine  seduta  in  trono 
si  prepara  a  porgere  il  seno  al  divino  infante:  è  circondata  da  angeli  che 
le  offrono  dei  fiori,  e  due  altri  che  le  tengono  sospesa  la  corona  sul  capo: 
il  fondo  rosso  è  tutto  grafito  di  piccole  teste  di  angeli  al  lato  destro  della 
Vergine  si  vede  un  uomo  inginocchiato  colle  mani  giunte  rivolte  alla  Ma- 
donna: ha  la  testa  scoperta  è  alquanto  calvo.;  i  capelli  neri,  senza  barba: 
porta  una  lunga  veste  rossa  con  cappuccio.  È  evidentemente  un  ritratto , 
ed  io  credo  possa  essere  quello  del  Fouquet.  Certo  non  è  guello  del  duca 
di  Berry,  perchè  non  rassomiglia  punto  all'altro  che  trovasi  ai  fol.  87  Non 
è  quello  di  un  gran  personaggio,  perchè  non  vi  è  stemma ,  né  corona ,  nò 
porta  armatura.  Chi  altri  che  il  pittore  poteva  essere  messo  in  una  mi- 
niatura che  era  fatta  per  il  fratello  del  Re  di  Francia?  Non  si  possono 
fare  che  delle  congetture,  ma  osserverò  che  i  biografi  del  Fouquet  dicono 
ch'egli  fosse  nato  circa  il  1420:  che  questo  messale  deve  essere  stato  finito 
prima  del  1472,  epoca  della  morte  del  duca  di  Berry,  quindi  il  Fouquet 
poteva  avere  circa  cinquantanni  o  poco  più ,  e  tale  è  l'età  che  mostra  di 
avere  il  ritratto.  Ciò  premesso ,  mi  pare  che  si  possa  con  sufficiente  pre- 
sunzione crederla  l'effigie  del  grande  artista.  Oltre  ai  soliti  ornati  nel  mar- 
gine vi  sono  dipinti  degli  angeli  che  anche  qui  escono  a  mezza  figura  dalle 
nuvole,  ciascuno  de'  quali  suona  uno  strumento  diverso. 

Stupenda  è  la  miniatura  che  rappresenta  la  crocifissione  di  S.  Andrea,  che 
puoeei  ritenere  opera  di  Jean  Fouquet.  Il  santo  è  già  appeso  alla  croce 
eretta,  e  quattro  manigoldi  strìhgono  i  nodi  che  lo  attaccano.  Sono  assai 
espressive,  ciascuna  secondo  il  suo  carattere,  le  cinque  figure  che  compon- 
gono Questo  quadro.  Nella  lettera  iniziale  fu  dipinto  Gesù  Cristo  che  vidit 
auos  Jratres  (come  dice  il  Vangelo)  Petrum  et  Andream  et  vocavit  eos. 
Nella  pittura  al  basso  è  raffigurata  la  pesca  miracolosa.  Devo  pur  notare 
che  al  fol.  124  nella  lettera  iniziale  si  vede  S.  Andrea  cui  sta  davanti  gè- 
nuflesso  sopra  un  inginocchiatoio  un  giovane  Principe  imberbe  vestito  con 
ricchissima  giornea  di  velluto  nero  ricamata  in  oro.  Ha  sul  capo  la  stessa 
corona  che  si  vede  sul  ritratto  al  fol.  87.  Ritengo  che  questo  sia  un  altro 
ritratto"  del  duca  di  Berry  più  giovane. 

Ora  mi  sia  concesso  di  fare  alcune  osservazioni  per  determinare  l'epoca 
precisa  in  cui  venne  eseguito  questo  messale. 

Esso  incomincia  colla  Messe  de  nostre  dame  que  hn  dit  eri  Tannée  :  poi 
viene  la  Messe  de  minuti,  seguita  dalla  Messe  du  matin,  e  dalla  Qrant 
Messe,  cioè  le  tre  Messe  di  Natale.  Ciò  mi  fa  credere  che  il  pittore  o  il 
Duca  fossero  di  quelli  che  incominciavano  Tanno  a  Natale.  Vengono  dopo 
la  Messa  dell'  Epifania,  della  Chandeleur,  e  quelle  delle  altre  grandi  solen- 

Catal  THvulziana  {Stampato  il  27  tettembre  4883)  32 


250  MOINAGE  (LE)  DE  GUILLAUME 


nità  e  di  alcuni  santi  come  si  segnano  nel  calendario.  L'ultima  è  la  festa 
di  S.  Andrea  che  cade  al  30  di  Novembre.  Non  essendovi  dopo  quel  giorno 
alcuna  festa  è  evidente  che  il  messale  è  completo:  ma  nei  Codice  mancano 
le  ultime  parole  dopo  il  qui  tecum  della  Oratio  post  commmionem ,  colle 
quali  doveva  terminare  quest'  ultima  officiatine,  e  rimangono  in  bianco 
cinque  linee  ridate  per  compire  il  foglio,  che  erano  più  che  sufficienti  per 
scrivervi  il  vivit  et  regnai  etc.  che  seguono  il  qui  tecum,  che,  come  dissi, 
sono  le  ultime  scritte  nel  Codice.  Perchè  questa  interruzione  ?  perchè  non 
furono  aggiunte  le  poche  parole  mancanti  a  compire  r opera?  Parmi  che 
si  possa  ragionevolmente  supporre  che  saputasi  la  improvvisa  morte  del 
duca  di  Berry  (28  Maggio  1472)  l'amanuense  non  abbia  continuato  a  scri- 
vere quelle^pocne  parole,  e  non  abbia  aggiunto  il  solito  Calendario,  perchè 
era  mancato  il  Principe  pel  quale  si  eseguiva  il  libro,  e  non  si  sapeva  per 
il  momento  a  chi  consegnarlo  ed  esigerne  il  prezzo.  Se  altri  troverà  una 
miglior  spiegazione  l'accetterò.  In  ogni  modo  questa  piccolissima  mancanza 
di  18  parole  non  basta  per  far  ritenere  il  Codice  come  imperfetto  e  mutilo, 
ma  basta  a  me  per  farmi  credere  che  fu  terminato  nei  primi  cinque  mesi 
del  1472. 

MUsale  votivum.  (Cod.  N.  409) 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Incomincia  con  YAbsolutio  in  arttculo  mortis ,  cui  tien  dietro  il  Calen- 
dario che  è  mancante  degli  ultimi  tre  mesi,  poi  «  Ad  honorem  dei  incipit 
»  Missale  votivum  secundum  consuetudinem  Rom.  ecclesie  ». 

Al  fol.  72  vi  è  la  data  seguente  in  rosso: 

o  o 

«  mcccclxxij0  die  T  octubris  In  Yseo  completum  est  ». 
È  mutilo  in  diversi  luoghi. 

MISSIRINI  Melchiorre.  —  Sonetti  di  vario  argomento.    (Cod.  N.  953). 

■ 

Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec  XIX. 

Sono  autografi  e  dedicati  al  M."  G.  G.  Trivulzio  nel  1823. 

MOCENIGO  Pietro.  —  Relazione  della  Corte  di  Roma  dell'Exc.™  Ca- 
valier  Pietro  Mocenigo  Ambasciadore  ordinario  della  Set.1**  Repub 
blica  di  Venetia  appresso  il  Sommo  Pontefice.  (Cod.  N.  1468) 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

MOCENIGO  Pietro.  -  Relazione  della  Corte  Britannica.    (Cod.  N.  1202) 

Cod.  cart.  in  8°  picc.  del  Sec.  XVII. 

Questa  relazione  è  fatta  circa  l'anno  1671  o  1672,  nei  quali  anni  regnava 
Carlo  II. 

Moinage  (le)  de  Guillaume.  (Cod.  N.  1025; 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIII,  a  2  colonne. 

Il  professore  Pio  Rama  avendo  fatto  degli  studii  sopra  questo  Codice 
ne  fece  la  descrizione  che  io  trascrivo. 


MOINAGE  (LE)  DE  GUILLAUME  251 

Un'antica  numerazione  assegna  al  Codice  233  carte,  in  realtà  erano  per 
altro  234,  giacché  per  errore  una  fu  saltata  tra  quelle  che  portano  i  nu- 
meri 207  e  208.  Attualmente  le  carte  sono  229  mancando  quelle  che  erano 
segnate  1,  59,  78,  90,  168.  Manifestamente  le  sottrazioni  avvennero  per 
avidità  delle  miniature,  che  il  più  delle  volte  hanno  lasciato  un'impronta 
evidente  sulla  facciata  con  cui  venivano  a  baciarsi.  Quantunque  fregiate  di 
miniature  ancor  esse  furono  per  buona  sorte  risparmiate  le  carte  22 ,  38 , 
141,  196.  —  Il  Ms.  contiene  una  serie  di  Ohansons  de  geste  del  Ciclo  Nar- 
bonese,  ossia  di  Garin  de  Mmtglane.  Ogni  chanson  era  ed  è  preceduta  da 
una  miniatura  della  larghezza  di  una  colonna  ed  alta  in  proporzione;  solo 
della  miniatura  che  stava  in  principio  del  volume  non  posso  affermare  con 
certezza  che  non  avesse  dimensioni  maggiori.  Sono  miniate  alternativa- 
mente rosse  ed  azzurre  le  iniziali  maiuscole  delle  singole  tirades.  Diversa  e 
molto  maggiore  di  tutte  l' altre  è  la  maiuscola  da  cui  comincia  una  Ghanson. 
—  Le  colonne  contengono  di  norma  40  versi:  nei  primi  4  fogli  (2-5)  sol- 
tanto 39.  Abbiamo  pertanto  una  somma  totale  di  circa  36,500  versi. 

Les  chansons  contenute  nel  Codice  sono  le  seguenti  : 

I.  (Fol.  2-22  r°).  Enfances  Guillaume  mancanti  del  principio. 

Primi  versi  conservati  : 

A  imois~que  post  lefete  Salì  Martin 

E  nautre  tre  me  vroiz  reutir 

«  t  »  ^» 

D  roit  en  espoigne  vs  en  (1.  envers)  les  sarr 
J  e  ennerbonne  ne  vodre  me  venir. 

Ultimo  verso. 

♦ 

S  e  a  terg  ne  li  toille  le  chief 

Ci  finissent  les  enfances  Guilliaume. 

.    II.  (Fol,  22  r.  38  r°).  Couronnement  Looys. 

princ.  Oez  Seignor  qua  Diex  nos  soit  edaut 
fine.  En  gnt  b'nge  fu  looys  entrez 

Gnt  il  fu  riches  Guill  nen  set  grez 
Explicit  le  corounement  looy's. 

III.  (Fol.  38  r.  —  47  v°).  Oharrai  de  Nimes. 

princ.  Oez  Seignor  diex  nos  croisse  bonte 
fine.  L  e  roi  lentat  gnt  ioie  enamence 
D  ieu  enaore  7  Marie  sa  mer. 

IV.  (Fol.  47  v.  —  58  v°).  Prise  d?  Orcmge.  —  Il  principio  di  questa  chanson 
non  si  distingue  per  caratteri  esteriori  da  quello  di  una  semplice  tir  ade. 
Non  c'è  iniziale  maggiore  del  solito ,  non  miniatura,  non  uno  spazio  che 
serva  a  separare  dal  uharroi.  v 

princ.  Oez  Seignor  q  Dieu  nos  beneie. 


252  *  MOINÀGE  (LE)  DE  GUILLAUME 


Il  poema  terminava  sul  fol.  59  r.  2*  colonna.  Fa  da  spia  l'impronta  della 
miniatura.  Ultimi  versi  conservati: 

•  S  -  cop  Sidone  p  si  fier  mautalant 
T  ot  le  porfant  desi  ou  piz  devant 
M  ort  labati  du  dest'  auferrant. 

V.  (Fol.  60  r.  —  77  v°).  Enfances  Viviens.  Primi  versi  conservati: 

Q1  de  par  moi  Jhu  la  beneie 

E  t  gart  ses  bois  chatiau  j  ses  villes 

7  ses  citez  j  gns  manenties 

Q'  de  guere  ne  raura  eie  mie. 

Queste  Enfances  terminavano  al  fol.  78  v.  v  2  col.  Ultimi  versi  che  ci 
rimangono: 

E  n  ceste  t're  sot  venu  mi  parent 

7  la  gnt  ieste  aymi  le  vaillant 

A  me  ans  est  leroi  q  frace  apant 

«*»  _  

Qv  nt  cil  lentandent  si  sot  hi  j  ioiat 
T  ot  li  noaudres  mal  mi  dolor  ne  sani 

VI.  (Fol.  79  r°  —  89  v°).  Covenaus  Viviens.  —  Mancanti  del  principio  e 
della  fine.  Primi  nostri  versi  : 

N  ies  dit  Quitt  mlt  petit  durerez 
S  e  convenant  adieu  tenir  volez 

I  anest  il  home  tat  ne  pvz  ne  ber 

^* 

N  essent  fouir  qnt  il  est  enpressez. 

Ultimi  versi: 

A  ia  deul  que  il  a  Demine 
A  il  Quitt  devant  li  encontre 

■ 

N  a  conut  mie  q  il  est  avugle 
H  auce  lespee  tei  cop  lia  donne. 

VII.  (Fol.  91  r°  —  142  v°).  Baiaille  (FAleschans.  —  Cominciava  al  fol.  90  v. , 
2  col.  Primi  versi  conservati: 

S  es  escuz  frez  j  son  hiaume  luisans 

E  ncontre  t're  li  fu  aval  pendans 

Vij  plaies  ot  p  en  ij  les  flans 

fine.  P  uis  fu  il  rois  j  amirans  clamez 

J  usq*  momible  j  coqst  les  h'itez 

lei  finist  labataille  daualescauf. 


MOINAGE  (LE)  DE  GUILLAUME  253 


Vili.  (Fol  142  v*  -  167  v°).  Baiatile  Loqmfer. 

princ.  Seignor  oez  merveilleuse  chanson 

Ja  de  plus  noire  ne  aos  dira  nus  boa. 

La  fine  era  sul  fo).  168 ,  sul  verso  pare ,  ma  Questa  volta  la  miniatura 
non  ha  lasciato  una  traccia  sicura.  Ultimi  versi  che  ci  rimangono: 

V  s  leriuage  Alamf  retorna 

A  una  roche  lasifort  ahurtee 

Q'  la  nef  est  pmi  le  fouz  faussee. 

IV.  (Fol.  169  r°  —  191  r°).  Moina  gè  Renoart  Primi  nostri  versi: 

L  e  moinne  iot  si  fu  espooriz 
N  e  latendist  par  tot  lor  de  pariz 
L  e  moinne  ot  Re  q  li  crie 
fine.  7  servi  dieu  volentiers  J  de  gre     . 
I  1  le  scauoient  leanz  ontre  lor  gre 
P  lus  lont  cresnu  qui  ne  lont  ame 
Ci  finist  le  Moinage  Renoart. 

X.  (Fol.  191  r°  —  233  r°).  Moinage  Guillaume. 

pine.  Borine  chancon  pleroit  vos  aoir 

(sic) 

fine.  E  neo  ala  gent  de  religion 

A  Saint  (Juilliaume  du  dosert  i  diton 
A  pres  samort  nesai  deli  chancon 
O  r  prions  dieu  qui  nos  feoe  pardon 
S  i  coume  il  fist  Guillaume  le  Baron 
Explicit  le  moinnage  Guilliaume. 

« 

Sul  verso  di  questo  foglio  si  leggono  alcune  note  interessanti.  In  primo 
luogo  un  principio  decantare  (sec.  xiv-xv). 

«  Altissimo  par  ere  d'  gloria  prego  q  media  seno  ememoria  quio  posa 
«  cantar  lanobel  storia  emeromiosa  la  qual  audire  ». 

Ma  ben  altrimenti  degna  di  osservazione  è  la  nota  che  si  ha  più  giù 

d'altra  mano  «  Regilliose  (sic)  ac  honeste  dne  franche  |  habatisse  monasterii 

«  ordinis  Sce  Clare  de  Ragusa  detur  libenter  ».  A  questa  nota,  e  qui  sta 
l'importante,  può  assegnarsi  una  data  sicura  entro  certi  limiti ,  grazie  ad 

un'altra  che  le  sta  a  fianco  della  stessa  mano.  »  Johannes  Supantio  dei  gra 
«  veneQie  dalmate  |  atq?  cronagie  dux  et  dimidie  qua. . .  |  pari  .  Thoist  (?). . . 
«  comene  ».  Poco  male  se  anche  non  tutte  le  parole  sono  leggibili.  Noi 
sappiamo  intanto  che  al  tempo  del  dogato  di  Giovanni  Sopranzo,  vale  a 
dire  fra  il  1312  e  il  1328,  il  manoscritto  si  trovava  a  Ragusa,  e  che  chi  lo 
possedeva  era  la  badessa  dei  Monastero  di  S.  Chiara.  Circa  un  secolo  dopo 
aveva  emigrato  a  Milano.  Che  sulla  pergamena  che  ricopre  interamente 


254  MONTIFALCHIUS  PETBUS  JACOBUS 

una  delle  due  assicelle  della  rilegatura,  quella  in  fine  del  volume  sta  scritto 
di  una  mano  appartenente  alla  seconda  metà  del  trecento  o  alla  prima  metà 

del  quattrocento.  «  Iste  liber  est  Nicholy  de  Vicomcato  porte  nove  parochie 
«  Sancti  Protasii  ad  Monachos  Mlj  ». 

Ho  cercato  inutilmente  un  Nicola  negli  alberi  della  famiglia  Vi  mercati  ;  ma 
ciò  appunto  inclinerebbe  ad  identificare  il  nostro  con  quello  nominato  in  una 
carta  del  1434  citata  dal  Gallucio  nelle  Memorie  dell'antichissima  e  nobilissima 
famiglia  de'  Capitani  di  Vimercate.  In  questa  carta  il  capitolo  della  Metro- 

politana  Milanese  loda  «  tamauam  de  nobili  genere  procreatos  Nobiles  dnós 
«  Johannem  Lanzelottum  et  Conradinum  fratres  de  Capitaneis  de  Vicomer- 
«  cato  natos  Nobilis  viri  Dni  Nicolai  ».  S'intende  essere  più  che  possibile 
che  il  possessore  del  Codice  fosse  tutt* altra  persona.  —  P.  Rajna. 

Monaohe  (le)  in  Gala.  —  Poemetto  in  sestine.  (Cod.  N.  933). 

Cod.  cart.  in  12°  del  See.  XVIII. 

Monaohe  (le)  in  disordine.  —  Poemetto.  (Cod  N.  934). 

Cod.  cart.  in  4°  picc.  del  See.  XVIII. 

Autore  di  questo  poemetto  è  il  conte  Francesco  Pertusati.  Il  monastero 
di  cui  si  parla  era  quello  di  S.  Lucia  in  P.  Vercellina  soppresso  ed  evacuato 
nel  1755. 

MONETI  P.  F.  N.  minor  conventuale.  —  Cortona  convertita  nella  mis- 
sione del  P.  Petracciuoli  Gesuita.  (Cod.  N.  98). 

Cod.  cart.  in  8*  del  See.  XVII. 

Poema  di  sei  canti  di  stile  Bernesco  fatto  in  vendetta  del  poema  il  Ca- 
pitolo dei  Frati  del  P.  Sebastiano  Chiesa  gesuita  Reggiano. 

MONETI  P-  F.  N.  minor  conventuale* —  Cortona  convertita. 

(Cod.  N.  936). 

Cod.  cart.  in  8°  del  See.  XVIII. 

■ 

/ 

MONTECUCCOLI  Conte  Raimondo.  —  Tavole  militari-     (Cod.  N.  1858). 

Cod.  cart  in  fol.  del  See.  XVII  (1645). 

MONTIFALCHIUS  Petrus  Jacobus.  —  De  cognominibus   Deorum  Opu- 
sculum.  (Cod.  N.  59). 

Cod.  cart.  in  8°  del  See.  XVI. 

Questo  opuscolo  citato  dal  Vossio  (p.  664)  e  dal  Fabritio  (T.  V,  p.  87) 
fu  stampato  a  Perugia  nel  1525.  L'essere  stato  pubblicato  non  scema  per 
altro  il  pregio  di  questo  Codice  che  dal  carattere  appare  scritto  prima  della 
stampa  fattane. 


MORONE  GEROLAMO  255 


o 


ss 


MONTIUS  Hieronymus.  —  Opera  varia.  (Cod.  N.  1623). 

Cod.  cari  in  foL  del  Sec  XVI. 

L'Argelati,  T.  II.  P.  I,  col.  950,  cita  le  opere  di  questo  autore,  ma  non 
conobbe  il  Codice  presente,  in  cui  si  trovano  parecchie  cose  inedite.  Al 
principio  vi  sono  delle  poesie  latine  autografe  cui  seguono  altre  stampate 
ed  altre  corrette  dal  Beolchi ,  indi  «  Oratio  habita  primo  suae  senatoriae  ' 
«  dignitatis  consessu  »  (inedita).  Oratio  in  funere  Annae  Austriae  Hispa- 
«  niarum  reginae  habita  die  6  Septembris  1 581  »  (inedita).  Amendue  queste 
orazioni  rimasero  sconosciute  all'Àrgelati.  —  «  Romana  epigrammata  ve- 
«  tristissima  ex  saxis  vetustissimis  delecta  ».  Questi  epigrammi  furono  co- 

5 iati  da  marmi  esistenti  in  Roma.  Vedi  anche  Carmina  variorum  (Cod.  1 169) 
ove  si  trovano  alcune  poesie  di  questo  autore. 

Morbo  (il)  Campano.  —  Commedia.  (Cod.  N.  1104). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Moreto  (il).  —  Egloga  tradotta  in  versi  sciolti.  (Cod.  N.  957). 

Cod,  memb.  in  8°  del  Sec.  XVIII. 


tppresenta  il  soggetto  dell'Egloga:  Tal  tra  l'agricoltore  Sileno  co'  suoi  bovi 
aggiogati.  Sotto  1  Egloga  si  legge:  «  Amadeus  Mazzoli  manuscripsit  Ve- 

•  netii  an.  dni  1754  ». 

Questa  poesia  è  stampata  fra  le  «  Quattro  elegantissime  Egloghe  rusti- 
cali  ».  Venezia  ap.  Paolo  Colombani  1760,  in  8°. 

MORLINI  Hieronymus,  Parthenopeus.  —  Novellarum  opus  auctum  ad 
numerum  lxxxx.  (Cod.  N.  707). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec  XIX. 

È  una  copia  esatta  di  quello  del  conte  Borromeo.  Vedi  Cat.  dei  Novel- 
lieri, Ed.  2\  pag.  60.  In  questa  Biblioteca  trovasi  la  rarissima  edizióne 
originale  del  1520,  della  quale  non  si  conoscono  che  pochissimi  esemplari 
(credo  5). 

MORONE  Gerolamo.  —  Opere.  (Cod.  N.  820). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI  in  tre  volumi. 

Il  primo  voi.  pervenuto  da  ultimo  in  questa  dalla  Bib.  Belgiojoso  (e  che 
sarebbe  uno  dei  quattro  che  TArgelati,  T.  II,  P.  I,  col.  971,  dice  che  ap- 
partenevano al  marchese  Carlo  de  Silva),  ha  scritto  sul  cartone  di  mano 
antica.  «  Originale  del  primo  volume  in  tempo  di  Lodovico  XII  re  di  Francia 
«  dal  1499  interrotto  sino  al  1512  ».  Il  voi.  incomincia  colla  •  Relatio  tem- 

•  porum  et  pretextum  Ludovici  Sfortiae  appellati  il  Moro,  cum  tirami  ice 
«  occupavit  ducatum  et  universum  domfnium  Mediolanense  Galeatio  nepoti 

•  et  duci  legittimo  ».  Di  questa  relazione  non  vi  sono  che  due  soli  fogli. 
Dopo  alcuni  fol.  bianchi  leggesi:  «  Hieronymi  Moronis  Patritii  et  lur.  Con- 
ce sulti  Mediolanensis  Epistolarum  li  ber  primus  ».  La  prima  lettera  diretta 
a  Iacopo  Antiquario  è  dell'Ottobre  1499.  Dopo  le  lettere  vengono  le  Ora- 
tìones  registrate  dall' Argelati,  poi  la  facoltà  accordata  à  Gasparo  Panigarola 


256  MORONE  GEROLAMO 


di  far  stampare  il  decreto  di  erezione  del  Senato  di  Milano,  ed  un  decreto 
di  Francesco  I  re  di  Francia  con  insortovi  un  altro  di  Lodovico  XII ,  col 
quale  termina  il  volume. 

(Cod.  N.  821). 

Il  secondo  voi.  incomincia  colla  lettera  «  Hieron.  Moronus  Senator  Jacobo 
«  Oliverio  Regii  Senatus  Cancellano  S.  P.  D.  Fateor  excelse  praeses  et  fateri 
«  juvat  etc.  ».  la  Quale  è  datata  «  ìv  Idus  Iunii  1512  »:  e  termina  colla 
lettera  «  Joanni  Coilae  primo  Secretano,  datata  xi  Kal  Maii  1513  ». 

(Cod.  N.  822). 

Il  terzo  voi.  ha  per  prima  la  lettera  «  Ill.BO  Maximiliano  dui.  Vidit  Prorex 
«  mandata  etc.  ex  Placentia  vii  Kal  Maii  1513  »  e  termina  colla  lettera 
«  Joanni  Coilae.  Debuisses  cum  tantum  tibi  tribuam  etc.  »  senza  data,  ma 
che  deve  però  essere  stata  scritta  nel  1515 ,  perchè  l'antecedente  difetta 
«  Ad  Cardi  nalem  Seduneusem  »  porta  la  data  «  Mediolani  ìv  Nonas  Maii 
«  1515  ».  —  Questi  due  volumi  riuniti  in  una  busta  furono  venduti  al  mar- 
chese Gian  6.  Trivulzio  dal  cons.  Carlo  de  Castillia ,  che  ignoro  come  ne 
fosse  diventato  proprietario.  —  Il  IV  dei  volumi  citati  dall' Argelati  trovasi 

Eresso  il  duca  Scotti ,  e  contiene,  fra  l'altre  cose,  la  difesa  che  scrisse  il 
[orone  ,  dopo  d'essere  stato  fatto  prigione  a  tradimento  dal  Pescara.  — 
Questi  tre  preziosi  volumi  autografi  sono  della  più  grande  importanza  per 
la  Storia  d'Italia,  e  per  quella  di  Milano  in  particolare.  Le  opere  tutte  del 
Morone  furono  pubblicate  a  Torino  nella  1*  Serie  della  Miscellanea  storica 
della  R.  Deputazione  di  Storia  Patria  per  cura  del  compianto  comm.  Do- 
menico Promis  e  del  prof.  Giuseppe  Muller. 

MORONE  Gerolamo.  —  Opere.  (Cod.  N.  1172,  1173  e  1174). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII,  3  voi. 

Sono  le  copie  dei  tre  primi  volumi  delle  opere  autografe  del  Gran  Can- 
celliere che  esistevano  presso  il  marchese  Silva ,  e  qui  sopra  descritti. 
Nel  1°  voi.  trovansi  altre  copie  di  lettere  estratte  da  questo  volume  fotte 
nel  sec.  xvm. 

MORONE  Gerolamo.  —  Opuscola  quaedam.  (Cod.  N.  823). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Furono  stampati  nella  Miscellanea  storica  di  Torino ,  come  dissi  più 
sopra. 

MORONE  Gerolamo.  —  Miscellanea  storica  risguardante  il  Gran  Can- 
celliere Gerolamo  Morone.  (Cod.  N.  819). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

1°  Decreto  di  Francesco  II  Sforza  duca  di  Milano  del  23  Novembre  1521, 
col  quale  nomina  il  conte  Gerolamo  Morone  a  reggente  dello  Stato  in  sua 
vece. 

2°  Copia  delle  lettere  mandate  dal  marchese  di  Pescara  alla  Comunità 
di  Milano  il  14  Ottobre  1525. 

3*  e  4°  Lettere  relative  alla  carcerazione  del  Morone. 

5°  Riconto  dato  a  Mons.  Balenson  circa  quel  che  ha  da  sollecitare  presso 


MISSALE    ROMANUM 


ad    U5UM 

CARDINALIS  ESTENS1S 

Codice  N?2165  Pagina  N?245 


Foèogni  D*lM-Croce  '  ***  Elicila  C  f«rurM 


MISCELLANEA  ecc.  257 


la  Ces."*  M.u  per  la  provvisione  dell'esercito,  et  del  regno  di  Napoli  et  in 
le  cose  della  guerra  per  il  C.te  Jeronimo  Morone  commissario  generale. 

6°  e  7°  Rapporto  e  lettere  all'Imp.  Carlo  V  del  Morone  sulle  cose  d'Italia 
scritte  nel  1528. 

8°  Altre  simili  undici  lettere,  l'ultima  delle  quali  è  del  7  Settembre 
1528. 

MOROSINI  Giovanni.  —  Relazione  della  Corte  di  Francia*  del  1621. 

(Cod.  N.  1201). 

Cod.  cari  in  8°  picc   del  Sec.  XVII.    v 

MURALTUS  Franciscus.  —  Historia  de  rebus  in   Lombardia  gestis  ab 
anno  1492  ad  an.  1520.  (Cod.  N..  1431). 

Cod  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI.  Autografo. 

Questa  cronaca  importantissima  per  la  storia  di  quel  tempo  fu  stampata 
a  Milano  nel  18*8  durante  il  Governo  Provvisorio,  ma  sopravvenuti  gli 
Austriaci  l'editore  Daelli  partì  lasciando  i  fogli  stampati ,  ma  non  ancora 
legati  in  volume,  in  custodia  ad  un  amico.  Questi  ne  vendette  una  parte. 
Nel  »  86 1  ritornato  a  Milano  il  Daelli  la  mise  fuori  colla  data  di  questo 
anno,  e  con  una  prefazione  di  Bianchi  Giovini,  che  si  era  valso  di  alcuni 
Codici  Comensi  per  fare  quella  edizione.  Vi  sono  fra  questa #ed  il  Codice 
Trivulziano  delle  notabili  differenze  ed  anche  delle  lacune,  per  cui  sarebbe 
prezzo  dell'opera  il  farne  una  nuova  edizione  sopra  questo  autografo.  Il 
marchese  Trivulzio  accordò  al  Daelli  di  far  eseguire  il  fac  simile  ed  alcune 
aggiunte  che  si  trovano  in  quel  volume  quando  lo  mise  in  vendita  nel- 
l'anno sovraindicato  1861. 

MUSTOXIDI  Andrea.  —  Poesie  fatte  per  la  marchesa  Beatrice  Trivulzio 
Serbelloni   Autografe.  (Cod.  N.  937). 

Cod.  eart  in  12°  del  Sec.  XIX. 

Miscellanea  sacra.  (Cod.  N.  19). 

Cod.   momb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Ha  la  prima  pag.  e  le  iniziali  miniate.  Contiene: 
I.  Cavalca  fra  Domenico.  Specchio  di  croce. 
IL  Pater  noster  glossato  da  S.  Gregorio. 

III.  Dottrina  cristiana. 

IV.  S.  Gerolamo  Epistola  ad  Eustochia  Vergine,  Cap.  XII. 

V.  S.  Gerolamo  Ammaestramenti  a'  suoi  discepoli,  Gap.  LXIII. 

VI.  Vita  di  Fursco  de  Ymbernia,  Cap.  VI. 

VII.  Dimande  di  S.  Alberto  a  Cristo. 

Miscellanea  di  Aritmetica  ed  Alchimia.  (Cod.  N.  53). 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVIII  di  fol.  80,  in  parte  bianchi. 

Incomincia  con  una  ricetta  per  una  operazione  d'Alchimia.  —  Segue  un 
trattato  col  titolo  di  «  Breves  elucidationes  in  tabulam  Smaragdinam  Her- 
metis  ».  —  La  strada  dell'unica  verità.  —  Altre  ricette.  —  Lettere  scritte 
a  varii  discepoli  di  Hermete  contenenti  le  principali  chiavi  della  filosofìa 
secreta. 

« 

Calai.  TrivuUiana  (Stampato  il  27  teltembre  1883)  33 


258  MISCELLANEA 


Miscellanea.  {Cod.  N.  93). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Questo  Ms.  sembra  composto  di  due  Codicetti  se  si  ha  riguardo  alla 
carta,  e  di  tre  se  si  voglia  considerare  la  scrittura. 

I.  Il  primo  è  un  calendario  Agostiniano,  che  forse  apparteneva  agli  an- 
tichi Agostiniani  di  Monza.  Esso  ha  una  festa  particolare  per  S.  Agostino 
con  Ottava,  e  di  seconda  mano  ha  pure  aggiunte  alli  4  Maggio  quella  di 
S.  Monica  di  lui  madre  e  alli  10  Settembre  quella  di  Nicolò  da  Tolentino 
dell'ordine  degli  Eremitani  di  S.  Agostino.  Inoltre  d'una  terza  mano  vedesi 
ancora  aggiunta  la  festa  della  conversione  di  S.  Agostino  alli  5  Maggio. 
Di  seconda  mano  pure  si  legge  sotto  li  6  Giugno  SancH  Girardi  de  Mo- 
doecia.  Che  il  Codice  sia  stato  scritto  a  Milano  o  poco  distante  da  questa 
città  lo  mostra  ad  evidenza  quanto  si  legge  agli  11  d'Aprile  Sanati  Am- 
brosi archi  episcopi  andem,  perchè  in  Aprile,  in  cui  cade  per  lo  più  il  Giovedì 
Santo,  facevasi  festa  nella  chiesa  ora  demolita  detta  di  S.  Ambrogio  ad 
Nemus,  e  dal  volgo  S.  Ambroes  andeni.  La  carta  di  questa  parte  del  Codice 
ha  per  marca  la  rosa  che  è  una  delle  più  frequenti  delle  nostre  cartiere. 

II.  Il  secondo  opuscolo  intitolato  :  Passio  Sancii  Oalisti  pape  et  martiris 
è  quello  pubblicato  dal  Mombritio,  e  poi  da  altri.  Confrontato  coir  edizione 
del  Mombritio  presenta  delle  lezioni  anche  migliori  e  supplisce  una  di  lui 
lacuna.  Questo  Codicetto  è  di  scrittura  diversa  dal  seguente;  ma  la  carta 
è  simile  avendo  amendue  per  marca  la  forbice. 

HI.  Il  terzo  Codicetto  contiene  diverse  cose,  cioè: 

1°  Leggenda  di  S.  Alessio  in  versi  Martelliani,  fra  loro  disuguali  però, 
e  rimati  irregolarmente  in  dialetto  Lombardo.  Di  questa  leggenda  non  tro- 
vasi menzione  presso  il  Quadrio. 

2°  Leggenda  di  S.  Margherita  V.  e  M.  in  versi  per  lo  più  novenari  con 
qualche  endecasillabo  rimati  irregolarmente  in  dialetto  pure  Lombardo  con- 
simile all'antecedente.  Questa  è  presa  dagli  atti  favolosi  di  detta  Santa, 
che  furono  pubblicati  dal  Mombritio,  e  che  non  è  impossibile  che  siano 
quegli  stessi  che  condannò  come  apocrifi  S.  Gelasio  I,  Papa  nel  Concilio 
Romano  del  494.  Tal  leggenda  latina  vidi  anche  in  un  bel  Codicetto  del 
cav.  Bossi  pittore  proveniente  dalia  libreria  Saibante  di  Verona  con  pitture 
del  sec.  xiv.  Il  suo  autore  fu  un  certo  Theotimo  detto  in  quel  Codicetto 
Theothemo  di  cui  nulla  sappiamo.  Il  Quadrio  parla  di  queste  poesie  nel 
T.  VI  alla  pag.  363,  e  cita  un  Codice  dell'Ambrosiana,  riportandone  alcuni 
brani,  che  apparteneva,  come  leggesi  in  una  nota,  ad  un  Giovan  Francesco 
de  Cignardi  Milanese  che  lo  scrisse  nel  1429.  Il  Quadrio  erroneamente  dietro 
di  essa  suppose  che  il  Cignardi  fosse  l'autore  di  questa  leggenda. 

Le  voci  lienda  (la  cui  origine  ignota  al  Cherubini  vedesi  qui  esser  leg- 
genda) scosso  smaganiade  ed  altre  ben  possono  far  credere  Milanese  l'autore 
di  questa  rozza  poesia  che  bene  sta  nel  Codice  Ambrosiano  accoppiata  a 
quella  di  Bonvesin  da  Riva,  ed  a  lui  potrebbero  forse  piuttosto  attribuirsi 
anziché  al  Cignardi. 

Ili  e  IV.  Seguono  nel  presente  Codicetto  due  Orazioni,  l'una  detta  di 
Leone  III  e  l'altra  di  S.  Agostino,  amendue  indegne  di  tali  autori  loro  at- 
tribuite falsamente,  e  superstiziose. 

V  e  VI.  In  fine  evvi  una  parafrasi  dell'Ave  Maria  in  versi  ed  una  breve 
orazione  pure  in  versi,  a  S.  Caterina  Verg.  e  Mar.  Esse  sono  troppo  piccole 
cose  per  poterne  rintracciare  l'autore. 

Questa  illustrazione  è  un  sunto  cavato  da  quella  che  trovasi  unita  al 
Codice,  di  cui  è  autore  il  fu  Ab.  Pietro  Mazzuchelli  prefetto  dell'Ambro- 
siana. 


MISCELLANEA  259 


Miscellanea.  (Cod.  N  115). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XIX.  Contiene: 

lettere  di  Giov.  Vittore  Soderini.  Sono  inedite  e. trascritte  dal  conte  Giulio 
Bernardino  Tomitano. 

Lettere  di  Pietro  Me  tastasi  o. 

Lettere  dell' Abb.  Ferdinando  Galliani. 

Lettere  di  Orazio  Ruceliai. 

Lettere  di  Paolo  Manuzio:  due  epistole  latine,  una  a  Muzio  Calino, 
l'altra  a  Reginaldo  Polo. 

A  questa  precede  Concio  habita  db  illustrissimo  duce  Ferrariensium 
(Ercole  II)  trascritta  da  un  Codice  del  Seminario  di  Padova. 

Lettere  latine  di  Guarino  Veronese. 

Lettere  di  Borghini  Vincenzo. 

Segue  un  sonetto  contro  Gaspara  Stampa.  —  Un  madrigale  del  Verità. 
—  Due  stanze  del  Navagero.  —  Madrigale  di  Giov.  Batt.  Amaltheo.  — 
Sonetto  di  Giorgio  Merlo.  —  Sonetto  d'ignoto  autore. 

Lettera  di  Benedetto  Varchi. 

Principio  di  un  poema  intitolato  :  De  avibus  rapacibus  ad  aucupia  aptis. 
Due  ottave  volgari. 

Versi  volgari  di  Gerolamo  Fracastoro. 

Capoversi  di  alcuni  sonetti  di  Benedetto  Varchi. 

Due  sonetti  di  Francesco  Melchiori.  —  Lettere  al  medesimo  di  sua  so- 
rella Faustina,  e  traduzione  in  versi  di  questa  lettera  fatta  da  Francesco. 

Traduzione  dell'Ode  di  Orazio  Donec  gratus  d'ignoto  autore. 

Canzone  di  Cosimo  Gherio. 

Due  sonetti  di  Lodovico  Ariosto. 

Miscellanea.  (Cod.  N.  161). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XVII,  XVIII  e  XIX. 

I.  Lettera  al  Pr.  Tomaso  in  Talamone  di  Silvano  d'Alpina  (1646). 
IL  Discorso  francese.  Fu  scritto  durante  il  Congresso  di  Munster.  (Vedi 
Franceschi). 

III.  Bolla  di  Sisto  V  premessa  alla  sua  Bibbia  latina  trascritta  esatta- 
mente col  numero  delle  righe,  facciate  ed  errori  che  si  trovano  nella 
stampata. 

IV.  Discorso  sulla  felicità. 

V.  Breve  trattato  della  natura  e  corrispondenza  de'  Nei  di  Lodovico 
Settata  Milanese. 

VI.  Itinerario  di  Germania  de  li  Ma£.ci  Ambasciatori  Veneti  M.  Giorgio 
Contarmi  C.te  dei  Zapho,  e  M.  Paolo  Pisani  a  li  Ser.mi  Federico  tertio  Imp. 
a  Massimiliano  suo  nolo  re  de  Romani  facto  per  Andrea  de  Franceschi, che 

fu  a  quella  legatione  Coadjutor  dell' Exceliente  Dno  Georgio  de  Federicis 
Secretano  Veneto  delFan.  1492. 

VII.  Relazione  di  un  residente  Veneto  a  Milano  nell'anno  1520. 

Vili.  Lo  Statère  Filippino  ovvero  Rilievi  di  Gio.  Fabbroni  sulla  bontà 
e  titolo  dell'oro  nativo. 

IX.  Lettera  di  ragguaglio  della  giornata  al  Taro,  e  presa  di  Monopoli 
1495,  (V.  Franceschi). 

Miscellanea.  (Cod.  N.  163). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec  XVIII  e  XIX. 

Precedono  alcuni  opuscoli  stampati  sulla  morte  del  conte  Cristiani  e  sul- 
l'autenticità del  corpo  di  S.  Pietro  Igneo. 

I.  Femia  sentenziato:  favola  di  Mes.  Stucco  a  Mes.  Cattabrighe,  con 
note  del  Quadrio. 


260  MISCELLANEA  STOEICA 


Pier  Iacopo  Martelli  è  l'autore  di  questo  opuscolo,  che  uscì  alla  luce  per 
la  prima  volta  col  titolo  di  «  Il  Femia  sentenziato  »  favola  di  Messer  Stucco 
a  Messer  Cattabrighe,  Cagliari  1724,  per  Francesco  Anselmo.  Questa  data 
è  falsa,  e  realmente  l'opuscolo  fu  stampato  coi  tipi  della  Società  Palatina 
a  Milano.  Il  Martelli  scrisse  questa  favola  in  odio  del  marchese  Scipione 
Maffei  adirato  dall' aver  questi  ommesso  il  di  lui  nome  fra  i  Tragici  Italiani. 
(Vedi  Melzi  Dizionario  di  opere  anonime,  T.  IH,  col.  1 14,  alla  parola  Stucco) 
Della  edizione  precitata  divenuta  rara  vi  è  un  esemplare  in  questa  Bi- 
blioteca. 

IL  Sonetti  di  Leone  X  dell' Ab.  Sergardi  e  di  Scipione  Maffei. 

III.  Martelli  Pier.  Iac.  Il  Reno  pensile  con  note  del  Quadrio. 

IV.  Istoria  della  Sig.*  Bianca  Cappello. 

V.  Votum  Card.  Azolini  in  causa  beatificationis  Card.  Bellarmini  (in  ita- 
liano). 

VI.  Series  cronologica  historiarum  :  per  la  raccolta  degli  Scrip.  R.  Ital. 
del  Muratori. 

VII.  Elegia  italiana  per  la  morte  di  Alessandro  Riccardi  con  parafrasi 
del  Quadrio. 

Miscellanea  Genovese.  (Cod.  N.  171). 

Cod.  cart.  in  fòl.  dei  Sec.  XV  e  XVII. 

I.  De  Infantia  Pauli  Secundi  Fulgosii  Januensis. 
IL  H istoria  civitatis  Januae. 

III.  Chrònicon  Januense  ab  an.  1339  ad  4  488. 

IV.  Collectanea  rerum  Januensium. 

V.  Epistola  Hieronymi  Gioii  Paulo  Fulgosio  (autografo). 

VL  Instrumentum  an.  1662  prò  Alphonso  Gonzaga  comke  NoteKariae. 

Miioellanea  Storica  Milanese.  (Cod.  N.  173  e  174). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XV  e  XVI. 

Questi  due  volumi  contengono  oltre  a  cento  documenti  risgnardanti  l' am- 
ministrazione dello  Stato  di  Milano  nei  sec.  xv  e  xvi  Molti  di  essi  sono  per  il 
Sale,altri  per  la  Zecca,  altri  per  le  spese  della  casa  ducale.Ve  ne  sono  dei  puriosi, 
come  una  nota  di  gioie  impegnato  dal  D.  Lodovico  il  Moro:  la  pianta  del- 
l'Università di  Pavia  cogli  stipendi  pagati  ai  Professori:  quelli  della  Can- 
celleria ducale  ed  altri.  È  difficile  di  trovare  una  Miscellanea  di  documenti 
più  interessanti  di  questa.  Alcuni  di  essi  furono  da  me  pubblicati  nell'Ar- 
chivio Storico  Lombardo.  Al  principio  di  ogni  volume  vi  è  l'indice  dei  do- 
cumenti in  esso  contenuti. 

Miscellanea  Storica.  (Cod.  N.  197). 

Cod.  cart  in  fòl.  del  Sec  XVI  e  XVII 

Incomincia  con  la  nota  seguente:  a  1591  a  dì  10  Gennaio.  Notta  dellì 
«  benefici  juspatronali  di  questo  Stato  di  Milano  ».  Vi  sono  notati  tutti  i 
benefici i  ecclesiastici  di  Juspatronato  del  Re  di  Spagna  come  Duca  di  Milano 
colle  rendite  di  ciascuno.  Non  si  riferiscono  però  soltanto  a  quelli  di  questa 
città  e  provincia,  ma  anche  alle  altre  del  Ducato.  In  seguito  vi  sono  molti 
documenti  e  notizie  storiche  messe  assieme  senz'ordine  alcuno  di  data  e 
di  materia.  Si  riferiscono  a  fatti  relativi  non  solamente  a  Milano  ed  all'Italia, 
ma  anche  a  paesi  esteri. 


MISCELLÀNEA  POLITICA  261 


KisotUanea  Medica.  (Cod.  N.  198). 

Cod.  cari  io  fol.  del  Sec.  XV. 

In  principio  vi  è  la  data  mcccclxviiii.  É  un  zibaldone  sulle  virtù  di  al- 
cune erbe  aromatiche,  di  ricette  e  di  metodi  per  curare  diverse  malattie. 
Alla  fine  vi  sono  trattate  altre  materie  senz'ordine.  Fra  l'altre  cose  vi  è 
una  visione  e  il  a  Dies  irae  ». 

Miscellanea  Militare.  (Cod.  N.  283). 

« 

Cod.  cari,  in  fol.  pica  del  Sec.  XVII. 

I.  An.  1658  dì  24  Feb°.  Relatione  della  visita  fattomi  de  intorno  alla 
fortificatione  della  piazza  di  Trino. 

II.  Modo  di  fare  le  mine  per  effetto  di  voltare  in  alto  qualunque  machine 
nemiche  e  spianare  le  montagne  per  facilitare  il  passo  agli  eserciti.  —  In 
questo  trattato  si  parla  dell1  artiglieria  e  del  modo  di  far  la  polvere. 

III.  Pianta  di  una  fortezza  moderna  di  doppi  baluardi  et  con  le  cortine 
piatte. 

Questa  Miscellanea  è  composta  di  scritti  autografi  del  Mastro  di  campo 
Gaspare  Beretta  ad  eccezione  del  1°  opuscolo  che  è  una  copia.  Non  si  trova 
il  suo  nome  in  alcun  luogo,  ma  ne  fa  certi  l'uguaglianza  del  carattere  di 
questo  Codice  cogli  altri  già  descritti  che  esistono  di  lui  in  questa  Bi- 
blioteca. 

Miscellanea  Politica.  (Cod.  N.  293). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

I.  Anticamera  di  Plutone  sopra  la  rivoluzione  di  Napoli  an.  1647. 

(fi  in  forma  di  dialogo  fra  diversi  personaggi,  uno  dei  quali  è  Masaniello). 

II.  Discorso  del  Sig.  di  Lione  fatto  ai  Serenissimi  collegi  di  Genova,  nel 
suo  passaggio  verso  Roma  d'ordine  del  re  Cristianissimo. 

(Per  il  Conclave  del  \6bb). 

IH.  Memoriale  sporto  alla  S.tt  di  N.  S.  papa  Alessandro  VII  per  il  rice- 
vimento dell' Ambasciatore  di  Portogallo  (1656).  Risguarda  la  storia  non  solo 
del  Portogallo,  ma  anche  della  Spagna. 

HlMeUanea  Politica.  (Cod.  N.  294). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Contiene  molti  documenti  sulla  monarchia  Spagnuola:  sul  celebre  An- 
tonio Perez:  sulla  inquisizione  in  Ispagna:  sulla  guerra  di  Fiandra:  sul 
Card.  Baroni o:  sull'ingresso  della  regina  di  Polonia  in  Cracovia:  ed  altri 
simili  opuscoli. 

Miscellanea  Politica.  (Cod.  N.  301). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

I.  Boccinata  ovvero  Battarella  per  Tapi  Barberino  *in  occasione  delle 
mosse  dell'armi  di  N.  S.  PP.  Urbano  VIII  contro  il  Duca  di  Parma,  1642. 

II.  L'Italia  sospira  le  sue  presenti  disgrazie  nella  considerazione  delle 
sue  passate  fortune. 

III.  Risposta  d'un  gentiluomo  Alemanno  ad  un  suo  amico  Parigino  in- 
torno a  due  lettere  pubblicate  in  Francia  circa  l' elettone  d'un  nuovo  im- 
peratore Tanno  1657. 


262  MISCELLANEA  ecc. 


IV.  Convenzioni  fra  Cristina  di  Francia  duchessa  di  Savoia  tutrice  di 
Carlo  Emanuele  suo  figlio  ed  altri  Principi  della  Casa  di  Savoia 

V.  Relatione  del  Congresso  tra  due  re  Cattolico  e  Cristianissimo  all'isola 
della  Pace  e  dèi  seguito  di  esso. 

VI.  Teoria  della  vecchia  per  la  giovane  da  marito  (terzine) 

VII.  Lettera  scritta  dal  re  di  Francia  al  Gran  Turco. 
Vili.  Lettera  Spagnuola  di  D.  Prudenzio  Perez  (1669). 

IX.  Meraviglioso  principio  et  infelice  fine  del  nuovo  profeta  per  nome 
chiamato  Natnan  Levi. 

X.  Relatione  astrologica  sopra  Tanno  1673  fatta  dal  Sig.  Mattia  Averlier 
professore  di  astronomia  in  Parigi. 

(Quest'ultima  è  una  profezia  politica). 

MUoellanea  Storica  Politica.  (Cod.  N.  302). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

I.  Discorso  se  un  principe  deve  castigare  i  suoi  Magistrati  quando  er- 
rano e  fanno  molte  ingiustizie  (sec.  xvn). 

II.  Se  è  meglio  castigare  o  sopportare  i  maldicenti  (sec.  xvn). 

III.  Discorso  tra  Luciano  e  Mercurio  intitolato  le  Pazzie  d'Europa  (sec.  xvn). 

IV.  Discorso  al  Sig.  Conte  d'Ognate,  Viceré  e  capitano  generale  di  Na- 
poli, intitolato  le  Pazzie  d'Italia  (sec.  xvn). 

V.  Bresciani:  le  turbolenze  di  Cremona  del  1646. 

VI.  Il  Mercurio  postiglione  di  questo  e  l'altro  mondo,  dove  s'introducono 
a  parlare  Giove,  Marte,  Momo  e  Mercurio  (sec  xvn). 

VII.  Le  vere  massime  di  un  ministro  di  Stato  (sec.  xvni). 

Questi  discorsi  sono  importanti  per  la  Storia  politica  dell'Italia  nel 
sec.  xvn. 

MUoellanea  Latina.  (Cod.  N.  323). 

Cod.  cart.  in  8°  p.  del  Sec.  XV  di  fol.  240  de1  quali  6  bianchi. 

Fol.  1.  I.  Epistola  B.  Ambrosi  Episcopi  de  moribus  et  honesta  vita. 

Fol.  3.  II.  Magni  Ugonis  de  ara  sposse  j[l). 

Fol.  31.  Incipiunt  capitula  primi  libri  Sci  Ysidori  Episc.  quodsummum 
bonum  appellatur. 

MUoellanea  Latina  e  Italiana  sacra.  (Cod.  N.  324). 

Cod.  cart  con  alcuni  fol.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Fol.  1.  I.  Didascalon  Ugonis. 

Fol  43.  II.  Epistolae  B.  Hieronymi  ad  Paulum  et  Eustochium  et  ceteras 
Virgines  de  regula  bene  vivendi. 

Fol.  64.  III.  Manuale  S,  Augustini  de  cognitione  verae  vitae.  De  Spiritu 
et  anima.  Sermones  ad  heremitas. 

Fol.  83.  IV.  De  salute  sine  aspiratione  animae 

Fol.  92.  v.  V.  De  cognitione  verae  vitae. 

Fol.  110.  VI.  Sermones  B.  Augustini  ad  heremitas. 

Fol.  170.  VII.  Speculum  monachorum  B.  Bernardi  Abb. 


(1)  Questo  trattato  intitolato  più  rettamente  nel  Cod.  499  De  arrha  animae  è*  di  Ugo  de  Seo 
Vietare, 


MISCELLANEA  LATINA  SACEA  263 

Fol.  174.  Vili.  Speculum  peccatoris  editum  a  Sco  Augustine 
Fol.  177  v.  IX.  Meditatio  beati  Anselmi  Archiep.  de  misericordia  humana. 
Fol.  185.  X.  Regula  et  vita  fratrum  minorum. 
Fol.  188.  XI.  Testamentum  B.  patris  nostri  Francisci. 
Fol.  191.  XII.  Tractatus  de  preceptis  re^nlae  fratrum  minorum. 
Fol  243.  XIII.  De  defectibos  in  celebrati on e  Missae. 
Fol.  152.  XIV.  Tractato  de  li  difecti  li  quali  possono  intervenire  nella 
messa.  

Fol.  311.  XV.  Parole  che  disse  Sco  Hieronimo  quando  vite  el  corpo  de 
Cristo. 

Fol.  317.  XVI.  Tractato  sui  Novizi. 

Fol.  311.  XVII.  Notizie  diverse  risguardanti  i  frati  minori. 

Fol.  345  v.  XVIII  v.  Regula  qualiter  debeat  novitius  informari  secundum 
S.  Bonaventura m. 

Fol.  257.  XIX.  Epistola  di  Joanni  Napolitano  ad  Silvia  vergine  e  ho- 
nestissinfa  ne  la  quale  exorta  quella  a  la  religione. 

Questo  Codice  fu  scritto  da  un  frate  Gerolamo  de  Manfredi  da  Mantova 
che  al  fol.  232  notò  di  avere  compiuto  il  Tractatus  de  preceptis  regulae  fra- 
trum minorum  al  21  Novembre  1454.  Egli  però  non  pose  qui  che  le  iniziali 
e  H.  et  H.  de  Mantua  in  loco  nostro  S.  Mariae  de  la  Nova  Neapoli  ».  Si 
sottoscrisse  pure  in  altri  luoghi,  ma  più  esplicitamente  al  verso  del  fol.  328. 
«  Et  ego  Fr.  Hieronimus  de  Manfredis  de  Mantua  hanc  transcripsi  in  epi- 
«  scopatu  Ferrariae  tempore  XLU  de  mense  Martii  1479  ».  Nell'anno  se- 
guente in  Vigilia  assumptionis  egli  era  in  «  loco  Vincendo  » .  Ma  poco  deve 
aver  vissuto  dopo  questo  giorno ,  perchè  non  scrisse  più  che  pochi  fogli. 
Gli  ultimi  due  opuscoli  sono  di  altra  mano.  Che  cosa  fosse  questo  frate 
dell'Ordine  de'  Minori  osservanti  di  S.  Francesco  non  ho  potuto  trovare.  Il 
Wadingo  ne'  suoi  annali  non  ne  parla. 

Miscellanea  Latina  sacra.  (Cod.  N.  326). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec  XV  di  fol.  62  scritti  e  3  bianchi  in  2  col. 

Fol.  1.  I.  Libellus  devotus  et  utilis  compositus  a  domino  Johanne  Gerson 
cancellano  Parisiensi  de  imitatione  Christi  et  contemptu  mundi. 

Fol.  50  v.  II.  Orationes  Magistri  Henrici  de  Hassia.  Magister  in  Theo- 
logia  De  quinque  literis  nommis  Jhesu. 

Fol.  54.  III.  Consideratio  sui. 

Fol.  56.  IV.  Regula  honestatis  edita  a  B.  Bernardo  abbate. 

Fol.  57.  V.  Qualiter  verus  religiosus  debeat  ducere  vitam  suam  coram 
deo  et  hominibus. 

Fol.  59  v.  VI  Tractatus  fratris  Bonaventurae  de  honestate  religiosorum 

Fol.  61  v.  VII.  Oratio  Beati  Augustini. 

È  unita  al  voi.  al  principio  una  dotta  dissertazione  sui  trattati  che  esso 
contiene:  ed  in  fine  altri  quattro  fogli  di  note. 

Miscellanea  Latina  sacra.  (Cod.  N.  354). 

Cod.  memb,  in  8°  del  Sec.  XV. 

I.  Epistola  B.  Eusebii  Cremonensis  ad  Damasum  Portuensem  Episc.  et 
ad  Theodoricum  romanorum  senatorem  ejus  fratrem  de  morte  B.  Hieronyrni 
doctoris. 

II.  Epistola  Augustini  Episcopi  doctoris  ad  Cyrillum  de  laudibus  Hie- 
ronyrni. 

DI.  Epistola  B.  Cyrilli  Episc.  Hierosolymitani  ad  Sem  Augusti num  de 
miraculis  post  mortem  Sanctissimi  Hieronyrni. 


264  MISCELLANEA 


IV.  Preces.  cuoi  indulgentiis  (di  mano  più  recente). 

É  unita  a  questo  volume  una  nota  dell'  Abb.  Mazzuchelli  colla  descrizione 
del  Codice  e  suo  contenuto ,  e  colle  ragioni  per  cui  i  detti  trattati  sono 
generalmente  ritenuti  come  apocrifi,  e  così  pure  le  indulgenze  per  la  loro 
stranezza. 

Misoellanea  Latina  sacra.  (Cod.  N.  359). 

Cod.  parte  cari  e  parte  memb.  in  8°  dal  Sec.  XV  di  fol.  175,  più  2  di  risgoardo 

e  indice  al  principio. 

Fol.  1.  I.  Leggeri  in  rosso:  «  Incipit  Confessio  Fr.  Antonii  de »  Il 

nome  è  quasi  scomparso,  ma  pure  vi  si  può  leggere  de  Florentìa  archie- 
piscopi. 

Fra  Antonio  da  Firenze  detto  generalmente  Antonino  per  la  sua  piccola 
statura,  scrisse  un  trattato  sulla  confessione,  che  fu  anche  tradotto  in  ita- 
liano e  stampato  più  volte  nel  sec.  xv  Quello  però  che  qui  si  trova  non  è 
il  testo  dell'Arcivescovo  Fiorentino.  Vi  è  bensì  tenuto  lo  stesso  ordine  nelle 
materie,  e  vi  si  trovano  anche  delle  frasi  identiche,  ma  è  un'amplificazione 
di  Quello  che  leggasi  stampato.  Termina  al  fol.  60  con  parole  illeggibili. 

Fol.  61.  II.  Incipit  tractatus  excomunicationum  editus  per  venerabilem 
Fr.  Franciseum  de  Platea  ordinis  minorum  ,  filium  quondam  famosissimi 

doctoris  dm  Johannis  de  Platea  de  Bononia. 

Visse  questo  autore  nel  sec.  xv.  Il  Vadingo  ed  il  Fabritio  citano  questa 
sua  opera.  Termina  al  106  con  una  «  tabula  abreviationum  ». 

Al  fol.  107  vi  è  una  rubrica  Juris  civilis,  ma  non  oltrepassa  le  nove 
righe. 

Fol.  107  v.  III.  De  casi  bus  diocesanis  reservatis. 

Questo  trattato  d'ignoto  autore  rimane  interrotto  dopo  tre  linee  al  fo- 
glio 119;  al  verso  del  qual  fol.  trovasi  un  frammento  che  deve  appartenere 
al  trattato  de  confessione  sopra  descritto.  Al  fol.  120  v.  leggesi:  a  L'inter- 
«  rogatione  che  se  debono  fare  a  quelli  che  sono  in  caso  ai  morte  » .  Anche 
questo  frammento  dovrebbe  far  parte  del  trattato  sulla  confessione:  è  però 
scritto  in  due  colonne  ed  è  in  italiano. 

Fol.  121  IV.  Infrascripte  sunt  peregrinationes  totius  terrae  Sanctae  quae 
a  modernis  peregri nis  visitantur. 

Questo  opuscolo  d'ignoto  autore  è  mutilo ,  essendo  stati  tagliati  i  due 
fol.  seguenti.  Altri  quattro  rimasero  bianchi.  Ai  fol.  128  e  129  altri  fram- 
menti del  trattato  de  confessione.  —  Al  fol.  1 30.  Orazioni  pei  moribondi.  — 
Al  fol.  131.  Notizia  sull'arresto  del  conte  Giacomo  Picinino,  ed  al  v.  delle 
formolo  d'assoluzione. 

Fol.  132.  V.  Epistola  B.  Eusebii  discipuli  gloriosissimi  Hieronymi  ad 
Damasum  episc.  et  Teodoricum  Senato  rem  Romanorum  de  morte  ejusdem 
Hieronymi. 

Questa  lettera  fu  molte  volte  stampata.  Al  fol.  170  vi  è  l'indice  dei  ca- 
pitoli che  la  compongono.  Dopo  due  fol.  bianchi  ve  n$  sono  tre  altri  con- 
tenenti preghiere,  fra  le  quali  una  traduzione  in  versi  italiani  della  Salve 
Regina. 

Miscellanea.  (Cod.  N.  495). 

Cod.  memb.  in  8°  del.  Sec.  XV. 

I.  Il  declaratorio  facto  per  lo  capitolo  generale  de  la  Congregatane  de 
li  Monachi  de  la  Observantia  de  S  Justina  sopra  la  regola  del  Padre  Bea- 
tissimo Benedetto  Abb.  (mutilo). 

II.  Frammento  de' sette  salmi  Penitenziali  colle  litanie  tradotte  e  para- 


MISCELLANEA  265 


frasate  in  terzine  d'ignoto  autore.  Dopo  un  brano  di  salmo  vi  è  la  parafrasi 
del  De  profundis ,  e  del  salmo  Domine  exaudi  orationem  meam.  Indi  vi  è 
una  specie  di  Laude.  Confrontati  con  diverse  traduzioni  dei  salmi  che  sono 
alle  stampe  non  ne  ho  trovato  che  corrispondano.  Li  credo  inediti ,  ed  è 
peccato  che  non  sia  che  un  frammento,  perchè  meriterebbero  d'essere  pub- 
blicati. Il  cartone  di  questo  Codicetto  è  coperto  di  pergamena,  dove  sono 
scritte  alcune  delle  lettere  di  Cicerone. 

i 

Miscellanea  Latina  sacra.  (Cod.  N.  499). 

Cod.  memb,  in  4°  del  Sec.  XIV  di  fol.  60. 

!.  Liber  de  arra  animae  B.  Ugonis  de  Sancte  Victore  canonici  regularis 
S.  Augustine 

Ugo  di  S.  Vittore  nato  in  Sassonia  era  monaco  nel  convento  di  S.  Vit- 
tore presso  Parigi,  e  da  esso  prese  il  nome.  Benché  morisse  giovane  (a  44 
anni  nel  1 1 40)  lasciò  scritte  molte  opere  che  furono  replicatameli  te  stampate. 
Questo  opuscolo  è  fra  gli  editi. 

Fol.  11.  IL  Soliloquia  B.  Ricardi  Canonici  regularis  et  prioris  S.  Victor is 
de  Parisiis. 

Ricardo  di  S.  Vittore  prese  esso  pure  il  nome  dal  suo  convento  nel  quale 
era  priore.  Nacque  in  Scozia  e  morì  nel  1173.  Fu  amico  di  S.  Bernardo  e 
del  monaco  Ugo  dell'articolo  precedente.  Scrisse  molte  opere  che  furono 
stampate,  delle  quali  il  Fabricio  diede  il  catalogo.  Vincenzo  Beluacense  ne 
dà  altre  che  rimasero  inedite,  fra  cui  trovansi  i  due  trattati  di  questo  Codice. 

Fol.  14.  III.  Trinarium  B.  Bonaventurae  cardinalis. 

Fol.  19.  IV.  Liber  Sci  Bernardi  abb.Ui  De  diligendo  Deo. 

Fol.  31.  V.  Liber  Sci_Bernardi  abb.,u  de  precepto  et  dispensatione. 

Fol.  46.  VI.  Liber  Sci  Bernardi  abb.,u  apologeticus  ad  Wuilielmum  ab- 
batem. 

VII.  Devotissima  et  pulcherrima  meditatio  sive  soliloquium  Ricardi  de 
S.  Victore  canonici  regularis. 

Il  Codice  è  mutilo  in  fine.  Al  principio,  sopra  un  fol.  di  risguardo,  vi  è 
la  data  1476  sotto  cui  furono  cancellate  le  seguenti  parole  che  a  stento  si  ' 
possono  leggere:*  Iste  liber  est  monasteri i  Clarevallensis  prope  Mediolanum  ». 

Sotto  questa  vi  è  un'altra  nota  raschiata  ed  illeggibile.  Sullo  stesso  fol. 
vi  è  notato  «  Questo  Codice  era  del  monastero  di  Casoreto  due  miglia  da 
Milano  de'  padri  Lateranensi  comperato  li  24  Ottobre  1752  dal  Cetti  libraio  » 

Mieoellanea  Latina  sacra.  (Cod.  N.  500). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIV. 

Questo  Codice  è  mutilo  in  principio  ed  alla  fine.  Contiene  39  opuscoli , 
dei  quali  33  sono  di  S.  Agostino  II  primo  è  di  S.  Bernardo  «  De  conside- 
«  ratione  ad  Eugenium  papam  »,  Due  sono  anonimi:  Un'«  epistola  Prosperi 
•  ad  Augustinum  »  ed  un'altra  alla  stesso  di  Hilarii.  Vi  è  unita  al  voi.  la 
Rubrica  di  tutti  questi  opuscoli. 

Miftoellanea.  (Cod.  N.  579). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI  di  fol.  65  e  5  bianchi. 

I  Lettera  scritta  dal  N.  U.  Antonio  Ottobon  al  N.  U.  Pietro  suo  figlio, 
che  fu  poi  Cardinale  nipote  di  PP.  Alessandro  Vili.  Venezia  1689. 

II.  Supplica  di  Pio  Enea  degli  Obizfci  all'Ecc."10  Consiglio  dei  X.  Senza 
data. 

Coiai.  Trivulziana  (Stampato  ti  27  settembre  4883)  34 


266  MISCELLANEA  LATINA 


III.  Testamento  della  città  di  Caudia. 
È  una  satira  politica.  Senza  data. 

IV.  Sentenza  di  Pilato  contro  Gesù  Cristo. 

V.  Lettere  e  rapporti  di  rappresentanti  sopra  affari  interni  alla  S.m*  Re- 
pubblica. 

Sono  della  fine  del  sec.  xvn. 

VI.  Formulari  di  titoli  che  usa  la  Ser.ma  Repub.  di  Venezia  con  principi. 

VII.  Lettera  di  Sultan  Mehemet  alla  Ser.*  Rep.  di  Venezia. 
Vili.  Lettera  alla  Ser.™  Rep.  di  Venezia  della  fine  del  sec.  xvn. 

IX.  Lettera  dell' Ecc. mo  Sig.  Alvise  Contarmi  da  Munger  alla  Ser.""1  Rep. 
di  Venezia  (1624).  r 

MUoellanea  Politica  storica.  {Cod.  N.  595). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVII. 

Questo  Codice  contiene  39  documenti  de'  quali  vi  è  P  indice.  La  maggior 
parte  risguardano  la  Corte  Romana.  Vi  sono  tre  opuscoli  di  Galileo,  il  primo 
sul  flusso  e  riflusso  del  mare:  il  secondo  intorno  ai  Pianeti  Medicei:  il 
terzo  diretto  a  S.  Francesco  Ingoli  intorno  ai  Movimento  del  Sole  e  della 
Terra.  Vi  sono  due  brevi  sunti,  l'uno  della  Storia  d*  Italia  da  Galla  Placidia 
alla  morte  di  G.  Galeazzo  '.Visconti  duca  di  Milano:  l'altro  della  Rep.  di 
Firenze  dal  1080  al  1454. 

Mlfoellanea  Latina  e  Italiana.  (Cod.  N.  621). 

Cod.  cart.  in  8*  del  Sec.  XVII. 

I.  Brevis  tractatus  de  poesi  scenica. 

Questo  trattato  fu  scritto  sotto  dettatura  del  P.  Alfonso  Vagnoni  Gesuita, 
che  fu  maestro  di  rettorica  nel  1594  nel  Collegio  di  Brera  a  Milano ,  poi 
nel  1603  come  missionario  s'imbarcò  per  le  Indie,  ove  morì  nel  16*0.  (Vedi 
Bib.  des  Écrivains  de  la  Comp.  de  Jesus.  Ser.  IV,  pag.  707). 

P.  245.  II.  Compendi um  pbisicae  a  R.  P.  Fideli  Danielio  traditum. 

Questi  pure  fu  gesuita  e  professore  nello  stesso  Collegio  di  Brera  a  Mi- 
lano, e  morì  in  questa  città  nel  1616.  (Vedi  1.  s.  e,  Ser.  II,  p.  165). 

P.  277.  III.  Explicatio  terminorum  logicorum  et  divisionum. 

Pare  dello  stesso  P.  Danieli. 

P.  282.  IV.  Argumenta  naturalia  et  rationes  irrefragabiles  Tacenensium 
doctorum  naturalium  contra  centum  assertiones  Jo.  P.  Guerrae  Seminarii 
Med.  alumni.  An.  1592. 

P.  306.  V.  Sequuntur  arguraenta  rationes  et  confutationes  doctorum 
Tacenensium  secundae  classis. 

Questi  sono  versi  in  Milanese  macaronico. 

P.'32t.  VI.  Argumentum  doctoris  nostri  pedagogici. 

Sono  rime  nel  genere  macaronico. 

P.  325.  VII.  Copia  di  una  lettera  scritta  dallo  stesso  autore  ai  Sig.  Giov. 
Pietro  Guerra  fatto  sacerdote  in  data  21  Gennaio  1595. 

P.  378.  Vili.  Trattato  dell'uomo  e  regole  da  seguirsi  da  chi  desidera 
conservare  la  sanità  nel  modo  di  vivere. 

P.  331.  IX.  Tragedia  pastorale. 

Mlfoellanea  Latina.  (Cod.  N.  632) 

Cod.  cart  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV. 

I.  Elegie  volgarmente  nttrihnite  a  Cornelio  Gallo.  Mancano  del  titolo  e 


MISCELLANEA  STORICA  267 

delle  iniziali,  probabilmente  perchè  si  voleva  farle  in  rosso.  L'amanuense 
di  questo  Codice  si  uniforma  al  parere  di  coloro  che  fanno  autore  di  queste 
elegie  un  Massimiano,  leggendosi  in  fine  deli1  ultima: 

Tali  bus  infectae  deponis  verba  senectae 
Scriptas  ab  Erimaco  Maximiano  Lupo. 

4  m 

Il  Codice  presenta  delle  notevoli  varianti  dalle  stampate. 
IL  Priapeja:  attribuita  a  Virgilio. 

III.  Ovidio.  In  Ibin. 

IV.  Satira  di  Tomaso  Seneca  contro  Basinio  de'  Basini  in  versi  latini 
esametri. 

Questo  Codice  appartenne  al  prof.  Giuseppe  Beltramelli  eli  Bergamo  e 
vi  è  sull'ultimo  fol.  una  illustrazione  scritta  da  lui. 

Miscellanea  di  cose  grammaticali.  (Cod.  N.  636). 

Cod.  memb.  in  4°  del  3ec.  XIV. 

Non  vi  è  intestazione:  incomincia  con  una  proposizione  di  cui  segue 
l'analisi,  alla  quale  ne  seguono  molte  altre.  Credo  che  il  Codice  manchi  di 
un  primo  quacicrno.  Al  fol.  18  Incipiunt  expositiones  figurarum.  Anche  alla 
fine  il  Codice  è  mutilo  e  vi  furono  aggiunti  alcuni  fol.  in  carta,  contenenti 
essi  pure  delle  osservazioDÌ  grammaticali  sui  verbi  e  sui  nomi  latini. 

MiioeUanea.  {Cod.  N.  638). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

L  Albertanus  Brixiensis.  Expositio  moralis  hujus  versus —  Secundum 
Albertanum.. 

Termina  al  fol.  6  ove  d'altra  mano  è  scritto:  Explicit  Albertani  doctrina 
loquendi  et  tacendi. 

II.  Incipit  liber  dne  prudentie  de  consolatione  et  Consilio. 

È  mutilo  non  essendovi  che  due  fol.  Il  Fabricio,  Bib.  lat.,  T.  I,  pag.  39, 
parla  di  questi  due  opuscoli  di  Albertano  Giudice  da  Brescia.  Più  corretta- 
mente e  con  maggiori  particolari  ne  scrisse  il  Mazzuchelli,  Scrii  d'Italia, 
T.  I,  P.  I,  pag.  294; 

III.  Pauh  veneti  logica. 

Non  ha  nome  d'autore ,  né  intestazione.  Questa  operetta  fu  stampata 
molte  volte,  e  fra  l'altre  a  Milano  nel  1474.  Anche  quésto  trattato  è  mu- 
tilo. Non  vi  sono  che  16  fol. 

IV.  Casus  reservati  prò  quibus  solet  mitti  ad  Sedem  Apostolicam. 

V.  Colatio  mentalis. 

Miscellanea  Storica.  (Cod.  N.  641). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Credo  che  questo  Codice  provenga  dalla  Bib.  Saibante  di  Verona.  Lo 
desumo  dal  trovarvisi  l'opuscolo  di  Lauro  Qiririni  che  il  P.  Giov.  degli 
Agostini  cita  come  esistente  in  quella  Biblioteca ,  da  cui  passarono  altri 
libri  nella  Trivulziana,  fra  i  quali  il  Virgilio  in  pergamena  di  Venezia  1470. 
Contiene  :  

I.  De  urbis  Constantinopoleosjactura  capti vitateque  ad  S.m  dnm  Nicolaum 
summum  pontificem  Leonardi  Chiensis  humilis  Theologiae  professoris  Mi- 
thilenique  archiepiscopi  historia. 


268  MISCELLANEA  LATINA 


Intorno  a  Questo  importantissimo  opuscolo  vedasi  quanto  ne  scrive  il 
Chiar™0  Cornelio  Desi  moni  negli  atti  della  Società  Ligure  dì  Storia  Patria, 
voi.  X,  fase.  Ili,  pag.  302. 

II.  Quirinus  Laurus.  De  urbis  Constantinopoleos  jactura  ad  B.  Nicolaum  V 
Pont.  Max." 

Questo  opuscolo  venne  stampato  dal  P.  Giovanni  degli  Agostini  nel 
I  voi,  pae\  216  e  seguenti  delle  Notizie  critiche  degli  Scrittori  veneziani. 

III.  Jsiaorus  Card.1"  Ruthenus  Epis.  Sabinensis.  De  urbis  Constantinopoleos 
jactura  captivitateque. 

Fu  pubblicato  dal  Reusner  nelle  Epistolae  Turcicae,  lib.  IV,  pag.  104: 
dal  Eaynaldo  ad  an.  1453,  N.  VI:  e  da  Cortese  nel  Trattato  delle  dignità 
de'  Cardinali,  lib    I,  cap.  De  Cardinalibus  qui  aìiquid  scripserunt  Questo 

{>relato  si  trovava  in  Costantinopoli  legato  del  Papa  per  fa  conciliazione 
ra  la  chiesa  Greca  e  la  Romana  quando  la  città  fu  presa  dai  Turchi. 

IV.  Ad  Serenissimum  principetn  et  invictissimum  regem  Aragonum  Al- 
phonsum  Nicolai  Sagudim  Oratio  De  effigie  statura  moribus  et  natura  regis 
Teucroru m  et  de  morte  imperatoris  Constantinopoleos  et  Chirbace  magni 
ducis  tempore  captivitatis  urbis  Constantinopoleos,  quae  fuit  anno  mccccliii 
vigesimo  nono  Maii  etc. 

Di  Nicolò  Sagudino  detto  anche  Euboicus  9  cioè  da  Negroponte  parla  a 
lungo  Apostolo  Zeno  nelle  Dissertazioni  Vassiane  e  cita  questo  opuscolo  alla 
pag.  341  del  T.  I.  Nel  titolo  però  vi  è  qualche  leggera  diversità. 

V.  Poemetto  latino  senza  intestazione  preceduto  da  una  lettera  al  Papa, 
nel  quale  si  chiamano  i  popoli  all'armi  per  riprendere  Costantinopoli.  Nel 
preambolo,  pure  in  versi,  il  poeta  che  fa  parlare  l'imp.  Costantino  il  grande 
dichiara  il  proprio  nome ,  cioè  Luscus.  Èra  egli  *  Vicentino  e  ne  parla  con 
lode  il  P.  Aug.  Gabriele  di  S.  Maria,  ma  non  cita  questo  poemetto  che  gli 
fu  sconosciuto.  Ed  è  parimente  da  lui  ignorata  un'orazione  del  Lusco  a 
Francesco  Sforza  la  quale  trovasi  Ms.  in  questa  Biblioteca  (Cod.  648).  Questo 
poema  con  altri  sullo  stesso  argomento  venne  pubblicato  nel  voi.  XXII  dei 
a  Monumenta  Hungariae  histonca  »  del  Sig.  Maria  Dethier  bibliotecario  del 
Sultano.  Egli  lo  aveva  avuto  dal  Sig.  Carlo  Hopf  che  lo  aveva  trascritto 
da  questo  Codice  Trivulziano.  Siccome  non  se  ne  conoscono  altri  esemplari 
puossi  ragionevolmente  ritenere  che  questo  sia  runico  esistente.  Mi  fu  detto 
ultimamente  che  tutte  le  copie  del  voi.  XXII  sovrastato  dei  Mon.  Hun- 
gariae furono  interamente  distrutte,  e  quindi  potrebbe  anche  essere  ritenuto 
come  inedito,  se  il  fatto  della  distruzione  delle  copie  è  realmente  vero.  — 
Alla  fine  del  Codice,  che  è  assai  ben  conservato  e  colla  sua  legatura  orì- 

finale  vi  è  sopra  due  fogli  che  si  raffrontano  una  carta  topografica  colorata 
i  Costantinopoli.  Le  iniziali  di  questi  opuscoli  sono  miniate,  ad  eccezione 
del  poemetto  del  Lusco,  e  della  lettera  che  lo  precede. 

Miscellanea  Latina.  {Cod.  N.  642). 

Cod.  cart.  in  4°  p.  del  Sec.  XV. 

I.  Leonardi  Aretini  Epistola. 

II.  Xenophontis  Tyrannus. 

III.  Isocratis  Paranensis  admonitio. 

IV.  Isocratis  oratorie  de  imperio  ad  Nicoclem  Cypri  regem,  per  Carolum 
Aretinum  e  graeco  in  latinum  translatum. 

V.  Guarini  Veronensis  in  libellum  Isocratis  ad  111.10  dnm  Leonellum 
Estensem. 

VI.  Ejusdem  ad  Ill.m  Pr.  D.  Leonellum  Estensem  de  Assentatoris  et  amici 
diflferentia  ex  Plutarco. 

VII.  Plutarchi  de  regimine  principia  liber. 

VIII.  Hieronymi  presbyteri  de  liberorum  officiis  erga  parentes  Epistola* 

IX.  Jo.  Ant.  Campani  Oratio  habita  in  convento  Germanico. 


MISCELLANEA  LATINA  269 


X.  Ejusdem  epistola  Laurentio  Mediceo. 

XI.  Ejusdem  óratio  babita  in  funere  Baptistae  Sfortiae  uxoris  Federici 
ducis  Urbinatum. 

XII.  Ejusdem  oratio  de  vita  et  laudi  bus  D.  Tbomae  Aquinatis. 

XIII.  Oratio  Romae  habita  jussu  Pii  Pont.  Max.  die  cinerum  1462. 

XIV.  Johannis  Voltae  epistola  Barth.  Ghalco  dum  dicat  illi  Plutarchi 
opusculum. 

XV.  Angeli  Politiani  Epistola  Tristano  Chalco  1 489.  Laudat  Marianum 
Genazanensem. 

XVI.  Dantis  Aligherii  libellus  de  Monarchia. 

Miscellanea.  (Cod.  N.  650). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec  XV. 

I.  Ex  Chronicis  return  Siciliae. 

IL  Oratio  IH.  D.  Ippolitae  Ducissae  Calabriae. 

III.  Epistola  Ducis  Calabriae  ad  dnm  Papam  1467. 

IV.  Pro  epistolis  dictandis  forma  Laurentii  Aquilejensis. 

V.  De  festis  celebrandis  et  abrogatis. 

Il  secondo  di  questi  opuscoli,  cioè  l'Orazione  di  Ippolita  Sforza  duchessa 
di  Calabria  da  lei  recitata  davanti  al  Pontefice,  esiste  anche  nella  Biblioteca 
Ambrosiana.  (Vedi  Argelati  Scrip.  Mediol.).  È  inedita. 

Il  quarto  opuscolo  di  Lorenzo  d'Aquileja  è  ricordato  dal  Ducange  e  dal 
Fabricio,  che  dice  di  non  saper  altro  di  lui.  Credo  che  anche  le  altre  epi- 
stole siano  inedite. 

Miscellanea  Latina.  (Cod.  N  658). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

I.  Guarini  Veroneusis  ad  Angelum  Corbinekum  civem  Florentinum  in 
Plutarchi  de  liberis  educandis  translacionem  de  £iaeco  hoc  ut  sequitur 
modo  prohemium  felici  ter  incipit. 

II.  Franciscus  Philelphus  preclaro  equiti  Palanti  Strozae  Salutem.  Epistola. 

III.  Lysiae  oratoris  funebris  Orario  prò  hiis  Atheniensibus  qui  Corintheis 
adversus  Lacedemonios  auxilium  ferentes  praelio  moriere. 

IV.  Franciscus  Philelphus  clarissimo  equiti  Palanti  Strozae  Salutem. 
Epistola. 

V.  Lysiae  oratoris  de  Eratosthenis  adulteri  nece  defensio. 

VI   Ad  111."1  et  summura  V.  et  clementissimum  patrem  dnm  Alfonsum 

Sctae  R.  Ecclesiae  Cardinalem  Francisci  Philelphi  prefacio  in  Aristotelis 
Rethoricam. 

VII.  Aristotelis  rethorica  ad  Alexandrum  regem. 

Alla  fine  vi  è  la  nota  seguente:  Explicit  ex  Padua  un  Idus  May  mcccclviii. 
Bel  Codice  assai  ben  scritto  colle  iniziali  miniate. 

Miscellanea  Latina.  (Cod.  N.  660). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

t 

I.  Leonardi  Aretini  Lino  Colludo  Epistola. 

Fol.  2.  II.  Magni  Basilii  Oratio  ad  Nepotem. 

Fol.  26.  III.  Lini  Colludi  Salutati  Fabula  de  cancro  et  vulpe. 

Fol.  27.  IV.  Hic  incipiunt  proverbia  Saloinonis. 

Termina  al  fol.  34.  La  1a  pagina  è  miniata.  Vi  è  uno  stemma  che  più 
non  si  riconosce  essendo  cancellato.  Nell'orazione  di  S.  Basilio  vi  sono  molte  ' 
correzioni!  essa  fu  stampata  molte  volte  nel  sec.  xv.  (Vedi  Mazzuchelli 
Scrittori  ItaL). 


270  MISCELLANEA  LATINA 


Miscellanea.  (Coti.  N.  662). 

Cod.  raemb.  in  4°  del  Sec.  XIII. 

I.  De  contemptu  Mundi,  poema  cum  glossis  sec.  xin. 

Di  questo  poemetto  non  ho  trovato  notizie.  Ne  esisteva  una  copia  nella 
Bib.  Nani  di  Venezia.  (V.  Catalogo  Nani,  p.  152,  Cod.  cxvi). 

II.  Sermones  dominicales. 

III.  Frammento  di  un  Commentario  sulla  Cantica. 

IV.  Tessere  per  sermoni. 

Mitoellanea  Latina  (Cod.  N.  682). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV. 

I.  Plutarchi  Cheronensis  ad  Trajanum  Imp.  Apophtegmata  in  latinum 
translata  a  Francisco  Philelpho.  É  preceduta  da  una  lettera  di  questi  Ad 
Illustrissimum  Principem  Philippum  Mariam  Anglum  Vicecomitem. 

II.  Libanii  comparatio  Alexandri  et  Scipionis.  Tranelatio  ignoti  auctoris. 

III.  Guarinus  Veronensis  suavissimo  Jobanni  Lamoliae  S.  P.  D.  Questa 
lettera  Contiene  l'elogio  e  la  giustificazione  dell'Ermafrodite  di  Ant.  Pa- 
normita  e  termina  con  quattro  versi  esametri  in  sua  lode.  (Vedi  Rosmini, 
Vita  di  Guarino,  T.  IL  pag.  46  e  seguenti). 

IV  M.  T.  Ciceronis  De  universa  creatione  ad  Tironem. 

V.  Epistolae  Lysimachi  regis.  Tbeodori.  Diogenis  et  aliorum. 

VI.  Epitomae  Livianae  auae  vuteo  adscribuntur  L.  Floro. 

VII  al  XXVI.  Lettere  dei  Re  di  Napoli  e  di  altri  Principi  italiani. 

XXVII.  Traduzione  latina  di  un'orazione  di  S.  Basilio  sul  modo  di  viver 
bene.  Senza  nome  del  traduttore. 

XXVIII.  Traduzione  latina  del  libro  di  Senofonte  Ki/mov  sive  Tyrannus. 
È  preceduta  da  una  dedica  ad  un  Nicolaum  ;  non  v'è  il  nome  del  tra- 
duttore. % 

XXIX.  Epistola  Cosmi  Raymundi  ad  Antonium  Canobium  (1432). 

XXX.  Epistola  regis  Sicihae  ad  Petrum  de  Campofregoso  Januensium 
ducem. 

XXXI.  De  magistratibus  Romano  rum. 

XXXII.  Spiegazione  delle  sigle  usate  dai  Romani 

XXXIII.  Oratio  dm  Barni  de  Sala. 

XXXIV.  Pii  II.  Epistola  ad  Cardinalem  Ravennatem. 

XXXV.  Ejusdem  ad  Ferdinandum  regem:  cum  responsione. 

XXXVI.  Epistola  Cardinalis  Ravennatis  ad  Sum.  Pont. 

XXXVII.  Epistola  ducis  Venetiarum  ad  Franciscum  Sfortiam. 

XXXVIII.  Epistola  Francisci  Sfortiae  ad  Christoforum  Maurum  ducem 
Venetiarum. 

XXXIX.  Responsio  ducis  Venetiarum  Francisco  Sfortiae. 
XL.  Oratio  Francisci  Aretini  ad  Paulum  II  P.  M. 

XLI.  Oratio  Card.  Cayetani  habita  Mediol.  diexix  Maii  1464.  Fu  recitata 
in  occasione  delle  nozze  di  Ippolita  Sforza  col  Duca  di  Calabria. 

Mitoellanea  Latina.  (Cod.  N.  704). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

I.  Ricius  Antonius.  Oratio.  Non  vi  è  intestazione.  Alla  fine  leggasi  la 
nota  seguente:  «  Hec  suprascripta  oratio  habita  fuit  in  alma  civitate  Ver- 

«  cellarum  per  Antonium  Ricium  dei  gratta  monasterii  Sci  Ambrosii  ma- 
*      «  joris  Medi  ola  ai  abbatem  et  comitem  etc.  :  in  sponsaliis  IIL^_acMag.ci  do- 

«  mini  Gasparis  Vicecomitis  nomine  IU.nii  Principis  et  Exc.ml  dni  Dni  Philippi 


MISCELLANEA  271 


«  Marie  ducis  Mediolani  et  comitis  Papié ,  Anglerieque  couiitis  ac  Janue 

«  dominus ,  et  IU.me  domine  domine  Marie  primogenite  Ill.mi  dni  dm 
«  ducis  Sabaudiae  in  maxima  iUustrium  principum  et  magniiicorum  fre- 
«  quentia  procerum  die  xxiiii  mensis  Septembris  hora  xx,  An.  mccccxxvii  ». 
Bartolomeo  Arese  nella  «  Series  chronologica  Abbatum  Mon.  Amb.  » 
pag.  45,  dice  di  Antonio  Ricio  abbate  commendatario  nominato  nel  1425. 
«  Quis  fuerit  et  undeexierit  non  satis  co  m  per  tuoi  est  ».  L' Arsela  ti  no  a  lo 
nomina,  e  bisogna  dire  che  egli  non  abbia  conosciuta  questa  orazione,  perchè 
lo  avrebbe  almeno  ricordato  fra  gli  «  Scriptores  exteri  ».  Il  Gaspare  Visconti 
che  Qui  compare  come  rappresentante  del  duca  Filippo  Maria  è  quello  stesso 
che  fu  mandato  ambasci  ad  ore  in  Inghilterra ,  e  ai  cui  vedesi  il  sepolcro 
nella  chiesa  di  S  Eustorgio  (1).  Gli  storici  narrano  che  al  duca  Filippo 
Maria  Visconti  già  in  lotta  coi  Veneziani  venisse  dichiarata  la  guerra  da 
Amedeo  duca  di  Savoia  nell'Agosto  del  1)27.  Il  Duca  di  Milano  non  vo- 
lendo avere  un  nemico  alle  spalle  cercò  di  far  pace  col  Savoiardo ,  e  l'ot- 
tenne sottoponendosi  a  gravose  condizioni.  Fu  in  quella  occasione  combinato 
il  matrimonio  fra  lui  e  Maria  primogenita  di  Amedeo,  che  ebbe  poi  luogo 
ai  2  di  Dicembre  di  quell'anno.  Nel  Guichenon  e  nel  Dumont  si  leggono 
gli  atti  rogati  in  quel  giorno.  Nessun  scrittore,  neppure  il  Giulini  parla 
della  cerimonia  del  24  Settembre  a  Vercelli,  in  cui  fu  recitata  questa  ora- 
zione che  è  inedita  e  che  ritengo  sia  unica,  e  però  di  molto  pregio. 

II.  Liber  aetatum  mundi. 

Non  ha  intestazione:  dopo  un  breve  esordio  l'autore  anonimo  parla  della 
età  del  mondo  e  quindi  incomincia  la  Storia  che  da  Giulio  Cesare  conduce 
sino  al  1296 ,  nel  qual  anno  racconta  di  Marco  Polo  e  del  suo  libro  ,  del 
quale  dà  un  sunto.  In  fine  leggesi  :  «  Explicit  liber  novorum  statum  seculi 
«  nec  non  de  vitis  summorum  pontificum  ac  serenissimorum  regum  et  il- 
«  lustrium  genealogiarum  principum  variorumque  etc.  mccccxxviii  ». 

III.  Petrarca  Franciscus.  Ammirabile  Oriseliais  opusculum.  Alla  fine  leg- 
gesi :  «  Explicit  ystoria  Griselidis  maxime  fides  conjugalis  et  constantie 
«  mulieris  dictate  et  retexta  per  vatem  clarissimum  dominum  Franciscum 
Petrarcham  etc.  mccccxxviii  ». 

Miscellanea.  (Cod.  N.  751). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sèc.  XV. 

I.  Epistola  ScT,ni  dm  nri  supra  rosam  auream  ad  Ill.m  Principem  dnrn 
ducem  Mediolani  transmissam. 

II.  Pro  plenaria  papali  indulgenza  quae  concessa  est  ad  ecc  Iesi  ara  raa- 
jorem  et  hospitale  novum  Mediolani. 

HI.  Epistola  Sci  Johannis  Chrisostomi  consolatoria  super  exilium  quod 
sustinebat. 

IV.  Quid- prò  amico  faciendum  sit  narrat  S.  Ambrosius  in  libro  de  Of- 
ficiis. 

V  Hic  inferius  notantur  quamplura  notabilia  et  menti  tradenda  Tullii 
-in  I,  II,  III  et  IV  De  officiis.  

VI.  Sententiae  ex  Biblia  sacra  et  ex  scriptis  Scum  Patrum. 

VII.  Declamatio  Coliucii  Pieri  Cancellarli  Florentinorum  super  cohactum 
et  castum  Lucretiae  casum. 


(1)  Nella  stessa  cappella  trovasi  il  sepolcro  della  moglie  di  lai  Agnese  Besozzi.  Nel  i  .96,  epoca 
in  cai  per  odio  coatro  ì  titoli  si  cancellarono  anche  quelli  che  si  trovavano  sulle  iscrizioni  sepol- 
crali fu  a  colpi  di  martello  spianato  il  marmo  ove  stava  scritto  il  di  lei  casato.  Il  Litta  che  pub- 
blicò quel  monumento  lo  riprodusse  colle  lacune  che  esistono  attualmente.  Il  Valerio  il  di  col 
Codice  Terrà  descritto  più  sotto  ci  conservò  quella  iscrizione  che  diceva  :   IN   HOC  SEPVLCRO 

IACET   MAGNIFICA    DNA  AGNES  OLIM  VXOR  EXCELSi   MILITIS   DOM  GASPARIS  VICE- 
COMITIS  QVAE  OBHT  DIE  XXIX  APRILIS  AN.  MCCCCXVII. 


272  MISCELLANEA 


Vili.  Declamrftio  Gollucii  Pieri  Cancel.  Floreat.  Questio  est  coram  de- 
cemviris  quid  jure  civili  etatuendum  sit  de  his  qui  fecerunt  Carmen  famosuoi 
contra  aliquem  vel  ipsum  recita  verunt. 

IX.  Invectiva  Florentinorum  contra  arma  Comitis  Virtutum  transmissa 

per  Colucium  (ino  Hengiramo  de  Braschis. 

X.  Epistola  Pogii  Leonardo  Aretino  de  condemnatione  et  supplitio  Hie- 
ronymi  Pragensis  eretici. 

XI.  Invectìva  contra  Florentinos. 

XII.  De  regimine  principimi.  

XIII.  Enarratio  invasionis  Turrhorum  in  regnum  Borussicum  dno  duci 
Med.  missa  et  subscripta  a  Christoforo  Mauro  duce  Venetiarum. 

XIV.  De  morali  dicto  Trajani  Rom.  Imper. 

XV.  Francisci  Philelphi  oratio  funebris  prò  Mag.00  ducali  Senatore  Phi- 
lippo  Borromeo  comite  etc. 

XVI.  De  amore.  Quartina  in  italiano. 

XVII.  De  quinque  nobilibus  claris  et  probis  mulieribus  nomine  et  facto 
literatis8imis. 

XVIII  De  olimmo  otio  Diocletiani  Imp.  Rom.  ad  statum  privatae  vitae. 

XIX.  Sententiae  Ciceronis  et  Senecae. 

XX.  Epistolae  quatuor  sine  nomine. 

XXI.  Seguono  alcuni  fol.  bianchi,  e  vedesi  dopo  la  traccia  di  altri  fogli 
tagliati,  poi  ricomincia  il  testo  con  un'orazione  acefala  sulla  necessità  di 
fare  la  guerra  ai  Turchi.  

XXIIf  Breve  Pii  IL  P.  M.  ad  IU.in  Dnm  Ducem  Mediolani  contra  Sigismun- 
dum  Malatestam  et  ejus  filmili  hereticos  atque  scismaticos  et  aliis  fedioribus 
etiam  sceleribus  inquinatos. 

XXIII.  Epigrammata  Timonis  et  aliorum. 

XXIV.  Franciscus  Petrarca:  de  vita  Solitaria  cum  epistola  Lombardi  ad 
eundem. 

XXV.  Tractatus  de  Aronea  et  podagra  editus  a  F.  Petrarca. 

XXVI.  Facius  de  Ubertis:  de  amore  poesis. 

XXVII.  Epistola  post  factum  de  viro  ad  mulierem  cum  responso  mu- 
lieris  ad  virum.  

XXVIII.  Questio  formata  per  111.  dnm  Marchionem  Ferrariae  cuidam  suo 

oratori:  «  quale  hora  meglio  esser  inamorato  • . 

XXIX.  Epistola  qua  nunciatur  Episcopo  Cumano  pax  habita  inter  regem 

Francorum  et  dnm  Carolum. 

XXX.  Gasparis  Sancti  Triciensis  poesis  prò  electione  Episcopi  Cumani. 

XXXI.  Eiusdem  alia  poesis  dno  Simoni  Barberio  de  Burgo  Franche 

XXXII.  Distichon  in  laudem  Ginevrae  nimphae  pulchernmae. 

XXXIII.  Epigramma  ad  Augustinum  Albertum  grammaticum. 

XXXIV.  Oratio  IH.  Due  Ipolitae  Sphortiae  publice  habita  coram  Surnmo 
Pontefice  an.  1459  in  conventu  Mantuano. 

XXXV.  Epistola  Johannis  Aloysii  Tuscani  ad  Mag.  Gasparem  Ducalem 
phisicum. 

XXXVI.  Epigramma  Porcellii  poetae  Gaspari  Pisavoco  ducali  phisico 
equiti  aurato. 

XXXVII.  Chrysostomus  de  penitentia. 

XXXVIII.  Epistola:  de  morte  Com.  Alberti  Scotti  Piacentini. 

XXXIX.  Quatuor  Epigrammata  prò  eodem. 

XL.  Oratio  habita  an.  1462  Bononiae  prò  funere  nepotis  Cardinalis  legati. 

XLI.  Epistola  ad  Regem  Poloniae  Casimirum  et  ejus  responsum. 

XLII.  Versi  al  Principe  di  Taranto. 

XLIII.  Componimento  in  lode  della  Glor.  Verg.  Maria. 

XLIV.  Preces  devotae. 

XLV.  Sentenza  sul  prestare  ad  usura. 


MISCELLANEA  LATINA  273 


In  fine  dell'ultima  pagina  si  legge  :  _ 

«  Hic  liber  est  mei  (il  nome  fu  raschiato)  legum  doctoris  f.  q.  dni  An- 

«  tonij  de  Colegio  dnoruin  Doctorum  inclitae  civitatis  Papié  Vicarii  et  Lo. 

«  cumtenentis  Mag.ci  viri  dal  Antonii  de  la  Eclexia  civitatis  et  districtus 

e  Cumarnm  ducalis  benemeriti  potestatis  sub  anno  dni  mcccclxviii  et  lxviiii 

«  ad  laudem  dni  dei  Amen. 

Miscellanea.  (Cod.  N.  753). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XIII. 

I.  Tractatus  Philosophiae.  Senza  intestazione  e  nome  dell'autore. 
IL  Hic  incipiunt  scripta  super  proprietates  Porphirii. 

III.  Commentum  super  Categorias  Aristotelis. 

IV.  Commentarium  super  physicam. 

Al  principio  del  Codice  vi  sono  tre  fogli  di  un  Glossario  latino  del  sec  x. 
Alla  fine  sopra  un  fol.  di  risguardo  vi  sono  diverse  note,  una  delle  quali 
ripetuta  due  volte  ci  dà  il  nome  del  possessore_del  Codice.  «  Iste  liber  est 

«  fratris  Roberti  Hystale  de  Y  ber  ni  a  ordinis  Sce  Marie  de  Monte  Carmeli  » . 

Miscellanea  Latina.  (Cod.  N.  760) 

Questo  volume  contiene  sei  opere:  non  sono  tutte  dello  stesso  formato, 
né  della  stessa  epoca. 

I.  Iste  liber  recte  titulatur  metrologus. 
Est  ad  metrorum  culmine  certa  via. 

Cod.  memb.  del  sec.  xui  di  8  fol.  Il  titolo  suddetto  è  scritto  in  rosso. 
L'autore  è  anonimo,  e  non  è  ricordato  nella  Bib.  Inf.  Lat.  del  Fabricio.  Vi 
sono  delle  note  marginali  antiche,  ma  posteriori  alla  primitiva  scrittura 
del  Codice.  Lo  credo  inedito. 

II.  Cod.  memb.  del  sec.  xv  di  10  fol.  Il  titolo  di  questo  opuscolo  è  con- 
tenuto nel  seguente  distico  che  trovasi  nella  1*  pagina. 


«  Incipit  a  magno  petramine  scripta  Tebaldo 
«  Regula  de'longis  de  brevibusque  protis  ». 


Questo  trattato  di  prosodia  è  in  versi:  non  è  citato  dal  Fabricio,  e  lo  credo 
pure  inedito  come  il  seguente. 

IH.  Cod.  memb.  del  sec.  xv,  che  occupa  il  verso  dell'ultimo  fol.  del  trat- 
tato precedente,  poi  2  fol.  ed  il  recto  del  fol.  susseguente.  È  un  altro  trat- 
tato di  prosodia  in  prosa  che  non  ha  alcun  titolo. 

IV.  Nicolai  Carmen.  Cod.  memb.  di  fol.  21  del  sec.  xv. 

Il  nome  dell'autore  ed  il  titolo  sono  nel  distico  seguente  che  leggesi  al 
principio: 

«  Iste  liber  merito  floreale  particulatur 
«  Qui  velut  est  sertum  flonbus  ex  variis. 
«  Utile  dulce  tibi  varium  qui  queris  habere 
«  Que  Nicolaus  delegit  carmina  quere  ». 

Né  il  Fabricio,  né  il  Tiraboschi  hanno  parlato  di  questo  autore  che  mise  . 
in  versi  dei  proverbi  e  precetti  sopra  diversi  argomenti ,  come  a  dire  di 
igiene,  di  morale,  sugli  indizi  del  tempo  ecc. 

Lo  ritengo  inedito. 

V.  Cod.  cart.  di  fol.  45  del  sec.  xiv. 

In  una  specie  di  proemio  l'autore  dice  che  trovandosi  in  Mantova  un 

Cute/.  Trivuliiana  [Stampato  il  27  settembre  4883)  35 


274  MISCELLANEA 

maestro  di  Teologia  lo  pregò  di  scrivere  Declarationes  metrorum  Boetii 
secundum  mensuras  eorum.  Queste  declarationes  occupano  sino  al  fol.  26  v., 
dove  in  seguito  ad  altro  proemio  incominciano  altre  declarationes  sulle  Odi 
di  Orazio,  ma  non  oltrepassano  l'Ode  seconda,  ed  il  lavoro  si  vede  inter- 
rotto essendovi  solo  l'intestazione.  Seguono  3  fol.  di  un  quinterno  incepto 
Mediolani  sulla  prosodia.  Altri  1 5  fol.  sono  occupati  da  poesie  latine  scritte 
in  diversi  luoghi  sopra  varii  argomenti.  Una  di  esse  è  così  intitolata: 
Carmina  composita  in  civitate  Mediolani  de  laude  ecclesie  ùove  ejusdem 
civitatis,  et  Ótvristus  semper  loquitur.  Parla  in  esso  certamente  del  Duomo 
che  è  infatti  dedicato  alla  Vergine  incominciando  quel  carme  coi  seguenti 
versi  : 

«  Nam  mihi  semper  erit  munus  per  secula  grattini 
«  Constructum  matrique  meae  tam  nobile  templum  ». 

Il  Duomo  ebbe  principio  nel  1 386 ,  come  tutti  sanno  e  come  consta  da 
una  piccola  lapide  coeva  che  vi  si  trova.  —  L'autore  deve  essere  stato  agli 
stipendi  di  G.  Galeazzo  Visconti,  giacché  in  un  dialogo  fra  lui  e  la  Morte 
mentre  era  di  guardia  ad  una  delle  porte  di  Piacenza  per  vietarne  l'in- 
gresso ai  sospetti  di  peste,  dice  : 

■ 

\  o  Sum  vir  sum  dominator  sum  missus  ab  ilio 
«  Illustrem  excelsum  noster  quem  predicat  orbis 
«  Virtutum  comitem  etc.  ».  • 

Il  vedere  G.  Galeazzo  nominato  col  solo  titolo  di  Conte  di  Virtù  mi  fa 
credere  che  questa  poesia  fu  scritta  prima  del  1395  anno  in  cui  ottenne  il 
titolo  di  Duca,  e  perciò  che  la  peste  di  cui  parla  sia  quella  che  infierì  nel 
1383. 

Da  altre  poesie  che  diresse  Magistro  Johanni  de  Cremona  olim  magistro 
meo  si  vede  che  in  seguito  si  erano  ritirati  nel  Castello  di  San  Giovanni 
nel  Piacentino.  Da  un  altra  poesia  pare  che  egli  abbracciasse  in  seguito  la 
carriera  ecclesiastica,  e  sembrerebbe  dal  vederlo  parlare  di  Mantova  e  del 
suo  Vescovo  ch'egli  fosse  di  quella  città.  Evvi  pure  al  principio  un  altro 
Carmen  diretto  a  Francischi  de  Boscho  domìni  Mantuae  canzelario  ,  dal 
quale  appare  il  suo  nome  Haec  Francisce  ttms'  mittit  tibi  Bariholomeus* 
Non  appare  però  in  alcun  luogo  di  qual  casato  egli  fosse.  Il  Fabritio  non 
ne  parla,  ed  io  credo  che  queste  poesie,  non  che  le  precedenti  declarationes 
siano  inedite.  Solo  venne  pubblicata  dall' Ab,  Ceruti  la  poesia  relativa  al 
Duomo  prendendola  da  questo  Codice. 

IV.  Cod.  menib.  del  sec.  xm.  Sono  13  fol.  che  contengono  frammenti  di 
cose  grammaticali. 

Miscellanea.  (Cod.  N.  761) 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

I.  Incipit  memoriale  sub  compendio  acquisi tionis  civitatis  Sanctae  Jero 

solimae  totius  terrae  sanctae  per  inclitissimum  principem  dnm  Godefredum 
de  Bolem  (sic)  aliosque  reges  latinos  nobiles  suos  successores  temporis  pos 
sessioni»  ac  lamentabilis  ejusdem  perditionis  postquam  sectatores  pseuch 
prophetae  Mahometi  ipsam  civitatem  sive  terram  penitus  obtinuerunt. 

II.  Poggii:  de  varietà  te  fortunae,  situ  Indiae  ,  mori  bus  ,  animalibus  , 
arbori  bus,  aromatibus,  atque  gemmis. 

liber 

III.  Leonardi  Aretini  Isagogicum  moralis  disciplinae  ad  Galeottum  Ri- 
casolanum. 

IV.  Epistola  Leonardi  Aretini  Bindatio  Recasolano. 

Questa  lettera  precede  la  traduzione  fatta  dal  Bruni  della  Novella  del 
Boccaccio.  «  Tancredi  prenze  di  Salerno  etc.  ». 


MISCELLÀNEA  275 


V.  Laura  propriis  virtutibus  illustris  etc. 

Copia  della  nota  scritta  dal  Petrarca  sul  Virgilio  che  trovasi  ora  nella 
Bib .  Ambrosiana. 

VI.  Librum  tuum  quem  nostro  materno  eloquio  ut  opinor  juvenis  edidisti. 
Così  incomincia  la  lettera  colla  quale  il  Petrarca  inviava  al  Boccaccio 

la  traduzione  da  lui  fatta  della  novella  Griselda  da  Saluzzo,  la  quale  viene 
in  seguito. 

VII.  Clarissimi  ac  eloquentissimi  Leonardi  Aretini  historia  felicitar  in- 
cipit. 

fi  questa  la  Istoria  ossia  la  Novella  di  Stratonica  narrata  in  italiano  da 
Leonardo  Aretino. 

Vili.  In  nomine  dm  Incipit  prologus  in  libro  qui  dicitur  Elucidarius. 

IX.  Catalogo  dei  Sommi  Pontefici  scritto  da  una  mano,  da  S.  Pietro  fino 
ad  Eugenio  IV,  e  da  altra  da  Questi  fino  a  Pio  II. 

X.  Cotnpendium  elocutionis  lectum  ex  Cicerone  metrice  editum  per  Ja- 
cobam  Languscum  Venetum. 

É  in  esametri. 

Miscellanea.  (Cod.  N.  766). 

Cod.  cart.  in  4*  dei  Sec.  XV  e  XVI. 

I.  Francisci  Aretini  oratio  habita  Romae  in  concistorio  Mensis  Novembris 
an.  1464,  coram  S.  P.  Paulo  IL 

Francesco  Accolti  comunemente  detto  Francesco  Aretino  insigne  giure- 
consulto nato  nel  1418,  mori,  secondo  il  Baldovinetti,  nel  1483.  Neil  Tira- 
boschi,  né  il  Mazzuchelli  che  parlarono  di  lui,-  e  delle  sue  opere  conobbero 
questa  sua  orazione,  e  la  sua  andata  a  Roma  nel  1464. 

II.  Lucianus  de  calumnia. 

Della  traduzione  del  libro  di  Luciano  De  calumnia,  fatta  dall'Accolti  il 
Mazzuchelli  (voi.  I,  pag.  75)  cita  un  esemplare  Ms.  esistente  nella  Lauren- 
ziana  a  Firenze. 

III.  Bartholomei  de  Brenzano  civis  Veronensis  in  avum  suum  Nicolaum 
funebris  Oratio. 

Di  questi  Brenzani  Veronesi  non  ho  trovato  notizie. 

IV.  Marci  Danduli  doctoris  et  equitis  oratoris  Veneti  apud  Albertum 
Poloniae  regem  Oratio. 

Il  Cicogna  nella  Bibliografia  Veneta  non  fa  menzione  di  Questa  orazione. . 
L'Ajgostim  nella  biografia  di  lui  che  inserì  nel  voi.  II  degli  Scrittori  Ve- 
neziani a  pag.  285  parla  bensì  della  sua  ambasciata  in  Polonia  nel  149?, 
ma  nulla  dice  di  questa  orazione  certamente  inedita. 

V.  Alexandri  Ruinagiae  Piacentini  Oratio. 

Questa  orazione  ffenne  recitata  nella  cattedrale  di  Parma  alle  Idi  di  Gen- 
naio del  1497  pei  funerali  di  Beatrice  d'Esfc  moglie  di  Lodovico  il  Moro. 
É  scritta  con  molta  eleganza  di  stile  e  basti  a  farne  l'elogio  il  dire  che  il 
Cicerejo  uomo  dottissimo  non  sdegnò  di  fare  questa  trascrizione  di  propria 
mano.  Il  Poggiali  nelle  Memorie  Stor.  Lett.  di  Piacenza  (T.  I,  p.  61)  parla 
di  questo  celebre  giureconsulto  ed  oratore  e  delle  sue  opere ,  ma  non  cita 
questa  orazione,  che  il  Ruinaga  recitò  all'età  di  24  anni  quando  era  da 
pochi  mesi  ritornato  dall'Università  di  Pavia  dove  avea  ottenuta  la  laurea. 

VI.  Aurelii  Albutii  ad  IH."  Ambrosium  Vicecomitem  in  morte  Hermae 
fratria  consolatoria. 

Questa  Consolatoria  è  parimente  scritta  dal  Cicerejo  ed  è  preceduta  da 
una  sua  lettera  diretta  ai  fratelli  Gilini  in  cui  racconta  la  morte  ed  i  fu- 
nerali di  Iacopo  Antiquario.  L'Argelati  non  conobbe  questa  poesia  dell'  Al- 
bozio. 

VII.  Joh.  Petri  de  Medicis  Carmen. 


276  MISCELLANEA 


Il  nome  dell'autore  di  questo  Carme  trovasi  alla  fine  nei  due  seguenti 
vera  : 

«  Si  nomen  queris  panditur  namque  Johannes 

«  Petrus  de  Medicis  est,  mihi  crede,  nomen  suum  ». 

Il  Negri  (Scrittori  Fiorentini)  non  parla  di  questo  autore.  Essendovi  a 
Milano  una  famiglia  antichissima  di  quel  nome  cercai  nell'Argelati  ed  in 
altri  biografi  nostri.  Nessuno  ne  parla.  Ritengo  però  dhe  fosse  Milanese , 
perchè  questo  carme  è  scritto  dalla  stessa  mano  delle  due  seguenti  poesie 
del  Fi  1  elfo  che  riguardano  precisamente  questa  città.  Argomento  di  questo 
carme  è  la  storia  di  un  amore  con  intervento  degli  Dei  dell'Olimpo  pagano. 

Vili.   •  Francisci  Phiielphi  cantio  moralis  ad  Christum 
«  Salvatorem  et  Ambrosi um  Pontificem  prò  pace  ». 

Credo  che  questa  canzone  del  Filelfo  sia  inedita ,  ed  il  Rosmini  nella 
vita  di  lui  non  ne  fa  cenno.  Ritengo  che  sia  stata  scritta  nei  primi  mesi 
del  1450,  ouando  in  Milano,  assediato  da  Francesco  Sforza,  si  faceva  sentire 
così  crudelmente  la  fame.  Egli  invoca  S.  Ambrogio,  perchè  dia  pace  a 
questa  sua  città  dove  Ne  grano  abòiam  ne  miglio.  Non  osa  esprimersi  troppo 
chiaramente,  perchè  in  quei  giorni  dominava  il  terrore,  ed  egli  già  favo- 
rito del  duca  Filippo  Maria  Visconti  poteva  esser  creduto  fautore  dello 
Sforza  genero  del  suo  benefattore.  Invoca  Dio  che  mandi  Giuditta  a  libe- 
rare Israello,  e  cita  altri  esempi  biblici,  ma  non  osa,  né  vuole  imprecare, 
né  nominare  lo  Sforza. 

IX.  Supplicatione  di  Francesco  Filelfo  a  la  Santissima  Vergine  Maria 
per  la  conservazione  de  lo  gloriosissimo  principe  Filippo  Maria  Anglo. 

Questa  poesia  si  trova  stampata  in  seguito  alla  Vita  di  S.  Giovanni  Bat- 
tista nella  edizione  fatta  da  Filippo  Mantegazza  detto  Cassano,  a  Milano 
nel  1494,  della  quale  si  trova  un  esemplare  in  questa  Biblioteca. 

X.  Epistola  Gabrielis  Paveri  Fontana  ad  IU.m  principem  Franciscum  Sfor- 
tiam  data  Med.  vi  Idus  Quintilis  1455. 

Il  Poggiali  nelle  memorie  per  la  Storia  letteraria  di  Piacenza  (T.  I , 
pag.  36  e  seguenti)  riassume  ciò  che  intorno  al  Paveri  Fontana  avevano 
raccolto  il  Sassi  ed  altri  autori.  Nulla  fu  più  aggiunto  ch'io  sappia  a  quelle 
notizie.  Nel  dare  l'elenco. delle  opere  di  questo  letterato  egli  tace  di  questo 
e  dei  due  seguenti  scritti  evidentemente  a  lui  sconosciuti.  Nella  lettera 
diretta  a  Francesco  Sforza  l'autore  parla  della  descrizione  da  lui  fatta  delle 
feste  e  conviti,  che  durarono  sei  giorni  per  le  nozze,  di  Tristano  suo  figlio 
naturale  con  Beatrice  figlia  naturale  di  Nicolò  IH  dà  Este  duca  di  Ferrara, 
vedova  di  Nicolò  da  Correggio.  Il  Litta  fa  seguire  questo  matrimonio  al 
28  di  Ottobre  1454.  Da  questa  narrazione  appare  invece  che  la  sposa  arrivò 
a  Milano  il  27  Aprile  1455.  L'epitalamio  del  Filelfo  per  gli  sposi  che  trovasi 
stampato  fra  le  Orazioni  nella  edizione  fattane  a  Brescia  nel  1488  è  datata 
da  Ferrara  vm  Idus  (6)  Aprilis  1455:  da  ciò  argomento  non  essere  esatta 
la  data  di  questo  matrimonio  messa  dal  Litta. 

XI.  Gabrielis  Paveri  Fontana  nuptialis  celebratio  ad  Antonium  Guido- 
bonum  ducalem  apud  Veneto*  oratorem  x  Eal.  Junias  1455. 

XII.  Ejusdem  Carmen  ad  Franciscum  Sfortiam  Mediol.  ìv  Idus  Quintilis 
1455. 

XIII.  Oratio  Parentalis  prò  Antonio  de  Leyva  Mediolani  gubernatore. 

Miscellanea.  (fiod.  N.  768). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIV,  in  due  colonne. 

Il  primo  fol.  di  riguardo  è  del  sec.  xn  :  faceva  parte  di  un  Messale ,  e 
contiene  la  Missa  prò  se  et  aliis  sacerdolUms  secondo  il  rito  Romano  ;  ma 
è  diversa  da  quella  del  Messale  in  uso  al  giorno  d'oggi. 


MISCELLANEA  LATINA  277 


I.  Onesto  è  il  libro  d'Albertanò  Giudice  da  Brescia. 

Questo  trattato  Delle  sei  maniere*  di  parlare  fu  composto  in  latino ,  e 
venne  tradotto  in  volgare  nello  stesso  sec  xm ,  in  cui  l'autore  compose 
questa  ed  altre  opere  per  ammaestramento  di  un  suo  figliuolo.  Questo  vol- 
garizzamento fu  stampato  per  la  prima  volta  in  Firenze  nel  1610  per  cura 
di  Bastiano  de  Rossi  accademico  della  Crusca.  Il  testo  di  questo  Codice 

{>resenta  delle  varianti  che  potrebbero  correggere  le  edizioni  che  ne  furon 
atte.  Ne  parlano  l'Argelati,  Bib.  de' Volgarizzatori,  V.  I,  pag.  31,  il  Maz- 
zuchelli,  Scrittori  d'Italia,  ed  altri. 

Fol.  11  v.  IL  II  libro  di  Cato. 

Questo  volgarizzamento  di  cui  parla  l'Argelati,  Bib.  de*  Volg.,  voi.  I , 
pag.  95  e  199,  fu  stampato  dal  Manni  in  Firenze  nel  1754.  SulFautore  di 
quest'opera  sono  da  vederci  l'Audifredi  nel  «  Catalogus  Bib.  Casanatensis, 
art. Caro  »,  ed  il  Fabricio  Bib.  Lat.,  pag.  680.  Sembra  che  questo  opuscolo 
sia  stato  scritto  da  un  mediocre  poeta  del  sec.  vii  od  vm ,  che  diede  il  ti- 
tolo di  Catone  al  suo  libro  pieno  di  precetti  morali  per  l'educazione  dei 
fanciulli. 

Fol.  20.  III.  Libro  di  Seneca  d'ammaestramenti  e  di  altri  Savj. 

Sarà  forse  un  estratto  di  alcune  sentenze  cavate  qua  e  là  dalle  opere 
di  Seneca  ed  altri  antichi  autori.  Non  ho  trovato  memoria  nei  bibliografi 
di  questo  e  dei  seguenti  opuscoli. 

Fol.  23.  IV.  Sententie  e  proverbi  di  Salomone. 

Fol.  27  v.  V.  Versi  detti  Proveriiorum. 

Sono  sentenze  morali  prese,  per  quanto  sembra,  da  scrittori  ecclesiastici. 

Fol.  29  v.  VI.  Libro  d'amaestramenti  che  si  chiama  Savio  Romano. 

Sembra  una  versione  letterale  dei  distici  morali ,  suesposti ,  di  Dionisio 
Catone  con  una  certa  qual  rima  per  ciascun  distico. 

Fol.  42  v.  VII.  Libro  de  S.  Paulo  apostolo. 

È  una  raccomandazione  della  santificazione  della  domenica,  intrecciata 
con  un  dialogo,  fra  S.  Paolo  e  S.  Michele,  sulle  pene  dell'inferno,  descritte 
a  modo  di  quelle  di  Dante ,  dal  Santo  Arcangelo.  Il  Fabricio  nell'ultimo 
tomo  dei  libri  sacri  apocrifi,  ove  narra  varie  cose  attribuite  a  S.  Paolo  non 
fa  cenno  di  questa,  che  sembra  composta  al  più  presto  nel  sec.  xm. 

Fol.  48.  Vili.  Libro  del  piato  che  fece  Cristo  sulla  croce  col  diavolo. 

Anche  di  questa  operetta  non  si  trova  menzione  nel  Fabricio.  Sembra 
opera  del  sec.  xi. 

Fol.  53  v.  IX.  Cinque  chiavi  della  sapienza. 

Sono  varie  sentenze  morali  prese  da  diversi  autori  e  radunate  senza 
ordine,  ed  anche  senza  titolo,  giacché  quello  che  sembra  esserlo  è  piuttosto 
il  principio  dell'opuscolo. 

Miscellanea  Latina.  {Cod.  N.  774). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

I.  Plinii  Veronensis  de  viris  illustribus  liber. 

Quest'opera  qui  attribuita  a  Plinio  e  che  lo  fu  pure  a  Cornelio  Nipote 
è  quella  che  ora  viene  comunemente  attribuita  a  Sesto  Aurelio  Vittore.  In 
questo  Codice  però  non  arriva  che  ad  Ostilio  Mancino  cui  vien  dato  il  pre- 
nome di  Tullio  invece  di  Gajo  come  si  trova  in  altri  Codici  e  mancano  i 
successivi  capitoli. 

Sul  verso  dell'ultimo  fol.  ove  terminano  le  vite  trovansi  alcuni  esametri 
che  contengono  una  predizione  sull'anno  1447,  sotto  ai  quali  leggesi: 


«  Paulus  Alfer  Spit  ano  dni  hccccIx  die  xvm  Aprilis  Sabati  ». 

IL  La  seconda  parte  del  Codice  contiene  poesie  e  prose  de'  seguenti 
autori. 

1.  Marrasio  Giov.  Il  Narbone,  Bibliografia  Sicula,  T.  IV,  pag.  63,  cita 


278  MISCELLANEA  LATINA 


di  questo  autore  un  poema  amatorium  elegiaco  versu,  del  quale  trovasi  qui 
una  parte  se  non  tutto,  riportandosi  al  Fagello  ed  al  Littora.  Dalla  brevità 
di  quell'articolo  appare  che  ben  poco  si  sa  e  si  ha  di  questo  autore  che 
viveva  alla  metà  del  sec.  xv.  Anche  nel  voi.  I,  pag.  159  cita  di  lui  una 
Elegia  Gemina,  ma  non  vi  aggiunge  notizie. 

2.  Maffeo  Vegio.  Poesie  latine. 

3.  Angelina.  Sono  poesie  responsive  al  Marrasio  di  cui  sopra.  Non  ho 
trovato  sue  notizie. 

4.  PorcelJio.  Il  Tiraboschi  gli  dedica  nel  voi.  VI  un  lungo  articolo.  Vi 
sono  parecchie  sue  poesie  in  più  luoghi  del  Codice. 

5.  Ovidii  Nasonis  in  laudem  Virgilii  Maronis. 

6.  Petrus  Siculus.  Poesie  latine. 

7.  Leonardi  Aretini.  Epistola. 

8.  Ser  Angelo  da  Faenza:  poesie. 

9.  Costanza  da  Varano.  Il  Tiraboschi  lodò  assai  questa  donna,  della  quale 
furono  stampate  alcune  orazioni  latine,  ed  aggiunge  che  si  diceva  che  ver- 
seggiasse in  latino,  ma  che  egli  ignorava  se  di  tali  poesie  si  potesse  indi- 
care alcun  saggio.  Eccone  uno  in  questo  Codice,  che  è  certamente  inedito 
ed  è  forse  unico.  Il  Quadrio  (T.  II,  pag.  202)  dice,  che  scrisse  in  vèrso  eroico 
latino,  nel  quale  non  fu  alcuno  che  l'avanzasse,  ma  non  dà  notizie  di  queste 
sue  poesie,  ed  è  da  credere  che  non  ne  avesse  mai  vedute. 

10.  Francesco  Petrarca.  Visitatio  Italiae  ac  commendalo. 

11.  Virgilio.  Ode.  Non  la  credo  di  Virgilio  e  non  è  di  Orazio. 

12.  Mala  testa  Boccaccio.  Nel  Codice  e  così  accennato: 
Epitaphium  Marchionis  Estensis  Nicolai  per  Malatestam  Boccacium. 
Non  no  trovato  notizie  di  questo  autore. 

13.  Nalli  Rainaldo  da  Tagliacozzo. 

14.  Carlo  Aretino. 

15.  Francesco  Durante  da  Faenza. 

16.  Enea  Silvio  Piccolomini  (che  fu  poi  papa  Pio  II). 

17.  Sapho  e  Phaone:  parafrasi  latina 

18.  Lettera  del  Prete  Gianni  al  Papa. 

19.  Poesie  latine  senza  nome  d'autore. 

Il  Codice  è  ben  conservato  :  ha  i  titoli  dei  capi  e  le  iniziali  in  rosso  :  la 
scrittura  chiara.  Ho  notato  tutti  i  nomi  degli  autori,  ma  non  tutte  le  loro 
poesie. 

Miscellanea  Greca.  [Cod.  N.  775). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

1.  Breve  delucidazione  delle  otto  parti  del  discorso  scritta  da  Costantino 
Chimaco. 

2.  Gabrio  Greco  :  nelle  favole  di  Esopo  con  glosse  interlineari  :  vengono 
in  seguito  sei  favole  di  Esopo,  una  delle  quali  cioè  quella  della  Pernice  e 
del  Cacciatore  è  in  versi  :  le  altre  in  prosa. 

3.  Sentenze  di  Catone  tradotte  di  fatino  in  greco  da  Massimo  Planude 
con  glosse  interlineari. 

Varie  sono  le  opinioni  sul  vero  autore  dei  distici  morali  che  furono  re- 
plicatamcnte  stampati  come  opera  di  Catone.  Giov.  Ilderico  Withoff  fra 
gli  altri  in  una  dissertazione  che  fece  stampare  in  Amsterdam  nel  1754 
cercò  di  provare  e  con  ragioni  abbastanza  valide  che  il  vero  autore  di  queste 
sentenze  è  Quinto  Sereno  Sammonico  medico,  che  visse  ai  tempi  dell'Impe- 
ratore Caracalla.  —  Il  Codice  è  ben  conservato:  non  è  tutto  della  stessa  mano. 

Miscellanea  Latina.  (Cod.  N.  817). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

1.  Laertii  Diogenis  vitae  atque  sententiae  eorum  qui  in  Philosophia 


MISCELLANEA  MEDICA  279 


claruerunt  etc.  con  lettera  a  Cosimo  de'  Medici  del  traduttore  Ambrogio 
Traversari  Camaldolese. 

2.  Herodotus,  de  vita  Homeri,  praemissa  Peregrini  Allii  praefatio  ad  Lau- 
rentina Medicem. 

3.  P.  Virgilii  Maronis  vita  per  Donatum  Grammaticum  edita. 

4.  Vitae  quorundam  latinorum  poetarum  a  P.  Candido  edita. 

5.  Pomponii  Infortunati  in  M.  An.  Lucani  vitam. 

6.  Ex  annumerati oni bus  Eusebii  de  temporibus  per  Olympiados  poetarum 
quorundam  latinorum  vitae. 

7.  Verba  M.  Fabi  Quintiliani  de  Institutione  oratoria  lib.  X  cum  de  poetis 
latinis  trac  tatù. 

Questo  bellissimo  Codice  fu  scritto  a  Firenze  per  il  celebre  Mattia  Cor- 
vino re  d'Ungheria  La  legatura  è  fatta  con  rilievi  nel  genere  delle  arabe. 
Nel  mezzo  si  vede  scolpita  Tarma  di  Mattia. 

Il  primo  fol.  ha  una  inquadratura  tutta  finamente  miniata  in  cui  sono 
ripetuti  gli  stemmi  d'Ungheria  e  del  suo  re.  Sono  pure  miniate  le  iniziali 
di  ciascuno  dei  trattati  sopra  notati.  Il  Codice  è  perfettamente  conservato. 
In  un  fol.  di  risguardo  alla  fine  leggesi  in  lettere  maiuscole: 

FRANCISCVS  SASSETTVS  THOMAE  _ 
F1LIVS  FLORENTINVS  CIVIS  FACIVNDV 
CVRAVIT.  MITI  A  FATA  MIHI 

Il  Sassetti  era  un  agente  commerciale  dei  Medici,  ma  era  anche  cultore 
delle  lettere.  Ebbe  tomba  in  Firenze. 

Intorno  ai  Codici  Corviniani  vedasi  quanto  ne  scrivo  descrivendo  l'altro 
Codice  proveniente  dalla  stessa  Biblioteca,  che  contiene  le  opere  di  Porphirio 
(Cod.  818). 

Miscellanea  Medica.  {Cod.  N.  836). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Sul  fol  di  riguardo  vi  sono  delineate  rozzamente  delle  figure  per  di- 
mostrazioni chirurgiche,  ed  una  parte  del  Zodiaco  con  alcune  note.  Il  testo 
incomincia  al  fol.  1  con  una  lettera  capitale  miniata  e  lo  costeggia  il  titolo 
in  rosso. 

I.  Incipit  cyrurgia  Magistri  Guilielmi. 

A  pie  della  pagina  vi  è  uno  stemma  che  quantunque  un  po'  guasto 
lascia  vedere  un  leone  rampante.  Termina  al  fol.  28  v.  come  segue: 

«  Explicit  cirurgia  magistri  Guillielmi  Piacentini  de  Saliceto  quam  ipse 
«  compilavit  in  civitate  Bononiae  ad  utilitatem  studencium.  Millesimo  au- 
•  centesimo  sexagesimo  octavo  1 268  • . 

Guglielmo  di  Saliceto  fu  uno  de'  più  riputati  medici  del  suo  tempo. 
Fece  assai  belle  scoperte  sul  sistema  nervoso  che  precedettero  di  molto 
quelle  del  celebre  D.r  Willis.  Secondo  il  Freind  (History  of  Medicine)  fu 
professore  a  Verona,  ma  il  veder  notato  in  questo  Codice  che  compilò  il 
suo  lavoro  a  Bologna  mi  fa  credere  che  l'autore  inglese  abbia  preso  un 
equivoco.  In  quest'ultima  città  infatti  vi  era  una  fiorentissima  Università, 
mentre  non  ve  ne  fu  mai  a  Verona.  Il  Saliceto  morì  circa  il  1280.  La  prima 
edizione  di  questa  sua  opera  è  quella  di  Piacenza  del  1476.  Venne  anche 
tradotta  in  italiano  e  stampata  a  Venezia  nel  1479. 

Fol.  29.  II.  Incipit  cirurgia  Magistri  Bruni  ex  dictis  sapientum  ve- 
terum  breviter  ac  lucide  compilata. 

Fol.  56  v.  «  Explicit  cirurgia  Magistri  Bruni  :  si  quis  vivificat  scientiam 
«  non  est  mortuus  ». 

Questo  trattato  ha  la  maggior  parte  delle  lettere  iniziali  miniate  con 
figure.  Il  fol.  55  fu  quasi  tutto  levato.  Maestro  Bruno  Lasca  Fiorentino  fu 


^ 


280  MISCELLANEA 


esso  pure  celebre  chirurgo.  Venne  confuso  con  un  altro  Mag.r  Branus  Loon- 

Soburgensis  esso  pure  medico  ed  autore  di  un  trattato  di  tal  materia.  Ve- 
asi  Giulio  Negri  Degli  Scrittori  Fiorentini,  p.  113,  ed  il  Fabricio  Biblio- 
teca Latina,  T.  I,  p.  290. 
III.  Avicenna.  Cyrurgia. 

Manca  il  1°  fol.  di  guesto  trattato  che  termina  al  fol.  87  v.  colle  parole: 
«  Explicit  cyrurgia  Avicennae.  Amen.  Benedicamus  domino  Deo  gratias  ». 
Vi  sono  molte  iniziali  miniate  ed  altre  disegnate  a  penna  in  rosso  ed 
azzurro.  Questo  trattato  venne  «  Impressum  per  Johannem  de  Noerdlingen 
«  et  Henricum  de  llarlem  nel  1482,  et  Emendata  per  eximium  artium  et 
«  medicinae  doctorem  Magistrum  Petrum  Andream  Morfianum  deYmola». 
I  Codici  della  Chirurgia  ai  Avicenna  non  sono  comuni.  Ne  esisteva  uno 
nella  libreria  Capponi. 

Miscellanea  di  Poesie  italiane  e  latine.  (Cod.  N.  924). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Incomincia  col  sonetto  del  Bembo  a  Clemente  VII.  Vi  sono  poesie  del 
Casa,  del  Sai  and  ri,  di  G.  M.  della  Valle,  di  Erasmo  Valvasone,  dei  Coppetti, 
del  Marini,  di  Dante,  di  Virgilio  e  di  Orazio. 

MisoeUanta  Spagnuola.  (Cod.  N.  940). 

Cod.  cari,  in  8°  del  Sec.  XVI... 

I.  No  vela  de  Grysel  y  Mirabella. 

II.  Doctrinal  de  los  privados  que  fizo  el  Marques  de  Santillana  al  Mae- 
stro de  Campo  Sant  Yago. 

III.  Coronacion  del  rey  de  Romanos  facha  en  Vienna  1495. 

IV.  Dezir  que  fizo  Diego  de  Burgos  secretano  del  Marques  de  Santillana 
al  rey  de  Portugal. 

V.  Coplas  que  fizo  Costana. 

VI.  Coplas  de  Yuan  de  Mena. 

VII.  A  las  damas  de  la  reyna  (parte  in  prosa,  parte  in  versi). 

Vili.  Los  seiiales  que  sera  en  el  mundo  quando  el  antecristo  venia  a 
regnar. 

1XT  En  loar  de  la  nacion  de  Esparia. 
Al  principio  del  voi.  vi  è  la  nota  seguente: 

«  Johannes  Franciscus  Meltius  hic  scripsitdie  xin  Junii  1546  ». —  Questi 
fu  il  discepolo  favorito  di  Leonardo  da  Vinci. 

Miscellanea.  (Cod.  N.  951). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XIX. 

I.  Memorie  e  poesie  dell'Accademia  Gran  eli  esca  copiate  da  un  Ms.  di 
mano  del  N.  U.  Daniel  Farsetti. 

II.  Pugna  pugnorum  sive  Venetiarum  pugilatus  di  Antonio  Roggia. 

III.  Rime  inedite  del  Mag.c0  Lorenzo  de*  Medici  dall' Ab.  D.  Dalie  Laste 
tratte  da  un  antico  Ms.  di  Apostolo  Zeno  ed  ora  da  questo  di  nuovo  esat- 
tamente copiate. 

IV.  Rime  contadinesche  di  Antonio  Malatesti  copiate  da  un  Codice  au- 
tografo della  Bib.  Maglia becchiana  da  Lod.  Coltellini,  e  da  questo  tratte  dal 
D.  Dalle  Laste. 

V.  Rime  tratte  da  diversi  Mss.  di  mano  dallo  stesso  D.  Dalle  Laste. 

VI.  Diceria  di  S.  Nafissa  del  Comm   A.  Caro. 


MISCELLANEA  281 


VII.  Invettiva  di  M.  Bartolomeo  Arnigio  contro  alle  barbe  lunghe. 

VIIL  La  canzone  del  Pino  di  Leonardo  Salviati. 

Vi  sono  altre  poesie  dei  seguenti  autori:  Pietro  Aretino  —  Conte  Cesare 
—  Coppetta  Francesco  —  Caro  Annibale  —  Martelli  Vincenzo  —  Castelvetro 
Lodovico  —  Feretti  Giovanni  —  Leone  X. 

Miftoellanea  di  Poesie  italiane.  (Cod.  N.  973). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Mancano  i  primi  otto  fol.,  il  nono  incomincia  col  verso  della  IV  canzone 
del  Petrarca  Stetti  a  mirarla  ond  ella  ebbe  vergogna.  Seguono  altri  sonetti 
e  canzoni  dello  stesso  autore  e  di  altri.  Mancano  pure  tre  fol.  dopo  il  21 . 
In  fine  vi  sono  10  fol.  non  numerati  contenenti  una  canzone  e  delle  ottave 
amorose. 

Miscellanea.  —  Stanze.  (Cod.  N.  9$). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

I.  Bembo.  «  Nell'odorato  e  lucido  Oriente  ». 

II.  Luigi  Alamanni.  «  L'O oscuro  suo  senticr  te  notte  avea  ». 

III.  Lodovico  Martelli,  a  Leggiadre  donne' ih  cui  Tanni  d'amore  ». 

IV.  Senza  nome  d'autore,  ma  che  in  altro  Codice  sono  attribuite  a  Gu- 
glielmo Martelli.  «  0  vai  che  siete  sotto  '1  freddo  cielo  ». 

I  nomi  de^li  autori  scritti  al  principio  dei  componimenti  suddetti  sono 
di  carattere  più  moderno. 

Mitoellanea.  (Cod.  N.  981). 

Cod.  cari  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVI.  ' 

Appartenne  già  ad  Antonio  Migliora,  come  si  vede  in  calce  alla  prima 
pagina.  Sullo  stesso  1°  fol.  leggesi  la  lettera  del  Petrarca  a  Leonardo  Boc- 
comuzzi,  che  è  la  sola  che  si  conosca  di  lui  scritta  in  italiano,  e  che  si  trova 
stampata  fra  le  sue  opere  edite  a  Basilea. 

IL  Favola  di  Narcisso  di  Luigi  Alamanni  a  Madonna  Batina  Carrara 
Spinola. 

III.  Elegie  dello  stesso.  Contengono  molte  lezioni  diverse  dalle  stampate. 
Ciò  che  è  più  notabile  si  è  che  in  testa  alla  prima  vedesi  questo  titolo  : 
Elegia  prima  di  Luigi  Alamanni  al  Sftg.  Senato  TrivulUo ,  mentre  nella 
stampa  esse  sono  intitolate  a  Francesco  I  re  di  Francia. 

IV.  Egloga  dello  stesso  «  In  morte  della  Costanza  de  Bardi  donna  di 
Gerolamo  Guicciardini  ».  Quest'egloga  è  l'undecima  delle  stampate  dal 
Giunti. 

V.  I  sette  salmi  penitenziali  di  Luigi  Alamanni.  ,. 

VI.  Stanze  di  M.  Pietro  Bembo. 

VII.  Stanze  di  Cristoforo  Ser  Higi  contro  le  stanze  di  M.  Pietro  Bembo, 
oer  le  medesime  rime. 

Vili.  Stanze  di  Lodovico  Martelli  in  lode  delle  donne. 

IX.  Sonetto.  «  Donne  che  di  bellezze  e  d'onestate  ». 

X.  Canzone.  «  Donna  del  ciel  se  l'umiltà  te  el  pianto  »• 

XI.  Stanze  di  Guglielmo  Martelli. 

XII.  Ode  di  Benedetto  da  Monte  Varchi. 

XIII.  Elegie  dello  stesso. 

XIV.  Androgeo.  Egloga  di  Bardo  de  Bardi.  Questo  componimento  è  pre- 
ceduto dalla  lettera  in  prosa  con  cui  l'autore  l'indirizza  ad  Andrea  Taddei. 

Catti.  TrhmUtana  {Stampalo  il  42  ottobre  1883)  36 


282  MISCELLANEA  DI  POESIE 

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I 

XV  e  XVI.  Sonetti  del  Molza  e  del  Guidiccioni. 

La  lezione  del  Codice  è  molto  corretta,  ed  è  ben  conservato. 

Miscellanea  di  rime  di  varii  autori  illustri  del  Sec  xvi.    (Cod.  N.  982). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Contiene  poesie  dei  seguenti: 

Achillino  —  Allegretto  —  Amanio  Nicolò  (Cremasco)  —  Arrigoni  — 
Mons.  Della  Casa  —  An.  Caro  —  Conte  Marco  (forse  C.  Marco  Thiene)  — 
Fabri  —  Guidiccioni  Giovanni  —  Marmetta  —  Molza  —  Sellajo  —  Tacca 
(questi  non  è  ricordato  dal  Quadrio)  —  Varchi  Benedetto  —  Vi  sono  anche 
poesie  di  un  G.  N.  ed  una  canzone  senza  il  nome  dell'autore. 

Miscellanea  di  prose  e  poesie.  (Cod.  N.  1024). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

I.  Estratti  di  precetti  rettorici. 

II.  Fulvio  Fiamma.  Lettera  sull'onore. 

HI.  Salviati  Leonardo:  Discorso  sulle  prime  parole  degli  Annali  di  Tacito. 

IV.  Vite,  in  compendio,  del  Bembo  —  Giov.  Della  Casa  —  Lod.  Ariosto 
—  Fr.  Coppetta  —  B.  Cappella  —  D.  Vernier  —  Aug.  di  Costanzo  —  Gh.  Spini 
~  Ben.  Varchi  —  Scritte  da  autore  anonimo. 

V.  Sedici  sonetti  contro  Pier  Aug.  de  Barga.^Sembrano  di  Fulvio  Fiamma. 

VI.  Sonetti  varii  di  soggetto  amoroso,  e  perifrasi  in  ottava  rima  del- 
l'Idillio di  Mosco  Amor  fuggitivo^  con  una  canzone  e  tre  altri  sonetti. 

Dal  contesto  di  qualche  passo  di  questi  componimenti  pare  siano  opera 
del  Bargeo. 

VII.  De  Rossi  Gerolamo,  vescovo  di  Pavia,  lettera  originale  a  Benedetto 
Varchi,  con  un  sonetto  diretto  allo  stesso. 

Vili.  Grazzini  A.  F.,  detto  il  Lasca:  due  sonetti  al  Varchi.  Quello  in 
fol.  volante  è  alle  stampe;  l'altro  è  inedito.  Sono  autografi. 

IX.  De  Nobili  Giulio  :  tre  sonetti  a  Ben.  Varchi  con  correzioni  di  questi. 
Autografo. 

X.  Un  quadernario  di  Benedetto  Varchi  contenente  alcuni  sonetti,  un 
frammento  grammaticale  sulle  particelle  del  discorso  :  due  epistole  latine  a 
Giulio  della  Stufa.  Copie  di  diverse  lettere  dirette  al  Varchi  e  da  esso  fatte 
trascrivere  in  un  quaderno  numerato  dalla  pag.  1  alla  86.  Il  carattere 
sembra  di  Angelo  Bronzino  che  in  gioventù  faceva  da  amanuense  al  Varchi. 
Ve  ne  sono  di  pubblicate,  ma  molte  sono  inedite,  e  meriterebbero  d'esser 
date  alla  luce,  vi  è  unito  un  indice. 

XI.  Lettere  di  diversi  a  Benedetto  Varchi.  Vi  è  unito  un  elenco  dei 
nomi  in  ordine  alfabetico. 

Sono  copie  del  sec.  xvi. 

MUoellanea  di  Poesie.  {Cod.  N.  1028). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII  tratto  da  un  Cod.  del  Sec.  XV. 

I.  Burchiello.  Sonetti. 

II.  Burchiello.  Sonetti:  con  varianti  dalla  stampa. 

III.  Sonetti  anonimi. 

IV.  Ser  Lupero  da  Lucca.  Sonetti  a  Castruccio. 

V.  Castruccio.  Sonetti  a  Ser  Lupero. 

VI.  Landozzo  degli  Albizi.  Sonetto. 

VII.  Ciano  del  Borgo.  Sonetto. 


MISCELLANEA  ECCLESIASTICA  SÒ3 

» 

-  n  *■  ■  1  -  ^-^ . , , n r-a^^^^^M^»»  i^^^—   ^11  ^m  ^w^i  _^^_^__^^_ 

Vili.  Petrarca.  Sonetto. 

IX.  Varianti  ai  sonetti  del  Burchiello  dell' Ed.  di  Londra  1757. 

X.  Varianti  al  3°  Cap.  del  Trionfo  d'amore  del  Petrarca  dell' Ed.  Comi- 
niana. 

XI.  Varianti  al  Credo  di  Dante  dell' Ed.  di  Venezia  1758. 

XII.  Scartato  Giovanni.  La  rotta  di  Nicolò  Piccinino. 

Miscellanea  di  Poesie  ed  Orazioni.  (Cod.  N.  1 1 06). 

Cod.  cari  in  8»  del  Sec.  XVIII. 

Contiene  diverse  produzioni  che  credo  siano  tutte  dello  stesso  autore 
Pietro  Pessani,  del  quale  trovasi  al  principio  un  poema  intitolato  Menelao, 
che  sarebbe  diviso  in  quattro  canti,  de'  quali  vi  sono  gli  argomenti.  Non 
vi  è  per  altro  che  il  solo  1°  canto.  —  Seguono  altre  poesie  dello  stesso 
autore  colle  sole  iniziali  P.  P.:  indi  tre  orazioni  senza  nome  d'autore,  e 
termina  colla  «  Epitome  rerum  gestarum  a  Francisco  Mauroceno  copiarum 
«  Reipublicae  Venetae  imperatore  ». 

Miscellanea  Poetica  storica.  {Cod.  N.  1123). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

I.  Canzone  intitolata  preghiera  al  Signore. 

II.  Quirini.  Relazione  della  vittoria  riportata  dai  Veneziani  contro  ai 
Turchi  nel  1571. 

III.  Ad  Johannem  Austriacum  epigrammata  duo. 

IV.  M.  Ant.  Bebulci  Mediolanensis  epigrammata. 

V.  Rime  di  Pietro  Spino,  gentiluomo  Bergamasco. 

VI.  Sonetto  dello  stesso  tradotto  [in  latino  da  Francesco  Morandi  Ve- 
ronese. 

VII.  Sommario  della  capitolazione  della  tregua  e  pace  stabilita  nel  1573 
fra  il  Turco  e  i  Veneziani. 

Vili.  Canzone  in  lode  di  D.  Giovanni  d'Austria. 

IX.  Sonetto  al  S.  Pietro  Spino. 

X.  Lo  stesso  ricorretto. 

XI.  Ad  Johannem  Specianum  judicem  rerum  capitalium  populorum  In- 
subriae  Carmen. 

XII.  Olivae  Jo.  Baptae.  ad  Caesarem  Specianum  Cremonae  Episcopum  car- 
mina varia. 

XIII.  Ejusdem  epistola  ad  Caesarem  Specianum. 

XIV.  Ad  eundem  carmina. 

XV.  De  comicis  versibus. 

XVI.  Vocabulorum  et  phrasium  explanatio. 

Miscellanea  Ecclesiastica.  (Cod.  N.  1124). 

Cod.'cart  in  fol.  del  Sec.  XVI  e  XVII. 

Incomincia  con  una  bolla  stampata  di  Gregorio  XIII. 

I.  Francolino  Marcello  di  Monte  Albedolo  :  risposta  ad  alcuni  dubbii  sul 
cerimoniale  della  Messa. 

II.  Id.  De  cereo  paschali  accendendo  quotidie  usque  ad  ascensionem. 
1585. 

III.  Lettera  sulle  cerimonie  da  usarsi  da  un  Cardinale  con  D.  Giovanni 
d'Austria. 

IV.  Francolino  Marcello:  risoluzione  di  alcuni  dubbii  sulle  cerimonie* 


284  MISCELLANEA  STORICA  ECCLESIASTICA 


V.  Cardinalis  S.  Severinae  ceremoniarum  dubia  varia  ab  eodem  resoluta* 

VI.  Galesinus  Petrus:  Dubia  circa  dies  in  quibus  Episcopus  pontifica- 
liter  celebrare  debet. 

VII.  Quibus  diebus  episcopi  pontificaliter  celebrare  debent  secundum  opi- 
nionem  Card.  S.e  Severinae. 

Vili.  Dubitationes  ceremoniarum  circa  missam  quae  in  Capella  regìa 
Hispaniarum  celebra  tur,  eorumque  explicationes  per  magistrum  ceremo- 
niarum SS.  D.  N.  Papae. 

IX.  De  Franchis  Curtius  canonicus  S.  Petri  :  dubia  ceremoniarum. 

X.  Speciano  Cesare.  Lettere  scritte  al  Sig.  Ottaviano  Parravicino  da 
Roma  nel  1581,  sul  rituale  che  si  voleva  fare  in  Spagna;  con  firme  e  po- 
stille autografe. 

XI.  Francolinus  Marcellus.  Dubia  ceremoniarum  resoluta. 

XII.  Dubitationes  nonnullae  prò  concilio  Mediolanensi  circa  ceremonias 
et  explicatio. 

XIII.  Dubbii  di  cerimonie  per  Milano. 

XIV.  Risoluzioni  di  dubbii  pel  Card.  Borromeo. 

Miscellanea  Storica  ecclesiastica.  (Cod.  N.  1 1 25). 

Cod.  cari  in  fol  dei  Sec.  XVI  e  XVII. 

I.  Pace  fra  il  Ser.mo  Duca  di  Parma  ed  il  Ser.mo  Duca  di  Mantova.  1593 

II  al  V.  Lettere  autografe  dell' Ab.  Speciano,  del  1594. 

VI  e  VII.  Scritture  dell'Economo  di  Milano  contro  gli  ecclesiastici  e 
specialmente  contro  il  Vescovo  di  Vigevano. 

Vili  e  IX.  Lettere  dell' Abb.  Speciano  a  Mons.r  Vescovo  di  Cremona 
Nunzio  Apostolico  in  Ratisbona.  1594. 

X.  Invectiva  in  Nuncium  Apostolicum.  1595. 

Ha  per  titolo:  •  Nuncio  Papae  Furioso  ».  É  scritto  da  un  protestante. 

XI.  Considerazioni  sopra  il  procedere  di  Mons.  di  S.  Severo  et  pericoli 
et  danni  che  ne  possono  seguire  continuando  più  lungamente.  1595. 

XII.  Ragioni  per  le  quali  non  si  può  sperare  la  lega  di  Polonia  con 
l'Imperatore,  cosi  per  le  cose  in  sé  come  per  rispetto  delh  Polacchi  et  anche 
di  S.  M.  Cattolica.  1 596. 

XIII.  Copia  di  lettera  del  6.  Duca  di  Toscana.  1595. 

XIV.  Lettera  d'ignoto  a  S.  S.  a  favore  del  Conte  d'ArundelIo  inglese, 
che  si  era  impegnato  di  pigliar  vivo  il  Gran  Turco,  e  di  condurlo  in  qualche 
luogo  di  S.  S.  1596. 

XV.  Breve  di  Clemente  VIII  a  Guglielmo  di  S.  Clemente  oratore  di  S.  S. 
presso  l'Imperatore.  1597. 

XVI.  Duplicato  del  precedente  N.  XI. 

XVII  e  XVIII.  Due  scritture  di  Mons.  S.  Severo  colle  annotazioni  di 
Mons.  Speciano.  1597. 

XIX.  Lettera  autografa  del  Card,  di  S.  Giorgio  a  Mons.  Vescovo  di  Cre- 
mona, in  cui  gli  rende  conto  degli  attentati  di  D.  Cesare  d'Este  e  della 
scrittura  pubblicata  contro  di  lui.  1597. 

XX.  Capitoli  fatti  fra  la  M.  Cattolica  ed  il  Marchese  del  Finale. 

XXI.  Diploma  dell' Imp.  Rodolfo  sullo  stesso  argomento.  1598. 

XXII.  Status  ecclesiae  Cremonensis  sub  Caesare  Speciano  Episcopo. 

XXIII.  Istruzione  data  a  Mons.  Cesare  Speciano  per  la  Nunziatura  di 
Germania. 

XXIV.  Altre  istruzioni  date  allo  stesso  nella  medesima  occasione. 

XXV.  Ragionamento  I.  Sul  modo  con  cui  dobbiamo  udire  la  parola  di  Dio. 

XXVI.  Ragionamento  IL  Spiegazione  del  testo  «  Ego  induravi  cor  Pha- 
raonis  ». 

XXVII.  Ragionamento  III.  Dei  travagli  che  l'uomo  sente  nel  tempo  della 
morte.     - 


MISCELLANEA  STORICA  ECCLESIASTICA  285 


XXVIII.  Catalogo  dei  libri  e  Mss.  della  Biblioteca  di  M.  Cesare  Spedano. 
1607. 

Miscellanea  Storica  Ecclesiastica.  {Cod.  N.  1126). 

Cod.  cari  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVII. 

I.  Lettera  al  Card.  Borromeo  del  D.  Gerolamo  Ilurtado  sopra  i  motivi 
della  sua  partenza  dalla  Compagnia  di  Gesù. 

II.  Delle  cose  che  devono  osservare  i  Vescovi  nella  visita  delle  chiese  e 
congregazioni. 

III.  Relazione  dell'infelice  successo  dell'impresa  di  Canisia. 

IV.  Copia  di  lettera  del  Card.  Borromeo  a  S.  S.  su  ir  introdurre  il  rito 
Ambrosiano  a  Monza. 

V.  Relazione  di  M.  Spedano  sopra  un  afere  di  precedenza  nella  proces- 
sione del  Corpus  Domini  in  Cremona. 

VI.  Discorso  sull'utile  e  danno  delle  risaie  nel  Novarese. 

VII.  Rappresentanza  Fatta  a  S.  M.  Cattolica  a  nome  del  Papa  dal  Nuncio 
apostolico. 

Vili.  Rappresentanza  di  S.  S.  al  re  di  Spagna,  sui  mali  che  cagionano 
alla  chiesa  i  suoi  ministri. 

IX.  Giustificazione  di  D.  Floriano  da  Ferrara  Ab.  di  Boara  sui  disordini 
suoi,  e  de'  suoi  religiosi.  1591. 

X.  Capitolo  di  lettera  del  Card.  Paoletti  sopra  le  qualità  che  desidera 
nel  suo  Vicario. 

XI.  Copia  di  lettera  del  Card  Borromeo  sopra  l'inibizione  fatta  fare  dal 
Governatore  di  Milano  intorno  alla  vendita  dei  calendari. 

XII.  Sententia  lata  a  D.  N.  Gregorio  Xlfl  in  favorem  Hospitalis  magni 
Mediolani  contra  haeredes  Thomae  de  Marinis. 

XIII.  Breve  informazione  dei  Seminari  di  Milano. 

XIV.  Dubia  in  causa  jurisdictionis  Mediolanensis  cum  rcsponsionibus 
Bernardini  Burghesii. 

XV.  Relazione  della  visita  Apostolica  fatta  dal  Card,  di  S.  Prassede  nella 
cattedrale  di  S.  Eusebio  in  Vercelli. 

XVI.  Lettera  autografa  di  M.r  Spedano  sopra  i  commedianti. 

XVII.  Copia  di  un  memoriale  che  si  doveva  dare  al  Re  di  Spagna  sul- 
l'affare della  giurisdizione  che  pendeva  fra  la  corte  Asci  vosco  vile  ed  il  Se- 
nato di  Milano. 

XVIII.  Allegazione  nella  quale  si  tratta  se  l'Arcivescovo  di  Milano  possa 
tenere  la  famiglia  dei  birri  armati. 

XIX.  Discorso  sopra  le  cose  de'  Veneziani  che  si  mostrano  molto  fautori 
degli  eretici  e  dei  Turchi  cogli  scritti  di  fra  Paolo  Sarpi. 

XX.  Arbore  genealogico  dei  Re  di  Leone  d'Aragona  e  di  Castiglia. 
XXL  Jacobi  Menochii  consilium  super  prohibitione  facta  a  Magistrata 

laico  de  non  serenda  oryza  in  prediis  uberi  bus  latisque  urbibus  vicis  et 
viis  publicis  vicinis  (stampato). 

XXII  e  XXIII.  Due  altri  opuscoli  stampati  sullo  stesso  argomento. 

XXIV.  Lettera  di  G.  Battista  Spedano  sulla  mala  dottrina  di  due  frati 
eremitani. 

XXV.  Regole  ed  utili  avvertimenti  per  i  giovani  dell'Oratorio  segreto 
sotto  il  titolo  et  protettone  dell'immacolata  concezione  della  gloriosa  Ver- 
gine emanate  dal  Card.  Federico  Borromeo. 

Miscellanea  Storica  ecclesiastica.  {Cod,  N.  1127). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

I.  Copia  di  lettera  di  S.  Carlo  scritta  alla  Sig.  Barbara  Cornazzano. 
IL  Risposta  del  Card.  Wormiense  all'Oriconio.  1563. 


286  MISCELLANEA  STORICA  ECCLESIASTICA 


V* 


III.  Convenzioni  dei  PP.  della  Compagnia  di  Gesù  per  lo  stabilimento 
del  loro  collegio  in  Milano  con  S.  Carlo   1566. 

IV.  Copia  di  una  lunga  lettera  di  S.  Carlo  Borromeo  a  M.r  Bonomi  in 
cui  si  lagna  dei  Gesuiti.  1571. 

V.  Capitoli  circa  i  studi  et  prediche  de  figliuoli  del  Seminario. 

VI.  Copia  autenticata  di  lettera  del  Card.  Borromeo  a  Mons.r  Venegosa. 
1569. 

VII.  Lettera  del  Re  di  Portogallo  in  favore  dei  prelati  contro  i  laici. 
1 569. 

VIII.  Instrumentum  traditionis  viridarii  et  domus,  de  la  Canonica  Mediol. 
factae  per  Card.  Della  Chiesa  Cardinali  Borromeo^  1571,  con  correzioni  ori- 
ginali. 

IX.  Lettera  del  Collegio  de'  Cardinali,  colla  quale  danno  parte  al  Car- 
dinale Borromeo  della  morte  di  Pio  V,  1572. 

La  lettera  è  sottoscritta  da  Silvio  Antoniano.  Originale. 

X.  Forma  provvisionis  episcopatus,  1563. 

XI.  Lettera  del  Card.  Della  Chiesa  al  Card.  Borromeo  sopra  il  negozio  di 
Brera,  1572.  Originale  autografo. 

XII.  Patenti  originali  del  Card.  Borromeo ,  colle  quali  nomina  a  visita- 
tori dei  conventi  i  monsignori  Ormanetto,  Giacobello  e  Spedano,  1572.  Vi 
è  la  firma  autografa  di  S.  Carlo. 

XIII.  Quattro  lettere  autografe  di  M.  Cesare  Spedano  al  conte  Giovanni 
Battista  Borromeo. 

XIV.  Due  lettere  di  Paolo  Beni  procuratore  in  Roma  al  Card.  Borromeo. 

XV.  Informatio  Archiep.  Mediol.  prò  veneratione  censurarum  Angliae , 
1575. 

XVI.  Testamentum  Caroli  Card.  Borromei,  1576. 

XVII.  Lettera  del  Card.  Borromeo  al  Re  di  Spagna. 
XVlIbii  Documenti  per  l'erezione  degli  Oblati. 

XVIII  al  XX.  Lettere  con  firma  autografa  di  S.  Carlo  Borromeo. 

XXI.  Copia  di  lettere  del  Card.  Borromeo  al  S.  Padre  sulla  giurisdizione 
ecclesiastica. 

XXII.  Lettera  con  firma  autografa  di  S.  Parlo  Borromeo  al  S.  Padre 
sulla  giurisdizione  ecclesiastica. 

XXII I.  Copia  di  lettera  di  Antonio  Cornago  in  raccomandazione  del  Re- 
ferendario Vanegas  ad  istanza  del  sig.  Antonio  Perez  con  un  poscritto  ori- 
ginale. 

XXIV  Brutte  copie  di  due  lettere  al  Vescovo  di  Lodi,  1583. 

XXV.  Lettera  originale  di  Sebastiano  Xuarez  al  Card.  Borromeo  con 
due  altre  brutte  copie. 

XXVI.  Lettera  originale  del  Vanegas  al  Card.  Borromeo  con  altre  brutte 
copie  dello  stesso. 

XXVII.  Lettere  originali  di  Matteo  Sam.10  vicario  apostolico  a  M.  Spe- 
dano. 

XXVIII.  Lettere  originali  di  D.  Eutichio  Vimercati  sugli  abusi  da  to- 
gliersi. Segue  la  nota  dei  monasteri  di  monache  governati  dai  chierici  re- 
golari. 

XXIX  al  XXXI.  Lettere  originali  del  Referendario  Vanegas. 

XXXII.  Lettere  originali  di  Gerolamo  Binaschi  al  Card.  Borromeo. 

XXXIII.  Lettera  originale  di  M.  Spedano  al  Card.  Sfondrato. 

XXXIV.  Lettere  spagnuole  dirette  al  Card.  Borromeo. 

XXXV.  Promessa  di  pagamento  di  Sebastiano  Xuarez  al  Card.  Borromeo. 

XXXVI.  Lettera  originale  del  Card.  Alessandrino  (Ottavio  Parravicini 
Comasco,  1584)  al  Padre  Priore  di  S.  Domenico  di  Bologna. 

XXXVII.  Quod  facere  sacrum  sit  a  Sanctis  Patribus  receptum. 

XXXVIII.  Instrumentum  cessionis  factae  per  D.  fratres  de  Specianis  in 
D.  Caesarem  eorum  fratrem  de  redditu  annuo  Scutorum  360. 

XXXIX  al  XLII.  Lettere  autografe  al  Card.  Borromeo  del  Refer.  Vanegas, 


MISCELLANEA  STORICA  ECCLESIASTICA  287 

di  Sebastiano  Xuarez,  di  M.  Speciano  e  di  fr.  Felice  Piacentino  con  memo- 
riali e  documenti. 

XLIII.  Lettera  autografa  di  S.  Carlo  Borromeo  a  Mons.  Speciano. 

XLIV.  Lettera  autografa  di  Lanfranco  Regna ,  in  cui  parla  della  morte 
di  S.  Carlo. 

XLV.  Relatione  delli  Seminari  et  collegi  di  Milano  et  fuori  che  erano 
governati  dal  Card,  di  Santa  Prassede. 

XLVI.  Copia  di  lettera  dei  S.  Padre  al  Re  di  Spagna,  1586. 

XLVII.  Regulae  Seminarii  Novariensis,  1590. 

XLVIII.  Copia  di  lettere  di  M.r  Speciano  al  Marchese  Del  Finale. 

XLIX.  Due  lettere  originali  del  G.  Duca  di  Toscana  al  Vescovo  di  No- 
vara. 

L.  Promemoria  al  Card  Mattei  Vescovo  di  Cremona. 

LI.  Promemoria  al  Card.  S.  Giorgio  risguardante  il  Collegio  Elvetico. 

LII.  Decreto  imperiale  originale ,  con  cui  viene  ingiunto  al  Vescovo  di 
Cremona  di  far  pagare  il  sussidio  di  20  mila  scudi  d'oro  per  la  guerra 
contro  il  Turco. 

LUI.  Copia  di  lettere  di  Mons.  Vescovo  di  Cremona  al  presidente  Bono, 
1603. 

LIV.  Breve  sunto  dell' attentato  contro  Enrico  IV  re  di  Francia  nel  1594, 
ed  espulsione  de'  Gesuiti 

Lv.  An  et  quando  clerici  teneantur  ad  custodiam  et  reparationem  mu- 
rorum  civitatatis ,  1 605.  Vi  è  unita  una  lettera  autografa  del  prete  Gian 
Battista  Rainaldi. 

LVbiI.  Attestato  originale  del  Card.  Pompeo  Arrigoni  per  M.  Speciano 
Vescovo  di  Cremona. 

LVI.  Due  lettere  colla  firma  autografa  di  Mons.  Speciano  ed  unito  me- 
moriale a  S.  M.  Cesarea. 

Miscellanea  Storica  ecclesiastica.  {Cod,  N.  1128). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XV11. 

I.  Responsio  catholicorum  ad  scriptum  Ducum  Saxoniae  filiorum  Johannis 
Federici. 

IL  Lettera  del  Cav.  Lussi  alli  Signori  dei  cantoni  Cattolici  onde  mandino 
genti  in  aiuto  della  corona  di  Francia  14  Maggio  1562.. 

III.  Memoriale  dato  a  Mons.  Commendone  su  quello  che  dovrà  fare  in 
Germania,  1560. 

IV.  Memoriale  ad  PS.  PP.  Paulum  IV  in  favorem  Coloniensis  electi. 

V.  Lettera  dei  Signori  Legati  al  Concilio  perchè  si  leggesse  nella  Con- 
gregazione Svizzera,  1563. 

VI.  Copia  di  lettera  del  Card.  Borromeo,  12  Ottobre  1569,  in  cui  si  tratta 
dell'unione  de*  PP.  Barnabiti  cogli  Umiliati. 

VII.  Altre  lettere  sullo  stesso  argomento. 

VIII.  Lettera  del  colonnello  Lussi  ai  SS.  Svizzeri,  1578. 

,  VHP1*.  Lettere  dei  SS.  dei  sette  cantoni  Svizzeri  al  Vescovo  di  Como , 
1578.  (Era  M.r  Volpi  che  fu  mandato  dal  Papa  legato  in  Svizzera.  Esiste 
Ms.  la  sua  corrispondenza  presso  la  famiglia  Franchi  a  Como). 

IX.  Lettere  e  corrispondenze  dei  SS.  Svizzeri,  1578  e  1579. 

X.  Trattato  del  Teologo  della  cattedrale  di  Cremona  contro  la  falsa  dot- 
trina del  Teologo  della  Rep.  Veneta  (fra  Paolo  Sarpi). 

XI.  Conclusione  di  alcuni  teologi  Spagnuoli  sul  tema  se  si  possa  sco- 
prire e  nominare  un  complice  in  confessione   (In  Spagnuolo). 

XII.  Declaratio  formae  regiminis  status  Clivensis  tempore  infirmitatis 
Ducis,  1592. 

XIII.  Ultima  regiminis  forma  concepta  die  xi  Decembris  1592  a  Ducissa 
et  consiliariis  tam  catholicis  quam  haereticis  subscripta. 


288  MISCELLANEA  STOBICA  ECCLESIASTICA 


XIIlb».  Quitanza  di  denaro  e  spese  di  casa  del  Nuncio  apostolico  in 
Boemia,  1592. 

XIV.  Ragguaglio  e  consecutivo  memoriale  di  Margherita  Lambertenghi 
per  essere  dispensata  dal  voto  di  castità  (sec*  xvi). 

XV.  Concordia  inter  Carolum  Card.™  Principem  Lotharingiae  et  D.m  Jo. 
Georgium  March.™  Brandeburgicura  prò  Episcopato  Argentinensi,  1593. 

XVI.  Instructio  cujusdam  Commissari  ad  Ducissam  Clivensum  transmissa 
cum  relatione  in  margine,  1593. 

XVII.  Nonnullae  quaestiones  super  regimine  ducatus  Clivensis  cum  ea- 
rundem  disceptatione. 

XVIII.  Orazione  fatta  in  Venezia  al  Doge  per  levare  ai  PP.  Gesuiti  l'U- 
niversità di  Padova. 

XIX.  Epistola  Jacobi  Avellanedae  Rev.  Dom.  Gaspari  a  Quiroga  Ep.  To- 
letaho. 

XX.  Relazione  del  negotio  trattato  con  l'Imperatore  in  Ratisbona  sopra 
l'elezione  del  Re  de'  Romani,  1594. 

XXI.  Querela  Principissae  Sibillae  sororis  Ducis  Juliacensis  contra  Du- 
cissam Jacobam  Ducis  uxoris,  1595,  28  Januarii. 

XXII.  Responsum  Papae  ad  quaedam  petita  Ducissae. 

XXIII.  Instructio  comissarii  Papae  ad  Duc.ro  Clivensem  transmissa. 

XXIV.  Lo  quo  S.  Majestad  ha  mandado  responder  a  los  punctos  princi- 
pales  de  lo  que  al  Nuncio  le  ha  propuesto  da  parte  de  S.  Santi tad,  13  Mayo 
1596. 

XXV.  Cesareo  passaporto  dell'imp.  Rodolfo  a  favore  del  Nuncio  aposto- 
lico M.  Speciano. 

XXVI  e  XXVII.  Due  altre  carte  Cesaree  originali  in  tedesco  a  favore 
del  suddetto  Nuncio  Speciano. 

XXVIII.  Risposta  del  re  di  Francia  Enrico  IV  alli  punti  propoetigli  dal 
Primo  Presidente  di  Parigi  per  impedire  la  restituzione  dei  PP.  Gesuiti. 

XXIX.  Passaporto  originale  dell  Imp.  Rodolfo  accordato  a  Mone.  Speciano 
che  ritornava  in  Italia  dalla  sua  Nunziatura  di  Germania,  1598. 

XXX.  Passaporto  originale  del  Cav.  Vendramin  ambasciatore  Veneto  a 
favore  di  M.  Speciano  all'occasione  del  suo  ritorno  in  Italia,  1598. 

XXXI.  Altro  passaporto  imperiale,  originale  a  favore  del  suddetto  Mon- 
signor Speciano,  1599. 

XXXII.  Altro  passaporto  in  tedesco  come  sopra. 

XXXIII.  Scrittura  stampata  per  sostenere  che  devesi  osservare  il  costume 
antico  nel  sedere  in  Consiglio,  1599.  (Deve  essere  cosa  riguardante  Cre- 
mona, benché  non  vi  sia  nominata ,  stantechè  i  sottoscritti  sono  tutti  di 
famiglie  Cremonesi). 

XXXIV.  De  la  felicissima  muerte  del  vey  D.  Felipe  II,  1598. 

XXXV.  Lettere  scritte  all' Ecc.100  Duca  di  Lerma  ed  al  Conte  di  Fuentes 
sopra  le  cose  di  Lombardia.  Sono  di  M.  Ves.  Cesare  Speciano,  di  cui  vi  sono 
delle  aggiunte  autografe.  Sono  del  1603  e  1604. 

XXXVI.  Copie  di  lettere  con  correzioni  autografe  di  M.  Cesare  Speciano 
a  S.  Santità  giustificandosi  di  accuse  fatte  contro  di  lui. 

XXXVII.  Memoria  sulla  famiglia  Speciano:  autografo  di  M.  Cesare  Spe- 
ciano. (Sono  diversi  fol.  separati). 

XXXVIII.  Traduzione  delle  lettere  del  Gran  visir  Linan  Pascià  all'Im- 
peratore chiedendo  se  vuol  pace  o  guerra  e  sollecitando  il  pagamento  del 
tributo. 

XXXIX.  Bandi  della  Regina  d' Inghilterra  per  la  religione. 

XL.  Discorso  sull'affare  di  religione  e  sul  negozio  coi  Veneziani ,  e  del 
loro  contegno  colla  corte  di  Roma. 

XLI.  Protesta  fatta  da  Giacomo  Picaglia  stampatore  della  corte  del  Giap- 
pone. 

XLII.  Carta  geografica  del  Giappone,  1589. 


MISSALE    ROMANUM 


ad    USUM 

CARDINALIS  ESTENS1S 

Codice  N?2J65  Pagina  U-2^5 


Fé        t  m,    ^  M,lAM  BlniipA  C Ferrano  •  ft-J 

Foiofr*£  Dilla- Croce  ; 


MISCELLANEA  STOEICA  ECCLESIASTICA  289 

i 

Miscellanea  Storica  ecclesiastica.  (Cod.  N.  1129). 

Cod.  cari  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVII. 

I.  Ordine  di  S.  M.  Cattolica  circa  il  conferire  gli  uffici,  1588. 

II.  Ordini  per  Tarmata  navale  contro  l'Inghilterra  fatti  dal  Duca  di  Me- 
dina Sidonia,  1588. 

III  Relatione  de  Parmada  (che  si  prepara  contro  l'Inghilterra,  1588). 

IV.  Discorso  nel  quale  si  dissuade  S.  M.  Cattolica  dall'Impresa  contro 
l'Inghilterra,  1588. 

V.  Discorso  del  priore  D.  Eternando ,  nel  quale  si  persuade  l'impresa 
d'Inghilterra,  1588,  in  spàgnuolo. 

vi. Discorso  nel  quale  si  dissuade  S.  M.  Cattolica  dal  far  lega  col  Turco. 

VII.  Discorso  sopra  l'impero,  sopra  le  forze  e  sul  modo  di  governo  del 
Turco. 

Vili.  Discorso  del  capitano  Luigi  Cobreta  portato  a  S.  S.tà  dal  Nuncio 
Taverna,  sul  modo  di  vincere  facilmente  il  Turco  e  gli  eretici  (autografo 
in  spàgnuolo). 

IX.  Parere  del  marchese  di  Santa  Crux  circa  quello  che  convien  fare 
per  rimediare  ai  danni  degli  Inglesi. 

X.  Discorso  a  S.  M.  Cattolica  di  quanto  è  da  farsi  per  l'impresa  d'In- 
ghilterra. 

XI.  Pragmatica  para  los  tratamientos  y  cortesias.  (Stampato  1586) 

XII.  Pregon  (grida)  para  la  buena  governacion  d'està  corte.  (Stampato 
1585). 

XIII  al  XVIII.  Sei  lettere  autografe  di  S.  Carlo  Borromeo  e  di  M.  Cesare 
Spedano. 

XIX.  Epistola  Mariae  Reginae  Scotiae  Paulo  ante  ejus  caedem  scripta  ad 
Sixtum  PP.  V,  23  Nov.  1586. 

XX.  Memoria  al  presidente  di  Castiglia  da  sottoporre  a  S.  M.  Cattolica. 
(Vi  sono  delle  correzioni  che  sembrano  di  mano  di  S.  Carlo). 

XXI.  Copie  di  diversi  capi  di  riforma  trattati  con  S.  M.u  ^Cattolica. 

XXII.  Relazione  di  tutto  quello  che  il  Vescovo  di  Novara  M.r  Spedano 
trattò  con  S.  S.u  a  dì  4  Agosto  1589. 

XXIII.  Epistola  Filippi  II  Hisp.  Regis  missa  Cardinalibus  1559.  Questa 
lettera  spuria  fu  stampata. 

XXIV.  Epistola  Àrchiep.  Evorae  ad  Romanum  Pontificem  prò  Gestiitis, 
1588. 

XXV.  Operazioni  nelle  quali  un  buon  Vescovo  si  deve  occupare. 

XXVI.  virtù  della  pietra  di  porco  spino  mandata  dal  Vescovo  di  Evora. 

XXVII.  Copia  di  ricetta  mandata  alla  Regina  Elisabetta  d'Ungheria. 
XXVIIL  Nota  degli  Arcivescovadi  e  Vescovadi  di  Spagna  e  loro  rendite. 

XXIX.  Concessione  della  Santa  Crociata,  1584. 

XXX.  Sentenza  di  Sisto  V  contro  il  Vescovo  di  Teano. 

XXXI.  Lettera  a  S.  M.  Cattolica  sopra  alcuni  abusi.  (Non  è  firmata,  ma 
ha  il  sigillo  di  M.r  Spedano  Vescovo  di  Novara,  e  mi  sembra  di  sua  mano). 
É  del  27  Aprile  1589. 

XXXn.  Constitutio  Sixti  V  Collegi  Cardinalium,  1586.  (Stampata). 
XXXIIbli.  Copia  di  una  lettera  dell'  Imperatrice  al  Card.  Madruzzi,  1588. 
XXXIII.  Parere  sulla  liberazione  dell'Arciduca  Massimiliano,  1588. 

XXXIV.  Due  brevi  di  Adriano  VI,  1 523. 

XXXV.  Decreto  ministeriale  sui  titoli  dei  Cardinali,  1587. 

XXXVI.  Memoriale  a  S.  S.  sugli  aggravi  che  si  fanno  ai  Vescovi  Napo- 
letani. 

XXXVII.  Risposta  al  suddetto  Memoriale. 

XXXVIII.  Risposta  del  Consiglio  di  Napoli  all'Arcivescovo  di  detta  città, 
1580. 

CmtmL  TrUmUUma  {Stampato  il  31  ottobre  4883)  37 


t 


290  MISCELLANEA  STORICA 


XXXIX  al  XLII.  Indices  quorundam  gravaminum  in  regno  Neapolitano, 
1587. 

XLUI.  Inconvenienti  che  risultano  dalla  bólla  delle  crociate. 

XLIV.  Besozzi  D.  Giorgio.  Sulla  milizia  da  farsi,  1588. 

XLV.  Breve  contro  l'immunità  ecclesiastica  concessa  a  Milano,  1586. 

XLVI.  Relazione  sulla  compagnia  dei  Bianchi  in  Napoli,  1588. 

XLVII  e  XLVIII.  Brevi  di  S   S  *  al  Re  di  Spagna  sulla  creazione  dei 
Cardinali. 

XLIX.  Altro  breve  per  la  promozione  al  Cardinalato  di  Ascanio  Colonna. 

L.  Nota  degli  auditori  e  consiglieri  di  S.  M.  Cattolica. 

LI.  Minute  di  lettere  al  Re  di  Spagna  e  lagnanze  contro  i  ministri. 

LII.  Minute  di  altre  lettere  del  12  Maggio  1583.  Queste  due  sembrano 
di  mano  di  M.  Spedano. 

LUI.  Altra  lettera  sottoscritta  da  M.  Spedano. 

LIV.  Lettera  autografa  di  M.  Spedano  a  S.  Carlo. 

LV.  Lettera  autografa  di  S.  Carlo  a  M.  Spedano. 

LVI.  Sulle  riforme  e  tasse  delle  abbreviature. 

LVII,  LVIII  e  LIX.  Nota  taxarum  et  abbreviaturarum  Nuncii  Apostolici. 

LX.  Relazione  dei  rumori  di  Parigi,  1588. 

LXI  e  LXII.  Instructio  circa  modum  procedendi  contra  Canonicos  Va- 
lentinenses. 

LXIII.  Lettera  di  M.  Spedano  al  Tesoriere  generale  con  firma  autografa 
e  correzioni. 

LXIV.  Copia  di  una  lettera  al  Card.  Alciato  riguardo  agli  Svizzeri,  1572. 

LXV.  Registro  di  cose  del  Card.  Borromeo.  (Sono  documenti  e  lettere 
risguardanti  gli  affari  della  chiesa). 

LXVL  Copia  di  lettere  del  Card.  Borromeo  (affari  colla  Svizzera). 

LXVII.  Discorso  del  Card.  Borromeo  sugli  Svizzeri. 

LXVIIL  Lettera  autografa  di  M.  Vescovo  di  Vercelli  (Gian  Francesco  Bo- 
norai  Cremonese)  al  Vescovo  Speciano. 

LXIX.  Ventisei  documenti  risguardanti  gli  affari  degli  Svizzeri  e  della 
-     Germania  della  seconda  metà  del  sec.  xvi  Sono  importanti  per  la  storia 
della  Riforma  e  del  Concilio  di  Trento.  Vi  sono  alcune  lettere  autografe  di 
M.r  Bonomi  Ves.  di  Vercelli. 

LXX.  Breve  di  Sisto  V  al  Re  Cattolico  per  la  creazione  di  nnovi  Cardinali. 

LXXI.  Altro  allo  stesso  pel  negozio  dei  Gerolimiti  di  Portogallo. 

LXXIL  Altro  per  la  canonizzazione  del  Beato  Diego. 

LXXIII.  Fede  del  Card.  Caraffa  per  ricever  novizi  nella  Religione. 

LXXIV.  Procura  di  p.  Pietro  de'  Medici  nella  persona  del  Cav.  Gianfi- 
gliazzi per  contrar  matrimonio,  1582. 

LXXY.  Giudizio  dell'Inquisizione  sul  libro  di  Rufino. 

LXXVI.  Orcio  signaturae  gratiae  et  justitiae. 

LXXVII.  Decretales  literae  prò  Canonizatione  S.  Didaci. 

LXXVIII.  Lettera  del  Card.  Borromeo  a  Mons.  Cormiglia  protonotario 
apostolico.  Vi  è  la  firma  autografa  di  S.  Carlo.  Prezioso  volume  per  lo  storia 
del  Concilio  di  Trento  e  della  Riforma,  e  per  gli  autografi. 

Miscellanea  Storica.  (Cod.  N.  1130). 

Cod.  euri  io  fol.  dei  Sec.  XV  e  XVI. 

I.  Concessione  fatta  dall'  Imo.  Ottone  al  Marchese  Alderano  di  Sassonia 
delle  terre  giacenti  sul  fiume  Tanaro,  967.  (Stampato). 

IL  Memorie  storiche  risguardanti  alcuni  luoghi  della  Pieve  d'Incino. 

III.  Dichiarazione  di  Renato  Re  di  Sicilia  eletto  arbitro  fra  il  Duca  Fran- 
cesco Sforza  ed  il  Marchese  di  Monferrato,  nella  quale  ordina  che  il  Duca 
di  Milano  restituisca  Alessandria  (col  sigillo  e  la  firma  autografo  del  Re 
Renato). 

IV.  Conia  cavata  dal  Messale  della  basilica  di  Sant'Ambrogio*  della  re* 
lezione  della  incoronazione  di  G.  Galeazzo  Visconti,  1395. 


MISCELLANEA  STOBICA  MI 


V.  Capitolimi  datii  panis  et  carnium  teme  Abiati,  1432. 

VI.  Catalogo  di  famiglie  Cremonesi,  sec.  xy. 

VII.  Donatio  facta  Duo  Ludovico  Titioni  per  Comunitatem  Vercellarum 
de  loco  Decianae,  1411.  Vi  è  unito  il  Discorso  sopra  il  fatto  di  Desana  e 
ragioni  sul  Marchesato  del  Finale. 

Vili.  Approvazione  di  Filippo  Maria  Visconti  del  privilegio  accordato 
nel  565  alla  famiglia  Tizzoni  dall' Impera tor  Giustiniano.  (Spuria) 

VIIIbU.  Lettere  del  Concilio  di  Basilea  esortanti  alla  pace  quelli  di  Francia, 
1432  (in  pergamena). 

IX.  Lega  fra  il  Conte  Francesco  Sforza  ed  il  Marchese  Pallavicino,  1432. 
Copia  del  sec.  xv 

X.  Istromento  di  autorizzazione  conferito  dal  Consiglio  dei  Novecento  ai 
capitani  e  difensori  della  libertà  e  Comune  di  Milano  a  prender  denaro ,  e 
vendere  beni  dello  Stato,  1449,  26  Marzo.  Al  li  10  del  seguente  Maggio 
venne  confermata  tale  facoltà. 

XI.  Processo  intentato  da  Luigi  e  fratelli  Sanse  verino  contro  la  Comu- 
nità di  Lugano  e  sue  valli ,  che  si  erano  ribellate  contro  il  loro  dominio 
feudale,  1467.  Copia  del  sec.  ivi. 

XII.  Capitoli  iella  pace  seguita  fra  il  Duca  di  Milano  e  il  Duca  di  Savoia, 
1469.  (Copia  del  tempo). 

XIII.  Nota  di  cittadini  Milanesi  creati  cittadini  di  Lodi.  Sec.  xv.  Vi  è 
unita  una  nota  delle  casate  Milanesi  che  hanno  beni  in  altre  città  dello 
Stato. 

XIV.'De  feudo  et  territorio  Fraschati,  1480. 

V.  Pro  decima  solvenda  ab  universo  clero  Mediol.  ex  ordine  pontificio 
prò  defensione  civitatis  Ferrariae,  1483.  Originale. 

XVI.  Ordine  del  Magistrato  straordinario  a  favore  dei  creditori,  dei  ban- 
diti ivi  notati,  1500.  Copia  del  tempo. 

XVII.  Due  gride  di  Lodovico  aII  Re  di  Francia  contro  i  ribelli,  1500. 
Stampate  in  Quell'anno. 

XVIII.  Grida  dei  deputati  del  R.  Parlamento  per  la  sospensione  di  tutte 
le  cause  civili  e  criminali,  1500.  Copia  del  tempo. 

XIX.  Lettere  del  Re  Lodovico  XII ,  colle  quali  accorda  diversi  privilegi 
alla  città  di  Cremona,  1509. 

XX.  Indulto  accordato  da  Francesco  I  Re  di  Francia  a  diversi  cittadini 
Milanesi  suoi  ribelli,  1516.  (Copia  del  tempo). 

XXI.  Decreto  di  Francesco  1  re  di  Francia,  Duca  di  Milano,  con  cui  proi- 
bisce la  nomina  di  nuovi  impiegati  onde  ne  sia  ridotto  il  numero ,  come 
a'  tempi  di  Lodovico  XII,  1519  (Copia  del  tempo).      # 

XXII.  Decreto  di  Luigi  XII  relativo  alla  giustizia  punitiva  e  legislativa 
nello  Stato  di  Milano,  1509.  (Copia  del  tempo] 

XXIII.  Lettera  di  Francesco  I .  con  cui  vien  nominata  una  Giunta  per 
la  spedizione  degli  affari  criminali,  1519.  (Copia  del  tempo). 

XXIV.  Lettere  reali  di  Francesco  I  a  favore  del  Tribunale  di  Provvisione, 
1519. 

XXV.  Misura  del  circuito  della  città  di  Milano.  Vi  sono  uniti  due  decreti 
del  Lautrec.  Porta,  la  data  1 8  Dicembre  1 520.  Vi  è  in  seguito  la  misura  che 
aveva  nello  scorso  secolo. 

XXVI.  Breve  di  Clemente  VII  a  favore  delle  monache  del  Lentasio  di 
Milano,  1532.  (Copia  del  tempo). 

XXVII  Attestato  di  G.  B.  Sella  notaio  di  Imola  per  il  Rev.d0  Sig.  D.  Gia- 
como di  Cisterna,  1522.  (Originale). 

XXVIII.  Capitala  et  conventiones  inita  per  Eq.  Biliam  nomine  Ducis 
Mediolani  Francisci  II  cum  Cesarea  Majestate,  1525. 

XXIX.  Per  T alloggiamento  dei  soldati  nella  parrocchia  di  S.  Babila  sotto 
il  Duca  di  Borbone,  1526.  (Copia  del  tempo). 

XXX.  Copia  remissionis  civitatis  Astensis  in  Caesaream  Majestatem,  1529. 
(Copia  del  tempo). 


292  MISCELLANEA  STOBICA 


XXXI.  Capitoli  della  confederazione  fra  l'Imperatore,  il  Re  d'Ungheria, 
la  Beo.  Veneta  ed  il  Duca  di  Milano,  1529.  (Copia  del  tempo). 

XXXII.  Privilegio  di  Leone  X  a  favore  delle  monache  ai  S.  Vincenzo  di 
Milano,  1521.  (Copia  del  tempo). 

XXXIII.  Capitoli  e  convenzioni  fra  il  Duca  di  Milano,  gli  Otto  cantoni 
Svizzeri  ed  il  Marchese  di  Marignano  per  la  resa  di  Musso  e  Lecco,  1532. 
(Copia  del  tempo). 

Vi  sono  uniti  altri  capitoli  firmati  nello  stesso  giorno  fra  le  stesse 
parti. 

XXXIV.  Sentenza  del  Senato  nella  causa  delle  monache  del  Lentasio , 
1532.  (Copia  del  tempo). 

XaXv.  Breve  di  Clemente  VII  a  favore  delle  monache  di  S.  Vincenzo 
di  Milano,  1532.  (Copia  del  tempo). 

XXXVI.  Regolamento  di  Francesco  II  Sforza  «Duca  di  Milano  riguardo 
agli  Ebrei,  1533.  Stampato. 

XXXVII.  Consilium  Rev.°  Fr.  Bernardini  de  Busto  super  expulsione 
Hebreorum  a  civitate  Medi ol ani.  (Sine  anno).  Stampato  nel  sec  xvi. 

XXXVIII.  Capitoli  di  pace  tra  il  Sommo  Pontefice,  l'Imperatore  ed  il 
Re  di  Francia,  1538.  (Copia  del  tempo). 

XXXXIX.  Transumptum  privilegii  donationis  factae  a  Carolo  V  favore 
D.  Antoni i  de  Leyva,  1540. 

XL.  Attestazione  isterica  del  cognome  Attendolo,  e  della  Contea  di  San- 
t'Angelo concessa  dal  Duca  Francesco  Sforza  a  Matteo  Bolognino  castellano 
di  Pavia,  1452.  (Stampato  nel  sec.  xvn).  * 

XLI.  Supplica  di  Marco  Beacqua,  onde  riscattare  beni  confiscati.  Sec.  xvi. 

XLIL  Decreto  di  Carlo  V  Imp.  per  l'amministrazione  pubblica  nel  Ducato 
di  Milano,  1545. 

Miscellanea  Storica.  v  {Cod.  N.  1131) 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI  e  XVII. 

1.  Ricorso  per  far  sloggiare  una  meretrice  dalla  contrada  ove  abitava  la 
Marchesa  Stanga  Trivulzio  ed  altri  Signori.  (Senza  data,  sec.  xvi). 

IL  Dichiarazione  fatta  dall' Imp.  Carlo  V  in  seguito  al  trattato  di  Crepi 
sul  matrimonio  fra  il  Duca  d'Orléans  e  l'Infanta  di  Spagna  figlia  di  Sua 
Maestà. 

III.  Luca  Lossetto.  Descrizione  del  combattimento  fatto  in  Campagna . 
ed  entrata  del  JJg.  Principe  di  Spagna  in  Brusselles  il  1°  Aprile  1549  di- 
retta al  Vicario  e  XII  di  Provvisione  di  Milano.  (Originale). 

IV.  Varie  memorie  sopra  i  maestri  di  scuola  eia  eleggersi  nella  città  di 
Milano,  1556.  (Originale). 

V.  Entrata  delrEcc.mo  Duca  Cosimo  de'  Medici  in  Siena  al  28  Ottobre 
1560.  (Copia  del  tempo). 

VI.  Copia  della  Bolla  di  Pio  V  sopra  l'abbazia  di  Morimondo. 

VII.  Relatio  Annibalis  Crucej  Presidis  Senatus  contra  Episcopum  Nova- 
riensem,  1574. 

Vili.  Grida  sulle  miniere  di  piombo ,  d'argento  e  di  ferro  che  sono  in 
Valtellina,  1576. 

IX.  Relatione  della  congiura  di  Parma,  1611.  (Copia  del  tempo). 

X.  Risposta  del  Duca  d  Urbino  a  S.  M.  Cattolica  di  adottare  per  succes- 
sore un  Principe  di  Piemonte,  e  sommario  della  capitolazione  di  S.  M.  Cat- 
tolica col  Duca  d'Urbino. 

XI.  Copia  di  un  breve  di  Pio  V  sopra  la  prepositura  di  Corbetta ,  1586. 

XII.  Decreto  di  Rodolfo  Imp.  diretto  a  Carlo  Emanuele  Duca  di  Savoia 
in  favore  dei  Vescovi  di  Vercelli  contro  i  Conti  di  Cocconato,  1587.  (Originale). 

XIII.  Approbatio  Apostolica  conventionis  initae  inter  Collegi um  Brai- 
dense  et  R.  Praepositum  Bruziani  (1591). 


MISCELLANEA  STORICA  298 


XIV.  Istruzione  di  D.  Scipione  de  Castro  al  Duca  di  Terranova  designato 
governatore,  dello  Stato  di  Milano. 

XV.  Carte  e  documenti  relativi  al  feudo  di  Zuccarello.  (Sec.  xvi,  in  parte 
originali). 

XVI.  Ordine  per  riparare  ad  alcuni  disordini  nell'Ospedale  di  S.  Celso , 
colla  nota  delle  Signore  deputate.  (Sec.  xvii). 

XVII.  Capitoli  inserti  nell'  instrumento  rogato  dalSig.  Annone  il  27  No* 
vembre  1655  circa  l'elezione  del  Tesoriere  della  città  di  Milano. 

XVIII.  Capitoli  per  la  conservazione  del  perpetuo  magazzino  de'  grani 
che  si  voleva  fare  m  Milano.  (Sec.  xviii). 

XIX.  De  indignatone  Bonifecii  PP.  Vili  contro  Philippum  Francorum 
regem.  (Segue  siagli  stessi  fol.  una  lista  di  apparizioni  di  Comete,  e  di  fatti 
relativi  ai  rapi. 

XX.  Relazione  dell'ingresso  di  S.  M.  R.  in  Possovia,  1618.  (Copia  del 
tempo). 

XXbi\  Alexandri  Rhaudensis  votum  de  stipendila,  1620.  (Correzioni  ed 
aggiunte  autografe). 

XXI.  Documenti  riguardanti  D.  Pedro  Giron  Duca  d'Ossuna  Viceré  di 
Napoli. 

XXII.  Lettera  del  Re  di  Spagna,  colla  quale  conferma  nella  carica  di 
governatore  di  Milano  il  Duca  ai  Feria  (1621). 

XXIII.  Copia  di  una  lettera  scritta  dal  Duca  di  Savoia  alla  Rep.  di  Ge- 
nova, 1624  (relativa  al  feudo  di  Zuccarello). 

XXIV.  Catalogo  degli  Uffici  dello  Stato  di  Milano. 
XXIV1*.  De  Sancto  Yvone  confessore. 

XXV.  Regolamento  per  il  medico  che  dovrà  risiedere  giorno  e  notte 
nell'Ospedale  di  Milano.  (Sec.  xvu). 

XXVI.  Sopra  le  riparazioni  da  farsi  alle  mura  della  città  di  Milano. 
XXVH.  Copia  di  lettere  sopra  alcune  vertenze  fra  i  Duchi  di  Modena  e 

di  Mantova.  (Sec.  xvu). 

XXVIII.  Nota  di  pittori,  scultori  ed  architetti  morti  dal  1642  in  poi 
(cioè  sino  al  1680). 

XXIX.  Lettera,  stampata,  sull'origine  e  condizione  di  Antonio  Allegri 
detto  il  Correggio  *1 71 6.  Vi  è  in  seguito  il  testamento,  pure  stampato,  del 
Correggio. 

XXX.  Copia  di  lettera  di  un  rinnegato  tornato  alla  fede.  Buda  12  Agosto 
1683. 

XXXI.  Memorie  storiche  da  Ottone  il  grande  al  1630.  Sono  in  francese. 
XXXIbi*.  Sentenza  di  assolazione  di  Antonio  Ravizza  appaltatore  delle  ri- 
parazioni di  Novara,  1709,  (Stampato). 

XXXII.  Dichiarazione  dell'Oracolo  Turchesco  sulla  di  lui  durata.  (Sec.  xvu). 

XXXIII.  Controversia  fra  le  monache  di  S.  Paolo,  ed  i  PP.  Barnabiti. 

XXXIV.  Supplica  data  al  Senato  dal  General  Casnedi  contro  suo  figlio. 

XXXV.  Trattato  di  pace  del  16  Marzo  1731. 

Miscellanea  Storica.  (Cod.  N.  1132). 

Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

I.  Instructio  Concilii  generalis  in  Comitiis  Norimbergensibus  die  14.  Aug. 
1542,  facta  per  Hieronymum  Verollum. 

IL  Istruzione  al  Nunzio  di  Polonia  per  il  Concilio  Tridentino  e  per  la 
riduzione  degli  eretici. 

III.  Istruzione  di  M.r  Costanzo  a  Gerolimo  Mazza  rei  li. 

IV.  Istruzione  a  M.f  Cipriano  [per  presentarsi  al  Papa  ed  al  Card.  Bor- 
romeo. 

V.  Istruzione  originale  delle  cose  del  Concilio  di  Trento  data  dai  R.  Le 
gati  a  Federico  Pandolfo,  9  Aprile  1562. 

VI.  Istruzione  data  a  Nicolò  Ormanetti  per  Baviera,  1563. 


294  MISCELLANEA  STORICA 


VII.  Istruzione  per  l'ambasciatore  del  Principe  di  Condé, 
Vili.  Istruzione  all'Abb.  di  S.  Gildas  data  dal  Re  di  Francia  per  nego- 
ziare con  N.  S.  sopra  il  ritorno  del  Card,  di  Ferrara. 

IX.  Istruzione  originale  portata  dall'Arcivescovo  di  Lanciano  li  8  Giugno 
1562,  sottoscritta  da  5  Cardinali  in  Trento. 

X.  Istruzione  a  M  r  Agostini  Nuncio  di  N.  S.  al  Ser.mo  Re  de'  Romani 
per  Mons.  Patriarca  di  Aquileja,  1558. 

XI.  Istruzione  originale  data  da  M.  Ferrerò. 

XII.  Istruzione  data  dal  Biondo  d'ordine  di  Eugenio  IV  nel  1442  al  Ve- 
scovo di  Brescia. 

XIII.  Bando  del  Re  di  Portogallo  contro  i  Cambi  (stampato). 

XIV.  Copia  dell'Istruzione  del  Re  di  Francia  al  Concilio. 

XV.  Istruzione  data  dal  D.  Statilo  al  Card.  Morone  sopra  le  cose  di  Ba- 
viera, 1563. 

XVI.  Sommario  delle  risposte  fatte  dall'Imperatore  ad  alcune  particolari 
proposte  del  Vescovo  di  Fano. 

XVII.  Instructio  Julii  III  prò  securitate  Episcoporum  residentium  contra 
impedientes  jurisdictionem  et  libertatem  ecclesiasticam  et  personas  ecclesia- 
sticas  offendentes. 

XVIII.  De  testibus  Synodalibus  et  eorum  officio. 

XIX.  Sommario  delle  grazie  che  desidera  impetrare  da  S.  S.u  il  ma- 
gnifico Reggimento  di  Bologna. 

XX.  Istruzione  di  Giulio  III  a  D.  Pietro  di  Toledo  quando  fu  mandato 
all'Imperatore  dopo  la  sua  assunzione  al  Pontificato  accaduta  li  16  Febbraio 
1550. 

XXI.  Istruzione  come  sopra  portata  dall' Ab.  Rossetto  quando  fu  mandato 
da  S*  S.à  in  Francia. 

XXII.  Istruzione  portata  da  Mons.  di  Tolone  destinato  Nuncio  al  Re  Cri- 
stianissimo. 

XXIII.  Discorso  sopra  le  cose  del  Concilio  (di  Trento). 

XXIV.  Istruzioni  a  M.r  di  Fano  per  la  Germania. 

XXV.  Sommario  dell' espedi tione  di  un  Nuncio  Apostolico. 

XXVI.  Articuli  propositi  prò  compart.  cum  regna  Bohemiae. 

XXVII.  Archiepiscopi  et  episcopi  S.  R.  I.  in  Germania. 

XXVIII.  Articuli  propositi  in  dieta  Augustana,  1559. 

XXIX.  Lettera  e  giudizio  sopra  l'Orazione  dell' A  rei  v.  di  Salerno  in  morte 
di  Carlo  V  Imp.  fatta  in  Napoli. 

XXX.  Memoriali  per  espedir  Comissari  Apostolici  sopra  l'abbondanza  e 
la  forma  dell' espedizione  coi  brevi. 

XXXI.  Prohemium  testamenti  Cardinalis  Poli. 

XXXII.  Statuta  collegii  Conimbricensis. 

XXXIII.  Muscornus  Hier.  :  quod  archi  di aconus  Concordiae  non  sit  obno- 
xius  residentiae. 

XXXIV.  Censura  in  Theatrum  vitae  humfcae. 

XXXV.  Ricordi  intorno  ai  Regolari  del  Card.  Borromeo. 

XXXVI.  Pro  reformatione  fratrum  S.  Francisci. 

XXXVII.  Ragioni  per  le  quali  si  mostra  che  alli  Ordini  mendicanti  non 
si  devono  levare  li  conventi  dove  non  stanno  dodici  frati  da  coro.' 

XXXVIII.  De  tollendis  monasteriis  parvis. 

XXXIX.  Pii  IV  Pont.  Max.  Oratio  Romae  habita  in  Concistorio  de  Con- 
cini Tridentini  decretis,  morumaue  reformatione  confirmandis. 

XL.  Declaratio  S.  D.  N.  Pii  V  super  derogatione  Concilii  Tridentini. 

XLI.  Modo  tenuto  dal  Conte  Palatino  d'Isemburg  nel  deporre  l'Arcive- 
scovo di  Colonia. 

XLII.  Sentenza  del  Vescovo  di  Lodi  contro  i  frati  Umiliati  per  l'archi- 
bugiata  contro  il  Card.  Borromeo  Arcivescovo  di  Milano. 

XLIIL  Lettera  del  Vescovo  vecchio  di  Forlì  al  nuovo  sopra  le  qualità 
di  quella  chiesa. 


MISCELLANEA  STORICA  295 


XLIV.  Relazione  del  transito  di  Mons.  D'Adda,  1569. 

XLV.  Copia  d'una  lettera  del  S.  Astorre  Baglione  scritta  nel  1570  sopra 
la  perdita  di  Nicosia. 

XLVI.  Copia  di  una  lettera  di  Mons.  Francesco  Mangi  Tarugi  al  Car- 
dinale Borromeo. 

XLVII.  Pri  mariae  preces  Imperatoris  quae  niagis  expectative  reprobatae 
sunt  dicendae,  sed  in  Italia  non  admittuntur. 

XLVIII.  Copia  di  una  lettera  al  S  Card.  Borromeo  pe  rli  padri  di  S.  Ge- 
rolamo in  materia  di  Brera. 

XLIX.  Descrizione  dell'Oratorio  di  S.  Gerolamo  a  Roma. 

L.  Pro  die  Stationis  S.  Mariae  della  Navicella  et  quod  eodem  die  non 
sit  in  ecclesia  S.  Mariae  Majoris 

LI.  Quod  per  errorem  in  M issali  sit  dictum  oleum  cathecumanorum  esse 
miscendum. 

LII.  Materiae  ordinariae  cum  datario. 

LUI.  Salariae  quae  solvuntur  a  depositario  Gabellae  studii  per  mandato 
111.  DD.  Conservatorum. 

LIV.  Lettera  del  S.  Gabrio  Serbellone  dopo  la  perdita  della  Goletta  e 
di  Tunisi,  1574. 

LV.  Lettera  del  Card.  Vescovo  di  Verona  sopra  la  vita  del  Card.  Bor- 
romeo. 

LVI  e  LVII.  Providenda  circa  notarios. 

LVIII.  Narratio  eorum  quae  vidit  Nicolaus  PP.  V  quando  S.  Francisci 
corpus  vidit 

LIX  Racconto  di  quanto  operò  S.  Francesco  d'Assisi. 

LX.  Risposta  fatta  in  nome  di  Papa  Pio  V  dal  Card.  S.  Clemente  alla 
protesta  dell' ambasciatore  di  Massimiliano  Imp.  sopra  la  dignità  concessa 
al  Gran  Duca  di  Toscana. 

LXI.  Disordini  dei  frati  in  alcuni  monasteri  di  monache  alle  quali  si 
dovrebbe  provvedere. 

Vi  è  dopo  questo  numero  una  lista  dei  Grandi  di  Spagna  colle  loro  ren- 
dite, e  cosi  pure  degli  Arcivescovi  e  Vescovi. 

LXII.  Avvertenza  al  Nuncio  pel  viaggio  di  Spagna. 

LXIII.  Ragioni  per  le  quali  è  bene  fare  li  Vicari  perpetui  nelle  chiese 
collegiate. 

LXIV  Discorso  sopra  il  finir  presto  la  guerra  di  Fiandra. 

LXV.  Copia  di  alcuni  brevi  di  Gregorio  XIII. 

Vi  è  frammista  a  questi  brevi  la  sentenza  di  Pilato  contro  Gesù  Cristo» 
ed  una  lettera  di  ignoto  autore  sopra  S.  Francesco  d'Assisi. 

Mi*o*ilanea  Storica.  Geremoniali.  Precedenze.      Voi.  l.(Cod.  N.  1133). 

Cod.  cari,  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVII,  in  parte  stampato.  * 

I.  Diploma  di  Carlo  V  Imp.,  col  quale  nomina  Cosimo  de'  Medici  Gran 
Duca  di  Toscana,  1537. 

II.  Ragioni  di  precedenza  tra  il  Duca  di  Ferrara  e  il  Duca  di  Firenze, 
15  Maggio  1562  (stampato). 

III.  Dichiarazione  di  Pio  V  a  favore  del  Gran  Duca  Cosimo  de'  Medici , 
27  Agosto  1569. 

IV.  Decreto  del  Consiglio  Aulico  Imp.  per  la  precedenza  tra  il  Duca  di 
Modena  e  quello  di  Firenze,  1572. 

V.  Consulta  relativa  alla  precedenza  e  rango  fra  il  Marchese  della  Flo- 
rida, come  Castellano  di  Milano,  ed  il  Marchese  d'Este  generale,  10  Gennaio 
1587. 

VI.  Dispaccio  di  Filippo  II  Re  di  Spagna,  col  quale  si  determina  il  rango 
tra  i  generali  della  gente  d'arme  dello  Stato  di  Milano  ed  il  Castellano  di 
detta  città,  1587. 


296  MISCELLANEA  STORICA 


VII.  Copia  del  Breve  di  Clemente  Vili  al  Conte  di  Fuentes  Capitano 
generale  dello  Stato  di  Milano  per  il  baldacchino  in  Duomo. 

VIP*  Altro  in  risposta  alle  lettere  del  suddetto  presentategli  dal  Conte 
Renato  Borromeo,  1600,  26  e  28  Ottobre. 

Vili.  Lettera  che  tratta  del  cerimoniale  preteso  da  un  Principe  genera- 
lissimo nell'entrare  in  città,  1615. 

IX.  Discorso  se  l'Almirante  nella  visita  del  Sacro  Collegio  doveva  visi- 
tare i  Cardinali  d'Este  Grimaldi  e  Vaienti  e  fermar  la  carrozza  incontrandoli. 

X.  Scrittura  data  fuori  in  Mantova  sul  trattamento  degli  ambasciatori,  1622. 

XI.  Carte  relative  alla  questione  seguita  fra  i  Dottori  ed  i  lx  Decurioni 
della  città  di  Milano  in  causa  di  precedenza,  1622. 

XII.  Dispaccio  del  Re  di  Spagna  relativo  al  Consiglio  seèreto,  1622,  23 
Luglio. 

XIII.  Dichiarazione  della  Congregazione  dei  riti  relativo  all'uso  del  bal- 
dacchino per  gli  abbati  Cassinosi,  con  altra  breve  scrittura  sullo  stesso  ar- 
gomento. 

XIV.  Precedenza  nella  Corte  del  Duca  di  Savoia  dei  nipoti  del  Marchese 
d'Este  ai  figli  naturali  di  S.  Altezza.  Seguono  carte  relative.  1647. 

XV.  Lettera  intorno  alla  precedenza  fra  il  Governatore  dell'armi  a  Mi- 
lano ed  il  Conte  Giovanni  Borromeo,  1647. 

XVI.  Decreto  del  Governatore  di  Milano  nella  controversia  di  rango  e 
precedenza  fra  il  Mastro  da  campo  generale  D.  Giov.  Vasquez  de  Comedo 
ed  il  Conte  Giovanni  Borromeo,  31  Maggio  1647. 

XVII*  Descrizione  del  trattamento  fatto  nel  1649  all'Ambasciatore  della 
Rep.  di  Lucca  Cav.  Romano  Garzoni  venuto  a  Milano  a  complimentare  la 
Regina  di  Spagna  moglie  di  Filippo  IV. 

XVIII.  Informazione  circa  il  trattamento  da  farsi  dalla  R.  Corte  di  To- 
rino all'Ambasciatore  di  Francia. 

XIX.  Informazioni  circa  il  trattamento  da  farsi  dalla  Corte  di  Savoia  al 
Sig.  Marchese  d'Este. 

.  XX.  Humillimae  preces  ad  Caesaream  R.  Majestatem  Raynaldi  Ducis  Mu- 
tinae  prò  titulo  et  praedicato  Serenissimi  conferendo. 

Seguono  le  istruzioni,  le  note  e  confessi  delle  spese,  ed  altre  carte  re- 
lative. 

XXI.  Carte  relative  all'anzianità  del  Cav.  Alfonso  d'Este  nella  Religione 
di  Malta. 

XXII.  Lettere  di  Paolo  Clerici  sui  trattamenti  fatti  dal  Duca  d'Ossuna 
all'occasione  della  sua  entrata  in  Milano,  17  Gen.  1670. 

XXIII.  Lettera  del  Marchese  d'Este  al  Principe  di  Castiglione  in  materia 
di  trattamento,  12  Nov.  1670. 

XXIV.  Lettera  circa  i  predicati  che  sono  dovuti  alla  casa  Gonzaga,  1671 . 

XXV.  Istruzioni  e  carte  relative  al  trattamento  stabilito  colla  Corte  di 
Modena  per  la  casa  dei  Marchesi  di  S.  Martino  d'Este  dovendosi  recare  a 
quella  Corte,  1672.  Seguono  altre  carte  relative. 

XXVI.  Consulta  per  avere  da  S.  M.  il  Re  di  Spagna  la  forma  del  trat- 
tamento dovuto  dai  Cardinali  ai  nuovi  Ambasciatori,  1682. 

XXVII.  Lettere  sopra  le  distinzioni  pretese  dalla  Sig.  D'Anna  Suarez 
nella  chiesa  di  Rivolta,  ed  altre  lettere  del  Vescovo  di  Cremona  in  tale  oc- 
correnza, 1686. 

XXVIII.  Lettera  intorno  al  rango  spettante  al  Sig.  Principe  Rasini ,  30 
Maggio  1690. 

XXIX.  Lettera  rapporto  al  trattamento  del  Marchese  di  Caravaggio,  1691. 

XXX.  Lettera  scritta  da  Vienna  al  Marchese  d'Este  in  ordine  ai  titoli 
e  trattamenti  dovutigli  dai  signori  Elettori,  8  Febb.  1696. 

XXXI.  Istruzione  del  cerimoniale  stabilito  fra  l'Arciduca  Carlo  ed  il  Re 
di  Portogallo. 

XXXII.  De  precedentia  quam  fratres  strictioris  Observantiae  D.  Francisci 
S.Mariae  Giardini  Mediol  praetendunt  ab  aliis  Ordinibus  religiosis  (stampato). 


MISCELLANEA  STORICA  297 


Miscellanea  Storica.  —  Precedenze  cerimoniali.  Voi.  IL  (Còd.  N.  1135). 

Cod.  cart.  in  fol  del  Sec  XVIII. 

I.  Lettere  del  Conte  Codebò  al  Marchese  d'Este  circa  il  trattamento 

Sresso  la  Ser.°*  Corte  di  Modena  tanto  in  massima  di  udienze  che  in  tempi 
i  visita  e  conversazione,  1702. 

II.  Consulte ,  informazioni  e  lettere  relativo  alla  preminenza  di  rango 
nel  Consiglio  Secreto  tra  il  Castellano  di  Milano  ed  il  Marchese  d'Este  ge- 
nerale, 1708  e  1709.  Seguono  molte  carte  e  lettere  relative,  fra  le  quali 
alcune  del  Pria.  Eugemo  di  Savoia. 

III.  Lettere  ed  appuntamenti  riguardanti  lo  stabilimento  del  rango  nelle 
pubbliche  funzioni  dovuto  al  Consiglio  Secreto  in  concorso  degli  altri  Tri- 
bunali di  Milano,  1708  e  1709. 

IV.  De  praecedentia  inter  DD.  Regentes  ac  DD.  Senatores  Mediolani  intra 
et  extra  Senatum,  1717.  , 

V.  Descrizione  delle  cerimonie  ed  etichetta  seguite  nell'occasione  che  il 
Maresciallo  Visconti  delegato  di  Carlo  VI  conferì  rinvestitura  di  Siena  e 
di  Porto  Ferraio  ai  S.  Duca  di  Toscana  G.  Giastone,  1730,  3  Agosto.  La 
descrizione  è  di  mano  del  Marchese  D.  Gabriele  d'Este  e  vi  sono  unite  altre 
carte  sullo  stesso  argomento 

VI.  Relazione  fatta  dal  S.  Don  Nicolò  Lunati  maestro  di  cerimonie  presso 
il  Governo  generale  della  Lombardia  Austriaca,  della  funzione  seguita  in 
Milano  all'occasione  del  contratto  matrimoniale  dell'Arciduca  Ferdinando  e 
la  Principessa  Maria  Ricciarda  Beatrice  d'Este. 

VII.  Differenza  insorta  nel  Carnevale  del  1768  fra  il  S.  Conte  Confalo- 
nieri  primo  ciambellano  di  S.  A.  I.  la  Princ.  Maria  d'Este  e  gli  Ecc."11  Con- 
siglieri di  Stato  e  sua  terminazione.  (Seguono  carte  relative). 

Vili.  Elenco  delle  funzioni  a  cui  sono  in  forma  pubblica  intervenuti  i 
SS.  Governatori  di  Milano. 

X.  Catalogo  dei  Cavalieri  e  Dame  che  non  saranno  ammessi  alla  Corte 
se  non  proveranno  la  loro  nobiltà:  colla  lettera,  colla  quale  sono  stati  av- 
vertiti dal  Tribunale  Araldico,  1772. 

X.  Nota  delle  Dame  ammesse  per  grazia  agli  onori  di  Corte  con  lettera 
7  Marzo  1777. 

XI.  Protesta  fatta  per  ordine  di  Mons.  D.  Filippo  Visconti  Arcivescovo 
di  Milano  per  la  mala  intelligenza  accaduta  nella  Basilica  di  S.  Ambrogio, 
comune  a  quel  Preposto  e  Capitolo,  1785. 

XII.  Osservazioni  sull'ordine  delle  mute  che  all'occasione  del  matrimonio 
fra  l'Arciduchessa  Maria  Teresa  ed  il  Duca  d'Aosta  accompagnarono  il 
R.  Commissario  Conte  Lascaris,  1789. 

XIII.  Elenchi  generali  delle  dame  e  cavalieri  che  godono  accesso  alla 
R.  Ducal  Corte. 

Miscellanea  Storica.  (Cod.  N.  1136). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XV,  XVI,  XVII  e  XVIII. 

I.  Consensus  Guilielmi  Marchionis  Montisferrati  super  sententiam  et  ar- 
bitramentum  inter  condominos  Castilioni  et  comunitatem  et  homines  dicti 
loci,  1477.  (Originale). 

II.  Lettera  sul  memoriale  dato  al  Re  di  Francia  dal  Conte  Luigi  Maria 
Fieschi  sopra  le  sue  pretese  sui  fondi  del  fu  Conte  Gian  Luigi  Ineschi  e 
dichiarati  decaduti  dall'  Imp  Carlo  V  nel  1547. 

in.  Monitorium  contra  Frane.  Filibertum  Ferrarium  Fliscum  Principem 
Massarani,  1621. 

IV.  Bando  contro  il  Principe  di  Masserano. 

V,  Editto  del  Principe  di  Masserano,  1621  (stampato). 

Coiai  Trivnbiana  (Stampato  il  31  ottobri  4883)  38 


298  MISCEUANEA  STORICA 

VI.  Sentenza  capitale  contro  il  Marchese  Scipione  Del  Carretto,  1590. 

VII.  Galeani  Prospero.  Memoriale  per  le  cose  di  Somasio ,  di  Montone , 
Roccabruna  e  Turbia  e  carte  relative. 

Vili.  Feudi  delle  Langhe  di  Varzi,  Cella,  ecc.  e  loro  pertinenze  possedute 
dal  Duca  Sforza  Cesarini. 

IX.  Ricorso  di  Domenico  del  Campo  del  luogo  di  Cairo,  feudo  imperiale 
delle  Langhe. 

X.  Informazioni  dei  feudi  imperiali  della  Lunigiana  principato  di  Massa, 
e  principato  di  Val  di  Taro. 

XI.  Comunità  di  Bassigheri  per  il  sale. 

XII.  Conti  di  Lingueglia  consignori  di  Castellarla,  di  Cosio  ecc.  e  la 
Ser™  Rep.  di  Genova. 

XIII.  Cessione  di  Alessandria,  Valenza  e  della  Lomellina  fatta  da  S.  M. 
Cattolica  al  Duca  di  Savoia,  1707. 

XIV.  Feudi  di  Robbio,  Vinzaglio,  Casalino  ecc.  concessi  da  S.  M.  Catto- 
lica al  Marchese  di  Mauleon. 

XV.  Pro  domino  Marchione  Raynaldo  Malaspina  coatra  Mar.De>  Morellum 
et  Paulum  Malaspina  super  feudo  Madrignani. 

XVI.  Opuscoli  e  carte  riguardanti  Parma. 
XVIL  Congiura  di  Parma. 

XVIII.  Verità  della  procedura  del  Duca  di  Massa  alla  morte  di  Carlo  II  • 
Re  di  Spagna. 

XIX.  Fatto  succinto  in  seguito  alla  confisca  dei  beni  del  Conte  Rinaldo 
Tettone,  1597.  É  relativo  alla  roggia  Langosco  Busca. 

Miscellanea  Storica.  {Cod.  N.  1137). 

Cod.  cart.  in  fol.  in  parte  stampato 

I.  Sabbioneta  e  Gazolo  :  pretese  del  Principe  di  Stigliano  su  quei  ter* 
ritorii  contro  la  casa  Gonzaga. 

IL  Carte  sopra  la  questione  fra  alcuni  Signori  Cremonesi  e  il  Duca  di 
Parma  per  alcune  alluvioni  del  Po. 

III.  Discorso  giuridico  politico  per  la  vendita  di  Pontremoli  fatta  alia 
Repub.  di  Genova  dal  Contestabile  di  Castiglia,  con  carte  relative. 

IV.  Monferrato  e  Mantova:  scritture  varie. 

Miscellanea  Storica.  (Cod.  N.  1138). 

Cod.  cart  in  fol. 

I.  Copie  di  diplomi,  trattati,  lettere  ecc.  pel  feudo  di  Finale  della  fami* 
glia  Del  Carretto. 

IL  Zucoarello  feudo  carte  diverse. 

III.  Genova  e  Finale,  carte  diverse. 

IV.  Cocconato,  feudo  dei  Conti  Radicati,  documenti. 
V  e  VI.  Idem. 

VII.  Morra,  feudo  nella  diocesi  d'Alba,  dei  Falletti. 

MUeeUanea  Storica.  (Cod.  N.  1141). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

I.  Lettre  de  M.  N.  à  M.  N.  sur  les  aflaires  du  temps  (riguarda  gli  aflari 
politici  dell'Europa  nel  sec.  xvii). 

II.  Privilegium  Ducatus  Mediolani  etComitatus  Papiae,  13  Octobris  1396. 
(E  il  dell' Imp.  Venceslao  con  cui  accorda  il  Titolo  di  Duca  di  Milano  a 
Gian  Galeazzo  Visconti). 


MISCELLANEA  STOEICA  299 


III.  Risposta  data  dal  Papa  (Alessandro  VII)  alle  lettere  del  Re  di  Francia, 
1662,  12  Settembre. 

IV.  Relation  individuai  de  la  entrada  publica  que  hizo  en  està  corte 
de  Lisboa  l'Exc."  Conde  Stampa  ambaxador  de  S.  M.  el  Rey  de  Espana 
(1708). 

V.  Litera  apostolica  Alexandri  VII  nobili  Bertucio  Valiero  duci  Vene- 
tiarum  (1657). 

VI.  Risposta  al  manifesto  di  Francia.  (Da  Vienna  1688). 

VII.  Lettera  al  Granduca  di  Toscana,  26  Marzo  1688. 

VIII.  Lettera  scritta  dai  Corsi  esistenti  in  Corsica  ai  Corsi  che  sono  fuori 
dell'isola  (1732). 

IX.  Ragioni  allegate  dai  Corsi  per  la  loro  sollevazione. 

X.  Osservazioni  sopra  la  condotta  tenuta  dal  Ministro  di  Portogallo  sugli 
affari  dei  Gesuiti. 

XI  Lettera  relativa  all'espulsione  dei  Gesuiti,  1759. 

XII.  Lettera  del  Princ.  di  S.  Severo  sopra  l'affare  dei  liberi  Muratori, 
1751. 

XIIL  Osservazioni  del  Sig.  Agostino  Terzaghi  fisico  sopra  il  discorso 
fatto  da  altri  fisici  sopra  la  preservazione  e  cura  delle  persone  che  sono 
nelle  terre  appestate,  9  Giugno  1576. 

XIV.  Vani  epitafi  antichi  cavati  da  un  libro  manoscritto  di  Andrea  Ai- 
ciato. 

XV.  Epistola  Io.  Iac.  Aellii  Francisco  Alciato. 

XVI.  Epistola  Io.  Iac.  Aellii  Barthol.  Cribellio. 

XVII.  Epistola  Io.  Iac.  Aellii  Francisco  Alciato. 

XVIII.  Epistola  Viti  Mariae  Scaragi  Io.  Iac.  Aellio,  1563. 

XIX.  Epistola  Io.  Iac.  Aellii  Francisco  Alciato,  1562. 
XX  Epistola  Ant.  Maj oragli  Nicolao  Sicco,  1553. 

XXI.  Preces  in  reductione  regni  Angliae  ad  obedientiam  sedis  Aposto- 
licae  (in  pergamena). 

XXII.  Ordine  della  Regina  di  Spagna  al  D.  d'Ossuna,  1671. 

XXIII.  Discorso  fatto  al  Re  di  Spagna  dal  rappresentante  della  Rep.  di 
Genova,  e  sua  risposta. 

XXIV.  Lettera,  spagnuoia,  sulla  incoronazione  del  Re  d'Ungheria  a  Re 
di  Boemia. 

XXV.  Relacion  de  los  gaxos  pension  y  zacion  y  libreas  que  tenia  el 
cavalerizo  major  en  casa  dell'  Imp.  Carlo  V. 

XXVI.  Copia  di  lettera  scritta  dal  Sig.  General  di  Dalmazia  al  Sig.  Conte 
Lelio  Piovene.  Questa  lettera  non  ha  data,  ma  dovrebbe  essere  della  seconda 
metà  del  secolo  scorso.  Contiene  la  relazione  delle  feste  a  cavallo  date  in 
Vicenza  per  onorare  la  persona  del  Sig.  Benedetto  Capello,  capitano  in 
quella  città. 

MUotllanea.  (Cod.  N.  1 142). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVlII. 

I.  Capitolo  satirico  in  terza  rima  contro  la  Corte  di  Roma. 

IL  Poesie  per  la  vittoria  riportata  dal  Maresciallo  Daun  contro  i  Prus- 
siani nel  1757.  Ve  ne  sono  alcune  latine  dell' A bb.  Catenoni,  e  del  P.  Re- 
nolio  ed  altre  italiane  del  Marchese  d'Este  di  S.  Cristina  generale,  dell'Abate 
Frugoni  e  del  Marchese  Gorini. 

iti.  Rezzonico:  carattere  di  Clemente  XIII  e  di  varii  altri  personaggi 
della  Corte,  Giugno  1766.  Vi  sono  nominate  diverse  Principesse  Romane 

IV.  Alcune  ricerche  sulla  vita  di  Frane.  Petrarca. 

V.  Meditazioni  sull'economia  stercoraria* 

VI.  Discorso  sulle  Università. 

VII.  Notizie  tratte  da  libri  autentici  sulla  Certosa  di  Pavia. 

VIII.  Memorie  antiche  di  Lodi  vecchio  quando  era  città. 


300  MISCELLANEA  STOBICA 

IX.  Memoriale  breve  di  diverse  cose  successe  in  Lodi  vecchio  in  diversi 
tempi. 

X.  Epoca  di  varii  Vescovi  della  città  di  Lodi  sino  all'anno  1145. 

XI.  Pianta  delle  provvidenze  prescritte  da  S.  M.  per  il  regolamento  della 
città  e  prov.  di  Lodi,  13  Ottobre  1755. 

XII.  De  origine  Langobardorum  et  de  regimine  civitatis  Mediolani. 

XIII.  Notizie  storiche  di  Tasserà ,  Serio ,  Pusiano  e  Carcano  terre  della 

fieve  d'Incino,  e  della  battaglia  qeguita  fra  i  Milanesi  e  gli  Imperiali  ned 
160. 

XIV.  Notizie  della  terra  e  castello  di  S.  Colombano. 

XV.  Origine  ed  avvenimenti  di  Treviglio.  (É  mutilo). 

• 

Miscellanea  Storica  Milanese.  (Cod.  N.  1143). 

Cod.  cartin  ibi  del  Sec.  XVII,  parte  stampato. 

Riguarda  specialmente  la  parte  giuridica  e  non  tratta  che  affari  del 
sec.  xvii. 

« 

Miscellanea.  (Cod.  N.  1144). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVII. 

I.  Montalto  Antonio:  della  Monarchia  di  Sicilia  e  giurisdizione  pretesa 
dai  Monarchi. 

IL  Documenti,  brevi,  convenzioni,  privilegi  relativi  alla  medesima. 

III.  Carte  contro  la  pretesa  immunità  dei  Sacerdoti  di  Pavia  che  pre- 
tendono di  essere  esenti  dal  concorrere  ai  ripari  del  Ticino. 

IV.  Contro  le  spoglie  dei  preti  in  Napoli. 

V.  Religione  dei  Cav.  di  Malta  ha  bisogno  di  riforme. 

VI.  Lettera  di  fra  Cosmo  da  Lucca  sullo  stesso  argomento  diretta  a 
Mons.  Spedano,  1581. 

VII.  Trattato  sulla  medesima  riforma. 

Miscellanea  Storica  di  Pavia.  {Cod.  N.  1160). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

È  una  miscellanea  di  notizie  senza  ordine.  Vi  è  unita  un'incisione  della 
celebre  Torre  del  pizzo  in  gvU%  ora  demolita. 

Miscellanea  Storica.  (Cod.  N.  1161). 

Cod.  cart  in  fol,  del  Sec.  XVI. 

I.  Istruzioni  ai  Vescovi  di  Fano ,  Verona  e  Ferentino  destinati  Nuncii  # 
con  facoltà  di  legati  in  Germania. 

II.  Istruzione  al  Sig.  Latino  luvenale  per  Francia. 

III.  Istruzione  al  Rev.  Sfondrati  legato  alla  M.1à  Cesarea. 

IV.  Lettera  dell' Imp.  Massimiliano  al  Sacro  Collegio  sopra  i  titoli  dati 
ai  Duchi  di  Ferrara  e  di  Mantova,  1575. 

V.  Lettera  del  Card.  Morone  decano  del  Sacro  Collegio  all' Imp.  Massi- 
miliano circa  la  revocazione  dei  suddetti  titoli. 

VI.  Lettera  del  Card.-  Farnese  a  M.r  Del  Giglio,  1550  (autografia). 

VII.  Istruzione  e  lettera  di  Ferrando  Gonzaga  al  Conte  Camillo  Casti- 
glioni  di  ciò  che  ha  da  narrare  a  S.  S.,  1551  (autografa). 

VIII.  Sette  lettere  autografe  del  Vescovo  Tolommeo  al  Card.  Farnese. 


MISCELLANEA  MILANESE  301 


IX.  Lettera  del  Card.  Maffeo  al  Card.  Farnese»  1552  (autografe). 

X.  Lettera  del  Card.  Morone  al  Vescovo  Giovio. 

XL  Discorso  sulle  cose  di  Parma.  (Credo  sia  di  M.r  Tolommei). 

XII.  Breve  di  Pio  II  al  Duca  d'Amalfi,  1461. 

XIII.  Genealogia  di  casa  Farnese. 

XIV.  Istruzione,  d'incerto  autore,  sul  modo  di  governarsi  col  Principe 
d'Orange. 

Useellanea.  {Cod.  N.  1170). 

Cod.  cari  in  ibi.  del  Sec.  XVI 

I.  Alciatì  Andreae  constitutionis  Romani  imperii  Liber  II. 

II.  Alciati  Andreae,  de  formula  Romani  imperii  libellus. 

IIL  Mainoldus  Io  Bapt.  Oratio  in  funeribus  Scbitii  babita  Cremonae , 
1561. 

IV.  Thylesii  Ant.  Cosentini  oratio  in  funere  Ill.n>i  Io.  Iac.  Trivultii  (stam- 
pata). 

V.  Ambivero  Francesco.  Orazione  nelle  esequie  celebrate  in  Borgomanero 
del  Sig.  Marchese  Alfonso  d'Este  (stampato). 

Hiseella&ea  Mediolanensis.  (Cod,  N.  1277). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVIil. 

I.  Mediolanensis  bivitatis  et  Status  domini  Vicarii  imperiales  et  duces 
ab  anno  1259  ad  1706. 

La  lista  originale  non  arriva  che  a  Carlo  V  gli  altri  furono  aggiunti 
in  seguito  da  altra  mano. 

II.  Statutum  anni  1308  prò  Guidone  de  la  Turre.  Il  Corio,  il  Oiulini  ed 
altri  parlarono  della  elezione  di  Guido  della  Torre,  ma  nessuno,  ch'io  sappia, 
pubblicò  il  testo  della  convenzione  che  fu  stabilita  fra  il  popolo  Milanese 
ed  il  Tornano. 

III.  Venditio  facta  per  Maximilianum  Sfortiam  civitati  et  Comunitati 
Mediolani  cum  multis  privilegiis  an.  1515. 

Il  Rosmini  ne  altri  parlano  di  questa  convenzione  che  è  inedita. 

IV.  Capitula  foederis  Bononiensis  an.  1530. 
Non  furono  pubblicati  dal  Rosmini. 

V.  Capitula  inter  civitatem  Mediolani  et  Franciscum  Sfortiam  an.  1450. 
Inediti. 

VI.  Mandatum  ducis  Francisci  Sfortiae  in  Scevam  de  Curte  ad  petendam 
investituram  ducatus  Mediol.  a  Ser.m0  Imperatore  Federico  an.  1450.  Inedito. 

VIL  Capitula  civitatis  Mediolani  cum  Ser.mo  rege  Francorum,  1502.  (Ine- 
dita). 

Miscellanea  Milanese.  {Cod.  N.  1281). 

Cod.  cari'  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

I.  Alcune  memorie  tolte  dal  Sommario  intitolato:  Delle  cose  memoràbili 
della  città  di  Milano  di  Paolo  Moriagia. 

II.  Elenco  dei  Governatori  di  Milano  dal  S.  Don  Antonio  de  Leyva  sino 
al  Principe  Eugenio. 

III.  Estratto  delle  cose  più  singolari  dell'istoria  di  Bernardino  Corio,  con 
aggiunte  sino  al  1532. 


302  MISCELLANEA  ecc. 


Miscellanea  Valtellinese  e  di  Francia.  (Cod.  N.  1982). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

É  una  raccolta  di  documenti  storici  riguardanti  la  Valtellina  dei  se- 
coli xvi  e  xyii.  È  unito  al  volume  un  fascicolo  contenente  il  trattato  tra  la 
Francia  e  gli  Svizzeri  Grigiori  del  1549,  che  concerne  Lugano,  Lorcarno,  la 
Valtellina  e  Chiavenna. 

Miscellanea  Storica.  (Cod.  N.  1388).. 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

I.  Relatione  di  Carlo  V,  di  Bernardo  Navagero,  1546. 
IL  Relatione  del  Turco  di  Bern.  Navagero,  1552. 
Ut.  Relatione  di  Bern.  Navagero  sotto  Paolo  IV,  1557. 

IV.  Relatione  di  Venezia  al  Ke  Cattolico. 

V.  Conclave  nel  quale  fu  creato  Papa  Marcello  li. 

VI.  Literae  Caroli  V  Imp.  ad  Sacrum  collegium  Cardinalium  post  obi- 
tum  Pauli  PP.  IV. 

VII.  Relatione  di  Spagna  del  Soriano. 

VIII.  Relatione  di  Francia  del  Corraro,  1570. 

IX.  Discorso  sopra  la  pace  fatta  dai  Venetiani  col  Turco,  1573. 

X.  Relatione  del  Turco  di  Francesco  Gondola  a  Gregorio  XIII,  1574. 

XI.  Relatione  di  Persia  dell'Alessandri,  1575. 

XII.  Religione  di  Moscovia.  1575.  All' DI.  Card.  Dolfin. 

XIII.  Relatione  di  Portogallo  1577  et  sua  genealogia. 

XIV.  Trattato  della  lega  fótta  Tanno  1571. 

XV.  Ragionamento  fatto  da  Carlo  V  Imp.  in  Roma  ritornando  da  Tunisi 
per  sua  giustificazione  l'an.  1536.  # 

XVI.  La  morte  dell'Ammiraglio  Coligny  seguita  di  ordine  di  Carlo  IX 
Re  di  Francia.  Di  Camillo  Capilupi. 

XVII.  Lettera  del  Re  di  Navarra  e  del  Princ.  di  Condó  scritte  a  Papa 
Gregorio  XIII  l'anno  1572. 

XVIII.  Discorso  sulla  precedenza  tra  le  MM.U  di  Francia  e  Spagna  a 
favore  di  Spagna. 

Miscellanea  Monasterii  Clarevallensis.  (Cod.  N.  1 390). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV,  XVI  e  XVII. 

Questo  Codice  è  prezioso  per  la  storia  della  celebre  abbazia  Cisterciense 
di  Chiaravalle  fondata  da  S.  Bernardo  a  poche  miglia  da  Milano,  nel  1135. 
Il  volume  incomincia  colla  serie  degli  Abbati,  che  giunge  fino  al  1601.  Vi 
sono  moltissime  notizie  sulle  vicende  di  questa  ricca  abbazia  che  venne  dai 
Papi  data  in  Commenda  sino  dal  sec.  xv:  sugli  stabili  che  possedeva  con 
inventarli  dei  detti  beni,  ed  anche  degli  arredi  sacri  che  stavano  nella  sa- 
crista, fra  i  quali  sono  da  notarsi  delle  croci  e  calici  ornati  di  pietre  pre- 
ziose e  smalti.  Fu  scritto  da  un  monaco  di  quel  cenobio,  ma  non  vi  pose 
il  suo  nome. 

r 

Miscellanea  Delle  Cappuccine  di  S.  Prassede  e  S.  Barbara. 

(Cod.  N.  1291). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI  e  XVII. 

Vi  sono  dei  documenti  ordinali.  Questo  Monastero  venne  fondato  da 
S.  Carlo  Borromeo  nel  1579.  Una  Sidonia  Robecchi  matrona  Milanese  aveva. 


MISCELLANEA  303 


donato  a  tale  scopo  la  sua  casa  paterna  e  le  ortaglie  annesse.  Ora  quel 
convento  fa  ridotto  a  caserma. 

Miscellanea  Storica.  —  Repubblica  Ambrosiana.  (Cod.  N.  1292). 

Cod.  cari  in  fol. 

I.  Procura  facta  per  DD.  xxiv  de  Consilio  generali  Mediol.  in  septem 
cives  ad  capitulandum  cum  Francisco  Sfortia,  28  Februarii  1450. 

IL  Translatio  domini  civitatis  et  Ducatus  Mediol.  facta  per  sex  nobiles 
cives  et  procuratores  in  Frauciscum  Sfortia  ni,  3  Martii  1450. 

III.  Ratificalo  dictae  translationis  facta  per  universum  populum  Mediol. 
solemniter  congregatum,  11  Martii  1450. 

IV.  Solemnis  ingressus  Ill.mi  Francisci  Sfortiaeet  juramentura  fidelitatis 
prestitum  per  Mediolanenses  Procuratores,  21  Martii  1450. 

Miscellanea  Storica  col  titolo:  Varia  a  Iacobo  Alifero  collecta. 

(Cod.  N.  1325). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV  di  fol.  248,  oltre  ad  8  fol.  non  numerizzati  al  principio. 

In  testa  al  1°  fol.  vi  è  la  data  mcccclvui  die  xxn  Martii,  poi  vi  è  il  re- 
golamento per  una  giostra  (venne  pubblicato  dal  Gap.  Angelucci  a  Torino). 

Al  fol.  4.  Rubrica  titulorum  et  aliorum  quae  continentur  in  hoc  libro. 

Fol.  9  segnato  1.  In  hoc  libro  continentur  omnes  literarum  suprascrip- 
tiones  et  tituli. 

Fol.  86.  Ordines  primi  et  veteres  ducalis  cancellarne  secretae. 

Fol.  103  v.  Vi  sono  le  condizioni  delle  condotte  per  i  capitani  delle  genti 
d'arme. 

Fol.  109.  Ordini  facti  per  lo  Ill.mo  S.  Lodovico  circa  le  cose  criminali  al 
primo  dì  de  Zenaro  1489. 

Fol;  114  Ordines  Iacobi  Aliferi  et  Gabrielis  Paleari  secretariorum. 

Fol.  117.  Lista  delle  persone  che  «dovevano  presentarsi  alla  Corte  ducale 
alle  feste  del  Natale  ed  all'anniversario  dell'assunzione  al  trono  del  Duca. 
In  seguito  altra  lista  delle  persone  che  ne  sono  escluse. 

Fol.  128.  Forma  feudalis  investiturae  in  titulum  comitatus. 

Sono  tre  investiture  feudali  :  la  prima  del  Duca  Galeazzo  Maria  Sforza  a 
favore  di  Francesco  Strozzi.  La  seconda  dello  stesso  in  favore  di  Martino 
de  Nibia.  La  terza  della  Duchessa  Bona  in  favore  di  Alberto  Francesco  e 
Pietro  Maria  fratelli  Visconti  figli  di  Lancelotto. 

Fol.  140  v.  Lista  de  le  Zendarme  del  nostro  111.1"0  S.  Duca  di  Milano. 
—  Sotto  questo  titolo  sono  registrate  tutte  le  compagnie  di  ventura  che 
erano  allo  stipendio  ducale  nel  1 483  e  le  galee  edificate  dal  Re  Ferdinando 
di  Napoli,  e  loro  costo. 

Fot.  144.  Forma  fidelitatis  antiquae  et  novae. 

Dopo  queste  formule  di  giuramento  trovasi: 

Ordines  et  modi  qui  servantur  in  cancelleria  ducali  Sabaudiae  erga 
nobiles  vassallos  et  feudatarios.  —  Ed  in  seguito. al 

Fol.  146  v.  incomincia  una  lunga  serie  di  decréti  ducali,  alcuni  de' quali, 
molto  interessanti,  relativi  alla  Zecca. 

Fol.  1 67  v.  Lochi  et  spatio  dove  lo  Stato  di  Milano  confina  con  Tedeschi. 

Fol.  168.  Summa  de  tutte  le  squadre  de  la  Sig.ria  de  Venetia  alla  quale 
seguono  notizie  sulla  marina  Veneta. 

Fol.  173  v.  Lista  de  le  gente  d'arme  del  Ser.mo  S.  Re  Ferrando. 

Fol.  188.  Bollo  papali,  molte  delle  quali  sono  dirette  al  Duca  di  Milano 
per  afiari  ecclesiastici  ed  assoluzioni  date  per  i  decreti  fatti  in  favore  degli 
Ebrei. 


804  MISCELLANEA  STORICA 


Fol.  207  sino  al  246.  Miscellanea  di  decreti  e  notizie  riguardanti  i  Ve- 
neziani, Genovesi  ed  altri,  non  che  persone  private. 

Dall'indice  dei  documenti  contenuti  in  questo  volume  puossi  giudicare 
di  quanta  importanza  esso  sia  per  la  Storia  di  Milano  non  solo ,  ma  anche 
per  quella  d'Italia  in  generale  nel  sec.  xv. 

Iacopo  Alfieri  era  figliuolo  di  un  Tomaso  oriundo  di  Aquila  negli  Abruzzi , 
il  quale  seguendo  la  fortuna  di  Francesco  Sforza  venne  a  stabilirsi  a  Milano 
dove  nacque  l'autore  di  questa  raccolta.  Iacopo  entrato  al  servizio  nella 
Cancelleria  dello  Stato  divenne  secretarlo  ducale  e  mori  nel  1499.  Scrisse 
due  altre  opere  che  meriterebbero  di  essere  pubblicate;  cioè  un  €  Diarium 
«  memorabilium  et  rerum  gestarum  Mediolani  ab  anno  1451  ad  an.  1486: 
«  ed  una  Brevis  commeramotio  earum  quae  gesta  sunt  post  mortem  Philippi 
Mariae  Vicecomitis  ducis  Mediolani  •  L'Argelati  non  conobbe  quest' ultima 
opera  dell'Alfieri. 

Questo  Codice  è  quel  medesimo  che  venne  descritto ,  ma  poco  esatta* 
mente,  nella  Bib.  Scrip.  Mediol.  T.  IV,  col.  1713  al  N.  Il  dell'articolo 
Alifer. 

Mitoellanea  Historica  Mediol.  (Cod.  N.  1344). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII  di  mano  di  S.  D.  Giov.  Antonio  Trivulzio. 

I.  Chronica  Danielis  de  Comitibus  Angleriae. 

L'originale  da  cui  fu  tratta  questa  copia  trovasi  nell'Ambrosiana,  cui 
fu  donato  da  me.  Io  l'acquistai  dagli  eredi  del  Lancetti,  scrittore  Cremonese. 
Un  brano  di  questa  cronaca  era  presso  il  Sitoni  di  Scozia,  poi  del  Sig.  Riva, 
che  lo  cedette  col  rimanente  della  raccolta  Sitoniana  all'Archivio  di  Stato. 
È  in  pergamena  del  sec.  xiv,  ed  ha  notevoli  varianti  col  Codice  ora  Am- 
brosiano. 

II.  Benvenuti  Opusculum  de  Urbe  Mediolani. 

Di  questo  opuscolo  attribuito  a  Benvenuto  de  Rambaldi  detto  comune- 
mente da  Imola,  vi  sono  due  esemplari  nell'Ambrosiana,  uno  de'  quali  è 
inserto  nella  Cronaca  del  Bencio  Alessandrino.  Magnifico  Codice  questo,  del 
quale  sgraziatamente  manca  il  secondo  volume  (che  forse  non  fu  mai  ul- 
timato) che  sarebbe  stato  il  più  importante,  perchè  in  esso  l'autore  doveva 
scrivere  la  storia  de'  suoi  tempi. 

IH.  Gaudentii  Merulae  suae  aetatis  res  gestas. 

È  una  continuazione  della  Storia  di  Scipione  Vegio,  come  dice  l'autore 
incominciando  il  suo  libro.  Narra  gli  avvenimenti  accaduti  dal  15?3  al  1525. 
È  ricordato  dall' Argelati,  T.  II,  col.  2132,  N.  IV. 

MUotUanea  Storica.  (Cod.  N.  1347). 

Cod.  cari  in  49  del  Sec.  XVIII. 

I.  Arnulphi  libri  V  historiarum  Mediol. 

Nel  libro  II  la  divisione  dei  Capitoli  è  diversa ,  di  modo  che  invece  di 
essere  venti,  come  nel  testo  stampato  dal  Muratori  R.  I.  S.,  T.  IV,  qui  non 
sono  che  undici,  benché  nulla  manchi  del  testo.  Uguale  irregolarità  trovasi 
nei  seguenti  lib.  Ili  e  IV,  de'  quali  il  copista  fece  un  sol  libro  risultando 
così  l'opera  composta  di  soli  IV  invece  che  cinque  libri. 

II.  Stephanardi  de  Vicomercato  Ord.  Praedicatorum  poema  duobus  libris 
distinctum  de  gestis  Othonis  Vicecomitis  Archiep.  Mediol. 

Fu  pubblicato  nel  T.  IX  degli  S.  R.  I.  dal  Muratori  su  quello  stesso 
Codice  dell'Ambrosiana  da  cui  ni  tratta  questa  copia. 

III.  Johannis  de  Cermenate  notarii  et  Syndaci  Mediol.  de  situ,  origine 
et  cultoribus  urbis  Mediolani  ac  de  Mediolanensium  gestis  sub  imperio  Hen- 
rici  VII  ab  anno  1307  ad  an.  1313. 


MISCELLANEA  305 


In  questa  copia  vi  è  il  testo  intero  dei  due  fol.  che  il  Muratori,  T.  IX, 
col.  1236,  dice  mancanti  nel  Codice  di  cui  si  servì.  Vi  sono  pure  altre  dif- 
ferenze notabili,  delle  quali  alla  fine  del  volume  fu  fatto  l'elenco. 

MiMeUanea  Storica.  (Cod.  N.  1353). 

Cod.  carft.  in    fol.  del  See.  XVI. 

I.  Relatione  di  Bernardo  Navagero  tornando  da  Roma  ambasciatore  a 
Paolo  IV  nel  1558. 

II.  Relatione  dello  stato ,  forze  e  governo  della  Repub.  di  Venezia  al 
Cattolico  Re  Filippo  di  Spagna. 

in.  Relatione  ael  Sig.  Brunoro  Zampesco  governatore  del  regno  di  Candia. 

IV.  Relatione  di  Gerolamo  Lippomani  ritornato  ambasciatore  del  S.  Duca 
di  Savoia  l'anno  1574. 

V.  Relatione  di  Marco  Foscari  ritornato  ambasciatore  dalla  Rep.  di  Fi- 
renze, s.  an. 

VI.  Relatione  dello  stato,  forze  et  governo  del  S.  Duca  di  Ferrara  fatta 
al  Ser.mo  Doge  et  Signoria  di  Venetia. 

VII.  Sommario  della  forma  et  modo  di  negotiare  cogli  Svizzeri,  et  della 
forma  che  servono  li  Grisoni  nel  reggimento  loro  et  governo  et  modo  di 
negotiare  con  essi. 

Vili.  Relatione  di  Polonia  data  a  Papa  Pio  V  da  Mons.  Giulio  Ruggeri, 
anno  1568. 

IX.  Relatione  del  Chiar.°  Giov.  Corraro  tornato  ambasciatore  dal  Re  di 
Francia,  1570. 

* 

MlMellanaa  Storica.  (Cod.  N.  1353). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

I.  Relatione  della  religione  et  stato  et  militia  del  Re  di  Etiopia  detto  il 
prete  Gianni. 

II.  Relatione  di  M.  Vincenzo  degli  Alessandri  al  Ser.mo  Principe  et  Ex.ma 
Signoria  di  Venetia  delle  cose  da  lui  osservate  nel  regno  di  Persia. 

III.  Discorso  del  Sig.  Giuseppe  de'  Bastiani  Malatesti  che  mostra  la  fa- 
cilità grande  che  avrebbono  i  Principi  Cristiani  a  dannificare  il  Turco  con 
questa  occasione  della  guerra  Persiana. 

IV.  Relatione  del  Clar.1"0  M.  Gerolamo  Lippomano  nel  ritorno  di  Polonia 
fetta  alPEcc.mo  Senato  Veneto,  1575. 

V.  Relatione  o  vero  discorso  delle  cose  di  Moscovia  qual  si  dice  di  essere 
del  Clar.100  M.  Francesco  Tiepolo. 

VI.  Relatione  di  M.r  Ant.  Barbaro  ritornato  bailo  da  Costantinopoli  da 
Sultan  Selim,  1574. 

VII.  Relatione  del  Turco  dopo  la  pace  conchiusa  con  la  Signoria  di 
Venetia  da  Mes.  Costantino  de  Garzoni,  l'anno  1574. 

VIII.  Discorso  del  Sig.  Ant.  Doria  sopra  le  cose  Turchesche  per  via  di 
mare. 

IX.  Relatione  de  Tunesi  et  Biserta  con  le  osservatione  delle  qualità  et 
costumi  degli  habitanti  fatta  sopra  l'impresa  d'esse  il  Ser.mo  Sig.  Don  Gio- 
vanni d'Austria  Tanno  1578. 

Mitoellanea  Milanese.  (Cod.  N.  1358). 

Cod.  cart  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVIL 

I.  Origine  della  giudicatura  della  legna  in  Milano,  f  573. 

CataL  Trivulxiana  {Stampato  a  7  novembre  4883)  39 


306  MISCELLANEA 

-  ,  Hill! 

II.  Morte  del  Sig.  Giudice  con  elezione  di  quattro  gentilhomini  del  Tri- 
bunale, 1605. 

HI.  Prima  elezione  del  Sig.  Giudice  della  legna  fatta  alla  sorte,  1610. 

Miscellanea  Isterica  Milanese.  {Cod.  N.  1380). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Vi  sono  molti  documenti,  alcuni  anche  originali,  estratti  di  cronache,  cavati 
dai  Codici  della  Bib.  Ambrosiana,  e  liste  dei  magistrati  di  Milano  e  di  di- 
gnitari della  sua  chiesa.  Sono  in  tutto  34  pezze,  delle  quali  trovasi  l'indice 
al  principio  del  volume.  La  maggior  parte  sono  scritte  da  D.  Giov.  Antonio 
Trivulzio  ;  contiene  notizie  importanti. 

Miscellanea  di  fogli  volanti,  latini  ed  italiani.  {Cod.  N.  1421). 

Cod.  cari  in  fol.  dei  Sec.  XV  al  XVIII. 

Vi  sono  alcuni  frammenti  di  cronache  Milanesi  e  parecchi  istromenti 

.  del  sec.  xv.  Vi  è  un  brano  di  cronaca  latina  che  incomincia  dall'anno  1274 

ed  arriva  al  1331,  la  quale  è  un  impasto  degli  «  Annales  Mediolanenses  » 

editi  dal  Muratori  R.  I.  S.f  T.  XVI,  del  «  Manipulus  Florum  »  di  Galvano 

Fiamma  e  del  «  Flos  Florum  »  di  Ambrogio  Bossi. 

Miscellanea.  (Cod.  2M477). 

Cod.  cart.  in  fol:  del  Sec.  XVIII. 

I.  Lettera  del  Sig.  di  Voltaire  al  Bev.  P.  De  la  Tour  rettore  del  Collegio 
di  Luigi  il  Grande,  7.  Feb.  1746. 

IL  Ricordi  diversi  ad  uno  che  deve  esser  Vescovo. 

Questo  Codice  era  composto  di  otto  opuscoli,  dei  quali  vi  è  l'indice.  Fa 
disfatto,  e  quando  pervenne  in  questa  Biblioteca  non  rimanevano  che  i  due 
sopracitati. 

Miscellanea  Storica.  (Cod.  N.  1481). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

I.  Orazione  fatta  al  Re  di  Francia. 

II.  Il  Vecchione  francese  ai  Sig.  Principi. 

III.  Relazione  della  vittoria  ottenuta  dalla  lega  in  Toscana  contro  quella 
dei  Barberini,  1643. 

IV.  Veridica  narrazione  del  felicissimo  e  meraviglioso  passaggio  fatto 
da  questa  vita  all'eternità  dell' Eccmo  Teobaldo  Maria  Visconti. 

V.  Relazione  della  morte  barbara  e  crudele  del  Re  d'Inghilterra  (stam- 
pato). 

VI.  Ampia  relazione  di  quanto  è  avvenuto  nella  Corte  di  Giustizia  del 
Parlamento  di  Londra  contro  S.  M.  il  Re  della  Gran  Brettagna,  1649. 

VII.  Confession  del  Conde  Duque  al  so  confessor. 

Vili.  Giustificazione  di  un  ministro  rapporto  alla  guerra  contro  la  casa 
d'Austria. 

IX.  Observations  de  M.r  le  Comte  de  Brienne  ministre  d'État  sur  les 
mémoires  de  M.r  de  la  Chastre. 

X.  Traité  pour  l'election  du  Due  d'Anjou,  depuis  Henry  III,  Roi  de  Franca» 
1573. 

XL  Copie  du  traité  fa.it  entre  le  Roy  de  France  et  Son  Altesse  de  Lor- 
raine,  1662. 


*    MISCELLANEA  307 


XII.  Règie  pour  la  connaissance  des  devises. 

XIII.  Sveciae  qualiscumque  descriptio,  1623. 

XIV.  Pronostico  perpetuo  general  y  universal  de  la  correspondencia  na- 
turai de  las  monarquias  del  mondo  con  las  triplicitades  del  cielo. 

Miscellanea  Politica.  (Cod.  N.  1482). 

•      Cod.  cart.  in  4°  del.  Sec.  XVII. 

I.  Preuves  du  testament  de  René  II  Due  de  Lorraine. 

II.  Lettre  de  M.  D.  L.  S.  a  M.  L:  6.  sur  la  question  si  MM.  les  chevaliers 
de  Franco  peuvent  étre  refusés. 

III.  Mémoire  contenant  plusieurs  exemples  et  raisons  politiques  pour 
monstrer  que  les  étrangers  ne  doivent  point  étre  admis  au  raaniement  des 
affai  res  publiques  (epoca  del  Card.  Mazarino). 

IV.  Mémoires  des  ambassadeurs,  Nonces  etc.  depuis  le  10  Febvrier  1634 
jusqu'au  mois  de  May  1639. 

V.  De  la  justice  sommaire  des  Rovs  166?. 

'  VI.  Instruction  de  Mons.  l'Archeveque  de  Lyon  a  M.r  de  Guise  inconti- 

nent  après  la  paix  de  Juillet,  1588. 

VII.  Advis  touchant  le  réglement  ,  fait  contre  les  gens  d'aflaires  le  13 
Octobre  1659. 

VIII.  La  conjuration  de  la  maison  d'Àutriche  contre  la  paix  de  PEurope. 

IX.  Traité  de  confédération  entre  Lovs  XIII  Roy  de  France  et  Chrystine 
Beyne  de  Suède  Pan.  1636. 

X.  Recueil  concernant  le  changement  arrivé  en  la  succession  de  Lor- 
raine, 1663. 

Miscellanea  Pavese.  (Cod.  N.  1489). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Vi  sono  molti  documenti  in  parte  falsi  riguardanti  la  famiglia  Beccaria, 
copie  di  carte  relative  alla  città  e  monumenti  di  Pavia  in  quinterni  e  fol. 
staccati. 

Mi*c*llanea.  {Cod.  N.  1539). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

I.  Esame  del  D.r  Sassi  sul  libro  intitolato  politica  e  religione  del  Mar- 
chese Gerfini,  1742,  autografo. 

IL  Ant.  Montii  Oratio  habita  in  archigymasio  Bononiensi. 

III.  Epistolae  nonnullae  Jo.  Cadonici  Sav.  Ven.  Jo.  Bapt.  Sennae  medi- 
chine professori,  1743. 

IV.  Discorso  sacro,  d'ignoto  autore. 

V.  Breve  metodo  di  comporre  il  panegirico. 

VI.  Orazione  funebre  per  la  Marchesa  d'Este  di  Dronero. 

VII.  Orazione  di  Mons.  Locatelli  recitata  alla  presenza  del  Senato  per 
l'apertura  dei  Tribunali. 

VIII.  Copia  di  lettera  del  Vescovo  di  Mantova  al  clero  della  sua  diocesi, 
1781. 

IX.  Coma  di  lettera  di  M.  Pertusati  Vescovo  di  Pavia  per  la  beatifica- 
zione del  H.  Alessandro  Sauli. 

X.  Testamentum  Jo.  Vincentii  Gravinae. 

XI.  Oratio  S.  S.  PP.  Clementis  XII  habita  in  Concistoro  Secreto  die  6 
Augusti  1731. 

Ali.  Discorso  sul  luogo  detto  d' lutino  nel  ducato  di  Milano. 


808  MISCELLANEA 


XIII.  Due  Orazioni  di  D.  Giovanni  Tra  vani  no,  una  in  rendimento  di 
grazie  per  la  ricuperata  salute  dell' Imp.  Maria  Teresa,  l'altra  per  la  venuta 
dell' Arciduca  Ferdinando  d'Austria. 

XIV.  Lezione  accademica  in  lode  dell'agricoltura  e  della  vita  campestre. 

XV.  Memorie  storiche  d'Italia  cavate  dal  Sigonio. 

Miscellanea.  —  Epistolae  variorum.  •         (Cod.  N.  1593). 

Cod.  cart.  in  fol. 

Questo' [Codice  contiene  molte  lettere  autografe  di  P.  Maria  Campi ,  di 
Giov.  Pietro  Puricelli,  del  P.  Tatti  e  di  altri ,  non  che  V Introduzione  alle 
Memorie  civili  e  glorie  sacre  di  Pavia  di  Gerolamo  Bossi,  opera  imperfetta, 
autografa.  Vi  sono  pure  altre  memorie  staccate  sopra  argomenti  di  erudizione 
e  di  storia  di  autori  diversi. 

Miscellanea.  (Cod.  N.  1601). 

Cod.  cart  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVII. 

0 

Si  compone  di  documenti,  opuscoli,  lettere,  ecc.  Vi  sono  diverse  difese 
delle  annate  ecclesiastiche ,  e  delle  Compositioni.  Vi  si  trova  la  nota  dei 
viaggi,  ossia  spedizioni  guerresche  di  un  Cav.  di  Malta  di'  Romagnasso  di 
nome  Fra  Maturino  di  Lescout,  ed  altre  scritture  sopra  argomenti  diversi. 
Sono  cinquanta  documenti,  dei  quali  vi  è  la  nota  al  principio  del  volume. 

Miscellanea.  (Cod.  N.  1614). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVII. 

I.  Europae  descriptio  lucidissima  D.  Carolo  V  Rom.  Imp.  dicata  per  An- 
selmum  et  Christophorum  Cellae. 

IL  Prognosticon  Antonii  Torquati  medicinae  doctoris  Ferrariensis  claris- 
simique  astrologi  ab  anno  1480  usque  ad  an.  1533  Mathiae  Ungariae  Regis 
dicatum.  —  Fu  stampato  dal  Frehero  negli  Scrip.  Rer.  Germ.  T.  IL  pag.  58. 
Il  Tiraboschi  parla  di  quest'opera  nel  Voi.  VI,  pag.  403. 

III.  De  fide  et  moribus  Aethioporum  libellus  per  fratrem  Franciscum 
Titelmannum  Hassellensem  (typis  Joh.  Grophei  1535). 

IV.  Necrologium  conventus  Eremitarum  S.  Augustini  Mediol.  ab  anno 
1384  ad  an.  1459. 

In  testa  al  1°  fol.  trovasi  scritto  in  rosso  : 

«  Infra  scripta  sunt  nomina  omnium  fratrum  defunctorum  conventus 
«  Mediolani  mcgglxxxiv  die  xx  mensis  Augusti  ista  rubrica  fuit  scripta  ». 

Tra  i  defunti  notati  nella  1*  pag.  trovasi  il  seguente:  «  Item  obitus 
«  Fr.  doctoris  mirabilis  in  Theologia  et  omnibus  bonis  artibus  Magistri 
«  Andrea  de  Biliis  qui  multa  seri  bendo  edidit  perpetuae  memoriae  mgccgxxxv  » . 
Il  Muratori  nel  T.  XIX  degli  S.  R.  I.  nella  prefazione  alla  storia  del  Bilia 
aveva  detto  che  esso  morì  nel  1435;  ma  TArgelati  Bib.  Scrip.  Mediol.  f 
T.  I ,  P.  II ,  col.  159 ,  ponendo  obiisse  fertur  a  quella  data  parve  ritenerla 
per  incerta.  Il  presente  necrologio  toglie  ogni  dubbio. 

Al  principio  vi  è  un  fol.  e  due  altri  prima  del  necrologio  messi  erro- 
neamente che  servivano  di  fol.  di  riguardo,  sui  quali  trovasi  un  frammento 
della  Guerra  col  Duca  Enrico  di  Brunsivich,  ecc.  (dell'epoca  delllmp.  Carlo  V) 
che  non  ho  potuto  trovare  da  chi  sia  scritto  e  che  mi  pare  sia  medito. 

Miscellanea  di  cose  Milanesi  storiche,  parte  latine,  parte  italiane,  in 


MISCELLANEA  809 


.  fogli  volanti.  La  maggior  parte  è  scritta  dall' Ab.  Monti  ch'era  Cu- 
stode nell  Bib.  Ambrosiana.  (Cod.  N.  1645). 

Ma.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Mlsoellanea  di  carte  risguardanti  l'Arcivescovo  di  Malines  specialmente 
sopra  le  ragioni  per  le  quali  si  astenne  dal  pubblicare  la  bolla  del 
Papa  contro  i  Giansenisti.  {Cod.  N.  1675). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII 
composto  di  fol.  in  parte  stampati,  altri  Mas.,  fra  i  quali  alcuni  sono  autografi. 

Miscellanea  Milanese.  (Cod.  N.  1697  c.1698). 

Cod.  cart.  in  fol.  2  voi.,  parte  stampati. 

Al  principio  del  1°  voi.  trovasi  un  indice  delle  materie  contenute  nei 
tre  volumi  di  questa  Miscellanea.  Il  secondo  manca. 
Il  1°  voi.  contiene  le  seguenti  materie  così  divise: 
A  Cause  di  paghe,  soccorsi  e  foraggi. 
B  Montisti  di  S.  Carlo. 
0  Assentisti  dell'impresa  Zappa. 
D  Censimento  generale. 
E  Rimpiazzo. 
Il  2°  volume,  mancante,  conteneva: 
F  Mercimonio. 

0  Mezzi  comandati  dal  Signor  Governatore  Conte  Traun  l'anno  1741 
e  1742  per  provvedere  ai  bisogni  della  R.  Camera,  e  ricorsi  della 
Congregazione  di  Stato. 
H  Morte  dell' Imp.  Carlo  VI. 
Il  3°  volume  contiene:  : 
/  Meta  del  pane. 

L  Monete.  Il  fascicolo  contiene  solo  qualche  fol.  bianco. 
M  Causa  pendente  fra  la  città  e  suo  ducato. 
N  Elezione  dell'Arcivescovo. 
0  Nascita  del  Ser.mo  Arciduca. 
Questi     l  P  Invasione  dei  Gallo-Sardi  e  ritorno  delle  armi  Austriache. 
*•  Veicoli  l  Q  Invasione  dei  Gallo -Ispani. 

■mano.   |  fi  Materie  diverse  attenenti  alla  Congregazione  di  Stato  e  alla  città 

di  Milano. 
S  Materie  diverse  che  non  risguardano  la  città  di  Milano,  né  la  Con- 
gregazione di  Stato. 

Miscellanea  Medica.  —  Consultationes  et  Concilia. 

(Cod.  N.  1706  al  1710). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XV  al  XVII.  5  voi. 

Questa  raccolta  singolarissima  di  consulti  ed  opuscoli  medici  può  riu- 
scire preziosa  per  la  storia  della  medicina  non  solo,  ma  anche  per  le  molte 
notizie  che  vi  si  trovano  relative  alle  condizioni  scientifiche;  civili  ed  eco- 
nomiche di  quei  tempi.  Noterò  le  cose  più  rimarchevoli  contenute  in  cia- 
scun volume. 

« 

I  Voi.  {Cod.  N.  1706). 

Ha  per  titolo  :  «  Noctium  Patavinarum  et  Mediolanensium  Phisici  colle- 
«  giati  Alexandri  Tadini  ab  an.  1600  ad  an.  1650  ».  Contiene  molti  consulti 


310  MISCELLANEA 


medici,  la  maggior  parte  autografi  del  Tadino,  ed  alcuni  brani  di  processi, 
anche  stampati,  per  avvelenamento  ed  altri  delitti. 

II  Voi.  (Cod.  N.  1707). 

Non  ha  titolo  e  contiene  diversi  trattati  medici  e  chirurgici  tutti  auto- 
grafi del  Tadino.  Ve  n'è  uno  sulla  peste,  forse  del  òelebre  Lodovico  Settata 
ed  un  curioso  capitolo  sopra  un  preservativo  di  quel  terribile  morbo,  colla 
data  del  Settembre  1630.  Vi  sono ,  col  titolo  De  Margarine  in  agro  Pia- 
centino ,  delle  notizie  geologiche  assai  curiose  per  1  epoca  in  cui  furono 
scritte.  Vi  è  un  fascicolo  intitolato:  Qasparis  Asellii  empirica  chirurgica  et 
chimica  ad  usurn  corporis  humani  (1).  È  una  raccolta  di  ricette  scritte  nel 
sec.  xvi,  che  appartenne  air  Aselli  del  Quale  vi  sono  delle  aggiunte.  Questo 
celtbre  medico  lasciò  i  suoi  scritti  al  Tadino  ed  al  Settata,  e  ciò  spiega  la 
presenza  di  questo  opuscolo  iu  questo  volume.  Vi  fa  seguito  un  altro  fa- 
scicolo col  titolo  :  Mirabilia  secreta  ad  omnes  morbos,  con  un  indice  di  mano 
di  Ales.  Tadino,  il  seniore,  assai  curioso. 

IH  Voi.  (Cod.  N.  1708). 

Contiene  50  opuscoli  fra  medici  e  di  altro  argomento ,  per  la  maggior 
parte  autografi  del  Tadino.  Il  1°  è  di  Alessandro  Tadino  il  seniore  col  titolo  : 
«  Bellici  tumultus  pei*  totam  Italiani  vagantes  secundum  aspectus  Junae  et 
a  planetarum  inter  se  ab  an.  1512  ad  an.  1531  ». 

Notevole  è  un  discorso  di  Lodovico  Settala  contro  l'ammissione  nel  col- 
legio gè'  Medici  Milanesi  di  Baldassare  Capra  quale  rubò  le  fatiche  délVEcc?*0 
matematico  Galileo  Galileo  et  sotto  il  suo  nome  le  fece  stampare.  Trattasi  della 
famosa  questione  del  compasso  geometrico.  L' Argelati  non  ha  notato  questo 
opuscolo  fra  le  opere  del  Settala.  —  L'autografo  della  traduzione  fatta  dal 
Tadino  Delle  avvertenze  et  osservazioni  appartenenti  al  curar  le  ferite  di 
Lodovico  Settala  coli' approvazione  per  la  stampa;  —  Un  Trattato  de  morbo 
gallico,  inedito,  citato  dall' Anelati  come  opera  del  Settala.  —  Diversi  trat- 
tati medici  autografi  del  Tadino.  —  Un  Tractatus  de  hiis  quae  pertinent  ad 
mulierem  pregnantemf  scritto  nel  sec.  xv. 

IV  Voi.  (Cod.  K  1709) 

Si  compone  di  359  fogli  o  fascicoli  contenenti  consulti  medici,  la  maggior 
parte  autografi  del  Tadino.  Vi  sono  pure  alcuni  fdjgli  stampati  sopra  r av- 
velenamento di  una  D.™  Cecilia  Bescapè,  di  cui  vi  sono  altri  documenti  nel 
Voi.  II  di  questa  Miscellanea  (Cod.  1707). 

V  Voi.  (Cod.  N.  1710). 

Contiene  sette  trattati.  Il  primo  De  anima  è  di  Branda.  Porro:  ce  parla 
l'Argelati  nel  voi.  II,  col.  1115.  Il  secondo  De  transitu  sdentiarum  di  un 
Tomitano,  lo  credo  opera  del  celebre  Bernardino  medico,  filosofo  e  letterato, 
benché  il  Tiraboschi  non  lo  citi  fra  le  sue  opere,  delle  quali  diede  la  nota, 
Tom.  VII,  pag.  449.  Il  terzo  è  un  trattario  di  meteorologia.  Gli  altri  sono 
trattati  medici. 

Dalla  famiglia  Tadini ,  Milanese ,  sortirono  varii  medici  assai  riputati , 
come  puossi  rilevare  dalla  lapide  che  esisteva  in  S.  Pietro  Celestino  che 
viene  riportata  dall' Argelati  nel  T.  II,  col.  1468.  Sopra  tutti  però  fu  celebre 
quell'Alessandro  che  visse  nel  sec.  xvu,  e  si  rese  tanto  benemerito  durante 
la  pestilenza  che  desolò  Milano  nel  1630.  L' Argelati  parlando  di  lui  dà  il 


(1)  Sa  Gaspare  Aselli  vedasi  l'Arisi  Cremona  letterata,  T.  Ili  ,  pag.  80.  Fu  sepolto  io  Milano 
nella  chiesa  di  S.  Pietro  Celestino.  Morì  nel  1626  di  45  anni. 


MISCELLÀNEA 


311 


catalogo  delle  sue  opere ,  ma  non  cita  questi  volumi ,  che  gli  sfuggirono 
nelle  ricerche  da  lui  fatte  nella  Biblioteca  dei  fratelli  Visconti  dove  erano 
conservati.  Come  vedesi  essi  contengono  moltissimi  opuscoli  di  questo  no- 
stro illustre  cittadino,  che  non  furono  per  conseguenza  da  lui  registrati.  Vi 
sono  pure  in  questi  volumi  degli  scritti  di  un  Alessandro  Tadino,  seniore, 
che  viene  bensì  nominato  nella  lapide  in  S.  Pietro  Celestino,  ma  non  ebbe 

Ksto  nella  Bib.  Scrip.  Med.  dell'Arsela  ti.  Sembra  che  l'Alessandro,  seniore, 
nchè  .non  sia  rimasta  viva  nei  posteri  la  sua  fama  come  lo  fu  quella  del 
suo  omonimo,  godesse  ai  suoi  tempi  molta  riputazione  non  solo  come  me- 
dico, ma  anche  come  astronomo. 


Miscellanea. 


Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 


(Cod.  N.  1737). 


I.  Delle  figure  e  loro  commodità  nel  fortificare  i  luoghi. 

II.  Discorso  sopra  il  regno  d'Irlanda  e  della  gente  che  bisognava  per 
conquistarlo  fatto  a  Gregorio  XIII. 

III.  Delle  terre  degli  Svizzeri  e  della  le$a  delli  tre  Cantoni,  1511. 

IV.  Commentari  del  regno  di  Francia  di  Michele  Soriano  ambasciatore 
Veneto  ritornato  da  Quella  corona  Tanno  1571. 

V.  Descrizione  delle  Alpi  di  Francia  e  d'Italia. 

VI.  Giustificatione  delle  attioni  operate.nelle  guerre  di  Siena  dal  Sig.  Pietro 
Strozzi  Maresciallo  di  Francia. 

VII.  Avvertimento  del  Conte  Marc' Antonio  Villachiara  alla  Ser.n"  Repub- 
blica di  Venezia  circa  le  fortezze  di  Palmanova  in  Friuli  del  1594. 

Vili.  Discorso  sopra  la  lega  fra  Pio  V  Pont.  Max.,  Filippo  Re  di  Spagna 
e  la  Rep.  di  Venezia.  x 

IX.  Discorso  sopra  ciò  che  fosse  da  fare  contro  il  Turco  dopo  la  perdita 
della  sua  armata. 

X.  Discorso  del  Conte  Guido  Sangiorgio  sopra  i  progressi  della  guerra 
contro  l'Imperatore  dei  Turchi  dopo  la  vittoria  della  battaglia  navale  l'anno 
1571. 

XI.  Scrittura  avuta  in  Venezia  per  memoria  esecrabile  d' un  giuramento 
fatto  da  un  gran  Principe  che  regnava  fra  cristiani. 

XII.  Comparazione  fra  due  battaglie  navali ,  l'una  fra  Romani  e  Carta- 
ginesi l'altra  fra  Cristiani  e  Turchi  nel  1571  (battaglia  di  Lepanto). 

XIII.  Soccorso  della  guerra  di  Persia  1577  sino  ai  ritorno  di  Sinan  Pascià 
(1582)  narrata  da  uno  schiavo  e  cameriere  di  Mustafà  Bassa  primo  capitano 
generale  contro  il  Soffi. 


Miscellanea.  Fogli  staccati, 


(Cod.  N.  1890). 


I.  Michele  Colombo.  Novella  seconda.  (Vedi  Cod.  6ti,  un  altro  esemplare. 
"IL  Copia  di  lettera  del  Re  Francesco  I  di  Francia  all'Imperatore  Carlo  V, 
e  risposta  (1526). 

HI.  Lettera  del  S.  Abb.  di  S.  L.  di  Soissons  al  Sig.  Barone  di  St.. . .  sopra 
alcune  rarissime  edizioni  del  sec.  xv. 


312  NICODEMO 


N 


NAPINI  Abbate.  —  Sonetti  e  altri  componimenti.  (Cod.  N.  939). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Sono  scritti  di  mano  del  marchese  Alessandro  Trivulzio. 
Narrazione  del  Borgo  di  Soma.  (Cod.  N.  1210). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Sono  notizie  storiche  su  quel  Borgo,  e  sopra  alcuni  personaggi  che  vi 
ebbero  nascita  o  dominio.  Dell'anno  1720. 

Nasoita,  vita  e  morte  di  fra  Cipolla.  (Cod.  N.  1183). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVIII. 

Racconto  burlesco  in  cui  sono  espressamente  scritti  errori  d'ogni  genere. 

NERINI  prete  D.  Paolo.  —  Lettera  scritta  dall'Isola  di  Francia  li  10 
Gennaio  1742  ad  un  suo  fratello  in  Milano.  Il  Nerini  era  Milanese  : 
chierico  regolare  di  San  Paolo  e  missionario.  (Cod.  N.  586). 

NICODEMO.  —  Passione  di  Cristo.  (Cod.  N.  390). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XIV  di  fol.  23. 

Sul  1°  fol.  in  caratteri  rossi  vi  è  l'intestazione  seguente: 

«  Al  nome  dello  onnipotente  iddio  et  di  Yesu  Xpo  suo  figliuolo  et  di 
«  tutta  la  sua  corte  celestiale.  Amen.  Qui  si  discrive  ^trattato  della  storia 

«  nella  quale  si  contiene  tucta  la  paxione  de  Yhu  Xpo  et  tuti  li  oprobrii 
«  et  dirisioni  et  scerni  et  falsità  opposte  et  tradimenti,  et  crudelmente  fra- 
li geliate  et  morto  in  croce  da  falsi  principi  de  sacerdoti  etc.  Et  questa 
e  storia  scrisse  quello  nobile  et  gentile  huomo  di  corte  nominato  Nicodemo 


NOMS  etc.  313 


«  il  quale  fa  presente_et  vide  tacte  le  infrascripte  cose  et  era  secreto  di- 

«  sciepolo  di  Yesu  Xpo. 

Il  supposto  Vangelo  o  Passio  di  Nicodemo,  come  ognuno  sa,  è  apocrifo, 
e  fu  malgrado  ciò  più  volte  stampato.  Nò  l'Argelati ,  nò  il  Paitoni ,  né  il 
Villa  (Bib.  de'  Volgarizzatori)  parlano  di  questo  volgarizzamento,  che  ritengo 
sia  tuttora  inedito. 

NICOL AUS  Bononiensis.  —  Expositiones  chirurgicales.     (Cod.  N.  1729). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Incomincia  il  testo  senza  alcuna  intestazione.  Alla  fine  leggasi:  «  Explicit 
-*-  expositio  Magistri  Nicolai  Bononiensis  super  quatuor  libros  dyrurgicales 
«  de  ingenio  sanitatis. 

Nobiltà  (la)  di  Milano  smascherata  ricercata  dal  Citarista  Fedele.  In 
Milano  per  Micheli  e  Caroni  con  privilegio  della  Volontà. 

(Cod.  N.  1791). 

Cod  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Hoblltà  (la)  di  Milano.  —  Altra  copia  in  fol.  più  grande. 

(Cod.  N.  1793). 

Nobiltà  (la)  di  Milano.  —  Altra  copia  col  titolo  :  La  verità  smascherata. 

(Cod.  N.  1792). 

Nomina  cognomina  et  dignitates  l.ris  C.torum  venerabilis  collegii  Medio- 
lani  ab*an.  1426  ad  an.  1555  per  ordinem  descripta  in  libris  dierum 
utilium  dictorum  annorum.  (Cod.  N.  1774). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Nomi  armes  et  blasons  des  Ghevaliers  de  la  table  ronde. 

(Cod  N.  1 395). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Incomincia  colla  seguente  intestazione: 

•  Ci  sont  les  noms  armes  et  blasons  des  chevaliers  et  compagnons  de 
«  la  table  ronde  au  temp  que  ils  iurerent  la  queste  du  Saint  Graal  aca- 
«  inaleth,  le  jour  de  la.  Pentecouste.  Et  par  la  vertu  divine  estoient  tous 
«  a  ce  jour  assembles.  Et  premierement  e' est  la  divise  de  la  forme  meurs 
«  et  condicions  blason  et  armes  du  tres  noble  et  puissant  roy  Artus  iadiz 
a  roy  de  la  grant  bretaigne  ». 

Questo  primo  fol.  ha  le  iniziali  ed  un  bellissimo  contorno  miniato  col 
fondo  dorato. 

Dopo  il  re  Artus  segue  la  biografia  e  descrizione  della  persona  di  tutti 
gli  altri  cavalieri,  di  ciascuno  de  quali  evvi  lo  stemma  miniato ,  che  ter- 
minano al  fol.  70.  Al  fol.  71  incominciano  le  leggi  che  osservavano  i  ca- 
valieri, e  la  descrizione  de'  tornei  coi  relativi  regolamenti.  Questi  arrivano 
fino  al  fol.  82,  dono  il  quale  ve  ne  sono  due  bianchi. 

Questo  magnifico  e  prezioso  Codice  è  assai  ben  scritto  ed  ha  le  iniziali 
miniate.  Non  credo  che  siavi  opera  più  completa  sui  favolosi  cavalieri  della 

CataL  TrivuLUana  (Stampato  il  7  novembre  4883)  40 


314  NOTIZIE  ecc. 


Tavola  rotonda  del  famoso  re  Artus,  e  per  quanto  mi  consta  ò  inedita. 
Conserva  intatta  la  sua  legatura  originale  in  pelle  con  ornamenti  impressi . 

NORES  PIETRO.  —  La  guerra  mossa  da  PP.  Pa,olo  IV  collegato  con 
Francia  contro  gli  Spagnùoli  e  castigo  datosi  dal  medesimo  papa 
ai  Caraffa  suoi  congiunti.  (Cod.  N.  145). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

È  assai  pregevole  quest'opera  che  venne  altamente  lodata  da  Apostolo 
Zeno  in  una  lettera  a  Mons.  Fontanini  (Venezia  1785,  p.  35).  Essa  venne 
pubblicata  nel  voi.  XII  dell'Archivio  Storico  Italiano  in  Firenze  dal  Vieus- 
sieux  nel  1847,  con  una  prefazione  del  professor  Scarabei  li,  in  cui  trovansi 
molte  notizie  sul  libro ,  e  sul  suo  autore.  Questo  Codice,  meno  alcune  va- 
rianti, corrisponde  perfettamente  al  testo  pubblicato. 
< 

NORTE.  —  De  principes  Vireyes,  Governadores  y  conseyeros  sobre  el 
particular  y  publico  de  una  monarquia  emportantissimos  a  los  tales 
en  materia  de  estado  y  govierno.  (Cod.  N.  254). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Note  diplomatiche  fra  il  Segretario  di  Stato  di  S.  S.  Pio  VII  e  varii 
diplomatici  riguardanti  gli  affari  di  Roma  nel  1808.    (Cod.  N.  1308). 

Cod.  cari  in  fol.  picc.  del  Sec.  XIX. 

Notista  delle  medaglie  antiche  degli  Imperatori  e  loro  dqnne  Auguste 
in  metallo  da  Giulio  Cesare  a  Costantino  il  Magno. 

(Cod.  N.  41,  42  e  43). 

Cod.  cart.  in  8*  del  Sec.  XVII. 

Alla  fine  vi  è  un  indice.  Ve  ne  sono  altri  esemplari. 
Notizie  storiche.  (Cod.  N.  200). 

Cod.  cart.  in  foL  dei  Sec.  XVI  e  XVII. 


servato 

cadde  l'avvenimento  raccontato.  Vi  sono  molti  curiosi  particolari 

di  Milano,  che  mi  fanno  credere   essere  l'autore  di  questa  città.  Alcune 

poche  notizie  si  riferiscono  ai  primi  anni  del  sec.  xvn  :  la  maggior  parte 

sono  dei  due  precedenti. 

Notizie  tratte  dalle  suppliche  e  dispense  del  presente  secolo  per  i  beni 
acquistati  dalle  mani  morte.  (Cod.  N.  1854). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

(Vedi  anche  Dispense  e  Dimostrazioni  ove  sono  trattate  queste  medesime 
materie). 


NOVELLE  DI  VABII  ÀUTOBI  815 

Votili»  intorno  alla  Novella  di  Giulietta  e  Romeo  di  Luigi  da  Porto. 

{Cod.  N.  572). 

Cod.  cari  in  fol.  pica  del  Sec.  XIX. 

Novella  anonima.  —  Estore  dei  Pelegrini  Veronese  innamorato  di  Ma- 
donna Camilla  de  Ganagli  volendo  da  lei  andare  cascha  duna  scalla 
et  morto  rimane  a  pie  de  l'uscio,  la  donna  tramortisce  et  volendosi 
appoggiare  al  poggio  per  vederlo  si  cascoe  giuso  e  morite. 

(Cod.  N.  31). 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec»  XVL 

Manca  di  alcune  carte  nel  mezzo.  Il  titolo  e  le  iniziali  de'  capoversi  sono 
in  rosso.  Né  il  Borromeo,  né  il  Gamba ,  né  altri  hanno  parlato  di  questa 
novella  che  ritengo  inedita. 

Vovelle,  miscellanea  di  diversi  autori.  (Cod.  N.  566). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

I.  Novella  d'incerto  autore  copiata  dal  Codice  2175  della  Bib.  San  Mi- 
cheliana  di  Murano  per  mano  del  conte  Bernardino  Tornitane  (Vedi  Bor- 
romeo, Catalogo  dei  Novellieri,  Ed.  2%  pag.  69). 

II.  mdxxviii  Mense  Augusti.  Novella  di  Bigamino  e  della  Fogliana  di 
Iacopino  Lancelotto  trascritta  dall'autografo  conservato  nella  Estense. 

III.  Le  Pianelle.  Novella  di  Casto  Fruscante  Ticinvero  (Conte  Francesco 
Testa). 

Iv.  Montirossi  Ab.  Giuseppe.  Novella  non  stampata. 

V.  Cesari  Ab.  Antonio.  Novelle  inedite  composte  in  Rovereto  nel  1824. 

VI.  Lollini  Luigi,  vescovo  di  Belluno.  Novelle  copiate  di  mano  del  mar- 
chese Gian  G.  Trivulzio. 

VII.  Galeata  Francesco.  Americo  di  Guascogna.  Novella. 

Vovelle  (miscellanea  di).  (Cod.  N.  567). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

I.  Vannetti  dementino.  Due  novelle  cavate  dall'autografo  esistente  nella 
libreria  de'  SS.  Accademici  agiati. 

II.  Novella  di  un  Vicentino  anonimo. 

III.  Pagelli  Francesco.  Novella. 

IV.  Novella  d'autore  anonimo. 

V.  Novella  d'incerto  autore  copiata  da  un  Codice  Fiorentino. 

VI.  Gagliardi  Antonio  (sotto  il  [pseudonimo  di  Giordano  Galitani).  No- 
vella. L'autore  mori  nel  1829. 

Novolle  di  varii  autori.  (Cod.  N.  13). 

Cod.  in  8°. 

Codice  scritto  con  molta  diligenza  dal  C.  Giulio  Bernardino  Tomitano 
in  Oderzo  nel  1811  e  dedicato  al  marchese  G.  G.  Trivulzio  con  una  epigrafe 
in  cui  sono  fatti  grandi  elogi  di  questo  illustre  Mecenate. 

Le  novelle  sono  dei  seguenti  autori: 

Negri  Francesco  di  Giuseppe  Veneziano. 

Cesari  Antonio  Ab.  Veronese. 

Ab.  Michele  Colombo.  Opitergino. 


316  NUCETUS  JOHANNES  ÀMBROSIUS 

Trento  Giulio  di  Castel  Franco  Trevigiano. 
Bressani  Giovanni  Bergamasco. 
Vannetti  dementino  Èoveretano. 
Vianelli  Giacomo  Ant.  di  Chioggia. 

Al  Cod.  è  unito  un  fol.  staccato  in  cui  è  scritta  una  novella  autografe 
del  P.  Ant.  Cesari  diversa  dell'altra  succitata. 

Novelle  diverse  copiate  dai  Mss.  antichi.  (Cod.  N.  159). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XIX. 

Vi  sono  alcune  novelle  copiate  dal  marchese  G.  G.  Trivulzio.  Vi  è  la 
copia  del  principio  delle  Novelle  del  Ser  Cambi. 

Novella  in  versi  Smeralda  e  Bonifacio.  (Cod.  N.  571). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XIX. 

Novità  giornaliere  di  Milano  dal  1705  al  1707.  (Cod.  N.  103). 

Cod.  sincrono  in  4°  pica 

Contiene  molti  dettagli  sulle  mosse  delle  truppe  e  sui  personaggi  che 
figurarono  nella  guerra  di  successione.  Termina  al  6  Luglio  dell'anno  1707. 

NUCETUS  Johannes  Ambrosius.  —  Ritratti  di  signore  Milanesi. 

(Cod.  N.  2159). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Sul  verso  del  primo  fol.  colorito  in  nero  si  legge  in  caratteri  maiuscoli, 
che  originariamente  erano  in  oro ,  ma  adesso  quasi  sbiaditi  la  seguente 
dedica  : 

Ad  Christianissimum  atque  invictissimurn 
Francorum  regem  Franciscum  Jo.  Ambrosius 

Nucetus  picior. 
Sunt  qui  purpureas  vestes  opobalsama  gemmas 

Dent  tibi  vel  si  grandius  esse  putent 
Non  miài  divitiae  superarli  Francisce  sed  extat 

Ingenium  ingenti  suscipe  dona  mei 

Rex  virtute  potens  Francisce  potentior  armis 

Spes  in  quo  stàbiles  utraque  Pallas  habet 

Ecce  tibi  asurgmt  latrali  pectore  Nymphe 

Pulchra  cohors  superis  adnumeranda  choris 

Ecce  vidue  adducunt  genium  mentem  fidemque 

Et  prò  te  accensis  danl  pia  fhwajbcis 

Se  Ubi  commendai  nynpharum  inventor  ut  ipsis 

Sit  prope  te  mixtus  semper  imaginibus. 

Nel  fol.  seguente  vedesi  il  ritratto  di  Francesco  I ,  in  profilo  circon- 
dato da  sei  figure  emblematiche  delle  virtù,  rimanendo  esclusa  la  fede  che 
s'intende  rappresentata  dal  Re.  Vengono  in  seguito  ventisette  ritratti  di 


NUMISMÀTÀ  LOMENIANA  317 

donne  di  illustri  casate  Lombarde.  Questi  ritratti  sono  all'acquerello  colo- 
rati, posti  in  mezzo  al  foglio  in  un  circolo ,  che  ha  una  copertura  della 
stessa  forma  rotonda  che  si  alza  da  una  sola  parte.  I  primi  sette  ritratti 
rappresentano  le  sette  virtù.  In  alto  del  fol.  vi  è  il  nome  della  dama,  al  di 
sotto  un  distico  latino  in  lode  di  lei.  Queste  prime  sette  sono  tutte  vedove 
come  vien  detto  in  un  distico  che  precede.  Seguono  altri  venti  ritratti  di 
donne  rimarchevoli  per  la  loro  bellezza,  e  che  sono  molto  interessanti  per 
l'acconciatura  della  testa  e  per  le  vesti.  Questo  volume  che  ha  la  sua  legatura 
originale  in  pelle  con  ornati  impressi  in  oro,  era  presso  un  libraio  di  Parigi 
che  fece  Y  indice  dei  ritratti  ,  '  e  tradusse  il  nome  di  Nucetus  in  Nuffuet , 
facendolo  diventare  un  artista  Francese.  Ritengo  invece  che  sia  un  Italiano, 
e  probabilmente  Milanese,  del  quale  non  ho  potuto  trovar  notizie.  Qui  vi 
era  certamente  una  famiglia  De  Noceto,  e  se  ne  trova  il  nome  e  lo  stemma 
nel  Codice  1390  di  questa  Bib. ,  che  ha  per  titolo:  Libro  (Tarme  antiche. 
Nell'ultimo  fol.,  dopo  i  ritratti,  vi  sono  i  seguenti  versi  in  caratteri  maiu- 
scoli: 

Bellovesus  atrox  prisco  regnante  per  alpes 
Primus  in  Italiani  gallica  signa  tulli 

Tunc  Ifediolanum  Gallr-extruxere  priores 
Et  nostros  ipsi  tunc  genuere  patres. 

Jure  tenent  igitur  fortes  sua  moenia  Galli 
Juraque  quos  etiam  progenuere  regunt 

Questo  Codicetto  evidentemente  venne  offerto  dal  Noceto  al  re  Francesco 
che  lo  avrà  portato  con  sé  ritornando  in  Francia.  Come  poi  capitasse  nelle 
mani  del  libraio  Parigino  che  lo  vendette  al  marchese  6.  6.  Trivulzio  non 
saprei  dire,  non  essendosi  trovato  in  casa  memoria  di  questo  acquisto  e  nep- 
pure il  nome  del  venditore. 

Knmiimata  Lomeniana.  —  Imper.  Roman.        (Cod.  N.  670,  671  e  672). 

Cod.  cari  in  8*  del  Sec.  XVII. 

È  scritto  di  mano  di  Carlo  Patin  rinomato  antiquario  francese.  Sul  fron- 
tispizio si  legge  il  nome  del  celebre  Guy  Patin  medico.  Vi  è  unita  una 
nota  di  D.  Carlo  Trivulzio  sui  Patin  padre  e  figlio. 


318  ORATIONE  (DELL') 


O 


Obsenrations  sur  la  nouvelle  édition  des  oeuvres  de  Saint  Jerome 
faite  a  Verone.  (Cod.  N.  582). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

É  una  dotta  dissertazione  di  autore  ignoto  sulla  edizione  di  S.  Gerolamo 
fatta  dal  Vallarsi,  ed  in  parte  corretta  da  Scipione  Maffei.  Questi  due  editori 
vi  sono  giudicati  molto  severamente. 

Officiai  et  charges  de  France.  (Cod.  N.  1338). 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec.  XVI. 

Sono  tutte  del  tempo  di  Luigi  XII ,  e  consistono  in  decreti  e  lettere 
patenti.  Questo  Codice  ha  una  magnifica  legatura  nel  genere  di  quelle  del 
Canevario  ;  ma  forse  assai  più  pregevole.  Lo  scudo  da  une  parte  rappresenta 
un  imperatore  romano  con  sèguito  di  fanti  e  cavalieri  che  getta  offerte 
sopra  un'ara  accesa.  Nello  scudo,  dall'altra  parte,  è  rappresentato  il  giudizio 
di  Paride.  La  legatura,  come  pure  il  Codice,  è  ben  conservata  malgrado  lo 
sfregamento  subito. 

Qui  andrebbero  messi  gli  Uffici  e  libri  d'Ore,  ma  essendo  moltissimi  si 
rimandano  tutti  uniti  alla  fine  della  lettera  0. 

Opere  mistiche  della  Madre  D.  Alma  Colomba  dello  Spirito  Santo  mo- 
naca benedettina  in  S.  Felice  di  Pavia.  Si  aggiunge  un  trattato  del 
suo  padre  confessore  della  Compagnia  di  Gesù  in  ordine  al  trattato 
sull'Orazione  scritto  dalla  predetta  monaca  (Cod.  N.  415). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec   XVI. 

Oratlone  (dell')  continua.  (Cod.  N.  376) 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVI, 


ORAZIONE  ecc.  319 


Oratione  nelle  esequie  di  D.  Alessandro  d'Este.  (Cod.  iV.  35). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Precedono  due  orationi  stampate:  cioè  quella  del  cav.  Leonardo  Salviati 
nelle  esequie  di  Cosimo  de*  Medici  Granduca  di  Toscana  in  Firenze,  1574  : 
e  quella  ai  Alamanni  Orlandi  «  in  funere  Jo.  Campegii  Àntistitis  Bononiae 
1563. 

Dopo  l'orazione  per  Alessandro  d'Este  ve  n'è  un'altra  in  difesa  delle 
corti  e  dei  cortigiani. 

Orationes  variae.  {Cod.  N.  714). 

,    Cod.  cart.  degli  anni  notati. 

1557.  In  funus  Sigismundi  Estensis. 

1547,  Pro  ingressu  Collegii  Pomponii  Cusani. 
1547.  Pro  Jo.  B.  Terzago. 
1583.  Pro  Camillo  Aplano. 

1707.  Pro  Co.  Jos.  Rogerio. 

1708.  Pro  D.  Ab.  Vicecoraite. 
1710.  Pro  Jos.  Besutio. 

1558.  Pro  Matheo  Terzago. 

Orazione  per  la  morte  di  D.  Alfonso  Davalos  Marchese  del  Vasto  go- 
vernatore di  Milano.  (Cod.  N.  37). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Incomincia  l'orazione  senza  alcuna  intestazione.  Volesse  Iddio  D.  Al- 
varo e  te.  Alcune  lettere  di  queste  parole  sono  arabescate  con  disegni  a 
penna.  Termina  al  verso  del  ibi.  10  collo  strano  millesimo  seguente  mdìxì. 
Al  verso  del  fol.  11  vi  è  una  nota  sottoscritta  da  D.  Carlo  Trivulzio,  e  nel 
fol  12,  ultimo  del  Codice,  un'altra  di  mano  diversa.  Si  trascrivono  ambedue 
per  la  loro  importanza. 

«  Questa  orazione  è  fatta  per  la  morte  di  D.  Alfonso  Avalos  Marchese 
del  Vasto  governatore  di  Milano.  Governò  dal  1539  al  1546,  che  morì  in 
Vigevano  alla  fine  di  Marzo  d'età  d'anni  45  II  corpo  fu  portato  a  Milano 
e  sepolto  in  Duomo  come  dice  il  Bugati  (Storia  Universale,  p.  948).  Sul 
principio  di  questa  orazione  nomina  D.  Alvaro  principe  111.™0  Credo  che  auesto 
sia  D.  Alvaro  de  Luna  Castellano  di  Milano  per  Carlo  V  che  governo  per 
poco  tempo  fino  all'arrivo  di  D.  Ferrante  Gonzaga.  L'autore  credesi  esser 
Milanese ,  ma  fino  al  presente  non  ho  potuto  indagare  chi  sia ,  certo  che 
merita  di  esser  letta  particolarmente  per  il  modo  di  dire  ».  Carlo  Trivulzi. 

Nota  2*.  «  Ho  trovato  notato  in  un  libro  di  memorie  che  principia  dal 
1489  al  1559  che  il  Marchese  del  Vasto  mori  li  30  Marzo  a  ore  3  di  notte 
in  Martedì  1546  a  Vigevano  et  il  Giovedì  notte  fu  portato  il  corpo  nella 
chiesa  di  S.  Cristoforo  sopra  del  navilio  di  Porta  Ticinese,  et  il  Lunedì 
1 2  Aprile  a  ore  20  e  più  se  li  fece  il  corpo ,  et  fu  portato  in  Duomo.  Il 
corpo  era  questo.  In  prima  500  poveri  vestiti ,  poi  la  guardia  de  cavalli 
leggeri  a  piedi  vestiti  con  veste  eli  bruna ,  e  tiravano  per  terra  le  lanze , 
seguiva  poi  la  guardia  dalli  Lanschinechi  con  un  mantello  di  bruna:  quelle 
due  jguardie  erano  uomini  40  per  guardia:  poi  seguivano  diversi  a  cavallo 
con  ì  cavalli  coperti  di  bruna  et  altri  di  veiuto  nero;  il  primo  portava  un 
elmeto  di  cavallegero ,  altro  con  una  lanza ,  altro  con  una  spada  o  stoco, 
tre  portavano  un  bastone  per  uno,  poi  un  altro  con  un  elmetto  di  uomo  d'arme 
coperto  di  brocato,  poi  tornava  un  altro  con  una  lanza  altro  con  uno  stoco 


820  ORDINAZIONI  (STRALCIO  DELLE) 

■ 

con  fodro  di  brocatto ,  e  i  speroni  dorati ,  poi  due  insegne  di  fanteria  e 
quatro  di  cavaleria  :  di  poi  veniva  il  suo  cavallo  con  sopra  ninno ,  questo 
era  condotto  a  mano  dalli  staffieri  ;  poi  veniva  i  Trombetti  e  tamburi  vestiti 
di  nero  :  di  poi  il  cadavere  del  Marchese  del  Vasto  vestito  con  una  veste 
rossa  come  uno  de  li  ordinari  del  Duomo  con  i  guanti  ed  anelli  nelle  deta, 
corona  dorata  in  testa  faccia  discoperta,  ma  coperta  di  un  trasparente  velo, 
et  una  rosa  d'oro  grande  d'una  parte  •  (siegue  la  memoria  così).  «  Vi  erano 
davanti  a  lui  gran  Quantità  di  croci  di  legno  e  d'argento  con  tutti  i  frati 
delli  conventi  di  Milano,  et  li  frati  tutti  con  una  torcia,  quelli  della  corte 
sua  molti  ufficiali  e  gentiluomini  vestiti  di  bruna  con  gramaglie.  (Nel  libro 
vi  è  lo  spazio  di  tre  righe  voto  che  forsi  in  quello  spazio  erasi  da  notare 
che  vi  era  dietro  il  Senato,  Magistrato,  collegio  de  dottori  e  Medici  come  in 
altri  luoghi  si  trova  scritto:  onde  è  fuor  di  dubbio  vi  sarà  stato  anche  in 
questa  occasione.  Siegue  poi  la  memoria  a  scrivere  che  il  giorno  seguente 
alla  mattina  fu  esposto  il  cadavere  su  di  un  «  Tribunale  seu  cavalazo  soto 
«  il  tribuno  con  sopra  grandissima  quantità  di  canditoti  et  per  la  ecclesia 
«  li  panni  di  bruna  con  le  torgie  di  sopra  apiese  tute  in  gran  numero  e 
«  quantità  » .  —  Non  mette  che  vi  si  facesse  orazione  funebre,  ma  è  sicuro 
che  vi  fu  recitata  ed  è  stata  la  presente. 

Orazione  nella  morte  della  Maestà  Cattolica  di  Filippo  III  dedicata 
all'Ili.1110  et  Ecc.mo  Sig.  il  Sig.  Duca  di  Feria  Governatore  e  capitano 
generale  dello  Stato  di  Milano.  (Cod.N.  40). 

Cod.  cart.  in  8°  pica  del  Sec  XVII  di  foL  22. 

Orazioni  sacre  rettoriche.  (Cod.  N.  270). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI  (guasto  dall'acqua). 

Orazione  alla  Beata  Vergine.  (Cod.  N.  486). 

Cod.  memb.  in  24°  del  Sec.  XV. 

ORCHI  (De).  —  Nobiltà  della  casa  De  Orchi.  (Cod.  N.  1830). 

Cod.  cart.  in  4«  del  Sec.  XVII. 

Ordinazioni  fatte  daH'Ecc.m0  Consiglio  generale  della  città  di  Milano 
nel  Sec.  xvii.  (Cod.  N.  1701). 

Cod.  cart.  in  fol. 

Ordinazioni  del  Consiglio  generale  della  città  di  Milano. 

(Cod.  N.  1771). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII,  in  parte  stampato. 

Sono  in  numero  di  39  legate  senz'ordine  di  data. 

Ordinazioni  (Stralcio  delle)  deH'Ecc.mo  Consiglio  generale  della  città  di 
Milano  dal  1554  al  1753.  (Cod.  N.  1272). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

È  un  sunto  delle  ordinazioni  in  ordine  di  data. 


OBDINES  etc  321 


Ordine  dell'esercito  ducale  (Milanese)  ad  tempo  de  guerra.  Galiate  die 
xxviii  Novem.  1477-  (Cod.  N.  1278). 

Cod.  melnb.  in  4°  del  See.  XV. 

Questo  Codice  è  prezioso  perchè  ci  dà  una  completa  nozione  dell' im- 

Sianto  dell'armata  ducale  in  piede  di  guerra,  colle  spese  inerenti  ed  i  nomi 
ei  capitani  che  la  comandavano.  Questa  memoria  scende  ai  più  minuti 
dettagli  per  la  cavalleria  e  fanteria  non  solo,  ma  anche  per  l'artiglieria,  pel 
treno.  Vi  è  pure  indicato  il  numero  delle  galee  e  barche  da  tenersi  sul  Po , 
le  munizioni  per  le  fortezze  ed  i  forti  da  costruirsi.  Tutto  ciò  è  fatto  in  pre- 
visione di  una  guerra  coi  Veneziani  che  il  Duca  di  Milano  considerava 
sempre  come  nemici,  benché  allora  i  due  Stati  fossero  non  solo  in  pace  fra 
di  loro,  ma  che  si  dovesse  in  breve  iempo  conchiudere  fra  di  loro  ed  i  Fio- 
rentini una  lega  che  fu  sottoscritta  ai  20  di  Novembre  del  1474,  dalla  quale 
rimase  escluso  il  re  Ferdinando  di  Napoli  che  fino  allora  era  stato  non  solo 
amico  del  Duca  di  Milano,  ma  anche  parente ,  avendo  il  Duca  di  Calabria 
di  lui  figlio  sposato  Ippolita  sorella  del  duca  Galeazzo  Maria.  Vi  è  anche 
tracciato  un  piano  di  campagna,  e  vi  sono  aggiunti  i  pareri  dei  Marchesi 
di  Mantova  e  di  Monferrato,  che  erano  in  quel  tempo  agli  stipendi  del  Duca 
di  Milano. 

Questo  documento  venne  pubblicato  nell'  Archivio  Storico  Lombardo 
nel  1878. 

■ 

Ordine  dell'esercito  ducale.  (Cod.  N.  1279). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Ordine  dell'esercito  ducale.  —  Altra  copia.  (Cod.  N.  1280). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

È  preceduta  da  una  lettera  datata  da  Cremona  il  15  Marzo  1602  di  Hie- 
ronyino  Regio,  colla  quale  offre  questo  esemplare  a  D.  Pedro  Henriquez  de 
Azevedo  Conde  de  Fuentes  governatore  dello  Stato  di  Milano. 

Ordine  Gerosolimitano.  —  Nomi,  cognomi,  patria  e  priorato  di  tutti  li 
Gran  croci,  commendatori,  cavalieri,  cappellani  e  serventi  d'armi  delia 
sacra  religione  Gerosolimitana  dal  1565  al  1618.      (Cod.  N.  1724). 

Cod:  cart  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Ordinee  diversi  prò  administratione  intratariìm  ducali  a m»  antiqui,  et  ante 
conditas  novas  consti  tu  tiones  |  nempe  an.  1459.        (Cod.  N.  1219). 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XV. 

II  titolo  precedente  si  trova  scritto  sul  cartone,  ma  il  Codice  non  ne  ha 
alcuno.  Questi  ordini  sono  preceduti  da  una  lettera  ducale  che  porta  la 
data  del  2  Settembre  1445,  e  da  un  indice  dei  capitoli.  Vi  sono  disposizioni 
che  risguardano  i  collaterali  de*  quali  si  trovano  gli  Ordines  nel  Cod.  1266. 

Ordinee  sive  statuta  dominorum  collateralium.  (Cod.  N.  1266). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVI. 

La  suddetta  intestazione  trovasi  scritta  sul  primo  fol.  di  riguardo ,  nel 

Coiai.  TrivuUiana  [Stampato  ti  7  novembre  1883)  41 


322  ORBO  etc. 


seguente  incomincia  l'indice  che  occupa  due  pagine.  Dopo  un  fol.  bianco 
incominciano  ad  essere  numerate  sino  alla  52  ove  termina  lo  scritto. 

Alla  pag.  1  senza  intestazione  trovasi  un  •  Decretum  super  pagamentis 
«  et  solutionibus  fiendis  famulis  et  barueriis  »  del  duca  Francesco  Sforza 
del  6  Febbraio  1458.  A.  questo  decreto  ne  tengon  dietro  molti  altri  che  ri- 
guardano materie  civili  e  specialmente  sul  pagamento  delle  imposte  e  sulla 
procedura.  Arrivano  sino  al  148?,  essendovene  però  riportato  uno  del  1393. 

Alla  pag.  30  trovasi  un  capitolo  «  De  diebus  fosti  vis  celebra  ndis  »,  in 
cui  sono  notate  le  ferie  pei  tribunali  ed  uffici  ducali. 

Alla  pag.  33  vi  è  un  decreto  del  25  Luglio  1489  da  Melegnano  diretto 
^ti  «  Magistris  intra tarum  nostrarum  collateralibus  nostris  banchi  stipen- 
«  diarorum  nec  non  esaminatori  bus  rati  oliatori  bus  etc.  »  in  seguito  al  quale 

vengono  trascritti  gli*  Ordines  servandi  per  collaterales  officiales  iu  Mio  super 

«  officio  stipendiarorum  IH.1  et  Ex.*  principis  et  Dm  Dui  Galeaz  comitis  vir- 
o  tutum  etc.  edita  an.  1389  ». 

Alla  pag.  40,  dopo  la  formola  del  giuramento  prescritto  l'anno  1404 9  vi 
sono  diversi  decreti  di  Gian  Galeazzo  del  1392  in  avanti  che  riguardano  i 
collaterali  ed  i  castellani  dello  Stato.  Ne  seguono  alcuni  di  Francesco  II 
Sforza,  ed  il  Codice  termina  con  un  decreto  di  Carlo  V  del  1545,  esso  pure 
risguardante  i  collaterali.  Non  furono  mai  pubblicati  gli  statuti  dei  colla- 
terali, e  vi  sarebbe  da  fare  uno  studio  interessante  su  di  essi.  Vedasi  anche 
il  Cod.  1219  Ordines  diversi  che  contiene  delle  disposizioni  che  li  riguar- 
dano. 

Ordines  jussu  Exmi  Senatus  nuper  impressi  etc.  volumini  constitutionurn 
adjecti.  Med.  1574.  (Cod.  N.  1270). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Colle  seguenti  pezze  manoscritte: 
Ordines  Tomeriis,  1584. 
Ordines  Badajoz,  1580. 
Ordines  Segoviae,  1565. 
Ordines  Wormatiae,  1545. 

Ordines  servandi  per  officiales  bullettarum.  (Cod.  N.  1397). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

I  primi  ordini  devono  essere  posteriori  al  1 395 ,  perchè  Gian  Galeazzo 
Visconti  vi  è  già  qualificato  col  titolo  di  Duca.  Arrivano  sino  al  1 192.  Mol- 
tissimi di  questi  riguardano  le  donne  pubbliche. 

Ordo  matutini  mortuorum  secundum  modum  Ambrosianum. 

(Cod.  N.  357). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Vi  sono  alcune  iniziali  miniate,  le  altre  con  disegni  a  penna.  Sopra  un 
fol.  di  riguardo  alla  fine  vi  è  la  nota  seguente: 

«  Iste  liber  sive  offitiolus  est  Johannine  de  Besozero  consortis  Matro- 
f  gnani  de  Bernadigio  Portae  novae  Sancti  Victoris  et  xlu  martyrum  » . 
Il  rimanente  della  nota  è  una  invocazione  a  Gesù  Cristo.  Il  carattere  di 
questa  nota  è  del  sec.  xv. 


OESINI  CONTE  ORSO  323 


Ordo  offici!  dierum  dominicarum  a  Pentecoste  usque  ad  adventum  do- 
mini nostri  Jesu  Christi  tam  de  matutinis  Mis.  Vesperis  :  antipho- 
narius  estivus  secundum  morem  B.  Àmbrosii.  (Cod.  JS1.  616). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

In  parte  mutilo  :  è  scritto  in  rosso  e  nero  :  conserva  la  sua  legatura  ori- 
ginale. 

Origine  della  real  casa  De1  Medicf  (Cod.  N.  1180). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Non  vi  è  il  nome  dell'autore.  Arriva  sino  al  1719.  Vi  sono  alcuni  do- 
cumenti in  copia. 

Origine  della  città  di  Lodi  e  sua  descrizione.  Cod.  N.  1508). 

Cod.  cart.  in  fol  del  Sec.  XVII. 

Non  è  una  storia  di  questa  città,  malgrado  il  titolo  che  vi  è  scritto,  ma 
bensì  una  notizia  sulle  sue  magistrature,  ed  alcuni  dati  statistici.  Da  alcuno 
indicazioni  risulta  che  quest'opera  sembra  sia  stata  fatta  nel  1650  o  1651 
al  più  tardi. 

ORSI  Gian  Giuseppe.  —  Dizionario  di  scienza  cavalleresca ,  in  cui  sono 
citati  gli  autori  più  accreditati  che  hanno  trattato  simile  materia. 

(Cod.  N.  1703,  1704  e  1705). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII,  3  voi.  autografi. 

ORSINI  Conte  Onso-%—  Del  reggimento  degli  Stati.    .    (Cod.  N.  1231). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Sul  primo  fol.  vi  sono  alcuni  distici  latini,  e  con  caratteri  del  sec.  xvn 
la  nota  seguente: 

«  Arte  militare  del  Conte  Orso  dell'  Anguillara  et  altre,  cose  •.  Al  verso 
dello  stesso  fol.  di  carattere  uguale  al  rimanente  del  Codice.  «  Incomenza 
«  la  dijgna  opera  del  M.co  Conte  Orso  del  reg.t0  degli  Stati  ».  Al  fol.  2 
principia  il  testo  che  termina  al  fol.  46.  Al  cui  verso  vi  è  un  distico  la- 
tino di  Jo.  Steph.  de  Bonello  a  Giovanni  Bentivoglio,  esortandolo  a  leggere 
quest'opera  orsini  comitis. 

Al  fol.  48.  «  Victor  Pisanus  venetus  patricius  duci  Ferrariae  S.  D.  ». 
Sonetto  seguito  da  altri  con  altre  rime  torse  dello  stesso  autore ,  il  Quale 
non  è  ricordato  dal  Cicogna  nella  Bibliografia  Veneta.  Termina  al  fol.  58 
con  una  lettera  in  prosa. 

Malgrado  il  titolo  che  una  mano  più  recente  pose  sul  1°  fol.  di  questo 
Codice  dicendola  opera  del  Conte  Orso  dell' Anguillara  egli  è  certo  che  ne 
è  autore  quell'Orso  Orsini  duca  di  Ascoli  che  si  trova  dorato  dal  Litta  nella 
Tav.  XVI  della  famiglia  Orsini.  Osservo  prima  di  tutto  che  il  titolo  antico 
dice  semplicemente  O*  Orso  ;  poi  che  nessuno  di  quella  casa  che  possedette 
il  feudo  dell' Anguillara  ebbe  nome  Orso.  Probabilmente  l'errore  commesso 
provenne  dall'avere  il  Conte  Orso  avuto  per  moglie  Elisabetta  figlia  del 
Conte  Dolce  dell' Anguillara,  la  quale  morì  nel  1496.  Malgrado  il  titolo  di 


324  OVIDIO  ecc. 


Reggimento  degli  Stati  quest'opera  tratta  di  cose  attinenti  alla  milizia,  ed 

della 
esiste 

w_,        __4 o dei 

Marchesi  di  Saluzzo,  ora  divenuta  proprietà  del  Duca  di  Genova.  Solo  che 
nel  Codice  Trivulziano  manca  la  data:  «  die  II*  Januarii  Millesimo  quadrili- 
«  gentesimo  septuagesimo  septimo  •  che  si  legge  nel  Codice  Parigino  ed 
in  quello  del  Duca  di  Genova. 

Osservazioni  per  le  Secretorie.  {Cod.  N.  1 307). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Sono  istruzioni  sulle  frasi  da  adoperarsi  scrivendo  alle  diverse  autorità 
e  personaggi. 

OVIDII  P.  Nas.  —  Epistolae  Heroides.  (Cod.  N.  639). 

Cod.  cart  in  4°  pica  del  Sec.  XV. 

Manca  d'intestazione.  Fu  lasciato  in  bianco  lo  spazio  per  la  lettera  ini- 
ziale H. 

OVIDII  Fastorum  libri  VI.  Epistolarum  ex  Ponto  lib.  IV  et   Trìstium 
lib.  V.  (Cod.  N.  735). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIII. 

Incomincia  in  rosso  sul  1°  fol.  «  Incipit  primus  liber  Ovidii  de  Fastis  ». 
Termina  al  fol.  40  colla  nota  seguente:  •  Explicit  Ovidius  fastorum  deo 
«  gratias.  Et  bii  sunt  sex  libri  fastorum ,  alii  sex  deficiunt  quia  non  ha- 
«  bentur,  cum  beatus  Gregorius  interdixit  eos  eo  quod  venefico  tracta- 
«  bantur  ».  Al  verso  dello  stesso  fol.  trovasi  un  calendario  ohe  ha  soltanto 
i  primi  sei  mesi  dell'anno,  con  l'indicazione  delle  feste  che  celebrava  l'an- 
ttea  Roma  pagana.  Questo  Calendario  differisce  alquanto  da  quello  pubbli- 
cato dal  Grutero,  T.  Vili,  pag.  89.  * 

Al  fol.  42.  «  Incipit  liber  Ovidii  de  Ponto  ». 

Al  fol.  66.  «  Incipit  primus  liber  Ovidii  do  tristibus  ». 

Il  testo  non  è  molto  corretto.  Vi  sono  assai  note  marginali  ed  interli- 
neari. Si  trovano  di  frequente  delle  figure  miniate  sia  d'uomini  che  di  ani- 
mali. Al  principio  vi  è  una  dissertazione  di  D.  Carlo  Trivulzio  sul  Codice 
e  sulle  favole  che  si  raccontano  da  S.  Gregorio  Magno. 

OVIDIO  Nasone  de  arte  amandi  in  volgare.  (Cod.  N.  983). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Questa  traduzione  dovuta  a  Troilo  degli  Avenenti,  e  di  cui  parla  il  Villa 


p.  1234 ,  ed  Apostolo  J 
conobbero  questo  Codice  in  cui  dopo  la  traduzione  dell' opera  di  Ovidio  vi 
sono  altre  poesie  amorose  senza  nome  di  autore  che  potrebbero  essere  dello 
stesso  Troilo.  Si  noti  che  il  Cod.  Trivulziano  citato  dal  Villa  non  trovasi 
in  questa  Biblioteca ,  ma  è  nella  parte  dei  Codici  che  toccarono  alla  prin- 
cipessa Cristina  Belgiqjoso,  nata  Trivulzio,  ed  ora  di  proprietà  della  nglia 
di  lei  marchesa  Trotti. 


OFFICI,  ORE  325 


Qui  sono  uniti  tutti  gli  Uffici  ed  i  libri  d'Ore,  che  non  furono  messi 
al  posto  che  avrebbero  dovuto  avere  nel  catalogo ,  perchè  De  è 
troppo  grande  il  numero. 

Offloio  di  nostra  Donna  ad  uso  dei  Cistcrciensi.  (Cod.  N.  334). 

Cod.  memb.  in  12«  del  Sec.  XV. 

É  scritto  in  Italia ,  vi  sono  alcune  iniziali  miniate ,  e  vi  è  una  nota  di 
D.  Carlo  Trivulzio. 

Offloiom  Beatae  Mariae  Virginis.  (Cod.  N.  335). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Contiene  le  ore  della  B.  V.  l'Ufficio  della  S.  Croce  dello  Spirito  Santo 
e  dei  Morti,  i  Salmi  penitenziali  ed  in  fine  un'orazione  a  N.  S.  Gesù  Cristo. 

Al  principio  delle  diverse  ore  vi  sono  alcune  miniature  assai  belle  e  gra- 
ziose e  ben  conservate.  Le  iniziali  sono  miniate  e  con  oro. 

Offloiom  Beatae  Mariae  Virginis.  (Cod.  N.  336). 

Cod.  memb.  in  16*  del  Sec.  XV. 

Incomincia  coli'  «  Ufficium  B.  M.  V.  ad  matutinum  ».  La  prima  lettera  D 
è  miniata  e  vi  è  rappresentata  la  Vergine  col  putto.  Al  fol.  40  incomin- 
ciano i  Salmi  di  Davide,  ai  quali  seguono  le  Litanie,  indi  l'Ufficio  della 
passione,  poi  le  quindici  orazioni  di  S.  Brigida.  Alla  fine  vi  furono  aggiunte 
posteriormente  un'orazione  alla  V.  M.  ed  una  a  Gesù  Cristo.  Vi  sono  di- 
verse iniziali  miniate. 

Offloiom  Beatae  Mariae  Virginis.  (Cod.  N.  337). 

Cod.  memb.  in  16*  del  Sec.  XV. 

È  scritto  in  Francia  :  ha  molte  miniature  abbastanza  belle. 
Offloiom  Beatae  Mariae  Virginis.  (Cod.  N.  338). 

Cod.  memb.  in  16°.  del  Sec.  XV. 

Dopo  F  ■  Officium  B.  M.  V.  »  vi  sono  i  «  Salmi  poenitentiales,  Officium 
S.  Crucis  ;  Off.  S.  Sniritus,  et  Off.  Defunctorum  »  poi  un'Orazione  a  6.  C. 
Vi  sono  delle  miniature. 

OfAoium.  (Cod.  N.  339). 

Cod.  memb.  in  16°  del  Sec.  XV. 

Di  scrittura  francese  con  molte  iniziali  e  fogli  miniati. 
Offloiom.  (Cod.  N.  344). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec  XV. 

Incomincia   col  calendario,   cui   manca   il  Gennaio  ed  il  Dicembre: 


826  OFFICI,  OBE 

segue  una  pagina  col  contorno  miniato  a  fiori:  la  lettera  iniziale  fa  ta-  | 

gì  lata;  al  pie  della  pagina  uno  scudo  azzurro  col  monogramma  YHS  cir- 
condato da  fiammelle.  Termina  coli' E  vangelo  di  S.  Giovanni,  ma  è  man- 
cante prima  di  esso  di  alcuni  fogli.  Le  miniature  e  le  iniziali  sono  di  uno 
stile  purissimo  italiano. 

Offloinm  secundum  consuetudinem  Romanae  Guriae.        (Cod.  N.  345). 

Cod.  memb.  in  12*  del  See.  XV. 

Sopra  un  fol.  cari  aggiunto  vi  è  la  seguente  nota  di  D.  Carlo  Trivulzio. 
a  Officio  della  B.  V.  M.  scritto  nel  sec.  xv  sul  fine,  ad  uso  di  qualche  Bre- 
«  sciano,  come  lo  comprova  il  Calendario  in  cui  si  hanno  più  Santi  di  Quella 
«  chiesa  ».  Incomincia  col  calendario  e  termina  coir  Officio  dello  Sp.  Santo, 
di  cui  manca  la  fine. 

Offloinm  secundum  consuetudinem  Romanae  Guriae.        (Cod.  N.  349). 

Cod.  memb.  in  16°  del  See.  XV. 

Precede  il  calendario  :  ha  le  iniziali  in  rosso  ed  azzurro  è  ben  scritto  e 
benissimo  conservato. 

Offloinm  diurnum  ad  usum  Humiliatorum.  (Cod.  N.  392). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice  manca  di  alcuni  fogli  intermedii.  Alla  fine  vi  è  il  Calen- 
dario cui  mancano  i  primi  quattro  mesi,  il  Settembre  e  l'Ottobre.  Termina 
con  sei  fol.  cartacei,  in  cui  vi  sono  le  orazioni  proprie  da  dirsi  nella  messa 
di  S.  Giovanni  da  Meda,  ed  in  fine  a  queste  legffesi  :  F.  Gabriel  de  Oia.; 
cioè  de  Cixinuscho  ora  Cernusco:  quale  poi  dei  due  se  l'Asinario  o  il  Lom- 
bardone  non  si  può  dire.  Fr.  Gabriele  fu  il  trascrittore  di  queste  ultime  ora- 
zioni e  forse  anche  l' autore,  essendo  esse  dello  stesso  carattere  della  firma. 
D.  Carlo  Trivulzio  premise  al  volume  una  illustrazione  di' questo  diurno 
degli  Umiliati  e  sopra  S.  Giovanni  da  Meda. 

• 

Offlolo  in  lingua  Olandese.  (Cod.  N.  396). 

Cod.  memb.  in  8«  del  Sec.  XV. 

Vi  sono  alcune  iniziali  colorate.  Precede  il  calendario.  Ha  la  «uà  lega- 
tura originale  in  cuoio  con  ornati  in  rilievo. 

Horao  de  Sancto  Spiritu  et  B.  M  Virg.  (Cod.  N.  3$7)\ 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec,  XV. 

Precede  un  calendario  in  fine  al  quale  vi  è  dipinto  un  zodiaco,  poi  l'Uf- 
ficio dello  Spirito  Santo  ed  in  seguito  le  ore  della  B.  V.  Fu  scritto  in  Ger- 
mania e  molte  orazioni  sono  in  tedesco,  fi  ricchissimo  di  miniature ,  ma 
non  sono  molto  fine.  La  mancanza  nel  calendario  di  S.  Caterina  da  Siena 
e  di  qualche  altro  Santo  mi  fanno  credere  che  appartenga  alia  prima  metà 
del  sec.  xv. 


OFFICI,  ORE  827 


Offloio  della  B.  Vergine.  (Cod.  N.  440) . 

Cod.  memb.  in  8"  del  Sec.  XV. 

1 

Magnifico  Ms.  fatto  a  Napoli,  con  bellissime  miniature  :  sgraziatamente 
ne  furono  levate  alcune.  Le  iniziali  sono  tutte  miniate  e  le  intestazioni 
sono  scritte  in  oro.  Ha  la  sua  legatura  originale  in  cuoio  con  ornati  im- 
pressi in  oro:  benissimo  conservato. 

Offloio  della  B.  Vergine.  (Cod.  N.  441). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Incomincia  col  calendario,  del  quale  manca  il  mese  di  Gennaio.  Alla  fine 
vi  sono  delle  preghiere  in  francese.  É  ricco  di  miniature ,  che  sono  belle , 
e  di  stile  fiammingo. 

Offloio  della  U.  Vergine.  (Cod.  N.  442). 

Cod.  memb.  in  o°  del  Sec.  XV. 

Dopo  il  calendario  vi  sono  le  ore  delle  B.  V.  l'Ufficio  della  S.  Croce,  i 
Salmi  penitenziali  e  finalmente  la  Salve  regina,  scritta  sulla  prima  pagina 
in  caratteri  d'oro,  e  seguita  da  alcune  altre  orazioni.  Le  iniziali  sono  in 
oro  e  miniate  con  figure  ne'  luoghi  principali  :  le  altre  in  rosso  ed  azzurro. 
Le  pagine  ove  incomincia  l'Ufficio  della  Madonna,  quello  dello  Spirito  Santo, 
ed  1  Salmi  penitenziali  hanno  un  bel  contorno  miniato.  A  pie  del  1°  fol. 
del  calendario  vi  è  la  nota  seguente: 

«  Bibliothecae  domus  probationis  Florentinae  Scholarum  piarum  anno 
«  1754  », 

Offloio  de  morti:  i  Sette  salmi  penitenziali  della  S.  Croce. 

(Cod.  N.  443). 

Cod.  memb.  in  8°  picc.  del  Sec.  XVI. 

È  ricco  di  finissime  miniature.  A  pie  delle  due  carte  che  si  riscontrano 
vi  è  a  sinistra  Tarma  Condì,  e  sulla  carta  a  destra  Tarme  Landi,  dal  che 
rilevasi  che  venne  eseguito  espressamente  per  una  Condi  maritata  Landi. 
L'Ab.  Mazzucheili  scrisse  alcune  annotazioni  su  queste  due  famiglie  e  sui 
loro  stemmi,  inserte  nel  volume. 

Offloio.  (Cod.  N.  444). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Incomincia  col  l'Officio  della  S.  Croce.  È  ricchissimo  di  miniature  ed  or- 
nati, di  stile  fiammingo  assai  belle.  Ha  tutte  le  iniziali  dipinte  e  dorate. 
fi  legato  in  pelle  rossa  con  arabeschi  dorati:  benissimo  conservato. 

m 

Offloio.  (Cod.  N.  445). 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec.  XV. 

Fu  scritto  in  Francia.  Incomincia  col  calendario  in  lingua  francese,  dopo 
il  quale  vengono  i  primi  capitoli  dei  quattro  Evangeli  colT immagine  degli 
evangelisti  in  fronte  a  ciascuno.  Seguono  due  orazioni  una  in  francese , 
T  altra  in  latino,  e  dopo  di  esse  le  ore  della  B.  V. ,  i  Salmi  penitenziali  9 


328  OFFICI,  OEE 


T  Ufficio  della  S.  Croce,  dello  Spirito  Santo ,  alcune  orazioni  in  francese  e 

Eer  ultimo  l'Ufficio  dei  morti.  É  ricchissimo  di  miniature  che  sono  assai 
elle,  ed  è  benissimo  conservato. 

OMoio.  (Cod.  N.  446). 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec  XV. 

Precede  il  calendario  poi  la  Afissa  de  beata  Maria,  l'Ufficio  S.  Crucis  ed  i 
Salmi  penitenziali.  Tutti  i  fogli  hanno  un  lato  con  fiori  miniati.  Le  iniziali 
sono  tutte  in  oro  e  colori  :  ad  ogni  principio  di  offici  atura  vi  è  una  minia- 
tura che  occupa  quasi  l'intera  pagina.  Le  miniature  sono  bellissime,  di 
stile  fiammingo,  e  di  perfetta  conservazione. 

Offloio.  (Cod.  N.  447). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

D.  Carlo  Trivulzio  prepose  una  nota  per  provare  che  il  Codice  fu  scritto 
in  Amiens  capitale  della  Piccardia  fondandosi  sul  fatto  che  nel  calendario 
vi  sono  notati  in  rosso  i  due  Vescovi  di  Amiens  S.  Onorato  ai  16  di  Maggio 
e  S.  Fremin  ai  25  di  Settembre ,  come  pure  sono  notati  in  rosso  i  Santi 
Fusiano,  Vitorico  e  Gentiano  assai  venerati  in  quella  città.  —  Questo  bel 
Codice  venne  eseguito  per  un  principe  bastardo  della  casa  reale  di  Francia, 
e  precisamente  a  mio  parere  per  il  celebre  Jean  Comte  de  Dunois  detto  il 
Grand  bdtard  d  Orléans.  In  una  miniatura  che  trovasi  a  tre  quarti  circa 
del  volume  si  vede  il  principe  inginocchiato  ;  ha  sopra  l'armatura  una 
giornea  azzurra  cosparsa  dei  gigli  d  oro  della  casa  reale  di  Francia ,  con 
una  sbarra  di  bastardesimo  ed  un  leone  rampante  d'argento.  Egli  ha  una 
larga  spada  al  fianco  e  Telmo  in  terra  davanti  a  lui.  Dal  lato  opposto  vi 
è  uno  scudo  tenuto  fra  le  zampe  di  un  leone,  parimente  coi  gigli,  la  sbarra 
ed  il  leone  d'argento  rampante.  Il  principe  ha  i  capelli  quasi  bianchi  ed  ò 
piuttosto  pingue.  Da  ciò  si  può  arguire  che  questo  Ufficio  (il  quale  è  di 
certo  posteriore  al  1461 ,  perchè  nel  calendario  vi  è  notata,  col  carattere 
primitivo,  S.  Caterina  da  Siena  che  fu  canonizzata  in  quell'anno  da  Pio  II; 
venne  per  lui  eseguito  negli  ultimi  anni  della  sua  vita,  essendo  egli  morto 
nel  1468  all'età  di  65  anni. 

Quest'Ufficio  ò  scritto  con  gran  cura.  Vi  sono  26  grandi  miniature  che 
occupano  quasi  l'intera  pagina,  inquadrate  con  alcune  poche  linee  di  testo» 
da  una  specie  di  cornice  dorata  ;  oltre  a  queste  grandi  ve  ne  sono  due  altre 
miniature  più  piccole  che  servono  di  capo  verso.  Le  lettere  maiuscole  in 
tutto  il  libro  sono  in  oro  e  colori,  e  le  iniziali  dei  versetti  con  qualche  or- 
nato. 

A  piò  della  prima  pagina,  dopo  il  calendario,  vi  è  lo  stemma  del  prin- 
cipe che  viene  ripetuto  anche  in  altri  due  luoghi.  Le  miniature  sono  belle 
e  ricche  essendo  tutte  lumeggiate  in  oro  :  lasciano  però  qualche  cosa  a  de- 
siderare nella  purezza  del  disegno.  Il  Codice  è  perfettamente  conservato  e 
si  direbbe  uscito  ora  dalle  mani  dell'artista. 

Libro  di  preghiere  e  d'ore.  (Cod.  N.  448). 

Cod.  memb.  in  8   del  Sec.  XV. 

• 

É  ricco  di  molte  e  belle  miniature:  fu  scritto  in  Francia:  legato  in  cuoio 
nero.  Vi  è  una  note  illustrativa  di  D.  Carlo  Trivulzio.  Fra  le  miniature, 
è  da  notarsi  quella  che  rappresenta  un  personaggio  seduto  davanti  ad  un 
istromento  musicale  composto  di  un  cerchio  di  legno  dorato,  cui  sono  ap- 
pese dieci  piccole  campane,  sopra  una  delle  quali  egli  percuote  con  un 


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MISSALE    ROMANUM 


per  il 

DJJCA  CARLO  DI  BERY 
Codice  N?2166  Pagina  N? 246 


Fotografi  Della- Ove*  £/«*jpM  C  Ferrar*. 


OFFICI,  ORE  329 


martello,  mentre  coli' altra  mano  v'introduce  un  bastoncino,  forse  per  im- 
pedire che  si  prolunghi  l'oscillazione  e  cessi  il  suono. 

Offioio  della  B.  V.  Maria.  (Cod.  N  449). 

Cod.  memb.  in  8°  del  See.  XV. 

Questo  Codice  è  certamente  francese  e  pare  eseguito  a  Lione,  come  os- 
serva in  una  note  P.  Carlo  Trivulzio,  per  esservi  nel  calendario  notati  tutti 
»  i  Vescovi  di  quella  città.  É  assai  ricco  di  belle  miniature. 

Offioio.  (Cod.  N.  450). 

Cod.  memb.  in  8*  del  See.  XV. 

Fu  scritto  in  Fiandra  :  ha  lo  stemma  Bolognini  sulla  coperta.  Incomincia 
col  calendario  :  è  mutilo  in  fine.  Le  iniziali  sono  riccamente  miniate  con  oro 
e  colori. 

Offioio  secundum  usum  Romanae  Curiae  anno  domini  mdxxiiii  INRI. 

(Cod.  N.  459). 

Cod.  memb.  in  8°  piee. 

É  ricco  di  fregi  e  di  iniziali  dorate  e  miniate  assai  belle.  Dopo  la  prima 
carta  su  cui  sta  u  titolo  vi  è  Tarma  dell'antico  possessore  di  questo  Ms ,  il 
cui  nome,  titoli  e  cariche  leggonsi  nella  carta  di  riscontro  in  maiuscole 
così  :  

«  Spectabilis  et  Magnifici  domini  Dni  Gristofori   a    Schydlouyez  in 

«  Sezmyetow  et  magnopotow  dni  castellani  et  capitanei  cracovica  ac  regni 

«  Poloniae  supremi  cari  ce  Ile  ri  i  tun  Siradien  Gostinenis  &  capita  ». 

Questi  primi  tre  fol.  sono  dipinti  in*  nero  e  lo  scritto  come  gli  ornati 
sono  in  oro.  Alla  fine  dei  volume  vi  è  una  nota  di  un  anònimo  possessore 
del  Codice  che  dice  di  averne  staccata  una  parte  per  farne  un  secondo  ^ro- 
tarne, il  quale  ha  per  titolo:  Devrecatio  animae  ad  deum  in  omni  tributa- 
itone.  Vedi  sotto  questo  titolo  1  altra  parte ,  che  è  come  questa  legata  in 
velluto  rosso.  (Cod.  460). 

Libro  di  Orazioni  o  Officio.  (Cod.  N.  461). 

t 

Cod.  memb.  in  8*  del  See.  XV. 

È  assai  ricco  di  belle  miniature  e  di  fregi.  Fu  eseguito  in  Germania.  Dopo 
il  calendario  vi  è  una  bella  miniatura  rappresentante  il  busto  del  Salvatore 
veduto  di  feccia. 

Termina  con  una  orazione  in  tedesco. 

Offioium  B.  M.  V.  secundum  usum  Rom.  Curiae.  {Cod.  N.  462). 

Cod.  memb.  in  8*  del  See.  XV. 

fi  scritto  in  Italia:  è  mutilo,  ma  vi  sono  delle  belle  miniature.  Vi  è 
unita  una  nota  di  D.  Carlo  Trivulzio  relativa  all'orazione  «  Anima  Christi  » 
falsamente  attribuita  a  S.  Ignazio  di  Loyola. 

Calai.  TrivuUiana  {Stampalo  U  7  novembre  1883)  42 


330  OFFICI,  ORE 


Ottoinm.  {Cod.  /V.  463). 

Cod.  memb.  in  8°  picc  del  Sec.  XV. 

Precede  il  calendario ,  al  quale  seguono  le  «  Horae  SS.  Trinitatis  »  ed 
altri  Uffici  per  tutti  i  giorni  della  settimana,  e  per  diversi  Santi,  poi  quello 
della  B.  V.,  ed  in  fine  quello  dei  morti.  Fu  eseguito  in  Italia,  ed  è  ricchis- 
simo di  ornati  ed  iniziali  mimate. 

Offloium  secundum  consuetudinem  Rom.  Curiae.  (Cod.  N.  464). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Precede  il  calendario.  La  pagina  dove  incomincia  l'Ufficio  della  B.  V. 
ha  una  bellissima  inquadratura  miniata,  nella  cui  parte  inferiore  si  vede  lo 
stemma  bipartito  dei  Capponi  e  dei  Carnesecchi,  amendue  famiglie  Fioren- 
tine. Sono  pure  ornate  con  bellissime  miniature  che  le  inquadrano  le  altre 
pagine  dove  incominciano  l' Ufficio  dei  morti ,  i  sette  Salmi  penitenziali , 
l'Ufficio  della  SS.  passione,  e  dei  quindici  Salmi  graduali,  coi  quali  termina 
il  volume.  Tutte  le  iniziali  sono  in  rosso  ed  azzurro. 

Offloiom  S.  Crucis  et  B.  M.  V.  (Cod.'  N.  465). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Questo  bellissimo  Officio  venne  eseguito  in  Fiandra  verso  il  1540  a 
quanto  pare.  Le  miniature  che  lo  adornano  furono  giudicate  da  taluno  della 
scuola  di  Vanderweiden  e  da  altri  credute  di  Quintino  Messis.  Qualunque 
ne  sia  l'autore  è  certo  che  sono  mirabili. 

Al  principio  vi  si  trova  il  ritratto  di  un  personaggio  che  D.  Carlo  Tri- 
vulzio  in  una  nota  annessa  al  libro,  vorrebbe  fosse  posteriore  di  un  secolo 
al  Ms.,  e  fosse  (niello  di  un  conte  Giovanni  di  Wolkenstein,  il  quale  pos- 
sedette questo  Ufficio ,  e  vi  appose  il  proprio  nome  in  calce  ad  una  nota 
da  lui  scritta  alla  fine  del  volume.  Seguono  al  ritratto  dodici  fol.  conte- 
nenti il  calendario ,  contornati  da  vaghissime  ed  assai  fine  miniature  rap- 
»  rasentanti  i  lavori  rurali  di  ciascun  mese.  Evvi  dopo  il  busto  del  Redentore, 
i  faccia,  che  tiene  un  globo  crucifero  nella  sinistra,  mentre  benedice  colla 
destra.  La  pagina  seguente  ha  un  contorno  a  fondo  d'oro  con  foglie  e  fiori 
miniati,  e  colle  iniziali  in  azzurro  ed  oro  >  come  lo  hanno  le  altre  sei  stu- 
pende miniature  che  stanno  al  principio  di  ogni  officiatura.  Le  grandi  ini- 
ziali sono  alternate  in  azzurro  e  rosso ,  e  le  piccole  a  diversi  colori ,  ma 
sempre  su  fondo  d'oro.  Alla  fine  del  volume  sopra  fogli  di  riguardo  diversi 
personaggi  scrissero  il  loro  nome,  fra  i  quali  rimarcansi  quelli  di  Leopoldo 
arciduca  d'Austria  nel  1621  e  nel  1628  quello  dell'arciduchessa  Claudia  figlia 
di  Ferdinando  I  granduca  di  Toscana.  Il  Codice  è  benissimo  conservato. 

Offloium  B.  M.  V.  Psalmi  poenitentiales  Officium  S.  Crucis  et  defira- 
ctorum.  (Cod.  N.  466). 

•  Cod.  memb.  in  8*  pica  del  Sec.  XV. 

Incomincia  :  «  Ave  Maria  gratia  piena  dominus  tecum.  Ps  David  » .  Ter- 
mina con  una  orazione  a  N.  S.  Gesù  Cristo.  —  Vi  sono  otto  graziose  mi- 
niature. La  prima,  che  occupa  metà  della  pagina,  rappresenta  Maria  Vergine 
e  S.  Elisabetta  che  si  abbracciano.  L'ultima  è  r«Ecce  homo  ».  Vi  sono 
pure  delle  iniziali  con  entrovi  figure  miniate.  Le  altre  iniziali  sono  ornate 
con  disegni  a  penna  rossi  ed  azzurri. 


OPPICI,  OEE  831 


Offlotam  B.  Mariae  Virginis.  (Cod.  N.  467). 

Cod.  memb.  in  8°  picc.  del  Sec.  XV. 

Sul  1°  fol.  vedesi  uno  stemma  col  leone  rampante  rosso  nella  parte  su- 
periore, azzurro  nell'inferiore  in  campo  d'argento,  con  una  freccia  sovrap- 
posta al  leone,  ha  le  lettere  S.  B.  I.  T.  ai  quattro  angoli  fuori  dello  stemma. 
Credo  però  che  questo  frontispizio  sia  stato  aggiunto  nel  sec*  xvi.  Le  mi- 
niature, come  pure  gli  ornati  sono  assai  belli. 

OfAoium  secundum  consuetudinem  Rom.  Curiae.  .  (Cod.  N.  468). 

Cod  memb.  in  12°  del  See.  XVI. 

Precede  il  calendario.  Nel  fregio  miniato  delle  due  pagine  seguenti  che 
si  raffrontano  si  vedono  due  stemmi.  Quello  a  sinistra  è  della  famiglia 
Fiorentina  del  Giocondo,  ora  estinta  :  quello  a  destra  è  dei  Ridolfi  pure  di 
Firenze.  Constando  che  nell'anno  1532  Maddalena  Ridolfi  era  moglie  di 
Pier  Francesco  del  Giocondo  si  può  con  certezza  ritenere  che  questo  Ufficio 
le  abbia  appartenuto.  Le  miniature  sono  assai  fine  e  belle. 

Ottotam.  (Cod.  N.  469). 

Cod.  memb.  in  12*  del  See.  XVI. 

*  » 

Precede  il  calendario,  noi  seguono  due  pagine  miniate  che  si  raffrontano. 
Vi  sono  due  stemmi.  Quello  a  sinistra  è  della  famiglia  Fiorentina  Del  Gio- 
condo, l'altro  è  composto  di  due  mazze  d'armi  in  campo  d'oro.  Le  miniature 
sono  assai  fine  e  belle. 

Offloium.  (Cod.  N.  470). 

Cod.  memb.  in  8*  del  See.  XV. 

In  principio  vi  è  una  nota  di  D.  Carlo  Trivulzio  relativa  all'età  di  questo 
Codice  ch'egli  dice  posteriore  al  1455.  É  ricchissimo  di  miniature  e  chiaro 
scuro  illuminate  ad  or^  assai  belle.  Conserva  la  sua  legatura  originale  in 
cuoio  con  ornati  impressi. 

Horaa  S.  Crucis  et  Mariae  Virginia.  (Cod.  N.  471). 

Cod.  memb.  in  8*  del  See.  XVI. 

Bellissimo  Codice  eseguito  in  Fiandra ,  ornato  di  molte  e  vaghissime 
miniature  ciascuna  delle  quali  meriterebbe  una  speciale  descrizione  É  dif- 
ficile di  trovare  un  libro  più  ricco  di  miniature  e  sopratutto  di  un  gusto 
più  squisito  e  delicato  di  questo. 

Sopra  un  fol.  di  risguardo  al  principio  del  volume  vi  sono  delle  note 
di  un  Francesco  Savino,  in  cui  sotto  la  data  del  Giugno  1545  riferisce  il 
suo  matrimonio  con  una  Si£*  Margherita  di  S.  Nazaro,  e  negli  anni  suc- 
cessivi la  nascita  de'  suoi  fagli.  I  nomi  dei  padrini  farebbero  credere  che 
fossero  di  famiglie  cospicue,  perchè  i  S.  Giorgio  ivi  nominati  erano  Conti 
di  Biandrate,  ed  appartengono  al  Monferrato. 

Borse  prò  variis  festivitatibus.  (Cod.  N.  472). 

« 

Cod,  memb.  in  8°  p.  del  See.  XVI. 

E  ricchissimo  di  assai  belle  miniature.  Fu  eseguito  in  Francia.  Precede 


332  OFFICI,  OKE 


il  calendario,  cui  seguono  le  «  Horae  SS.  Trinitatis  »:  dopo  queste  molte 
altre  messe  ed  orazioni,  ciascuna  delle  quali  ha  sempre  una  bellissima  mi- 
niatura che  occupa  tutta  la  pagina,  e  sono  in  numero  di  ventotto.  Il  fol. 
poi  ove  incomincia  il  testo  dell'ufficiatura  è  circondato  da  un  contorno 
miniato,  come  lo  sono  molte  altre  iniziali,  ed  i  sette  fogli  che  contengono 
r Ufficio  della  S.  Croce,  non  che  quelli  ove  trovasi  la  commemorazione  di 
diversi  Santi.  Sembra  che  il  Ms.  non  sia  stato  finito ,  perchè  vi  sono  tre 
'  Offici  cui  mancano  le  grandi  miniature.  Conserva  la  sua  bella  legatura  ori- 
ginale in  pelle  rossa  con  ornati  in  oro. 

Offloium  B.  Mariae  Virg.  {Cod.  N.  473). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XVI. 

Bellissimo  Codice  francese  con  molte  miniature  di  una  accuratezza  e 
delicatezza  grandissime.  Sgraziatamente  dopo  il  calendario  fu  levato  il  primo 
fol.  miniato. 

Exoroitium  pietatis.  (Cod.  N.  474). 

Cod.  memb.  in  16*  del  Sec.  XV. 

À  questo  Officio  che  contiene  i  soliti  Officii  della  S.  Croce,  di  Ilaria  Ver- 
gine ecc.  fu  posto  prima  del  calendario  un  fol.  col  titolo  suaccennato:  le 
miniature  vi  sono  bellissime  a  chiaro  scuro  alluminato  ad  oro  di  stile  Man- 
tegnesco. 

Offloium  B.  M.  V.  secundum  ordinem  B.  Ambrosii.         (Cod.  N.  475). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Seo.  XV. 

Manca  del  calendario.  A  piò  della  prima  pagina  vi  è  Tarme  Carcano 
accostata  dalle  iniziali  di  Nicolò  Carcano;  nella  parte  superiore  vi  è  il  di 
lui  monogramma.  Non  ha  che  quattro,  pagine  miniate,  ma  sono  assai  pre- 
gevoli, specialmente  la  seconda,  e  sono  della  scuola  Lombarda. 

* 

Offloium  secundum  ordinem  Rom.  Curiae.  ^  (Cod.  N.  476). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Ha  una  bella  miniatura  al  principio,  le  altre  furono  levate;  non  riman- 
gono che  alcune  iniziali  miniate. 

Offloium.  (Cod.  N.  477). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Ha  qualche  ornato  e  delle  belle  miniature  di  stile  italiano. 
Offloium.  (Cod.  '  N.  478). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XVI. 

In  seguito  al  calendario  vi  sono  due  pagine  miniate  che  si  affrontano  : 
a  pie  della  prima  (a  sinistra)  vi  è  lo  stemma  Mediceo ,  su  quella  a  destra 
lo  scudo  di  Savoia.  Dietro  ciò  D.  Carlo  Trivulzio ,  in  una  nota  annessa  al 
Codicetto,  emette  l'opinione  che  abbia  appartenuto  a  Giuliano  de*  Medici , 


OFFICI,  OEE  833 


figlio  di  Lorenzo  il  Magnifico,  che  sposò  Filiberto  duchessa  di  Nemours, 
figlia  di  Filippo  duca  di  Savoia. 
Giuliano  morì  nel  1516. 

OMolmn.  {Cod.  N.  479). 

Cod.  memb.  in  12*  del  Sac.  XV. 

•j 

L'autore  delle  belle  miniature  che  adornano  questo  grazioso  Codicetto 
sono  opera  di  Fr.  Ambrosia  de  Carminato  che  vi  scrisse  il  suo  nome.  Al 
principio  vi  è  una  nota  di  D.  Carlo  Trivulzio. 

Offloium.  {Cod.  N.  480). 

Cod.  memb.  in  24°  del  Seo.  XV. 

Scrittura  francese  con  miniature  e  iniziali  dorate  e  colorate.  Precede  il 
calendario. 

Offloium  S.  Crucis.  S.  Spiritus.  B.  V.  M.  et  mortuorum.    (Cod.  N.  481). 

Cod.  memb.  in  16°  del  Sec.  XV. 

Vi  sono  belle  miniature  in  ogni  pagina. 
Offloium  fi.  Virg.  Mariae.  {Cod.  N.  482). 

Cod.  memb.  in  24°  del  Seo.  XV. 

Dopo  il  calendario  dove  incomincia  l'Ufficio  vi  è  una  pagina  miniata, 
a  pie  della  quale  vedesi  lo  stemma  della  famiglia  Carminati  Brambilla, 
come  la  si  trova  nel  Libro  (Tarme  antiche  che  esiste  in  questa  Biblioteca. 
(Cod.  1390). 

Offloium.  (Cod.  JV.  483). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

A  pie  della  prima  pagina  che  è  miniata  vi  è  uno  scudo  in  cui  vedesi 
l1  Agnello  colla  croce  edin  giro  f  AVE  MABIA  GRATIA  PLENA  D. 

Nella  pagina  dove  incomincia  l' *  Officium  S.  Crucis  * ,  la  quale  ha  tutto 
il  contorno  miniato  vi  è  uno  scudo  con  uno  stemma  che  ha  nella  parte 
superiore  l'aquila  Sveva,  e  nella  inferiore  uno  scoiattolo  o  leone  rampante 
{non  si  distingue  bene  perchè  molto  guasto)  che  tiene  un  ramoscello.  Nelle 
Armi  antiche,  Cod.  1390,  questo  stemma  viene  attribuito  ai  De  Michelis  di 
Lodi.  Le  miniature  sono  un  po'  rozze. 

Offloium.  (Cod.  N.  484). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Vi  sono  unite  alcune  annotazioni  di  D.  Carlo  che  riassumo  in  breve. 
Quest'Ufficio  appartenne  al  conte  Giovanni  Bolognini  che  fu  figliuolo  di 

Suel  Matteo  che  nel  1447  cedette  a  Francesco  Sforza  il  castello  di  Pavia, 
i  cui  era  castellano ,  con  patto  di  essere  aggregato  alla  famiglia  Atten- 
dolo,  e  di  avere  in  feudo  il  castello  di  S.  Angelo  nel  Lodigiano.  Rimasto 
sempre  fedele  agli  Sforza  conservò  il  suo  posto  di  castellano  di  Pavia  finché 
visse.  Alla  di  lui  morte  quella  carica  venne  conferita  al  figlio  suo  Giovanni, 


334  OFFICI,  ORE 


pel  quale  venne  eseguito  questo  libro.  Ebbe  per  moglie  una  Caterina  Ca- 
stiglione e  perciò  nel  primo  fol.  vedesi  anche  lo  stemma  di  lei,  oltre  quello 
del  marito.  Quello  a  pie  del  primo  fol.  è  accostato  dalla  sigle  CO.  IO.  che 
significano  Comes  Joannes.  Questo  Codice  assai  ben  scritto ,  ha  le  prime 
pagine,  dopo  il  calendario .,  tutte  miniate,  e  lo  sono  pure  tutte  le  iniziali 
del  libro.  Alla  fine  mancano  alcuni  fol.  ed  è  un  po'  guasto. 

Horae  B.  M.  Virg.  {Cod.  N.  485). 

Cod.  memb.  in  16°  del  Sec.  XV. 

a  Hec  sunt  hore  de  dolore  beate  Marie  virginia  quas  composuit  dominila 
«  Johannes  papa  vicesimus  secundus  et  contulit  omnibus  eius  legentibus 
«  cotidie  singulis  diebus.xL  annos  indulgentiarum  in  honore  virgmis  glo- 
«  riose  ». 

Questo  titolo  è  in  rosso  :  la  lettera  iniziale  come  tutte  le  altre  di  questo 
bel  Codicetto  è  in  oro  e  colori  con  un  ornato  a  fogliami  che  circonda  tutta 
la  pagina. 

Offlotum  B.ti  Victoris  Martyris.  {Cod.  N:  509). 

Cod.  memb.  in  4'  del  1327. 

Questo  volume  consta  di  due  parti,  che  furono  riunite,  perchè  amendue 
provenienti  dal  Monastero  di  8.  Vittore  di  Meda  cenobio  di  Benedettine,  che 
ridotto  ad  altro  uso  esiste  anche  oggigiorno.  La  prima  parte  contiene  l'Uf- 
ficiatura che  facevasi  nella  chiesa  ai  quel  convento  nel  giorno  dedicato  al 
detto  Santo,  che  cade  agli  otto  di  Maggio ,  e  la  Passione  de'  SS.  Felice  e 
Fortunato  martirizzati  in  Aquileja.  In  fine  di  questa  prima  parte  vi  è  la 
nota  seguente  :  «  Istud  officium  factum  fuit  ad  expensas  Fiorine  de  Sor- 
o  biate  monialis  monasteri i  de  Meda.  Millesimo  tercentesimo  vigesimo 
•  septimo  de  mense  Aprilis.  Magister  Antonius  de  Vicomercato  fecit  et 
a  scripsit  » .  —  Questa  prima  parte  fu  illustrata  da  D.  Carlo  Trivulzio,  e  le 
sue  note  trovansi  inserte  nel  volume. 

La  seconda  parte  del  Codice  ben  altrimenti  preziosa  contiene  la  leggenda 
de'  Ss.  Aimo  e  vermondo  che  vuoisi  fossero  ì  fondatori  del  predetto  Mo- 
nastero di  Meda,  il  quale  esisteva  già  nel  856 ,  come  consta  da  una  carte 
scritta  in  detto  anno  contenente  un  contratto  di  permuta  fra  Tagiberga 
abbadessa  di  Quel  cenobio  e  l'abbate  di  S.  Ambrogio.  Questa  carta  citata 
dal  Oiulini  nel  voi.  I,  pag.  264,  venne  da  me  pubblicata  nel  Cartario  Lom- 
bardo, voi.  XIII  «  Dei  Monumenta  Historiae  Patriae  »  stampati  a  Torino. 
Questo  Codice  scritto  esso  pure  nel  sec.  xiv  è  ornato  da  molte  e  belle  mi- 
niature rappresentanti  i  fatti  della  leggenda  de'  Ss.  Aimo  e  Vermondo,  e 
sono  assai  interessanti  per  i  costumi  del  tempo  in  cui  fu  scritto  il  Codice. 
Dopo  la  leggenda  vi  sono  raccontati  dei  miracoli  seguiti  per  intercessione 
di  quei  Santi,  l'ultimo  de'  quali  porta  la  data  del  1337,  ed  è  mutilo. 

La  vita  di  questi  due  Santi  che  si  pretendono  della  famiglia  Corio,  e  la 
fondazione  del  Monastero  di  Meda  furono  pubblicate  da  Emanuele  Lodi  a 
Milano  nel  1745.  Nel  1639  il  P.  Haimone  Corio  (citato  dall'  Argelati)  aveva 
già  pubblicata  la  storia  di  questi  due  Santi  dedicandola  al  card.  Teodoro 
Trivulzio  ;  ma  non  sono  nò  l'uno,  né  l'altro  il  testo  di  questo  Ms.  Il  Codice 
e  le  miniature,  ad  eccezione  della  mancanza  di  qualche  fol.  alla  fine  sono 
benissimo  conservate. 

Offloinm  diurnum  ad  usum  Humiliatorum.  (Cod.  N.  517). 

Cod.  memb.  in  fol.  p.  del  Sec.  XIII. 

D.  Carlo  Trivulzio  fece  una  nota  intorno  a  questo  Officio,  che  è  unita 


OFFICI,  OBE  335 


al  volume,  la  quale  avverte  l'importanza  di  questo  Codice,  che  contiene 
una  delle  più  antiche  Ufficiature  del  celebre  ordine  degli  Umiliati,  e  vi  fa 
osservare  diverse  cose  relative  al  calendario,  ed  alle  annotazioni  che  vi  si 
trovano.  Questo  Codice  appartenne  alla  Domus  Porte  Orientala,  come  leg- 

8kesi  sul  primo  fol.  un  pò  smarginato.  Quella  casa  fu  poi  rifabbricata  e  ri- 
otta ad  uso  Seminario  da  S.  Carlo.  Chi  desiderasse  notizie  su  questa  casa 
potrà  ritrovarle  nel  Tiraboschi  «  Monumenta  Vetera  Humiliatorum  »,  che 
ne  parla  in  più  luoghi. 

Offloio  della  B.  Vergine,  dei  Morti,  della  S.  Croce  ad  uso  della  scuola 
di  S.  Marta  in  P.  Ticinese.  (Cod.  N.  520). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XV. 

Vi  è  unito  1'  «  Officium  proprium  Sce"Marthae  »  stampato  a  Milano,  1705. 
É  acefalo,  ha  le  iniziali  miniate.  —  In  Milano  vi  erano  due  scuole  di  di- 
sciplini detti  di  S.  Marta;  da  non  confondersi  col  Monastero  di  monache 
dello  stesso  nome.  La  prima  era  accanto  alla  chiesa  di  S  Babila  e  l'altra 

Sresso  S.  Giorgio  al  palazzo.  Da  Questo  Codice  non  si  può  rilevare  a  quale 
elle  due  appartenesse  questo  Officio ,  ma  si  ha  dall'altro  Codice  N.  521 
contenente  gli  Inni,  che  era  di  Quella  presso  S.  Giorgio;  la  quale  fu  la 
prima  di  questo  ordine  fondata  a  Milano.  Questi  scolari  che  già  esistevano 
nel  sec.  xv  accompagnavano  i  condannati  ai  patibolo ,  e  ciò  sino  all'anno 
1566,  in  cui  per  opera  di  S.  Carlo  fu  questo  pio  uso  trasferito  alla  Confra- 
ternita di  S.  Giovanni  alla  Case  rotte. 

Offloio.  {Cod.  N.  1254). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

È  mutilo  in  principio  ed  in  fine. 
Offloium  B.  M.  V.  Sanctae  Crucis  etc.  (Cod.  iV.  2164). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Questo  magnifico  Officio  che  si  compone  di  200  fol.  contiene  trentatrè 
,  grandi  miniature  e  moltissime  altre  più  piccole.  Tutte  le  iniziali  sono  mi- 
niate con  profusione  di  dorature ,  e  quasi  tutte  le  pagine  hanno  il  lato 
esterno  ornato  con  bellissimi  arabeschi  e  fogliami  miniati.  E  di  una  con- 
servazione perfetta,  ed  i  colori  conservano  la  loro  primitiva  freschezza.  — 
Incomincia  col  calendario  in  francese.  Ogni  mese  occupa  un  foglio  di  cui 
il  recto  è  tutto  miniato.  Il  titolo  in  alto,  tutte  le  iniziali ,  e  le  feste  sono 
scritte  in  oro.  Al  basso  di  ogni  fol.  vi  sono  da  un  lato  un  patriarca  del- 
l'Antico  Testamento,  e  dall'altro  un  Santo  del  Nuovo.  Sul  lato  destro  del 
fol.  vi  sono  due  quadretti:  in  uno  è  rappresentato  una  scena  domestica  o 
rurale  secondo  la  stagione  in  cui  cade  il  mese;  nell'altro  il  relativo  segno 
del  zodiaco. 

Dopo  il  calendario  vengono  i  primi  capitoli  dei  quattro  evangeli.  Cia- 
scuno di  essi  è  preceduto  da  una  grande  miniatura  che  rappresenta  l'Evan- 
gelista, il  quale  scrive  avendo  accanto  a  lui  il  suo  animale  simbolico.  — 
Al  fol.  21  incomincia  l'Ufficio  della  B.  Vergine.  Ciascuna  parte  di  esso  è 
preceduta  da  una  grande  miniatura.  Seguono  poi  al  fol.  108  l'Ufficio  dello 
Spirito  Santo  ed  altre  diverse  officiature,  ciascuna  delle  quali  è  preceduta 


(fol. 
di  Cantorbóry  (fol.  193)  ed  altre  non  poche.  Quest'Ufficio  è  un  vero  gioiello. 


386  PAJELLUS  BÀBTHOLOMAEUS  VICENTINUS 


P 


PAEZ  DE  CAST1LLEJO  Hérnan-  —  Testamento.  (Cod.  N.  232). 

Cod.  memb.  in  8°  del  1596. 

Curioso  documento  per  le  disposizioni ,  e  per  gl'inventari  che  contiene. 
É  in  Spagnuolo,  le  pagine  tutte  sono  contornate  da  un  ornato  in  oro.  Il 
testatore  era  prefetto  della  Rocca  d'Angera  pel  re  di  Spagna. 

P  AGLI  ARINO  Alessandro.  —  Zibaldone.  [Cod.  N.  179). 

Cod.  cari  in  fol.  del  See.  XVI. 

Il  Pagliarino  non  è  ricordato  dal  Lomazzo,  nò  dall' Anelati  benché  Mi- 
lanese. Egli  consegnò  in  questo  volume  il  frutto  de'  suoi  studi  delineando 
le  piante  e  gli  spaccati  di  alcune  chiese  di  Roma ,  con  alcuni  disegni  di 
figure,  e  di  molte  macchine  idrauliche,  frammezzo  a  questi  fece  molte  an- 
notazioni sull'arte  sua,  e  sulla  sua  vita.  Da  queste  si  rileva  esser  esli  Mi- 
lanese, e  che  incominciò  la  sua  carriera  col  tenere  una  bottega  di  scalpellino 
e  scultore.  Andò  poi  a  Roma  e  divenne  ingegnere  architetto.  Questo  zi- 
baldone è  di  molto  interesse  rivelandoci  la  vita  di  un  nostro  artista 
che  irameri  tara  ente  rimase  ignorato.  Anche  nella  recente  pubblicazione  del 
S.  Bertolotti,  Gli  artisti  Lombardi  a  Soma,  non  si  trova  il  nome  del  nostro 
Pagliarino,  i  cui  disegni  hanno  del  merito. 

PAJELLUS  Bartolomaeus  Vicentinus.  —  Epistolae  Orationes  et  Carmina. 

(Cod.  N.  710). 

Cod.  cari  in  foL  p.  del  See.  XIX. 

In  fine  si  legge:  Exemplar  istud  epistolarum  Orationum  et  Carminum 
«  Bartholomaei  Pajeli  Nobilis  Vincentini  ab  authographis  existentibus  apud 
o  Nob.  Hyeronimuin  Pajelum  ejusdem  descendentem  transcribere  coepit  die 
«  20  Maij  et  compievi t  die  30  Junii  1828  Franciscus  Testa  Vicentinus  et 
«  die  xiii  Julii  N.  V.  March  Jo.  Ja.  Trivultio  optimo  patrono  suo  humiliter 
«  obtùlit  ». 

Di  Bartolomeo  Pajello  e  delle  sue  opere  trattò  il  P.  Angiol  Gabriello  di 
S.  Maria  (della  famiglia  Calvi)  negli  «  Scrittori  Vicentini  »  T.  II,  P.  I,  pa- 
gina cclxii  ,  dando  un'analisi  di  diverse  sue  composizioni  e  stampandone 


PÀLONTROTTO  MELCHIORRE  337 


anche  alcuni  brani.  —  Oltre  alle  lettere  di  Bartolomeo  ve  ne  sono 'alcune 
di  Guglielmo  Pajello.  Credo  che  le  opere  di  questo  autore  siano  inedite. 

PALEARI  Gabriele.  —  Lettere.  (Cod.  N.  1384). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Queste  lettere  riguardano  l'ordine  interno  della  Corte  ducale  e  le  spese 

Sersonali  di  Galeazzo  Maria  Sforza  Duca  di  Milano  per  Tanno  1475.  Il  Codice 
originale. 

Prima  d'incominciare  a  trascrivervi  le  lettere  ducali  i  fogli  furono  nu- 
merizzati.  Da  ciò  si  vede  che  sono  stati  levati  alcuni  quinterni  intermedii, 
ma  non  un  fol.  di  quelli  scritti,  ciò  risultando  da  un  indice  che  trovasi  al 
principio  dove  sono  indicate  lt>  persone  cui  sono  dirette  le  lettere,  essendo 
esse  divise  in  quattro  categorie  a  tenore  del  genere  delle  spese  cui  si  ri- 
ferivano. 

Queste  lettere  che  sono  relativamente  importanti  furono  da  me  pubbli- 
cate  nel  voi.  X  dell'Archivio  Storico  Lombardo.  Nella  prefazione  ho  detto 
quanto  mi  parve  fosse  opportuno  all'illustrazione  di  questo  Codice. 

PALMIERI  Matteo.  —  Dialogo  della  vita  civile.  (Cod.  N.  81). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XV  di  fol.  162. 

Questo  bel  Codice  fu  scritto  certamente  per  qualche  personaggio  della 
famiglia  Pandolfini,  perchè  al  pie  della  pagina  segnata  10  vedesi  1  arme  di 
quella  casa.  Essendovi  poi  nell'arme  medesima,  benché  appena  visibile ,  la 
biscia  in  sé  raccolta  e  con  una  crocetta  sopra  il  capo  (che  Agnolo  Pandolfini 
soleva  aggiungere  all'arme  della  famiglia,  come  simbolo  del  suo  amore 
per  la  pace)  potrebbe  credersi  che  per  lo  stesso  Agnolo  fosse  stato  scritto 
il  Codio».  Ed  in  questo  caso  dovrebbe  dirsi  eseguito  tra  il  1430  in  cui  l'o- 
pera fu  composta  ed  il  1446  in  cui  Agnolo  mori.  La  scrittura  però  ed  i 
fregi  del  libro  lo  fanno  sembrare  di  un'epoca  alquanto  posteriore,  cioè  della 
fine  del  sec.  xv  o  poco  prima.  Potrebbe  quindi  credersi  che  fosse  stato  scritto 
per  uno  de'  figli  ai  Agnolo.  In  principio  ed  in  fine  del  Codice  trovansi  in* 
ratti  alcune  annotazioni,  le  quali  debbono  essere  di  mano  di  qualcheduno 
de'  Pandolfini  vissuto  nel  sec.  xvi ,  poiché  fino  a  quel  tempo  arrivano  le 
notizie  famigliari  di  cui  esse  constano.  Anche  i  numeri  delle  pagine  devono 
essere  della  stessa  mano.  —  Vi  è  unita  al  volume  una  memoria  di  mano 
dell'abbate  Mazzuchelli,  della  quale  la  nota  qui  sopra  è  un  estratto. 

PÀLONTROTTO  Melchiorre.  —  Loca  precipua  et  difficiliora  Scripturae 
Sacrae  ex  originali  Hebraico  cum  vulgata  editione.    (Cod.  N.  533). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  1637. 

♦ 

D.  Carlo  fece  la  nota  seguente  sul  foglio  di  riguardo:  Di  questo  Melchior 
«  Palontrotto  sino  al  presente  non  trovo  memoria ,  se  non  se  ii  celebre 
«  Giacobo  Lelong  nella  sua  Bibl.  Sacra,  T.  II,  p.  1105,  registra  Melchior 
«  Palontrotto  fra  gli  autori  che  hanno  scritto  sopra  qualche  salmo,  citan- 
«  dolo  così:  Melchior  Palontrottus  0  (idest  Orthodoxus)  in  6  Psalm  ». 

Io  pure  feci  delle  ricerche,  le  quali  riuscirono  infruttuose.  Il  Palontrotto 
si  dice  nel  frontispizio  a  Juris  utriusque  doctor  ac  Theologiae  et  sacrae 
«  linguae  professor  ». 

Coiai.  Trivulxiana  (Stampato  il  il  novembre  iMZ)  43 


388  PABAINO  MICHELE  ALFIERE 


PANIGAROLA  Alessandro.  —  Componimenti  giovanili.    (Cod.  N.  959). 

Cod.  cart.  in  4°  g.  del  Sec.  XVII. 

L'Argelati  T.  II,  P.  I,  col.  1026,  consacra  un  articolo  ad  Al.  Panigarola, 
uscito  da  antica  famiglia  patrìzia  Milanese,  che  era  ancora  tra  i  vivi  nel 
1631,  e  di  cui  ignorasi  Tanno  della  morte.  Ivi  egli  dice,  che  giovane  diede 
grandi  speranze  di  sé,  registra  le  sue  opere,  ma  nulla  dice  di  questi  com- 
ponimenti. Nessun  altro  autore  parla  di  lui.  Questo  volume  contiene  delle 
poesie  tanto  italiane  che  latine. 

Il  frontispizio  ove  trovasi  in  oro  il  titolo:  Giovanili  componimenti  fatti 
da  Alessandro  Panigarola  detto  V  incostante,  ha  un  contorno  e  degli  ornati 
colorati.  Sulla  legatura  in  pelle  fra  ornati  in  oro  e  colori  vedesi  Tarme 
Medici  bipartita  argento  e  rosso  colle  palle,  che  appartiene  ad  una  famiglia 
Milanese  di  quel  nome.  Non  so  per  qual  ragione  le  ultime  quattro  lettere 
del  cognome  Panigarola  furono  raschiate  tanto  nel  frontispizio  quanto  nel 
primo  foglio.  Il  suo  nome  però  leggesi.  nella  sottoscrizione  ad  un  compo- 
nimento m  prosa,  che  ha  per  titolo  :  Il  primo  idolo  de*  miei  amori,  che  cer- 
tamente è  autografo. 

PANIGAROLA.  —  Notizie  sulT Archivio.  (Cod.  N.  1413). 

God.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Incomincia  con  una  lettera  del  15  Giugno  1767  diretta  al  Governatore 
di  Milano,  cui  succede  una  prefazione  nella  quale  è  esposto  lo  stato  di  quel- 
l'Archivio,  e  quali  ne  siano  le  sessioni.  Questo  Codice  è  diviso  in  varii 
capitoli  :  il  primo  ha  per  titolo  :  «  Raccolta  delle  leggi  ed  altre  ordinazioni 
«  appartenenti  *IT  Ufficio  Panigarola  sparse  per  li  decreti  ducali ,  per  gli 
«  statuti,  per  le  nuove  costituzioni  e  per  gli  editti  recenti  »,  e  contiene  il 
sunto  di  moltissimi  atti  dal  1380  sino  al  1560  divisi  in  varie  categorie. 

L'ultimo  articolo  è  un  progetto  con  osservazioni  per  il  riordinamento 
delT Archivio,  da  dividersi  in  due  parti,  Tuna  riservata  al  Governo,  T altra 
ad  uso  pubblico. 

PANITIA  Pietro  notaio  Milanese.  —  Rogiti.  (Cod.  N.  1256). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Non  sono  precisamente  rogiti,  ma  bensì  formulari  per  uso  di  un  notaio. 

Pantheittioon  sive  formula  celebrandae  Societatis  Socraticae 

(Cod.  N.  624). 

Cod.  cart.  in  8*  del  1720. 

Sul  dorso  del  libro  sta  scritto  il  nome  abbreviato  delT  autore,  cioè  CASTI. 
BVON.  Credo  sia  Castiglioni  Bonaventura,  del  quale  havvi  un  altro  Ms.  in 
questa  Biblioteca.  Non  è  citato  dall' Argelati. 

PARAINO  Michele  Alfiere.  —  Origine  e  progresso  della  divotione  a  no- 
stra Signora  nel  celebre  tempio  presso  b.  Celso  in  Milano.  Racconto 
storico  e  cronologico.  (Cod.  N.  583). 

Cod.  cart .  in  fol.  del  Sec.  XVIII.  Autografo. 


PAZZI  (ALFONSO  DE*)  839 


PÀRAINO  Michele.  —  Guida  de'  forestieri  per  Milano  antico  e  moderno 
con  la  quale  si  vedono  et  intendono  le  cose  più  rimarcabili  e  par- 
ticolari di  questa  inclita  città.  (Cod.  N.  1514). 

Cod.  cart.  in  fri.  del  Sec.  XVIII.  Autografo. 

Fu  scritta  nel  1716  come  dice  l'autore  nella  prefazione.  Precede  alla  de- 
scrizione dei  monumenti  una  storia  molto  succinta  di  Milano,  che  incomincia 
dai  tempi  favolosi  ed  arriva  sino  al  predetto  anno  1716.  In  essa  l'autore  si 
mostra  assai  parziale  per  gli  Spagnuoli,  tessendo  a  ciascuno  dei  personaggi 
di  quella  nazione  che  furono  qui  mandati  come  governatori ,  degli  elog  i 
non  solo  pomposi,  ma  spesso  anche  contrari  alla  verità.  La  parte  più  im- 

g urtante  ai  questo  Codice  è  quella  che  contiene  la  descrizione  di  Milano, 
i  trovano  in  essa  nominate  tutte  le  chiese  e  gii  edifìci  che  ornavano  la 
nostra  città,  molti  de1  quali  ora  più  non  esistono. 

L'autore  oltre  al  descriverli  ci  dà  notizie  storiche  sulla  loro  origine , 
parla  dei  quadri  che  vi  si  trovavano,  coi  nomi  dei  loro  autori.  É  un  copioso 
e  prezioso  repertorio  per  chi  cerca  memorie  storiche  ed  artistiche  dei  tempi 
fessati.  É  notato  dal  Predari  alla  pag.  554  della  Biografia  Milanese ,  che 
cita  un'altra  opera  di  lui,  che  fe  seguito  alla  Gerarchia  della  città  di  Mi- 
lano del  Benaglia.  Ne  esiste  un  altro  esemplare  all'Ambrosiana. 

PARINI  Ab.  Giuseppe.  —  Dello  studio  delle  belle  lettere.    (Cod.  N.  60). 

CocL  cart.  in  8°  del  Sec.  XVIII. 

PARINI  Ab.  Giuseppe-  —  Poesie.  (Cod.  N.  890). 

Cod.  cart  in  12°  del  Sec.  XIX. 

É  scritto  di  mano  del  marchese  G.  G.  Trivulzio. 

Pasquinate  uscite  nella  sede  vacante  per  la  morte  di  Clemente  XII 
nell'anno  1740.  (Cod.  N.  2011). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Sono  341  pagine  scritte,  poi  un  indice  che  non  è  finito,  perchè  arriva 
soltanto  alla  pag.  299,  seguito  da  12  fol.  bianchi,  dopo  i  quali  venne  ag- 
giunto da  altra  mano  e  carta  diversa,  un  «  Discorso  dell' ambasciatore  dello 
u  Stato  Ecclesiastico  al  Conlave  per  la  sede  vacante  di  Clemente  XII,  fatto 
«  partitameli  te  in  otto  distinte  udienze  a  lui  date  dal  sacro  collegio  ». 

Come  di  solito  anche  queste  Pasquinate ,  non  sono  molto  castigate ,  ed 
alcune  sono  anzi  poco  decenti. 

Patente  di  protonotariato  rilasciata  a  Leone  Ant.  Belinzago  Milanese 
dal  Card.  Cornelio  Bentivoglio  nel  1726.  Originale.     (Cod.  N.  236). 

Cod.  memo,  in  4'  del  Sec.  XVI li. 

PAZZI  (Alfonso  de').  —  Sonetti  contro  Benedetto  Varchi. 

{Cod.  N.  950). 

Cod.  cari  in  fol.  picc.  del  Sec  XVI. 

Oltre  i  sonetti  stampati  nel  volume  delle  opere  burlesche  (Firenze  1723, 


340  PERTICARI  GIULIO 


pag.  380  e  seguenti)  contiene  questo  Codice  altri  tre  che  non  sono  ivi  im- 
pressi e  cominciano. 

«  Fassi  noto  a  ciascun  com'oggi  il  Varchi  ecc. 
«  Gello  tu  te  ne  vai  poggiando  altero  ecc. 
«  Altero  sito  u  dolcemente  alberga  ecc.  » 

PELLICO  Silvio.  —  Opere.  (Cod.  N.  1). 

Cod.  cari  in  8*  del  Sec.  XIX. 

Ha  il  frontispizio  seguente  :  Poesie  inedite  di  Silvio  Pellico  da  Saluzzo. 
Torino  1837.  Chirio  e  Mina. 

Dopo  le  cantiche  vi  è  una  vita  di  Pellico  scritta  da  Giorgio  Briano.  ed 
altri  giudizi  su  diverse  persone  cavate  dai  manoscritti  di  Pellico.  Non  vi 
sono  poesie  inedite  e  l'amanuense  scrive  di  averle  copiate  dalla  edizione 
sovrastata  1837. 

PEREZ  Antonio.  —  Lettera  al  Duca  di  Lerma  e  annotazioni  fatte  sopra 
di  essa.  (Cod.  N.  246). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Questa  lettera  non  ha  data,  ma  fu  scritta  dopo  la  morte  di  Filippo  IL 

PERSIO  Antonio.  —  Trattato  dei  portamenti  della  Signoria  di  Venezia 
verso  la  Santa  Sede.  (Cod.  N.  1154). 

Cod.  cari  in  foL  del  Sec.  XVII. 

Fu  stampato  alla  Mirandola  nel  1607  da  Francesco  Oiuseppino. 

m 

PERTICARI  Giulio.  —  Commento  alle  Canzoni  di  Dante. 

(Cod.  N.  1100). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

« 

È  interpolato  con  fogli  stampati  delle  rime  di  Dante. 

PERTICARI  Giulio.  -  Lettere.  {Cod.  N.  157). 

Sono  quarantasette  lettere  autografe  dirette  per  la  maggior  parte  al 
celebre  archeologo  Bartolomeo  Borghesi,  ed  alcune  al  marchese  6.  6.  Tri- 
vulzio.  Sopra  alcune  di  queste  ultime  vi  sono  alcune  righe  del  Monti.  Vi 
furono  aggiunti  due  fol.  stampati,  nell'uno  dei  quali  trovasi  una  poesia  del 
Perticari ,  ed  una  sua  lettera  nell'altro ,  che  è  un  numero  della  Gazzetta 
Ticinese  del  5  Dicembre  1826.  Queste  lettere  interessantissime,  come  opera 
letteraria,  furono  scritte  dal  1812  al  1821. 

PERTICARI  Giulio.  —  Degli  scrittori  del  trecento  e  loro  imitatori  libri 
due.  —  Dell'amor  patrio  di  Dante  e  del  suo  libro  intorno  al  vol- 
gare eloquio.  Apologia  Parte  I  e  II.  (Cod.  N.  163). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XIX.  Autografo» 

Vi  sono  per  entro  alcune  aggiunte  di  mano  di  Vincenzo  Monti. 


PETRARCA  FRANCESCO  841 

Peri  Gesuitico.  —  Catalogo  di  alcuni  huomini  insigni  in  Santità  della 
Prov.  del  Perù  della  compagnia  di  Gesù,  Fatto  per  ordine  della 
Congregazione  Provinciale  che  si  celebrò  nei  Collegio  di  S.  Paolo 
di  Lima  Tanno  del  Signore  1630.  (Cod.  N.  258). 

Cod.  cari  in  4*  del  Sec.  XVII. 

Sono  alcune  brevi  biografie  messe  in  ordine  cronologico  di  mese 

Petitionei  civitatis  Mediolani  factae  Carlo  V  Imper.  ejusque  respon- 
siones  die  8  Septembris  1529.  (Cod.  N.  1416). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

PETRARCA  Fbancesco.  —  1  trionfi.  {Cod.  N.  902). 

Cod.  memb.  in  8*  p.  del  Sec.  XV. 

La  prima  pag.  ha  un  contorno  miniato,  e  così  pure  le  iniziali.  I  capitoli 
sono  scritti  senz* ordine,  ed  è  notabile  che  il  Trionfo  della  Castità  comincia 
diversamente  dallo  stampato. 

«  Quando  vidi  in  un  tempo  et  in  un  loco 

a  Domita  l'alterezza  degli  Dei 

a  E  l'orgoglio  degli  omeni  ad  un  gioco  »  ecc. 

Il  Ms.  non  è  piolto  corretto.  Nella  parte  interna  del  cartone  al  principio 
ed  alla  fine  vi  sono  disegnate  al  lapis  rosso  due  bellissime  teste,  che  sono 
fuor  d'ogni  dubbio  di  scuola  Leonardesca. 

PETRARCA  Francesco.  —  Rime.  (Cod.  N.  903). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Questo  bel  Codice  in  diverse  parti  è  mutilo.  La  prima  pagina  che  contiene 
il  sonetto  proemiale  è  contornata  da  un  fregio  miniato.  Negli  angoli  sono 
dipinte  in  color  bronzo  le  medaglie  di  Giulio  Cesare,  di  Nerone,  di  Tiberio, 
e  di  M.  Agrippa.  À  metà  del  fregio  a  sinistra  è  dipinto  un  cane  che  ab- 
branca un  cerbiatto  e  a  destra  è  rappresentato  un  licorno  sdraiato.  Sopra 
il  sonetto  si  vede  un  edificio,  davanti  al  quale  sta  in  ginocchio  il  Petrarca, 
a  cui  una  donna  pone  in  capo  una  corona  d'alloro;  in  lontananza  una  città. 
In  calce  alla  pagina  vi  è  la  biscia  de'  Visconti,  ed  intorno  è  scritto  FRAN- 
CISCVS  VICECÒM.  I  trionfi  hanno  il  titolo  in  latino.  In  principio  vi  è 
l'indice. 

PETRARCA  Francesco.  —  Rime.  {Cod.  N.  904). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Sopra  la  canzone  /  vo  pensando  e  nel  pensier  m'assale  leggesi  FINIS 
VITE  VETERIS.  I  componimenti  sono  numerati  con  cifre  romane  tutti  di 
seguito  indistintamente.  In  fine  del  canzoniere  leggesi  re\oa.  Seguono  i 
trionfi  FRANCISCI  PETBARCE  TRIVMPHORVM  LIBER  INCIPIT.  TRIVM- 
PHVS  AMORIS.  E  così  pure  tutti  gli  altri  hanno  il  titolo  in  latino.  Alla 
fine  è  scritto  reXoa.  Al  principio  vi  è  l'indice.  La  prima  pagina  ha  un  con- 
torno miniato,  il  titolo  in  oro ,  nella  lettera  capitale  V  il  ritratto  del  Pe- 
trarca, ed  al  pie  della  pagina  le  vestigia  d'uno  stemma  cancellato. 


342  PETEABCA  FBANCESCO 

PETRARCA  Francesco.  —  Rime.  •  {Cod.  N.  905> 

Cod.  memb.  in  12»  del  Sec.  XV. 

Questo  bellissimo  Codice  è  adorno  di  stupende  miniature  ;  la  prima  delle 
quali  che  è  posta  di  riscontro  alla  prima  pagina  occupa  tutto  il  fol.  e  rap- 
presenta il  Petrarca  che  davanti  al  suo  scrittoio  sta  componendo  il  sonetto 
proemiale,  ed  ha  ai  piedi  la  gatta  ed  uno  strumento  musicale.  Sotto  vi  è 
scritto  Tepitafio  :  Frigida  Francisci  lapis  hic  tegit  ossa  Petrarche  etc.  Ognuno 
dei  trionfi  è  preceduto  da  una  miniatura  che  copre  tutto  il  fol.  e  rappre- 
senta il  carro  trionfale  di  ciascun  tema.  Il  Codice  principia:  Incomincia  la 
vita  del  alarissimo  poeta  messere  Francesco  Petrarca  composta  per  Lionardo 
Aretino.  Segue  T  indice  alfabetico  del  Canzoniere,  indi  :  Francisci  Petrarce 
poetae  diarissimi  Sonectorum  et  Cantilenarum  liòer  incipit  feliciterà  e  sotto 
questa  iscrizione  vi  è  una  miniatura  a  foggia  di  vignetta  che  rappresenta 
la  trasformazione  di  Dafne  per  allusione  al  nome  di  Laura,  ed  alla  sua 
onestà.  In  fronte  ai  trionfi  è  scritto:  «  Domini  Francisci  Petrarce  Fiorentini 
«  poetae  clarissimi  triumphorum  liber  incipit  et  primus  feliciter  de  amore  ». 
Assai  ben  scritto  e  di  lezione  molto  corretta. 

PETRARCA  Francesco.  —  I  Triumphi.  {Cod.  N.  977). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Assai  ben  scritto  e  di  buona  lezione. 
PETRARCA  Francesco.  —  Epistolae.  {Cod.  N.  1014). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XV. 

Le  Epistolae  in  versi  furono  stampate  più  volte  e  fra  l'altre  a  Basilea 
nel  1541.  Questo  Codice  le  contiene  tutte  e  nello  stesso  ordine  che  trovatisi 
nella  predetta  edizione.  Soltanto  l'Epistola  del  lib.  Ili  che  incomincia  :  Ora- 
tutor  ingenio  quod  me  jiammanlìbus  usque  fu  om messa  nel  suo  posto;  ma 
poi  trascritta  alla  fine  del  Codice  dopo  un  brano  del  poema  Aprica  dello 
stesso  Petrarca.  Il  Codice  ha  molte  e  notevolissime  varianti.  È  ben  conser- 
vato, accuratamente  scritto ,  ma  con  molte  abbreviature.  Conserva  la  sua 
legatura  originale. 

PETRARCA  Francesco.  —  Rime.  (Cod,  N.  1015) 

Cod.  memb.  in  fol.  del  sec.  XIV. 

Di  questo  prezioso  Codice,  che  già  appartenne  al  P.  Caterino  Zeno,  eoa 
parlasi  nella  prefazione  posta  in  fronte  alla  prima  edizione  Cominiana  del 
Petrarca.  «  Si  conghiettura  scritto  a'  tempi  del  poeta,  di  mano  di  qualche 
«  uomo  letterato  e  diligente  essendo  correttissimo  e  concordando  a  meraviglia 
«  colle  migliori  edizioni.  I  trionfi  però  sono  stati  aggiunti  da  mano  più  re- 
«  cente  intorno  al  1 400,  e  sono  men  corretti  del  canzioniere  » .  In  una  nota 
poi  al  catalogo  delle  edizioni  del  Petrarca  i  Sig.ri  Volpi  chiamano  auesto 
Codice  impareggiabile,  e  nel  catalogo  stesso  fanno  osservare  che  il  Codice 
è  scritto  in  due  colonne  co'  versi  che  seguono  uno  rimpetto  air  altro.  Non 
venne  però  tenuto  ugual  modo  nei  trionfi,  che  quantunque  scritti  anch'essi 
in  due  colonne  hanno  i  versi  uno  sotto  dell'altro  in  ciascuna  colonna.  Il 
Codice  contiene  alcune  di  quelle  rime  che  vendono  poste  nella  Giunta  sic- 
come a1  loro  luoghi  notano  i  diligentissimi  Volpi. 


PETKONIUS  BAETHOLOMAEUS  34S 

Al  Canzoniere  precede  l'indice  delle  Rime  in  carattere  rosso,  e  la  prima 
pagina  del  Canzoniere  ha  intorno  un  fregio  miniato  che  porta  in  calce  lo 
scado  di  un'arma  che  ora  è  cancellata.  I  trionfi  hanno  le  iniziali  miniate; 
ed  i  titoli  sono  di  mano  più  recente. 

PETRARCA  Francesco.  —  I  trionfi.  (Cod.  N.  1016). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Contiene  il  testo  corredato  di  una  amplissima  esposizione,  l'autore  della 
quale  o  almeno  il  copista  dovette  essere  Napoletano ,  perchè  scrive  conti- 
nuamente quisto  per  questo,  comincianno  per  cominciando  e  simili,  con  in- 
flessione propria  di  quel  popolo.  La  lezione  è  piuttosto  scorretta.  Il  testo  è 
scritto  in  carattere  rosso  ed  il  commento  in  nero.  In  fronte  al  primo  ca- 
pitolo del  Trionfo  d'amore  leggesi  :  Amor  vincit  mundum:  ed  altri  titoli  di 
simil  natura  leggonsi  al  principio  degli  altri  trionfi.  Sull'ultima  carta  è 
stato  raschiato  il  nome  dell' autore  della  esposizione  o  dell'amanuense  o 
dell'antico  possessore  del  Codice.  L'esposizione  non  corrisponde  a  veruna 
delle  stampate  che  si  conoscono  comunemente,  per  cui  sembra  che  sia 
inedita. 

PETRASANTA  Franciscus.  —  De  laudibus  Galeacii  ducis  Mediolani. 

(Cod.  N.  700). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Il  Codice  incomincia  colla  seguente  intestazione  in  lettere  capitali  : 
«  Francisci  Petrasanctae  de  laudibus  divi  Galeacii  illustrissimi  Mediolanen- 
«  sium  principis  apud  ducales  aulicos  Oratio  ».  La  lettera  iniziale  con  cui 
incomincia  l'orazione  è  miniata  e  dorata.  Come  appare  dalla  data  cheleg- 
ge6i  alla  fine  fu  recitata  il  1°  Settembre  del  1466. 

L'Argelati  che  citò  altre  opere  di  questo  autore  non  conobbe  questa  che 
è  inedita. 

PETRONIUS  Bartholomaeus.  —  Grammatica.  (Cod.  N.  784). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV 

Il  1°  fol.  ha  una  inquadratura  miniata  colle  imprese  Sforzesche  e  lo 
stemma  Visconteo  a  pie  della  pagina  accostato  da  due  puttini.  Vi  si  legge 
in  oro  in  lettere  maiuscole  il  seguente  titolo:  «  Bartholomei  Petronii  Cre- 

«  monensis  de  arte  grammatica  regule  ad  eruditionem  111.™  et  Ex.m  D.  Jo 
«  Galeacii  ducis  Mediolani  Sexti  ». 

Gian  Galeazzo  aveva  otto  anni  quando  nella  festa  di  S.  Stefano  26  Di- 
cembre 1476  fu  assassinato  il  duca  Galeazzo  Maria  suo  padre.  Nel  susse- 
guente 9  Gennaio  Cicco  Simonetta  lo  fece  solennemente  riconoscere  come 
Duca  e  venne  proclamata  la  tutela  della  duchessa  Bona  di  Savoia  con  istro- 
mento  che  fu  pubblicato  dal  Rosmini  a  pag.  150  del  voi.  IV  della  sua  Storia 


figli 

vedervi  il  motto,  usato  anche  sulle  monete,  Ludovico  patruo  gubernante  fa 
credere  che  sia  stato  scritto  prima  del  1480,  anno  in  cui  Lodovico  il  Moro 
fu  proclamato  tutore  del  Duca  e  reggente  dello  Stato.  La  perfetta  conser- 
vazione del  volume  è  prova  sufficiente  per  asserire  che  non  fu  mai  adòpe 
rato,  o  ben  poco.  Non  no  trovato  alcun  autore  che  faccia  menzione  di  questo 


344  PETKUS  DE  RIGA 


Bartolomeo  Petroni  Cremonese,  che  sarà  stato  probabilmente  un  oscuro 
maestro  di  grammatica,  forse  chiamato  a  quell'ufficio  più  che  dal  merito 
dalla  protezione  di  qualche  cortigiano  o  secretario  ducale.  Le  lettere  iniziali 
sono  tutte  miniate. 

PETRUS  Novariensis  seu  Lombardus.  —  Liber  sententiarum. 

(Cod.  N.  719). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec  XV. 

La  metà  del  Codice  è  occupata  dall'opera  di  Pietro  Lombardo  in  fine 
della  quale  si  legge:  «  Hoc  in  libro  reperitur  quioquid  de  deo  sentitur  et 
«  hic  est  finis  brevis  lecturae  sententiarum  et  noviter  composita  per  rove- 
ti rendissimum  Magistrum  Petrum  .Novariensem  sacrae  theologiae  profes- 
«  sorem  doctoremque  civem  parisiensem,  et  sunt  scripta  per  me  Johannem 
«  Ambergh  de  Ruremundis  clericum  Leodiensis  dioecesis  cujus  vitam  Deus 
«  dirigat  et  ad  illum  fìnem  et  notitiam  atque  gaudium  perducat  sempi - 
«  ternum  amen  ». 

Indi  segue  il  seguente  ricordo  del  possessore:  «  Ego  Antonius  de  Cor- 
ei tesiis  Scriptor  Apòstolicus  emi  hunc  librum  a  Joanne  de  Florentia  carto- 
«  lario  in  Roma  prò  florenis  tribus  die  xxv  Julii  1454. 

L' altra  metà  del  Codice  è  occupata  da  un  trattato  di  rettorica  in  latino 
con  postille  marginali  dello  stesso  Cortesi.  Questa  seconda  parte  del  Codice 
è  scritta  da  altra  mano.  Unita  al  voi.  trovasi  la  nota  seguente:  «  Questo 
«  volume  merita  considerazione  anche  per  aver  appartenuto  al  celebre  An- 
«  tonio  Cortesi  che  fu  padre  del  famoso  Paolo.  Di  questi  due  soggetti  ne 
«  parlano  il  Tiraboschi  ed  altri  scrittori  di  storie  letterarie  ».  Su  Pietro 
Lombardo  vedasi  quanto  ne  scrive  il  Fabricio  T.  V,  pag.  262,  ed  il  Tira- 
boschi  Voi.  Ili,  pag.  301  e  seguenti. 

PETRUS  De  Riga   —  Aurora  seu  biblia  cannine  reddita.    (Cod.  N.  687). 

Cod.  memb.  in  4°Ldel  Sec.  XII  di  fol.  235. 

Mancano  tre  fol.  al  principio ,  ed  altri  alle  fine,  essendovi  soltanto  una 
parte  degli  Atti  degli  Apostoli ,  cioè  sino  al  verso  20  del  Cap.  V.  Questa 
parafrasi  in  versi  della  Biblia  fu  composta  in  origine  da  Pietro  da  Riga  , 
ma  poi  venne  interpolata  da  Egidio  Parisiense. 

Questo  Codice  contiene  il  testo  interpolato,  come  si  ricava- dai  seguenti 
versi  che  si  trovano  alla  fine  di  un  avvertimento  che  vien  dopo  il  Vecchio 
Testamento  : 

«  Scire  cupis  lector  quis  codicis  istius  auctor 
a  Audi  quid  brevi  ter  dicat  ad  ista  liber 
a  Petrus  et  Egidius  me  conscripsere  sed  illa 
«  Auctor  corrector  ultimus  ille  fuit 
«e  Iste  prior  ramus  hic  Parisiensis  etc.  » 

Nei  versi  susseguenti  dà  notizie  sui  due  autori.  Su  di  essi  e  sulla  loro 
opera  sono  da  consultarsi  il  Fabricio  «  Bib.  lat.  »,  pag.  i77,  e  Policarpo 
Levser  «  Hist.  poeseos  medii  aevi  »  pag.  692.  Questo  Codice,  ad  eccezione 
delle  mancanze  suaccennate ,  è  ben  conservato ,  ben  scritto  con  gli  argo- 
menti dei  capitoli  in  rosso. 

I  manoscritti  di  quest'opera,  al  dire  del  Fabricio,  non  sono  rarissimi, 
essendovene  non  solo  in  Francia ,  ma  anche  in  Germania ,  in  Italia  ed  in 
Inghilterra. 


PHILELPHUS  FRANCISCUS  345 


Phalarides  Epistolae  e  graeco  in  latinum  versae  et  Malatestae  Novello 
dicatae.  "  (Cod.  N.  667). 

Cod.  eart.  in  4*  del  See.  XVI. 

É  la  tradazione  di  Francesco  Aretino. 

PHILELPHUS  Franciscus.  Oratio  parentalis  de  Divi  Francisci  Sphortiae 
mediol.  ducis  felicitate.  (Cod.  N.  684). 

Cod.  memb..  in  8°  del  Sec.  XV. 

In  fine  si  legge:  a  Qaae  quidem  oratio  habita  est  ab  eodem  Francisco 
«  Philelpho  equite  aurato  laureatoque  poeta  in  ecclesia  cathedra  li  Medio- 
«  lani  die  lunae  vii  Idus  Martias  anno  a  natali  chris tiano  millesimo  qua- 
«  dringentesimo  sexagesimo  se p timo  ». 

Sul  fol.  di  riguardo  vi  è  il  nome  di  un  antico  possessore  del  Codice 
Alexandri  Magnocaballi  I.  GC.  Il  volume  benissimo  scritto  conserva  intatta 
la  sua  legatura  originale  in  cuoio  con  ornati  impressi. 

PHILELPHUS  Franciscus.  (Cod.  N.  730). 

Cod.  memb.  in  4°  del  See.  XV. 

I.  Oratio  de  laudibus  divi  principis  Philippi  Mariae  Angli  habita  apud 
Senatum  et  Mediolanensem  populum. 

Questa  orazione  fu  recitata  nel  giorno  del  Corpus  Domini  dell'anno  14i6 
venne  molto  lodata  nella  vita  del  Filelfo,  T.  II,  pag.  19,  dal  Rosmini  che 
l'asserisce  migliore  delle  altre  tutte,  degna  dell'onore  della  stampa,  essa  è 
però  tuttora  inedita. 

II.  Supplicazione  a  la  Sanctissima  Vergine  Maria  per  la  conservazione 
del  gloriosissimo  principe  Filippo  Maria  Anglo. 

Questa  Supplicazione  a  M.  V.  fu  stampata  a  Milano  nel  1494  da  Filippo 
Mantegazza  in  seguito  alla  vita  di  S.  Giovanni  Battista  in  terza  rima , 
dello  stesso  Filelfo. 

III.  Libro  appellato  Rosario,  odor  di  vita. 

Questo  opuscolo  fu  stampato  in  Firenze  per  cura  di  Fil.  Luigi  Polidori 
dalla  Società  Poligrafica  Italiana  nel  1845.  L'editore  appoggiato  ad  una 
lettera  anonima  da  lui  trovata  in  un  Codice  Riccardiano  attribuì  quest'opera 
ad  un  Matteo  de'  Corsini.  Altri  autori  però  non  divisero  l'opinione  del  Po- 
lidori. Fran.  Palermo  l'illustratore  dei  Codici  della  Bib.  Palatina  di  Firenze 
riassunse  (Voi.  I,  pag.  205)  quanto  scrissero  in  proposito  l' Allacci  ed  il  Cre- 
scimbeni.  Qualunque  ne  sia  l'autore  quest'operetta  è  assai  ben  scritta,  e 
questo  Codice  non  fu  conosciuto  dal  Polidori  che  non  avrebbe  certo  man- 
cato di  parlarne  come  fece  degli  altri.  D.  Carlo  Trivulzio  aveva  scritto  una 
nota  sopra  il  contenuto  di  questo  Codice  e  specialmente  sul  Rosario  di  vita, 
e  sulle  notizie  che  vi  si  trovano  sul  Petrarca,  ma  non  vi  è  in  essa  cosa  al- 
cuna da  aggiungere  a  quanto  scrissero  dopo  di  lui  il  Polidori  ed  il  Palermo. 

IV.  Poesie  sulla  morte. 

Da  mano  diversa  nel  Sec.  xvi  fu  aggiunta  alla  fine  del  Codice  questa 
poesia,  che  rimase  interrotta  dopo  il  primo  mezzo  verso  dell'  ottava  sestina. 
Non  vi  è  nome  d'autore  e  la  credo  inedita. 

PHILELPHUS  Franciscus.  —  Sphortiados.  (Cod.  N.  731). 

Cod.  cari  in  fol.  del  See.  XV. 

Contiene  otto  libri  di  questo  poema.  A  pie  della  prima  pagina  vi  sono 
gli  stemmi  del  Filelfo  e  della  moglie  sua  Orsetta  Osnaga,  colle  iniziali  del 

Calai.  Trivulziana  [Stampato  il  17  novembre  1883)  44 


846  PHILELPHUS  FRANCISCUS 


nome  di  lui  FR.  PH.  Le  iniziali  dei  libri  ne'  quali  è  diviso  il  poema  sono 
miniate.  È  scritto  assai  accuratamente  in  bel  carattere  corsivo,  con  larghi 
margini  su  carta  bombacina.  Vi  è  Qualche  rara  correzione  di  mano  del  Fi- 
lelfo.  Di  tutti  i  Codici  della  Sforziate  questo  è  certamente  il  più  prezioso, 
perchè  vale  come  se  fosse  autografo.  Il  Filetto  non  compì  questo  poema 
che  doveva  essere  in  24  canti.  Dalla  lettera  di  lui  parrebbe  che  avesse  già 
finito  il  IX  ed  il  X  canto  e  stasse  lavorando  air  XI ,  ma  i  diversi  Codici 
conosciuti  che  si  hanno  di  questo  poema  non  contengono  che  questi  primi 
otto  canti.  Mi  venne  detto  però  che  ne  è  stato,  tempo  fa,  scoperto  uno  che 
ne  contiene  di  più.  Il  Rosmini  nel  T.  II,  pag.  156  e  seguenti  della  vita 
del  Filelfo  parla  a  lungo  di  quest'opera  ch'egli  loda  come  la  migliore  che 
uscisse  dalla  sua  penna,  e  dà  un  sunto  di  ciascuno  degli  otto  libri.  Nello 
stesso  Voi.  II  a  pag.  323  trovasi  la  descrizione  fatta  da  D.  Carlo  Trivulzio 
degli  stemmi  che  sono  sulla  prima  pagina  del  Filelfo  e  della  moglie,  come 
pure  di  quello  degli  Sforza  di  S.  Fiora,  sormontato  da  cappello  cardinalizio 
che  vedesi  sulla  bella  e  ricca  legatura  antica. 

PIHLELPHUS  Franciscus.   —  Al  gloriosissimo  principe  Philippo  Maria 
Anglo  la  Vita  del  Sanctissimo  Johanni  Baptista.        {Cod.  N.  732). 

Cod.  m«mb.  in  foL  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice  è  bellissimo  e  benissimo  conservato.  Sull'alto  del  1°  fol. 
sono  miniate  le  armi  del  Principe  cui  appartenne,  ed  a  cui  fu  dedicato.  Le 
iniziali  de'  canti  sono  d'oro  con  ornamenti  miniati.  In  fine  si  legge:  «  Finis 
«  Mediolani  mccccxIv  die  corporis  Christi.  Guidonis  Paratio  Cremensis  ».  Chi 
era  questo  Guido  Parati  o  Parazio  ?  Fu  esso  lo  scrittore  del  Codice ,  e  ne 
fu  possessore  ?  Questa  seconda  supposizione  mi  pare  poco  probabile,  perchè 
il  duca  Philippo  Maria,  assai  devoto  a  S.  Giov.  Battista  era  ancora  vivo 
nel  1445,  ed  è  inverosimile  che  il  Codice  uscisse  dalla  sua  libreria.  —  Sono 
48  canti  in  terza  rima  e  finiscono  con  un  capitolo  nel  quale  il  poeta  si  racco- 
manda al  Duca  suo  Mecenate.  Fu  stampato  in  Milano  per  »  Magistrum 
Philippum  Mantegatium  dictum  Cassanum  opera  et  impensa  Petri  Justini 
Philelti  di  vili  mensis  Marti i  1494  «  In  seguito  vi  è  stampata  quella  Sup- 
plicatione  di  cui  ho  parlato  più  sopra  nel  Cod.  730,  la  quale  porta  la  data 
del  1446.  Rai.  Julias. 

Il  Rosmini  parla  di  quest'opera  nella  vita  del  Filelfo,  T.  II,  pag.  15. 

PHILELPHUS  Franciscus.  —  Lettere  ed  Orazioni  latine. 

{Cod.  N.  733). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XV. 

In  fine  del  Codice  leggasi  :  «  Scripta  fuerunt  per  me  Nicolaum  Boneti 
«  Mediolani  in  domo  Comitis  Johannis  Borrhomei  » .  In  una  nota  quasi  in- 
decifrabile, che  segue,  vedesi  il  nome  di  Gabriele  Fontana  Paveri ,  che  fu 
scolaro  del  Filelfo,  ed  autore  di  diverse  opere  che  trovansi  Mss.  in  questa 
Biblioteca  e  la  data  1466. 

PHILELPHUS  Franciscus.  —  Plutarchi  Cheronensis  Àpophtegmata  ad 
Trajanum  Caesarem.  {Cod.  N.  796) 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XV.  ' 

Incomincia  colla  lettera  del  Filelfo  «  Ad  magnanimum  et  illustrem  pnn- 
«  cipem  Philippum  Mariam  Anglum  inclitum  Mediolanensium  ducem  Fran 


PHILELPHUS  FRANCISCUS  347 

—        ^^mm^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^m      11   ■  ■       ii  ■  ____^__  _. ' " ' J**~ 

«  cisti  Philelphi  prefatio  in  Plutarchi  Cheronensis  apophtegmata  ad  Traja- 
*  «  num  Caesarem  ».  la  fine  del  libro  lesesi:  Expletum  per  me  Balsarinum 
«  Cavmum  pridie  Kalendas  Decembris  MccccLxini  » . 

Ha  le  iniziali  miniate  al  principio  della  lettera  dedicatoria ,  e  dell'opu- 
scolo. Le  altre  sono  in  rosso  ed  azzurro. 

PHILELPHUS  Franciscus.   —  Plutarchi  apophtegmata  laconica. 

(Cod.  N.  797). 

God.  cart.  in  8*  del  Sec  XV. 

Incomincia:  «  Francisci  Philelphi  praefatio  ad  Nicolaum  V  summum 
o  pontificem  in  Plutarchi  Cheronensis  apophtegmata  laconica  ». 
In  fine  leggesi:  «  Mediolani  Kal.  Octobr.  mcgggliiii  ». 

PHILELPHUS  Franciscus.  —  Opuscula  varia.  (Cod.  N.  798). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XV. 

1 .  «  Historia  mysterii  absconditi  inter  Judeos  de  Jesu  Christo  traductum 
«  de  greco  in  latinum  per  Franciscum  Philelphum  ». 

Questa  traduzione  è  indirizzata  dal  Filelfo  •  Viro  religioso  Fratri  Alberto 
t  Santianensi  »  e  la  lettera  porta  la  data  «  Mediol.  ili  Nonas  Aprilis  ». 
Laonde  il  Codice  presente  corrisponde  a  quello  di  cui  1 Ab.  Andrèis  diede 
notizia  al  cav.  Rosmini  (Vita  di  Fr.  Filelfo,  T.  II,  pag.  240). 

Il  Filelfo  stampando  nel  1476  questa  traduzione  e  indirizzandola  al  Pon- 
tefice Sisto  IV  dice  di  averla  fatta  cum  in  ptesentia  legeret  la  storia  so- 
pranotata in  un  Codice  ove  essa  era  contenuta.  Vero  è  però  che  la  dettatura 
della  versione  varia  assaissimo  nel  Codice  da  quella  della  stampa;,  sicché 
se  il  Filelfo  non  poteva  asserire  d'aver  improvvisata  questa  traduzione  nel 
1476,  avendola  già  fatta  un'altra  volta,  poteva  asserirlo  almeno  quanto  al- 
l'averla rinnovata. 

2.  Pontii  Pilati  epistolae,  ad  Claudium  imperatorem  de  Christo. 

3.  Oratio  habita  per  Dominum  Franciscum  Philelphum  in  funere  L.  Bai- 
desaris  de  Castiliono  equitis  Mediolanensis  (inedita). 

4.  Index  librorum  graecorum  in  quolibet  literarum  genere. 

5.  Oratio. 

PHILELPHUS  Franciscus.  —  Oratio  parentalis  de  Divi  Francisci  Sphortiae 
Mediol.  dncis  felicitate.  (Cod.  N.  799  e  800). 

Cod.  cart.  in  8*  del  Sec.  XV.  Due  esemplari. 

PHILELPHUS  Franciscus.  —  Opuscula  varia.  {Cod.  N.  801). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XV. 

1.  Francisci  Philelfi  de  laudibus  principis  Philippi  Mariae  Angli  Oratio 
habita  apud  Senatum  et  Mediol.  populum  (inedita). 

In  fine  leggesi:  •  Finis  Med.  xvi  Eal.  Julias  1446  *. 

2.  Dopo  la  suddetta  orazione  il  Codice  è  mancante,  e  ricomincia  con  un 
frammento  :  «  Socii  divine  et  humane  domus  existant  » .  £1  frammento  ter- 
mina :  a  Et  ne  tedio  longi  sermonis  redarguar  censui  presens  matrimonium 
«  sub  tali  serie  fore  celebrandum  ».  Seguita  quindi:  a  Pro  nuptiis  matri- 
«  monialibus.  Gravissimum  mihi  fore  reputo  ». 

3.  Oratio  in  capitalo  Provinciali.  «  Etsi  sepenumero  imbecillitatem  in- 
«  genii  deplorandone  » . 


348  PHILOMUSUS  FBANCISCUS  PISAUBENSIS 


4.  Seguono  diversi  prìncipii  di  orazioni  in  latino  che  sembrano  eserci- 
tazioni rettoriche.  Tranne  la  prima  orazione  in  lode  del  duca  Filippo  Maria 
il  Codice  non  dà  criteri  per  farci  sicuri  che  le  altre  cose  siano  del  Filelfo. 

PHILELPHUS  Franciscus.  —  Lettere  greche  e  latine  in  48  libri. 

(Cod.  N.  873). 

Cod.  cari  in  fol.  mass,  del  Sec.  XV. 

Questo  preziosissimo  Codice  di  cui  parlava  a  lungo  Angelo  Teodoro  Villa 
nella  Raccolta  Milanese  (Fase.  X  e  XIX)  ed  il  Rosmini  nella  Vita  del  Filelfo, 
contiene  48  libri  di  lettere  greche  e  latine  scritte  in  bel  carattere  assai 
chiaro  e  disposte  in  ordine  cronologico. 

Le  stampate  nell'edizione  di  Venezia  del  1502  in  fol.  non  arrivano  che  a 
39  libri,  cosicché  il  Ms.  presente  contiene  9  libri*  di  lettere  inedite.  Le  greche 
sparse  nei  varii  libri  sono  in  numero  di  HO  e  nessuna  è  stampata,  tranne 
tre  sole  pubblicate  colla  traduzione  italiana  dal  Villa  nella  suddetta  Raccolta 
Milanese,  ed  un'altra  che  il  cav.  Rosmini  ha  inserito  nella  sua  Vita  del  Fi- 
lelfo colla  versione  del  conte  Carlo  Ottavio  Castiglioni.  L'ultima  lettera  greca 
di  questo  Ms.  diretta  a  Demetrio  Galcondila  ha  la  data  del  28  Maggio  1477 
ed  e  seguita  da  sei  linee  di  una  lettera  al  Cardili.  Francesco  Piccolomini 
vescovo  di  Siena,  dopo  la  quale  il  Codice  è  mutilo.  La  carta  del  Ms.  è  assai 
consistente ,  benissimo  conservato  il  volume ,  se  non  che  vi  mancano  la 
prima  e  l'ultima  carta,  levate  non  si  sa  perchè.  Apparteneva  alla  Biblioteca 
capitolare  della  metropolitana  di  Milano,  alla  quale  il  Filelfo  aveva  legato 
la  sua  libreria  in  sostituzione  di  un  suo  figlio  a  lui  premorto ,-  e  da  essa 
passò  per  compera  in  quella  del  marchese  Alessandro  Trivulzio.  (Vedi  Ro- 
smini nella  Vita  del  Filelfo,  T.  Ili,  pag.  103). 

PH1LELFO  Giov.  Mario.  —  Officio  della  B.  V.  {Cod.  N.  909). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Ha  le  iniziali  dorate  e  miniate  e  lo  stemma  Estense  a  piò  della  prima 
pagina. 

Mario  Filelfo  indirizzava  la  sua  traduzione  dell'Ufficio  della  B.  Vergine 
A  lì  inclito  et  illustrissimo  Principe  Sorso  duca  di  Modena  con  una  dedica- 
toria in  terza  rima,  come  in  terza  rima  è  il  rimanente  del  Codice. 

Dopo  l'Ufficio  della  B.  Vergine  seguono  i  Salmi  penitenziali  :  poi  le 
Litanie  de'  Santi,  ma  queste  sono  in  settenari  rimati  due  a  due:  l'Officio 
della  Santa  croce  :  le  óre  dello  Spirito  Santo  :  ed  in  fine  diverse  altre  ora- 
zioni per  la  massima  parte  in  terza  rima. 

Il  Codice  è  benissimo  scritto  e  conservato.  Gli  avvertimenti  al  lettore  sono 
sempre  scritti  in  rosso  ed  in  versi. 

PH1LOMEDIS  poetae  Macaronici.  —  Carmina.  (Cod.  N.  647). 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Al  principio  sul  frontispizio  vi  è  la  data  1615. 

Non  è  citato  questo  autore,  che  credo  pseudonimo  da  nessun  biografo 
e  bibliografo. 

• 

PHILOMUSUS0 Franciscus  Pisaurensis.  —  Opuscula.  (Cod.  N.  783). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

1.  Epicedion  in  funere  clarissimi  equitis  Nicolai  Savorgnani  (esametri 
latini). 


V 


PIROVANO  GIOVANNI  349 


2.  Oratio  in  funere  splendidissimi  equitis  Nicolai  Savorgnani. 

3.  Oratio  in  adventu  Beatricis  Aragoniae  Pannoniarum  regina  e. 

4.  Epitaphium  Victoriae  pulcherrimae  mulieris  Phannensis. 
5  e  6.  Aliud,  et  aliud  idem. 

Il  Filomuso  fu  amico  e,  secondo  il  Giovio,  molto  stimato  dal  Bembo.  Il 
Fabricio  nel  <*  Conspectus  Thesauri  librarii  Italiae  »  pag.  445 ,  scrive  che 
quantunque  non  avesse  mai  veduto  alcun  di  lui  scritto,  pure  lo  riputava 
degno  di  essere  posto  nei  suoi  Elogi,  per  il  solo  fatto  d'aver  goduto  della 
stima  ed  amicizia  di  tanto  uomo  qual  fu  il  Bembo.  Questo  Codice  come 
appare  da  diverse  note  che  sono  alla  fine  del  volume  appartenne  antica- 
mente ad  Alvise  Andriani,  o  Adriani,  segretario  del  Senato  della  Rep.  Veneta, 
Soi  ad  Innocenzo  de  Al  bis  Vicentino.  La  scrittura  di  queste  note  sembra 
ella  fine  del  sec.  xvi  o  principio  del  seguente.  Da  una  nota  poi  che  trovasi 
sul  primo  fol.  di  riguardo  appare  che  nel  1763  questo  Codicetto  autografo 
era  stato  donato  al  Pat.  Ven.  Maria  Antonio  Savorgnan  da  un  frate  Luigi 
Baroni  Servita-  Le  iniziali  de'  principali  componimenti  sono  in  oro  e  miniate. 

PIETRA  famiglia.  —  Breve  epilogo  della  nobiltà  ed  antichità  della  fa- 
miglia de^  Conti  Pietra  di  Vigevano.  (Cod.  N.  1806). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI II. 

a 

Credesi  opera  del  conte  Antonio  Pietra.  Vedasi  anche  intorno  a  questa 
casata  il  Cod.  1807  sotto  il  titolo  di  Serie. 

P1ETRAGR0SSA.   -  Storia  di  Pavia.  {Cod.  N.  1435). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  1760. 

Sul  frontispizio  leggesi  che  arriva  sino  all'anno  1R51,  ma  vi  furono  fatte 
delle  aggiunte  che  vanno  fino  al  1567.  Questa  copia  fu  fatta  da  Leopoldo 
Riva  Pavese  nel  1760  sopra  il  Codice  che  esisteva  in  casa  Mezzabarba. 

L'opera  è  inedita  e  non  manca  di  pregio. 

PIETRO  Andrea  Catalano.  —  Trattato  di  Mascalcia.  (Cod.  N.  277). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI  di  fol.  53. 

Alla  fine  prima  dell'indice  si  legge  : 

«  Finisse  el  libro  de  Mascalchia  de  Pietro  Andrea  homo  antiquo  et  exper- 
tissimo  ne  l'arte  equestre  de  la  inclita  May  està  del  S.°  re  don  Ferrando 
de  Aragona  et  per  comandamento  de  sua  S.a  Mayestà  scritto  et  traduto 
de  Gathalano  in  idioma  Italiano  et  scritto  anchora  da  parte  dello  111 mo 
S.  Federicho  delli  S.ri  et  Conti  di  Sanzorzo  per  mano  de  me  Jo.  Jacobo 
de  Poncebo  de  Bayro  desiderosissimo  et  obsequioso  servo  de  esso  re  ne 
Tanno  del  Signore  1550  a  di  20  di  Aprile  +  ». 

PIROVANO  Giovanni.  —  Tractatus  algebrae  et  geometriae. 

(Cod.  N.  219). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Il  nome  del  Pirovano  si  legge  sul  primo  fol,  ma  non  può  essere  il  nome 
dell'autore  ;  ma  deve  essere  quello  del  possessore,  che  dalla  scrittura  appare 
posteriore.  Ho  conservato  quel  nome,  perchè  cosi  trovasi  notato  nel  catalogo 
della  Bib.  Belgi oj oso,  dalla  quale  proviene. 


850  PLATONIS  ktc. 


PITTI  Iacopo  Senator  Fiorentino.  —  Istoria.  (Cod.  N.  291). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XIX. 

É  una  copia  del  Ms.  della  Magliabecchiana  alla  Classe  XXV,  Cod.  N.  349 f 
autografo  in  fol.  È  la  Storia  di  Firenze  dal  1527  al  1530:  epoca  assai  im- 
portante, perchè  in  essa  seguì  la  mutazione  dello  Stato. 

PLATINA  Bartholomàeus.  -  De  Amore.  {Cod.  N.  649). 

Cod.  memb.  in  16°  del  Sec.  XVI. 

La  prima  pagina  è  ornata  di  miniature,  in  alto  vi  è  una  colomba  sopra 
una  fiamma,  al  basso  un'arme;  composta  di  un'aquila  bianca  in  campo 
azzurro  accostata  dalle  iniziali  N.  I.,  intorno  corre  un  fregio.  È  unita  al 
volume  una  illustrazione  dell' Ab.  Mazzuchelli,  che  tratta  anche  delle  edi- 
zioni che  furon  fatte  di  quest'opera,  e  degli  interlocutori  che  sono  intro- 
dotti nel  dialogo. 

PLATINA  Bartholomàeus.  —  De  honesta  voluptate  et  valetudine. 

(Cod.  N.  734). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec  XV. 

Questo  bellissimo  Codice  di  perfetta  conservazione  colla  sua  legatura 
originale  ha  tutte  le  lettere  iniziali  dorate  e  miniate  con  puttini  ed  uccelli. 
Il  titolo  è  in  oro ,  ma  in  parte  fu  raschiato  e  probabilmente  vi  erano  le 
parole  seguenti,  che  si  leggono  nelle  edizioni  stampate  di  quest'opera:  «  Ad 
«  B.  Roverellam  Sancti  Clementis  presbiterum  Gardinalem  ».  A  pie  della 
pagina  entro  corona  di  lauro  eravi  un'arme  cardinalizia,  deducendosi  questo 
aa  qualche  resto  di  cappello  rosso.  Probabilmente  questo  era  l'esemplare 
offerto  dal  Platina  al  Card.  Roverella. 

PLATINA  Bartholomàeus.  —  De  falso  ac  vero  bono.        (Cod.  N.  805). 

Cod.  cart  in  fol.  picc  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice  che  apparteneva  al  prof.  Giuseppe  Beltramelli  di  Bergamo 
fu  da  lui  illustrato  sull'ultima  carta  ai  risgmardo.  Ivi  egli  fa  osservare  che 
in  questo  Ms.  i  dialoghi  sono  indirizzati  Divo  Paulo  II  Pont.  Max.  laddove 
T  Arisi  (dopo  vani  altri]  negli  Scrittori  Cremonesi  li  dice  dedicati  Divo 
Stato  IV  Pont  Max.,  dal  che  argomenta  che  il  Platina  avendo  scritta  que- 
st'operetta dapprima  coir  idea  di  offrirla  al  pontefice  Paolo  II,  l'abbia  di 
poi  (e  forse  dopo  averla  effettivamente  presentata  a  quel  Pontefice)  offerta 
al  suo  successore. 

Anche  negli  interlocutori  hawi  differenza  fra  quelli  del  presente  Ms.  ed 
i  nominati  dall'Ansi.  In  fine  del  Codice  leggesi:  «  Dialogi  iij  de  vero  ac 
«  falso  bono  finis  a  Bartholomaeo  Platyna  editi  et  Paulo  I  pont.  max.  die  ». 

PLATONIS  Atheniensis  Phiiosophi  illustrissimi  Coelestis  noliticae  liber 
a  graecis  literis  in  latinas  conversus  per  Pètrum  Candidum  Decem- 
bnum.  (Cod.  N.  683). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XV. 

Incomincia:  «  Decembris  oratoris  in  traductione  totius  Politicae  Pia- 
tonis  etc.  etc.  ad  ducem  Glowcestrensem  Anglum  principem. 


POESIE  ecc.  851 


L'Argelati,  T.  II,  P.  II,  col.  2107 ,  cita  la  traduzione  della  Repub.  di 
Platone  fatta  da  Uberto JDecembrio.  Questo  Codice  contiene  soltanto  il  I  ed 
il  V  libro,  che  sono  preceduti  da  una  lettera  del  Decembrio.  Il  Codice  termina 
con  un'altra  Epistola  del  Duca  di  Olocester  ad  Uberto  Decembrio  data  Lon- 
dini  vili  Idus  Februarias. 

PLINIUS  (Ca.  Cabciuus  Seccjndus).  —  Epistolae.  (Cod.  N.  644). 

Cod.  memb.  in  8°  picc.  del  Sec.  XV. 

Queste  lettere, di  Plinio  il  giovane  hanno  in  questo  Codice  ordine  diverso 
dalle  stampate.  Principia  :  «  Frequenter  hortatus  es  ut  epistolas  quas  paulo 
«  accuratius  scripsissem  etc.  »  cioè  colla  lettera  con  cui  Plinio  invia  il  suo 
epistolario  a  Septizio.  —  Le  lettere  hanno  l'iniziale  ed  il  nome  della  per-' 
sona  in  rosso,  ma  incominciando  dal  fol.  117  v.  mancano  cotesti  nomi ,  e 
non  vi  è  in  bianco  lo  spazio  per  metterli.  La  lettera  posta  per  ultima  nel 
Codice  è  nelle  stampate  la  ventesima  prima  del  lib.  V,  diretta  a  Rufo,  dopo 
la  quale  è  scritto  in  lettere  capitali  rosse  «  Secundi  ultimus  ».  —  Havvi 
poi  la  tavola  per  ordine  alfabetico  del  principio  di  tutte  le  lettere.  In  un 
fol.  di  risguardo  trovasi  di  carattere  anteriore  al  Cod.  un  frammento  della 
Commedia  di  Terenzio  Andria,  Atto  IV,  Se.  V. 

PLOR1US  Dominicus  Àrchilegus.  —  Carmina.  (Cod.  N.  659). 

Cod.  cart.  in  8*  del  Sec.  XV. 

Queste  poesie  sono  dedicate  al  cav.  Paolo  Pisani.  L'autore  dice  d'esser 
Veneto.  Non  ho  trovato  sue  notizie  in  alcun  libro.  Né  Apostolo  Zeno,  nò  il 
Foscarini  parlano  di  questo  autore,  e  neppure  è  nominato  nella  Bibliografia 
Veneta  del  Cicogna. 

Poema  eroico  in  ottava  rima,  il  cui  soggetto  sono  le  gesta  di   Lutio 
Rangone.  (Cod.  N.  1019). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Non  mi  è  riuscito  di  scoprire  chi  sia  l'autore  di  questo  poema.  Nel  se- 
condo canto  parla  de^li  Sforza,  ed  in  particolar  modo  di  Guido  cui  esso  è 
dedicato.  Questi  è  dei  ramo  dei  Conti  di  S.  Fiora  e  nacque  nel  1518.  Di 
soli  sedici  anni  nel  1534  venne  creato  cardinale  da  Paolo  III.  Fu  mandato 
a  Bologna  e  nelle  Romagne  come  legato  nel  1536.  Fu  gran  Mecenate  degli 
uomini  di  lettere,  e  fondo  una  Biblioteca  ed  un'Accademia.  É  probabile  che 
sia  durante  la  sua  legazione  a  Bologna  che  gli  venne  dedicatQ  questo  poema. 
Ebbe  grandi  dignità  e  coprì  granai  cariche,  ma  non  gli  mancarono  le  vi- 
cissitudini, essendo  stato  messo  in  carcere  da  Paolo  IV  nel  1555  come  par- 
tigiano degli  Spagnuoli.  Morì  nel  156'*. 

Il  poema  è  mutilo  in  fine,  non  arrivando  che  ai  tre  quarti  circa  del 
canto  XII.  Erra  quindi  il  Quadrio  che  parla  precisamente  di  questo  Codice 
(voi.  VI,  pag.  59))  quando  lo  dice  composto  di  XII  canti,  quasi  che  fosse 
completo  e  finito  il  poema. 

Poesie  latine  e  italiane  di  autori  diversi  dei  Sec.  xv,  xvi  e  xvn. 

{Cod.  N.  1002). 

È  un  grosso  volume  di  fol.  staccati,  in  parte  autografi,  ed  in  gran  parte 
inediti.  Ve  ne  sono  di  autori  anonimi,  e  dei  seguenti: 


352  POESIE  SPÀGNUOLE 


/ 


1.  Falgano  (da).  Poesie  liriche  diverse  eoa  un  dramma  intitolato  Egle 
dedicato  a  Iacopo  Orsi  :  il  principio  della  Batracomiomachia  d'Omero  tra- 
dotta in  versi  sciolti  (autografo). 

2.  Ànnibal  Caro:  due  sonetti  (copia  contemporanea)  colia  traduzione  in 
distici  latini  del  sonetto  del  Petrarca: 

a  Giunto  Alessandro  alla  famosa  tomba  «. 

3.  Della  Casa,  M.  Giov.  Sonetto  autografo  diretto  al  Vescovo  delia  Mi- 
randola. 

4.  Trissino:  due  canzoni  (edite)  autografe. 

5.  Solvetti  Pietro:  composizioni  liriche  burlesche  (copia  di  mano  di  Tom- 
maso Rinuccini). 

6.  Meiosi  :  rime  burlesche  (copi$  di  mano  di  Leonardo  Giraldi). 

7.  Coltellini  Agostino:  capitolo  in  stile  pedantesco  (copia  di  mano  di 
Pietro  Vettori  il  giovane). 

8.  Cassiano  Gero.  Madrigale  contro  Alfonso  de'  Pazzi. 

9.  Anacreonte:  alcune  odi  volgarizzate,  di  autore  anonimo. 

10.  Virgilii  Maronis.  Moretus,  et  opusculum  de  Venere  et  Bacche 

11.  Nobilis  Verzanensis.  Elegia  latina.  Per  la  venuta  in  Firenze  della 
M.*  dell' Impruneta  (autografo). 

12.  Poemetto  latino  in  lode  di  Pietrasanta  ed  altri  luoghi  della  Luni- 
giana. 

13.  Poesie  latine  di  autori  diversi,  sopra  varii  argomenti. 

14.  Studii  di  lingua  greca,  di  anonimo,  ed  una  lettera  del  Card.  Polo  a 
Piero  Vettori  sulla  morte  di  M.  Antonio  Flaminio. 

15.  Il  giudizio  universale:  tragedia  latina  con  correzioni  autografe. 

16.  Pindaro.  Odi  tradotte  in  versi  latini. 

17.  Gambara  Laurentius.  Carmen  ad  Antonium  Aelium  Polae  episcopum. 

18.  Boninsegni.  De  abitu  elephantis  Florentiae,  1655. 

19.  Heliani  Ludovici  Vercellensis  votum  prò  Ludovico  XII  Galliaruni 
rege  (autografo). 

20.  Bargaeus  Aug.  Excerpta  ex  libro  X  Syriadas  (copia  contemperanea). 

21.  Vulpius  Ant-  Carmen  ad  Alex.  Farnesium  Cardinalem. 

22.  Vulpius  Ant.  Carmen  ad  Hier.  Dandinum  Episcopum  Forocorne- 
liensem. 

23.  Poesie  latine  di  diversi  scrittori  anonimi  dei  sec.  xyi  e  xvu. 
21.  Poesie  italiane  di  vario  genere  e  metro  dei  sec.  xv  e  xvi. 

25.  Serone.  Capitolo  in  terza  rima  contro  il  vestirsi  bigio. 

26.  Ottoboni  Marco.  Madrigalesse  amorose  in  dialetto  Veneziano  (autò- 
grafo). 

Poesie  Spagnuole.  (Cod.  N.  63). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Nel  primo  fol.  si  legge  la  seguente  nota:  «  Don  Gonzalo  de  Paternoy 
«  y  Ara)gon  a  xiii  de  Junio  1555  en  Boloiiia  nel  colegio  de  Espana  en  la 
«  camera  del  Serior  Camoxy  Aragones  de  casa  Goca  ».  —  Queste  poesie 
trattano  di  argomenti  pastorali  o  amorosi,  ed  in  gran  parte  sono  traduzioni 
di  quelle  del  Petrarca. 

Poesie  Spagnuole.  '  (Cod.  N.  994). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVI. 
*  • 

Non  vi  è  nome  d'autore. 


POESIE  VARIE 


353 


Potile  Spagnuole. 


Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 


(Cod.  N.  1008) 


Sono  brani  staccati,  alcuni  de'  quali  tradotti  dall'  Or  landò  Furioso  del- 
l'Ariosto: sono  tutte  di  quel  genere  d'argomento.. 

Poesie  per  l'incendio  del  Teatro  della  R.  Ducal  Corte  di  Milano  nel- 
l'anno 177...  (Cod.N.  1009) 


Sono  due  l'una  italiana  l'altra  latina. 


Poesie  varie. 


Cod.  cari,  in  8»  dei  Sec.  XVI IL  10  voi. 


(Cod.  N.  880  al  889) 


Sono  10  fascicoli  di  poesie  scritte  da  diversi  autori  sopra  varii  argomenti 
alla  fine  del  sec.  xvnr.  Gli  autori  sono  per  la  massima  parte  Milanesi  ed 
alcuni  appartenevano  all'Accademia  degli  Inesperti  ove  portavano  nomi  di 
convenzione.  Questa  Accademia  venne  fondata  in  Milano  verso  il  1617  nel 
collegio  di  S.  Simone  da  Felice  Osio  sacerdote  amantissimo  delle  belle  let- 
tere. Ne  parlano  il  Quadrio,  il  Ghiiini,  il  Borsieri,  ma  non  è  ricordato  dal 
Sassi.  Vi  sono  poesie  dei  seguenti  autori: 


Agudio  Caudico                Cod.  880 

Fapanni                      Cod.  880 

Antioco  Maleo                     < 

•     885 

Giupponi                       « 

.     880 

Arildo  Rineo                       ■ 

>     883 

Inanto  Storenio             < 

>     885 

Ausonio  Mirtiaco                  < 

>     885 

Meda  Gius.                    i 

.     881 

Barba  vara  Ottavio                > 

>     880 

Pallavicini  marchese     i 

>     880 

Biamacili  Pier  Luigi            < 

>     886 

Palmone  Tantalico        < 

.     885 

Bianchi  Gius.                       < 

>     880 

Pari  ni  Gius.                   ■ 

•     880 

Bondi  Clemente                   > 

»     880 

Preti  Abb. 

>     880 

Casti                                   > 

►     889 

Rossi  (Gherardo  de)       < 

•     880 

Choeurì  D.  Frane                > 

>     880 

Sappa  cav.  Ales.           < 

•     880 

Cordara  Giul.  Ces.                > 

»     880 

Silvio  Pericleo              « 

•     885 

Corilla  Olimpia                    « 

>     880 

Silvio  Telpusio              ■ 

>     881,882,885 

Corio  Francesco                   « 

.     888 

Veniero  Domen.            « 

>     880 

Elpino  Rineo                       « 

■     884 

Zuppa                        •  i 

<     800 

Frugoni  Carlo  In.                « 

>     880 

Poesie  varie. 

< 

....__        (c 

Od.  N.  1036). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

Bonaccorso  de  Montemagno  —  Frate  Stoppa  —  Guittone  d'Arezzo  —  Bindo 
Bonichi  —  Gano  di  Messer  Lapo  da  Colla  —  Coluccio  —  Tommaso  di  Giunta 
—  Deo  Boni  —  Piero  d'Anselmo  —  Ser  Ventura  Monachi  —  Giov.  Lam- 
bertini.  —  Vi  sono  dei  confronti  e  delle  note. 


Poesie  varie. 


.Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 


(Cod.  N.  1037). 


La  maggior  parte  sono  del  Varchi,  le  altre  di  Alamanni  Luigi  —  Ariosto 
Lodovico  —  Barbato  Petronio  —  Cappello  Bernardo  —  Gandolfo  Bastiano  — 
Molza  —  Oradini  Lucio  —  Goro  dalla  Pieve  —  Strozzi  Giambattista. 


Calai   Trivulztana 


[Stampato  il  17  novembre  1883) 


45 


854  POLENTONUS  SICCO 


POGG1US  Florentinus.  —  Facetiae.  (Cod.  N.  634). 

Cod.  cari  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV . 

La  prima  iniziale  ò  in  oro  e  miniata.  In  calce  della  prima  pagina  vi  è 
un  fregio  miniato  e  doveva  esservi  uno  stemma  ora  scomparso.  Le  iniziali 
de'  capitoli  sono  in  azzurro. 

Le  facezie  del  Poggio ,  malgrado ,  o  forse  precisamente  perchè  oscene 
furono  stampate  molte  volte  anche  nel  sec.  xv.  La  prima  edizione  con  data 
è  quella  di  Ferrara  del  1471.  Vuoisi  però  che  fosse  stata  preceduta  da  quella 
senza  note  tipografiche  che  nel  Repertorium  typoa.  delTHain,  T.  I,  p.  133, 
porta  il  numero  13174.  Le  edizioni  però  di  quest  opera  sono  generalmente 
rare.  In  questo  Codice  la  facezia  che  incomincia  :  «  Hoc  anno  millesimo  etc.  • 
ha  segnato  Tanno  1452,  mentre  nell'Ed.  di  Londra  del  1798,  T.  I,  p  246, 
sta  il  1451  a  mense  Aprili  ».  Credo  che  questo  Codice  sia  anteriore  alla 
Ed.  principe. 

POGGIUS  Florentinus,  —  De  nobilitate  liber.  ■  (Cod.  N.  777). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

• 

Fol.  1 .  o  Ad  insignem  omnique  laude  prestantissimum  virum  Gerardum 
«  Landrianum  Cardinalem  Cumanum  Poggii  Fiorentini  de  nobilitate  liber  ». 

Alla  fine  di  questo  trattato  vi  è  la  data  «  Die  viri  Aprilis  1440».  Segue: 

o  Caroli  Aretini  ad  Poggium  virum  eruditissimum  de  nobilitate  Carmen  ». 

—  Alla  fine  si  legge:  Expliciunt  feliciter.  Jo.  de  Maguncia  scripsit   ». 

Questo  volume  assai  ben  scritto,  benissimo  conservato  colla  sua  legatura 
originale  in  cuoio  inciso,  è  quello  stesso  che  fu  mandato  al  Card.  Lanuriano. 
del  quale  si  vede  lo  stemma  nella  prima  pagina  ove  trovasi  anche  una 
bella  iniziale  miniata. 

POLENTONUS  SicCo.  —  Vitae  illustrium  scriptorum.         (Cod.  N.  815). 

Cod.  memb.  io  fol.  del  Sec.  XV. 

Sul  1°  fol.  vedesi  una  bella  iniziale  miniata  con  un  ornato  che  si  estende 
sul  iato  di  esso.  A  pie  vi  è  un  altro  ornato  con  uno  stemma  cardinalizio, 
di  cui  parlerò  più  sotto.  Incomincia  colla  seguente  intestazione  in  lettere 
capitali  alternate  azzurre  e  rosse:  * 

SICCONIS  POLENTONI  VIRI  CLARISSIM1 
TABVLA  PRESENTIS  OPERIS  FOELICITER  INCIPIT. 

In  fine  si  legge  in  lettere  maiuscole: 

MCGCCXXXVI  SICCONIS  POLENTONI  VIRI 
CLARISSIMI    VITAE    SCRIPTORVM   ILLVSTRIVM 

LATINAE  LINGVAE  LIBER  OCTAWS  DECIMVS 
ET  VLTIMVS  FELICITER  EXPLICIT  DEO  GRATIAS. 

Ioannes  Baptista  Spada  de  Interamna  scriptor  extitit. 

Sicco  Polentone  di  nobil  famiglia  Padovana  scrisse  diverse  opere.  Questo 
Codice  contiene  la  principale  delle  sue  produzioni.  Parlarono  di  lui  Apostolo 
Zeno,  il  Tira  boschi  ed  altri.  Il  Proposto  Amati  (Ricerche  Stor.  Scientir.,T.  V, 

8.  525),  riassunse  quanto  era  stato  detto  prima  di  lui  su  questo  personaggio, 
mesto  Codice,  da  nessuno  esaminato,  è  quello  stesso  che  il  Muratori  nella 
Prefatio  ad  HisL  Mussali,  R.  I.,  S.  T.  X,  scrisse  di  aver  veduto  presso  il 


PORCELLIUS  PETRUS  355 


marchese  Vercellino  Maria  Visconti.  Altra  copia  di  quest'opera  trovasi  nella 
Bib.  Ambrosiana ,  codice  cartaceo  che  parmi ,  dal  carattere ,  posteriore  al 
Trivulziano.  Secondo  il  Vossio  ed  il  Muratori  quest'opera  venne  dal  Polen- 
tono  compiuta  nel  1433,  e  perciò  questo  Codice,  forse  esemplare  di  dedica 
è  prezioso  essendo  fra  i  più  antichi.  Lo  stemma  sormontato  da  cappello 
cardinalizio,  che  si  vede  a  pie  del  1°  fol.  è  quello  che  trovasi  nella  T.  Vili, 
N.  193  dell'Arte  del  Blasone  di  M.  Ant.  Cinanni  e  che  egli  dice  apparte- 
nere alla  famiglia  Bonsai  di  Ravenna  ;  ma  non  ho  trovato  nel  Ciacconi 
alcun  Cardinale  di  quella  casata,  e  fra  i  porporati  del  sec.  xv  non  ve  n'ha 
alcuno  che  abbia  quello  stemma  con  cinque  stelle.  Quello  degli  Arcimboldi 
è  simile,  ma  non  ha  che  tre  stelle. 

r 

POLIZIANO  Angelo.  —  Canzoni  a  ballo  e  poesie.  (Cod.  N.  899). 

Cod.  cart.  in  8»  p.  del  Sec  XVIII. 

È  opera  di  Amadeo  Mazzoli,  che  in  esso  imitò  perfettamente  la  stampa. 
Sono  le  poesie  che  si  trovano  colle  stanze  e  coir  Orfeo  in  una  edizione  della 
stamperia  Galistina  di  Bergamo,  la  quale  rimase  sospesa  è  però  gli  esem- 
plari ne  sono  rari. 

POLIZIANO  Angelo.  —  Rime.  (Cod.  N.  1035). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XIX. 

fi  una  copia  esattissima  del  Codice  Chi  giano.  Vi  sono  unite  delle  rime 
tratte  dai  Codici  Riccardiani  e  della  Laurenziana,  con  altri  fol.  staccati  ed 
una  lettera  autografa  del  Pozzetti  al  pittore  Giuseppe  Bossi. 

PONTANI  Johannis  Joviani  commentationes  in  centum  sententias  Pto- 
lomaei.  (Cod.  N.  151). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Quest'opera  venne  stampata  per  la  prima  volta  da  Aldo  Manuzio  nel 
1549.  Il  Codice  è  in  carattere  corsivo,  assai  chiaro,  ed  il  testo  è  molto  cor- 
retto. 

PONTONI  Giovanni.  —  Iacopo  d'Adria.  Novelle.  (Cod.  N.  7  e  8). 

Cod.  cart.  in  8°  del  1825. 

È  scritto  di  mano  di  Luigi  Tomai  che  imitò  la  stampa.  Vi  è  una  vi- 
gnetta. 

Di  questa  novella  inedita  vi  sono  due  esemplari,  che  hanno  delle  diffe- 
renze nel  testo  e  nel  frontispizio  ove  trovasi  un  disegno  all'acquerello.  Uno 
degli  esemplari  fu  scritto  nel  1825,  Ji' altro  nel  1826,  ed  in  questo  vi  è  un 
altro  acquerello  che  manca  nel  primo.  Amendue  gli  esemplari  sono  dedicati 
al  marchese  6.  6.  Trivulzio. 

PORCELLIUS  Petrus.  —  Commentaria  Comitis  Jacobi  Piccinini  vocati 
Scipioni  Emiliani  edita  per  P.  Porcellium  historicum  clarissimum, 
et  missa  Alfonso  regi  Aragonium,  et  prohemium  feliciter  incipit. 

(Cod.  N.  804). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XV. 

Ha  le  iniziali  ed  i  titoli  in  rosso.  Incomincia  dopo  il  titolo  soprascritto 


356  PORBO  DANIELE 


colle  parole  :  «  Non  ingratum  Majestati  tuae  arbitror  » .  Alla  fine  è  mutilo. 
.  Appartenne  già  al  prof.  Beltramoli.  Questi  commentari  furono  pubblicati 
dal  Muratori  nel  Tomo  XX  degli  S.  R.  I.  a  pag.  70  e  seguenti.  Apostolo 
Zeno,  che  consacrò  al  Porcelli  un  lungo  articolo  nelle.  Dissertazioni  Vossiane, 
T.  I,  pag.  15,  parla  con  lode  delle  sue  opere  storiche  citando  il  favorevole 

giudizio  del  Muratori  e  del  Card.  Quirini.  Il  Porcelli  fu  testimonio  oculare 
ei  fatti  che  racconta  in  questo  libro  essendo  stato  mandato  al  campo  Ve- 
neziano dal  re  Alfonso  di  Napoli. 

Porphirionis  et  Acronis  commentarla  in  Odas  Horatii  Flacci. 

(Cod.  TV.  818). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

r 

Questo  magnifico  Codice  eseguito  molto  probabilmente  a  Firenze ,  per  il 
celebre  re  d'Ungheria  Mattia  Corvino  ha  nel  verso  del  l°fol.  un  bellissimo 
ornato,  nel  quale  trovasi  un  ovale  in  cui  sta  scritto  in  linee  alternate  az- 
zurre ed  oro  PORPHIRIONIS  IN  HORATIVM.  Sotto  questo  nn  quadrato  in 
cui  leggesi  parimente  in  azzurro  ed  oro  HOC  VOLvMEN  CÒNTINET 
COMENTARIA  PORPHIRIONIS  ET  ACRONIS  IN  (3  HORATIVM 
FLACCVM.  Al  di  sotto  un  altro  ovale  collo  stemma  d'Ungheria.  Il  secondo 
fol.  è  tutto  miniato  coi  diversi  stemmi  ed  imprese  di  Mattia  Corvino  nel 
contorno,  con  puttini  e  figure  d'uomini  e  di  bestie,  con  una  bellissima  fi- 
gura nella  lettera  iniziale  riccamente  miniata.,  ed  ha  il  seguente  titolo  con 

righe  alternate  d'oro  ed  azzurro.  POMPONII  PORPHIRIONIS  GR AMA- 
TICI COMENTARIA  IN  ODAS  HORATII  FLACCI  INCIPIVNT.  Al 
principio  del  Commento  di  Acrone  vi  sono  due  bellissime  lettere  iniziali 
miniate,  e  così  pure  ad  un  terzo  del  libro,  e  lo  sono,  più  in  piccolo,  le  ini- 
ziali di  ciascuna  Ode.  Questo  Codice  benissimo  conservato  ha  la  sua  lega- 
tura originale  di  cuoio  con  impressioni  dorate ,  ed  a  rilievo  come  le  belle 
legature  arabe,  collo  stemma  d'Ungheria  da  ambo  i  lati.  Le  miniature  sem- 
brano opera  del  celebre  Attavanti.  Edward  Edwards  nelle  «  Memoirs  of  li- 
braries  London  1859  »  T  I,  pag.  395,  ha  pubblicato  il  catalogo  dei  102  Mss. 

Erovenienti  dalla  Bib.  di  Mattia  Corvino,  ma  questo,  come  pure  l'altro  della 
lisce  11  anca,  Cod.  817,  non  furono  da  lui  conosciuti  e  non  ne  parla.  Il  picco I 
numero  di  Codici  rimasti  di  quella  Biblioteca  che  vuoisi  ne  contenesse  ben 
50  mila  (cifra  esageratissima  come  ha  dimostrato  in  una  memoria  stampata 
a  Torino,  il  senatore  Ercole  Ricotti)  basta  a  .dimostrare  quanto  siano  pre- 
ziosi, e  come  a  buon  diritto  P Edwards  potesse  dire:  «  To  be  able  to  snaw 
«  a  Corvinian  book  is  a  triumph  even  to  collectioDS  rich  in  treasures  ». 

PORRO  Daniele.  —  Trattato  dell'origine  di  varie  cose  specialmente  ec- 
clesiastiche. (Cod.  N.  304). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVJI  di  fol.  96. 

È  autografo,  consiste  in  una  specie  di  Enciclopedia  e  contiene  svaria* 
tissime  e  pregevoli  notizie.  Vi  è  unito  un  indice. 

PORRO  Daniele.  —  Atti   ordinarli  della  Cancelleria  Arcivescovile  di 
Milano.  (Cod.  N.  i  320). 

Cod.  cart  in  foL  p.  del  Sec.  XVII  con  alcuni  fol.  stampati. 

L'Argelati,  T.  II,  col.  1117  parlò  di  Daniele  Porro  e  delle  sue  opere,  ma 
non  ha  ricordato  questa  che  è  autografa.  Questi  Atti  furono  compilati  o 
almeno  terminati  nel  1690,  come  leggesi  nella  intestazione.  Vi  sono  altre 


PORTOLANO  357 


opere  di  questo  autore  sotto  i  titoli:  «  Formularium  Cancellarne  Archiep. 
«  MecL,  God.  1321.  —  Visitatio  plebis  Abbiategrassi,  Cod.  1368  ». 

PORTA  Carlo.  —  Giovanni  Maria  Visconti,  Comitragedia.     (Cod.  N.  580). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

È  anteriore  alla  stampa  fattane. 

PORTA  (Nicolaus  Gambertus  de  la)  de  castro  Visconto  alias  Àrquato. 
—  Epithalamium  in  nuptias  D.  Philippi  Mariae  Vicecomitis. 

(Cod.  N.  698). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Il  Codice  incomincia  con  un  epigramma  preceduto  dalla  seguente  inte- 
stazione: «Ad  illustrissimum  principem  ac  gloriosissimum  et  excel  Ieri  tissi- 

•  mum  dominum  nostrum  dominum  Philippum  Mariam  Anglum  vicecomitèm 
«  eneodem  magnanimura  Mediolanensium  ducem  etLombardiae  moparcham 
«  per  Nicholaum  Gambertum  de  la  Porta  de  castro  Visconto  alias  Arquato 
o  epitalamici  seu  nuptialis  poematis  epigramma  suique  devotissima  reco- 

•  mendatio  ». 

L'iniziale  di  questo  epigramma  è  riccamente  miniata  e  dorata  e  da  essa 
diramasi  uh  fregio  che  orna  tre  lati  della  pagina.  In  alto  vi  è  l'impresa 
della  colomba,  di  fianco  quella  della  salvietta ,  a  pie  della  pagina  le  arme 
inquartate  dei  Visconti  e  di  Savoia,  che  dimostrano  esser  questo  l'esemplare 
offerto  agli  sposi.  Al  verso  dello  stesso  fol.  vi  è  una  dedica  agli  sposi  ed 
incomincia  il  poema  che  è  diviso  in  quattro  libri ,  ciascuno  de'  quali  ha 
l'iniziale  miniata.  Termina  il  volume  colle  seguenti  parole  in  rosso:  «Epi- 
«  thalamium  seu  nuptialis  poematis  explicit  li  ber  quartus  ». 

Questo  Codice  deve  essere  stato  scritto  nell'anno  1427,  in  cui  ebbero 
luogo  le  nozze  fra  il  duca  Filppo  Visconti  e  Maria  di  Savoia  figlia  del  duca 
Amedeo  VII.  Vedasi  il  Cod.  704  di  questa  Bib.  Miscellanea  latina  ove  tro- 
vasi l'orazione  dell' Abb.  di  S.  Ambrogio  Antonio  Riccio  per  gli  sponsali 
che-  furono  celebrati  a  Vercelli.  Questo  poemetto  è  inedito.  L'Argelati  non 
parla  del  suo  autore,  di  cui  non  ho  trovato  notizie. 

PORTOLANO.  (Cod.  N.  2160), 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec.  XVI.  v 

■  « 

Questo  elegante  volume  delineato  con  molta  cura  nel  1536  consta  di 
12  fol.  Avvertasi  perocché  i  fol.  sono  contati  come  si  usa  per  le  carte  geo- 

{ grafiche,  cioè  il  verso  di  un  fol.  col  recto  seguente.  Conserva  intatta  la  sua 
egatura  originale  di  cuoio  rosso  con  ornati  impressi  in  oro. 

Nel  1°  fol.  vi  è  una  tavola  di  calcoli  astronomici  sulla  levata  e  decli- 
nazione del  sole. 

Nel  2°  è  tracciato  il  Zodiaco  coi  segni  delle  costellazioni  dipinte  in  az- 
zurro alluminate  in  oro.  Nel  mezzo  sta  scritto  AEQVINOCTIALIS  1536. 

Nel  3°  trovansi  le  isole  Molucche  ?  il  golfo  del  Messico  colle  coste  set- 
tentrionali dell'America  dèi  Sud,  e  più  sotto  staccato  è  delineato  lo  stretto 
di  Ferdinando  Magelanes.  È  da  notarsi  che  al  Sud  e  Sud  Est  di  Cuba  vi 
sono  due  isole  segnate  in  oro  col  nome  Spagnola.  Le  carte  sono,  come  in 
tutto  il  Codice,  colorite  in  azzurro.  Non  vi  sono  nominate  che  le  foci  dei 
fiumi,  i  porti,  ed  i  capi. 

Nel  4*  vedonsi  le  coste  orientali  delle  due  Americhe  e  la  costa  occiden- 
tale dell'Africa,  il  Mediterraneo,  il  mar  Nero,  le  coste  della  Spagna ,  della 
Francia  e  le  isole  Britanniche. 


358  PRATO^  TOMMASO  DA  TREVISO 

Nel  5°  Vi  sono  i  contorni  della  Spagna,  dell'Africa,  dell'Arabia  colle 
coste  dell'India  e  dell'Asia  fino  alla  China. 

Nel  6°  trovansi  le  isole  Britanniche ,  e  le  còste  della  Frisia ,  Olanda  9 
Francia,  Spagna  ed  Africa  sino  al  29°  grado  di  latitudine. 

Nel  7.  le  coste  del  Mediterraneo  sino  alla  Corsica  e  Sardegna ,  non  ve- 
dendosi la  Sicilia,  e  delle  coste  d'Italia  solo  una  parte,  cioè  sino  a  Civita- 
vecchia. 

Nell'80  le  isole  di  Corsica,  Sardegna  e  Sicilia,  l'Italia,  il  golfo  di  Venezia 
e  le  coste  della  Dalmazia  e  dell'Africa  da  Bona  sino  alle  Gran  Sirti  o  17 
grado  di  longitudine. 

Nel  9°  il  rimanente  delle  coste  del  Mediterraneo  e  del  mar  di  Mannara 
con  tutte  le  isole  dell'Arcipelago  Greco. 

Nel  10°  le  coste  del  Mar  di  Marinara,  mar  Nero  e  mare  d'Azof. 

Neiri  1°  la  planimetria  dei  due  emisferi. 

Il  12°  è  bianco. 

Nel  Codice  i  nomi  sono  scritti  ora  in  italiano,  ora  in  latino  e  spagnuolo. 
Deve  però  essere  stato  fatto  in  Italia.  Lo  arguisco  dalla  squisita  eleganza 
delle  figure  del  zodiaco ,  dalla  scrittura  e  aal  vedere  che  nelle  carte  ove 
trovasi  la  scala  delle  misure  è  scritto  Cento  mia  da  punto  a  punto ,  ed  in 
un'altra  Mia  dexe  da  punto  a  punto.  Non  occorre  il  aire  che  vi  sono  le  rose 
dei  venti.  Il  Codice  è  delineato  e  scritto  con  singolare  accuratezza  e  finezza. 
L'altezza  della  carta  è  di  m.  0,21,  i  fogli  spiegati  misurano  m.  0,30.  È  di 
una  perfetta  conservazione. 

• 

Praeleotiones  ad  rubricam  ff.  anonymi  auctoris.  (Cod.  N.  1713). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Pratioa  dell'affettuoso  tratto  interiore  dell'anima  con  Dio  suo  sposo. 

(Cod.  N.  363). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Sembra  opera  d'un  Carmelitano  Scalzo. 
PRATO  Tommaso  da  Treviso.  (Cod.  N.  654) 

Cod.  memb.  in  8°  scritto  nel  1475. 

Questo  Codice  descrive  in  versi  latini  elegiaci  la  morte  data  dagli  Ebrei 
di  Trento  al  B.  Simone  fanciullo  di  due  anni  e  quattro  mesi  nella  setti- 
mana Santa  del  1475.  La  descrizione  è  dedicata  dall'autore  con  una  lettera 
in  prosa  a  Giovanni  Hinderbach  principe ,  vescovo  di  Trento.  Nella  mede- 
sima lettera  dicesi  che  il  soggetto  di  questi  versi  è  tratto  dalla  relazione 
mandata  ai  Bresciani  dal  medico  Gian  Mattia  stampata  da  Gerardo  nella 
città  di  Trevigi  (veggasi  il  Panzer,  T.  Ili,  pag.  40,  N.  68)  Pare  che  questo 
Codice  abbia  appartenuto  alla  libreria  dell' Ilinderbach  e  che  anzi  sia  quello 
stesso  che  l'autore  presentava  al  suo  mecenate  non  solamente  per  lo  scudo 
che  vi  aveva  fatto  delineare ,  e  che  doveva  probabilmente  portare  le  armi 
di  Quel  personaggio,  ma  ancora  per  la  sottoscrizione  seguente  che  si  vede 
in  une  del  libro: 

Thomas  pratus  mancipium  tuum.  mccccIxxv  Idibus  Septembris. 

La  soprascritta  illustrazione  è  dell' Ab.  Pietro  Mazzuchelli,  che  autografa 
è  unita  al  Codice. 


PBISCIAM  etc.  359 


PRATO.  —  Chronica  de  rebus  Mediol   ab  anno  1499  ad  annum  1519 
concordata  cum  originale  in  Archivo  Ex.m  Dora.  Principis  Trivultii. 

(Cod,  N.  1342). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questa  copia  è  di  mano  di  D.  Giov.  Ànt.  Trivulzio.  Vi  sono  alla  fine 
alcune  note  ai  mano  di  D.  Carlo  Trivulzio  sulle  morti  singolari  avvenute 
in  Milano,  furono  cavate  dai  libri  mortuari  che  si  costudiscono  nell'Archivio 
del  Tribunale  della  Sanità  di  Milano.  Fra  l'altre  vi  è  notata  quella  del  ce- 
lebre pittore  Bernardo  Zonale.  Vi  sono  nel  volume  ed  alla  fine  diverse  po- 
lizze originali  di  ingiunzione  a  pagamento  delle  tasse  imposte  in  diversi 
anni  al  principio  del  sec.  xvi.  Questa  cronaca  fu  pubblicata  a  Firenze  nel 
1842  nell'Archivio  Storico  Italiano. 

Preoetti  morali  e  politici  per  la  Ser.ma  Principessa  Claudia  de'  Medici 
Arciduchessa  d'Austria.  {Cod.  N.  238). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec  XVII. 

Claudia  de'  Medici  cui  furono  diretti  questi  precetti  da  autore  anonimo 
nacque  da  Fernando  I  granduca  di  Toscana  nel  1604.  Venne  fidanzata  nel 
1609  a  Maria  della  Rovere  duca  d'Urbino.  Le  nozze  si  celebrarono  nel  1621. 
Rimasta  vedova  dopo  due  anni,  sposò  nel  1626  Leopoldo  d'Austria  (Tonte 
del  Tirolo:  morì  nel  1648,  lasciando  fama  di  donna  dissoltissima. 

Questo  esemplare  è  certamente  quello  offerto  alla  principessa  Claudia , 
essendovi  al  principio  lo  stemma  bipartito  d'Austria  col  Mediceo,  che  viene 
anche  ripetuto  nel  secondo  fol.,  ove  in  mezzo  ad  ornati ,  fatti  a  penna,  vi 
è  la  dedica  a  quella  Principessa.  In  un  bellissimo  officio  miniato  di  questa 
Biblioteca  che  porta  il  N.  465,  trovasi -la  firma  sua'  e  quella  dell' arciduca 
Leopoldo  suo  marito. 

Priorista  Fiorentino  scritto  da  Luca  di  Antonio  di  Marco  di  Cipriano 
Chiari  cittadino  Fiorentino,  diviso  in  V  libri,  Tanno  1630. 

(Cod.  N.  1802  al  1804). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII.  3  volami. 

Le  armi  ed  altre  imprese  di  ciascuna  famiglia  vi  sono  colorate  con  molta 
diligenza.  Vi  sono  pure  rappresentate  diverse  costumanze  Fiorentine,  come 

S recessioni  e  carri  trionfali  e  gli  stemmi  della  città  che  componevano  il 
randucato  di  Toscana.  Proviene  per  eredità  dalla  Bib.  Rinuccini  dove  por- 
tava fra  i  Mss.  il  N.  236. 

Priorista  delle  famiglie  Fiorentine  disposto  per  arti  maggiori  e  minori. 

(Cod.  N.  1805). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVIII. 

PRISCIANI  Caesariensis  Opus  in  XII  Maronis  Virgilii  versus  incipit. 

(Cod.  N.  655). 

Cod.  memo,  in  12°  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice  ha  molte  varianti  dal  testo  stampato  da  Aldo  nel  1527. 
Conserva  la  sua  bella  legatura  originale  in  cuoio  impresso. 


360  PRIVILEGIA  etc. 


Privilegia  monachis  Montis  Olivati  a  Julio  II  Pont.  Max.  clementer 
indulta  mdvii.  (Cod.  N.  435). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Questo  titolo  si  trova  scritto  in  oro  sul  primo  fol.  Alla  fine  vi  è  l'au- 
tentica del  detto  privilegio  fatta  da  un  notaro  nel  1524. 

Privilegia  et  Sententiae  prò  monasterio  S.  Hieronymi  de  Gastellacio 
Dioecesis  Mediol.  (Cod.  N.  380). 

Cod.  memb.  'in  8°  del  Sec.  XV,  con  aggiunte  del  Sec.  XVL  Alla  fine  è  mutilo. 

Privilegia  con  firmata  et  »nuper  concessa  comitibus  de  Tolentino  circa 
infeudatione  Bereguardi,  1592.      •  (Cod.  N.  1225). 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec.  XVI  (originale). 

Privilegia  et  in  vesti  turae  feudorum  concessa  a  ducibus  Mediolani  fa- 
miliae  de  Crottis  nec  non  investiturae  eorundem  feudorum  antea 
concessae  Antonio  de  Porris.  (Cod.  N.  1285). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Le  terre  di  Robbio,  Vinzaglio  ed  altre  concesse  in  origine,  nel  sec.  xiv 
al  Conte  Stefano  de  Porri  secretano  ducale  e  ad  Antonio  Conte  di  Polenzo, 
suo  tiglio,  quando  quest'ultimo. venne  decapitato  nel  castello  di  Milano  nel 
1403 ,  furono  in  seguito  accordate  ai  Crotti,  come  vedesi  dalle  investiture 
che  trovansi  al  principio  del  volume. 

Privilegia  varia  ab  anno  1081  ad  an.  1369.  (Cod.  N.  1507). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Il  primo  di  qitesti  privilegi  è  concesso  al  Monastero  di  S.  Simpliciano 
in  Milano.  Tutti  poi  sono  relativi  alla  terra  di  Treviglio.  L'ultimo  al  fol.  16, 
con  cui  termina  il  Codice  è  di  Bernabò  Visconti.  Il  Codice  non  è  completo, 
perchè  al  detto  Monastero  di  &  Simpliciano  prima  del  1081  erano  già  stati 
concessi  altri  privilegi ,  e  moltissimi  altri  ne  ebbero  dopo  il  1369.  Anche 
quest'ultimo  diploma  è  mutilo. 

Privilegia  donationes  re  numeratori  a  e  absolutiones  et  remissiones  in 
gratiam  a  Gubernatoribus  Mediolani  prò  Carolo  V  concessa  ab  anno 
1527  ad  an.  1529. 

Item  ab  anno  1526  ad  1530. 

Item  ab  anno  1542  ad  1547.  (Cod.  N.  1618  al  1620). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI,  3  voi. 

Appartennero  per  certo  all'Ufficio  del  Senato  di  Milano,  che  doveva  re- 
gistrare i  privilegi. 


PROCESSO  DI  FRA  GEROLAMO  SAVONAROLA  361 

Prooessionale  Romano.  (Cod.  N.  364). 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec.  XV  di  fol.  109. 

In  fine  vi  è  la  nota  seguente  :  «  Iste  liber  est.  Sci  Martini  de  Postalexio, 
a  et  ego  presbiter  Jo.  Petrus  del  Plano  et  rector  suprascriptae  ecclesiae 
feci  aptare  de  mense  Augusti  1551  ». 

Prooessionale.  (Cod.  N.  365). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Incomincia  colle  seguenti  parole  in  rosso:  «  In  Purificatane  beate 
«  Marie  V.  ad  processionem  etc  •  Nella  prima  lettera  vi  è  una  miniatura 
rappresentante  la  Vergine  che  adora  il  bambino.  Le  altre  iniziali  sono  tutte 
miniate,  ma  senza  figure.  Vi  è  notata  la  musica  in  tutto  il  libro. 

ProoeMional*  secundum  usuai  Ecclesiae  Sancti  Johannis  Hierosolimitani. 

(Cod.  N.  386). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

L'amanuense  che  scrisse  questo  Codice  era  francese  come  lo  mostra  il 
carattere.  In  principio  vi  è  una  lunga  illustrazione  scritta  da  D.  Carlo  Tri- 
vulzio. 

•\ 
Frooesso  di  fra  Gerolamo  Savonarola.  (Cod:  N.  202). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV  di  fol.  48. 

Il  primo  fol.  incomincia  colla  data  seguente: 

«  Adì  20  di  Maggio  1498.  Examina  di  fra  Girolamo  facta  dal  R.do  i.  e. 
«  padre  frate  Joachino  Turriano  da  Viue^ia  generale  dell1  ordine  di  S.  Do- 
«  menico  et  M.r  Francesco  Remolino  clerico  Ilerdense  auditore  del  Gover- 
«  natore  di  Roma  in  questa  cosa  commissario  del  Papa  ». 

Si  vede  che  vi  doveva  essere  un  precedente  interrogatorio,  perchè  il 
testo  che  segue  incomincia  colle  parole  :  «  Di  nuovo  interrogato  se  con  lui 
a  havieno  praticato  etc.  ». 

Gli  esami  del  Savonarola  occupano  13  fol.,  sull'ultimo  de*  quali  vi  è  la 
conferma  di  quanto  aveva  precedentemente  confessato  sottoscritta  da  lui  ai 
25  d'Aprile  1498  con  dichiarazione  di  non  aver  subito  tortura. 

Al  tol.  14.  «  Confessio  fratris  Silvestri  Andreae  de  Florentia  ordinis  pre- 
ci dicatorum  »,  la  quale  incomincia  al  fol.  seguente  e  termina  al  fol.  23. 

Al  verso  del  fol.  22  si  legge:  «  A  dì  27  (f  Aprile  1498,  nel  segreto.  Fra 
e  Silvestro  tirato  su  la  fune  et  poi  posto  giù  disse  quanto  apresso  ». 

Al  fol.  26.  a  Examina  di  fra  Domenico  da  Pescia  »  che  incomincia  al 
fol.  seguente  e  finisce  al  fol.  29  verso. 

Al  Tol.  31  si  trova  la  Examina  facta  dal  Savanarola  davanti  ai  commis- 
sari et  examinatori  delli  Ex.mi  Sig.  Fiorentini ,  ed  in  seguito  due  lettere 
dirette  al  Papa,  l'ultima  delle  quali  firmata  da  moltissime  persone  nelle 
quali  vien  attestata  la  santità  della  vita  di  fra  Gerolamo.  In  ultimo  vi  è 
un  fol.  staccato  scritto  da  altra  mano  relativo  esso  pure  al  Savonarola.  — 
Il  Sig.  Prof.  Pasquale  Villari  nel  2°  volume  della  vita  di  fra  Girolamo,  che 
pubblicò  a  Firenze  coi  tipi  del  Le  Monnier  nel  1861  fra  i  documenti  (pa- 
gina cgxlix  e  seguenti)  ha  dato  alla  luce  i  tre  falsi  processi  contenuti  in 
questo  volume,  del  celebre  frate  domenicano  e  dei  suoi  due  discepoli  e  com- 
pagni di  sventura,  con  due  lettere  in  sua  difesa  (pag.  clxvii).  In  questo 

Calai  TrivtUziana  (Stampalo  il  17  novembre  1883)  46 


362  PROSODIA 


Codice,  che  ritengo  sia  quello  di  Milano,  di  cui  gli  mandò  copia  il  signor 
Dan  si,  vi  sono  tutti  i  nomi  dei  cittadini  che  sottoscrissero  la  seconda  lettera, 
nomi  che  il  sig.  Vi  Ilari  credette  inutile  di  stampare.  I  processi  non  sono 
nello  stesso  ordine  che  nell'edizione  di  Firenze,  e  vi  sono  delle  varianti  che 
osserva  il  diligente  autore,  si  riscontrano  in  tutti  i  Codici  da  lui  esaminati. 
Questa  è  certamente  una  delle  copie  Mss.  date  fuori  dalla  Signoria  di  Fi- 
renze. La  legatura  è  formata  da  un  fol.  di  pergamena  con  liste  di  pelle 
nera,  come  usa  varisi  a  Firenze  in  quel  tempo  somiglianti  a  quella  di  alcuni 
Codici  originali  Rinuccini  di  quella  età  che  stanno  in  questi  Biblioteca. 

Frooesio  offensivo  e  difensivo  nella  causa  agitata  contro  rill.mo  Colon- 
nello D.  Filippo  Leyzaldi  per  l'uccisione  da  lui  commessa  di  sua 
moglie.  (Cod  N.  1296  e  1297). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec  XVII.  2  copie. 

Sono  stampati,  ma  vi  sono  delle  aggiunte  manoscritte.  L'originale  di 
questo  curiosissimo  processo  esisteva  nell'Archivio  del  Palazzo  di  Giustizia, 
ed  ora  nell'Archivio  di  Stato. 

Prooessua  prò  resignatione  ecclesiae  Mediolanensis.        (Cod.  N.  1517). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV1I1. 

Nel  1737  il  Card.  Benedetto  Erba  Odescalchi  Arcivescovo  di  Milano  per 
ragioni  di  salute  rinunciò  all'amministrazione  della  diocesi  riservandosi  una 
pensione  sui  redditi  della  Mensa  Arcivescovile. 

Profezie  intorno  ai  Sommi  Pontefici.  (Cod.  N.  549) 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVII  con  figure. 

Sono  dodici  i  Papi,  dei  quali  sono  date  le  figure  e  gli  emblemi.  Sotto 
di  essi  vi  è  la  pretesa  profezia ,  che  non  è  altro  che  un  cenno  brevissimo 
con  parole  arcane  del  loro  carattere  e  delle  vicissitudini  del  loro  pontificato. 
L'ultimo  è  Gregorio  XV  Ludovisi,  che  morì  nel  1623.  Non  sono  tutti  in 
ordine  di  successione.  La  prima  iigura  rappresenta  le  mura  di  una  città 
con  molti  soldati:  sarebbero  con  questo  tredici  disegni. 

Progetti  di  una  nuova  taglia  nello  Stato  di  Milano.     (Cod.  N.  1670). 

Cod.  cart.  in  fol.  in  parte  stampato. 

Questo  grosso  volume  contiene  molti  documenti  relativi  alle  imposte 
nello  Stato  di  Milano.  Vi  si  trovano  le  risposte  fatte  dalle  singole  città. 
Questi  progetti  risalgono  al  1709,  e  sono  preceduti  da  tre  fascicoli  di  rela- 
zioni sopra  il  Nuovo  metodo  di  regolare  i  carichi,. le  quali  sono  del  1679. 

Prosodia.  (Cod.  N.  752). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec  XV. 

Sopra  il  fol.  di  risguardo  vi  è  la  nota  seguente: 
«  Èst  Bassiani  de  villanis  et  àmicorura  quem  sibi  M.r  Aloixius  frater 
«  dono  dedit. 


PSALTERIUM  etc.  36 S 


PROSPER  Aquitanicus.  —  Epigrammata.  (Cocl.  N.  498). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV.       ' 

Degli  epigrammi  di  S.  Prospero  furono  fatte  diverse  edizioni  nel  sec.  xv, 
che  tro valisi  nel  Denis ,  Panzer,  Hain  ed  altri  bibliografi.  Nessuno  però  di 
essi  ha  registrato  quella  fatta  in  Milano  dallo  Zaroto  ai  xxvi  Febbraio 
mcccclxxxx,  e  che  esiste  in  questa  Biblioteca.  Alla  line  sopra  un  fot.  di 
risguardo  trovasi  l'è  vangelo  di  S.  Giovanni  «  In  principio  erat  verbum  ». 

Psalmi  poenitentiales.  .    (Cod.  N.  488). 

Sono  scritti  in  oro  con  le  iniziali  miniate  sopra  un  rotolo  di  pergamena 
composto  di  quattro  pezzi  della  lunghezza  di  metri  2,37  e  della  larghezza 
di  metri  0,11.  É  benissimo  scritto. 

Psalterium  Davidis  graece  et  latine.  (Cod.  N.  2161). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV 
consta  di  fol.  234,  più  due  fol.  di  riaguardo  al  principio  in  pergamena  purpurea. 

Questo  bellissimo  Codice  contiene  il  testo  greco  e  la  versione  latina  della 
seconda  revisione  di  S.  Gerolamo  colle  note  esemplari.  Vi  sono  aggiunti  i 
cantici  coi  simboli  alcune  preghiere,  qualche  opuscolo  di  S.  Gerolamo  con 
un  commentario  sul  salmo  Miserere.  11  volume  incomincia  con  due  prefa- 
zioni latine,  la  seconda  delle  quali  è  di  S.  Gerolamo. 

Al  verso  del  3°  fol.  vi  è  miniata  una  lapide  con  inquadratura  architet- 
tonica con  puttini  dai  lati  e  sopra ,  con  uno  stemma  a  piò  della  pagina 
Capriolato  rosso  in  campo  azzurro  sormontato  da  una  mitra  abbaziale.  Sulla 
lapide  marmorizzata  sta  scritto  in  oro  la  seguente  iscrizione: 

INCIPIT  PSAL 
TERIVM  DE 
TRANSLATIONE 
LXX  INTER 
PRETVM  EMEN 
DATVM  A  DI 
VO  HIERONY 

MO 
IN  NOWM. 

Nel  fol.  seguente  la  miniatura  rappresenta  una  pergamena  sospesa  fra 
due  alberi  spiegata  con  scrittavi  un'altra  iscrizione  con  angioletti  e  satiri. 

Il  verso  del  4°  fol.  e  recto  del  5°  contengono  una  stupenda  miniatura, 
opera  di  Gerolamo  dai  libri  che  rappresenta  il  popolo  Ebreo  col  re  Davide 
che  riconducono  l' Arca  da  Gaban  e  la  morte  di  Ozam  che  aveva  osato  sten- 
dere la  mano  per  sostenerla. 

Al  versò  del  5°  fol.  incomincia  il  testo  greco  raffrontato  al  recto  del  6°  fol. 
dal  testo  latino  dei  Salmi  di  Davide.  Amendue  queste  pagine  hanno  una 
bellissima  inquadratura  colle  iniziali  miniate  ed  al  basso  di  esse  ripetuto 
quel  medesimo  stemma  che  si  notò  al  fol.  3°. 

Il  Salterio  greco  termina  al  verso  del  fol.  196,  ed  il  latino  al  fol.  197 
recto.  Il  rimanente  del  Ms.  contiene  gli  inni,  e  gli  altri  opuscoli  sopra  ac- 
cennati. 


364  PUBICELLI  (JO.  PETRUS) 

Questo  Codice  è  un  vero  gioiello  sia  per  la  bellezza  delle  miniature  che 
vi  sono  numerose ,  avendone  tutte  le  iniziali ,  sia  per  V  accuratezza  della 
scrittura  tanto  del  testo  greco  quanto  del  latino,  ed  è  di  una  perfetta  con- 
servazione. 

•  . 

Psalterium  Graecum.  (Cod.  N..  340). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XIV  mutilo. 

Psalterium  secundum  ordinem  fratrum  praedicatorum.    (Cod.  N.  451). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Il  titolo  è  in  oro,  e  tutta  la  pagina  ha  una  inquadratura  miniata,  come 
pure  l'iniziale  nella  Quale  vedesi  la  testa  del  re  Davide.  Nella  parte  infe- 
riore vi  è  la  figura  di  S.  Caterina  e  dai  lati  gli  stemmi  Visconti  e  Modroni. 

D.  Carlo  Trivulzio,  in  una  dotta  dissertazione  che  è  inserta  alla  fine  del 
volume,  esprime  l'opinione  che  questo  Codice  possa  aver  appartenuto  ad 
una  delie  due  figlie  del  conte  Nicolò  Maria  Visconti  (cbe  si  ammogliò  nel 
1684  con  Teresa  figlia  ed  erede  del  marchese  Antonio  Modrone),  le  quali  si 
monacarono  nel  convento  di  S.  Lazzaro  in  Milano.  Gli  stemmi  non  sono 
contemporanei  alle  miniature  del  Codice,  ma  si  vede  che  furon  fatti  sopra 
altri  più  antichi  servendosi  degli  stessi  scudi.  Probabilmente  furono  ese- 
guiti quando  una  delle  due  sorelle  Visconti  Modrone  entrò  nel  monastero. 

Psalterium  secundum  consuetudinem  fratrum  ordinis  Montis  Oliveti. 

(Cod.  N.  456) 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Mancano  in  principio  4  fol.  e  così  pure  qualcuno  nel  mezzo;  l'ultimo 
fu  tagliato  per  metà.  Vi  è  al  principio  del  volume  una  nota  di  D.  Carlo 
Trivulzio,  in  cui  egli  dà  le  ragioni  per  cui  questo  Salterio  è  da  ritenersi 
appartenuto  alle  Oblato  della  Torre  de'  Specchi  a  Roma,  e  parla  di  S.  Fran- 
cesca Romana  istitutrice  di  quei  convento.  Ha  la  sua  legatura  originale. 

PURICELLI  (Jo.  Petrus)  Sancti  Satyri  confessoris  et  SS.  Ambrosii  et 
Marcellinae  tumulus  e  nocturnis  facibus  diurnae  veritatis  suae  lucis 
restitutus.  (Cod.  N.  1272). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

È  autografo  e  vi  sono  moltissime  correzioni.  Quest'opera  fu  stampata  in# 
Milano  dal  Malatesta  nel  1658. 

PURICELLIJJo.  Petrus).   —  De  Guillelma  Boema  vulgo   Gulielmina  ■ 

anno  dni  ob  haereseos  notarli  exhumata  demum  at  combusta,  deque 
secta  ipsius  (Cod.  N.  1371). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Questo  opuscolo  inedito  è  citato  dall' Àrgelati  nel  T.  II,  col.  1141,  N.  lxix. 

PURICELLI  (Jo.  Petrus).  —  Dissertatio  historica  de  Ambrosianae  Mediol 
basilicae  decumanis.  (Cod,  N.  1515). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

i 

B  inedita,  e  citata  dall'Argelati,  T.  II,  col.  1139,  N.  xxm. 


PURICELLI  (JO.  PETRUS)  365 


PURICELLI  (Jo.  Petrus).  —  Interdicti  Mediolanensis  an.  1632,  Sede  Ar- 
chiepiscopali vacante  promulgati,  aliorumque  interim  prò  ecclesiastica 
immunitate  gestorum  narratio.  (Cod.  N.  1516). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII.  ' 

Questo  è  il  Codice  autografo  che  apparteneva  al  Sassi  bibliotecario  del- 
l'Ambrosiana, e  che  venne  citato  dall' Argelati  nel  T.  II,  col.  1139  al  N.xxv. 
È  inedito. 

PURICELLI  (Jo.  Petrus).  —  Miscellanea  et  Sorniani  allegata. 

(Cod.  N.  1622). 

Cod.  cart.  in  foL  dei  Sec  XVII  e  XVI II.  Contiene: 

I.  Lettere  e  scritture  spettanti  alla  pubblicazione  delle  due  opere  Am- 
brosianae  basilicae  Monumenta  e  Tumulus  S.  Satyri. 

II.  Index  capitum  dissertationis  quae  inscribitur  de  Ambrosianae  basi- 
licae decumanis. 

HI.  Fragmentum  contra  antiquitatem  canonicorum  supra  monacos  in 
basilica  Ambrosiana. 

IV.  De  juribus  monachorum  Cistercensium  ecclesiae  et  monasterii  S.  Am- 
brosia ante  concordiam  Urbani  VIII  auctore  Ab.  D.  Hilarione  Manenti. 

V.  Allegata  ad  concordiam  in  causa  praeeminentiae  quam  defendit  prae- 
positus  S.  Ambrosi  i  contra  canonicos  Ecclesiae  Metropoli  tana  e  auctore  Ni- 
colao  Sormano. 

VI.  Manifesto  del  suddetto  Sormani  e  letterati  in  occasione  della  sua 
allegazione  con  alcune  postille  Mss. 


866  QUADBIO  AB.  FRÀNC.  XAVERIO 


Q 


Quaderno  de  varias  escrituras  en  las  differencias  de  jurisdicfones  ec- 
clesiastica y  rea!  del  Estado  de  Milan.  (Cod.  N.  1286). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Vi  sono  molti  documenti,  anche,  latini  ed  italiani,  sulla  controversia  per 
la  giurisdizione  ecclesiastica ,  che  aveva  dato  luogo  ad  atti  clamorosi  fin 
dal  tempo  del  Pontificato  di  S.  Carlo  Borromeo,  e  che  si  vedono  continuare 
sebbene  con  minor  violenza  sotto  il  Cardinal  Federico  suo  successore  nella 
Sede  Arcivescovile. 

• 

QUADRIO  Ab.  Frano.  Xaverio.  —  Opuscoli.  (Cod.  #  158). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVIII. 

1.  Frammento  di  un'apologia  per  essere  uscito  dalla  Compagnia  di  Gesù. 

2.  Sonetto  contro  gli  ordini  religiosi. 

3.  Correzioni  ed  aggiunte  alle  Dissertazioni  sulla  Storia  della  Rezia. 
Vi  è  unita  una  notizia,  stampata,  sulla  vita  del  Quadrio  ed  alcune  carte 

Mss.  relative  alla  stampa  della  Storia  d'ogni  poesia. 

QUADRIO  Ab.  Frano.  Xaverio.  —  Dell'istoria  delle  piante.  —  Confronto 
di  alcune  lettere  Etnische,  Greche,  Latine,  Ispaniche,  Runniche. 

(Cod.  N.  178). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec  XVIII.  Autografo. 

Nel  fol.  50  della  Raccolta  Milanese  in  cui  vi  sono  le  Notizie  della  vita 
e  degli  stridii  delFAb.  Francesco  Saverio .  Quadrio  t  alla  fine  trovasi  la  nota 
delle  sue  opere.  Fra  queste  è  notata  La  Botanica  universale  Ms.  «  Dicesi 
«  che  il  nostro  Quadrio  gran  mano  abbia  avuto  nell'opera  che  su  questa 
«  materia  abbiamo  sotto  il  nome  di  Giacomo  Zanichelli  ». 

Questo  Codice  contiene  l'opera  del  Quadrio,  che  rimase  inedita. 

QUADRIO  Ab.  Frano.  Xaverio.  —  Rime.  (Cod.  N.  915). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI II. 

Queste  rime  sono  autografe  e  inedite.  Sono  distribuite  in  Rime  serie  o 


QU1BIC0  DOMENICO  367 


morali,  Egloghe,  Dialoghi,  Cantate,  Rime  burlesche  e  satiriche.  Nella  rac- 
colta degli  Autografi  che  trovansi  in  questa  Biblioteca  vi  sono  delle  Terzine 
e  sedici  sonetti  diretti  dal  Quadrio  al  marchese  Alessandro  Trivulzio. 

QUADRIO  Ab.  Frano.  Xaverio.  —  Sotto  il  pseudonimo  di  Messer  Grillo 
da  Lunebiirgo.  Il  Mondo  lunare  scoperto  :  poema  eroico  in  cui  sotto 
allegorìa  viene  espresso  il  cammino  dell'anima  alla  perfezione  Cri- 
stiana. (Cod.  N.  1032). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec  XV11I.  Autografo. 

Nel  predetto  N.  50  della  Raccolta  Milanese  fra  l'altre  opere  ò  notato 
anche  questo  suo  lavoro  che  rimase  imperfetto  Non  oltrepassa  di  molto  i 
quattro  Canti. 

Qointernetto  delle  elemosine  fatte  dal  Card.  Benedetto  Erba  Od  escalchi 

Arcivescovo  di  Milano  sottoscritto  dal  medesimo  in  rendimento  di 

'conti  del  suo  elemosiniere  D.  Giov.  Maria  Masnago  dal  mese  di 

Luglio  1714  al  febbraio  1715.  (Cod.  N.  1452). 

Cod.  cart  in  fol.  Originale. 

QUIRICO  Domenico.  —  Relacion  de  los  Priorados  de  Castilla  y  Leon. 

(Cod.  N.  1722). 

Cod.  cart.  in  fol  del  1608. 

Questa  relazione  fu  stesa  per  ordine  di  Emanuel  Filiberto  principe  di 
Savoia  che  ebbe  il  godimento  di  quei  due  priorati  appartenenti  all'Ordine 
Gerosolimitano.  Il  volume  conserva  la  sua  legatura  originale  colla  croce 
dell'ordine  ripetuta  da  ambo  i  lati  del  cartone.  Il  1°  fol.  è  coperto  da  un 
grande  stemma  composto  di  diverse  arme  inquartate.  Nel  2°  fol.  vi  è  la 
dedica  Al  Serr*  Principe  D.  Manuel  Filiberto  de  Austria  principe  de 
Saboya  Gran  prior  de  lo  Orden  de  San  Joan  y  de  los  priorados  de  Castilla 
y  Leon  en  Espana.  Questo  esemplare,  probabilmente  unico,  è  quello  stesso 
che  fu  consegnato  al  Principe.  Lo  credo  autografo  essendovi  in  due  luoghi  . 
replicata  la  firma  dell'autore,  che  è  fuor  di  dubbio  originale,  e  simile  alla 
scrittura  di  tutto  il  Codice. 


868  RACCOLTA  ecc. 


R 


Baooolta  di  carte,  lettere  ed  altri  documenti  relativi  alla,  stamperia  del- 
l'Accademia Veneta^  (Cod.  N.  109). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec  XIX. 

L' originale  di  questo  Codice  composto  od  almeno  conservato  da  Apostolo 
Zeno  era  stato  da  lui  legato  ai  frati  Domenicani  di  Venezia,  che  nei  1809, 
rifiutarono  di  venderlo  al  Sig.  Renouard,  autore  della  Imprimerle  des  Aldes. 
Venne  loro  tolto  con  altri  Mss.  e  libri  dal  Governo  francese  e  mandato  alla 
Bib.  di  S.  Marco»  dalla  quale  passò  immediatamente'  nelle  mani  del  Conte 
Mejean  capo  del  Gabinetto  del  viceré  Eugenio.  I  monaci  ne  avevano  fatto 
fare  una  copia  pel  Renouard,  che  vi  aggiùnse  altri  documenti,  come  risulta 
da  una  nota  a  stampa  che  è  sul  1°  fot.  Alla  vendita  della  libreria  Renouard 
fu  comperato  per  órdine  del  marchese  Giorgio  Trivulzio. 

Baooolta  di  Sonetti  usciti  durante  la  guerra  in  Germania  ed  Italia  alla 
morte  delllraper.  Carlo  VI.  (Cod.  N.  923). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Baooolta  di  varie  poesie  dal  1616  al  1630.  (Cod.  N.  1001). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Incomincia  con  alcune  poesie  spagnuole.  Vi  sono  delle  canzoni  di  Fabio 
Varese  in  dialetto  Milanese.  Alcune  rime  di  Claudia  Trivulzio  ed  altre,  con 
alcune  stampate. 

Baooolta  di  stemmi  gentilizi  dipinti.  (Cod.  N.  1779). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Vi  sono  gli  stemmi  dei  Principi  che  signoreggiarono  Bologna  e  quelli 
dei  Legati  e  Vicelegati  pontificii  dall'origine  al  1721. 


M1SSALE    ROMANUM 


j>er  il 

DUCA  CARLO  DI  BEPY 
Codice  N?2J66  Pagina  N* 246 


Mìfono 
Foioqrat  Da/la- Civce 


£?KXipa&  C.  torre- * 


RAGIONAMENTI  ecc.  369 


Baooolta  di  stampe  incise  da  Marc' Antonio  del  Re  verso  Tanno   1730 
rappresentanti  diversi  palazzi,  chiese  ed  altri  edifìci  di  Milano. 

(Cod.  N.  1571). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec  XVI IL 

Sotto  ciascuna  di  queste  incisioni  che  sommano  al  numero  di  83  vi  sono 
delle  notizie  storiche  sulla  origine  dell' edificio  che  rappresentano,  sui  cam- 
biamenti di  destinazione  che  subirono,  se  pubblici,  e  dei  proprietari  se  pri- 
vati. Alle  prime  fatte  da  Francesco  Beilati  nel  1790  ne  furono  aggiunte 
delle  altre  che  arrivano  sino  al  1810.  Questa  raccolta  è  preziosa  non  solo 
perchè  è  unica,  per  quanto  mi  consta,  ma  anche  per  averci  conservato  l'i- 
conografia di  moltissimi  edifici  che  furono  demoliti  o  vennero  trasformati. 

Baooolta  di  disegni.  (Cod  N.  2145). 

'  God.  cart  in  fol.  picc. 

9 

Consta  di  venti  fogli,  tredici  dei  quali  sono  disegnati  da  ambo  le  parti. 
Questi  disegni  non  sono  della  stessa  mano.  Svariatissimi  ne  sono  i  soggetti 
e  il  modo  di  tratteggiarli.  Vi  sono  acquerelle,  disegni  col  lapis  a  due  co- 
lori, a  penna,  lumeggiati  di  bianco  su  fondo  verde ,  altri  su  fondo  giallo- 
gnolo, o  roseo.  Vi  sono  studi  dal  nudo,  ornati,  architetture,  bestie.  Alcuni 
di  questi  disegni  sono  di  mano  maestra,  talché  furono  supposti  di  Leonardo 
o  per  lo  meno  della  sua  scuola.  Di  questo  Codice  parlò  l'Amoretti  nelle 
Memorie  sulla  vita,  gli  studi  e  le  opere  di  Leonardo  da  Vinci  (Mil.  1804), 
attribuendo  a  quel  sommo  artista  un  ritratto  che  trovasi  in  questo  Codice 
e  dicendolo  dell'amico  e  discepolo  di  lui  Francesco  Melzf.  Ma  nulla  trovasi 
che  valga  a  render  certo  e  neppur  probabile  tale  giudizio  dell'Amoretti,  che 
è  soltanto  una  supposizione. 

Ragguaglio  pel  tumulto  di  Napoli  del  1647.  (Cod.  N.  203). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

È  un  diario  di  quanto  accadde  nel  tumulto  di  Napoli,  del  quale  fu  capo 
Masaniello.  Questa  relazione  è  assai  pregevole,  perchè  fatta  da  un  testi- 
monio oculare.  Alla  fine  vi  sono  delle  pasquinate  fatte  in  occasione  dei 
giustiziati  in  quel  periodo  di  tempo. 

Ragguaglio  della  occupazione  della  Garpegna  nel  1738. 

(Cod.  N.  1303). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Ragguaglio  del  Concistoro  degli  Em.mi  Cardinali  in  occasione   che  fu 
innalzato  alla  sacra  porpora  TEm.0  Card.  Coscia.       (Cod.  N:  1306). 

God.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Ragionamenti  dell'Orazione  sacra.  (Cod.  N.  420). 

Cod.  cart.  in  8*  del  Sec.  XVII. 
Citai.  Trivulztana  {Stampato  il  17  novembre  1883)  47 


370  REGISTRO  ecc. 


Ragioni  che  hanno  mosso  Ferdinando  Gonzaga  Duca  di  Mantova  ad 
abbandonare  il  mondo  e  principato  dopo  la  successione  mascolina. 

(Cod.  N.  79). 

Cod.  mem.  in  4*  del  Sec.  XVII  dì,  fol.  23  scrìtti. 

Tutte  le  pagine  hanno  un  doppio  contorno  in  oro.  Le  iniziali  di  tutti  i 
periodi. sono  in  oro:  le  principali  sono  più  ricche.  Lo  scritto  è  indirizzato 
dal  Duca  al  Santo  Padre. 

Osservando  il  lusso  calligrafo  ed  i  contorni  in  oro  crederei  che  questo 
esemplare  sia  quello  che  doveva  essere  presentato  al  Papa. 

RÀYMUNDI  (Magistri).  Summa  de  poenitentia.  (Cod.  N.  355). 

* 

Cod.  memb.  ia  12*  del  Sec.  XV. 

Al  principio  vi  sono  sei  piccoli  fol.  palimsesti.  La  prima  scrittura ,  di 
poco  anteriore  all'età  del  Codice,  è  un  frammento  di  trattato  ascetico.  La 
seconda  consiste  di  note  insignificanti. 

Il  1°  e  2°  fol.  sono  occupati  dall'indice  delle  materie ,  in  fine  al  quale 
vi  è  la  data  24  Aprilis.  Nel  fol.  seguente  segnato  1  incomincia  il  trattato, 
che  termina  al  verso  del  fol.  46,  dove  principia  un  altro  trattato  ascetico, 
senza  nome  d'autore,  che  finisce  al  fol!  57,  dove  si  trovano  alcune  note  di 
scrittura  più  recente  di  argomenti  diversi,  che  sono  pure  insignificanti. 

Rebus  (de),  gestjs  Episcoporum  Comensium.  (Cod.  N.  1269). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Contiene'  anche  varie  cose  ris^uardanti  i  Santi  e  le  feste  di  quella  dio- 
cesi, ed  un  inventario  del  1297  dei  beni  posseduti  dalla  chiesa  Comense  nei 
diversi  distretti  del  suo  territorio. 

REDANÀSCO.  —  Collectanea  monumentornm  Senatus  a  Mag.  olim  Se- 
natore  Redanasco  inchoata  a  I.  C.  D.  Hilario  de  Curte  aucta  et  in 
suam  quaeque  materiam  distributa,  (Cod.  N.  1671). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Regalie.  —  Diciannove  trattati  e  discorsi  sulle  Regalie  e  sulle  pretese 
della  Corte  di  Francia  sulle  medesime.  (Cod.  N.  1545). 

Cod.  cart  in  foL  del  Sec.  XV1I1. 

Registro  di  Istromenti  appartenenti  alla  famiglia  Confalonieri  dal  1201 
al  1389.  (Cod.  N.  1429). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

Sul  1°  fol.  leggesi  la  nota  seguente  :  _ 

«  Registrimi  nobilis  et  potentis  viri  dni  Filippi  Confenonerii  fi  IH  b.  m. 

o  condam  dni  Bernabovis  Confanonieri  scriptum  et  ordinatum  per  Ludo- 
«  vicum  de  Montevicho  notarium  imperiali  auctoritate  publicum  Placen- 

«  tinum.  Anno  dui  currente  millesimo  tercentesimo  nonagesimo.  Indictione 
«  terciadecima  die  vigfesimo  quinto  m&nsis  Augusti  ».  —  Nel  fol. seguente 
incomincia  la  Rubrica  del  contenuto.  Mancano  i  primi  sei  fol.  dei  docu- 


REGOLE  eco.  371 


menti.  —  Questa  preziosa  raccolta  non  riguarda  soltanto  la  famiglia  Con- 
falonieri,  ma.  anche  altre.  Vi  sono  pure  dei  documenti  storici,  come  sarebbe 
la  nomina  a  Vicari  imperiali  dei  tre  fratelli  Visconti  Matteo ,  Barnabò  e 
Galeazzo;  e  delle  sentenze  emanate  dal  Podestà  di  Piacenza.  Non  venne 
osservato  l'ordine  cronologico.  Vi  sono  documenti  che  risalgono  al  1201. 

Registro  dei  Convocati  tenuti  nel  borgo  di  Albuzago.    {Cod.  N.  IBI  9). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Al  principio  fu  aggiunto  un  quinterno  contenente  un  decreto  di  Gian 
Galeazzo  del  1487,  cui  segue  una  rubrica  di  parte  degli  Statuti  di  Milano 
con  altri  decreti  ducali  del  1 489.  —  11  Codice  originale  incomincia  con  una 
lettera  ducale  che  non  ha  titolo,  ma  che  deve  essere  di  Francesco  Sforza , 
per  le  differenze  esistenti  fra  Hesterolo ,  Visconti  ed  alcuni  uomini' della 
villa  di  Albuzago.  Vengono  in  seguito  i  Convocati  che  incominciano  nel 
1456  e  vanno  uno  al  1466.  Albuzago,  ora  Albisciago ,  faceva  paste  delia 
Pieve  di  Gallarate.  Nel  1142  fu  concesso  con  altre  due  Corti  a  Guido  Vi- 
sconti dal  re  Corrado ,  e  rimase  infeudato  ne1  suoi  discendenti  per  varii 
secoli. 

Questo  Codice  è  l'originale  che  si  conservava  in  quelle  borgate ,  ed  è 
prezioso  come  documento  della  forma  con  cui  si  reggevano  ancora  i  Comuni 
nel  sec.  xv.  Vi  sono  i  nomi  di  tutti  quelli  che  intervenivano  alle  sedute. 
Vi  sono  registrate  le  deliberazioni  prese ,  i  regolamenti  annonari ,  ed  altri 
decretati  dal  Consiglio. 

Registrati  expeditionum  et  scripturarum  prò  IU.mo  et  Rev.mo  D.  S.  Ro- 
manae  ecclesiae  diacono  Card.6  Borromeo  nuncupato  factarum  et 
habitarum  a  S.  D.  N.  D.  Pio  IV  Pont.  Max.  {Cod.  N.  605). 

Cod.  cari  in  fol.  mas.  del  Sec.  XVI. 

Precede  una  rubrica  di  tutte  le. spedizioni,  e  scritture  contenute  nel  vo- 
lume, indi  trovasi  la  copia  di  tutte  le  concessioni  di  abbazie,  pensioni,  de- 
legazioni ecc.  accordate  al  Card.  Carlo  Borromeo  non  solo  da  Pio  IV,  ma 
anche  da  Gregorio  XIII.  Qmste  copie  non  sono  tutte  della  stessa  mano.  E 
di  certo  il  registro  originale.  È  importante  per  la  biografia  di  S.  Carlo  non 
solo,  ma  anche  per  la  Storia  ecclesiastica  di  quel  tempo. 

Regolamento  militare  del  1769  per  tutte  le  infanterie  delle  loro 
MM.  IL  e  RR.  (Cod.  N.  1862). 

Cod.  cart  in  4*  del  Sec.  XVIII.  2  voi.  in  uno. 

Traduzione  dal  tedesco  di  Bartolomeo  Borrone. 

Regolamento  di  compagnia  militare  per  l'esercito  Austriaco,  diviso  in 
due  parti.  (Cod.  N.  1867). 

Cod.  cart  in  4*  del  Sec.  XVIII. 

Begole  della  Compagnia  di  S.  Orsola.  (Cod.  N.  367). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sac.  XVI. 

Vi  sono  unite  due  edizioni  delle  dette  Regole  fatte  a  Milano  :  la  prima 
del  1586,  l'altra  del  1643. 


872  REGOLE  scc. 


La  regola  della  Compagnia  di  S.  Orsola  contenuta  in  questo  Codice  è 

Suella  fatta  dalla  B.  Angela  Merici,  la  quale  venne  confermata  dal  Vescovo 
i  Brescia  agli  8  d'Agosto  1536.  La  B.  Angela  mori  ai  21  Marzo  del  1540. 
Credo  che  la  prima  edizione  fatta  della  Regola  delle  Orsoline  sia  quella  di 
Brescia  del  1582  presso  Pietro  Maria  Marchetti.  Ma  fra  il  testo  stampato  e 
quello  del  Codice  Trivulziano  vi  sono  molte  differenze.  Credo  perciò  che  questo 
Ms.  avuto  anche  riguardo  alla  scrittura  ed  allo  stile  possa  essere  anteriore 
al  1536,  e  per  conseguenza  che  queste  regole  siano  le  primitive,  che  subi- 
rono poi  qualche  cambiamento. 

Regola©  Collegii  Elvetici  Mediolani.  (Cod.  N.  1363). 

Cod.  cari  in  4«  del  Sec.  XVII. 

Vi  è  annesso  uno  stampato  col  titolo  di  Erectio  Collegii  Elvetici  Mediolani. 

Regola  Ordinis  fratrum  militiae  B.  Mariae,  cioè  dei  frati  Gaudenti. 

(Cod.  N.  431). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XV. 

In  una  nota  illustrativa  D.  Carlo  Trivulzio  dice  di  aver  esaminato  un 
altro  esemplare  di  queste  regole,  unite  alle  Costituzioni ,  che  si  trova  nel- 
l'Ambrosiana (del  quale  parla  il  Sormani  alla  pag.  227  del  li  tomo  dei  Pas- 
seggi storicil,  e  di  aver  trovato  che  in  esso  vi  sono  maggiori  notizie  su 
questi  cavalieri  che  non  ve  ne  siano  nel  Trivulziano.  In  quello  dell'Ambro- 
siana si  enunciano  varii  capitoli  generali  tenuti  da  questi  religiosi ,  e  si 
portano  ancora  gli  ordini  più  interessanti  emanati  in  quelle  radunanze,  in 
uno  de'  quali  capitoli  si  vede  chiaramente  che  questi  cavalieri  avevano  un 
convento  a  Milano.  Urbano  IV  è  quello  che  diede  la  regola  che  si  ha  in 
questo  Codice.  La  qual  bolla  si  trova  nel  Bollano  Romano  dell'Ed.  di  Roma, 
T.  Ili,  pag.  398:  bolla  che  porta  l'anno  1261  ,  e  che  viene  portata  anche 
dal  P  Sbaraglia  nel  Tomo  II  del  Bollano  Minoritico.  In  appresso  alla  Re- 
golarsi hanno  le  Costituzioni  come  nella  intestazione  seguente:  «  In  nomine 

«  dni  nostri  Yhu  Xpi  Amen.  Haec  sunt  constitutiones  et  additiones  facte 
«  in  generali  capitulo  fratrum  ordinis  militiae  beate  Marie  Virginis  gloriose 
«  celebrate  apud  locum  de  Castro  Britonum  Bononiensis  dioecesis  ejusdem 
«  ordinis  per  venerabilem  patrem  dominum  fratrem  Henricum  majorem 
«  dominum  ordinis  prelibati ,  una  cum  infrascriptis  deffinitoribus  infra- 
lì scriptarum  a  dicto  capitulo  electis  scilicet  de  provincia  Tuscie  inferius 

«  dns  frater  Ugutio  de  Infangatis  de  Florentia:  de  provincia  Lombardie  su- 

«  perius  dnsjrater  Albertus  de  Muro  de  Brixia.  De  provincia  Lombardie 

«  inferius  dns  frater  Johannes  de  Bononia.  De  provincia  Marchiae  Trevisane 

«  dns  frater  Petrus  de  Arpo  de  Trevisio.  Ita  quod  amodo  omnes  alie  con- 
ti stitutiones  huc  usque  factas  per  preterita  capitula  fratrum  dicti  ordinis 
«  sint  casse  et  nullius  valoris.  Infrascripte  prevaleant  aliis_constitutionibus 

«  que  recipientur  facte  temporibus  retroactis  sub  anno  dni  millesimo  tre- 
«  centesimo  Quarto  decimo  mdictione  duodecima  die  primo  secundo  et  tercio 
«  mensis  Maaii  ». 

Regol»  de  l'ordine  de  San  Marco  di  Mantova.  (Cod.  N.  508). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

É  in  latino  ed  italiano:  ha  una  miniatura  alla  prima  pagina  e  le  ini- 
ziali miniate.  É  assai  ben  conservato,  colla  legatura  originale. 


RELAZIONE  ecc.  87S 


Bagola  della  Compagnia  di  San  Girolamo  fatte  in  S.  Maria  Fulcorina 
in  Milano  con  l'approvazione  di  S.  Carlo  delli  5  Aprile  1578  sot- 
toscritte di  sua  mano.  (Cod.  N.  548). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Vi  sono  uniti  in  fol.  staccati: 

1.  Costituzione  della  stessa  compagnia. 

2.  Una  obbligazione  della  Scola  di  S.  Gerolamo  in  Cotiffnola. 

3.  Testamentum  Tadei  Vincemala  del  1362  a  favore  delia  Chiesa  di  San 
Nazaro  Pietrasanta  in  Milano,  in  pergamena. 

4   Patente  di  Giovanni  Visconti  Arcivescovo  di  Milano  del  1350  di  ap- 

frovazione  dell'elezione  di  Giov.  Landriani  ad  un  beneficio  in  San  Nazaro 
ietrasanta  di  jus  patronato  Landriani. 

Balaoion  de  los  sucesos  de  las  armas  de  su  Majestad  Catholica  D.  Phe- 
lipe  IV.  (Cod.  N.  1155  al  1158). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII.  4  volami. 

Questi  quattro  volumi  contengono  l'annuale  relazione  fatta  al  Re  della 
guerra  del  1644,  45,  46  e  47.  Questi  Codici  sono  le  copie  mandate  dalla 
Cancelleria  reale  al  Marchese  di  Caracena  che  era  Governatore  dello  Stato 
di  Milano.  Sono  accuratamente  scritti  ed  hanno  la  loro  legatura  originale 
di  velluto. 

Relation  sur  la  Province  de  Languedoc  (1697).  (Cod.  N.  1677). 

Cod.  cart  in  fol;  del  Sec.  XVII. 

Relazione  delle  principali  virtù  esercitate  dalla  madre  suor  Maria  Fran- 
cesca abbadessa  fondatrice  delle  cappuccine  di  nostra  Signora  degli 
Àngioli  in  Milano.  (Cod.  N.  255). 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVII  (1673). 

Suor  Maria  Francesca  era  figlia  del  Conte  Alberico  Barbiano  di  Belgiojoso. 
Vi  sono  molte  correzioni  di  mano  diversa  probabilmente  quella  del" autore 
di  cui  non  trovasi  il  nome. 

Relazione  di  varie  divote  immagini  della  B.  M.  V.  venerate  in  Milano. 

(Cod.  N.  372). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Vi  è  unito  un  libercolo  stampato  a  Milano  senza  data  col  titolo:  a  Mi- 
«  racolo  operato  dalla  Gran  Madre  di  Dio  Maria  Vergine  detta  del  SS.  Ro- 
«  sario  il  giorno  2  Luglio  1741  in  portandosi  processionalmente  la  di  lei 
«  statua  dai  RR.  PP.  Agostiniani  Scalzi  da  S.  Damiano  in  Monforte  di  Mi- 
«  lano  ». 

Molte  di  quelle  immagini  ora  sono  scomparse. 

Bahurfraa  sull'Isola  di  Corsica  scritta  sopra  luogo  nell'anno  1767  da 
M.  S.  (Cod.  N.  1777). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  ZY1II. 


374  RELAZIONE 


Reiasione  del  seguito  nella  degradazione  del  prete  Giov.  Battista  Be- 
rengerio  di  Nizza  in  Milano  il  22  Novembre  1718.     (Cod.  N.  587). 

Cod.  in  fol.  del  Sec.  XVHI. 

Questa  relazione  contiene  Tatto  d'accusa  ed  il  risultato  del  processo  fatto 
contro  il  prete  Berengerio  colpevole  di  molti  delitti  fra  i  quali  1*  assassinio 
di  una  donna. 

Belatione  della  Corte  di  Roma  composta  speditissimamente  da  N.  N. 
>er  servizio  di  S.  E.  il  S.   Marchese  Vitelli  Amb.  straordinario  al 
lom.  Pont.  Innocenzo  XII  per  S.  A.  R.  il  Granduca   di  Toscana 
Cosimo  III  felicemente  dominante.  Roma  16  Luglio  1699. 

{Cod.  N.  1184). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Reiasione  dell'Origine  dell'Annona  detta  Abbondanza  in  Firenze  dal 
1381  al  1747.  {Cod.  N.  1304). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Relazione  di  Francia  degli  anni  1647,  48  e  49  di  un  Senatore  Veneto. 

(Cod.  N.  1473). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Reiasione  del  solenne  ingresso  in  Venezia  de)  Nunzio  Apostolico  Gae- 
tano Stampa  Milanese  il  14  Luglio  1721.  (Cod.  N.  1357) 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec  XVIII. 

Relazione  del  modo  che  si  osserva  nel  trattare  le  cause  civili  nella 
città  di  Milano.  (Cod.  N.  1311). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Questa  relazione  è  assai  ben  fatta,  ma  non  vi  è  il  nome  dell'autore. 
.  Egli  la  compose  nel  1587  deducendosi  questo  alla  pag.  218  menzionando 
Tanno  1586  lo  dice  prossimo  passato. 

Relazione.  —  Altra  copia  con  alcune  leggerissime  differenze  alla  fine. 
Nell'ultima  pagina  vi  si  legge  il  nome  Antonius  Cruceolanus  vulgo 
de  Cozzolam  1.  G.  che  ritengo  essere  non  l'autore,  ma  il  possessore 
del  Codice.  {Cod.  N.  1312). 

Cod.  cart.  in  ibi.  p.  del  Sec.  XVII. 

Relazione.  —  Altra  copia.  (Cod,  N.  1313). 

In  fol.  p.  dello  stesso  Sec. 

Relazione.  —  Altra  copia  con  aggiuntovi  il  Formulario  della  Cancelleria 
dell'Eco.™  Senato.  (Cod.  N.  1367). 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec.  XVI I. 


RELAZIONE  ecc.  375 


Reiasioni  diverse  sugli  affari  d'Europa  del  1703  e  1704. 

(Cod.  N.  li 87). 

Cod.  cart.  in  8*  del  Sec.  XVIII. 

Questo  Codice  contiene  trenta  documenti  importanti  per  la  storia  d'Eu- 
ropa in  quel  biennio  che  seguì  dopo  la  morte  di  Carlo  II  re  di  Spagna. 
Essendo  rimasto  vacante  quel  trono  incominciò  la  guerra  di  successione. 
Molti  di  quei  documenti  si  riferiscono  alla  Francia,  Italia.  Germania  e  Por- 
togallo, e  nove  trattano  della  carcerazione  dei  principi  Solbiesky  in  Polonia. 

Relazioni  Venete. 

Relazioni.  '  (Cod.  N.  1465). 

1.  Relazione  di  Roma  di  Bernardo  Navagero,  1548. 

2.  Relazione  di  Spagna  di  Nicolò  Tiepolo,  1532. 

3.  Relazione  di  Spagna  di  Nicolò  Suriano,  1559. 

4.  Relazione  del  Regno  di  Polonia  di  Giov.  Lippomano,  1575. 

5.  Relazione  di  Firenze  e  Siena,  1570. 

Relazione  della  Corte  di  Roma  del  Cav.  Nicolò  Erizzo,  1703. 

{Cod.  JV.  1466). 

Relazione  dell'isola  di  Malta  fatta  a  S.  S.  Gregorio  XIII.  1582. 

(Cod.  N.  1467). 

Discorso  sopra  la  Corte  di  Roma  del  Card.  Cornandone  al  Sig.  Gerolamo 
Savorgnano,  s.  an. 

Relazione  di  Bernardo  Navagero,  1559.  (Cod.  N.  1468). 

Relazione  di  Pietro  Mocenigo,  sine  anno.  (Cod.  N.  1469). 

Dieoorto  del  Card.  Commendone  al  Sig.  Gerolamo  Savorgnano  sulla 
Corte  di  Roma,  s.  a.  (Cod.  N.  1470). 

Istruzioni  date  da  un  ambasciatore  Cattolico  in  Roma  al  suo  successore. 

Relazione  di  Roma  deirEccmo  Giov.  Giustiniani.  (Cod.  N.  1480). 

Relazione  della  Francia  1647,  48  e  49.  (Cod.  N.  1473). 

Relazione  di  Giov.  Corer  della  sua  legazione  in  Francia. 

(Cod.  N.  1472). 

Relazione  fatta  da  D.  Alfonso  dalla  Queva  della  fìep.  Veneta,  s.  a. 

(Cod.  N.  1479). 

Relazione  di  Federico  Badoer  ritornato  da  Carlo  V  Imp.  e  da  Filippo  II 
re  di  Spagna.  (Cod.  N.  1471  e  1474). 


376  EELAZIONI  DI  GERMANIA 


Reiasioni.  (Cod.  N.  1478). 

Relazione  di  Polonia  di  Gerolamo  Lippomano,  1575. 
Relazione  di  Roma  di  Paolo  Tiepolo   1568. 
Relazione  di  Roma  di  Nicolò  Enzzo,  1702. 
Altre  3  copie. 

Relazione  di  Francia  del  Cav.  Giov.  Batt.  Nani,  1660. 
Altre  due  copie. 

Relazione  di  Francia  di  Giov.  Morosini,  1672. 
Relazione  della  visita  all'Ambasciatore  di  Francia  in  Venezia,  1702. 
Relazione  di  Germania  di  Gian  Battista  Nani,  1658. 
Relazione  di  Giov.  Sagredo  ritornato  di  Germania,  1665. 
Relazione  d'Inghilterra  di  Daniel  Barbaro,  1551. 
Relazione  di  Polonia  di  Daniele  Dolfìn,  1717. 

Relazione  dell'Ambasciata  straordinaria  in  Francia  di  Nicolò  Fo&arini , 
1723. 

Relazione  di  Polonia  di  Gerol.  Gavazza  e  trattato  della  Ser.ma  Rep.  di 
Venezia  colla  Francia  1650-51.  (Cod.  N.  1475). 

Relazioni  di  Persia.  {Cod.  N.  1456). 

1.  Relazione  del  Sig.  Vincenzo  Alessandri,  1571. 

2.  Relazione  senz'anno  e  nome  del  relatore.  Sec.  xvi. 

3.  Relazione  del  Sig.  Giov.  Michiel,  1586. 

Relazioni  di  Polonia.  (Cod.  N.  1457). 

1.  Relazione  di  Gerolamo  Lippomano,  1575. 

2.  Relazione  a  titolo  d'istruzione  al  Nunzio  Apostolico,  senz'anno,  del 
sec*  xvi. 

3.  Lettera  del  Conte  Gerolamo  Gavazza,  1650-51. 

4.  Relazione  di  Angelo  Morosini,  1685. 
5  Relazione  di  Daniele  Dolfin,  1717. 

Relazione  d'Ungheria  dell'anno  1490,  o  poco  dopo,  senza  nome  del 
relatore.  (Cod.  N.  1458). 

Relazioni  di  Germania.  (Cod.  N.  1459). 

* 

1.  Relazione  di  Bernardo  Navagero,  1456. 

2.  Relazione  del  1631.  Manca  il  nome  del  relatore. 

3.  Estratto  di  relazione  di  Giov.  Grimani,  1641. 

4.  Estratto  di  relazione  dell' Amb.  Giustiniani,  1654. 

5.  Relazione  di  Battista  Nani,  1658. 

6.  Relazione  di  Marin  Zorzi,  s.  a.  (t). 

7.  Relazione  di  Giov.  Sagredo,  1665. 

8.  Relazione  di  Francesco  Dona,  1726. 

9.  Relazione  di  Daniele  Dolfin,  1793. 


(I  )  Deve  essere  del  1668,  perchè  vi  si  parla  della  morte  già  seguita  del  primo  figlio  che  l'im- 
peratore Leopoldo  ebbe  d  air  imperatrice  Margherita  figlia  di  Filippo  IV  re  di  Spagna,  e  vien  detto 
che  essa  era  gravida  di  5  mesi.  L'imperatrice  Margherita  partorì  al  18  Gennaio  1669  una  figlia» 
che  fu  poi  maritata  a  Massimiliano  Em.  elettore  di  Baviera. 


RELAZIONI  VARIE  877 


BeUsioni  d'Inghilterra.  (Cod.  N.  1460). 

1.  Relazione  dell'anno  1549.  Senza  nome  del  relatore. 

2.  Relazione  di  Daniel  Barbaro,  1551. 

3.  Relazione  di  Giovanni  Michiel,  1557. 

4.  Relazione  di  Giovanni  Sagredo,  1654. 

5.  La  stessa  con  alcune  varietà. 

6.  Relazioni  di  Pietro  Mocenigo,  1671. 

7.  Relazione  di  Tomaso  Guerini  e  Francesco  Morosini,  1763. 

8.  Varie  carte  di  cose  passate  fra  la  Rep.  Veneta  ed  alcuni  personaggi 
d'Inghilterra. 

Relazioni  di  Francia.  {Cod.  N.  1461). 

1.  Relazione  dell'anno  1593  Senza  nome  del  relatore. 
2.- Relazione  di  Michel  Morosini,  1654. 

3.  Relazione  dell'anno  4656.  Senza  nome. 

4.  Relazione  di  Battista  Nani.  1660. 

5.  Relazione  di  Giovanni  Morosini,  1672. 

6.  Relazione  di  Domenico  Contarmi,  1675. 

7.  Relazione  di  Nicolò  Erizzo,  1702. 

8.  Altra  dello  stesso  dei  medesimo  anno. 

9.  Relazione  di  Benedetto  Capello,  1702. 
-   10.  Relazione  di  Barbaro  Morosini,  1722. 

11.  Relazione  di  Lorenzo  Tiepolo  e  Nicolò  Morosini,  1722. 

12.  Relazione  di  Daniele  Dolfin,  1785  e  1786. 

Relazioni  della  Corte  di  Roma,  {Cod.  N.  1462). 

1.  Relazione  di  Paolo  Tiepolo,  1568. 

2.  Altra  copia  più  moderna  con  aggiunte. 

3.  Sommario  della  relazione  di  Giov.  ^Corner,  1585. 

4.  Relazione  di  Giqv.  Dolfin,  1600. 

5.  Relazione  della  Corte  e  de'  Cardinali,  1602. 

6.  Relazione  fatta  da  un  Cardinale  forastiere  (1606?). 

7.  Relazione  di  Ranier  Zen,  1623. 

8.  Relazione  del  Cav.  Giustiniani,  1652. 

9.  Relazione  del  Pontificato  di  Alessandro  VII. 

10.  Relazione  di  Pietro  Mocenigo,  1675. 

11.  Relazione  presentata  dal  Duca  di  Scione  al  Re  di  Francia  nel  1699, 
tradotta  dal  francese. 

12.  Relazione  di  Nicolò  Erizzo,  1702. 

13.  Informazione  delle  cose  di  Roma  di  Andrea  Memmo,  1709. 

14.  Relazione  di  Pietro  Capello  1727  preceduta  e  seguita  da  altre  scrit- 
ture degli  anni  1724  al  31. 

Relazioni  di  Spagna.  {Cod.  N.  1463). 

1.  Relazione  di  Tomaso  Contarmi,  1593. 

2.  Relazione  dello  stesso,  1596. 

3.  Relazione  di  Domenico  Zane,  1658. 

4.  Relazione  di  Nicolò  Erizzo,  1730. 

5.  Relazione  di  Francesco  Venier,  1735. 

Belarioni  varie.  {Cod.  N.  1464). 

1.  Relazione  della  città  e  Repubblica  di  Venezia,  s.  a.  (deve  essere  del 
principio  del  sec.  xvin). 

Coiai.  Trtvuhiana  (Stampale  ti  27  dicembri  4883)  48 


378  RICCI  INNOCENZO 


2.  Relazione  della  città  e  Repubblica  di  Venezia  (sec.  xviii). 

3.  Relazione  del  Sig.  D.  Francesco  di  Vera  ritornato  dall'ambasciata  di 
Venezia  al  Re  di  Spagna,  1597. 

4.  Istruzione  di  D.  Alfonso  de  Gueva  ambasciatore  di  Spagna  a  Venezia 
a  D.  Alfonso  Bravo  suo  successore  (sec.  xvn). 

5.  Relazione  della  Repubblica  di  Ragù  si,  1628. 

6.  Descrizione  delle  cose  di  Cipro,  1574. 

7.  Descrizione  della  presa  di  Napoli,  di  Romania,  1686. 

8.  Relazione  veridica  di  quello  che  è  passato  fra  la  Rep.  Veneta  e  l'Ar- 
ciduca Ferdinando  sopra  il  ratto  degli  Uscocchi. 

9.  Relazione  di  Ferrara  del  1575  di  Pietro  Manolesso  (sono  tre  relazioni 
diverse). 

10.  Relazione  sopra  la  Città  e  Stato  di  Ferrara,  1598. 

11.  Relazione  di  Lazzaro  Mocenigo  ritornato  da  Guidobaldo  duca  d'Urbino, 
1570.  —  Estratto  della  medesima. 

12.  Relazione  di  Firenze  di  Marco  Foscari,  1527. 

13.  Relazione  di  Marco  Gussoni  tornato  da  Firenze,  1576. 

14.  Sommario  delle  relazioni  di  Savoia  del  Foscarini. 

15.  Relazione  di  un'ambasciata  al  Duca  di  Savoia  Carlo  Emanuele.  (È  ace- 
fala, mancante  dell'introduzione). 

16.  Relazione  di  Milano  sotto  il  governo  del  Duca  di  Terranova. 

17.  Informazione  delle  cose  dello  Stato  di  Milano. 

18.  Relazione  dello  Stato  di  Milano,  1657. 

19.  Informazione  degli  Svizzeri.  • 

20.  Dispacci  del  Sig.  Giov.  Colombo  inviato  della  Rep.  di  Venezia  agli 
Svizzeri  per  trattare  dell'apertura  della  Montagna  di  S.  Marco,  1762. 

21.  Relazione  di  Carlo  Ruzini  ritornato  dal  Congresso  di  Utrecb.  1713. 

Bopertorinm  legale  utriusque  juris.  (Cod.  JV.  858). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

A  metà  del  volume  vi  sono  tre  fogli,  sui  quali  furono  scritti  dei  versi 
tratti  datt'Jfoeide  di  Virgilio:  ed  in  fine  altri  due  con  estratti  delle  Epi- 
stolae  d'Orazio;  ed  alcuni  versi  di  Lucano. 

Beapona»  per  totum  annum.  (Cod.  &  429). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Incomincia  colla  prima  domenica  dell'Avvento:  consta  di  28  fol.  nume- 
rizzati.  Ne  seguono  altri  23  con  diverse  orazioni  scritte  da  mano  diversa , 
ma  dello  stesso  secolo. 

In  due  fol.  di  risguardo,  pure  in  pergamena,  trovasi  scritto:  «  Officio 
de  Lavora  da  Lotta  che  sta  in  caxa  del  Lomazo  in  vertè  in  Milano. 

RICCARDI  Giacomo.  —  Discorso  al  Governatore  di  Milano  in  forma  di 
lettera  sopra  il  governo  dello  Stato  di  Milano.         {Cod.  N.  1211)* 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec  XVI. 

In  fine  vi  è  la  data  28  Dicembre  1592. 

RICCI  Innocenzo.  —  Lettere  autografe  al  Marchese  Filippo  d'Este  dal 
1579  ai  1598.  {Cod.  N.  1595). 

Cod.  in  fol. 

Il  Ricci  doveva  occupare  un  posto  distinto  nella  casa  del  Marchese  d'Este. 


RIME  DI  DIVERSI  AUTORI  379 

la  queste  lettere  lo  ragguaglia  di  quanto  accadeva  nella  casa  di  lui  anche 
riguardo  all'amministrazione.  In  pari  tempo  lo  informa  degli  avvenimenti 
della  Corte,  della  città  di  Torino,  e  delle  notizie  venute  dall'estero.  Queste 
lettere  non  mancano  di  una  certa  importanza  storica. 

RIGHINO  Bernardo.  —  Regole  et  tractato  d'architettura  militare. 

{Cod.  N.  607). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVII. 

L* autore  in  un  lunghissimo  frontispizio  si  dice  Milanese,  professore  di 
scrivere ,  ragionato ,  geometra ,  architetto  civile  e  militare ,  ingegnere  del 
Tribunale  di  Sanità  e  dell'esercito  di  S.  M.  G.  nello  Stato  di  Milano.  Mal- 
grado tutti  questi  titoli  rimase  sconosciuto  all'Argelati  che  lo  ommise  anche 
nell'elenco  degli  «  Scriptòres  mi  noria  notae  ». 

RIGHINO —  Pratica  mercantile  ossia  Vacchetta  o  libro  d'Abbaco. 

(Cod.  N.  222). 

Cod.  cari  in  4*  dell'anno  1602. 

Vi  sono  anche  delle  dimostrazioni  di  geometria  scritte  in  latino  ed  in 
spagnuolo. 

RIGHINO  Bernardo.  —  Pratica  degli  Ingegneri.  [Cod.  N.  223). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec  XVII. 

RIGHINO  Bernardo.  —  Trattato  di  finezze  legature  e  saggio  di  metalli 
oro  e  argento  pertinenti  a  orefici,  cecchieri  e  mercanti  d'oro  in 
Milano,  1604.  {Cod.  N.  224). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVII  (sembra  autografo). 

Rime  in  lode  di  una  donna  per  nome  Cornelia.  (Cod.  N.  894). 

Cod.  memb.  in  f?  del  Sec.  XVI. 

Siine  d'ignoto  autore.  (Cod.  N.  918). 

Cod.  cart.  in  4'  del  Sec.  XVI. 

Queste  rime  sono  amorose  ed  alquanto  libere.  Il  Codice  termina  con  due 
sonetti  che  portano  la  data  del  1575,  ed  hanno  per  argomento  una  Madama 
dì  Mongiova  nata  Cavor  (forse  Cavour).  Il  secondo  sonetto  tratta  della  an- 
nullazione del  suo  matrimonio. 

Rime  e  prose  per  la  guerra  di  successione  tra  l'Austria  e  la  Francia 
al  principio  del  Sec.  xvui,  pare  scritto  a  Milano.        (Cod.  N.  949). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec  XVIII. 

Rime  di  diversi  autori.  (Cod.  N.  956). 

Cod.  cart  in  fol.  p.  del  Sec.  XVIII. 

Le  rime  contenute  in  questa  raccolta  sono  di  Lorenzo  de9  Medici  — 


380  RINUCCINI 


Pietro  Aretino  —  Annibal  Caro  —  Vincenzo  Martelli  —  Lodovico  Castel- 
vetro  —  Giov.  Ferretti  —  di  un  autore  incerto  —  Marc' Antonio  Magno  — 
Leone  X  —  Francesco  Bracciolini  —  Antonio  Malatesti  —  Leonardo  Sai  vi  a  ti. 
In  un  fol.  di  risguardo,  al  principio,  vi  è  una  nota  di  Giulio  Bernardino 
Tomitano  che  dichiara  che  queste  poesie  sono  scritte  da  Daniele  Farsetti. 

Btme  amorose.  (Cod.  N.  968). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

È  mutilo  al  principio  ed  alla  fine  ed  ha  molte  carte  tagliate  o  lacerate. 
Conserva  la  sua  legatura  originale  in  pelle  con  fregi  dorati,  e  sul  primo 
piatto  è  scolpito  in  oro  in  mezzo  ad  un  ovale  HELENA  F.v  dall'altra  parte 
vi  ò  uno  stemma  tra  le  due  lettere  N.  T. 

Rime  antiche.  (Cod.  N.  1027). 

Cod.  eart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

È  scritto  di  mano  di  Daniele  Farsetti.  Vi  sono  delle  annotazioni  mar- 
ginali ed  un  indice  alla  fine  di  mano  del  Marchese  G.  G.  Trivulzio. 

Rftne  antiche  con  aggiunte.  (Cod.  N.  1039,  1040  e  1041). 

Cod.  «art  in  fol.  del  Sec.  XIX,  toI.  3. 

Sono  copiate  principalmente  dai  Codici  della  Laurenziana  di  Firenze.  Vi 
sono  moltissime  annotazioni,  postille  e  varianti  di  mano  del  Marchese 
G.  G.  Trivulzio. 

Rime  antiche.  (Cod.  N.  4103). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

Sono  estratte  dal  Codice  che  apparteneva  al  pittore  Giuseppe  Bossi  e. 
che  ora  trovasi  in  questa  Biblioteca  e  che  fu  catalogato  sotto  il  nome  di' 
Dante,  perchè  incomincia  colla  Vita  Nuova.  Ha  il  numero  36  fra  i  Codici 
Danteschi  ed  il  num.  1058.  Per  la  massima  parte  fu  trascritto  dal  Mar- 
chese G.  G.  Trivulzio. 

Rime  d'autore  ignoto.  (Cod.  N.  1117). 

Cod.  eart  in  fol.  del  See.  XVI. 

L'autore  di  queste  poesie  dovrebbe  essere  Pavese  o  almeno  doveva  abi- 
tarvi ,  perchè  molte  di  esse  sono  dedicate  a  donne  di  famiglie  di  quella 
città.  Eira  un  imitatore  del  Petrarca,  del  quale  intercala  de'  mezzi  versi  fra 
i  suoi.  Mancano  alcune  carte  al  principio  del  Codice,  che  ritengo  sia  auto- 

grafo.  Alla  fine  vi  sono  alcune  annotazioni  in  cui  trovasi  nominata  una 
amilla  Cornazzano ,  che  era  di  famiglia  Pavese,  della  qual  casa  sono  ve* 
nuti  in  questa  Biblioteca  diversi  volumi  di  corrispondenze.  Vi  è  pure  notata 
con  caratteri  posteriori  al  testo  la  data  1605. 

CODICI  R1NUCCINI 

» 

I  seguenti  Codici  dalla  Biblioteca  Rinuccini  passarono  nella  Trivulziana 
per  eredità  della  Marchesa  Marianna  Rinuccini  vedova  del  Marchese  Giorgio 


RINUCCINI  381 


Trivalzio,  e  però  vennero  tenuti  assieme  quantunque  alcuni  siano  di  altri 
autori  e  non  di  membri  di  quella  illustre  famiglia  ora  estinta.  La  maggior 
parte  di  essi  sono  autografi. 

R1NUCCINI  famiglia.  —  Scritture  della  consorteria  Rinuccini.  Notizie 
della  famiglia:  testamenti  di  diversi  membri  di  essa. 

(Cod.  N.  1987). 

Cod.  cart.  in  fol. 

Sommario  dei  documenti  sui  quali  è  fondata  la  storia  della  nobilissima 
famiglia  Rinuccini.  (Cod.  N.  1988). 

Cod.  cart.  in  fol. 

ALAMANNO.  —  Vocabolario  di  alcune  voci  latine.         (Cod.  N.  1893). 

Cod.  cari  in  8°  pica  del  Sec.  XV. 

Vi  sono  uniti  degli  appunti  storici  estratti  dalla  Storia  di  Leonardo  Are- 
tino ;  de  primo  bello  Punico. 

Sembra  autografo.  Gli  serve  di  copertura  una  pergamena  su  cui  era 
scrìtto  un  brano  di  atto  notarile  del  sec.  xiv. 

ALESSANDRO,  frate.  —  Viaggio  al  Santo  Sepolcro.  (Cod.  N.  82). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Frate  Alessandro  autore  di  questa  relazione  fu  figliuolo  di  Filippo  Ri- 
nuccini e  di  Tessa  Vettori,  come  puossi  vedere  nell'Ajazzi  Memorie  sulla 
famiglia  Rinuccini  a  pag.  13tf,  N.  57.  Egli  nacque  nel  1 1 25.  Si  applicò  allo 
studio  delle  belle  lettere,  ed  esercitò  la  mercatura,  come  era  costume  delle 
nobili  famiglie  Fiorentine  in  quel  tempo,  sino  al  14ò9,  anuo  in  cui  al  9  di 


pio 

nelle  sacre,  come  puossi  vedere  nella  seconda  parte  di  questa  relazione,  in 
cui  mostra  gran  conoscenza  della  Storia  Sacra  e  dei  testi  biblici.  Nella 
Cronaca  del  Convento  di  S  Marco  fra  Alessandro  è  assai  lodato  per  la  sua 
pietà  e  per  la  sua  dottrina.  Per  quante  ricerche  siano  state  fatte  nell'Ar- 
chivio della  famiglia  Rinuccini  non  si  poterono  rinvenire  notizie  riguardanti 
il  viaggio  del  nostro  autore ,  né  carta  alcuna  scritta  da  lui.  Senza  quindi 
poterlo  asserire  con  sicurezza ,  perchè  mancano  le  prove  ,  credo  pero  che 
si  possa,  senza  temerità ,  ritenere  che  questo  Codice  è  autografo,  non  tro- 
vandosi mai  in  esso  nessuno  degli  errori  soliti  a  commettersi  dagli  ama- 
nuensi, e  vedendosi  per  alcune  correzioni  che  esso  è  copia  fatta  probabil- 
mente sulle  memorie  scritte  durante  il  viaggio  e  riordinate  dall'autore  al 
ritorno  in  patria.  Frate  Alessandro  divise  il  suo  libro  in  due  parti.  La  prima 
ha  il  titolo  seguente:   •  Col  nome  della  Santissima  et  individua  Trinità 

•  padre  et  figliol  et  Spirito  Santo  et  de  la  gloriosa  Vergine  Maria  et  ge- 

•  neralmente  di  tutta  la  corte  del  paradiso  io  frate  Alessandro  di  Filippo 
■  Rinuccini  per  fare  el  Santo  peregrinaggio  del  Santo  Sepolcro  del  nostro 

•  Signore  Jesu  Christo  in  Hierusalem  • .  —  Questa  prima  parte  occupa 
57  fol.  e  non  contiene  che  un  diario  assai  parco  di  notizie  che  non  gli  siano 
personali,  e  ad  altro  non  può  servire  che  a  tracciare  l'itinerario  da  lui  se- 
guito, il  tempo  impiegato  ed  i  patimenti,  pericoli  e  vessazioni  cui  andavano 
soggetti  i  devoti  che  in  quel  tempo  intraprendevano  quella  peregrinazione. 


382  RINUCCINI 


È  però,  da  questo  lato,  pregevole  essendo  un  documento  di  più  da  aggiun- 

Sere  a  quelli  che  già  si  conoscono,  per  provare  quale  fosse  già  fin  d'allora 
disordine  dell'amministrazione  dei  Turchi,  e  l'odio  che  sempre  nudrirono 
per  i  Cristiani.  Noterò  come  semplice  curiosità ,  che  il  nostro  autore  rac- 
conta al  fol.  3  di  aver  celebrato  una  messa  per  la  salute  di  fra  Jeronimo 
da  Ferrara  monaco  del  suo  convento  che  avealo  richiesto  di  tal  favore.  Da 
ciò  parrebbe  che  fra  Alessandro  dovesse  essere  stretto  in  amicizia  col  ce- 
lebre Savonarola.  —  La  seconda  parte  ha  il  titolo  seguente:  <  Laudatur 

o 

Jhesus  Mille  ccclxxm.  Al  nome  et  gloria  sia  sanctissima  trinità  padre  et 
figliolo  et  Spirito  Sancto  et  della  gloriosa  Vergine  Maria  et  del  glorioso 
patriarcha  Sancto  Domenico  et  generalmente  di  tutta  la  celestiale  corte 
del  paradiso  et  salute  et  consolatione  delle  anime  devote.  Incomincia  una 
breve  et  compendiosa  annotatone  et  dichiaratone  de  Ihuoghi  che  si  truo- 
vano  in  essa  peregrinatione  et  viaggio  del  S.  Sepolchro  del  Salvatore 
nostro  Jhesu  Christo  nella  città  di  Jerusalem,  il  quale  viaggio  fece  frate  A. 
da  Firenze  nell'anno  domini  1474  partendosi  dalla  città  di  Firenze  Giovedì 
mattina  a  dì  2  del  mese  di  Giugno  alla  via  che  va  a  Venezia  • . 
In  questa  seconda  parte  l'autore  non  parla  di  sé,  ma  con  grande  eru- 
dizione sacra  e  con  molta  esattezza  nota  coi  più  minuti  dettagli  tutti  i 
luoghi  di  Terra  Santa  dandone  talvolta  anche  una  chiara  benché  succinta 
descrizione,  e  nota  le  indulgenze,  che  visitandoli,  vi  si  acquistano.  È  questa 
certamente  la  più  completa  ed  esatta  descrizione  topografica  che  si  possa 
trovare  della  Terra  Santa ,  tanto  più  preziosa  che  molte  delle  cappelle  da 
lui  visitate  e  descritte  sono  ora  al  tutto  rovinate  o  trasformate. 

Terminata  al  verso  del  fol.  119  la  descrizione  della  Terra  Santa,  vi  ag- 
giunse alcune  brevi  notizie  sul  viaggio  al  Monte  Sinai  che  scrisse  dietro 
altrui  relazione  non  essendovi  egli  andato.  E  forse  si  servì  delle  memorie 
lasciate  da  un  suo  agnato  Andrea  Rinuccini  che  andò  a  quel  pellegrinaggio 
con  altri  compagni,  fra  cui  Leonardo  Frascobaldi  nel  1384.  Del  qual  diario 
esiste  un  Codice  nella  Magliabecchiana ,  Classe  XIII ,  Cod.  67.  Benché  non 
sia  terminato  questo  Codice  si  vede  che  poco  mancava  a  finirlo.  Le  ultime 

Sarole  Questo  so  evidentemente  interrotte  potrebbero  indicare  il  principio 
ella  conclusione  di  questa  relazione. 

ALESSANDRO  (juniore)  di  Francesco  Rinuccini  nacque  nel  1555  e  morì 
nel  Gennaio  1622.  Fu  dotto  ed  elegante  prosatore  e  poeta,  e  coprì 
con  successo  diverse  cariche  civili.  L'Ajazzi  (Ricordi  Storici  Rinuc- 
cini, pag  168)  ne  diede  una  succinta  biografìa  e  l'elenco  delle  sue 
opere  sia  stampate  che  inedite. 

ALESSANDRO.  —  I.  Precetti  di  rettorica ,  come  egli  stesso  dice  sul 
1°  fol,  ex  scriptis  Marini  Bolizzae.  (Cod.  N.  1894). 

Cod.  cart.  in  8°.  Inedito.  Autografo. 

ALESSANDRO.  —  li.  De  morte  Beatae  Catharinae  liber  I  et  IL 

(Cod.  N.  1895). 

Cod.  cari  in  8°. 

Vi  sono  molte  correzioni  autografe  ed  in  fine  degli  Scolii.  Venne  stam- 
pata quest'opera  a  Firenze  dai  Giunti  nel  1613. 

ALESSANDRO.  —  III.  Adnotationes  ad  Q.  Horatium  Flaccum  de  arte 
poetica.  Epistola.       •  (Cod.  N.  1896). 

Cod.  cart.  in  8°,  autografo,  inedito. 


BINUCCINI  383 


ALESSANDRO.  —  IV.  Variorum  carminum  liber.  (Cod.  N.  1897). 

Cod.  cari  in  8°. 

Autografo  inedito,  meno  qualche  poesia  stampata,  come  sarebbe  quella 
sulla  morto  del  Tasso. 

* 

ALESSANDRO.  —  V.  {Cod.  N.  1898). 

1.  Discorso  morale  sui  conviti  dei  Romani  letto  nell'Accademia  degli 
Alterati  (copia  con  correzioni  autografe). 

2.  Discorso  morale  sulla  carità  verso  i  poveri  e  sulla  elemosina  (auto* 
grafo). 

3.  Orlandini  Pietro.  Oratio  habita  in  funere  Jobannae  Austriacae  Magni 
Ducis  Etruriae  oonjugis  (autografo). 

ALESSANDRO.  — VI.  Discorso  al  Granduca  Cosimo  II  sui  provvedi- 
menti annonari.  (Cod.  N.  1899). 

BARTOLOMEO  di  Neri.  (Cod.  N.  966). 

Cod.  cari  in  8*  del  See.  XVI. 

Quadernuccio  di  varii  ricordi  scritto  dal  1532  al  1548.  Seguono  quattro 
capitoli  morali  in  terza  rima:  poi  un  estratto  delle  più  belle  comparazioni 
della  Divina  Commedia  di  Dante.  Autografo. 

CAMILLO  di  Tomaso  Rinuccini  nato  nel  1564,  morì  nel  1649. 

(Cod.  N.  1900). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  See.  XVII. 

L'Ajazzi,  a*jpag.  151  dei  sopradetti Jjftcowfó,  dà,  in  nota,  il  contenuto  dei 
Codici  seguenti: 

Prose  accademiche  e  varii  studi  sulla  Storia  e  milizia  Romana.  Sulle 
viti,,  vini  e  sugli  alberi.  Vi  è  pure  una  supplica  in  Spagnuolo  al  Papa. 

È  questo  Codice  composto  di  fol.  staccati  autogran.  Vi  sono  unite  in 
altro  fascicolo  alcune  poesie  italiane  e  varie  lettere. 

CAMILLO  —  Studii  diversi  di  letteratura  e  storia,  cioè  Descrizione  di 
un  calendario  o  lunario  colle  insegne  dei  mesi.        (Cod.  N.  1901). 

Cod.  cart.  del  See.  XVII. 

Nota  dei  Vescovi  e  Commissari  di  Cortona. 

Appunti  di  discorsi  di  circostanza. 

Poesie  nelle  nozze  di  Vittoria  della  Rovere  col  Granduca  Ferdinando  II. 

Canzone  sopra  lo  sdegno:  traduzione  dell'Epistola  del  Petrarca  a  Nicolò 
Fiorentino  (Acciajoli). 

Spoglio  della  Cronaca  di  Dino  Compagni  e  delle  Memorie  di  Melchiorre, 
di  Coppo  Stefani  pel  Vocabolario  della  Crusca,  all'impressione  del  quale  fu 
deputato. 

Alberi  genealogici  delle  principali  famiglie  regnanti. 

Tutti  questi  opuscoli  sono  sopra  fogli  e  quaderni  staccati. 


384  KENUCCINI 


CAMILLO.  —  Alcuni  esercizi  spirituali  per  i  quali  l'uomo  s'invia  et 
indirizza  di  maniera  che  possa  vincere  se  stesso.      (Cod.  N.  1902). 

Cod.  cari  in  fot 

In  fine  vi  è  la  seguente  sottoscrizione:  «  Giovanni  Chellini  scriveva  il 
dì  4  di  Giugno  1513  neirimpruneta  ». 

CAMILLO.  —  Abbozzi  di  varie  orazioni  recitate  nell'Accademia  Fio- 
rentina e  nella  compagnia  di  S.  Benedetto  bianco.    (Cod.  N.  1903). 

Cicalata  in  biasimo  delle  parole in  lode  delle  mosche.  Vi  sono  pure 

altri  opuscoli,  dei  quali  vi  ò  la  nota  al  principio  del  volume. 

CARLO  di  Pier  Francesco  Rinuccini  nacque  nel  15Stf>,  e  morì  nel  1666. 

(Cod.  N.  1904). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII.  Sono  fascicoli  staccati. 

1.  Nota  de'  suoi  dispacci  alla  Corte  di  Toscana  quando  andò  in  Germania 
ed  in  Olanda. 

2.  Copia  dell'arringa  del  Cardinal  di  Roban  alla  Regina  (in  francese). 

3.  Copia  dell'opinione  di  più  teologi  sulla  questione  se  Filippo  IV  potesse 
dopo  la  rinuncia  riprendere  la  corona  di  Spagna.  —  Vi  sono  pure  altre 
carte  relative  alla  successione  di  Spagna  con  altre  note:  in  tutto  10 pezze. 

4.  Relazione  della  presa  di  Nizza  fetta  dal  Generale  Doxat  (pare  auto- 
grafa del  detto  Generale). 

CARLO.  -  Chronologiae  compendium.  (Cod.  N.  1908). 

Cod.  cari  in  4°,  autografo  :  scritto  nell'infanzia. 

CARLO.  —  Commentarius  et  explanatio  in  Aristotelis  artem  dicendi. 

(Cod  N.  1909). 

Cod.  cart.  in  4°  del  1613.  Autografo. 

CARLO.   —  Artis  logicae  compendium.         •  (Cod.  N.  1910). 

Cod.  cart.  in  4°,  per  la  maggior  parte  autografo. 

CARLO.  —  Raccolta  di  varii  documenti  storici  e  politici  concernenti 

!|li  affari  pubblici  del  1718  e  19,  particolarmente  della  Toscana  coi 
atti  di  famiglia  prima  e  dopo  la  morte  del  Granduca  Gian  Gastone. 

Cod.  cart.  in  fol. 

CARLO.  —  Ragguaglio  della  Corte  ed  interessi  di  Toscana  concernenti 
la  successione  a  quello  Stato  in  mancanza  della  casa  Medici. 

(Cod.  N.  1906). 

Cod.  cart  in  fol. 


FILIPPO  ALAMANNO  E  NERI  385 

CARLO.  —  Istruzioni  date  dal  Granduca  di  Toscana  Ferdinando  II  al 
Marchese  Carlo  Rinuccini  andando  ambasciatore  residente  a  Roma 
nel  Marzo  1658.  (Cod.  N.  1907). 

Cod.  cart.  in  fol.  pico. 

Documento  originale  colia  firma  del  Granduca  e  del  segretario  Gian 
Battista  Grandi.  Vi  sono  pure  unite  le  istruzioni  date  al  Marchese  Gabriello 
Riccardi  e  ad  altri  residenti  presso  la  Corte  di  Roma  durante  il  pontificato 
di  Innocenzo  X  e  quello  di  Alessandro  VII. 

COSMO  nacque  nel  1693  e  morì  nel  1754.  —  Commentarla  in  quatuor 
institutionum  libros  Justiniani  imperatoria.  (Cod.  N.  1911). 

Cod.  cart.  in  4°.  Autografo. 

COSMO.  —  Recensiones  haeresum  quae  pugnant  contra  sacramenta. 

{Cod.  N.  1912). 

Cod.  cart.  in  4°. 

COSMO.  —  Aris to tei is  logicae  et  physicae  compendium. 

(Cod.  N.  1913,  1914  e  1915). 

« 

Cod.  cart  in  4#,  3  voi.  Autografo. 

COSMO.  —  Trattato  di  geografia  degli  Stati  Europei.  Fu  scritto  nel 
collegio  Tolomei  di  Siena  nel  1712.  (Cod.  N.  1916  al  1929). 

Sono  14  voi.  in  8°.  Autografi. 

COSMO.  —  Sovrani  d'Europa.  Vi  sono  unite  delle  lettere  a  lui  dirette. 

(Cod.  N.  1930). 

Cod.  cart.  in  4°. 

COSMO.  —  Breve  trattato  dei  Principi  Sovrani  d'Europa.    (Cod.  N.  1931). 

Cod.  cart.  in  4*. 

FILIPPO  Alamanno  e  Neri.  —  11  Priorista  Fiorentino.  Ha  i  nomi  dei 
priori  e  notizie  storiche  dal  1282  al  1508.  (Cod.  N.  205). 

Cod.  cart.  in  fol.  di  carte  243*  Autografo. 

Questo  prezioso  Codice  fu  incominciato  da  Filippo  di  Cino  Rinuccini,  nato 
nel  1392  e  morto  nel  1462,  il  quale  coprì  diverse  cariche  in  Firenze  e  fuori,  e 
nel  1430  fu  eletto  capitano,  di  parte  guelfa,  che  allora  era  la  più  grande 
e  più  potente  magistratura  della  Repubblica.  Venne  continuato  da  Alamanno 
suo  figlio»  nato  nel  1419  e  morto  nel  1499,  poi  dall'altro  suo  figlio  Neri, 
che  nato  nel  1136  morì  nel  1508.  Alamanno  fu  uomo  coltissimo,  amico  dei 
più  distinti  letterati  del  suo  tempo ,  lasciò  delle  eleganti  traduzioni  latine 
dal  greco:  coprì  esso  pure  le  primarie  cariche  nella  sua  patria,  che  nel  1475 
lo  mandò  ambasciatore  al  Papa.  —  Neri  che  continuò  a  scrivere  il  Priorista 
e  le  memorie  storiche  fu  pure  uomo  di  vaglia,  sì  che  si  meritò  di  andare 
a  partito  nel  1502  per  gonfaloniere  a  vita.  Ognun  vede  di  quanta  impor- 
rate!. TrhmtMkma  [Stampato  U  27  dicembre  1883)  49 


886  BINUCCINI 


tanza  siano  i  ricordi  storici  scritti  da  tali  uomini.  Essi  vennero  pubblicati  da 
G.  Ajazzi  bibliotecario  della  Binucciniana  nel  1840.  Questi  ricordi  sono  scritti 
in  margine  all'elenco  dei  Priori,  i  quali  venivano  nominati  ogni  due  mesi. 
Né  meno  preziosi  dei  ricordi  sono  questi  elenchi  che  ci  danno  i  nomi  di 
tutti  i  personaggi  che*  coprirono  quella  magistratura.  Benché  i  nomi  dei 
priori  giungono  sino  al  4508,  i  ricordi  non  arrivano  che  al  1506. 

FOLCO  (di).  —  Studii  fatti  sopra  diversi  autori  ossia  selva  di  diversi 
concetti  estratti  da  vani  scrittori  antichi  e  moderni  disposti  per 
ordine  di  materie  in  23  fascicoli.  (Cod.  N.  1932). 

Cod.  cari  in  4*.  Autografo. 

FOLCO  (di).  —  Abbozzi  di  varii  scritti  su  diverse  materie»  come  logica, 
fisica,  metafisica,  astronomia,  giurisprudenza  ecc.      {Cod.  N.  1934). 

Cod.  cart  in  fol.  Sono  foL  staccati,  quinterni  scritti  da  mani  diverte. 

FOLCO  (di).  —  Sbozzi  di  varii  studii  letterari  e  critici.    (Cod!  N.  1934). 

Cod.  cari  in  fol.  composto  di  quinterni  e  fol.  staccati. 

Vi  sono  pure  diverse  poesie  giocose  in  dialetto  Veneziano,  ed  i  seguenti 
due  opuscoli  Heliano  Lodovico  vercellese  ambasciatore  del  Re  di  Francia: 
orazione  fatta  all'Imp.  Massimiliano  ed  ai  Principi  elettori  di  Germania. 
Gremosino  D.  Cesare.  Orazione  recitata  nel  collegio  di  Venezia  a  favore 
dell'Università  di  Padova  contro  i  Gesuiti. 

FRANCESCO.  —  Elementi  di  Astrologia.  (Cod.  N.  1942). 

Cod.  cari  in  8*  del  Sec.XVIL  Autografò. 

FRANCESCO.  —  Scritti  che  trattano  di  cose  di  Architettura  cavate 
dai  libri  di  Giacomo  Barozzi  da  Vignola,  di  Bastiano  Serlio  e  di 
Andrea  Palladio.  (Cod.  N.  1940). 

Cod.  cart.  in  (P.  Autografo. 

FRANCESCO.  —  Orazione  in  morte  di  Margherita  d'Austria. 

(Cod.  N.  1941). 

Cod.  cart  in  8*. 

Pare  autografo,  ma  non  è  completo. 
FRANCESCO.  (Cod.  N.  1935). 

Cod.  cart  in  fol.  Sono  fogli  staccati. 

Discorso  a  Mona/  d'Elei  Arcivescovo  di  Pisa  eletto  Nunzio  a  Venezia. 
Autografo. 

Orazione  funerale  in  lode  di  Luigi  XIII  Re  di  Francia.  Autografo. 

Appunti  storici  e  geografici  e  genealogici  dei  suoi  tempi.  Autografo. 

Lettera  nella  quale  si  dimostra  qual  sia  la  prima  materia  dei  filosofi  ecc  : 
scritto  Tanno  1616. 


BINUCCINI  8S7 


FRANCESCO.  —  Relazione  del  viaggio  del  Ser.mo  Princ  Giovanni  Carlo 
de1  Medici,  Generale  del  mare  di  S.  M.  Cattolica  Tanno  1642.  Au- 
tografo. (Cod.  N.  1939). 

Cod.  cari  in  4*. 

Contiene  pure  altri  32  opuscoli,  de'  quali  vi  è  una  nota  al  principio  del 
volume. 

FRANCESCO.  —  Studii  Astrologici  per  indovinare  i  casi  della  vita,  e 
la  morte  di  varie  persone  del  suo  tempo.  Autografo. 

{Cod,  N.  1943). 

Cod.  eart  in  4°.  Contiene  15  opuscoli. 

FRANCESCO.  —  Annotazioni  e  studii  sulle  opere  di  Nicolò  Macchia- 
velli.  {Cod.  N.  1944). 

FRANCESCO.  —  Ulisse:  Dramma.  Pare  autografo.  (Cod.  N.  967). 

Cod.  cari  in  4* 

FRANCESCO.  (Cod.  N.  1936). 

Cod.  eart.  in  fol.  Autografi). 

1.  Proserpi na  rappresentazione  drammatica  per  musica.  2  copie. 
2*  Garbino  ed  Isabella,  commedia  in  prosa. 
3.  Maurinda  di  Carinzia,  commedia  in  prosa. 

FRANCESCO.  —  Garbino  ed  Isabella,  commedia  in  prosa. 

(Cod.  N.  1937). 

Cod.  cari  in  fol.  , 

FRANCESCO.  —  Maurinda  di  Carinzia.  commedia  in  prosa. 

(Cod.  N.  1938). 

Cod.  eart.  in  foL 

GIOV.  BATTISTA,  Arcivescovo  e  Principe  di  Fermo. 

(Cod.  N.  1952  e  1953). 

Cod.  eart.  in  ibi.  2  toI.  in  parta  autografo  ed  in  parte  con  correzioni  dell'autore. 

Considerazioni  sopra  la  Storia  Romana  e  Greca  di  Dionigi  d'Alicarnasso, 
Tito  Livio,  Polibio,  Plutarco,  Tacito  ecc. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Quaestiones  Theologicae  morales  ac  dogmaticae 
nec  non  de  Sacramentis.  (Cod.  N.  1976). 

Cod.  eart.  in  foL 

Molte  di  queste  sono  di  mano  dell'autore,  le  altre  trascritte  hanno  delle 
correzioni  autografe. 


888  KINUCCINI 


GIOV.  BATTISTA.  —  Discorsi  quaranta  sulla  dignità  del  Vescovo. 

(Cod.  N.  1978). 

Cod.  cart.  in  fol. 

fi  una  copia  ma  con  molte  correzioni  dell*  autore. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Miscellanea  di  varie  operette  in  prosa  ed  in  versi 
italiani  e  latini  in  parte  autografi.  (Cod.  N.  1956). 

Cod.  cart.  in  fol. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Compendio  di  Geografia,  per  la  maggior  parte 
autografo.  (Cod.  N  1958). 

Cod.  cart.  infoi,  piec. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Scritture  varie,  cioè:  (Cod.  N.  1975). 

1.  Domanda  fatta  alla  Congregazione  dei  riti  e  le  risposte  date  sopra 
dubbii  nati  nel  recitare  l'Ufficio  e  celebrare  la  messa  (sono  originali).  Vi 
sono  anche  delle  correzioni  al  Martirologio  del  Card.  Baronio. 

2.  Minute  di  lettere  della  Ruota  per  la  canonizzazione  di  Suor  Giovanna 
della  Croce  badessa  del  convento  di  S.  Maria  della  Croce  nella  diocesi  di 
Toledo,  ed  altre  per  fra  Nicola  de  Flue  Svizzero;  per  la  stessa  causa. 

3.  Stratagemma  del  Crist.mo  re  Carlo  IX  di  Francia  verso  li  ribelli  di 
Dio  Tannò  1572,  descritto  da  Camillo  Capilupi. 

4.  Poesie  italiane  e  latine  sopra  varii  argomenti. 

5.  Lettera  di  Mons.  Agucchi  al  Card.  Barberino. 

6.  Capitolazione  fatta  fra  S.  M.  Cattolica  Filippo  II  et  il  procuratore  del 
Duca  di  Parma  Girolamo  da  Correggio. 

7.  Testamento  del  Card.  Lodovico  Ludovisi. 

8.  Estratti  di  Storie  Napoletane  e  di  Sicilia. 

9.  Margitis  Aristarchi. 

10.  Relazione  della  fuga  del  Duca  e  Duchessa  di  Lorena  da  Nancy. 

11.  De  Sinaxi  et  antiquis  conventibus  Christianorum. 

12.  Lettera  di  Giov.  Battista  Nini. 

13.  Lettera  di  Marco  Guiducci  (stampata). 

14.  Istruzioni  a  M.r  Vescovo  di  Montefiascone  destinato  Nunzio  a  Ve- 
nezia da  Paolo  V. 

15.  Soracti  seu  S.  Silvestri  Mons. 

16.  De  vestibus  quotidianis  summi  pontificia  et  cardinali um  ac  eorum  usu. 

17.  Trattato  del  far  orazione. 

18.  Prolusio  de  nominis  felicitate  ab  Aristotele  tradita. 

19.  De  canonica  Summi  Pontificia  electione  a  Cardinalibus  facienda. 

20.  Sunto  delle  Casate  Fiorentine  che  cominciarono  avere  onori  sino 
all'anno  1596  raccolto  da  Giuliano  di  Giovanni  Ricci. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Selva  di  varii  pensieri  disposti  per  materia  ed 
estratti  dalla  Sacra  Scrittura  e  dai  Ss.  Padri  per  tesserne  sermoni 
e  prediche.  (Cod.  N.  1979). 

Cod.  cart  in  fol.  Autografo. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Sei  dialoghi  del  Governo  Episcopale  in  occasione 
,  della  visita  della  diocesi  di  Fermo.  (Cod.  ÌV.  1960). 

Cod.  cari,  in  fol.  Autografo. 


BINUCCINI  889 


GIOV.  BATTISTA.  —  Copia  del  precedente  con  correzioni  autografe. 

(Cod.  N.  1961). 

GIOV.  BATTISTA.  —  Altra  copia  coi  nomi  degli  interlocutori  in  rosso. 

(Cod.  N.  1962). 

GIOV.  BATTISTA.  —  Quaestiones  in  octo  libros  Aristotelis  de  phisica. 

{Cod.  N.  1963). 

Cod.  cart  in  fol.  Autografo.  / 

GIOV.  BATTISTA.  —  Libellus  de  recta  argumentandi  ratione  ad  quae- 
stiones logicas  intelligendas.  (Cod.  N.  1964). 

Cod.  cart.  in  4°. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Minute  di  molte  lettere  da  esso  scritte  a  varii 
personaggi  tanto  ecclesiastici  che  secolari  risguardanti  la  sua  min- 
ciatnra  d'ibernia  ed  altri  affari  politici.  (Cod.  N.  1965). 

Vi  sono  uniti  altri  suoi  scritti ,  in  parte  autografi  sopra  diversi  argo- 
menti; non  che  jdue  bolle  pontificie  di  Innocenzo  X,  una  del  e  quali  (del 
10  Marzo*  164 5)  è  la  nomina  a  Nunzio  Apostolico  in  Irlanda  Vi  è  pure  la 
copia  di  una  piccola  parte  della  sua  nunziatura  in  Irlanda. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Relazione  deir ambasciata  di  Giulio  Vitelli  per 
congratulazione  al  Card.  Richelieu.  Marzo  1629.        (Cod.  N.  1980). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Minute  di  lettere  da  esso  scritte  a  distinti  per- 
sonaggi della  sua  Nunziatura  d'Hibernia  ed  in  altre  occorrenze  dal 
7  Aprile  1645  al  21  Luglio  1649.  (Cod.  N.  1967). 

La  maggior  parte  di  queste  minute  sono  autografe. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Commentarius  de  haeresis  anglicanae  in  Hiber- 
ni&m  intrusione  et  progressu,  et  de  bello  catholico  ad  annum  1641, 
coepto  exinde  per  ali  quo  t  annos  gesto.  Autografo. 

(Cod.  N.  1969  al  1974). 

Cod.  cart  in  fol.  6  volumi, 

GIOV.  BATTISTA.  —  Peregrinatio  ad  heremum  fontis  Avellanae  anno 
1636  in  tres  partes  distributa.  (Cod.  N.  1955). 

Cod.  cart.  in  fol. 

Dedicata  a  M.  Roberto  Strozzi. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Varie  considerazioni  sulla  Storia  ecclesiastica. 

(Cod.  N.  1-954). 

Cod.  cart.  in  4*.  Autografo. 


390  RINUCCINI 


GIOV.  BATTISTA.  —  Istruzione  pratica  per  la  cura  Episcopale. 

(Cod.  N.  1077). 

Copia  preparata  per  la  stampa.  Alla  fine  vi  è  V Imprimatur. 

GIOV.  BATTISTA.   —  Considerationes  variae  legales  quae   disputatae 
sunt  Perusiae  ab  Archiepiscopo.  (Cod.  N.  1959). 

Cod.  càrt.  in  41.  Autografo. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Copie  delle  lettere  scritte  da  esso  dall' Hibtrnia. 

(Cod.  N.  1966) 

Queste  lettere  sono  copiate  dalle  minute  originali  che  stanno  nel  Sovra- 
citato  Codice  1965.  —  Istruzione  a  Mr  Riuuccini  Vescovo  di  Fermo  desti- 
nato Nuncio  straordinario  in  Irlanda  da  S.  S.  Innocenzo  X. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Relazione  al  Pont.' Innocenzo  X  della  sua  Nun- 
ziatura in  Irlanda.  (Cod.  N,  1968). 

Copiato  dall'originale  con  correzioni  e  postille  autografe. 

GIOV.  BATTISTA.  —  Iter  Ophidanum  :  Peregrinatio  ad  eremum  fontis 
Avellani.  (Cod.  JV.  1957). 

Questo  è  l'originale  da  cui  fu  tratta  la  copia  Cod.  1955  sopracitato.  AI 
incipio  vi  sono  alcune  lettere  del  Card.  C"  '  ~  "  *  ~  "  "  *' 
rdinali  ed  a  Clemente  VIII  colle  risposte. 


principio  vi  soncTalcune  lettere  del  Card.  Ottavio  Bandini  al  'Collegio  dèi 
Ca 


GIOV.  BATTISTA.  —  Appunti  e  Diario  dal  Gen.  1649  e  seg.  anni  di 
ciò  che  gli  accadeva  e  sapeva  relativamente  alla  sua  spedizione  in 
Irlanda.  (Cod.  N.  1951). 

Cod.  momb.  in  4*.  Autografo. 

ORAZIO  e  Francesco.  (Cod.  N.  1945). 

Sono  fogli  staccati,  autografi,  riuniti  in  un  yoL 

Orazioni  e  sermoni  recitati  in  varie  solennità  dell'anno  con  abbozzi  e 
ricordi  sopra  soggetti  ascetici. 

OTTAVIO.  —  Raccolta  delle  sue  poesie.  (Cod.  N.  1005  e  1006). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  2  voi. 

Pare  che  abbian  servito  di  testo  alla  Scelta  che  fu  stampata  nel  1622  9 
essendovi  notati  tutti  i  componimenti  ehe  vennero  pubblicati.  Ve  ne  sono 
moltissime  di  inedite ,  e  di  bello  stile  che  meriterebbero  d'esser  date  alla 
luce.  Furon  levati  alcuni  fol.  non  si  sa  da  chi  nò  perchè. 

OTTAVIO.  —  Miscellanea.  (Cod.  N.  1003). 

1,  Cicalata  sul  Cacimperio  col  memoriale  in  quarta  rima. 


MNUCCINI  891 


2.  Lenci  Filippo.  Ragionamento  filosofico  recitato  dall'autore  nell'Acca- 
demia deir Arcadia  il  S9  Luglio  1645  (autografo). 

3.  Sermone  recitato  il  Venerdì  Santo  in  una  confraternita. 

4.  Anacreontica  Al  suon  di  questa  eetra  di  Ottavio  Rinuccini. 

5.  Lamberti.  Capitolo  burlesco  al  P.  Lorini. 

6.  Capitolo  al  Sig.  Pier  Francesco  Rinuccini. 

7.  Cicalata  in  lode  delle  trippe  recitata  dal  Rinuccini  la  sera  dello  stra- 
vizio dell' Accademia  della  Crusca  il  17  Maròio  1613. 

8,  Villani  Filippo.  Vite  di  alcuni  uomini  illustri,  trad.  dal  latino  diltaccio 
Valori.  Vi  è  unita  una  lettera  di  Nic.  Valori  a  Leone  X  nel  dedicargli  la 
vita  di  Lorenzo  il  Magnifico. 

Copia  fatta  da  Baccio  Valori. 

9  Della  Casa  Mons.  Giov.  Orazione  per  muovere  i  Veneziani  a  collegarsi 
col  Papa,  col  Re  di  Francia  e  cogli  Svizzeri  contro  Carlo  V. 

PIER  FRANCESCO.  (Cod.  N.  194  6) 

1.  Commentarla  et  disputationes  ad  Aristotelis  physicorum  libros  ezpli- 
candos. 

2.  Storia  della  famiglia  Ma  rescotti. 

3.  Finotti  Christopbori ,  Oratio  in  funere  Joh.  Medices  (stampato  1621). 

4.  Predica  sulla  incarnazione  del  Divin  Verbo. 

5.  De  Laudibus  S.  Tbomae  Aquinatis. 

6.  Quaresimale  di  un  P.  M.  frate  cappuccino. 

7.  Collectio  chartarum  quae  ultro  utroque  transierunt  inter  Mar.n  Or- 
moniae  et  Sir  Thomas  Whorton.  Sembra  copia  d'un  opuscolo  stampato  a 
Dublino  nel  1646. 

8.  Rondi  nel  li  Giov.  Discorso  al  O.  D.  Francesco  de'  Medici  sullo  Stato 
d' Inghilterra. 

9.  Relazione  di  Firenze  e  di  Siena. 

10.  Copia  di  una  lettera  di  Scipione  Ammirato  al  Sig.  Virginio  Orsini 
Duca  di  Bracciano. 

11.  Orlandini  Petri  Animadversiones  ad  Aristotelis  librum  de  siccitate 
et  humiditate. 

12.  De  Fluoribus  tractatus. 

13.  Scarbotius  Marcus.  Adlocutio  ad  Cardinalem  Florentinum  missum 
in  Franciam,  1593. 

14.  Pratica  per  fare  bene  l'orazione  mentale. 

15.  Regole  per  le  monache  di  Forlimpopoli  date  dal  Vescovo  Accoram- 
boni,  1580. 

16.  Compendio  di  Grammatica. 

17.  Dassetti  discorso  sulle  imprese. 

PIER  FRANCESCO.  —  Zibaldone  di  Studii  storici ,  minute  di  relazioni 
politiche,  estratti  di  sentenze  di  varii  scrittori  latini  ed  italiani  di- 
sposti per  ordine  alfabetico  e  ad  uso  di  poli an tea:  studii  geografici 
di  diverse  regioni  d'Europa.  (Cod.  N.  1947). 

• 

Cod.  cari  in  foL  :  per  la  massima  parte  autografo. 
Dovevano  essere  2  voi.,  ma  non  vi  è  che  il  1°. 

PIER  FRANCESCO.  -  Ruolo  degli  Accademici  della  Crusca  dal  suo 
principio  sino  al  1653  colla  indicazione  delle  imprese  e  nomi  ac- 
cademici. (Cod.  N.  1948). 

Cod.  cart.  in  foL  Autografo. 


392  RINUCCINI 


TOMMASO.  —  Abbozzo  di  Calendario  Fiorentino  isterico  estratto  dal- 
l Istorie  deirAmmirato  e  dalla  vita  di  Cosimo  I  Granduca  di  Toscana 
del  Cini.  {Cod.  K  1982  e  1983). 

TOMMASO.  —  Relazione  e  Diario  del  suo  viaggio  da  Roma  a  Parigi 
dove  andò  per  accompagnare  il  Card.  Barberini  legato  nel  1625: 
colla  descrizione  del  ritorno.  Autografo.  {Cod.  N.  1985). 

TOMMASO.  —  Ruoli  dei  Cavalieri  ed  altri  dignitari  dell'Ordine  di  San 
Stefano  (di  cui  Ottavio  R.  era  ricevitore)  collo  stato  delle  rendite 
di  ciascuno.  Albero  della  consorteria  Rinuccini  e  Guidacci  da  essi 
presentato  il  dì  25  Febb.  1638.  {Cod.  N.  1891). 

Cod.  cart.  in  fol.  Originale. 

TOMMASO.  —  Libro  di  ricordi  spettanti  alla  sua  corrispondenza  col- 
TArci vescovo  di  Fermo  e  Nunzio  in  Hibernia,  Mons.  Giov.  Battista 
suo  fratello  dal  1645  al  1649.  {Cod.  N.  1984). 

Cod.  cart  in  foj.  Autografo. 

TOMMASO.  —  Trattato  da  usarsi  dalla  Ser:ma  Vittoria  Principessa  di 
Urbino,  Granduchessa  di  Toscana,  per  ricevere  i  personaggi  e  mi- 
nistri di  Principi.  {Cod.  N.  1986). 

Cod.  cart  in  fot 

RINUCCINI.  —  Miscellanea.  Poesie  .e  prose  di  varii  autori. 

{Cod.  N.  1004). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Seo.  XVII.  Contiene  : 

1.  Una  raccolta  di  43  documenti  e  lettere  sopra  disparatissimi  soggetti. 
Fra  questi  è  da  notarsi  una  lettera  scrìtta  da  Filippo  Gaudi  del  17  Luglio 
1617,  nella  quale  dà  una  dettagliata  relazione  del  supplizio  della  celebre 
Marescialla  d'Ancre  (Eleonora  Gori  Galligai).  Questi  documenti  appartene- 
vano a  Pier  Francesco  Rinuccini. 

2.  Poesie  varie  ed  abbozzi  di  diversi  componimenti  drammatici  autografi 
di  Pier  Francesco  Rinuccini   La  maggior  parte  sono  fol.  staccati. 

3.  Altro  fascicolo  contenente  abbozzi  di  varie  poesie  e  prose.  Autografo 
di  P.  Francesco  Rinuccini. 

4.  Traduzione  del  libro  di  Lattanzio  Firmiano  De  ira  Dei  fatta  da  P.  Fran- 
cesco Rinuccini  con  una  prefazione  autografa. 

5.  Ragionamenti  sulle  Indie  Orientali  diretti  al  G.  Duca  di  Toscana  da 
Fr.  Cadetti.  Sono  due  quaderni  :  il  primo  è  copia  con  correzioni  autografe, 
ed  il  secondo  è  tutta  originale.  Vi  si  parla  di  un  viaggio  fatto  al  Perù, 
Panama  ecc.  nel  1596.  È  incompleta  l'opera,  ma  sembra  che  fosse  raflazonata 
dal  Magalotti  e  da  altri  per  la  stampa. 

6.  Poesie  amorose.  Sono  33  fol.  staccati  di  mani  diverse  Sembrano  au- 
tografi. 

7.  Poesie  e  prose.  Autografe  di  Ottavio  Rinuccini. 

8.  Poesie  liriche  di  vano  genere  ed  autori  diversi. 


ROFFIÀ  MARC'ANT.  FRANCESCO  398 


RINUCCINI.  —  Miscellanea.  (Cod.  N.  1899). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Contiene  32  pezze.  Molte  si  riferiscono  a  fatti  storici  di  quel  secolo. 
Risguardano  non  solo  la  Toscana,  ma  anche  la  Corte  di  Roma,  la  Francia, 
Napoli  ed  altri  paesi.  Al  principio  del  voi.  vi  è  la  nota  degli  opuscoli. 


Situale  Romano  ad  uso  della  chiesa  di  Lodi.  {Cod.  N.  393). 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec.  XV. 

D.  Carlo  Trivulzio  premise  al  voi.  delle  erudite  annotazioni,  per  provare 
che  questo  rituale  apparteneva  alla  chiesa  di  Lodi.  Il  Codice  pare  scritto, 
secondo  lui,  nella- prima  metà  del  sec  xv.  Alla  fine  del  Canone,  cioè  al 

fol.  31  v.  trovasi  la  nota  seguente:  «  Finis  psbr  (presbiter)  Franchili us  de 

«  Fix  (Fixiraga)  scripsi  hoc  opus  ».  La  famiglia  Fisiraga  era  fra  le  più 
distinte  di  Lodi. 

Rituale  antico  latino  e  tedesco.  (Cod.  N.  458). 

Cod.  merab.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Ha  alcune  iniziali  miniate. 

Situalo  de'  Monaci  S.  Sepolcro,  poi  S.  Lanfranco  presso  Pavia. 

(Cod.  N.  512). 

Cod.  memb.  in  foL  del  Sec  XII. 

D.  Carlo  Trivulzio  vi  unì  delle  annotazioni  relative  al  detto  convento 
di  S.  Lanfranco.  Alla  fine  del  rituale  vi  sono  alcune  notizie  storiche  scritte 
nel  sec.  xm.  Fu  anche  unita  una  vecchia  carta  topografica  delle  fortifica- 
zioni di  Pavia  e  contorni  esplicativa  delle  operazioni  dell'assedio  postovi 
dai  Francesi  nel  1655. 

RIVA  Pr.  Lot.  —  Istituzioni  filosofiche.  (Cod.  N.  320). 

Cod.  cart  in  ibi.  del  Sec.  XVIII. 

ROBECCO  Giuseppe.  — -  Causa  fra  il  Fisco  e  gli  Utenti  della  Muzza. 

(Cod.  N.  1711  e  1712). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec  XVIII.  2  voi. 

ROFF1A  Marc'Ant.  Francesco.  (Cod.  N.  1891). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI II. 

Memorie  e  notizie  per  l'uso  e  la  navigazione  di  Galere  da  esso  raccolte 
nelle  navigazioni  da  esso  fatte  dall'anno  1701  al  1720.  Dedicate  all'Ili."0 
Sig.  Marchese  Carlo  Rinuccini  segretario  di  Guerra  e  Consiglio  di  Stato. 

Celai.  TrtvuUUma  (Stampato  il  27  dicembri  1883)  50 


894  RUBINI  IRÀNCISCI 


Rogiti  del  Notaio  della  Curia  Arcivescovile  di  Milano  Giovanni  de 
Gallare  ti.  (Cod.  N.  1689). 

Cod.  eart  in  fol.  del  Sec.  XV. 

ROSSI  Pio.  —  Discorsi  sopra  materie  ecclesiastiche.         (Cod.  N.  272). 

Cod.  eart  in  fol.  del  See.  XVII. 

In  gran  parte  autografo:  l'autore  si  qualifica  Priore  et  visitatore  di 
S.  Savino.  I  primi  discorsi  vertono  sulle  visite  ai  Monasteri ,  altri  sono 
prediche. 

ROTA  Vincentius.  —  Jacobi  Facciolati  Oratio  prò  funere  Aloysii  Pisani 
ducis  Venetiarum  IV  Nonas  Julias  mdccxxxxi,  celebrato  cum  auctoris 
ejusdem  palinodia  et  Typographi  Yen.  confessione.  Accedunt  postremo 
Dialogi  VI.  Altera  editio  et  accuratior  cum  privilegio. 

(Cod.  N.  673). 

Cod.  eart  in  8°  del  Sec.  XVIH. 

La  palinodia  ed  i  dialoghi  sono  una  satira  del  Rota  contro  il  Facciolati, 
il  quale  aveva  stampato  coi  torchi  dell' Albrizi  di  Venezia  un'orazione  da 
lui  scritta,  ma  non  recitata  pei  funerali  del  Dosre  Pisani,  pochi  giorni  dopo 
ch'era  comparsa  alla  luce  quella  che  ne'  funerali  era  stata  detta  dal  Gesuita 
Gerolamo  Lombardi.  Anche  la  confessione  del  Tipografo  è  scritta  dai  Rota 
contro  il  Facciolati. 

RUBEUS  Honoratus  Franciscus.  —  Chorus  virtutum  insulatus  in  Ill.mo 
D.  Joh.  Hier.  Nasellio  Episcopo  Intemeliensi.  (Cod.  N.  525). 

Ood.  cari  in  8*  del  Seo.  XVII,  autografo. 

Giov.  Gerolamo  Naselli  di  Sarzana  venne  fatto  Vescovo  di  Ventimiglia 
nel  1685,  e  dopo  10  anni  passò  alla  Sede  Vescovile  di  Sarzana,  ove  morì  nel 
1709,  come  vedesi  neirUghelli,  T.  I,  col.  311  e  T.  IV,  col.  856.  Questi  elogri 

Suindi  che  Onorato  F.  Rossi  scriveva  per  il  di  lui  ingresso  in  Ventimiglia 
evono  essere  stati  scritti  nel  1685.  Non  ho  potuto  trovar  notizie  del  Rossi 
che  probabilmente  fu  della  riviera  di  Genova.  Lo  Spo torno:  Storia  della 
letteratura  Ligure  non  la  nomina. 

RUBINI  Francisci.  —  Prolusiones  Accademicae  et  Orationes. 

(Cod.  N.  622). 

Cod.  eart  in  4*  del  Sec  XVII. 

Francesco  Rubini  Milanese  fu  professore  di  belle  lettere.  Viene  assai  lo- 
dato come  oratore  nella  Bib.  Scrip.  Med.,  T.  II,  col.  1256,  dall' Argelati  che 
dà  la  nota  delle  opere  da  lui  date  alla  stampa,  ma  non  cita  che  qualcuna 
di  queste  prolusioni  ed  orazioni.  Esse  sono  corrette  di  mano  dell'autore.  La 
prolusione  Vili  e  V  ultima  orazione  sono  manoscritte  e  forse  non  furono  mai 
stampate.  Pare  che  il  Rubini  sia  nato  nel  1600  o  1601.  Morì  in  Bergamo, 
ma  si  ignora  in  quale  anno.  Unito  al  Codice  vi  è  un  suo  ritratto  inciso 
colla  leggenda  in  giro  Franciscus  Bubinus  Mediolanmsis  Uteris  usuque 
armarum  clarissimus  aetatis  xxvu.  L' Argelati  dice  che  questo  ritratto  fu 
inciso  nel  1627. 


BUFFO  IORDÀNO  395 


Bufarlo*  di  tutte  le  Pieve  et  sue  terre  civili  nel  ducato  di  Milano  estratto 
dai  libri  originali  di  essa  città  nel  1682,  con  varie  carte  annesse 
risguardanti  il  perticato  ed  il  censo  in  varii  luoghi.    {Cod.  N.  1258). 

Cod.  c*rt  in  fbl  del  Sec.  XVII. 

Vedi  anche  più  sotto  Soldati  Giuseppe  che  cavò  una  simil  rubrica  nel 
1697. 

Batolo*  instrumentorum  rogatorum  per  Galeatium  Vicecomitem  Mediol. 
notarium.  (Cod.  N.  1295). 

Cod.  out  in  foL  del  Sec.  XVI. 

Batolo*  di  istromenti  risguardanti  la  Certosa  di  Pavia.    (Cod.  N.  1 337). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XYI. 


Il  primo  istromento  citato  è  del  1510  e  l'ultimo  del  1571. 
l'originale  che  esisteva  nell'Archivio  di  quel  Monastero. 


Credo  che  sia 

/ 

Statolo*  castellorum  ci  vita  tu  m  et  terrarum  ducalium  in  Lombardia. 

{Cod.  N.  1 396). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XV. 

Malgrado  il  titolo  sono  comprese  in  questa  rubrica  tutte  le  città  e  ca- 
stelli che  erano  soggetti  al  Duca  di  Milano ,  compresavi  la  rocca  di  Bari 
nel  regno  di  Napoli.  In  seguito  alla  detta  rubrica  vi  sono  i  nomi  dei  ca- 
stellani e  le  istruzioni  date  a  ciascuno  di  essi ,  e  la  data  del  giuramento 
prestato  di  osservarle.  La  maggior  parte  sono  del  1495 ,  ma  ve  ne  sono 
anche  degli  anni  susseguenti  sino  al  1498.  Alla  rubrica  precede  una  lettera 
del  15  Novembre  1498  diretta  a  Tristano  Calco  in  cui  Lodovico  il  Moro  dà 
ordini  rigorosi  per  i  constabili  delle  porte  di  Milano,  i  quali  abusivamente 
aprivano  di  notte  i  ponticelli  delle  porte  a  lóro  affidate  e  permettevano 
l'ingresso  di  persone  e  di  vettovaglie.  Il  Codice  è  benissimo  scritto  e  con- 
serva la  sua  legatura  originale.  * 

Eràrio*  dell'Archivio  dei  Duchi  di  Milano.  {Cod.  N.  1796). 

Cod.  cari  in  foL  del  Sec.  XV. 

Sgraziatamente  fu  lacerata  la  parte  superiore  del  1°  fol.,  per  cui  non  ri- 
mase intero  il  titolo.  Questa  rubrica  è  divisa  in  30  capitoli ,  cioè  quanti 
erano  i  volumi  in  cui  erano  raccolti  i  documenti.  Benché  non  vi  sia  il  testo 
e  sia  molto  succinto  il  sommario  dei  documenti  questo  Codice  può  essere 
utile  per  la  nostra  Storia  essendovi  indicati  molti  privilegi  accordati  dai 
Duchi  di  Milano  e  molte  investiture  feudali  a  cominciare  dall'epoca  di  Fi- 
lippo Maria  Visconti  sino  al  1495.  Mancano  nell'interno  alcuni  togli. 

RUFFO  Ioroàno.  —  Trattato  di  Mascalcia.  (Cod.  N.  91). 

Cod.  cari  in  8»  del  Sec.  XVI  di  fol.  84 
compresi  due  non  nnmerinati  in  principio  e  eei  bianchi  in  fin* 

Nel  1*  fol.  in  messo  Trattato  di  Mascalcia. 


396  BUZINELLO  SDIONINO 


Nel  2°  fol.  Tavola  dove  si  tratta  de  nascimento  per  fino  atti  accidenti  dei 
cavalli. 

Il  trattato  termina  al  fol.  66 ,  nei  fol.  rimanenti  vi  sono ,  di  carattere 
posteriore,  delle  ricette  più  o  meno  stravaganti  e  superstiziose  per  diversi 
mali,  anche  per  l'uomo  e  per  la  donna.  Nel  prologo  di  questo  trattato  se 
ne  dichiara  autore  lordano  Rosso  de  Calavria  cavatevi  che  fui  di  Missere 
lomperatore  Federigho  secondo.  Il  nome  dell'autore  fu  scritto  male  dal  co- 
pista, non  essendo  Rosso,  ma  bensì  Ruffo.  Il  trattato  fu  scritto  originaria- 
mente in  latino,  ma  poi  venne  tradotto.  La  versione  italiana  fu  stampata 
per  la  prima  volta  a  Venezia,  secondo  il  Denis,  nel  1492.  Neil' Ed.  di  Bo- 
logna del  1561,  il  nome  dell'autore  fu  storpiato  in  Rusto  in  luogo  di  Ruffo. 
Ne  furono  fatte  in  seguito  diverse  edizioni.  Gli  Accademici  della  Crusca 
citano  un  Trattato  detta  Mascalcia  de9  cavalli  Ms.  appartenuto  a  Francesco 
Sedi.  Essi  pure  ne  possedevano  un  altro  esemplare.  Il  vederli  citati  senza 
nome  d'autore  mi  fa  sospettare  che  possa  essere  un'altra  opera,  ovvero  che 
quei  Codici  mancassero  della  prefazione  in  cui  è  palesato  il  nome  dell'autore. 

* 

RUFFO  Giordano.  —  «  Arte  di  conoscere  la  natura  dei  cavalli  di  reg- 
ie gerii  e  governarli  delle  infermità  loro  e  del  sanarli  chiamata  l'arte 
«  del  Manscalco,  composta  da  Giordano  Ruffo  Calabrese  cavagliere 
a  dell'imperatore  Federico  Barbarossa  dedicata  e  mandata  alllll.mo 
«  Sig.  Conte  Giorgio  Cosù ,  dal  quale  per  pubblica  esperienza  fu 
«  approvata  ».  (Cod.  N.  276). 

Cod.  cari  in  fol.   del  See.  XVII  di  pag.  91. 

Questa  pretesa  versione  della  Mascalcia  di  Giordano  Ruffo  è,  ad  onta  del 
titolo  e  dello  stesso  nome  dell'autore,  un  opera  diversa  dalla  precedente, 
essendo  persino  dissimile  la  disposizione  dei  capitoli.  La  credo  fattura  di 
persona  che  volle  aggiungere  autorità  al  suo  lavoro  facendolo  credere  opera 
del  Ruffo,  la  quale  godeva  in  quei  tempi  molta  riputazione.  Non  pare 
finito. 

RUPESCISSA  Johannes.  —  Libri  duo  de  consideratione  quintae  essentiae 
omnium  rerum.  (Cod.  N.  1621). 

Cod.  eart.  in  fol.  del  See.  XIV. 

Froissard  de  Rochetaillade  che  prese  il  nome  di  Giovanni  Rupescissa  visse' 
nel  see  xiv  e  fu  autore  di.  diverse  opere  che  furono  registrate  dal  Wadingo 
(Ann.  Ord.  min.,  T.  IV,  ad  an.  1357)  e  dal  Fabricio,  T.  IV,  pag.  126.  Questa 
sua  opera  venne  stampata  per  la  prima  volta  a  Basilea  nel  1561 ,  e  più 
altre  in  seguito.  Le  molte  correzioni ,  cancellature  e  cambiamenti  provano 
che  questo  Codice  è  autografo.  Sul  1°  fol.  di  risguardo  ed  in  fine  vi  sono 
delle  ricette. 

RUZINELLO  Simonino.  —  Inceptum  fuit  hoc  opus  qui  appellati^  Platica 
Notariorum  per   spectabilem   et   Egregium   virum  Simoninum  de 

Ruzinello  sub  anno  dm  curso  mcccIxxxx  ob  et  ex  grafia  dictorum 
notariorum  et  in  eorum  exemplum  et  documentum.  (Cod.  N.  1518). 

» 

Cod.  cart  in  fol. 

Il  Codice  incomincia  colla  sopradetta  intestazione:  consta:  di  172  fol.  nu- 
merizzati  fin  dall'origine.  É  un  formulario  per  ogni  genere  di  istromenti. 
Incominciato  nel  1390  venne  proseguito  sino  ai  primi  anni  del  see.  seguente. 


SACCHETTI  PBANCO  897 


S 


SACCHETTI  Franco.  —  Novelle.  (Cod.  N.  192). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec  XVII. 

t 

Di  questo  Ms.  parla  Apostolo  Zeno  nella  nota  al  Fontanini,  T  IT,  pag.  176. 
esso  apparteneva  dapprima  ad  un  amico  di  Giulio  Ottonelii,  il  quale  aveva 
preso  copia  per  sé  soggiornando  in  Firenze  della  scelta  di  35  Novelle  (che 
i  deputati  alla  correzione  del  Boccaccio  avevano  fatto  per  istamparle  dopo 
il  Decamerone  da  essi  riveduto)  ed  altra  copia  ne  aveva  comunicata  al  suo 
amico  suddetto,  ed  è  la  presente,  che  passò  di  poi  nella  libreria  Soranzo, 
quindi  nella  Correr  di  Venezia  ed  ora  nella  Trivulziana. 

Al  principio  del  Codice  vi  è  il  catalogo  delle  novelle  scelte  dai  deputati 
segnate  nel  margine  corrispondente  a  quelle  del  Salviati,  e  dopo  questo 
leggesi  il  giudizio  del  Salviati  sopra  esse  novelle  tratto  da'  suoi  Avverti- 
menti.  Il  Codice  comincia  colla  dichiarazione  seguente  dell'amico  deli'Otto- 
nelli.  «  Queste  novelle  di  Franco  Sacchetti  sono  state  tratte  da  una  copia 
a  mandatami  dal  Sig.  Giulio  Ottonelii  Tanno  1612  con  sua  lettera  delh  9 
«  d'Aprile,  la  quale  copia  egli  l'ebbe  in  Firenze,  ed  è  quella  di  cui  servi- 
«  ronsi  quei  valentuomini  che  Tanno  1572  corressero  il  Boccaccio  e  le  quali 
«  volevano  far  stampare.  Il  Sig.  Giulio  Tebbe  in  prestito  mentre  stanza  va 
«  in  Firenze  a  servigio  del  Granduca  Ferdinando  etc.  ». 

Nel  fol.  di  risguardo  vi  è  una  nota  relativa  a  questo  Codice  ed  alle 
novelle  del  Sacchetti  scritta  e  sottoscritta  da  Bartolomeo  Gamba. 

SACCHETTI  Franco.  —  Rime.  Copiate  dal  Codice  originale  che  fu  di 
Giuliano  Giraldi  citato  dal  Vocabolario  della  Crusca  e  che  ora  si 
conserva  presso  i  Sig.ri  Giugni  di  Firenze,  e  da  altri  Mss. 

(Cod.  N.  1012). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

In  fine  si  legge  l'annotazione  seguente:  «  Riscontrato  sul  Codice  Ms. 
«  da  me  Francesco  del  Furia  questo  dì  IO  Gennaio  1810  ». 

SACCHETTI  Franco.  —  Quattro  cantate  delle  belle  donne  di  Firenze, 
e  la  battaglia  che  fanno  colle  vecchie.  (Cod.  N.  1013). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX 
tratto  dal  Cod,  49,  Pale.  II  della  Magliabecchiana  secondo  la  moderna  numerazione  a  pag.  149. 


398  SALLUSTIUS  C.  CBISPUS 

Saooo  di  Roma.  (Cod.  N.  28  e  29). 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVII.  2  voi. 

L'autore  in  Questa  istoria  incomincia  la  sua  narrazione  dell'anno  1500 , 
e  la  termina  colla  elezione  di  Cosimo  de'  Medici  a  capo  e  Principe  della 
Rep.  Fiorentina  seguita  nel  1537.  Nella  prefazione  egli  dice  di  averla  com- 

E  osta  sopra  memorie  lasciate  dal  suo  avolo  Francesco  De  Etossi  (fratello  del 
ardinale  Luigi  De  Rossi),  che  fu  testimonio  oculare  del  famoso  saccheggio 
dato  alla  città  di  Roma  nel  1527  dall'armata  di  Carlo  V  sotto  gli  orami 
del  Connestabile  di  Borbone.  Quest'opera  venne  pubblicata  in  Roma  nel 
1837  col  titolo  :  «  Memorie  storiche  de'  principali  avvenimenti  d'Italia  ecc.  » 
di  Patrizio  De  Rossi  Fiorentino  in  4  voi. 

Saooo  di  Roma.  (Cod  N.  147). 

Cod.  eart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questo  Codice  non  contiene  che  la  seconda  parte  delle  Storie  scritto  da 
Patrizio  De  Rossi,  qui  sopra  descritta,  Cod.  38. 

Baoramontarlnm  Ainbrosianum.  (Cod.  N.  510). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec  XIII. 

Vi  è  unita  l'Illustrazione  che  ne  fece  il  O.  B.  Castiglione  Vi  sono  pure 
delle  note  di  D.  Carlo  Trivulzio  relative  al  Codice,  ed  alla  chiesa  di  S  Sto* 
fano  in  borgo  recto  in  Porta  Nuova  di  Milano.  Vi  si  trova  anche  un  mezzo 
fol.  in  pergamena,  che  è  un  frammento  di  un  Rituale  del  x  secolo. 

Saggio  di  diversi  caratteri  antichi  e  moderni  esegniti  a  penna. 

(Cod.  N.  1694). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

SALLUSTIUS,  Cajus  Crispds.  -  Opera.  (Cod.  N.  694). 

Cod.  memb.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XV. 

i 

Incomincia  col  titolo  seguente  scritto  in  lettere  capitali  in  oro:  C.  SAL- 
LVSTII  DE  CONSVLATV  CATILINAE  LIBER.  L'iniziale  è  dorata  e  miniata. 
Questo  1*  fol.  ha  un  contorno  assai  finamente  miniato.  Vi  sono  alcune  im- 
prese ed  un  busto  di  filosofo  con  la  penna  in  mano  assai  bella  .  | 

Al  fol.  28  :  CRISpi  Sallustii  de  coniuratione  Catilinae  liber  explicit.  Al  | 

fol.  29  incomincia  il  libro  «  De  Bello  lugurtino  »  con  una  bella  iniziale  con 
ornati  miniati. 

Al  fol.  84  v.  CRISPI  SALLVSTII  DE  BELLO  IVGVRTINO  LIBER  EX  ! 

Per  me  Sigismundum  de  Sigismundis  Carpensem.  Al  fol  seguente:  C.  SAL- 
LVSTII IN  M.  T  CICER. 

Termina  al  fol  91  senza  sottoscrizione.  Tutte  le  lettere  iniziali  sono  in 
oro.  Sulla  legatura  in  pelle  vedesi  Io  stemma  di  papa  Pio  VI  colla  tiara  e 
le  chiavi.  Bellissimo  Codice  benissimo  conservato. 


SALLUSTIUS  C  Crispus.  -  De  bello  Iugurthino.  (Cod.  N.  791). 

i 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec  XV.  ! 

i 

Manca  del  titolo  che  non  vi  fu  mai  scritto,  ha  l'iniziale  miniata  sopra 
fondo  d'oro  ed  in  fine  il  distico.  j 


SÀNGUÀNÀZZI  GIACOMO  899 


«  Qui  cupis  ignotum  Iugurthae  noscere  letum 
«  Tarpeae  rupis  pulsus  ad  ima  ruit  ». 

Salmof  penitenciales  traducidos  in  lyras  per  el  Gap.  D.  Franco  Loren- 
zana  naturai  de  la  ciutad  de  Leon  y  entratemdo  por  su  Majestad 
en  este  Rey  de  Nap.  Dirigido  a  mi  Seri  Dona  Maria  de  Acuna  1635. 

(Cod.  N.  360). 

Cod.  cari  in  12°  del  Sec.  XVII. 

Salterinm  Romanum.  (Cod.  N.  327). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 


Satterlum  Romanum.  —  Altro  simile  in  8°.  (Cod.  N.  266). 

SALUTIO  (fra  Bartolomeo  da).  —  Canti,  ovvero  profezie  cantate  in  spirito 
ed  estasi  con  preludio  al  devoto  lettore  di  fra  Francesco  Turano. 

(Cod.  N.  361). 

Cod.  «art  in  12*  del  Sec.  XVII. 

Fra  Bartolomeo  della  famiglia  Cambi  nacque  in  Saluthio  castello  nella 
diocesi  d'Arezzo.  Il  Quadrio  che,  ba  parlato  di  lui  dando  anche  la  nota  delle 
Aie  opere  non  cita  questi  inni  e  profezie  che  ritengo  siano  inedite. 

SALVI  ATI  Leonardo.  —  La  canzone  del  pino  ultima  dell'Infarinato  ac- 
cademico della  Crusca.  (Cod.  N.  893). 

Cod.  memb.  in  16°  del  Sec.  XIX. 

Questa  canzone  venne  stampata  a  Firenze  da  Filippo  Giunti  nel  1589,  e 
ne  fa  fatta  una  ristampa  a  Venezia  nei  1822  di  soli  28  esemplari.  Si  trovano 
amendue  in  questa  Biblioteca. 

SANCTA  CRUCE  (Andrea  de).  —  Ad  Ser.m  Caesarem  semper  Augustum 
Albertum  romanorum  regem  dialogus  Andreae  de  Sancta  Cruce  de 
Roma  Apostolici  concistori!  advocati  in  Ludovicum  Pontanum  ro- 
manum de  Ecciesiae  primatu  et  gestis  per  latinos  Graecosque  pa- 
tres  in  Ferrariensi,  Florentiam  demum  translata  Oecumenica  Synodo 
in  Spiritu  Sancto  legitime  congregata.  (Cod.  N.  319). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Non  mi  venne  fatto  di  trovar  citata  quest'opera,  né  di  aver  notizie  del 
suo  autore,  che  non  è  citato  da  Fabricio,  dal  Mansi,  nò  da  altri. 

SANGUANAZZI  Giacomo-  -  Poesie.  (Cod.  N.  970). 

Cod.  cari  in  fol.  j>icc.  del  Sec.  XV. 

Queste  poesie  sono  scritte  in  una  specie  di  vernacolo  Italiano  Veneto. 


400  SAEDI  PIETRO 


Il  nome  dell'autore  si  trova  alla  fine  di  una  di  queste  poesie  ed  è  il  se- 
guente: 

«  Jacobi  Sanguanatii  artium  doctoris  et  utriusque  juris  scollaris  peri- 

o  tissimi  explicit  frotola  ad  dmn  And  rea  m  Venenum  ». 

Il  Quadrio  parla  di  questo  autore,  che  era  Padovano,  nel  Voi.  IIt  pag.  196. 
Ed  il  Cresci m beni  nei  Commentari  intorno  alla  sua  «  Storia  della  Volgar 
poesia  »,  Voi.  IV,  pag.  35,  N.  86. 

SANPIETRO  àluigi. Il  famoso  e  maestoso  tempio  di  nostra  Si- 
gnora in  Saronno.  Stampato  a  Milano  nel  1658.       (Cod.  N.  1246). 

Cod.  cari,  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Vi  sono  delle  note  e  delle  aggiunte  manoscritte,  dalle  quali  appare  che 
il  Sanpietro  dopo  aver  servito  questa  chiesa  durante  40  anni  mori  il  10  Set- 
tembre 1669.  Parlano  di  lui  l'Argelati,  T.  II,  col.  1910,  ed  il  Picinelli  nel- 
T  «  Ateneo  de'  letterati  Milanesi  »  a  pag.  405. 

SANSEVERINO  Roberto.  -  Viaggio  in  Terra  Santa.         (Cod.  N.  83). 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVIII  di  fol.  130. 

Roberto  Sanse  verino,  celebre  condottiero  fu  figliuolo  di  Simonetto  e  di 
Elisa  Sforza  sorella  di  Francesco,  che  fu  poi  Duca  di  Milano. 

Questo  viaggio  in  Terra  Santa  è  tuttora  inedito.  Ne  esistono  diverse 
copie  e  fra  le  altre  una  nella  Biblioteca  di  Parma.  Ritengo  però  che  il  più 
prezioso  di  tutti  i  Codici  di  questa  relazione  sia  quello  in  pergamena  che 
esisteva  nella  Biblioteca  Silva  a  Ci  ni  sei  lo  ed  è  ora  posseduto  dalla  vedova 
del  Marchese  Arconati.  Esso  ha  in  fine  la  data  11 59  ed  al  principio  lo  stemma 
dei  Botticella  di  Pavia.  Un  membro  di  questa  famiglia,  il  quale  fu  poi  se- 
gretario Ducale,  era  uno  dei  compagni  del-  Sansevenno,  e  però  crederei  che 
questa  relazione  del  loro  viaggio  sia  stata  scritta  da  lui  e  non  dal  Sanse- 
verino  uomo  di  spada  e  non  di  penna.  Questa  copia  fu  certo  fatta  sul  Co- 
dice Arconati. 

Di  questo  viaggio  trovasi  fatto  menzione  nella  dedica,  diretta  al  Sanse- 
verino  dal  Ramusio,  della  traduzione  in  volgare  dell'opera  del  Valturio 
a  De  re  militari  »  stampata  a  Verona  nel  1483  da  Bonino  de  Boninis.  Nel* 
T  Archivio  di  Stato  a  Milano,  dove  si  conservano  molti  documenti  e  lettere 
di  Roberto  Sanse  verino ,  vi  è  precisamente  una  lacuna  di  alcuni  anni  a 
partire  dal  1457,  e  quindi  non  si  hanno  le  lettere  ch'egli  di  certo  scrisse 
allo  zio  Francesco  Sforza  durante  il  suo  viaggio  ;  e  per  lo  meno  dovevano 
esistere  quelle  che  furono  scritte  prima  che  s'imbarcasse  a  Venezia. 

• 

SARDI  Pietro.  —  Aritmetica  militare.  Zibaldone.  (Cod.  N.  288). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Pietro  Sardi  romano  venne  ricordato,  come  uno  dei  più  rinomati  scrittori 
d'architettura  militare  del  suo  secolo ,  dal  Tiraboschi  (T.  Vili,  p.  270),  che 
parlando  de'  suoi  scritti,  aggiunge:  «  benché  a  me  pare  ch'essi  poco  o  nulla 
«  aggiunsero  a  ciò  che  nel  secolo  precedente  si  era  scritto  ».  Non  diede 
però  l'elenco  delle  sue  opere.  L'Haim  (Bib.  St.,  pag.  578)  invece  dà  il  titolo 
di  alcune  di  esse  che  furono  stampate,  ma  non  fece  menzione  di  quella  con- 
tenuta in  questo  volume,  che  è  certamente  autografo.  Questo  Codice,  dopo 
un  Trattato  d'Aritmetica ,  discorre  di  geometria  e  di  fortificazioni ,  ed  ò 


SCACCHI  (FRA  FORTUNATO)  401 

pieno  zeppo  di  disegni  e  piani  di  fortezze»  Più  che  un'opera  compiuta  è  un 
zibaldone  di  notizie,  una  raccolta  di  materiali. 

SARPI  fra  Paolo.  —  Opinione  data  ai  SS.  Inquisitori  di  Slato,  in  qual 
modo  debba  governarsi .  la  Repubblica  di  Venezia  internamente  ed 
esternamente  per  avere  perpetuo  dominio  con  la  quale  si  ponderano 
gli  interessi  di  tutti  i  Principi,  da  lui  descritta  per  pubblica  com- 
missione Fanno  1615.  (Cod.  N.  1870). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

SASSI  D.  Giuseppe.  —  Risposta  all'Arcivescovo  di  Milano  sull'ultimo 
trattato  del  libro  intitolato  Politica,  Diritto  e  Religione,  del  Gorini 
Corio  dietro  suo  eccitamento  esaminato.  {Cod.  N.  584). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XVIII. 

Satire  e  composizioni  di  vari  autori  del  sec.  xvi.  (Cod.  N.  954). 

Cod.  cart.  in  foL  picc.  del  Sec.  XVI II. 

Il  O  Giulio  Bernardino  Tomitano  vi  scrisse  la  nota  seguente  :  «  Questo 
«  volume  è  scritto  di  mano,  per  quanto  me  ne  sovviene,  dall' Abb.  Iacopo 
§  Vezzi  Viniziano  ».  Vi  è  unita  la  nota  degli  autori  che  sono  28,  oltre  gli 
anonimi. 

SAULI  Domenico.  —  Relazione  a  suo  figlio.  (Cod.  N.  201). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVI.  Autografo. 

Il  Sauli  ebbe  parte  non  piccola  nelle  trattative  che  il  Gran  Cancelliere 
Morone  iniziò,  e  delle  quali  fa  l'anima,  colle  diverse  potenze  italiane  e  colla 
Francia  nel  1525  in  seguito  alla  preponderanza  eccessiva  che  aveva  presa 
Carlo  V  dopo  la  battaglia  di  Pavia  in  cui  era  rimasto  prigioniero  Fran- 
cesco I,  re  di  Francia.  Il  Sauli  in  questa  relazione  ci  scopre  i  motivi  che 
indussero  il  Morone  ad  avere  tanta  fiducia  nel  Pescara,  che  poi  lo  tradì  nel 
modo  il  più  vergognoso  e  sleale,  e  racconta  i  particolari  di  guanto  venne 
fatto  per  formare  una  lega  che  liberasse  l'Italia  dalle  armi  straniere.  É 
opera  di  grande  importanza  per  la  storia  di  quel  tempo  e  merita  di  essere 
unita  agli  scritti  del  Morone  che  furono  pubblicati  nella  Miscellanea  storica 
dalla  R.  Deputazione  di  Storia  Patria  di  Torino.  Alla  fine  vi  sono  diversi 
documenti  risguardanti  il  Sauli  che  si .  era  messo  egli  pure  agli  stipendi 
del  Re  di  Spagna  dopo  la  morte  dell'ultimo  Sforza. 

(Venne  da  me  pubblicata  nella  Miscellanea  della  R.  Dep.  di  Storia  Patria 
Torino  nel  1878,  Serie  II,  Voi.  II). 

SAVORGNANO  Ascanio.  -  Relazione  di  Cipro.     (Cod.  N.  1192  e  1193). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec  XVL  2  copie. 

SCACCHI  (fra  Fortunato). — Risposta  alle  diciannove  Proposizioni  sot- 
toscritte dalli  sette  Teologi  Veneti.  {Cod.  N.  530). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII.  Autografo. 

Il  P.  Scacchi  era  Agostiniano.  Era  nato  in  Fano.  Nella  Biblioteca  del 

Citai.  Trivuliiana  [Stampato  il  27  dictmbr*  1883)  51 


408  SEDENO  (JUAN) 


Card.  Imperiali  a  pag.  446  sono  registrate  due  opere  di  questo  frate ,  ma 
non  già  la  presente.  Ho  veduto  una  grossa  raccolta  di  opuscoli  risguardanti 
questo  Interdetto,  ma  la  presente  opera  non  vi  era ,  perciò  è  protobile  che 
sia  inedita.  È  una  difesa  dell'Interdetto  lanciato  da  PP.  Paolo  V  contro  i 
Veneziani.  Ricavo  Questa  notizia  da  una  nota  di  D.  Carlo  Trivulzio  che  tro- 
vasi al  principio  dei  volume. 

SCARPERIA  (Pace  di  Giuliano  dalla).  —  Leggenda  di  S.  Tandalo  ca- 
valiere.    '  (Cod.  N.  132). 

Cod.  cart.  in  8°  dell'anno  1462. 

In  fine  si  legge  la  nota  seguente  :  «  Finito  questo  libro  Io.  Pace  di  Gu- 
«  liano  (sic)  della  Scarperia  oh  scripto  in  casa  de  frati  Jhesuati  de  Melano 
«  fuora  di  Porta  Vercellina  nel  1402  et  oh  scripto  a  honore  di  dio  et  della 
a  Vergine  Maria  et  di  Messere  Tandalo  il  quale  fu  vero  servo  diddio  e  per 
«  mia  consola tione  ». 

Il  Cav.  Morelli  vi  scrisse  al  principio.  «  Ila  di  buone  frasi  e  potrebbe 
«  cavarsene  profitto.  È  del  sec.  xv,  fatto  in  Toscana. 

Il  Canonico  Carlo  Giuliari  di  Verona  pubblicò  nel  1870  nella  Collezione 
di  curiosità  inedite  (Bologna.  6.  Romagnoli)  il  libro  di  Theodolo  o  vero  la 
visione  di  Tandalo  da  un  Codice  del  sec.  xiv  della  Bibliot.  Capitolare  di 
Verona ,  ma  il  testo  differisce  da  questo.  Un'altra  visione  di  Tandalo  fu 
stampata  a  Bologna  nel  1872. 

SCAURUS  Angelus.  (Cod.  N.  703). 

Cod.  memb.  in  ibi.  del  principio  del  Sec.  XVI. 

Incomincia:  «  Àrtium  ac  medicinae  doctori  excellentissimo  domino  Va- 
«  lerio  de  bilance  Mediolanensi.  Angelus  Scaurus  Parmensis  ordinis  predi- 
le catorii  ac  sacrae  paginae  baccalaureus  formatus  S.  P.  D  • . 

La  prima  carta  ha  l'iniziale  miniata  e  dorata,  come  lo  è  aucor$  il  fregio 
tutto  all'intorno  e  così  pure  la  terza  carta  ove  incomincia  la  «  Oratio 
«  Baptistae  Mantuani  sacrarum  literarum  professoris  famatissimi  in  laudem 
«  Maestri  Valerii  de  Bilance  Mediolanensis  arti  uni  ac  Medicinae  arciperi- 
«  tissimi  ». 

Il  Codice  termina  con  un  epigramma  diretto  a  Valerio  de  Bilance  dal 
Pio  Bolognese. 

Chi  fosse  Valerio  de  Bilance,  come  pure  Angelo  Scauro  dell'Ordine  de* 
Predicatori  che  scrisse  l'Elegia  colla  quale  iticomincia  il  Codice,  è  ignoto. 

L'orazione  di  Battista  Mantuano  è  inedita  non  trovandosi  stampata  nel* 
1'  «  Opera  omnia  »  di  lui  raccolte  e  impresse  in  4  voi.  in  Anversa  nel  1576. 
Così  pure  non  trovasi  alcun  cènno  dell'epigramma  di  Pio  nel  suo  articolo 

!>resso  il  Fantuzzi  degli  Scrittori  Bolognesi.  É  unita  una  illustrazione  del- 
'Ab.  Mazzuchelli  dalla  quale  venne  cavato  questo  estratto. 

SECTANI  (Quinti).  —  Satyra  inedita  ad  Clementem  XI. 

(Cod.  N.  628). 

Cod.  cart.  in  4°  del  3ec.  XVIII. 

L'autore  di  questa  Satira  è  Mons.  Lodovico  Sergardi  Sanese  che  scriveva 
sotto  il  pseudonimo  di  Quinto  Settano.  Il  Tiraboschi  nella  sua  Storia  della 
letteratura  non  parla  di  questa  Satira. 

SEDENO  (Juan).  —  Las  lagrimas  de  S.  Pedro  de  Luis  Tansilo  tradu- 


SEGRETI  DIVERSI  403 


zidas  de  lengua  Toscana  en  Castellana  por  Juan  Sedeno  castel- 
lano de  la  cindadella  de  Alexandria.  Yel  Uauto  de  S.  Maria  Ma- 
dalena  de  Erasmo  Valvason  con  un  capitalo  al  crucifixo  el  viernes 
Santo  del  R.  P.  don  Angelo  Grilo  traduzido  per  el  mesmo  al  Se- 
renissimo Senor  D.  VinQenqio  Gonzaga  duque  de  Mantua  y  Monferrar. 

(Cod.  N.  1107). 

Cod.  cart.  in  4°  del  See.  XVIII. 

Sul  frontispizio  vi  è  lo  stemma  Gonzaga  disegnato  a  penna.  É  l'esem- 
plare offerto  al  Duca  Vincenzo. 

SEGALONI  Francesco.  —  Priorista  Fiorentino  riformato  nel  1625. 

(Cod.  N.  602). 

Cod.  cart.  in  fol.  mas.  del  See.  XVII. 

Le  casate  Fiorentine  non  sono  in  ordine  alfabetico.  In  ciascuna  famiglia 
poi  ò  tenuto  l'ordine  cronologico. 

SEGHEZZI  Anton  Federico.  —  Rime  piacevoli.  Cod.  N.  992). 

Sul  fol.  di  riguardo  'di  questo  Cod.  cart.  in  fol.  si  legge  la  seguente 
nota  del  C.  Giulio  Bern.  Tornitane  «  Volume  tutto  scritto  di  pugno  di 
«  Daniel  Farsetti  cavato  dall'originale  dell'autore.  Milano  11  Febb.  1811  ». 

SEGNI  Bernardo.  —  Storie  Fiorentine.  (Cod.  N.  154). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  See.  XVI. 

Non  contiene  che  dal  libro  IX  al  XIV.  Non  vi  è  il  nome  dell'autore: 
manca  il  lib.  XV  e  vi  fu  sostituito  quello  del  Varchi,  ma  senza  titolo. 

SEGNI  Piero.  —  Volgarizzamento  di  Demetrio  Falereo.      (Cod.  N.  33). 

Cod.  cart  in  fol.  pioc  de)  See.  XVII  di  fol.  64. 

Il  testo  corrisponde  perfettamente  a  quello  della  rara  edizione  del  1603, 
della  quale  questa  Biblioteca  possiede  due  bellissimi  esemplari.  Nelle  anno- 
tazioni però  vi  sono  delle  differenze  essendovi  delle  ommissioni  nelle  cita- 
zioni degli  autori.  Noto  pure  che  vi  sono  quegli  stessi  errori  pei  quali  l'autore 
pose  in  fine  all'edizione  del  1603  un'errata  corrige.  Ciò  mi  farebbe  sospettare 
che  questo  Codice  potesse  essere  autografo.  Gli  errori  ch'egli  corregge  non 


tono  errori  di  stampa,  perchè  non  è  sbaglio  del  compositore  di  caratteri  di 
scambiare  l' Iliade  per  1  Odissea  :  un  Superbo 


per  nembosi  ed  altri. 


Sagrati  diversi.  (Ccd.  N.  4). 

Cod.  cart.  in  8°  del  See.  XVII 1. 

Incomincia  senza  prefazione  o  titolo,  con  una  ricetta:  «  Pour  fa  ire  du 
«  vit  argent  avec  du  plomb  ».  Dopo  la  pa£.  2*0  vi  è  la  Tavola  delle  ri- 
cette «  che  sono  in  questo  mio  libretto,  e  di  molti  altri  segreti  curiosissimi. 
«  Cremona  dell'anno  1747  ». 

Queste  ricette  sono  parte  in  lingua  francese  e  parte  in  italiano:  sono 
scritte  senz'ordine  di  materia  e  risguardano  la  medicina ,  l'arte  culinaria, 
la  chimica  ed  altro. 


404  SENECE  L.  ANNAEI 


Senato  e  Magistrato  di  Milano  (Storia  del)  in  Spagnuolo. 

(Cod.  N.  1732). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

SENECA  L.  Anneus.  —  Epistolae.  (Cod,  N.  722). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Vi  è  in  rosso  l'intestazione  seguente: 

«  De  colligenda  et  retineuda  tuga  temporis  ».  La  lettera  iniziale  ha  una 
bellissima  miniatura  con  ornati  che  si  estendono  a'  tre  lati  del  fol.  A  pie 
della  pag.  vi  è  lo  stemma  col  leone  rampante  accostato  nel  campo  a  destra 
dalla  lettera  A.  La  lettera  a  sinistra  fu  cancellata:  da  qualche  avanzo  si 
potrebbe  crederla  un  B  o  un  S,  cioè  Bolognini  o  Sforza  avendo  queste  due 
famiglie  il  medesimo  stemma  ed  il  nome  di  Attendolo.  Nel  Codice  vi  sono 
altre  iniziali  miniate. 

I.  Al  fol.  102  v  si  legge:  «  Expliciunt  Epistolae  Senece  ad  Lucilum  nu- 
«  mero  cxxm  complete  per  me  fratrem  Martinum  de  Rochis  de  Cumis  or- 

a  dinis  minorum  Sacre  theologie  professorem  indignum  anno  dai  mccccxv 
«  die  vi  Augusti  ». 

IL  Al  fol.  103  in  rosso:  «  Beatus  Hieronimus  in  libro  illustrium  virorum 
«  sic  scribit:  »  seguono  le  lettere  apocrife  di  S  Paolo  a  Seneca  e  le  risposte. 

III.  Fol.  105.  «  Liber  divi  Tullii  de  paradoxis  ». 

IV.  Fol.  109.  «  Liber  de  Senectute  per  modum  dialogi  Marci  Tullii  Ci- 
«  ceronis  viri  dissertissimi  leviter  portande  ». 

V.  Fol.  117.  «  Incipit  liber  Marci  Tullii  Ciceronis  de  Amicitia  ». 

VI.  Fol.  127.  «  Incipit  liber  etice  Guilelmi  de  Conciìs  vel  aliter  liber' 
«  morum  vel  aliter  liber  dogmatis  moralium  philosophorum  ». 

Di  Guglielmo  de  Conchis  monaco  Normanno  che  morì  nel  1150  vedasi 
il  Wadingo  che  erroneamente  lo  chiama  de  Combis,  ed  il  Fabricio,  Voi.  I, 
pag.  408.  Quest'opera  per  altro  non  è  da  loro  citata,  ed  è  non  solo  inedita, 
ma  sconosciuta  a  quanto  mi  consta.  È  scritta  in  forma  di  dialogo  ed  in- 
tervengono allocutori  Cicerone,  Seneca,  Boezio,  Giovenale,  Orazio,  Salomone 
ed  altri.  Pare  che  il  De  Conchis  prediligesse  tal  forma,  poiché  scrisse  anche 
un'altra  opera  a  modo  di  dialogo  fra  Enrico  11  Duca  di  Normandia  ed  il 
Conte  Anaegavense. 

VII.  Al  fol.  141.  «  Titi  Li  vii  hystoriographi  celeberrimi  lib.  X  ». 

È  soltanto  un  brano  della  fine  della  seconda  guerra  Punica  ove  trovasi 
il  discorso  di  Annibale  e  la  risposta  di  Scipione. 

Vili.  Fol.  142  v.  a  Incipit  tabula  super  Epistolas  Senece  composita  per 
«  me  fratrem  Martinum  de  Rochis  de  Cumis  ordinis  minorum  sacre  theo- 
«  logiae  professorem  Modoetie  mccccxvìj  et  completa  in  vigilia  S.  Ambrosi i  ». 

SENECE  L.  Annaei.  —  Tragediae.  (Cod.  N.  807). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIV. 

i 

Al  v.  del  1°  fol.  vi  è:  «  De  materia  et  ordine  tragediarum  »  e  Tepitafio 
di  Seneca. 

Al  fol.  2  in  rosso:  a  L.  Annaei  Senece  hercules  furens  incipit  ». 

L'iniziale  assai  grande  è  miniata  come  lo  sono  tutte  le  altre  al  principio 
di  ciascuna  tragedia.  A  pie  della  detta  pagina  vi  è  uno  stemma  composto 
di  due  stelle  d'oro  in  campo  azzurro  attraversato  da  una  fascia  bianca  con 
cimiero  crestato.  Termina  colla  seguente  sottoscrizione:  «  Pubblii  Lucii 

«  Annei  Senece  tragediarum  liber  explicit  anno  dni  1386  die  13a  dierum 
Martii. 


SERBELLONI  .  405 


Il  Codice  »  larghissimo  di  margini ,  forse  per  farvi  le  note ,  è  assai  ben 
scritto. 

SENECA  L.  ànneus.  —  Tragediae.  (Cod.  N.  809). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIV  di  fol.  127.  • 

Questo  pregevolissimo  Codice  ha  delle  miniature  assai  belle  al  principio 
di  ciascuna  tragedia.  Precedono  due  fol.  di  risguardo,  e  due  alla  fine,  in 
cui  sono  scritte  due  lettere:  la  prima  è  di  Nicolo  Vescovo  di  Ostia  diretta 
a  «  Fr.  Nicolao  Treveth  ordinis  predicato  rum  :  »  la  seconda  è  la  risposta  di 

Juesti.  Vi  sono  moltissime  note  interlineari  e  sui  margini  d'ignoto  autore 
el  sec.  xv.  Il  Codice  fu  scritto  e  miniato  in  Italia. 

Sententia  contro  a  Maestro  Cecco  di  Maestro  Simone  degli  Stabili  da 
Ascoli  data  in  Firenze  Fanno  di  nostro  Signore  1328.    (Cod.  N.  30). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Questo  voi.  di  30  fol.  contiene  un  riassunto  del  processo  contro  Cecco 
d'Ascoli  e  della  sentenza  e  sua  esecuzione.  É  in  italiano  e  ciò  basta  a  pro- 
vare che  non  è  una  copia  dell originale  proprio,  come  si  legge  alla  fine  del 
volume.  É  però  preziosa  questa  Sententia  che  sembra  cavata  dagli  Atti  pro- 
cessuali, che  non  credo  siano  stati  pubblicati ,  se  pur  ancora  esistono.  Il 
Lami  nel  «  Catalogus  Mss.  Bib.  Riccardianae  »  a  pag.  326  riporta  la  sen- 
tenza di  morte  pronunciata  dall'inquisitore  Fr.  Accursio  Francescano  nel 
13*7,  non  che  la  condanna  contro  Cecco  d'Ascoli  che  l'inquisitore  Lamberto 
de  Cingulo  aveva  data  in  Bologna  nel  1324. 

Sententia  lata  prò  dno  Floramonte  Castiliono  contra  Comunitatem 
Laude  prò  restauratone  cujusdam  pontis  super  flumine  Abduae 
1534-  .  {Cod.  N.  1226). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XVI. 

È  autenticata  dal  Notare  Cristoforo  Sacchi. 

Sententia  condemnationis  D.1  Cichi  Simcnettae  lata  et  promulgata  a 
dno  Bocino  de  Collis  capitaneo  Justitiae  an.  1480.    {Cod.  JY.  1378). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XV. 

Fu  stampata  dal  Rosmini  nella  Storia  di  Milano. 

Sententiae  Senatus  Mediolani  ordine  alphabetico  collectae. 

{Cod,  N.  1733). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Vi  è  un'aggiunta  di  alcune  sentenze  del  sec.  xvm. 

SERBELLONI    —  Origine  e  notizie  storiche  della  famiglia. 

{Cod,  N.  1809). 

Cod*  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 


406  SEEIPANDUS  HIERONIMUS 

i  '  i  ■  ,  ,    ■    i  ■     ,     -  — 

SERCAMBI  Giovanni.  —  Novelle.  (Cod.  N.  193). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XIV. 

Questo  Codice  contiene  centocinquantasei  novelle  che  l'autore ,  il  cai 
nome  si  trova  in  un  sonetto  acrostico  che  sta  nel  proemio,  finge  siano  state 
raccontate  in  una  brigata  di  uomini  e  di  donne  riunitasi  nel  contado  di 
Lucca  nel  1374  quando  vi  infierì  la  peste. 

Da  questo  Codice  furon  tratte  ie  XX  novelle  che  Bartolomeo  Gamba 
pubblicò  in  Venezia  nel  1826.  Questa  edizione  (di  cui  fu  tirato  un  unico 
esemplare  in  pergamena  che  trovasi  in  questa  Biblioteca)  fu  dedicata  al 
M.0  G.  G  Trivulzio,  ed  il  Gamba  nella  lettera  dedicatoria  ragiona  diffusa- 
mente dell'opera  e  del  suo  autore.  L'edizione  fatta  dal  Gamba  ha  molte 
scorrezioni  derivate  dalla  inesatta  lettura  del  Codice  non  facile  a  decifrare 
>er  la  cattiva  scrittura  dell'amanuense.  La  ristampa  delle  venti  novelle  della 
"".  Veneta,  eseguita  nel  1871  dal  Prof.  Ales.  D'Ancona  riprodusse  gli  errori 
talvolta  assai  gravi  commessi  dal  Gamba. 

I  titoli  delle  Novelle  soi^o  in  latino.  In  questo  Codice  probabilmente  unico, 
poiché  finora  non  se  ne  conoscono  altri  d'antichi ,  si  hanno  a  lamentare 
molte  lacune,  essendovi  delle  novelle  di  cui  non  furono  scritti  che  dei  fram- 
menti. In  grandissima  parte  inedito. 

SERCAMBI  Giovanni.  —  Novelle  fatte  copiare  dal  Codice  precedente  per 
cura  del  Gamba:  è  diviso  in  due  volumi  e  vi  sono  riprodotti  gli 
errori  di  lingua  e  di  ortografia  dell'originale.     (Cod.  N.  194  e  195). 

Serio  botanica  di  piante,  erbe,  fiori  e  frutti  dipinti  a  colori  col  nome 
secondo  il  sistema  di  Linneo.  (Cod.  N.  874  al  879). 

Cod.  cari  in  fot.  mas.  del  Sec.  XVI 11.  6  voi. 

Serio  di  personaggi  più  qualificati  di  casa  Pietra.  (Cod.  N.  1807). 

Cod.  cart.  in  4'  del  Sec.  XVIII. 

SERIPANDUS  Hieronimus.  —  Expositio  Epistolae  Divi  Pauli  Apostoli  ad 
Romanos.  (Cod.  N.  378). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Il  Card.  Seripando  dell'Ordine  di  S.  Agostino  fu  uno  de$li  uomini  più 
dotti  del  suo  tempo.  Scrisse  molte  opere  di  cui  diverse  Mss.  si  conservavano 
nella  libreria  di  S.  Giovanni  Carbonara  in  Napoli.  (V.  Tiraboschi ,  T.  VII , 
pag.  338). 

I  commenti  sulle  Epistole  di  S.  Paolo  furono  stampati.  Questo  Codice 
che  contiene  l'esposizione  dell'Epistola  ai  Romani  fu  scritto  da  due  persone. 
La  prima  parte  è  opera  di  un  amanuense  qualunque ,  ma  a  partire  dal 
Cap.  Vili  sino  alla  fine  è  certo  di  mano  dello  stesso  Seripando,  che  fece  in 
questi  ultimi  capitoli  non  solo,  ma  anche  nei  precedenti  delle  correzioni  e 
cambiamenti  notevoli.  E  mi  confermai  in  tale  certezza  col  confronto  fatto 
di  questo  Ms.  colla  firma  originale  del  Seripando  che  trovasi  apposta  ad 
una  Istruzione  sottoscritta  in  Trento  nel  1 572  da  lui  e  da  altri  quattro  car- 
dinali. Quel  documento  esiste  in  questa  Biblioteca  nella  Miscellanea,  Codice 
1132.  Una  nota  che  si  trova  sul  cartone  in  principio,  dice  che  questo  Co- 
dice era  nella  libreria  di  Marcello  II  Sommo  Pontefice  e  fu  venduto  in  Fi- 
renze nel  1811. 


SESTINI  DOMENICO  407 


8ermonei  anonimi  auctoris.  (Cod.  N.  653). 

Cod.  momb.  in  8°  del  Sec.  XI. 

È  mutilo  alla  fine.  Fu  scritto  in  Spagna. 

Benno  de  Oratore  et  Giceronis  Rhetoricorum  novorura  libri. 

(Cod.  N.  862). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XIV. 

Questo  discorso  sopra  gli  antichi  autori  e  sull'arte  del  dire  non  ha  in- 
testazione. 

Al  fol.  3  v.  incominciano  i  libri  di  Cicerone  Rhetoricorum  novorum  essi 
pure  senza  intestazione.  Vi  sono  moltissime  note  marginali  ed  interlineari 
che  formano  un  intero  commento.  Il  carattere  ed  il  formato  di  questo  Co- 
dice sono  uguali  ai  due  Codici  del  De  Bonis  Carmina,  per  cui  propenderei 
a  credere  che  questo  commento  sia  opera  sua. 

Sermoni  sacri.  (Cod.  N.  384). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice  manca  di  alcune  carte  al  principio,  e  contiene  46  sermoni. 
Nelle  memorie  di  religione  morale  e  letteratura  di  Modena,  T.  XVI  trovasi 
la  Lettera  seconda  al  Sig.  Gaetano  Majocchi  del  Sig.  Marc.  Ant  Parenti, 
in  cui  il  dotto  Professore,  a  pag.  146,  dà  il  seguente  giudizio  sopra  questo 
Codice.  «  Sermoni  sacri  volgari  scritti  per  quanto  apparisce  nel  sec  xv , 
«  perchè  vi  si  parla  una  volta  d  avvenimenti  funesti  degli  anni  1450,  e 
«  1465,  come  di  cose  accadute  ai  tempi  di  chi  teneva  Quel  discorso.  Ma  vi 
«  mancano  alcune  pagine  al  principio ,  e  così  mi  è  tolto  saperne  il  titolo 
«  preciso,  e  quel  che  più  rileva  l'autore ,  il  quale  da  quanto  si  vede  non 
«  poteva  essere  un  dicitore  meritevole  d'essere  dimenticato.  I  sermoni  sono 
a  quarantasei  pieni  di  dottrina,  distinzioni  ed  autorità  ch'ora  sembrerebbero 
«  più  convenienti  a  trattati  di  cattedra  che  ad  istruzioni  di  pergamo  ». 

SESTINI  Domenico.  —  Opere  Numismatiche.       (Cod.  iV.  1994  al  2010). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX.  17  volumi. 

Il  Prof.  Sestini  è  riconosciuto  per  uno  dei  più  distinti  nummofili  del 
principio  del  secolo  presente,  ed  è  certamente  fra  i  più  benemeriti  cultori 
di  questa  scienza.  Le  sue  pubblicazioni  che  attestano  una  vasta  erudizione 
sono  preziose,  non  essendo  un  semplice  elenco  di  monete  considerate  sol- 
tanto dal  lato  della  loro  rarità,  e  del  loro  valor  venale,  ma  bensì  uno  studio 
scientifico.  I  suoi  libri  contengono  preziosissime  notizie  sulla  Storia  e  sulla 
Geografia  antica.  Do  l'elenco  delle  diverse  opere  di  lui ,   che  trovansi  in 

Juesta  Biblioteca,  ed  un  sunto  del  loro  contenuto.  Tutti  questi  volumi  sono 
i  mano  del  Sestini.  Alcuni  servirono  per  la  stampa ,  altri  sono  sbozzi  e 
quindi  ancor  più  preziosi,  perchè  vi  si  trova  la  successione  delle  notizie  da 
lui  raccolte,  e  le  correzioni  ed  i  cambiamenti  da  lui  fatti  man  mano  che  gli 
giungevano  nuovi  documenti. 

I.  Studii  sulla  geografia  e  sulle  monete  antiche  della  Spagna. 

(Cod  N.  1994). 

Vi  sono  riportati  molti  brani  nella  loro  lingua  originale  di  Florez  e  di 


408  SESTINI  DOMENICO 


altri  numismatici  Spagnuoli,  che  poi  gli  servirono  per  la  Descrizione  delle 
medaglie  Ispane  del  Museo  Herderveriano.  Sono  fol.  44. 

IL  Descrizione  delle  monete  Ispane  del  Museo  Herderveriano. 

{Cod.  N.  1 995). 

Non  mi  è  stato  possibile  di  ordinare  completamente  questo  Codice  per 
ragione  che  il  Sestini  si  servi  sovente  dello  stesso  fol.  per  dare  notizia  di 
una  città  che  per  ordine  alfabetico  è  lontana  da  quella  di  cui  aveva  scritto 
prima.  Ho  indicato  in  numeri  rossi  le  pagine  corrispondenti  al  Ms.  della 
edizione  che  fu  fatta  di  questa  opera  a  Firenze  nel  1818.  Ma  siccome  questi 
non  sono  che  sbozzi,  cosi  il  testo  ben  sovente  non  è  il  medesimo  9  benché 
con  altra  dicitura  ne  sia  uguale  il  soggetto.  Il  Ms.  si  compone  di  246  fol. 
cosi  distribuiti:  Itf  fol.  per  la  dedica  e  prefazione  —  104  fol.  per  le  città 
della  Baetica  —  109  fol.  per  quella  della  Tarraconese  —  5  fol.  eli  aggiunte 
e  descrizione  delle  monete  dell'ultima  tavola  —  16  fol.  di  indici  ed  alfa- 
beti. Mancano  alcuni  fol  di  questi  sbozzi,  che  essenzialmente  contengono 
la  parte  risguardante  la  geografìa ,  ma  raramente  quelli  della  descrizione 
delle  monete  che  si  trovano  nello  stampato. 

III.  Volume  III  delle  lettere  stampate  a  Milano  nel  1817. 

(Cod.  N.  1996). 

Il  testo  di  questo  Codice  corrisponde  allo  stampato.  Manca  tutta  la  let- 
tera 12  che  doveva  constare  di  12  fol.  che  trovansi  saltati  nella  numera- 
zione fattavi  dai  venditori.  Questa  lettera  era  diretta  al  direttore  del  Gabinetto 
numismatico  di  Milano  Sig  Gaetano  Cattaneo. 

Il  fol.  71  di  questo  Ms.  contiene  delle  leggende  che  non  travansi  nello 
stampato.  Ritengo  che  sia  un  fol.  inutile,  ed  infatti  è  lacerato  Vi  sono  unite 
le  tre  tavole  con  alcune  correzioni.  Vi  sono  6  fogli  di  correzioni  ed  avvisi 
allo  stampatore.  Nel  testo  vi  sono  cancellature  e  cambiamenti.  Servì  per  la 
stampa.  In  rosso  ho  notato  i  riferimenti  dello  scritto  allo  stampato. 

IV.  Edizione  2'  del  Voi.  V  delle  Lettere  e  Dissertazioni  numisma- 
tiche stampato  a  Firenze  nel  182i.  (Cod.  N.  1997). 

Il  Ms.  è  completo ,  e  vi  è  aggiunta  una  nota  in  cui  sono  indicate  le 
poche  diversità  che  esistono  fra  il  testo  e  Io  stampato,  ed  i  fogli  che  vi 
sono  'in  doppio.  Vi  ho  notato  i  riferimenti  fra  lo  scritto  e  lo  stampato. 

V.  Sbozzi  della  seconda  Edizione  del  Voi.  V  delle  Lettere  e  Disser- 
tazioni. {Cod.  N.  1998). 

Sono  fol.  24  con  varianti  e  correzioni.  Vi  ho  fatto  in  rosso  i  soliti  rife- 
rimenti. 

VI.  Tomo  VII  delle  Lettere  e  Dissertazioni.  Firenze  1820. 

(Cod.  N.  1999). 

Il  Ms.  è  completo ,  compreso  V  indice  e  le  tavole.  Oltre  al  solito  riferi- 
mento collo  stampato  vi  ho  unito  un  fol.  in  cui  sono  indicate  le  poche 
differenze  che  esistono.  Sono  fol.  60  comprese  le  tavole. 


M1SSALE    ROMANUM 


per  il 

DUCA  CARLO   DI  BERY 
Codice  N-2166  Pagina  N? 246 


FrtagrAf.  DelUd-oc*  *',**°     -  «.W^CArw« 


SESTINI  DOMENICO  409 


VII.  Volume  Vili  delle  Lettere  di  continuazione.  Firenze  1820. 

(Cod.  N.  2000). 

Il  testo  è  completo  :  mancano  le  due  tavole.  In  un  fol.  aggiunto  ho  no- 
tato le  differenze  fra  il  Ms.  e  lo  stampato,  ed  in  rosso  i  soliti  riferimenti. 

Vili.  Volume  IX  delle  Lettere  e  Dissertazioni.  Firenze  1820. 

(Cod.  N.  2001). 

Il  testo  è  completo.  Mancano  le  quattro  tavole.  In  rosso  ho  segnato  i 
riferimenti,  e  sopra  un  fol.  unito  le  piccolissime  differenze. 

IX.  Sbozzi  del  Voi.  IX.  Sono  fol.  46.  (Cod.  N.  2002). 

X.  Descrizione  di  alcune  medaglie  greche  del  Museo  particolare  del 
Principe  ereditario  di  Danimarca.  Firenze  1821.        {Cod.  N.  2003). 

Il  testo  è  completo  e  ordinato.  Mancano  però  le  due  tavole.  Vi  è  unita 
una  mia  nota  e  vi  sono  notati  i  riferimenti  collo  stampato.  Servi  per  l'edi- 
zione fattane. 

XI.  Sbozzi  della  sopradetta  Descrizione  delle  medaglie  del  Principe 
ereditario  di  Danimarca.  (Cod.  N.  2004). 

Questo  fascicolo  si  compone  di  34  fol.  Non  è  completo  e  vi  regna  gran 
confusione,  perchè  sullo  stesso  fol.  si  trovano  monete  di  città  diverse  che 
non  si  seguono  in  ordine  alfabetico.  Vi  è  una  mia  nota  ed  i  soliti  riferi- 
menti. 

XII.  Classes  Generales  seu  moneta  vetus  urbium  populortfm  et  regum 
ordine  geographico  et  chronologico  descripta.  Florentiae  1821. 

(Cod.  N.  2005).  ' 

Questo  autografo  servi  per  la  stampa.  Vi  si  trovano  alcuni  fol.  doppi  i, 
ed  altri  mancanti.  Queste  differenze  furono  notate  da  me  in  un  fol.  unito 
al  Ms.,Sono  notati  i  riferimenti.  Alla  fine  dopo  le  tavole  vi  sono  13  fol.  di 
sbozzi. 

XIII.  Descrizione  di  alcune  medaglie  greche  del  Museo  del  Sig.  Carlo 
d'Ottavio  Fontana.  Firenze  1822.  (Cod.  N.  2006). 

Questo  autografo  servì  per  la  stampa.  Vi  è  qualche  lacuna  che  ho  notato 
in  un  fol.  unito  al  fascicolo,  come  pure  i  riferimenti. 

XIV.  Miscellanea.  (Cod.  N.  2007), 

Vi  sono  40  fol.  compresi  4  di  due  copertine.  Vi  sono  lettere  e  tre  pre- 
fazioni, una  al  Sig.  Italinsky,  le  altre  due  al.  Barone  Chaudoir,  ma  diverse 
da  quelle  stampate.  Oli  altri  fogli  non  hanno  indicazione  dell'opera  cui 
appartengono. 

XV.  Miscellanea.  (Cod.  N.  2008). 
Sono  60  fol.  di  note  e  sbozzi  di  opere  di  questo  eruditissimo  autore,  ma 

Coiai  Trivuliiana  (Stampato  a  9  gennaio  4884)  52 


410  SFONDRÀTUS  HERCULES 


non  avendo  indicazione  sarebbe  difficile  il  classificarle  e  verificare  se  furono 
stampate  e  dove. 

XVI.  Miscellanea.  (Cod.  N.  2009)- 

Questo  voluminoso  Ms.  è  composto  di  48  fascicoli  e  contiene  in  ordine 
geografico  la  descrizione  di  medaglie  essenzialmente  greche  dal  Sestini 
inserte  nelle  molte  opere  di  numismatica  da  lui  pubblicate.  Nessuna  serie 
è  completa,  ma  vi  si  potranno  forse  trovare  monete  e  notizie  geografiche 
tuttora  inedite. 

In  un  fol.  unito  al  Ms.  ho  dato  il  catalogo  del  contenuto  dei  singoli 
fascicoli,  che  dovevano  essere  in  numero  maggiore ,  perchè  vi  sono  delle 
lacune  nella  numerazione  progressiva  dei  fascicoli  che  era  stata  messa  dal- 
l'autore. Ve  ne  sono  poi  diciannove  senza  numero.  Dovevano  essere  più  di 
ottanta. 

XVII.  Lettere  critiche  contro  Ramus  ed  Harwood.       (Cod.  N.  2010). 

Questo  Codice  consta  di  tre  fascicoli.  Il  primo  ha  sulla  copertina  Tinte- 
stazione  seguente:  «  Critica  al  catalogo  numismatico  del  Museo  di  Dani- 
«  marca  redatto  da  Ramus:  con  una  aggiunta  che  non  trovasi  nella  edizione 
«  fatta  di  questo  opuscolo  ».  Consta  di  30  fol. 

In  testa  al  secondo  fascicolo  leggesi:  a  Lettera  III  critica  numismatica 
«  di  D.  S.  F.  all'autore  estensore  dell'opera  numismatica  intitolata  Cata- 
o  logus  Numorum  veterum  Graecorum  et  Latinorum  Musaei  regis  Daniae  » . 
Sono  fol.  21. 

Il  terzo  fascicolo  di  33  fol.  è  così  intitolato:  «  Lettre  critique  de  D.  S. 
«  sur  l'ouvrage  numismatique  de  M.  E.  Harwood  publié  à  Londres  Tan  1812 
«  in  4°  avbC  7  planches  de  médailles  Grecques  ».  Questo  fascicolo  contiene 
quattro  copie  della  stessa  lettera.  Tre  sono  in  francese  con  notevoli  diffe- 
renze tra  di  loro:  la  quarta  è  in  italiano. 

Sfide  e  duelli.  (Cod.  N.  175,  176  e  177). 

Cod.  cart.  in  fol.  3  Yolumi. 

Il  1°  voi.  contiene  141  documenti  risguardanti  sfide  e  duelli,  o  trattative 
per  essi:  alcuni  sono  stampati,  altri  originali,  alcuni  in  pergamena:  com- 
prendono dal  1540  al  1651. 

Il  2°  voi.  contiene  1 75  documenti  dello  stesso  genere  del  precedente  dal 
'     1660  al  1741. 

Il  3°  voi,  come  i  precedenti,  contiene  28  documenti  dal  1541  al  1766. 

Sono  interessantissimi  questi  tre  volumi,  che  servono  a  mettere  in  evi- 
denza la  parte  cavalleresca  dei  costumi  dei  secoli  passati. 

Vi  sono  molti  documenti  originali  e  fifme  di  personaggi  illustri. 

SFONDRÀTUS  Hercules.  —  Carmina.  (Cod.  N.  248). 

Cod.  cart.  in  8*  del  See.  XYII  (1620). 

Precedono  delle  poesie  latine  e  greche  dirette  a  Paolo  Camillo  Sfondrati. 
alcune  sono  fatte  in  occasione  della  elezione  al  Papato  di  Gregorio  XIV.  In 
seguito  la  «  KXnpoYoiMùL  111.  Comitis  Valeriani  Sfondrati  ab  Ex."0  Hercule 
«  Sfondrato  » ,  che  è  datata  da  Bellagio  1 626. 


SIDKACH  411 


SFONDRATI  Nicolò  (Papa  Gregorio  XIV).  —  Lettere  scritte  al  Barone 
suo  fratello  dal  Concilio  di  Trento  negli  anni  1561-62-63. 

(Cod.  Ni  1608). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Importantissima  corrispondenza  per  la  Storia  del  sec.  xvi. 
SFONDRATI.  (Cod.  N.  1605,  1606). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Il  1°  voi.  di  questi  due  preziosi  Codici  contiene  le  lettere  originali  di- 
rette al  Baron  Sfondrato  Fratello  del  Papa  Gregorio  XIV  da  Margherita 
d' Austria  figlia  naturale  di  Carlo  V  e  del  di  lei  marito  Alessandro  Farnese 
dal  1581  al  1586.  Alcune,  ppche,  sono  in  copia,  qualcuna  in  cifra:  trattano 
di  affari  politici.  Vi  sono  alcune  minute  del  Cara.  Granuela.  Alla  fine  del 
volume  furono  aggiunti  alcuni  documenti,  come  notizie  della  guerra,  liste 
di  prigionieri ,  e  morti  :  una  Complainte  in  versi  per  il  massacro  fatto  ad 
Anversa  nel  1583  di  Signori  francesi.  Lo  Sfondrato  in  quel  tempo  era 
ambasciatore  pel  Re  di  Spagna  presso  il  Duca  di  Savoia.  Non  occorre  spender 
parole  per  dimostrare  quanta  importanza  storica  abbia  questa  corrispondenza 
tenuta  da  tali  personaggi  ed  in  quegli  anni. 

Il  secondo  volume  contiene  le  lettere  originali  dirette  al  medesimo  Baron 
Sfondrati  dal  1579  al  1586  dal  Cardinal  Granuela.  Molte  di  esse  sono  in 
cifra.  Ognuno  vedrà  l'importanza  di  queste  lettere  scritte  dal  celebre  mi- 
nistro di  Filippo  IL 

SFONDRATI  famiglia.  {Cod,  N.  1589  e  1590). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI.  2  toI. 

Questi  due  volumi  contengono  una  preziosa  raccolta  di  lettere  autografe 
dirette  a  diversi  membri  della  famiglia  Sfondrati.  Esse  sono  scritte  da  rag- 

Suardevoli  personaggi  come  sarebbero  Benedetto  Giovio,  il  Card,  di  Pavia, 
Card.  Ippolito  d'Este,  Ferrante  Gonzaga,  Andrea  D'Oria  ed  altri  molti 
uomini  illustri.  Al  principio  di  ciascun  volume  vi  è  la  nota  delle  lettere  e 
dei  documenti  in  esso  contenuti. 

SIDRAGH.  —  Le  domande  e  le  risposte  de  lo  savio  Sidrach. 

(Cod.  N.  139). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV,  di  carte  99  e  5  bianche. 

Il  1°  fol.  contiene  un  indice  delle  domande. 

Nel  2°  f°l-  incomincia  una  specie  di  prologo ,  poi  seguono  le  domande 
e  le  risposte  ciascuna  delle  quali  ha  la  prima  lettera  in  rosso.  Termina 
questo  dialogo  al  verso  del  fol.  95  colle  parole  :  «  Explicit  Sidrach  philo- 
«  sofus  Deo  gratias  ». 

Al  foL  96.  «  Lettere  messe  ad  imperadore  Fiderico  •  Barbaroscia  Roma- 
«  norum  imperadore  a  presto  Janni  rege  Indie  »  le  quali  terminano  al 
fol.  99  colle  seguenti  parole:  «  Queste  sono  lepistole  che  mando  lu  presto 
«  Janni  Singiore  dindia  a  Federico  barbaroscia  imperadore  di  Roma  con- 
«  taudoli  et  dicendoli  le  maraviglie  et  le  grandette  et  le  recheze  dindia 
a  laove  sta  il  corpo  di  Misser  Sancto  Thomasso  A  postulo.  Deo  Gratias  Amen. 
a  Iste  liber  est  clarissimi  ac  generosi  viri  domini  Johannis  Leonardi  de 
*  Vincemalis  ».  I  Vince  ma  la,  in  italiano  Vismara,  sono  famiglie  Milanesi , 


412  SERONI  CAMILLUS 


ma  io  credo  che  il  Codice  sia  stato  scritto  nel  Napoletano  od  in  Sicilia  ve- 
dendo l'articolo  lo  sovente  scritto  lu  ed  altre  consimili  diciture:  oltredichè 
la  marca  della  carta  è  di  quei  paesi  e  non  dell'Alta  Italia.  Quest'opera  fu 
pubblicata  a  Bologna  dal  Prof.  Adolfo  Bartoli  nel  1868  sopra  un  testo  To- 
scano trascritto  da  Benedetto  di  Banco  degli  Albizzi  nel  1382. 

SILVA  (Paulus  de).  —  Vota  Fiscalia  et  Consultationes  de  controversiis 
et  muluis  petilionibus  inter  Ducatum  Mediolani  et  Rhaetiorum  Rem- 
publicam.  (Cod.  N.  1672). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questo  Ms.  apparteneva  alla  Bib.  del  Conte  di  Firmian  come  appare  da 
una  nota  di  Francesco  Bellati  che  lo  comperò  alla  vendita  di  quella  libreria. 
É  segnato  Voi.  I,  ma  non  vi  sono  gli  altri  seguenti. 

SILVA  (Paulus  de).  —  De  stemmatibus  gentilitiis  praedicatis  et  titulis 
honorum  ac  exteriori  nobilium  ornatu,  deque  magistrali  Haraldico 
votum  fiscale.  •  (Cod.  N.  1788). 

Cod.  cart.  in  fol.  picc.  del  Sec.  XVIII  (1751). 

SILVA  (Paulus  de).  —  Opuscula  theologica.        (Cod.  N.  1725  e  1726). 

Cod.  cari  in  8*  del  Sec.  XVIII  2  voi. 

SIMONETTA  Giovanni.  —  Compendio  de  la  istoria  Sforzesca  facto  per 
Johanne  Symonetta  allo  lll.m0  S.  Lud.  Maria  Sforza  ducale  capitano 
generale  et  locotenente  ad  eterna  memoria  de  la  vita  et  gesti  excel- 
lenti  del  S.  Duca  suo  padre.  (Cod.  N.  1327). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Sul  primo  fol.  vi  è  una  bella  iniziale  miniata  con  un  ornato  che  inquadra 
tutta  la  pagina,  a  pie  della  quale  vedesi  lo  stemma  Sforzesco  inquartato 
con  quello  del  ducato  di  Bari.  Fu  dedicato  questo  esemplare  a  Lodovico  il 
Moro  certo  prima  del  1480,  anno  in  cui  egli  fece  decapitare  a  Pavia  Cicco 
Simonetta  fratello  dell'autore  di  questo  opuscolo,  che  è  un  compendio  della 
sua  Sforziate,  che  venne  stampata  per  la  prima  volta  a  Milano  dallo  Zaroto 
nel  1479. 

L'Argelati  ha  parlato  di  questo  Codice  nell'ultimo  volume  della  Bib. 
Scrip.  Med.,  col.  1271.  Il  Codice  è  in  pergamena  bene  scritto  e  conserva  la 
sua  legatura  originale  di  cuoio  con  ornati  impressi. 

SIRONI  Camillus.  —  Collectanea  de  Aedificiis  Urbis  Mediolani. 

(Cod.  N.  1355). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questo  Codice  è  una  copia,  di  mano  di  Giov.  Ant.  Trivulzio,  molto  ac- 
curata di  quello  autografo  esistente  nella  Bib.  Ambrosiana,  del  quale  parla 
l'Arsela  ti  alla  col.  1415.  É  un  emporio  prezioso  di  notizie  e  di  date  storiche, 
ma  l'autore  non  serbò  sempre  una  critica  severa  e  riferisce  talvolta  anche 
racconti  favolosi.  Non  cessa  però  di  essere  un  lavoro  molto  pregevole  ed  è 
inedito* 


SONETTI  413 


SIRONI  Gian  Maria.  —  Cronica  di  Milano  dall'origine  sino  al  1559. 

(Cod.  N.  1323). 

Cod.  cart.  in  fol.  p.  del  Sec.  XVI. 

Vi  sono  disegnati,  frammisti  ai  testo ,  rozzamente  alcuni  stemmi  ed  al- 
cune imprese  dei  Visconti  ed  altri  personaggi  colla  loro  spiegazione.  Né 
rArgelati,  né  il  Predari  parlarono  di  questo  autore  che  rimase  loro  ignoto. 

S1T0NI  de  Scotia  Johannes.  —  Theatrum  Equestris  nobilitatis  seu  Chro- 
nicon  insignis  collegii  nobilitili]  medicinae  peritorum,  Equitum  et 
Comitum  civitatis  Mediolani.  {Cod.  N.  1699). 

Cod.  eart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII  (1708). 

Il  Sitoni  aveva  pubblicato  nel  1706  il  «  Theatrum  equestris  nobilitatis 

lavoro 

diede 

che  ne 

copie.  Come  l'altro  lavoro  sui  Giureconsulti  questo  volume  è 

(Prezioso  per  le  moltissime  notizie  che  ci  dà  sui  medici  Milanesi.  A  facilitare 
e  ricerche  è  arricchito  esso  pure  di  indici  abbondantissimi.  É  diviso  in  due 
parti.  L'autore  lo  qualificò  Voi.  II  per  rispetto  all'altro  sui  Giureconsulti, 
ma  é  opera  completa  e  che  può  stare  da  sé.  Meriterebbe  di  essere  stampata 
come  raccolta  di  documenti.  Vi  sono  uniti  gli  Statuti  dei  Medici  del  1396, 
ed  altri  documenti  Mss.  e  stampati  relatiyi  al  Collegio  dei  Medici  ed  a  per- 
sonaggi che  gli  appartenevano. 

SOLDATI  (Giuseppe  Maria  De).  —  Rubrica  di  tutte  le  pievi,  terre  e 
cassine  che  pagano  perticato  civile  nel  ducato  di  Milano,  con  la 
distinzione  di  quello  pagano  ogni  qualità  di  terreno  cavata  dai  libri 
dell'inclita  città  suddetta.  (Cod.  N.  1259). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

« 

Sotto  il  titolo  Rubrica  (Cod.  1 258)  vi  è  un  Codice  che  tratta  dello  stesso 
argomento. 

Sommario  della  grandezza  dell'imperio  Romano  cavato  dai  libri  di  Giusto 
Lipsio  con  la  nota  sopra  alcune  voci  contenute  nell'opera. 

{Cod.  N.  44). 

Cod.  cart  in  8*  del  Sec.  XVII. 

Sommario  df  tutti  li  Concilii  di  Spagna  fatti  12  anni  dopo  la  pubbli- 
cazione del  Tridentino  posti  insieme  et  compilati  dal  ll.mo  Liconsilli 
Vescovo  di  Gasane  ma  ti.  {Cod.  N.  251). 

Cod.  cart.  in  8*  del  1576. 

Sonetti  sopra  varii  argomenti  specialmente  politici  della  fine  del  sec.  xvn 
e  principio  del  xvm,  con  una  canzone,  ed  una  parafrasi  del  Dies  trae 
scritta  in  dialetto  Milanese.  {Cod.  N.  1031). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 


414  SPECIANUS  JO.  BAPTISTA 

SORANZO  Angelo.  —  Relazione  della  Corte  di  Roma. 

Cod.  cart.  in  8°  pica  del  Sec.  XVII. 

É  posteriore  di  almeno  tre  anni  alla  elezione  di  papa  Alessandro  VII. 
SPERONI  Sperone.  —  Discorso  1°  sopra  Dante.  (Cod.  N.  1111). 

Cod.  cart  in  foL  pica  del  Sec.  XVI. 

Nelle  opere  di  M.  Speron  Speroni  pubblicate  a  Venezia  nel  1 740  questo 
opuscolo  venne  stampato  a  pag.  504  del  Voi.  V,  ma  vi  è  notato  come  Di- 
scorso secando.  Vedasi  quanto  ne  scrive  in  proposito  (paff.  xiv)  Marco  Por- 
cellini nella  vita  dello  Speroni  che  trovasi  nello  stesso  voi.  V.  In  questa 
Biblioteca  trovasi  un  esemplare  della  Divina  Commedia  della  rara  edizione 
di  Aldo  1502,  postillato  dallo  Speroni  e  dal  Tassoni. 

SPANZOTTA  Ambrosius.  —  Rubrica  Istrumentorum  ab  anno  1402  ad 
1430.  {Cod.  N.  1271). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XV. 

Alla  fine  vi  sono  delle  note  risguardanti  la  famiglia  del  detto  notaro. 

SPECIANUS  Caesar.  —  Propositioni  Christiane  et  civili  subalternate  a 
Dio  con  le  quali  s'intende  et  pratica  le  cose  politiche  senza  offen- 
dere la  propria  coscienza.  Questo  libro  si  cominciò  a  Roma  di  Ot- 
tobre Tanno  1585.  (Cod'.  N.  1544). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVI: 

Alla  fine  vi  è  la  nota  seguente: 

«  Questo  santo  prelato  prevenuto  dalla  morte  non  ha  finito  così  lodevole 
«  fatica  piena  di  tanta  prudenza  e  sapere.  Morì  santamente  alli  21  d'Agosto 
«  alle  18  hore  e  mezza  l'anno  1607  nelle  mia  mani,  pianto  da  tutti  ì  suoi 
«  e  universalmente  dalle  sue  chiese.  Si  ammalò  di  postema  alli  8  di  Luglio, 
o  Nicolò  Botti  della  Compagnia  di  Gesù  ». 

Quest'opera  di  M.  Speqano  Vescovo  di  Cremona  è  inedita.  Sul  fol.  di 
risguardo  vi  è  il  suo  stemma.  Egli  scrisse  nel  primo  fol.  sotto  al  titolo: 
Pro  me  solo  non  aliis  donec  marno.  Questo  volume  era  nella  Biblioteca  dei 
Gesuiti  di  Cremona,  come  appare  da  una  nota  sulla  prima  pagina. 

SPECIANUS  Jo.  Baptista.  —  Commentaria  de  bello  Gallico  in  Medio - 
lanensi  dominio  gesto.  (Cod.  N.  1425). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Scic.  XVII. 

Precede  una  lettera  di  Omobono  Offredo.  Il  testo  è  interrotto  alla  fine 
del  II  libro.  Alla  fine  vi  è  un'altra  opera  dello  stesso  autore  col  titolo  : 
«  De  obsidione  arcis  Mediolanensis  ». 

SPECIANUS  Jo.  Baptista.  —  Opera  historica.  (Cod.  N.  1426). 

Cod.  cart  io  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Precede  una  lettera  di  Omobono  Offredo  al  «  Collegio  Cremonensium 
«  Jurisconsultorum  Equitum  Comitumque  ».  Indi  segue: 


STATUTS  etc.  415 


«  De  bello  Gallico  Commentariorum  lib.  I  ». 

Al  fol.  34  incomincia  il  II  libro. 

Al  fol.  80  vi  è  un  fragmentum  de  secando  bello  Gallico. 

Al  fol.  100.  «  De  obsidione  arcis  Mediolanensis  »  dopo  molti  fogli  bianchi 

«  Commentariolus  de  vita  et  rebus  gestis  Francisci  Bonhomii  Cremo - 
«  nensis  Vercellensis  Episcopi  ». 

Gian  Battista  Spedano,  benché  Cremonese  fu  registrato  da]  Sassi  nella 
Bib.  Scrip.  Med.,  T.  II,  col.  2172,  come  scrittore  estero  che  ha  rapporti  con 
Milano.  Égli  dice  che  di  quest'opera  non  mai  stampata ,  esisteva  il  mano- 
scritto presso  la  sua  famiglia  in  Cremona.  L'Ambrosiana  ne  possiede  l'auto- 
grafo. Non  sono  terminati  che  i  primi  due  libri  ;  del  terzo  vi  è  soltanto  un 
frammento,  e  bisogna  dire  che  lo  Spedano  non  abbia  mai  ultimato  questa 
sua  opera,  perchè  in  questo  Codice,  dopo  il  frammento  del  III  libro,  leggesi  : 
coetera  non  extant.  L'altro  brano  De  obsidione  urbis  Mediolani  probabilmente 
faceva  parte  di  quest'ultimo  libro.  Il  Sassi  non  ne  parla. 

Quest'opera  è  assai  pregevole  e  di  grande  importanza,  perchè  di  un  au- 
tore che  prese  parte  attivissima  negli  avvenimenti  che  racconta.  Gian  Fran- 
cesco Bonomi ,  di  cui  qui  leggesi  la  vita,  nacque  in  Cremona,  fu  assai 
protetto  da  S.  Carlo  Borromeo»  che  gli  cedette  la  ricca  Abbazia  di  Nonantola, 
alla  quale  avendo  rinunciatolfu  fatto  Vescovo  di  Vercelli  nel  1572,  e  morì 
nel  1587. 

Spogli  fatti  nell'Archivio  del  Castello  di  Milano  di  registri,  missive  etc. 

(Cod.  N.  312). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII l. 

Va  unito  M'Indice  delle  carte  del  Castello  di  Afilano  (Cod.  308  al  311). 
Queste  lettere  missive  vanno  dal  N.  1  al  19,  manca  però  il  N.  18,  e  com- 
prendono dall'anno  1450  al  1456. 

STATIUS  (P.  Papinius).  —  Achilleides  lib.  I.  (Cod.  N.  792). 

Cod.  cart  in  fol.  pice.  dal  Sec.  XV. 

Ha  alcune  glosse  interlineari  coetanee  al  Codice,  ed  altre  di  poco  poste- 
riori: termina  al  verso  337  del  I  lib.  dell'  Achilleide. 

Statut  de  l'ordre  du  très  chrétien  Roy  de  Franca  Loys  VI  à  Thonneur 
Sainct  Michel.  (Cod.  N.  1394) 

Cod.  memb.  in  fol.  pica  del  Sec  XV. 

Incomincia  colla  a  Table  des  chapitres  » . 
Sulla  pagina  ove  incominciano  gli  Statuti  dell'Ordine  vi  è  una  bella  mi- 
niatura che  occupa  tutto  il  fol.  in  cui  è  rappresentato  il  Re  seduto  sul  trono 
avendo  in  mano  lo  scettro  e  la  mano  di  giustizia,  circondato  da  Cavalieri 
di  S.  Michele.  Il  Re  ha  esso  pure  la  collana  dell' ordine  sopra  il  manto  az- 
zurro coi  gigli  d'oro. 

Statuti,  ordonnances  et  armoiries  de  la  Toison  d'or.      (Cod.  N.  1393). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Dopo  gli  Statuti  scritti  in  francese  seguono  gli  stemmi  colorati  dei  Ca- 
valieri dell'Ordine  dàlia  sua  fondazione  sino  all'anno  1622,  in  cui  pare  sia 
stato  fatto  questo  armorìale  da  tin  H.  Malebail ,  la  qual  data  e  nome  si 
trovano  sul  fol.  precedente  a  quello  in  cui  incominciano  gli  stemmi. 


416  STATUTI  ecc. 


Statati  di  Antignate.  (Cod.  N.  1228). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Questi  Statuti  portano  il  titolo  di  Provisioni  e  Consuetudini.  La  terra  di 
Antignate  fu  data  in  feudo  da  Gian  Galeazzo  Sforza  Duca  di  Milano ,  ad 
Ippolito  Bentivoglio  con  decreto  del  li  8  di  Gennaio  del  1 480.  Tali  provisioni 
erano  però  già  in  vigore  prima  di  quell'anno.  La  prima  di  esse  è  del  30 
Dicembre  1471,  cui  ne  seguono  altre.  Furono  confermate  da  Alessandro  Ben- 
tivoglio ai  17  di  Gennaio  1518,  e  da  Ferdinando  Bentivoglio  nel  1534.  Sono 
originali  essendovi  le  firme  autografe  ed  i  sigilli  di  questi  due  Signori. 

Statata  Aronae.  (Cod.  N.  1318). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XV,  XVI  e  XVII. 

La  nota  seguente  è  di  D.  Carlo  Trivulzio. 

Questo  Statuto  <T  Arona  non  è  compilato  d'ordine  della  famiglia  Visconti, 
né  della  Borromea ,  il  che  mi  fa  supporre  essere  stato  disteso  prima  che 
queste  case  godessero  la  Signoria  d'Àrona,  avvertendo  che  parlo  dello  Sta- 
tuto e  non  de*  privilegi,  che  vengono  in  seguito  allo  Statuto  (I). 

La  famiglia  Visconti,  quella  che  è  Signora  di  Breme,  Groppe  Ho,  Zerbolate 
e  Mira  dolo  era  feudataria  d'Arona  circa  l'anno  1390.  Piacque  poi  al  Duca 
Filippo  Maria  Visconti  'di  infeudare  Arona  alla  famiglia  Borromea ,  come 


signore 
spedendogli  il  diploma  li  7  Maggio  1439  col  patto  di  rilasciare  Arona. 

Statuti  et  ordini  del  Paratico  dei  Calegari  di  Lodi  del  1565. 

{Cod.  N.  1234). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI  mutilo. 

Questi  Statuti  sono  una  riforma  di  quelli  che  erano  stati  fotti  nel  1261 
con  aggiunte  del  1263  e  1283,  i  quali  tolti  da  un  Codice  della  Bib.  Ambro- 
siana furono  pubblicati  dall'  Ab.  Ceruti  nel  Tomo  VII  della  Miscellanea  edita 
dalla  B.  Deputazione  di  Storia  Patria  a  Torino. 

Statati  et  novi  ordini  da  osservarsi  da  qualunque  vuole  o  vorrà  per 
l'avvenire  esercitare  Parte  de  Zavattini  nella  città  e  suo  ducato  ap- 
provato dal  Senato  di  Milano  li  3  Luglio  1666.         (Cod.  N.  1216). 

Cod.  memb.  in  8*  pica  del  Sec.  XVII. 

Statati  dei  Calegari  di  Milano.  —  Questa  è  la  confirmatione  delli  Sta- 
tuti et  ordinationi  delli  Caligari»  Cibrari  et  Zoccolari  della  città  delli 
Borghi  et  delli  Corpi  Santi  di  Milano  che  sono  in  questo  presente 
volume  tradotto  dal  latino  in  volgare  concessa  per  1  Ill.mo  et  Ex.mo 
principe  Francesco  Sforza  Visconti  duca  di  Milano  Conte  di  Pavia 
et  d'Angera  Signore  di  Cremona,  et  furono  concessi  a  di  20  Novembre 
dell'anno  Mille  quattrocento  settantuno.  (Cod.  N.  1264). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVI. 

Vi  sono  aggiunti  altri  decreti  posteriori  risguardanti  i  Calegari.  Il  Co- 


li) Questi  sono  posteriori  ed  arrivano  al  1005  e  Bono  scritti  da  mani  divene. 


STATUTI  btc.  417 


dice  appartenne  ai  Tavegia  calzolai,  de'  quali  si  legge  il  nome  sul  cartone: 
alla  fine  vi  sono  alcune  memorie  di  quella  famiglia,  fra  queste  trovasi  no  - 
tato  il  giorno  in  cui  fu  posta  la  prima  pietra  del  palazzo  Marino,  ora  Mu- 
nicipio ,  e  la  funzione  che  si  fece  in  quella  circostanza*.  Secondo  questi 
Statuti  ogni  Capo  di  bottega  doveva  averne  un  esemplare. 

Statata  et  ordinamenta  terrae  Castrinovi  Torto nensis.    (Cod.  N.  1407). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Gastelnuovo  Tortonese ,  o  come  anche  lo  dicono  di  Scrivia ,  subì  la  do- 
minazione di  diversi  Signori.  L'anno  1414  Filippo  Maria  Visconti  Duca  di 
Milano  lo  infeudò  al  celebre  Conte  di  Carmagnola ,  che  si  trova  poi  già 
decaduto  dal  feudo  sin  dal  1424,  quando  venne  decapitato  a  Venezia  nel 
1432.  Con  privilegio  del  6  Aprile  1443  lo  stesso  Duca  lo  diede  in  feudo  a 
Borso  d'Este  Signore  di  Ferrara,  il  quale  nel  1450  fece  compilare  questi 
Statuti,  come  leggesi  nel  prologo.  Nel  1472  fu  investito  di  questo  feudo 
Ermete  figlio  secondogenito  del  Duca  Galeazzo  Maria  Sforza,  poi  lo  ebbero 
i  Sanse  ver  ino/ Quando  questi  nel  1500  furon  fatti  prigionieri  con  Lodovico 
#  il  Moro  il  Re  di  Francia  diede  quella  Signoria  a  Jo.  Iacopo  Trivulzio  detto 
il  Magno.  Carlo  V  investì  di  quel  feudo  il  Marchese  di  Pescara  nel  1526: 
indi  passò,  per  vendita,  nel  1568  ai  Marini  di  Genova  che  lo  possedettero 
sino  alla  fine  dello  scorso  secolo.  Questi  Statuti  vennero  compilati ,  come 
dissi,  nel  1450  durante  la  Signoria  di  Borso  d'Este,  essendo  per  lui  gover- 
natore di  quella  terra  Venceslao  da  Gonzaga. 

Alla  fine  di  essi  leggesi  la  conferma  che  ne  fece  il  predetto  Marchese 
Borso,  il  quale  emanò  pure  alcuni  altri  decreti  di  parziali  riforme  nel  1450, 
che  trovansi  alla  fine  ael  volume.  Il  Codice  fu  di  certo  scritto  alla  metà 
del  sec.  xv  e  crederei  sia  stato  eseguito  per  un  membro  della  famiglia  Bassi 
e  probabilmente  per  quello  Stefano  che  trovasi  notato  fra  i  compilatori  di 

Juesti  Statuti.  Ciò  che  mi  suggerì  questa  confettura  è  il  vedere  il  cognome 
lassi  scritto  a  pie  del  terzo  fol.  benché  sia  di  carattere  posteriore. 

Il  Codice  fu  molto  adoperato  come  lo  mostrano  le  estremità  inferiori 
delle  carte  che  portano  l'impronta  delle  molte  mani  che  le  svolsero.  Fin  dal- 
l'origine, e  dallo  stesso  scrittore  del  Codice  vi  furon  fatte  delle  aggiunte 
ed  interpolazioni.  Nel  secolo  seguente  ne  furon  fatte  delle  altre. 

Statata  civilia  et  criminalia  Jurisdictionis  Clavennae.     (Cod.  N.  1403). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec  XVI. 

Sono  quelli  accordati  dalla  lega  dei  Grigioni  a  Chiavenna  nel  sec.  xvi. 
Statata  civitatis  Cumanae.  (Cod.  N.  1267). 

'  Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Contiene  gli  Statuti  riformati  per  ordine  del  Duca  Francesco  Sforza  nel 
1458. 

Statata  civitatis  Cumanae.  (Cod.  N.  1451). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 
Coiai  TrivuUiana  [Stampato  il  9  gennaio  J883)  5$ 


418  STATUTI  etc. 


Statata  civitatis  Comi.  (Cod.  N.  1512). 

Cod.  cart.  in  fol.  dol  Sec.  XVIII. 

Sono  indici  ed  estratti  delle  sei  rubriche  in  cui  furono  divisi  gli  Statuti 
di  Como.  Pare  sia  opera  di  un  Erasmo  Parrà  vici  ni  Giureconsulto  della  Co- 
munità di  Como,  come  appare  da  una  nota  che  vcdesi  in  calce  al  2°  fol. 
Al  principio  vi  sono  le  lettere  ducali  di  Francesco  Sforza  con  cui  ordina  la 
riforma  degli  Statuti. 

Statuti  dei  Fustagnari  di  Milano.  (Cod.  N.  1401). 

Cod.  cart*  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Questi  Statuti  sono  quelli  riformati  nel  1564  e  da  Filippo  II  approvati. 
Vi  sono  unite  due  gride  originali  risguardanti  i  Fustagnari. 

Statuti  e  decreti  dell'Isola  e  Comunità  della  Riviera  di  S.  Giulio  d'Orla. 

{Cod.  N.  1319> 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Ulsola  di  S.  Giulio  d'Orta,  ultjmo  rifugio  della  regina  Willa  moglie  di 
Berengario  II,  fu,  assieme  alla  sua  riviera,  restituita  dall' Imp.  Ottone  I  nel 
962  alla  Chiesa  di  Novara  che  pretendeva  di  esserne  stata  spogliata  dal 
suddetto  re  Berengario  II.  Ciò  viene  riferito  da  Lazzaro  Agostino  Cotta 
nella  sua  Corografia  dell'Isola  e  Riviera  di  S.  Giulio. 

Guglielmo  Amidano  Vescovo  di  Novara  ordinò  nel  1343  che  venissero 
compilati  questi  Statuti ,  che  furono  confermati  ed  ampliati  dai  suoi  suc- 
cessori sino  al  1630  in  cui  reggeva  quella  chiesa  Gian  Pietro  Volpi. 

Statati  et  regole  per  gli  Ingegneri  et  Agrimensori  del  Ducato  di  Milano 
dati  et  stabiliti  per  Bartolomeo  della  Valle,  Gian  Pietro  Bassi,  Lazan 
de  Galazzi,  et  Maffeo  de1  Glussiani  ingegneri  della  R.  Ducal  Camera 
di  Milano  Tanno  1505.  (Cod.  N.  2?5). 

Cod.  cart.  in  4«  del  Sec.  XVIII. 

Vi  è  annesso  un  libro  stampato  col  titolo  :  «  Taxatio  solutionum  salariis 
«  Ingenierorum  prò  extimationibus,  Milano  1646  »,  e  cinque  petizioni  stam- 
pate e  documentate,  con  una  Ms.  di  ammissioni  nel  collegio  degli  Ingegneri 
ed  Agrimensori  del  Ducato  di  Milano. 

Statata  Lesae  Verganti,  et  Castellantiae  de  Medina  nec  non  Sta  tuta 
Canobii.  {Cod.  N.  1405). 

Cod.  cart.  in  fol  dei  Sec.  XV,  XVI  e  XVII. 

Queste  terre  poste  sulla  riva  occidentale  del  Lago  Maggiore  erano  già 
nel  sec.  XIII  soggette  air  Arcivescovo  di  Milano  come  risulta  da  una  per- 
gamena del  1°  Ottobre  1256  che  era  nel  Monastero  di  Arona,  e  che  fu  pub 
blicata  dal  P.  Zaccaria.  Contiene  essa  un  decreto  con  cui  l'Arcivescovo  Leone 
da  Perego  ordina  al  suo  castellano  di  Lesa  e  di  Vergante  di  far  pagare  da 

auei  terrieri  il  vino  ed  il  grano  che  dovevano  annualmente  al  Monastero 
i  Arona.  Nel  1 389  reggendo  la  chiesa  Milanese  Antonio  da  Saluzzo  furono 
delegati  alcuni  abitanti  di  ciascuna  di  quelle  terre,  come  appare  nel  prò- 


STATUTA  etc.  419 


logo,  per  compilare  questi  Statuti,  da  essere  poi  sottoposti  alle  correzioni 
del  detto  Arcivescovo  e  di  Gian  Galeazzo  Signore  di  Milano.  Quei  luoghi 
vennero  in  seguito  infeudati  alla  casa  Borromeo ,  ed  il  Conte  Filippo  nel 
1455  con  lettera  del  26  Marzo  ordinò  al  suo  Podestà  Bellolo  de  Paganis  di 
pubblicare  alcune  riforme  ad  essi  fatte  ;  il  che  venne  solennemente  eseguito 
il  6  del  susseguente  mese  di  Aprile. 

Seguono  nel  Codice  a  questi  Statuti  molti  decreti  civili  e  criminali  dei 
Visconti  e  de<*li  Sforza  che  riguardano  lo  Stato  in  generale,  ed  alcuni  di 
Bartolomeo  Visconti  per  la  chiesa  di  Novara ,  della  quale  egli  fu  Vescovo 
dal  1429  al  1457. 

Dopo  questi  decreti  vengono  gli  Statuti  e  decreti  risguardanti  Cannobio 
pure  sul  Lago  Maggiore,  il  primo  dei  quali  porta  la  data  del  1392  Termina 
il  volume  cogli  Statuti,  stampatici  Cannobio  del  135?  e  quattro  decreti  dei 
Conti  Borromeo  Signori  di  quella  terra  nel  sec.  xvi ,  ì  quali  sono  pure 
stampati. 

Statata  Vallis  Lugani.  (Cod.  N.  1227). 

Cod  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Questi  Statuti  compilati  sopra  altri  più  antichi,  come  è  detto  nel  proemio, 
furono  redatti  nel  1439,  essendo  Signore  della  Val  di  Lugano  il  Mag.co  D.no 
Luigi  de  Sanseverino. 

Statata  Vallis  Maserae  an.  1369.  ,      (Cod.  N.  1224). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIV. 

La  Val  di  Masera  giace  sul  versante  delle  Alpi  poco  discosta  da  quella 
di  Domodossola  e  fa  parte  della  diocesi  di  Novara,  al  cui  Vescovo  è  pro- 
babile che  anticamente  appartenesse:  in  seguito  si  diede  spontaneamente 
ai  Visconti.  Ebbe  il  suo  istoriografo  in  Giovanni  Copis  che  pubblicò  in  Mi- 
lano nel  1673  le  Memorie  della  carte  di  Mattar  ella.  Questi  Statuti  però  non 
sono  i  primi  che  ressero  gli  abitanti  di  quella  vallata,  giacché  al  principio 
di  essi  si  legge  che  convocati  gli  uomini  dei  diversi  paesucoli  di  quella 
valle  essi  ordinarono  che  quattro  di  loro ,  ivi  nominati ,  dovessero  mdere, 
examinare  et  providere  omnia  velerà  Statuta  et  ordinarnenta  dictae  terrae 
Maxeriae ,  et  ipsis  Statutis  (sic)  ardere  et  dimunuere  et  alia  Statuta  bona 
fide  facere-  Ciò  che  venne  eseguito  essendo  decretato  nell'articolo  68  Quod 
velerà  Statuta  sint  cassa.  Quando  questi  nuovi  fossero  redatti  lo  abbiamo 
al  principio»  cioè  ai  2  di  Maggio  del  1369.  Ivi  si  legge  anche  il  nome  del 
loro  Signore.  «  Ad  honorem  gloriosissime  Virginis. . .  nec  non  ad  honorem 

«  et  Statum  Magnifici  et  excelsi  domini  nostri  dni  Johannis  Galeaz  Comitis 
«  Virtutum  ejus  fili ì  ».  Vennero  poi  letti  e  pubblicati  nello  stesso  anno  ai 
15  di  Agosto  dal  notaro  Petrino  de  Marquixio  in  loco  Maxeriae  sub  por- 
fichu  S.  Martini,  ed  esaminati  poi  e  confermati,  come  da  altra  nota  in  fine, 
dal  nobile  e  sapiente  dottore  Iacopo  de  Presbiteri  Bolognese  per  ordine  di 
Galeazzo  Visconti. 

La  Val  di  Masera  con  altri  luoghi  venne  poi  infeudata  nel  1439  ai  Conti 
Giovanni  e  Vitaliano  Borromeo,  e  però  si  legge  sul  fol.  di  risguardo  pre- 
cedente il  testo  la  nota  seguente: 

«  Christi  Salvatoris  nomine  premisso nec  non  ad  honorem  statum 

«  gloriata  et  augumentum  perpetuum  et  feliceni  magnificorum  et  po- 
«  tentum  dominorum  nostro  rum  domi  noni  m  Johannis  militis  consiliarii- 
o  que  ducalis,  ac  Vitaliani  fratrum  de  Bonromeis  filiorum  quondam  ma- 

a  gnifìci  militis  et  domini  nostri  dni  Filippi,  comitum  Arone  etc.  ac  Vogonie 
«  Maxerie  ac  totius  partis  Ferrane  dominorum  etc.  ordinata  et  compilata 
a  sunt  hec  statuta  et  ordinarnenta  prò  Comunitate  et  hominibus  Maserie  etc. 
«  anno  a  nativitate  domini  currente  mgggclxx  octavo,  confirmata  ». 


420  STATUTI  NOVABIÀE 


Sotto  Questa  nota  vi  è  una  miniatura  rappresentante  un  personaggio, 
che  probabilmente  sarà  il  Conte  Giovanni  Borromeo,  seduto  sopra  una  specie 
di  trono:  ai  due  lati  due  personaggi  in  piedi  in  atto  di  presentare  un'of- 
ferta. Questi  Statuti  sono  inediti. 

Statata  nova  Mediolani.  (Cod.  N.  1262). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questi  Statuti  sono  quelli  compilati  per  ordine  di  Gian  Galeazzo  Visconti 
nel  1396. 

Questo  Codice  fu  scritto  nel  1617  da  un  tal  Pietro  Ceearino  come  appare 
da  una  nota  al  fol.  4  del  Codice.  Vi  sono  molte  annotazioni  del  G.  C.'°  Raf- 
faele Fagnani  l'autore  dei  volumi  di  memorie  sulle  famiglie  patrizie  Mila- 
nesi, che  ora  trovansi  nella  Bib.  Ambrosiana.  Vedi  sotto  il  titolo  di  Con- 
suetudines  una  più  ampia  descrizione  ed  illustrazione  di  questo  volume. 

Statata  Mercatorum  Mediolani.  {Cod.  N.  1409). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Sono  quelli  che  poi  vennero  stampati  dal  Suardi  nel  1480.  Questo  Codice 
però  termina  colla  disposizione  che  porta  la  data  del  1°  Agosto  1449  che 
nell'edizione  predetta  termina  al  fol.  che  segue  quello  segnato  d  3. 

Statata  Mercatorum  Mediolani.  {Cod.  N.  1410) 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Sono  da  farsi  a  questo  Codice  le  identiche  osservazioni  che  al  precedente 
(1 409) ,  soltanto  che  alla  fine  di  questo  vi  èja  nota  seguente  :  «  Statuta 

«  mey  Arasmi  de  Copa  prò  me  factis  anno  dni  1469  ». 
Statata  Sacrosanctae  Mediolanensis  ecclesiae.  (Cod.  N.  389). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec  XVI. 

Portano  la  data  del  1377.  In  fine  agli  Statuti  trovasi  quell'elenco  delle 
famiglie  nobili  di  Milano  e  del  contado,  che  l'Arcivescovo  Ottone  Visconti 
fece  redigere  nel  1277  ordinando  che  da  esse  esclusivamente  si  prendessero 
gli  Ordifiari,  cioè  i  canonici  della  Metropolitana.  Questo  elenco  fu  pubbli- 
cato dal  Giulini  nel  Voi.  Vili  a  pag.  312. 

Statata  Novariae.  (Cod.  N.  864). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XIII. 

Questo  prezioso  Codice  contenente  i  primi  Statuti  di  Novara  è  quel  me- 
desimo che  stava  presso  il  Comune  di  quella  città.  È  mancante  qua  e  là 
di  alcuni  pochi  fogli.  Non  se  ne  conoscono  altri  esemplari.  Furono  pubblicati 
dall' Ab.  Ceruti  a  Torino  nel  Voi  XIV  dei  *  Monumenta  Historiae  Patriae  » 
e  poi  a  Novara  in  separata  edizione. 

Questi  Statuti  devono  essere  stati  compilati  prima  del  1287,  perchè  uno 
di  essi  portante  quella  data  trovasi  scritto  verso  la  fine  del  volume.  Ne  fu- 
rono aggiunti  altri  dopo  questo  a  misura  che  venivano  decretati. 


STATUTI  etc.  421 


Statata  Novariae.  (Cod.  N.  1411). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Non  sono  una  copia  de^li  Statuti  originali  del  Cod.  precedente  (864)  del 
sec.  xiii,  ma  bensì  quelli  riformati  in  seguito.  Sono  divisi  in  cinque  libri , 
e  non  hanno  data. 

Statuti  degli  Aromatari  di  Novara  confermati  da  Filippo  II  Re  di  Spagna 
ai  20  Novembre  1575.  {Cod.  N.  1991). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI  di  fol.  14. 

Il  diploma  è  originale,  essendovi  il  sigillo  in  cera  rossa  e  la  firma  au- 
tografa del  cancelliere  Annibale  Crucejo. 

Statata  Gollegii  Notariornm  civitatis  Placentiae.  (Cod.  N.  1450). 

Cod.  memb.  in  foL  del  Sec.  XIV. 

Il  Codice  incomincia  colla 

«  Matricula  collegii  notariorum  Placencie  edita  et  compillata  tempore 

«  consulatus  dnorum  Bartholomei  de  Caverzago,  Antonii  Gnocchi,  Jeronimi 
«  Caraxii  et  Francisci  Duchi  consulum  dicti  collegii:  scripta  et  reducta  fuit 
«  in  hoc  volumine  per  me  Benedictum  de  Corvis  notarium  et  camerarium 

•  dicti. collegii  anno  dni  currente  millesimo  quadringentesimo  vigesimo  In- 
«  dictione  terciadecima  ». 

Queste  ed  altre  matricole  scritte  da  Benedetto  de  Corvis  furono  ag- 
giunte in  seguito  e  sono  infatti  di  carattere  diverso  da  quello  del  Codice 
e  di  forma  alquanto  più  piccola.  Il  vero  Codice  originale  incomincia  colla 
Rubrica  primi  libri  Statutorum  laudabilis  et  honorabilis  Collegii  notariorum 
civitatis  Piaceri tie.  Dopo  le  Rubriche  dei  tre  libri  che  occupano  quattro  fol. 
incominciano  gli  Statata  ed  ordinamenta  honorabilis  collegii  notariorum 
civitatis  Placentie  et  districtus  ad  laudem  et  honorem  omnipotentis  dei  et 
individue  etc.. . .  lecta  et  approdata  in  pieno  etaenerali  Consilio  dicti  collegii 
in  palatio  ipsius  mare  solito  congregato  Millesimo  trecentesimo  trigesimo 
quinto*  Ina.  tercia  die  lune  vigesimoquarto  mensis  Aprilis. 

Erano  consoli  Gulielmus  de  Filippis  —  Antoninus  Kozonus  —  Albertonus 
Oliarius  —  Leonardus  Bigulus  —  Boso  Bosonus  —  Niger  de  Gimis.  — 
Questi  Statuti  sono  divisi  in  tre  libri.  Vi  furono  fatte  delle  aggiunte  sino 
dal  1339  e  man  mano  in  epoche  posteriori.  Vi  si  leggono  molte  liste  di 
nomi  di  notai  dell'epoca  in  cui  fu  scritto  il  Codice ,  che  ritengo  sia  ante- 
riore al  1339. 

Statati  dell'Ordine  di  San  Jago  della  Spada  in  lingua  Spagnuola. 

(Cod.  N.  1253). 

Cod.  cart  in  i  2°  del  Sec.  XVIL 

Statata  et  ordinamenta  Burgi  Sexii  facta  et  ordinata  tempore  et  sub 
felici  regimine  dominationis  lll.mi  Principis  ac  Magnifici  et  Ex.mi 
dnTdnT  Johan.  Galeaz.  ducis  Mediolani.  (Cod.  JV.  1404). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec  XV. 

Questi  Statuti  con  piccole  varianti  furono  stampati  in  Milano  Tanno  1646, 


422  STATUTI  btc. 


col  titolo:  «  Forma  Statutorum  Vallis  Uziae  cu  ria  e  inferioris  Vallis  Siccidae  ». 
Vi  sono  aggiunti  dei  decreti  ed  una  parte  di  Statuto  mandato  nel  1391  da 
Gian  Galeazzo  non  ancora  Duca  al  Podestà  di  Valsiccida.  Credo  che  questo 
volume  sia  l'originale  di  questi  Statuti.  È  scritto  in  rosso  e  nero  molto  ac- 
curatamente. 

Statati  delle  strade  ed  acque  del  contado  di  Milano.      (Cod.  N-  1 398). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV 

Il  Codice  incomincia  colla  Rubrica  de  li  Statuti,  che  occupa  due  fogli, 
poi  trovasi  la  seguente  intestazione: 

«  Nel  nome  del  Signore  Dio  e  de  la  gloriosa  e  beata  Maria  Vergine  pre- 
ci ciosa  e  de  tuta  la  celestiale  corte.  —  Questo  si  è  lo  libro  novamente  facto 
«  de  la  compartitone  de  le  strato  et  fagie  a  la  Comune  de  li  burghi  lochi 
«  cassine  molini  e  case  de  religiosi  del  Contato  de  Milano  seguendo  le 
«  forme  de  la  provisione  facta  nel  anno  del  milletrecentojjuarantacinque 

a  de  comandamento  de  li  Magnifici  et  excelsi  Signori  et  dni  Johanne  per 
a  Dio  gratia  de  la  Sancta  chiesa  de  Milano  Arcivescovo  et  Luchino  fratelli 
«  de  li  Visconti  Signori  generali  de  la  prefata  cita  de  Milano  etc.  » .  Se- 
guono i  nomi  di  tutte  le  strade  coi  borghi  e  cascinali  cui  spettava  la  ma- 
nutenzione di  esse,  colla  misura  delle  distanze  dall'uno  all'altro  luogo:  oc- 
cupano 75  fol.  Vengono  in  seguito  gli  Statuti  dal  fol.  78  al  99. 

Il  Codice  è  assai  ben  scritto  con  le  intestazioni  in  rosso:  conserva  la 
sua  legatura  originale  di  cuoio  impresso  colle  borchie.  Questi  Statuti,  assai 
curiosi,  vennero  da  me  pubblicati  nel  1869  nella  Miscellanea  edita  dalla 
R.  Deputazione  di  Storia  Patria  a  Torino. 

Statata  Tri  vi  li  i.  {Cod.  N.  1603). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec*  XV. 

Sul  primo  fol.  vi  è  una  figura  rappresentante  la  Giustizia  inquadrata  da 
ornati.  Seguono  le  Rubriche  dei  quattro  libri  in  cui  sono  divisi  gli  Statuti, 
dopo  le  quali  vi  è  una  lettera  di  Gian  Galeazzo  Visconti  del  10  Maggio 
1389  al  Podestà  %e  Consoli  di  Treviglio  colla  quale  ordina  di  mandargli  i 
loro  Statuti  bene  ordinati  e  corretti.  Nel  fol.  feeguente,  che  sarebbe  Fun- 
d ecimo,  vi  è  una  lunga  intestazione  in  caratteri  maiuscoli,  nella  quale  vien 
detto  che  furono  riformati  nel  1392  sotto  il  dominio  di  Gian  Galeazzo  Vi- 
sconti e  sotto  il  regime  di  Matteo  di  Ferrando  da  Pisa  pretore  di  quel 
Castello.  Alla  parte  IV  furono  fatte  da  altra  mano  delle  aggiunte  che  arri- 
vano al  1497,  ed  alla  fine  fu  inserto  un  decreto,  a  stampa,  di  Carlo  V  del 
13  Maggio  1539.  Questi  Statuti  sono  inediti. 

Statata  comunitatis  Burgi  Varisii  ac  aliae  ejusdem  Burgi  prcrogativae 
an.  1347.  (Cod.  N.  1420). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questi  Statuti  furono  pubblicati  a  Milano  nel  1864  dal  Prof.  Berlan,  che 
diede  in  seguito  la  nota  dei  Codici  da  lui  veduti  e  dei  documenti  riguar- 
danti Varese  che  stanno  nell'Archivio  di  Stato  in  Milano.  Egli  pero  non 
conobbe  questo  Codice ,  che  in  quel  tempo  non  era  ancora  entrato  nella 
Trivulziana  dalla  Bib.  Belgiojoso;  e  fra  i  documenti  da  lui  citati  non  si 
trovano  quelli  contenuti  in  questo  Codice,  il  primo  de'  quali  è  del  1570  e 
l'ultimo  del  1661. 


STATUTA  VOGONIAE  423 


Statuti  Veneti  dati   dal  Doge  Nicolò  da  Ponte  nel   1578   ad  Angelo 
Dolfin  mandandolo  Podestà  a  Crema.  -  {Cod.  N.  1331), 

Cod.  niemb.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

» 

La  legatura  è  bellissima  nel  genere  dei  Codici  Arabi  con  ornati  in  oro 
e  colori.  Sul  primo  fol.  vi  è  una  grande  e  bella  miniatura  rappresentante 
il  Crocefisso  colla  Vergine  e  S.  Giovanni  ed  un  Vescovo  colla  mitra  e  pa- 
storale; il  tutto  inquadrato  in  ornati.  In  alto  il  leone  di  S.  Marco,  a  pie 
di  pagina  lo  stemma  Dolfin. 

Statuto  Viglevani.  (Cqd.  N.  865). 

Cod.  memb.  in  fol.  dei  Sec.  XIV  e  XV. 

Sul  1°  fol.  vi  è  dipinto  in  rosso  lo  stemma  di  Vigevano:  nel  seguente 
la  Rubrica  rubricarum  e  poi  le  altre  divise  per  materia,  ed  occupano  1 5  fol. 
Al  fol.  16.  «  Literae  gratiose  concessae  Comunitati  et  hominibus  Viglevani 
a  prò  Rugia  noviter  Menda  in  valle  Ticini  subtus  montem  ».  Questa  con- 
cessione è  di  Filippo  Maria  Visconti.  Nel  fol.  che  vien  dopo  numerizzato  1 
incominciano  gli  Statuti,  che  finiscono  al  fol.  113  verso.  Dopo  questi  vi 
sono  molti  giuramenti  prestati  dai  notai  in  diverse  epoche,  e  delle  aggiunte 
fatte  dal  duca  Filippo  Maria  Visconti.  Questo  volume,  che  è  l'originale  che 
si  conservava  presso  il  Comune  di  Vigevano ,  contiene  gfli  antichi  Statuti 
compilati  al  tempo  che  6.  Galeazzo  Conte  di  Virtù  e  Signore  di  Milano , 
non  era  ancora  stato  fatto  Duca,  quindi  sono  anteriori  al  1395.  Sono  però 
posteriori  al  1385  anno- in  cui  Gian  Galeazzo  avendo  fatto  prigioniero  Bar- 
nabò  suo  zio  divenne  Signore  di  Milano.  Questi  Statuti  vennero  poi  rifor- 
mati nel  1531  e  stampati  nel  1532,  e  ciò  avvenne  per  essere  stato  Vigevano 
nel  1529  eretto  in  città  con  Vescovado. 

Statata  Vogoniae.  (Cod.  N.  1406), 

Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Vogogna  è  una  grossa  terra  del  Comitato  di  Ossola  vicino  al  fiume  Tosa, 
che  scarica  le  sue  acque  nel  Verbano.  Vuoisi  nascesse  sulle  rovine  di  altra 
borgata  detta  Vergonto  che  non  si  sa  bene  in  qual  epoca  sia  stata  distrutta. 
Era  soggetta  alla  giurisdizione  del  Comune  di  Novara ,  ed  a  quel  Vescovo 
per  lo  spirituale. 

Al  principio  di  questi  Statuti  si  legge:  a  In  nomine  Sancte  et  individue 
«  Trinitatis.  Istud  est  volumen  Statutorum  sive  municipalium  legum  Co- 
«  mitatus  Ossulae  jurisdictionis  Comunis  Novariae  tam  provide  quam  uti- 
li liter  compilatimi  ad  laudem  et  gloriam  jnagni  Dei  et  Salvatons ac 

a  etiam  ad  exaltationem  et  reverentiam  dni  Johannis  dei  et  apostolice  sedis 
«  gratia  Sancte  Mediolanensis  ecclesie  archiepiscopi,  ejusdemque  civitatis 
«  Novarie  et  districtus  domini  generalis  et  prq_coinune  bonum  et  statum 

«  pacificum  civitatis  prefate  tempore  nobilis  dni  dni  Johannis  ^de  Lixono 

«  Mediolanensis  civis  vicarius  (sic)  jurisdictionis  predicte  anno  dni  mccc  ». 
In  questa  data  però  furono  ommessi  molti  anni,  atantechè  nel  1300  era  Ar- 
civescovo di  Milano  Franchino  Fontana  Parmense,  che  eletto  nel  1296  durò 
in  quella  cattedra  sino  alla  sua  morte  seguita  Tanno  1308. 

Giovanni  Visconti  creato  Vescovo  di  Novara  nel  1329  non  venne  trasfe- 
rito alla  sede  Arcivescovile  di  Milano  da  Clemente  VI  che  nel  1342.  —  Al 
fol.  67  v.  vi  è  la  seguente  sottoscrizione:  «  Finis  voluminum  statutorum 
o  veterum  comunitaria  Vogoniae  editorum  per  curiam  Novarie  civitatis 
«  nostre  ».  —  Segue  la  Rubrica  degli  Statuti  nuovi,  che  incominciano  al 


424  STATUTO  DELLA  VALSOLDA 

• 


fol.  70  precedati  dalla  seguente  intestazione:  •  Istud  est  volumen  stata  - 
«  torum  sive  municipalium  legum  civitatis  Novarie  tam  provide  etc^ .  ac 

«  etiam  ad  exaltationem  et  magnificentiam  Magnifici  et  excelsi  dni  dm 
«  Galeaz  Vicecomitis  civitatis  Mediolani  et  Novarie  et  imperialis  vicarius  (sic) 

«  et  generalis  et  dm"  Johannis  Galeaz  ejus  fìlli  et  ad  comune  bonum  et 
«  pacificum  statutum  civitatis  prefate,  tempore  nobilis  et   potentis  viri 

«  dni  Johannis  de  Pirovano  de  Mto  honorandi  potestatis  Vogonie  Novarie, 

«  et  prudentis  viri  dni  Bernardini  de  Ranonis  de  Regio  ejusjricarii  tam 

a  legum  doctrina,  quam  rerum  experientia  docti ,  sub  anno  dni  millesimo 
«  trecentesimo  sexagesimo.  Tertiadecima  indictione  ». 

Termina  il  Ck)d.  al  fol.  102  ove  trovansi  i  nomi  dei  Comuni  componenti 
il  Comitato  di  Ossola  col  loro  estimo. 

Statuii  (Documenti  relativi  a).  (Cod.  N.  1263). 

Cod.  cart  in  fol.  dei  Sec.  XV,  XVI  e  XVII. 

Sono  nove  pezze  contenenti  decreti  ducali  ed  estratti  di  Statuti  di  Milano 
relativi  a  diverse  rubriche.  Il  più  antico  decreto  è  di  Gian  Galeazzo  Visconti 
del  1389.  In  questo  fascicolo  furono  poi  riunite  12  gride  o  decreti  stampati 
(due  sono  doppi)  che  sono  delle  rarità  bibliografiche,  specialmente  le  prime 

auattro  che  appartengono  al  sec.  xv.  Due  sono  di  Lodovico  il  Moro,  e  due 
i  Luigi  XII  re  di  Francia  come  Duca  di  Milano:  una  di  esse  contiene  il 
decreto  con  cui  venne  eretto  il  Senato  di  Milano.  In  questa  Biblioteca  vi  è 
anche  un  esemplare,  che  credo  unico,  della  grida  dello  stesso  monarca  del 
19  Gennaio  1500.  Sulle  monete  che  potevano  aver  corso  o  ne  era  proibita 
la  circolazione  nello  Stato  di  Milano  colle  loro  impronte. 

Statuto  della  Valsolda.  {Cod.  N.  1408). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

La  Valsolda,  in  cui  trovansi  nove  villaggi,  faceva  parte  della  Riviera  o 
Contea  di  Lecco.  Da  una  carta  del  1037  appare  che  sino  da  quell'epoca  ap- 
parteneva agli  Arcivescovi  di  Milano.  Molte  furono  le  vicende  e  contro- 
versie cui  andò  soggetto  il  possesso  del  contado  di  Lecco,  ma  pare  che  su 
quello  della  Valsolda  non  esistessero  dubbii,  perchè  la  vediamo  sempre  pos- 
seduta dagli  Arcivescovi  di  Milano.  Manca  il  1°  fol.  di  questo  Ms.,  per  cui 
non  si  può  dire  quando  venissero  compilati  questi  Statuti.  Per  altro  al  prin- 
cipio del  2°  libro  che  ha  l'intestazione.  Seguita  V aggiunta  de  Statuti,  si 
legge  che  «  L'anno  del  1472  al  2  Febraro  venne  convocato  et  congregato 
a  il  Conseglio  del  Università  della  comunità  et  homini  et  ciascheduna  per- 
«  sona  di  tutta  la  Valsolda  »  e  da  ciò  può  dedursi  che  gli  Statuti  dovevano 
essere  anteriori  a  queir  anno,  e  che  erano  stati  deliberati  dagli  stessi  abi- 
tanti e  non  concessi  loro  dagli  Arcivescovi  che  vi  aveano  giurisdizione. 
Ed  infatti  fra  i  Codici  di  Don  Carlo  che  passarono  in  proprietà  della  Prin- 
cipessa Cristina  Belgiqjoso  figlia  del  Marchese  Gerolamo  Trivulzio  ed  ora 
appartenenti  alla  Marchesa  Trotti  sua  figlia  trovasi  una  copia  fetta  nel 
sec.  xvi i  degrli  Statuti  della  Valsolda  dell'anno  1246  con  aggiunte  posteriori, 
ed  annessivi  alcuni  stampati  dell' Avv.  Vandoni  e  del  D.r  Valési  in  difesa 
dei  diritti  che  vi  aveva  l'Arcivescovo  di  Milano. —  Al  fol.  27  trovasi,  colia 
medesima  formula,  una  deliberazione  presa  nel  1504,  ed  un'altra  al  fol.  29 
del  1518.  Se  ne  trovano  anche  altee  di  anni  successivi  nel  sec.  xvi.  Vi  sono 
delle  ordinazioni  fatte  quando  S.  Carlo  Borromeo  andò  a  visitare  la  Valsolda  ; 
il  giuramento  di  fedeltà  al  Card.  Federico  Borromeo  nel  1606.  L'ultimo  atto 


STORIA  etc.  4S5 


sono  le  ordinazioni  fatte  da  un  Podestà  nel  1646.  Termina  il  Codice  con  un 
indice  per  materie ,  dal  quale  si  rileva  che  il  primo  articolo  (che  manca) 
riguardava  gli  omicidi  ed  il  secondo  le  ingiurie.  Questi  Statuti  sono  in 
italiano,  e  furono  probabilmente  tradotti  per  uso  di  qualche  famiglia  della 
Valsolda.  Vi  è  aggiunto  un  foglio  ove  trattasi  della  giurisdizione  dell'Ar- 
civescovo di  Milano  sulla  Valsolda. 

Stemmata  plurium  familiarum.  (Cod.  N.  1778). 

Cod.  cari  in  foL  del  Sec.  XVI  IL 

Raccolta  di  stemmi  colorati.  Alla  fine  vi  è  unito  un  fascicolo  di  dodici 
fogli  contenente  64  stemmi  per  la  maggior  parte  Genovesi.  Questi  ultimi 
fol.  sono  più  antichi  che  gli  altri  del  Codice. 

STELLA  Giorgio.  —  Storia  di  Genova.  (Cod.  N.  1498). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XV. 

Questo  Codice  contiene  anche  la  continuazione  sino  al  1435  che  vi  ag- 

K'unse  il  fratello  di  lui  Giovanni.  Venne  pubblicata  dal  Muratori  nel  vo- 
me  XVII  degli  S.  R.  I.  Questo  esemplare  è  ben  scritto,  ed  è  opera  di  un 
frate,  che  vi  pose  il  suo  nome  in  modo  da  renderlo  inintelligibile  compo- 
nendolo di  sole  consonanti,  alcune  delle  quali  servono  di  vocale.  Termina 
così  :  «  Laus  deo.  Pax  vivis  et  requiem  defunctis  Presbiter  Xlbbnxs  df 
«  Ffrbrkis  Fknkxkt  hora  vespertina  a  die  xviu  Man  anno  d.  mcccc8i  ad 
«  honorem  Dei  et  gloriose  Virginia  Marie  ».  Credo  che  Quello  strano  accoz- 
zamento di  consonanti  possa  tradursi:  a  Presbiter  Urbanus  de  Ferariis  finivit  ». 

Stemmi  ed  imprese  Visconti.  (Cod.  N.  1391). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Sul  terzo  fol.  in  £iro  del  margine  leggesi: 

«  Familiae  meae  insignia  quae  adhuc  in  perantiqua  fumarii  testudine 
«  depicta  cernuntur  in  uno  ex  cubiculus  inferiori  bus  castri  Roziani  meo 
«  jussu  inde  desumpta  xvi  Augusti  mdclv. 

«  Vercellinus  Maria  Vicecomes  Jo.  Baptistae  Senatoris  filius  ». 

Questi  stemmi  sono  ben  eseguiti  e  colorati.  Sono  fol.  22  compreso  uno 
piccolissimo  dove  è  disegnata  una  moneta  di  Thurium  nella  Magna  Grecia. 

STEPHANUS  Bizantinus.  —  De  civitatibus  et  pagis.         (Cod.  iV.  737). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Questa  traduzione  non  è  quella  di  Tomaso  de  Pinedo ,  nò  quella  del 
Berkelius,  ma  bensì  un'altra  assai  più  antica  e  più  conforme  al  testo  greco 
che  vien  tradotto  quasi  alla  lettera.  Il  Codice  fu  per  certo  scritto  da  un 
italiano  a  giudicarne  dal  carattere.  Sembra  autografo  stante  le  moltissime 
correzioni.  Mancano  alcuni  quinterni  alla  fine  non  giungendo  che  alla  voce 
Phrada. 

Starla  di  Barlaam  e  Giosafat.  (Cod.  N.  89). 

Cod.  memb.  in  8*  del  See.  XV  di  fol.  52. 

Ha  numerosi  e  bei  disegni  a  penna  che  rappresentano  i  fatti  narrati 

Ole*.  JHvuUkma  {Stampate  il  27  gennaio  4884)  54 


426  SUCCESSIONE  D'INGHILTERRA 


nella  leggenda.  È  mutilo  in  principio  ed  in  fine-  Deve  mancare  in  principio 
di  un  intero  quaderno,  giacché  il  primo  fol.  incomincia  colle  parole  perchè 
nissuno  uomo  si  lassava  entrare  dentro  a  lei,  le  quali  si  trovano  alla  metà 
della  pag.  13  dell'Edizione  di  quest'opera  fatta  a  Roma  nel  1734.  Alla  fine 
è  mancante  di  un  solo  fol.  terminando  colle  parole:  a  e  fecelo  trapassare 
in  pace  •  seguite  da  un  disegno.  Le  quali  parole  nella  predetta  Edizione 
si  trovano  a  metà  del  fol.  126.  Il  testo,  malgrado  le  molte  diversità  che  vi 
si  trovano,  è  lo  stesso  di  quello  della  Ed.  di  Roma.  Il  Gamba  nella  serie 
dei  testi  di  lingua  (Venezia  1839,  pag.  280,  nella  nota,  1*  colonna)  cita  un 
Edizione  senza  data  del  sec.  xv  di  questa  leggenda ,  la  quale  esiste  nella 
Trivul?iana.  Il  testo  però  non  è  quello  contenuto  in  questo  bel  Codicetto. 

Storia  Milanese  dal  1523  al  1525.  (Cod,  N.  1376). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Non  è  la  traduzione  della  continuazione  fatta  da  Gaudenzio  Menila  al 
Vegio.  Pare  però  che  sia  un  brano  di  opera  maggiore.  Manca  il  nome  del- 
l' autore. 

STORMÀNICO  (Fr.  Pietro  Paolo).  —  Origine  e  fondazione  del  tempio 
di  S.  Nazaro  in  Pietra  Santa  in  Milano.  (Cod.  N.  1414). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII.  Autografo. 

STRASOLDUS  Johannes.  —  Maximi  Hispaniarum  regis  Catholici  Filippi 
Austriaci  figura  celestis.  (Co$.  N.  243). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI  (1583). 

L'autore  di  questo  oroscopo,  gentiluomo  Friulano,  scrisse  dei  componi- 
menti poetici  che  sono  sparsi  in  diverse  raccolte ,  del  suo  tempo ,  e  sono 
ripetutamente  citati  dal  Quadrio  nella  Storia  e  ragione  d 'ogni  poesia.  Pare 
che  lo  Strasoldo  sia  stato  molto  devoto  ai  monarchi  Spagnu oli,  giacché,  oltre 
a  questo  oroscopo  di  Filippo  II  non  ricordato  da  alcun  oibliografo,  fece  nna 
Raccolta  de  Poemi  parte  in  italiano,  parte  in  latino  (di  autori  Friulani)  in 
lode  della  Sacra  real  fabbrica  dell  Escuriale -,  che  fece  stampare  in  Udine  dal 
Natalino  nel  1592. 

STROZZI  Filippo.  —  La  congiura  de1  Pazzi  notata  di  propria  mano  da 
Filippo  di  Matteo  Strozzi  che  vi  fu  presente.  (Cod.  N.  1949). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Successione  d'Inghilterra.  —  Racoriamento  y  parecer  de  dos  letrados 
Ingleses  sobra  el  caso  de  la  succession  del  reyno  de  Ingalaterra 
dividido  in  dos  libros.  {Cod.  N.  231)- 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Vi  è  unito  un  albero  genealogico  della  famiglia  reale  d'Inghilterra  fetto 
da  un  Dolemannus  nel  1593. 


SUMMARIOLUM  btc.  427 


SUETONIQS  Tranqoillus,  Cajos.  —  Vitae  duodecim  Caesarum. 

(Cod.  N.  696). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV  di  fol.  160. 

Fol.  1.  «  Versus  Sydoney  ia  librum  Gaii  Suetonii  Tranquilli  de  vita 
«  duodecim  Caesarum  ut  inferius  sequitur  Rubrica,  et  primo  de  Jullio  Ce- 
fi sare  imperatore  ». 

D.  Carlo  Trivulzio  prepose  al  Codice  una  nota  che  riassumo,  ed  a  cui 
aggiungo  alcune  notizie. 

La  prima  pagina  ha  un  contorno  e  l'iniziale  miniata ,  in  alto  vi  è  il 
nome  ai  Gesù  in  quella  forma  che  lo  descrive  S.  Bernardino  da  Siena. 
Nella  parte  inferiore  vi  è  lo  stemma  Visconteo  sormontato  da  una  mitra 
vescovile  sostenuta  da  un  angelo,  ai  lati  di  esso  vi  sono  le  due  sigle 

v  cC*  Da  ambo  le  parti  di  questo  stemma  e  sigle  vi  è  un  licorno  ac- 
covacciato col  motto  ripetuto,  in  una  fascia  che  esce  dalla  loro  bocca,  a  Quo 
«  difficili us  eo  preclarius  ».  Don  Carlo  interpretò  le  due  sigle  per  Johannes 
Archiepiscopi^ ,  e  secondo  lui  sarebbero  le  iniziali  del  nome  e  della  dignità 
di  quel  Giovanni  Visconti  figlio  di  Vercellino  capitano  d'armi  che  fu  eletto 
Arcivescovo  di  Milano  da  Gregorio  XII.  Ma  siccome  una  tale  elezione  era 
stata  fatta  dopoché  questi  era  stato  deposto  dal  Pontificato ,  il  Concilio  di 
Costanza  dichiarò  illegittima  l'elezione  di  Giovanni  Visconti  e  sussistente 
quella  di  Bartolomeo  Capra.  Dopo  tal  successo  Giovanni  fece  vita  privata 
ritenendo  sempre  il  titolo  di  Arcivescovo,  del  qual  titolo  fu  onorato  da  Papa 
Eugenio  IV  nella  bolla  di  conferma  della  prepositura  da  lui  istituita  nella 
Metropolitana.  Seguita  la  morte  di  Enrico  II  Arcivescovo  di  Milano  Gio- 
vanni per  intercessione  del  Duca  Francesco  Sforza  fu  legittimamente  messo 
nella  Sede  Arcivescovile  di  Milano  da  Nicolò  nel  14.50,  e  morì  nel  1453  e 
fu  sepolto  nel  Duomo.  Altri  invece  opinò  che  quelle  due  sigle  significassero 
itertholomeus,  ed  allora  il  Codice  avrebbe  appartenuto  a  quel  Bartolomeo 
Viscontf  creato  Vescovo  di  Novara  al  12  Dicembre  1429  e  che  morì  nel  1457. 
Anziché  all'opinione  di  D.  Carlo  io  mi  atterrei  alla  seconda  per  la  ragione 
che  Bartolomeo  Visconti  dopo  assai  gravi  peripezie  era  tornato  in  grazia 
del  Pontefice  e  sedeva  tranquillamente  nella  cattedra  di  Novara ,  e  quindi 
il  motto  Quo  difficilius  eo  preclarius  poteva  più  convenientemente  essere 
adottata  da  lui  che  da  Giovanni  Visconti,  il  quale  nel  1444,  anno  in  cui  fu 
scritto  il  Codice  era  già  vecchio ,  ed  aveva  veduto  dopo  la  sua  prima  no- 
mina, annullata ,  tre  Arcivescovi  succedersi  nella  cattedra  Milanese  senza 
ch'egli  avesse  potuto  riuscire  ad  insediatisi,  il  che  non  accadde,  come  dissi, 
che  nel  1450,  cioè  sei  anni  dopo  che  fu  scritto  questo  Codice. 

Alla  fine  del  Codice  vi  è  la  seguente  sottoscrizione  che  ci  dà  il  nome 
dell 'amanuense  e  la  data: 

•  Libri  scriptorem  bone  Jesu  fac  meliorem 

1444  Maij. 

«  Qui  librum  scripsit  de  Crivelis  prolem  habuit  ». 

Suinotna  (Antonitcs). 

La  data  è  posta  precisamente  in  fianco  alla  sottoscrizione. 

Il  Codice  è  benissimo  conservato  colla  sua  legatura  originale  di  cuoio 
impresso  collo  scudo  Visconteo  nel  mezzo.  La  miniatura  della  prima  pagina 
è  assai  fine  e  graziosa.  Sgraziatamente  quella  che  stava  nella  lettera  ca- 
pitale fu  levata,  cóme  lo  furono  le  altre  che  erano  al  principio  di  ciascuna 
delle  vite. 

Summariolum  ex  libris  omnimodae  historiae  a  beato  Hieronymo  editis. 

(Cod.  N.  353). 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec.  XV. 

A  pie  della  prima  pagina  vi  è  uno  stemma  sormontato  dall'Aquila  Sveva: 


428  SYLVA  PAST0R1LIS 


la  prima  lettera  è  miniata,  le  altre  iniziali  sono  disegnate  a  penna  in  rom>, 
azzurro  e  violetto.  É  benissimo  scritto  e  conservato. 

fiuto  e  ristretto  di  tutte  le  congiure  et  conspirationi  state  fatte  in  di- 
versi tempi  et  da  diversi  cittadini  Fiorentini  dall'anno  1530  sino 
all'anno  1600  contro  le  persone  et  stato  di  loro  Ai.86  Ser.106  e  Ser.ma 
casa  de*  Medici ,  con  la  descrizione  de1  nomi,  cognomi  e  casate  di 
tutti  li  congiuranti  e  cospiranti  che  vi  sono  intervenuti ,  le  cause 
delle  loro  congiure  con  la  distinzione  dei  tempi  et  perchè  li  sono 
state  date.  (Cod.  N.  240). 

Cod.  eart.  in  foL  p,  del  Sec.  XVII. 

Arriva  soltanto  all'anno  1534.  I  fogli  biacchi  che  seguono  a  quell'epoca 
sono  stati  riempiti  da  annotazioni  di  un  agente  di  campagna,  che  pare  tosse 
al  servizio  delle  monache  di  S.  Chiara  di  Firenze. 

SUR1ANO  Michele.  —  Relazione  del  Re  de9  Romani  letta  in  Senato  ai 
12  Ottobre  1557.  (Cod.  N.  1208). 

Cod.  eart  in  8°  del  Sec.  XVI. 

V 

SUSIO  Henricus.  —  Horologium  vitae  aeternae.  Vita  S.  Catharinae  Se- 
nensis  a  Fr.  Raimundo  a  Gapua.  (Cod.  N.  502). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XV  con  molti  disegni  a  penna. 

Questi  due  Codici ,  benché  legati  assieme ,  sono  di  mano  diversa  e  non 
hanno  altro  nesso  fra  loro  che  Tessere  opera  amendue  di  autori  Dpmenicani. 
—  Il  beato  Enrico  Susone  di  Svevia  nacque  l'anno  1300,  e  mori  nel  1366. 
Alcuni  autori  pretendono  ch'egli  avesse  scritto  quest'opera  in  lingua  teu- 
tonica ,  ma  l'Èchard  nella  «  Bibliotheca  Ordinis  praedicatorum  »  Voi.  I , 
pag.  653,  dice  di  averne  veduti  dei  Codici  antichissimi  in  latino.  Alla  fine 
deli' Or oloffitm  trovasi  la  nota  seguente:  «  Iste  liber  orologium  sapientiae 

«  intitulatus  est.  Reverendi  in  Xpb  patria  dm  Johannis  dei  gratia  Episcopi 
«  Gebennensis  et  principia.  Scriptus  Constanciae  provincie  Maguntinensis 

«  anno  dui  mccccxviii  sacro  generali  concilio  ibidem  vigente  ».  Questo  Gio- 
vanni Vescovo  di  Ginevra  era  della  casa  De  la  Rochetaillée ,  latinamente 
Petrascissa.  Fu  fatto  Vescovo  di  detta  città  nel  1417  o  1418,  e  morì  a  Bo- 
logna, dove  fu  sepolto  nel  1 437 ,  come  leggesi  nella  «  Gallia  Christiana  » 
T.  II,  pag.  596.  Dopo  l' a  Horologium  »  si  trova  l' «  Ufficio  dell'eterna  sa- 
pienza »  opera  dello  stesso  autore  Susone.  Fu  scritto  questo  Codice  da  un 
amanuense  tedesco. 

La  terza  opera  contenuta  in  questo  volume,  la  vita  cioè  di  S.  Caterina, 
è  scritta  da  fra  Raimondo  da  Capua  suo  confessore  e  ministro  generale  del- 
l'ordine di  S.  Domenico.  Fu  stampata  varie  volte  non  solo  nel  testo  origi- 
nale latino,  ma  anche  tradotta.  Ve  ne  sono  due  edizioni  di  Milano  del  sec.  xv. 
In  fine  leggesi  la  nota  seguente:  «  Nicola us  de  Bexana  scripsit  in  Melli- 
«  gnano  a.  d.  1453  ».  Malgrado  il  titolo  di  beata  che  le  vien  dato  dall'a- 
manuense, quest'esemplare  fu  scritto  prima  della  canonizzazione  di  S.  Caterina 
che  seguì  soltanto  nel  1461  sotto  il  pontificato  di  Pio  II.  Queste  notizie 
sono  estratte  da  due  note  di  D.  Carlo  Trivulzio  preposte  al  volume. 

SyWa  pastoralia.  (Cod.  N.  494). 

Cod.  eart.  in  4«  del  Soc.  XVII. 

Quest'opera  viene  attribuita  a  S.  Carlo  Borromeo,  perdio  al  dire  del 


SYLVA  PÀSTOBÀLIS  429 


Passerino  (nel  libro  intitolato:  «  Discorsi  sulla  vita  et  attioni  di  Carlo  Bor- 
ie romeo  Arcivescovo  di  Milano  ».  Roma  1591 ,  pag.  46)  egli  aveva  redutto 
insieme  una  infinità  di  luoghi  della  Sacra  Scrittura  et  de  Santi  padri  per- 
tinenti a  qualsivoglia  persona  ecclesiastica et  s*  el  tempo  lo  avesse  la- 
sciato digerire  perfettamente  et  ordinare  questa  sua  opera  disegnava  di 
chiamarla  Sylva pastoralis  ;  che  è  il  titolo  preposto  a  quest'operette.  Questo 
libro  fa  trascritto  da  Gabriele  Maggi,  come  appare  da  una  nota  marginale 
che  trovasi  al  verso  del  fol.  44:  «  Me  ista  seri  ben  tem  parentes  mei  etiam 
«  ante  ortum  deo  destinarunt. . .  Augustus  videlicet  Magius  et  Julia  Mari- 
«  nona  Nob.  Gabrielis  Magli  D.  Theol  et  rectoris  S.  M.  P.  ferentes  ». 

Questo  Gabriele  Maggi  fu  tra  i  primi  Oblati  istituiti  da  S.  Carlo  ;  scrisse 

un'opera  che  dedicò  al  Card.  Federico  Borromeo,  della  quale  parla  l'Argo- 

*  lati  nella  Bib.  Scrip.  Med.f  T.  II,  col.  823.  Vi  è  una  nota  di  D.  Carlo  Tri- 

vulzio  in  principio  del  volume  da  cui  furono  cavate  parte  di  queste  notizie. 


430  TADDEO  DA  PESCIA  (MAESTRO) 


T 


Tabula  epistolari]  m  dominicalium  totius  anni  ri  tu  Ambrosiano. 

Tabula  Evangeliorum  dominicalium  totius  anni  ritu  Ambrosiano. 

(Cod.  N.  375). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVII. 

TADDEO  da  Pescia  (Maestro).  —  Volgarizzamento  dell'etica  di  Aristotele. 

(Cod.  N.  87). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV  di  fol.  38 
compresi  9  bianchi  in  fine  ed  uno  di  risguardo  in  principio:  scritto  in  due  colonne. 

Sul  primo  fol.  in  oro  si  legge:  «  Incomincia  letica  di  Aristotile  volga- 
la rizzata  da  mastro  Taddeo  da  Pescia  ». 

Al  fol.  31  in  rosso:  a  Finita  letica  daristotele  volgarizata  dal  maestro 
«  Taddeo,  scripta  per  lo  spectabile  Giovane  Symone  di  Gagliardo  bonciani. 
«  Scripta  nell'anno  mille  quattrocento  lxiii  die  vero  decima  Januarii  Laus 
«  deo  ». 

Sui  fol.  di  risguardo  vi  è  una  nota  del  Marchese  G.  G.  Trivulzio  che 
essendo  preziosa  per  le  notizie  intorno  a  quest'opera  viene  qui  trascrìtta. 

a  Di  Taddeo  dell'etica  di  Aristotile  accennato  da  Dante  nel  convitto  ve- 
dasi oltre  Quanto  fu  detto  dal  Biscioni  nelle  note  alle  prose  di  Dante,  pa- 
gina 310 ,  la  vita  di  esso  scritta  da  Filippo  Villani  con  altre  di  uomini 
illustri  Fiorentini  pubblicate  per  la  prima  volta  dal  Conte  Gian  Maria  Maz- 
zuchelli  in  Venezia  1747,  in  4°,  a  pag.  xml  È  da  notarsi  che  questo  Taddeo» 
che  da  tutti  vien  detto  Fiorentino,  nel  presente  Codice  vien  chiamato  da 
Pescia.  Tre  sono  i  Godici  di  questa  traduzione  citati  dalla  Biblioteca  de'  Vol- 
garizzatori come  esistenti  in  Firenze,  ma  ignoto  fu  il  presente  che  acquistai 
pure  in  Firenze  nel  Gennaio  1824.  Quest'opera  non  fu  mai  impressa  col 
nome  del  suo  vero  traduttore  Taddeo  Ipocrasista  ;  ma  bensì  con  quello  di 
Brunetto  Latini:  vide  imperfettamente  la  luce  unitamente  ad  altre  prose 
antiche  in  Lione  colla  stampa  di  Giov.  da  Tournes  nel  1 568  per  cura  di 
Iacopo  Corbinelli.  In  Veaezia  però  dal  Sessa  nel  1533  era  già  stata  impressa 
col  Tesoro  di  Brunetto  tradotto  da  Bono  Giamboni ,  e  ne  forma  il  sesto 
libro.  Il  Manni  poi  la  riprodusse  colle  sue  stampe  (Firenze  1734)  insieme 
alla  Retorica  di  M.  Tullio  col  libro  di  Catone  de1  costumi,  fi  da  osservarsi 
che  Brunetto  non  tradusse  mai  l'Etica  in  italiano,  ma  bensì  in  francese  per 
far  la  parte  del  suo  Tesoro ,  e  Bono  Giamboni  trovandola  già  tradotta  da 
maestro  Taddeo  si  servì  di  questa  stessa  versione,  senza  farne  altra  per  in- 
trodurla nella  sua  traduzione  del  Tesoro  ». 


TANZI  ANSELMO  4SI 


TADDEO  d'àlderotto.  —  Incipinnt  curae  notabiles  et  prescriptiones 
Magistri  Taddei.  (Cod.  N.  712). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XIV. 

Taddeo  d'Alderotto  Fiorentino  fu  celebre  medico  e  visse  nel  sec.  xiii.  Il 
Conte  Gian  Maria  Mazzuchelli  stampò  la  vita  di  lui  scritta  da  Filippo  Vil- 
lani aggiungendovi  delle  note.  Vedasi  la  quarta  di  queste  a  pag.  xliv  ove 
parla  delle  sue  opere.  Questa  però  non  vi  è  registrata. 

TADINA  gens.  (Cod.  N.  1829). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Sono  notizie  sulla  famiglia  Tadini. 

TANINIUS  Hieronymus.  —  Numismatum  Imp.  Rom.  a  Trajano  Decio 
ad  Constantinum  Draconem  ab  Anselmo  Pandurio  editorum  sup- 
plementum.  (Cod.  N.  315,  316  e  317). 

Cod.  cart.  in  fol.  p.  del  Sec.  XVIII.  3  voi. 

Questo  Codice,  autografo ,  è  quello  stesso  che  servì  per  la  stampa  che 
ne  fu  fetta  in  Soma  nel  1791  coi  tipi  di  Antonio  Fulgorino.  Vi  sono  unite 
le  prove  delle  tavole. 

TANZI  Anselmo.  —  Volgarizzamento  del  libro  De  consolatione  philo- 
sophica  di  Boezio.  {Cod.  N.  27). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI  di  fol.  92. 

Sul  cartone,  nell'interno,  vi  è  la  nota  seguente:  «  Avvertesi  per  me 
«  Cari' Antonio  Tanzi  che  il  presente  Codice  varia  in  moltissime  lezioni  dallo 
«  stampato  ».  Sotto  queste  parole  vi  è  un  sigillo  in  ceralacca  rossa,  là  cui 
impronta  è  scomparsa.  Il  1°  fol.  è  bianco,  nel  secondo  vi  è  il  Prologo ,  ed 
accanto,  di  carattere  del  sec.  xvh,  il  nome  di  Jo.  Jacobi  Negretti,  che  pro- 
babilmente fu  possessore  di  questo  Codice:  poi  in  due  righe: 

«  Prologo  di  Don  Anselmo  Tanzo  Milanese  canonico  regulare  sopra  la 
«  traductione  di  Boetio  de  consolatione  philosophica  di  latino  in  vulgare». 
Termina  al  fol.  90  v.  Nel  fol.  92  vi  è  una  poesia  amorosa. 

Il  Tanzi  nel  1 520  fece  stampare  questa  sua  traduzione  di  Boezio ,  ma 
come  osserva  benissimo  il  suo  agnato  nella  nota  qui  sopra  riportata  essa, 
differisce  molto  dal  testo  contenuto  in  questo  Codice.  Sarebbe  troppo  lungo 
ed  inutile  il  riportare  tutte  le  differenze,  solo  noterò  che  il  prologo  contiene 
al  principio  una  dedica  a  Giov.  Iacopo  Tanzi  fratello  dell'autore  di  questa 

rrafrasi,  la  quale  manca  nel  presente  manoscritto.  Nel  rimanente  il  prologo 
uguale. 

Questa  traduzione  è  divisa  in  sei  libri,  mentre  nello  stampato  è  divisa 
in  cinque  come  in  tutte  le  edizioni  che  vi  sono  di  quest'opera  di  Boezio. 
Nella  succitata  Ed.  del  1520  (che  trovasi  in  questa  Biblioteca)  il  Tanzi  dopo 
il  V  libro  mise  una  esposizione  di  ciascuna  parte  delia  donna ,  cioè  Patto- 
sophia.  Questa  manca  nel  Ms.  Trivulziano.  Ritengo  che  questo  Codice  è 
autografo,  e  scritto  molto  prima  del  1520.  Quando  il  Tanzi  si  decise  a  far 
stampare  la  sua  traduzione,  vi  fece  delle  correzioni  e  cambiamenti  non  pic- 
coli e  volle  dedicarla  al  fratello.  Questo  lavoro  corretto  venne  pubblicato, 
ed  il  precedente,  che  sarebbe  questo ,  rimase  presso  la  famiglia ,  probabil- 
mente come  autografo  di  un  membro  illustre  di  essa. 


492  TEATRO  boc. 


Tmm.  —  Ordini  e  decreti  relativi  alle  tasse  ed  agli  alloggiamenti  mi- 
litari nello  Stato  di  Milano.  (Cod.  N.  1678  e  1679). 

* 

Cod.  cart.  in  fol.  in  parte  stampato.  2  voi. 

Il  1°  voi.  contiene  gli  ordini  e  decreti  dal  1441  al  1640  posti  senz'ordine 
di  data.  Il  2°  quelli  dal  1549  al  1714.  Alcuni  si  riferiscono  all'estimo  dello 
Stato  di  Milano. 

TASSO  Torquato.  —  Rime  e  prose.  (Cod.  N.  116). 

Cod.  cari  in  fol.  picc  del  Sec.  XIX. 

Sono  copiate  da  un  Codice  del  Torelia  di  Napoli.  Vi  sono  unite  tre  lettere 
del  Comm.  Melchiorre  Delfico,  relative  a  questa  copia,  dirette  al  Marchese 
6.  0.  Trivulzio,  ed  in  fine  due  fol.  di  annotazioni  di  mano  dell' Ab.  Maz- 
zuchelli  prefetto  dell'Ambrosiana. 

TASSONI  Alessandro.  —  Postille  al  Vocabolario  della  Crusca  delle  voci 
Fiorentine.  (Cod.  N.  160). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XIX  di  pag.  24. 

TASSONI  Alessandro.  —  La  Secchia  rapita:   poema  heroicomico  del 
Bisquadro  accademico  humoristico  ovvero  dAndromico  Melisone. 

(Cod.  N.  963). 

Cod.  cart  in  4*  del  Seo.  XVII 

Le  curiose  varianti  che  incontransi  in  moltissimi  luoghi ,  diverse  delle 
quali  non  sono  fra  Quelle  registrate  dal  Baretti  nella  Ed.  del  1744,  rendono 
prezioso  questo  Codice  che,  sebbene  non  autografo»  deve  essere  stato  scritto 
sotto  gli  occhi  del  poeta.  Vi  si  trova  unita  una  Memoria  nella  quale  sono 
notati  i  pregi  del  Codice,  e  le  varianti. 

tavole  militari.  (Cod.  N.  287). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Incomincia:  «  Dell'azione  bellica  che  si  fa  in  campagna  e  intorno  alle 
«  fortezze.  Generalità  ».  Alla  fine  vi  sono  alcuni  disegni  di  dettaglio  di 
fortificazioni.  Credo  che  anche  queste  tavole  siano  opera  del  mastro  di  campo 
Gaspare  fioretta,  di  cui  vi  sono  altri  Mss.  in  questa  Biblioteca. 

Tute  del  sale  dello  Stato  di  Milano.  (Cod.  N.  1222). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

leatro  genealogico  delle  famiglie  illustri  e  cittadine  di  Milano. 

(Cod.  N.  872). 

Cod.  cart  [in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Precedono  degli  Avvertimenti,  poi  un  indice,  sono  in  ordine  alfabetico. 
—      Altro  esemplare.  (Cod.  N.  1789  al  1790). 

Cod.  o»rt.  in  fol.  pioc.  del  Sm.  XVIII.  S  w>l. 


TEMPO  (ANTONIUS  DA)  488 


TEBÀLDEO  Michele.  —  Le  sacre  metamorfosi  di  S.  Nicolao. 

(Cod.  N.  296). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVII. 

Sul  frontispizio  vi  è  la  nota  seguente  scritta  a  quanto  pare  dall'autore. 
«  Orazione  recitata  da  un  fanciullo  di  grande  spirito  la  quale  intende  Tal* 
«  tore  ampliare  di  molte  altre  cose  notabili  della  vita  del  Santo  e  ridura 
«  in  istorietta  a  modo  di  romanzo  ».  Nel  iv  fol.  verso  trovasi  quest'altra 
nota.  «  Opra  del  Molto  111."  e  Molto  Rev.do  D.  Michele  Thebaldeo  sacerdote 
«  Mortarino  che  passò  di  questa  a  miglior  vita  il-  dì  d'hoggi  28  di  Aprile 
«  1650  tenuto  in  considerazione  di  Santa  vita  ». 

TELOPHORUS  (frater)  presbyter.  —  Libellus.  (Cod.  N.  199). 

Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec  XV. 

Il  Codice  incomincia  con  una  «  Epistola  fratris  Thelofori  heremite  ad 
«  magni ficum  virum  Antonium  Janue  ducem  clarissimum  de  devotione 
«  religionis  et  ecclesiae  militantis  ».  —  Al  fol.  2  vi  è  il  seguente  titolo: 
«  In  nomine  domini  nostri  Jhesu  Xpi  et  geni  tri  ci  s  ejus  ac  totius  ecclesiae 
«  curiae.  Incipit  libellus  fratris  Thelofori  presbiteri  heremite  secundum 
«  anctoritatem  sanctorum  prophetarum  et  ve  te  rum  chronicarum  de  causis 

•  statu  ac  fine  presentis  sismatis  (sic)  ac  tribulationum  futurorum,  maxime 
«  tempore  futuri  regis  Acquilonis  vocantis  se  Federicum  imperatorem  ter- 

•  tium  usque  ad  tempora  futuri  papae  vocati  Angelici  pastoris  usque  ad 
«  te m pus  ultimi  antichisti.  Item  a  tempore  et  per  tempus  dicti  antechristi 
a  ac  post  mortem  dicti  antechristi  usque  ad  extremum  dei  judicium  et  fi- 
«  nem  mundi  ».  —  Questo  libello  termina  al  fol  19  colla  sottoscrizione 
seguente:  «  Finis  1496  die  10  Septembris  per  me  magistrum  Bartolomeum 
«  Trottum  physicum  » .  

Al  verso  dello  stesso  fol.  19.  «  Incipit  epistola  dni  nostri  Jhesu  Xpi 
«  ad  Thomam  discipulum  suum  de  futuns  temporibus  ». 

Al  fol.  20.  «  Evangelium  dni  nostri  Jhesu  Xpi  Secundum  Matheum  » 
dopo  questo  frammento  vi  sono  le  profezie  di  Daniele  sulla  desolazione  di 
Gerusalemme  sotto  Vespasiano  e  Tito,  e  la  desolazione  della  chiesa  al  tempo 
di  Federico  III  imperatore:  terminano  al  fol.  21  colla  sottoscrizione  seguente: 

•  1496  die  15  Septembris:  transcriptum  per  me  Mag.m  Bartholomeum  Trotum 
«  phisicum  in  Corano  piacentino  ». 

Al  verso  dello  stesso  fol.  21  incomincia  una  lunga  Epistola  diretta  da 
Giovanni  Rupescissa  ad  un  cardinalem  Guillelmum ,  la  quale  termina  al 
fol.  29:  al  verso  di  questo  fol.  incomincia  un  altro  libello  dello  stesso  Ru- 
pescissa che  era  dell  Aquitania  e  che  si  dice  carcerato  per  ordine  del  Papa. 
Questo  libro  termina  al  v.  del  fol.  34  cplla  solita  sottoscrizione  di  Barto- 
lomeo Trotti  1496,  27  Settembre. 

Sotto  forma  di  cronaca  mista  a  profezie  questi  opuscoli  trattano  della 
lotta  fra  la  chiesa  e  l'impero;  e  dei  numerosi  scismi  prodotti  dalle  elezioni 
dei  papi  ed  antipapi.  La  cronaca  arriva  sin  verso  la  metà  del  sec.  xv  È 
uno  dei  tanti  libri  scritti  nei  conventi  ispirati  dalle  celebri  profezie  del- 
l'Ab.  Gioachino,  che  viveva  nel  1130,  le  quali  furono  stampate  più  volte. 
Questo  Codice  è  ornato  con  molte  strane  figure  rozzamente  disegnate  a 
penna  e  colorate. 

TEMPO  (àntonius  da).  —  Ars  et  modus  componendi  rhithmos. 

{Cod.  N.  697). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Il  1°  fol.  ha  un  fregio  miniato  assai  bello  e  nella  parte  inferiore  lo 

Citai  Tripudiane  {Stampato  il  27  gennaio  4884)  55 


484  TESTA  FRANCESCO 


stemma  Moceni^o  col  berretto  o  corno  ducale.  L'intestazione  in  rosso  è  la 
seguente  :  «  Incipit  ars  et  modus  simul  cum  praticha  componendi  Rhythmos 
«  sonettos  et  balladas  in  omni  modo  spetia  et  forma  quibus  fieri  possunt 
a  edita  ab  eximio  jurisperito  domino  Francisco  Petrarcha  canonico  pa- 
ci duano  ». 

Il  Quadrio,  Apostolo  Zeno,  ed  il  Tiraboschi  hanno  parlato  di  quest'opera, 
qui  malamente  attribuita  al  Petrarca ,  la  quale  venne  anche  stampata  a 
Venezia  nel  1 509  da  Simone  de  Luere,  col  titolo  :  De  Ritimis  vulgaribus  etc 
Rimando  ai  suddetti  autori  quelli  che  volessero  avere  un  giudizio  sul  va- 
lore di  quest'opera;  mi  limito  a  parlare  del  Codice  Tri vulziano. 

Dopo  l'intestazione  surriferita,  segue  una  dedica  del  Petrarca  ad  Alberto 
della  Scala.  Nel  Prohernium,  per  altro ,  che  segue  quella  dedica ,  Antonio 
da  Tempo,  dirigendosi  sempre  allo  stesso  Alberto  della  Scala,  si  appalesa 
autore  di  questf  opera.  Questo  Codice  è  fuor  d'ogni  dubbio  anteriore  all'e- 
dizione del  1 509  essendo  come  dissi  detta  seconda  metà  del  sec.  xv.  Manca 
in  esso  quell'ottava  che  secondo  lo  Zeno  (Lettere,  T.  II,  pag.  240)  prova 
o  che  questa  forma  fu  inventata  prima  del  Boccaccio ,  che  comunemente 
credesi  sia  stato  il  primo  ad  usarla ,  o  che  essa  vi  fu  inserita  da  un  altro 
Antonio  da  Tempo.  Alla  fine  del  volume  trovasi  un'altra  volta  attribuito  il 
libro  al  Petrarca  e  vi  si  legge  quel  sonetto  acrostico  che  lo  Zeno  attribuisce 
a  M.r  Zuane  Valeresso,  ed  m  cui  trovasi  il  nome  di  Antonius  de  Tempo. 
—  Il  Codice  è  benissimo  conservato ,  scritto  con  molta  cura  in  carattere 
rotondo  colle  iniziali  in  oro  ed  i  titoli  in  rosso.  Ha  una  bella  legatura  Ve- 
neziana del  sec.  xvi  in  marocchino  rosso  con  ornati  impressi  in  oro.  Sul 
dorso  si  legge  il  nome  dell'autore  col  titolo:  «  Ars  ritmandi  ». 

TERENTIUS  P.  Afer.  —  Comoediae.  (Cod.  N.  663). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XV 
col  primo  fol.  di  ciascun  quinterno  in  pergamena. 

Contiene  le  sei  commedie  di  Terenzio  con  glosse  e  scolii.  Precede ,  di 
mano  diversa,  un  indice  di  voci  latine  colle  loro  spiegazioni  ;  dopo  il  quale 
leggesi  ancora  di  mano  diversa  una  ricetta  prò  D.  Ùdalrico  lieck  tenstain, 
donde  si  vede  che  questo  Codice  dovette  appartenere  a  quel  Principe  ve- 
scovo di  Trento,  di  tal  nome,  che  sedette  su  quella  cattedra  dal  1490  al 
1505. 

TERENTIUS  P.  Afer.  —  Comoediae  cum  glossis.  (Cod.  N.  727). 

Cod.  memb.  in  fol.  dei  sec.  XV. 

Precede  la  vita  di  Terenzio  seguita  dal  suo  epitafio.  La  prima  pagina 
ha  due  belle  iniziali  miniate  con  ornati  che  si  estendono  sul  margine,  vi  è 
pure  lo  scudo  per  lo  stemma,  ma  non  fu  riempito.  Al  principio  d'ogni  com- 
media e  degli  argomenti  si  trovano  le  iniziali  miniate.  Vi  sono  molte  po- 
stille marginali  ed  interlineari  probabilmente  di  mano  del  possessore  del  Codice 
Baldo  Martorelli,  che  fu  maestro  di  grammatica  di  Galeazzo  Maria  Sforza 
e  di  Ippolita  sorella  di  lui,  figli  di  Francesco  I  Sforza.  Vedi  alla  voce  Mar- 
torelli  la  descrizione  della  grammatica  ch'egli  fece  per  la  Ippolita  Sforza, 
ed  alcune  notizie  su  di  lui.  I  fogli  di  risguardo  di  questo  Codice  furono 
scritti  nel  sec.  xiv  e  contengano  dei  frammenti  di  un'opera  legale. 

TESTA  Francesco,  col  pseudonimo  di  Casto  Frescante  Ticinveno.  —  La 


TEODOLDS  435 


culeide  ossia  cento  sonetti  in  lode  del  e.  • .  della  Sig.  Annetta  Ba- 
seggio  Raselli.  (Cod.  N.  919). 

Cod.  cari  in  4°  p.  del  Sec.  XIX. 

Precede  un  fol.  staccato  in  cui  vien  raccontata  Y  occasione  che  diede  ori- 
gine a  queste  poesie,  che  sono  autografe. 

Testamento  politico  (ultimo  consiglio)  di  un  Ministro  all'I mp.  Leopoldo 
tradotto  dal  Tedesco  in  Italiano.  (Cod.  N.  39). 

Cod.  cart.  in  8*  pica  del  Sec  XVIII. 

Teitamenta  et  alia  existentia  in  Archivo  Fabricae   ecclesiae  Majorìs 
Mediolani.  (Cod.  N.  1257). 

Cpd.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Incomincia  il  Codice  con  un  indice  di  testamenti  senza  data  ed  in  se- 
guito vi  è  una  rubrica  di  istrumenti  ed  obbligazioni  di  società  e  individui 
in  favore  della  Fabbrica  del  Duomo.  Ve  ne  sono  non  pochi  anteriori  al  1386, 
anno  in  cui  ebbe  principio  il  magnifico  tempio  che  oggi  ammiriamo.  Non 
sono  in  ordine  cronologico. 

Testamentum  novum.  (Cod.  N.  454). 

Cod.  memo,  in  8°  del  Sec.  XII  di  fol.  273. 

Benissimo  conservato:  ben  scritto  colle  iniziali  a  colori.  Vi  sono  tutti  i 
libri  che  compongono  il  Nuovo  Testamento. 

Testamentum  dni  Gasparis  Yicecomitis  1430.  Id.  dni  Philippi  Mariae 
Vicecomitis  1482.  (Cod.  N.  1418). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Gaspare  Visconti  fu  uomo  di  grande  autorità,  cui  vennero  affidate  im- 
portanti missioni  diplomatiche  in  Inghilterra ,  in  Germania  ed  altrove.  Si 
vede  il  suo  sepolcro,  come  pure  Quello  della  di  lui  moglie  Agnese  Besozzi 
nella  chiesa  di  S.  Eustorgio  in  Milano.  Filippo  Visconti  era  figlio  del  pre- 
detto Gaspare. 

TEODOLUS.  —  Carmina.  (Cod.  N.  629). 

Cod.  cart.  in  fol.  p.  del  Sec.  XV. 

In  fine  vi  è  d'altra  mano  il  iforetum  attribuito  a  Virgilio,  manca  però 
del  principio  non  cominciando  che  dal  verso: 

Infert  inde  foco  cibele  mundaverat  aptum. 

m 

Vi  sono  delle  glosse  interlineari  ad  ambo  questi  componimenti.  L'Egloga 
di  Teodulo  fu  stampata  molte  volte  sin  dal  sec.  xv. 

Vedi  su  questo  autore  il  Fabricio ,  Bib.  latina ,  che  ne  parla  in  diversi 
luoghi. 


436  THONSIUS  PETBUS 


Thenutms  pauperum.  {Cod.  N.  657). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XIV. 

I  fol.  «  Incipit  thesaurus  pauperum  in  quo  trac  tatù  r  fere  de  omnibus 
«  morbis  qui  possunt  accedere  omnibus  hominibns  ». 

II  Codice  è  mutilo  non  arrivando  che  alla  fine  del  capitolo  cantra  an- 
tracem  et  venenum,  che  sarebbe  il  xlvu0. 

Petrus  Julianus  Ulissiponensis,  che  fu  papa  col  nome  di  Giovanni  XXI, 
è  l'autore  di  questo  trattato.  I  suoi  scritti  sono  conosciuti  sotto  il  nome  di 
Giovanni  Ispano  o  Spano.  Vedi  «  Fabricius,  Bib.  Med.  et  inf.  lat.  »  T.  IV, 
pag,  45.  La  prima  edizione  con  data  che  si  conosca  *li  questo  trattato  è 
quella  di  Teodorico  Martini  di  Anversa  del  1486.  Fu  anche  tradotto  in  ita- 
liano e  stampato  a  Venezia  nel  1494  da  Gioani  Bagazo  e  Gioani  Maria  Com- 
pagni, ma  ritiensi  che  l'edizione  principe  di  questa  versione  sia  quella  senza 
noto  tipografiche,  ma  riconosciuta  di  Firenze. 

* 

Texauro  de  poveri  infirmi.  {Cod.  N.  708). 

Cod.  eart.  in  fol.  p.  del  Sec.  XIV. 

Fol.  1 .  a  Incomincia  lo  prologo  de  questo  libro  chiamato  de  consolatone, 
«  o  texauro  de  li  poveri  infirmi  » .  Alia  fine  di  questo  trattato  di  medicina 
vi  è  la  Rvbrica  generale  di  questo  libro,  che  termina  al  fol.  31  v. 

Al  fol.  32  preceduto  dalla  rubrica:  Incipit  Uber  texaurus  pauperibus,  che 
è  l'opera  di  papa  Giovanni  XXI,  conosciuto  sotto  il  nome  di  Giovanni  Hi- 
spano,  del  quale  ho  parlato  nelle  note  al  Codice  precedente  (657). 

Al  fol.  45  finisce  questo  trattato,  cui  ne  segue  un  altro  preceduto  dalla 
seguente  intestazione: 

«  Queste  sono  le  nobilissime  virtude  che  ha  lo  Osmarino  et  le  due  pro- 
a  prietade,  le  quale  sono  poste  in  volgare  et  sono  xxvi  per  conto ,  per  le 
«  qualle  noy  avemo  intendimento  de  tractare  in  questo  modo:  secondaria- 
«  mente  che  uno  monaco  de  Ingal terra  lo  portò  de  le  parte  de  India,  et  lo 
«  abate  suo  dello  ordine  de  castella  ». 

Di  questo  trattato,  che  termina  al  fol.  52,  vi  è  in  questa  Biblioteca  un 
altro  esemplare. 

Theodora,  tragedia  sacra  rappresentata  in  Roma  di  M.  R.  Bonifatio, 
tragedia  rappresentata  in  Roma  dì  M.  R.  {Cod.  N.  891). 

Cod.  eart  in  12°  del  Sec.  XVIII. 

Il  Quadrio,  T.  III.  pag.  86,  cita  una  tragedia  sacra  di  Bonifacio  di  Sci- 
pione Agnelli  Maffei  vescovo  di  Casal  Monferrato,  ma  non  può  essere  questa 
essendo  diverse  le  iniziali  del  nome.  L'autore  di  queste  due  deve  essere 
stato  un  gesuita,  se  può  esserne  indizio  il  monogramma  «  Hiesus  »  colla 
croce  ed  i  tre  chiodi  ch'egli  ebbe  la  cura  di  mettere  sul  frontispizio  di  cia- 
scuna delle  due  tragedie. 

THONSIUS  Petrus.  —  Oratio  prò  collegio  phisicorum  coram  illustri  co- 
mite  Francisco  Sfortia.  Responsio  ìllustris  comitis  Francisci  Sfortiae 
ad  collegium  phisicorum  venetorum  de  patrio  sermone  in  latinum 
conversa.  (Cod.  N.  689). 

Cod.  memb.  in  4*  p.  del  Sec.  XV. 

D.  Carlo  Trivulzio  prepose  al  volume  una  diffusa  illustrazione  del  Codice. 
Riassumo  in  breve  quanto  egli  dice. 


TODI  (DA)  BEATO  JACOPONB  437 

Il  Conte  Francesco  Sforza  prima  di  diventare  Duca  di  Milano  fa  tre  volte 
a  Venezia  nel  corso  di  diciotto  mesi.  Vi  andò  per  la  prima  volta  sul  finire 
del  1440,  e  l'ultima  nell'Aprile  del  1442.  La  terza  volta  vi  andò  colla  mo- 

flie  Bianca  Visconti.  In  questa  orazione  non  è  fatta  menzione  di  questa 
rincipessa,  è  quindi  poco  probabile  che  essa  sia  stata  recitata  in  quest'ul- 
tima occasione,  ma  lo  è  assai  più  che  venisse  letta  durante  il  primo  o. se- 
condo viaggio.  D.  Carlo  dice  che  queste  orazioni  furono  trascritte  frettolo- 
samente, come  lo  comprovano  le  correzioni  (le  quali  per  altro  sono  dell'età 
in  cui  fa  scritto  il  Codice)  che  si  vedono  tanto  nel  testo  che  nel  margine. 

10  aggiungerò  che  la  risposta  dello  Sforza  è  di  mano  diversa ,  e  che  po- 
trebbe darsi  benissimo  che  la  fretta  nello  scrivere  fosse  derivata  dal  desi- 
derio espresso  dallo  Sforza  di  avere  in  iscritto  il  testo  di  quella  orazione, 
nella  quale  egli  veniva  altamente  lodato,  e  che  per  soddisfarlo  subito  si 
fosse  un  po'  trascurata  la  scrittura ,  alla  quale  vollesi  però  dare  la  forma 
più  elegante,  e  non  la  corsiva.  Il  Codice  conserva  la  sua  legatura  originale 
in  pelle  rossa.  Queste  orazioni  ed  il  loro  autore  non  furono  registrate  dal 
Cicogna  nella  Bibliografia  Veneta. 

TIBULLl  (Albi).  —  Carmina.  (Cod.  N.  787). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec  XV. 

Questo  bel  Codicetto  scritto  in  carattere  romano  colle  iniziali  miniate 
ha  la  sua  legatura  originale  in  cuoio  con  ornati  impressi.  In  seguito  al 
testo  di  Tibullo  vi  è  una  lettera  diretta  a  Johanni  Ariminensi  phisico  da 
Tomaso  Seneca,  colla  data  di  Prato  x  Kal.  Decembris  1434.  Termina  colla 
nota  seguente  in  rosso. 

«  Franciscus  de  Galvanis  de  Monte  Scuttello  comitatus  Arimini  ecripsit. 
Laus  deo  ». 

Il  Codice  ha  delle  singolarissime  differenze  e  varianti  col  testo  ordinario. 

TIMOTHEUS  Veronensis  Canonicus  regularis.  Cunctis  Italiae  principibus 
exhortatio.  {Cod.  N.  637)* 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV  di  pag.  37. 

Alla  fine  trovasi  la  nota  seguente  : 

«  Valete  ex  Bononia  1453.  Timothei  Veronensis  canonici  regularis  finit 
«  Epistola  qua  cunctos  Italiae  principes  exhortatur  quo  suis  copiis  in  bar- 
«  barorum  nature  (sic)  contendant ,  qui  nuper  civitate  Constantinopolitana 
«  potitns  est  ». 

L'ultima  pagina  è  di  scrittura  diversa,  ma  dello  stesso  secolo  del  Codice. 

11  Fabricio  parla  di  questo  autore  nella  «  Bib.  Med.  et  inf.  latinit.  •  T.  VI, 
pa£.  273.  É  stampato  questo  opuscolo  nel  Tomo  III  «  Codicis  Pezio  Hen* 
«  Soriani  ». 

TODI  (da)  Beato  Jacopone.  —  Laudi.  {Cod.  N.  980). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec  XV. 

Queste  laudi  sembrano  trascritte  da  un  Veneto,  essendovi  numerose  le 
tracce  di  quel  dialetto.  Otto  delle  laudi  contenute  in  questo  Ms.  non  si  leg- 
gono nella  edizione  di  Firenze  del  1490.,  né  in  quella  di  Venezia  del  1617 
(che  ambedue  esistono  in  questa  Biblioteca),  sia  perchè  credute  apocrife  da 
quegli  editori ,  sia  perchè  a  loro  ignote ,  sia  perchè  essendo  state  scritte 
contro  gli  abusi  e  la  vita  sregolata  dei  prelati  di  quel  tempo,  la  Inquisi- 
zione non  ne  avrà  permessa  la  stampa.  La  coperta  elei  Codice  è  composta 


438  TOMMASO  (FRA)  DA  FERRARA 


in  parte  di  fol.  Mss.  di  un  breviario  del  sec.  xv,  e  di  due  istruménti  nota- 
rili su  pergamena,  il  primo  del  sec.  xiv,  l'altro  del  1482. 

TOLOMEI  Claudio.  —  Discorsi  politici.  (Cod.  N.  318). 

Cod.  cart.  in  fol.  p.  del  Sec.  XVI. 

Tre  sono  i  discorsi  contenuti  in  questo  Codice. 

I.  Sopra  quello  che  potesse  fare  papa  Paolo  III  per  la  salute  di  sé,  delle 
.    cose  sue  et  dello  Stato  suo  Tanno  mdxlihi. 

IL  Al  re  Filippo.  Trattato  de  li  disordini  che  nascono  per  il  mal  governo 
et  male  pratica  degli  Spagnuoli,  Francesi  et  altri  forastieri  che  governano 
r  Italia  con  li  rimedij  alli  sopradetti  disordini. 

III.  Discorso  sopra  le  precedenze  fra  Spagna  et  Francia. 

Il  Marchese  Polani,  che  scrisse  la  vita  di  C.  Tolomei,  cita  varie  operette 
di  lui,  che  sono  inedite,  e  fra  l'altre  il  primo  discorso  qui  notato  cne  esi- 
steva Ms.  nella  Biblioteca  di  Venezia.  Gli  altri  due  sono  pure  inediti  e  me- 
riterebbero d'essere  stampati  sia  per  lo  stile,  sia  perchè  in  essi  vedonsi  posti 
in  evidenza  i  mali  infiniti  recati  all'Italia  dal  mal  governo  degli  stranieri , 
e  le  strane  pretese  dei  Francesi  e  dei  loro  Re.  Il  Tolomei,  come  dice  il  Ti- 
•  raboschi  nella  Storia  della  Letteratura  Italiana  (T.  VII,  pag.  1346),  fu  uno 
dei  più  benemeriti  scrittori  della  lingua  italiana  che  avesse  il  sec.  xvi. 

TOLOMEO  Alessandrino.  —  Libri  IV   del   Quadripartito   tradotto    dal 
Greco.  {Cod.  N.  45). 

Cod.  cart.  in  4°  p.  del  Sec.  XVI,  di  pag.  443. 

In  fine  del  volume  sono  aggiunti  quattro  altri  fol.  con  caratteri  più 
moderni  contenenti  un  trattato:  De  intentionibus. 

L'Argelati  nella  Bib.  de'  Volgarizzatori  registra  il  Quadripartito  di  To- 
lomeo tradotto  da  Pietro  Angelo  da  Barga,  che  esisteva  Ms.  presso  Do- 
menico Maria  Manni  ed  era  quasi  tutto  scritto  di  mano  dello  stesso  Barge  o. 

TOM1TANO  Giulio  Bernardino.  —  Novelle.  (Cod.  N.  113  e  114). 

Cod.  cart  in  fol.  del  18i8. 

É  scritto  con  molta  diligenza  dallo  stesso  autore  e  dedicato  al  Marchese 
Trivulzio.  Oltre  a  questo  Codice  vi  è  un'altra  copia  delle  nov.  3%  4*  e  5*, 
con  alcune  diversità  nel  testo.  Queste  sono  in  fol.  volanti. 

TOMMASO  (Fra)  da  Ferrara.  —  Trattato  del  modo  di  ben  governare. 

(Cod.  N.  86). 

Cod.  mem.  in  8°  del  Sec.  XV,  di  fol.  29. 

In  principio  vi  sono  quattro  fol.  cart.  con  note  di  mano  di  D.  Carlo 
Trivulzio,  le  quali  vengono  fuse  in  questa  descrizione.  Il  Codice  conserva 
V  ancora  la  legatura  originale  in  cuoio ,  con  ornati  impressi ,  ad  eccezione 
jjjpjrò  delle  borchie  che  furono  levate.  Fu  scritto  fra  il  1452  ed  il  1471.  Lo 
si  dedùce  dal  vedere  fra  i  titoli  dati  a  Borso  d'Este,  cui  è  dedicato  il  libro, 
quello  di  Duca.  Tal  dignità  l'ebbe  per  la  città  di  Modena  e  di  Reggio  ranno 
1452  dairimp.  Federico  III  e  nel  1471  in  Aprile  l'ottenne  sopra  la  città  di 
Ferrara  dal  pontefice  Paolo  II:  addì  xxvn  del  seguente  Maggio  egli  morì. 
Il  vedere  nelle  miniature  il  Duca  rappresentato  in  età  avanzata  mi  fa  cre- 
dere che  il  Codice  fu  scritto  negli  ultimi  anni  del  periodo  qui  sopra  indicato. 


TONIOLI  GIULIO  439 


•***• 


L'Echard  nell'opera  Scriptores  Ordinis  Praedicatorwn  non  parla  di  questa 
operetta:  il  Borsetti  nelVffist.  Almi  Ferrariae  ginnasti,  T.  II  nel  Catalogo 
[Album  doctorum  Ferrariensis  collegii  Theologorwm  ab  anno  1460  usane  ad 
1579)  registra  un  Thomas  Alcutis  domenicano  Ferrarese.  Parimente  nel  T.  II, 
j)ag.  367  si  fa  menzione  di  Tommasino  Liuti  Ferrarese  domenicano,  teologo, 
filosofo,  oratore  celebre,  che  fiori  nel  sec  xv  e  fu  scrittore  di  vari  sermoni. 
Ad  uno  di  questi  due  verosimilmente  appartiene  questo  trattato.  Noterò 
anche  che  Luigi  Ughi  nel  Dizionario  storico  degli  uomini  illustri  Ferraresi 
parla  di  un  Tommasino  Leuti  (forse  Liuti)  domenicano  che  visse  alla  fine 
del  sec.  xiv.  Se  questa  data  è  sicura  e  se  il  Leuti  dell'Ughi  è  lo  stesso  frate 
domenicano  del  Borsetti  il  presente  trattato  non  dovrebbe  essere  di  lui. 

Sul  primo  fol.  si  vede  una  bella  miniatura  chiusa  nella  lettera  C.  Essa 
rappresenta  Borso  d'Este  seduto  in  abito  ducale  avente  la  calza  della  gamba 
sinistra  foggiata  colla  impresa  dello  Steccato  colle  onde  ed  il  motto  Fido 
che  trovasi  pure  nel  fregio  che  contorna  tutta  là  pagina.  Il  Duca  tiene 
nella  mano  sinistra  lo  scettro  ducale  e  colla  destra  piglia  il  libro  che  gli 
vien  presentato  dal  religioso  domenicano  posto  in  ginocchio.  Il  ritratto  di 
Borso  corrisponde  a  quello  che  si  vede  sulle  sue  medaglie.  A  destra  vi  è 
la  Giustizia  e  dirimpetto  due  giuristi.  A  pie  della  pag.  vi  è  l'arme  Estense 
dei  gigli  d'oro  inquartata  coll'aquila  nera  in  campo  a  oro,  ed  uno  scudetto 
nel  mezzo  coll'aquila  bianca  in  campo  .azzurro.  Prima  d'incominciare  il 
testo  si  legge  la  seguente  dedica  in  caratteri  dorati. 

n  Ad  glorio^issimum  et  excellentissimum  principem  ducem  Bursium 
«  Marchionem  Estensem  atque  Rodigii  comitem  fratns  Thomae  de  Ferraria 
a  6acre  theologie  professoris  Oifdinis  predicatorum  breve  vulgare  opus  ». 

Al  fol.  8  vi  è  un  bel  fregio  ed  una  lettera  iniziale  S  in  cui  si  vede  il 
Duca  che  mostra  il  libro  aperto  a  tre  giuristi. 

Sul  fol.  10  evvi  un  bel  fregio  e  nella  iniziale  T  è  rappresentata  la  Giu- 
stizia. 

Sul  fol.  14  la  miniatura  della  lettera  che  doveva  essere  un  D  fu  sgra- 
ziatamente tagliata  e  solo  rimane  il  bellissimo  fregio. 

Al  fol.  16  nella  iniziale  D  si  vede  il  Duca  che  incorona  un  giovane  Prin- 
cipe vestito  alla  stessa  sua  foggia,  e  coi  medesimi  colori. 

Al  fol.  2i  nell'iniziale  S  è  nuovamente  rappresentato  il  Duca,  che  pare 
faccia  un'allocuzione  ai  soliti  giuristi. 

-  Al  fol.  23  nell'iniziale  S  scorgesi  il  Duca  a  mezza  figura  davanti  ad  un 
crocifisso  appeso  alla  parete.  Tutte  le  lettere  maiuscole  che  si  trovano  in 
questo  bel  Codicetto  sono  pure  vagamente  miniate  e  dorate. 

Al  verso  del  fol.  27 ,  dove  termina  il  trattato ,  si  leggono  i  distici  se- 
guenti : 

Si  mihi  divitie  si  amplaf  et  pretiosa  ^suppellex  misissem  tanto  munera 
digna  duce. 

At  me  Dominus  sua  per  vestigia  Christo  Traxit  et  humanas  te  vivere 
jussit  opes. 

Non  tamen  est  animus  non  est  spernenda  voluntas. 
Et  qui  me  magnus  scribere  cogit  amor. 

Excipe  tranquillo  regum  placidissime  vultu. 

Que  tibi  dat  Thomas  munera  parva  libens. 

Te\o$ 

Jacobus  Antonius  Siverinus  notarius  scripsit. 

Le  miniature  sono  di  Cosimo  Tura  detto  il  Cosmè  da  Ferrara,  morto 
verso  il  1490,  del  quale  trovansi  altre  miniature  nella  Bib.  di  detta  città. 

TONIOLI  Giulio.  —  Regole  generali  ove  si  vede  il  vero  modo  che  si 


440  TOEEE  (DELLA)  GUGLIELMO 


deve  operare  per  solvere  ogni  sorta  di  quesiti  in  Aritmetica  come 
in  Geometria.  (Cod.  N.  78). 

Cod.  cart  in  8°  del  See.  XVII. 

TORELLI  Don  Prospero.  —  Orazione  fatta  e  recitata  nelle  esequie  del- 
TEmin.  Card.  Giberto  Borromeo  morto  il  1 8  Feb.  1 673.    (Cod.  N.  1 23). 


Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVII. 


TORELLI  Pomponio  d'Aragona  Conte  di  Montechiarugolo.  —  Dei  movi- 
menti dell'animo.  Novella.  (Cod.  iV.  568). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

Copia  diligente  di  mano  del  Cav.  Lazzaro  da  quella  posseduta  dal  Conte 
Borromeo.  (Vedi  catalogo  de*  Novellieri^  Ed.  II,  pag.  95).  Vi  è  pure  un'altra 
novella  di  Domenico  Salvagnini,  che  pure  è  citata  nei  Novellieri  a  pag.  65, 
e  fu  tratta  ugualmente  dall'esemplare  posseduto  dal  predetto  Conte  Ant. 
Maria  Borromeo. 

TORQDEMADA.  —  Opuscola.  (Cod.  N.  554). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

I.  Besponsio  in  blasphemas  et  sacrilegam  invectivam  ad  sanctissimum 
canonem  iustissimae  condemnationis  damnatissimae  congregationis  Basi- 
liensium. 

II.  Tractatus  factus  per  Fr.  Job.  Turrecremata  contra  avisamentum 
quoddam  Basiliensium  quod  non  liceret  appellare  a  Concilio  ad  Papam. 

III.  Eiusdem  contra  avisamentum  Basiliensium  quod  Papa  debeat  jurare 
servare  decreta  de  Conciliis  generalibus. 

IV.  Reprobationes  triginta  octo  articulorum  quos.tenent  haeretici  Hussiti 
de  Moldavia. 

V.  Flores  sententiarum  collecti  ex  dictis  B.  Thomae  de  Aquino  de  aucto- 
ritate  Summi  Pontificia. 

Giovanni  Torquemada ,  latinamente  Turrecremata ,  nacque  a  Valladolid 
nel  1388.  Fu  Cardinale  prima  sotto  il  titolo  di  S.  Sisto,  poi  sotto  quello  di 
S.  Maria  in  Transtevere.  Morì  a  Roma  nel  1468,  e  lascio  molte  opere  che 
furono  in  parte  stampate,  e  parte  rimasero  inedite.  Fra  queste  ultime  6ono 
da  annoverarsi  i  primi  quattro  opuscoli  qui  sopra  citati,  i  quali  secondo 
TEckard  [Scriptores  ordinis  praedicatorum ,  T.  I,  pag.  842)  si  trovano  con 
altri  nella  Bib.  Vaticana.  L' ultimo,  cioè  i  Flores  sententiarum*  fu  stampato 
per  la  prima  volta  a  Colonia  da  Henrico  Quentel  nel  1480  col  titolo:  Stemma 
de  ecclesia  contra  impugnatores  potestatis  summi  pontificia  Non  è  che  nella 
terza  edizione  fattane  a  Lione  da  T ree h sei  nel  1496,  che  si  legge  nella  sot- 
toscrizione il  titolo  da  me  posto,  che  si  trova  uel  Ms  L'Eckard  che  ne  parla 
nell  opera  sovracitata  a  pag.  840  gli  dà  il  titolo  di  Flores  sententiarum 
collecti  etc.%  ma  erra  nel  dire  che  la  prima  edizione  sia  quella  del  1496. 
Vedi  il  Maittaire  An.  Typ.%  Tom.  I,  pag.  612,  Panzer  Ann.  Typ.*  Tom.  I, 
p.  287  e  XHain  Repertorìum  Bibliog.,  T.  II,  p.  445,  N.  15730,  15731  e  157S2. 

TORRE  (Della)  Guglielmo  Vescovo  di  Como.  —   Costituzioni   date  ai 
canonici  di  S.  Maria  di  Torello.  (Cod.  N.  1335). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XIII. 

Al  principio  del  voi.  trovasi  la  seguente  illustrazione  di  D.  Carlo  Trivulzio. 


TOBKESINI  GIAN  IACOPO  441 


f  Questo  Codice  contiene  due  illustri  monumenti  di  una  sol  chiesa,  cioè 
le  Constituzioni  di  Guglielmo  del  a  Torre  da  Memlrisio  Voscnvo  di  Como 
fatte  nel  a  erezioue  della  Canonica  di  S.  Maria  di  Torello  (luogo  posto  nella 
valle  di  Lugano)  seguita  Tanno  1<M7.*II  Codice  è  scritto  circa  il  1273,  come 
si  deduce  dall' ultimo  tol.  della  EpacLkg  Pasqua  che  principia  col  detto  anno. 
L'altro  monumento  è  un  Calendarioxhe  serve  anche  di  Nierologio  ad  uso  di 
Quella  chiesa,  dove  oltre  ai  sauti  sono  notati  i  morti,  i  loro  anniversari  ed 
1  lasciti.  Questo  sembra  scritto  sul  cadere  del  sec  xm  od  al  più  al  principio 
del  xiv  Le  Costituzioni  sono  state  stampate  dal  P.  Tatti  a  pag.  9<)3  della 
seconda  «  Decade  degli  Annali  di  Como  ».  Il  Codice  di  cui  egli  si  è  servito 
per  darlo  alla  stampa  era  di  Alessandro  Torriano  arciprete  di  Balerna  Dio- 
cesi di  Como.  Essendomi  per  l'appunto  questo  Codice  venuto  dal  Comasco 
potrebbe  forse  essere  quello  del  medesimo  arciprete:  ciò  anche  mi  persuade 
l'osservare  che  il  Tatti  si  serve  dell' au nesso  calendario  dove  alla  pag  536 
e  seguenti  dell'annunciata  Decade  seconda  parla  della  famiglia  Della  Torre 
di  Mendrisio  da  cui  discende  il  Vescovo  Guglielmo.  Quanto  poi  alla  ca- 
nonica di  S.  Maria  di  Torello  questo  Vescovo  dotò  così  la  chiesa  come  la 
canonica  di  varie  rendite  della  sua  mensa  episcopale,  quali  come  egli  dice 
al  principio  di  Queste  Costituzioni  in  alios  usus  consumere  potueramus.  De- 
teriorate le  rendite  e  mancati  anche  i  religiosi,  Clemente  Vili  nel  1598  un) 
questa  canonica  a  quella  di  S.  Antonio  di  Lugano  dandola  alla  Congrega- 
zione dei  Chierici  Somaschi. 

TORRE  (Della).  —  Lettere  autografe,  (Cod.  N.  158i%al  1586). 

Questi  sei  volumi  contengono  le  lettere  dirette  da  Jacomo  Antonio,  e  Gian 
Francesco  della  Torre  al  Marchese  Filippo  d'Este  marito  di  Maria  di  Savoia, 
figlia  naturale  del  Duca  Emanuel  Filiberto.  Queste  lettere  incominciano  dal 
1571  ed  arrivano  al  1608.  Non  ho  potuto  scoprire  qual  grado  di  parentela 
vi  fosse  fra  i  due  Della  Torre  Jacomo  Antonio  fu  prima  residente  a  Milano 
pel  Duca  di  Savoia,  ed  in  seguito  fu  mandato  alla  Corte  di  Spagna  come 
ambasciatore.  Questa  voluminosa  corrispondenza  verte  sopra  cose  famigliari, 
ma  vi  sono  anche  moltissime  notizie  politiche  e  risguardanti  personaggi  di 
quel  tempo. 

In  questi  sei  volumi  si  trovano  frammiste  lettere  di  altre  parsone  dirette 
sia  al  Marchese  Filippo  d'Este  che  allo  ètesso  Della  Torre  specialmente  nel 
sesto  volume,  nonché  qualche  documento.  Vi  sono  pure  delle  lettere  dirette 
ad  uno  dei  tigli  del  Marchese  Filippo,  Don  Alfonso,  che  era  commendatore  di 
Malta.  Questa  corrispondenza  non  è  senza  importanza  storica. 

TORRESANUS  Jacobus.  -  «Carmina.  (Cod.  N.  627). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Incomincia  con  una  lettera  colla  quale  il  Torresani  o  Torrigiani  dirige 
queste  poesie  a  Lorenzo  de'  Medici  L'Ab. Mazzu'helli  in  una  nota  annessa  al 
Codice  dice  di  non  aver  trovato  notizie  di  questo  Iacopo  Torresano.  il  quale 
doveva  essere  Fiorentino,  perchè  la  famiglia  Torresani  o  Torrigiani  fiorì  in 
quella  città  sin  dal  sec.  xv. 

TORRES  INI  Gian  Iacopo.  —  Notizie  sulle  famiglie  Cremonesi. 

(Cod.  N.  1617). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI  (1596). 

Sono  brevi  cenni  biografici  sopra  personaggi  Cremonesi *senza  ordine  di 
data,  o  di  comi.  Il  Torresini  era  patrizio  e  decurione  di  Cremona,  giure- 

OUal  TrivuUittna  {Stampato  U  9  fèbbrtfo  4884)  56 


442  TRATTATI  ecc. 


consulto  e  membro  del  collegio  dei  Giudici,  come  egli  si  qualifica  nel  fron- 
tispizio. Il  Codice  è  autografo,  ed  è  prezioso  per  la  storia  di  quella  città. 

TORTI  Giovanni.  —  Il  Carme  latino  di  Lattanzio  Firmiano  sulla  pas- 
sione di  Gesù  Cristo  rifatto  »ftf  terzine.  (Cod.  N.  1029). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XIX.  Autografo. 

Sui  versi  del  Torti,  Manzoni  diceva  :  pochi,  ma  buoni. 
Torto  (il)  e  il  diritto  della  nobiltà  Napoletana.  (Cod.  N.  1786). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Sono  osservazioni  critiche  sulle  origini  di  molte  famiglie. 

Trattateli*»  delli  consigli  della  salute  del  peccatore  di  fra  Antonio  da 
Vercelli  dell'Ordine  o  Regola  delli  frati  Minori  alti  Magnifici  Con- 
servatori Cav.ri  e  cittadini  del  Borgo  di  Santo  Sepolcro-  —  Segue 
un  discorso  sul  Purgatorio,  ed  in  fine  la  data  mcccclxx  die  Marlis 
quinti  Junii  finitum  fuit  hoc  opus.  (Cod.  N.  434). 

Cod.  cart,  in  4°  del  Sec.  XV. 

Vedi  Balocho  Antonio  detto  Ant.  de  Vercelli. 
Traotatui  avium.  (Cod.  N.  695). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Precede  un  indice*  ed  al  fol.  4°  F intestazione  seguente: 

«  Incipit  tractatus  Avium  de  doctrina  eorum  et  de  medicaminibus  in- 
«  firmitatum  eorundem,  qui  liber  est  translatus  de  Persico  in  latinum  ». 

Al  fol.  20.  «  Incipit  liber  magistri  Moammi  Falconerii  translatus  de  ara- 
ti bico  in  latinum  per  magistrum  Teodorum  phisicum  demini  Federici  ro- 
a  manorum  imperatoris  et  correptus  est  per  ipsum  im pera torem  tempore 
«  obsidionis  Faentie,  de  quo  libro  sunt  tres  tractatus  ». 

Al  fol.  29.  «  Incipit  prohemium  quod  debet  precedere  narrationes  egri- 
«  tudinum  intrinsicarum  ».  # 

Al  fol.  42  v.  De  medicamine  albuginis  nate  in  oculo  ».  —  Termina  al 
fol.  47  v. 

Tutte  le  iniziali  di  questo  bel  Codice  sono  dorate.  Le  lettere  capitali  dei 
quattro  trattati  racchiudono  un'impresa  della  famiglia  Borromeo.  La  prima 
è  il  cammello,  la  seconda  e  la  quarta  il  morso,  la  terza  Fa  Humilitas  ». 

Maestro  Teodoro  traduttore  di  uno  di  questi  trattati,  e  forse  di  tutti,  era 
medico  ed  astrologo,  ed  era  in  grandissimo  favore  presso  Federico  II  imp. 
Ne  parla  F  Amari  nella  «  Storia  dei  Mussulmani  in  Sicilia  »  Voi.  III,  p.  692 
e  seguenti.  Il  di  lui  nome  viene  anche  citato  nella  «  Cronaca  del  Rolandino 
E.  I.  S.  »  T.  Vili,  pag.  228. 

Trattati  di  morale  religiosa.  (Cod.  N.  12) 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XV. 

È  mancante  del  1°  fol.  ed  è  mutilo  alla  fine. 


TRÀCTÀTUS  METHEOROLOGIÀE.  443 


Il  primo  trattato  è  su^li  articoli  di  fede ,  poi  sui  peccati  mortali  :  sui 
comandamenti:  sulle  virtù  teologali.  Credo  che  se  non  l'autore,  almeno  il 
copista  fosse  Milanese  se  vale  come  indizio  la  marca  della  carta  che  è  la 
rosa,  molto  usata  nelle  nostre  cartiere,  ed  alcuni  idiotismi  lombardi.  Con* 
tiene  il  medesimo  testo  del  Codice  seguente  343. 

Trattato  di  morale  religiosa.  (Cod.  N.  343). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Traotatu*  de  Alchimia.  (Cod.  N.  245). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec  XV. 

Vi  è  scritto  in  fine  il  nome  Joannes  Jordanus  de  Blankenborch,  che  po- 
trebbe credersi  da  qualcuno  il  nome  dell'autore,  ma  che  io  credo  piuttosto 
il  trascrittore  o  il  proprietario  di  questo  Codice.  Il  Fabricio  non  ha  citato 
alcun  Giovanni  o  (Giordano  di  Blanckenborch. 

Traotatu*  varii.  (Cod.  N.  348). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Fol.  1.  «  Incipit  prologus  in  libro  qui  dicitur  stimulus  amoris  in  dui- 
«  cissimum  et  pium  Jhesum  ». 

Fol.  54  v.  •  Incipit  prologus  beati  Gregorii  super  cantica  canticorum  » . 

Fol.  87  v.  «  Incipit  titulus  Jhesus  sacratus  panis  ». 

In  seguito  vi  sono  altri  capitoli:  «  De  cari  tate:  de  speciebus  divini 
a  amoris,  etc.  ». 

Traotatu*  de  urinis:  et  alia  medica  et  astronomica.        (Cod.  N.  720) 

Cod*  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Il  1°  fol.  è  in  pergamena.  Il  trattato  «  de  Urinis  »  non  ha  intestazione, 
ma  fu  lasciato  in  bianco  lo  spazio  per  mettervela.  La  prima  lettera  ha  una 
bella  miniatura:  a  pie  del  fol.  vi  è  uno  stemma  coir  aquila  Sveva  ed  un 
giglio  rosso  in  campo  d'argento.  Questo  trattato  non  è  completo,  dal  fol.  20 
al  34  le  pagine  sono  bianche  ad  eccezione  di  alcune  righe  del  fol.  27.  Al 
fol.  35  trovasi  :  «  Excerpta  de  libro  Galeni  de  ingenio  sanitatis  in  capitulo 
«  3°  in  quo  docet  curare  Sinocham  » .  Questo  opuscolo  arriva  al  fol.  38,  ma 
non  è  finito.  Dopo  molti  fol.  bianchi  vi  è  un  calendario  con  alcuni  dati 
astronomici  sulle  ore.  Vi  è  notato  l'anno  1470,  ed  in  margine  di  carattere 
diverso  il  1479.  Ha  la  sua  legatura  originale  benissimo  conservata  con  bor- 
chie in  ottone,  lavorate. 

Traotatu*  varii.  —  De  habitibus  in  communi.  De  scientia. 

(Cod.  N.  1250). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVIII. 

Traotatu  Metheorologiae.  (Cod.  N.  1251) 

Cod.  cart.  in  8>  del  Sec.  XVII. 

È  diviso  in  dieci  questioni  e  tratta  di  argomenti  diversi  di  fisica. 


444  TRATTATI  ice. 


Traiti  sur  l'art  militaire.  (Cod.  N.  108). 

Cod.  cart  in  4P  del  Seo.  XVIIL 

Incomincia  con  un  trattato  sulle  fortificazioni,  al  quale  ne  segue  un  altro 
sull'artiglieria. 

Traité  de  Geometrie  et  de  Trigonometrie.  (Cod.  N.  107). 

Cod.  cart  in  4°  del  See.  XVIII. 

■  * 

Traité»  de  Mathématique  et  de  fortification.  (Cod.  N.  279) 

Cod.  cari  in  4°  g.  del  See.  XVIIL 

Trattati  di  Methoscopia  e  di  Chiromanzia.  (Cod.  N.  381). 

Cod.  cart  in  8?  del  See.  XVII . 

Trattato  di  Aritmetica  ed  Algebra.  (Cod.  N.  94). 

Cod.  cart.  in  8°  del  See  XV. 

La  copertura  in  pergamena  di  questo  libro  è  un  frammento  di  messale 
del  see.  xi. 

* 

Trattato  di  arte  militare  *  di  fortificazione.  (Cod.  JV1.  285). 

Cod.  cart.  in  feri,  del  See.  XVII. 

L'autore  dovrebbe  essere  Toscano  riducendo  egli  tutte  le  misure  al  braccio 
e  piede  di  Firenze. 

Trattato  morale.  —  Frammento.  (Cod.  N.  411). 

Cod.  cart  in  4*  del  Seo.  XV. 

È  in  latino  ed  è  mutilo  in  principio  ed  in  fine:  le  carte  sono  numerate 
ed  incominciano  colla  69,  al  piò  della  quale  si  legge  in  rosso:  Deforma 
«     amoris  secundus  tractatus ,  il  quale  incomincia  al  verso  dello  stesso  fol. 
L'ultimo  capitolo  tratta:  De  temperanza  et  specieòus  ejus. 

Trattato  militare  per  l'esercizio  delle  truppe  di  S.  M>  Imp.  Reale  Ap. 

(Cod.  N.  1863). 

Cod.  cart  in  4*  del  See.  XVIII. 

Trattati  politici  risguardanti  il  regno  di  Napoli  e  di  Roma  dal  1701 
al  1702.  (Cod.  N.  1186). 

Cod.  cart  in  8°  del  See.  XVIII. 

Contiene  documenti  storici,  aneddoti  e  satire. 


TBOLLI  445 


Trattato  di  Siviglia  sottoscritto  il  9  Novembre  4729.    (Cod.  N.  1301). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Trantlatio  inclitae  civitatis  Januae  ejusque  dominii  in  Christianissimum 
regem  Francorum  Ludovicum  XII.  {Cod.  N.  1240). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Vi  sono  i  patti  e  le  condizioni  stipulate  fra  i  Genovesi  ed  il  Re  di  Francia  ; 
portano  la  data  del  26  Ottobre  1499. 

Tregua  tra  rill-mo  et  Ex.mo  Sig.  Rafaele  Adorno   doge  di  Genova  e 
PIlLmo  et  Ex.mo  principe  Filippo  Maria  Visconti  duca  di  Milano. 

{Cod.  N.  1415). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  22  Maggio  1445 
autenticato  dal  notaro  Prospero  de  Camulio  cancelliere  del  Comune  di  Genova. 

» 

TRILLO  (Pedro  Messia  de).  —  El  origen  y  principio  de  lo  Orden  y-ca- 
valleria  de  Alcantara.  {Cod.  N.  252). 

Cod.  cart.  in  8»  del  Sec.  XVII. 

TRISSINO  Giov.  Giorgio.  —  I  Simillimi  CQMsDIA  {Cod.  N.  18). 

Cod.  cart  in  8°  picc. 
imitante  la  stampa  di  Venezia  Per  IWomew  Janiculo  da  Bressa  nell'anno  mdxlvih  de  ottobre 

In  fine  leggesi:  e  Camelia  haec  cui  titulus  i  Simillimi  auctore  Jeanne 
«  Georgia?  Trissino  ab  exemplari  typis  impress»  desumpta  transcripta  fuit 
«  a  Damino  Amadeo  Mazzoli  Faroiuliensi  ann«  a  Parta  Virginis  mdgglvi  ». 


e 

tazione 

non  si  crederebbe  "che  fosse  fatta  a  penna. 


TRISSINO  Gio.  Giorgio.  —  Lettere  di  Principi,  Cardinali  e  letterati  a 
lui  dirette  dall'anno  1507  al  1550,  tratte  dagli  autografi  esistenti 
presso  la  famiglia  Trissino  in  Vicenza.  {Cod.  N.  117). 

Cod.  in  fol.  p.  del  Sec.  XIX. 

TRTVTJLZIO.  —  Essendo  molti  i  Godici  risguardanti  la  famiglia,  ed  i 
singoli  membri  di  essa,  se  ne  fece  una  classe  a  parte,  che  viene 
rimandata  alla  fine  del  Catalogo. 

TROLLL  —  De  Alberico  magno.  {Cod.  N.  64). 

Cod.  cart  in  8*  del  Sec  XVIII. 

Questo  Codice  contiene  la  traduzione  in  versi  sciolti  del  poema  latino 


446  TURBOLENZE  (DELLE) 


dei  Barelli,  che  ha  per  titolo:  De  Alberico  VII  cognomento  Magno,  in  cui 
sono  cantate  le  lodi  del  celebre  condottiero  Alberico  da  Barbiano  l'istitutore 
della  milizia  italiana  nel  sec.  xiv,  il  vincitore  dei  Brettoni  e  Guaschi  capi- 
tanati dal  Malestroit  nella  sanguinosa  battaglia  di  Marino  nel  1379.  Nel 
Catalogo  della  libreria  Belgiojoso,  dalla  quale  venne  nella  Trivulziana  questo 
Ms.,  la  presente  operetta  è  attribuita  ad  un  Trolli,  sul  quale  non  ho  potuto 
trovare  notizie. 

TROTTUS  Ugo.  —  De  multiplici  ludo  tractatus  editus  per  Dnm  Ugonem 
Trottum.  (Cod.  N.  767). 

Cod.  memb.  in  4*  del  Sec.  XV. 

V 

Le  iniziali  sono  in  oro.  In  fine  leggesi  :  «  Edidi  anno  domi."  in  scholis 
a  magnis  Canonistarum  ».  Dalle  molteplici  correzioni  della  stessa  mano 
appare  che  questo  Codice  è  autografo.  Le  scuole  dove  leggeva  il  Trotti 
erano  quelle  di  Ferrara.  Unita  al  Codice  vi  è  una  nota  dell' Ab.  Mazzuchelli 
relativa  all'età  in  cui  visse  l'autore,  e  rettifica  gli  errori  ne'  quali,  in  pro- 
posito, cadde  il  Borsetti  e  dietro  lui  Luigi  Ughi.  Alla  fine  vi  sono  alcune 
note  in  carattere  rabbinico. 

Turbolenze  religiose  (Memoria  delle)  che  esistono  fra  il  clero  ed  il 
Parlamento  francese.  {Cod.  N.  314). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questo  opuscolo  si  riferisce  ai  torbidi  cagionati  dalla  famosa  bolla  Uni- 
genitus  ed  ai  rigori  usati  da  Monsignor  di  Beaumont  Arcivescovo  di  Parigi. 

Turbolenze  (delle)  nate  in  Francia  sotto  il  regno  di  Luigi  XV  fra  il 
clero  ed  il  Parlamento  negli  anni  1752  e  1753.       (Cod.  N.  1374). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Autore  di  questa  Memoria  è  un  Raimondo  Cecchetti,  che  la  fece  stam- 

Kre  all'Haja  per  P.  Hondt  nel  1756.  In  una  lettera  avanti  il  racconto  v 
.utore  dice  ai  averla  fatta  stampare  per  far  comprendere  qual  abuso  sia 
stato  fatto,  contro  la  buona  fede,  del  suo  Ms.  Questa  copia  diversifica  dalla 
stampata,  ed  è  quindi  una  di  quelle  incriminate  dall'autore. 


UBBINO  447 


U 


UBERTI  (Fazio  degli).  —  Rime  tratte  da  più  Codici  I^aurenziani ,  Ma- 
gliabecchiani,  Marucelliani  e  Riccardiani.  {Cod.  N.  1304). 


Cod.  cart.in  fol  del  Sec.  XIX. 

Urbino.  —  Raccolta  di  Documenti  risguardanti  l'impresa  d'Urbino  dal 
1515  al  1518.  (Cod.  N.  1476). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Questa  raccolta  consiste  in 

I.  Tre  lettere  ed  un  salvacondotto  colla  firma  originale  di  Lorenzo  de* 
Medici  Duca  di  Urbino  dal  1515  al  1517. 

II.  Un  salvacondotto  di  Francesco  I  re  di  Francia. 

III.  Un  salvacondotto  del  Cardinale  di  S.  Maria  in  Portico. 

IV.  Dieci  lettere  autografe  di  Goro  Ceri,  relative  all'impresa  d'Urbino 

V.  Otto  documenti,  cioè  istruzioni  e  note  relative  a  detta  impresa. 
Papa  Leone  X  dimentico  dei  benefìci i  che  la  sua  casa  aveva  ricevuto  da 

Francesco  Maria  duca  d'Urbino,  nel  1515  gli  tolse  gli  Stati  per  darli  al 
proprio  nipote  Lorenzo  de1  Medici,  che  ne  rimase  in  possesso  sino  alla  sua 
morte  avvenuta  nel  1519.  Non  fu  però  senza  ostacoli  ch'egli  potè  ottenere 
il  suo  intento  :  i  documenti  qui  raccolti  si  riferiscono  a  quella  usurpazione. 
Essi  provengono  dalla  casa  Buondelmonte  di  Firenze.  Molti  di  essi  sono  di- 
retti a  Benedetto  Buondelmonte  che  ebbe  grandissima  parte  in  quella  im- 
presa. Vi  è  unito  un  indice  delle  pezze. 


448  VALEBIUS  JÀGOBUS 


v 


VALERIUS   Augustinus  Episcopns  Veronae.  —  De  araissa   Nicosia  ad 
Philippum  Mocenicum  Nicosiensem  Archiepisctpum. 

*  (Cod.  N.  1159). 

Cod.  cart.  io  fol.  del  Sec.  XVII. 

I 

Agostino  Valier ,  patrizio  Veneto  successe  allo  zio  Bernardo  Navagero 
nella  sede  episcopale  di  Verona  nel  1&65:  creato  Cardinale  nel  1583,  mori 
di  75  anni  nel  1606.  Scrisse  molti  opuscoli,  dei  quali  trovasi  le  note  al  prin- 
cipio del  libro:  De  cautwne  adhibenaa  in  edendis  libris  ete..  che  venne  stam- 
pato a  Padova  dal  Cornino  nel  1  >  19  (I).  In  quel  suo  opuscolo  egli  parla  di 


zione  di  S.  Gregorio  Nazianzeno  in  jplagam  grandinis.  Non  credo  che  sia 
stata  stampata.  Parla  di  lui  l'Ughelh  nell'Italia  Sacra.  T.  V,  col.  992,  evi 
cita  questo  opuscolo.  Il  Cicogna,  Bibliografia  Veneta,  rimanda  per  le  opere 
di  questo  insigne  porporato  al  suddetto  indice  dell'edizione  Cominiana  1719. 

VALERIUS  Jacobus.  —  Inscriptiones  Mediolani.  (Cod.  N.  604). 

Cod.  cart.  in  fol.  mas.  del  Sec.  XVII. 

L'Argelati,  T.  II,  col.  1*49  e  "seguenti,  nell'articolo  dedicato  a  Io.  Iac 
Valerio  giureconsulto  e  canonico  di  S.  Maria  della  Scala  non  parlò  di  Que- 
st'opera, ma  invece  registrò  nella  col  1554,  N.  vin,  le  a  Inscriptiones  Me- 
diolani »  come  opera  del  fratello  di  lui  Matteo,  che  fu  monaco  e  priore  nella 
Certosa  di  Pavia.  Mi  era  da  principio  nato  il  dubbio  che  il  dotto  autore 
della  «  Bib.  Scrip.  Med.  »  avesse  equivocato  attribuendo  a  Matteo  ciò  che  era 
di  Iacopo,  ma  ogni  mia  incertezza  cessò  quando  in  un  Ms.  di  questa  Bi- 
blioteca, opera  di  G.  B.  Castiglione  che  ha  per  titolo:  Bibliografia  Milanese 
del  Dipartimento  d'Italia,  trovai  registrate  amendue  queste  opere  colla  pre- 
cisa indicazióne  che  quella  di  Iacopo  era  nella  libreria  dei  monaci  di  S.  Am- 
brogio, e  che  quella  di  Matteo  trovavasi  alla  Certosa  di  Pavia  (2).  Questo 


(1)  Nel  detto  Index  opusculorwn  ve  ne  sono  notati  128;  ma  nell'esemplare  di  quest'opera  esi- 
stente nella  Trivulziana  ve  ne  furono  aggiunti  a  mano  due  altri.  Notisi  che  questo  libro  fa  parte 
della  collezione  completa  delle  edizioni  Cominiane,  esistente  in  questa  Biblioteca,  che  apparteneva 
ai  fratelli  Volpi  direttori  di  queUa  celebre  stamperia,  ed  è  quindi  probabile  che  l'aggiunta  sia  stata 
fetta  da  uno  ai  loro. 

(2)  Ora  trovasi  nella  Biblioteca  di  Brera. 


M ISSALE    ROMAN UM 


;»rì  il 


DUCA  CARLO  DI  BF1:'Y 


Codice  N?2166 


Pagina  H^2^6 


f-r'Gt/mf  D*ì fa  CliHf 


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K  ir*iifi*s  •',  y*t 


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VALTELLINA  449 


volarne  è  precisamente  quello  ch'era  dei  monaci  di  S.  Ambrogio.  Che  sia 
opera  di  Iacopo  appare  chiaramente  dalle  seguenti  parole  che  tróvansi  al 
fol.  23  di  questo  Codice. 

«  Inscriptiones  monumenta  et  epitaphia  selectiora  exìstentia  in  tempio 
«  majori  Mediolani  recentiorum  Mediolanensium  et  aliorum  advenarum  a 
•  Jacobo  Valerio  jure  consulto  et  Sanctae  Mariae  Scalensis  Canonico  obser- 
«  vata  vel  apud  msignes  auctores  deprehensa  et  notata  ». 

Il  Codice  consta  di  200  fol.  ed  è  scritto  in  caratteri  maiuscoli.  Vi  furono 
aggiunte  qua  e  là  delle  iscrizioui  in  carattere  corsivo,  sulla  fine  dello  scorso 
secolo.  Incomincia  senza  alcuna  prefazione  alla  prima  pagina  come  segue  : 

«  Inscriptiones  selectiores  in  locis  publicis  ci  vita  ti  s  Mediolani  existentes  ». 

Le  iscrizioni  copiate  non  rimontano  al  di  là  della  fondazione  delle  chiese 
in  cui  si  trovano.  Solamente  nella  chiesa  di  S.  Ambrogio  l'autore  ne  copiò 
due  che  rimontano  ai  primi  secoli  del  cristianesimo.  Non  ne  trovai  di 
pagane  all' infuori  di  quelle  che  furono  aggiunte  nello  scorso  secolo  al  fol.  94 
verso,  e  che  stavano  a  Legiuno  borgo  sul  Lago  Maggiore.  Oltre  alle  iscri- 
zioni che  erano  nella  città  vi  sono  quelle  di  alcune  chiese  suburbane  e  fra 
l'altre  quelle  importantissime  de  ila  Certosa  di  Chiaravalle.  Questo  Codice, 
che  ritengo  unico  e  prezioso,  perchè  ci  ha  conservato  il  testo  di  molte  iscri- 
zioni sepolcrali  che  ora  più  non  esistono,  o  sono  perdute,  o  furono  mutilate, 
e  che  stavano  nelle  chiese  state  soppresse  sotto  Giuseppe  II  o  durante  ì  pe- 
riodi della  Repubblica  Cisalpina  e  dell'Impero  francese. 

VÀLERIUS  Jacobus.  —  In  fastos  Panvinii  adnotationes   et  descriptio 
Musaei  ejusdem  Valerii.  (Cod.  N.  669). 

Cod.  cart  in  4*  pica  del  See.  XVII. 

L'Argo  lati  B.  S.M.,  T.  II,  P.  I ,  col.  1551 ,  dà  la  nota  delle  opere  del 
Valerio,  e  sotto  il  N.  v  pone  il  Catalogo  delle  sue  monete  e  Mss. ,  ed  al 
N.  x  le  «  Adnotationes  in  fastos  Panvinrì  ».  In  questo  Codice,  che  ritengo  au- 
tografo, esse  sono  riunite.  L'autore  morì  ottuagenario  nel  1651. 

VALMAGGINI. —  Trattato  morale  religioso  dedicato  alla  nobile  D.  Maria 
dEste  destinata  principessa  Colonna.  (Cod.  N.  1121). 

Alla  fine  vi  è  la  data  Milano  SO  Settembre  1759  e  la  firma  dell'autore 
in  semplici  iniziali. 

Valtellina.  —  Relazione  della  Nunziatura  di  Lucerna  di  quel  che  tocca 
la  Rezia  e  Valtellina  con  contado,  fatta  a  M.r  Caraffa  Nunzio  a  Sviz 
zeri,  dall'Arciprete  di  Sondrio  fatto  poi  Vescovo  di  S.  Severina. 

(Cod.  N.  1162). 

Cod.  cari  in  fot  picc.  del  See.  XVII. 

Questa  relazione  assai  importante  per  la  Storia  ecclesiastica  della  Val- 
tellina è  opera  di  Qiov.  Antonio  Parrà  vici  no  arciprete  di  Sondrio  (1620)  che 
fu  creato  Arcivescovo  di  S.  Severina  nel  1653  da  Innocenzo  X.  Il  Quadrio 
nelle  Dissertazioni  critico  storiche  della  Valtellina  parla  più  volte  di  lui 
con  molta  lode  e  specialmente  nel  Voi.  Ili,  pag.  280  e  seguenti.  Egli  dice 
che  lasciò  un  grosso  volume  sullo  stato  della  pieve  di  Sondrio  e  tre  altri 
sullo  stato  di  detta  chiesa  e  della  città  di  Sondrio  che  si  conservavano  nel- 
l'Archivio di  quella  Arcipretura;  ma  non  fa  alcun  cenno  di  questa  relazione, 
la  quale  da  alcune  date  che  vi  si  trovano  fu  scritta  dopo  il  1641.  Il  Pa- 
ravicino era  stato  mandato  più  volte  a  Lucerna  per  gli  affari  ecclesiastici, 

CaUU  TrivulHana  [Stampato  U  9  febbraio  1884)  57 


450  VALVASSORIBUS  (PETRUS  DB) 

e  si  era  molto  adoperato  per  sostenere  in  Valtellina  il  partito  Cattolico  per- 
seguitato dai  Grigiori,  ed  era  quindi  in  posizione  da  poter  dare  esatte  no- 
tizie al  Nunzio  Caraffa. 

Valtellina  (Miscellanea  storica  sulla),        (Cod.  N.  1163,  1164  e  1165). 

Cod.  cari  in  toh  3  voi. 

Questi  tre  volumi  contendono  molti  documenti  riguardanti  la  Valtellina. 
Ve  ne  sono  di  stampati  e  di  Mss.,  alcuni  de'  quali  sono  originali.  Abbrac- 
ciano i*  sec.  xvi,  xvu  e  xvm. 

VÀLTRINO  P.  Giov.  Antonio  Gesuita  —  Vita  di  S.  Luigi  Gonzaga  della 
Compagnia  di  Gesù.  (Cod.  N.  321). 

Cod.  cari,  in  8°  del  Sec.  XVII  di  ibi.  217. 

Nella  «  Bibliothèque  des  écrivains  de  la  Compagnie  de  Jesus  ».  Quatrième 
sèrie,  pag\  714  (Liège  1858)  all'articolo  Valtrino  sta  scritto:  «  Vitae  B.  B. 
•  Aloysii  Gonzagae  et  Stanislai  Eostkae  compendiose  quas  si  non  edidit 
«  Itahce  tamen  conscripsit  ».  I  signori  Augustm  ed  Alois  de  Backer  com- 
pilatori di  quella  «  Bibliothèque  n  non  citarono  l'autore  da  cui  trassero  quelle 
parole,  che  sono  del  P.  Virgilio  Gepari  nella  prefazione  alla  vita  di  S.  Luigi 
Gonzaga  stampata  a  Roma  nel  1630.  Ch'io  mi  sappia  questa  vita  è  tuttora 
inedita. 

VALVÀSSORIBUS  (Petrus  de).  —  Opuscula  varia.  (Cod.  N.  97). 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec.  XV. 

L'Argeiati  nella  •  Bib.  Scrip.  Med.  »  T.  II,  P.  I,  col.  1568,  parla  dell'au- 
tore di  questo  libro  ch'egli  dice  Milanese  rettificando  l'asserto  del  Cotta, 
che  nel  Museo  Novarese  lo  vuole  di  questa  città.  Egli  nota  i  diversi  opu- 
scoli contenuti  in  questo  Codice,  ch'egli  dice  autografo,  come  ancor  io  lo 
credo,  e  che  apparteneva  in  quel  tempo  ai  fratelli  Marchesi  Visconti.  Quella 
numerazione  per  altro  non  è  esatta,  e  però  io  ne  darò  una  nuova  descri- 
zione. 

Nel  1°  fol.  vi  sono  due  linee  insignificanti  di  scrittura  del  sec.  xv  ed  il 
titolo:  Petri  de  Valvassoribus  et  aliorum  varia.  Gli  altri  tre  fol.  di  auesto 
primo  quaderno  sono  bianchi  ad  eccezione  di  due  linee  e  mezza  insignificanti 
nel  terzo  fol.,  che  sono  del  medesimo  carattere  di  quelle  del  1°  fol.  Al  5°  fol. 
incomincia  un  indice  di  un  trattato  di  morale.  Al  verso  del  6°  fol.  vi  è  una 
lettera  ad  un  Vescovo  probabilmente  di  Novara  che  gli  aveva  affidata  l'e- 
ducazione de'  suoi  nipoti,  sottoscritta  Petrus  de  Valvassoribus  Novarie  Qratnr 
ma  ficus.  Dal  fol.  7  al  10  vi  sono  lettere  del  Poggio  e  di  Guarino  Veronese. 
Al  fol.  10  v.  incominciano  delle  poesie  latine  del  Valvassori,  che  interrotte 
al  fol.  18  v.  dalla  Declamatici  Coluta  Petri  canzellarii  Florentinortm  prose- 
guono sino  al  fol.  27,  ove  trovasi  la  lettera  apocrifa  di  Pilato  a  Tiberio.  Poi 
vi  sono,  un  Sermo  S.  Bernardini  ed  un  altro  S.  Nicolai.  Al  fol.  30  vi  è  un 
trattato  di  prosodia.  Al  fol.  33  incominciano  le  epistole  latine  ed  italiane  inter- 
rotte da  scritti  diversi,  sino  al  fol.  53,  ove  riprendono  le  poesie  latine  sino  al 
fol.  63.  Al  fol.  64  la  Grado  Demosthenis  ad  Alexandrum  magnum  tradotta  da 
Leonardo  Aretino.  Al  fol.  65  principia  il  Sermo  matrimoniahs,  seguito  da  altri 
Sermoni  sino  al  fol.  88.  Al  fol.  89.  Oratio  Catilinae  ad  M.  Tullium  Ciceronem* 
Fol.  89  v.  Claudii  Claudiani  de  Phoenice ,  poi,  de  Magnete.  Termina  al 
fol.  97  v.  con  una  poesia  De  Salvator.  Dopo  tre  fol.  bianchi  se  ne  tro- 


VECCHI  CARLO  GIUSEPPE  451 


vano  altri  22  di  carta  e  caratteri  diversi,  ma  dello  stesso  secolo,  contenenti 
Tractatus  aruspe  de  graeco  in  latinum  ad  Baptìstam  romanum  de  presidentia 
Alewandri  Scipionis  et  Annibalis. 

L'Argelati  dice  che  non  ha  trovato  notizie  del  Valvassori  dopo  il  1436, 
ma  egli  non  osservò  che  al  fol.  62  vi  è  una  poesia  col  titolo  :  Passar  missus 
ad  invictum  principem  Franciscum  Sfortiam  Mediolani  ducem  per  Lazarum 
Scarampum  Oomensem  presulem  prestantissirmm,  1461.. 

Lo  Scarampi  venne  creato  Vescovo  di  Como  da  Pio  II  ai  24  d'Agosto 
del  1461,  come  si  ha  dall'Ughelli,  It.  Sa.,  T.  V,  col.  312  (Ven.  1720.  Tale 
poesia  pare  sia  precisamente  del  Valvassori,  ed  è  di  egual  carattere  del 
rimanente,  e  perciò  devesi  ritenere  ch'egli  fosse  ancor  vivo  in  quell'anno. 
Queste  poesie  e  le  lettere  meritano  di  essere  esaminate ,  perchè  assai  ben 
scritte ,  come  dice  il  Cotta ,  e  perchè  vi  si  possono  attingere  notizie  sulle 
cose  e  sui  vari  personaggi  di  quel  tempo. 

VANNETTI  Valeriano  Giuseppe.  —  Prose  recitate  nell'Accademia  degli 
Agiati  eretta  in  casa  Saibante  sotto  il  finto  nome  di  Enea  Yispotto 
Polemi  da  Ginevra.  (Cod.  N.  65). 

Cod.,  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 

Sono  novelle  precedute  da  una  prefazione,  ed  innanzi  alla  seconda  tro- 
vasi un  sonetto.  Furono  tratte  dall'autografo  esistente  nella  libreria  del 
Conte  Giulio  Bernardino  Tomitano  di  Oderzo. 

VANNUCC1  Camillo.  —  Rime.  (Cod.  N.  978). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Queste  rime  furono  dall'autore  dedicate  «  All'Ili.1110  et  Rev.mo  Signore  il 


appello  C 

potuto  trovar  notizie  intorno  al  Vannucci.  Queste  poesie  sono  divise  in  due 
parti:  la  prima  contiene  delle  stanze  in  lode  di  D.  Giovanni  d'Austria:  la 
seconda  dei  sonetti  sopra  diversi  argomenti. 

VARILLAS.  —  Histoire  de  la  vie  de  Francois  I  Roy  de  France. 

(Cod.  N.  835). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

VECCHI.  —  Raccolta  di  varie  poesie  di  autori  diversi  copiate  da  Mss. 
in  varie  Biblioteche  d'Italia.  (Cod.  N.  958). 

Cod.  cart.  in  4<>  del  Sec.  XVIII. 

Il  Quadrio  nel  volume  ultimo  della  a  Ragione  d'ogni  poesia  »  pag.  101, 
parlò  idi  questo  Codice  con  molta  lode ,  e  da  V  indice  degli  autori  in  esso 
contenuti.  Ne  fa  cenno  anche  il  Ciampi  nel  supplemento  alle  Rime  di  Cino 
da  Pistoia  alla  pag.  16. 

VECCHI  Carlo  Giuseppe.  —  Memorie  genealogiche  e  storiche  della  ce- 
lebre prosapia  dei  Conti  di  Cuneo  Lijgo  e  Barbiano  ora  Belgiojoso, 
1726.  (Cod.  N.  1485  e  1486). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVlII.  Ve  ne  tono  2  copie. 


452  VENETIAKUM  (DE) 


VEGIUS  Scipio.  —  Historia  rerum  in  Insubri  bus  gestarum  sub  Gallorum 
dominio  ab  anno  1515  ad  1522.  {Cod.  N.  1336). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Questo  è  l'esemplare  di  dedica  al  Card.  Agostino  Trivulzio,  di  cui  parla 
TArgelati  nel  T.  Il,  della  «  Bib.  Scrip.  Med.  »  col.  1520.  Sul  fol.  di  risguardo 
in  principio  vi  è  una  miniatura  che  rappresenta  il  Vegio,  già  vecchio,  in- 
ginocchiato, offrire  il  suo  libro  al  Cardinale  che  è  seduto  in  una  cattedra, 
sul  fianco  della  quale  vedesi  lo  stemma  Trivulzio.  Al  disotto  vi  è  la  se- 
guente iscrizione: 


SVM  FACTVS  DOMI  |  TVE  SENEX  PA 
VPER  NEGLECTVS. 

VEGII.  —  Historiae  et  Ephemerides,  sive  Historiae  rerum  in  Insubribus 
gestarum  sub  Gallorum  dominio.  {Cod.  N.  1343). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVII I. 

VEGIUS  Scipio.  —  Ephemeridum  libri  duo  cum  continuatione  Gaudentii 
Merulae.  (Cod.  N.  1175). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

L'Argelati  «  Bib.  Scrip.  Med.  »  T.  II,  P.  I,  col.  1580  notò  queste  Efemeridi 
e  scrive:  «  Ephemeridum  libri  duo,  in  cjuibus  continentur  suae  aetatis  res 
«  gestae,  sed  precipue  Insubriae  acerbissima  bella  contra  Gallos  tempore 
«  Francigci  II  Sfortiae  ducis  Mediolani  annis  1522  et  1523.  Gaudenti us  Me- 
«  rula  prosecutus  est  hanc  historiam  in  libro  tertio  et  quarto  usque  ad 
«  captivitatem  Francisci  I  • . 

Questo  Codice  ha  tutti  quattro  i  libri  sopra  nominati.  Il  primo  di  essi 
non  ha  intestazione.  Il  secondo  ha  la  seguente:  •  Scipionis  Vegii  protho- 
«  pbysici  Mediolanensis  Ephemeridum  li  ber  secundus  • .  Il  terzo  ha  :  «  Gau- 
•  dentii  Merulae  suae  aetatis  rerum  gestarum  liber  III  » .  Il  quarto  non  ha 
intestazione.  11  Codice  è  ben  scritto  e  mi  sembra  coevo  de'  suoi  autori. 

VEGIUS  Scipio.  —  Ephemeridum  libri  IV.  Accedunt  opuscula  Andreae 
Alciati.  —  De  tempio  S.  Eustorgii  —  De  tribus  Magis  —  De  S.  Petro 
Martyre  —  De  Porta  Ticinensi  —  De  B.  Laurentii  tempio  —  De 
aliis  scitu  dignis.  (Cod.  N.  1274). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Gli  opuscoli  dell' Alciato  sono  di  mano  diversa  e  posteriore  di  un  secolo 
al  Codice. 

Venttiarum  (de)  urbe  relatio.  (Cod.  N.  1207). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Tratta  del  commercio  e  del  Governo  della  Repubblica  Veneta.  È  divisa 
in  V  libri. 


VERBO  AGOSTINO  45S 


Venuta  e  dimora  di  S.  M.tà  Cesarea  in  Milano  nel  1769. 

(Cod.  N.  1684). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVIH. 

VERA  (Antonio  db).  —  Fragmento  historico  de  la  vida  de  D.  Gaspar 
Felipe  de  Guzman  comendador  Mayor  de  Alcantara  Conde  de  Oli- 
vares.  (Cod.  N.  257). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

VERDANI  Gian  Antonio.  —  23  Sonetti  contro  l'Ab.  Schiavo  dell'Ospi- 
taletto  d'Este. 

2°  Patriarchi  Gasparo  Padovano  tre  sonetti  contro  l'Ab.  Giovanni 
Brunacci  di  Monselice. 

3°  Fortis  Alberto.  Quartine  agli  Accademici  della  Crusca. 

(Cod.  N.  920). 

Cod.  cart.  in  8«  picc.  del  Sec  XIX 
scritto  di  mano  del  Conte  Giulio  Tomitano  di  Oderzo. 

VERINO  Alessandro.  —  Il  Mercante  :  opera  utilissima  per  ciascuno  che 
faccia  traffico  di  diverse  mercanzie  nuovamente  investigato  per  Ales- 
sandro Verino  Milanese  intitolato  il  Mercatante,  cosa  utilissima  per 
ciascuna  persona.  A  dì  primo  di  Genaro  del  1553. 

(Cod.  N.  185). 

Cod.  cart  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Alla  fine  di  questo  trattato  vi  è  un  indice  colla  spiegazione  delle  abbre- 
viature. Vi  sono  per  entro  mescolate  delle  poesie  sopra  argomenti  diversi, 
cioè  sonetti  amorosi,  ed  altri  sulle  operazioni  aritmetiche.  Questo  Codice  -è 
prezioso,  perchè  ci  dà  la  spiegazione  di  alcune  misure  che  sono  scomparse, 
delle  quali  anche  il  Giulini  cercò  inutilmente  l'entità ,  delle  quali  io  feci 
cenno  in  una  nota  agli  Statuti  delle  strade  ed  acque  del  1346  da  me  pub- 
blicati nella  Miscellanea  della  R.  Deputazione  di  Storia  Patria  a  Torino  nel 
1869. 

Verità  (la)  smascherata.  —  Sulla  origine  di  varie  famiglie  Milanesi. 

(Cod.  N.  1792). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

VERRI  Gabriel.  —  De  capitatone  rusticanae  plebis  dissertatio  historico 
legalis.  (Cod.  N.  608). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec  XV1IL 

Questa  dissertazione  ha  in  fine  la  firma  autografa  del  Verri.  Sembra  es- 
sere stata  scritta  da  lui  coite  consulto  per  il  Governo  austriaco.  Essa  è 
inedita  e  non  è  registrata  dal  Predari  nella  Bibliografia  Milanese. 

VERRO  Agostino.  —  Multae  notae  et  memoralia  contractuum  et  instru- 
mentorum  facientium  prò  me  Augustino  Verro.       (Cod.  N.  1328). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVI.  Autografo. 


454  VICAEII  ktc. 


Veni  italiani  ed  alcuni  latini  di  vari  autori  del  sec.  xvn  sopra  argo- 
menti diversi.  (Cod.  N.  898). 

Cod.  cart.  in  8°  p.  del  Sec.  XVII. 

Incomincia  con  rime  amorose.  Sul  cartone  leggesi  la  nota  seguente  : 
«  Alcuni  de'  componimenti  contenuti  nella  presente  raccolta  si  trovano  stam- 
pati, pochi  furono  cavati  dal  registro  delle  composizioni  recitate  in  vari 
tempi  in  una  Accademia  di  Firenze ,  li  cui  autori  li  diedero  poscia  con  le 
altre  loro  composizioni  alle  stampe  ». 

VETERANI  Francesco.  —  Aforismi  et  riflessioni  militari  dal  principio 
dell'assedio  di  Vienna  sino  all'anno  corrente  (dal  1683  aj  1693  in- 
clusivo). (Cod.  N.  1856). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Vi  sono  delle  correzioni  autografe.  É  l'esemplare  dedicato  ed  offerto  al 
Conte  Kinsky.  É  di  pregio  raccontando  Fautore  cose  da  lui  vedute,  ed  a 
cui  prese  parte. 

Vij*g£Ìo  in  Germania  ed  in  Olanda  fatto  nel  1717  e  1718  da  un  gen- 
tiluomo italiano.  (Cod.  N.  1235). 

Cod.  cart  in  8°  p. 

L'autore  di  questo  viaggio  non  dà  alcun  indizio  dell'esser  suo  e  del  suo 
nome  in  verun  luogo.  Doveva  però  esser  ricco,  e  di  nobil  famiglia,  perchè 
viaggiava  per  la  posta  ed  ebbe  inviti  alle  diverse  Corti  che  visitò.  Il  viaggio 
incomincia  da  Vienna  e  finisce  in  Olanda,  ove  rimase  interrotto. 

Viaggio  (diario  del)  fatto  dal  Card.  Pietro  Aldobrandkri  nell'andar  le- 
gato a  Firenze  per  la  celebrazione  dello  sposalizio  della  Regina  di 
Francia,  e  di  poi  in  Francia  per  la  pace.  (Cod.  N.  153). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

11  Ciacconi  [Vitae  Pontificum,  T.  IV,  col.  282)  parlando  della  legazione 
a  Firenze  del  Card.  Pietro  Aldobrahdini  per  celebrare  il  matrimonio  fra 
Maria  de1  Medici  ed  Enrico  IV  re  di  Francia,  e  del  successivo  suo  viaggio 
a  Parigi  per  trattare  con  quel  Re  della  pace,  aggiunge:  «  legati onem  fianc 
«  iterque  legati  vir  eruditus  Jo.  Bapt.  Agucchius  Ms.  complexus  est  com- 
•  mentano  ».  Egli  però  non  dice  ove  esistesse  quel  manoscritto  che  forse 
è  questo  medesimo.  Il  diario  del  Card.  Pietro  Aldobrandini  non  fu  miti  stam- 
pato, ch'io  sappia,  e  rimase  perfino  sconosciuto  al  Litta,  che,  nelle  Famiglie 
celebri,  non  lo  cita  fra  gli  autori  che  parlarono  di  questa  illustre  Casata. 

Vioatii  provisionum  Mediolani  ab  annodi 385  ad  an.  1513  ex  antiquis 
codicibus  qui  in  Archivo  eiusdem  cfvitatis  asservantur  excerpta 

(Cod.  N.  1812). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVIII. 

In  seguito  vi  è  l'elenco  dei  sessanta  Decurioni  della  città  di  Milano,  dei 
Duodecim  viri ,  dei  Giudici  delle  strade ,  delle  vettovaglie ,  della  legna  .  e 
dei  conservatori  del  patrimqnio. 


YIÒOMERCATO  (RAPHAEL  DE)  455 


VICECOMES  Johannes  Archiepiscopi^  Mediolani.  —  Ordines  ann.  1353, 
1354.  (Cod.  N.  1511). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XIV  di  fol.  64. 

t 

Il  primo  fol.  contiene  la  nomina  di  Pietro  Visconti  a  Podestà  di  Brescia, 
e  le  lettere  che  si  succedono  sino  al  fol.  44  sono  a  lui  dirette  e  riguardano 
affari  di  quella  città.  Dopo  queste  pare  siano  stati  levati  alcuni  Quinterni. 
Al  fol.  45  incominciano  ordini  e  lettere  del  Podestà  di  Brescia  Pietro  Vi- 
sconti sempre  relative  ad  affari  di  detta  città,  e  vanno  sino  al  fol.  64,  che 
è  l'ultimo  del  Codice;  ma  si  vede  che  ne  furono  levati  diversi  e  che  il  Co- 
dice è  mutilo. 

VICECOMES  Prosper.  —  Epistolae  ab  anno  1569  ad  an.  1579. 

{Cod.  N.  168). 

Cod.  cari  in  foL  picc  del  Sec.  XVI. 

Questo  Codice,  autografo ,  contiene  le  copie  delle  lettere  ch'egli  scrisse 
a  diversi  Principi  di  Baviera,  nonché  ad  alcuni  personaggi  in  Italia.  L'Ar- 
gelati  loda  il  vasto  sapere  di  Prospero  Visconti,  e  dopo  aver  parlato  della 
sua  Biblioteca  ricca  di  preziosi  Codici  antichissimi  cita  questo  volume  (T.  II, 
P.  I,  col.  1650)  che  apparteneva  allora  ai  suoi  discendenti.  Queste  lettere 
meriterebbero  d'essere  pubblicate  per  le  notizie  che  dà  anche  sopra  argo- 
menti che  riguardano  la  storia. 

VICOMERGATO  (Raphael  de).  —  Oroscopo  di  Galeazzo  Maria  Sforza. 

{Cod.  N.  1329). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Trascrivo  la  nota  di  D.  Carlo  Trivulzio  unito  al  voi.  Questo  Codice  con- 
tiene l'Oroscopo  ossia  il  Tema  celeste  della  nascita  di  Galeazzo  Maria  Sforza 
figlio  primqgenitp  di  Francesco  I  Duca  di  Milano.  La  seguente  finale  del 
Codice  esprime  ciò  che  in  esso  si  contiene:  E&plicit  liber  judiciorum,  in 
natìviiate  Oomitis  (1)  Qaleaz  Marie  Vicecomilis  Ligurum  (2)  futuri  ducis  di* 
gnenter  electi,  quem  Raphael  de  Vicomercato  composuit  Finis  1461  die  Martis 
secundo  mensis  Junii  hora  octava  precise. 

A  capo  del  Codice  vi  è  una  bella  miniatura,  la  quale  rappresenta  il  gio- 
vane principe  Galeazzo  Maria  Visconti  in  piedi  che  graziosamente  prende 
con  la  destra  il  libro  che  li  vien  sporto  da  RafaelJo  vimercato  prostrato  ai 
piedi  del  Principe.  Sopra  del  capo  di  Galeazzo  vi  è  il  Padre  Eterno  con  una 
corona  d'oro  in  mano  in  atto  di  posarla  sopra  il  capo  del  Principe.  Di  contro 
poi  a  questa  miniatura  si  leggono  i  seguenti  versi  : 

Galeaz  anguìgero  Lugurum  cum  tempora  poscent 
Regi  quemque  ducum  firmavit  maximus  heros 
Sfortiades  genitor  post  se  regnare  perhennem 
Omnis  in  Geleaz  cari  quia  cura  parentis 


(1  )  Qui  Galeazzo  Maria  si  chiama  Conte  atteso  che  i  figli  primogeniti  dei  nostri  Duchi  si  chia- 
mavano Conti  di  Pavia.  Questo  Galeazzo  Maria  fu  anch' egli  Duca  di  Milano.  Secondo  il  Muratori 
ne'  suoi  Annali  d'Italia  nacque  alli  24  di  Gennaro  1444.  Divenne  Duca  per  la  morte  di  suo  padre 
ranno  1466  e  fu  ucciso  li  26  di  Dicembre  1476  in  S.  Stefano  in  Brolio. 

(2)  L'autore  chiama  Liguria  lo  Stato  di  Milano.  Cosi  chiama  questo  paese  sì  Antonino  nel  suo 
itinerario,  che  Paolo  Diacono  nelle  sue  storie  ;  anzi  fino  al  secolo  decimo  ebbe  tal  denominazione. 
Piacemi  qui  aggiungere  che  in  una  vita  del  Filelfo  premessa  alle  sue  lettere  dell'Edizione  di  Pa- 
rigi del  1513  nominandosi  Filippo  Maria  Visconti  duca  di  Milano  vien  chiamato  Dwe  Langobar- 
derum. 


456  VILLANI  GIOVANNI 


Ut  nostris  patrum  consurgant  nomina'  rebus 
Qaem  Vici  (l)  progenies  mercati  grata  creavit 
Insubris  Raphael  offert  sua  munera.  Salve 
Rex  promisse  Deo  Latio  fulgentibus  astris. 
Perlege  quod  magnos  et  honores  dant  tibi  lata 
Namque  tuum  superum  conscendet  nomen  Olimpum. 

Questa  operetta  è  divisa  in  tre  parti,  al  capo  decimo  della  terza  parte 

1>arlasi  che  questo  Principe  supererà  le  insidie  de'  suoi  nemici,  ma  lo  stro- 
ogo  la  fallava  di  molto,  mentre  fu  assassinato  appunto  dai  suoi  nemici. 

L'Argelati  nella  Biblioteca  degli  Scrittori  Milanesi  non  fa  menzione  di 
Rafaello  Vimercati  onde  è  uno  scrittore  da  aggiungersi  C.  T. 

In  seguito  a  questa  nota  D.  Carlo  Trivulzio  ne  aggiunse  un'altra  assai 
erudita  per  dare  delle  spiegazioni  sull'abito  portato  dal  Principe,  il  quale 
ha  la  gamba  destra  calzata  di  bianco  e  la  sinistra  di  rosso.  La  si  ommette, 
perchè  non  si  riferisce  soltanto  al  Codice  presente,  ma  in  generale  al  modo 
di  vestire  di  Galeazzo  e  dei  Principi  suoi  contemporanei. 

Vie  (la)  de  Jacques  II  roy  cTAngleterre.  {Cod.  N.  1115). 

Cod.  cart.  in  fol.  p.  del  Sec.  XVIII. 

VIGNALI  Antonio  da  Siena  col  pseudonimo  di  Arsiccio  Intronata  —  Tra- 
duzione in  versi  sciolti  del  XI  e  XII  libro  dell'Eneide. 

(Cod.  N.  1110). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Il  libro  XI  è  diretto  dall'autore  alla  valorosa  signora  Madonna  Camilla 
Saracini  gentildonna  Senese  con  lettera  da  Siviglia  del  9  Novembre  tb40. 
11  libro  Ali  le  è  pure  diretto  con  altra  lettera  del  ?0  Marzo  1541. 

Il  Melzi  «  Dizionario  delle  opere  anonime  e  pseudonimo  •  Voi.  I,  pag.  89, 
parla  di  questo  autore  a  proposito  di  altre  sue  produzioni  che  furono  stam- 
pate, ma  non  parla  di  questa  traduzione  dell'  «  Eneide  • .  Il  Quadrio  lo  cita 
più  volte,  ma  e  ancora  più  scarso  di  notizie  del  Melzi.  È  opera  inedita,  ed 
ignoro  se  il  Vignali  abbia  tradotto  altri  libri  dell'  •  Eneide». 

VILLANI  Giovanni.  —  Le  cronache  dal  principio  del  Mondo  all'anno 
1299.  {Cod.  N.  149). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV  di  fol.  217. 

Incomincia  al  1°  fol.  in  rosso:  Prohgho  di  queste  cronache.  Alla  fine  vi 
è  la  nota  seguente:  «  El  quale  libro  è  scripto  tuto  per  mano  di  me  Gio- 

•  vanni  Dalpino  chomenciato  adi  xxvi  di  Luglio  effluito  questo  dì  xviiii 
%    «  daghosto  apresso  1'  anno  mccccxlviii  pregando  ciasquno  lo  leggiera  la- 

•  mendi  dove  trovassi  alquno  manchamento  che  in  verità  nonne  afa  mara- 

•  vigliarsene  se  ve  ne  troverà  abiandolo  scripto  nel  modo  facto  essi  richordo 
e  di  quello  che  ragionevolemente  mi  debbo  sempre  ricordare  io  daverllo 

•  veramente  scripto  nel  provato  luogho  zoè  in 

SIPVLCRO  VIVORVM 
PROBATIONE  AMICORVM 
EXPERIMENTO  VITIORVM. 
£  WyKT  +  LyT  +  ENDE  +  VERBEIT  + 

DEN  +  TyT  t 


(1)  Questa  spezzatura  del  nome  Vie  mercati  si  chiama  figura  rettorica  detta  Hiperbaton. 


VINCI  ANTONIO  457 


Questo  indice  non  contiene  ohe  i  primi  sette  libri  e  parte  dell'ottavo , 
cioè  sino  alla  fine  del  Cap.  XXXV. 

VILLANI  Giovanni.  —  Lib.  XI  e  XII  della  Storia  Fiorentina. 

(Cod.  N.  164). 

Cod.  cari  in  Ibi.  della  fine  del  Seo.  XIV,  di  carte  180. 

Il  Codice  incomincia  cosi  :  «  Convenevole  et  più  atto  ne  pare  per  ac- 

•  concio  di  lettori  et  meno  vilume  di  scriptura  questa  ultima  parte  della 

•  parte  nuova  cronicha  di  Gioane  Vilani  metter  in  novo  libro  et  none  sanza 

•  ragione  considerato  innovi  accessi  venuti  alla  nostra  città  di  Firenze  et 
«  sì  per  lo  diluvio  sì  per  la  nostra  libertà  ochupata  per  la  tiranescha  fei- 

•  gnoria  del  Duca  d'Atene  ».  Dopo  questa  specie  di  preambolo  segue:  «  Qui 

•  mcomentia  Tundecimo  libro  nel  quale  nel  suo  comentiamento  faremo  me- 

•  moria  d'uno  grande  diluvio  d'acqua  etc. 

Il  libro  XII  non  è  completo  essendo  mancante  dalle  parole  dei  Cap.  XLII, 
quello  che  ri  amaestra  Aristotele  nella  sua  politica  cioè  che  rettori  delle  cit- 
iodi  siano  i  più  savi  et  più  discreti  sino  al  Cap.  CI  V,  dove  si  legge  :  a  dì 
xx  di  Novembre  del  decto  anno  essendo  facta  una  congiura  et  cospiratone  etc. 
Di  qui  il  racconto  segue  senza  lacuna  sino  alla  fine  del  lib.  XII. 

Questo  Codice  è  un  po'  scorretto,  ma  ha  molte  e  singolari  varianti  dal 
testo  stampato  dal  Muratori  nel  Voi.  XIII  degli  •  Scrip.  Éer.  Ital.  ». 

VIMERCATI.  —  Antichità  e  nobiltà  della  famiglia.         (Cod.  N.  1808). 

Cod  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII,  composto  da  vari  quaderni  staccati. 

VINCEMALA  Hercules.  —  Peregrinalo  ad  Mariae  Virginis  aedem  Lau- 
retanam:  dialogi  XV-  (Cod.  N.  1109). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Questo  Codice  venne  citato  dall'Argenti  «  Bib.  Scrip.  Med.  •  T.  II,  P.  I, 
col.  1677.  Ercole  Vismara  morì  nel  -15^5  e  lasciò  diverse  opere.  Questa  è 
inedita. 

VINCI  Aotohio,  detto  il  Pistoja.  —  Rime.  (Cod.  N.  979). 

Cod.  merob.  in  8°  del  Sec.  XVI  di  pag.  388» 
ed  altre  12  di  indice  scritte  dal  Marchete  0.  G.  Trivukio. 

Poche  notizie  si  hanno  di  questo  scrittore.  Il  Quadrio,  T.  II,  pag.  310, 
si  limita  a  registrare,  in  seguito  a  quello  di  Paolo  Hier  di  Fiesco,  il  nome 
di  Antonio  Vinci  da  Pistoja  quale  autore  di  poesie  e  nel  Voi.  Ili  a  pag.  64 
gli  dedica  alcune  righe  per  due  drammi  da  lui  composti  che  furono  recitati 
ali*  Corte  di  Ercole  I  Duca  di  Ferrara.  Di  questi  drammi  parla  anche  il 
Tiraboschi  nel  Vói.  VI.  pag.  903  ma  non  dice  verbo  di  queste  poesie  che 
ritengo  inedite.  Esse  sono  tutte  in  forma  di  sonetti  colla  coda  in  numero 
di  380,  e  sopra  svariati  argomenti  Da  alcuni  di  essi  appare  che  andò  in 
Francia  ali  epoca  in  cui  Luigi  XII  stava  facendo  i  preparativi  per  calare  in 
Lombardia  alla  conquista  dei  Ducato  di  Milano ,  e  vi  parla  della  jattanza 
dei  Francesi,  e  delle  sciagure  ch'egli  prevedeva  sarebbero  cadute  sull'Italia 
per  quella  guerra.  Sono  moltissimi  i  sonetti  che  versano  sopra  questo  ar- 
gomento Ve  ne  sono  parecchi  contro  Bernardo  Bellincione,  poeta  che  fu 
caro  a  Lodovico  il  Moro. 

CakU.  TrUmUiama  {Stampato  U  i\  febbraio  m\)  Jtó 


458  VISCONTI  ANTON  MABIA 


VIRGILIO  P.  Marone.  —  Il  secondo  libro  dell'Eneide  tradotto  in  versi 
sciolti  dal  Cardinale  Ippolito  de1  Medici,  sotto  il  nome  di  Cavaliere 
errante.  {Cod.  N.  907). 

Cod.  memb.  in  8*  del  Sec.  XVI. 

La  lettera  dedicatoria  (Hl.ml  Signora)  è  scritta  sul  verso  del  1*  fol.  Al 
principio  del  libro  vi  è  una  miniatura  che  rappresenta  un  cielo  stellato  con 
una  cometa  col  motto  Inter  omnes.  Questa  traduzione  fu  stampata  a  Ve- 
nezia per  Domenico  e  fratelli  Volpini  nel  1540. 

Viriate1!  psalmorum.  [Cod.  N.,  412). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Vi  sono  alcuni  commenti  sui  Salmi,  e  molte  credenze  superstiziose  sulla 
loro  efficacia,  recitandoli. 

VISCONTI.  —  Genealogia  e  notizie  della  famiglia.  (Cod.  N.  1204). 

Cod.  cart  in  8»  del  Sec.  XV11. 

VISCONTI.  —  Genealogia  della  famiglia  con  documenti    {Cod.  N.  1752). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

VISCONTI.  —  Genealogia  e  documenti  della  famiglia  Visconti. 

(Cod  N.  1748  al  1751). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII.  4  volami. 

VISCONTI.  —  Istrumenti  antichissimi  provanti  la  nobiltà  della  famiglia 
Visconti.  {Cod.  N.  1738  al  1745) 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII.  8  voi. 

VISCONTI.  —  Notizie  storiche  e  documenti  relativi  alla  famiglia  Vi- 
sconti. (Cod.  N.  1746). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec  XVII. 

VISCONTI.  -  Miscellanea  storica.    ,  (Cod.  N.  1747). 

« 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Sul  1°  fol.  vi  è  il  titolo  seguente:  «  Varie  erudizioni  e  memorie  dame 
«  raccolte  per  comporne  un  li  oro  attenente  alla  nostra  famiglia,  alle  nostre 
a  arme  et  a  favolosi  Conti  di  Aligera  ».  —  Manca  il  nome  dell'autore,  ma 
credo  che  sia  opera  di  Vercellino  Visconti,  che  raccolte  alle  memorie  e  stemmi 
Viscontei,  esistenti  in  questa  Biblioteca,  si  troveranno  sotto  al  suo  nome. 

VISCONTI  Anton  Maria.  —  Poesie.  (Cod.  N.  1755). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVII. 

Sono  poesie  latine  scritte  nerfi  anni  1677  e  1678  mentre  era  nel  collegio 
Calchi,  e  sono  dedicate  al  Marchese  Vercellino  Maria  suo  padre, 


VISCONTI  GALEAZZO  459 


VISCONTI  Galeazzo.  —  Miscellanea.  {Cod.  N.  1436). 

Cod.  cari  in  fot.  del  Sec.  XVI  di  pag.  668. 

Questo  Codice  apparteneva  in  origine  alla  Biblioteca  dei  fratelli  Marchesi 
Visconti  che  venne  acquistata  nel  secolo  scorso  dal  Principe  Belgiojoso,  e 
quindi  passò  nella  Trivulziana.  Esso  è  un  vero  zibaldone  e  contiene  una 
miscellanea  di  cose  latine,  la  maggior  parte  di  genere  storico.  Molti  fogli 
interpolatamente  rimasero  bianchi:  è  tutto  scritto  da  una  stessa  mano  ad 
eccezione  di  pochi  fo^li  dalla  pag.  228  alla  254,  ove  da  un  ignoto  del 
sec.  xvu  furono  copiati  tre  documenti  corcernenti  G.  Galeazzo  Visconti,  cioè 
la  descrizione  de'  suoi  funerali  fatta  dall'  Azanello  :  TepitaSo  dettato  da  Vin- 
cenzo Luschi,  ed  il  diploma  di  Venceslao  imp.  del  1396.  Di  questa  seconda 
mano  non  occorre  parlare ,  non  così  dell'altra.  La  seguente  intestazione 
premessa  ad  uno  scritto  che  incomincia  a  pag.  189  ci  dà  il  nome  deside- 
rato «  Galvanei  Flammae  theologi  predicatori ae  faroiliae  ex  autographo 
«  excerpta  et  compendiose  recitata  Galeatius  Vicecomes  1523  15  Aprii, 
excerpsit  hora  17*  ». 

Oltre  a  questa  trovatisi  le  seguenti  intestazioni  che  valgono  a  provare 
che  questo  volume  è  opera  di  un_  Galeazzo  Visconti.  __ 

Pag.  6.  «  1524  Prohemium  Gz.  Vice.tU  Eqtis  ad  historia  Vice.  ». 
Pag.  7.  «  Ricobaldi  Ferrariensis  historia  a  Galeatio  Vicecomite  in  com- 

*  pendium  redactus  (sic)  ». 

»^- 

%  Pag.  43.  a  Petri  Martyris  Lampugnani  Gal0  Vicecoite  interpte  ». 

Pag.  161.  «  Galeatius  Vicecomes  recognovit  et  latinius  descripsit  Praeliu 
«  Parabiaghi  ex  cronicis  Crucini  g,b*  titulus  cronicha  de  Garbagnate  ». 

In  quest'ultima  opera  vi  sono  molte  correzioni  della  stessa  mano  del  testo: 
abbiamo  dunque  l'autografo  dello  scrittore  di  questa  Miscellanea,  cioè  di 
Galeazzo  Visconti ,  il  nome  del  quale  trovasi  ripetuto  in  altri  luoghi  che 
ommetto  per  brevità. 

L' Argelati  «  Bib.  Scrip.  Med.  »  col.  1602,  parla  di  un  Galeazzo  Visconti 
ascritto  al  collegio  dei  Giureconsulti  nel  1566  e  morto  nel  1607  egli  attri- 
buisce il  «  Preahum  Parabiaghi  »,  gli  «  Excerpta  »  da  Galvano  Fiamma,  come 
Sure  la  Cronaca  di  Pietro  Martire  Lampugnano  da  lui  veduti  nella  Biblio- 
ìca  de'  fratelli  Marchesi  Visconti.  Egli  cadde  in  un  grave  errore,  giacché  la 
data  nostra  del  1523  e  l'altra  1524  non  lasciano  alcun  dubbio  sull'età  in 
cui  visse  Galeazzo  Visconti.  É  pure»  indiscutibile  l'identità  del  nostro  Codice 
con  quello  veduto  dall' Argelati  vistane  la  sicura  provenienza.  É  vero  che 
egli  assegna  18  pagine  al  «  Praelium  »  e  20  all'  «  Excerpta  »,  mentre  invece 
ne  ha  20  il  primo  e  18  il  secondo,  ma  questa  non  è  che  una  inesattezza 
dovuta  ad  uno  scambio  di  numeri. 

Che  il  Codice  veduto  dall'  Argelati  sia  questo  medesimo,  oltreché  dalla  pro- 
venienza è  provato  chiaramente  dai  tre  opuscoli  precitati  e  dalla  genealogia 
dei  Visconti,  in  esso  contenuta,  di  Tristano  Calco  (citato  alla  col.  427)  come 
esistenti  in  un  Codice  della  suddetta  Biblioteca  dei  fratelli  Marchesi  Visconti, 
il  quale  conteneva  anche  le  Ragioni  delY imprigionamento  di  Barnaba  Vi- 
sconti.  Ora  questi  due  opuscoli  si  trovano  essi  pure  precisamente  in  questo 
*  Codice  rimanendo  così  ancor  meglio  provata  1  identità  del  Codice  veduto 
dall' Argelati  col  presente.  Bimane  a  vedere  chi  fosse  lo  scrittore  di  questo 
zibaldone.  La  genealogia  dei  Visconti  (pag.  445)  cui  segue  quella  degli 
Sforza,  venne  dal  Calco  offerta  a  Lodovico  XII  re  di  Francia  quando  entrò 
a  Milano  nel  1499.  A  questa  venne  fatta  gualche  aggiunta,  come  sarebbe 
la  morte  di  Cesare  Maria  figlio  naturale  di  Lodovico  il  Moro  e  della  Gale- 
rani  avvenuta  nel  1514:  quella  del  Card.  Ascanio  Sforza  1506,  ed  altre. 
Affatto  distinta  però  è  una  genealogia  che  fa  seguito  alla  precedente  (pa- 
gine 452  e  453).  Essa  è  affatto  speciale  ad  un  ramo  della  famiglia  Visconti, 
e  non  contiene  che  poche  generazioni.  È  la  discendenza  di  Gasparo  padre 
di  Pietro  e  di  Filippo  Maria.  Nel  Litta  essa  trovasi  alla  Tav.  13,  ma  questo 


460  VISCONTI  GALEAZZO 


documento,  che  è  autorevolissimo,  porta  un  numero  maggiore  di  nomi  «co- 
nosciuti  a  questo  autore.  Galeazzo  obbedendo  ad  un  sentimento  ben  naturale 
ha  voluto  aggiungere  all'opera  del  Calco  l'albero  della  propria  famiglia. 
In  esso  per  buona  sorte  troviamo  un  solo  Galeazzo.  Riporto  quest'albero  per 
maggior  chiarezza: 

Gaspar  Senior 


Petra*  Philippui  Maria 

i 1 1  - 

Io.  Petrus  Io.  Angelus  Gaspar  m.  Margarita  Alciata 

Gaspar  Ambrosias  senator  et  poeta 
•     u,  Cek.  Saetta 

I 

Galeaz. 

Questo  Galeazzo  è  quello  di  cui  il  Litta  dice  che  fu  cavaliere  Gerosoli- 
mitano e  che  morì  nel  1524.  Che  la  qualifica  di  cavaliere  spettasse  all'au- 
tore di  questo  Codice  è  provato  dalla  intestazione  dell'  Bistorta  Vicccomitom 
sopra  citata,  pag.  6,  ove  egli'  si  nomina  JEgues.  Parrà  strano  che  in  quel- 
l'albero genealogico  dove  registrò  accuratamente  i  suoi  molti  cugini  ,  non 
abbia  ugualmente  nominati  ì  suoi  fratelli  ;  ma  forse  ciò  gli  parve  inutile, 
non  avendo  altro  scopo  che  di  accertare  la  sua  personalità.  Abbiamo  un'altra 
sémiprova  nel  fatto  seguente.  Il  Litta  tra  i  fratelli  di  Galeazzo  cita  un 
Paolo,  capitano,  che  mori  nel  1519.  Or  bene,  la  pag.  665  e  la  seguente  di 

?uesto  Codice  sono  riempite  di  versi  e  di  epigrammi  in  morte  di  Paolo 
iaconti.  Non  havvi  Quindi  alcun  dubbio  che  il  Galeazzo  del  Codice  Trivuhiano 
sia  figlio  di  Gaspare  visconti,  di  quel  Gaspare  ben  noto  alla  Corte  di  Lodovico 
il  Moro,  autore  dei  Rhiimi  stampati  nel  1493  del  Paolo  i  Daria,  1496,  e  di 
quelle  poesie  inedite,  il  cui  autografo  trovasi  in  questa  Biblioteca  (Cod.  1 093}, 
ove  pure  vi  si  trovano  le  due  precitate  edizioni.  —  Quando  nascesse  Ga- 
leazzo è  difficile  sapere.  Nel  precitato  Codice  1093  è  notata  la  nascita  di 
Paolo  come  avvenuta  nel  1479.  Questi  era  probabilmente  il  primogenito,  ed 
il  nostro  Galeazzo  dovrebbe  essere  nato  dopo.  Si  rifletta  che  Gaspare  morì 
ilei  Marzo  1499  di  38  anni,  e  che  per  conseguenza  nel  1479  ne  aveva  18. 
Aveva  sposato  la  figlia  di  Cicco  Simonetta  nata  nel  1461.  Non  è  da  mera- 
vigliarsi di  un  matrimonio  fra  due  persone  uscite  appena  di  puerizia.  Quando 
la  convenienza  e  la  politica  li  rendeva  utili  si  videro  in  que'  tempi  sposi 
ancor  più  giovani,  valga  ad  esempio  il  matrimonio  contratto  dal  Conte 
Gerolamo  Riario,  nipote  a  Papa  Sisto  IV,  che  lo  approvò ,  con  una  figlia 
naturale  di  Galeazzo  Maria  Sforza  Duca  di  Milano,  la  quale  aveva  soltanto 
dieci  anni,  e  lo  sposo  volle  ad  ogni  patto  consumare  il  matrimonio ,  come 
consta  dai  documenti  da  me  veduti,  e  che  si  trovano  nell'Archivio  di  Stato 
Milano. 

Non  citerò  tutto  quello  che  contiene  il  Codice,  ma  soltanto  le  cose  prin 
cipaK  e  degne  di  nota. 

Pag.  7.  «  Estratto  della  Cronaca  di  Ricobaldo  Ferrarese  ».  Venne  pub- 
blicata dall' Eccard,  poi  dal  Muratori  nel  Voi.  IX  degli  S.  R.  I.  Questi  opina 
nella  prefazione  che  non  sia  opera  di  Ricobaldo  da  Ferrara,  ma  di  un  altro. 
Questo  estratto  incomincia  dal  1279*  e  va  sino  al  1313:  ma  vi  fu  poi  ag- 
giùnta una  notizia  del  1314. 

Pag.  33.  a  Fabricii  Marliani  series  Episcoporum  Placentinoram  ».  Fu 
pubblicata  dal  Muratori  nel  T.  XVI  degli  S.  K.  I.  Questo  è  uno  degli  opu- 
scoli che  l'Argelati  cita  come  esistente  nella  Bib.  Visconti. 

Pag.  43.  «  Petri  Martyris  Lampugnani  Chronicon  ».  Questa  cronaca  ine 
dita,  che  va  dal  1367  al  1485,  è  citata  dall'Argenti,  T.  II,  col.  701,  eome 
^éèistetite  netto  sopradetta  Bib.  Visconti,  e  ciò  serve  a  confermare  che  (jnesto 


VISCONTI  GALEAZZO  461 


Codice  è  precisamente  quello  da  lui  esaminato ,  stantechè  fra  quei  Codici 
Viscontei  non  trovasi  altra  copia  né  di  questo,  né  dei  precedenti  due  opu- 
scoli. 

Pag.  57.  Estratto  «  Ex  Cbronica  Piacentina  Gal.8  ».  Non  è  un  estratto 
della  Cbronica  Piacentina  edita* dal  Muratori  nel  T.  XX  dei  R.  I.  S.  Quella 
del  nostro  Codice  incomincia  dal  1397:  la  Muratoriana  ha  principio  col  1401 
e  va  sino  al  1484. 

Pag.  97.  «  Placentinorum  consulum  et  rectorum  Chronica  ». 

Pag.  129.  «  Mores  Italiae  ex  Chronica  Piacentina  ». 

Pag.  161  a  180.  «  Praelium  Parabiaghi  ex  Chronicis  quibus  titulus  est 
«  Chronaca  de  Garbagnate  Galeatius  Vicecomes  recognovit  et  latimus  de- 
ce scripsit  ».  La  Cronaca  del  Garbagnate  andò  certamente  perduta,  perchè 
non  la  trovo  citata  nò  dall'  Argelati,  né  da  altri  autori.  Questo  racconto  dif- 
ferisce dalla  relazione  di  questa  battaglia  stampata  a  Milano  da  Filippo  de 
Mantegazzi  nel  1494,  la  quale  é  in  volgare,  mentre  questa  è  in  latino.  Ed 
in  un  latino  assai  barbaro  doveva  averla  scritta  il  Garbagnate  se  il  Visconti 
trovò  di  doverla  latinius  descrìbere.  Alla  descrizione  della  battaglia  seguono 
le  notizie  storiche  che  arrivano  sino  al  1345. 

Pag.  1 89  a  306.  «  Galvanei  Flammae  Theologi  predicatori ae  familiae  ex 
«  autographo  excerpta_et  compendiose  recitata  Galeatius  Vicecomes  1523, 

«  1 5  Aprii. excerpsit  hoa  17*  » . 

In  questo  estratto  il  Visconti  non  copiò  letteralmente  la  Cronaca  di  Gal- 
vano Fiamma  detta  Manipulus  Jlorum  (edita  dal  Muratori  nel  T,  XI  degli 
S.  R.  L),  ma  tolse  le  notizie  accorciandone  il  racconto  e  talvolta  amplian- 
dolo. Incomincia  il  suo  estratto  soltanto  dal  Cap.  311,  cioè  dal  1275,  e  non 
arriva  più  in  là  del  Cap.  373,  cioè  ali  anno  1335. 

Pag.  221  a  227.  «  Ex  chronica  Johannis  Mòntii  sacerdotis  cujus  copiam 
fecit  a  Mag.  D.  Jo.  Andreas  Vicecomes  vir  huuianissimus  «« 

L' Argelati,  col.  953,  dice  che  questa  cronaca  esisteva  nella  Bib.  Archinto, 
ora  dispersa.  Non  si  sa  dove  sia  andato  a  finire  quel  Codice,  ed  è  quindi 
tanto  più  prezioso  questo  estratto. 

Dalla  pag.  228  alla  254  vi  sono  le  tre  scritture ,  più  sopra  accennate , 
risguardanti  Gian  Galeazzo  Visconti,  le  quali  sono  tutte  edite,  e  sono  quelle 
scritte  da  altra  mano. 

Dalla  pag.  317  a  415.  a  Federici  Aenobarbi  gesta  > . 

Di  questo  importantissimo  poema  esiste  un  altro  esemplare  nella  Vati- 
cana, il  quale  è  assai  scorretto,  e  di  data  anteriore,  ma  non  coevo  all'au- 
tore. Il  Prof.  Monaci  che  lo  scoprì ,  dopo  aver  fatto  esaminare  il  Codice 
Trivulziano  osservando  che  quelle  stesse  brevi  lacune  che  esistono  nel  Codice 
Vaticano  si  trovano  anche  in  questo  ,  fu  di  opinione  che  il  nostro  Codice 
fosse  una  copia  di  quello  della  Vaticana  (che  non  è  di  certo  l'originale)  fatta 
dal  Visconti,  il  quale,  buon  latinista  come  era,  vi  fece  delle  correzioni  che 
corrispondono,  in  massima  parte,  a  quelle  da  lui  proposte  nel  brano  di  questo 
poema,  ch'egli  fece  stampare  in  Roma  nel  1878.  Potrebbe  però  darsi  che  il 
visconti  avesse  fatta  la  sua  copia  sull'originale.  Comunque  sia  il  testo  del 
Codice  Trivulziano  è  di  gran  lunga  più  corretto  dell'altro.  Questo  poema, 
come  disse,  ha  una  importanza  storica  grandissima  e  sembra  scritto  da  un 
contemporaneo  del  Barbarossa.  Prima  che  io  ne  facessi  k  scoperta  in  questo 
zibaldone,  e  prima  che  in  seguito  lo  trovasse  il  Prof.  Monaci  nella  Vaticana 
se  ne  ignorava  l'esistenza  anche  in  Germania.  L' Argelati  che  ebbe  in  mano 
questo  Codice  non  vi  badò,  tratto  probabilmente  in  inganno  da  una  nota 
in  margine  al  sommo  della  pagina  ove  incomincia  il  poema,  di  scrittura 
della  fine  del  seo.  xvu,  in  cui  è  detto  che  è  stampato  in  seguito  alla  Cro- 
naca di  Benvenuto  da  S.  Giorgio  edita  a  Casale.  Ch'io  sappia  non  è  ancora 
stampato,  ad  eccezione  di  quel  L'episodio  ove  è  narrato  il  supplizio  di  Ar- 
naldo da  Brescia. 

Pag.  445  a  453.  a  Tristani  Calchi  Genealogia  Vioecomitum  ». 

È  quella  di  cui  ho  parlato  più  sopra. 


462  VISCONTI  GASPARE 


Pag.  447  a  484.  Lettera  dei  Genovesi  al  Duca  Filippo  Maria  Visconti  e 
risposte  fattavi,  scritta  da  P  Candido  Decera  brio.  Vi  sono  in  seguito  delle 
Epistolae  di  Federico  Imp.,  di  Papa  Eugenio  IV  ed  altri. 

Pag.  499.  Una  poesia  senza  nome  d'autore  col  titolo  seguente:  «Cracifixi 
«  carmina  Christus  viatorem  alloquitur:  »  seguita  da  una  lettera  di  Inno- 
cenzo Vili  a  Gian  Galeazzo  Duca  di  Milano  del  1 487  ed  una  relazione  della 
peste  di  Granata. 

Pag.  509  a  519.  «  Translatio  latina  Alcorani  ». 

É  seguita  da  un  breve  lessico  Arabo  latino.  Precede  una  lettera  ad  un 
Principe,  di  cui  non  vi  è  il  nome.  Il  traduttore  non  si  sottoscrisse.  Solo  in- 
dizio dell'esser  suo  è  il  dire  d'aver  intrapresa  questa  traduzione  per  aver- 
velo  sollecitato  :  «  K.  D.  mei  Caroli  Melntensi  auctoritas  » . 

Pag.  548  e  549.  «  Imperatoria  defensio  contra  Francorum  regem  »  1491 
e  ì  y«p*. 

Pag.  551  a  561.  «  Venetorum  excomunicatio  prò  Ferrariensi  bello.  Joan. 
«  da  Gallarate  notarius  Archiepiscopalis  transumptavit  anno  1483  ». 

Questo  Giov.  da  Gallarate  rimase  sconosciuto  air Arge lati. 

Pag.  562  a  567.  «  Petri  Nuvoloni  Carmelitae  Obser.  funebris  oratio  Fer- 
ii dinandi  Neapolitani  regis.  Mantuae  habita  in  S.  Francisco  ». 

Pag.  573,  574.  «  Nonnulla  a  Barnabove  Vicecomite  peracta  ». 

Pag.  575, 576.  Causae  quibus  IH.  Comes  Virtutum  Barnabovem  carcera vit  ». 

Pag.  665,  666.  Epigrammi  e  poesie  in  morte  di  Paolo  Visconti. 

Il  volume  conserva  la  sua  legatura  originale  in  pelle  con  tre  liste  di 
pelle  per  rinforzo. 

VISCONTI  Gaspare.  —  Rime.  (Cod.  UT.  2157). 

Cod.  memb.  in  12°  del  Sec.  XV. 

Questo  magnifico  Codice  era  nell'Archivio  del  convento  di  S.  Barnaba 
in  Milano:  fu  descritto  dal  Quadrio,  T.  II,  pag.  211:  ne  parlò  l'Argelati , 
T.  Il,  P.  I,  col.  1604:  è  scritto  in  oro  ed  argento  sopra  pergamena  che  do- 
veva essere  purpurea,  ma  che  il  tempo  fece  scolorire  e  diventare  d'un  giallo 
scuro.  La  sua  copertura  non  è  di  lamine  d'oro,  come  vuol  l'Argelati,  ma 
di  rame  dorato  con  fregi  bramanteschi ,  e  con  fiammelle  di  smalto  rosso 
emblema  delle  fiamme  amorose  descritte  nei  sonetti.  Da  uno  dei  lati  della 
coperta  rimane  un'impresa  lavorata  a  smalto  che  rappresenta  un  praticello 
fiorito  circondato  da  fiamme ,  nel  mezzo  del  quale  vedesi  un  cingolo  con 
dei  nodi.  La  spiegazione  di  questa  impresa  trovasi  in  un  sonetto  al  fol.  18 
del  Codice,  preceduto  da  queste  parole  :  «  Havendo  una  certa  Zentil  Ma- 
fi  donna  facto  avvisare  per  suo  messo  un  giovane  ch'ella  singularmente  lo 
«  amava,  lui  per  più  farsi  certo  domandò  che  ella  come  fosse  a  la  presencia 
«  sua  facesse  groppo  in  una  cintola  sua ,  il  che  essendo  seguito  parla  il 
«  seguente  sonetto  al  groppo  •  : 

Felice  groppo  a  me  dato  per  segnio 

Ch'el  mio  servir  non  spiaccia  al  mio  signore 

Groppo  per  propria  man  fatto  de  amore 

Che  de  le  voghe  sue  me  da  buon  pegnio. 
Prima  che  de  vederti  fosse  degnio 

Tu  m'eri  già  molt'anni  intorno  al  core 

Con  sì  tenace  e  con  si  dolce  ardore 

Che  a  quel  pensando  in  vita  mi  mantegnio. 
Beato  più  d'ogni  altro  e  sacro  nodo 

Che  mi  dai  nocte  e  giorno  tal  conforto 

Che  vivo  in  terra  il  ben  celeste  (rodo. 
Già  mai  del  cor  non  mi  sarai  distolto 

Però  che  stringi  con  sì  stretto  modo 

Che  anchor  me  stringerai  ch'io  sia  morto. 


VISCONTI  GASPARE  463 


Dall'altro  lato  all'impresa,  forse  guasta,  fu  sostituita  una  lamina  d'ar- 
gento colla  seguente  iscrizione: 

INTEGUMENTUM  ELABORATUM  A.  MCCCCLXXXXVI  III  FERE  POST 
SECULO  INSTAURÀTUM. 

La  costa  della  carta  è  dorata  e  vi  si  legge  impresso  : 

BE.  SF.  ANGLA  ESTENSA  DVCISSA  MEDIOLANI. 

Il  Codice  incomincia  colla  dedica  seguente  alla  Duchessa  scritta  in  oro: 
AD  ILLDSTRISSIMAM  DOMINASI  BEATRICEM  SFORTIAM  DUCISSAM 
MEDIOLANI  ANGLAM  DOMINAM  SDAM  MAXIME  COLENDAM  EJUS  HU- 
MILIMUS  SERVITOR  GASPAR  VICECOMES.  Questa  intitolazione  è  posta  in 
un  quadrato  con  ornamenti  in  argento  ed  oro,  sotto  al  quale  appare  una 
fenice  che  coir  agitar  delle  ali  accende  il  rogo  su  cui  posa.  È  questa  una 
allusione  alla  Duchessa  che  nella  dedica  è  chiamata  Unica  fenice  del  secol 
nostro  Fu  Qui  aggiunto  il  ritratto ,  erroneamente  creduto  della  duchessa , 
copiato  dal  bellissimo  quadro  di  Leonardo  .esistente  nell'Ambrosiana  e  fatto 
in  miniatura  dal  valentissimo  Cigola.  La  dedica  che  viene  in  seguito  fu 
stampata  nella  Raccolta  Milanese  Tanno  1756  dal  poeta  Cari' Antonio  Tanzi. 
Vengono  dopo  157  sonetti,  non  159  come  dice  l'Argelati,  quattordici  dei 
quali  sono  di  altri  autori.  Nel  Codice  autografo  del  Visconti  questi  sonetti 
sono  soltanto  156.  perchè  vi  manca  quello  di  Giovanni  Pietrasanta  (fol.  44) 
che  incomincia  :  La  tenace  catena  e  stretto  nodo,  il  qual  sonetto  è  in  risposta 
a  quello  del  Visconti  che  trovasi  a  carte  21  del  Codice  autografo,  e  che 
principia:  Botta  è  £  aspra  catena  e  il  fiero  nodo. 

Questa  nota  è,  in  parte,  una  riproduzione  di  quella  che  vi  fece  D.  Carlo 
Trivulzio.  Circa  l'autore  Gasparo  visconti  ed  alle  sue  poesie  vedasi  quanto 
ne  dico  nel  descrivere  il  seguente  Codice  autografo. 

VISCONTI  Gaspare.  -  Rime.  (Cod.  N.  1093). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Questo  Codice,  specie  di  Zibaldone ,  è  tutto  autografo.  Sul  1°  fol-  sono 
notate  le  nascite  di  Paolo  e  di  Faustina  nati  amendue  nel  1479  con  l'indi- 
cazione dei  segni  del  Zodiaco  occorrenti  per  trarne  il  loro  oroscopo.  Nella 
Tav.  13  del  Litta  (Famiglie  celebri)  è  notato  il  Paolo  capitano,  che  mori 
nel  1519.  Nell'agnazione  Visconti  non  ho  trovato  la  Faustina,  che  forse  mori 
nell'infànzia.  Le  poesie  incominciano  al  verso  dello  stesso  fol.  col  sonetto: 
Ogni  modo  io  voglio  esser  ìmon  compagno. 

Al  fol.  4  incomincia  la  numerazione  dei  fogli  fatta  dallo  stesso  autore  e 
che  per  conseguenza  io  seguirò,  esso  è  segnato  1.  In  esso,  vi  si  trova  la 
lettera  dedicatoria  alla  Duchessa  Beatrice  d'Este  moglie  di  Lodovico  il  Moro, 
indi  i  156  sonetti  scritti  in  oro  ed  argento  che  formano  il  Codice  descritto 
precedentemente  a  questo. 

Altre  poesie  di  metri  e  forme  diverse  sopra  molteplici  argomenti  e  di- 
retti a  varie  persone  hanno  principio  al  fol.  42  per  terminare  al  fol.  75,  dove 
al  verso  incomincia  una  commedia  in  versi  intitolata  Pasithea,  che  termina 
al  fol.  100,  poi  trovansi  altre  poesie  sino  al  fol.  1'U.  seguite  da  un  indice. 
Dopo  alcuni  fol.  bianchi  vi  è  la  favola  della  Ninfa  Eco  in  ottava  rima,  che 
però  non  è  terminata.  Passati  molti  fol.  bianchi  vi  è  una  poesia  latina  di 
scrittura  del  sec.  xvi  di  Lancino  Curti:  In  interpretatione  Aymnorum  Calli- 
machi,  che  ritengo  inedita  non  essendo  essa  fra  le  stampate  nel  1521  tanto 
nei  X  libri  Sylvarum,  quanto  negli  Epigrammaton.  Nella  Raccolta  Milanese 
che  usciva  in  luce  nel  1756  Cari' Antonio  Tanzi  pubblicò  la  lettera  di  Ga- 
spare Visconti  alla  Duchessa  Beatrice  d'Este  con  venti  dei  sonetti  tratti  dal 
già  sopra  descritto  Codice  purpureo  che  era  nell'Archivio  di  S.  Barnaba, 
li  altri  1 37  di  quel  Ms.  e  tutte  le  altre  poesie  contenute  in  -questo  sono 
inedite  non  solo,  ma  affatto  sconosciute,  non  avendone  parlato  neppure  il 
Sassi,  il  quale  sebbene  abbia  veduto  il  Codice,  come  egli  asserisce,  che  era 


\ 


444  VISCONTI  GIOVAN  BATTISTA 


nettai  Bib.  de'  fratelli  Visconti ,  non  lo  ha  di  certo  esaminato,  perchè  non 
parla  del  suo  contenuto  e  non  fa  cenno  di  uno  de'  suoi  pregi  maggiori  che  è 
ouetlo  di  essere  autografo.  In  questo  volume  non  si  trovano  le  poesie  che 
Gasparo  Visconti  fece  stampare  a  Milano  nel  1 193  col  titolo  di  Rithmi  e  che 

dedicò  «  Ad  111.™  dnm  Nicolaum  Vicecomitem  et  Goregiam  » .  Durante  la 
sua  vita  alla  Corte  di  Lodovico  il  Moro,  che  lo  ebbe  in  grandissimo  favore, 
Gasparo  fu  portato  alle  stelle  come  poeta ,  e  l'adulazione  giunse  al  punto 
di  porlo  al  disopra  del  Petrarca.  Su  di  che  il  Visconti  scrisse  un  souetto. 
che  leggesi  a  carte  2i  di  questo  Codice.  Lasciando  in  disparte  il  merito 
letterario  di  queste  poesie  dirò  che  molte  di  esse  hanno  un'importanza  per 
gli  argomenti  in  esse  trattati  e  per  le  persone  cui  sono  diretti.  Nell'opera 
precitata  di  Lancino  Curti,  ora  troppo  dimenticata,  e  pure  di  tanto  inte- 
resse storico,  o  se  vuoisi  biografico ,  si  trova  un  acrostico  ed  altre  poesie 
dirette  al  nostro  autore.  Gasparo  Visconti  nei  1  '»99  mori  nella  fresca  età  di 
9B  anni.  Anche  dopo  la  sua  morte  fu  lodato  da  molti  scrittori,  ma  ora  ira- 
meri  temente  è  scordato,  e  soltanto  lo  conoscono  i  bibliofili ,  perchè  i  suoi 
Rithmi  e  il  suo  poema  di  Paolo  e  Daria  sono  ricercati  come  libri  rari. 

VISCONTI  Giovàn  Battista   —  Opere  drammatiche.      (Cod.  N.  5  e  6). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVI.  2  voi. 

1  Voi.  Armenia.  Egloga  rappresentata  a  spese  della  città  alla  presenza 
della  Serm*  Infanta  Donna  Isabella  d'Austria  e  del  Ser.*0  Arciduca  Alberto 
suo  marito  nel  Luglio  1599. 

2  Voi.  Za  Grangia.  Tragedia  rappresentata  Tanno  1589  l'ultimo  Giovedì 
ai  Carnovale. 

L'Argelati  «  Bib.  Scrip.  Med.  »  T.  II,  P.  I,  col.  1617  cita  queste  due  pro- 
duzioni. La  prima  venne  stampata  in  Milano  dal  Malatesta  nel  1599,  e  se 
ne  trova  un  esemplare  in  questa  Biblioteca.  Questi  due  volumetti  erano 
nella  Bib.  dei  fratelli  Visconti.  Sono  autografi.  6.  B.  Visconti  scrisse  molte 
altre  opere.  I  suoi  libri  e  Mss.  alla  di  lui  morte  furono  divisi  ed  una  parte 
sola  pervenne  al  figlio  suo  Vercellino 

VISCONTI  Oiovan  Battista.  —  Relatione  della  sua  legazione  a  Roma. 

(Cod.  N.  1171). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  See.  XVII. 

G.  B.  Visconti,  di  cui  il  Laudi  e  l'Argelati  lodarono  l'ingegro  ed  il  sa- 

Sere,  fu  autore  di  molte  opere,  delle  quali  si  ha  l'elenco  nella  «  Bib.  Scrip. 
[ed.  »  T.  II,  P.  I,  col.  1116  e  seg.  Fu  Senatore  e  venne  mandato  in  mis- 
sione al  Papa  nel  1618  nell'occasione  che  il  clero  pretendeva  che  i  beni 
a  lui  appartenenti  dovessero  essere  immuni  dalle  requisizioni  militari,  gra- 
vosissime  allora  per  la  guerra  che  si  combatteva  in  Lombardia  ed  in  Pie- 
monte. Da  questa  pretesa  ne  veniva  un  aggravio  maggiore  per  gii  altri. 
Ne  fu  riferito  al  Pontefice  ed  il  Visconti  venne  incaricato  di  procurare  ap- 
presso a  S*  Stà  il  rimedio  di  queste  novità  et  turbationi.  Di  queste  tratta- 
tive egli  volle  stendere  la  relazione  per  beneficio  dei  posteri.  Questo  Codice 
rimase  sconosciuto  all'Angolati,  ma  ciò  che  parrà  strano  anche  al  Salomoni, 
che  nelle  •  Memorie  Storico- Diplomatiche»  ch'egli  fece  stampare  a  Milano 
nel  1806,  nelle  quali  dà  notizie  sulle  ambasciate  spedite  dalla  città  di  Mi- 
lano dal  15U0  in  poi,  non  parla  affatto  di  questa  missione,  benché  Orazio 
Laudi  nella  sua  opera  a  Senatus  Mediolanensis  »  a  pag  244^  a  proposito  del 
nostro  autore  abbia  parlato  di  questa  missione  scrivendo:  «  Senator  amplis- 
«  simus  Mediolanensis  diu  in  Urbe  apud  summum  pontificem  orator  », 


VISITA  ice.  465 


VISCONTI  Giovan  Battista.  —  Opera  varia.  (Cod.  N.  1176). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

L'Argelati  nella  coL  1618  cita  gli  opuscoli  contenuti  in  questo  volume 
ch'egli  ebbe  fra  le  mani.  Da  una  nota  che  trovasi  al  principio  appare  che 
ve  n  erano  alcuni  ohe  non  furono  da  lui  registrati,  e  cne  mancano  e  furono 
probabilmente  levati  prima  di  quel  tempo,  forse  per  la  natura  del  loro  ar- 
gomento. 

VISCONTI  Giovan  Battista.  -  De  eloquentia.  (Cod.  N.  1247). 

Cod.  «art  in  8»  del  Sec.  XVII.  • 

Questo  Codice  è  autografo  ed  è  citato  dall' Argelati  nella  col.  1618,  N.  IX. 

VISCONTI  Monsignore.  —  Lettere  al  Card.  Borromeo  nel  Concilio  di 
Trento  et  ancora  lettere  dei  SS.  Legati  del  Concilio  al  Card.  Bor- 
romeo.* (Cod.  N.  526). 

Cod.  eart  in  fol.  del  Sec  XVII. 

Sotto  T intestazione  Lettere  di  Mons.  Visconti  ecc.  si  legge:  «  Dove  si 
«  scorgono  molte  curiosità  con  quasi  tutte  le  cose  che  giornalmente  ne 
«  accadevano  in  Trento,  e  si  vede  il  modo  che  si  teneva,  o  che  si  poteva 
«  tenere  nel  farp  il  Concilio  detto.  L'originale  che  era  in  casa  si  mandò  a 
o  Mons.  Sfondrato  mentre  era  governatore  di  Spoleto  per  TEm^Sig. Car- 
«  dinaie  Barberino  ».  —  Queste  lettere  che  contengono  parte  della  Storia 
secreta  del  Concilio  vanno  dal  22  Maggio  1562  alh  xi  Febbraio  1563. 

VISCONTI  Uberto.  —  Carte  relative  all'assassinio  di  questo  prelato  che 
era  governatore  di  Fermo  nel  1648.  Vi  sono  diverse  lettere  ori- 
ginali. {Cod.  N.  1610). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

VISCONTI  Vercellino  —  Vita  di  Vercellino  Visconti  il  terzo  di  guesto 
nome  Signore  di  Cilavegna  descritta  da  Vercellino  Maria  Visconti 
suo  abnepote  Marchese  di  S.  Alessandro  etc.  Tanno  mdclix. 

(Cod.  N.  1753). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Vi  sono  aggiunte  notizie  sui  discendenti  di  lui.  V  opera  è  inedita ,  ed 
autografe. 

VISCONTI  Vercellino.  —  Stemma  e  genealogia  della  sua  famiglia. 

(Cod.  N.  1754). 

Cod.  eart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Visita  del  Canonico  ordinario  Francesco  Sassi  nella  Pieve  di  Abbiate- 
grasso  nel  1722.  (Cod.  N.  531). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 
QtiaL  TrivmlxUma  {Stampato  U  II  febbraio  4884)  59 


466  VITA  «te. 


▼Mtatio  plebis  Abbiati  Crassi  per  Ecc.»  D.  Joseph  S.  R.  E:  Pfttìty- 

terum  Cardinalem  Archintum  Àrchiepiscopum   Mediolani  peracta 
mense  Decembris  1703  cum  appendice  clecretorum.     {Cod.  N.  1364). 

Cod.  cari  in  ibi.  del  Sec.  XVIII. 

Questo  Codice  è  precisamente  quello  di  cui  parla  l'Argelati,  T.  II,  coli  117, 
come  opera  scritta  dal  Canonico  Daniele  Porro. 

VISMARA.  —  Rime  milanesi  e  facchinesche.1  {Cod,  N.  930). 

Cod.  cari  in  4*  del  Sec.  XVII. 

Queste  rime  inedite  rimasero  sconosciute  al  Sassi  ed  al  Predari.  Sono  di 
argomenti  diversi. 

m 

Vita  Ven.  Roberti  Card.  Bellarmini  quam  ipsemet  scripsit.  —  Segno: 
Voto  dell'Em.  Card.  Domenico  Passionei  presentato  a  N.  S.  Bene- 
detto XIV  nell'anno  1713  sulla  causa  di  beatificazione  del  Yen. 
Card.  Roberto  Bellarmino.  (Cod.  N.  106). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVIII. 


« 


È  scritto  di  mano  di  G.  B.  Castiglioni.  Vi  sono  uniti  dei  ritratti  del 
Card.  Bellarmino. 

Vita  S.  Brandani  Archiepiscopi  e  Storia  della  B.  Vergine  con  alcuni 
sermoni  in  lode  di  lei.  v  (Cod.  N.  430). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XIII. 

In  principio  del  volume  trovasi  la  seguente  nota  di  D.  Carlo  Trivulzio. 
Questo  Codice  sembra  scritto  dentro  il  sec.  xih ,  ma  contiene  cose  molto 
più  antiche  di  Quel  secolo.  Primieramente  vi  è  la  vita  di  S.  Brandano  abate 
nella  Scozia,  del  quale  parla  il  Martirologio  Romano  alli  16  di  Maggio.  Il 
Baronio «nelle  note  al  detto  Martirologio  sotto  all'accennato  giorno  dice  che 
di  S.  Brandano  molto  ne  parla  Sigiberto  nelle  cronache  all'anno  567  ed 
il  Suxio  nel  T.  VI,  ove  riporta  la  vita  di  S.  Maclodio»  come  pure  il  «  Tri- 
«  temio  de  Viris  Illusi  Ordinis  S.  Benedicti  »  Lib.  Ili,  cap.  39,  ma  in  questa 
vita  si  trovano  delle  cose  apocrife.  In  appresso  viene  un  trattatello  che  ha 
rapporto  alla  Vergine  Maria;  ecco  il  titolo:  De  quibus  parentibus  nata  futi 
B.  Virgo  Maria,  opuscolo  diviso  in  più  capitoletti  e  lavorato  alla  maniera 
dell' Bvangelium  de  nativitate  Marine,  che  si  ha  nel  Codex  apocriphus  navi 
testamenti  unito  da  Giov.  Alberto  Fabricio.  Anche  il  dotto  TP.  Ab.  Minga  • 
rolli  nella  raccolta  Anecdota  literaria  Romae  1773,  Tom.  HI,  ha  pubblicato 
un  opuscolo  di  Epifanio  monaco  De  vita  SS.**  Deiparae  liber  scritto  in  greco 
esistente  nella  libreria  del  Senator  Nani  [a  Venezia  resa  latina  dal  detto 
P.  Abate  edJarricchita  di  dotte  note.  Dopo  si  hanno  tre  omelie  in  onore 
della  Vergine. 

Vite  S.*»6  Catharinae  V.  et  M.  in  qua  multa  apocrifa  sunt  inserta. 

{Cod.  N.  358). 

God.  memb.  in, 8*  del  Sec.  XIV  di  fol.  39  mutilo. 

Il  titolo  soprascritto  si  trova  sul  1°  fol.  ed  è  di  carattere  moderno. 


VITA  ecc.  467 


▼ite  di  Tiberio   Fiorillo  detto  Scaramuccia  tradotta  dal  francese  da 
Giulio  M.  Giuseppe  Savino  Migliavacca  Novarese.       (Cod.  N.  121). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Questa  vita  fu  scritta  da  Angelo  Costantini  Milanese  che  la  fece  stam- 

fare  a  Lione  nel  1695.  Questo  autore  non  è  ricordato  dall' Argelati,  né  dal 
redari. 

▼Ite  di  Mazzarino.  (Cod.  N.  59). 

Cod.  cari,  in  8°  del  Sec.  XVII  di  pag.  366,  oltre  l'indice  che  occupa  6  fol 

In  un  lunghissimo  frontispizio  è  detto  autore  di  questa  vita  un  abbate 
Deidone  romano,  poi  ricopiata  et  amplificata  da  Aenea  Oattibista  Canuto 
delia  città  dì  Piamo.  In  Sfilano  a  di  26  Agosto  mdglix. 

Vite  del  Card.  Mazzarino  dal  dì  de' suoi  natali  sino  al  1657. 

{Cod.  N.  \%n). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Vite  e  morte  di  Giulia  Monti  composta   da  Fra  Flaminio  da  Milano 
dell'ordine  di  S.  Francesco.  (Cod.  N.  366). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII  (1746). 

Vite  e  gesta  di  Sforza  da  Gotignola  ecc.  scritta  da  Marco  di  Gotignola 
ed  altro  memorie.  (Cod  N.  544). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XV. 

Questa  biografia  dello  Sforza  tradotta  in  latino  da  Matteo  Caranto  fu  stam- 
pata in  Bologna  nel  1525.  Un  esemplare,  forse  unico,  di  questo  libro  esiste 
inserto  in  una  Miscellanea  della  Bib.  dell'Università  di  Bologna.  Ne  aveva 
parlato  il  Muratori  nella  prefazione  alla  vita  di  Muzio  Sforza  scritta  da  Leo- 
drisio  Crivelli  nel  Voi.  XiX  degli  S.  R.  I.  Credo  che  il  testo  originale  ita- 
liano sia  inedito.  Io  ne  feci  cenno  nella  mia  prefazione  alla  vita  di  Muzio 
Sforza  scritta  da  Antonio  Minuti,  che  fu  stampata  a  Torino  nel  1868  nella 
Miscellanea  edita  dalla  B.  Deputazione  di  Storia  Patria.  Alla  fine  del  vo- 
lume sono  notate  le  nascite  di  molti  (membri  della  famiglia  Sforza  e  loro 
attinenti  a  cominciare  dal  1374  sino  al  U54. 

W»  di  Sisto  V.  (Cod.  N.  152). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  See.  XVIII. 

■  Questa  vita  del  severo  Pontefice  è  scritta  da  autore  anonimo,  di  cui  non 
mi  venne  fatto  di  trovare  il  nome.  Non  è  però  quella  di  Gregorio  Leti. 
Contiene  molti  dettagli  sulle  condanne  a  morte  da  lui  ordinate  ed  è  assai 
pregevole. 

Vite  di  Innocenza  Tradati.  (Cod.  N.  371). 

Cod.  oart  in  4°  del  See.  XVII. 

Questa  donna  morì  il  2  di  Gennaio  1634  e  fu  dal  volgo  reputata  santa. 


468  VOBAGINE  (JACOBUS  DE) 


Vita  de1  Santi  Padri,  raccolte  da  S.  Gerolamo.  (Cod.  N.  544). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV. 

Questo  bellissimo  Codice  assai  ben  conservato  e  scritto  ha  le  iniziali 
miniate,  ed  a  pie  della  prima  pagina  ha  uno  scudo  sormontato  da  cimiero 
col  drago  crestato  sotto  le  due  nappe,  imprese  Visconteo  Sforzesche.  Lo 
scudo  tu  sgraziatamente  a  bella  posta  coperto  d'inchiostro  onde  impedire 
che  si  vedesse  qual  fosse.  Ai  lati  di  esso  si  vedono  le  due  lettere  T.  0.  Ap- 

S trienne  già  a  D.  Matteo  Pertusati  canonico  in  S.  Maria  della  Scala  iu 
ilano  che  lo  diede  in  cambio  a  D.  Gio.  Ant.  Trivulzio,  il  quale  lo  permutò 
con  altri  libri  col  Sig.  Pieve  Veneziano  mercante  di  libri  antichi  in  Milano, 
da  cui  lo  acquistò  D.  Carlo  Trivulzio,  e  ciò  fu  da  lui  consegnato  in  una 
nota  che  trovasi  unita  al  volume.  —  Quando  il  Manni  volle  stampare  que- 
st'opera non  trovò  un  solo  Codice  che  fosse  scevro  di  errori  di  lingua  e 
dove  ricorrere  a  diversi  Mss.  per  fare  la  sua  edizione.  Si  notano  fra  i  Codici 
molte  differenze  non  solo  nel  testo,  ma  anche  nei  capitoli,  e  ciò  si  riscontra 
anche  nelle  antiche  edizioni.  Questo  Ms.  è  pregevole  anche  per  la  corre- 
zione del  testo ,  ma  non  contiene  che  i  primi  tre  libri.  In  fine  si  legge: 
Qui  finisce  la  terza  et  ultima  parte  de  le  vite  di  Santi  ^atri ,  la  quale  si 
appella  LI  SERMONI,  mccgcxlvi  di  Novembre  fornito  felictter. 

VOLPI  Gaetano.  —  Lettere  autografe  in  numero  di  60  dirette  all'Abate 
Carlo  Barbieri  dell'Oratorio  ed  una  al  P.10  Caterino  Zeno. 

(Cod.  N.  50). 

Vi  è  unita  una  lettera  pure  autografa  di  Fr.  Michiel  Pasini  ed  una  del 
celebre  tipografo  Giuseppe  Cornino.  Trattano  di  cose  letterarie. 

VORAGINE  (Jacobus  de).  —  Legenda  aurea.  (Cod.  N.  536). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XV  di  fol.  202. 

È  scritta  in  due  colonne.  Jacopo  de  Voragine  dell'  Ordine  di  S.  Domenico 


La  leggenda  aurea  o  Longobardica,  come  era  chiamata  anticamente,  ebbe 
moltissime  edizioni  fin  dal  sec.  xv.  La  prima  che  abbia  data  certa  è  quella 
senza  nome  di  luogo  e  di  stampatore  del  1474  citata  dal  Panzer,  T.  IV, 
pag.  12.  Vuoisi  però  che  altre  senza  alcuna  nota  tipografica  e  di  anno  siano 
anteriori. 

VORAGINE  (Jacobus  de).  —  Legenda  aurea  seu  vitae  Sanctorum. 

(Cod.  N.  503). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec  XV. 

Precede  l'indice  alfabetico. 
VORAGINE  (Jacobus  ds).  —  Ghronicon  Januense.  (Cod.  N.  1495). 

Cod.  «art.  in  ibi.  del  Sec.  XIV. 

Sul  1*  fol.  leggesi  in  rosso  la  seguente  intestazione: 

«  Incipit  Cronica  de  Janua  edita  per  dnm 

«  Jacobum  de  Voragine  Archiepiscopum  Januense  ». 


VORAGINE  (JACOBUS  DE) 


469 


Alla  fine  della  cronaca,  in  margine,  le$gesi: 

«  Explicit  cronica  de  ci  vitate  Janua  cujus  ut  anni  et  textus  totus  vere 
scriberentur  et  recte  semper  de  ipsa  cronica  libros  tres  habui  pre  oculis 
ego  scriptor  ». 

Terminata  la  cronaca  al  fol.  73  si  trova: 

«  Incipiunt  memoratu  digna  scripta  et  narrata  in  capitulis  cujuslibet 
presentis  cronice  ». 
Il  Codice  è  mutilo  alla  fine  non  arrivando  che  al  fol.  81  dove  trattasi 
dell'Arcivescovo  Gualterio  da  Vezzano.  Poco  però  deve  mancare ,  perchè 
questi  fu  eletto  Arcivescovo  di  Genova  da  Papa  Innocenzo  IV  nel  1253  e 
morì  nel  1274,  e  la  cronaca  termina  all'anno  1297  non  essendovi  stati  fra 
lui  ed  il  De  Voragine c^  due  Arcivescovi,  i  quali  sedettero,  dopo  un  biennio 
di  sede  vacante,  dal  1276  al  1292. 


« 


41»  WOLP  DAVIDE 


W 


WOLF  Davide.  —  Descriptione  del  Regno  d'Irlanda,  delli  suoi  porti 
marittimi  et  cittadi  di  quella  insieme  !con  li  nomi  de  li  Vescovi 
delli  S.1  Conti  et  nobili  di  quel  regno  fatta  ad  istanzia  dell'Ili.1110 
Sig.  D.  Gianni  di  Borgia  ambasciatore  di  S.  M.  Cattolica  nel  regno 
di  Portugallio,  1574.  (Cod.  N.  1203). 

Co*,  cart.  in  8*  dtl  Sto.  XVI.  Autografo. 


sfate 


SENOFONTE  471 


X 


XENOFONTE.  —  La  Giropedia  tradotta  in  volgare.  (Cod.  JV.  304). 

Cod.  Mrt.  in  foL  del  Soc  XVI  di  toh  129. 

Questa  traduzione  è  di  un  autore  anonimo.  L'ho  confrontata  con  quelle 
del  Poggio,  di  Lodovico  Domenichi  e  di  M.  Ani  Gandini  *  ne  differisce  di 
molto.  II  lavoro  per  altro  non  è  completo  essendo  troncato  ad  un  quinto 
circa  del  VII  libro. 


472  ZIBALDONE 

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ZELO  Giorgio.  —  Giardino  Austriaco.      x  (Cod.  N.  292). 

Cod.  c&rt  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Il  Ms.  è  mutilo  al  principio  ed  in  fine. 

Al  principio  del  II  libro  leggesi:  Il  secondo  libro  del  Giardino  Austriaco 
compilato  per  Giorgio  Zelo  di  Sierra  di  Picighettone. 

L'opera  è  composta  a  modo  di  cronaca ,  ed  incomincia  dalla  nascita  di 
6.  Cristo.  Il  primo  libro  doveva  contenere  la  descrizione  dell'Europa,  ma 
non  rimane  che  quella  dell'Italia  e  precisamente  della  città  di  Trani,  e  quindi 
passa  alla  Spagna,  la  quale,  dice  Fautore,  essendo  ?  ultima  parte  di  Europa 
sarà  ancora  V  ultima  pòrte  di  la  nostra  descriptione  quale  dicemo  essere  il 
primo  libro. 

Non  rimane  alla  fine  che  parte  del  IV  libro,  in  cui  vengono  narrati  gli 
avvenimenti  sin  verso  la  mera  del  sec.  xnr.  Manca  il  resto.  Dalle  correzioni, 
cancellature  ed  aggiunte  appare  chiaramente  che  il  Codice  è  autografo. 

L'opera  è  inedita  ed  il  suo  autore  non  è  ricordato  da  alcun  bibliografo. 

ZENO  Apostolo,  -p  Lettere  autografe.  (Cod.  N.  48  e  49). 

133  di  queste  lettere  sono  dirette  al  Dottor  Gerolamo  Baruf&ldi  a  Fer- 
rara, il  quale  venne  fatto  arciprete  a  Cento.  Ad  eccezione  di  tre  sono  ine- 
dite. Altre  49  sono  dirette  a  Gian  Andrea  Burotti  a  Ferrara  e  di  queste  ne 
furono  pubblicate  13.  Trattano  di  argomenti  letterari. 

Zibaldone.  (Cod.  N.  964). 

Cod.  cari  in  8»  del  See.  XV. 

Serve  di  copertura  a  questo  curioso  Codice  una  pergamena  che  contiene 
nella  parte  interna  un  atto  notarile  del  sec.  xiv.  Al  di  fuori  è  scritta  la  data 

«  Anno  dm  mccccxxiiii  Ind.  V  »  e  più  sotto  un  Ben  entro  un  quadri- 
lungo ornato.  Sul  fol.  di  risguardo  vi  sono  delle  annotazioni  insignificanti. 
Il  Codice  incomincia  coi  sonetti  di  Fazio  degli  Uberti  sui  sette  peccati  ca- 
pitali. Al  fol.  2  verso  vi  è  una  poesia  latina  in  strofe  di  quattro  versi  rimati 
m  cui  vien  descritta  la  fine  del  mondo  che  deve  durare  15  giorni ,  colla 
rinnovazione  di  esso,  ed  altre  poesie  tanto  italiane  che  latine ,  fra  le  quali 


ZOVENZONIUS  RAPHAEL  478 


al  foL  1 1  si  trovano  dei  sonetti  di  un  Francesco  da  Vanocio  di  cui  non 
fecero  menzione  né  il  Tiraboschi,  né  il  Quadrio.  Vi  sono  pure  fram- 
miste delle  prose  ed  i  Sette  sajmi  penitenziali.  Al  fol.  44  vi  sono  alcune 
memorie  della  famiglia  dello  scrittore  del  Codice  che  incominciano  dal 
Febbraio  1429  e  vanno  sino  air  Agosto  1432.  —  Al  fol.  45  trovasi  un 
Calendario.  — •  Dopo  10  fol.  bianchi  al  63  incominciano  altre  memorie  di 
famiglia  che  hanno  principio  nel  1430  e  vanno  sino  al  1493.  —  Al  fol.  77 
Indutgeniiae  ecclesiae  Romanorum,  le  quali  terminano  al  fol.  81  colla  nota 
seguente:  Expliciunt  induìgentiae  ecclesiarum  alme  urbis  romanorum  scri- 
ptum (sic)  per  Oswaldum  Onperger  anno  dm  1437  die  veneri*  post  Anthonii 
confessoris.  —  Al  verso  del  detto  fol.  vi  sono  le  Mirabilia  urbis  Romanorum, 
che  differiscono  da  quelle  contenute  nel  col.  368  e  nel  369  di  questa  Bi- 
blioteca notate  col  titolo  di  Ghronicae;  e  non  sono  quelle  stampate  a  Roma 
dal  Planck  nel  sec.  xv.  —  Oltre  alle  curiose  poesie  latine  ed  italiane  che 
vi  si  leggono,  questo  Codice  è  pregevole  per  le  notizie  storiche  che 
sono  frammiste  a  quelle  riguardanti  la  famiglia  dell'autore.  Vi  è  no- 
tato, v.  g.,  l'arresto  del  celebre  Conte  di  Carmagnola,  la  visita  fattagli  in 
carcere  dalla  moglie  ed  il  suo  supplizio.  Il  Codice  fu  scritto  da  un  Barto- 
lomeo di  Simone  Muronovo  che  dimorava  a  Verona.  A  differenza  del  padre, 
che  era  notaro,  egli  deve  essere  stato  un  mercante,  perchè  accenna  in  un 
luogo,  al  fol  73  v,  ad  una  bottega  da  lai  occupata.  Deve  essere  morto  in 
età  molto  avanzata,  perchè  l'ultima  nota  da  lui  scritta  è  del  1489,  e  quella 
che  chiude  il  libro,  e  che  è  del  di  lui  abiatico,  è  così  concepita:  a  A  di  25 

•  Marzo  1493  mio  padre  dete  Libera  mi  sorela  per  mugere  a  Hieronimo  da 
«  Cluxon  in  Santo  Toma  insieme  cum  Mis  Inn.  Ramanzan  suo  barba  cnm 
«  dota  de  ducati  1000  ».  Questa  Libera  era  figlia  di  Francesco,  nata  il  24 
Marzo  1470  (fol.  71).  Sino  alla  data  25  Marzo  1493  non  si  fa  cenno  della 
morte  del  Bartolomeo  Muronovo,  ed  è  quindi  presumibile  che  fosse  ancora 
vivo  in  quel  giorno. 

ZILIOLI  Alessandro.  —  Storia  delle  vite  dei  poeti  italiani. 

(Cod.  K.  14). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XIX. 

Alla  fine,  prima  dell'indice,  vi  è  la  nota  seguente: 
•  Qui  finisce  la  Storia  delle  vite  dei  poeti  Italiani  di  Alessandro  Zilioli 
«  Viniziano ,  che  io  Giulio  Bernardino  di  Pompeo  Tomitano  questo  di  4 

•  Maggio  1804  al  mezzogiorno  in  punto  ho  finito  di  copiare  con  qualche 

•  diligenza  e  con  molti  confronti  da  uno  scorrettissimo  Codice  segnato 

•  N.  356  della  Sammicheliana  di  Murano  tratto  da  un'altra  copia  che  fece 

•  fare  il  chiar.m6  Apostolo  Zeno  sull'originale  medesimo  dell'autore  che  si 
«  custodisce  in  Ventimiglia  nella  Bib.  Apros  ». 

All'Istoria  del  Zilioli  precedono  le  sue  notizie  estratte  dalla  Biblioteca 
Ms.  del  Bali  Tommaso  Giuseppe  Farsetti.  —  Quest'  opera  è  tuttora  inedita 
e  contiene  sui  poeti  italiani  delle  notizie  e  aneddoti  singolari  che  merite- 
rebbero di  essere  pubblicate. 

ZOVENZONIUS  Raphael.  —  Istrias  ad  divum  Joannem  Inderbacchum 
Antistitem  Tridentinum.  {Cod.  N.  776). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XV. 

Sotto  questo  titolo  di  Istriade  si  trova  la  raccolta  in  tre  libri  di  varie 
poesie  latine  del  Zovenzoni.  —  Le  iniziali  di  ciascun  libro  sono  miniate  e 
dorate  riccamente.  I  titoli  dei  componimenti  sono  scritti  con  vari  colori.  A 
pie  della  prima  pagina  vedesi  l'arme  dell' Inderbach  accoppiata  a  quella  del 

Oliai.  Trivulrtana  [Stampato  il  28  fthbrato  J884)  60 


474  ZUCCONI  GIUSEPPE 

principato  di  Trento  e  sormontata  dalla  mitra.  Sul  recto  del  primo  fol.  di 
risguardo  si  leggono  i  seguenti  versi: 

•  Divino  quantum  Oraeci  testantur  Homero 

«  Quantum  Virgilio  Romana  potentia  gaudet 

•  Foelices  latri  tantum  Raphaello  triumphant 
«  Alter  ab  astreo  cecidit  Melibeus  Olympo. 

•  Jo.  Matthias  •. 

« 

Del  Zovenzonio  parla  con  lode  Lilio  Gregorio  Giraldi  «  De  poeti»  suorum 
«  tèmporum  •  Lib.  I,  p.  78. 

Questo  Codice  benissimo  conservato  è  quello  stesso  che  il  Zovenzonio 
fece  presentare  al  suo  mecenate  come  risalta  dal  seguente  epigramma  scritto 
in  fine  a  foggia  d'iscrizione: 

Divo  Jo.  Inderbach  Antist.  Trident. 

•  Accipe  purpureum  pater  Inderbacche  libellum 

•  Quem  dicat  ille  tibi  musa  Zovenzonii 

Finis.  Felix.  Vale. 

Il  Codice  termina  con  un  epigramma  di  Giovanni  Mattia  Clarense  al 
Vescovo  Inderbach. 

ZUCCHI  Bartolomeo.  -  Le  glorie  di  Monza.  {Cod.  N.  239). 

Cod.  eart  in  4*  del  Sec.  XVII. 

Vi  sono  molte  aggiunte  autografe,  e  vi  è  unito  un  libro  stampato  col 
titolo: 

•  Le  glorie  di  S.  Ambrogio  di  Bald.  Parravicini  » . 

ZUCCONI  Giuseppe,  minor  conventuale.  —  Opere  varie.     (Cod.  N.  112). 

Cod:  cart.  in  4°  del  Sec.  XIX  (1826). 

Questo  Codice  scritto  di  mano  del  Conte  Bernardino  Tomitano  di  Oderzo 
fu  da  lui  indirizzato  con  una  iscrizione  al  Marchese  0.  0.  Trivulzio.  Al 
principio  vi  à  fatto  a  penna,  ad  imitazione  dell'incisione»  il  ritratto  dello 
zucconi,  che  morì  nel  1478. 

Il  volume  incomincia  colle  notizie  intorno  all'autore  tratte  dalla  Libreria 
Volpi  illustrate  da  D.  Gaetano  Volpi  (Padova  Concino  I75G). 

Le  opere  del  Zucconi  consistono  in  Lettere  giocose  —  Rime  varie  — 
Rime  piacevoli  —  Rime  amorose  —  Stanze  —  Ditirambi  —  Cicalate,  ecc. 
—  Alcune  di  queste  poesie  che  erano  inedita  furono  stampate  nel  1827  in 
Venezia  per  Giuseppe  Pirotti  in  occasione  delle  nozze  Contarmi  Bentivoglio. 


3=e 


TRIVULZIO  475 


TRIVULZIO 


E 


Supplemento, 


Abojao  di  esequie  fattesi  in  Monaco  dalFEcc.mo  Principe  di  Monaco 
alla  di  lai  sorella  Donna  Giovanna  Trivulzio.  (Cod.  N.  2080). 

Cod.  cart  del  Sec  XVII. 

Vi  sono  uniti  i  seguenti  opuscoli  stampati  : 

Theodori  Prìnc.  Tnvultii  nox  atra. 

Informatione  delle  entrate  del  feudo  di  Maleo. 

Altri  opuscoli  stampati  .riguardanti  i  possessi  della  famiglia*  Trivulzio 

ALBRIONO  Giov.  Giorgio.  —  La  incoronatione  de   la  regina  Biancha 
sorella  del  re  de  Inghilterra  et  molier  del  re  Aloysio  de  Franza  a 
dì  4  Novembre  1514. 
La  intrata  qual  fece  la  prefata  regina  Biancha  dentro  de  Paris: 
fu  alli  7  de  Novembre  de  Fanno  1514. 

Lo  ordine  de  le  exequie  del  re  Aloysio  de  Franza  facto  in  Paris 
a  dì  10  de  Zenaro  Tanno  1515. 

La  intrata  del  re  Francisco  de  Franza  dentro  de  Paris  a  dì  1 5 
de  Febrario  Fanno  1515.  {Cod.  N.  2113). 

Cod.  cart  in  Ibi.  piee.  del  Sec.  XVI.. 

\ 

Nell'Archivio  Trivulziano  se  ne  conserva  l'originale.  L'AIbriono  era 
cameriere  del  Maresciallo  G.  G.  detto  il  Magno.  Fu  pubblicato  in  occasione 
delle  nozze  Trivulzio  Archi  a  to  dal  Oav.  Carlo  Rosmini  col  titolo  :  Quattro 
opuscoli  inediti  del  Sec.  XVI. 

ARGUMENTO.  Vedi  Valguarnera  ove  è  descritto  il  Codice. 

ARISTOTELES.  —  Brevis  introductio  in  logicam.  (Cod.  N.  2091). 

Cod.  cart  in  8*  del  Sec.  XVII. 

É  dedicato  al  Principe  Ercole  Trivulzio  da  Agostino  Baratelli,  che  è 
probabilmente  Fautore  di  questo  librQ. 


476  TftIVULZIO 


BESALIT  Aloisio.  —  Trattato  sopra  i   falconi  e  sparavieri  diviso  in 
quattordici  libri.  (Cod.  N.  2141). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVI  di  fol.  238. 

Questo  Codice  contiene  un  trattato  assai  diffuso  sopra  i  falconi  e  spa- 
ravieri, cioè  della  loro  natura,  delle  diverse  specie,  generazioni,  ammae- 
stramenti, mali  e  medicine.  Il  primo  libro  tratta  solo  delle  aquile»  —  Dalla 
lettera  che  sta  di  fronte  a  questo  trattato  scritta  da  Giov.  Pietro  Balbasso 
Vigevino,  si  rileva  il  nome  dell'autore  maestro  Aloisio  Besalù,  spagnuolo, 
e  che  il  correttore  e  revisore  fu  il  medesimo  Balbasso,  che  dice  d'aver  ag- 
giunto la  rubrica  ossia  tavola  de'  capitoli  e  di  aver  egli  messo  in  luce 
*  quest'opera.  —  Dopo  la  detta  lettera  segue  una  dedica  che  incomincia: 
«  Ijl.no  Principe;  la  più  parte  de  miseri  mortali  ».  Questo  Principe  era  il 
Duca  Galeazzo  Maria  Sforza  come  si  vedrà  in  seguito.  Al  di  sopra  di  questa 
dedicatoria  vi  è  una  pittura  rappresentante  un  cacciatore  con  un  falcone 
sul  pugno  e  due  cani  ai  piedi.  A  pie  di  questa  pagina  vi  è  un  piccolo 
scudo  coll'antico  stemma  Trivulzio  con  in  giro  le  parole  IO.  IACOBUS 
TRIVL.  MAR.  VI.  ET  F.  MAR. 

Oltre  alla  dedicatoria  vi  è  un'altra  lettera  intitolata  :  Argomento  del- 
l'opera,  ed  in  seguito  un  prologo,  dopo  il  quale  incomincia  il  primo  capi- 
tolo. —  Nell'ultima  pagina  si  legge:  «  Finita  l'opera  la  quale  per  oboli - 
«  gatione  et  servitute  mia  me  ha  astretto  lo  amore  et  fede  scrivendola  al 
«  piacere  et  diletto  de  lo  Ill.mo  principe  Galeacio  Maria  Duca  de  Milano 
«  Quinto  etc.  »  poi  «  Vigevii  decimo  septimo  Julii  millesimi  quingentesimi 
«  decimi  per  me  Jo.  Petrum  Belbassum  Vigeviatem  ». 

Il  carattere  è  bello  e  sì  può  crederlo  dello  stesso  Balbasso,  il  quale  dopo 
aver  fatto  il  primo  esemplare  per  il  Duca  Galeazzo  Maria  (ucciso  nel  1476 
ne  avrà  fatto  probabilmente  un  altro  nel  detto  anno  1510  per  il  Maresciallo 
Trivulzio  signore  di  Vigevauo.  —  11  Sacchetti,  Vigevano  illustrato,  pag.  87, 
parlando  della  famiglia  Barbassi,  scrive:  «  Visse  d'essa  famiglia  centocin- 
«  Quanta  anni  sono  Giovanni  Pietro  Barbasso  huomo  letterato  come  appare 
dall'antico  volume  degli  Statuti  vecchi  ». 

BELLONE  D.  Giuseppe.  —  In  universam  Aristotelis  Physicam  questiopes, 
Voi  III.  {Cod.  ti.  2089). 

Cod.  cart  in  4*  del  Sec.  XVII. 

Questo  volume,  che  è  autografo ,  fu  donato  dagli  eredi  dell'autore  al 
Princ.  Trivulzio  con  Ietterà  accompagnatoria  del  10  Maggio  16(9. 

BISSAR!  —  Memorie  della  campagna  dell'anno  1616  sotto  il  governa- 
tore di  Milano  Cardinale  Principe  Trivulzio.  (Cod.  N.  2072). 

Cod.  cari  in  fol.  p.  del  Sec.  XVII. 

Questo  autore  rimase  sconosciuto  all'Argelati  ed  anche  al  Predali.  È 
mutilo  alla  fine. 

BOCCACII  Johannis  viri  eloquentissimi  ad  Flammetara  Pamphili  ama- 
tricem  libellus  materno  sermone  aeditus.  (Cod.  N.  2142). 

Cod.  memb.  in  fol.  del  Sec.  XV  di  quinterni  13, 
nell'ultimo  de*  quali  fu  levato  un  fol.  bianco,  ed  un  altro  servì  di  risguardo  al  volume  : 

conserva  la  sua  legatura  originale  in  cuoio  impresso. 

La  prtm»  pagina  ha  un  bellissimo  contorno  miniato  con  pattini  ed  ani- 


TEIVTJLZIO  477 


mali  e  diverse  altre  vaghissime  figure.  Nella  parte  inferiore  inquadrato 
bell'ornato  vi  è  lo  stemma  Trivulzio ,  che  pare  eia  stato  anticamente  so- 
vrapposto ad  un  altro  prima  esistente.  Nella  prima  lettera  iniziale  è  rap<- 
!>resentato  Fautore  con  un  libro  in  mano.  Il  titolo  seguente  è  in  oro  sopra 
ondo  d'oltremare. 

IOHANNIS  BOCHAQI  VIRI  ELOQVENTISSIMI  AD  FLAMET 

TAM  PAMPHILI.  AM ATRICEM  LIBELLVS  M ATER 
NO  SERMONE  AEDITVS.  INCIPIT  PROL"  CV*  ARTiFiQOSV* 

À  pie  della  pagina  vi  è  scritto  in  carattere  antico  S.  Atnbrosii  Nemoris 
Medio*  Tutte  le  iniziali  sono  miniate,  e  sono  opera  della  scuola  di  6.  Am- 
brogio Bevilacqua  detto  il  liberale,  che  dipinse  nella  chiesa  parrocobiale 
ai  fyndriano.  —  Questa  operetta  del  Boccaccio  fu  stampata  per  la  prima 
volta  in  Pàdova  nel  1472  ed  è  anzi  il  primo  libro  impresso  in  questa  città. 
La  Trivulziana  ne  possiede  un  bellissimo  esemplare.  Questo  magnifico  Co- 
dice è  di  una  perfetta  conservazione. 

«  • 

CALLIMACHUS  Angelus.  —  Panegyris  Trivultia.  (Cod,  N.  2158). 

Cod.  memb.  in  8°  del  See.  XVI. 

Sul  1°  foL  è  disegnata  una  corona  d'alloro  entro  cui  è  scritto: 

NVLLI 
DEBETVR  MAIORI 

LAVREA  POMPA 

QVAM  TIBI  QVI 
IMPERIVM  LAVDE 

IACOBE  TENE8 

Sul  fol.  seguente  è  miniato  sopra  fondo  azzurro  un  trofeo  a  pie  del  quale 
è  scritto  in  oro  sopra  fondo  rosso  : 

MILIT1A  EGREGIIS  OVGIBVS 
SCEPTRA  FOVETQVE 
IMPERIVM  NON  STAS  LEGIBVS 
ARMA  TIME 

Sul  terso  dello  stesso  fol.  fu  miniata  la  statua  equestre  del  Magno  Tri- 
jralzio  armato  e  col  bastone  di  comando  :  sul  piedestallo  di  essa  è  scritto 
in  oro  sopra  fondo  azzurro: 

1NVICTISS.  ARMOR.  DVC1  IACOBO 
TRIWLTIO  QVI  MILITARE  IMP.  STREN 
VISS:  GERIT  ET  OMNIA  SVMMA  CV 
LAVpE  GVBERNAT  MERITO 
POSITA 


478  TRIVULZIO 


Il  fol.  seguente  ha  il  contorno  miniato  collo  stemma  Triv.  A  pie  della 
pagina,  allo  stemma,  è  sovrapposto  il  cimiero  sormontato  dalla  sfinge  col 
motto  NETE  SMAY.  Il  testo  è  preceduto  dal  seguente  titolo  scritto  m  oro 
sopra  fondo  rosso: 

A  CALLIMACHI  SICVLI 

IN  PANEGYRIN  TRI 

VVLTIAM  PROLÒ 

GION. 

Termina  FINIS  —  TEL02  XAPI2. 

Segue  la  vita  «  Divi  Thomas  Aquinatis  »  che  si  chiude  con  una  pre- 
ghiera per  la  stirpe  Trivulzia.  -  . 

Il  Rosmini  nella  vita  del  Magno  Trivulzio,  T.  I,  p.  613,  ha  descritto  questo 
Codice  e  diede  le  poche  notizie  che  gli  venne  fatto  di  raccogliere  intorno 
ad  Angelo  Callimaco  traendole  dalle  Dissertazioni  Vossiane  di  Apostolo  Zeno 
e  da  alcuni  passi  del  proemio  di  questo  medesimo  panegirico.  Il  Còdice  e 
le  miniature  sono  perfettamente  conservate. 

CALLIMACHI  Angeli.  —  Panegyris  Trivultia.  .     (Cod.  M  4104). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec.  XVII. 

£  una  copia  del  Codice  precedente.  Nella  parte  interna,  del  cartone,  alla 
fine,  vi  è  il  nome  di  Tomaso  Turati  che  nel  1702  possedeva  questo  Codice. 
Vi  è  unito  un  fol.  autografo  di  D.  Carlo  Trivulzio  che  illustra  il  Codice 
originale. 

Catalogo  dei  manoscritti  della  Bib.  Belgiojoso  (Cod.  N.  2258). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Catalogo  degli  stampati  della  Bib.  Trivulzio.      (Cod.  N.  2264  e  2$65). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XIX.  2  toL 

«  *  ~ 

Catalogo  della  Bib.  Rinuccini  di  Firenze.         (Cod.  N.  2259  al  2271). 

Cod.  cart.  in  fol.  mas.  del  Sec  XIX.  3  toL 

Catalogo  dei  manoscritti  della  Bib.  Rinuccini.  (Cod.  N.  2266). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX.  4  fascicoli 

CIAMPI  Sebastiano.  —  Lettere  autografe  dirette  al  Marchese  G.  Giacomo 
Trivulzio  dal  1813  al  1832.  *      (Cod.  M' 2038). 

CIS.  —  Astrologia  alPEminentissimo  Card.  Trivulzia       (Cod.  N.  2110). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVII. 

È  T  oroscopo  fatto  per  il  Pr.  Ercole  Trivulzio  nato  il  27  di  Ottobre  1597. 
Sulla  legatura  in  pergamena  vi  è  in  oro  l'arme  Trivulzia  col  cappello  car- 
dinalizio. 


TRIVULZIO  479 


COLOMBINO  Filippo.  —  Poesie.  {Cod.  N.  2103). 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec  XVII. 
i 

La  più  parte  sono  in  lode  di  S.  Filippo  Neri  e  sono  dedicate  al  Principe 
D.  Antonio  Trivulzio. 

Compendio  di  notizie  risguardanti  l'antichissima  famiglia  Trivulzio,  che 
cominciano  dal  988,  e  giungono  sino  al  principio  del  Sec.  xv. 

(Cod.  N.  2067). 

Cod.  cart  in  fol.  pica  del  Sec.  XVIII. 

Vi  è  unito  un  altro  fascicolo  che  ha  per  titolo:  «  Notizie  risguardanti 
«  a  la  famiglia  Trivulzio  ». 

COPPA  Giov.  Donato.  —  Tentativo  di  Storia  della  famiglia  Trivulzio. 

(Cod.  N.  2074). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Vi  sono  tre  copie,  oltre  P  autografo,  di  questo  libro,  che  è  dedicato  alla 
Contessa  Ottavia  Marliani  Trivulzio.  Contiene  un  estratto  dei  beni,  dei  te- 
stamenti e  lasciti,  oltre  alle  memorie  delle  cariche,  titoli  e  gesta  di  ciascun    , 
individuo  di  questa  famiglia. 

CODSSI  (Claude  de).  —  Fantaisie  sur  le  plaisant  et  bien  aymé  casal 
de  Monseigneur  Mons.  le  Rev.me  Cardinal  de  Trivulce  mon  très  re- 
doubté  et  souverain  seigneur.  (Cod.  N.  2100). 

Cod.  cart.  in  8*  pica  del  Sec.  XVII. 

Stanze  in  versi  francesi  precedute  da  una  dedicatoria  in  prosa  al  sud- 
detto Cardinale.  Il  nome  dell'autore  si  ritrae  da  un  rondeau  acrostico  alla 
fine  del  libro.  La  prima  iniziale  della  dedicatoria  è  colorata  e  dorata,  e  Io 
è  pure  l'iniziale  del  componimento  in  vèrsi. 

GRASSUS  Antonius.  —  Proema.  (Cod.  N.  2098) 

Cod.  memb.  in  8°  dei  Sec.  XV  e  XVI. 

Questo  Codice  contiene  tre  opuscoli: 

I.  Ad  excellentem  dominum  Johannem  Jacobum  Triultium  Comitem  du- 
calemque  armorum  invictum  capitaneum  et  consiliarium  :  de  gestis  ejus 
atque  laudibus. 

Questo  titolo  è  scritto  in  oro  colla  iniziale  e  fregio  dorato  e  miniato. 
In  fine  vi  è  la  data  seguente  in  carattere  rosso:  «  Neapoli  x°  Januarii 
«  m0cccc°lxxxvii0  ». 

IL  In  IU.mi  Imperatoria  Jo.  Jacobi  Trivultii  funerali  pompa  epicedium. 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVL 

È  in  versi  esametri  latini:  sembra  autografo. 
III.  Altro  epicedio  in  terza  rima  di  autore  ignoto. 

4  Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Anche  questo  paté  autografo.  Il  Rosmini  parla  di  questo  Antonio  Crasso 


4&0  TEEVULZI0 


nella  «  Vita  del  Magno  Trivulzio  »  a  pag.  608  del  I  voi.  Degli  altri  due 
poemetti  a  pag.  617  dello  stesso  volume. 

Oronaoa  di  Gian  Giacomo  Trivulzio.  (Cod.  N.  2076). 

Cod.  oart  in  4*  del  Sec  XVI. 

Si  compone  di  fascicoli  di  carta  di  dimensioni  e  di  caratteri  duerni  le- 
gati assieme  e  non  tutti  della  stessa  epoea  II  Rosmini  se  ne  servì  per  la 
sua  Vita  dèi  Magno  Trivulzio  ».  Sono  in  una  busta. 

Dooumratl  storici  dall'anno  1463  al  1499.        (Cod.  N.  2235  al  2249). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XIX.  VoL  15. 

Sono  copiati  dai  documenti  originali  esistenti  nell'Archivio  di  Stato  di 
Milano. 

Elenoo  delle  edizioni  del  Sec.  xv  che  si  conservano  nel  Museo  Trivulzio. 

(Cod.  N.  2031). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Seti  XVIIL 

ELIANO.  —  Della  istrutione  delle  squadre  tradotto  dal  latino  in  italiano 
per  Gull.  Maria  Grasso  Castronovense  e  dedicata  al  Si£  Gian  Gia- 
como Trivulzio  Marchese  di  Vigevano  e  generale  di  Francia. 

(Cod.  N,  2123). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Seo.  XVI. 

Don  Carlo  Trivulzio  aggiunse  a  questo  volume  una  sua  dotta  illustra- 
zione intorno  alla  traduzione  dal  Greco  delle  opere  di  Eliano  e  delle  edi- 
zioni che  ne  furono  fatte.  Parla  in  seguito  di  Castelnuovo  di  Scrivia,  nel 
Tòrtonese  (patria  del  traduttore  Grasso)  e  dei  signori  che  lo  possedettero 
in  feudo. 

Estratti  di  vari  Mss.  francesi  della  Biblioteca  Nazionale  di  Parigi  ri* 
sguardanti  la  Storia  d'Italia.  f   ,  (Cod.  N.  2071). 

Cod.  eart.  in  fol.  del  Seo.  XIX. 

Questa  raccolta  di  documenti  e  di  lettere  ò  importantissima  per  quanto 
riguarda  la  vita  dei  due  Marescialli  di  Francia  G.  G.  e  Teodoro  Trivulzio 
non  solo  ma  anche  quella  di  altri  personaggi  che  ebbero  grandissima  parte 
nelle  vicende  d'Italia  in  quel  periodo  di  tempo  che  fu  cosnfecondo  di  straor- 
dinari avvenimenti. 

FANIANUS  Raphael.  —  Principiuin  historiae  Trivultioruin. 

(Cod.  ti.  2138). 

Cod.  oo*  in  fol.  del  Bea  ITU. 

Sono  due  i  Codici  contenuti  nella  busta  che  porta  questo  numero.  Il 
primo  che  mi  pare  autografo  ha  al  piede  del  1°  Ibi.  la  seguènte  annota- 
zione. «  Pro  Ul.°  Card.  Trivult.  1648  *.  Parrebbe  da  ciò  .che  il  Fagnani 
avesse  scritto  questo  volume  per  il  Card.  Teodoro.  Ne  fu  levato  il  cartone. 


TBIVULZIO  481 


Il  secondo  che  è  legato  in  pergamena  ha  sul  piatto  lo  stemma  Trivulzio 
da  cui  pende  il  Toson  doro.  Vi  è  sulla  prima  pagina  il  titolo  seguente: 
«  De  Trivultiis  Illustrissimae  familiae  peculiaris  enarratio  ».  È  un  estratto 
dell'altro  Codice. 

FRÀNCESCONI  Daniele.  —  Lettere  autografe  al  Marchese  G.  G.  Tri- 
vulzio. (Cod.  N.  2036). 

L'Ab.  Francesconi  era  bibliotecario  a  Padova.  Fu  uomo  assai  erudito, 
come  appare  da  questa  corrispondenza. 

GILODI  Paolo.  —  Saggio  di  architettura  militare  dedicato  al  cittadino 
Trivulzio  ministro  della  guerra  della  Repubblica  Cisalpina.  È  diviso 
in  due  parti,  difesa  ed  attacco.  (Cod.  N.  2116). 

Cod.  cart  in  fol.  del  1803. 

Horaa  Beatae  Mariae  Virginis  secundum  usum  Romanum. 

(Cod.  #2155). 

Cod.  memb.  in  8*  del  See.  XV. 

Sul  primo  fol.  rinchiuso  in  un  ornato  leggesi  scritto  in  caratteri  d'oro 
sopra  fondo  azzurro  :  «  Horae  beatae  Virginis  Mariae  secundum  usum  Ro* 
«  manùm,  1570. 

Al  verso  dello  stesso  fol.  si  trova  lo  •  stemma  Trivulzio  bipartito  con 
quello  Estense. 

Segue  il  calendario,  poi  il  1°  capitolo  dell'Evangelo  di  S.  Giovanni  ed 
in  seguito  quello  degli  altri  tre  evangelisti.  Questi  ultimi  sono  contornati 
da' un  fregio  coir  iniziale  miniata  in  cui  si  vede  l'evangelista  che  scrive 
con  allato  i  loro  animali  emblematici.  Vengono  dopo  le  solite  officiature, 
ciascuna  delle  quali  è  preceduta  da  una  grande  miniatura  che  occupa  tutto 
il  foglio. 

Gli  ultimi  dieci  fol.  che  contengono  i  Sufragìa  sanctorum  hanno  tutti 
il  contorno  miniato.  È  scritto  in  carattere  quadrato  a  modo  di  stampa,  con 
tutte  le  iniziali  miniate  e  dorate.  Le  miniature  sono  di  stile  fiammingo  del 
sec.  xv.  Quest'Ufficio  appartenne  a  Barbara  d'Este  moglie  del  Conte  Fran- 
cesco Trivulzio.  Evidentemente  il  fol.  collo  stemma  fu  aggiunto  nel  1570 
quando  venne  legato  per  la  Contessa  Barbara. 

Indioa  della  Storiar  della  famiglia  Trivulzio  scritta  dall' Ab.  Don  Pio 
Muzio,  fatto  in  forma  di  compendio  con  ordine  alfabetico,  il  quale 
corrisponde  all'originale  di  detta  Storia  che  si  trova  nella  Biblioteca 
Ambrosiana.  {Cod.  N.  2066). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec  XVIII. 

Vi  sono  unite  delle  annotazioni  di  D.  Carlo. 

* 

Indioa  per  ordine  alfabetico  delle  materie  contenute  nei  registri  di  un 
Archivio  Milanese.  (Cod.  iV.  2122). 

Cod.  cart.  in  ibi.  del  Sec.  XVII. 

Probabilmente  sarà  stato  quello  ora  detto  di  Stato,  ohe  allora  stava  nel 
Castello  di  Milano.  . 

Coiai.  TrUmlziana  {Stampalo  U  28  febbraio  4884)  IH 


482  TBIYtJLZIO 


L«tt«r«,  decreti  ed  altre  carte  relative  al  Governo  della  Lombardia  du- 
rante il  regno  di  Maria  Teresa  e  di  Giuseppe  II  dal  1746  al  1780. 

{Cod.  N.  2042). 

Ve  ne  sono  di  stampati.  La  massima  parte  riguardano  il  Collegio  Lon- 

fone  di  Milano,  detto  dei  Nobili,  e  sono  dirette  ài  Marchese  Alessandro  Teo- 
oro  Trivulzio  che  ne  era  il  Delegato  Regio.  Vi  sono  anche  informazioni  e 
notizie;  e  fra  queste  alcune  curiose,  come  sarebbe  Quella  su  di  an  parroco 
di  Serisole  ottuagenario  che  passava  per  santo ,  al  quale  ricórrevano  gli 
ammalati  per  farsi  guarire.  Parecchi  ne  morirono,  in  forza  de'  rimedi  da  lai 
prescritti,  fra  i  quali  aveva  una  predilezione  per  il  ranno,  che  faceva  bere 
in  larga  dose,  alla  mattina,  ai  suoi  clienti. 

Lèttere  dirette  dalla  Spagna  al  Principe  Ercole  Trivulzio  da  diversi 
personaggi,  {Cod.  N.  2082). 

Cod.  cart.  in  fol  del  Sec.  XVII  (1661  al  1664) 

Queste  lettere  in  ispagnuolo  sono  originali.  Di  alcune  vi  è  la  traduzione 
fatta  e  scritta  di  mano  dell' Ab.  Pietro  Mazzuchelli.  Riguardano  affitti  pri- 
vati e  di  complimento.  Vi  sono  anche  delle  lettere  dirette  al  Pr.  Ercole  dal 
Card.  Teodoro  Trivulzio  suo  padre.  Vedi  Triv.  Teod. 

Llbto  d'imprese  •  usate  da  Sforzeschi  e  Trivulzio.  {Cod.  N.  2068). 

Cod.  cart  in  4«  del  Sec.  XVII. 

Le  figure  sono  colorate. 
Libro  de  pagamenti  dei  soldati  Alemanni.  (Cod.  N.  2069). 

Cod.  'cari  in  fol.  del  1678. 

Noti  vi  è  il  nome  del  Oapo  militare  pel  quale  tenevasi  questo  registro, 
ma  potrebbe  darsi  che  fosse  il  Marchese  Vercellino  Visconti  essendovi  sai 
cartone  un  V  ripetuto  anche  alla  fine,  dove  si  trova  un  riassunto  delle  par- 
tite  inscritte. 

MÀDRIGNANO  Arcangelo.  —  Gestarum  rerum  illustrissimi  viri  Magni 
Trivultii  lib.  IV.  {Cod.  N.  2079V 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVI. 

Il  Madrignano  fu  monaco  Cisterciense  nel  monastero  di  Chiara  valle  presso 
Milano. 

L'Argelati  parlò  di  lui  nella  «  Bib.  Scrip.  Mediol.  »  col.  829  e  2002,  dove 
cita  quest'opera,  ma  pare  ohe  non  l'avesse  mai  veduta ,  perchè  la  ricorda 
soltanto  citando  l'autorità  di  Lancino  Curti  che  scrisse  su  di  essa  alcuni 
versi. 

MÀDRIGNANO  Arcangelo.  —  Altra  copia  del  Sec.  xvm.    {Cod.  N.  Si  32). 

MADRIGNANO  Arcangelo.  —  Prefatione  sopra  li  Commentàri  deUllL* 
Pr.  Gio.  Giac.  Trivultio  di  Arcangelo  Clarevallenae.    {Cod.  ft.  21 24). 


TRIVULZIO  499 


MÀDRIGNANO  Arcangelo.  —  Gestarum  rerum  HLroi  Princ.  domini  Jo. 
Jacobi  Trivultii  Marchionis  Viglevani  exereituum  imperatoria  optimi 
Commentarti  lib.  IV.  (Cod.  N.  2063). 

Cod.  eart.  in  fol.  del  See.  XVI. 

Alla  fine  vi  è  la  Expeditio  in  Ausimenses,  della  quale  vi  è.  un  altro 
esemplare,  Cod.  1388. 

MARCALDI  Francesco.  —  Narratone  dello  Stato  della  Regina  di  Scozia 
del  Principe  suo  figliuolo.  Al  molto  Illustre  Sig.  il  Sig.  Conte  Ales- 
sandro Tnulzi.  (Cod.  N.  2105). 

Cod.  cart.  in  4°  pice.  dell'anno  1582.  « 

La  lettera  con  cui  la  Narratione  è  indirizzata  al  suddetto  signore  ha  la 
data  «  In  Milano  a'  xxn  di  Maggio  mdlxxxii  ».  É  autografa.  Vedi  altre  opere 
del  Marcaldi  nel  Catalogo  lettere  M. 

Memorie  biografiche  di  G.  Giac.  Trivulzio  detto  il  Magno. 

(Cod.  N.  2077). 

Sotto  questo  titolo,  in  una  busta,  si  trovano  i  seguenti  documenti! 

I.  Memorie  circa  il  Maresciallo  Teodoro  Trivulzio  morto  a  Lione  nel  1531 
(copia  del  sec.  xix  di  carte  esistenti  nell'Arch.  del  Luogo  Pio  Triv.). 

II.  Privilegio  di  G.  G.  Trivulzio  detto  il  Magno  concessogli  da  Lodo- 
vico XII  re  di  Francia  nel  1502. 

È  stampato  e  vi  è  unito  un  Memoriale  al  Magistrato  Cam.  del  Pr.  Teo- 
doro Trivulzio  del  1623. 

III.  Copia  di  due  lettere  scritte  da  Luigi  da  Porto  e  dal  Gelini ,  in  cui 
si  parla  del  Magno  Triv.  (copia  del  sec  xix). 

IV.  Testamento  e  codicillo  del  Magno  Triv.  Sono  stampati  e  vi  è  unita 
una  copia  Ms. 

V.  Istruzione  di  Martino  Buvolino  al  Marchese  Gian  Giac.  Trivulzio  (del 
.    sec.  xvi). 

VI.  Memorie  biografiche  del  Magno  Triv.  (sec.  xvi). 

VII.  Lettera  di  Gian  Giac.  Albriono  al  Marchese  Trivulzio,  1 515.  Originale. 

VIII.  Notizie  biografiche  del  Maresciallo  G.  G.  Triv.  (sec.  xvii).  . 

MteoelUmea  storica.  (Cod.  N.  2040). 

Cod.  cart  in  fol. 

Sono  24  fascicoli  contenenti  documenti  storici,  che  per  la  massima  parte 
si  riferiscono  a  Milano:  alcuni  di  essi  sono  assai  importanti.  Il  più  aptico 
è  una  copia  di  un  diploma  dell' Imp.  Lotario  dell' 847  risguardaate  la  corte 
di  Locate  presso  Milano.  Il  più  recente  è  del  1716,  e  contiene  le  istruzioni, 
anche  secreto,  date  al  Pr.  LOwenstein,  che  era  stato  nominato  governatore 
dello  Stato  di  Milano.  La  maggior  parte  sono  manoscritti,  alcuni  pochi  stam* 

Siti.  Trovansi  in  un  involto  e  sono  slegati.  Vi  ha  unito  la  nota  del  con- 
mito di  ciascun  fascicolo  o  documento. 

Uoellanea.  (Cod.  N.  2065) 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII  in  parte  stampato, 

I.  Tratado  de  paz  entre  està  corona  y  la  de  Francia  (stampato  in  Milano 
1660). 


484  TRIVULZIO 


IL  Prima  parte  della  relazione  delle  reali  disposizioni a  consegnare 

la  S.mi  D.  Maria  Teresa  al  Cristianissimo  Luigi  aIV  (1660). 

III.  Relazione  della  solenne  e  celebre  entrata  delle  LL.  MM.  Luigi  XIV 
e  Maria  Teresa  di  Spagna  in  Parigi. 

IV.  Vita  del  Card.  Mazarino  (Ms.  del  Dicembre  1657). 

V.  Thedori  principis  Card.  Trivultii  nox  atra  ab  Haimone  Corio  edita 
Med.Di  1657. 

VI.  Orazione  di  Mons.  Alessandro  Porro  Vescovo  di  Bobbio  pei  funerali 
del  Card.  Teodoro  Trivulzio  (1657). 

VII.  Funebris  pompa  Orsinae  Sfortiae  Vicecomitis  ab  Aymone  Corio  edita 
(1655). 

Vili.  Controversia  relativa  ai  funerali  del  Cardili.  Teodoro  Trivulzio. 

MONETA  Carlo.  —  Orazione  da  lui  recitata  nella  grand'aula  del  Col- 
legio di  Milano  alla  presenza  del  Senato  e  dei  principali  della  città 
in  occasione  che  l'Ili.0  Ordine  dei  giudici  fece  le  sue  congratula- 
zioni al  suo  alunno  Pr.  Teodoro  Trivulzio  per  il  suo  innalzamento 
alla  sacra  porpora  il  giorno  18  Marzo  1630.  {Cod.  N.  2111) 

Cod.  cari  in  fbl.  pica  del  Sec.  XVII. 

MUTIUS  Pius.  —  Historia  Trivultia.  {Cod.  N,  2140). 

Cod.  cart.  in  4»  del  Sec.  XVIII. 

* 

L'autografo  di  quest'opera  si  trova  nella  Bib.  Ambrosiana  Vi  è  unito 
un  locupletissimo  indice  (an.  1705)  ed  un  albero  genealogico. 

NAGONIUS  Jo.  Michael.  —  Carmina  varia  de  laudibus  I.  1.  Trivultii 
Magni  (Cod.  N.  2097). 

Cod.  cart.  in  b°  del  Sec.  XVI. 

Sulla  prima  carta  di  risguardo  si  legge,  in  rosso,  un  epigramma:  «  Ad 
«  Illustrissimum  dominum  D.  Jo.  Jacobum  Trivultium  Magnum  Magistrum 
«  Franciae  ductoremque  regium  fortissimum  quem  poeta  rogat  ut  legat 
•  suum  opusculum  ».  Questo  epigramma  ha  la  sottoscrizione  autografa 
«  V.  111."»  D.M  Servulus  Jo.  Michael  Nagonius  poeta  laureatus  ». —  I  titoli, 
le  iniziali  e  le  postille  marginali  sono  scritte  in  rosso. 

Il  Rosmini  nella  «'Vita  del  Magno  Trivulzio  »  (Voi.  I,  pag.  611  e  segr.) 
descrisse  questo  Codice  e  parlò  del  suo  autore ,  che  il  Tiraboschi  (Voi.  VI , 
pag  989  e  seg.)  dubitò  potesse  essere  lo  stesso  che  il  Pingbnio  che  scrisse 
altre  poesie  latine  e  fu  laureato  poeta  a  Roma.  A  confermare  questa  sua 
opinione  nota  che  amendue  si  dicono  poeta  laureati  e  portano  l'identico 
nome  di  Gian  Michele. 

NERI  (San  Filippo).  —  Lettere  da  lui  dirette  a  diversi  dal  1566  ai  1621 . 

(Cod.  N.  2039). 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec.  XVIII. 

Hot*  e  conti  di  libri,  elenchi  di  librerie  e  di  Mss.  dirette  ai  AL*  Gian 
Giacomo,  e  Giorgio  Trivulzio,  in  fascicoli  e  fogli  staccati  del  sec.  XIX. 

(Cod.  N.  2013). 

Vi  si  trovano  delle  notizie  bibliografiche  di  qualche  interesse ,  come 


TRIVULZIO  -   485 

: i 


sarebbe  la  nota  dei  Codici  che  appartennero  al  Monastero  di  S.  Ambrogio 
a  Milano. 

Notisi*'  storiche.  (Cod.  N.  2122). 

Cod.  cart.  in  fol.  del-  Sec  XVII. 

Vedi  Indice  per  ordine  alfabetico  (Cod.  2122) 
OratlonU  (de  partibus).  (Cod.  N.  2150). 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec.  XV. 

• 

Incomincia:  «  De  partibus  orationis  brevi  compendio  et  de  bis  potis- 
«  simum  que  flectuntur  Andree  fili  ad  te  seri  bere  constitui  etc.  ». 

La  prima  iniziale  ba  una  miniatura  ed  un  fregio,  ed  a  pie  della  pagina 
lo  stemma  Trivulzio.  Sul  cartone  in  fine  del  volume  nella  parte  interna  è 
scritto:  «  Hic  liber  est  Renati  Trivultii  ci  vis  Mediolanenòis  ». 

Órdine  (lo)  de  le  esequie  del  quon  IU.mo  Signor  Jo.  Jacomo  Trivultio 
gran  mareschiallo  de  Franza  facte  in  Milano:  ad  honor  primo  del 
omnipotente  Ydio  et  poi  del  prefato  Signore.  Amen  Deo  gratias. 

(Cod.  N.  2112). 

Cod.  cart.  in  fol.  piec.  del  1519. 

Oroioopo  nella  nascita  del  Conte  di  Bassignana  e  Musocco. 

{Cod.  N.  2108). 

Cod.  memb.  in  4°  del  Sec.  XVI. 

Gian  Francesco ,  pel  quale  fu  fatto  questo  oroscopo  era  figlio  di  Gian 
Nicola,  il  quale  premorì  al  padre  nel  1512  Gian  Francesco  nascendo  ebbe 
il  titolo  di  Conte  di  Musocco  e  di  Bassignana:  titoli  che  spettavano  al  pri- 
mogenito della  casa.  La  contea  di  Musocco  era  stata  comperata  dall'avolo, 
il  celebre  G.  Giac.  detto  il  Magno.  Il  feudo  di  Bassignana  era  stato  con* 
cesso  al  medesimo  da  Lodovico  XII  re  di  Francia  nel  1500.  Gian  Francesco 
nacque  il  Venerdì  5  d'Ottobre  del  1509.  Ebbe  una  vita  molto  avventurosa, 
e  morì  in  Mantova  nel  1573.  Se  ne  può  leggere  la  biografia  nelle  Famiglie 
celebri  del  Litta,  Tom.  IV,  Tav.  III.  Il  di  lui  ritratto,  opera  del  Morone,  si 
conserva  nella  famiglia. 

« 

PALEOLOGO  (Giov.  Batt.  Diana).  —  Il  Cavaliere  ravveduto:  idee  poli- 
tiche morali.  (Cod.  N.  2092). 

Cod.  cart.  in  8°  picc.  del  Sec.  XVII  di  pag.  scrìtte  96. 

Sopra  un  fol.  non  numerizzato  si  trova  a  modo  di  frontispizio  quanto 
segue  : 

«  Il  Cavalier  ravveduto:  idee  politiche  e  morali  di  Giov.  Batt.  Diana 
«  Paleoiogo  Secre.i0  Gentil.0  di  S.  E.  il  Sig.  Princ.  Trivultio  ed  Accademico 
a  faticoso  ». 

É  un  romanzo  politico:  non  è  terminato:  vi  sono  delle  correzioni  di  pa- 
role che  indicherebbero  che  fu  riveduto  dall'autore. 

Poeti*  diverse.  (Cod.  N.  2014). 

Grossa  cartella  di  poesie  del  sec.  xvm  e  del  sec.  presente,  parte  inedite, 


480  TBIVULZIO 


alcune  col  nome  dell'autore,  moltissime  anonime.  Trattano  (Tornii  genere 
d'argomenti.  Sono  fogli  staccati.  Vi  è  anche  un  volume  del  Capito  le  dei 
frati  del  Chiesa. 

PORRO  Alexandre.  —  Le  très  grand  Trivulce,  c'est  à  dire  la  vie  de 
Théodore  Cardinal  Prince  Trivulce  gouverneur  de  Milan  oratoire- 
»  ment  descripte  et  representée  par  nllusme  et  reverendissime  sei- 
gneur  Alexandre  Porri  évesque  et  Comte  de  Bobio  aux  funérailles 
solemnement  faites  et  célébrées  pour  ses  obsèques  en  Téglise  de 
Saint  Pierre  Gessate  à  Milan  le  f  2  Mars  1 657  dédié  à  I.  G.  Prince 
Trivulce.  Imprimé  à  Milan  et  traduit  d  Italien  en  Franqais  P.  S- 
(Philippe  Savageot).  (Cod.  N.  1206). 

Ood.  cari,  in  4°  del  Sec.  XVII. 

L'Argelati  nel  T.  II,  col.  11 13,  all'articolo  Alessandro  Porro  citò  l'ora- 
zione latina  da  questi  recitata  probabilmente  a  Pavia,  ove  il  Card.  Teodoro 
morì  ai  3  d'Agosto  nel  1656  (per  errore  di  stampa  vi  è  detto  1616)  e  quel- 
l'altra ia  italiano  recitata  nella  chiesa  di  S.  Pietro  in  Gessate  nel  1657,  in 
occasione  delle  solenni  esequie  ivi  celebrate ,  ma  non  fa  cenno  di  questa 
traduzione  francese,  che  forse  egli  non  conobbe. 

REBUCCO  Antonio.  —  Vita  del  Magno  G.  Giacomo  Trivulzio. 

(Cod.  N.  2184  e  1186). 

Cod.  eart.  in  foL  del  Sec,  XVI. 

L' Argelati  non  ha  citato  questo  autore ,  ma  lo  fu  dal  Predari  (Bibliog. 
Mil.,  pag.  534).  Il  Rebucco  era  cameriere  del  celebre  capitano:  narra  la 
vita  ai  lui  incominciandola  dal  1450  e  proseguendola  fino  alla  sua  morte, 
in  forma  di  diario.  Questo  Codice  è  autocrata  Ognuno  può  immaginare  di 
quanto  valore  sia  per  la  Storia  la  narrazione  di  un  testimonio  oculare  delle 
gesta  di  un  tal  personaggio.  Il  Rosmini  se  ne  valse  assai*  Si  compone  di 
vari  fascicoli.  —  Nella  stessa  busta  vi  è  una  copia  di  questo  lavoro  fotta 
dall' Ab.  Mazzuchelli  nel  1807. 

« 

REBUCCO  Antonio.  —  Vita  del  Maresciallo  Trirulzio.    (Cod.  N.  2136). 

Cod.  cari  in  foL  del  Sec  XVI. 

I 

Questo  pure  è  autografo.  Nell'interno  della  copertura  vi  è  il  nome  se- 
guente: a  Canonici  Jonannis  Andreae  Irici  I.  C.  et  tbeologi  Tridinensis  ». 

Bitratti  di  personaggi  della  famiglia  Trivulzio  e  loro  imprese.  Voi.  4. 
Sono  rozzi  dipinti  sopra  cartoncino  azzurro.    {Cod.  N.  2117  al  2120), 

I  ritratti  contenuti  nel  I  e  II  Voi.  sono  tutti  dipinti  in  chiaro  scuro.  Sul 
1°  fol.  del  III  vi  è  la  seguente  intestazione:  «  Imagini  ricavate  dal  natii  - 
«  rale  di  molti  personaggi  della  Casa  Trivultia,  e  particolarmente  dalle  ga- 
«  lerie  di  Codogno,  Mausoleo  Trivultiano  di  S.  Nazaro,  Salone  di  Formipara, 
«  lapide  e  medaglie  antiche  così  di  marmo  come  di  bronzo ,  archivio  de 
,  «  Principi  Trivuftii,  de  Conti  di  S.  Fiorano,  Marchesi  Trivuitii  de  Homate  » . 
I  ritratti  di  questo  III  Voi.  sono  a  colori  diversi. 

Nel  quatto  Voi.  si  vedono  molte  delle  imprese  Trivulzie,  colla  loro  spie- 


TBIVULZIO  487 


gazione,  dove  si  trovano,  e  quando  incominciate.  Da  alcune  di  esse  appare 
ohe  sono  scritte  da  un  membro  di  questa  famiglia,  ma  non  si  sa  da  quale. 
Vi  sono  pure  alcuni  ritratti. 

ROSMINI  Carlo.  —  Lettere.  (Cod.  N.  2033,  2034  e  2035). 

Queste  lettere  sono  divise  in  tre  volumi  : 
Il  1°  contiene  quelle  dal  1798  al  1804. 
Il  2°  dal  1805  al  1809 

Il  3°  dal  1810  al  1826.  Sono  autografe  e  dirette  al  Marchese  Gian  Gia- 
como Trivnlzio. 

SCAURUS  Franciscus.  —  De  laudibus  Jo.  Ja.  Trivultii  Magni. 

.  {Cod.  N.  2096). 

Cod.  memb.  in  8°  del  Sec.  XVI. 

Lo  Scauro  nel  mandare  il  suo  poema  al  Trivulzio,  scritto  su  carta ,  (rii 
dice  che  se  questo  gli  piacerà,  verrà  trascritto  su  pergamena  e  forse  anche 
stampato.  Pare  che  le  lodi  dello  Scauro  siano  piaciute  al  Maresciallo,  perchè 
infatti  il  presente  Codice  è  membranaceo.  L'autore  fu  Novarese,  come 
egli  stesso  dichiara  nell'indirizzo  della  lettera  dedicatoria.  Il  Rosmini  parla 
di  questo  poemetto  a  pag.  609  del  I  Voi.  della  «  Vita  del  Magno  Trivulzio  ». 

Stemmi  ed  imprese  dei  Trivulzio.  {Cod*  N.  2168). 

Cod.  cari  in  4«  g.  del  Sec.  XVII. 

Stimmi  ed  imprese  dei  Trivulzio.  (Cod.  N>  2266). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Stemmi.  —  Altro  simile.  (Cod.  N.  2267). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Questi  tre  Codici  sono  sopra  carta  assai  sostenuta ,  quasi  cartoncino 
Sono  colorati  ed  in  alcune  pagine  vi  è  la  spiegazione  dell'impresa ,  ed  in 
qual  occasione  venne  usata. 

Stemmi  di  famiglie  diverse  alleate  per  matrimonio  coi  Trivulzio. 

[Cod.  N.  2268). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII,  sono  47  fogli  staccati. 

Stèmmi  ed  imprese  diverse.  {Cod.  N.  2269). 

Cod.  cart.  del  Sec  XVIII. 

Sono  fol.  34  sciolti  di  imprese  e  stemmi  di  famiglie  diverse. 
STORIONI  Fidklis  àntomto  Màrìus.  —  Ad  Illustrissimum  onnipotentem 


488  TBIVULZIO 


dominum  d.  Johannera  Jacobum  Triultium  Marchionem  Viglevani 
Mareschalcum  Franco  rum  dictatorem  dignissiraum  Fidelis  Anton  ii 
Parmensis  Panegyris  Marii  Sturioni.  (Cod.  N.  2099). 

Cod.  cart.  in  4*  del  Sec.  XVI. 

Sul  primo  fol  vi  è  un  epigramma  che  serve  di  dedicatoria.  La  prima 
pagina  del  Panegirico  ha  l'iniziale  d'oro  sopra  foiido  azzurro  con  un  fregio. 

A  pie  della  pagina  vi  è  Tarme  Trivulzio  colle  iniziali  TOT  1A.  del  nome  del 
Maresciallo.  In  fine  leggonsi  alcuni  versi:  «  Ad  musam  ut  adoat  dom  m 
«  Illustriss.  Trivultii  ». 

Il  Rosmini  nella  «  Vita  del  Magno  Triv.  »  (T.  I,  pag.  613)  parlando  di 
questo  Codice  dice  di  non  aver  trovato  notizie  di  questo  autore  neppure 
negli  «  Scrittori  Parmigiani  »  del  P.  Ireneo  Affò. 

TESTA  Francesco.  —  Lettere  autografe  dirette  al  M.w  G.  Giac  Trivulzio 
dal  1811  al  1830.  (Cod.  N.  2037). 

TOMITANO  Giulio  Bernardino,  e  Clementino  suo  figlio.  —  Lettere  au- 
tografe dirette  al  M.M  G.  Giacomo  Trivulzio  dal  1809  ai  1828. 

(Cod.  N.  2032). 

TRIVULZIO.  —  Documenti  originali  in  pergamena  in  N°  di  11  chiusi 
in  una  busta.  (Cod.  N.  2060). 

I.  Privilegio  accordato  dal  Vescovo  di  Mantova  Card.  Francesco  Gonzaga 
al  Magnifico  Jo.  Jacobo  Trivulzio  di  eleggersi  un  confessore  che  lo  assolva 
dagli  omicidi  da  esso  commessi  personalmente,  o  da  lui  comandati,  1483. 

IL  Sentenza  nel  processo  pel  feudo  di  Castelnuovo  mosso  da  Galeazzo 
Sanseverino  al  Marchese  Io.  la.  Trivulzio,  1520.  Vi  è  appeso  il  gran  sigillo 
in  cera  rossa  del  re  di  Franbia  Francesco  I. 

III.  Dispensa  accordata  da  frate  Grattano  da  Fuligno  per  la  messa  Uffici 
digiuni  etc.  al  Nob.  Agostino  Trivulzio  ed  alla  di  lui  moglie  Susanna,  1502. 

IV.  Testamento  del  Conte  Giov.  Trivulzio,  1548. 

V.  Approvazione  del  decreto  del  Maresciallo  Jo.  Ja.  Trivulzio  in  favore 
dei  Bentivoglio,  1499.     . 

VI.  Diploma  in  tedesco  del  1550. 

VII.  ferramento  per  il  Vescovo  di  Parma  ed  Arasmino  ed  altri  consorti 
Trivulzio,  1453. 

Vili.  Altro  simile  dello  stesso  anno. 

IX.  Dispensa  di  matrimonio  fra  Urbano  e  Donnina  Trivulzio,  1501. 

X.  Tre  diplomi  in  favore  del  Princ.  Teodoro  Trivulzio  con  due  copie  in 
carta  della  traduzione  in  tedesco.  Sec.  x vii. 

XI.  Sei  scritture  concernenti  il  trattato  col  Duca  di  Parma  per  mettere 
la  posta  in  Casale.  Sec.  xvii. 

TRIVULZIO.  —  Lettere  dei  Signori  Trivulzio  dall'anno  1482  al  1496, 
copiate  dagli  originali  documenti  esistenti  nell'Archivio  dei  Duchi 
di  Milano  (ora  di  Stato).  .      ,  (Cod.  N.  2220  al  2228). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX.  0  voi. 

TRIVULZIO.  —  Lettere  e  corrispondenze  degli  Ill.mi  Signori  Trivulzio 


datai.  TV-fonfetaiia 


fMttmjM»  li  ST/Ufa*  4«tt) 


6* 


TBIYUL?IQ  4§? 


favate  come   le   precedenti  dall'Archivio  di   Stato    dal    12H    al 
1531.  (Cod.  N.  2229  al" 2234). 

Cod.  c*rt  in  fol.  dal  8ee.  XIX.  0  toI. 

TR1VULZI0.  -  Miscellanea  e  documenti.  (Cod.  N.  2250  al  2256). 

Sono  flette  cartelle  di  copie  di  istrumenti  di  epoche  diversa. 

Cart.  1.  (Corf.  N.  2?50). 

Miscellanea  I.  N.  12  documenti  dal  146?  al  1536. 
Miscellanea  IL  Documenti  25  dal  1487  al  1697. 
Miscellanea  IH.  Documenti  4  dal  1 499  al  1 520  ri$guprfla||ti  il  femìfl  di 
Castelnuovo  Tortonese.  • 

Cart.  IL  {Cod.  K  2251). 

Documenti  Nam.  36  risguardanti  Gian  Giacomo  Trivulzio  emanati  da 
luigi  XII  re  di  Francia  dal  1499  al  1513. 

Cart.  III.  {Cod.  N.  2252). 

Miscellanea  I.  Documenti  N.  8  dal  1477  al  1513  riguardano  il  Maresciallo 
G.  Giacomo  Trivulzio. 

Miscellanea  IL  Doc.  N.  3  dal  1485  al  1517,  riguardano  il  Maresciallo. 

Miscellanea  III.  Doc.  N.  4  dal  1475  al  1487,  privilegi  e  feudi  p$l  Napp- 
Jetaoo  del  Maresciallo. 

Miscellanea  IV.  Doc.  N>  4.  Lettere  al  Maresciallo  Trivulzio  dal  1498  al 
1514  (scritte  da  Venezia). 

Miscellanea  V.  Diploma  di  Federico  III  Imp.  per  il  feudo  di  Musocco 
(1487)  del  Maresciallo. 

Miscellanea  VI.  Diploma  di  Massimiliano  Imp.  1516  del  Maresciallo. 

Miscellanea  VII.  Documenti  N.  13.  Diplomi  e  patenti  di  Carlo  VIII  dal 
1494  al  1496,  e  transunti  di  altri  successivi  sino  al  1518.  Del  Maresciallo. 

Miscellanea  VIII.  Documenti  N.  8  dal  1515  al  1517  di  Francesco  I  redi 
Francia.  Del  Maresciallo. 

Miscellanea  IX.  Patente  di  Enrico  II  re  di  Francia  del  1517  al  Sig.  Fran- 
cesco Trivulzio- 

i 

Cart.  IV.  {Cod.  N.  2253). 

Miscellanea  I.  Docmneitfi  N.  8  dal  1499  al  1503.  Riguardano  lg  contea 
di  Pezenas  in  Francia,  del  Maresciallo. 

Miscellanea  IL  Documenti  2  dal  1502  al  1553:  riguardano  Vigevano  e 
la  famiglia  Trivulzio. 

Miscellanea  HI.  Documenti  N.  41  dal  1480  al  15)8,  riguardano  Mtpoqco 
e  la  Val  Misolcina,  del  Maresciallo. 

Miscellanea  IV.  Documenti  N.  17  dal  1517  al  1665,  riguardano  affari  e 
personaggi  diversi  della  famiglia  Trivulzio. 

C**t.  V.  {Cod.  N.  2254). 

Miscellanea  di  documenti ,  alcuni  originali  in  foL  staccati,  di  materie 
diverse:  la  maggior  parte  riguardano  la  famiglia  Trivulzio. 

Caldi.  Tripulziana  [Stampalo  li  28  febbraio  4884)  62 


4M  TBIVULZIO 


Cart.  VI.  {Cod.  N.  2255). 

Miscellanea  di  documenti ,  alcuni  originali ,  ma  per  la  maggior  parte 
copiati  riguardanti  la  famiglia  Trivulzio.  Vi  sono  testamenti,  copie  di  dodici 
e  libri  cbe  trattano  di  cose  relative  alla  detta  famiglia. 

Cart.  VII.  (Cod.  N.  2256). 

Miscellanea  di  copie  di  documenti ,  libri  stampati ,  alberi  genealogici , 
statuti  ecListrumenti  diversi  risguardanti  la  famiglia  Trivulzio,  e  terre  del 
contado  Milanese. 

MUoellanea  Trivulzio.  (Cod.  N.  2078). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XV  e  XVI,  in  busta. 

Sonò  N.  44  fascicoli  o  fol.  contenenti  documenti  che  riguardano  la  fa- 
miglia Trivulzio  ed  in  particolar  modo  il  Maresciallo  6.  Giac.  detto  il  Magno, 
ed  il  Maresciallo  Teodoro.  Erano  legati  assieme,  benché  non  tutti  di  ugual 
dimensione,  e  serviva  loro  di  coperta  una  pergamena,  con  miniature,  di- 
retta ad  un  pontefice ,  di  cui  manca  il  nome ,  nella  quale  diversi  membri 
della  famiglia  Taverna  chiedono  diversi  privilegi,  fra  i  eguali  la  facoltà  di 
eleggersi  un  confessore  che  li  possa  assolvere  dai  peccati  riservati.  La  do- 
manda venne  loro  accordata  colla  semplice  formula,  senza  sottoscrizione. 
Fiat  ut  petitur. 

Miscellanea  Trivulzio.  —  Scrittori.  {Cod.  N.  2062). 

Cod.  cart.  in  8»  del  Sec.  XIX. 

Contiene  le  copie  dei  seguenti  Codici  che  esistono  in  questa  Biblioteca. 

1.  Antonii  Crassi  carmina  ad  magnum  Jo.  Jacobum  Trivultium. 

2.  Francisci  Scauri  carmina  ad  magnum  Jo.  Jacobum  Trivultium. 

3.  Michaelis  Nagonii  Panegyris  ad  magnum  Jacobum  Triv. 

4.  Antonii  Marii  Sturionis  Panegyris  ad  magnum  Jo.  Jac.  Triv. 

5.  Callimachi  Siculi  Panegyris  Trivultia. 

6.  Vita  divi  Thomae  Aquinatis. 

7.  Ad  IH.™  dnm  Joh.Franciscum  Triv.  Epistola. 

8.  In  IH.1111  Imperatoris  Jo.  Ja.  Triv.  funerali  pompa  epicedium. 

TRIVULZIO  Alessandro.  —  Lettere  autografe  da  lui  dirette  alla  Con- 
tessa Veterani  nata  Trivulzio  sua  zia  dal  1717  al  1725, 

(Cod  N.  2084). 

TRIVULZIO  Alessandro.  —  Lettere  di  stampatori  e  librai  dirette  allo 
stesso.  Autografe.  (Cod.  N.  2083). 

TRIVULZIO  Alessandro.  —  Lettere  di  diversi  dirette  allo  stesso. 

(Cod.  N.  2085,  2086  e  2087). 

Cod.  cart.  del  Sec.  XV11I.  3  voi. 

Queste  lettera,  tutte  autografe,  sono  disposte  per  ordine  alfabetico.  Se 


TRIVULZIO  491 


ne  trovano  del  Muratori  e  di  altri  letterati  e  personaggi  distinti  di  quel 
tempo.  È  una  preziosa  raccolta  che  può  servire  anche  alla  storia  letteraria 
del  secolo  scorso. 

TRIVULZIO  Antonio  protonotariq.  —  Corrispondenza  :  dall'anno  1480  al 
1484  copiata  dagli  originali  documenti  esistenti  nell'Archivio  di 
Stato  di  Milano.  (Cod.  N.  2206  al  2219). 

Cod.  cari  in  fòl.  del  Sec.  XIX.  VoL  7. 

TRIVULZIO  Card.  Antonio.  —  Lettere  e  minute  di  lettere  la  maggior 
parte  autografe.  {Cod.  N.  2317). 

Cod.  cart  del  Sec.  XVI. 

Al  principio  vi  è  una  lettera  di  dedica  di  Paolo  Martinengo  alla  Signora 
Catterina  Gonzaga  Trivulzio,  cui  offre  questa  raccolta. 

TRIVULTIUS  Antonius.  —  Artificia  rethoricae  et  scripta  de  componendis 
orationibus  et  carminibus.  {Cod.  N.  2090). 

Cod.  cari  in  4°  del  Sec.  XVII. 

Vi  è  unito  un  trattato:  «  De  componendo  epigrammata  et  madrigalia 
«  a  Rev.  patre  Bartholomeo  Pusterla  ». 

TRIVULZIO  Don  Carlo.  -  Zibaldone.      .  {Cod.  N.  2094). 

Cod.  cart.  in  8°  del  Sec.  XVI II  di  fol  140. 

Contiene  memorie  svariatissime  sopra  argomenti  d'ogni  genere.  Alla 
fine  vi  è  un  indjce  delle  materie.  É  autografo  e  prova  la  vasta  erudizione 
e  somma  diligenza  di  questo  esimio  personaggio,  che  fu  il  fondatore  della 
Biblioteca  e  del  Museo  Trivulzio. 

TRIVULZIO  Don  Carlo.  —  Libro  di  annotazioni  e  memorie  diverse 
sopra  antichità  e  libri.  (Cod.  N.  2095). 

Cod.  cart  in  8°.  Autografo. 

TRIVULZIO  Don  Carlo.  —  Memorie  succinte  delle  mutazioni  avvenute 
ai  regolari  ed  alle  monache  nella  città  di  Milano,  et  sì  anche  delle 
nuove  fabbriche  e  del  disfacimento  di  alcune  antiche  e  di  altre 
cose  relative  alle  medesime  quanto  sia  dell'anno  1750  sino  al  178... 

(Cod.  N.  2102). 

Cod.  cart  in  8°.  Autografo. 

TRIVULZIO  Don  Carlo.  —  Miscellanea.  (Cod.  N.  2048). 

È  impossibile  di  dare  la  nota  e  la  descrizione  di  quanto  è  contenuto  in 
questa  Miscellanea  composta  di  fogli  staccati  e  di  piccoli  pezzi  di  carta 
con  annotazioni  ed  illustrazioni  di  Codici ,  di  avori ,  di  bronzi ,  di  oggetti 
antichi  d'ogni  genere.  È  un  grosso  fascicolo  contenente  parecchie  migliaia 


4è2  TfcìmztÒ 


di  notizie  che  fàuno  chiara  testimonianza  della  vasta  erudizione  di  questo 
instancabile  raccoglitore  ed  illustratore  degli  oggetti  è  Codici  preziosi  da 
lui  posseduti. 

ttóVtJLZIO  Dqn  Carlo.  —  Persone  illustri  o  per  nascita  o  per  erudi- 
zione che  furono  da  me  Carlo  Trivulzio  per  osservare  le  mie  pìccole 
cose  antiche.  (Cod.  N.  2107). 

Còd.  óàrt.  in  'fòl.  picè.  Autògrafe. 

Non  è  trab  tiemplieb  e  sterile  noriaeirclatura ,  tùk  una  tttóciuta  *elafciéhè 
della  vidita  ricevuta  coi  giudizi  dati,  sulle  cose  del  sub  muieo.  dai  distinti 
letterati  ed  artisti  che  furono  a  visitarlo. 

TRIVOLÉK)  Don  Carlo.  —  Nnmismata  augdstofum  et  augustarum  tam 
in  Oriente  guani  in  occidente  in  auro  excusa  a  Julio  Cesare  ad 
Josephum  II  quibus  preeunt  nonnulla  regum  urbium  et  iamiliarura 
à  Carolo  Trivultio  patritio  Mediolahensis  collecta  ab  anùo  1746 
nsque  ad  1769.  (Coti.  M  2093). 

Còl.  cut  la  S9.  Autogfeft. 

tftìVULÌIO  Don  Carlo.  —  Zibaldone,  nel  genere  di  quello  segnato 
sopra,  Cod.  2094,  ma  non  autografo.  (Cod.  N.  2101). 

TRIVULZIO  Conte  Claudio.  —  Carte  diplomatiche  e  di  affari  privati 
a  lui  appartenenti.  (Cod.  N.  2088). 

Cod.  cart.  in  fol.  dei  Sec.  XVI  e  XVII. 

fi  composto  di  fascicoli  e  carte  legate  assieme  ita  parte  autografe. 

Il  Litta  è  molto  sobrio  nel  dare  le  notizie  sul  Conte  Claudio  Trivulzio 
(Tav.  IV).  Da  un  ricorso  (che  trovasi  in  questo  volume)  da  lui  presentato 
all'Imperatore  risulta  che  prima  della  fissione  avuta  nel  1575  egli  aveva 
fóà  avuto  l'incarico  di  trattare  col  Papa  relativamente  al  titolo  di  Gran 
Duca  che  il  Pontefice  voleva  accordare  ai  sua  autorità  al  Duca  Cosimo  de9 
Medici.  Di  questa  missione  si  trovano  nel  presente  volume  le  istruzioni  e 
qualche  lettera.  Risulta  pure  dallo  stesso  ricorso  ch'egli  fu  uno  degli  ora- 
tori che  l'Imperatole  mandò  al  Re  di  Persia  in  restituzione  dell'ambasciata 
spedita  da  quel  sovrano  in  occasione  della  guerra  col  Turco.  Ebbe  pure 
altre  missioni  diplomatiche.  Egli  aveva  incominciata  la  6ua  carriera  ser- 
vendo sotto  gli  ordini  di  suo  padre  il  Conte  Gian  Fermo  hello  armate  di 
Cario  V. 

In  quésto  grosso  volume,  oltre  alle  carte  relative  al  Conte  Claudio,  vi 
sono  raccolti  moltissimi  documenti  storici ,  alcuni  de*  quali  arrivano  sin 
verso  la  metà  del  sec.  xvn,  e  quindi  posteriori  alla  morte  del  Conte  Claudio 
avvenuta,  secondo  il  Litta,  nel  1591.  Di  questi  documenti  alcuni  pochi  8k>no 
originali,  ina  per  la  massima  parte  sono  copie,  e  traduzioni.  Ve  ne  sono 
di  italiani,  latini,  spagnuoli  e  tedeschi.  Moltissimi  di  questi  ultimi  riguar- 
dano gli  affari  di  Polonia. 

WtlVULZIO  Otàn. Francesco.  —  Libro  nel  quale  il  Sig.  G.  Francesco 


flUVtt-tìo  4dS 


Trivulzio  marito  della  Sig.  Giulia  Trivulzia  nota  e  racconta  gli  af- 
fari di  sua  c*3à  dal  1518  in  avanti.  (Cod.  N.  .2073). 

Cod.  cari  in  fol.  pica  del  See.  XVI. 

Non  vi  (sono  soltanto  notizie  di  a&ri,  ina  anche  di  quelle  inguantanti 
hi  Storia.  Libiti  abbastanza  curioso. 

TRIVULZIO  Gian  Giacomo.,  detto  il  Magno.  —  Libro  delle  paghe  delle 
su*  militie.  (Cod.  tt  2125  al  2131). 

Cod.  cari  in  fol.  del  See.  XV.  7  voi. 

Assai  curiosi  volumi  dove  sono  registrati  i  nomi  di  tutti  i  soldati  che 
brano  agli  stipendi  del  Trivulzio ,  non  già  come  capitano  ai  servizio  di 
Francia,  ma  come  condottiero.  Da  questi  volumi  si  può  vedére  quale  fosse 
il  modo  con  cui  venivano  composte  e  pagate  le  compagnie  di  ventura,  e 
còme  venissero  liquidati  i  conti  coi  Sovrani  che  egli  servi  colle  sue  Com- 
pagnie. Questi  volumi  conservano  la  loro  legatura  originale  in  carta  pecora 
éógli  stemmi  ed  imprese  del  Magno  Trivulzio. 

TRIVULZIO  Gian  Giacomo.  -  Zibaldone.  (Cód>  JT.  2133). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  See.  XV. 

Sul  cartone  sta  scritto  Zibaldone  I,  ma  quasi  illeggibile.  Non  ha  intesta- 
zione, incomincia  con  una  lettera  sottoscritta  da  Bernardino  Bucca  datata 
da  Milano  il  20  Novembre  1499.  Seguono  altre  lettere  sempre  del  Bucca 
delio  dtedso  anno  e  del  successivo;  poi  vi  sono  annotate  delle  ricevute  di 
denaro,  l'ultima  delle  quali  porta  la  data  del  31  Dicembre  1506.  Tutte  si 
riferiscono  air  amministrazione  patrimoniale  del  Maresciallo. 

TRIVULZIO  Gian  Giacomo.  -  Zibaldone.  (Cod.  ».  2114). 

Cod.  cart.  in  8°  del  See.  XVI. 

Sul  prìitoo  fol.  sta  scritto  Zibaldone  X\  Sul  secondo  vi  è  la  seguente 
intestazione  : 

«  Registro  de  letere  patenti  de  officii  instructione  gride  assignatione  et 
«  donne  altra  expeditione  se  farà  per  lo  IU.mo  S.  Jo.  Jaeobo  Trini lt io  Mat* 
«  chese  de  Viglevano  Mareschalcho  de  Francia  et  regio  locotenente  generale 
«  aeu  per  Bernardino  Bocca  secretano  de  sua  excellentia  nell'anno  presente 
«  1501  per  lo  gobernio  del  Stato  ac  terre  de  lo  Stato  et  spese  de  la  Si- 
«  gnoria  sua  ». 

Questo  registro  arriva  sino  al  1505>  ma  vi  sono  in  seguito  alcune  altre 
poche  annotazioni  sino  al  1520. 

TRIVULZIO  Gian  Giacomo.  -  Notizie  biografiche.  {Cod.  N.  2075). 

Cod.  cart  in  fol.  del  See.  XV. 

Comprende  due  scritti  autografi  intorno  ai  primi  anni  del  Magno  Tri- 
vulzio, uno  in  lingua  latina,  l'altro  in  italiano.  Sono  tutti  e  due  dello  stesso 
carattere.  Contengono  le  stesse  cose  e  vanno  di  pari  passo  :  se  non  ehe  il 
primo  si  ferma  air  anno  1467  ed  il  secondo  continua  sino  al  1483.  Il  Rosmini 


494  TBIVULZIO 


non  li  conosceva  quando  pubblicò  la  vita  del  Trivulzio,  ma  poi  avutone 
notizia  li  illustrò  con  una  prefazione  onde  darli  alla  stampa  come  appen- 
dice :  ma  ciò  non  ebbe  luogo.  Essi  si  trovavano  nell'Archivio  di  Lodi.  Vi 
sono  unite  due  copie  moderne.  Sono  in  tutto  sei  fascicoli  entro  una  busta. 

TRIVULZIO  Gian  Giacomo.  —  Corrispondenza  dall'anno  1467  al  1518. 

(Cod.  N.  2171,  e  2205). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec.  XIX.  Voi.  35. 

È  copiata  dagli  originali  esistenti  nell'Archivio  di  Stato  di  Milano. 

TRIVULZIO  March.  Gian  Giacomo.  (Cod.  N.  2043). 

Il  Marchese  Gian  Giacomo  Trivulzio ,  morto  nel  1832 ,  era  nipote  di 
D.  Carlo  Trivulzio,  dal  quale  non  solo  ereditò  una  parte  del  Museo  e  della 
libreria,  ma  anche  l'amore  allo  studio  ed  alle  collezioni.  Egli  ebbe  un'attiva 
corrispondenza  con  molti  uomini  dotti.  Alla  sua  morte  il  figlio  di  lui  Mar- 
chese Giorgio  cercò  di  avere  le  sue  lettere,  e  dove  non  potè  ottenere  gli 
originali  volle  almeno  possedere  le  copie.  Questa  raccolta  fu  divisa  in  due 
parti  :  le  lettere  autografe  e  le  copie.  Sotto  questo  numero  si  trovano  le 
prime  e  sono  le  seguenti  : 

I.  Lettere  N.  240  dal  1804  al  1829  dirette  al  libraio  Molini  di  Firenze. 
Sono  interessantissime  dal  lato  bibliografico.  Risultano  da  esse  i  numero- 
sissimi ed  importanti  acquisti  fatti  da  lui,  il  prezzo  de9  libri  in  quei  tempi, 
l'insistenza  per  avere  cataloghi  da  cui  scegliere  libri  per  la  sua  Biblioteca 
e  la  cura  nel  cercare  edizioni  principi,  in  pergamena,  ed  in  carta  grande. 

II.  Nove  lettere  dirette  al  Prof.  Giuseppe  Biamonti  (1803)  di  argomento 
letterario  e  bibliografico. 

III.  5  lettere  d  invito  al  Conte  Giuseppe  Casati  Delegato  di  Lodi  datate 
dalla  Corte  Palasio. 

IV.  22  lettere  al  pittor  Bossi.  Nello  stesso  fascicolo  ve  ne  sono  altre  tre 
del  Marchese  Gerolamo  Trivulzio,  e  due  note  del  Bossi  relative  ad  un  quadro 
del  Poussin  che  i  fratelli  Trivulzio  acquistarono  per  mezzo  suo. 

V.  40  lettere  al  Conte  Prospero  Frecavalli  di  Crema  dal  1821  al  1829. 
Sono  molto  interessanti,  perchè  trattano  di  argomenti  letterari ,  artistici  e 
bibliografici. 

VI.  7  lettere  al  Conte  Gerolamo  Oldofredi:  due  sono  relative  all'acquisto 
di  un  dittico  d'avorio. 

TRIVULZIO  March.  Gian  Giacomo.  —  Lettere  in  copia.    {Cod.  N.  2046). 

I.  28  lettere  all' Ab.  Fortunato  Federici  a  Padova  (1819  al  1829)  di  argo- 
mento letterario  e  bibliografico. 

II.  7  lettere  al  Sig.  Giovanni  Galvano. 

III.  3  lettere  al  Prof.  Gius.  Baraldi,  bibliotecario  della  Bib.  Estense  a 
Modena. 

IV.  5.  lettere  al  Sig.  Fortunato  Cavazzeni  Pederzini. 

V.  1  lettera  al  Prof.  Marc.  Antonio  Parenti. 

VI.  17  lettere  all'Ab.  Domenico  Moreni  di  Firenze. 

VII.  20  lettere  al  Conte  Mario  Valdrighi  colla  copia  di  una  illustrazione 
del  Codice  De  vulgati  eloquio  dell' Ab.  Mazzuchelli. 

Vili.  56  lettere  air  Ab.  Francesconi  di  Padova.  Dell'ultima  è  unito  Fo- 
rignale. 

IX.  2  lettere  al  pittore  Filippo  Agricola  con  unite  altr.e  tre  lettere  al 
Pr.  Odescalchi  relative  al  quadro  da  esso  fatto  pel  Marchese  Trivulzio, 


TRIVULZIO  495 


X.  24  lettere  al  Prof.  Salvatore  Belli  a  Roma  (1823  al  1830). 

XI.  10  lettere  ai  fratelli  Filippo  ed  Ercole  Visconti  a  Roma. 

XII.  22  lettere  al  Prof.  Sebastiano  Ciampi. 

XIII.  27  lettere  all' Ab.  Quirico  Viviani  (1822  al  1830). 

XIV.  14  lettere  ali* Ab.  D.  Michele  Colombo  (1821  al  1826). 

XV.  14  lettere  al  Cav.  Emanuele  Cicogna,  da  questi  trascritte  ed  anno- 
tate: Vi  sono  unite:  una  lettera  al  Marchese  Manfredini  ed  altre  quattro 
all' Ab.  Gian  Ant.  Moschini  parimenti  trascritte  ed  annotate  dal  Cicogna. 

XVI.  6  lettere  al  Barone  Giuseppe  Vernazza. 
XVIL  12  lettere  al  Marchese  Carlo  Cornaggia. 

XVIII.  30  lettere  al  Marchese  Giuseppe  Pallavicino. 

XIX.  29  lettere  al  Conte  Prospero  Frecavalli. 

XX.  32  lettere  al  Prof.  Bartolomeo  Gamba  (1812  al  1830). 
XX.  8  lettere  al  Sig.  Rosnati  (1829  al  1831). 

XXII.  5  lettere  all' Ab.  Celestino  Cavedoni. 

XXIII.  10  lettere  al  Sig.  Angelo  Pezzana  a  Parma. 

XXIV.  11  lettere  dirette  ai  seguenti:  Contessa  Lucrezia  Valmarana.  Al 
Sig.  Giuseppe  Pasquali.  —  Queste  due  sono  scritte  ed  annotate  dal  Cicogna- 
Melchiorre  Missirini  3  lettere. 

Mons.  Eman.  Muzzarelli. 

Conte  Domenico  Morosini  colla  risposta  2  lettere. 

Sig.  Roner  3  lettere. 

Queste  lettere,  che  non  sono  che  una  piccola  parte  di  quelle  scritte  dal- 
l'erudito M.  Triv.,  meriterebbero  d'essere  stampate,  anche  come  modello  di 
buona  lingua  e  mostrano  che  non  era  un  indegno  socio  dell'Accademia 
della  Crusca.  Vi  sono  trattati  molti  argomenti  di  letteratura,  di  archeologia 
e  di  bibliografia. 

TRIVULZIO  March.  Gian  Giacomo.  —  Lettere  autografe  dirette  all'Abate 
Daniele  Francesconi  di  Padova.  {Cod.  N.  2044). 

Sono  80  ed  assai  importanti  per  la  letteratura,  archeologia  e  bibliografia. 

TRIVULZIO  March.  Gian  Giacomo.  —  Lettere  autografe  dirette  all'Abate 
Pietro  Mazzuchelli  Prefetto  dell'Ambrosiana  con  annotazioni  e  ri- 
sposte di  questi  (Cod*  N.  2045). 

Vi  sono  delle  illustrazioni  di  uno  dei  dittici  d'avorio  e  di  alcuni  Codici 
della  Trivulziana. 

TRIVULZIO  March.  Gian  Giacomo.  —  Inventario  dei  libri  da  lui  acqui- 
stati. ,  (Cod.  N.  2061). 

Cod.  eart  in  fol. 

fi  tutto  di  suo  pugno,  e  vi  sono  unite  altre  memorie  sopra  libri  prestati. 

TRIVULZIO  March.  Gian  Giacomo.  —  Catalogo  de'  suoi  libri  a  stampa. 

(Cod.  N.  2047). 

Cod.  cart.  in  fol.  gr. 

È  tutto  di  sua  mano. 
TRIVULZIO  Renato.  —  Rime  a  Francesco  I  re  di  Francia.  Copiate  nel 


«e  trivtojq 


1819  dft  un  Codice  del  xvi  sec.  esistente  nell'Ambrosiana  epn  note, 
e  documenti  sull'autore,  (Cod*  N.  2070). 

TRIVULZIO  Renato.  —  Altra  copia.  (Cod.  N.  1011). 

TRIVULZIO  Renato.  —  Corrispondenza  dell'anno  1483  al  1493  copiata 
dagli  originali  esistenti  nell'Archivio  di  Stato  di  Milano. 

{Cod,  N.  2213  al  2219). 

Cod.  cari  in  fol.  del  Sec  XIX.  7  voi. 

TRIVULZIO  Teodoro  Cardinale*  —  Lettere  da  lui  dirette  al  Pr.  Ercole 
suo  figlio  dal  1639  al  1653.  (Ood.  N.  2081). 

Cod.  cart.  in  foL  del  Sec.  XVII. 

Queste  lettere  autografe  sono  scritte  da  Roma  e  dai  contorni  di  quella 
città.  Trattano  generalmente  di  affari  di  famiglia.  Vi  sono  delle  copie  di 
alcune  fette  dall' Ab.  Mazzuchelli,  le  quali  sono  inserte  nel  volume. 

TRIVULZIO  Teodoro.  —  Lettere  da  lui  dirette  al  Pr.  Ereole  sua  figlio 
nel  1654  e  1655.  (Cod.  N.  2181Ks). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Vi  sono  unite  delle  copie  fatte  dall' Ab.  Mazzuchelli. 

TRIVULZIO  Teodoro.  —  Minute  di  lettere  da  lui  dirette  a  diverse  per- 
sone nell'anno  1620.  (Cod.  N.  2041). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVII. 

Sono  interessanti,  perchè  vi  sono  dei  dettagli  sulla  ribellione  degli  abi- 
tanti di  Meldole  contro  l'autorità  dei  principi  Gonzaga,  dei  quali  era  tutore. 
Non  vi  è  mai  la  sottoscrizione  fuorché  ad  una  Istruzione  data  all'aiutante 
G.  B.  Gallo  del  9  Febbraio. 

TRIVULZIO  Teodoro  Monsignore.  —  De  ordinariis  Sanctae  Mediolanensis 
Metropoli tanae  ecclesiae.  (Cod.  N.  2064). 

Cod.  cart  del  Sec  XVIII.  Autografo. 

VAJUJUARNERA  Cibolus.  —  Flosculos  academicos  ad  laudem  Card> 
Theodori  Trirultii.  (Cod.  N.  2109). 

Cod  cart.  in  8°  del  Sec.  XVII. 

Ha  l'intestazione  seguente:  «  IH."10  et  Emin."10  d.no  Principi  Cardinali 
«  Theodoro  Trivùltio  optimo  Biciliae  proregi  sacrae  purpuree  decori  Austriaco 
«  atlanti  scelerum  vindici  integerrimo  Panhormitanae  foelicitatis  restaura- 
ci tori  accademicos  hosce  flosculos  ad  plausus  Panonni  renaseenti  emissos 
«  ejusque  perennis  gloriae  Mausolas  insculptos  Don  Carolus  Àrgumento  et 
«  Valguarnera  dicavit  DD.  ». 


TRIVULZIO  497 


Fu  scritto  questo  Codice  durante  il  tempo  in  cui  il  Card.  Teodoro  Triv. 
era  Viceré  di  Sicilia.  É  l'originale  presentato  al  detto  Cardinale:  è  scritto 
in  nero  ed  oro,  ed  ha  la  sua  legatura  primitiva  in  velluto  verde. 

VALLA  Georgius.  —  De  Hieroglyphicis  Aegyptiis.  (Cod.  N.  2154). 

Cod.  memb.  in  g°  del  Sec.  XVI. 

Incomincia  colla  seguente  intestazione: 

IOHANNES  PETRVS  VALLA 

ILLVSTRI  PRINCIPI  IOHANNI 

IACOBO  TRIVVLTIO  SAL.  D. 

AETERNAM. 

Unita  al  volume  vi  è  la  seguente^  illustrazione  fatta  da  D.  Carlo  Tri- 
vulzio,  e  scritta  di  sua  mano.  Questo  Codice  contiene,  un  trattato  di  Giorgio 
Valla  «  De  Hyeroglyphicis  Aegyptiis  »  dedicato  da  suo  figlio  Gian  Pietro 
a  Gian  Giacomo  Trivulzio  Marchese  di  Vigevano  e  Maresciallo  di  Francia, 
uno  de1  più  sperimentati  condottieri  dell'età  sua.  Questo  tratta  tei  lo  è  ine- 
dito. Il  valla  era  Piacentino  e  fu  maestro  dei  figli  di  Francesco  Sforza  Duca 
di  Milano,  come  ancora  del  suddetto  Gian  Giacomo  Trivulzio  (1)  al  quale 
portava  grande  riverenza  e  amore.  Egli  ha  composto  un  gran  numero  di 
vari  trattati  ,  molti  de'  quali  dopo  la  sua  morte ,  seguita  o  negli  ultimi 
giorni  del  1498,  ovvero  nei  primi  del  1499  (2),  furono  fatti  stampare  da  Gian 
Pietro  suo  figlio,  il  quale  vi  ha  premesso  una  bellissima  dedica  a  Gian  Gia- 
como di  sopra  nominato.  1/  Edizione  che  fu  fatta  in  Venezia  dall'Aldo  ha 
la  seguente  data:  «  Venetiis  in  aedibus  Aldi  Romani  imperi  sa  ac  studio 
«  Jo.  Petri  Vallae  filii  pientissimi  mense  Decembris  mdi  ».  Di  Giorgio  Valla 
ne  parla  TArgelati  nella  «  Biblioteca  de'  Scrittori  Milanesi  »  a  pag.  2181, 
N.  lxix,  dove  fa  l'elenco' delle  sue  opere,  e  fra  queste  alcune  tuttora  inedite 
si  conservano  nella  Biblioteca  Ambrosiana.  Il  Sassi  nella  sua  opera  «  Hi- 
fi  storia  Literaria  Typographica  Mediolanensis  »  ne  parla  anch' egli  a  pa- 
Sina  nxxxvi.  Avverto  che  neir accennato  elenco  delle  opere  del  Valla  fatto 
alTArgelati  non  vi  è  il  presente  trattato. 

Gian  Pietro  Valla  stampando  in  Venezia  l'anno  1511  i  suoi  commentari 
sopra  Plauto  insieme  a  quelli  di  Bernardo  Saraceni  e  di  Pio  Bolognese  de- 
dicolli  a  Scaramuzza  Trivulzio,  ove  dà  grandi  lodi  a  Gian  Giacomo.  L'anno 
poi  della  morte  di  Gian  Pietro  non  lo  so. 

Passando  poi  alla  lettera  dedicatoria,  ivi  Gian  Pietro  parla  di  una  vit- 
toria ottenuta  da  Gian  Giacomo  sopra  i  Tedeschi,  lo  stesso  periodo  ci 
istruisce  che  Giorgio  Valla  era  morto,  e  che  Gian  Pietro  presentò  al  Tri- 
vulzio questo  libro  poco  dopo  T  accennata  vittoria.  Pertanto  trovato  Tanno 
in  cui  Gian  Giacomo  vincette  i  Tedeschi  si  viene  in  chiaro  del  tempo  in 
cui  Gian  Pietro  li  presentò  questo  libro. 

L'indicata  vittoria  altra  non  può  essere  se  non  quella  che  raccontano  gli 
storici  che  avvenne  Tanno  1508,  allorquando  discese  in  Italia  l'Imperatore 


(1)  Zeno  Apostolo,  Giornale  de9  letterati,  Tomo  XXXIV,  pag.  282.  Le  Vossiane  dello  stereo 
autore,  Tom.  Il,  pag.  315.  Sacrine  Historia  Literaria  Typographica  Mediolanensis,  pag.  dxxxyi. 

(2)  Raccolta  Calogeriana  Tom.  XXXIII,  ivi  in  un  opuscoletto  del  Pa.  Agostini  si  pubblica  un 
decreto  della  Signoria  di  Venezia  spettante  al  di  10  di  Febbraio  1499  che  incomincia  cosi  :  Vacante 
nuper  lettura  Unguae  latinae  per  ooitum  clari  et  eruditi  viri  Georgii  Vallae  in  mane  publice  pro- 
fitevatur  etc. 

Il  Rosmini  che  usò  largamente  di  questa  nota  di  D.  Carlo,  senza  citarlo,  parla  di  questo  Ms. 
nel  I  voi.  della  Vita  del  Magno  Trivulzio  a  pag.  640. 

Celai  Trhmlziana  (Stampato  il  27  marzo  4884)  63 


498  TKIVTJLZIO 


Massimiliano  per  guerreggiare  contro  i  Francesi  e  Veneziani.  In  quel  fran- 
gente fu  spedito  in  aiuto  de'  Veneziani  Gian  Giacomo  Trivulzio  con  buon 
nerbo  di  truppa  Francese,  il  quale  operò  in  maniera  che  l'Imperatore  do- 
vette tornarsene  in  Germania.  11  Muratori  ne1  suoi  «  Annali  d'Italia  »  parlando 
di  questa  guerra  fa  per  condottiere  delle  truppe  Francesi  Carlo  d'Ambosa, 
e  Gian  Giacomo  ;  ma  il  Guicciardini  autore  contemporaneo  parla  solamente 
del  Trivulzio,  ed  anzi  dice  che  quando -si  trattò  di  tregua  per  la  parte  de' 
Francesi  tutto  fece  Gian  Giacomo  unitamente  con  Cario  Giuffrè  Presidente 
del  Senato  di  Milano.  Il  P.  Don  Pio  Muzio  monaco  Cassinense  nella  Storia 
latina  manoscritta  della  famiglia  Trivulzio  (pag  mihi  335)  portando  una 
lettera  di  PP.  Giulio  II  scritta  al  Re  di  Francia  acciò  si  movesse  contro  de' 
Veneziani,  come  di  lì  a  poco  seguì  per  la  lega  di  Cambray  parlando  di  Gian 
Giacomo  Trivulzio  dice  cosi:  «  Quem  magno  Trivultio  ìlli  fortissimo  ei- 
«  demcjue  peritissimo  conflictibus  habuisti  invictum  et  fortunatum ,  qui 
«  proximis  mensibus  irruentem  ex  Alpibus  Germanum  repressit  ». 

Dal  Cavriolo  poi  nella  Storia  di  Brescia  sotto  l'anno  1508  si  ha  che,  fatta 
la  tregua  fra  i  Tedeschi,  Francesi  e  Veneziani,  Gian  Giacomo  Trivulzio  do- 
vendo ritornare  nel  Milanese  passò  per  il  Bresciano  alli  12  di  Giugno  con  ■ 
le  truppe  Francesi.  Pertanto  dal  fin  qui  detto  viene  in  chiaro  che  Gio.  Pietro 
Valla  presentò  questo  libro  a  Gian  Giacomo  poco  dopo  il  mese  di  Giugno 
dell'anno  1508. 

Al  piede  del  1°  fol.  si  vede  l'arme  Tri vulzia  con  le  lettere  iniziali  IO.  IA. 
cioè  Giovan  Giacomo. 

Nel  1°  fol.  di  risguardo  di  pergamena  sta  scritto  in  carattere  maiuscolo 
I1IERONIMUS  K,  e  dopo  il  detto  Diligitur  nemo  nisi  cui  fortuna  secunda 
est.  Io  sono  di  sentimento  che  la  lettera  K  voglia  dinotare  il  cognome 
Kardamis*  onde  ne  verrebbe  che  Gerolamo  Cordano  illustre  ed  assai  cognito 
letterato  Milanese  del  xv  secolo,  col  tratto  del  tempo  fosse  stato  in  possesso 
di  questo  Codice.  Tempo  fa  vidi  un  manoscritto  in  fol.  di  mano  del  Cardano 
esistente  nella  Bib.  Pertusati,  e  per  la  memoria  che  ne  ho  mi  sembra  che  il 
carattere  del  detto  Diligitur  etc  eguaglia  il  carattere  di  quel  Ms.  Quanto  al 
K  adoperato  invece  della  lettera  C  ne*  secoli  addietro  era  cosa  assai  fre- 
quente, ed  alcuni  tuttora  l'usano.  Il  Marchese  Marcello  Venuti  nello  stendere 
un'iscrizione  in  onore  del  Re  di  Napoli  da  porsi  nella  real  villa  di  Portici, 
principia  Karolus  rex%  e  i  Veneziani  ancora  presentemente  nell' intitolarsi 
cavalieri  molti  scrivono  Kavalier,  come  si  veae  dalle  licenze  dei  libri  che 
si  stampano  nel  dominio  Veneto. 

V1VIANI  Quirico.  —  Versi  sciolti  alla  memoria  dell'amico  Marchese 
Gian  Giacomo  Trivulzio.  (Cod.  N.  2121). 

God.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX. 


CODICI  ÀKABI,  PERSIANI,  MALABARICI  499 


CODICI 

Arabi ,  Persiani,  Malabarici 


Codicfo  Indo  Persiano  in  carta  bombaci na  del  sec.  xvii,  di  fogli,  o  meglio 
cartoncini  61,  di  m.  0,42  di  altezza  per  m.  0,29  di  larghezza.  I  larghi 
margini  sono  tutti  spruzzati  in  oro.  {Cod.  N.  2257). 

Questo  prezioso  Codice  di  una  perfetta  conservazione  venne  donato  al 
Marchese  &  G.  Trivulzio  dal  Principe  Eugenio  Beauharnais  Viceré  d'Italia,* 
e  fu  accompagnato  da  una  lettera  del  suo  aiutante  di  campo  Colo  mi.  Bataille 
in  data  14  Febbraio  1812,  la  quale  è  unita  al  volume.  Il  Codice  proveniva 
dall'Egitto  e  probabilmente  sarà  stato  portato  in  Europa  da  qualche  ufficiale 
che  faceva  parte  della  spedizione  del  General  Bonaparte. 

Il  Codice  venne  esaminato  e  descritto  dal  celebre  orientalista  Hammer, 
per  cui  io  non  fo  che  trascrivere  la  sua  relazione  che,  autografa,  trovasi 
unita  al  Codice.  Egli  v'aggiunse  anche  l'indice  del  contenuto  di  ciascuna 
pagina  tanto  delle  dipinte  quanto  delle  scritte.  Eccola: 

•  Il  Codice  preziosissimo  Indico  Persiano  riesce  una  raccolta  di  ritratti 
e  di  modelli  di  calligrafia  dei  pittori  e  scrittori  i  più  famosi  alla  Corte 
del  Gran  Mogol  dalla  fine  del  sec.  xvii  al  principio  del  sec.  xvin.  —  Due 
date  apposte  alla  scrittura  sono  Puna  dell'anno  1148,  e  l'altra  dell'anno 
ti 42  dell'Egira. 

«  Vi  sono  due  ritratti  di  Gran  Mogol  ovvero  imperatori  dell'India  l'uno 
(pag.  4)  di  Djihanguis,  il  quale  cessava  di  regnare  nell'anno  1605  dell'era 
Cristiana,  e  l'altro,  pag.  8,  dell'imperatore  Sciah  Djian  successore  del 
precedente,  il  quale  regnava  sino  all'anno  1628.  Cr  si  è  fatto  menzione 
ancora  di  due  Gran  Mogoli,  pag.  55,  d'un  Musico  Diakber  Sciah,  il  quale 
regnava  durante  la  prima  metà  del  sec.  xvi.  Ed  a  pag.  27  un'ode  scritta 
dall'imperatore  Mohamed  Sciah,  o  almeno  al  tempo  suo.  ' 
«  Probabile  assai  che  questa  raccolta  gli  abbia  appartenuto.  I  tesori  di 

?uesto  Mohamed  Sciali  due  volte  detronizzato  furono  saccheggiati  dal- 
usurpatore  Nadir  Sciah.  È  assai  probabile  che  a  quest'epoca  questo  Co 
dice  sia  passato  in  Egitto  da  dove  esso  proviene  » . 
Oltre  i  ritratti  mentovati  di  due  Gran  Mogoli  vi  sono  quelli  di  vari  altri 
Principi  del  sangue;  come  alla  pag.  12,  33,  63  di  Governatori  e  Cani,  come 
pag.  1,  9,  16,  17,  21,  24,  28,  32,  37,  82,  di  Sciekhy  e  uomini  santi  ;  paf*  20, 
66,  67  di  donne,  45,  75;  di  servi,  di  carte  pag.  40,  55,  59,  70,  122,  di  ele- 
fanti regii  43,  50,  51,  54.  —  Il  nome  delle  persone  dipinte  è  scritto  di  sopra, 


500  CODICI  ABABI,  PERSIANI,  MALABAB1CI 


e  il  nome  del  pittore  di  sotto.  Molti  di  questi  sono  propriamente  indiani, 

fli  altri  persiani.  Persiani  sono  i  nomi  dei  calligrafi  che  hanno  scritto  versi 
ei  poeti  i  più  famosi  in  elegantissimo  carattere  Taelik.  —  Alla  pag.  94  è 
rappresentata  la  scena  finale  dei  celebre  poeta  del  Nicemi  Oli  amori  di 
Scirin.  Due  o  tre  pitture  sono  state  fatte  ad  imitazione  di  qualche  quadro, 
e  alla  pag.  75  nota  l'iscrizione  che  sia  ritratto  di  donna  franca. 

Non  ho  veduto  Codice  simile  a  questo  che  quello  posseduto  da  Sir  Henry 
Wellesley,  il  quale  tuttavia  non  consiste  di  tante  e  sì  ben  finite  pitture  e 
non  contiene  che  due  pagine  di  carattere  Persico,  del  quale  ve  ne  sono  qui 
sessanta. 

Milano,  21  Giugno  1825. 

I.  Hammer. 

Alcorano  in  lingua  Araba  in  carta  bombacina  con  ornati  miniati  con 
oro  nelle  prime  due  pagine,  e  con  contorni  d'oro  a  tutte  le  pagine 
e  punti  d'oro  a  ciascun  versetto.  (Cod,  N.  838). 

È  un  fol.  picc.  dell'anno  1182  dell'Egira  (sec.  xvn  di  carattere  Nesky  e 
coi  titoli  delle  Sure  in  rosso. 

Fudhail  Oehnd;  cioè  dei  Vantaggi  delle  continue  guerre  di  religione. 

(Cod.  N.  839). 

Cod.  cart.  in  fol.  pice.  in  carta  bombacina. 

Il  Codice  fu  scritto  in  Belgrado  Fanno  1094  dell'Egira  (1682  dell'era 
Cristiana. 

Abiti  e  costumi  orientali  colorati.  (Cod.  N.  840). 

Cod.  cart.  in  4°  del  Sec.  XVIII. 

É  in  carta  bombacina;  non  vi  è  testo:  ha  la  legatura  in  marocchino 
con  ornati  impressi. 

Abdallah  ben  Ahraet-ben  Mohamed  el  Asabe:  Il  Malekita  noto  sotto 
il  nome  di  Ibn  el  Bedani.  (Cod.  N.  84 1  ). 

Trattato  dell'efficacia  dei  rimedi  e  dei  medicamenti.  Parte  I.  Scrittura 
Nesky.  Sec.  xvn. 

Libro  di  preghiere  Arabo.  (Cod.  N  842). 

Cod.  in  carta  bombacina:  carattere  Nesky  coi  punti  in  oro. 

Vi  è  unita  nna  lunga  nota  di  D.  Carlo  Trivulzio  sul  volume,  e  sopra 
D.  Carlo  Emanuele  d'Este  Marchese  di  Santa  Cristina.  —  Al  fine  del  volume 
che  corrisponde  al  principio  dei  nostri,  vi  è  la  nota  seguente: 

•  Questo  libro  è  stato  preso  da  me  D.  Carlo  Emanuel  d'Este  Marchese 
«  di  S.  Cristina  il  giorno  primo  di  Ottobre  1716  nell'assalto  della  Palanca 
•  di  Temesvar,  essendo  volontario  di  S.  A.  il  Sig.  Principe  di  Wirtemberg 
«  che  lo  comandava  », 


CODICI  ARABI,  PERSIANI,  MALABABICI  501 


Kitabo  Kalila  we  Dimna:  ossia  il  Romanzo  di  Kalila  e  Diurna. 

(Cod.  N.  843). 

God.  cari  in  8°  del  Sec.  XVII. 

É  una  parte  del  Sanciatantra,  libro  che  dall'indiano  fu  volgarizzato  in 
più  lingue,  e  servi  al  discorso  sulla  prima  veste  degli  animali  del  Firen- 
zuola. 

Jus  canonico  e  civile  Maomettano.  (Cod.  N.  844). 

In  scrittura  Nesky  dell'anno  1084  dell'Egira  (1672  dell'era  Cristiana). 

Libro  Persiano  di  poesie,  con  miniature.  (Cod.  N.  845). 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVII. 

É  una  carta  bombacina  coi  fogli  coperti  leggermente  di  disegni  di  foglie, 
rami  ed  erbe,  dorati.  Le  miniature  rappresentano  scène  della  vita  molto 
intima  e  sono  assai  belle.  La  legatura  è  in  pelle  con  ornamenti  impressi 
dorati. 

drammatica  Araba  in  scrittura  Nesky.  (Cod.  N.  846). 

Cod.  cart  in  8°  del  Sec  XVH. 

te 

Trattato  di  logica  Arabo:  scritto  nell'anno  971   dell'Egira  (1563)  in 
carattere  Nesky.  (Cod.  N.  847). 

Comincia  colla  solita  invocazione  alla  divinità.    x 

Libro  di  Memorie  e  Sentenze  Àrabe:  scrittura  Nesky,        (Cod.  N.  848). 
In  mezzo  alle  note  si  trovano  molti  numeri  in  Arabo. 

Corano  in  caratteri  Nesky  in  carta  bombacina.  Sec.  xvm.    (Cod.  iV.  849). 
Corano.  —  Alcune  Sure,  e  Aiat.  %  (Cod.  N.  850). 

Cod.  cari  in  8°  del  Sec.  XVII. 

È  scritto  molto  accuratamente  in  caratteri  d'oro. 

♦ 

Lettera  di  Mahmud  Kan  ben  Mustafa  ben   Mahmud ,  data  nell'anno 
dell'Egira  1153  (1739).  (Cod.  N.  851). 

È  rotolata  dentro  un  astuccio  di  latta. 

Firmano  Imperiale  diretto  al  fiascià  di  Nissa,  e  trovato  in  quella  città 

.  dal  Generale  D.  Cristoforo  Pertusati  in  occasione  che  quella  città 

si  rendette  all'armi  Cesaree  nel  Luglio  1737.  (Cod.  N.  852), 


502  CODICI  ARABI,  PERSIANI,  MALABABICI 

Formulario  di  lettere  in  Arabo,  in  carattere  Talik.  Sec.  xvn. 

(Cod.  N.  853). 

Codici  Malabarici  scritti  sopra  foglie  di  palma. 

(Cod.  N.  854,  855  e  856). 

Sono  tre  Codici  in  una  cassetta. 


NB.  Dei  Codici  Arabi  dall' 838  all' 853  mi  venne  data  la  descrizione  dal 
Prof.  Cav.  Isaia  Ghiron  ora  bibliotecario  alla  Vittorio  Emanuele  a  Roma. 


PORTOLANO  503 


2°    SUPPLEMENTO 


FERRARI  Ottavio.  —  Lettere  a  Carlo  Bartolomeo  Piazza. 

{Cod.  N.  828). 

Cod.  cari,  in  fol.  del  Sec.  XV11I. 

Lettere' di  diversi.  {Cod.  N.  2169,  2170). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XIX.  2  voi. 

Sono  corrispondenze  con  letterati  che  chiedono  notizie  sopra  Codici  di 
questa  Biblioteca  dal  1854  al  18. . . 

Lettere  di  diversi.  —  Miscellanea.  (Cod.  N.  2015  al  2030). 

Libro  d'oro  della  Nobiltà  Genovese.  {Cod.  N.  1760,  1761). 

Cod.  cart.  in  fol.  del  Sec.  XV11I.  2  voi. 

Vi  sono  semplicemente  notati  sotto  quello  di  famiglia  i  nomi  di  bat- 
tesimo di  persone  a  quella  appartenenti,  ma  senza  indicazione  di  data,  di 
paternità  o  nesso  fra  loro. 

LOLLINI  Luigi.  —  Novelle.  (Cod.  N.  569). 

Cod.  cart  in  4*  del  Sec.  XIX. 

Sono  tre  novelle  copiate  dall'autografo.  Mons.  Lollini  era  vescovo  di 
Belluno. 

Pasquinate  diverse.  (Cod.  N.  2012). 

Cod.  cart  in  fol.  del  Sec.  XVIII. 

Portolano.  (Cod.  N.  2271). 

In  pergamena.  Alt.  m.  0,91.  Larg.  0,61. 

In  alto  è  dipinta  la  Vergine  col  putto:  più  basso,  sul  lato  destro,  si 
legge: 

Jacobus  russus  Mossane  me/ecit^ 

in  nobili  civitate  Méssane  qnno  dni  1364. 


504  PORTOLANO 


Questa  data  è  certamente  erronea,  quantunque  non  possa  nascer  dubbio 
sulla  cifra  3  scritta  chiaramente.  A  confermare  la  mia  asserzione  valga  il 
Portolano  seguente  N°  2272,  il  quale  fu  eseguito  dallo  stesso  individuo  nel 
•  1 588.  Il  nome  di  Russus  potrebbe  anche  essere  letto  Ruffus  essendo  le  due 
lettere  F.  ed  S.  scritte  ugualmente.  —  Vi  sono  delineate  le1  coste  del  Por- 
togallo, il  Mediterraneo,  il  Mar  Nero,  il  Mar  d?  Azof ,  parte  del  Mar  Rosso  t 
E  arte  del  corso  del  Nilo  e  tutta  la  costa  Africana  sino  al  lato  occidentale  del 
tarocco.  Vi  è  la  rosa  dei  venti.  É  di  fina  esecuzione  e  ben  conservato. 

Portolano.  (Cod.  N.  2272). 

In  pergamena.  Alt.  m.  1,07.  Larg.  m.  0,71. 

In  alto  è  dipinta  la  Vergine  col  divino  infante.  Sotto  di  essa  vi  è  la 
rosa  dei  venti:  in  fianco  la  seguente  iscrizione: 

Jacobus  russus  me  feci t  in  nobili  civitate  Messane  anno  dm  1588. 

Vi  sono  delineate  le  coste  meridionali  dell'Inghilterra  e  dell'Irlanda; 
tutte  le  coste  settentrionali  e  occidentali  della  Francia,  quelle  della  Spagna 
e  del  Portogallo,  e  quelle  dell'Africa  sino  al  Rio  di  S.  Giovanni:  tutto  il 
Mediterraneo,  il  Mar  Nero,  quello  d' Azof  ed  il  Mar  Rosso,  e  tutta  la  costa 
settentrionale  dell'Africa  sino  all'Oceano.  Vi  è  pure  dipinta  a  parte,  chiusa 
in  un  Quadrangolo  dorato,  la  Sicilia  anche  coi  nomi  delle  città  dell'interno 
di  quell'isola. 

Sui  margini  della  pergamena  sono  dipinti  alcuni  sovrani  dei  paesi  Orien- 
tali seduti  in  trono:  il  prete  Gianni:  il  Russo,  l'Ungaro:  un  camello  ed 
un  elefante.  Nell'interno  vi  sono  dipinte  alcune  città  colle  loro  bandiere, 
tì  eseguito  con  molta  cura  e  benissimo  conservato. 

Portolano.  (Cod.  N.  2273). 

In  pergamena.  Alt.  m.  0,9r.  Larg.  m.  0,34. 

In  alto  è  dipinto  il  Crocifisso,  ed  a  mano  destra  la  seguente  iscrizione  : 

Matheus  Prunes  mejecit  in  civitate  Majoricarum  .  ano  1504. 

Vi  sono  delineate  le  coste  meridionali  dell'Inghilterra:  tutto  il  Medi- 
terraneo e  parte  del  Mar  Nero.  Ha  la  rosa  dei  venti.  Sui  margini  sono  di- 
pinti diversi  animali,  fra  cui  alcuni  favolosi,  come  il  licorno  ed  il  dragone 
alato.  È  ben  conservato. 

Portolano.  (Cod.  N.  2274). 

In  pergamena.  Alt  m.  0,86  Larg.  m.  0,50. 

In  alto  è  dipinto  il  Crocifisso;  più  basso  a  mano  destra  è  scritto: 

Jovanes  Oliva  fecit, in  civitate  Liburni  anno  1634. 

Vi  sono  delineate  le  coste  occidentali  della  Francia,  della  Spagna  e  Por  • 
togallo:  il  Mediterraneo  ed  il  Mar  Nero:  la  costa  Africana  sino  allo  stretto 
di  Gibilterra.  Vi  sono  dipinte  alcune  città  dell'  interno.  Ben  conservato. 

Portolano.  (Cod.  N.  2275). 

In  pergamena.  Alt.  m.  0,83.  Larg.  m.  0,45. 

In  alto  è  dipinto  il  Crocifisso  ed  in  fianco  è  scritto: 

1623.  Pierre  Bernard. 


TBIVULZIO 


505 


Credo  che  questo  sia  il  nome  di  uno  dei  possessori  di  questo  Portolano, 
non  già  di  quello  che  lo  fece,  perchè  il  carattere  è  assai  diverso.  Ritengo 
che  tu  delineato  nel  sec.  xvi.  Rappresenta  tutte  le  coste  del  Mediterraneo 
e  parte  di  quelle  dell'Oceano.  Ha  la  rosa  dei  venti.  Ben  conservato. 


Portolano. 


In  pergamena.  Alt.  m.  1,06.  Lar.  m.  0,70, 


(Cod.  N.  2276). 


Vi  sono  delineate  in  parti  distinte  Y  Africa  e  le  due  Americhe.  Sul  mar- 
gine si  legge: 

Joseph  da  Costa  Miranda.  A  Fés  C  M  |_X  anno  1685. 
Vi  è  la  rosa  dei  venti.  Ben  conservato. 


Raccolta  di  poesie  politiche. 

Cod.  cari,  del  Sec.  XIX. 


(Cod.  N.  1892).    • 


Sono  fogli  staccati ,  in  tutto  35  pezze.  La  maggior  parte  risguardano 
Milano  e  la  dominazione  austriaca  in  Lombardia. 

9 

TRIV.ULZIO.  —  Miscellanea  di  documenti  e  carte  diverse. 

*  {Cod.  N.  2048  al  2059). 


Coiai.  TrivuUiana 


64 


507 


CORRIGE 


Anagramma  del  Dome  del  C.  Ant.  Belgloioso 

Andato 

Adnotaliones 

Bajardl  Mona.  Lettere 

Barziza  Gasparinus.  —  Pergomensis  In .  .  . 

Bercila.  Assiomi  fondamentali 

Bizozero  Jo.  Bapt 

Blancbinus  Jo.  Bapt 

BreTiaritim  Ambrosiani»)  .  .  .* 

Bruni  Leonardo 

Calabro  Quinto 

Campano  Nicolò 

Castiglionl   Giarab.   Fasciculus  folior.  .  . 

Casliglioni  G.  Batta.  Adnotallones 

Castiglionl  G.  Batta.  Episcopum  Medici.   . 

Cicerejus  Fran.  Eplslolae 

Cronica  de  tute  le  cazade 

Dante 

Dante 

Declaratorio 

Description  de  la  Corse 

Descrizione  dell'Italia 

Discorso,  brevi  del  Magistrali  eie 

Dominici»  de  Flandria 

Esercizi  Spirituali  di  M.  M 

Este  Gabriele.  Memorie  diverte  ed  Este  Gab. 

Ezpedillo  In  Auiimenses 

<ì allori   Progetto  per  compire 

Gerardina,  famiglia,  notizie 

Goldoni,  li  cavaliere  di  spirilo 

istituitone  (de)  pag.  485,  Un.  4 

tradotto,  pag.  185,  Un.  35 

Jovius  Ben    Opuscula  varia 

Leggenda  di  S.  Orsola 

Lettere.   Quinlernetlo  dove  ecc 

Lucanus.  Pbaraalia 

Marini 

Miscellanea 

Miscellanea 

Offlcies,  lin.  7,  pag.  318 

Ordinazioni  stralcio 

Panlgarola 

Raccolta  di  stampe  Incise 

Rinuccinl  Carlo.  Raccolta  di  vari  doc.  .  . 
Rinuecinl  Folco.  Abozzi  di  vari  scritti  .  . 
Soranzo  Angelo.  Relazione  di  Roma  .  .  . 

Turbolenze  nate  in  Francia 

Ubertl  (Fazio  degli) 

Verro  Agostino 

VIsitatio  plebls  Abblategrassi 

Vita  di  Mazarino 

Vita  e  gesta  di  Sforza  da  Cotignola.   .  .   . 
Catalogo  della  Biblioteca  Rinuccinl.   .  .  . 
Catalogo  del  manoscr.  della  Bib.  Rinuccinl 
Porro  Alex.  Le  tres  grand  Trlulce  .... 

Trivulzio  Ant.  Corrispondenza 

Trivulzio  card.  Ant.   Lettere 

Trivulzio  Teodoro 

Valguarnera.  Cod.  2109,  pag.  496 


Cod.  *220 Cod.  1120    pag.   il 


Cod.     452 Cod.     542 

Cod.     563 cod.     523 

Cod.     329 Cod.     229 

Barziga  Casoario us  Pergamenato.  In.  . 

(manca  il  numero) Cod.     281 

Cod.     683 Cod,     623 

Cod.   1448 Cod.   1484 

Cod.  2260 Cod.  2262 

Cod.      78 Cod.  2H5 

Cod.   1206 Cod.  4026 

Cod.     982 Cod.     922 

Cod.  (manca  II  numero) Cod.     555 

Cod.  (manca  il  numero) .   . Cod.     556 

Cod.  (manca  il  numero).        Episcoporum  Mediol.  Cod.     559 

Cod.     655 Cod.     665 

Cod.  4589 Cod.    1389 

Cod.   1079  .   .   .   .       Cod.  4076 

Cod    1071 Cod.  4073 

Cod.     345 Cod.     346 

Cod.     580 Cod.     581 

Cod.  4336  ..." Cod.  1236 

Cod.  (manca  il  numero) Cod.    286 

Cod.  1648 Cod.  1683 

Cod.     464 Cod.     424 

Memorie  e  minute  Cod.  1572  sono  la  stessa  opera 

Cod.   1383 Cod.  4388 

Cod.  1413 Cod.   4412 

Cod    1800 Cod.   1810 

Cod.   4402      Cod.    1042 

Insti  lui  ione 

tradotta 

Cod.     745 Cod.     743 

Cod.   1537 Cbd.     537 

Cod.  (manca  il  numero) Cod.  1360 

Cod.     961 Cod.     691 

Cod.  (manca  il  numero) Cod.      58 

Cod.     753 Cod.       53 

Cod.   1135  .   .* Cod.   1134 

Office* 

Cod.  4272 Cod.   4772 

Cod.   4413 Cod.   4413 

Cod.  4571 Cod.   4871 

Cod.  (manca  ti  numero) Cod.  4905 

Cod.   4934 Cod.   4931 

Cod.   (manca  il  numero) Cod.   1200 

Cod.   4374 Cod.  4364 

Cod.   4304 Cod.   4034 

Cod.   4328 Cod.   4238 

Cod.   4364 Cod.  4368 

Cod.   59 Cod.       56 

Cod.     544 Cod.   4326 

Cod.  dal  2259  al  2271 Cod.   dal  2259  al  2261 

Cod.  2266 Cbd.  2270 

Cod.   1206 Cod.   2106 

Cod.   dal  2206  al  2219 Cod.   dal  2206  al  2212 

Cod.   2317   Cod.  2137 

Cbd.  2I84W Cod.   200IW' 

Flosculos  Academicos Flosculi  Academicl 


42 

44 

22 

24 

27. 

32 

32 

45 

50 

54 

55 

63 

63 

63 

76 

404 

400 

407 

431 

434 

434 

437 

439 

448 

449 

453 

464 

468 

471 

485 

485 

195 

206 

211 

227 

233 

273 

297 

318 

320 

338 

369 

384 

386 

414 

446 

447 

453 

466 

467 

467 

478 

478 

486 

491 

491 

496 

496 


INDICE 


CATALOGO   DEI   MANOSCRITTI 


JNm.  Faglila 

del  •>! 

Codice  CaUl. 

4.  Pellico  Silvio.  Poesie 340 

2.  Erudizieni  historlctie  dello  scisma  dei  Greci .  448 

3.  Boeri  Giuseppe.  Descrittone  del  moBomeote  di 

Gaeta»  de  Fori 42 

4.  Segreti  diverti 403 

5.  Visconti  Gian  Ballista  opere  drammatiche.  .  464 

6.  id.  id.  .   .     ivi 

7.  Pontoni  Giov.  Jacopo  d'Adria.   Novella  ...  355 

8.  id.  id.      ...     ivi 

9.  Lettere  di  autori  divedi .210 

46.  Cono  Binatilo.  Lettere  autografe 99 

41.  Gosellini  Giulio.  De  le  Uudi  di  Helena  ...  471 

42.  Trattati  di  morale  retigtasa 442 

43.  Novelle  di  vari  avieri 315 

44.  Ztftoli  Alee.  Storie  dette  vile  de' poeti  Italiani  473 

45.  Doni  Anton  Francesca  Le  ville 444 

46.  Grautoi  eletto  fl  Late».  NoveHa  X 473 

47.  Id.  id.       La  prima  cena  ...  474 

48.  Trlssène,  I  Seminimi,  tragedia 445 

49.  Miscellanea  Sacra 257 

20.  tìimaco,  Giov.  Opuscoli 82 

21.  CUmaoo  S.  Giov.  La  ecaia  del  paradiso  ...     82 

22.  id.  id.  ...     82 

23.  Cessole  (Iacopo  da).  El  glocho  de  scacchi .  r    70 

24.  .Cessole  (Jacopo  da).  De  ludo  echaccoram  .  .     70 

25.  Castaldo  Aol  Historla  delle  cose  occorse  in 

Napoli 61 

26.  Favola  d'Amore  e  Psiche «56 

27.  Tanti  Anselmo.  Vofgarksameato  del  libro  di 

Beetio . 431 

28.  Sacco  -di  Roma 398 

29.  Id.         ivi 


Num.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

30.  Seoteotia  contro  Cecco  eVAseoH 405 

31.  Novella  anonima.  Ettore  de' Pellegrini    ...  315 

32.  Brlvlo  Joaefo.  Lamento  de.'  Piemontesi  centro 

Francia 49 

33.  Segni  Piero.  Volgarizzamento  4M  Demetrio  Fa- 

lereo 403 

34.  Capraeci  Marino.  Orazione  io  lode  di  Carlo  V    57 

35.  OraUooe  nelie  esequie  di  D.  Ferdinando  d'Esto  319 

36.  Considerazioni  sopra  le  amicizie  del  giovinetta*    90 

37.  Orazione  per  la  morte  di  D.  Alfonso  d'Avalos  319 

38.  CronichetU  di  casa  Farsetti 404 

39.  Testamento  politico  di  sm  mio  latro 435 

40.  Orazione  in  morte  di  Filippo  HI 320 

41.  Notizia  delie  medaglie  anflche  degli  imp.Bom.  314 

42.  id.        altra  copia  fri 

43.  id.        altra  copia  ivi 

44.  Sommario  deUa  grandezza  dell'Impero  Besnano  413 

45.  Tolomeo  Alessandrino.  Libri  IV  del  Quadri- 

partito   438 

46.  Memorie  soientiBche 240 

47.  Borghesi  Lorenzo.  Vita  di  Chiappino  Vitelli  39 

48.  Beno,  Apostolo.  Lettere  autografe 472 

49.  id.  id.  .  ...     ivi 

56.  Volpi  Gaetano.  Lettere  autografe 468 

31.  Besozzi  Gioachino.  Lettere 29 

52.  Collectanea  ufologica 83 

53.  Miscettonta  di  aritmetica  od  alchimia  ....  257 

54.  Adami  AnL  Principi!  detta  morale:  poema  41 

Pope #. 3 

55.  Canzonette  poste  In  musica 56 

56.  Vita  del  card.  Mazarino .  .  467 

57.  Beroasdi,  de  Monti.  Pratica  d'aritmetica ...  28 


510 


INDICE 


Num.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

58.  Marini  G  B.  Squarci  del  suo  poema  l'Adone   233 

59.  Montifalcus.  De  cognominibus  deorum   ...  254 

60.  Parlni  ab.  Giuseppe.  Studio  delle  belle  lettere  339 

61.  Gori  Giulio.  Vita  di  Carlo  VI 171 

62.  Latini  Brunetto,  Il  Patatìo 203 

63.  Poesie  spagnudle 352 

64.  Trolli.  De  Alberico  Magno 445 

65.  Vannelti  Val.  Gius.  Prose 451 

66.  Colombo  Michele.  Ire  novelle 83 

67.  Baldaccini  Pietro.  Poema 22 

68.  Baldaccini.  La  bellezza  delle  donne.  .   .       .23 

69.  Fortini.  Novelle  de'  novizi 461 

70.  id.  id ivi 

71.  id.  Id ivi 

72.  id.  id fri 

73.  Id.  Id ivi 

74.  id.  Id ivi 

75.  Id.  id ivi 

76.  Columella  Junio.  Delie  cose  della  villa  ...     84 

77.  Falaride.  Lettere 154 

78.  Tonioli  Giulio.  Regole  generali 439 

79.  Ragioni  cbe  hanno  mosso  Ferd.  Gonzaga  ad  ab- 

bandonare il  mondo 370 

80.  Boccaccio  Giov.  Vita  di  Dante 33 

81.  Palmieri  Matteo.  Dialogo 337 

82.  Rinuccini   fra  Alessandro.  Viaggio  in  Terra 

Santa 381 

83.  Sanseverino  Roberto.  Viaggio  in  Terra  Santa    400 

84.  Eusebio.  Transito  di  S.  Gerolamo 151 

85.  Giovanni  ser.  Fiorentino.  Il  Pecorone.    ...  169 

86.  Tommaso  (fra)  da  Ferrara 438 

87.  Taddeo  da  Peseta.  Volgarizzamento  dell'elica 

d'Aristotele 430 

88.  Bigollna  Giulia.  Urania,  novella 31 

89.  Storia  di  Barlaam  e  Giosafal 425 

90.  Jacopo  da  Firenze.  Tractatus  Algorisml  .   .  .  193 

91.  Ruffo  Sonlano.  Trattato  di  Mascalcia  ....   395 

92.  Laudi  spirituali,  leggende,  eie 203 

93.  Miscellanea 258 

94.  Trattato  di  aritmetica  e  di  algebra 4H 

95.  Lignaggi  ovver  generation!  quali  sono  discese 

da  Adam. 224 

96.  Busca  Gabriele.  Discorso  di  fortificazioni   .   .     53 

97.  Valvassoribus  (Petrus  de).  Opuscula  varia  .   .  450 

08.  Moneti.  Cortona  convertila 254 

99.  Cavalcanti  Bari.  Discorso  circa  la  mllitia  Ro- 
mana        G7 

100.  DiuUle:  dies  uliles 138 

401.  Itinerari  diversi  per  Tllalia 193 

402.  Este  (Alfonso  duca  d'J.  Lettera  apologetica   .   148 
103.  Novità  giornaliere  di  Milano  dal  1705  al  1707  3IG 

404.  Decembri us  Pel.  Caud.  Opuscula 430 

405.  Compendio  di  varie  cose  spellanti   a  Milano, 

Pavia,  eie 85 

106.  Vita  card.  Roberti  Bellarmini 466 

407.  Traile  de  geometrie  et  de  trigonometrie.   .   .  4M 

408.  Traile  sur  l'art  mi  li  taire ivi 

409.  Raccolta*  di   carie,   lettere,  eie.  relative  alla 

stamp.  A  ce.  Veneta  Aldina 3G8 

410.  Grapputo  Tom.  Convito  Borghesiano  ....   173 
4M,  id.       *     Novella ivi 


Num. 

del 

Codice 


Pagina 

del 

Calai. 


42. 
13. 
44. 
15. 
16. 
17. 
48. 
19. 
20. 
21. 
22. 

23. 

24. 
25. 
26. 
27. 
28. 
29. 
30. 
31. 
32. 
33. 
34. 

35. 
36 
37. 
38. 
39. 
40. 
41. 
42. 
43. 
44. 
45. 
46. 
t7. 
48. 


49. 
50. 
51. 
52. 
53. 
5». 


56. 
57. 
5S. 
59. 
00. 
GÌ. 
G2. 
G3. 
Gì. 
65. 
60. 
67. 


Zucconi  Giuseppe.  Opere  varie 474 

Tomilano  Giulio  Bern.  Novelle 438 

id.  id ivi 

Miscellanea 259 

Tasso  Torquato.  Rime 432 

Trisslno.  Lettere  di  principi  a  lui  dirette  .  .  445 

Leggenda  di  Giov.  da  Precida 206 

Istoria  di  Bianca  Cappello 489 

Macinazioni  del  D.  fisico  Gemello 229 

Vita  di  Tiberio  Fiorillo 467 

Delfino  Melchiorre.  Osservazioni  su  Macchia- 
vello -134 

Torelli  Prospero.  Orazione  pei   funerali  del 

card.  Borromeo 440 

Medici  Lorenzo.  Lettere 237 

Caro  Annibale.  Lettere 59 

id.  id ìvì 

id.  id :  .  .     M 

Canclani  fr.  Paolo.  Discorso  sulla  poesia  antica  56 
Bolero  Gio.  Osservazioni  sopra  Tacilo.  ...     43 

Mémoires  de  Mad.  Vendramin  Sale 239 

Casa  (Monsignor  della).  Lettere 59 

Scarperia.  Leggenda  di  San  Tandalo  ....  402 

Esopo.  Favole  ed  insegnamenti 448 

Concordio  fr.  Bari,  (da  San).  Ammaestramenti 

degli  antichi 89 

Istoria  di  Rinaldo  da  Montalbano 488 

Abbaco  (libro  d') j 

Colonne  (Guido  dalle).  Storia  Troiaoa ....     83 

Garalis  (de).  Tractatus 4G6 

Sidrach.  Le  domande  e  le  risposte 411 

Interpretazione  dei  sogni  secondo  i  filosofi  .  485 
Casola  Pietro.  Viaggio  in  Terra  Santa.  ...     60 

Minuti,  Vita  dì  M.  Sforza 243 

Besutio  (de)  Johannolus.  Liner  irobrevlalurarum    29 

Aristotele.  Elica  tradotta  in  volgare 47 

Nores  Pietro.  La  guerra  mossa  da  Paolo  IV  .   314 

Guicciardini  Luigi.  Succo  di  Roma 476 

Sacco  di  Roma 398 

Centorio  M.  Ascanio.  Libri  V  della  innamorala 

Olimpia 69 

Villani  Giovanni.  Le  cronache 450 

Angela,  Beala,  da  Fuiigno.  Visioni 42 

Pontanus  Joh.  Commenti  ti  ones  in  Ptolomeum  355 

Vila  di  Sislo  V 467 

Viaggio  fatto  dal  Card.  Aldobrandino  ....  45-4 

Segni  Bern.  Storie  fiorentine 403 

Baldi  Bern.  Vila  e  fatti  di  Guidobaldoi»  duca 

d'Orbino 23 

Baldi  Bern.  Vita  di  Federico  da  Monlefeltre   .  ivi 

Perticar!  Giulio.  Leltere 340 

Quadrio  Zaverio.  Opuscoli 3C6 

Novelle  diverse  copiate  da  mss.  antichi  ...  346 
Tassoni.  Postille  al  voc.  della  Crusca  ....  432 
Miscellanea 059 

W fri 

Perlicari.  Degli  scrillori  del  trecento  ....  340 

Villani  Giov.  Storie  fiorentine 457 

Latini  Brunello.  Il  Tesoro 202 

Livio  Tito 226 

Berloli  Gian  Dona.  Delle  antichità  d'Aquilej.i  ,  29 


INDICE 


511 


Num.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

468.  Vicecomes  Prosper.  Epistola 455 

469.  Bossi  M.  Ani  Legazione  agli  Svizzeri  ....     42 

470.  Attendolo  Bolognini.  Lettere 20 

471.  Miscellanea  Genovese 260 

472.  Fregoso  G.  Ball.  De  dictis  et  factis  memora- 

bilibus 462 

473.  Miscellanea  storica  Milanese  . 260 

474.  id.  id ivi 

475.  Sfide  e  duelli 410 

476.  id.  ivi 

477.  id.  ivi 

478.  Quadrio  Zaverio.  Dell'istoria  delle  piante  .   .   366 

479.  Pagliarino  Alessandro.  Zibaldone 336 

480.  Desta  Gian  Filippo.  Descrizione  e  storia  di  Mi 

lano 30 

481.  Beala  Gian  Filippo.  Descrizione  e  storia  di  Mi- 

lano  ivi 

182.   Beala  Gian  Filippo.  Descrizione  e  storia  di  Mi- 
lano  ivi 

483.   Desta  Gian  Filippo.  Descrizione  e  storia  di  Mi- 
lano  ivi 

184.   Libro  di  meraviglia  chiamalo  Felix 221 

485.   Velino  Aless.  Il  mercante,  opera  utilissima  .    453 

186.  Beretla  Gaspare.  Giornale  dell'assedio  di  Va- 

lenza     27 

187.  Cardanus  Dieronimus.  Ars  Magna 58. 

488.  Abbaco  (libro  d') , 2 

489.  Medici  Loreozo.  Lettere 237 

490.  id.  ivi 

191.  G razzin i  detto  il  Lasca.  Novelle 474 

492.  Sacchetti.  Novelle 397 

493.  Sercambi.  Novelle 106 

194.  id.  ivi 

495.  id.  ivi 

496.  Lettere  originali 210 

497.  Miscellanea  storica 260 

498'.  Miscellanea  medica 261 

499.  Telophorus.  Libellus 433 

200.  Notizie  storiche 214 

201.  Sarchi  Domenico.  Relazione  a  suo  figlio    .   .  401 

202.  Processo  di  fra  Gerolamo  Savonarola  .  "...  361 

203.  Ragguaglio  del  tumulto  di  Napoli  del  4647  .  369 

204.  Xenofonle.  La  Ciropedia 471 

205.  Rinuccini  Alam.  e  Neri.  Priorisla  fiorentino  .  385 

206.  Estrallo  de)  libro  della  Congregazione  di  San 

Giovanni 450 

207.  Memoriale  della  confraternita  di  S.  Giov.  di 

Firenze 238 

208.  Ferrara  (duchi  di).  Lettere 156 

209.  id.  ivi 

210.  id.  ivi 

211.  id.  ivi 

212.  id.         •  ivi 

213.  id.  ivi 

214.  id.  •   •   ■   / M 

215.  id.  ivi 

246.  Id.  ivi 

217.  Gouvernement  de  France .  472 

218.  Geometria.  Traclalus 468 

249.   Pirovano.  Tractatus  algebrae 349 

220.  Carini  Fabrizio.  Discorso  sull'archi  lettura  .  58 


Num  Pagina 

del  del 

Codice  -  Calai. 

221.  Carini  Fabrizio.  Disegni  d'archi tet tura    ...     58 

222.  Richino,  Pratica  mercantile  o  libro  d'Abbaco  379 

223.  Richino  Bern.  Pratica  degli  ingegneri    ...     ivi 

224.  Richino  Bern.  Trattato  di  finezze,   legature  e 

saggio  di  metalli ivi 

225.  Statuti  per  gli  ingegneri  e  agrimensori  di  Mi- 

lano.  .   .   .  m 418 

226.  Controversiae  Inter  Joh.  Longonum  el   Fran- 

chinum  Ruscham 94 

227.  Beretla  Gaspare.  Estratto  di  fortificazioni  .   .     26 

228.  id.  Memorie 27 

229.  Bajardi.  Lettere 22 

230.  Controversie  Sinenses       95 

231.  Successione  d'Inghilterra 426 

232.  Paez  de  Castillio 336 

233.  Istrumenlo  di  vendita  del  dazio  del  vino  e  sale 

di  Milano 491 

234.  Istrumenlo  di  liberazione  tra  i  Brebbia  ...     ivi 

235.  Dallo  di  Melegnano 429 

236.  Patente  di  proto  no  la  ri  alo  ad  Ani.  Belinzago  .   339 

237.  Apparecchio  per  la  visita  fatta  dal  Card.  Monti 

in  Brianza 45 

238.  Precetti  morali  per  la  Ser.ma  Claudia  De  Me- 

dici  359 

239.  Zucchi.  Le  glorie  di  Monza 474 

2  SO.  Sunto  e  rislretto  di  tulle  le  congiure  falle  in 

Firenze 428 

241.   Decreta  a  Vicecomilij)Us  edita 431 

212.  Cronaca  autentica  Veneziana 403 

2 13.  Slrasoldus  Joh.  Maximi  Filippi  regis  Hisp.  figura  426 
244.   Chiromantia 73 

215.  Traclalus  de  alchimia 443 

216.  Perez  Ani.  Lettera  ai  Duca  di  Lerma  ....   340 

217.  Discorso  politico  militare  a  S.  M.  Cattolica.   .   436 

218.  Sfondratus  Hercules.  Carmina 410 

219.  Basilicapetri  Giov.  Balta.  Consigli  medici  .   .   .     25 
250  Inslructio  circa  conficiendos  processus  inqui- 

sitionis 485 

251.  Sommario  di  tutti  li  Concili!  di  Spagna.   .   .  443 

252.  Trillo.   Origen  y  principio  de  Porden  de  Ca- 

lalrava 445 

253.  Fiucubraliones  accademicae .446 

254.  Norie.  De  principe»  Vireyes  Governadores  eie.   314 

255.  Relazione  delle  virtù  della  M  Maria  Francesca, 

abbadessa 373 

256.  Cristiani  Giov.  Batta.  Trattato  di  scherma  .   .   402 

257.  Vera  (Antonio  de).  Fragmenlo  historìco  de  la 

vida  del  D.   d'Ossuna 453 

258.  Perù  Gesuitico 344 

259.  Epigraphia  varia 446 

260.  Majoragius.  De  Senalu  et  Senaloribus.   ...  231 

261.  Caraffa    (Cardinale).    Istruzioni,    guerra  fra 

Paolo  IV  e  Carlo  V  .' 75 

262.  Discorso  sulle  cose  di  Spagna,  di  Savoia  e 

d'Ilalia 436 

263.  Breviarlum  monaslicum  Klssingense  ....  48 

264.  Breviarlum  romanum ivi 

265.  Breviarlum  Vallombrosianum 49 

266.  Sallerium  romanum 399 

267.  Breviarium  Olivetanum 48 

268-  Gal  uzzi  suor  Mar.  Domitilla.  Rivelazioni  ...  465 


512 


INDICE 


Nudi.  Pagina 

del  del 

Codice  Olalj 

269.  Index  numlsmatum  Romanorum 483 

270.  Orazioni  sacre  relloriche 320 

271.  Informazione  del  modo  di  trattare  le  cause  in 

Milano .184 

272.  Rossi.  Discorsi  sopra  materie  ecclesiastiche.  .  394 

273.  Informazione  delP  assemblea  del  Vescovi  fran- 

cesi nel  4681 184 

274.  Controversia  de  precedenlia  inler.  Laudem  et 

Comuni 95 

275.  Mendoza.  Memorlal  que  dio  D.  Pr.  Mendozal 

al  Bey  D.  Felipe 241 

276.  Ruffo  Giordano.  Arte  di  conoscere  I  cavalli  .  396 

277.  Mascalcia  (libro  di) 349  e  235 

278.  Bolzone  Jacopo.  Libro  di  Àbbaco 36 

279.  Traile  de  malhématfque 444 

280.  Bercila  Gaspare.  Catalogo  delle  sue  opere .  .     27 

281.  Bercila.  Assiomi  fondamentali ivi 

282.  Beretta.  Assiomi  fondamentali ivi 

283.  Miscellanea  militare 261 

284.  Bercili  conte  Giuseppe.  Pratica  e  massima  della 

guerra.  .  .      28 

285.  Trattalo  di  arte  miniare 444 

286.  Discorso  breve  del  li  Magistrati  etc.  di  Carlo  Em.  437 

287.  Tavole  militari 432 

288.  Sardi  Pietro.  Aritmetica  militare 400 

289.  Carbone  Venceslao.  Delle  fortificazioni.  ...  H8 

290.  Frisi  Paolo.  Sulla  navigazione  da  Milano  a 

Pavia. 162 

294.  Pitti  Jacopo.  Istoria 350 

292.  Zelo  Giorgio.  Giardino  Austriaco 472 

293.  Miscellanea  politica 261 

294.  Id.  ivi 

295.  Morula  Gaud.  Laudalivae  formulae 242 

296.  Tebaldeo  Michele.  Metamorfosi  di  S.  Nicolao.  433 

297.  Fablus  de  Ogublo 454 

298.  Erbarlum  figuratala.  ....'. 447 

299.  Gonzaga.  Origine  della  famiglia 474 

300.  Baroni!  Caes.  Card,  errores 24 

301.  Miscellanea  politica 261 

302.  Miscellanea  storico- politica 262 

303.  Annotazioni  diverse 44 

304.  Porro  Daniele.  Origine  di  varie  cose  ....  356 

305.  Controversie  di  lingua  e  letteratura.   ....  96 

306.  Giudizio  della  abilità  dei  ministri  del  Granduca.  470 

307.  Istoria  di  Bianca  Cappello 189 

308.  Indice  delle  carte  dell'Archivio  del  Castello  di 

Milano. 484 

309.  Id ivi 

340.  Id ivi 

311.  Id ivi 

312.  Spogli  fatti  nell'Archivio  del  Castello  di  Milano.  415 

313.  Convenzione  per  I  redditi  dello  stato  di  Milano.  96 

314.  Turbolenze    tra  il   clero    ed  il  parlamento 

francese 446 

315.  Tanmius  Hier.  Numismata  Imp.  Romanorum.  434 

316.  Id.  id.  id.  ivi 

317.  Id.  Id.  id.  ivi 

318.  Tolomei  Claudio.  Discorsi  politici 438 

319.  Sancta  Croce  (Andrea  de).  Dtalogus.  ....  399 

320.  Riva  Pr.  Lot.  Istituzioni  filosofiche 393 

324.  Valtrtno  P.Glov.Ànt.  Vita  di  S.  Luigi  Gonzaga.  450 


Noto.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

322.  Breviarium  Ordini*  minorato.  .......  47 

323.  Miscellanea  latina. 262 

324.  Miscellanea  latina  Italiana  sacra. ivi 

325.  Frammento  di  un'opera  ascetica 462 

326.  Miscellanea  Ialina  sacra 263 

327.  Salterium  romanum 399 

328.  Constitutione  de  li  poveri  heremiti  di  fr.  Riero 

da  Pisa 91 

329.  Costituzioni  degli  Eremitani  Scalzi ivi 

330.  Liber  medttatioDum 214 

331.  Forma  recipiendi  novitios 460 

332.  Litania*  Sci  Bernardi 225 

333.  Lllanlae  Ambrosiaoae ivi 

334.  Officio  di  nostra  donna  ad  uso  de'  Cteterclensi  325 

335.  Officium  B.  Virg.  Mar ivi 

336.  Id.              id h>i 

337.  Id.              id ivi 

338.  Id.             id.            ivi 

339.  Id.             Id.            ivi 

340.  Psalterium  graecum 364 

341     Diurnum 438 

342.  Breviarium 48 

343.  Trattato  di  morale  religiosa 443 

344.  Officium 325 

345.  Declaratorio  sopra  le  regole  di  S.  Benedetto.  431 

346.  Id.  id.  Id.  M 

347.  Hymnarlum  Ambrosianum 480 

348.  Tractatus  vari! 443 

349.  Officium  secundum  consuet  Rom.  curiae .  .   .  326 

350.  Coofanonerius  Caesar  Epltomae  historiarum  a 

mundo  condito 90 

351.  Bistorta  di  quelli  tre  monaci 478 

352.  Cavalca  Domenico.  Le  trenta  stullitle  ....  66 

353.  Summarlolum  ex  libris  hisL  S.  Hieronymi.   .  427 

354.  Miscellanea  latina  sacra 263 

355.  Raymundi,  inagistri.  Summa  de  poeotteotia  .  370 

356.  Dionisii  Areopagitae  opera 435 

357.  Ordo  matutlol  mortuorum 322 

358.  Vita  S.  Catharinae 466 

3591  Miscellanea  Ialina  sacra 264 

360.  Salmos  penltentiales  Iraducldos  In  lyrat.  .   .  396 

364.  Salutio  fra  Bari.  Canti  ovvero  profezie.  .  .   .  ivi 

362.  Libro  di  varie  cose  spirituali 221 

363.  Pratica  dell'affettuoso  tratto  dell'anima  con  Dio  358 

364.  Processionale  romano 364 

365.  Processionale ivi 

366.  Vlia  e  morie  di  Gialla  Monti 467 

367.  Regola  della  Compagnia  di  S.  Orsola  ...       374 

368.  Mirabillbus  (de)  Roaae 243 

369.  Chronicae  de  Mirabillbus  Romae 74 

370.  Ioni  ecclesiastici  tradotU 484 

371.  Vita  di  Innocenza  Tradati 457 

372.  Relazione  di  varie  Immagini  della  B.  V.  M.  In 

Milano 373 

373.  Besozzo  Giov.  Pietro.  Sermone 30 

374.  Immagini  di  M.  Vergine  in  Milano 484 

375.  Tabula  eplstolarum  dominlcalhim 430 

376.  Oratloae  (della  continua) 348 

377.  -Liber  congregationum  saper  Brev.  Asabroa,  •  244 

378.  Seripandus  Hier.  Expositio  entftoiaa  Paul!  apo- 

stoli  406 


INDICE 


513 


Num.  Pagina 

del  dei 

Codice  Calai. 

379.  Antifonari  una 44 

380   Privilegia  el  sententiae  prò  monaslerio  Castellaci!  360 

381.  Trai  tati  di  methoscopla  e  di  chiromanzia  .  .   4M 

382.  ConaUlutlone  delle  Santimoniali  de  Sco  Ago- 

stino  91 

383.  Libro  di  preci  per  I  disciplini  di  Sant'Agata.   222 

384.  Sermoni  sacri 407 

383.   Fioretti  di  S.  Francesco 156 

380.  Processionale  secundum  usuui  £c.  S.  Job,  Hie- 

rosolim 361 

387.  Breve  di  PP.  Sisto  IV  a  favore  dei   Canonici 

Lateranensi 41 

388.  Consta utlones  Innocenti i  III 91 

389.  Statala  Sacro»  E  ed.  Mediol 420 

390.  Nicodemo.  Passione  di  G.  Cristo 312 

391.  Duhia  Magistri  Paul! 444 

392.  Officium  diuroum  ad  usuai  ord.  Humiliatorum  326 

393.  Rituale  Romano  ad  uso  della  Chiesa  di  Lodi.   393 

394.  Breviarium 47 

395.  Mlssale  Romanum 24 1 

396.  Officio  in  lingua  Olandese 326 

397.  Officium  (Horae)  de  Sancio  Spirili! ivi 

398.  Brasca  (Santo).  Viaggio  in  terra  Santa.   ...     41 

399.  Ambrosi us  i  Sanctus)  Traclatus  de  poenitenlia.     10 

400.  Agostino,  S.,  Sermoni 5 

401.  Agostino,  S.,  Sermoni  tradotti  da  Fi*.  Ago»,  da 

Scarperla ivi 

402.  Amadeus  (beatus).   Apocahpsis  nova lo 

403.  Hugo  de  Sancto  Vittore.  Claustrale 179 

401.  Instilulione  (de)  el  origine  Crucesignatorum  .  185 

405.  Cavalca  Domcn.  Specchio  della  croce  ....     66 

406.  Cavalca  Dom.  Le  (retila  stultilie 67 

407.  Cavalca  Dom.  Trattalo  con  tra  il  peccalo  della 

lingua ivi 

408.  Mtssae  aliquot  devotissima 243 

409.  Musale  vollvum 250 

410.  Flos  palfum  et  fomentum  rcligiosorum  .   .   .  159 

'4M.  Trattalo  morale 444 

4I2.#  Virtules  psalmorum 458 

413.  Domis,  suor  Angela,  Meditazioni 139 

414.  Compendio  della  vita  e  morte  di  Suor  Vero- 

nica Calcaterra 86 

4(5.  Opere  mistiche  della  madre  Alma  Colomba  .   318 

416.  Libro  di  preci  ad  uso  dei  disciplini  di  S.  Marta.   222 

417.  Id.  id.  id.  id.  ivi 

418.  Id.  id.  id.  Id.  ivi 

419.  Id.  id.  ld.  Id.  ivi 

420.  Ragionamenti  dell'Orazione  Sacra 369 

421.  ÀtU  delle  virtù  teologali 20 

422.  Franckio  prete  Paolo.  Ricreazioni  spirituali  .  162 

423.  Loyola  (Ignatius  de).  Fxercltia  spirituale  .   .  226 

424.  Esercizi  spirituali  di  M.  M 148 

425.  Cassiano  Giovanni.  Istituti  de  11  Monaci.   .   .  61 

426.  Bernardi  (Sci).  Psalmographium 28 

427.  Ammaestramenti  santi  ed  utili Il 

428.  Lettere  divole  per  un  G.  Duca  di  Toscana    .211 

429.  Responsa  per  totum  annum 378 

430.  Vita  S.  Brandani  e  Storia  della  B.  Vergine .   .  466 

431.  Regula  Ordinis  fratrum  miiiliae  U.  Mariae  .  .  372 

432.  Gloria  delle  donne.  Leggende 171 

433.  Hieronymus  (S.)  Epislolae  ad  Eustocblum .  .  178 

Calai*  TrhmUùana 


Ntim.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

43 1.  Balocho  Ani.  Consigli  della  salute  del  peccatore.     23 

435.  Privilegia   monachis  Monti»  Ollveli  a  Julio  II 

concessa 360 

436.  Convivium  Sacrum  Carmelitanum 97 

437.  Bonaventura  (S.).  Breviloqium  calholicae  ve- 

.  rilatis 37 

438.  Con  cor  dio   (Bart.    da  San).   Ammaestramenti 

degli  antichi ...     89 

439.  Davidls  psalterium 429 

440.  Officium  B.  V.  M 327 

441.  Id.  Id ivi 

412.        Id.  id ivi 

443.         Id.  id ivi 

414.  Id.  id ivi 

415.  Id.  id.  ivi 

416.  Id.  id 328 

447.  Id.  id ivi 

448.  Id.  id.  libro  di  preghiere  e  d'ore  ivi 

449.  Id.  id .  329 

450.  Id.  id • ivi 

451.  Psalterium  secundum  ord.  frat.  Predicatorum.  364 

452.  Ambrosius  Sanctus:  de  Abraham  et  Isaac  .  .     Il 

453.  Georgius  Benignus:  de  assumptione  Virginia.  168 

454.  Teslamentum  novum .   .   .  435 

455.  Gandinus  Petrus.  Lecliones  Sacrae 466 

456.  Psalterium   secundum   cons.   Ord.  fr.   Moulis 

Oliveti 364 

457.  Breviarium  Ambroslanum 46 

458.  Rituale  aulico  latino  e  tedesco 393 

459.  Officium  secundum.  Rem.  cur. 329 

460.  Deprccalio  animae  ad  Deum 431 

461.  Officium.  Libro  di  orazioni  o  officio 329 

462.  Officium  B.  V.  M.  ivi 

463.  Id.  id 330 

464.  Id.  id ivi 

465.  Id.  Id hi 

466.  Id.  id ivi 

467.  Id.  id.  .  '. 331 

468.  Id.  id.  ; ivi 

469.  Id.  id ivi 

470.  Id.  id hi 

471.  Officium  (Horae)  B.  V.  M.  .   . 331 

472.,       Id.       Horae  prò  varlls  fcsli  vitali  bus  ...    ivi 

473.  Id.       B.  M.  V 332 

474.  Id.       Eserciti  um  piclatis ivi 

475.  Id.      secundum  ordinem  R.  Ambrosi!.  .   .    ivi 

476.  Id.      secundum  ordinem  Rom.  Curiae  .  .    ivi 

477.  Id ivi 

478.  Id ivi 

479.  Id 333 

480.  Id ivi 

481.  Id.       B.  ▼.  M.    .....   .- ivi 

482.  Id.  Id. ivi 

483.  Id ivi 

484.  Id ivi 

483.        Id.       Horae  B.  V.  M 33* 

486.  Orazione  alla  B.  Vergine 320 

487.  Dieta  el  ploraliones  Vlrg.  Mariae  super  fllium 

suum 134 

488.  Psalmi  poenilentiales 363 

489.  Genealogia  da  Adamo  a  G.  Cristo 467 


514 


INDICE 


Num.  Pativa 

del  del 

Codice  Calai. 

490.  Galluzzi  suor  M.  Domil.  Rivelazioni 165 

491.  Galluzzi  suor  M.  I).  Vero  lume  del  modo  d'os- 

servare, eie ivi 

492.  Borromeo  (S.  Carlo).  Bollettini  autografi  ...     K I 

493.  Id.  id.  id.  id  42 

494.  Sylva  pastorali» 428 

495.  Miscellanea 264 

496.  Confanonerius  Ani.  Vilae  Archiep.  Mcdlolani .  90 

497.  Llber  dlvinae  doctrinae 214 

408.  Wosper  Aqullanicus.  Epigrammala 3(>3 

499.  Miscellanea  Ialina  sacra 265 

500.  Miscellanea  Ialina  sacra 265 

501.  Bulla  officil  Cubtculariorum  et  scutlferorum  .  51 

502.  Sullo  Hènr.  Horologfum  vitae  aelernae  .   .   .  428 

503.  Voragine.  Legènda  aurea 468 

504.  Llber  de  patriarchi* 2(5 

505.  Cascia  (Simeone  da) 60 

506.  Martyrologfum 235 

507.  id ivi 

508.  Regola  dell1  Ordine  di  S.  Marco  di  Mantova  .   372 

509.  OJBcium  Beati  Victoria  marlyris 334 

5(0.  Sacramen  tari  una  Ambrosianum 398 

511.  Casliglionl  G.  Balta.  Illustrazione  di  un  Sacra- 
mentario Amb 63 

5(2.  Rituale  de'  monaci  di  S.  Lanfranco  di  Pavia.  393 

5(3.  Mlssale  Ambrosianum 244 

5(4.  LItanlae  Trlduanae 225 

5(5.  Gregorius  (Sanctus).  Pastorale (74 

5(6.  Brevlarium  Augustinlanum 47 

5(7  Officium  diurnum  ad  usum  Humiliatorum  .  .  383 

518.  Antiphonarlum  Humiliatorum (4 

519.  M'issale  Romanum 244 

520.  Officium  B.  M.  V 335 

521.  Inni  secondo  il  rito  Homano  per  la  scuola  di 

S.  Marta (84 

522.  tassale  Ambrosianum 244 

523.  Annolationcs  et  decisione»  in  Concilium  Tri- 

dentinum (4 

524.  Acta  Concilii  tridentini  sub  Pio  IV 2 

525.  Elucidationes  quorundam  locorum  Concilii  Tri- 

dentini     145 

526.  Visconti  Mons.  Lettere  al  Card.  Borromeo  .   .   465 

527.  Acta  consisloralia  Pil  IV  an.  4563 3 

528.  Acta  consisloralia  Sixtl  V  ab  anno  (585  ad 

annum  (590 ivi 

529.  Decislones  Congregationis  Card.    S.   Inqulsi- 

tionis  . (31 

530.  Scacchi,  fra  Fortunato.  Risposta  alle  (9  propo- 

sizioni, etc 401 

531.  Visita  del  fan.  Sassi  nella  Pieve  d'Abbia  te- 

grasso  465 

532.  Correzioni  proposte  pel  messale  Ambrosiano  .     99 

533.  Palontrollo  Melcb.  Loca  praecipua  et  difficiliora 

S.  scripturae 337 

534.  Caramuel  Job.  Opera  varia ...       57 

535.  Laudi  della  fraternità  del  beato  Francesco    .  203 

536.  Voragine  Jacobua  (de).  Legenda  aurea    ...  468 

537.  Leggenda  di  S.  Orsola 206 

538.  Belcari  Feo.  Prato  spirituale 25 

539.  Gregorius  S.  Papa.  Dialoghi 474 

5i0.  Libro  di  preci  ed  i  7  salmi  ad  uso  de1  disciplini  222 


Num. 

del 

Codice 

54(. 
542. 

543. 

544. 
545. 
546. 
5(7. 

5(8. 

549. 
550. 
551. 
552. 
553. 

551. 
555. 
556. 

557. 

558. 

559. 

560. 

561. 
562. 

563. 

564. 
565. 
566. 
567. 
568. 

569. 
570. 
57(. 
572. 
573. 
574. 
575. 
576. 
577. 

578. 

579. 
580. 
581. 
582. 

583. 

584. 


Calai. 

Basilius  S.  De  deitale  filli  et  Spiritus  Sane.       25 
Andato  (fr.  da  Imola).  Verba  Salvatoris  nostri 

Jcsu  Chrisli (2 

Liber  meditalionum  annuncialionis  incarnatio- 

nis,  etc 2(5 

Vita  e  gesta  di  Sforza  da  Colignbla 467 

Istoria  dell'antico  testamento 189 

Breviarium  Ambrosianum 47 

Controversie  fra  l'Arciv.  Carlo  Borromeo  ed  il 

Senato 96 

Regola  della  compagnia  di  San  Gerolamo  in 

S.  M.  Falcorìna 373 

Profezie  intorno  ai  Pontefici  Romani  ....   362 
Concilium  Tridenlmum.  Miscellanea    ....     86 

Borromeo  (S.  Carlo).  Miscellanea 40 

id.  id.  ivi 

Castelli  Siro  Giuseppe.  Storia  dei  Vescovi  di 

Pavia 62 

Torquemada.  Opuscula 440 

Casliglioni  G.  B.  Fasciculus  fasiorum,  mss.    .     63 
id.  Adnolationes  ad  vlmlitandam 

veritalem ivi 

Casliglioni  G.  Batta.  Excepla  ex  \ariis  auclo- 

ribus ivi 

Casliglioni  G.  Balta.  O  user  vallone*  ad   Mura- 
torli  dissertai  iones ivi 

Castiglioni  G.  Batta.  Eienchus  chronologicus 

ex  Arcb.  S.   Ambrosi! ivi 

Casliglioni  Bonaventura.  Vila  degli  Arcivescovi 

di  Milano 62 

Cnlalogus  praeposilurarum 65 

Castelli  Francesco.  De  Slalu  Mediol.  Eccl. .   .     C2 
Decislones  casuum  quaesingulia  mensibus  di- 
rimi so  leni  in  reclorum  Porlae  Cum.  ...    (31 

Archinlus  Alex.  De  praedeslinalis (5 

Decislones  casuum  quae  singulis  mensibus,  eie.   (  3 1 
Novelle  :  Miscellanea  di  diversi  autori  .   .   .  .   3(5 
id.  i(L  ivi 

Torelli  Pomponio,  pei  movimenti  dell'animò. 

Novelle - 440 

LoUiol.  Novelle 

Galeola  Francesco.  Novella 464 

Novella  in  versi.  Smeralda  e  Bonifacio  .  .  .  SI 6 
Notizie  intorno  alla  novella  di  Giulietta  e  Romeo  345 
Giacomini  Tebalduzzi.  Ragionamenti  d'amore.  469 
Labus  Glov.  Sul  Decameron?  del  Boccaccio  .  200 
Berlini  AnL  Frane.  Frammento  di  una  apologia  29 
Discorso  in  elogio  del  M.  G.  G.  Trivulzio  .  .  437 
Ledere  di  celebri  autori  eslralte  dall'Archivio 

di  Mantova 2(1 

Discorso  o  introduzione  al  Parchi  lettura  di  Vi- 

Iruvio (37 

Miscellanea £65 

Porta.  Glov.  Mar.  Visconti 357 

Description  de  Wsle  de  Corse 134 

Observations  sur  la  nouvelle  édition  dea  oeu- 
vre» de  S.  Jerome 318 

Paraino  Michele.  Origine  della  divozione  a  M.  V. 

presso  S.  Celso .  .   .  338 

Sassi  D.  Giuseppe.  Risposta  all'Arcivescovo  di 
Milano 404 


ItfWCE 


516 


Num, 
GoSfe 


Calai 


Codice 


Cittì 


585.  Compendio  della  vita  d!  Bari.  BomoJU  .  ,  .  66 
$86.  Merini  Paolo.  Lettera  dall'Isola  di  Francia.  .  312 
587.  Relazione  della  degradatone  del  pale  G.  B. 

Berangerio 374 

388.  Conclliam  Tridcntinum.  Consnltaiio  de  articulis 

reformatioois 66 

589.  Bullarium  Cislerciense 31 

$90.  Instiluliones  canonìcae 185 

591.  Giannone  Pietro.  Professione  4i  fede  .   ...   169 

592.  Cunlculus.  De  liberiate  et  Imnaunilate  ecde- 

siarum M3 

593.  Ma  gal  olii  Lorenzo.  Lettere  famigliari  ....   229 

594.  Conciiiiun  TridenUnum 87 

595.  Miscellanea  politica  slorica 266 

596.  Frammenti  di  Codici  di  diversi  secoli.  .  .  .  161 

597.  Libro  di  noie  musicali    .  .' 223 

$98.  AcU  congregsllonjum  sub  Card.  Monito  prò 

edil.  Mis.  Àmb.  ,\ 3 

599.  Grattarola  Marco  Aur.  Vita  di  §-  Cario  .   .  .   Ì73 

600.  Giussani:  Vita  di  S.  Carlo 170 

601.  Burehardus.  Collectio  canonum 51 

602.  Segaloni  F/an.  Priorista  fiorentino 403 

603.  Jovius  Benediclus.  Apparalo*  novocom.in  aóV 

ventu  Caroli  V  .   . 195 

604.  Valerius  Jac.  Inscriptlones  Medlolanl  ....  448 

605.  Regislrum  expeditionum  prò  Card.  Carolo  Bor- 

romeo   371 

606.  Imbotlj.  Livrea  d'embouchures 481 

607.  Richino  Bern.  Regola  et  tractato  d'architettura 

militare .   .   379 

608.  Verri  Gabriel.  De  capUatlone  rusljcanac  plebls  453 

609.  Landrianus  Marsilius.  Synodu»  Viglevanensis .  200 

610.  id.  id.  id.  ivi 

611.  Llgorio  Pirro    ....       224 

612.  Johannes  de  Janua.  Cathollcon 193 

613.  Missale  Romanum 245 

614.  Id.  ivi 

615.  Missale  Ambroslanum 244 

616.  Ordo  officii  dierum  dominicajiura 223 

617.  Llber  hiemalis 214 

618.  Antiphonsrium  Romanum 44 

619.  Areslnus  (Pe.  Fran.).  Llterarium  vlridarium    .     46 

620.  Areslnus  (re.  Frane.).  Eplgrammata ivi 

621.  Miscellanea  Ialina  e  italiana 266 

622.  Rubini  Fran.  Prolusione* 364 

623.  Blzozero.  Traclatus  qualuor 32 

624.  Pantheistleon 338 

625.  Rubens  Honoralus.  ChQrus  vlrtuliun    ....  364 

626.  Cattaneo  Gerolamo.  Le  ssggie  difficoltà  della 

Rep.  di  Genova 66 

627.  Torresonus  Jacòbus.  Carmina.  .......  441 

628.  Sectani  (Quinti).  Satyra 402 

629.  Teodoll.  Carmina 435 

630.  Arminii  mane*  ad  Germaniae  proceres   ...     49 

631.  Goarini  Veron.  Regujae 175 

632.  Mitcertarea  latina 266 

633.  Bonacursiua.  'Declamano  de  nobilitate  generis    36 

634.  Poggius  florenlinus  faccliae 354 

633.  Marinonos.  Formularlo  di  lettere 233 

636.  Miscellanea  di  cose  grammaticali 207 

637.  Thnolbeus  Veronensis.  Exhorlatio 437 


638.  Miscellanea ftft 

639.  Ovidli.  EploUloe  e/oides #4 

440.  Jovius  Bened.  Opuscula 495 

£41.  Miscellanea  storica 207 

642.  Miscellanea  latina .,„...  268 

643.  Epistola*  yariprum M6 

644.  Plinti.  Epistolae 351 

£45.  Fulgeotlus  Planclades.  EuarraliQnes  faJbuMum  463 
646    Boethius  Seperinus.  iritmelliica  et  musica    .     31 

647.   Philomedis.  Carmina 348 

618.  Luscus  Franciscus   Oratio  ad  Fr.  SforUam    .  228 

649.  Platina.  De  amore 350 

650.  Miscellanea ,  .  269 

654.  Gallerò  Filippo.  Alexanjjreja 463 

652.  Euclide.  Elemenlorum 451 

653.  Sermpoes  anonimi  aucjoris    .      407 

654.  Prato  Tommaso 358 

635.   Prisclanus  io  XU  lìb.  Virgili 359 

656.  BonamJcus  l^azarus.  EpUtolae 36 

H57.  Thesaurus  pauperum 436 

658.  Miscellanea  latina 269 

659.  Florius  Dom.  Carmipa 351 

660.  Miscellanea  latina 269 

661.  Cicero  M.  T.  De  officUs 78 

662.  Miscellanea 270 

663.  Terenlil.  Comoedlae 434 

664.  Belius  Jacobus.  Epjsjolae    .........      4 

665.  Clcerejus  Fran.  Epistola*  latina*  et  llaUoae  .     76 

666.  Guarini  Veron.  Opuscuja 475 

667.  Phalarldes.  Epistolae 345 

668.  Jovius  Bened.  Opuscuja 495 

669.  Valerius  Jac.  In  faslos  PauvlnJM  adnoJaAiones  449 

670.  Numlsmala  Lomenlana.  Imp.  Rom il 7 

674.  id.  id.  M 

672.  id.  Id.  ivi 

$73.  Rota  Vlnc  Jacobi  Facciolati  Gratto  pio  funere 

Al.  Pisani 394 

674.  Bernardini»  de  Senis.  Tractalus  de  contraclibus    28 

675.  Bonis  (De)  Jòh.  Bucolica  et  Uomulea  .   ...     39 
*  676.  Grammatica  Ialina 473 

677.  Adversaria  medica    .  .  .  . 4 

678.  Macroblus.  Commentari um   in  somnium  Sci- 

piools 229 

079.  Alberlànus  causidlcus  Brixiensis.  Opuscula    .      6 

680.  Juvenalis.  Salyrae. 499 

681.  Gualfredus.  Poetica 475 

682.  Miscellanea  latina 270 

683.  Platools.  Politica 350 

684.  Phileiphus.  Oratio  parentali*  prò  Fr.  Sforila .  345 

685.  Galeni.  Opera 464 

686.  Cresconlus  Corlppus  FI.  Jotiannides  seu  de 
belila  Ubicts  . 401 

687.  Petrus  de  Riga.  Aurora  sue  biblia 044 

688.  Juliani.  Epitome 497 

689.  TbonsiusPelrus.  Oratio  prò  collegio  phlaiqqrum  436 
.690.  Byginlus  de  Slgnis .480 

691.  Lucanus  An.  Pharsalia 227 

692.  id.  id ivi 

693.  Clceroois  M.  Tullii.  Opera 77 

694.  Saliustli.  Opera 998 

693.  Traclatus  avium 442 


516 


INDICE 


Num.  Pagina 

del  del 

Codice  Citai. 

696.  Svetonius.  Vi  tao  XII  Caesarum 427 

697.  Tempo  (Ani.  da).  Ars  et  modus  componendì 

ritbmos 433 

698.  Porta  Nlcolaus  Gambertus  (de  la) 357 

699.  Lazaroous  Petrus.  Libeltus 205 

700.  Petrasanla  Frane.  De  laudibus  Galeacli  ducls 

Medlol 343 

701.  Cicero  M.  T.  Dialogo  nomato  Lelio 80 

702.  Boelhius.  De  consolatiooe  pbilosopliiae  ...     34 

703.  Scaurus  Angelus 402 

704.  Miscellanea  latina .   270 

705.  Gallaralus.  De  bello  africo -   -  464 

706.  Arlunus  Bern.  Hisloria  patria 48 

707.  Morliol.  Novellarum  opus .   .   255 

708.  Texauro  de  poveri  Infirmi 436 

709.  Epislolae  scriplae  ad  vario*  cardinales.   ...   447 
740.   Pojellus  Bari.  Epislolae 336 

711.  Campegius  Jo.  Index  legum 56 

712.  Taddeo  d'Àlderotlo.  Curae  notabiles   ....  434 

713.  Mathasilanis  (Malheus  de) 236 

714.  Orallones  varlae 347 

715.  Doctrina  ludi  aritbmomachiae 438 

716.  Clemenlis  XI.  Homelia  habila  an.  4708    ...     80 

717.  Libro  di  predizioni  astronomiche  e  astrologiche  223 

718.  Bellarminl    Roberti.    Admonilio  ad  Jacobum 

Brìi,  regem 25 

719.  Petrus  novariensis.  Sentenliae 344 

720.  Tractatus  de  urlnls 443 

724.  Boncompagnus.  Trac lalus  vari! 37 

722.  Seneca.  Epislolae 404 

723.  Cicero  M.  T.  De  oratore 78 

724.  Arlunus  Bern.  Panegirici!*  Carolo  V  nuncupatus    48 

725.  Ferii  i  Bern.  Naufragium  Itali  rum 456 

726.  Johannes  lspalensis.  Astronomia 494 

727.  Terentii.  Comoediae     534 

728.  Gualfredus.  Poetica      475 

729.  Laclanlil  Firmimi.  Divinarum  inslilutionum  .   200 

730.  Philelphi.  Opera  varia    .  .   ., 345 

731.  id.        Sphortiades ivi 

732.  id.  Vita  di  S.  Giov.  Ballista  .....   346 

733.  id.        Lettere  ed  orazioni  latine       .   .   .     ivi 

734.  Platina.  De  Monista  voi u piale 350 

735.  Ovidii.  Faslorum  Lìb  VI 324 

736.  Horalii  Flaccl.  Carmina 178 

737.  Slephanus  Byzanlinus 425 

738.  Alcialus  Andreas.  Opuscula 7 

739.  Alcialus  And.  Opusculum  el  anliquarium  Cicerei    ivi 

740.  Barbarigo  Card.  Lettere 23 

741.  Casllglioni  G.  Ball.  Miscellanea  historica .   .  .     63 

742.  Epislolae  clarorum  vlrorum 447 

743.  Jovius.  Opuscula  varia 495 

744.  Jovius  Bened.  Opuscula  varia 496 

745.  id.  id.  495 

746.  Dlctionarium  latinum 135 

747.  Barziza  Gasparinus,  in  Epislolas  Senecae.   .   .     24 

748.  Cessole  (Jaoobus  de).  De  Ludo  Scharcorum  .     70 

749.  Lazaronu*  Petrus.  Carmen  de  IV  virlutibus  .  204 

750.  Boccacius  Job.    De  casi  bug  virorum  ci  foeml- 

narum  iiluslrium 34 

751.  Miscellanea * 271 

752.  Prosodia 623 


Num.  i      Pagina 

del  dei 

Codice  Calai. 

753.  Glossulae  super  veterani  logicami  a  Gir.  de 

Nogento 474 

754.  Jov.    Bened.    Velerum    monumentorum    eoi- 

lectanea 496 

755.  Cicerejus  Fr.  Satyrae 76 

756.  Cicerejus  Fr.  Opera  varia ivi 

757.  Alcialus  Andreas:  Inscripllones  palrìae  ...       7 

758.  Medica  ed  astrologica  quaedam 237 

759.  Concorezzo  (Gabriel  de).  Fabulae  cum  Allegoriis    89 

760.  Miscellanea  latina 273 

761.  Miscellanea 274 

762.  Gualfredus  Poetica 475 

763.  Carrara  Joh.  Micb.  Admiranda  acla  ludis  eie.     59 

764.  Aristotele».  Opera  quaedam 47 

765.  Crlbelll  Leodrtoi.  De  cxpedllione  Pii  II  In  Turcos  402 
766    Miscellanea.   .' 275 

767.  Troltus  Ugo.  De  multiplici  ludo  tractatus.  .  446 

768.  Miscellanea. 276 

769.  Cicero  M.  T.  De  Officila 79 

770.  Id.  ivi 

774.   Ciceroni»  Opuscula ivi 

772.  Cicero  Hhetoricorum  novoram  liber ivi 

773.  Calo  Marcus.   Opus  de  agricullura 65 

774.  Miscellanea 277 

775.  Miscellanea  greca 278 

776.  Zovenzonius  (Raphael).  Istrias 473 

777.  Poggi us  florentlous  de  nobilitale 354 

778.  Lazaroous  Petrus.  De  septem  praerogalivls.  .  205 

779.  Id.  Carmina  ad   Gasp.    Vlce- 
comitem ivi 

780.  Brutus  (M.  Junius).  Epislolae SI 

781.  Acciajoli.   Vita  Caroli  Magni 2 

782.  Canis  Jo.Jac.  Mucenici  carmen 56 

78^.    Philomusus  Fianc.  Carmina  . 348 

784.  Petronius  Bari.  Grammatica 343 

785.  Clericus  Ubertinus.   Gralulatorium  carmen    .     84 

786.  Martorelli  Baldo.  Grammatica 234 

787.  Tibulli.   Carmina 437 

788.  Horalii  Flacci.  Carmina 479 

789.  Id.  Odae ivi 

790.  Id.  De  arte  poetica. ivi 

791.  Sallustio.  De  bello  Jugurlino 398 

792.  Slalius.  Achllleides 415 

793.  Decembrius  Pe.    Cand.    Fpigrammata  et  opu- 

scula. . 430 

794.  Brembatus  Leoninus  Gralulatio  prò  Rep.  Ber- 

gomensi 44 

793.  Catonis  liber  In  vulgaristas  rismas  trans.  .  .     65 

796.  ,Philelphus  Apophtegmata 346 

797.  Id.  347 

798.  Id.        Opuscula  varia ivi 

799.  Id.  Oralio  parentalis  prò  Fr.  Sfor. .   .    ivi 

800.  Id.  Id.                        .   .    ivi 

801.  Id.        Opuscula  varia ivi 

802.  Bruni  Leonardus.  De  bello  golbtco 50 

803.  Epislolae  variorum 446 

804.  Porcelli  us  Petrus.  Commentarla  Jac.  Piciolni  .  355 
803.  Platina  de  falso  el  vero  bono 350 

806.  Invenalis  Satyrae 499 

807.  Seneca  Tragoediae 404 

808.  Ciceronls,  Epislolae  fajniliares ,  .     79 


INDICE 


517 


Num.  ftgto» 

del  del 

Codice  CaUl- 

809.  Seneca  Tragoedlae 405 

810.  Boethltis  Sever.  De  consolatone  philosophiae  35 

811.  Clcerejus  Monumenta  antiqua  Mediolanl.  .  .  76 

812.  Alciatns  Andreas.  Patri»  Inscrlptiones.  ...  7 

813.  Id.              Rerum  palriae,  libri  IV  .  .  8 

814.  Joviue  Bened.  Opoacula 496 

815.  Polentonus  Sicco 354 

816.  Mandeville  Jobao.  Viaggio 231 

817.  Miscellanea  latina 278 

818.  Porpblrlonhi  et  Acronlus  Commentarla.  ...  356 

819.  Morone  fierol.   Miscellanea. 256 

820.  Id.             Opere 255 

821.  Id.               ld 256 

822.  Id.               ld ivi 

823.  Id.             Opuscula.   , ivi 

824.  Justlnianl.  Corpus  Joris  civllis 198 

825.  Caatlglionl  6.  Balta.  Bibliografia  milanese  .   .  64 

826.  Id.                Bibliografia M 

827.  Id.                Storia  del  primi  IV  secoli 
della  Chiesa ivi 

828.  Ferrari.  Lettere  a  M.  Piazza 503 

829.  Castlglioni  G.  Balta.  Antifonario  dei  secolo  XII.  64 

830.  Id.                Note   al  documenti    del 
Mon.  di  S.  Ambrogio ivi 

831.  Castlglioni  6.  Balta.  Osservazioni  Intorno  alla 

censura  del  libro  sogli  spettacoli ivi 

832.  Brani  Leonardus.  Versione*  varlae  ex  graeco.  50 

833.  Caleppius  Ambrosius.  Dictionarlum  .'....  55 

834.  Crescenti!*  (Petrus  de).  De  re  rustica  ....  400 

835.  Varlllas  Hlstoire  de  Francois  I. 451 

836.  Miscellanea  medica 279 

837.  Aegldios  Romanus 4 

838.  Alcorano  in  lingua  àraba 500 

839.  Fudhal  Gehud.  Vantaggi  delle  continue  guerre 

di  religione. ivi 

840.  Abiti  e  costumi  orientali  colorali iti 

841.  Abdallab  ben  AbmeL  Trattalo  sull'efficacia  del 

medicamenti ivi 

842.  Libro  di  preghiere  arabo ivi 

843.  Rllaba  lalila  we  Dlmoa:  romanzo 501 

844.  Jos  canonico  e  civile  maomettano ivi 

845.  Libro  persiano  di  poesie  con  miniature  .  .  .  tot 

846.  Grammatica  Araba ivi 

847.  Trattato  di  logica  arabo ivi 

848.  Libro  di  memorie  e  sentenze ivi 

849.  Corano  In  caratteri  Neschy ivi 

850.  Id.      Alcune  surt  e  Alai ivi 

851.  Lettera  di  Mahmud  Kan  ben  Mustafa  ....  ivi 

852.  Firmano  Imperlale  al  Bascià  di  Nissa  ....  ivi 

853.  Formulario  di  lettere  arabe  in  carattere  Talik.  502 

854.  Codici  MalabarlcI  scritti  sopra  foglie  di  palma  ivi 

855.  Id.                                ld.  ivi 

856.  Id.        '                       id.  ivi 

857.  Commentarla  decretallom  Bonifacl  Vili  ...  85 

858.  Repertorium  legale  utriusque  Juris 378 

859.  Funerali  per  la  regina  di  Sardegna  nel  1735.  463 

860.  Bonis  (de)  Joh.  Carmina 38 

861.  Id.                   39 

862.  Sermo  de  oratore 407 

863.  Averlino  Ani.  dello  Fllarele.  Trattalo  d}  Ar- 

chitettura,    20 


Num.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

864.  Staluta  Novariae 420 

865.  Id.     ViglevanI 423 

866.  Alberi  genealogici  di  famiglie  nobili  e  cittadine 

di  Milano 5 

867.  Id ivi 

868.  Alberi  genealogici  delle  famiglie  nobili  di 

Milano ivi 

869.  Id ; ivi 

870.  Excerpta  e  monumentis  de  famlliis  Nob.  Med.  155 

871.  Elenco  dei  magistrati  di  Milano 145 

872.  Teatro  genealogico  delle  famiglie  illustri  di 

Milano 432 

873.  Pbilelphi.  Epistolae  Graecae 318 

874.  Serie  botanica  di  piante,  erbe  e  fiori  ....  406 

875.  Id.  id.  .  ...  ivi 

876.  Id.  ld.  .   ...  ivi 

877.  Id.  ld.  .  ...  ivi 

878.  ld.  id.  ...  ivi 

879.  Id.  id.  .   .       .  ivi 

880.  Poesie  varie 333 

884.  Id ivi 

882.  Id ivi 

883.  Id  ivi 

884.  Id ivi 

885.  ld ivi 

886.  Id ivi 

887.  Id ivi 

888.  W ivi 

889.  ld ivi 

890.  Parinl  Gius.  Poesie 336 

891.  Teodora.  Tragedia  sacra 436 

892.  Maggi  Carlo  Maria.  11  Manco  male.  Commedia.  230 

893.  Salviati  Leonardo.  La  canzone  del  pino.  .  .  399 

894.  Rime  In  lode  di  una  donna  per  nome  Cornelia  379 

895.  Canzoni  dilettevoli  in  dialetto  siciliano.  ...     57 

896.  Minchionerie  (le)  di  Gorzegno 243 

897.  Bracciolini  Francesca  La  croce   riacquistata 

Poema 44 

898.  Versi  italiani  e  Ialini  di  varil  autori  .      .  .  454 

899.  Poliziano.  Canzoni  a  ballo 355 

900.  Anglolieri  (Checco  degli).  Sonetti 43 

904.  Dati  la  Sfera 428 

902.  Petrarca.  I  trionfi 341 

903.  Id.      Rime, ivi 

904.  Id.        id ivi 

905.  Id.        id. 342 

906.  Martelli  Guglielmo.  Stanze 234 

907.  Medici,  card.  Ippolito.  Traduzione  del  II  llb. 

dell'Eneide 458  e  237 

908.  Manfredi  (Lelio  de).  Poema 232 

909.  Phllelpho  Giov.  Mario.  Officio  della  B.  V.  M.  348 

910.  Conti  (Giusto  de).  La  beila  mano 94 

911.  Mallplero  Gerol   Petrarca  Spirituale 231 

912.  Gallesio  Mariolto.  Versi  italiani  e  novelle  .  .  465 

913.  Laudi  spirituali { 204 

914.  Checco  d'Ascoli.  L'Acerba 68 

915.  Quadrio  Zaverio.  Rime 366 

916.  Cavalcano  Desiderio.  Rime 67 

917.  Mercadioi  Bari.  Idlllo  sopra  la  sua  miseria  .  242 

918.  Rime  d'autore  ignoto 379 

919.  Testa  Fran.  La  culeide 434 


5i€ 


INDICE 


Codice  CaUi. 

420.  Verdanl  Gian.  Antonio.  Sonetti 453 

921.  Giostra  (la  stupenda)  fatta  in  Padova..  .  .  .  Ì69 
921  Campan*  Nicolo.  Lamento  dj  quel  tribolato  di 

Strascino -  .  .  .   .  55 

923.  Raccolta  di  Sonetti 368 

924.  Miscellanea  di  poesie  italiane  e  latine ....  230 

925.  Ambrogi  Giov.  Paolo.    Tre  capitoli  Intitolati: 

I  giusti  ricordi -   .  40 

926.  Riagia  (la)  da  Dioomeno.  Commedia-  ....  30 

927.  Leonino  Egloga  volgare 210 

928.  Aocorambonl  Virginia.  Lamento  in  terza  sima  2 

929.  Guarnello  Alea.  Traduzione  del  Uh.  VI  del- 

l'Eneide    «76 

930.  Vismara.  .Rime  milanesi 4jB6 

931.  Bellinclone  Bern.  Alcune  poesie 26 

932.  Maria  regina  di  Scozia.  Tragedia. 233 

933.  Monache  (le)  In  gala.   Poemetto 254 

934.  Id.            in  disordine ivi 

935.  Chiesa  Sebastiano.  II  Capitolo  dei  (rati  ...  73 

936.  MonetL  Cortona  coofertita 254 

937.  Mustoxidi.  Poesie  per  la  M.  Trivulsio.  ...  257 

938.  Lemene.  Della  discendenza  e  nobiltà  dei  Mac* 

caronl 207 

939.  Naplni   Sonetti.  .    • 312 

940.  Miscellanea  spagnuola -280 

941.  Lettere  e  rime  d'autori  diversi 213 

442.  Clemente  PP.  IX.  Drammi 89 

943.  Id.                     ivi 

944.  Id.                     ivi 

945.  Id.                     •  ...  ivi 

946.  Id.                     M 

947.  Id. .  ivi 

948.  Id.                     M 

949.  fyime  e  prose  per  la  guerra  di  successione.  .  379 

950.  Paul  (Alfr.  de).  Poesie .  .  339 

951.  Miscellanea 280 

952.  Consoni  antiche  copiate  da  un  antico  codice.  57 

953.  Missirini  Melch.  Sonetti 250 

954.  Satire  e  composizioni  di  diversi  autori  ...  401 

955.  Bronzino  Agnolo.  Poesie 49 

956.  Rime  di  diversi  autori 379 

957.  Moreto  (il).  Egloga .  255 

958.  Vecchi.  Raccolta  di  varie  poesie 451 

959.  Panlgarola  Al.  Componimenti  giovanili  ...  338 

960.  Colletto  Rambaldo  (Conte  di).  Rime 82 

961.  Id.                          id ivi 

962.  Id.                         id ivi 

963.  Tassoni  Alesa.  La  secchia  rapita 432 

964.  Zibaldone 472 

965.  Franco  Matteo.  Sonetti 462 

966.  RhiueciaJ  Bartolomeo  di  Neri.  Quadernetto  di 

ricordi 383 

967.  Rlnucclni  Francesco.  'Ulisse,  dramma.  ...  387 

968.  Rime  amorose 380 

969.  Boccaccio  Giov,  Ninfale  Fiesolano 33 

970.  Sanguinaci.  Poesie 399 

971,;  Chartier  (Alain).  Poesie 71 

972.  Gamblno  d'Arezzo.  Rime 466 

973.  Miscellanea  di  poesie  italiane. 281 

974.  Miscellanea.  Stanze ivi 

975.  Burchiello  Gian.  Dom.  Sonetti .......  52 


Coffee 


976.  Burchiello  Gian.  Dom.  Sonetti 52 

977.  Petrarca.  I  iriumphi. 342 

978.  Vanniacoi  Camillo,  Rime 451 

979.  Vinci  Ani   R.ime 457 

980.  Todi  (ira  Jaoopooe  da).  Laudi 437 

981.  Miscellanea 281 

982.  Campano  Nicolò.  Lamento  di  S Uncino  Campano   55 

983.  Ovidio  de  arte  amandl  in  volgare 124 

98 1.  Caldi  Domenico.  Poesie 54 

985.  Conti  (Giusto  de).  La  beJJa  mano. A4 

986.  Lippi  Lorenzo.  li  MahQMMle. 325 

987  Lucrezio  (Tito  Caro).  Della  natura  delle  cose.  228 

988*  Mariscalco.  L'Assielta,  commedia 234 

989.  Id.                       Id.              ivi 

990.  Carcerano  Ottavio.  Q  Tancredi,  tragedia.  .  .  55 

991.  Comedia  (la  gran)  de  lo*  Cabajleros  TejnDjarioa  £4 

992.  Sedevi  Ani.  Fefcfteo.  Rime  -p ia^eaoli ...  403 

993.  Castiglionl  &  Baila,  «Poesie.  .  . £4 

994.  Poesie  Spagnoli©     |52 

995.  Birago  Gerolamo.  Meneghino  a^aSenav/a.  .  32 

996.  Id.                            ini                  .  .  ivi 

997.  Giudizio  (ij.)  universale  del  nota/o  wezjano  470 

998.  Cambiaghi  Alessandro.  Raccolta  «U  prose  .  .  55 

999.  Maggi  Carlo  Mar.  La  Gtiaetfa  41  SaJwpo  .   .  230 
1000.              14.              II  Xalso  jQJoaoto, M 

4001.  Raccolta  di  tutfe  Poesie.  ...  A  .....  368 

4002.  Poesie  latine  e  italiane  di  a>j»r»i  Autori.  .  .  351 

4003.  Rlnucclni  Ottavio.  MisoMUna*  .......  390 

1004.                Id.                  id.       .di  pqesje.  ..  .  392 

t005.               Id.            Baccella  (jb^  sue  ffojete.  390 

4006.  Id.                              i<J,                .  M 

4007.  Epigrammi  In  versi  latini 146 

4008.  Poesie  Spagnuole 353 

4009.  Poesie  per  l'Incendio  del  leatio  ducale  a  Milano  ivi 

4010.  Beroardelli  Matteo.  Poesie .    • 28 

4011.  Trivulzio  Renato.  Rime ,496 

1012.  Sacchetti  Franco-  Rime »...  397 

1013.  Id.             Quattro  cantale  «ile  belle 
donne  di  Firenze  .  .      ivi 

4014.  Petrarca.  Eplstolae 342 

1015.        Id.       Rime  * «      ivi 

4016.  Id.        I  trionfi 343 

4017.  Boccaccio  Giov.  La  Teselde      33 

4018.  Brocardus  Domi  II  us.   Vulgaria  Fjragmenla  .  .  49 

4019.  Poema  eroico  in  8"  rima, 351 

4020.  Cecco  d'Ascoli.  L'Acerba .68 

4024.            Id.                   id ivi 

4022.  DaU    La  Sfera 428 

4023.  Id |29 

4024.  Miscellanea  di  peate  e  poesie 282 

1025  Mplpage  (le)  de  Guillaume 250 

4026.  Calabro  Quinto.  Paralipomeni  d'Ondo  ...  54 

4027.  Rime  antiche 380 

4028.  Miscellanea  di  poesie  .   .  .  .  ' r  .  282 

4029.  Torli  Giov.  Traduzione  del  Carme  di  Lattanzio  442 

4030.  Folengo  Theonlo .459 

4031.  Sonetti  sopra  vari  argomenti.  .......  413 

4032.  Quadrio,  sotto  il  pseudonimo  di  Grillo  da  Lur 

cemburgo.  11  mondo  lunare 367 

1033.  Nichelini  Ab.  Capto  per  i  funerali  dei  re  Fé» 

derico  Adolfo 242 


INDICE 


519 


Nulli.  Pattina 

dtl  del 

Codice  Calai. 

♦034.   Obero*  (Fazio  degli).  Ritte 447 

♦035.   Poliziano  Angelo.   Rime 355 

1036.  Poesie  farle 353 

1037.  Id. M 

4038.  Medici  Lorenzo  Giuliano  e  Piero.   Poesie  .   .  237 

1039.  Rime  antiche  con  aggiunte .....      ...  380 

1040.  Id.  id •  ivi 

1041.  Id.  id ivi 

1042    Goldoni.  II  cavaliere  di  spirilo 

1043.  Maggi  Carlo  M.  Il  Barone  di  Birbanza.  ...  230 

♦044.  Id.           Versione    dell'atto    IH    delta 

Troade  di  Seneca ivi 

1045.  Dante.  La  Ditinà*  Commedia 114 

1046.  Id.  id.  HO 

1047.  Id.  Id.  HO 

♦048.      Id.  id.  409 

♦040.      Id.  Id.  119 

1050.     Id.      fila  Nuo?a 124 

♦051.     Id.      I  selmi  penitenziali 120 

4052.      W.      Rime  .   .   '. 121 

•953.      Id.      Canzoni  e  Biado  Bollichi ivi 

1954.     Id.     Purgatorio  e  Paradiso 419/ 

4055.      Id.      Il  Paradiso 120 

♦056.      Id.      La  Divina  Commedie 4 15 

1057.  Id.  id.  114 

1058.  Id.      Rime  antiche 121 

1039.  Id.     fomento  del  Buti  della  Dtv.  Commedia  420 

♦060.  Id.                                 id.  ivi 

♦061.  Id.                                  id.  ivi 

♦062.  Id.                                  id.  ivi 

♦063.  Id.                                  id.  ivi 

♦661.  Id.                                  id.  ivi 

♦065.  Id.                                  id.  ivi 

♦066.  id.                                  id.  ivi 

♦667.  Id.                                  id.  ivi 

♦068.  Id.      Postille  sulla  Divina  Commedia.   ...  ivi 

♦069.      Id.      Il  Convito  : 427 

♦070.  Id.      Postille  alle  rime  di  D.nte  di  Giov. 

Galvani 421 

♦071.   Casti  Giov.  Balta.  Novelle 62 

♦972.   Dante.  La  Divina  Commedia ♦IO 

♦073.      Id.  Id.  107 

♦074.     Id.  id.  118 

♦075.     Id.  id.  116 

♦  076.      Id.  id.  406 

♦077.      Id.  id.  113 

t078.      Id.  id.  116 

1079.  Id.  id.  114 

1080.  Id.      Le  tre  cantiche tvi 

♦081.     Id.     La  Divina  Commedia 109 

1082.      Id.  id.  419 

♦083.      Id.  id.  117 

♦084.      Id.  id.  412 

4085.      W.  id.  114 

1086.  Id.      L'Inferno  ed  i  primi  14  C.  del  Pllrg. .  119 

1087.  Id.      col  Cornm.  del  Buti 420 

10$8.      Id.      De  vulgari  eloquio 124 

♦089.      Id.      Convito 127 

♦090.     Id.     Il  Convito  e  le  canzoni ivi 

1091.      Id.     e  Petrarca.  Rime 123 

♦092.      Id.     Commento  del  Magalotti 120 


Ntun. 

del 

.Codice 

♦093. 
♦094. 
♦095. 
♦096. 

♦097. 


Pigia* 
Calai. 


Visconti  Gaspare.   Rime 46S 

Bojardo.  Orlando  Innamorato 35 

Dante.  Commento  sulla  canzone:  Tre  donna,  etc.  121 
Id.    Misccllaaea  di  poesie  e  prone  riguardanti 

Dante , 128 

Dante.  Spoglio  di  alcune   voci  adoperale  da 

Dante ivi 

098    Dante,  n  Convito 427 

099.               Id.             428 

00.  Id.     Commenti  del  C.  Giulio  Porlicari  340  e  421 

01.  Id.      il  Convito 427 

02.  Id.      Confronto  generale  delle  rime.  ...  421 

03.  Rime  antiche 380 

04.  Morbo  (il).  Campano,  commedia 255 

05.  Matrimonio  (il)  stravagante 230 

06.  Miscellanea  di  poesie  ed  orazioni 283 

07.  Sedeno  (Juan).  Las  lagrimas  de  San  Pedro  .  402 

08.  Cimilochi  Herculis.  Carmina 80 

09.  Vincamela.  Hercules.  Peregrinano  ad  M.  Vlrg. 

aedem  laur '  .   .  .  .  437 

10.  Vignali  AdL  Traduzione  del  II  e  del  XII  llb. 

dell1  Eneide 456 

11.  Speroni.  Discorso  sopra  Dante 414 

12.  Guzman  (Francisco  de).  Triumphoa  morale».  177 

43.  Belli  Italici  compendiosa  dcscripUo 26 

♦  4.   A  leale  Minino.   Poesie ♦O 

15.  Vie  de  Jacques  II,  roi  d'Anglelerre 456 

16.  Caiani  Baldo.   Rime 65 

17.  Rime  d'ignoto  autore 380 

18.  Buscarmi  Lorenzo.   I  trioni!  di  Meleagro.   .  .  25 

19.  Forieri.  Il  matrimonio  a  sindacato 160 

20.  Anagramma  del  nome  del  C.  Antonio  Belgioioso  41 

21.  Vaimagglnl.  Trattato  morale  religioso.  .   .   .  449 

22.  Chiesa  Sebastiano.  Il  capitolo  de' frati.  ...  73 

23.  Miscellanea  poetica  storica 283 

21.          Id.        ecclesiastica ivi 

2~».          Id.        storica  ecclesiastica 284 

26.  Id.                       id.              285 

27.  Id.                       id.              ivi 

28.  Id.                       id.              287 

29.  Id.                       id.              289 

30.  Id.        storica. 290 

31.  Id.            id       292 

32.  id.            id 293 

33.  Id.           id.      Cerimoniali,  precedenze  .  295 

34.  Id.            Id.                        id.                  .  297 

35.  Clemens  PP.  Vili.  Copia  brevium  missorom  in 

Germanlam 80 

36.  Miscellanea  storica 297 

37.  Id.                298 

38.  Id.                ivi 

39.  Corona.   Fatti    tragici  avvenuti  nel  Regno  di 

Napoli 99 

10.  Castelli  (Mons.)  Vescovo  d'Armenia.  Miscellanea  62 

41.  Miscellanea  storica 298 

42.  Id.                299 

43.  Id.              milanese 300 

44.  Miscellanea fri 

45.  Condavi 07 

40.  "    Id ivi 

47.        le ivi 


520 


INDICE 


Non. 

dei 

Codice 


Pagina 

del 

CataL 


<48.   Concia?! 88 

J49.        Id.      .   * ivi 

150.  W ivi 

151.  Id.     e  pasquinate M 

152.  Istruzioni  a  legali  apostolici 192 

Ì53.              Id.                      id.              M 

154.  Persio  Adì.  Portamenti  della  Rep.  Ven.  ...  340 

1155.   Relacion   de  Ios  sucesos  de  las  armas  de  su 

M.  FUipe  IV 373 

M ivi 

Id évi 

Id ivi 

Valerius  Augustinus.  De  amista.  Nlcosla. .  .  448 

Miscellanea  storica  Pavese 300 

Miscellanea  slorica ivi 

Valtellina.  Relazione  della  Nunziatura  di  Lu- 
cerna, ecc 449 

Valtellina.  Miscellanea  slorica. 450 

Id.                     id ivi 

Id.                      Id ivi 

Inquisizione  di  Como  e  Validi  ina 184 

Fracasloro  Ger.  Lettera  autografa 161 

Carmina  variorum 58 

Id.             ivi 

Miscellanea 301 

Visconti  Gio.  Balla.   Relazione  della  sua  lega- 
zione a  Roma 464 

Morone  Gerol.  Opere 250 

Id.               Id ivi 

•  Id.               id ivi 

Vegli  Ephemeridum,  libri  duo 452 

Visconti  G.  Balta.   Opera  varia 465 

Galuzio  Ani.  Estratto  del  suo  processo .   .  .  165 

Arcivescovi  di  Milano ; 46 

Daini  Glac.   Origini  della  casa  Gonzaga  ...  106 

Origine  della  R.  casa  de7  Medici 323 

Amelonghl  Hieronimo.  Glgantea 41 

Caso  seguito.  Novella  In  terza  rima.   ....  60 

Nascita,  vita  e  morte  di  fra  Cipolla.   .      .  .  312 

Relazione  della  corte  di  Roma  .......  374 

Koch.  Hlstoire  Ancienne 199 

Trattati  politici  riguardanti  il  regno  di  Napoli  414 

Relazioni  diverse  sugli  affari  d'Europa.  .  .  .  375 

Libro  de' nobili  Veneti 223 

Magistrature  ed  Uffici  della  Rep.  Veneta ...  230 

Arco  (d')  Sigismondo.  Opuscoli 16 

Massaglia.  Trattalo  sulle  misure 236 

Savorgnano  Ascanio.  Relazione  di  Cipro,  .  .  401 

Id.                            id.               .  .  ivi 

Marcaldi.  Storia  di  Maria  Stuarda 232 

Id.       Relazione  di  Venezia ivi 

Marcaldi  Francesco.   Relazione  del  regno  di 

Napoli ivi 

197.  Id ivi 

198.  Marcaldi  Francesco.   Relazione  di  Ferrara.  .  233 

199.  Id.  Relazione  di  Spagna  .  .     ivi 

1200.  Soranzo  Angelo.   Relazione  di  Roma 414 

1201.  Morosini  Giov .  Relazione  della  Corte  di  Francia  257 

1202.  Mocenigo  Pietro.  Relazione  della  Corte   Bri- 
tannica     250 


156. 
157. 
158. 
159. 
160. 
161. 
162. 

163. 
164. 
165. 
166. 
167. 
1168 
169. 
170. 

171. 

172. 
173. 
174. 
175. 
176. 
177. 
178. 
179. 
180. 
181. 
182. 
183. 
184. 
185. 
186. 
187. 
188. 
189. 
190. 
191. 
192. 
193. 
194. 
195. 
196. 


Num. 

del 

Codice 


203. 
204. 
205. 
206. 
207. 
208. 
209. 
240. 
211. 

212. 
213. 
214. 
215. 
216. 
247. 
218. 
219. 

220. 
221. 
222. 
223. 
221. 
225. 

226. 
227. 
228. 
229. 
230. 
231. 
232. 
233. 
234. 
235. 
236. 
237. 
238. 
239. 
240. 
244. 
242. 

243. 

244. 
245. 
246. 

247. 
248. 
249. 

250. 
251. 
252. 
253. 
254. 
255. 


%  Pagina 

CataL 

YVolf  Davide.  Descrizione  del  regno  d'Irlanda  470 
Visconti.  Genealogia  e  nobiltà  della  famiglia.   458 

Consuetudine»  Neapolitanae 93 

Jus  feudale  fSeipolitanum 199 

Venetlarum  (de)  urbe  relatio 452 

Suriano  Michele.  Relazione  del  re  de'  Romani  428 

Constitultones  collegi!  BorromeL      91 

Narrazione  del  Borgo  di  Soma 312 

Riccardi  Giacomo.   Discorso  al  Governatore  di 

Milano 378 

Descrizione  dell'Italia 434 

Lampugnana.  Studio  geografico 200 

Fondiaria  delle  Cappelle  del  Duomo  di  Milano  159 

Documenti  storici 438 

Statuti  et  novi  ordini  de  Zavatini  di  Milano.  416 

Croniche  del  Mar.  di  Mantova 404 

r.hronka  Philipp!  de  Castro  Seprio.  ....  74 
Ordines  diversi  prò  administratione  inlratarum 

Ducalium 321 

Anagramma  del  nome  del  C  AnL  Belgioloto.  41 

Compartito  di  alloggiamento  di  cavalli   ...  85 

Taxe  del  sale  nello  Stato  di  Milano.  ...  432 

Vita  del  Card.  Mazarino 467 

Statula  vallis  Maserae  * 419 

Privilegia  confimela  et  nuper  concessa  coml- 

tibus  Tolentinl 360 

Sententia  lata  prò  dno  Florimonle  Gastiliano.  405 

Slaluta  vallis  Lugani 419 

Statuti  di  Anlignate 416 

Formuiarlum  Cancellarne  due  Mediol.  ...  460 
Decreti  dei  Duchi  di  Milano  sulle  granaglie  .  431 
Orsini  Orso.   Dei  reggimento  degli  Stali.  .  .  323 

Leghe  degli  Svizzeri 206 

Barronlo  Brocardo.  Ritratto  della  Rezia.  .  .  24 
Statuti  del  paratici  e  calegari  di  Lodi.  .      .416 

Viaggio  in  Germania  ed  in  Olanda 454 

Descrizione  dell'Italia 434 

Cronaca  Veneta 403 

Verro  Agostino.  Multae  nolae 453 

Istrumento  di  confesso  dei  C.  Bolognini.   .  .   191 
TransJallo  civitatis  Januaeln  regem  Francoram  445 
Casali.  Memorie  sulla  famiglia  .......     60 

Istrumento  di  vendita  fatta  dal  Gov.  di  Mil.  ad 
Ant.  Gropaliò 491 

Istromenlo  di  vendita  di  beni  camerali  a  Gab. 

Olocali ivi 

Id.      (altra  copia) ivi 

Id.       a  Massimo  del  Piero. ivi 

Sanplelro   Luigi.  Il  (empio  di  nostra  aignora 

In  Saronno 400 

Visconti  G.  Batta.  De  eloquente 465 

Gesuitica  milanese 468 

Mazzoleni  Benedetto.    Notizie    sul    seminari 

milanesi 236 

Traclatus  vari!.   De  habltibus  in  communi.  .  443 

Traetalus  metbeorologiae,  .  .       ivi 

Cerimoniale  Spagnuolo>Milanese 69 

Statuti  dell'ordine  di  S.  Jago  della  spada  .  .  421 

Officlum 3*5 

Formularlum  Cam.  Senatus  Mediol 460 


INDICE 


521 


Nubi.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

4256.  Panizia  Pietro.   Rogiti 338 

4257.  Testamela  et  alia  existentla  in  Archivio  Ecc. 

MajorU 435 

4258    Rubrica  di  tulle  le  pievi  nel  Ducato  di  Milano  395 

4259.  Soldati  Giuseppe.  Rubrica  di  tutte  le  pievi  .413 

4260.  Decreta  provisionalia  prò  plebe.  Jnrini  ...   132 
4264.   Gridario  Milanese 174 

4262.  Coosueludiues  ci  vitati*  M.li  et  statuta  anni  4396  92 

4263.  Statuti  (Documenti  relativi  a) 424 

4264.  Statuti  dei  calegari  di  Milano 416 

4265.  Decreti  dei  Duchi  di  Milano  per  Cremona.   .  431 

4266.  Ordine*  sive  statuta  domin.  '  Collateralium .   .  321 

4267.  Statuta  civitatis  Cumanae 417 

4268.  Decreta  antiqua  divi  tali*  Cumarum  ....  432 
1269.  Rebus  (de)  gestis  Episcoporum  Comensium.  .  370 

4270.  Ordines  Jussu  Exc.  Senatus  nuper  impressi  .   .   322 

4271.  Spanzota  Amib.   Rubrica  Islrumentorum  ...   4M 

4272.  Furiceli!  S.  Satiri  et  S.  Ambrosi!  tumulus  .    .  364 

4273.  Decembri us  Pel.  Cand.  Vita  PMlippi  Vìceco- 

mitts,  eie 430 

4274.  Vegius.  Ephemerfdum  libri  IV 452 

4275.  Fiamma.  Galvaneo  De  arcMopiscopis  Med.  -  157 
427G.         Id.       Annales  Mediol ivi 

4277.  Miscellanea  MediOlaoensis 361 

4278.  Ordine  dell'esercito  Ducale  milanese 321 

4279.  Id.     (altra  copia) ivi 

4280.  Id.     (altra  copia) ivi 

4261    Miscellanea  Milanese 301 

4282.  Miscellanea  Val  teli inese  e  di  Francia  ....   302 

4283.  Jovius  Bened.   Historla  patria 497 

4284.  Id.  Id.  ivi 

1285.  Privilegia  et  in  vesti  iurae  feudorum   concessa 

Ani.  de  Porrla 360 

4286.  Quaderno  de  varias  escrlluras 366 

4287.  Bianchi  Ercole.  Memorie. 31 

1288.  Miscellanea  slorica 302 

4289.  Fascicolo  di  carie  spettanti  alia  corona  di  ferro 

di  Monza. 155 

4290.  Miscellanea  Monasteri!  Clarevallensls  ....   302 

4291.  Miscellanea  delle  Cappuccine  di  S.  Prassede  e 

S.   Barbara ivi 

4292.  Miscellanea  storica.   Repubblica  Ambrosiana  .  303 

4293.  Foscarlni  Marco.   Relazione  di  Torino.  ...   461 

4294.  Alghisi  P.  Fulgenzio.  Estratto  della  sua  storia 

del  Monferrato 9 

4295.  Rubrica  inslrumentorum  Gal.  Vicecomitls  .  .  395 

4296.  Processo  offensivo  e  difensivo  nella  causa  del 

Col.Leyzaldl 362 

4297.  Id ivi 

4298.  Manifesto  della  casa  Corsini 232 

4299.  Entrata  di  Carlo  V  in  Roma 446 

4300.  Investitura  dello  Slato  di  Slena 186 

4301.  Trattato  di  Siviglia 443 

1302.  Mnzarin  (Cardinal).  Commencement  du  Mi- 

nlstère 2?6 

4303.  Ragguaglio  della  occupazione  della  Carpegna.  369 

4304.  Relazione  dell'origine  dell'Annona  di  Firenze.   374 

4305.  toémolres  concernanl  les  monnoles  de  l'Élat 

Eccles 239 

4306.  Ragguaglio  del  Concistoro  degli  Eminentissiml 

Cardinali  per  l'elezione  Coscia 369 

Calai.  TrivuUiana 


Num.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

4307.  Osservazioni  per  le  secrelerie 324 

1308.   Note  diplomatiche  fra  II  secretarlo  di  Stato  di 

Pio   VII,   etc 314 

4309    Milizia  del  Ducato  di  Milano 242 

4310.   (strumenti  vari  del  secolo  xv 191 

1311.  Relazione  del  modo  di  trattare  le  cause  civili 

in  Milano 374 

1312.  Id ivi 

4313.  Id ivi 

4314.  Forrmtlarium  expedilionis  Senalus  Mediol.   .   460 

4315.  Decreta   condita   a    Rev.    Septala   prò   plebe 

Sucini ' 432 

4316.  Lunati.  Compendio  slorico  della  città  di  Milano  228 

4317.  Cenni  su  Milano  e  sulla  Lombardia 67 

4318.  Slatuta  Aronne 416 

1319.   Statuii  della  riviera  di  S.  Giulio  d'Oria.   .   .  448 

4320.  Porro  Daniele.   Atti  della  Cancelleria  Arci v.  di 

Milano 356 

1321.  Formularium  Cancel.  Arcbiep.  Mediol.    ...  460 

1322.  G  ose  lini  Giuliano.  Vita  di  D.  Ferrante  Gonzaga  172 
1321.   Sironi  Gian  Marco.   Cronica  di  Milano.  ...  413 

4321.  Decreta  ducum  Mediolani 132 

4325.  Miscellànea  storica  col  titolo  Varia  ab  Ailfero 

colicela 303 

4326.  Vita  e  gesta  di  Sforza  da  Colignoln 467 

4327.  Simonetta.   Compendio  della  Sfornale 112 

1328.   Decembrius  Pe.  Cand.  Vita  di  Francesco  Sforza  430 
4329.   Vi  come  reato  (Raphael  de).   Oroscopo  di  Ga- 
leazzo Maria  Sforza 453 

1330.  Leggi  emanate  dal  Gov.  Veneto 207 

4331.  Statuti  Veneti  del  Doge  Nicolò  da  Ponte  .  .  423 
1332.   Convenzioni  per  il  matrimonio  di   Valentina 

Visconti  ed  il  Duca  di  Turena 97 

4333.  Dotaliones  et  privilegia  Comitissae  Meltii.  .   .   443 

4334.  Lavai.  La  seconde  Philippique  de  Ciceron.  .  204 
4335  Torre  (della),  Vescovo  di  Como.  Costituzioni  440 
4336.   Vegius  Scipio.    Historla    rerum  geslarum  in 

Insubribus e 452 

1337.  Rubrica  di  istromenti  riguardanti  la  Certosa 

di  Pavia 395 

4338.  Offices  et  charges  de  France  ........   318 

4339.  Chronicon  Cremonae  ab  anno  4167  ad  4268.  75 
4310.  Confanonerlus  Ani.  Vitae  Àrdile».  Mediolani  90 
4341.  Id.  Id,  ivi 

/342.  Prato.  Cbronica  de  rebus  Mediol 359 

4343.  Vegil  Scip.  Htstoriae  et  Epbemerldes .  ...  452 
1344.   Miscellanea  Historica  Mediolanensis 304 

4345.  Martnonus  Diam.  De  origine  urbis  Mediol..  .  234 

4346.  Cremosano  Marco.  Memorie  storiche  di  Milano  400 

4347.  Miscellanea  Historica 301 

4348.  Arnulfus.  Historla  de   geslis    urbis  Mediola- 

nensis   49 

4349.  Burcbardus.  Diaria  Pool.  Innocenti!  Vili  .  .  52 
1350.  Burcbardus.  Diarium  Pont.  Alexandri  VI.  .  .  ivi 
1334.  Cronaca  autentica  Veneziana 403 

4332.  Miscellanea  storica 305' 

4353.  Id.  ivi 

4354.  Indici  degli  Ordini  della  città  di  Milano.   .  .   484 

4 335.  Sironi  Camiltus.  Collectanea  de  cdlflciis  Mediol.  4 1 2 

4356.  Gaytan  Pedro.   Istoria  de  Orai) 467 

1337  Relazione  dell'ingresso  in  Venezia  di  M.  Stampa  374 

66 


522 


INDICE 


Num. 

del 

Codice 

4358. 

4359. 
4300. 
4361. 
1362. 
1363. 
4364. 
4363. 

4366. 
(367. 

4368. 
4369. 

4370. 

4371. 
1372. 
4373. 
4371. 

4373. 
4376. 
4377. 
4378. 
4379. 
4380. 
4381. 
4382. 
°  4  383. 
4384. 
4385. 
4386 
1387. 
4388. 
1389. 
1390. 
1391. 
4392. 
4393. 
4394. 
4395. 

1396. 

4397. 
4398. 
4399. 
1400. 
HO). 
1102. 
1103. 
1104. 
1105. 
•  i  106. 
1 107. 
1108. 
1109. 
4410. 
UH. 


Pagina 

del 
Calai. 

Miscellanea  milanese 305 

Discorso  sopra  11  futuro  conclave 437' 

Lettere.  Qulnternello  dove  si  copiano  le  lettere  24  4 

Lettere  del  Duca  d'Orléans to' 

Lettera  sulla  caducità  del  C  Duca  Olivares  .  210 

Beguine  coltegli  Elvetici  Mediol .   .  372 , 

Turbolenze  sotto  Luigi  XV 446 

Bagattini  Natale.  Esposizione  di  mail  tratta- 
menti avuti 22 

Consulta  dello  Stalo  di  Milano ......     93 

Relazione  del  modo  di  trai  lare  le  cause  civili 

in  Milano 374 

Visitano  plebis  Abbialegrassi 466 

Bossi  Ambroslus.  Flos  Florum  seu  Cbronica 

Mediol 43 

Lettere  di  personaggi  ragguardevoli  dal  4518 

ai  1525.  . 212 

Puricclli  Jo.  Petrus.  De  Guillelmina  Boema  .  364 
Marinonus  Diam.   De  origine  urbis  Mediol.  .  234 
IU.  id.  .  233 

Cliozis  (Ambroslus  de).    Memorie  sulla  peste 

del  4576 73 

Cronache  Lombarde 404 

Storia  Milanese  dall523  a  II  525 426 

Merlila  Gaud.  De  claris  anliquissimisque  faceliis  212 
Senlentla  condemnationis  D.  Cicli!  Simonetae.  405 

Cfaronicon  ab  anno  4248  ad  4553 405 

Miscellanea  storica  Milanese 306 

Annalcs  Mediolanenses 43 

Crlspi  Pel  Ant.   Relaliones  de  oppido  Busti  .  402 

Biiiis  (de)  Andreas.   Historia 31 

Palearl  Gabriele.   Lettere 337 

Galvano  Fiamma.  Manlpulus  Florum  ....    157 

Id.  Chronicon  Mediol 158 

Gru  mei  tb  Api.  Cronaca 475 

Expeditio  in  Auximenses 158 

Cronaca  de  tute  lo  caxade  de  Venelia.   ...    104 

Arme  e  slcmm^  antichi 49 

Slemmi  ed  Imprese  Visconti 425 

Libro  delle  famiglie  ascritte  alla  nobiltà  Veneta  223 
S  tal  ul8,ordonnances  et  armoiries  de  la  Telson  d'or  415 

Statuì  de  l'ordre  de  S. -Michel ivi 

Noma,  armes  et  blasons  des  chevaliers  de  la 

Table  Ronde 313 

Rubrica  Casteliorum  civ.  et  terr.   Ducalium 

Lomb 395 

Ordines  servandl  per  Officiale*  bu  Iettar um.  .  322 
Statuti  delle  strade  ed  acque  di  Milano.  .  .  422 

Decreta  antiqua  Mediolanensia 132 

Decreta  ducum  Mediolani ,    ivi 

Statuti  dei  fustagnari  di  Milano 418 

Dalium  vini  tahernarum  Cumarum 129 

Staluta  Clavennae 447 

Statuta  Burgl  Sexii 424 

Staluta  Lesae  Verganti  Castellante  el  Canobii  418 

Staluta  Vogoniae 423 

Statuta  Castrinovi  Torlonensis 417 

Statuti  della  Valsolda 424 

Statuta  Mercaloru ni  Mediolani      420 

Id.  ivi 

Staluta  Novariau 421 


Num.  Pagio* 

del  <M 

Codice  Calai. 

4412.  Galiori.  Progetto  per  compire  la  facciata  del 

Duomo - 164 

4413.  Diploma  di  nobiltà  con  titoli  ai  fratelli  Ga- 

gliardi        .   435 

4414.  Stormanico.  Origine  di  San  Nazaro  Pietrasanla  426 

4415.  Tregua  tra  il  Doge  Raffaele  Adorno  e  Filippo 

M.,  duca  di  Milano 445 

4416.  Petitlones  civitatis  Mediolani 341 

4417.  Compendio  storico  della  città  di  Milano.  .  .     86 

4418.  Testamentum  D.ni  Gasparis  VicecomitU.  .  •  435 

4419.  Drolt  des  Ambassadeurs 444 

4420.  Statuta  communitaUs  Varisi! 422 

4421.  Miscellanea  di  fogli  volanti 306 

4422.  Crescenzio  Gio.  Pietro.   Anfiteatro  romano.  .   101 
1423.  Id.  id.  .  .    M 

4424.  Id.  id.  .   .    ivi 

4425.  Specianus   Jo.  Bapt.  Commentarla   de    bello 

Gallico 414 

4426.  Id.        «Opera  h isterica ivi 

1427.   Decreta  Ducalia  Mediol 433 

4428.  Decreta  Ducalia  prò  Cremona ivi 

4429.  Registro  di  Documenti  appartenenti  alla  fami- 

glia Gonfalonieri      370 

(430.   Bilils  (de)  Andreas.   Historia 32 

1431.  Murali us  Frane.  Historia  de  rebus  gestis  in 

Lomb 257 

4432.  Burigozzo  Marco.  Cronaca  Milanése 52 

4433.  Id.  id.  ivi 

(431.  Id.  id 53 

1435.  Pietragrossa.   Storia  di  Pavia 349 

1436.  Visconti  Galeazzo.   Miscellanea 459 

1437.  Chroniques  de  Savoye .     75 

4438.  Fiamma  Galv.  Cbronica  de  antiq.  Mediol  .  458 
1439. -Diplomi  dei  Duchi  di  Ferrara  in  favore  della 

Certosa  di  San  Cristoforo 135 

4440.   Id \   .    ivi 

4411.  Documenti  della  Certosa  di  S.  Cristoforo  presso 

Ferrara.  .      438 

1412.   Id ivi 

4443.  Panigarola.  Notizie  sull'Archivio 338 

1441.  Colta  Lazzaro.   Museo  Novarese 99 

1445.  Id.  Corografia  di  S.  Giulio  d'Orla  100 
4446.  Id.  Gozzano ivi 

1447.  Arlunus.  Historia  Medlolanensls 18 

1448.  Diarlum  maglstri  ceremoniarium  Ecc.  Metrop. 

Mediol , 434 

1419.  Arlunus    Bern.   Paneglricu*.  Carolo  V  ouncu- 

patus 48 

1450.  Statuta  collegi!  notariorum  Placenttae.  ...  424 

4451.  Statuta  civitatis  Cumanae 447 

4452.  Qulnternello  delle  elemosine  del  Card.  Erba 

Odescalchi 367 

4453.  Decreta  ducalia  Mediol 433 

4454.  Consti tul ione*  Ducum  Mediol.  Novariae  atti- 

nenles 92 

4455.  Borghi  Luigi.  Storia  della  lega  di  Cambra!  .     40 

1456.  Relazioni  di  Persia 376 

1457.  Id.       di  Polonia ' .     ivi 

4458.  Id.       d' Ungheria ivi 

4459.  Id.       di  Germania ivi 

4460         Id.      d'Inghilterra 377 


INDICE 


523 


Num.  Pagina 

dal  del 

Codice  Catti. 

4461.   Relazioni  di  Francia 377 

1462.  fd.      della  Corte  di  Roma Ivi 

1463.  Id.      di  Spagna ivi 

1 164.        Id.       varie ivi 

1465.  Id.      Venete 373 

1466.  Erlzzo.  Relazione  della  Corte  di  Roma  375  e  148 
M67.  Comendone  (Cardinale).  Relazioni.  .  .  375  e  84 
1168.  Mocenigo    Pietro.    Relazione  della    Corte  di 

Roma 250 

1469.  Navagero.  Relazione 375 

1470.  Comendone   (Cardinale).  Discorso   sopra   la 

Corte  di  Roma 375  e    84 

1471.  Badoaro  Fed.   Relazione  di  Spagna .  .  375  e    22 

1472.  Corer    Legazione  In  Francia 375 

1473.  Relazione  di  Francia  degli  anni  «647-48-49  375  e  374 

1474.  Badoaro  Federico.   Relazione  di  Spagna.  .   .     22 

1475.  Cavezza  Conte  Gerolamo.  Lettere  e  relazioni 

di  Polonia 67 

1476.  Urbino.  Raccolta  di  documenti 447 

1477.  Miscellanea 306 

1478.  Relazioni  Venete 376 

1479.  Relazione  fatta  da  D.  Alfonso  della  Queva.  .  375 

1480.  Giustiniani  Gerol.  Relazione  di  Roma .  375  e  170 

1481.  Miscellanea  slorica 306 

1482.  Miscellanea  politica 307 

1483.  Como.   Raccolta  di  documenti  sugli  scrittori 

Comaschi 85 

1484.  Bianchirne.   De  antiquitate  familiae  Crassae  .     32 

1485.  Vecchi  Carlo  Gius.  Memorie  genealogiche  Cuneo 

Belgioioso 451 

1486.  Id.  ivi 

1487.  Cooventlones    Inter    Remp.     Januensem    et 

Chlensem 97 

1488.  Barbiano  di  Belgioioso  C.  Ludovico.  Memorie 

storiche 2+- 

1489.  Miscellanea  Pavese  .  • 307 

1490.  Cerimoniale  per  i  Governatori  di  Milano.  .   .  70 

1491.  Facius  Barin.  De  bello  Clodiano 454 

1492.  Genealogie  di  famiglie  Genovesi 467 

1493.  Id.  ivi 

1494.  Liner  nobilitati*  Relp.  Genuae 215 

i  495.  Voragine  (Jacobut  de).  Chronicon  Jauuense  .  468 

1496.  Annales  Januenses 14 

1497.  Bonfadlui  Jac.  Annales  Januenses.  .....     38 

1498.  Stella.  Storia  di  Genova 425 

1499.  Lercaro  Glov.  Balla,  Historia  dei  tumulti  di 

Genova 210 

1500.  Guerre  d'Italia  dal  4613  al  4615 476 

1 504 .  Anattasius  bibliothecarius.  Historia  ecclesiastica    4  2 

1502.  Bilils  (de)  Andreas.  Historia 32 

1503.  Statata  Trivilii 422 

1504.  Annona  della  città  e  stato  di  Milano  ....  44 

1505.  Decreta  Ducalla 433 

1506.  Investitura  dello  Stalo  di  Milano 486 

1507.  Privilegia  varia  ab  anno  4081  ad  1569  .  .  .  360 

1508.  Origine  della  città  di  Lodi 323 

1509.  Alfieri  Catalano.  Corrispondenza 9 

1510.  Decreta  Ducum  Mediol 133 

1514.  Vleecomes  Job.  Ordine* 455 

1312.  Statuti  civltatls  Comi 418 

1513.  Memoratila  Senatus  Mediol 237 

Calai.  TrivuUiana 


Ifum.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

1544.  Paraino  Mich.  Guida  de' forestieri  per  Milano  339 

4515  Puricelll  Jo.  Pel.  Dissertano  historica  de  decu- 

mani8  Eccles.  Mediol. 364 

4516.  Puricelll.  Interdici!  Mediol.  ao.  1632.  narratio  365 

1517.  Processus  per  resignatione  Ecc.  Mediol.   .  .  362 

4518.  Ruzi nello  Simonino.  Opus  qui  appellai ur  Pietica  396 

1519.  Registro  dei  convocali  tenuti  in  Albuzago.   .  374 

4520.   Istrumenti  del  notaio  de  Sanctis 491 

4524.  Correspondance  d'Italie 99 

4522.  Id.  ivi 

1523.  Id.  ivi 

4524.  Id.  ivi 

•525.  Id.  ivi 

4520.   Allagazioni  varie 9 

4527.  Il  ivi 

4528.  Id.  ivi 

4529.  Id.  .ivi 

4530.  Id.  ivi 

1531.  Id  ivi 

1532.  Comparizioni  di  collegio  dei  Giurisperiti  fisici  ecc.   85 

1533.  Id  id.  ivi 

1534.  Id.  id.  ivi 

1535.  Id.  id.  ivi 

1536.  Id.  id.  ivi 

1537.  Lunati.  Compendio  della  Storia  di  Milano.  .  228 

1538.  Corda  (De  la).  Contro versiae  et  iiles  prò  suc- 

cessione    69 

1339.   Miscellanea.       307 

4540.  Anse  Conte  Benedetto.   Lettere 46 

1541.  Commenlariolus  de  vita  et  rebus  geslis  Fr. 

Bonomi 85 

1542.  Encomio  di  M.  Angelo  Cornazzano 446 

1543.  Id.  Id.  ivi 

4544.  Specianus  Caesar.  Propositionl  Christiane .  .  414 
1343.  Regalie.   Diciannove  trattati  e  discorsi  sulle 

regalie 370 

1546.  Cornazzano  Angelo.  Volumen  AllegaUonum  .     07 

1347.  Cornazzano  Pompeo.  Lettere  a  lui  dirette .  .    ivi 

4518.  Cornazzano,  famiglia.  Corrispondenza.  (20  voi.)  98 

4549.                   Id.                           id.  ivi 

4530.                   Id.                          id.  ivi 

4551.  Id.                           id.  ivi 

4552.  Id.                          id.  ivi 

4553.  Id.                           Id.  ivi 

4554.  Id.  fd.  ivi 
4553.  Id.  id.  ivi 
1556.  Id.  id.  ivi 
4557.  Id.  id.  ivi 
1538.  Id.  id.  ivi 
4359.                   Id.                           Id.  ivi 

4560.  Id.  id.  ivi 

4561.  .  Id.  id.  ivi 

4562.  Id.  id.  ivi 
1563.  Id.  Id.  ivi 
4564.  Id.  id.  ivi 

4563.  Id.  id.  ivi 
1566.  Id.  id.  ivi 

4567.  Cornazzano.  Corrispondenze ivi 

4568.  Documenti  francesi 439 

4569.  Id.  ivi 

4370.  Este  Gabriele.  Miscellanea  di  memorie  .      .149 

66' 


524 


INDICE 


Num.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai 

(571.  Esle  Gabriele.  Minute  di  ledere  a  diversi .  .  149 

1572.  Id.  Memorie  diverse. ivi 

4573.  Id.  Mémoires  secréto ivi 

4573.  Lettere  dirette  a  D.  Carlo  Eni.  d'Este ....   21  i 

1575.  Id.  id.            ....    ivi 

1576.  Id.  id ivi 

4577.  Este  Filiberto  d'Este.   Lettere 449 

4578.  Id.  id ivi 

4579.  Lettere  dirette  al  Conte  Ant.  Belgloioso.  .   .  212 

4 580.  Lettere  dirette  al  M.  d'Este  di  S.  Martino  .   .    ivi 

4581.  Torre  (della).  Lettere  autografe 441 

4582.  Id.  id.  ivi 

4583.  Id.  Id.  ivi 

4584.  Id.  id.  ivi 

4585.  Id.  id.  ivi 

4586.  Id.  id.  ivi 

4587.  Lettere  di  personaggi  del  Secolo  xvi  ....  213 

4588.  Id.  dei  Secoli  xvii  e  xvui  .    ivi 

4589.  Sfondrati,  famiglia 4(1 

4590.  Id.  ivi 

(591.  Lettere  di  Cardinali  dirette  al  Card.  Visco.  .  212 
1592.   Lettere  del  Card.  Sai  viali  al  Card.  Farnese  .    ivi 

4593.  Miscellanea.  Epistoloe  variorum 308 

4594.  Lettere  originali  diverse      213 

1595.  Ricci  Innocenzo.  Lettere  autografe  al  M.d'Fste  378 

4596.  Fórni  Antonio.  Lettere  al  M.   d'Este  .   .   .-.   461 

1597.  Marooa  Silvio.  Id.  ....  231 

1598.  Instructlo  secretissima  Gallo- Britannica  ...  485 
,  4599.   Consilia    variorum   prò   domino   Sigismundo 

Estense 90 

4600.   Lettere  diverse  dal  4566  al  1595 213 

4604.  Alciato.  Miscellanea 8 

4602.  Id.                ivi 

4603.  Id.                 .   .  ivi 

4604.  Id.                ivi 

1605.  Farnese  Al.  Lettere  sotto  Sfondrato .  .  411  e  455 

1606.  Gran  vela  Lettere  sotto  Sfondrato.  .  .  4M  e  473 
(607.  Libro  di  Soldati  di  milizia  levati  Tanno  1647  224 
1608.  Sfondrati  Nicolò  (PP.  Gregorio  XIV).   Letture.  4M 

46Ò9.  Bossi  Fabrizio.  Lettere  autografe 43 

16 10.  Visconti  Uberto.  Carle  relative  air  assassinio 

di  lui 465 

4611.  Annales  civitàlls  Lucae. 44 

4612.  Diutile  Filippi  de  Liscate 138 

1613.  Excerpta  hlstorica  dierum  utilium  .....   152 

1614.  Miscellanea , 308 

4615.  Cbartarium  Monasteri!  Ripaltae 74 

4616.  Id.  72 

1617.  Torreslni  Gian  Jacopo.   Notizie  sulle  famiglie 

Cremonesi 441 

1618.  Privilegia  dotationes  tic.  concessa  a  Gubern. 

Mediol .  360 

16(9.        Id ivi 

1620.  Id ivi 

1621.  Ru  pese  issa  Job.  Libri  duo  de  coosideralione,etc.  396 

4622.  Puricelll  Jo.  P.  Miscellanea  et  Sormani  allegata  365 

4623.  Montius  Hier.   Opera  varia 255 

(624.  Diego  del  Castillio chrónlca  del  rey  D.  Henrique  435 

1025.  Libro  della  riscossione  delle  biade  nella  Pro v. 

.  di  Pavia 224 

1626.  Ambrosius  Camaldulerisis.  Epistolae 44 


Num. 

del  Òal 

Codice  Calai. 

1627.  Menocbius  Job.  Meoocbiae  fam.  monumenta.  241 

4628.  Id.  Mcnochiae  fan.  Miscellanea.  .    tei 

4629.  Id.  De  more i9i 

4630.  Id.              De  necessitale   ejusque  pri- 
vilegi*  242 

4631.  Borromeo  (San  Carlo).  Lettere  copiate  dagli 

originali 42 

4632.  Id ivi 

4633.  Id tH 

4634.  Id ; !  .   .  iti 

4635.  Id ivi 

4636.  Id ivi 

4637.  Id i9i 

4638.  Borromeo  Card.  Federico.  Carteggio  copiato 

dagli  originali ivi 

4639.  Id ivi 

1640.   Eplslolae  ad  Romanos  pontiOces 447 

4641.  Id.                            ivi 

4642.  Id.                           ivi 

4643.  Id.                           ivi 

1644.  Ferni  Bern.   A n notati ones  et  Statata  Mediol.  456 

4645.   Miscellanea  di  cose  Milanesi 308 

4616.   Formularium  Cane.   Senalus  Mediol 460 

1647.  Gorinl    Innocenzo.   Discorso  sulla  nascita  di 

Giuseppe  II 171 

1648.  Dominicus  de  Flandria.   Questione».   .       .  .   439 

4649.  Deliberazioni  del  Consiglio  Generale  di  Milano  134 

4650.  Frammento  di  rogiti  notarili 461 

4651.  Dispacci  imperiali  dal  4750  al   4777   per  la 

Lombardia 437 

4652.  Id ivi 

4653.  Id ivi 

4654.  Id ivi 

4655.  Id ivi 

4656.  Id ivi 

4657.  Id ivi 

4658.  Id.         (serie  di)  riguardanti  la  Lombardia   ivi 

4659.  Id.  id.  ivi 

4660.  Id.  id.  ivi 

4661.  Id.  id.  ivi 

4662.  Id.  id.  ivi 

4663.  Id.  id.  ivi 

4664.  Id.  Id.  ivi 

4665.  Id.  Id.  i'dI 

4666.  Id.  id.  ivi 

4667.  Avvisi  diversi 21 

4608.  Id ivi 

4669.  Id ivi 

4670.  Progetto  di  una  nuova  taglia  nello  Stato  di 

Milano 362 

(671.  Redenasco.    Collectanea  monumentorum  Se* 

nalas 370 

4672.  SU  va  Paulus.  Vota  fiacatia 442 

4673.  Descrizione  compendiosa  della  navigazione  sul- 

l'Adda 434 

1674.  Memoria  sulla  economia  defto  Stato  di  Milano  237 
4675.  Miscellanea  di  carte  riguardanti  P  Arclv.  di 

Mallnes 309 

IU76.  Memoria  suda  Chiesa  e  collegiata  di  S.  Maria 

della  Scala 3(37 

4677.  Relation  sur  la  province  de  Languedoc  .  .      373 


INMCfE 


525 


Num. 

dèi 

Codice 


Calai. 


Num 

del 

Codice 


Pagina 

del 

CaUI. 


1678.  Tasse  (Ordini  e  decreti  relativi  alle)  ....  432 

1679.  Id.  id.  ....    ivi 

1680.  Istruzioni  date  dalla  Città  di  Milano  al  suoi 

Inviati 193 

1684.  Hieronymus  a  Sancta  Fide.  TracUtus  conica 

Judeos 478 

4682.  Antonlus  de  Nespoli.  Questione* 15 

4683.  Dominici*  de  Flandria 439 

4684.  Venula  e  dimora  di  S.  M.  Cesarea  in  Milano 

nel  1769 453 

4685.  Contribuzioni  e  carichi  delio  Stato  di  Milano    94 

4686.  Lettera  del  P.  N.  N.  intorno  al  gran  peso  della 

dignità  Cardinalizia 210 

4687.  Id ivi 

1688.  Lanzalotlo  da    Montebretto.  I strumenti    no- 
tarili  201 

4689.  Rogiti  del  notalo  Gallanti 394 

4690.  Formularlum  ad  usum  nolariorum 461 

1691.  Magni  Franciscus.  De  rebus  Hungaricis.  .  .  230 

1692.  Gallndez  de  Carvajal.  Genera* iones  semblancas 

y  opras  eie 464 

4693.  Catalogo  di  una  libreria  posta  In  vendita  .  .     65 

4694.  Saggio  di  diversi  caratteri  antichi  e  moderni.   398 

4695.  Castiglloni  Gaetano.  Due  cause  criminali  .  .     63 

4696.  Constitutlones  fratrum  de  Monte  Carmelo  .  .  92 
.4697.  Miscellanea  Milanese.  .  .  . 309 

4698.  Id.  ivi 

4699.  Sltonl   de'  Scoila  Joh.    Theatrum    equestris 

nobililatis 443 

.4700.  Estimo  e  perticato  dello  Stalo  di  Milano  .  .  450 
4704.  Ordinazioni  falle  dal  Consiglio  generale  di 

Milano 320 

4702.  Consulta  sulle  pendenze  di  conline  fra  Novara 

e  Tortona  .  . 91 

4703.  Orsi  Gius.  Dizionario  di  scienza  cavalleresca.  323 

4704.  Id.  Id.  ivi 

4705.  Id.  id.  ivi 

4706.  Miscellanea  Medica  . 309 

4707.  Id. 310 

4708.  Id.  ivi 

4709.  Id.  iti 

4740.  UT.  ivi 

4711.  Robecco  Giuseppe.  Causa  Ira  II  fisco  e  gli 

utenti  della  Muzza 393 

4712.  Id ivi 

4713.  Praelectiones  ad  rubricami  ff.    ......  358 

4714.  Gesuitica.  Forma  del.  Governo  Gesuitico.  .  .  468 

4715.  Gesuitica.  Cose  memorabili  della  casa  di  San 

Fedele 469 

4746.  Id ivi 

4747.  Id ivi 

4718.        Id ivi 

4749.  Gesuitica.  Rinnovazioni  originali  del  voti  in 

S.  Fedele ivi 

4720.  Antonelll,  prelato  di  S.S.  Lettera 45 

1721.  CasUglionl  G.  Balla.  Deli'  antichissimo  rito  di 

pregare  per  PImp. 64 

1722.  Quirico  Domenico.    Relaclon  de  los  priorados 

de  CasUllia  y  Leon 367 

.4723.  Dissertazione  sul  voto  di  povertà  dei  Cav.  di 

Malta 437 


4724.  Ordine  Gerosolimitano.  Nomi,  eie 321 

4725.  Silva  Paulus.  Opuscula  litologica 412 

4726.  Id.  id.  .....    ivi 

4727.  Adda  (fiume).  Sua  navigazione 4 

4728.  Martigoonibus    ( Laureo U a»   de).  Instrumenta 

varia 234 

4729.  Nicolaus   Bononiensls.    Exposiliones    chirur* 

gicales • .  313 

4730.  Albertus  de  Saxonia.  Commenlarlus  in  Ari- 

stotelem 7 

4731.  Formularium  Cane.  Senat.  Medlol 460 

4732.  Senato  e  Magistrato  di  Milano 404 

4733.  Senlentlae  Senalus  Mediolani 405 

1734.  Decisione»  Magislratus  ordinarli  Medlol.     .  .    131 

1735.  Competenze  precedenze  cerimoniali 86 

4736.  Colonica.  Memorie  diverse 83 

4737.  Miscellanea 211 

4738.  Visconti.  Istromenti  antichissimi  provanti  la 

loro  nobiltà 458 

4739.  Id ivi 

4740.  Id ivi 

4741.  Id ivi 

4742.  Id.      ivi 

4743.  Id ivi 

4744:        Id ' ivi 

4745.        Id tri 

.4746.        Id.         Notizie  sloriche  e  documenti.  .  .    ivi 

4747.  Id.         Miscellanea  storica ivi 

4748.  Id.         Genealogia  e  docum.  della  famiglia   ivi 

4749.  Id.  Id.  ili 

4750.  V  Id.  ivi 

4751.  Id.  Id.  ivi 

4752.  Id.         Genealogia  della  famiglia  con  do- 
cumenti   ivi 

4753.  Visconti  Vercelllno.  Vita  di  Vercellino  Visconti  465 

4754.  Id.               Stemma  e  genealogia  della 
sua  famiglia, fri 

4755.  Visconti  Ant  Maria.  Poesie 458 

4756.  Islromento  di  elezione  dei  900  falla  nel  4447.  492 

4757.  Instrumentum  conventionis  Inter  Fr.  Sfortiam 
et  civ.  Mediol 492 

4758.  Cronache  della  ciltà  di  Venezia 404 

4759.  Cronaca  Genealogica  della  Nobiltà  Veneta .  .   103 

4760.  Libro  d'oro  della  Nobiltà  Genovese     .... 

4761.  Id.  .... 
1762.  Genealogia  Comitum  Blandenti.          ...       168 

4763.  Eslimo  dello  Stalo  di  Milano 150 

4764.  Islromento  di  deposito  di  denaro   fatto  da 
Lod.  Maggi 192 

4765.  Memorie  sulle  sante  Croci  in  Milano  ....  240 

4766.  Cifre  per  lettere  diplomatiche 80 

4767.  Alti  della  Rep.  Milanese  dal  1447  al  4450.   .     20 

4768.  Elenchi  cronologici  del  Vicari  di  Provvisione  145 

4769.  Lualdl  Ignazio.  Storia  compendiosa  del  Senato 
di  Milano .226 

4770.  Elenco  dei  Vicari  di  Provvisione 445 

4774.  Ordinazioni  fatte  dal  Consiglio  Generale  di 

Milano 320 

4772.  Ordinazioni  (studio  delle)  del  Consiglio  Generale 
di  Milano ivi 

4773.  Decurioni  della  Città  di  Milano 434 


526 


INDICE 


Nom.  Pagina 

dal  del 

Codice  Calai. 

4774.  Nomina  et  cognomina  J.  C.  Collegi!  Mediol.  .  313 
4773.   Feudi  delle  Laìighe 156 

1776.  Lodi  Derendente.    Istoria  della  famiglia   VI- 

starini 226 

1777.  Relazione  sull'Isola  di  Corsica  del  1767 ...   373 
4778.  Stemmata  plurium  famlliarum  . 425 

1779.  Raccolta  di  stemmi  gentilizi  dipinti 36S 

1780.  Coloretti  Agostino.  Apologia  per  la  famiglia 

Benzoni 84 

4781.  Fanusius  Campani»  de  familils  IH.  Hai.  ...  155 

4782.  Bianchina»  Jo.  Bap.  Historia  genita  Cribellae.  33 
1783.          *    Id.                 Langobard.  genus,  etc.  ivi 

4784.  Id.  Series  genealogica  loti  uà 

gentis  vlcecomitum ivi 

4785.  Id.  De  origine  familiae  Crassae  33 

4786.  Torto  (il)  e  II  diritto  della  Bobillà  napoletana  442 

4787.  Catalogo  di  famiglie  nobili  Milanesi 65 

4788.  Silva  Paulus.  De  slemmalibus  genlilltiis.  .   .  412 

4789.  Teatro  genealogico  delle  famiglie  illustri   Mi- 

lanesi    ...  43.2 

4790.  Id W 

4791.  Nobiltà  (la)  di  Milano  smascherala  .  .  453  e  313 

4792.  Id.  .....    ivi 

4793.  Nobiltà  di  Milano  smascherala      .      .*.  ,   .  ivi 

4794.  Magnificenze  di  Milano 231 

4795.  Genealogia  della  famiglia  Arrigoni 468 

4796.  Rubrica  dell'Arch.  dei  Duchi  di  Milano     .   .  395 

4797.  Conto  generale  delle  spese  per  il  nuovo  Ar- 

chivio    94 

*!798.  Copiae  aulenticae  notarli  Pelri  de  Jerundis  .  97 

4799.  Controversia  epularis 95 

4  800.  Comnenus  And.  Ang.    Genealogia  dlversarum 

famlliarum 85 

1801.  Genealogia  della   Real  casa  di  Toscana  e  dei 

Mediol  di  Napoli 168 

4802.  PrlorisU  Fiorentino  scritto  da  Luca  Chiari.   .  359 

1803.                   Id.                             id.               .   .  ivi 

4804.  Id.                             id.                .  .  M 

4805.  Prlorista  delle  famiglie  Fiorentine ivi 

4806.  Pietra,  famiglia.   Notizie  della  loro  nobiltà.   .   3  «9 

1807.  Serie  di  personaggi    più   qualificati   di   casa 

Pietra 406 

1808.  Vlmercali.  Antichità  e  nobiltà  della  famiglia.  457 

4809.  Serbellonl.  Origine  e  notizie  della  famiglia  .   405 

4810.  Gerardina,  famiglia.  Notizie  storiche  ....    168 
1811.   Albricia,  famiglia.   Dissertazione   slorica  sulla 

loro  nobiltà 7 

4812.  Vlcaril  provvisionum  Mediolanl 454 

4813.  Alberi  genealogici  di  famiglie  Milane*!.  ...  6 
1814.               Id.                              id.               ...  ivi 

4815.  Apocalypsis  Medlolanensis 15 

4816.  Id.  ivi 

4817.  Id.  Irl 

4818.  Id.  W 

4819.  Id.  ivi 

4820.  Id.  ivi 

4821.  Id.  ivi 

4822.  Id.  ivi 

4823.  Id.  ivi 

4824.  Id.  ivi 

4825.  Arme  gentilizie  dei  Governatori  di  Milano    .     18 


Num.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

1826.  Famiglie  eslratte  dall'indice  degli  Statuirete.   155 
4827.  Alberi   genealogici   cavati   da  protocolli    bi- 
storte!       6 

1828.  Capitani  (de)  e  Beccarla  di  Valtellina  ....     57 

4829.  Tadina  gens 431 

4830.  Orchi.  Nobiltà  della  casa  De  Orchi    ....   320 

4831.  Alberi  genealogici 6 

4832  Elenco  dei  Cavalieri  ammessi  agli  onori  di 

Corte, 145 

4833.  Id ivi 

4834.  Id ivi 

1835.   Compendio  genealogico  delle  famiglie  nobili 

Venete 86 

4836.  Id ivi 

4837.  Id. iti 

1838.  Id.  ivi 

1 839.  Dispense  accordate  al(e  mani  morte  per  acquisto 

di  bi-ni 437 

1840.  Id ivi 

4841.  Id M 

4842.  Id ivi 

1843.  Id ivi 

1844.  Id.  M 

4843.  Id ivi 

1846.         Id ivi 

4817.         Id.  fri 

1848.  Id fri 

1849.  Id fri 

1850.  Id iri 

1851.  Id fri 

4852.   Dimostrazione  del  valore  dei  beni  delle  mani- 
morte  .' 435 

4833.         W fri 

1834.  Notizie  tratte  dalle   suppliche  sul  beni  delle 

mani-morte. 314 

I.K55.  Breme  (de)  Louis.   Traile  de  Paride  la  guerre    44 

4856.  Veterani.  Aforismi  e  riflessioni  militari  ...   434 

4837.  A  lem  ari  Doroteo.'  Il  quartier  maslro  generale      9 

4858.  Montecuccoli  Raimondo.  Tavole  militari.  .   .   234 

1859.  Memoria  sopra  il  miglior   regolamento  mi- 

litare  , 239 

1860.  Aperfu  sur  l'école  mili taire  de  Neuslad  ...     15 

1861.  Esercizio  per  l'Infanteria  di  S.  M.  Imp.  ...    148 

1862.  Regolamento  militare  del  1769 374 

4863.  Trattato  militare 444 

1864.  Estratto  della  pratica  militare 150 

1 863.  Contenimento  appartenente  alla  spedizione,  etc.    94 
4866.  Itinerari  per  diverse  parti  delta  Francia   e 

d'Italia 193 

1867.  Regolamento  di  compagnia  militare  per  Pescr- 

cllo  Austriaco 371 

1868.  Exercilium  fùr  sammenlllcb  Mais  infanterie  •    133 

4869.  Id.  id.  .    fri 

4870.  Sarpi    fra   Paolo.    Opinione    data  ai  signori 

Inquisitori 401 

4874.   Raccolta  di  slampe  incise  da  Antonio  del  Re.  369 
1872.   Raccolta    di    Alberi    genealogici    di    famiglie 

Milanesi 5 

4873.         Id ivL 

4874          ld ivi 

4873.         Id ; ivi 


INDICE 


527 


Num.  P*«taa 

del  -  del 

Codice  Calai. 

1876.  Raccolta  di   Alberi  genealogici   di  famiglie 

Milanesi 5 

1877.  Id ivi 

4878.         Id .  M 

1879.         Id.          ivi 

4880.  Id M 

4881.  Id ivi 

4882         Id ivi 

4883.  Id ivi 

4884.  Id ivi 

4885.  Id ivi 

4886.  Id ivi 

4887.  Id.  ivi 

#1888.        Id.  ivi 

4889.  Merona,  familia.  Documenti 242 

1890.  Miscellanea.  Fogli  staccali 311 

4891.  Roffia  Marc  Ani.  Memorie  e  notizie 393 

4892. 

4893.  RiDuecini    Alamanno.    Vocabolario    di   voci 

latine 381 

1894.  Rinuccini  Alessandro  I.  Precetti  di  retlorka  382 

1895.  Id.  II.  De  morte  B.  Catharinae.  .  .  .  ivi 

1896.  Id.  III.  Adnotatlones  in  Horatiom  .  .  ivi 
4897.  Id.  IV.  "Variorum  carminimi  liner  .  .  384 
1898.  Id.  V.  Discorso  etc ivi 

4899.  Id.        VI.  Discorso  al  Gran  Duca.  ...    ivi 

4900.  Rinuccini   Camillo  di  Tommaso.  Prose  acca- 

demiche .   .  .  . 383 

4901.  Id.  Studi  diversi  di  letteratura  e  storia  ivi 
1902.        Id.        Esercizi  spirituali 381 

4903.  Id.        Abbozzi  di  varie  orazioni ivi 

4904.  Rinurclnl  Cario.   Nota  de' suol  dispacci  alla 

Corte  di  Toscana ivi 

1905.        Id.        Raccolta  di  documenti  storici.  .  .    ivi 

4906.  Id.        Ragguaglio  della  Corte  di  Toscana,    ivi 

4907.  Id.        Istruzioni  date  dal  G.  D.  di  Toscana  385 

4908.  Id.        Cbrooologiae  cempendium  ....  384 

4909.  Id.        Commentarius  In   Aristoteli*  arlem 

dlcendi Ivi 

4910.  Id.        Artis  loglrae  compeudium ivi 

4914.  Rinuccini  Cosmo.    Commentarla   in   IV  lib. 

Just.  Justinianl 385 

1912.        Id.        Recensione*  heresum. ivi 

4913.  Id.        Aristoteli*  logicae  et  pbisicae  com- 

pendium M 

4914.  Id ivi 

4915.  Id          ivi 

4916.  Id.        Trattalo  di  Geograua ivi 

4917.  Id.                      id.                   ivi 

4918.  Id.*                     id.               ivi 

4919.  Id                       id.               ivi 

4920.  Id.                      id.               ivi 

4921.  Id.                      id. .  ivi 

4922.  Id.                       id.                M 

4923.  Id.                      id.               ivi 

4924.  Id.                       id.                ivi 

4925.  Id.                       id.                ivi 

1926.  Id.  id.  ivi 

1927.  Id.  id.  ivi 

4928.  Id.  Id.  ivi 

4929.  Id.  d.  ivi 


Num.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

930.  Rinuccini  Cosmo.  Sovrani  d'Europa 385 

931.  Id.        Breve  trattato  dei  Principi  e  Sovrani 
d'Europa ivi 

932.  Rinuccini   Folco.    Studi    falli   sopra   diversi 
autori 38C 

933.  Id.        Abbozzi  di  vari  scritti ivi 

934.  Id.        Sbozzi  di  vari  studi  letterari  e  critici   ivi 

935.  Rinnuccini  Francesco.  Discorso  a  M.  D'Elei,    ivi 

936.  Id.        Proserpina,  Garbino,  Maurlnda.  387 

937.  Id.        Garbino  ed  Isabella Ivi 

938.  Id.        Maurlnda  di  Corinzia ivi 

939.  Id.        Relazione  del  viaggio  del  Sm*  Prin- 
cipe Gian  Carlo  de1  Med ivi 

940.  Id.        Scritti  che  trattano  U'archileUura .  380 

941.  Id.        Orazione   in   morte  di  Margherita 
d'Austria ivi 

942.  Id.        Elementi  di  Astrologia ivi 

943.  Id.        Sludi  Astrologici 387 

914.        Id.        Annotazioni  a  studi  su  Maccbiavdlo   ivi 
945.  Rinuccini  Orazio  e  Francesco  Orazioni  e  ser- 
moni  390 

9 '.6.  Rinuccini  Pier  Francesco.  Commentarla.  .   .  391 

947.  Id.        Zibaldone  di  sludi  storici ivi 

948.  Id.        Ruolo  degli  Accademici  della  crusca  ivi 

949.  Strozzi.  La  congiura  de' Pazzi 426 

950.  Istoria  del  Conte  d'Arco 189 

954.  Rinuccini   Gio.  Batta.  Appunti  e  diario  della 

sua  spedizione  in  Irlanda 390 

952.  Id.        Considerazioni  sulla  storia  Romana  387 

953.  Id.        "  id.  iti 

954.  Id.        Varie   considerazioni    sulla  storia 
ecclesiastica 389 

955.  Id.        Peregrinano  ad  heremum  fonlls  A- 
veilanae ivi 

956.  Id.        Miscellanea  di  varie  operette ...   388 

957.  Id.        iter  Opbidanum 390 

958.  Id.        Compendio  di  geografia 388 

959.  id.        Considerai iones  variae  legale*.  .   .  390 
900.        id.        Sei  dialoghi  del  Governo  episcopale  388 

961.  Id.        Copia  del  precedente 389 

962.  s       Id.        Altra  copia ivi 

963.  Id.        Questione*  in  Vili  libro*  Aristoteli*  ivi 

964.  Id.        Ubellus  de  recta  argumentandi  re- 
ttone  ivi 

965.  Id.        Minute  di  molte  leUere ivi 

966.  Id.        Copie  delle  lettere  da  esso  scritte 
dall'Hibernia 390 

967.  Id.        Minute  di  lettere 389 

968.  Id.        H dazione  della  sua  nunclatura  in 
Irlanda. 390 

969.  Id.        Commentarius  de  herests  Anglicana  389 

970.  Id.  Id.  ivi 

971.  Id.        Commentarium  de  bere*!*  ....    ivi 
972         Id.  id.    ,  ....    ivi 

973.  Id.  Id.  ....    ivi 

974.  Id.  Id.  .   .  .        ivi 

975.  Id.        Scritture  varie 3S8 

976.  Id.        QuesUones  Theologicae 387 

977.  Id.  Istruzione  pratica  per  la  cura  epi- 

scopale.    390 

1 978.        Id.        Discorsi  40  sulla  dignità  del  Vescovo  388 


528 


INDICI 


Num.  Pagina 
del  (MI 

Codice  GataL 
i 

1979.  Rinuceini  Gio.  Batt  Selva  di  vari  pensieri  .  .  388 

1980.  Iti.        Relatione  delP Ambasciata  di  Giulio 

Vitelli 389 

1981.  Rimicelo!  Tommaso.  Ruolo  del  Cav.  di  San 

Stefano 392 

I9«2.        Id.        Abbono  di  calendario  fiorentino  .  ivi 

1983.  Id.                                id.                         .  ivi 

1984.  Id./      Libro  di  ricordi ivi 

1985.  Id.        Relazione  del  suo  viaggio  a  Parigi,  ivi 

4980.        (d.        Trattato  da  usarsi ,  ecc ivi 

1987.'  Rinuceini,  famiglia.  Scritture  della  consorteria 

Rinuceini 384 

1988.  Id.        Sommario  del  documenti  della  fa- 
miglia   ivi 

1989.  Crivelli  Libro  de1  privilegi  della  famiglia  .  .  402 

1990.  btromento  di  compera  di  un  palazzo  In  Roma 

da  Tom.  Marino. 492 

4991.  Statuti  degli  Aromatari  di  Novara. 421 

1992.  btromento  di  vendita  falla  dall'  Arcivescovo  di 

Milano 492 

1993.  Istoria  de  la  Passione  de  nostro  Seg.  J.  Cristo  190 

4994.  Seslinl  Domenico.  Opere  numismatiche.   .  .   407 

4995.  Id.  Id.  ...     ivi 
1990.              Id.                             id.  ...    ivi 

4997.  Id.  Id.  ...   408 

4998.  Id.  id.  ...    ivi 

4999.  Id.  id.  ivi 

2000.  Id.  id.  ...  ivi 

2001.  Id.  id  ...  ivi 

2002.  Id.  Id.  ...  ivi 

2003.  Id.  Id.  ...  ivi 

2004.  Id.  id.  ...  ivi 

2005.  Id.  id.  .   .   .  ivi 
2000.  Id.  id.                        .  ivi 

2007.  Id.                              id.  ...  ivi 

2008.  Id.                             Id.  ...  ivi 

2009.  Id.                             Id.  ...  ivi 

2010.  Id.                              Id.  ...  ivi 
2044.  Pasquinate  per  la  morte  di  Clemente  XII  .  .  339 

2012.  Pasquinate 

2013.  Note  e  conti   di  libri,  elenchi  di  biblioteche 

dirètte  ai  Marchesi  Trivulzio 484 

2014.  Poesie  diverse 485 

2015.  Lettere  di  diversi 503 

2016.  Id.             ivi 

2017.  Id.             ivi 

2018.  Id.             ivi 

2019.  Id. ivi 

2020.  Id ivi 

2021.  Id ivi 

2022.  Id ivi 

2023.  Id ivi 

2024.  Id ivi 

2025.  Id.             ivi 

2026.  Id.             ivi 

2027.  Id.             ivi 

2028.  LI.             ivi 

2029.  Id.             ivi 

2030.  Id.             ivi 

2031.  Elenco    delle   Edisioni  del  secolo  XV  della    ivi 

Bib.  TrivoJrio 480 


Num. 

«al 

Codice 


Pagina 
Gatal. 


2032.  Tomltano  Giul.  Rem.  Lettere  autografe.  .  .  488 

2033.  Rosmini  Cario.  Id.  .  . , .  487 

2034.  Id.  Id.  .  .  .    ivi 

2035.  Id.  id.  .  .  .    ivi 

2036.  Franeeseoni  Daniele.  Id.  ...   481 

2037.  Testa  Francesco.  Id.  ...  488 

2038.  Ciampi  Sebastiano      ^         Id.  ...  478 

2039.  Neri  (S.  Filippo).  Lettere  .  .      484 

2040.  Miscellanea  storica 483 

2041.  Trivulzio  Teodoro.  Minute  di  lettere  .  .  .  .  49C 

2042.  Lettere,  decreti  ed  altre   carte  relative  alla 

Lombardia 482 

2043.  Trivulzio   Marchese   Gian   Giacomo.    Lettere 

autografe 494 

2044.  Id.        Lettere  autografe  all'Abate  France-     * 

sconl 495 

2015.        Id.        Lettere  autografe  all'Abate  Mazzu- 

chelll ivi 

2046.  Id.        Copie  di  lettere 494 

2047.  Id.        Catalogo  de' suol  libri 495 

2018.  Trivulzio  D.  Carlo.  Miscellanea 491 

2049.  Id.        Miscellanea  di  documenti 505 

2050.  Id.  id.  .  ...    ivi 

2051.  Id.  Id.  ...        ivi 

2052.  Td.  Id.  ....     ivi 

2053.  Id.  Id.  .   .   .     fri 

2054.  W.  Id.  .  ...     ivi 

2055.  M.  id.  .   .   .   .     M 
2096.        id.                            Id.  .   .  .  .     A» 

2057.  Id.  td.  ....     Ivi 

2058.  id.  Id.  .  ...     ivi 

2059.  Id.                            M.                    ....     IH 
2000.  Trivulzio.     Documenti    originali    in    perga- 
mena   488 

2061.  Trivulzio   Marchese   G.  Ciac.  Inventario  del 

libri  da  lui  acquistati 495 

2062.  Miscellanea  Trivulzio.  Scrittori. 490 

2063.  Madrignano  Are.  Gestarum  rerum  Magni  Tri- 

vultil,  lib.  IV 483 

2064.  Trivulzio  Teodoro  (Moni.).  De  ordinariis  S. 
Med.  Ecclesia* 490 

2065.  Miscellanea 483 

2066.  Indice  delia  storia  della  famiglia  Trivulzio.  .  481 

2067.  Compendio  di  notizie  riguardanti  la- famiglia 
Trivulzio 479 

2068.  Libro  d'Imprese  Sforzesche  eTrivulile.  ...  482 

2069.  Libro  de' pagamenti  de5  soldati  Alemanni  .  .    ivi 

2070.  Trivulzio  Renato.  Rime     496 

2071.  Estratti  di  vari!  manoscritti  «ella  Bib.  di  Pa- 
rigi riguardanti  Pllalia. 480 

2072.  Rissar!.  Memorie  della  campagna  del  1616.  .  476 

2073.  Trivulzio  G.  Frane.  'Libro  In  cui  notava  gli 
affari  di  casa  sua 492 

2074.  Coppa  Giov.  Donato.  Tentativo  di  Storia  della 
fam.  Trivulzio 479 

2C7a.  Trivulzio  Gian  Giacomo.  Notizie  biografiche.  493 
2070.  Cronaca  di  G.G.  Trivulzio. 480 

2077.  Memorie  biografiche  del  Magno  Trivulzio  .  .  483 

2078.  Miscellanea  Trivulzio 490 

2079.  Madrignano  Arcangelo.  Gestarum  rerum  Magni 
Triv.  IH».  IV 482 


INDICE 


529 


Noea.  Pagina 

del  dli 

Codice  CataL 

2080.  Abozzo  di  esequie  falle  in  Monaco  a  D.  Glov. 

Trivulzio 475 

2081.  Trivulzio  Teodoro.  Lettere  al  P.  Ercole  suo 

tiglio 496 

2081***.     Id.        altra  lettere  come  sopra ivi 

2082.  Lettere  dirette  dalla  Spagna  al  P.  Trivulzio  .  482 

2083.  Trivulzio  Alessandro.   Lettere  di  stampatori  e 

librai 490 

2084.  Id.        Lettere  autografe ivi 

2085.  Id.        Lettere  a  lui  dirette  ......  ivi 

2086.  Id.                      id.               ivi 

2087.  Id.                      id.                ....'...  ivi 

2088.  Trivulzio  Claudio.   Carte  diplomatiche.  ...   492 
.2089.  Bellone  D.  Giuseppe.  In  Aristoteli*  physicam 

questiooes 476 

2090.  Trivultius  Anton.   ArtiAcia  rethoricae .  ...  491 

2091.  Aristoteles    B  re  vis  introducilo  in  logicam  .   .  475 

2092.  Paleologo.  Il  cavalier  ravveduto 485 

2093.  Trivulzio   D.  Carlo.   Numismala  Augustorum 

ab  eo  collecta 492 

2094.  Id.        Zibaldone • 49f 

2095.  Id.        Libro  di  Annotazioni ivi 

2096.  Scaurus  Fr.   De  laudibus  Jo.  Ja.  Trivultil  .  .  487 

2097.  Nagonius.  Carmina  de  laudibus  Jo.  iac.  Tri v ulti i  484 

2098.  Crassus  Ani.   Poema.  . 479 

2099.  Sfurioni  Fed.  Ani   Panegyris 487 

2100.  Cousai  (Claude).  Fantaisie  sur  le  Casal,  etc. .  479 
2fOI.  Trivulzio  D.  Carlo.  Zibaldone 492 

2102.  Id.  fifteniorie  sulle  mutazioni 

e  soppressioni  di  Monasteri 491 

2103.  Colombino  Filippo.  Poesie. 479 

2104.  Callimachl  Aug.  Panegyrls  Trivultia,  ....  478 

2105.  Harcaldi  Fran.  Narratone  dello  Stai»  della 

Reg.  di  Scozia 483 

2106.  Porro  Alex.  Le  trés  grand  Triulce 486 

2107.  Trivulzio  D.  Carlo.   Nota  dei  visitatori  del  suo 

museo 492 

2(08.  Oroscopo  della  nascita  del  Conte  di  Basslgnana  485 

2109.  Valguarnera  Carolo*.  Flosculos  Academicos  .  496 

2110.  Ci*    Astrologia  al  Card.  Trivulzio 478 

2MI.  Moneta  Carlo.  Orazione  per   il  P.  Teodoro 

Trivulzio 484 

2112.  Ordine  de  le  esequie  del  Magno  Trivulzio.  .  485 

2113.  Albrlooo  Gian  Giacomo.  La  incoronazione  eie.  475 

2114.  Trivulzio  Marcello.  Zibaldone 493 

2115.  Bruni  Leonardo.  La  guerra  del  Goti  .  .  .  .  „50 

2116.  GHodi  Paolo.  Saggio  d'architettura  militar»!  481 

21 17.  Ritratti  di  personaggi  della  famiglia  Trivulzio  486 

2118.  Id.  id.  ivi 

2119.  Id.  id.  ivi 

2120.  '  Id.  id.  ivi 

2121.  Vivianl  Qulrico.  Versi  in  memoria  del  Mar- 

chese G.  G.  Trivulzio 498 

2122.  Indice  per  ordine  alfabetico  di   un  Archivio 

Milanese 481 

2123.  Ellano  della  istruzione  delie  squadre  ....  480 

2124.  Madrignano   Arcangelo.    Prefazione  sopra   li 

Commentari  Triv 482 

2125.  Trivulzio  Maresciallo.  Libro  delle  paghe  de1  suoi 

soldati 493 

2126.  Id ivi 


Num.  Pagina 

del  & 

Codice  calai. 

2127.  Trivulzio  Maresciallo.  Libro  delle  paghe  de'  suoi 

soldati 493 

2128.  Id ivi 

2129.  Id ivi 

2130.  Id ivi 

2131.  Id ivi 

2132.  Madrignano  Are.  Gestarum  rerum  Magni  Tri- 

vultil, lib.  IV 482 

2133.  Trivulzio  Maresciallo.  Zibaldone 493 

2134.  Rebucco  AnL  Vita  del  Marchese  Trivulzio.  .  486 

2135.  Id.  id.  ivi 

2136.  Id.  id.  ivi 

2137.  Trivulzio  Card   Antonio    Lettere  autografe.  .  491 

2138.  Fanlanus   Raphael.   Principium   historiae  Tri- 

vultiae 480 

2139.  Bibbia  Sacra 31 

2140.  Mutius  Plus.  Historla  Trivultia 484 

2141.  Besalù  Aloisio.  Trattalo  sopra  i  falconi  ...  476 

2142.  Boccacil  Job.  FlametU ivi 

2143.  Incisioni  (Libro  di) 181 

2144.  Libro  d'orazioni  ad  uso  d'Isabella  d'Aragona.  220 

2145.  Raccolta  di  disegni 369 

2146.  Fiorettili  musici lift 

2147.  Lascaris.   Grammatica  Greca 204 

2148.  Evangelisliarum  ad  usuro  Fr.  Sfortiae f  51 

2149.  Avellino   (S.  Andrea).  Trattato  per  conoscere 

la  vera  umiltà 20 

2150.  Oralionls,  de  parllbus 485 

2151.  Isocralis  Oralio  ad  Nicoclem 188    < 

2152.  Isocrate  Oraison  à  Nicocles 187 

2153.  Borromeo  (S.  Carlo).  Libro  di  memorie  ...     40 

2154.  Valla  Georglus  de  HierogliplifcU  Argypttis.  .  497 

2155.  Horae  B.V.Marlac 48f 

2156.  Arme  miniate fff 

2157.  Visconti  Gaspare.   Rime 462 

2158.  Callimachus  Aug.  Panegyris  Trivultia ....  473 

2159.  Nucetus  Joh.  Ambroslus.   Ritratti  di  Signore 

Milanesi 316 

2160.  Portolano 357 

2161.  Psalterium  Davidi*  greco-latlnum 363 

2162.  Leonardo  da  Vinci.  Libro  d'annotazioni.  .   .  207 

2163.  Libro  del  Jesus  per  uso  di  Massimiliano  Sforza  2(5 

2161.  Offlclum    B.  V.  M 335 

2465.  Mlssale  Romanum  (Este) 245 

2166.  Id.  (Berry) 246 

2167.  Donati  (Aelil).  Grammatica. 139 

2168.  Stemmi  ed  Imprese  Trivulzio 487 

2169.  Lettere  risguardantl  la  biblioteca 503 

2170.  Id.  ivi 

2171.  Trivulzio   (Maresciallo).  Corrispondenza   dal 

4467  al  1518 494 

2472.        Id ivi 

2173.  Id ivi 

2174.  Id ivi 

2175.  Id ivi 

2476.         M ivi 

2177.  Id ivi 

2178.  Id ivi 

2179.  Id ivi 

2180.  Id ivi 

2181.  Id ivi 


530 


INDICE 


Nam.  Pagina 

del  del 

Codice  Calai. 

2182.  Trimlzlo  (Maresciallo).  Corrispondenza   dal 

4467  al  1518 191 

2483.        Id ivi 

2184.  Id ivi 

2185.  Id , ivi 

2186.  Id ivi 

2187.  Id .  ivi 

2188.  Id ivi 

2189.  Id ivi 

2190.  Id Ivi 

2191.  Id ivi 

2192.  Id ivi 

2193  Id ivi 

2194.  Id ivi 

2195.  Id ivi 

2196.  Id ivi 

2497.         Id ivi 

2198.  Id ivi 

2199.  Id.         ivi 

2200.  Id.             ivi 

2201.  Id ivi 

2202.  Id ivi 

«03.        Id ivi 

2204.  Id ivi 

2205.  Id ivi 

2206.  Trivulzlo  Anton.  Protonot.  Corrispondenza  dal 

4480  al  1484 491 

2207.  Id .' ivi 

2208.  Id.         . M 

2209.  Id ivi 

2210.  Id ivi 

2214.        Id x ivi 

2212.  Id iti 

2213.  Trivulzio   Renaio.  Corrispondenza   dal    1483 

al  1493 196 

2214.  Id M 

2215.  Id.         ivi 

2216.  Id m 

2247.        Id ivi 

2218.  Id ivi 

2219.  Id ivi 

2220.  Trivulzio.    Lettere  dei  signori  Trivulzlo  dal 

1482  al  4496 488 

2221.  Id m 

2222.  Id ivi 

2223.  Id M 

2224.  Id ivi 

2225.  Id ivi 

2226.  Id ivi 

2227.  Id ivi 

2228.  Id ivi 


Num. 
del 

Codice 

2229. 


2230. 
2231. 
2232. 
2233. 
2231. 
2235. 
2230. 
2237. 
2238. 
2239. 
2240. 
2241. 
2242. 
2243. 
2244. 
2245. 
2246. 
2247. 
2248. 
2249. 
2250. 
2251. 
2252. 
2253. 
2254. 
2255. 
2256. 
2257. 
2258. 
2259. 
2260. 
2261. 
2262. 
2263. 
2264. 

2265. 
2266. 
2267. 
2268. 
2269. 
2270. 

2271. 
2272. 
2273. 
2274. 
2275. 
2276. 


\ 

OC* 

Catti. 

Trivulzlo 

Lettere 

e  corrispondenze  TrivuJz. 

dal  4211  al  4531 

1  .  . 

488 

Id. 

M 

Id. 

ivi 

Id. 

ivi 

Id. 

ivi 

Id. 

iti 

Documenti  storici  dall'anno 

1463  al  4499  .  .  480 

Id. 

Id. 

.    .    ivi 

Id. 

id. 

.    .     ivi 

Id. 

Id. 

.    .    ivi 

Id. 

Id. 

.   .     ivi 

Id. 

Id. 

.    .     ivi 

Id. 

Id. 

.     ivi 

Id. 

id. 

.     ivi 

Id. 

id. 

.   .     Ut 

Id. 

id. 

.   .     ivi 

Id. 

Id. 

.   .     ivi 

Id. 

id. 

.   .     ivi 

Id. 

Id. 

.    .    ivi 

Id. 

Id. 

.    .     ivi 

Id. 

Id. 

.  .     ivi 

Trivulzio.  Miscellanea  e  documenti. 

Cartella     I  489 

Id. 

id. 

Cartella    II   ivi 

Id. 

Id. 

Cartella  III   ivi 

Id. 

Id. 

Cartella  IV   ivi 

Id. 

id 

Cartella     V   ivi 

Id. 

id. 

Cartella  VI  490 

Id. 

Id. 

Cartellavi!   ivi 

Codice  lodo- persiano 499 

Catalogo  dei  manoscritti  della  Bib.  Belgioioso  478 

Catalogo  della  Bib.  Rmuccinl ivi 

Id.  ivi 

Id.  ivi 

Breviarium  Ambrosianum 45 

Dante.   Divina  Commedia 108 

Catalogo  degli  stampati  della  Biblioteca  Tri- 
vulzio  *  478 

Id.                                     id.  ivi 

Stemmi  ed  imprese  Trivulzlo 487 


Id. 
Id. 


Stemmi  ed  Imprese  divene 

Catalogo  del  manoscritti  della  Biblioteca  Ri- 

nuccini 

Portolano 

Id 


Id. 
Id. 
Id. 
Id. 


ivi 
ivi 

ivi 

478 

503 

504 

ivi 

ivi 

ivi 

505 


J 


*0     . 


INDICE  DEI  CODICI 

contenenti  Notizie  storiche  delle  Città  e  Regioni  italiane 


(NB.  I  Codici  sono  notati  seguendo  l'ordine  alfabetico]. 


Areno.   Cod.  Pi.  861. 

Bergamo.   Cod.  794. 

Brescia.   Cod.  N.  Il 32,  4511. 

Como.  Cod.  N.  1811,  1483,  271,  441)2,  1268,603,  640, 
668,  743,  744,  745,  731,  754,  814  ,  1283 ,  1281, 
IBI,  1830,4269,  1403,  1267,  4151,  4512,  1335. 

Cremona.  Cod.  N.  1339,  1541,  1265,  1428,  302,  1126, 
4128,  4(29,  (130,  1137,  1470,  1617. 

Genova.  Cod.  IV.  1113,  1496,  1497,  626,  1487,  (491, 
1402,  4493,  (499,  1494,  1899,  171,  293,  4(36, 
4137,  1138,  IMI,  (325,  1408,  4778,  1498,(240, 
(415,  1760,  1761. 

Lodi.  Cod.  N.  (780,  274,  1130,  1132,  1142,  4508,  1226, 
4234. 

Lucca.  Cod»  N.  436,  1611. 

Mantova  e  Gonzaga.  Cod.  N.  12(7,  (179,  299,  (322, 
(71,  1125,  1131,  1133,  1137,  1161,153,  79,  508. 

Milano  e  «uo  Ducato.  Cod.  N.  598,  866,  867,  868,869, 
(872  al  1888,  1813,  181),  1827,  1831,  739,  757, 
812,  813,  1601  al  1601,  1526  al  4531',  4381, 
4504,  1815  al  1821,  237,  1(78,  706,  1417,  4449, 
724,  1825,  1390,  13(8,  170,  1767,  (667  al  1669, 
1365,  1488,  143,  180,  181,182,  183,1287, 
4383,  1430,  1502,  1484,  1785,  1782,  1783,  1784, 
551,  552,  2153,  1631  al  1637,  1638,  1639,  1369, 
4609,  387,  589,  1132,  1433,1431,  1241,562,560, 
4695,  511,  536,  559,  741,  823,  827,  830,  1721, 
361,  1787,  1317,  1232,  1490,  1374,  1218,  811, 
756,  785,  1736,  1780,  1532  ni  1530 ,  1221,  105, 
414,  585,  14(7,  4733,  1340,  1311,  406,350,382, 
1151,  1262,  4366,  4797,  «685,  226,  547,  313, 
1332,332, 1346, 1422, 1423, 1424, 1382, 1989, 1375, 
1102,  235,  101,  1273,  1338,  1734,563,241,1230, 
1265,  1399,  1400,  4260,  4315,  1324,  1453,4427, 
1428,  1503,  1510,  4773,  4649,  1673,1448,  1852, 
1853,  1651  al  1657,  1658  al  4666,  1839  al  4851, 
(00,  1612,  2167,  1333,  1768,  871,  1832  al  4831, 
4770,  1220,  1700,  1763,  1613,  1826,  1813,  1814, 
1827,  870,  1289,725,  1644,  1275,  4276,  4385, 

4386,  1138,  1211,  494,  4229,  1255,  1314,  1321, 
1646,  1731,290,  859,  1412,  4177,  1795,  1248, 
1715  al  4718,  1719,  1648,  600,  1322,  599,  1261, 

4387,  1500,  374,  308  al  311,  1354,  271,  521, 
1506,  233,  234,  1239,  1212,  1243,  1244,  1245, 
1520,  1992,  1736,  4757,  4764,  4680,  699,  4360, 
1370,  1594,  377,  343,  2163,  1607,  4769,  4537. 


Segue  Milano  e  Ducalo.  Cod.N.  4316,  648,  4794,  260, 
4373,  1372,  4345,  1728,  1191,  1249,  124,  (89, 
490,  1513,  1674,  1676,  4765,  1627,  4628,  4889, 
4309,  513,820,  821,  822,  4172,  1173,  1174,823, 
819,  1431  ,  161  ,  473 ,  174,  197,  704,  751,  760, 
766,  1121,  1426,  (127,  (128,  1129,  4130,  4(34, 
1132,  1133,  1134,  4141,  4142,  1143,  1277,1281, 
1290,  1291,  1292,  (325,  1314,  1347,  4358,  1380, 
1421,  1481,  1339,  1614,  1615,  1697,  1698,  1706, 
al  1710, 1210,  1791,  4793,  4792,  1774,200,1854, 
103,  215»,  714,  37,  4701,  4771,1772,4278,4279, 
1280,  1219,  1266,  1270,  1397,  509,  1384,  .1443, 
583,  151 1,  1416,  700,  781 ,  684,  730,  731,  732, 
733,  798,  799,  800,  801,  1009,  1320,  698,  (342, 
380,1225,1285,4507,  1618  al  1620,  4296, 
4297,  1517,  1670,  1272,  1371,  (515,  1516,  1622, 
1286,  I(j2,  1871,  1671,  1429,  1519,  605,  367, 
1363,  548,  1135  al  1138,  255,  372,  4357,  1311, 
(312,  1313,  1367,  1474,  (211,  221,  1711,  1712, 
1689,  1258,  1295,  1396,  1796,  1246,  201,  4732, 
4378,  1733,  1809,  1589,  1590,  1l>72,  1788,  4327, 
4355,  I323,»I099,  1259,  1271  v  1425,  4426,  312, 
1228,  1318,  1216,  1264,  1401,  225,  4405,  1224, 
1202,  1(09,  1410,  389,  140-4,  1398,  150*,  1420, 
1263,  1408,  1391,  1376,  4414,  4829,  4678,4679, 
1222,  872,  1789,  1790,  1257,  1418,  689,123,64, 
604,  (485,  1486,  1336,  1313,  4175,  1274,  4684, 
1792,  608,  4812,  1511,  1329,  1808,  4204,  4752, 
1748  al  1751,  1738  al  1743,  4746,  4747,  1436, 
1171,  46(0,  (753,  (754,  531,4368,366,374,239, 
2080,  2072,  2138,  2104,  2258,  2264,  2265,2110, 
2067,  2074,2100,2098,2076,2235  al  2249,  2071, 
2138,  2066,  2122,  2042,  2082,  2068,  2069,2079, 
2132,  2121,  2063,  2077,  2040,  2065,  2111,2140, 
2097,  2112,  2108,  2106,  2134,  2135,  2(36,  2117 
al  2120,  2096,  2168,  2266,  2267,  2268,  2269, 
2099 ,  2060 ,  2220  al  2228,  2229  al  2234,  2250, 
al  2256,  2078,  2062,  2206  al  2212,  2137,  2094, 
2102,  2048,2088,2125  al  2131,2133,2144,2075, 
2171  al  2205,  2213  al  2219,  2081,  2084**. 

Napoli  e  Sicilia.  Cod.  N.  25,  4203,  1139,  4206,1801, 
118,  1196,  1197,  190,  293,  650,1129,1141,1325, 
801,  203,  1786,  1186. 

Novara.  Cod.  Pi.  4  454,  4441,  864,  (III,  1991,  4404. 

Pavia.  Cod.  N.  553,  103,  4625,  4776,  4141,  1142,1441, 
4460,  1489,  4593,  4435,  512,  1337,  1807. 


532 


INDICE 


& 


Piemonte  Cod.  N.  4509 ,  1294,  «86,  32,  4615,  1616, 
1437,  4702,  4445,  1446,  4379,  262,  286,  1293, 
859,  1762,  609,  610,704, 1130,  4131,1133,4134, 
4136,  1137,  4138,  1806,  1318,  HOT,  1319,4224, 
865,  4406. 

Soma  (Romagna).  Papi.  Concilio  di  Trento.  Storia  ec- 
clesiastica. Inquisizione.  Cod.  N.  524,  527.  528, 
1501.  523,  4720,  4631  «I  4637,  501,  589,  601, 
4349,  4350,  261,  131,  IMO,  369, 1 »35,7 16, 1736, 
1467,  1470,  837,  550,  588,594,4145,1(46,1(47, 
4148,  1149,  1150,  4151  ,  388,  529,  4359,  525, 
4299,  4640  al  1643,  1388,  148»,  146,  1166,  404, 
250,  1990,  190,  4152,  1153,  1370,  64,  1305,368, 
4468,  1623,  301,505,  754,  761,4124,  4125, 
4126,  4427,  1128,  1129,  4130,  1431,  1132,1133, 
4141,  4442,  4161,  4288,  4325,  1352,  1353,  1482, 
1539,  445,  4308,  4854,  2011 ,  H54  ,  435,  549, 


Segue  Roma,  ecc.  Cod.  N.  4779,  4303,  4306,605,4  484, 
4462,  4  465,  4466,  4467,  4468,  4469,  4470,  4480, 
4478,  1462,  1464,  1965,  4967,  4969  al  4974, 
4954,  1966,  4968,  4951,  28,  29,147,1608,  4200, 
4186,  1171,  526,  1326,  452,2012. 

Toscana.  Cod.li.iZ6,  4(81,  206,  1801,  306,  4300,  119, 
307,  1298,  124,  189,  190,  207,  595,  721,  1425, 
1127,  4431,  4132,  1133,  1134,  1141,1352,  1484, 
1180,  291,  1802  al  1801,  4805,  202,  1304,  1184, 
•304,  1474,  1987,  1899,  1900,  1904,  4905,  1906, 
4907,  205,  4939,  4975,  4965,  1982,  1983,  1891, 
41)84,  4986,  154,  602,  30,  1949,  240,  153,  449, 
464,  2259  al  2261,  2270. 

Urbino.  Cod.  li.  153,  456,  1131,  4476. 

Valtellina.  Cod.  N.  4828,  4131,  2282,4462,1163,1164. 
1105. 


TRI \  VLZI 


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CATALOGO 


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OSGRITTI 


EDITO  PER  CURA 


DI 


GIULIO    PORRO 


Vice-Prerid.  della  R.  Depn't.  di  Storia  Patria 


TORINO 


STAMPERIA  REALE  DI  G.  B.  PARAVIA  E  COUP. 

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MDCCCLXXXIV\ 


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